{"id":30126,"date":"2013-10-29T22:34:59","date_gmt":"2013-10-29T21:34:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=30126"},"modified":"2013-10-29T22:37:59","modified_gmt":"2013-10-29T21:37:59","slug":"regeneration-raoul-walsh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=30126","title":{"rendered":"Regeneration > Raoul Walsh"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/regeneration_01.jpg\" alt=\"\" title=\"regeneration\" width=\"620\" height=\"420\" class=\"aligncenter size-full wp-image-30127\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/regeneration_01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/regeneration_01-300x203.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"4\">Regeneration<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><br \/>\n<b>Il primo gangster movie della storia del cinema, by Raoul Walsh<\/b><br \/>\nrecensione a cura di Fabrizio Fogliato<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">In coda alla recensione il film, visibile in versione integrale.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\" align=\"left\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i>\u00ab\u00c8 felice solo quando lavora.<br \/>\nWalsh accetterebbe qualsiasi regia pur di trovarsi sul set.\u00bb<\/i><br \/>\n<\/font><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt\">J.P. Coursodon<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%; margin-left:50px\"><i><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Owen Conway <\/i>(John McCann, bambino, Rockliffe Fellowes, adulto) <i>rimane orfano e viene adottato, suo malgrado, da una coppia di vicini, due coniugi rancorosi e violenti. Forte della lezione di vita, impartita dalla forzata convivenza, decide di intraprendere la strada della criminalit\u00e0 e, dopo aver abbandonato la coppia, ancora bambino comincia a vivere per strada e a far valere le sue ragioni menando le mani fino a diventare, all\u2019et\u00e0 di venticinque anni, il capo di una banda di teppisti e piccoli rapinatori. Owen segue una vera e propria iniziazione al gangsterismo, un battesimo del crimine che lo sprofonda sempre pi\u00f9 gi\u00f9 e che sembra precludergli ogni redenzione possibile. Un giorno, una giovane e annoiata borghese Marie Deering<\/i> (Anna Q. Nillson)<i> esprime a un ospite abituale della sua famiglia, il procuratore Amis <\/i>(Carl Harbaugh)<i>, la volont\u00e0 di vedere il mondo dei gangster e questi la invita da Groning\u2019s, un locale da essi frequentato, dove la donna incontra Owen e scopre la sua vocazione umanitaria. La donna lascia la sua vita opulenta per dedicarsi ai poveri e comincia a prestare servizio presso la Settlement House, un centro di assistenza ai bisognosi nella Bowery.<br \/>\nLa festa stagionale del centro si svolge sul ponte di un barcone ancorato sulle rive dell\u2019Hudson dove Owen e Marie si incontrano nuovamente; Marie invita l\u2019uomo a partecipare ai festeggiamenti. Un incidente fortuito, il lancio di un mozzicone di sigaretta tra le gomene, scatena l\u2019incendio a bordo e Owen si prodiga con la donna e con tutti gli altri nel salvataggio delle persone presenti, soprattutto i numerosi bambini. Successivamente, quando Marie si trova ad affrontare uno dei problemi pi\u00f9 ricorrenti al centro d\u2019assistenza, e cio\u00e8 i guai della famiglia Flaherty, chiede l\u2019intervento di Owen per salvare il figlio di pochi mesi dalla violenza dei genitori. Owen va a lavorare con Marie e abbandona la banda che elegge a nuovo capo Skinny <\/i>(William Sheer)<i>. Questi, tempo dopo, accoltella un poliziotto e, durante la fuga, chiede all\u2019amico aiuto e rifugio nella Settlent House in virt\u00f9 di un vecchio episodio in cui lo stesso Skinny salv\u00f2 Owen dall\u2019arresto. Amis, si reca da Marie per chiederle di tornare alla vita di prima \u00e8 testimone dell\u2019accaduto e coglie l\u2019occasione per mettere in evidenza la malafede di Owen e allontanarlo da Marie. La donna va a cercare il giovane che, nel frattempo, deluso e disilluso di potersi affrancare dal suo passato, ha lasciato la Settlement House, ma viene attratta da Skinny in una trappola, con l\u2019intenzione di abusare di lei.<br \/>\nAvvisato, Owen si precipita al palazzo dove risiede la banda per affrontare l\u2019ex-amico ma, durante la colluttazione, quest\u2019ultimo spara un colpo di pistola che ferisce a morte Marie. Sul letto di morte la donna invita Owen a rifuggire la vendetta. Intanto Skinny si prepara a lasciare il suo covo ma viene sorpreso e aggredito da Owen che, furioso, si batte con lui fino allo spasimo delle forze, ma lo lascer\u00e0 fuggire, evitando ogni vendetta.<\/i><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Lo stile registico di Raoul si pone in antitesi rispetto alla scuola dei suoi contemporanei Erich von Stroheim e Rex Ingram. Nessuna magniloquenza e nessuna ricostruzione scenografica, utilizzo dell\u2019atmosfera storica come sfondo alle vicende narrate e un\u2019attenzione, puntigliosa e mordace, allo sviluppo della trama, alla caratterizzazione dei personaggi e all\u2019azione. Il suo obiettivo \u00e8 quello di velocizzare la narrazione, intrecciare il montaggio ed esasperare l\u2019uso del parallelismo tra le distinte vicende, alla ricerca dell\u2019incisivit\u00e0 e del coinvolgimento del pubblico. Intensit\u00e0 e stupore. Al centro del suo cinema due grandi temi che, in un modo o nell\u2019altro, attraversano tutta la sua sterminata filmografia arrivando intatti fino alla prima met\u00e0 degli anni \u201960: la rivalit\u00e0 e l\u2019amicizia virile. Temi che troveranno compimento nei western degli anni \u201840 e \u201950, ma presenti gi\u00e0 dai suoi primi melodrammi cui fa parte <i>Regeneration<\/i> (1915), misconosciuto e sorprendente lungometraggio figlio diretto del suo praticantato presso la \u201cscuola\u201d di David Wark Griffith.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/regeneration_02.jpg\" alt=\"\" title=\"regeneration\" width=\"620\" height=\"464\" class=\"aligncenter size-full wp-image-30128\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/regeneration_02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/regeneration_02-300x224.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Personaggio schivo e scontroso, celebre pi\u00f9 per i suoi eccessi che per il suo cinema, Raoul Walsh (\u201cpadre\u201d di tanto cinema moderno &#8211; Peckinpah, Foley, Ferrara, Scorsese, Tarantino\u2026) pare uno protagonisti dei suoi stessi film: amante dell\u2019alcool e del gioco d\u2019azzardo, ma anche abile cacciatore e discreto sportivo, al punto che spesso le lavorazioni delle sue opere si trasformano in vere e proprie avventure. Set pericolosi i suoi, in cui si pu\u00f2 mettere a repentaglio la vita o trovarsi faccia a faccia con veri e propri malavitosi, con interpreti spinti fino al limite e abituati al rischio e all\u2019imprevisto. <i>Regeneration<\/i> non fa eccezione, visto che sul set del film si trovano a \u201crecitare\u201d insieme sia attori professionisti che veri abitanti dei bassifondi di New York. Questi ultimi sono chiamati a interpretare se stessi mentre la macchina da presa di Walsh si insinua, quasi si mimetizza, nella Bowery dell\u2019East Side, \u201cfrugando\u201d con sapienza e pudore nelle vite, nelle case e nel futuro di questi <i>marginali<\/i>. A testimonianza del realismo della messa in scena e dell\u2019imprevedibilit\u00e0 (ma anche della vivacit\u00e0) dei set su cui \u00e8 impegnato il regista ci sono due episodi riguardanti la sequenza dell\u2019incendio del battello sull\u2019Hudson. Una lancia della polizia in perlustrazione sul fiume scambia il set per un vero e proprio incendio, cosa che costa al regista un fermo di polizia di alcune ore; mentre, nella stessa sequenza, in fase di montaggio, il regista si trova a dover compiere dei tagli imprevisti: buttandosi in mare, infatti, molte delle donne presenti sul battello avevano messo a nudo le loro intimit\u00e0 al punto che le riprese effettuate non avrebbero di certo superato qualsivoglia commissione di censura. Abilmente Walsh, che non vuole rinunciare all\u2019impatto spettacolare, rigira la sequenza e fa indossare a tutte le donne pesanti capi di biancheria intima, e, sull\u2019episodio, nella sua autobiografia dichiara: \u00abUna volta le donne le spogliavo\u2026ora mi tocca rivestirle\u2026\u00bb. L\u2019incendio sul barcone, non a caso provocato da Skinny il quale, pi\u00f9 avanti nel film diverr\u00e0 vera e propria incarnazione del Male, d\u00e0 la possibilit\u00e0 al regista di costruire una sequenza adrenalinica di rara efficacia emotiva, con largo uso di un montaggio quasi subliminale (per mostrare il fuoco in piani virati al rosso) e una serie di azioni dinamiche (il ballo, il girotondo\u2026.) che acuiscono la vorticosit\u00e0 della messa in scena anche grazie alla frammentazione delle inquadrature che, nell\u2019alternare campi medi e piani ravvicinati, organizzano la <i>suspense<\/i> prima e restituiscono tutta la paura e la concitazione del momento poi, durante la fuga e l\u2019abbandono del barcone.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Dal punto di vista registico <i>Regeneration<\/i> \u00e8 figlio dell\u2019esperienza griffithiana del regista, il quale collabora come assistente alla regia sul set di <i>The Life of General Villa<\/i> (1914) ed \u00e8 interprete come attore di John Wilkes Booth, l\u2019assassino di Abraham Lincoln in <i>The Birth of Nation<\/i> (1915). Nel film di Raoul Walsh \u00e8 determinate un aspetto, in particolare, dell\u2019opera di Griffith, quello del film inteso come struttura geometrica, qui costituito da due rette convergenti: quella del Bene e quella del Male. Una visione dualistica dell\u2019esistenza che abbraccia l\u2019amicizia virile tra Owen e Skinny fino al momento in cui questa non viene infranta dall\u2019entrata in scena dell\u2019angelo salvatore incarnato dall\u2019eterea Mamie Rose. Dualismo della messa in scena che entra prepotentemente (secondo la lezione di Griffith) anche nella costruzione di ogni singolo piano all\u2019interno del quale \u00e8 ravvisabile persino una forma di \u201cmontaggio interno\u201d con elementi antitetici o complementari volti a mostrare lo scontro tra rette convergenti. Esemplare a tal proposito \u00e8 la prima inquadratura del film: quella con il piccolo Owen in balia del proprio destino al momento della morte della madre, mentre sullo sfondo si muove un gattino bianco gi\u00e0 epitome della purezza dell\u2019uomo che verr\u00e0 in seguito contagiato dal Male. Owen \u00e8 dunque la variabile indipendente all\u2019interno del film, un bambino che sin dall\u2019infanzia (la sua \u201cpurezza\u201d la conoscer\u00e0 solo dopo) \u00e8 condannato a vedere il Male e ad assorbirlo come forma educativa. Non si spiega altrimenti la prima parte di <i>Regeneration<\/i> costituita da una serie di piani volti a mostrare la \u201clegge della strada e della violenza\u201d come unica via possibile per stare al mondo: l\u2019odio tra i coniugi adottivi, l\u2019alcoolismo e le sue conseguenze, la violenza domestica, la prevaricazione del pi\u00f9 forte sul pi\u00f9 debole e indifeso, il furto, l\u2019inganno, il leaderismo negativo. Tutti elementi che vengono confutati dalla figura femminile che entra nella vita di Owen e che, con l\u2019amore e la dolcezza del servizio al prossimo e la solidariet\u00e0, la percuote come un maglio sconvolgendo certezze ormai date per acquisite una volta diventato capo-banda. Ma Walsh gioca astutamente, sul dualismo, anche con gli ambienti e, all\u2019inizio del film, sembra porre il piccolo Owen di fronte ad una sorta di <i>sliding doors<\/i> dove lui per\u00f2 non pu\u00f2 scegliere, come dimostra il fatto che sullo stesso pianerottolo (sequenza resa magistralmente attraverso l\u2019uso del montaggio contiguo) coesistano il suo presente e il suo futuro, entrambi sospesi tra la morte della madre e l\u2019adozione forzosa dei coniugi dirimpettai. Dualismo che ritorna, pi\u00f9 avanti nel film, sottoforma di frammento mnemonico, quando Owen viene invitato da Marie Deering a recuperare il figlio dei Flaherty ed egli rivive la stessa situazione della sua infanzia: figlio indifeso in balia della violenza degli adulti. Non caso, \u00e8 da questo momento in poi che il giovane intraprende il cammino di ri-generazione, mentre la didascalia descrive cos\u00ec il suo ingresso nella Settlement House: \u00abUn nuovo mondo dove Owen scopre istruzione, ispirazione e\u2026 amore\u00bb. <\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/regeneration_03.jpg\" alt=\"\" title=\"regeneration\" width=\"620\" height=\"457\" class=\"aligncenter size-full wp-image-30129\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/regeneration_03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/regeneration_03-300x221.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Emblematico \u00e8 anche il primo rifugio di Owen una volta fuggito da casa: egli si sdraia sulla caditoia sotto la vetrina dei dolci che guarda con desiderio e sofferenza e, mentre questa rimane sopra la sua testa, sotto di lui scorrono le fogne. Raoul Walsh non lesina dunque passaggi e messe in scena del dualismo religioso, concreto ed esistenziale cui va incontro l\u2019ignaro Owen Conway, vittima inconsapevole di una societ\u00e0 che lo forma secondo le sue convenzioni pi\u00f9 brutali impedendogli di ambire (perch\u00e9 non lo conosce) al compimento del Bene. Che la societ\u00e0 (nazione) abbia un ruolo determinante nella formazione del giovane \u00e8 ben raccontato dalla sequenza con Owen diciassettenne, il quale intervenuto per mettere fine ai soprusi subiti da un giovane gobbo, si batte furiosamente con il molestatore mentre attorno a lui si crea un accrocchio di uomini intenti a guardare e a tifare per l\u2019uno o per l\u2019altro: volti grotteschi e mostruosi che Walsh condanna con fulminanti primi piani, mentre con il suo agire mette in evidenza quel Bene che dimora nascosto e sconosciuto nell\u2019animo di Owen. Sar\u00e0 Mamie Rose \u2013 Marie Deering a far intravedere a Owen la fine del tunnel: un altro personaggio emblematico, nella visione di Walsh, una borghese che rinuncia agli agi e al lusso della vita comoda per dedicarsi disinteressatamente alla \u201csalvezza\u201d degli ultimi. Lo scontro tra le rette del Bene e del Male dunque, prende vita e si nutre da un lato delle ambizioni delinquenziali di Owen e dall\u2019altro del suo essere visto dalla donna come un \u201cpuro\u201d temporaneamente contagiato dal Male. Tutta l\u2019attivit\u00e0 della Settlement House, infatti, \u00e8 finalizzata al \u201ccurare\u201d i giovani sbandati della Bowery newyorkese attraverso \u201cmedicine\u201d come l\u2019istruzione, il senso di giustizia, l\u2019onest\u00e0 della beneficenza, l\u2019amore verso il prossimo. Owen viene travolto dalla furia \u201cdistruttrice\u201d del Bene propagata da Mamie Rose, vittima sacrificale (e inconsapevole) della redenzione dell\u2019uomo e necessaria alla remissione di suoi peccati. Per mettere in scena questo scontro dualistico Raoul Walsh ricorre ancora una volta alla lezione del maestro del cinema narrativo, facendo ampio uso di primi piani espressivi (memorabili quello iniziale sul volto del piccolo Owen e quello finale sul primo sul volto straziato di Mamie Rose insidiata da Skinny) e del montaggio alternato e parallelo che progressivamente porta le due vicende a convergere nel finale in cui avviene la rigenerazione dell\u2019uomo e quindi della nazione stessa.<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/regeneration_04.jpg\" alt=\"\" title=\"regeneration\" width=\"620\" height=\"457\" class=\"aligncenter size-full wp-image-30130\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/regeneration_04.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/regeneration_04-300x221.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\">Il tema della redenzione, anche negli aspetti biblici e cristologici, \u00e8 centrale nel film di Walsh visto che dal momento in cui Owen \u201csceglie\u201d il Male viene immerso in ambienti scuri, chiusi ombrosi, quasi a voler mostrare come sull\u2019uomo sia calata una cappa peccaminosa che gli impedisce di vedere la luce. Il film \u00e8, infatti, percorso da tutta una serie di elementi che rimandano al sacro e all\u2019ultraterreno, talvolta messi in scena con efficaci effetti ottici e\/o cinematografici (dissolvenze, sovrapposizioni, quadri nel quadro) che fungono da guida, da via maestra per l\u2019uomo sulla strada della ri-generazione, di cui la prima \u00e8 la scritta inesistente \u201cDio \u00e8 amore\u201d che l\u2019uomo \u201cvede\u201d al momento del suo primo ingresso nella Settlement House. L\u2019episodio dell\u2019accoltellamento del poliziotto da parte di Skinny permette al regista di mettere al centro dell\u2019ultima parte del film tanto l\u2019amicizia virile (con lo scambio di favori) quanto la rivalit\u00e0 con l\u2019invidia e il rancore di Skinny verso Owen). La visione di Walsh, al contempo, non \u00e8 n\u00e9 conciliante n\u00e9 manichea e fa si che da questo momento in poi il dualismo Bene\/Male orbiti attorno alla figura di Marie Deering, fino al tagico epilogo che, nella sua drammaticit\u00e0, contiene sia il peccato che la redenzione. Epilogo sacrificale che attraverso l\u2019immolarsi dell\u2019agnello porta alla salvezza definitiva di Owen, uomo rigenerato mentre il Male incarnato da Skinny dall\u2019alto del cielo (l\u2019uomo tenta la fuga appeso tra i palazzi) precipita nell\u2019abisso terreno (con l\u2019uomo che si schianta al suolo e muore). Ad Owen, poco prima, la donna morente intima di non vendicarsi e lo fa con una citazione evangelica: \u00abA me la vendetta..dice il Signore\u00bb, mentre nel momento in cui Owen sta per uccidere Skinny, il volto di Mamie Rose gli appare e lo fa desistere dai suoi intenti vendicativi. Skinny per\u00f2, quasi per volont\u00e0 divina non pu\u00f2 fuggire dal palazzo in cui \u00e8 intrappolato, sotto e sul tetto ci sono i poliziotti e nella stanza in cui \u00e8 chiuso continuano ad entrare topi: ecco che l\u2019uomo \u00e8 costretto ad uscire sul balcone e a cercare un\u2019impossibile salvezza (perch\u00e9 animata dalla giustizia divina richiesta da Owen \u2013 come mostra il montaggio alternato). Il film si chiude, quasi come una preghiera, con l\u2019inquadratura di Owen che depone i fiori sulla tomba di Marie \u201cMamie Rose\u201d Deering e con la didascalia che racchiude tutto il senso del film e che recita: \u00abLa mia ragazza giace qui, ma la sua anima, l\u2019anima pi\u00f9 nobile e pura che abbia mai conosciuto, vive in me. \u00c8 stata lei, la mia piccola Marie che mi ha insegnato che dentro di me c\u2019\u00e8 un\u2019anima e un cuore pieno di amore. Lei ha fatto della mia vita qualcosa di diverso e non potr\u00e0 pi\u00f9 essere la stessa\u00bb. \u2022<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><i>Fabrizio Fogliato<\/i><br \/>\n<\/font><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt\"><a href=\"http:\/\/www.fabriziofogliato.com\">fabriziofogliato.com<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><iframe loading=\"lazy\" width=\"620\" height=\"465\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/v39Xazz2s6Q\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><b><font face=\"Georgia\" size=\"4\">Regeneration<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><br \/>\nTitolo italiano: <b>La rigenerazione<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\"><font face=\"Georgia\" size=\"2\"><b>Regia: <\/b>Raoul Walsh<br \/>\n<b>Soggetto: <\/b>Owen Frawley Kildare dal romanzo <i>My Mamie Rose<\/i><br \/>\n<b>Adattamento, sceneggiatura: <\/b>Raoul Walsh, Carl Harbaugh<br \/>\n<b>Fotografia: <\/b>Georges Benoit<br \/>\n<b>Produttore: <\/b>William Fox<br \/>\n<b>Interpreti principali: <\/b>Rockliffe Fellowes, James A. Marcus, Anna Q. Nilsson, Maggie Weston, Willam Sheer, Carl Harbaugh, John McCann, H. McCoy<br \/>\n<b>Produzione: <\/b>Fox Film<br \/>\n<b>Lingua: <\/b>muto<br \/>\nDidascalie: inglese<br \/>\n<b>Colore: <\/b>bianco e nero<br \/>\n<b>Rapporto: <\/b>1.33:1<br \/>\n<b>Negativo: <\/b>35 mm<br \/>\n<b>Formato di proiezione: <\/b>35 mm<br \/>\n<b>Paese: <\/b>USA<br \/>\n<b>Anno: <\/b>1915<br \/>\n<b>Durata: <\/b>72&#8242;<\/font><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Regeneration Il primo gangster movie della storia del cinema, by Raoul Walsh recensione a cura di Fabrizio Fogliato In coda alla recensione il film, visibile in versione integrale. &nbsp; \u00ab\u00c8 felice solo quando lavora. Walsh accetterebbe qualsiasi regia pur di trovarsi sul set.\u00bb J.P. 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