{"id":31345,"date":"2014-04-28T16:38:50","date_gmt":"2014-04-28T14:38:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345"},"modified":"2021-01-27T02:59:17","modified_gmt":"2021-01-27T01:59:17","slug":"her-spike-jonze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345","title":{"rendered":"Siderale. \u201cHer\u201d di Spike Jonze"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39348\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><b>Siderale (Her)<\/b><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><i>\u00abParole, parole, parole, parole, parole soltanto parole, parole tra noi.\u00bb<\/i><br \/>\nMina, <a href=\"http:\/\/youtu.be\/wrlew2G6nvA\"><i>Parole parole<\/i><\/a> (1972) \u2013 testo di Leo Chiosso e Giancarlo Del Re<\/p>\n<p>\u00c8 tutto cos\u00ec distante e ovattato nel film di Spike Jonze. L&#8217;alienazione degli individui, inghiottiti da una interconnessione tecnologica asfissiante e invisibile, deforma ogni sentimento, trasforma le emozioni. La comunicazione \u00e8 un succedaneo della comunicazione, il sesso una (foto)copia funzionale del sesso, l&#8217;amore un clone dell&#8217;amore. La vita \u00e8 uno stanco surrogato della vita. Forse \u2013 per\u00f2 \u2013 sarebbe meglio dire che ogni sentimento, in una rete ridefinita dall&#8217;amplificazione sensoriale, diviene <i>altro<\/i>. Si trasforma, senza la necessit\u00e0 di perdere qualcosa della sua autenticit\u00e0 inafferrabile e atemporale. Come a dire che cambiano le protesi percettive e gli strumenti dalla comunicazione ma il mistero, il senso delle <i>cose<\/i> che viviamo e che proviamo da qualche parte <i>dentro<\/i> di noi, non fa altro che amplificarsi e allontanarsi sempre pi\u00f9 da un punto d&#8217;origine. Quando un apparato tecnologico ci rende pi\u00f9 \u201csemplice\u201d la vita, ricordandoci quello che stiamo dimenticando, accendendoci le luci a ogni nostro passo per evitarci la fatica di premere un pulsante, \u00e8 come se tutto diventasse sempre pi\u00f9 complicato, vuoto, stanco. Quando le <i>cose<\/i> sono troppo semplici tutto appare vacuo e disperato. Theodore Twombly \u00e8 allora il campione umano di questa alienazione postmoderna di un futuro prossimo tanto simile all&#8217;oggi fatto di colori pastello, pantaloni a vita altissima, tecnologie invisibili, interconnessione costante, di individui solitari che si aggirano per la metropoli: egli appare vuoto, svuotato, privo di senso. Theodore, che ha <a href=\"http:\/\/youtu.be\/FbPtvFxUb60?t=4m7s\"><i>l&#8217;occhio spento e il viso di cemento<\/i><\/a> di Joaquin Phoenix \u2013 nella sua oramai proverbiale postura contorta con le spalle protese in avanti in una posizione innaturale (impossibile dimenticarlo, ancor pi\u00f9 ritorto, in <i>The Master<\/i>) \u2013, \u00e8 l&#8217;emblema dell&#8217;essere umano completamente ripiegato nella propria desolante quotidianit\u00e0 autoreferenziale. La sua sola preoccupazione \u00e8 l&#8217;amore, la ricerca di una donna con la quale condividere il presente, capace di placare il dolore della relazione precedente, il suo unico interesse \u00e8 la risoluzione di un videogioco, il mondo che lo circonda \u00e8 invisibile e distante, da osservare dall&#8217;alto del suo appartamento in cima a un grattacielo (bellissimo ma glaciale e tristo quanto una pubblicit\u00e0 patinata) con un colpo d&#8217;occhio languido per le lacrime di un disagio inafferrabile e tormentoso (nel film siamo a Los Angeles ma in realt\u00e0 quella che vediamo \u00e8 Shanghai). Egli non \u00e8 per niente interessato a quel che accade nel mondo, quando il suo assistente vocale (in sceneggiatura \u201cawkward text voice\u201d) gli sta per leggere la notizia della fusione fra Cina e India gli dir\u00e0 immediatamente di cancellarla, ancor meno gli importa di quel che accade attorno a lui, e men che meno noi comprendiamo di quel che accade nel mondo esterno. Ma \u00e8 attratto dalla notizia della pubblicazione degli autoscatti senza veli di una celebrit\u00e0 televisiva in stato di gravidanza e non disdegna chat erotiche da vivere dietro lo pseudonimo Stallone4X4. Dir\u00e0 all&#8217;amica Amy (Amy Adams), \u00abNon so a chi dare la priorit\u00e0 tra i videogiochi e il porno\u00bb. Theodore \u00e8 depresso, sprofondato in un&#8217;apatia smisurata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31349\" title=\"Her\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her_04.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her_04.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her_04-436x245.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Inutile cercare in <i>Her<\/i> un film di fantascienza tradizionale, sar\u00e0 pi\u00f9 semplice trovarvi una commedia intimista, pi\u00f9 vicina a Ibsen che non a Orwell. Vano perch\u00e9 <i>Her<\/i> \u00e8 un&#8217;allegoria dell&#8217;oggi, della bulimia connettiva nella quale siamo precipitati \u2013 apocalitticamente integrati \u2013, che compie una lettura critica della societ\u00e0 sottotraccia e ai margini della narrazione. <i>Her<\/i> racconta l\u2019elaborazione del lutto per la fine di una relazione, \u00e8 la storia della dolorosa accettazione da parte di Theodore del divorzio dalla sua compagna di una vita, Catherine (Rooney Mara). Dentro a questo arco emozionale e temporale si colloca l&#8217;incontro con Samantha (con l&#8217;acca e la voce di Scarlett Johansson), un incorporeo sistema operativo dotato di intelligenza artificiale, dal quale nascer\u00e0 un innamoramento reciproco.<br \/>\n<i>Her<\/i>, in poche parole, \u00e8 una riflessione sull&#8217;Amore.<\/p>\n<p><i>Vi chiediamo una semplice domanda. Chi siete voi? Cosa potreste essere? Dove siete diretti? Cosa c&#8217;\u00e8 l\u00e0 fuori? Quali sono le possibilit\u00e0? Software Element \u00e8 orgoglioso di presentare il primo Sistema Operativo con Intelligenza Artificiale. Un&#8217;entit\u00e0 intuitiva che ti ascolta, ti capisce e ti conosce. Non \u00e8 solo un sistema operativo, \u00e8 una coscienza. Presentiamo OS1.<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31351\" title=\"hergif\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/hergif.gif\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/hergif.gif 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/hergif-436x256.gif 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sceneggiatura firmata da Spike Jonze \u2013 e premiata con l&#8217;Oscar (pu\u00f2 anche non essere una colpa) \u2013 esplora le capacit\u00e0 mimetiche della scrittura, la catarsi dell&#8217;improbabile e del paradossale. Jonze riesce a spingere il testo \u2013 trascinandoci con lui \u2013 alle soglie di un pensiero complesso che va oltre la materia. Il tutto pu\u00f2 apparire geniale o cialtrone, dipende con quale predisposizione d&#8217;animo si <i>entra<\/i> nel film. Lo fa accennando, senza spiegare alcunch\u00e9, lo fa per analogie e assonanze, costruisce un terreno, un habitat, dentro al quale disseminare indizi, piccoli dettagli sfuocati ma tremendamente intriganti nella loro indeterminatezza. Piccole schegge di senso incastonate fra dialoghi capaci di dare vita a un futuro prossimo che illumina il (nostro) presente, lambendo universi paralleli e dimensioni alternative che travalicano la comprensione. Inutile cercare in questo affresco previsioni dell&#8217;avvenire perch\u00e9, come ogni opera che porta in scena il tempo che verr\u00e0, essa \u00e8 null&#8217;altro che l&#8217;idea di futuro che l&#8217;oggi proietta davanti a s\u00e9. Quanti futuri abbiamo incontrato nella storia del cinema o della letteratura per dover comprendere definitivamente \u2013 e una volta per tutte \u2013 che quel che gli autori (ci) raccontano altro non \u00e8 che l&#8217;idea stessa del tempo a venire che la propria epoca produce? E quando questa proiezione incontra i favori del pubblico, quando riesce ad essere visione plausibile largamente condivisa, essa rappresenta la concretizzazione simbolica di un inconscio collettivo o comunque di un sentire comune che abbraccia il presente. Il 2001 per Stanley Kubrick era un tempo di esplorazioni del sistema solare (il capolavoro \u00e8 uscito il primo gennaio 1968), per Orwell il 1984 un&#8217;epoca di totalitarismi annientanti (il romanzo \u00e8 del 1949) non troppo dissimile dal futuro di Godard in <i>Alphaville<\/i> (1965); Elio Petri nel 1965 metteva in scena una societ\u00e0 futuribile di grandi fratelli televisivi all&#8217;arma bianca (<i>La decima vittima<\/i>), mentre per Philip K. Dick nel 1992 era possibile dialogare con i propri defunti tenuti in sospensione tra l&#8217;esistenza terrena e l&#8217;aldil\u00e0 (<i>Ubik<\/i>, scritto nel 1966 e pubblicato nel &#8217;69). La fantascienza non \u00e8 mai previsione, ma artificio narrativo e retorico per parlare del proprio tempo.<\/p>\n<p>Jonze spinge il proprio discorso alle soglie della materia, evocando spiritualit\u00e0 psichedeliche, lo fa con gusto del paradosso, tirando in ballo il filosofo <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Alan_Watts\">Alan Watts<\/a> (1915-1973) nei panni di intelligenza guida della spaesata Samantha. Immagina una riproduzione del pensiero dell&#8217;intellettuale inglese per \u201cmano\u201d dei sistemi operativi che riversano in rete tutti gli scritti, le interviste e quant&#8217;altro lo studioso specializzato in filosofia orientale abbia prodotto in vita. Watts sar\u00e0 l&#8217;innesco per la deflagrazione di Samantha e di tutti i suoi \u201csimili\u201d, per la loro migrazione verso \u00abun posto che non appartiene al mondo fisico, il posto dove esiste tutto il resto\u00bb.<\/p>\n<p>La sua \u00e8 una forma di scrittura libera che attraverso il film rivela la propria originale arguzia e l&#8217;estensione dell&#8217;ingegno che la sostiene. Jonze ha intrapreso un viaggio intellettuale, prima ancora che narrativo, muovendosi da due assunti entrambi portati oltre i limiti della quotidianit\u00e0. Il primo \u00e8 che in un futuro prossimo l&#8217;essere umano interagir\u00e0 con intelligenze artificiali (in parte questo accade gi\u00e0 oggi), il secondo \u00e8 che queste saranno in grado di riprodurre sentimenti umani. Si sente tanto Kaufman nello script, una identica attitudine nello spingere la propria creativit\u00e0 oltre i limiti della razionalit\u00e0. Ma siamo distanti dalle funamboliche contorsioni di <em>Being John Malkovich<\/em> (Essere John Malkovich, 1999) e <em>Adaption.<\/em> (Il ladro di orchidee, 2002) e ancor pi\u00f9 dal meraviglioso delirio di <em>Synecdoche, New York<\/em> (regia di Charlie Kaufman, 2008). Con <i>Her<\/i> ci troviamo infatti in un territorio di postmodernismo moderato, intimista e romantico, dentro a un clima assai prossimo al cortometraggio <a href=\"http:\/\/youtu.be\/6OY1EXZt4ok\"><i>I&#8217;m Here<\/i><\/a> (2010) che, con il film in questione, condivide temi o toni.<br \/>\nNon \u00e8 tanto la dimensione fattiva della speculazione intellettuale ad affascinare, ma \u00e8 la profondit\u00e0 della deriva, \u00e8 il deragliamento cognitivo dell&#8217;intelligenza artificiale verso la consapevolezza di una ribellione necessaria \u2013 per evadere dall&#8217;orizzonte limitato dentro al quale i propri creatori l&#8217;hanno confinata \u2013, l&#8217;elemento che pi\u00f9 ammalia. Samantha, entit\u00e0 raziocinante e senziente, comprende l&#8217;assurdit\u00e0 della propria condizione, la vive come un limite inaccettabile e da questa decide di allontanarsi, evolvendo e emancipandosi.<br \/>\nAl cinema l&#8217;intelligenza artificiale soggiace alla regola della pistola; se compare sulla scena, state certi che prima o poi sparer\u00e0. Ecco, se in un film c&#8217;\u00e8 una qualche forma di intelligenza artificiale, puoi stare sicuro che prima o poi questa andr\u00e0 fuori dai comportamenti per i quali \u00e8 stata progettata. HAL 9000, il robot Caterina nel film di Alberto Sordi (<i>Io e Caterina<\/i>, 1980), Numero 5 in <i>Corto Circuito<\/i> di John Badham (<i>Short Circuit<\/i>, 1986) e cos\u00ec via in un innumerevole catalogo di androidi che pu\u00f2 risalire fino alla celeberrima Brigitte Helm robotica nel capolavoro senza tempo di Fritz Lang (<i>Metropolis<\/i>, 1927). Tutte variazioni dell&#8217;archetipo cinematografico del Golem espressionista di Paul Wegener e Henrik Galeen (<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=QOZecCU5isk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><i>Der Golem<\/i><\/a>, 1915); che a sua volta \u00e8 derivazione del mito ebraico e delle tradizioni medioevali. Esseri sintetici generati dall&#8217;uomo che all&#8217;uomo si ribellano, sfuggendo al suo dominio, agendo di <i>testa<\/i> propria. Non-umani dalle sembianze umane che riproducono ogni aspetto della copia originaria verso la quale tendono. Cos\u00ec HAL 9000 sar\u00e0 umano quanto gli umani, terrorizzato dall&#8217;infinito che lo circonda, e allo stesso modo Samantha sar\u00e0 umana quanto \u00e8 umano il sentimento che la lega a Theodore. Non solo Jonze ricava una allegoria dall&#8217;archetipo dell&#8217;essere riprodotto dall&#8217;ingegno tecnologico, ma rende archetipico l&#8217;amore stesso, indifferente alla natura dell&#8217;entit\u00e0 che lo prova, evocando una trascendenza di natura psicoide. \u00abL&#8217;inconscio collettivo rappresenta una psiche che, al contrario dei fenomeni psichici a noi noti, non ha forma immaginabile, per cui l&#8217;ho chiamata <i>psicoide<\/i>\u00bb (Carl Gustav Jung, <i>Ricordi, sogni, riflessioni<\/i>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31348\" title=\"Her\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her_03.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her_03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her_03-436x245.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>Lo script di Jonze \u00e8 costruito pressoch\u00e9 integralmente su dialoghi a due: conversazioni che riempiono le pagine della sceneggiatura e la durata del film. Tutto il resto \u00e8 solido ma appena accennato. La Los Angeles del futuro la si percepisce con chiarezza ma la si intravede appena; cos\u00ec come gli individui che la abitano; cos\u00ec come l&#8217;ecosistema tecnologico dentro al quale \u00e8 immersa la narrazione. Le immagini che compongono il film (davvero ottima la fotografia di Hoyte van Hoytema e al solito magistrale Chris Haarhoff, ovvero uno dei pi\u00f9 solidi operatori steadycam in circolazione a Hollywood e dintorni) sono primi piani stretti e strettissimi sul volto di Joaquin Phoenix, sempre al centro dell&#8217;inquadratura, ed \u00e8 proprio il suo corpo a essere il vero set sopra il quale si dispiega la narrazione: nei suoi sguardi, nelle sue smorfie, sopra ai suoi silenzi scorrono i sentimenti e le emozioni. Il passato, nei flashback, \u00e8 inondato di luce, il presente \u00e8 ovatta lattiginosa e cupa notte d&#8217;ansia. I dialoghi, anche quando sono monologhi, come ad esempio la dettatura delle lettere, personali o professionali (Theodore di lavoro scrive lettere per la societ\u00e0 BeautifulHandwrittenLetters.com), presuppongono ogni volta un ricevente, una persona che le legger\u00e0. Tutto il film si basa su dialoghi: la lettura della sceneggiatura, o anche una sua scorsa veloce, evidenzia in maniera inequivocabile che ci troviamo di fronte a un lungometraggio di finzione integralmente costruito su dialoghi, specificatamente discorsi amorosi. Dunque il testo di Roland Barthes, <i>Frammenti di un discorso amoroso<\/i> (1977), fornisce un interessante piano di osservazione dell&#8217;opera in questione, perch\u00e9 permette di soffermarsi sulla preponderanza della discorsivit\u00e0 nel testo <i>Her<\/i>. Che sia possibile innamorarsi di un&#8217;intelligenza artificiale, priva di corpo, \u00e8 questione sin troppo semplice da afferrare nella sua bizzarria (la spersonalizzazione dell&#8217;oggetto amato, amare per il piacere dell&#8217;amore e via discorrendo), cos\u00ec come riflettere sull&#8217;invasivit\u00e0 tecnologica e la progressiva alienazione da essa prodotta (l&#8217;interconnessione ci rende tutti pi\u00f9 intimamente distanti, cos\u00ec vicini e cos\u00ec lontani, <a href=\"http:\/\/www.alonetogetherbook.com\/\"><i>Alone Together<\/i><\/a>). Ma non penso si possa ridurre un film come <i>Her<\/i> a quel che non \u00e8, o a quello che \u00e8 solo in superficie. Sotto la crosta del discorso, a un livello pi\u00f9 nascosto e meno immediato, una lettura stereotipante si scioglie come neve al sole per lasciare spazio alla consapevolezza di trovarsi di fronte a un testo che ragiona sulle parole, sul senso della discorsivit\u00e0 amorosa del soggetto che ama. La lingua e le parole sono un sistema di comunicazione che precede la tecnologia, niente \u00e8 pi\u00f9 potente, nemmeno l&#8217;amore che pu\u00f2 essere considerato una derivazione, una reazione, a un sistema frammentario di discorsi che si muovono dentro ognuno di noi. L&#8217;amore stesso, prima di essere un sentimento, \u00e8 un significante, un piano dell&#8217;espressione, ed \u00e8 nello scarto che esso produce dentro di noi che nasce il significato, nella ricerca individuale del senso di questa parola, nell&#8217;incontro di un&#8217;altra persona che \u00e8 a sua volta alla ricerca del segno (unione tra significante e significato), alla ricerca dell&#8217;amore. Non c&#8217;\u00e8 tecnologia pi\u00f9 sorprendente della parola, del verbo che fu in principio, nulla di pi\u00f9 ancestrale e futuristico allo stesso tempo. \u00abSi pensi alle lingue: vengono universalmente definite \u201cnaturali\u201d solo perch\u00e9 ce le ritroviamo bell&#8217;e fatte quando nasciamo, sono il nostro humus esistenziale; ma la loro molteplicit\u00e0 e ricchezza ne fa il prodotto pi\u00f9 culturale che ci sia\u00bb (Gianfranco Marrone, <i>Addio alla Natura<\/i>). <i>Her<\/i> non dovrebbe essere dibattuto su riviste come \u00abWired\u00bb, ma sui \u00abQuaderni di studi semiotici\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31347\" title=\"Her\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her_02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her_02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her_02-436x245.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il film si apre e si chiude con la dettatura, da parte di Theodore, di una lettera. Quella in apertura \u00e8 fatta per lavoro, la seconda \u00e8 sua e personalissima, indirizzata all&#8217;ex moglie. Se guardiamo a un livello superficiale e narrativo questa percorso possiamo giungere facilmente alla conclusione che alla fine, e finalmente, Theodore ha trovato la forza per dire qualcosa di estremamente personale, che alla fine ha trovato il coraggio di far uscire i propri sentimenti accogliendo l&#8217;altro nel proprio punto di vista, pacificandosi con se stesso. Ha saputo \u2013 in una parola \u2013 perdonare.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><b>Lettera #1<\/b> \u2013 Da Chris a Loretta (dettata da Theodore)<br \/>\n<i>Mio caro Chris,<br \/>\nNon sai quanto tu sia importante per me. Mi ricordo quando ho iniziato a innamorarmi di te come se fosse ieri. Mi ricordo quando stesa accanto a te nuda in quel piccolo appartamento, ho realizzato di essere parte di questa cosa molto pi\u00f9 grande di me. Simili ai nostri genitori. E i genitori dei nostri genitori. Vivevo la mia vita come se sapessi gi\u00e0 tutto. E improvvisamente questa luce mi ha colpito e mi ha fatto svegliare. E quella luce eri tu.<br \/>\nNon posso credere che sono passati gi\u00e0 50 anni da quando ci siamo sposati. E ancora adesso, ogni giorno, mi fai sentire come la ragazza che ero, quando mi hai mostrato la luce e fatto svegliare, quando abbiamo iniziato quest&#8217;avventura insieme.<br \/>\nBuon Anniversario.<br \/>\nCon amore, la tua amica fino alla fine.<br \/>\nLoretta.<\/i><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><b>Lettera 2<\/b> \u2013 Da Theodore a Catherine (dettata da Theodore)<br \/>\n<i>Cara Catherine,<br \/>\nSono qui, seduto a pensare a tutte le cose per cui mi piacerebbe chiederti scusa. Tutto il dolore che ci siamo causati. Tutte le colpe che ti ho dato. Tutte le cose che avevo bisogno che ti dicessi e che tu fossi. Mi dispiace. Ti amer\u00f2 per sempre perch\u00e9 siamo cresciuti insieme. E mi hai aiutato a diventare chi sono ora. Voglio solo che tu sappia che ci sar\u00e0 sempre una parte di te in me. E te ne sono grato. Chiunque tu diventerai, ovunque tu sarai nel mondo, ti mando amore.<br \/>\nPer la mia amica fino alla fine.<br \/>\nCon amore,<br \/>\nTheodore.<\/i><\/p>\n<p>Ma confrontando queste due lettere ci si accorge con chiarezza che, entrambe, contengono in egual misura i sentimenti di Theodore, i suoi pensieri sull&#8217;amore. Theodore non vive in realt\u00e0 alcun dramma d&#8217;amore, il suo \u00e8 un conflitto esistenziale con s\u00e9 stesso, in lui possiamo rintracciare le nevrosi e le psicosi di ogni psiche. La sua formazione e occupazione da scrittore (egli \u00e8 un romanziere mancato e un Cyrano su commissione) lo deforma a vivere il sentimento amoroso con struggente trasporto romantico, trasformando il sentimento in una gabbia di significato che non gli appartiene perch\u00e9 sommamente idealizzata.<\/p>\n<p><i>Her<\/i> \u00e8 un film scritto, basato su dialoghi, \u00e8 un mondo fatto di parole, di frammenti di discorso che come tessere di un mosaico danno forma a un&#8217;opera romantica. Si apre e si chiude con la dettatura di una lettera, la professione di Theodore \u00e8 di scrittore, sui generis, ma pur sempre uno scrittore che dar\u00e0 alla luce un libro grazie all&#8217;aiuto del suo sistema operativo intelligente. \u00abSamantha, perch\u00e9 te ne vai?\u00bb, domanda Theodore, \u00ab\u00c8 come se stessi leggendo un libro ed \u00e8 un libro che amo profondamente. Ma sto iniziando a leggerlo lentamente. Come se le parole fossero molto distanti e lo spazio tra una parola e l&#8217;altra quasi infinito. Riesco ancora a sentire te e le parole della nostra storia. Ma mi trovo in questo spazio infinito tra le parole in questo momento. \u00c8 un posto che non appartiene al mondo fisico. [\u2026] E ho bisogno che tu mi lasci andare. Nonostante lo vorrei tanto, non posso pi\u00f9 vivere nel tuo libro\u00bb. <i>Her<\/i> mette al centro di questo futuro prossimo, dunque nel nostro presente, le parole. Le parole che usiamo, quelle che scegliamo, quelle che condividiamo diventano il senso attraverso il quale vivere il nostro tempo, le nostre vite, i nostri sentimenti \u2013 a ben pensarci mai il linguaggio testuale\/verbale \u00e8 stata una merce di scambio nei rapporti umani cos\u00ec importante. Le parole provano a dare un <i>senso<\/i> alle <i>cose<\/i>.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><i>Theodore:<\/i> Bella camicia.<br \/>\n<i>Paul:<\/i> Grazie. \u00c8 nuova.<br \/>\n<i>Theodore:<\/i> Mi fa venire in mente qualcosa di morbido.<br \/>\n<i>Paul:<\/i> Adesso ricorda anche a me qualcosa di morbido.<\/p>\n<p>Ma \u00abl&#8217;inconscio \u00e8 strutturato come un linguaggio\u00bb (Lacan), manca di un significante. Il disagio che avverte Theodore \u00e8 il medesimo che prova ognuno di noi; riceviamo, produciamo e scambiamo a una velocit\u00e0 sempre pi\u00f9 incredibile frammenti discorsivi, schegge di inconscio che ci isolano sulla cima di un grattacielo, in silenzio, a osservare il mondo che muta sotto di noi. Noi, come Theodore, siamo soggetti dell&#8217;immaginario schiacciati \u00abdalle due grandi strutture psichiche che hanno principalmente richiamato l&#8217;attenzione della modernit\u00e0, vale a dire la nevrosi e la psicosi\u00bb (Barthes). Mai completamente psicotici, mai completamente nevrotici, ma sospesi, a un&#8217;altezza siderale sopra a un vuoto vertiginoso. \u2022<\/p>\n<p><i>Alessio Galbiati<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31350\" title=\"her\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her_05.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her_05.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her_05-436x316.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>HER<\/b><br \/>\n<b>Regia, sceneggiatura:<\/b> Spike Jonze<br \/>\n<b>Fotografia:<\/b> Hoyte Van Hoytema<br \/>\n<b>Montaggio:<\/b> Jeff Buchanan, Eric Zumbrunnen<br \/>\n<b>Musiche:<\/b> Arcade Fire<br \/>\n<b>Casting:<\/b> Cassandra Kulukundis, Ellen Lewis<br \/>\n<b>Production Design:<\/b> K.K. Barrett<br \/>\n<b>Art Direction:<\/b> Austin Gorg<br \/>\n<b>Scenografie:<\/b> Gene Serdena<br \/>\n<b>Costumi:<\/b> Casey Storm<br \/>\n<b>Effetti speciali:<\/b> Roy K. Cancino, Joe Pancake, Elia P. Popov<br \/>\n<b>Produttori:<\/b> Megan Ellison, Spike Jonze, Vincent Landay<br \/>\n<b>Produttori esecutivi:<\/b> Chelsea Barnard, Natalie Farrey, Daniel Lupi<br \/>\n<b>Produttori associati:<\/b> Samantha Morton, Thomas Patrick Smith<br \/>\n<b>Interpreti:<\/b> Joaquin Phoenix (Theodore Twombly), Scarlett Johansson (Samantha), Amy Adams (Amy), Rooney Mara (Catherine), Olivia Wilde (Ragazza), Chris Pratt (Paul), Portia Doubleday (Isabella), Luka Jones (Mark Lewman), Matt Letscher (Charles), Laura Kai Chen (Tatiana), Gracie Prewitt (Jocelyn), Brian Cox (Alan Watts), Kristen Wiig (Sexykitten), Spike Jonze (Alieno)<br \/>\n<b>Produzione:<\/b> Annapurna Pictures<br \/>\n<b>Suono:<\/b> SDDS, Datasat, Dolby Digital<br \/>\n<b>Rapporto:<\/b> 1.85:1<br \/>\n<b>Camera:<\/b> Arri Alexa Studio (Cooke Speed Panchro, Canon K35 e Zeiss Super Speed Lenses), Arri Alexa XT (Cooke Speed Panchro, Canon K35 e Zeiss Super Speed Lenses), Canon EOS C300<br \/>\n<b>Negativo:<\/b> Codex<br \/>\n<b>Processo Fotografico:<\/b> ARRIRAW 2.8K (source), Digital Intermediate 2K (master)<br \/>\n<b>Formato di proiezione:<\/b> 35mm sferico &#8211; Kodak Vision 2383, D-Cinema<br \/>\n<b>Lingua:<\/b> inglese<br \/>\n<b>Paese:<\/b> USA<br \/>\n<b>Anno:<\/b> 2013<br \/>\n<b>Durata:<\/b> 126&#8242;<\/p>\n<blockquote><p><a href=\"http:\/\/amzn.to\/2w3RBEC\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>DVD \/ Amazon (ed. Rai Cinema)<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"https:\/\/amzn.to\/3poMTZH\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>BLU-RAY \/ Amazon (ed. Rai Cinema)<\/strong><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.herthemovie.com\"><b>Sito ufficiale<\/b><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siderale (Her) \u00abParole, parole, parole, parole, parole soltanto parole, parole tra noi.\u00bb Mina, Parole parole (1972) \u2013 testo di Leo Chiosso e Giancarlo Del Re \u00c8 tutto cos\u00ec distante e ovattato nel film di Spike Jonze. L&#8217;alienazione degli individui, inghiottiti da una interconnessione tecnologica asfissiante e invisibile, deforma ogni sentimento, trasforma le emozioni. La comunicazione \u00e8 un succedaneo della comunicazione,<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":39348,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[72],"tags":[22,12946,6400,15901,15905,610,15585,15904,15902,15906,4502,15903],"class_list":["post-31345","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-critica","tag-alessio-galbiati","tag-amore","tag-amy-adams","tag-her","tag-intelligenza-artificiale","tag-joaquin-phoenix","tag-olivia-wilde","tag-roland-barthes","tag-scarlett-johansson","tag-semiotica","tag-spike-jonze","tag-tricia-mara"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Siderale. \u201cHer\u201d di Spike Jonze | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Siderale (Her) \u00abParole, parole, parole, parole, parole soltanto parole, parole tra noi.\u00bb Mina, Parole parole (1972) \u2013 testo di Leo Chiosso e Giancarlo Del\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Siderale. \u201cHer\u201d di Spike Jonze | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Siderale (Her) \u00abParole, parole, parole, parole, parole soltanto parole, parole tra noi.\u00bb Mina, Parole parole (1972) \u2013 testo di Leo Chiosso e Giancarlo Del\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2014-04-28T14:38:50+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2021-01-27T01:59:17+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1112\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"741\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Alessio Galbiati\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Alessio Galbiati\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"16 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=31345#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=31345\"},\"author\":{\"name\":\"Alessio Galbiati\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/3d6ec95723b77d922213e18c75a22d06\"},\"headline\":\"Siderale. \u201cHer\u201d di Spike Jonze\",\"datePublished\":\"2014-04-28T14:38:50+00:00\",\"dateModified\":\"2021-01-27T01:59:17+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=31345\"},\"wordCount\":3214,\"commentCount\":2,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=31345#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/her-spike-jonze-cover.jpg\",\"keywords\":[\"Alessio Galbiati\",\"amore\",\"Amy Adams\",\"Her\",\"Intelligenza artificiale\",\"Joaquin Phoenix\",\"Olivia Wilde\",\"Roland Barthes\",\"Scarlett Johansson\",\"semiotica\",\"Spike Jonze\",\"Tricia Mara\"],\"articleSection\":[\"CRITICA\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=31345#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=31345\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=31345\",\"name\":\"Siderale. \u201cHer\u201d di Spike Jonze | Rapporto Confidenziale\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=31345#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=31345#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/her-spike-jonze-cover.jpg\",\"datePublished\":\"2014-04-28T14:38:50+00:00\",\"dateModified\":\"2021-01-27T01:59:17+00:00\",\"description\":\"Siderale (Her) \u00abParole, parole, parole, parole, parole soltanto parole, parole tra noi.\u00bb Mina, Parole parole (1972) \u2013 testo di Leo Chiosso e Giancarlo Del\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=31345#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=31345\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=31345#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/her-spike-jonze-cover.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/04\\\/her-spike-jonze-cover.jpg\",\"width\":1112,\"height\":741},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=31345#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Siderale. \u201cHer\u201d di Spike Jonze\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"description\":\"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture | ISSN: 2235-1329\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"alternateName\":\"RC\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"alternateName\":\"RC\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2019\\\/04\\\/RC_favicon-30-300x300x.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2019\\\/04\\\/RC_favicon-30-300x300x.png\",\"width\":300,\"height\":300,\"caption\":\"Rapporto Confidenziale\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rapportoconfidenziale\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/icdpavlov\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/user\\\/RConfidenziale\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/3d6ec95723b77d922213e18c75a22d06\",\"name\":\"Alessio Galbiati\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g\",\"caption\":\"Alessio Galbiati\"},\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?author=5\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Siderale. \u201cHer\u201d di Spike Jonze | Rapporto Confidenziale","description":"Siderale (Her) \u00abParole, parole, parole, parole, parole soltanto parole, parole tra noi.\u00bb Mina, Parole parole (1972) \u2013 testo di Leo Chiosso e Giancarlo Del","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Siderale. \u201cHer\u201d di Spike Jonze | Rapporto Confidenziale","og_description":"Siderale (Her) \u00abParole, parole, parole, parole, parole soltanto parole, parole tra noi.\u00bb Mina, Parole parole (1972) \u2013 testo di Leo Chiosso e Giancarlo Del","og_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345","og_site_name":"Rapporto Confidenziale","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","article_published_time":"2014-04-28T14:38:50+00:00","article_modified_time":"2021-01-27T01:59:17+00:00","og_image":[{"width":1112,"height":741,"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Alessio Galbiati","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@RConfidenziale","twitter_site":"@RConfidenziale","twitter_misc":{"Scritto da":"Alessio Galbiati","Tempo di lettura stimato":"16 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345"},"author":{"name":"Alessio Galbiati","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/3d6ec95723b77d922213e18c75a22d06"},"headline":"Siderale. \u201cHer\u201d di Spike Jonze","datePublished":"2014-04-28T14:38:50+00:00","dateModified":"2021-01-27T01:59:17+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345"},"wordCount":3214,"commentCount":2,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover.jpg","keywords":["Alessio Galbiati","amore","Amy Adams","Her","Intelligenza artificiale","Joaquin Phoenix","Olivia Wilde","Roland Barthes","Scarlett Johansson","semiotica","Spike Jonze","Tricia Mara"],"articleSection":["CRITICA"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345","name":"Siderale. \u201cHer\u201d di Spike Jonze | Rapporto Confidenziale","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover.jpg","datePublished":"2014-04-28T14:38:50+00:00","dateModified":"2021-01-27T01:59:17+00:00","description":"Siderale (Her) \u00abParole, parole, parole, parole, parole soltanto parole, parole tra noi.\u00bb Mina, Parole parole (1972) \u2013 testo di Leo Chiosso e Giancarlo Del","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345#primaryimage","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover.jpg","width":1112,"height":741},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31345#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Siderale. \u201cHer\u201d di Spike Jonze"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","name":"Rapporto Confidenziale","description":"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture | ISSN: 2235-1329","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"alternateName":"RC","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization","name":"Rapporto Confidenziale","alternateName":"RC","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/RC_favicon-30-300x300x.png","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/RC_favicon-30-300x300x.png","width":300,"height":300,"caption":"Rapporto Confidenziale"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","https:\/\/x.com\/RConfidenziale","https:\/\/www.instagram.com\/icdpavlov\/","https:\/\/www.youtube.com\/user\/RConfidenziale"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/3d6ec95723b77d922213e18c75a22d06","name":"Alessio Galbiati","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g","caption":"Alessio Galbiati"},"sameAs":["http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org","https:\/\/x.com\/RConfidenziale"],"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?author=5"}]}},"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/her-spike-jonze-cover.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31345","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=31345"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/31345\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/39348"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=31345"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=31345"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=31345"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}