{"id":2870,"date":"2009-09-06T06:00:35","date_gmt":"2009-09-06T05:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=2870"},"modified":"2010-04-30T21:28:51","modified_gmt":"2010-04-30T19:28:51","slug":"zombi-2-lucio-fulci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=2870","title":{"rendered":"Zombi 2 > Lucio Fulci"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2871\" title=\"Zombi 201\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/z2.jpg\" alt=\"Zombi 201\" width=\"620\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/z2.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/09\/z2-300x138.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Tahoma;\">articolo pubblicato su\u00a0<a style=\"color: #3399ff; text-decoration: underline; text-underline: single;\" href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=2238\" target=\"_self\">Rapporto Confidenziale &#8211; numero16<\/a>, luglio-agosto 2009 (pagg. 34-37).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px; text-align: center;\"><strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Tahoma;\">Free download<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Tahoma;\"> <a style=\"color: #3399ff; text-decoration: underline; text-underline: single;\" href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/Rapporto_Confidenziale-numero16-high.pdf\" target=\"_blank\">8,8mb<\/a> |\u00a0<a style=\"color: #3399ff; text-decoration: underline; text-underline: single;\" href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/07\/Rapporto_Confidenziale-numero16-low.pdf\" target=\"_blank\">3,5mb<\/a> |\u00a0<a style=\"color: #3399ff; text-decoration: underline; text-underline: single;\" href=\"http:\/\/issuu.com\/rapportoconfidenziale\/docs\/rapporto_confidenziale-numero16-high?mode=embed&amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fsoftdark%2Flayout.xml&amp;showFlipBtn=true&amp;autoFlip=true&amp;autoFlipTime=6000\" target=\"_blank\">ANTEPRIMA<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0px; margin-bottom: 0px;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Tahoma;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Il capolavoro di Lucio Fulci compie trent\u2019anni<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">di Alessandra Cavisi, Alessio Galbiati e Roberto Rippa<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Una barca alla deriva nel porto di New York viene avvicinata da due poliziotti, uno dei quali viene orrendamente ucciso da uno zombi nascosto su di essa. La figlia del dottore proprietario della barca e un giornalista in cerca di scoop si recano sull\u2019isola di Matul, dove lo studioso si trovava senza dare pi\u00f9 notizie di s\u00e9 da tempo. Qui i due, accompagnati da due turisti, si ritroveranno nel mezzo di un contagio inarrestabile che causa la tramutazione di quasi tutti gli abitanti in zombi.<\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Nonostante l\u2019esiguit\u00e0 del budget, le polemiche di Dario Argento per la scelta del titolo (che richiama direttamente il titolo italiano di <em>Dawn of the Dead<\/em>, il film diretto da George A. Romero distribuito in Italia e parte dell\u2019Europa proprio da Argento e suo fratello Claudio che lo avevano rimontato e ribattezzato <em>Zombi <\/em>(1)), <em>Zombi 2 <\/em>di <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=1289\" target=\"_self\">Lucio Fulci<\/a> ha saputo conquistarsi sin dalla sua uscita nelle sale la nomea di zombi-horror per eccellenza, oltre che di vero e proprio oggetto di culto nel cinema di genere. Un film &#8211; scritto da Dardano Sacchetti ma firmato da sua moglie Elisa Livia Briganti &#8211; tribolato gi\u00e0 nella scelta del regista a cui affidare la storia. Capit\u00f2 infatti che i produttori, Fabrizio De Angelis (che negli anni successivi collaborer\u00e0 con Fulci nella produzione di alcuni tra i suoi horror di maggiore successo) e Ugo Tucci, decidessero di affidare la regia del film a Enzo G. Castellari (tanto celebrato in questi mesi ma in realt\u00e0 vittima di una scarsa reale conoscenza del suo cinema) soltanto dopo aver scartato Joe D\u2019Amato (il pi\u00f9 noto tra gli innumerevoli pseudonimi di Aristide Massaccesi), ritenuto dai produttori troppo legato al cinema erotico. Castellari per\u00f2 rifiut\u00f2 l\u2019offerta, suggerendo di rivolgersi al grande Lucio Fulci, che all\u2019epoca, pur non avendo ancora diretto un horror, aveva dimostrato di saperci fare con la crudelt\u00e0 visiva\u00a0(basti pensare a opere come <em>Una lucertola con la pelle di donna <\/em>e <em>Non si sevizia un paperino, <\/em>rispettivamente del 1971 e 1972). Fulci accett\u00f2 per un compenso esiguo per poter lavorare in un momento di crisi del cinema italiano dovuto anche all\u2019avvento delle televisioni private.<br \/>\nDel tutto infondate furono le accuse di plagio e saccheggio del film di Romero, con il quale, oltre al titolo, non condivide alcun elemento: <em>Zombi <\/em>\u00e8 sostanzialmente una sorta di metafora politico-sociale dei mutamenti della societ\u00e0 americana ambientato nella citt\u00e0 di New York, mentre <em>Zombi 2 <\/em>\u00e8 una vera e propria avventura rocambolesca che tenta di dare una diversa interpretazione dell\u2019origine di questi non-morti, frutto di un qualche strano rito voodoo, tant\u2019\u00e8 che la storia \u00e8 totalmente ambientata su di un\u2019isola immaginaria dei Caraibi, Matul (nella realt\u00e0 Santo Domingo), con New York presente solo nell\u2019incipit e nelle suggestive sequenze conclusive. Uno dei pregi della pellicola \u00e8 proprio l\u2019ambientazione esotica che, unitamente alla colonna sonora di Fabio Frizzi, fatta di ritmiche serrate e percussioni, e ai costantemente presenti rumori \u2013 riprodotti \u2013 della natura, riesce ad essere efficace aumentando l\u2019effetto straniante della storia.<br \/>\nPolemiche a parte (affrontate fra l\u2019altro dal regista con cipiglio e la citazione dei numerosi registi che nei loro film &#8211; anche di molto precedenti al film di Romero &#8211; hanno messo al centro della narrazione storie che trattano il tema dei morti viventi (2)), <em>Zombi 2 <\/em>conserva ancora oggi una sua unicit\u00e0, che \u00e8 quella di riuscire a impressionare e spaventare lo spettatore con esseri lentissimi ma oltremodo crudeli che divorano \u2013 letteralmente \u2013 le carni di quei poveri sventurati che si trovano sul loro cammino, rendendoli infine parte della loro stessa specie. Il merito va al curatore degli effetti speciali, Giannetto De Rossi, che si rifiut\u00f2 di creare zombi simili a quelli di Romero, cos\u00ec come gli era stato chiesto, perch\u00e9 li riteneva poco spaventosi e troppo pallidi, troppo normali. Decise di renderli mostruosi costruendo sui volti e sui corpi degli attori chiamati ad interpretarli (tra cui i leggendari fratelli Dell\u2019Acqua: Alberto, Arnaldo e Roberto) maschere deformate e incancrenite create con creta, lattice, plastilina e tutti quei materiali tanto in voga nel cinema analogico di qualche decennio fa. Un\u2019altra differenza tra i due tipi di zombi, romeriani e fulciani, \u00e8 proprio nella loro caratterizzazione: se i primi sono riconoscibili nella loro passata \u201cumanit\u00e0\u201d, con notevoli differenze di abbigliamento e dunque caratterizzati dal punto di vista dell\u2019estrazione sociale, i secondi sono decisamente simili fra loro, portano abiti sudici e logori\u00a0medesima posizione del capo, riversa in avanti.<br \/>\nL\u2019elevata qualit\u00e0 degli effetti speciali \u00e8 ravvisabile soprattutto in una determinata sequenza, la pi\u00f9 celebre, ripresa ed omaggiata da un gran numero di registi (tra cui, ovviamente, Quentin Tarantino in <em>Kill Bill<\/em>), ovvero quella della trafittura dell\u2019occhio di Olga Karlatos (che interpreta Paola Menard, la moglie dello studioso che sull\u2019isola sta compiendo degli esperimenti scientifici per risalire alla causa logica che produce il fenomeno degli zombi che l\u2019arretrata cultura locale si ostina a voler credere radicata nei rituali voodoo). Una scena capace di lasciare inorridito e spaventato lo spettatore ancora oggi, a distanza di trent\u2019anni. La scena vede uno zombi che, sfondata la dall\u2019esterno la porta del capanno in cui la povera Olga Karlatos si \u00e8 rifugiata, le spinge dall\u2019esterno la testa contro un\u2019appuntita scheggia di legno (3). Il suo bellissimo occhio subir\u00e0 una fine raccapricciante, grazie anche al sapiente uso degli effetti speciali congegnati da De Rossi che contribuiscono in maniera determinante al realismo della scena, capace di tramortire lo spettatore oggi esattamente come tre decenni fa.<br \/>\nAltra grande sequenza, diretta da De Rossi e che Fulci non avrebbe voluto nel montaggio finale, \u00e8 quella della lotta corpo a corpo tra uno squalo e uno zombi subacqueo (girata in Messico e quindi al di fuori della lavorazione del film): La scena contiene pure un errore: lo zombi perde il braccio prima che questo venga morso dallo squalo (l\u2019errore &#8211; nel film quasi imprecettibile &#8211; pare dovuto a un errore di montaggio). Indimenticabile anche il contagio di Susan, interpretata da Auretta Gay e ruolo fra i principali della pellicola, che viene morsa al collo da uno zombi uscito dal cimitero dei \u201cconquistadores\u201d spagnoli, con ettolitri di sangue a sgorgare dalla giugulare.<br \/>\nDi grandissimo effetto la scena finale (realizzata in fretta e furia all\u2019alba in quanto non erano stati chiesti i permessi per girarla), con i morti viventi che attraversano il ponte di Brooklyn in direzione della citt\u00e0, scena che fa pensare al film come a un prologo del Dawn of the Dead di Romero.<br \/>\nNonostante l\u2019ostracismo di una certa critica (soprattutto italiana), che vedeva come fumo negli occhi gran parte del cinema di genere, figuriamoci quello horror, il film ha saputo conquistarsi nel tempo un\u2019aura di grandezza ed \u00e8 possibile asserire, cos\u00ec come gi\u00e0 all\u2019epoca la pensava la critica francese, che con <em>Zombi 2 <\/em>ci si trovi di fronte ad un horror imprescindibile, un vero capolavoro del genere che l\u2019appassionato \u2013 ed il cinefilo \u2013 non dovrebbero fare a meno di gustarsi.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Insomma, un film che proprio non vuol morire.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Girato in otto settimane tra maggio e giugno 1979 a New York, Santo Domingo, Roma e Latina e uscito nelle sale italiane a fine agosto dello stesso anno. Distribuito in Francia come <em>L\u2019enfer des zombies <\/em>(Paris, 13.02.80 &#8211; 90\u2019), in Germania Occidentale come <em>Woodoo &#8211; Die Schreckensinsel der Zombies <\/em>(23.11.79 &#8211; 89\u2019) e negli Stati Uniti come <em>Zombie <\/em>(1980 &#8211; 91\u2019)<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Nel 1988, Fulci, gi\u00e0 malato, firmer\u00e0 uno sciagurato <em>Zombi 3<\/em>, girato per\u00f2 solo in parte da lui e realizzato nella realt\u00e0 da Bruno Mattei e Claudio Fragasso. Le scene girate da Fulci e mantenute nel montaggio si distinguono dal resto del film per efficacia.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Zombi 2 <\/strong>(Italia, 1979)<br \/>\nregia LUCIO FULCI<br \/>\nsoggetto e sceneggiatura ELISA LIVIA BRIGANTI [Dardano Sacchetti]<br \/>\nmusiche FABIO FRIZZI<br \/>\nfotografia SERGIO SALVATI<br \/>\neffetti speciali e trucco: GIANNETTO DE ROSSI<br \/>\nmontaggio VINCENZO TOMASSI<br \/>\ninterpreti principali TISA FARROW, IAN MC CULLOCH, RICHARD JOHNSON, AL CLIVER [Pierluigi Conti], AURETTA GAY, STEFANIA D\u2019AMARIO, OLGA KARLATOS<br \/>\nvisto censura: n. 73936 del 23.08.79<br \/>\nM. 2582<br \/>\nprima proiezione pubblica: 25\/08\/79 (Torino)<br \/>\n91\u2019<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>NOTE<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(1) Il ruolo del regista italiano Dario Argento come co-produttore del film \u00e8 stato molto incisivo. Oltre ad aver materialmente ospitato Romero in Italia a Roma, dove vennero scritte molte pagine della sceneggiatura, ne cur\u00f2, in quanto ottenuta ai sensi del contratto di co-produzione, la distribuzione in Europa (Gran Bretagna eclusa) e in Giappone. Ma Argento ha rivisto anche il montaggio del film distribuito in queste nazioni, la cui versione \u00e8 infatti molto diversa dall\u2019originale. Innanzitutto dura circa 20 minuti di meno, e questo in genere non per ragioni di censura &#8211; che comunque fu molto forte in Francia &#8211; ma perch\u00e9 i distributori insistevano per un film che durasse non pi\u00f9 di due ore. Argento quindi tolse intere sequenze e personaggi che rallentavano il film, oltre a cambiare leggermente il montaggio di alcune scene. Il risultato \u00e8 una versione dal ritmo pi\u00f9 serrato e meno dialogato rispetto all\u2019originale di Romero. Tuttavia le versioni italiane posteriori al 1990 sono sottoposte a censura in alcune scene che in precedenza venivano mostrate anche nei passaggi televisivi (frequenti negli anni \u201880), in particolare la scena in cui Ramon morsica la spalla della moglie, quella nella quale le pale dell\u2019 elicottero tagliano lo scalpo allo zombi, e quella dei due zombi bambini. In particolare il taglio di quest\u2019 ultima ha determinato uno stravolgimento che rende incomprensibili anche le scene circostanti, quando l\u2019uomo entra nella stanza e siede sul divano. (da www.wikipedia.org)<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(2) Tra i molti capolavori del cinema dei non-morti, il bellissimo <em>I Walked With a Zombie<\/em>, diretto da Jacques Tourner nel 1943 e <em>White Zombie <\/em>di Victor Halperin (1932) con Bela Lugosi protagonista.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(3) Una tra le scene ricorrenti nel cinema horror di Fulci \u00e8 quella in cui a un personaggio viene trafitto un occhio. Il regista ha dichiarato che per lui questa situazione corrispondeva a una metafora della perdita della ragione dei suoi protagonisti. \u00abL\u2019occhio frustrato, traviato, distrutto, per me significa anche perdita della ragione. L\u2019occhio \u00e8 un preciso riferimento surrealista e dadaista\u00bb (Autori vari, <em>Il cinema del dubbio: Intervista a Lucio Fulci, in Dossier Nocturno numero 3. L\u2019opera al nero. Il cinema di Lucio Fulci<\/em>, Milano, Nocturno Cinema, Settembre 2003. pag 19).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La critica<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">\u00abIn un\u2019isola delle Antille quattro esploratori devono far fronte a un\u2019invasione di zombi. Rientrati a New York, la trovano contagiata. Instant-movie sulla scia del film di Romero. Effettacci, personaggi labili, privo di suspense. Nocivo a tempo pieno\u00bb. (Morando Morandini, \u201cIl Moradini\u201d)<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">\u201cIl primo vero esempio di horror totale e situazionista. Tutto pu\u00f2 accadere in qualsiasi momento. Non importa il susseguirsi logico della storia, quanto l\u2019accumulo in un continuo e a tratti insostenibile crescendo di shock legati alle singole situazioni\u00bb. (Antonio Tentori)<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">\u201cIl film solo in un brano di dialogo tenta di avvalorare la teoria degli \u201cwoo-doo\u201d (morti viventi) e lo fa con stravagante appello ad una commistione tra il cristianesimo portato nel Mar dei Caraibi dai conquistatori iberici e le credenze pagane delle popolazioni indigene. Ma la soluzione del mistero, del tutto fantasioso, non era l\u2019obiettivo di Fulci, il quale ha puntato esclusivamente su effettacci epidermici, orripilanti, grandguignoleschi. Solo uno spettatore fortemente masochista pu\u00f2 interessarsi alla visione dei mostri che, strappati brandelli di carne viva ai malcapitati, si affacciano in primo piano con immagini stomachevoli di volti brulicanti di vermi. Inaccettabile\/orripilante\u00bb. (Anomimo, Segnalazioni cinematografiche, LXXXVIII\/8 &#8211; 1980)<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>DVD<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">E\u2019 indicativa la vicenda home-video del film. In Italia non esiste un\u2019edizione DVD e \u2013 ovviamente \u2013 la sola edizione VHS \u00e8 da tempo fuori catalogo. All\u2019estero, invece, il destino della pellicola \u00e8 stato pi\u00f9 fortunato, tant\u2019\u00e8 che ne esistono diverse edizioni DVD. Negli Stati Uniti ne sono uscite due versioni: una a disco singolo della Blue Underground (con sei opzioni audio: inglese 5.1, 2.0, Mono, Italiano 5.1, 2.0 e Mono, tutte con sottotitoli opzionali in inglese e, come contenuti extra, trailer, spot televisivi e radiofonici, galleria fotografica e biografia del regista) e una pubblicata da Media Blaster (stesse opzioni audio del DVD Blue Underground ma con un secondo disco zeppo di contenuti extra, tra cui un documentario di 98 minuti dal titolo \u201cBuilding a Better Zombie\u201d \u2013 in italiano con sottotitoli in inglese \u2013 che vede la partecipazione di, tra gli altri, Elisa Briganti e Dardano Sacchetti, Giannetto De Rossi e Mirello Sforza De Rossi, Maurizio Trani e Rosario Prestopino, Fabio Frizzi, Sergio Salvati, l\u2019operatore alla camera Franco Bruni, Fabrizio De Angelis, Enzo G. Castellari e Ottaviano Dell\u2019acqua. A completare, commento audio di Ian McCulloch). Anche in Francia \u00e8 uscita un\u2019edizione in due DVD, della Neo Publishing, con contenuti extra &#8211; sottotitolati in francese &#8211; uguali a quello del DVD Media Blaster.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Fonti<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Wikipedia.org<br \/>\nIMDb.com<br \/>\n<em>Il terrorista dei generi \u2013 Tutto il cinema di Lucio Fulci<\/em>, a cura di Paolo Albiero e Giacomo Cacciatore, Un mondo a parte, Roma, 2004<br \/>\nNocturno Dossier, <em>L\u2019opera al nero \u2013 Il cinema di Lucio Fulci<\/em>, numero 3 &#8211; settembre 2003, a cura di Manlio Gomarasca e Davide Pulici,\u00a0CinemaBis Communication, Milano<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>articolo pubblicato su\u00a0Rapporto Confidenziale &#8211; numero16, luglio-agosto 2009 (pagg. 34-37). 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