{"id":27359,"date":"2013-04-11T22:21:53","date_gmt":"2013-04-11T20:21:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=27359"},"modified":"2013-04-11T22:25:32","modified_gmt":"2013-04-11T20:25:32","slug":"babylon-a-d-mathieu-kassovitz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=27359","title":{"rendered":"Babylon A.D. > Mathieu Kassovitz"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/BabylonAD_01.jpg\" alt=\"\" title=\"Babylon A.D. - Mathieu Kassovitz (2008)\" width=\"620\" height=\"396\" class=\"aligncenter size-full wp-image-27361\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/BabylonAD_01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/04\/BabylonAD_01-300x191.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"left\"><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b>MATHIEU KASSOVITZ&#8217;S BABYLON A.D.<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><br \/>\n<\/font><i><font face=\"Georgia\">Tra New Age e catastrofismo, un eccezionale kolossal mancato. L&#8217;ennesimo salto nel vuoto di un regista alla perenne ricerca di una identit\u00e0<\/font><\/i><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><br \/>\ndi Fabrizio Fogliato<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Il cinema di Mathieu Kassovitz \u00e8 fatto di passaggi sonori, di violenti spasmi cinematografici, percorso costantemente da una mobilit\u00e0 tentacolare della macchina da presa. Da sempre gli si rimprovera di mettere questo innato talento filmico al servizio di storie (escluso <i><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26647\">La Haine<\/a><\/i>) al limite del ridicolo (<i>Gothika<\/i> su tutte). In realt\u00e0 non potrebbe essere altrimenti: il suo cinema \u00e8 talmente viscerale e passionale da travalicare qualsiasi narrazione. \u00c8 un cinema plastico, connaturato ontologicamente con il concetto di immagine, lontano anni luce da qualunque pretesa narrativa e perci\u00f2 proiettato in un futuro che sta arrivando (se quello di Michael Bay \u00e8 puro cinema degli oggetti, quello di Kassovitz \u00e8 puro cinema del pixel). L\u2019immagine \u00e8 sempre piena, a volte eccessiva, ma sempre studiata meticolosamente per catturare l\u2019attenzione: \u00e8 lo specchio concavo in cui si riflettono le ansie a cavallo tra la fine del vecchio e l\u2019inizio del nuovo millennio. Non a caso <i>Babylon A.D.<\/i> \u00e8 perfettamente coerente con la sua poetica. <i>La Haine<\/i>, <i>Assassin(s)<\/i>, <i>Babylon A.D.<\/i>, non sono altro che lo stesso film reiterato nel tempo e amplificato, di volta in volta, nello spazio. Prima erano le banlieu, poi una Parigi spettrale e de-mitizzata, ora \u00e8 la volta di un mondo\/civilt\u00e0 al collasso e proiettato in un futuro che \u00e8 gi\u00e0 tragedia\u2026 Fin qui tutto bene, fin qui tutto bene\u2026 (recitava <i>La Haine<\/i>).<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Nel giugno 2005, Mathieu Kassovitz contatta Maurice Georges Dantec per realizzare l&#8217;adattamento cinematografico del romanzo <i>Babylon Babies<\/i>, poi sceneggiato dall&#8217;esordiente \u00c9ric Besnard e dallo stesso Mathieu Kassovitz. L&#8217;inizio delle riprese del film \u00e8 fissato per il febbraio 2006 con set sparsi per il mondo, dall&#8217;Europa dell&#8217;est al Canada, ma i tempi di produzione si allungano e le prime riprese vengono effettuate solo nel giugno dello stesso anno. L&#8217;interprete richiesto \u00e8 l&#8217; \u201camico\u201d Vincent Cassel a cui viene offerto il ruolo poi declinato causa altri impegni lavoratovi, e gli subentra Vin Diesel. Il film viene girato tra i Barrandov Studios di Praga (Repubblica Ceca) e gli Stati Uniti e le riprese vengono interrotte per due settimane nel marzo del 2007 a causa dell&#8217;assenza di precipitazioni di tipo nevoso, e per dare tempo al cast tecnico di costruire alcuni set in Islanda. Del progetto pensato originariamente, nel frattempo, si sono via via persi i pezzi e a causa della salita esponenziale dei costi, il budget \u00e8 stato progressivamente ridotto per riuscire a portare a termine il film nei tempi previsti (seppur in una versione monca e rivisitata). <i>Babylon A.D.<\/i> \u00e8 impregnato di quell\u2019estetica senza mezze misure, eccessiva e ridondante tipica del cineasta francese: prendere o lasciare, non c\u2019\u00e8 alternativa per lo spettatore. <\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Nel film c\u2019\u00e8 una scena che si svolge in una discoteca industriale di Vladivostock che \u00e8 perfetta sintesi dell\u2019immaginario di Kassovitz. Una gabbia di vetro sospesa nel vuoto, due uomini nerboruti che si pestano a mani nude, la macchina da presa roteante che avvolge e centrifuga lo spazio, e un montaggio serrato e coreografato sulle note di \u00abWasting Away\u00bb dei Nailbomb (il gruppo sperimentale formato da Max Cavalera dei Sepoltura, Alex Newport dei Fudge Tunnel e Dino Cazares dei Fear Factory, che nel 1994 diede vita a quel capolavoro che \u00e8 \u00abPoint Blank\u00bb). Scena che \u00e8 un atto di cinema esponenziale: l\u2019immagine entra nelle viscere e l\u2019adrenalina scorre a fiumi. L\u2019attenzione al comparto sonoro del film \u00e8 suffragata dalla scelta dei curatori delle musiche che \u00e8 caduta su Atli \u00d6rvarsson e che sono state eseguite dagli Achozen, band formatasi dall&#8217;unione di Shavo Odadjian (D.J. e bassista dei \u00abSystem of a Down\u00bb) e da RZA. Nel film, che \u00e8 un kolossal della durata (inconsueta) di soli 90 min (101 la versione estesa), si susseguono immagini strazianti e filosofiche alla <i>Stalker<\/i> di Tarkovskij e action-moment che ricordano il miglior cinema di Hong-Kong, il tutto al servizio di una regia personalissima e meticolosamente studiata. A dimostrazione della cura maniacale del regista di ogni dettaglio, l&#8217;artista americano Khem Caigan ha disegnato il sigillo che compare tatuato sul lato destro del collo di Toorop, un emblema originariamente apparso nello <i>Schlangekraft Necronomicon<\/i> nel 1977, testo satanico celebre nei primi anni ottanta.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Il film \u00e8 ambientato in un immediato futuro, ed \u00e8 incentrato su un mercenario Toorop (Vin Diesel) che \u00e8 incaricato di trasportare in 6 giorni una giovane donna (M\u00e9lanie Thierry) dalla Mongolia a New York in USA, dove lui non pu\u00f2 pi\u00f9 entrare. Toorop e il magnate Gorsky si accordano per mezzo milione, oltre ad una nuova vita per il mercenario in America. Toorop si fa recapitare in un convento dove incontra Suor Rebecca (Michelle Yeoh), che le spiega che lei e Aurora (M\u00e9lanie Thierry) dovranno entrambe arrivare a New York. Durante il viaggio per\u00f2 viene ostacolato da alcuni oppositori, come la setta dei Noeliti e il padre di Aurora. I tre con l&#8217;aggiunta di un nuovo compagno, iniziano il viaggio verso lo stretto di Bering che riescono ad attraversare con un sottomarino russo. Durante la traversata si scopre che Aurora \u00e8 dotata di poteri speciali e l&#8217;unica spiegazione sembra essere che Aurora sia portatrice di un virus che pu\u00f2 essere usato come arma. Nei pressi del confine fra Russia e Alaska, dopo uno scontro con dei droni volanti, Toorop uccide il compagno di viaggio che lo stava tradendo. Attraversato il Canada ed entrati negli Stati Uniti d&#8217;America, i tre in poco tempo si ritrovano a New York, dove continuano martellanti le notizie di una nuova era, un nuovo miracolo. I tre a New York scoprono che il loro convento di Noeliti da cui erano partiti \u00e8 stato distrutto da un missile&#8230;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Il film \u00e8 ispirato a <i>Babylon Babies<\/i>, romanzo dello scrittore di culto Maurice G. Dantec. Autore di discussi noir (i pi\u00f9 noti <i>La sirena rossa<\/i> e <i>Le radici del male<\/i>), Dantec \u00e8 divenuto celebre per l&#8217;immagine cupa (capelli spettinati, occhiali scuri portati in ogni occasione e a qualsiasi ora) che lo ha reso, nel bene e nel male, un personaggio dalla personalit\u00e0 camaleontica, che lo ha visto passare dalla scena electro-pop alla letteratura cyberpunk fino all&#8217;invenzione del neo-polar ed alla recente conversione religiosa. La storia di <i>Babylon A.D.<\/i> segue le vicende del mercenario Toorop (Vin Diesel), il quale accetta il rischioso incarico di scortare la misteriosa Aurora (M\u00e9lanie Thierry) da un Monastero in Mongolia fino al cuore di Manhattan. La ragazza che ha appena compiuto 18 anni, \u00e8 nata nel monastero e non ne \u00e8 mai uscita, sempre sorvegliata a vista dalla sua tutrice Suor Rebecca (Michelle Yeoh). Toorop viene avvertito che la ragazza \u00e8 \u201cspeciale\u201d: gi\u00e0 all\u2019et\u00e0 di 2 anni sapeva parlare 19 lingue diverse e adesso, raggiunta la maggiore et\u00e0 ha iniziato a sviluppare capacit\u00e0 paranormali di preveggenza. Per assicurarsi che la ragazza arrivi a Manhattan sana e salva, Toorop dovr\u00e0 far si che abbia il minor numero di contatti possibili con il mondo esterno. Il compito si rivela pi\u00f9 difficile del previsto. Ci sono persone che hanno buoni motivi perch\u00e9 Aurora non arrivi viva negli Stati Uniti. L&#8217;eco messianico che percorre tutta la pellicola, si pone in netto contrasto con la scelta di raccontare una fuga (ancora una volta\u2026fin qui tutto bene\u2026) al limite del suicidio.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Se Aurora porta gi\u00e0 nel nome il suo destino, lo scenario apocalittico in cui si muovono i personaggi, illuminato, o meglio \u201coscurato\u201d dalla fotografia traslucida di Thierry Arbogast, \u00e8 perfettamente congenito al momento storico attuale: l\u2019est dell\u2019Europa isolato dal mondo, il Caucaso teatro di guerriglia e attentati, il continuo rimando ad episodi tragici della storia recente (la scena in Kazazakistan riecheggia minacciosa la strage del mercato di Sarajevo, e quella del sottomarino sembra rivisitare la tragedia del Kursk), non fanno altro che trasfondere nello spettatore l\u2019immagine di un futuro prossimo. E pazienza se nel suo complesso il pamphlet mistico-apocalittico-fatascientifico, rabberciato alla meglio da Kassovitz, non appare mai credibile. La potenza (perch\u00e9 di questo si tratta) del suo cinema e della sua regia ci consentono di mandare in vacanza il cervello per un\u2019ora e mezza e di convogliare le pulsioni pixellate di un\u2019esperienza visiva che (questa s\u00ec) \u00e8 davvero mistica\u2026fin qui tutto bene\u2026 \u2022<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><i><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Fabrizio Fogliato<\/font><\/i><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%; margin-left: 20px\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><u>vedi anche<\/u><br \/>\n<b>CINEMA IN NUCE. IL CORTOMETRAGGIO SECONDO MATHIEU KASSOVITZ<\/b> di Gabriele Baldaccini<br \/>\npubblicato in <b><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26974\"><font color=\"#660066\">Rapporto Confidenziale 38 (marzo\/aprile 2013)<\/font><\/a><\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><iframe loading=\"lazy\" width=\"620\" height=\"465\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/1S3uKkEDmZo\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><b>Babylon A.D.<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><br \/>\n<b>Regia<\/b>: Mathieu Kassovitz<br \/>\n<b>Sceneggiatura<\/b>: Mathieu Kassovitz, \u00c9ric Besnard, Joseph Simas dal romanzo <i>Babylon Babies<\/i> di Maurice G. Dantec<br \/>\n<b>Fotografia<\/b>: Thierry Arbogast<br \/>\n<b>Montaggio<\/b>: Benjamin Weill<br \/>\n<b>Musiche<\/b>: Atli \u00d6rvarsson<br \/>\n<b>Esecuzione<\/b>: The London Metropolitan Orchestra, Achozen<br \/>\n<b>Music Department<\/b>: Slamm Andrews, Jeffrey Biggers, Andy Brown, Edouard Dubois, Clay Duncan, Bruce Fowler, Jerome Hadey, J\u00f6rg H\u00fcttner, Steven Kofsky, Stephen McLaughlin, Alan Meyerson, Satnam Ramgotra, Czarina Russell, Peter Oso Snell, Del Spiva, Greg Vines, Booker White, Hans Zimmer<br \/>\n<b>Casting<\/b>: Gigi Akoka, Nancy Bishop, Jina Jay<br \/>\n<b>Architetti-scenografi<\/b>: Claudio Campana, Robert Cowper, Ora Ito, Peter James, Jindrich Koc\u00ed, Milena Koubkova, Laure Lepelley-Monbillard, Olivier Raoux, Karen Wakefield, Stephen Wong, John King (supervisione)<br \/>\n<b>Arredatori<\/b>: Francesca Cross, Michel Pag\u00e8s<br \/>\n<b>Scenografia<\/b>: Paul Cross, Sonja Klaus<br \/>\n<b>Costumi<\/b>: Chattoune, Fab<br \/>\n<b>Interpreti<\/b>: Vin Diesel, Michelle Yeoh, M\u00e9lanie Thierry, G\u00e9rard Depardieu, Charlotte Rampling, Mark Strong, Lambert Wilson, J\u00e9r\u00f4me Le Banner, Joel Kirby, Souleymane Dicko, David Belle, Radek Bruna, Jan Unger, Abraham Belaga, Gary Cowan<br \/>\n<b>Produzione<\/b>: Babylon, MNP Entreprise, Babylon Films Limited<br \/>\n<b>Coproduzione<\/b>: M6 Films con la partecipazione di Studio Canal, Canal+, Cin\u00e9Cin\u00e9ma<br \/>\n<b>Suono<\/b>: Dolby Digital, DTS, SDDS<br \/>\n<b>Macchine da presa<\/b>: Arricam LT, Arricam ST, Arriflex 435 Xtreme, Arriflex 535B<br \/>\n<b>Processo fotografico<\/b>: Digital Intermediate (2K), Panavision (anamorphic), Super 35 (source format)<br \/>\n<b>Negativo<\/b>: 35mm, Video HDTV<br \/>\n<b>Rapporto<\/b>: 2.35:1<br \/>\n<b>Paese<\/b>: USA, Francia, UK<br \/>\n<b>Anno<\/b>: 2008<br \/>\n<b>Durata<\/b>: 90&#8242; \/ 101&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MATHIEU KASSOVITZ&#8217;S BABYLON A.D. 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