{"id":32347,"date":"2013-08-08T02:41:19","date_gmt":"2013-08-08T00:41:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32347"},"modified":"2014-10-07T15:22:40","modified_gmt":"2014-10-07T13:22:40","slug":"joel-potrykus-intervista-2013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32347","title":{"rendered":"Joel Potrykus (Intervista 2013)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29176\" title=\"Joel Potrykus05\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus05.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"414\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus05.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus05-300x200.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=29196\">English version<\/a> \/ <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=29196\">Versione inglese<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 20pt; color: black;\">\u00ab<strong>Dateci 20&#8217;000 dollari e realizzeremo il migliore <em>Fast and Furious<\/em> di sempre<\/strong>\u00bb<br \/>\nIntervista a<strong> Joel Potrykus<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">di Roberto Rippa<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 11pt; color: black;\">articolo tratto da RC <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=28768\">numero39<\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">\u00c8 bene non lasciarsi confondere dall\u2019espressione mite, innocente e anche scherzosa di Joel Potrykus: \u00e8 uno di quei (pochi) cineasti capaci di prendere il pubblico letteralmente a mazzate, non diversamente dal suo alter ego sullo schermo Trevor Newandyke, che nel suo primo lungometraggio Ape sfoga la sua rabbia sullo spettatore di una sua esibizione a colpi di asta del microfono.<br \/>\nClasse 1977, nativo del Michigan e l\u00ec ancora residente, Joel Potrykus non ama concedere ai suoi personaggi uno spazio in cui accoccolarsi e sentirsi sicuri e nemmeno lo concede ai suoi spettatori. Amante dell\u2019horror a bassissimo costo, del Super 8, delle storie che si concentrano sull\u2019estremo quotidiano \u2013 mai quello eccezionale \u2013 ha scritto e diretto Ape lo scorso anno dopo una manciata di cortometraggi (Gordon, 2007, e Coyote, 2010) che gi\u00e0 lasciavano presagire cosa sarebbe accaduto in seguito. Con un attore che definire straordinario non \u00e8 fuori luogo come Joshua Burge (leggi la sua intervista su RC36), Potrykus realizza un cinema da guerra, realizzato con due soldi, con una troupe ridotta all\u2019osso, la musica a condurre i movimenti del suo protagonista in location rubate, ben distante anche dagli standard del cinema indie americano, sempre orgogliosamente con lo stesso gruppetto di persone di cui si fida e sempre senza muoversi dalla sua Grand Rapids, Michigan, curiosamente citt\u00e0 natale di un altro autore anomalo del cinema statunitense come lo sceneggiatore e regista Paul Schrader.<br \/>\n\u00c8 un autore peculiare, Joel Potrykus, che scrive le sue storie partendo da immagini e, come nel caso di Ape, da un\u2019esperienza personale vissuta a New York quando si esibiva come stand-up comedian (comico monologhista che si esibisce nei club). Forte del rinunciare a qualsiasi fronzolo, Ape \u00e8 stato il film sensazione lo scorso anno al Festival internazionale del film di Locarno, dove \u00e8 stato premiato come migliore opera prima e Potrykus come migliore regista esordiente nella sezione Cineasti del presente. Prima dei due premi, aveva goduto di un passaparola che aveva riempito di pubblico le sale del festival ad ogni proiezione.<br \/>\nSfuggente alle definizioni, con la commedia dai toni surreali a fare capolino nelle scene delle esibizioni sul palco di Trevor, Ape \u00e8 un film che offre voce alla rabbia di chi si sente impotente di fronte a un sistema che, pur crollando, tenta ancora di tenere in riga i suoi sudditi e che, facendolo, si trasforma anche in ritratto fedele di una generazione non ancora del tutto perduta. Il tutto con un umorismo mai meno che feroce e mescolando Godard, Cassavetes, il Faust di Goethe, ma soprattutto il sentire il cinema proprio del suo autore. Intelligente, sporco, selvaggio e selvatico, punk e nel contempo rigoroso, esilarante e disturbante, soprattutto liberatorio, il primo lungometraggio di Potrykus sembra essere tutto e il suo contrario, riuscendo anche nella mirabile impresa di trasformare i suoi difetti in punti di forza.<br \/>\nDifficile trovare un autore tanto anarchico e altrettanto controllato nella scrittura e nella direzione, altrettanto difficile trovare un autore cos\u00ec libero da non riuscire ad accettare di poter lavorare con pi\u00f9 mezzi, nemmeno se questi non fossero comunque causa di interferenze.<br \/>\nVisto quasi un anno fa, Ape \u00e8 ancora ben presente nella mia mente, tanto presente da fare venire la voglia di fare quattro chiacchiere con il suo autore, proprio mentre \u00e8 impegnato con la preparazione del suo secondo lungometraggio Buzzard.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JOEL POTRYKUS in Rapporto Confidenziale<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Ape<\/strong> (2012) \/ <strong><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24136\">Recensione<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Gordon<\/strong> (2007) \/ <strong><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=25376\">Cineteca<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Coyote<\/strong> (2010) \/ <strong><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24741\">Cineteca<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Non sono mai stato a Los Angeles<\/strong> &#8211; <strong><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32352\">Intervista<\/a> <\/strong>a <strong>Joshua Burge<\/strong><\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29187\" title=\"Gordon01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Gordon01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"437\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Gordon01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Gordon01-300x211.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Roberto Rippa: Innanzitutto, raccontami un po\u2019 dei tuoi trascorsi. Tutto ci\u00f2 che so \u00e8 che sei nato in Michigan, che ancora ci vivi e che hai iniziato a girare film durante il liceo.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Joel Potrykus: Io e mio fratello minore eravamo quel tipo di bambini che sgusciano dalle loro camere da letto per guardare film horror. Indipendentemente dai film che faccio, i miei personaggi sgusceranno sempre dalla loro zona di sicurezza per conoscere un po\u2019 di raccapriccio.<br \/>\nIl college sarebbe stato un obbligo, non c\u2019era modo di evitare che io dovessi studiare ancora dopo il liceo. Non avevo i soldi per andare alla NYU (New York University) o alla UCLA (University of California, Los Angeles) e quindi non pensavo davvero che avrei potuto studiare cinema. Poi, nel corso del mio anno come matricola presso un community college (Istituzioni pubbliche che offrono istruzione per adulti o diplomi superiori attraverso corsi biennali; NdR.) della mia citt\u00e0, sfogliando un catalogo di corsi di laurea ho scoperto che alcune scuole del Michigan offrivano corsi di studio sul cinema. A quel punto, non ci sono state pi\u00f9 questioni: finalmente ero entusiasta dell\u2019opzione college. Ho frequentato una scuola che mi permetteva di usare le sue camere a 16mm e i suoi pacchetti per il montaggio senza limiti di tempo. Era entusiasmante! Quella scuola non mi ha pi\u00f9 sostenuto in alcun modo dopo avere pagato la mia retta ed essermene andato ma in quel periodo \u00e8 stato bello.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Quali sono i film con cui sei cresciuto? Tra l\u2019altro, so che sei anche un critico.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Ero preso dai film horror. E avevo una speciale affinit\u00e0 con i film spazzatura a bassissimo costo. Il distributore di VHS Prism (Distributore di oscuri film dell\u2019orrore, splatter e gore in VHS; NdR.) era il mio preferito. \u00c8 stato bello essere appassionato di film prima di internet perch\u00e9 alcuni film erano misteriosi e impossibili da reperire. Ho trascorso ore da bambino in biblioteca a leggere di <em>Caligola<\/em>, <em>Arancia meccanica<\/em> (<em>A Clockwork Orange<\/em>, Stanley Kubrick, 1971) e La casa (<em>The Evil Dead<\/em>, Sam Raimi, 1981). Se non erano disponibili nella videoteca in citt\u00e0, allora non c\u2019era modo di vederli. Non ti restava che guardare nelle ultime pagine di Fangoria (storica rivista statunitense specializzata in horror, slasher e splatter. Viene pubblicata dal 1979; NdR.) o pregare che venissero trasmessi di notte dalle reti via cavo. Ero appassionato di \u201cvideo nasty\u201d (Termine coniato dalle commissioni di censura britanniche per definire videocassette e DVD distribuiti in Inghilterra dal contenuto particolarmente violento. Alcuni tra questi film venivano banditi nel Paese; NdR.). Eraserhead era come il santo Graal: ne sono stato ossessionato per sei anni finch\u00e9 un amico ha finalmente trovato un bootleg giapponese di terza generazione in VHS. Quello \u00e8 stato un bel giorno.<br \/>\nTutto il tempo speso in biblioteca mi ha fatto nascere la voglia di scrivere anche di cinema. Mi piace scrivere e realizzare film. E anche sbattere le mie opinioni sulla gente.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Dimmi del fascino che il Super 8 esercita su di te. \u00c8 il formato che hai scelto per i tuoi <em>Gordon<\/em> (2007) e <em>Coyote<\/em> (2010)&#8230;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Il Super 8 ha quella grana tipica dei film anni \u201880 a basso costo. Non esiste effetto digitale che possa simulare l\u2019autenticit\u00e0 della sporcizia del super 8.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Ho trovato che <em>Coyote<\/em> fosse un cortometraggio fantastico. Secondo me, sembra un lavoro di preparazione per Ape. Ne sei (o ne eri, al tempo) consapevole?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Non ho mai pensato che ci fosse una connessione tra <em>Coyote<\/em> e <em>Ape<\/em> a livello stilistico o tematico. L\u2019unico punto comune che vedo \u00e8 che siamo io, Mike (Saunders; NdR.) e Josh (Joshua Burge; NdR.) a realizzare insieme un film. Per\u00f2 capita spesso che la gente noti una connessione, quindi immagino ci sia qualcosa&#8230;<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29177\" title=\"Coyote01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Coyote01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"404\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Coyote01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Coyote01-300x195.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><br \/>\n<strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: <em>Coyote<\/em> tratta di un uomo come tanti che scopre di essere un lupo mannaro e quindi si lancia sulle droghe per sostenere la sua condizione. Joshua mi ha detto che lo spunto per il film \u00e8 stato che eravate seccati da come le droghe vengono usate nel cinema. \u00c8 corretto?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Beh, non direi che eravamo scocciati da come le droghe vengono trattate perch\u00e9 ci sono tanti film che invece lo fanno bene. <em>Bad Lieutenant<\/em> di Ferrara \u00e8 uno dei miei \u201cdrug movies\u201d preferiti. Non \u00e8 melodrammatico ma nemmeno una grande festa. \u00c8 irregolare e mostra le conseguenze. Mi sono solo chiesto cosa le persone reali avrebbero fatto per sostenere la pena di essere un assassino animalesco e privo di controllo. Ho giusto pensato che una persona reale avrebbe fatto affidamento sulle droghe pesanti.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Il film segna anche l\u2019inizio della tua collaborazione con Joshua Burge (trascurando i video realizzati per il suo gruppo Chance Jones e il video <em>Goldenboy<\/em> che, come lui stesso mi ha detto, \u00e8 composto da estratti di <em>Coyote<\/em> ed era un regalo di compleanno), uno tra i pi\u00f9 straordinari attori che io abbia visto da molto tempo a questa parte. Come vi siete conosciuto e cosa vi ha uniti nel lavoro?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Joshua \u00e8 il cantante di una incredibile band Motown-folk che si chiama Chance Jones. Sono popolari qui in Michigan, specialmente a Grand Rapids, la nostra citt\u00e0. Sul palco lui \u00e8 una sorta di sintesi tra Tom Waits e Michael Jackson. Ho pensato che se avessi potuto incanalare parte di quella frenetica energia in un film, avremmo ottenuto qualcosa di importante. Joshua \u00e8 un performer intuitivo, ha l\u2019abilit\u00e0 di esistere nel personaggio. \u00c8 come se non facesse sforzi, ancora non me ne capacito. Andiamo d\u2019accordo, e questa \u00e8 la parte pi\u00f9 importante della relazione tra attore e regista. Ci capiamo.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Trovo che i tuoi film siano molto personali e peculiari, per questo mi chiedevo come fosse lavorare con un attore alle prese con materiale con il materiale che scrivi.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Appunto, ci capiamo a vicenda e mi fido ciecamente di lui. Lavoriamo insieme e costruiamo il personaggio in corsa. Gli concedo libert\u00e0 totale e penso che lui lo apprezzi.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: So della tua esperienza non molto piacevole come comico monologhista a New York. Puoi raccontarmi qualcosa in proposito e spiegarmi come questa esperienza \u00e8 confluita nel tuo lavoro per <em>Ape<\/em>?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Facevo quella che chiamo \u201canti-comedy\u201d (Con anti-comedy si intende un tipo di umorismo che disattende le aspettative del pubblico attraverso battute surreali, volutamente non divertenti o di non immediata comprensione, che trasformano la situazione in un paradosso ironico; NdR.) in Michigan. Un amico stava dietro al palco a produrre applausi e risate da un campionatore mentre io sul palco recitavo battute senza senso. La situazione confondeva ed era divertente allo stesso tempo.<br \/>\nDopo un po\u2019, la gente iniziava a ridere in modo da sovrastare le risate registrate e cos\u00ec abbiamo dovuto eliminarle dall\u2019esibizione. Quelle strane battute funzionavano da sole, stranamente. Ero annoiato e cos\u00ec ho deciso di portare il mio spettacolo in giro e mi sono spostato sulla East Coast.<br \/>\nCercare di sopravvivere come comico \u00e8 difficile ovunque, ma a New York \u00e8 un incubo. Le mie giornate consistevano nel guidare per un\u2019ora da casa al lavoro presso una stamperia, dove lavoravo dalle 8 alle 17 dal luned\u00ec al venerd\u00ec. Quindi, due sere a settimana, un\u2019altra ora di metropolitana per raggiungere Manhattan per il mio spettacolo. A New York, questo significa trascorrere ore alle open mic nights (Le serate a microfono aperto, dove \u00e8 possibile esibirsi da dilettanti, guadagnandosi eventualmente un ingaggio in seguito; NdR.), per le quali dovevi pagare. Io sono stato fortunato nell\u2019incontrare il proprietario di un club a cui il mio numero piaceva e quindi sono stato \u201cpremiato\u201d con l\u2019opportunit\u00e0 di distribuire volantini ai turisti a Times Square. Stavo per due ore al freddo a distribuire volantini mascherati da buoni per poi tornare al club a presentare al pubblico il mio materiale per cinque minuti. I nuovi comici ripetono questo ciclo per sei ore. Se sei fortunato, vieni pagato 1 dollaro per ogni persona che si presenta al club con un buono distribuito da te, che ha le tue iniziali impresse. Io vivevo come un successo il riuscire a coprire le spese di viaggio con la metropolitana.<br \/>\n\u00c8 la professione meno glamour del mondo dello spettacolo. Ho pensato che sarebbe stato l\u2019ambiente ideale per una storia su una persona arrabbiata con il mondo.<br \/>\nOh, e si: tutte le battute nel film sono le battute vere che pronunciavo sul palco!<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29178\" title=\"Ape01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Ape01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Ape01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Ape01-300x167.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: <em>Ape<\/em> \u00e8 stato premiato a Locarno con una menzione speciale come migliore lungometraggio d\u2019esordio e hai ottenuto anche il premio come migliore regista nella sezione Cineasti del presente. Dennis Lim ti ha consegnato il premio sul palco definendo il film come notevole, coraggioso e intransigente. Sono aggettivi che ti definirebbero bene, secondo te, o ce ne sono altri che ti si confanno di pi\u00f9?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Oh no, sono pi\u00f9 come un codardo che vorrebbe vendersi ad ogni minuto. Fortunatamente, facendo film molto distante dal sistema hollywoodiano, posso permettermi di essere coraggioso. Ma Dennis \u00e8 una persona straordinaria e se lui vede il film, o chiunque di noi che lo abbiamo fatto, come notevoli, allora va bene. \u00c8 raro ottenere un encomio cos\u00ec da un\u2019industria logora.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: I premi ti sono stati di aiuto nel trovare supporto finanziario per il tuo prossimo film o pensi di lavorare ancora con un budget limitato? E saresti capace di lavorare diversamente oggi?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Diciamo che i premi ci hanno ammantato di credibilit\u00e0 e hanno fatto s\u00ec che la gente si fidi ad aiutarci finanziariamente. Per\u00f2 preferisco lavorare ancora con budget molto bassi e con una troupe ridotta. Dopotutto, meno spendi e pi\u00f9 tieni per te. Questo \u00e8 il mio consiglio a tutti voi ragazzi l\u00ec fuori.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Hai dichiarato che <em>Ape<\/em> \u00e8 stato realizzato soprattutto nel corso dei fine settimana con un budget risibile. Lavorare con pochi soldi significa per\u00f2 anche totale libert\u00e0 di espressione, senza interferenza alcuna. Ma cosa accade dopo, con la distribuzione per esempio?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Con la distribuzione devi iniziare a pagare per la musica. O togliere tutta la musica che hai rubato sperando di trovarne altra altrettanto buona senza spendere. Fortunatamente, avevamo pronta della musica alternativa nel caso i Ramones non avessero approvato. E cos\u00ec la nostra nuova colonna sonora \u00e8 migliore di quella originale grazie ai S.O.D, . Worshit, The Amoebas e Crack Abraham.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Com\u2019era composta la troupe?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Ho mantenuto la troupe molto ridotta perch\u00e9 spesso non avevamo il permesso di girare in esterni e in quel caso una troupe ridotta aiuta a rimanere invisibili. Io stavo dietro la camera e non abbiamo usato luce artificiale. Tutto molto naturale. I nostri amici si occupavano del suono se potevano, altrimenti, se un attore era fuori dall\u2019inquadratura, allora usavano il boom mic. Tutto ridotto all\u2019osso. Il cinema tradizionale \u00e8 la forma d\u2019arte pi\u00f9 sprecona che esista. Persino le produzioni a basso costo hanno troppe persone che gironzolano perdendo tempo e soldi. Non hai pi\u00f9 bisogno di macchinisti per aiutare con la camera. E io non uso certo carrelli o gru. Ai miei occhi, quella \u00e8 metodologia superata. Se tenti di emulare Spielberg con un budget di 20\u2019000 dollari, il tuo film apparir\u00e0 scadente ma se tenterai di emulare i Dardenne con la stessa cifra, allora il film apparir\u00e0 straordinario. Ovviamente, se tenterai di emulare un altro regista sar\u00e0 un fallimento.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29179\" title=\"Joel Potrykus02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus02-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><br \/>\n<strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Sia in <em>Coyote<\/em> che in <em>Gordon<\/em> che in <em>Ape<\/em>, il realismo ha un ruolo fondamentale. \u00c8 una naturale conseguenza dei limiti di budget che ti hanno costretto a girare nei luoghi reali o una scelta precisa?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Una scelta estetica. Se un film si apre su una ripresa con la camera a mano di un uomo che lavora su una falciatrice, nessun movimento sballottante di camera, nessuna odiosa saturazione di colore, allora sono agganciato. Sono infinitamente pi\u00f9 entusiasta di una ripresa come questa che di vedere Spiderman lanciarsi da un grattacielo. E mi sento fortunato per questo. Sono felice che l\u2019estetica abbia un fascino su di me. Harmony Korine ha reso cool usare la luce naturale, allo stesso modo i Nirvana hanno reso cool fare acquisti presso i negozi dell\u2019usato. I jeans usati sono molto pi\u00f9 economici dei pantaloni di pelle.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Qual \u00e8 abitualmente il punto di partenza per te nello scrivere una storia?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: L\u2019immagine di una persona. Per Ape \u00e8 stata l\u2019immagine di un tizio che raccontava battute pessime di fronte a uno specchio. Da l\u00ec infilo tutto ci\u00f2 che voglio. Mi piace stipare le mie storie con molte cose.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: E quindi, le tue sceneggiature sono molto precise o lasci spazio all\u2019improvvisazione? Sei aperto ad accogliere suggerimenti dai tuoi attori o dalla troupe?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Normalmente le mie sceneggiature sono molto precise. Sono un maniaco del controllo sul mio lavoro. Per\u00f2 sono anche sempre aperto all\u2019improvvisazione o all\u2019accogliere consigli. Nel corso delle prove, le scene vengono modificate e migliorate. Questo \u00e8 il punto in cui gli attori contribuiscono di pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Citi David Lynch, John Cassavetes, Alan Clarke e Lindsay Anderson come fonti di ispirazione. Ma sia in <em>Coyote<\/em> che <em>Ape<\/em> ho trovato la stessa anarchia di Godard, la stessa meravigliosa libert\u00e0 nel raccontare una storia mescolando i generi. Ma credo di avere colto molte altre influenze, la musica, per esempio. In effetti, quando ho visto Ape per la prima volta, ricordi di avere detto che era in un film punk, nel senso musicale del termine. Per la scrittura, il montaggio&#8230;<br \/>\nDimmi della tua relazione con la musica e di come questa entri nei tuoi film.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Ho suonato in una garage band nel corso degli anni del liceo e fino ai vent\u2019anni. La musica guida il personaggio di <em>Ape<\/em>. Trevor \u00e8 arrabbiato e oppresso, e le sue cuffie dettano il suo umore. Non c\u2019\u00e8 colonna sonora in <em>Coyote<\/em> e <em>Ape<\/em>, \u00e8 tutto diegetico. Qualsiasi cosa il personaggio ascolti, lo sentiamo anche noi. Voglio che il pubblico sperimenti il mondo allo stesso modo in cui lo vive il personaggio.<br \/>\nMusica e cinema sono amici stretti. Tutti i miei registi preferiti hanno buon gusto. Non ci vuole molto per realizzare che sollevo il sipario sui miei film come<em> Made in Britain<\/em> di Alan Clarke e <em>Funny Games<\/em> di Haneke. Le aperture di quei film mi fanno venire voglia di prendere a pugni qualcuno per allegria.<br \/>\nVoglio anarchia nelle motivazioni dei personaggi e nella struttura della storia ma \u00e8 quasi impossibile fuggire dalla struttura a tre atti, esattamente come le band punk suonano ancora con la struttura verso-ritornello-verso. La mia attitudine punk rock riguarda pi\u00f9 il mio voltare le spalle a carrelli, gru, tre punti luce, assicurazioni, tutte queste tecniche superate che non servono pi\u00f9. E il romanticismo. Per me il romanticismo \u00e8 morto.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29183\" title=\"Ape_Locarno\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus04.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus04.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus04-300x192.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>RR: In un momento in cui possiamo vedere tutto il peggio immaginabile giungere da Hollywood, la scena indipendente scoppia di idee e nuovi linguaggi. Cosa le impedisce di avere i sopravvento, secondo te?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Il mondo indie ha avuto il sopravvento molto tempo fa, \u00e8 solo che \u00e8 stato annacquato quando Hollywood ha abbracciato la rivoluzione. La maggiori parte dei film indipendenti sono peggiori di quelli usciti da Hollywood. Il settantacinque per cento dei film hollywoodiani sono formulaici e stantii. L\u2019ottanta per cento dei film indipendenti sono formulaici e stantii. \u00c8 che siamo soggetti a tutto ci\u00f2 che Hollywood produce, mentre solo il 20% dei film indipendenti ottiene attenzione. La gente non smetter\u00e0 mai di fare film formulaici e stantii, \u00e8 nel nostro DNA il fare pi\u00f9 cose brutte che belle.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Ma pensi che l\u2019industria sia in grado di riconoscere i nuovi talenti della scena indipendente o tenterebbe di usarli per i loro progetti \u201csicuri\u201d?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: S\u00ec e s\u00ec. Nicolas Winding Refn \u00e8 stato appena assoldato per dirigere il rifacimento di <em>Logan\u2019s Run<\/em> (<em>La fuga di Logan<\/em>, 1976, Michael Anderson; NdR.). L\u2019industria ha riconosciuto il talento e gli ha affidato il progetto pi\u00f9 sicuro che potesse immaginare. Spero che lui restituisca qualcosa di osceno e offensivo.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29180\" title=\"Joel Potrykus06\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus06.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"656\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus06.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus06-283x300.jpg 283w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: E per te \u00e8 un male essere cos\u00ec lontano dall\u2019industria, geograficamente parlando?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: No, \u00e8 molto meglio. Non sono vittima di interferenze mentre tento di fare i miei film. Non spreco le mie giornate tra meeting con gli esecutivi. Il genere di film che io realizzo in Michigan con 10\u2019000 dollari ne costerebbe 100\u2019000 a un regista a Los Angeles. Non ci sono dubbi, posso cavarmela meglio qui: niente permessi, nessuna assicurazione, nessuna esenzione, nessun sindacato. Posso ancora fare film con persone con cui ho voglia di passare del tempo.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: C\u2019\u00e8 per\u00f2 interesse nella scena indie negli USA? Le persone cercano i film indipendenti nella sale o gira tutto intorno a Netflix, Mubi, eccetera?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Credo che New York abbia ancora una cultura vibrante di cinefili che cercano uscite nuove e indipendenti in piccole sale. Dove vivo io no. \u00c8 dura per film cool ottenere attenzione qui. Per\u00f2 sono colpevole dello stesso reato. Io scarico i miei film e non vado nella sala indipendente della mia citt\u00e0 sufficientemente spesso. Sono solo troppo pigro. Davvero.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Ma pensi che lo schermo di un computer sia il giusto modo per vedere il tuo film?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: <em>Ape<\/em> non ha bisogno di essere visto su grande schermo in una sala buia e rumorosa piena di sconosciuti. Ma \u00e8 dannatamente meglio in quel modo!way.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Tutti i tuoi film sono prodotti da Sob Noisse Movies, la compagnia che hai fondato a Grand rapids con un gruppo di amici come Ashley Young, Mike Saunders, Kevin Clancy. Come lavorate? E pensi che produrrete film di altri autori in futuro?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: S\u00ec, preferisco lavorare con amici e gente che mi capisce. Sob Noisse lavora solo sui propri film. Realizziamo video musicali e normalmente lasciamo perdere se un musicista non rientra nel nostro concetto. Non c\u2019\u00e8 davvero senso nel lavorare per qualcun altro. \u00c8 per questo che la compagnia \u00e8 stata creata: per esplorare le nostre idee. A meno che, ovviamente, non ci paghino un mucchio di soldi. Dateci 20\u2019000 dollari e realizzeremo il miglior <em>Fast and Furious<\/em> di sempre. Parlerebbe di un uomo che lavora in una fabbrica e guida una Oldsmobile Cutlass del \u201874. Seriamente!<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29190\" title=\"Joel Potrykus03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus03.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"539\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus03-300x260.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: <em>Ape<\/em> ha circolato tra vari festival nel mondo. Quali sono state le reazioni del pubblico? E ti \u00e8 capitato di notare differenze nelle reazioni tra Europa e Stati Uniti?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Enormi differenze, questo \u00e8 certo. Essendo distanti dalla societ\u00e0 in cui il film \u00e8 realizzato, il pubblico europeo tende a vedere in modo pi\u00f9 chiaro gli aspetti politici e sociali. E questo ha senso. Tende anche a ridere nei momenti di terrore. Il pubblico statunitense ride talvolta delle battute di Trevor e questo non \u00e8 mai capitato oltreoceano. Nel loro linguaggio nativo, alcune tra le battute di Trevor sono davvero assurde e pungenti. I monologhi comici non si traducono bene.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Cosa \u00e8 accaduto negli Stati Uniti dopo Locarno, pensi che i premi ottenuti abbiano aiutato a ottenere attenzione da parte dei distributori?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Senza dubbio. Alcuni distributori molto astuti erano interessati quando siamo tornati a casa. Ci siamo guardati in giro e quindi abbiamo scelto un distributore che aveva capito il film e che aveva un catalogo degno del nostro rispetto. Mi sono sentito rassicurato e onorato dal fatto che <em>Ape<\/em> venga distribuito con altri film che rispetto e che avevano la sua stessa attitudine. .<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Puoi citarmi qualcuno \u2013 regista, direttore della fotografia&#8230; \u2013 con cui ti piacerebbe lavorare? Senza porti limiti.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: Mi piacerebbe trascorrere un giorno a osservare Rick Alverson (regista di <em>The Comedy<\/em>, 2012; NdR.) sul set. Ma se n\u2019\u00e8 andato dal set di <em>Ape<\/em> e quindi non credo che ricever\u00f2 un suo invito prossimamente. Mi piacerebbe resuscitare la carriera di Edward Furlong. Magari come un John Connor, che ha avuto paura e non ha condotto la rivoluzione (John Connor \u00e8 il personaggio interpretato da Edward Furlong in <em>Terminator 2 &#8211; Il giorno del giudizio<\/em> e <em>T2 3-D: Battle Across Time<\/em>; NdR.).<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: So che stai lavorando al tuo prossimo film. Ho addirittura letto un titolo: <em>Buzzard<\/em>. Puoi dirmi qualcosa in proposito? Leggendo la trama pare essere una nuova storia di ribellione raccontata da un\u2019altra prospettiva.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: S\u00ec, si intitoler\u00e0 <em>Buzzard<\/em>. Tratta di un tizio che froda il sistema. Sente che banche e grandi aziende gli sono debitrici. Ha un pessimo carattere che alla fine lo metter\u00e0 nei guai. Parla degli Americani oggi, del loro malcontento e delle loro lagnanze. Si tratta di me al 99% e di un 1% di apologo. Con omaggi a Freddy Kruger.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">RR: Cosa pensi sia cambiato in te come cineasta dopo <em>Ape<\/em>?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">JP: La gente mi prende sul serio. \u25a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">Giugno 2013<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29182\" title=\"Joel Potrykus01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"412\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus01-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\"><strong>Crediti immagini<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">(1) Joel Potrykus \/ per concessione di Yann Houlberg Andersen<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">(2) Gordon (still)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">(3) Coyote (still)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">(4) Ape (still)<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">(5) Joel Potrykus &amp; Joshua Burge \/ foto: Tim Saunders<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">(6) Joel Potrykus, Ashley Young, Mike Saunders e Joshua Burge \/ foto: Locarno Film Festival<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">(7) Joel Potrykus \/ per concessione di Sob Noisse Films<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">(8) Joel Potrykus &#8211; autore sconosciuto<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt; color: black;\">(9) Joel Potrykus &amp; Joshua Burge &#8211; per concessione di Katy Batdorff<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>English version \/ Versione inglese \u00abDateci 20&#8217;000 dollari e realizzeremo il migliore Fast and Furious di sempre\u00bb Intervista a Joel Potrykus di Roberto Rippa articolo tratto da RC numero39 \u00c8 bene non lasciarsi confondere dall\u2019espressione mite, innocente e anche scherzosa di Joel Potrykus: \u00e8 uno di quei (pochi) cineasti capaci di prendere il pubblico letteralmente a mazzate, non diversamente 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