{"id":32308,"date":"2014-10-03T19:43:56","date_gmt":"2014-10-03T17:43:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308"},"modified":"2016-07-05T12:43:11","modified_gmt":"2016-07-05T10:43:11","slug":"quello-che-mi-permette-di-non-ammalarmi-e-fare-film-intervista-a-pietro-marcello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308","title":{"rendered":"Quello che mi permette di non ammalarmi \u00e8 fare film. Intervista a Pietro Marcello"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-32729\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover1.jpg\" alt=\"pietromarcello_cover\" width=\"1120\" height=\"840\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover1.jpg 1120w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover1-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover1-436x327.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover1-1112x834.jpg 1112w\" sizes=\"auto, (max-width: 1120px) 100vw, 1120px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\">Nel cinema di Pietro Marcello esiste sempre un punto di partenza ricollocato. La vicenda si sgretola, si dirama e si ricompone. Cos\u00ec \u00e8 lui. Nella nostra conversazione, si parla di un argomento e scivoliamo dappertutto. Dal cinema alla realt\u00e0, inevitabilmente (e fortunatamente). D\u2019altra parte, seppur atipico, il suo \u00e8 comunque un lavoro da documentarista. Il tocco poetico, la ricchezza formale, la bellezza estetica approdano al ritratto della realt\u00e0. E la realt\u00e0, \u00e8 noto, si compone di un ordine diverso da quello della fiction. Ha le sue sospensioni, le mancate risposte, un fluire caotico. Persino l\u2019ordine mentale che tenta di dare forma al caos della realt\u00e0 pu\u00f2 non procedere per associazioni, allitterazioni, digressioni e affinit\u00e0. Penso subito al montaggio a distanza di Artavazd Pele\u0161jan, autore sul quale Pietro Marcello ha realizzato un film. Per prima cosa, gli faccio notare quindi come anche lui colleghi a distanza, nel cinema e nella realt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>Pietro Marcello:<\/b> In effetti \u00e8 cos\u00ec. Per\u00f2 ne <i>Il silenzio di Pele\u0161jan<\/i> ho avuto pochi colpi da sparare e un raggio di azione limitato, ma tutto era ben chiaro fin dall\u2019inizio. Ho deciso di realizzare il ritratto rispettando le condizioni che Artavazd aveva posto prima di iniziare la lavorazione, era nei patti che lui non si sarebbe espresso in interviste o in possibili dialoghi, ed io ho voluto comunque accogliere questa scommessa. Forse in questo caso la distanza \u00e8 stata troppa. Pele\u0161jan centellina le parole, a volte non parla proprio. Ha un carattere difficile, soffre per la sua inattivit\u00e0 e forse per le ingiustizie subite per la sua condizione di armeno a Mosca. Soffre anche per non aver realizzato gli altri film che aveva in mente e ha scritto, le opere della sua vita: <i>Homo Sapiens<\/i> e il film sulle catastrofi. Artavazd Pele\u0161jan appare come un leone in gabbia.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>Leonardo Persia: Mi sembra per\u00f2 che ci sia una corrispondenza con la descrizione di altri leoni in gabbia, cio\u00e8 Enzo de <i>La bocca del lupo<\/i> e Arturo de <i>Il passaggio della linea<\/i>. Penso alla prigione vera del primo e a quella specie di libert\u00e0 condizionata (dal treno) sceltasi dal secondo. E anche loro sono personaggi, o meglio persone, che appartengono a un altro mondo, a un\u2019altra epoca. Sono uomini in transito, dove presente, passato e futuro si mescolano e si (con)fondono.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Si tratta di uomini difficili, per forza di cose instabili. E tutti, in qualche modo, e in maniera differente, hanno risentito di una mancanza di libert\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><i>Noto come anche la conversazione di Marcello risulti pure un po\u2019 un viaggio nel tempo. Un moto perpetuo che percepisco dal modo in cui gesticola, svicola, cammina. Persino quando \u00e8 seduto o totalmente fermo, non si pu\u00f2 fare a meno d\u2019immaginare un continuo movimento in cui lui \u00e8 immesso. Mi piace l\u2019idea di un documentarista che, come qualsiasi altro artista, documenta prima di tutto s\u00e9 stesso. Trovo eloquente, a questo proposito, la scena de<\/i> Il silenzio di Pele\u0161jan<i>, dove all\u2019improvviso si vede la sua immagine riflessa, specie di riappropriazione di uno spazio occupato da altri. Gli chiedo quanto anche lui sia \u00abfuori dal tempo\u00bb.<\/i><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Sono decisamente insoddisfatto del presente. Trovo che la nostra epoca sia sostanzialmente brutta, inelegante e faticosa da inquadrare. Bisognerebbe scappare dalle citt\u00e0, guardarle solo da lontano, filmare il paesaggio e la natura per poter trovare un\u2019armonia che attualmente \u00e8 impensabile altrove. Preferisco i volti antichi, gli abiti, gli edifici e le macchine d\u2019epoca. Tutto \u00e8 disarmonico oggi, mi sento disadattato in questo tempo e faccio fatica ad immaginare un film dove la tecnologia abbia preso il posto di noi uomini.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Fuori dal tempo sono anche i tuoi film e per questo, paradossalmente, risultano moderni. Non mi riferisco soltanto al loro tono nostalgico, al modo in cui evocano un passato migliore perduto. Penso anche alla forma. <i>La bocca del lupo<\/i>, per esempio, \u00e8 girato con un formato tipico degli anni \u201840.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> \u00c8 il formato storico del cinema. Ho scelto di utilizzarlo per uniformare le immagini del presente a quelle dei materiali d\u2019archivio ed evitare quindi di snaturarli.<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/KUGhZ0DUpqk?rel=0\" width=\"620\" height=\"465\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Gli anni \u201840 evocano anche un periodo difficile e doloroso: la guerra, i totalitarismi.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Dalla sofferenza e dalla guerra gli italiani riuscirono a sviluppare un grande senso di solidariet\u00e0, la ricostruzione consegu\u00ec risultati importanti portando vitalissimi slanci, anche se poi quell\u2019occasione di ricostruire un Paese \u2013 un secondo risorgimento \u2013 \u00e8 stata soffocata dall\u2019Italietta di sempre.<br \/>\nDal punto di vista cinematografico, il neorealismo \u00e8 la prova della vitalit\u00e0 di quel periodo. A distanza di tanti anni, costituisce ancora l\u2019emblema del nostro cinema, lo spazio dove si \u00e8 inventato di pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Il nome del primo regista italiano di quegli anni che ti viene in mente?<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Alberto Lattuada. <i>Il bandito<\/i> oppure <i>Senza piet\u00e0<\/i> sono film chiave del neorealismo.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Forse l\u2019impurit\u00e0 de <i>Il bandito<\/i>, rilevata all\u2019epoca da Bazin, pu\u00f2 essere accostata all\u2019ibridazione delle forme che caratterizza il tuo cinema.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Sono la persona meno adatta ad avere un giudizio sul mio lavoro. Sono sempre influenzato dalle cose che vedo, ma tutto avviene inconsciamente.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Lattuada era un cultore del femminile\u2026<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Ai limiti del pericolo, direi. Era una cosa che lo riguardava assai da vicino. Carla Del Poggio era un\u2019autentica bellezza.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Secondo me, la passione per le donne porta Lattuada a distanziarsi dal punto di vista maschilista dell\u2019epoca. \u00c8 un cineasta attaccato e contemporaneamente distaccato nei confronti del proprio oggetto d\u2019affezione. Da questo punto di vista, trovo delle affinit\u00e0 tra il suo e il tuo cinema.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> In che senso?<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-32312\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Alberto-Lattuada.jpg\" alt=\"Alberto-Lattuada\" width=\"620\" height=\"417\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Alberto-Lattuada.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Alberto-Lattuada-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: xx-small;\">Alberto Lattuada<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Credo che l\u2019essere coinvolto e contemporaneamente non coinvolto nel tema che si \u00e8 scelto \u00e8, secondo me, un punto di vista sempre privilegiato. Lattuada \u00e8 implicato nel suo discorso perch\u00e9 ama moltissimo le donne. E contemporaneamente mantiene quella distanza dovuta al fatto di non essere una donna. Il suo \u00e8 uno sguardo curioso e affettuoso, non affine. O soltanto elettivamente affine. Tu fai lo stesso con Enzo, con Arturo, con Pele\u0161jan. Sei come loro e non sei come loro. Provi una simpatia che riesce per\u00f2 a mantenere il distacco. Del documentarista, potrei dire.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><i>Mi guarda con un\u2019espressione che non so se sia di perplessit\u00e0 o curiosit\u00e0. Ogni tanto Marcello fissa un punto indefinito, ha l\u2019espressione di chi stia scoprendo qualcosa. Mi sembra di scorgervi una famelica curiosit\u00e0, un\u2019enorme vitalit\u00e0. Lo vedo rapito, genialmente appassionato, avido di conoscenza. Forse sono stato io ad essere troppo diretto, e la sua risposta si riferisce solo all\u2019ultimo tratto di domanda.<\/i><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Documentarista? Il mio \u00e8 cinema e basta o perlomeno questo \u00e8 quello che provo a fare, e con molta fatica. Il problema di molti cineasti che si definiscono o sono definiti documentaristi \u00e8 prediligere il contenuto sulla forma. Truffaut diceva che \u00abil cinema \u00e8 riempirsi la vista\u00bb. Un film sulla Palestina, per esempio, finisce per coinvolgere esclusivamente per la tematica e il suo contenuto lo rende intoccabile. Nessuno osa parlar male di un\u2019opera che si mette dalla parte degli oppressi. Invece, proprio in casi del genere, bisognerebbe cercare di fare del contenuto forma. Cinema del reale \u00e8 una definizione che non amo, esprime sempre una nuda registrazione dei fatti. E\u2019 un punto di vista limitato.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Sono d\u2019accordo con te. Proprio rispetto alla distinzione, che ho trovato sempre fastidiosa, tra docu e fiction. E che ha finito per condizionare unilateralmente chi fa cinema, portandolo inevitabilmente a standardizzare le scelte espressive. Tuttavia, un film non fiction ha dei lati di maggiore imprevedibilit\u00e0 rispetto al cinema organizzato in un plot, sia pure aperto al caso e all\u2019improvvisazione. C\u2019\u00e8 davanti alla macchina da presa il divenire della realt\u00e0.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Il segreto sta nel sapersi costruire uno spazio filmico ed essere capaci di sfidare l\u2019imprevisto, operazione basata sull\u2019intuito e sulla razionalit\u00e0, in questo senso Gianfranco Rosi \u00e8 un esempio brillante del nostro cinema, un autore maturo che sa sconfinare e trasporre il presente. In Italia \u00e8 pochissimo conosciuto, ma oltre Ventimiglia sono in tanti ad apprezzare i suoi lavori. Esiste comunque anche una specie di forza misteriosa, trascinante, una sorta di possessione da cinema. Sicuramente il film nasce e muore (ha un inizio e una fine, produttivi e post-produttivi), ma a volte sembra avere a che fare pi\u00f9 con la bestia che con l\u2019umano. Anche il montaggio, che \u00e8 il luogo ideale per l\u2019analisi e la riflessione, non \u00e8 esente da questa febbre. Al montaggio, io osservo molto, fino al momento in cui il film non mi viene sottratto, fino a quando non me lo tolgono dalle mani. Lo faccio con un\u2019attivit\u00e0 febbrile, spasmodica. Quello che mi permette di non ammalarmi \u00e8 fare film.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Una febbre salutare, allora. E che bella l\u2019idea di cinema quasi come stato di trance!<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> A riportarmi sulla terra, nell\u2019\u00abumano\u00bb, \u00e8 fondamentale il lavoro dei miei collaboratori. Prima di tutti, Sara Fgaier, mio aiuto regia e montatrice, il mio fonico Emanuele Vernillo e il montatore del suono Riccardo Spagnol. Un altro tramite di \u00abumanit\u00e0\u00bb \u00e8 il lavoro di Marco Messina, sound designer al servizio del film e del cineasta. Un musicista molto tecnico, la cui musica non \u00e8 scelta per risolvere un problema d\u2019immagine, ma per sposarsi con l\u2019immagine.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Trovo molto musicale il modo tuo di trattenere e dislocare le immagini, come fossero delle note. E, in ogni caso, la musica nei tuoi film \u00e8 decisamente importante, viene scelta in maniera anche eccentrica, non scontata. Molti si sarebbero aspettati Fabrizio De Andr\u00e9 come colonna sonora genovese de <i>La bocca del lupo<\/i>, invece hai optato per Dietrich Buxtehude! Anche in questo caso, sovrapposizione di epoche e diversi materiali.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Buxtehude \u00e8 stato per Bach un punto di riferimento importantissimo e un suo precursore. In quanto a De Andr\u00e9\u2026 devo dirti che gli preferisco Lucio Dalla come modello di cantautore italiano.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Lucio Dalla aveva molto amato <i>La bocca del lupo<\/i>.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> La storia d\u2019amore tra Enzo e Mary sembra proprio provenire dall\u2019universo poetico di Dalla.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Devo dire che nei tuoi film sai costruire frame di bellezza estetica insolita, quasi pittorica.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Ho avuto e ho una passione autentica per la pittura, che si \u00e8 concretizzata anche in diversi acquerelli. Sono un pittore mancato, il cinema \u00e8 stato un ripiego per me.<\/span><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/e8tHHY4GCT0?rel=0\" width=\"620\" height=\"465\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Un bellissimo quadro di Lionel Walden, <i>Cardiff Docks<\/i> (1984), che magnifica le ferrovie, potrebbe essere un fotogramma de <i>Il passaggio della linea<\/i>.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Ho un\u2019autentica passione per il treno. Sai che a quindici anni sono scappato di casa, prendendo un treno per Parigi?<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Beh, il treno \u00e8 in fondo (gi\u00e0) il cinema. Non solo per via dei Lumi\u00e8re. Gli spostamenti del treno sono anche moti dell\u2019anima e il cinema lo ha raccontato tante volte. Mi vengono in mente pure storie infantili e adolescenziali di fughe col treno viste al cinema. <i>Eva<\/i> di Gustav Molander e Ingmar Bergman, <i>Paesaggio nella nebbia<\/i> di Theo Angelopoulos\u2026<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Angelopoulos! Per me rappresenta il cinema totale.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Anche lui \u00e8 un regista del movimento (lento) perpetuo. Chi sono altri cineasti totali, secondo te?<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Murnau, di sicuro. Oggi, Aleksandr Sokurov e in Italia, per esempio, Michelangelo Frammartino: amo il suo fare cinema, la sua ricerca continua e poco omologata nel sistema visivo dominante del nostro tempo.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Possibili ascendenti dei tuoi film? La critica internazionale ha paragonato <i>La bocca del lupo<\/i> ai film di Johan van der Keuken e al Terence Davies di <i>Of Time and the City<\/i>.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> <i>Of Time and the City<\/i> sono riuscito a vederlo due anni dopo <i>La bocca del lupo<\/i>. Una copia in dvd mi \u00e8 stata consegnata dallo stesso regista, che ho conosciuto in Lapponia, al festival di Kaurism\u00e4ki. Quello di Davies \u00e8 per\u00f2 un film molto pi\u00f9 autobiografico del mio, o forse pi\u00f9 esplicitamente autobiografico.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Torno a quello che dicevamo prima, riguardo al coinvolgimento nella propria materia e allo stesso tempo al distacco da essa. L\u2019odio\/amore che Davies ha sempre nutrito nei confronti di Liverpool, gli ha permesso di fare ritratti straordinari della sua citt\u00e0. Inoltre, \u00e8 un autore che sottrae e accumula allo stesso tempo. Credo che anche la tua sottrazione visiva sia (fertilmente) contraddittoria: per via dei numerosi elementi eterogenei presenti nei tuoi film. Quelli espliciti, il found footage de <i>La bocca del lupo<\/i>, e quelli impliciti, gli squarci digressivi di paesaggio de <i>Il passaggio della linea<\/i>.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Cosa posso esprimere? Io sono la persona meno adatta, non posso giudicare me stesso, sono troppo miope di fronte alle cose che faccio! Effettivamente ne <i>Il passaggio della linea<\/i> ci sono molti carrelli \u00abnaturali\u00bb, ottenuti con il movimento del treno, \u00e8 un film composto e scomposto allo stesso tempo. Mi piacerebbe smontare e rimontare tutto quello che ho fatto fino ad oggi. Ma ci vuole maturit\u00e0, con il tempo tutto cambia.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-32311\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/CardiffDocks.jpg\" alt=\"Cardiff Docks\" width=\"620\" height=\"408\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/CardiffDocks.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/CardiffDocks-300x197.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: xx-small;\">Lionel Walden, <i>Cardiff Docks<\/i> (1894)<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Al momento, in Italia sono tanti i giovani autori di documentari. Eppure stenta a decollare una scuola, un movimento. Perlomeno un proficuo scambio di idee, come all\u2019epoca d\u2019oro del nostro cinema.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Oggi si possono rimpiangere le relazioni umane tra i registi e gli sceneggiatori del cinema nazionale d\u2019epoca. Ora, davvero tutto affoga in un totale isolamento. Le scuole sono standardizzate e producono poco. Per quanto mi riguarda, posso per\u00f2 dire di avere un interscambio continuo con altri documentaristi, miei amici.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>LP: Pensi che la crisi, in questo momento, possa riportare il cinema italiano a ripensarsi?<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>PM:<\/b> Il cinema \u00e8 stato sempre nelle mani di pochi privilegiati e si sa che i privilegiati cadono sempre in piedi. Chi soffrir\u00e0 di questa crisi non saranno certamente loro, ma forse le maestranze.<br \/>\nLa crisi dovr\u00e0 sicuramente ricostruire uno sguardo pi\u00f9 vergine, ridimensionare il cinema finanziato, anche perch\u00e9 spesso quei soldi sono finiti nelle mani degli stessi parenti, amici e boiardi di turno.<br \/>\nLo stato dovrebbe finanziare realmente i film d\u2019ARTE e soltanto la tv dovrebbe essere destinata a quei registi che hanno portato in modo ignobile la televisione nel cinema, ovvero lo specchio aberrante della nostra societ\u00e0. In Italia si vuole mantenere un cinema in decomposizione, un cinema fatto di chiacchiere, di salottini e circoletti. Il nostro non \u00e8 affatto un Paese meritocratico e l\u2019unica possibilit\u00e0 per chi parte dal basso \u00e8 di fare un cinema povero \u2013 non soggetto all\u2019industria del cinema o alle regole dominanti dell\u2019industria culturale \u2013 con maggiori libert\u00e0 e meno compromessi. \u2022<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\">da <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24136\">Rapporto Confidenziale 36<\/a> \/ ottobre-novembre 2012<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-32310\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietro_marcello_cover.jpg\" alt=\"Pietro Marcello\" width=\"620\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietro_marcello_cover.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietro_marcello_cover-300x217.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>Pietro Marcello<\/b> nasce a Caserta nel 1976. Dal 1998 al 2003 ha lavorato come organizzatore e programmatore della rassegna cinematografica Cinedamm presso il Damm di Montesanto, Napoli. \u00c8 stato assistente alla regia per il documentario, <i>Antonio<\/i>, di Leonardo Di Costanzo. Nel 2002 ha realizzato il radiodocumentario <i>Il tempo dei magliari<\/i> trasmesso da Radiotre nel contenitore Centolire. Aiuto regia per il corto <i>Il ladro<\/i> di Sergio Vitolo, ha realizzato i corti <i>Carta<\/i> e <i>Scampia<\/i> (2003). Ha lavorato come operatore e montatore per il documentario di Nick Dines, <i>Fuggifuggi<\/i> e, nel 2004, ha collaborato al documentario di Giovanni Cioni dal titolo <i>Le anime del Purgatorio<\/i>.<br \/>\nNel 2004 ha realizzato il film documentario <i>Il cantiere<\/i>, vincitore della XI edizione del festival Libero Bizzarri. L\u2019anno seguente ha portato a termine il film documentario <i>La baracca<\/i>, premio del pubblico a Videopolis 2005. Nello stesso anno ha collaborato come volontario per una ONG in Costa d\u2019Avorio per la realizzazione di un docu-film dal titolo <i>Grand Bassan<\/i>.<br \/>\n<i>Il passaggio della linea<\/i> presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2007 \u2013 sezione Orizzonti \u2013 l\u2019ha fatto conoscere a livello internazionale, \u00abun piccolo film \u201cferroviario\u201d sui treni espressi che attraversano la penisola di notte\u00bb, e gli \u00e8 valso riconoscimenti e menzioni proprio a partire da Venezia 2007. <i>La bocca del lupo<\/i> (2009), commissionato dalla Fondazione San Marcellin, storia struggente e intensa, a met\u00e0 tra il documentario e la finzione con inserti da repertori preziosi e poetici, vince il Festival di Torino e molti altri premi nel lungo percorso tra i festival internazionali a cui ha partecipato. Ricordiamo tra gli altri: premio Caligari \u2013 sezione Forum e premio Teddy Bear miglior documentario al Festival di Berlino 2010, premio della Giuria Internazionale SCAM 2010 al cinema du R\u00e9el, premio della Giuria Internazionale BAFICI 2010 del Festival di Buenos Aires, il David di Donatello e il Nastro d\u2019Argento come miglior documentario. Dal 4 al 10 agosto 2011 \u00e8 stato presentato al MoMa di New York.<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\">Vedi anche: <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32300\">Passare la linea per ricostituirla. Pietro Marcello<\/a> a cura di Leonardo Persia<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>Filmografia<\/b><br \/>\n2011 | <b>Il silenzio di Pele\u0161jan<\/b> \u2022 2011 | <b>Marco Bellocchio: Venezia 2011<\/b> \u2022 2010 | <b>Napoli 24<\/b> (film collettivo) \u2022 2009 | <b>La bocca del lupo<\/b> \u2022 2007 | <b>Il passaggio della linea<\/b> \u2022 2004 | <b>La baracca<\/b> \u2022 2004 | <b>Il cantiere<\/b> \u2022 2003 | <b>Carta<\/b> \u2022 2003 | <b>Scampia<\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel cinema di Pietro Marcello esiste sempre un punto di partenza ricollocato. La vicenda si sgretola, si dirama e si ricompone. Cos\u00ec \u00e8 lui. Nella nostra conversazione, si parla di un argomento e scivoliamo dappertutto. Dal cinema alla realt\u00e0, inevitabilmente (e fortunatamente). D\u2019altra parte, seppur atipico, il suo \u00e8 comunque un lavoro da documentarista. Il tocco poetico, la ricchezza formale,<\/p>\n","protected":false},"author":59,"featured_media":32729,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[8],"tags":[6004,16229,16228,12869,12870,150,16227,12868,10683,16226,4316,13848,13843,9442],"class_list":["post-32308","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","tag-alberto-lattuada","tag-carta","tag-il-cantiere","tag-il-passaggio-della-linea","tag-il-silenzio-di-pelesjan","tag-intervista","tag-la-baracca","tag-la-bocca-del-lupo","tag-leonardo-persia","tag-marco-bellocchio-venezia-2011","tag-napoli-24","tag-pietro-marcello","tag-rapporto-confidenziale-36","tag-scampia"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Quello che mi permette di non ammalarmi \u00e8 fare film. Intervista a Pietro Marcello | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Quello che mi permette di non ammalarmi \u00e8 fare film. Intervista a Pietro Marcello | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Nel cinema di Pietro Marcello esiste sempre un punto di partenza ricollocato. La vicenda si sgretola, si dirama e si ricompone. Cos\u00ec \u00e8 lui. Nella nostra conversazione, si parla di un argomento e scivoliamo dappertutto. Dal cinema alla realt\u00e0, inevitabilmente (e fortunatamente). D\u2019altra parte, seppur atipico, il suo \u00e8 comunque un lavoro da documentarista. Il tocco poetico, la ricchezza formale,\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:author\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/leonardo.persia\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2014-10-03T17:43:56+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2016-07-05T10:43:11+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover1.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1120\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"840\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Leonardo Persia\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Leonardo Persia\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"14 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=32308#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=32308\"},\"author\":{\"name\":\"Leonardo Persia\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/f148d0aeccd553d734d141fa02ebf986\"},\"headline\":\"Quello che mi permette di non ammalarmi \u00e8 fare film. Intervista a Pietro Marcello\",\"datePublished\":\"2014-10-03T17:43:56+00:00\",\"dateModified\":\"2016-07-05T10:43:11+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=32308\"},\"wordCount\":2730,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=32308#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/10\\\/pietromarcello_cover1.jpg\",\"keywords\":[\"Alberto Lattuada\",\"Carta\",\"Il cantiere\",\"Il passaggio della linea\",\"Il silenzio di Pele\u0161jan\",\"intervista\",\"La baracca\",\"La bocca del lupo\",\"Leonardo Persia\",\"Marco Bellocchio: Venezia 2011\",\"Napoli 24\",\"Pietro Marcello\",\"Rapporto Confidenziale 36\",\"Scampia\"],\"articleSection\":[\"INTERVISTE\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=32308#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=32308\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=32308\",\"name\":\"Quello che mi permette di non ammalarmi \u00e8 fare film. Intervista a Pietro Marcello | Rapporto Confidenziale\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=32308#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=32308#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/10\\\/pietromarcello_cover1.jpg\",\"datePublished\":\"2014-10-03T17:43:56+00:00\",\"dateModified\":\"2016-07-05T10:43:11+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=32308#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=32308\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=32308#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/10\\\/pietromarcello_cover1.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2014\\\/10\\\/pietromarcello_cover1.jpg\",\"width\":1120,\"height\":840},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=32308#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Quello che mi permette di non ammalarmi \u00e8 fare film. Intervista a Pietro Marcello\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"description\":\"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"width\":3508,\"height\":709,\"caption\":\"Rapporto Confidenziale\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rapportoconfidenziale\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/icdpavlov\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/user\\\/RConfidenziale\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/f148d0aeccd553d734d141fa02ebf986\",\"name\":\"Leonardo Persia\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/511caa37c91b50d0e0e4ea78e1633c6d8f6ac69b00e15f0c1ec603b5edf9d985?s=96&d=identicon&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/511caa37c91b50d0e0e4ea78e1633c6d8f6ac69b00e15f0c1ec603b5edf9d985?s=96&d=identicon&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/511caa37c91b50d0e0e4ea78e1633c6d8f6ac69b00e15f0c1ec603b5edf9d985?s=96&d=identicon&r=g\",\"caption\":\"Leonardo Persia\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/leonardo.persia\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?author=59\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Quello che mi permette di non ammalarmi \u00e8 fare film. Intervista a Pietro Marcello | Rapporto Confidenziale","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Quello che mi permette di non ammalarmi \u00e8 fare film. Intervista a Pietro Marcello | Rapporto Confidenziale","og_description":"Nel cinema di Pietro Marcello esiste sempre un punto di partenza ricollocato. La vicenda si sgretola, si dirama e si ricompone. Cos\u00ec \u00e8 lui. Nella nostra conversazione, si parla di un argomento e scivoliamo dappertutto. Dal cinema alla realt\u00e0, inevitabilmente (e fortunatamente). D\u2019altra parte, seppur atipico, il suo \u00e8 comunque un lavoro da documentarista. Il tocco poetico, la ricchezza formale,","og_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308","og_site_name":"Rapporto Confidenziale","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","article_author":"https:\/\/www.facebook.com\/leonardo.persia","article_published_time":"2014-10-03T17:43:56+00:00","article_modified_time":"2016-07-05T10:43:11+00:00","og_image":[{"width":1120,"height":840,"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover1.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Leonardo Persia","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@RConfidenziale","twitter_site":"@RConfidenziale","twitter_misc":{"Scritto da":"Leonardo Persia","Tempo di lettura stimato":"14 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308"},"author":{"name":"Leonardo Persia","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/f148d0aeccd553d734d141fa02ebf986"},"headline":"Quello che mi permette di non ammalarmi \u00e8 fare film. Intervista a Pietro Marcello","datePublished":"2014-10-03T17:43:56+00:00","dateModified":"2016-07-05T10:43:11+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308"},"wordCount":2730,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover1.jpg","keywords":["Alberto Lattuada","Carta","Il cantiere","Il passaggio della linea","Il silenzio di Pele\u0161jan","intervista","La baracca","La bocca del lupo","Leonardo Persia","Marco Bellocchio: Venezia 2011","Napoli 24","Pietro Marcello","Rapporto Confidenziale 36","Scampia"],"articleSection":["INTERVISTE"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308","name":"Quello che mi permette di non ammalarmi \u00e8 fare film. Intervista a Pietro Marcello | Rapporto Confidenziale","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover1.jpg","datePublished":"2014-10-03T17:43:56+00:00","dateModified":"2016-07-05T10:43:11+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308#primaryimage","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover1.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover1.jpg","width":1120,"height":840},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Quello che mi permette di non ammalarmi \u00e8 fare film. Intervista a Pietro Marcello"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","name":"Rapporto Confidenziale","description":"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization","name":"Rapporto Confidenziale","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","width":3508,"height":709,"caption":"Rapporto Confidenziale"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","https:\/\/x.com\/RConfidenziale","https:\/\/www.instagram.com\/icdpavlov\/","https:\/\/www.youtube.com\/user\/RConfidenziale"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/f148d0aeccd553d734d141fa02ebf986","name":"Leonardo Persia","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/511caa37c91b50d0e0e4ea78e1633c6d8f6ac69b00e15f0c1ec603b5edf9d985?s=96&d=identicon&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/511caa37c91b50d0e0e4ea78e1633c6d8f6ac69b00e15f0c1ec603b5edf9d985?s=96&d=identicon&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/511caa37c91b50d0e0e4ea78e1633c6d8f6ac69b00e15f0c1ec603b5edf9d985?s=96&d=identicon&r=g","caption":"Leonardo Persia"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/leonardo.persia"],"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?author=59"}]}},"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover1.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32308","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/59"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32308"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32308\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/32729"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32308"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32308"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32308"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}