{"id":29757,"date":"2013-10-08T16:32:46","date_gmt":"2013-10-08T14:32:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=29757"},"modified":"2013-10-14T16:28:16","modified_gmt":"2013-10-14T14:28:16","slug":"intervista-a-luis-lopez-carrasco-regista-di-el-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=29757","title":{"rendered":"Intervista a Luis L\u00f3pez Carrasco, regista di &#8220;El futuro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/luis_lopez_cover.jpg\" alt=\"\" title=\"Luis Lopez\" width=\"620\" height=\"458\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29760\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/luis_lopez_cover.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/luis_lopez_cover-300x221.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\"><b>Intervista a Luis L\u00f3pez Carrasco, regista di \u201cEl futuro\u201d<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><br \/>\na cura di Alessio Galbiati<br \/>\n\u2022\u2022\u2022 <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=29758\">vai alla recensione del film<\/a> \u2022\u2022\u2022<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Luis L\u00f3pez Carrasco, spagnolo classe 1981, \u00e8 autore di un film geniale. <i>El futuro<\/i> (<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=29758\">VAI ALLA RECENSIONE<\/a>) \u00e8 un\u2019opera tutta concettuale che richiama alla memoria certo cinema sperimentale del secolo passato (penso al cinema diretto da Warhol e prodotto dalla sua factory, passando per <i>Dillinger \u00e8 morto<\/i> di Marco Ferreri fino a <i>Arrebato<\/i> di Iv\u00e1n Zulueta) sospeso fra performance e happening artistico. Interamente ambientato in un\u2019unica unit\u00e0 di tempo e luogo e realizzato in soli tre giorni su pellicola 16mm, si svolge all\u2019interno di una festa in un appartamento madrileno nel 1982 a poche ore dalla vittoria delle elezioni generali da parte del PSOE, elezioni che dissolsero definitivamente l\u2019epoca franchista. L\u2019idea di Carrasco \u00e8 semplice: \u00e8 in quell\u2019esatto momento che la Spagna gettava le basi del suo attuale disastro economico e sociale.<br \/>\nProfondamente colpito dal film, ho pensato di chiedere al regista di raccontarlo\u2026<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Alessio Galbiati: <i>El futuro<\/i> \u00e8 ambientato nel 1982, ma parla dell\u2019oggi, della Spagna del 2013. Qual \u00e8 stata l\u2019idea iniziale e quali le motivazioni che ti hanno spinto a raccontare questa storia cos\u00ec \u201cpolitica\u201d?<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Luis L\u00f3pez Carrasco: <\/b>Nel maggio 2010, il presidente Zapatero ha preso una serie di misure, sotto la pressione della Banca Centrale Europea e della Commissione Europea. Tali misure sono destinate a porre fine al welfare spagnolo. Terribilmente aggressive (e proseguite dall&#8217;attuale governo di Mariano Rajoy), sono progettate per impoverire i cittadini, demolire i diritti dei lavoratori e vendere il patrimonio pubblico spagnolo a societ\u00e0 private filo-governative. Oltre allo smantellamento di diritti sociali come l\u2019istruzione pubblica e la sanit\u00e0.<br \/>\nLa scusa \u00e8 la crisi. A quell\u2019epoca, i due principali partiti politici si accusavano reciprocamente sulle responsabilit\u00e0: la crisi \u201c\u00e8 colpa degli altri\u201d. Per\u00f2 nessuno \u00e8 d\u2019accordo. \u00c8 colpa di Zapatero? \u00c8 colpa di Aznar? \u00c8 cominciata nel 2004 o nel 1996? \u00c8 cominciata prima?<br \/>\nForse la crisi proviene da un tempo precedente, \u00e8 il risultato di un processo pi\u00f9 profondo.<br \/>\nForse dobbiamo guardare al momento di splendore, gioia e celebrazione festosa che ha segnato le elezioni del 1982. Il momento in cui, apparentemente, la Spagna \u00e8 divenuta pienamente \u201cdemocratica\u201d. Forse l\u00ec risiedono, <i>in nuce<\/i>, alcune delle ombre che hanno oscurato il paese. Si deve comprendere che in Spagna l\u2019opinione pubblica \u00e8 generalmente concorde nel definire come prospero e felice il decennio degli anni \u201880. Forse \u00e8 arrivato il momento di destabilizzare questo falso ideale.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">\u00c8 importante comprende che io sono nato nel 1981 e cresciuto in una Spagna che era uscita dal sottosviluppo, che era uno Stato di diritto, che era un paese prospero e moderno. Quel paese non esiste. E la mia domanda \u00e8: come pu\u00f2 crollare cos\u00ec velocemente una struttura? Come si pu\u00f2 imparare a vivere in questo nuovo paese disastrato? La risposta che azzardo \u00e8 semplice: il paese \u00e8 sempre stato disastroso e sottosviluppato. Solo che prima avevamo denaro, ora no.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">AG: Il film potrebbe sembrare una critica agli anni della Movida. So che non \u00e8 stato questo il tuo obiettivo. Potresti puntualizzare la tua opinione?<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>LLC: <\/b>La Movida \u00e8 stata ampiamente criticata nell\u2019ambiente dei circoli universitari. Un autore come Eduardo Subirats ha scritto, nel saggio <i>Transici\u00f3n y espect\u00e1culo<\/i> (in <i>Intransiciones. Cr\u00edtica de la cultura espa\u00f1ola<\/i>, Ed. Biblioteca Nueva, Madrid 2002; NdR.): \u00abLa Movida fu un effetto di superficie, non un\u2019opera d\u2019arte totale. Si identific\u00f2 completamente con le feste frivole e corrotte, con una strategia di segni grotteschi e con l\u2019agire sociale inteso strettamente come merce e simulacro. [\u2026] Nonostante la sua banalit\u00e0, o precisamente a causa di essa, la Movida signific\u00f2, comunque, una vera e radicale trasformazione della cultura. Neutralizz\u00f2 qualunque altra forma immaginabile di critica sociale e riflessione storica\u00bb.<br \/>\nEssendo un\u2019analisi pi\u00f9 che corretta, trovo molto difficile risolvere completamente questo punto di vista critico, perch\u00e9 ho vissuto la mia giovinezza proprio all\u2019interno di quel sistema di valori. Individualismo, edonismo e raggiungimento di obiettivi materiali personali. Mi risulta contraddittorio e anche ipocrita parlare di questo in tale maniera, come se non avessi partecipato a questo stato di cose.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Mi interessava fare un piccolo ritratto sociale della classe media, non esclusivamente della Movida, perch\u00e9 in fondo si trattava di poche persone. Ero affascinato, soprattutto, dalla rapidit\u00e0 con la quale la societ\u00e0 spagnola si \u00e8 fatta trasportare, dall\u2019allegria e dalla spensieratezza, verso i nuovi valori della societ\u00e0 dei consumi. Ma come si fa a criticare in maniera generalizzata? Non avrei fatto lo stesso? Non merita un po\u2019 di baldoria la fine di anni di oppressione e dittatura? Bisogna comprendere che molti giovani spagnoli erano stufi della superiorit\u00e0 morale dei propri fratelli maggiori, degli antifranchisti. Una superiorit\u00e0 morale che aveva fatto acqua da tutte le parti, dalla transizione della dittatura alla democrazia, non si era fatta portatrice di nessuno dei sogni di utopia sociale nei quali credeva la generazione pre-Movida, nata tra il 1945 e il 1959 (che poi sono gli stessi che ancora oggi controllano il paese, non dimentichiamolo). C\u2019era un certo clima di sconfitta morale alla fine degli anni settanta e, in qualche modo, celebrare il presente implicava una rottura con tutto il passato, tanto con la dittatura quanto con l\u2019anti-dittatura.<br \/>\nPenso che dovremmo provare a guardare ai primi anni ottanta andando oltre la Movida, ma non cerco di aderire n\u00e9 alla critica moralista n\u00e9 alla malinconia idealizzata.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/player.vimeo.com\/video\/72527254?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0&amp;color=000405\" width=\"620\" height=\"348\" frameborder=\"0\" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">AG: La musica scelta per il film \u00e8 molto interessante. Non utilizzi musica famosa, ma brani spagnoli senza troppo successo commerciale. Ci puoi raccontare qual \u00e8 stato il principio ispiratore della selezione?<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>LLC: <\/b>Non volendo fare una storia mitica dei primi anni ottanta in Spagna, ho deciso di usare la musica di gruppi non troppo noti. Quella \u00e8 stata un\u2019epoca intrisa di nostalgia e molte delle canzoni di Mecano, Alaska y Dinarama, Nacha Pop, Gabinete Caligari e Zombis, si sono trasformate in inni generazionali. Ma non volevo inni nel film. Non mi interessava percorrere strade gi\u00e0 praticate.<br \/>\nSpesso mi chiedo: perch\u00e9 un gruppo ha successo e un altro no? La qualit\u00e0 delle canzoni \u00e8 la stessa.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">AG: Mi piacerebbe offrire ai nostri lettori qualche traccia della colonna sonora che attraversa tutto il film\u2026 mi puoi dire qualche titolo?<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>LLC: <\/b>Aviador Dro (<i>Nuclear s\u00ed<\/i>), Los iniciados (<i>Soy el vac\u00edo<\/i>), \u00daltima emoci\u00f3n (<i>Las reglas del juego<\/i>), Ataque de caspa (<i>Nigeria<\/i>), Monaguillosh (<i>Ciclos<\/i>), Fl\u00e1cidos lunes (<i>Francotirador<\/i>)\u2026<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">AG: Quanto sono durate le riprese e come hai lavorato con gli attori?<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>LLC: <\/b>Dice il teorico Santos Zunzunegui che una domanda che tutti i registi cinematografici dovrebbero arrivare a porsi \u00e8: \u201cIn che modo devo relazionarmi con le casualit\u00e0?\u201d.<br \/>\nHo provato a tenere sotto controllo il maggior numero di aspetti delle riprese, per\u00f2 ero anche cosciente che tutto sarebbe stato pi\u00f9 valido se fossi riuscito a rinunciare a una certa dose di controllo e pianificazione. La forza della pellicola avrebbero dovuto averle le immagini documentarie, \u201crubate\u201d, immagini di persone a una festa, allegre, spensierate, alla deriva. Per questo abbiamo messo in scena una festa, una festa vera. Insieme al direttore della fotografia abbiamo fatto le riprese da dietro un angolo, con un teleobiettivo. Molti degli attori non potevano sapere quando erano inquadrati. Il primo giorno abbiamo realizzato l\u201980% del film. Il giorno seguente abbiamo sviluppato alcune piccole situazioni, attraverso brevi dialoghi scritti in maniera tale da contestualizzare meglio alcuni aspetti dell\u2019epoca. E, per inciso, siccome avevamo ancora molto da bere, abbiamo messo in piedi una seconda festa\u2026<br \/>\nDurante le riprese abbiamo mescolato tra loro amici con attori che personalmente non conoscevo nemmeno. Ho fornito loro delle indicazioni essenziali sul comportamento da tenere. Tutto \u00e8 avvenuto come in una qualunque festa: c\u2019erano persone che si conoscevano e altre che non si erano mai viste prima. Durante la notte, le indicazioni che avevo fornito loro, si sono contaminate con l\u2019ambiente festoso e le persone si sono dimenticate di chi fossero realmente.<br \/>\nLe riprese sono durate quel fine settimana.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/luis_lopez_04.jpg\" alt=\"\" title=\"Luis Lopez\" width=\"620\" height=\"450\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29764\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/luis_lopez_04.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/luis_lopez_04-300x217.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">AG: A prima vista <i>El futuro<\/i> sembra un film senza sceneggiatura, ma in realt\u00e0 \u00e8 un lavoro che hai firmato insieme a Brays Efe e Luis E. Par\u00e9s. Come avete lavorato alla scrittura? Come l\u2019hai utilizzata sul set?<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>LLC: <\/b>Insieme agli altri sceneggiatori abbiamo scritto alcune scene e, soprattutto, i dialoghi anacronistici. Conversazioni che si sarebbero potute ascoltare nel 1982 ma pure nel 2012. (Ad eccezione del dialogo sul terrorismo, interpretato da uno degli sceneggiatori!)<br \/>\nSapevamo che molte di queste conversazioni sarebbero state sepolte dalla musica, ma abbiamo preferito avere molto materiale con il quale lavorare al montaggio. Siccome le riprese del primo giorno sono state un successo, tutti questi altri dialoghi non sono finiti nel montaggio finale.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">AG: <i>El futuro<\/i> utilizza un\u2019estetica Lo-fi. Come avete lavorato all\u2019immagine? Con quale telecamera? Con quale pellicola? Perch\u00e9 queste scelte?<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>LLC: <\/b>Il film \u00e8 stato realizzato in 16mm con una Arri SR2, di propriet\u00e0 del cineasta Ion de Sosa, che del film \u00e8 direttore della fotografia e produttore. La pellicola \u00e8 una Kodak 500T a colori. Ion de Sosa ha illuminato l\u2019appartamento sostituendo tutte le lampadine delle varie lampade sparse per l\u2019abitazione. Questo ci ha permesso di utilizzare tutto lo spazio della casa.<br \/>\nIl 16mm ci ha aiutati ad avere il colore e il contrasto che andavamo cercando per il film, la tonalit\u00e0 del cinema underground di Warhol o Cassavettes, la consistenza del <i>direct cinema<\/i> documentario dei fratelli Maysles, Robert Frank, Fred Wiseman e D. A. Pennebacker. Sono stati un punto di riferimento anche i film spagnoli di quell\u2019epoca, tanto in ambito documentario quanto nel cinema di finzione. Il cinema di Eloy de la Iglesia, Zulueta, i primi film di Colomo e Almod\u00f3var. E molto cinema documentario. Opere come <i>La vieja memoria<\/i> di Jaime Camino (1979), <i>Despu\u00e9s de\u2026<\/i> di Cecilia e Jos\u00e9 Juan Bartolom\u00e9 (1983), <i>N\u00famax presenta\u2026<\/i> di Joaquim Jord\u00e0 (1980), <i>Lejos de los \u00e1rboles<\/i> di Jacinto Esteva (1972), i lavori del collettivo del Cine de Madrid\u2026<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">AG: Sulla pellicola del film si fanno largo dei grandi buchi neri che inghiottono le <br \/>\nimmagini. Ci puoi spiegare il loro significato? Tecnicamente come li hai realizzati?<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>LLC: <\/b>Non so se posso spiegare il loro significato in maniera univoca. Potrebbe essere il futuro che li attende. Per quella generazione molte delle minacce che li attendevano erano, in quel momento, invisibili.<br \/>\nPu\u00f2 anche significare che non sperano in alcun futuro, perch\u00e9 tutta la loro vita sar\u00e0 un presente incompleto, un\u2019esperienza intensa svincolata dalla memoria.<br \/>\nL\u2019immagine con il buco nero \u00e8 incompleta e pu\u00f2 anche rappresentare un buco nero vuoto, un buco che si dispiega in un mondo di immagini superficiali. Potremmo dover completare quelle immagini insieme.<br \/>\nQuesto buco nero \u00e8 una perforazione che i laboratori di sviluppo imprimono sulla pellicola per segnalare l\u2019inizio e la fine di un rullo.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/elfuturo_03.jpg\" alt=\"\" title=\"El futuro\" width=\"620\" height=\"464\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29765\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/elfuturo_03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/elfuturo_03-300x224.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">AG: Il lavoro sul suono \u00e8 molto interessante. Come avete lavorato? \u00c8 tutto in presa diretta?<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>LLC: <\/b>Durante le riprese abbiamo messo la musica a un volume molto alto, cos\u00ec da far ballare e cantare gli attori. Nonostante questo siamo riusciti a registrare un gran numero di conversazioni. La prima parte del film \u00e8 stata montata con questi dialoghi registrati e con la musica \u201caggiunta\u201d, per\u00f2 montata in maniera tale che sembri appartenere alle immagini e poi tagliata in armonia con ciascun cambio di piano.<br \/>\nTutta la parte finale del film \u00e8 costruita per apparire come se le immagini e il suono si dissolvessero gradualmente. Jorge Alarc\u00f3n, il montatore del suono, ha lavorato in maniera \u201cnormale\u201d, con musica e voci, e alla fine abbiamo esportato su un nastro VHS. In questa esportazione abbiamo collegato e scollegato i cavi, manipolato e maltrattato il nastro magnetico del VHS per deteriorarlo\u2026 A questo punto abbiamo nuovamente digitalizzato il nastro VHS, ma con l\u2019audio completamente triturato.<br \/>\nNuovamente, una combinazione di controllo e casualit\u00e0\u2026<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">AG: A Locarno, introducendo il film, Sergio Fant ha detto che <i>El futuro<\/i> meriterebbe l\u2019Oscar per i migliori costumi nella categoria cinema a zero budget. Affermazione che condivido. Come avete lavorato a questo aspetto del film?<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>LLC: <\/b>Ana M. Fesser ha fatto un lavoro brillante, anche perch\u00e9 praticamente non avevamo un budget. Il mio primo approccio \u00e8 stato quasi sociologico, ero ossessionato dal tentativo di avvicinarmi alla classe media e di non fare un altro ritratto della Movida madrile\u00f1a. Volevo mostrare delle persone che provano a essere moderne con i vestiti che hanno a casa, o persone che non sono ancora cambiate, oppure nel mezzo della propria mutazione. Lei lo ha compreso perfettamente. Abbiamo voluto provare a mostrare una gamma sociale ampia, con differenti trib\u00f9 urbane, differenti stili, differenti et\u00e0. Abbiamo guardato le foto dei nostri zii e zie per vedere come le persone normali cercavano di essere \u201ca la moda\u201d, ma senza denaro, senza risorse. Loro non avevano risorse, noi pure, dunque \u00e8 stato perfetto. Abbiamo lavorato nella stessa direzione anche con il trucco e le acconciature. Non poteva essere percepito come un disegno molto elaborato e sofisticato. Doveva essere semplice ma evocativo.<br \/>\nAd ogni modo, la Movida madrile\u00f1a \u00e8 cos\u00ec onnipresente nell\u2019inconscio collettivo spagnolo che \u00e8 probabile che, se anche solo quattro personaggi assumono un aspetto dark-glam-punk, la percezione generale del film sar\u00e0 inevitabilmente collegata alla Movida.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">AG: Nel 2008, insieme a Javier Fern\u00e1ndez V\u00e1zquez e Natalia Mart\u00edn Sancho, hai fondato il Colectivo cinematogr\u00e1fico Los Hijos. Ci potresti raccontare i motivi di questa scelta? Quali sono i film che avete realizzato?<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>LLC: <\/b>Javier y Natalia sono compagni della Escuela de Cine de Madrid. Siamo amici da molto tempo e ci siamo uniti per produrre un cinema vicino al documentario sperimentale, al film saggio e alla video arte. Il nostro primo lungometraggio, <i>Los materiales<\/i>, \u00e8 stato premiato al FiD di Marsiglia e al Festival Punto de Vista (Navarra) ed eletto come uno dei migliori dieci film internazionali del 2010 dai \u00abCahiers du cin\u00e9ma Spagna\u00bb. Grazie a questi riscontri il nostro lavoro \u00e8 circolato per festival e musei di arte contemporanea. Insieme a loro ho vissuto la soddisfazione di sapere, per la prima volta, che il lavoro creativo pu\u00f2 essere valorizzato e sostenuto da altre persone, pu\u00f2 essere compreso in diverse parti del mondo. Sono cresciuto con loro, sono miei amici e colleghi, e le persone con le quali ho imparato di pi\u00f9.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/elfuturo_06.jpg\" alt=\"\" title=\"El futuro\" width=\"620\" height=\"462\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29766\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/elfuturo_06.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/elfuturo_06-300x223.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"2\">AG: La Spagna vive una profonda crisi economica. Qual \u00e8 la situazione del cinema spagnolo?<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>LLC: <\/b>La situazione \u00e8 sempre stata complicata e ora si sta sfiorando la morte. Le televisioni difficilmente comprano cinema spagnolo, le leggi di finanziamento e incentivi fiscali sono paralizzate\u2026 In generale tutto il settore \u00e8 paralizzato o tende alla chiusura. Festival, centri culturali, pubblicazioni, sale cinematografiche, corsi universitari. Buona parte del cinema pi\u00f9 indipendente si finanziava con aiuti regionali o con l\u2019appoggio di musei e, con lodevoli eccezioni, tutti questi aiuti sono scomparsi. Questo \u00e8 accaduto per il cambio del modello di sfruttamento, gli spettatori guardano il cinema in altro modo, su internet, ma l\u2019industria e l\u2019accademia si sono dedicate per un intero decennio a criminalizzare il download gratuito invece di trovare soluzioni. La sensazione \u00e8 di asfissia e di fine di un ciclo, anche se mai come oggi i prodotti audiovisivi vengono consumati. Il disinteresse delle amministrazioni \u00e8 totale. Si ha la sensazione che il cinema sar\u00e0 blockbusters per un lato e hobby idealista per l&#8217;altro, come un giocattolo costoso, per chi se lo potr\u00e0 permettere.<br \/>\nSe i diritti dei lavoratori e quelli sociali vengono sacrificati, se la ricerca scientifica, le borse di studio e gli aiuti sanitari per i malati cronici e agli anziani sono considerati superflui, se si tagliano i finanziamenti alle scuole pubbliche e si privatizzano gli ospedali, che interesse pu\u00f2 avere l\u2019amministrazione pubblica a proteggere la cultura?<br \/>\nQuando \u00e8 arrivata la crisi economica molti giornalisti hanno scritto: \u201cLa Spagna sperimenta la peggiore crisi economica dal dopoguerra\u201d. Non esageravano. \u2022<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><i><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Intervista realizzata nel settembre 2013<br \/>\nTraduzione a cura di AG<\/font><\/i><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"center\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">+ + +<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Luis L\u00f3pez Carrasco<\/b> \u00e8 nato a Murcia, in Spagna, nel 1981. Nel 2008 ha fondato Los Hijos, un collettivo di cinema e documentario sperimentale, insieme a Javier Fern\u00e1ndez V\u00e1zquez e Natalia Mar\u00edn Sancho. I tre cineasti hanno co-diretto vari cortometraggi, tra cui <i>El sol en el sol del membrillo<\/i> (2008). <i>Los materiales<\/i> (2010), il loro lungometraggio d\u2019esordio, ha vinto il Premio Jean Vigo per la migliore regia al Festival Punto de Vista di Navarra e la menzione speciale al FiD di Marsiglia. <i>El futuro<\/i> \u00e8 il primo lungometraggio per la regia unica di Luis L\u00f3pez Carrasco.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">2013 | <b>El futuro<\/b><br \/>\n2013 | <b>\u00c1rboles<\/b><br \/>\n2012 | <b>Enero 2012 o la apoteosis de Isabel La Cat\u00f3lica<\/b><br \/>\n2011 | <b>Tarde de verano<\/b><br \/>\n2011 | <b>Evacuaci\u00f3n<\/b><br \/>\n2010 | <b>Ya viene, aguanta, ri\u00e9gueme, m\u00e1tame<\/b><br \/>\n2010 | <b>Circo<\/b><br \/>\n2009 | <b>Los materiales<\/b><br \/>\n2008 | <b>El sol en el sol del membrillo<\/b><br \/>\n2006 | <b>Para ser cajera del s\u00faper siempre hay tiempo<\/b><br \/>\n2005 | <b>Sala de espera<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Sito del film: <\/b><a href=\"http:\/\/www.elfuturo1982.com\/\">elfuturo1982.com<\/a><br \/>\n<b>Sito del collettivo Los Hijos: <\/b><a href=\"http:\/\/loshijos.org\/\">loshijos.org<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=29758\">Vai alla recensione de <i>El futuro<\/i> (a cura di AG)<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Le immagini di Luis L\u00f3pez Carrasco sono opera di <b><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.aidapaez.com\/\">A\u00edda P\u00e1ez<\/a><\/b>.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Luis L\u00f3pez Carrasco, regista di \u201cEl futuro\u201d a cura di Alessio Galbiati \u2022\u2022\u2022 vai alla recensione del film \u2022\u2022\u2022 &nbsp; Luis L\u00f3pez Carrasco, spagnolo classe 1981, \u00e8 autore di un film geniale. 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