{"id":26859,"date":"2013-03-12T15:25:35","date_gmt":"2013-03-12T14:25:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26859"},"modified":"2013-03-12T15:25:35","modified_gmt":"2013-03-12T14:25:35","slug":"luca-raffaelli-enrichetto-cosimo-alla-ricerca-del-manga-mangante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26859","title":{"rendered":"Luca Raffaelli | Enrichetto Cosimo \u2013 Alla ricerca del manga mangante"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26851\" title=\"Enrichetto Cosimo01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/A.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"407\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/A.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/A-300x196.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><br \/>\n<strong><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 20pt; color: black;\">Ciao a tutti, sono Enrichetto Cosimo <\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt; color: black;\">di Mario Verger<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt; color: black;\">Ciao a tutti, sono Enrichetto Cosimo\u2026<br \/>\nEnrichetto Cosimo era l\u2019opinionista (sui generis) ideato da Luca Raffaelli, che compariva sul supplemento de <em>L\u2019Unit\u00e0<\/em>, che si chiamava Atin\u00f9 (cio\u00e8 il titolo del giornale al rovescio), personaggio che ebbe un grandissimo successo\u2026 e una responsabile di una grande casa editrice gli chiese di scrivere un romanzo, ma che non le piacque\u2026 E cos\u00ec cominci\u00f2 il suo \u201cpellegrinaggio\u201d per quattordici anni fra gli editori\u2026 Finch\u00e9 Pier Domenico Baccalario, che fa l\u2019editor per <em>Geronimo Stilton<\/em>, trov\u00f2 <em>Enrichetto Cosimo<\/em> divertente e l\u2019ha proposto a Einaudi.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt; color: black;\">Come uno dei classici per l\u2019infanzia e per adulti, quale <em>Il piccolo principe<\/em> e, pi\u00f9 recentemente, <em>Harry Potter<\/em>, non pi\u00f9 attraverso sogni nella realt\u00e0 irrealizzabili, come visitare asteroidi o divenire maghi, <em>Enrichetto Cosimo<\/em> racconta un sogno, ancora pi\u00f9 semplice e attuale, divenuto realt\u00e0 di un bambino italiano (o di una qualsiasi altra parte del pianeta): conoscere il suo \u201cmito\u201d. Non a caso l\u2019autore del libro ha scelto un mito non comune ai pi\u00f9, come sarebbe un campione di calcio o un cantante, bens\u00ec un ipotetico mangaka (un disegnatore di fumetti giapponese), famoso in tutto il mondo: il maestro \u201cShimitsu Furukawa\u201d, capelli grigi, occhiali e barbetta a pizzetto\u2026 Il quale, nelle illustrazioni di Andrea Cavallini, rievoca simpaticamente l\u2019aspetto elegante e compassato di Hayao Miyazaki, il famoso premio Oscar dell\u2019animazione giapponese\u2026 Un mix quindi, di passione ed entusiasmo che fuoriesce nel raccontare le rocambolesche avventure nel Sol Levante di Enrichetto e i suoi amici, unificando con grande passione e competenza le attinenze fra manga e anime (cio\u00e8, in italiano, tra fumetto e animazione), dei quali Luca Raffaelli \u00e8 da sempre un grandissimo esperto\u2026<br \/>\nMa se pur l\u2019idea di questo fantomatico e plausibilissimo maestro Furukawa si ricollega al moderno Miyazaki, molto a mio sentore riecheggia in modo in gran parte autobiografico dei trascorsi mnemonici dell\u2019autore del libro riguardo l\u2019entusiasmante esperienza che egli stesso ebbe \u2013 quasi un trentennio addietro \u2013 nell\u2019incontrare in Giappone e conoscere personalmente poco prima della sua scomparsa Osamu Tezuka, il famoso \u201cDio del Manga\u201d, facendosi un\u2019idea definitiva e vicina di quello che era \u2013 e che \u00e8 \u2013 il vero mondo dell\u2019animazione e del fumetto del Sol Levante\u2026 Raffaelli fu tra i primi ad avere il coraggio, all\u2019epoca del tutto controcorrente, a parlarne in termini assai apprezzativi\u2026 E c\u2019aveva, gi\u00e0 allora, visto giusto\u2026 Le sue intuizioni trovarono infatti massimo sviluppo e coronamento un decennio dopo nella confezionatura del suo importante saggio, tradotto in diverse lingue, <em>Le anime disegnate<\/em>, mettendo a confronto il pensiero nei cartoon fra la scuola americana e quella giapponese, pubblicato inizialmente da Castelvecchi e ripubblicato pi\u00f9 di recente da Minimum Fax, con un nuovo ed importante ampliamento di spiegazioni.<br \/>\nPer Luca Raffaelli, uno dei pi\u00f9 importanti esperti a livello internazionale di fumetto e cinema di animazione, ci \u201cmangava\u201d solo <em>Enrichetto Cosimo<\/em>\u2026 Oltre ad aver scritto la canzone per Mina, <em>Ninna pa\u2019<\/em>, giornalista del quotidiano <em>La Repubblica<\/em>, curatore di diversi programmi Rai fra cui <em>Go Cart<\/em>, una delle ultime pubblicazioni di Luca Raffaelli sempre per la Minimum Fax \u00e8 il saggio sul fumetto, <em>Tratti e Ritratti<\/em>. Invitato il 05\/01\/2010 a <em>Le Storie \u2013 Diario Italiano<\/em> da Corrado Augias, il giornalista comment\u00f2 il saggio di Raffaelli dicendo, \u00ab<em>Questo suo libro, \u2018Tratti e Ritratti\u2019, \u00e8 bellissimo\u2026 [\u2026] Tra l\u2019altro, lei, \u00e8 un notevole scrittore Raffaelli, glielo devo dire\u2026 Veramente, c\u2019ho una certa pratica e glielo dico di cuore, perch\u00e9 sono descrizioni magnifiche<\/em>\u00bb.<br \/>\nE ora il nuovo successo di Luca Raffaelli per Einaudi Ragazzi: <em>Enrichetto Cosimo \u2013 alla ricerca del manga mangante<\/em>.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26852\" title=\"Enrichetto Cosimo02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/B.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"919\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/B.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/B-202x300.jpg 202w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt; color: black;\">La storia comincia alla scuola frequentata da Enrichetto, all\u2019interno cio\u00e8 di una piccola \u201csociet\u00e0\u201d infantile, nella quale, come nella societ\u00e0 adulta, le relazioni umane non sono sempre idilliache; Enrichetto ha casualmente la possibilit\u00e0 di conoscere l\u2019esistenza di Shimitsu Furukawa, in quanto vittima di un\u2019azione bullesca di un compagno pi\u00f9 grande, il corpulento Frangipane, maglietta nera aderente col teschio bianco al centro, testa da pugile e aspetto da energumeno che sbuffa dalle nari come un toro\u2026<br \/>\nNelle prime pagine del libro, Furukawa viene presentato come il creatore di Robostrak, \u00ab<em>robot obliquo con cataratta reattiva multipla<\/em>\u00bb; un robot inventato come l\u2019autore dei fumetti del resto, dei quali sembra che, sia Raffaelli che scrive sia Cavallini che disegna, abbiano in simbiosi saputo tradurre appieno, in italiano, il fascino di cui \u00e8 intriso il mondo nipponico: \u201cRobostrak\u201d somiglia sia nel nome che nel disegno a \u201cRobocon\u201d, un antico cimelio del Sol Levante praticamente sconosciuto in Italia: un programma televisivo giapponese del \u201974 andato in onda per ben tre anni e prodotto dalla Toei, creato non a caso dal famoso mangaka, allievo di Tezuka, Shotaro Ishimori (o Ishinomori).<br \/>\nPreso di mira dal gradasso Frangipane e dai suoi scagnozzi, il piccolo Enrichetto coi suoi amici, Polletti e Beatrice, ha dovuto inventare una piccola menzogna, vantandosi d\u2019avere tutta la collezione completa dei 32 albi a fumetti \u00ab<em>in edizione originale autografata<\/em>\u00bb; bugia che a Frangipane \u2013 come recita il testo \u2013 \u00ab<em>l\u2019aveva fatto restare formalmente ebete (o abete)<\/em>\u00bb, suscitandogli un misto fra stima e invidia\u2026 E, per liberarsene, e per non subire il prosieguo scolastico della reazione, Enrichetto ha dovuto promettere di portargli il luned\u00ec davanti a scuola l\u2019intera collezione degli albi manga autografati, \u00ab<em>altrimenti taglio da orecchio di Topolino destro fino all\u2019altro sinistro<\/em>\u00bb\u2026 E si vede illustrata una calotta nera con le orecchie di Topolino (un residuo mnemonico dei primi disneyani \u2018Mickey Mouse\u2019), messa in testa al protagonista dal bullo, in un lessico crudo, simbolico, scolastico: un lessico adulto per grandi e piccini, fra doppi sensi e distorsioni lessicali di grande effetto letterario\u2026<br \/>\nCome mantenere una promessa che sembra essere irrealizzabile il sabato, la quale, passando per il giorno del Signore, dovr\u00e0 essere ottemperata il luned\u00ec? Ecco, qui l\u2019autore ricorre a un divenire di trovate semplici ma diversificate le quali si snodano con grande effetto e sempre nuove sorprese; una degli amici di Enrichetto, Beatrice, tramite un\u2019amica in comune ottiene in regalo tre biglietti aerei andata e ritorno per il Giappone\u2026<br \/>\nSi vede anche la casa di Enrichetto, con la mamma, la quale, fra una sigaretta e l\u2019altra e non avendo un uomo accanto, \u00e8 indaffarata ad aggiustare il tubo della lavatrice: ella si lamenta, fra donne, con Beatrice, alla quale consiglia vivamente di pensar bene in futuro all\u2019uomo che l\u2019amichetta del figlio sposer\u00e0\u2026<br \/>\nLui, il marito padre di Enrichetto, non c\u2019\u00e8 mai; \u00e8 sempre fuori in viaggio per lavoro: un grande uomo d\u2019affari pare, mentre il resto della famiglia stenta a campare\u2026<br \/>\nSembra quasi una storia aggiornata di un\u2019altra generazione, quella dei \u201cragazzi di vita\u201d di Pasolini del proletariato di Via di Donna Olimpia, nella cui generazione attuale, anzich\u00e9 seguire le cattive compagnie, si fa esperienza comunitaria assieme procedendo per le vie del mondo con lo sviluppo della tecnologia\u2026<br \/>\nMa a che ceto appartiene Enrichetto?&#8230; A vedere l\u2019ambientazione sembrerebbe medio\u2026 Ma, diciamo la verit\u00e0: fumetti, collezioni di albi, viaggi fortuiti e tant\u2019altre esperienze non appartengono ai ceti oggi svantaggiati; in questo si sente che l\u2019autore ha avuto in giovinezza la possibilit\u00e0 di formarsi, arricchendo la sua personalit\u00e0 con un potenziale di \u201cbagaglio\u201d culturale ed affettivo notevole; e questo \u00e8 senz\u2019altro un bene, ed egli cerca, con estrema semplicit\u00e0, di comunicare ai lettori anche di quest\u2019ultima, nuova generazione e a tutti gli appassionati, quanto pu\u00f2 essere grande e nobile la sua passione per il mondo del cinema disegnato\u2026<br \/>\nE si sente anche che si \u00e8 formato, fortunatamente, in un\u2019epoca nella quale un certo buon tenore di vita tendeva a migliorare le relazioni umane, plausibile allora non solo per le cosiddette classi agiate ma anche per buona parte della societ\u00e0 italiana degli anni \u201960 e \u201870\u2026<br \/>\nUna simpatica (nel disegno raffigurato da Cavallini) e gentile (nei modi descritti da Raffaelli) hostess giapponese che parla un italiano striminzito, identificata come \u00ab<em>Li Signirini<\/em>\u00bb (La Signorina), la quale fa amicizia coi bambini; il grande ambiente dell\u2019aeroporto; il tipico suono del \u00ab<em>plin plon<\/em>\u00bb dell\u2019altoparlante; l\u2019imbarco aereo; la conoscenza umana fra diverse culture, italiana e giapponese, in un unico amalgama artistico; \u00ab<em>Non dire scemenze, Enrichetto. Sembrano uguali a noi come noi sembriamo uguali a loro<\/em>\u00bb, gli dice Beatrice dopo che l\u2019amichetto non notava differenza fra persone con gli occhi a mandorla all\u2019arrivo a Tokyo\u2026<br \/>\nUn viaggio in Giappone che nell\u2019ultima generazione \u00e8 alla portata di mano\u2026 Il tutto descritto in modo appassionante e vivo, molto visivo; leggendolo, rivedevo me stesso all\u2019et\u00e0 di Enrichetto in aereo in un mio libro autobiografico che Luca Raffaelli ha letto e apprezzato\u2026<br \/>\nMa le sorprese non finiscono\u2026<br \/>\nProseguendo il viaggio\u2026o meglio il racconto, si legge e si vede disegnato, che l\u2019aereo durante l\u2019atterraggio esplode\u2026 Ma poi il testo prosegue dicendo, \u00ab<em>Questo \u00e8 un pezzo rubato da un altro libro\u2026<\/em> [\u2026] <em>Invece il nostro atterraggio and\u00f2 benissimo<\/em>\u00bb\u2026 E la storia prosegue: arrivati a Tokyo all\u2019una di notte, al controllo doganale, anzich\u00e9 i passaporti, Enrichetto e i suoi esibiscono tre permessi dell\u2019ambasciatore!&#8230;<br \/>\nE il curioso signore giapponese con un cartello che reca una curiosa assonanza nipponica col piccolo protagonista italiano, che sembra venuto ad attenderlo all\u2019uscita, da loro soprannominato \u201cVattelappescasan\u201d\u2026<br \/>\nIl quale, in auto, chiarisce che era venuto a prenderli in quanto avvertito da Fiorletta (l\u2019amica di Beatrice a cui regal\u00f2 i biglietti per il Giappone): una panoramica sulle strade di Tokyo (che l\u2019autore del libro sembrerebbe un po\u2019 conoscere), spiegando che le macchine durante la guida, al contrario che in Italia, tengono la sinistra\u2026<br \/>\nAll\u2019amichetta di Enrichetto, Raffaelli riserva in un capitolo una citazione con la Beatrice di Dante; un universo modernizzato da invii di email e foto digitali, mentre gli elementi pi\u00f9 disparati concorrono ad assortire il libro: i bigodini, il sombrero, il coccodrillo, le pinne, l\u2019elicottero, il carnevale, gli ideogrammi, i gadget, l\u2019eschimese, l\u2019ottovolante; i ghiacciai della Siberia, e luoghi di fantasia, quali, le Isole Salamandra (con accanto disegnata una salamandra pezzata), Monginepro o le isole picci picci gioved\u00ec \u00ab<em>(che per\u00f2 di venerd\u00ec si chiamano in un altro modo<\/em>)\u00bb; la differenza maschile e femminile fra i cigli e le ciglia, o arnesi immaginari come il \u00ab<em>toglipeli del naso elettrico<\/em>\u00bb e perfino le \u201ccaccole\u201d antropomorfe (con tutta una spiegazione particolareggiata in un capitolo!); elementi i quali rievocano molto la semplicit\u00e0 descrittiva di Saint-Exupery e l\u2019universo ludico ma colto di Gianni Rodari. Il tutto pubblicato con l\u2019ausilio di caratteri calligrafici sghembi, diversificati, quasi na\u00eff, volutamente una scrittura spontanea, da bambino; un tipo di carattere spesso non idoneo alla pubblicazione di libri a motivo della difficile leggibilit\u00e0, ma che, al contrario, in <em>Enrichetto Cosimo<\/em> viene ad essere felicemente caratterizzato e corroborato anche da scritte a mano ad inchiostro di Cavallini, per rendere riconoscibilissima l\u2019impronta di questa nuova opera letteraria di Luca Raffaelli\u2026<br \/>\nNon troppe ma significative illustrazioni, alcune delle quali pi\u00f9 elaborate altre na\u00eff, ad opera dell\u2019illustratore Andrea Cavallini, le quali rievocano per lo stile volutamente grezzo e \u201cda bambino\u201d, quelle pochissime immagini che ci ha lasciato Vamba a corredo di un altro classico dell\u2019infanzia del passato: <em>Il Giornalino di Gian Burrasca<\/em>.<br \/>\nE il signor Masao, o Masaosan (in Giappone alla fine del nome mettono sempre il \u201csan\u201d), molto ossequioso e gentile persino coi bambini, come sono i giapponesi, chiede loro, \u00ab<em>Ma in Italia conoscete Plonitlon due? Sono molti i lagazzi giapponesi che si travestono cos\u00ec<\/em>\u00bb\u2026<br \/>\n\u201cPlonitlon due\u201d \u2013 spiega sempre Masao \u2013 \u00e8 il nuovo personaggio del mangaka Furukawa, molto famoso in Giappone\u2026 Un riferimento a come, per via delle importazioni dal Sol Levante, spesso fumetti e cartoni animati arrivano da noi quando da loro sono gi\u00e0 stati di molto superati\u2026 Mi torna in mente un reportage Rai trasmesso ai primi del \u201979 per <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4493\"><em>Tam Tam<\/em><\/a>, quando i giornalisti della redazione del Tg1, durante il grande successo italiano di <em>Atlas Ufo Robot<\/em>, si recarono a Tokyo intervistando l\u2019allora responsabile della Toei Animation Tadanao Tsuji, il quale rispose che Goldrake per i bambini giapponesi era un robot \u2018vecchio\u2019, al quale ne seguirono di nuovi, molto pi\u00f9 sofisticati\u2026 Da notare, per l\u2019appunto, che in quel memorabile servizio Rai, comparivano delle immagini di <em>Judo Boy<\/em>, ancora non pervenuto, che combatteva contro dei robot domestici con braccia lunghe in ferro e mani a tenaglie, proprio come quelle di Robocon e di \u201cRobostrak\u201d\u2026 del quale i bambini italiani del libro di Raffaelli vengono poi a conoscenza direttamente in Giappone che non si trattava affatto dell\u2019ultima creazione del maestro \u201cFurukawa\u201d, essendo stato superato dal nuovo successo di un altro, fantomatico personaggio, \u201cPlonitlon due\u201d, e che molti ragazzi giapponesi usano vestirsi con le fattezze del loro nuovo beniamino\u2026 Una sorta di \u201cPokemon 2\u201d\u2026 Interessante la descrizione di quando, guidati da Masaosan, Enrichetto, Polletti e Beatrice, entrano nella grande libreria dei fumetti di Tokyo (molto diversa da quelle italiane): un grande edificio a tre piani pieno di gente vestita da personaggi di Furukawa, anch\u2019egli mascherato per non dare troppo nell\u2019occhio; mentre, ancora al pian terreno di uno dei sovraffollati piani, Enrichetto &amp; Co. hanno l\u2019occasione di comprare per 20.000 yen tutta la collezione completa degli albi di \u201cRobostrak\u201d per farsi autografare da \u201cFurukawa\u201d, da consegnare l\u2019indomani all\u2019ignaro Frangipane\u2026<br \/>\nSituazione immaginaria ma verosimile, la quale ricorda un\u2019altra grande esperienza che Luca Raffaelli fece avere a noi appassionati e cultori, alla presentazione del suo immenso <em>Romics<\/em>, con ragazzi vestiti da personaggi dei manga e degli anime\u2026<br \/>\nCome anche quando l\u2019autore cita la presenza di Furukawa nella grande libreria giapponese attorniato da una folla di appassionati a firmare autografi e a scattare foto-ricordo coi suoi fans, mentre Masao cerca di far superare la fila ad Enrichetto e i suoi per l\u2019incontro col maestro (una sorta di buona parola all\u2019italiana), usando la scusa della partenza all\u2019aeroporto&#8230; Circostanza descritta che mi ricorda quando, in una situazione pressoch\u00e9 analoga svoltasi a Roma moltissimi anni fa sempre a Romics, Raffaelli mi fece strada in una marea oceanica di fans, per conoscere personalmente l\u2019ospite d\u2019onore, il celebre mangaka Monkey Punch, di cui conservo ancora un disegno con firma autografa e le fotografie assieme al creatore di Lupin III; personaggio sul quale, anni prima, avevo realizzato un omaggio in pellicola 35 mm, disegnando e dipingendo a mano fotogramma per fotogramma, per esordire al Salone del Fumetto e del Cinema d\u2019Animazione di Lucca \u201990, manifestazione che aveva fra i responsabili selezionatori proprio il giovane Luca Raffaelli\u2026 Ecco, <em>Enrichetto Cosimo<\/em> fa rivivere le proprie personali esperienze, nella passione del fumetto e del cartone animato, in una storia vera ma del tutto di fantasia!<br \/>\nE, con un accento delle abitudini italiane, mentre Enrichetto \u00e8 in fila, chiede se vi \u00e8 una radio per ascoltare i risultati della partita di calcio\u2026<br \/>\nMa, i colpi di scena non finiscono: anzich\u00e9 venire a far irruzione in una banca un rapinatore (ma evidentemente una libreria di fumetti, per un appassionato, vale quanto una banca), nella libreria giapponese si presenta un boss italiano: tale Fernando Cosimo, tipico nome italico, con dei baffoni (che stranamente ha pure Robostrak), che il piccolo Enrichetto riconosce come suo padre\u2026 proprio quel manager che viaggiava in tutto il mondo dei cui affari egli sapeva ben poco!<br \/>\nUna sorpresa per entrambi!&#8230;<br \/>\nE poco prima dei saluti, quasi a congedarsi, Masaosan ammette, \u00ab<em>A proposito. Non \u00e8 vero che io ho problemi con ra erre. I cinesi hanno probremi con ra erre, noi giapponesi invece abbiamo probremi con ra erre. Artrimenti, perch\u00e9 avremmo chiamato un eroe Robostrak? Ho finto soro per prendervi in giro, cari fraterri\u2026<\/em>\u00bb\u2026<br \/>\nDopo esser passati per un viaggio di ritorno con perturbazioni aeree, e ritrovando la stessa Hostess giapponese dell\u2019andata, la quale la si sente spesso chiamare il gruppo di Enrichetto, \u00ab<em>Li picchilini<\/em>\u00bb, sbarcano in Italia ritrovando quel caos italico, al quale alla fine sono tutti affezionati; Enrichetto dice, \u00ab<em>Era bello sentirsi a casa, entrare in un taxi, fare il grido del caimano solitario assalito e sentire il tassista che minacciava di buttarci fuori e abbandonarci in mezzo alla strada di notte (Per\u00f2, vi rendete conto? Il boss \u00e8 mio padre!)<\/em>\u00bb\u2026 Frase quest\u2019ultima, dalla sconcertante scoperta in poi, che compare spesso nel resto del libro\u2026<br \/>\nTornati, l\u2019amico occhialuto Carlo Fontis, li mette al corrente che nel frattempo Frangipane per una bravata sul motorino (che nel disegno sembra una lambretta anni \u201950), \u00e8 finito all\u2019ospedale in coma\u2026.<br \/>\nCome sul supplemento per bambini de <em>L\u2019Unit\u00e0<\/em>, Carlo Fontis (che fa il redattore) avverte Enrichetto che sul giornale della scuola \u00e8 uscita l\u2019opinione di Enrichetto Cosimo\u2026 Nel frattempo, tutti e quattro, Enrichetto, Polletti, Beatrice e Carlo Fontis (l\u2019unico rimasto in Italia col quale il protagonista si teneva in contatto via email) sono diventati fans assoluti del maestro giapponese Shimitsu Furukawa\u2026 E assieme si recano all\u2019ospedale a far visita al compagno pi\u00f9 grande Frangipane, in coma\u2026<br \/>\nE\u2019 Beatrice ad avere l\u2019idea di inserire nel lettore di un apparecchio musicale, il CD comprato proprio nel negozio giapponese, con le sigle dei cartoni animati tratti dai manga di Furukawa; e Frangipane, grande appassionato anche lui, improvvisamente si risveglia\u2026<br \/>\nLi riconosce come amici, uniti da un\u2019unica passione: i fumetti e i cartoni animati giapponesi\u2026 Ma poi torna ad arrabbiarsi perch\u00e9 la collezione degli albi autografata la pretendeva in regalo\u2026 Ma, in fondo, tutti contenti, perch\u00e9 il loro compagno \u00e8 tornato il bestione che conoscevano prima\u2026<br \/>\nNon manca un finale con \u201cLe scene tagliate di Enrichetto Cosimo\u201d, nelle quali, \u00ab<em>Come in un DVD o in un Blu Ray di ultima generazione, abbiamo gli extra al mentolo!<\/em>\u00bb\u2026 con tanto di crediti e ringraziamenti\u2026 Vale la pena anche ricordare che ciascun capitolo inizia con doppi sensi illustrati raccolti in un\u2019unica elegante confezionatura\u2026<br \/>\nLuca Raffaelli ha due figli, Rosita e Giacomo, e mi ha detto che il figlio da quando \u00e8 stato pubblicato il libro non fa altro che leggersi <em>Enrichetto Cosimo<\/em>\u2026 Giacomo inoltre, dodicenne, ha gi\u00e0 il pallino del cinema e ha da poco concluso nientemeno che un lungometraggio girato col telefonino\u2026<br \/>\n<em>Enrichetto Cosimo \u2013 alla ricerca del manga mangante<\/em>. Un classico, al pari di altri grandi scrittori contemporanei per l\u2019infanzia come Gianni Rodari, e, visto che lo stesso <em>Enrichetto Cosimo<\/em> spiega di essere protagonista di uno dei suoi libri, ci auguriamo che sia il primo di una saga Einaudi dedicata al personaggio di Luca Raffaelli.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt; color: black;\">Mario Verger<\/span><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-26853\" title=\"Enrichetto Cosimo03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/C.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"931\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/C.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/C-199x300.jpg 199w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ciao a tutti, sono Enrichetto Cosimo 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