{"id":30786,"date":"2014-01-05T13:55:04","date_gmt":"2014-01-05T12:55:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=30786"},"modified":"2014-01-05T19:33:52","modified_gmt":"2014-01-05T18:33:52","slug":"di-spaghetti-e-di-altre-storie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=30786","title":{"rendered":"Di Spaghetti e di altre storie"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Spaghetti-Story01.jpg\" alt=\"\" title=\"Spaghetti Story01\" width=\"620\" height=\"349\" class=\"aligncenter size-full wp-image-30787\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Spaghetti-Story01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Spaghetti-Story01-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Non mi piace il panettone, non lo mangio; posso riconoscere a quello artigianale una maggiore freschezza ma comunque non mi piace e non lo mangio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">La nascita di un circuito alternativo a quello ufficiale \u00e8 una necessit\u00e0 ormai ineludibile, ma altrettanto necessario \u00e8 che il primo non sia un modello in scala del secondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Il Cinema nacque sottovalutato e per questo indipendente e potenzialmente esplosivo. Piegato alle logiche del mercato e assoggettato al gusto di un pubblico generico, \u00e8 andato perdendo anno dopo anno tutta la propria carica. A tal proposito Luis Bu\u00f1uel: &#8220;La necessit\u00e0 di mangiare non scusa n\u00e9 giustifica la prostituzione dell\u2019arte. Basterebbe che la palpebra bianca dello schermo potesse riflettere la luce che gli \u00e8 propria per far saltare l\u2019universo, ma per il momento possiamo dormire sonni tranquilli, perch\u00e9 la luce cinematografica \u00e8 purtroppo dosata e incatenata a dovere da chi tiene serrati i cordoni della borsa. (\u2026) Il cinema \u00e8 un\u2019arma magnifica e pericolosa, se a maneggiarla \u00e8 uno spirito libero. E\u2019 lo strumento migliore per esprimere il mondo dei sogni, delle emozioni, degli istinti.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Il Cinema ha comunque mantenuto degli spazi indipendenti lungo la sua storia, animati da quelli che non si sentivano rappresentati dal pensiero dominante pi\u00f9 che dalle dinamiche produttive. Il punto \u00e8 proprio questo. Perch\u00e9 si decide di battere un sentiero alternativo? Al momento la mia sensazione \u00e8 che ci\u00f2 avvenga perch\u00e9 gli spazi per accedere al mondo del Cinema riconosciuto come &#8220;ufficiale&#8221; si siano ridotti drasticamente e non perch\u00e9 si senta la necessit\u00e0 di opporsi al pensiero unico. In ci\u00f2 che dico non c&#8217;\u00e8 nulla di ideologico. Il mio \u00e8 un ragionamento pragmatico; se il Cinema indipendente rinasce con questi presupposti per me nasce gi\u00e0 morto poich\u00e9 non assolve alla funzione che da sempre gli viene attribuita: mostrare un punto di vista alternativo. E&#8217; chiaro poi che nel fare ci\u00f2 afferma anche la possibilit\u00e0 di una dinamica produttiva e distributiva slegata da quella ufficiala e imbalsamata. Temo per\u00f2 che al momento il rischio che ci si limiti solo al secondo aspetto sia alto. E nemmeno faccio mia l&#8217;equazione cinema indipendente uguale film per pochi. Penso a Corman, al degnissimo Roger, e al suo cinema indipendente e per un pubblico di massa. C&#8217;\u00e8 modo e modo insomma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Per me la creazione di un nuovo territorio fertile e libero \u00e8 l&#8217;unico presupposto per la sopravvivenza del Cinema. Il rischio che tra qualche anno il linguaggio Cinematografico venga annoverato tra le lingue morte \u00e8 altissimo. Ben venga l&#8217;evoluzione, la commistione, la destrutturazione e la riformulazione, ma non l&#8217;imbarbarimento a favore del linguaggio televisivo portatore di morte cerebrale. Il Cinema muore se si riduce a didascalia del pensiero dominante. Che ci\u00f2 poi avvenga a basso o alto budget cambia veramente poco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Lungi da me lanciare noiosi strali contro la televisione della quale i danni sono pressoch\u00e9 irreparabili. Ma c&#8217;\u00e8 da dire che inizialmente i film arrivavano in televisione dopo una lunghissima attesa e come marziani portavano gli spettatori su altri mondi. Col tempo il passaggio dalla sala al televisore \u00e8 stato sempre pi\u00f9 veloce fino ad oggi, dove la maggior parte dei film nasce gi\u00e0 tarato per il soporifero elettrodomestico. Per uscire da questa dinamica non basta volerlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">La televisione vive di cinema, e il cinema muore di televisione. (Dino Risi)<br \/>\nIl Cinema indipendente muore di fame.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 11pt;\"><strong>Spaghetty Story<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Girare un film \u00e8 una cosa assai complicata.<br \/>\nGirare un film con 12 mila euro \u00e8 ancora pi\u00f9 complicato.<br \/>\nGirare un film con 12 mila euro che non sembri un filmino amatoriale \u00e8 molto pi\u00f9 difficile.<br \/>\nGirare un film con 12 mila euro che non sembri un filmino amatoriale e che tutto sommato regge \u00e8 una vera impresa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Nonostante ci\u00f2 non \u00e8 detto che in tutto questo si sia fatto del Cinema.<br \/>\nQuesto \u00e8 un punto chiave, perch\u00e9 se da un lato plaudo a chi \u00e8 riuscito nell&#8217;impresa di fare un film senza un budget accettabile per quello che \u00e8 il pensiero comune e ancor pi\u00f9 a chi \u00e8 attivo nella distribuzione e nel sostegno dei film indipendenti, dall&#8217;altro non posso esimermi dal giudicare il risultato come qualsiasi altro film mi ritrovi a vedere in sala. E&#8217; giusto chiarire che la patente di &#8220;indipendente&#8221; non pu\u00f2 dare accesso ad un credito illimitato e ad una sorta di protezione che si usa riservare ai cuccioli delle specie in via d&#8217;estinzione. Io ho visto il film con l&#8217;attore protagonista in sala e ho avuto il privilegio di ascoltare dalla sua viva voce alcune considerazioni e cos\u00ec ho scoperto che &#8220;Spaghetti Story \u00e8 un dramedy, come dicono gli americani&#8221;, capite da soli la gravit\u00e0 di tale affermazione, e che il tema trattato, seppur a suo dire scomodo, &#8220;era in realt\u00e0 gi\u00e0 stato sdoganato da autori quali Brizzi, Martani e altri&#8221;, confermando di fatto il ragionamento che ho esposto poc&#8217;anzi.<br \/>\nA questo va aggiunta la campagna stampa che promuove Spaghetti story come &#8220;il film sui precari&#8221; andando a ricercare la solita motivazione di carattere sociale per giustificare l&#8217;attenzione riservata all&#8217;opera e per invogliare alla visione. Nulla di pi\u00f9 falso, come al solito. <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Spaghetti story \u00e8 un film quasi impalpabile, scorre veloce e veloce sparisce dalla memoria. La storia \u00e8 di quelle semplici che lasciano poco spazio al mistero. La costruzione \u00e8 lineare. Gli attori sono sicuramente la nota positiva cos\u00ec come la buona fotografia, vista anche la scarsit\u00e0 di mezzi a disposizione. Personalmente per\u00f2 ho sofferto la scelta claustrofobica della focale unica. Non metto in dubbio che sia frutto delle ristrettezze economiche ma ho sentito pi\u00f9 volte la necessit\u00e0 di una pausa narrativa che facesse respirare gli occhi. Anche col 50mm si sarebbe potuto fare.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 da dire che il film parte bene, i personaggi ispirano simpatia, i dialoghi seppur prevedibili non disturbano, la storia scorre fluida e l&#8217;atmosfera \u00e8 dinamica. I problemi sorgono quando si entra nel cuore della storia che denuncia la mancanza di snodi narrativi credibili e di una reale consistenza dei personaggi, ridotti a figure bidimensionali al servizio di clich\u00e9. Pu\u00f2 capitare che si decida di mettersi contro la mafia cinese, di rapire una ragazza o di abortire in un paio d&#8217;ore senza che tutto ci\u00f2 abbia anche solo una pallida giustificazione, che fosse pure soltanto un raptus di follia. Un didascalismo irritante s&#8217;impossessa della scena e cos\u00ec la fidanzata del protagonista mentre espone il suo desiderio di maternit\u00e0 disegna sul vetro appannato un piedino manco fosse Raffaello e la sorella del malcapitato futuro neo-pap\u00e0 si accorge di avere trovato un&#8217;amica per la pelle istantanea, come i quattro salti in padella, aprendo un biscotto della felicit\u00e0. Nonostante questo il film scorre in maniera fluida e se si ama la banalit\u00e0 di un sentimentalismo a buon mercato si viene ampiamente soddisfatti. Non \u00e8 il mio caso.<br \/>\nPer me il film da circa la met\u00e0 in poi precipita furiosamente verso la rovina e un lieto fine che rimbambisce; un tramonto che amareggia per quanto zuccheroso appaia agli occhi di chi guarda. <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Detto questo, Spaghetti story non sfigurerebbe accanto ai film di Natale recentemente usciti in sala. Ma non sono sicuro che questo sia un complimento. Forse finir\u00e0 invece per essere un&#8217;arma a doppio taglio. I produttori si accorgeranno che si pu\u00f2 spendere molto meno per fare i pessimi film che gi\u00e0 fanno. <\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Michele Salvezza<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Spaghetti-Story02.jpg\" alt=\"\" title=\"Spaghetti Story02\" width=\"620\" height=\"301\" class=\"aligncenter size-full wp-image-30788\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Spaghetti-Story02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Spaghetti-Story02-300x145.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\"><strong>Spaghetti Story<\/strong> (2013)<br \/>\nRegia: Ciro De Caro<br \/>\nSceneggiatura: Rossella D&#8217;Andrea, Ciro De Caro<br \/>\nMusiche: Francesco D&#8217;Andrea<br \/>\nFotografia: Davide Manca<br \/>\nMontaggio: Alessandro Cerquetti<br \/>\nProduttori: Pier Francesco Aiello, Andrea De Liberato<br \/>\nInterpreti principali: Rossella D&#8217;Andrea, Xueying Deng, Valerio Di Benedetto, Cristian Di Sante, Sara Tosti<br \/>\n83&#8242;<\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" width=\"620\" height=\"360\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/9Rb3kUyOqVs\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe>\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non mi piace il panettone, non lo mangio; posso riconoscere a quello artigianale una maggiore freschezza ma comunque non mi piace e non lo mangio. &nbsp; La nascita di un circuito alternativo a quello ufficiale \u00e8 una necessit\u00e0 ormai ineludibile, ma altrettanto necessario \u00e8 che il primo non sia un modello in scala del secondo. &nbsp; Il Cinema nacque 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