{"id":30251,"date":"2013-11-10T19:58:39","date_gmt":"2013-11-10T18:58:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=30251"},"modified":"2018-01-30T16:40:01","modified_gmt":"2018-01-30T15:40:01","slug":"a-field-in-england-ben-wheatley","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=30251","title":{"rendered":"Un film psichedelico, potente e selvaggio. &#8220;A Field in England&#8221; di Ben Wheatley"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40308\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fieldinengland-cover.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fieldinengland-cover.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fieldinengland-cover-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fieldinengland-cover-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fieldinengland-cover-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fieldinengland-cover-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fieldinengland-cover-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fieldinengland-cover-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fieldinengland-cover-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px;\">\u00ab Giacch\u00e9 ignoro in qual luogo mi trovi, sempre che codesto nome di luogo non sia incongruo; e che significa &#8220;mi trovo&#8221;? Ho forse una cos\u00ec chiara coscienza del mio consistere, che possa di me dire che io mi trovo &#8220;qui&#8221;? \u00bb<br \/>\nGiorgio Manganelli, <i>Dall\u2019inferno<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un viaggio psichedelico che \u00e8 un tuffo in certo cinema del secolo passato, sfacciato e assordante, ipnotico e inconsistente come un bad trip che ti divora e dal quale ti \u00e8 dato solo di sopravvivere. Un film che si apre con una didascalia che \u00e8 gi\u00e0 tutto un programma, \u201cQuesto film contiene immagini lampo e sequenze stroboscopiche\u201d, e che per (quasi) la sua intera durata ti domandi se non sia un monito ironico, un\u2019iperbole depistante. E invece scopri che quanto promesso \u00e8 mantenuto e si avvera davanti ai tuoi occhi, sollecitato da una scorpacciata di funghi allucinogeni, in una sequenza di dieci minuti che \u00e8 un delizioso strazio per la vista, un fungo atomico abbacinante di flickering (sfarfallio di fotogrammi giustapposti con ritmica frenetica) prolungato e senza sosta \u2013 forse la pi\u00f9 lunga sequenza di flickering contenuta in un film \u201cnormale\u201d. Ma <i>A Field in England<\/i> di Ben Wheatley non \u00e8 un film \u201cnormale\u201d.<\/p>\n<p>Da qualche parte in Inghilterra durante la guerra civile del XVII secolo (1642-1651), Whitehead (interpretato da uno straordinario Reece Shearsmith) e il suo Signore sono alla ricerca di O\u2019Neil (Michael Smiley, cio\u00e8 l\u2019attore feticcio del cinema di Wheatley), un uomo che probabilmente \u00e8 il demonio. Mentre infuria la battaglia Whitehead viene scaraventato oltre un muro di rovi da una fragorosa esplosione, il suo padrone e comandante, bloccato dall\u2019altra parte e in sella a un cavallo, gli intima di proseguire le ricerche dell\u2019uomo misterioso sforzandosi di usare i poteri divinatori di cui \u00e8 in possesso, ma una lancia gli trafigge il petto uccidendolo. Di colpo, e inaspettatamente, Whitehead \u00e8 un uomo libero, in un campo \u2013 da qualche parte \u2013 in Inghilterra. Nell\u2019oltre entro il quale si trova incontrer\u00e0 tre uomini: il militare e militaresco Culter (Ryan Pope), individuo dai modi poco raccomandabili; lo stralunato Jacob (Peter Ferdinando), un pover\u2019uomo disperso dal campo di battaglia e dalla vita; e Amico (Richard Glover), un bifolco senza nome dai modi fanciulleschi. I quattro si aggireranno in questo territorio (field) non ben definito ma chiaramente delimitato come un perimetro metafisico, con l\u2019obiettivo di raggiungere un\u2019ipotetica birreria nella quale sollazzare le loro stanche carni. Casualmente incontreranno O\u2019Neil, che nel breve volgere di qualche battuta porr\u00e0 i quattro sotto il suo pi\u00f9 totale dominio, psicologico e fisico, disponendo della loro sorte e delle loro vite. Essendo a conoscenza dei poteri magici di Whitehead, O\u2019Neil lo esorta a trovare un tesoro di cospicuo valore che \u00e8 sotterrato da qualche parte in questo maledetto campo. Tra superstizioni e divinazioni, tra resurrezioni e sodomizzazioni, tra allucinazioni e tradimenti, la storia raccontata da Ben Wheatley si trasforma in un assurdo e psichedelico viaggio nel delirio di Whitehead, un racconto dentro al quale nulla ha senso e tutto si sviluppa privo di razionalit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-30253\" title=\"A Field in England\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fieldinengland_2.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fieldinengland_2.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/fieldinengland_2-300x127.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i>A Field in England<\/i> \u00e8 forse un film che da conto della brutalit\u00e0 umana, dunque un\u2019opera contigua ai precedenti del talentuoso regista inglese che, per stile e ferocia, ha in Nicolas Winding Refn il riferimento cinematografico contemporaneo pi\u00f9 prossimo. Ma forse, visto quest\u2019ultimo film, c\u2019\u00e8 pure un qualcosa dell\u2019Albert Serra di <i><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=29952\">Hist\u00f2ria de la meva mort (Story of My Death)<\/a><\/i>. Mentre, per quanto riguarda il cinema del passato, mi pare evidente una chiara parentela con <i>The Wicker Man<\/i> \u2013 cultissimo del 1973 diretto da Robin Hardy e interpretato da Edward Woodward e Sir Christopher Lee. Iperviolenza, una forte attenzione alla composizione estetica delle immagini, un gusto per le anime nere e l\u2019istintualit\u00e0 animale, cervellotica cura della scrittura e dell\u2019articolarsi degli intrecci, sono queste le caratteristiche costanti del cinema di Ben Wheatley che lo collocano, nonostante i pochi film all\u2019attivo (ma di questi tempi realizzare una filmografia \u00e8 impresa per pochi!), fra gli autori di culto del cinema del secondo decennio degli anni 2000, senz\u2019altro in UK, ma con parecchi estimatori in giro per il mondo. Nei suoi film precedenti (<i>Down Terrace<\/i> e <i>Kill List<\/i>) covava gi\u00e0 un\u2019evidente ribollir di forze ancestrali e prepolitiche che si palesarono con chiarezza nella sequenza dell\u2019omicidio presso un sito archeologico contenuta in <i>Sightseers<\/i>. In quel delirante quanto inutile spargimento di sangue, una musica antichissima in sottofondo segnalava una delle possibili chiavi di lettura di un film cos\u00ec brutalmente cupo e senza speranza, che si offriva allo spettatore (al netto dello humor nero) come una lettura antropologica dell\u2019abbruttimento umano contemporaneo e dell\u2019intenzione del suo autore di connettere queste azioni con un passato ancestrale della specie. Dunque con <i>A Field in England<\/i> Wheatley giunge prevedibilmente a un passato ormai lontano, come il XVII secolo inglese della guerra civile tra monarchici e parlamentari, per ragionare sull\u2019animo di una specie vista eternamente in lotta nella sopraffazione reciproca. Egli ci racconta (la sceneggiatura \u00e8 firmata da Amy Jump, collaboratrice gi\u00e0 dai film precedenti nonch\u00e9 compagna di Wheatley) un\u2019epoca in cui a pochissimi era concesso lo statuto di esseri umani, in cui la vita non era altro che un orpello a disposizione di un qualche nobile che per diritto divino disponeva delle terre e dei suoi abitanti. Ma dentro a questo spaccato storico, ricostruito con un budget modestissimo evocato con quattro costumi d\u2019epoca e l\u2019uso di un inglese arcaico, il film si sofferma nell\u2019illustrazione dell\u2019animo del suo protagonista: Whitehead. Un alchimista alla corte di un Signore brutale che \u00e8 consapevole della propria condizione di ciarlatano ma che, solo grazie a questa, pu\u00f2 elevare il proprio status da quello di bestia agli ordini del potere a quello di individuo temuto e ascoltato dai potenti. <i>A Field in England<\/i> ci racconta la storia di un uomo che per necessit\u00e0, sotto la continua minaccia di morte prima del suo comandante, poi di O\u2019Neil, \u00e8 costretto a trovare dentro di se poteri magici che non sospettava nemmeno di possedere. Ci racconta la sua lotta per la vita e per la libert\u00e0, dentro a un terreno (field) che diviene al contempo metafisico e psichedelico, oltre la vita e la morte. Un film confuso, come ogni film di Wheatley, ma potenze e selvaggio.<\/p>\n<p><i>A Field in England<\/i> \u00e8 stato presentato in anteprima il 4 luglio 2013 al Karlovy Vary Film Festival dove ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria, il giorno dopo (5 luglio) \u00e8 uscito nelle sale inglesi (e in alcune proiezioni speciali su invito in alcuni \u201cfield\u201d in giro per il paese), \u00e8 stato trasmesso sul canale televisivo Film4 (coproduttore del film), \u00e8 stato reso disponibile come Video on Demand (solo in Inghilterra) su Film4oD e iTunes, e in pre-ordine nei formati home video DVD e Blue-Ray. Questa prospettiva distributiva \u00e8 decisamente interessante per un indipendente in epoca digitale perch\u00e9 in grado di aggirare le trappole della distribuzione tradizionale dentro alla quale troppo cinema interessante, da qualche decennio, rimane impigliato. Non conosco per\u00f2 i risultati di questo modello, assai simile a quanto attuato dal regista statunitense Shane Carruth per il suo <i><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=27089\">Upstream Color<\/a><\/i>, segnalo unicamente la comparsa del film di Wheatley, a poche ore dal lancio del 5 luglio, nei peggiori bar di Caracas del P2P\u2026 Ma \u00e8 pur vero che, legalmente o meno, il film ha potuto godere, grazie a questa massiccia campagna distributiva, di una visibilit\u00e0 altrimenti impensabile che gli ha immediatamente conferito lo status di instant cult.<br \/>\nPer concludere, segnalo che il tutto \u00e8 stato girato in bianco e nero ad altissima definizione, con una macchina da presa Red Epic, all\u2019interno di un unico set, praticamente senza scenografie, con pochissimi costumi e oggetti di scena, e con soli sei attori. Un film in altissima definizione (2K), distribuito nelle sale in D-Cinema, ma a budget ridottissimo (circa 360&#8217;000\u20ac). \u2022<\/p>\n<p><i>Alessio Galbiati<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Trailer: A Field In England\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/67117254?dnt=1&amp;app_id=122963\" width=\"1112\" height=\"626\" frameborder=\"0\" allow=\"autoplay; fullscreen; picture-in-picture; clipboard-write\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>A FIELD IN ENGLAND<\/b><br \/>\n<b>Regia: <\/b>Ben Wheatley\u00a0\u2022\u00a0<b>Sceneggiatura: <\/b>Amy Jump\u00a0\u2022\u00a0<b>Fotografia: <\/b>Laurie Rose\u00a0\u2022\u00a0<b>Montaggio: <\/b>Amy Jump, Ben Wheatley\u00a0\u2022\u00a0<b>Musiche: <\/b>Jim Williams\u00a0\u2022\u00a0<b>Suono (presa diretta): <\/b>Rob Entwistle\u00a0\u2022\u00a0<b>Effetti speciali: <\/b>David Holt, Mark Holt\u00a0\u2022\u00a0<b>Digital intermediate: <\/b>Peter Collins\u00a0\u2022\u00a0<b>VFX: <\/b>Hugh Johnson\u00a0\u2022\u00a0<b>Digital compositor: <\/b>Christopher Taylor\u00a0\u2022\u00a0<b>Digital image technician: <\/b>Matthew Oaten\u00a0\u2022\u00a0<b>Production Design: <\/b>Andy Kelly\u00a0\u2022\u00a0<b>Art Direction: <\/b>Ashley Dando\u00a0\u2022\u00a0<b>Trucco, acconciature: <\/b>Candy Alderson\u00a0\u2022\u00a0<b>Production Management: <\/b>Philiy Page\u00a0\u2022\u00a0<b>Produttore esecutivo: <\/b>Anna Higgs\u00a0\u2022\u00a0<b>Produttori: <\/b>Claire Jones, Andrew Starke\u00a0\u2022\u00a0<b>Interpreti: <\/b>Reece Shearsmith (Whitehead), Michael Smiley (O&#8217;Neill), Julian Barratt (Trower), Peter Ferdinando (Jacob), Richard Glover (Friend), Ryan Pope (Cutler), Sara Dee (la voce)\u00a0\u2022\u00a0<b>Produzione: <\/b>Rook Films\u00a0\u2022\u00a0<b>Distribuzione: <\/b>Film4 Productions (UK), Drafthouse Films (USA)\u00a0\u2022\u00a0<b>Colore: <\/b>bianco e nero\u00a0\u2022\u00a0<b>Rapporto: <\/b>2.35:1\u00a0\u2022\u00a0<b>Camera: <\/b>Canon EOS C300 (alcune riprese), Red Epic\u00a0\u2022\u00a0<b>Laboratorio: <\/b>Company 3, Londra (digital intermediate)\u00a0\u2022\u00a0<b>Negativo: <\/b>Canon Cinema Raw, Redcode RAW\u00a0\u2022\u00a0<b>Processo fotografico: <\/b>Digital Intermediate &#8211; 2K, Redcode RAW (source)\u00a0\u2022\u00a0<b>Formato di proiezione: <\/b>D-Cinema\u00a0\u2022\u00a0<b>Lingua: <\/b>inglese\u00a0\u2022\u00a0<b>Anno: <\/b>2013\u00a0\u2022\u00a0<b>Paese: <\/b>UK\u00a0\u2022\u00a0<b>Durata: <\/b>91&#8242;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.afieldinengland.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">SITO UFFICIALE DEL FILM<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>EXTRA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>+ Il Making of del film<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"A Film In England\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/66072406?dnt=1&amp;app_id=122963\" width=\"1112\" height=\"626\" frameborder=\"0\" allow=\"autoplay; fullscreen; picture-in-picture; clipboard-write\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>+ La colonna sonora<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"The Score\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/66072403?dnt=1&amp;app_id=122963\" width=\"1112\" height=\"626\" frameborder=\"0\" allow=\"autoplay; fullscreen; picture-in-picture; clipboard-write\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>+ La fotografia<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Cinematography\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/66072682?dnt=1&amp;app_id=122963\" width=\"1112\" height=\"626\" frameborder=\"0\" allow=\"autoplay; fullscreen; picture-in-picture; clipboard-write\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/afieldinengland\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">A Field in England on Vimeo<\/a><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00ab Giacch\u00e9 ignoro in qual luogo mi trovi, sempre che codesto nome di luogo non sia incongruo; e che significa &#8220;mi trovo&#8221;? 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