{"id":31557,"date":"2014-06-15T18:08:39","date_gmt":"2014-06-15T16:08:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31557"},"modified":"2014-06-15T18:10:21","modified_gmt":"2014-06-15T16:10:21","slug":"il-continuo-divenire-del-corpo-metamorfosi-tecnologiche-in-tetsuo-the-iron-man-e-tetsuo-ii-body-hammer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31557","title":{"rendered":"Il continuo divenire del corpo. Metamorfosi tecnologiche in Tetsuo &#8211; The Iron Man e Tetsuo II &#8211; Body Hammer."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31548\" title=\"Tetsuo05\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo05.png\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"473\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo05.png 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo05-300x228.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">\u201c<em>He was turned to steel \/ In the great magnetic field \/ When he travelled time \/ For the future of mankind<\/em>\u201d.<br \/>\nBlack Sabbath &#8211; Iron Man<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">\u201cTetsuo <em>\u00e8 come un preziosissimo, incantevole primo figlio. A volte il primo film di un regista diventa un film di culto, come Eraserhead, Evil Dead o Texas Chainsaw Massacre e questa \u00e8 una cosa rara, speciale. Quando ho fatto il film avevo proprio voglia di sperimentare, ho avuto una specie di folle entusiasmo ed ero veramente immerso al suo interno. Ripensandoci ora, il film \u00e8 diventato qualcosa di molto bello e prezioso. Credo che solo il tuo primo film possa avere questo valore speciale<\/em>\u201d.<br \/>\nTsukamoto Shinya (1)<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">\u201c<em>Se lo paragono a <\/em>Tetsuo<em> [\u2026] questo fratellino \u00e8 pi\u00f9 come un secondo figlio cinico. Come genitore gli ho dato un sacco di amore, proprio come agli altri miei figli, ma nonostante tutto si \u00e8 rivelato piuttosto cinico. Se ci siano altre persone che lo amano quanto me, non l\u2019ho ancora capito. Ha ricevuto una menzione speciale della giuria a un festival e la gente mi ha detto che \u00e8 un buon premio, ma trovo che sia un riconoscimento occasionale [\u2026] <em>Tetsuo II<\/em> non \u00e8 n\u00e9 un bambino abbandonato, n\u00e9 un bambino soffocato dall\u2019amore. \u00c8 una specie particolare di cinico, un bambino con sentimenti contrastanti. Ma <em>Tetsuo II<\/em> mi ha permesso di viaggiare all&#8217;estero e di incontrare un sacco di gente. Mi resi conto che anche nei paesi stranieri ci sono molte persone che amano i miei film, quindi in un certo senso \u00e8 stato un punto di svolta anche per me. Inoltre, \u00e8 il primo dei miei film che mostra chiaramente il tema dell&#8217;uomo moderno nel suo ambiente urbano e anche questo lo rende un film speciale<\/em>\u201d.<br \/>\nTsukamoto Shinya (2)<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31549\" title=\"Tetsuo01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo01-300x208.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Il cinema di Tsukamoto Shinya \u00e8 sempre stato intimamente legato a tematiche riguardanti il corpo. Se infatti scorriamo la sua filmografia troviamo una serie di opere che hanno sempre avuto tra i suoi argomenti principali quello della corporalit\u00e0, delle sue conformazioni e del suo rapporto con l\u2019ambiente circostante. Fin dal primo cortometraggio <em>Futsu saizu no kaijin<\/em> (<em>The phantom of regular size<\/em>), egli ha tentato di concentrare la sua attenzione sulle metamorfosi corporee e le ibridazioni dell\u2019uomo con la macchina. Bisogna per\u00f2 osservare che forse \u00e8 proprio con <em>Tetsuo &#8211; The Iron Man<\/em> e <em>Tetsuo II &#8211; Body Hammer<\/em> che la riflessione di Tsukamoto sul corpo si fa assoluta e multi stratificata, ponendosi in un certo senso anche come sintesi di tutta una parte della sua opera. Questi due film \u201cinfatti propongono un recupero della soggettivit\u00e0 attraverso la \u2018ri-scoperta del corpo\u2019 e la conseguente liberazione dell\u2019individualit\u00e0 attraverso la personificazione mitica [\u2026] strutturando il tutto in una serrata dialettica tra corpo individuale &#8211; vecchi e nuovi corpi &#8211; e corpo sociale &#8211; l\u2019uomo pensato come macchina, la macchina incorporata nell\u2019uomo\u201d (3). Ma le considerazioni pi\u00f9 interessanti nascono forse dagli argomenti riguardanti i limiti di questi corpi \u201cvecchi e nuovi\u201d e sul come essi possano comprendere fino a che punto abbiano la capacit\u00e0 di restare integri nella moderna societ\u00e0 tecnologica. Le loro trasformazioni e il loro combattere\/sfruttare\/patire le nuove forme tecnologiche sar\u00e0 ci\u00f2 che, pi\u00f9 di ogni altra cosa, mi premer\u00e0 affrontare in questo saggio. <\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31550\" title=\"Tetsuo02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo02-300x211.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 12pt;\"><strong>Parte I &#8211; Un uomo antiquato<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\"><strong>Vergognarsi della cosa<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">La scena di <em>Tetsuo<\/em> che pi\u00f9 delle altre riesce a rimanere impressa nella mente dello spettatore \u00e8 sicuramente quella relativa alla trasformazione del pene del protagonista Tomoo Taniguchi in una trivella meccanica, un momento \u201cche contiene in nuce tutte le peculiarit\u00e0 del cinema di Tsukamoto: la putrefazione della carne e il suo divenire metallo, la commistione dell\u2019umano con l\u2019inorganico, il furore sessuale\u201d (4).<br \/>\nQuesta scena \u00e8 per\u00f2 emblematica anche per un altro motivo: mi aiuta a introdurre quella che ritengo una delle riflessioni pi\u00f9 stimolanti suscitate da entrambi i film trattati in questo saggio e cio\u00e8 su ci\u00f2 che G\u00fcnther Anders chiamava \u201cdislivello prometeico\u201d; il filosofo tedesco definisce \u201cdislivello prometeico\u201d: \u201cl\u2019<em>asincronizzazione<\/em> ogni giorno crescente <em>tra l\u2019uomo e il mondo dei suoi prodotti<\/em>, la distanza che si fa ogni giorno pi\u00f9 grande\u201d (5). Avvenuta la trasformazione, la trivella \u00e8 infatti l\u2019oggetto che crea la distanza tra l\u2019uomo e il suo prodotto, \u00e8 ci\u00f2 che fa sfuggire la situazione al suo controllo, portando cos\u00ec Taniguchi a uccidere la donna che si trova assieme a lui. La sostituzione immediata e repentina del suo organo sessuale con la trivella si pone quindi come metafora dell\u2019inadeguatezza dell\u2019essere umano a riuscire a gestire in modo funzionale gli oggetti che produce. Inoltre, quello che si vuol rappresentare sembra proprio essere \u201c<em>la incapacit\u00e0 della nostra anima di rimanere<\/em> up to date<em>, al corrente con la nostra produzione<\/em>, dunque [la necessit\u00e0] di muoverci anche noi con quella velocit\u00e0 di trasformazione che imprimiamo ai nostri prodotti, e di raggiungere i nostri congegni che sono scattati avanti nel futuro [\u2026] e che ci sono sfuggiti di mano\u201d (6). Le nostre modalit\u00e0 di produzione hanno raggiunto una tale velocit\u00e0 che non riusciamo pi\u00f9 nemmeno a esprimerci, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019oggetto che produciamo che comunica al posto nostro. La trivella catalizza in tutto e per tutto l\u2019eccitazione di Taniguchi riconfigurando la sua stessa volont\u00e0, decidendo per lui ogni movimento e ordinando al suo corpo come intraprendere ogni singola azione. L\u2019uomo \u00e8 diventato oggetto, l\u2019oggetto si \u00e8 fatto uomo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Un altro concetto molto interessante introdotto da Anders, che si pone sulla scia del \u201cdislivello prometeico\u201d, \u00e8 quello di \u201cvergogna prometeica\u201d; con ci\u00f2 egli vuole indicare la \u201c<em>vergogna che si prova di fronte all\u2019\u2018umiliante\u2019 altezza di qualit\u00e0 degli oggetti fatti da noi stessi<\/em>\u201d (7). Nella prima sequenza di <em>Tetsuo<\/em>, un uomo cerca di integrare un bastone di acciaio nella sua gamba destra per cercare di trasformare la carne in metallo. Ma l\u2019esperimento non andr\u00e0 a buon fine: il taglio profondo che si provoca per poter inserire il bastone gli procurer\u00e0 una terribile infezione. Solo successivamente &#8211; una volta fuggito in preda al panico dal suo rifugio-laboratorio -, a causa di un incidente con un\u2019automobile, potr\u00e0 raggiungere la metamorfosi in uomo d\u2019acciaio. \u201cIl desiderio dell\u2019uomo odierno di diventare un <em>self-made man<\/em>, un prodotto, va visto quindi su questo sfondo mutato: <em>Non gi\u00e0 perch\u00e9 non sopporta pi\u00f9 nulla che egli stesso non abbia fatto, vuole fare se stesso; ma perch\u00e9 non vuole essere qualche cosa di non-fatto. Non perch\u00e9 provi indignazione per essere fatto da altri (Dio, d\u00e8i, natura), ma perch\u00e9 non \u00e8 fatto per nulla e, nella sua qualit\u00e0 di non-fatto, \u00e8 inferiore a tutti i suoi prodotti fabbricati<\/em>\u201d (8). Circondato da un mondo meccanico e incredibilmente industrializzato l\u2019essere umano cerca di mutarsi negli stessi oggetti che lo circondano, cerca di rendere meccanica la sua fisionomia, prova ad annullare la sua invidia per la cosa trasformandosi in cosa. Ma il processo di trasformazione inizia in realt\u00e0 prima di aver deciso di percorrere la strada della metamorfosi; infatti, \u201c<em>vergognandosi [\u2026] di non essere una cosa<\/em>, l\u2019uomo ha compiuto <em>un passo innanzi nella storia della sua riduzione a cosa<\/em>: \u00e8 arrivato al punto di riconoscere la superiorit\u00e0 delle cose, di mettersi sul loro stesso piano, <em>accetta la propria riduzione a cosa e rifiuta di non essere ridotto a cosa<\/em>, lo considera un difetto\u201d (9).<br \/>\nUn altro momento cruciale per quanto riguarda l\u2019avvicinamento alla \u201ccosa\u201d da parte di Yatsu (questo \u00e8 il nome dell\u2019uomo che prova a inserirsi l\u2019acciaio nella carne) \u00e8 quello relativo all\u2019incidente; infatti, prima dell\u2019impatto dell\u2019automobile con l\u2019uomo il tempo sembra congelarsi e una serie di dettagli insistenti dell\u2019auto vengono accompagnati da una musica sensuale e provocante, come se si volesse comparare la silhouette dell\u2019oggetto meccanico a quella di una bella donna. In questo caso \u00e8 Yatsu a provare un\u2019attrazione per l\u2019automobile e quasi in maniera incantata a lasciarsi colpire da essa, in uno scontro che diviene metafora del rapporto sessuale. Non \u00e8 un caso che proprio dopo l\u2019incidente l\u2019uomo riuscir\u00e0 definitivamente a ottenere la trasformazione del suo corpo in oggetto meccanico. Quindi, \u201cla macchina avanza apertamente e sfacciatamente la sua pretesa di essere il <em>soggetto della domanda<\/em>; esige che le venga offerto ci\u00f2 di cui ha bisogno; che l\u2019uomo (poich\u00e9, cos\u00ec com\u2019\u00e8, non rappresenta un\u2019offerta accettabile per la macchina) si sforzi di esibire un prodotto sempre migliore, ossia di offrire ci\u00f2 di cui la macchina ha bisogno per funzionare cos\u00ec come potrebbe funzionare\u201d (10). Il prodotto che le offrir\u00e0 sar\u00e0 dunque se stesso, ma un se stesso mutato in oggetto meccanico, perch\u00e9 per meglio interagire con il mondo la stessa macchina pretende che ogni parte del mondo divenga un enorme marchingegno d\u2019acciaio, dove tutto ci\u00f2 che si muove assomigli a lei.<br \/>\nIn una delle scene pi\u00f9 surreali dell\u2019intero film, Taniguchi, durante una specie di allucinazione, incontra la sua donna che gli appare come laccata di metallo e con una protesi tubolare e snodabile che ricorda l\u2019organo sessuale maschile. Eseguendo una danza ammaliante e a tratti isterica lo sodomizza, rendendo cos\u00ec questo rito un\u2019immagine simbolica della presa di possesso definitiva da parte della macchina del corpo dell\u2019essere umano. Nella sequenza successiva Taniguchi incontrer\u00e0 realmente la donna e, durante la sua progressiva metamorfosi in uomo d\u2019acciaio, finir\u00e0 con ucciderla. In un certo senso \u00e8 come se la macchina, impossessandosi del corpo di Taniguchi, cercasse di eliminare la sua pi\u00f9 diretta concorrente nella riproduzione della specie, quella figura cio\u00e8 che non le consentirebbe di ottenere lo scopo che si \u00e8 prefissata. Per poter rendere ogni essere umano un organismo meccanico \u00e8 necessario infatti che si renda impossibile in qualsiasi modo la sua riproduzione biologica: la macchina prender\u00e0 cos\u00ec su questa terra il posto della donna, si sostituir\u00e0 a lei. E l\u2019uomo prover\u00e0 sentimenti solo per lei. La mutazione diverr\u00e0 allora anche una sorta di atto di amore incondizionato per essa: l\u2019unica cosa per la quale vale la pena sopravvivere. Perci\u00f2, \u201cl\u2019alterazione del nostro corpo non \u00e8 qualcosa di radicalmente nuovo e inaudito perch\u00e9 con essa rinunciamo al nostro \u2018destino morfologico\u2019 o trascendiamo il limite di prestazioni che \u00e8 previsto per noi, bens\u00ec perch\u00e9 ci autotrasformiamo per amore delle nostre macchine, perch\u00e9 prendiamo le macchine a modello delle nostre alterazioni; rinunciamo quindi ad assumerci noi stessi come unit\u00e0 di misura e con ci\u00f2 limitiamo la nostra libert\u00e0 o vi rinunciamo\u201d (11). La macchina ci condiziona sempre e comunque, ci rende vulnerabili a noi stessi, ci fa vergognare di noi stessi, perch\u00e9 di fronte alla sua perfezione noi non possiamo fare altro che ammirare in silenzio.<br \/>\nLa corporalit\u00e0 imperfetta di Taniguchi, pertanto, lo rende ogni giorno sempre pi\u00f9 insicuro e incapace di sostenere il ritmo del mondo, che poi \u00e8 il ritmo della macchina. Il senso di inferiorit\u00e0 nei confronti delle sue macchine comincia perci\u00f2 a percepirlo in quanto si sente inadeguato come materiale. \u201cMa ci\u00f2 deriva appunto dal fatto che, invece di essere una reale materia prima, egli \u2018disgraziatamente\u2019 \u00e8 gi\u00e0 morfologicamente fisso, perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 preformato. Ma essere preformato equivale sempre a essere \u2018preformato erroneamente\u2019, a essere \u2018modellato erroneamente\u2019, dato che le forme richieste volta a volta dalle sue macchine sono volta a volta diverse [\u2026] Questo suo \u2018essere modellato erroneamente\u2019 rappresenta il suo difetto capitale, quindi anche il motivo principale della sua \u2018vergogna prometeica\u2019\u201d (12).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\"><strong>Dalla vergogna alla rabbia<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">In <em>Tetsuo II<\/em>, nella sequenza immediatamente successiva al combattimento finale, Yatsu, anche se sconfitto, non si d\u00e0 per vinto: grazie alla sua testa, unica parte del corpo rimastagli attiva, riesce tramite un gesto repentino a connettere la sua mente a quella di Taniguchi per mezzo di un tubo metallico. Attraverso questa azione riuscir\u00e0 a mostrargli una serie di ricordi che egli aveva completamente rimosso: si scoprir\u00e0 infatti che i due sono fratelli e che il padre \u00e8 una specie di scienziato che cerca di trasformare ogni essere vivente in una sorta di mutante di metallo. I due fratelli vengono cos\u00ec addestrati a un\u2019arte che permette loro di poter assorbire oggetti di lega metallica facendoli divenire strumenti in grado di potenziare i loro corpi. Taniguchi scoprir\u00e0 allora, proprio attraverso questo ricordo, di aver assistito assieme al fratello Yatsu a un rapporto sessuale tra la madre e il padre, dove quest\u2019ultimo, durante un pericoloso gioco sessuale con un\u2019arma da fuoco, fa per sbaglio partire un colpo ferendo sua moglie. In quel preciso istante la rabbia di Taniguchi si scatena, e, grazie a una pistola che precedentemente era riuscito ad assorbire con la tecnica insegnatagli dal padre, ferisce a morte i due genitori. Yatsu commenter\u00e0 quindi questo ricordo dicendo che il fratello maggiore aveva perduto la memoria non a causa del senso di colpa creatosi per aver ucciso il padre e la madre, ma bens\u00ec perch\u00e9 aveva trovato \u201cla bellezza nella distruzione\u201d.<br \/>\nIn questo film la rabbia diviene il sentimento attraverso il quale Taniguchi riesce a trasformare il proprio corpo in un cyborg muta-forme: la rabbia \u00e8 dunque la principale pulsione che gli permette di poter sopravvivere a tutto ci\u00f2 che appartiene al mondo circostante. Tutto quello che proviene dalle profondit\u00e0 dei suoi istinti si metamorfosa in qualcosa di macchinico e metallico, in una spietata arma di distruzione. In questo caso la macchina diviene perci\u00f2 metafora degli impulsi selvaggi e in un certo modo \u201csi presenta in veste di \u2018<em>es<\/em>\u2019, [cio\u00e8] l\u2019attivit\u00e0 meccanica, a cui l\u2019uomo partecipa con funzione di <em>parte<\/em> di macchina; ed egli si investe a tal punto in questa funzione che, invece di trovare di fronte a s\u00e9 se stesso in quanto io, trova se stesso nella funzione di macchina, dunque \u2018quale\u2019 parte di macchina. Per distinguere questo \u2018es\u2019 dal primo, chiamiamolo l\u2019\u2018<em>es-macchina<\/em>\u2019\u201d (13). Taniguchi \u00e8 un uomo meccanismo; condizionato dalla frenetica ricerca del padre improntata a ottenere un cyborg perfetto, lotta con tutte le sue forze per poter rimuovere il ricordo del suo trauma. Ma il mondo ormai suggestionato dalla sfrenata industrializzazione, un mondo fattosi macchina, porta Taniguchi a ritrovare attraverso la rabbia la dimensione di oggetto meccanico e a far s\u00ec che il suo \u201c<em>es<\/em>-naturale\u201d cominci a lasciare parte della sua superficie all\u2019\u201d<em>es<\/em>-macchina\u201d. Perci\u00f2, \u201clo spazio libero di cui l\u2019io dispone, \u00e8 molto angusto; l\u2019\u2018<em>es<\/em>-macchina\u2019 si avvicina passo passo all\u2019io, lo preme sempre pi\u00f9 da vicino, lo spazio si restringe di giorno in giorno; il pericolo dunque che l\u2019io venga schiacciato tra questi due colossi [l\u2019\u2018<em>es<\/em>-naturale\u2019 e l\u2019\u2018<em>es<\/em>-macchina\u2019], di natura diversa dalla sua, diventa ogni giorno pi\u00f9 grande [\u2026] Se questa sar\u00e0 la conclusione, domani o dopodomani, il trionfo finale spetter\u00e0 esclusivamente alla macchina; perch\u00e9 nella sua avidit\u00e0 di inghiottire tutto, e proprio quanto le \u00e8 pi\u00f9 estraneo, essa non si incorporer\u00e0 soltanto l\u2019io, ma anche l\u2019altro \u2018<em>es<\/em>\u2019, il corpo\u201d (14).<br \/>\nLo scontro tra i due fratelli si manifesta quindi come una metafora della lotta tra questi due tipi di pulsioni (ma soprattutto quello relativo all\u2019\u201c<em>es<\/em>-macchina\u201d) e l\u2019io. La sconfitta di quest\u2019ultimo sembra comunque non essere gi\u00e0 scritta: il finale nel quale Taniguchi si trova di nuovo assieme alla moglie e al figlio, circondato da uno scenario apocalittico, ma di nuovo essere umano nella sua forma \u201coriginale\u201d, sembra lasciare qualche spiraglio di salvezza per il prosieguo dell\u2019umana specie come oggi la conosciamo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31551\" title=\"Tetsuo03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo03.png\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"473\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo03.png 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo03-300x228.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 12pt;\"><strong>Parte II &#8211; Avere un corpo meccanico, ovvero: essere ancor pi\u00f9 nel proprio corpo<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\"><strong>Il corpo \u00e8 la soglia<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Il corpo di Taniguchi, sia in <em>Tetsuo<\/em> che in <em>Tetsuo II<\/em>, \u00e8 un corpo che tende ad assorbire ogni singola particella del metallo che lo circonda. In un mondo filmico che viene rappresentato come costituito per la maggior parte da questo materiale, la funzione di questo corpo si predispone allora come quella di una totale apertura di esso nei confronti di quello stesso mondo. \u201cCome apertura originaria sul mondo, il corpo \u00e8 <em>trascendenza<\/em>. Non \u00e8 un oggetto raccolto nell\u2019immanenza della sua inseit\u00e0, ma \u00e8 un immediato sbocco sulle cose [\u2026] il corpo \u00e8 subito<em> fuori di s\u00e9<\/em>, aperto al mondo, proteso sulle cose\u201d (15). \u00c8 un corpo quindi configurato come un flusso continuo, che muta continuamente e che tende a non avere forma predefinita. Come afferma Jean-Luc Nancy: \u201cSe parliamo del corpo, parliamo di ci\u00f2 che \u00e8 l\u2019esatto contrario del conchiuso e del finito. Parlando del corpo, parliamo di ci\u00f2 che \u00e8 aperto ed infinito, di ci\u00f2 che costituisce l\u2019apertura della chiusura stessa, l\u2019infinito del finito stesso [\u2026] Il corpo \u00e8 l\u2019aperto\u201d (16).<br \/>\nIl corpo di Taniguchi rappresenta un\u2019apertura che fa di lui un tutt\u2019uno con l\u2019ambiente e con gli oggetti che lo circondano. \u201cL\u2019intenzionalit\u00e0 [di questo] corpo non \u00e8 oggettivante [\u2026] \u00e8 nel suo essere destinato a un mondo [\u2026] verso cui non cessa di dirigersi e di progettarsi\u201d (17). La superficie del suo involucro di metallo \u00e8 qualcosa che si esercita ad appartenere a ci\u00f2 che \u00e8 fuori e a interagire con questo \u201cfuori\u201d come se fosse un \u201cdentro\u201d. \u201cSe il corpo non \u00e8 massa, se non \u00e8 chiuso su di s\u00e9 e penetrato di s\u00e9, esso \u00e8 fuori di s\u00e9\u201d (18). Nel finale di <em>Tetsuo<\/em>, Taniguchi estender\u00e0 il suo corpo fagocitando quello di Yatsu in un processo che li porter\u00e0 a inglobare presumibilmente l\u2019intera superficie terrestre. Infatti, le parole proferite da Yatsu, una volta unitosi a Taniguchi in un gigantesco cyborg deforme, saranno le seguenti: \u201cTrasformiamo il mondo in una massa d\u2019acciaio. Facciamolo arrugginire tutto cos\u00ec che si sbricioli nel cosmo\u201d. La volont\u00e0 di estendere il proprio corpo verso tutto ci\u00f2 che esiste \u00e8 un atteggiamento che si organizza per mutare la sua funzione da contenitore a soglia: \u201cIl corpo \u00e8 un involucro, serve dunque a contenere ci\u00f2 che si deve sviluppare poi. Lo sviluppo \u00e8 interminabile. Il corpo finito contiene l\u2019infinito, che non \u00e8 anima, n\u00e9 spirito, ma proprio lo sviluppo del corpo\u201d (19). Il corpo diventa oggettivazione dei movimenti interiori dello spirito e dell\u2019anima, rappresentazione delle scosse telluriche dovute alle forti emozioni e sensazioni provate. Per Taniguchi ci\u00f2 assume la forma di un rivestimento mutante che esprime la sua rabbia (nel caso di <em>Tetsuo II<\/em>) o i suoi istinti sessuali (la trasformazione dell\u2019organo sessuale in trivella in <em>Tetsuo<\/em>). Ma quanta intensit\u00e0 questo corpo impieghi per oggettivare il sentimento, l\u2019emotivit\u00e0 e la pulsione e quanta resistenza il suo io riesca a fare per poterlo tenere a bada dipende dalla capacit\u00e0 estemporanea di disporre di un maggiore o minore livello di controllo su di esso.<br \/>\nIl mutare continuamente forma di questo corpo potrebbe perci\u00f2 essere per Taniguchi il problema pi\u00f9 grande. Infatti, c\u2019\u00e8 il rischio che, \u201cnella nostra contemporaneit\u00e0, l\u2019essere [venga] fagocitato dal divenire e, di conseguenza, l\u2019uomo [venga] allontanato da ci\u00f2 che \u00e8, dalla sua essenza, in quanto intriso di fuggevole e precaria apparenza. Proprio l\u2019apparenza trae forza dalla considerazione del corpo come involucro dalle qualit\u00e0 contingenti e accessoriali [\u2026] Essere e avere assumono un rapporto di reciproca interconnessione, poggiando entrambi sul rifiuto del corpo come derivazione primaria della vita e come espressione ultima del processo generativo della natura. Avere un corpo significa, infatti, reificarlo\u201d (20). Taniguchi cerca di resistere in entrambi i film a una trasformazione che inevitabilmente diverr\u00e0 incontrollabile, in quanto il corpo prender\u00e0 il pieno possesso di ogni sensazione ed emozione, e, da strumento da utilizzare, passer\u00e0 a entit\u00e0 che possiede una propria volont\u00e0. Il corpo in quell\u2019istante diventer\u00e0 \u201cl\u2019intruso che non pu\u00f2 entrare senza effrazione nel punto presente a s\u00e9 che \u00e8 lo spirito. Quest\u2019ultimo del resto \u00e8 cos\u00ec puntuale e serrato sul suo essere-a-s\u00e9-in-s\u00e9 che il corpo vi penetra solo esorbitando o esogastrulando la propria massa come una tumefazione, come un tumore fuori dallo spirito. Tumore maligno dal quale lo spirito non si riprender\u00e0\u201d (21). Il corpo universale e totale di Yatsu\/Taniguchi, che tutto ingloba e che cerca di fare proprio il mondo, scaturir\u00e0 precisamente da questo lasciarsi sopraffare dalla materia metallica che lo ha inizialmente contaminato, e, tramite il vasto repertorio di spasmi, annodature e connessioni che \u00e8 capace di saperci mostrare, si render\u00e0 oggetto postumano e, finalmente, corpo cosmico che \u201cattraverso l\u2019atmosfera [arriver\u00e0] alle galassie e infine ai limiti sconfinati dell\u2019universo\u201d (22).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\"><strong>Sarar\u012bman vs. cyborg<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Nella sua <em>Fenomenologia della percezione<\/em>, Maurice Merleau-Ponty descrive il corpo come ci\u00f2 che rappresenta il nostro sentirci al centro del mondo; egli scrive: \u201cse \u00e8 vero che io ho coscienza del mio corpo attraverso il mondo, che esso \u00e8, al centro del mondo, il termine inosservato verso il quale tutti gli oggetti volgono la loro faccia, \u00e8 anche vero, per la stessa ragione, che il mio corpo \u00e8 il perno del mondo: io so che gli oggetti hanno svariate facce perch\u00e9 potrei farne il giro, e in questo senso ho la coscienza del mondo per mezzo del mio corpo\u201d (23). La modalit\u00e0 con cui il corpo di Taniguchi si trasforma in entrambi gli episodi di <em>Tetsuo<\/em> ci mostra come il suo farsi nuovo oggetto metallico \u00e8 inconsapevolmente anche un raggiungere una coscienza dell\u2019esistenza. Infatti, il Taniguchi <em>sarar\u012bman<\/em> (24), quello che non riesce a reagire all\u2019attacco della donna mutante nel primo <em>Tetsuo<\/em> o quello &#8211; per intenderci ancora meglio &#8211; che non \u00e8 in grado in nessun modo di opporsi all\u2019attacco dei due scagnozzi di Yatsu in <em>Tetsuo II<\/em> rendendosi incapace di difendere la propria famiglia, \u00e8 un Taniguchi che non ha alcun controllo sul proprio corpo: \u00e8 goffo, imbranato e la sua insicurezza sembra non permettergli di partecipare in maniera completamente cosciente al mondo. Ci\u00f2 ci permette quindi di contrapporre il corpo del sarar\u012bman a quello mutato in cyborg: in <em>Tetsuo II<\/em>, tutti quegli elementi che opprimono il protagonista, tutte le strutture abitabili, gli oggetti meccanici, il metallo in ogni sua forma sembrano soffocarlo fintanto che \u00e8 il corpo del sarar\u012bman a incarnarlo. Invece, paradossalmente, nel momento in cui acquisisce la nuova forma del cyborg amorfo riesce a trovare quella coscienza che prima era in lui del tutto assente. Come scrive Merleau-Ponty: \u201cLa coscienza \u00e8 l\u2019inerire alla cosa tramite il corpo. Un movimento \u00e8 imparato quando il corpo l\u2019ha compreso, cio\u00e8 quando l\u2019ha assimilato al suo \u2018mondo\u2019, e muovere il proprio corpo significa protendersi verso le cose attraverso di esso, significa lasciarlo rispondere alla loro sollecitazione che si esercita su di esso senza nessuna rappresentazione. La motilit\u00e0 non \u00e8 quindi un\u2019ancella della coscienza, che trasporta il corpo nel punto dello spazio che dapprima ci siamo rappresentati. Perch\u00e9 possiamo muovere il nostro corpo verso un oggetto, \u00e8 anzitutto necessario che l\u2019oggetto esista per esso, e quindi che il nostro corpo non appartenga alla regione dell\u2019\u2018in s\u00e9\u2019\u201d (25). Taniguchi percepisce la sua \u201ccoscienza\u201d nell\u2019istante in cui si realizza la sua metamorfosi. La capacit\u00e0 di connettere la sua struttura corporea con gli oggetti metallici che lo circondano \u00e8 ci\u00f2 che permette al suo essere di farsi perno del mondo. Nella sequenza del ricordo, in cui egli assiste al rapporto sessuale tra il padre e la madre, c\u2019\u00e8 un momento che esemplifica questa trasformazione: Taniguchi, tramutando il suo braccio in un\u2019arma da fuoco, riesce ad attirare a s\u00e9 tutti gli oggetti metallici della stanza, facendoli fluttuare per pochi istanti attorno a lui, come se avesse il potere di creare un campo magnetico. Questo \u00e8 praticamente l\u2019attimo che porta il suo corpo a percepire per la prima volta il suo sentirsi al centro del mondo. Inoltre questa sua capacit\u00e0 mostra la sua volont\u00e0 di connettersi intimamente anche allo spazio e al tempo. La possibilit\u00e0 di agire sull\u2019oggetto metallico e meccanico, il potere di riuscire a congelarne il movimento o modificarne la forma, sono caratteristiche che ancora di pi\u00f9 racchiudono un sentirsi cardine della propria esistenza. Continua Merleau-Ponty: \u201cIn quanto ho un corpo e in quanto agisco nel mondo attraverso questo corpo, lo spazio e il tempo non sono per me una somma di punti giustapposti, n\u00e9 d\u2019altra parte una infinit\u00e0 di relazioni di cui la mia coscienza effettuerebbe la sintesi e nella quale essa implicherebbe il mio corpo; io non sono nello spazio e nel tempo, non penso lo spazio e il tempo: inerisco allo spazio e al tempo, il mio corpo si applica a essi e li abbraccia\u201d (26). Questa perci\u00f2 \u00e8 un\u2019osservazione che descrive decisamente meglio il corpo del cyborg-Taniguchi che quello del <em>sarar\u012bman<\/em>-Taniguchi, molto pi\u00f9 vicino quest\u2019ultimo a farsi sopraffare dallo spazio e dal tempo stessi. In un\u2019intervista lo stesso Tsukamoto afferma: \u201cl\u2019oppressione della metropoli si fa sempre pi\u00f9 intensa. Ho il terribile timore che la citt\u00e0 e la tecnologia continueranno a svilupparsi mostruosamente. La conseguenza \u00e8 che il corpo umano sta scomparendo, mentre la citt\u00e0, gli oggetti sembrano stiano acquistando intelligenza e autonomie proprie\u201d (27). Rendersi pi\u00f9 morfologicamente e funzionalmente simili all\u2019oggetto pare quindi il modo per essere anche pi\u00f9 presenti a se stessi e meno succubi a tutto ci\u00f2 che ci circonda.<br \/>\nSul discorso relativo allo spazio e al tempo pu\u00f2 essere anche notato il fatto che molte delle scene in cui \u00e8 presente il corpo metallico di Taniguchi sono girate (soprattutto per quanto riguarda <em>Tetsuo<\/em>) con la tecnica del passo uno. Questo modo di impressionare un fotogramma alla volta permette effettivamente alla rappresentazione del corpo del cyborg Taniguchi di inserirsi in uno spazio e un tempo realmente congelati. O meglio: in questo caso ogni suo gesto crea uno spazio e un tempo frammentati che esemplificano perfettamente la sua condizione di perno del mondo. Quello che in <em>Tetsuo<\/em> viene amplificato attraverso il passo uno \u00e8 infatti la percezione scattosa e nevrotica di ogni singolo movimento di Taniguchi. L\u2019effetto prodotto \u00e8 quello di un corpo quasi sezionato nei suoi spostamenti, dove ogni sua mossa si colloca in uno spazio e un tempo differenti in ogni immagine, inchiodando cos\u00ec il corpo e facendone un tutt\u2019uno con essi. Il corpo di Taniguchi appare dunque come unito per sempre allo spazio e al tempo.<br \/>\nTornando a Merleau-Ponty: \u201cL\u2019oggetto \u00e8 oggetto da cima a fondo e la coscienza \u00e8 coscienza da cima fondo. Il termine esistere ha due significati, e due soltanto: si esiste come cosa o si esiste come coscienza. Per contro, l\u2019esperienza del corpo proprio rivela un modo d\u2019esistenza ambiguo\u201d (28). Ma ambigua non \u00e8 l\u2019esistenza di Taniguchi una volta mutata la sua materia in metallo, egli \u00e8 una cosa-coscienza, un corpo cio\u00e8 che esiste nel momento in cui si realizza come arma di distruzione. La sua coscienza corrisponde alla sua funzione ma perch\u00e9 ne ha una. Il corpo del <em>sarar\u012bman<\/em> invece non scorge il suo posto nel mondo, vive la sua esistenza con disagio in quanto non riesce a trovare una funzione e cos\u00ec la sua coscienza viene annientata dal mondo e dagli oggetti che lo circondano. \u00c8 solo quindi nell\u2019incarnazione del corpo-cosa che \u201cl\u2019esperienza del corpo proprio si oppone al movimento riflessivo che libera l\u2019oggetto dal soggetto e il soggetto dall\u2019oggetto, che ci d\u00e0 esclusivamente il pensiero del corpo o il corpo in idea, e non l\u2019esperienza del corpo o il corpo in realt\u00e0\u201d (29). Per ottenere l\u2019esperienza di questo corpo, per riappropriarsi perci\u00f2 del corpo in un\u2019era di soli corpi meccanici, edili e digitali (tutti corpi che hanno una ben precisa funzione) il corpo dal metallo vivente del cyborg Taniguchi diviene l\u2019unico corpo con cui vivere ed esistere \u00e8 ancora possibile.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31552\" title=\"Tetsuo04\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo04.png\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"472\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo04.png 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo04-300x228.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 12pt;\"><strong>Parte III &#8211; Farsi un corpo senza organi<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\"><strong>Il CsO<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Un concetto che adesso potrebbe essere utile approfondire \u00e8 quello di corpo senza organi (CsO), teorizzato da Gilles Deleuze e elaborato da quest\u2019ultimo insieme a F\u00e9lix Guattari. Che cos\u2019\u00e8 dunque un CsO? Ne <em>L\u2019anti-Edipo<\/em> i due scrivono: \u201cOvunque sono macchine, per niente metaforicamente: macchine di macchine, coi loro accoppiamenti, colle loro connessioni. Una macchina-organo \u00e8 innestata su una macchina-sorgente: l\u2019una emette un flusso che l\u2019altra interrompe. Il seno \u00e8 una macchina che produce latte, e la bocca una macchina accoppiata con quella. La bocca dell\u2019anoressico oscilla tra una macchina da mangiare, una macchina anale, una macchina da parlare, una macchina da respirare (crisi d\u2019asma). Cos\u00ec si \u00e8 tutti <em>bricoleurs<\/em>; a ciascuno le sue macchinette. Una macchina-organo per una macchina-energia, sempre flussi e interruzioni\u201d (30). Queste immagini della macchina-organo e della macchina-sorgente riescono a definire perfettamente quell\u2019idea secondo la quale la nostra esistenza si \u00e8 consolidata in una forma di staticit\u00e0 che sopravvive solo e unicamente all\u2019interno di una dicotomia divisa tra produzione e desiderio. \u201cNon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 uomo n\u00e9 natura, ma unicamente processo che produce l\u2019uno nell\u2019altra e accoppia le macchine. Ovunque macchine produttrici o desideranti, le macchine schizofreniche, tutta la vita generica: io e non-io, esterno ed interno, non vogliono pi\u00f9 dir nulla\u201d (31).<br \/>\nL\u2019inconscio si configura perci\u00f2 come una grande fabbrica, all\u2019interno della quale tutto \u00e8 flusso o di produzione o di desiderio. Ci sono solo macchine desideranti di flusso o macchine produttrici di flusso. \u201cC\u2019\u00e8 sempre, infatti, una macchina produttrice di un flusso, ed un\u2019altra ad essa collegata, che opera un\u2019interruzione, un prelievo di flusso (il seno &#8211; la bocca)\u201d (32). Ed \u00e8 a questo punto, e per questo motivo, che dovrebbe materializzarsi il CsO. Il CsO lotta con questa forma di organizzazione delle macchine, combatte contro un organismo che sostiene &#8211; con la sua capacit\u00e0 produttiva &#8211; il corpo reale, cio\u00e8 quello fisico e organico. \u201cTra le macchine desideranti e il corpo senza organi sorge un conflitto apparente. Ogni connessione di macchine, ogni produzione di macchina, ogni rumore di macchina \u00e8 diventato insopportabile al corpo senza organi\u201d (33). Il CsO sfrutta le connessioni delle macchine desideranti creando un corpo libero e fluttuante, un corpo in movimento che sempre si destreggia e che spinge la produzione delle macchine-organi nella direzione che meglio si conf\u00e0 alle sue esigenze. \u201cIl corpo senza organi si ripiega sulla produzione desiderante, e l\u2019attira, se l\u2019appropria. Le macchine-organi si attaccano su esso come su un gil\u00e8 di fiorettista, o come medaglie sulla maglia di un lottatore che viene avanti facendole sobbalzare\u201d (34).<br \/>\nMa le macchine si attaccano a lui senza trovare punti di riferimento perch\u00e9 il CsO non ha una forma solida n\u00e9 prestabilita. Esso sfugge e si ricompone continuamente perch\u00e9 appunto l\u2019organismo e l\u2019organizzazione sono i suoi pi\u00f9 acerrimi nemici: \u201cIl corpo senza organi \u00e8 in effetti prodotto come un tutto, ma un tutto accanto a parti, che non le unifica n\u00e9 le totalizza, e che si aggiunge ad esse come una nuova parte realmente distinta. Quando respinge gli organi [\u2026] segna il limite esterno della pura molteplicit\u00e0 che essi stessi formano in quanto molteplicit\u00e0 non organica e non organizzata. E quando li attira e si piega su di essi, nel processo di una macchina miracolante feticistica, non li totalizza, n\u00e9 li unifica al modo di un organismo [\u2026] Il desiderio passa certo per il corpo, per gli organi, ma non per l\u2019organismo\u201d (35). Insomma, il CsO corrisponde al raggiungimento di un obbiettivo: \u00e8 un insieme di pratiche ed \u00e8 un processo attraverso cui sconfiggere il sistema organizzato. \u00c8 l\u2019occasione di poter fare della vita un insieme di molteplicit\u00e0, di strati, di piani che si sovrappongono. \u201cSu di esso dormiamo, vegliamo, combattiamo, vinciamo e siamo vinti, cerchiamo il nostro posto, conosciamo le nostre inaudite felicit\u00e0 e le nostre favolose cadute, penetriamo e siamo penetrati, amiamo\u201d (36). Il corpo senza organi \u00e8 il corpo del futuro.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\"><strong>Corpi contro l\u2019organismo<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">In <em>Tetsuo<\/em> e <em>Tetsuo II<\/em> il CsO \u00e8 semplicemente ci\u00f2 che libera Taniguchi e Yatsu dal loro vecchio corpo, quello cio\u00e8 che li incatena alla realt\u00e0 opprimente e decadente che vivono nella quotidianit\u00e0. Il loro CsO pu\u00f2 essere perci\u00f2 identificato nel raggiungimento del controllo sul mondo attraverso la trasformazione definitiva nel corpo di metallo. Il CsO pu\u00f2 essere ottenuto quindi tramite un pieno controllo sulla nuova forma metamorfosata. Possiamo assistere a ci\u00f2: nel primo episodio nel finale nel quale Yatsu e Taniguchi si ri-organizzano attraverso la fusione dei loro due corpi in uno nuovo di metallo; nel secondo episodio nella scena del trasferimento della memoria di Yatsu in quella di Taniguchi e nel congiungimento del corpo di quest\u2019ultimo a quello della totalit\u00e0 delle cavie-soldato all\u2019interno della fabbrica-laboratorio.<br \/>\nDeleuze e Guattari in <em>Millepiani<\/em> affrontano il problema del CsO constatando che per raggiungerlo \u00e8 necessaria prima una lunga processione; tracciando una lista di vari corpi anticamera del CsO (ma che in parte gi\u00e0 lo rappresentano), descrivono quindi in un certo modo il processo che dovrebbe condurre al raggiungimento dell\u2019obbiettivo. La lista di questi corpi \u00e8 interessante perch\u00e9 richiama molte delle fasi che Yatsu e Taniguchi affrontano prima di approdare al loro CsO. Mi preme perci\u00f2 farne una breve analisi e compararne le caratteristiche con quelle espresse nei film dai due protagonisti.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\"><strong><em>Il corpo ipocondriaco<\/em>.<\/strong> \u00c8 il corpo in piena disorganizzazione, i cui organi sono stati distrutti ma non avviene pi\u00f9 niente. \u00c8 la fase nella quale si trova Yatsu una volta tentata la prima prova di trasformazione in cyborg tramite l\u2019inserimento di un tubo metallico all\u2019interno della coscia. \u00c8 il corpo che si impossessa del s\u00e9 attraverso il panico. La scena nella quale Yatsu fugge dal suo rifugio ansimando \u00e8 emblematica. Ma il corpo ipocondriaco pu\u00f2 anche essere accostato a quello di Taniguchi mentre fugge dalla donna mutante incontrata all\u2019interno della metropolitana; la donna-macchina, suscitando un terrore spropositato in Taniguchi, si rende cos\u00ec metafora lampante della disorganizzazione dell\u2019essere umano di fronte all\u2019incedere senza tregua della tecnologia.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\"><em><strong>Il corpo paranoico<\/strong>. <\/em>\u00c8 quello \u201cdove gli organi continuano ad essere attaccati da influenze, ma anche restaurati da energie esterne\u201d (37). Questo corpo assomiglia molto a quello di Taniguchi nella prima parte di Tetsuo II, dove nella staticit\u00e0 della vita quotidiana trova, nell\u2019occasione dell\u2019attacco degli scagnozzi di Yatsu, la possibilit\u00e0 di cominciare a lottare per poter ottenere il CsO. La famiglia \u00e8 ci\u00f2 che lo tiene legato al suo corpo organizzato, infatti, fino a che non gli verr\u00e0 ucciso il figlio, quel corpo prevarr\u00e0 sulla ricerca del CsO e la serie di influenze (come la possibilit\u00e0 di un ritorno alla fisicit\u00e0 per mezzo degli esercizi che egli esegue in palestra) verr\u00e0 sempre restaurata dalla vicinanza della sua famiglia. La famiglia \u00e8 dunque in buona parte quell\u2019energia che tiene in piedi il corpo paranoico.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\"><em><strong>Il corpo schizo<\/strong><\/em>. \u00c8 il corpo che \u201caccede a una lotta interiore attiva che conduce esso stesso contro gli organi, a prezzo della catatonia\u201d (38), \u00e8 il corpo di semi-metallo che ancora non riesce a essere controllato ed \u00e8 disorganizzato. \u00c8 Taniguchi in <em>Tetsuo II<\/em> nella sequenza nella quale viene utilizzato come cavia: egli non riesce ancora ad avere un totale controllo nei confronti della sua parte meccanica e cos\u00ec la sua parte organica lotta ancora per poter ostacolare l\u2019avvento del CsO. La figura del ricercatore che sperimenta al servizio di Yatsu rappresenta il ruolo della scienza nella societ\u00e0 contemporanea; il suo permettere all\u2019uomo di modificare la forma e la funzione della propria corporalit\u00e0 non \u00e8 detto che coincida con il raggiungimento del CsO e quindi con la libert\u00e0 da ogni imposizione di tipo tecnologico. Per ottenere un CsO \u00e8 infatti necessario che chi opera in campo scientifico abbia anche esso come obbiettivo l\u2019ottenimento di un CsO e non qualcosa di differente. Non \u00e8 un caso che Taniguchi otterr\u00e0 il suo solo quando il ruolo di scienziato passer\u00e0 totalmente nelle mani del fratello Yatsu.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\"><em><strong>Il corpo drogato<\/strong>. <\/em>\u00c8 lo \u201cschizo sperimentale\u201d (39), \u00e8 il corpo che, percepito il suo procedere verso la mutazione, si sente inefficace e inadatto. \u00c8 il corpo di Taniguchi in Tetsuo nel momento in cui &#8211; una volta sfuggito alla donna-cyborg &#8211; comprende che la sua mutazione non pu\u00f2 essere interrotta e vive questo suo quasi nuovo corpo con grande sofferenza e terrore.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\"><em><strong>Il corpo masochista<\/strong><\/em>. \u00c8 il corpo che \u201csi fa appendere per fermare l\u2019attivit\u00e0 degli organi, scorticare come se gli organi avessero cara la pelle, inculare, soffocare, perch\u00e9 tutto sia ben sigillato\u201d (40). \u00c8 naturalmente il corpo di Taniguchi nella sequenza visionaria del sogno nel primo episodio, nella quale la sua donna, sotto forma di cyborg dotata di protesi fallica di metallo, lo sodomizza. \u00c8 un corpo di dolore e piacere insieme, dove per\u00f2 non si riesce ancora a comprendere in quale punto si trovi la soglia che separa la sofferenza dal godimento.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Questi sono in definitiva i corpi che popolano l\u2019universo di <em>Tetsuo<\/em>; sono i corpi-fase che si avvicendano e devono essere in parte superati per il raggiungimento del CsO. \u201cCi rendiamo conto, a poco a poco, che il CsO non \u00e8 per nulla il contrario degli organi. I suoi nemici non sono gli organi. Il nemico \u00e8 l\u2019organismo. Il CsO non si oppone agli organi, ma all\u2019organizzazione degli organi che si chiama organismo\u201d (41).<br \/>\nL\u2019ottenimento del corpo informe e doppio del primo episodio (Yatsu e Taniguchi insieme) che vuol fare arrugginire l\u2019intero cosmo o quello universale di Taniguchi &#8211; macchina da guerra che procede verso la conquista del mondo &#8211; nel secondo sono l\u2019immagine lampante della dis-organizzazione della materia. Il CsO sembra volerci dire, in questa rappresentazione della societ\u00e0 postumana, che il corpo potr\u00e0 trovare pace e dominare il mondo tecnologico solo quando non sar\u00e0 pi\u00f9 costretto e oppresso dalla forma predefinita che quella stessa societ\u00e0 gli impone, cercando di mutarlo ma facendolo nella totalit\u00e0 di ogni sua disposizione affinch\u00e9 non cambi affatto. Tutto viene alla fine ricondotto al desiderio: \u201cIl CsO \u00e8 desiderio, \u00e8 lui ed \u00e8 per lui che si desidera [\u2026] il desiderio arriva fino a questo punto, a desiderare, a volte, il proprio annientamento, altre volte ci\u00f2 che ha la potenza di annientare [\u2026] C\u2019\u00e8 desiderio ogni volta che c\u2019\u00e8 costituzione di un CsO, in un rapporto o in un altro. Non \u00e8 un problema di ideologia ma di pura materia, fenomeno di materia fisica, biologica, psichica, sociale o cosmica\u201d (42).<br \/>\nIl corpo doppio di Yatsu\/Taniguchi in <em>Tetsuo<\/em> e quello totale e informe di Taniguchi in <em>Tetsuo II<\/em> rappresentano la demolizione dei falsi desideri e dei corpi-copia. Sono la struttura finale per la conquista conclusiva del perfetto corpo senza organi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Gabriele Baldaccini<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-31553\" title=\"Tetsuo06\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo06.png\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"476\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo06.png 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Tetsuo06-300x230.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 12pt;\"><strong>NOTE<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(1)<br \/>\nTsukamoto Shinya in Tom Mes, <em>Iron Man. The cinema of Shinya Tsukamoto<\/em>, FAB Press, Godalming 2005, p. 67, (la traduzione \u00e8 mia).<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(2)<br \/>\nIbid., p. 96, (la traduzione \u00e8 mia).<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(3)<br \/>\nGianluca Pulsoni, <em>Una visione antropologica della trilogia di Tetsuo<\/em>, in Matteo Boscarol (a cura di), <em>Tetsuo: The Iron Man. La filosofia di Tsukamoto Shin\u2019ya<\/em>, Mimesis, Milano-Udine 2013, p. 41.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(4)<br \/>\nEdvige Liotta, <em>Ipotesi sul corpo espanso<\/em>, in Andrea Fontana, Davide Tar\u00f2, Fabio Zanello (a cura di), <em>Il cinema di Shinya Tsukamoto<\/em>, Il Foglio, Piombino 2010, p. 23.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(5)<br \/>\nG\u00fcnther Anders, <em>Die Antiquiertheit des Menschen, I: \u00dcber die Seele im Zeitalter der zweiten industriellen Revolution<\/em>, 1980; trad. it. <em>L\u2019uomo \u00e8 antiquato. I. Considerazioni sull\u2019anima nell\u2019epoca della seconda rivoluzione industriale<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino 20032, p. 24, (il corsivo \u00e8 nel testo).<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(6)<br \/>\nIvi, (il corsivo \u00e8 nel testo).<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(7)<br \/>\nIbid., p. 31, (il corsivo \u00e8 nel testo).<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(8)<br \/>\nIbid., p. 32, (il corsivo \u00e8 nel testo).<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(9)<br \/>\nIbid., p. 37, (il corsivo \u00e8 nel testo).<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(10)<br \/>\nIbid., p. 46, (il corsivo \u00e8 nel testo).<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(11)<br \/>\nIbid., p. 52.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(12)<br \/>\nIbid., pp. 54-55.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(13)<br \/>\nIbid., p. 82, (il corsivo \u00e8 nel testo).<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(14)<br \/>\nIbid., p. 83, (il corsivo \u00e8 nel testo).<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(15)<br \/>\nUmberto Galimberti, <em>Il corpo<\/em>, Feltrinelli, Milano 198719, p. 119 (il corsivo \u00e8 nel testo).<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(16)<br \/>\nJean-Luc Nancy, <em>De l\u2019\u00e2me<\/em>, 1995; trad. it. in Marco Vozza (a cura di), <em>Indizi sul corpo<\/em>, Ananke, Torino 2009, p. 65.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(17)<br \/>\nUmberto Galimberti, <em>op. cit.<\/em>, p. 117.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(18)<br \/>\nJean-Luc Nancy, <em>op. cit.<\/em>, pp. 69-70.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(19)<br \/>\nIbid., p. 97.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(20)<br \/>\nEmma Palese, <em>Da Icaro a Iron Man. Il corpo nell\u2019era del post-umano<\/em>, Mimesis, Milano-Udine 2011, pp. 15-16.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(21)<br \/>\nJean-Luc Nancy, <em>58 indices sur le corps<\/em>; 2004; trad. it. in Marco Vozza (a cura di), <em>Indizi sul corpo<\/em>, Ananke, Torino 2009, pp. 99-100.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(22)<br \/>\nIbid., p. 100.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(23)<br \/>\nMaurice Merleau-Ponty, <em>Ph\u00e9nom\u00e9nologie de la perception<\/em>, 1945; trad. it. <em>Fenomenologia della percezione<\/em>, Bompiani, Milano 20034, p. 130.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(24)<br \/>\n\u201cDerivato dall\u2019inglese \u2018salaried-man\u2019 e coniato durante l\u2019epoca Taish\u014d (1912-1926), il termine <em>sarar\u012bman<\/em> designa il ceto medio impiegatizio giapponese, quella che \u00e8 stata a lungo la spina dorsale della crescita economica del paese. Nel periodo che va dalla ricostruzione postbellica alla fine degli anni Ottanta, prima della crisi economica del decennio successivo, la figura del <em>sarar\u012bman<\/em> \u00e8 definita innanzitutto dal rapporto con la propria ditta: se questa gli garantisce un salario mensile, un progressivo avanzamento di carriera basato sul sistema dell\u2019anzianit\u00e0 e la garanzia dell\u2019assunzione a vita, il <em>sarar\u012bman<\/em>, a sua volta, garantisce alla ditta una dedizione assoluta, talvolta comparata a quella del samurai verso il suo signore, rendendosi sempre disponibili ad accettare una rigida gerarchia, il lavoro straordinario e la rinuncia, quando \u00e8 il caso, ai pochi giorni di vacanza annuali\u201d. Dario Tomasi, <em>Storia di un impiegato<\/em>, in Andrea Fontana, Davide Tar\u00f2, Fabio Zanello (a cura di), op. cit., p. 80.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(25)<br \/>\nMaurice Merleau-Ponty, <em>op. cit.<\/em>, p. 194.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(26)<br \/>\nIbid., p. 195.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(27)<br \/>\nTsukamoto Shinya in Domenico Monetti, <em>Il futuro \u00e8 cyber-donna. Tsukamoto fra le macerie di fine millennio<\/em>, in Andrea Fontana, Davide Tar\u00f2, Fabio Zanello (a cura di), op. cit., p. 43.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(28)<br \/>\nMaurice Merleau-Ponty, <em>op. cit.<\/em>, p. 270.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(29)<br \/>\nIbid., p. 271.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(30)<br \/>\nGilles Deleuze, F\u00e9lix Guattari, <em>L\u2019Anti-\u0152dipe<\/em>, 1972; trad. it. <em>L\u2019anti-Edipo. Capitalismo e schizofrenia<\/em>, Einaudi, Torino 2002, p. 3 (il corsivo \u00e8 nel testo).<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(31)<br \/>\nIbid., p. 4.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(32)<br \/>\nIbid., p. 7.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(33)<br \/>\nIbid., p. 10.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(34)<br \/>\nIbid., p. 13.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(35)<br \/>\nIbid., p. 373,<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(36)<br \/>\nGilles Deleuze, F\u00e9lix Guattari, <em>Mille plateaux. Capitalisme et schizophr\u00e9nie<\/em>, 1980; trad. it. <em>Mille piani. Capitalismo e schizofrenia<\/em>, Castelvecchi, Roma 2010, p. 205.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(37)<br \/>\nIvi.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(38)<br \/>\nIbid., p. 206.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(39)<br \/>\nIvi.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(40)<br \/>\nIvi.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(41)<br \/>\nIbid., p. 214.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">(42)<br \/>\nIbid., p. 220.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cHe was turned to steel \/ In the great magnetic field \/ When he travelled time \/ For the future of mankind\u201d. 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