{"id":32352,"date":"2012-08-30T04:00:41","date_gmt":"2012-08-30T02:00:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32352"},"modified":"2014-10-07T15:25:51","modified_gmt":"2014-10-07T13:25:51","slug":"32352","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32352","title":{"rendered":"Joshua Burge (Intervista 2012)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Ape01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29178\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Ape01.jpg\" alt=\"Ape01\" width=\"620\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Ape01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Ape01-300x167.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 14pt;\"><strong>NON SONO MAI STATO A LOS ANGELES<\/strong><br \/>\nIntervista all\u2019attore e musicista <strong>Joshua Burge<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">a cura di Alessio Galbiati e Roberto Rippa<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt; color: black;\">da Rapporto Confidenziale <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26974\">numero38<\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Joshua Burge \u00e8 un attore incredibile. Eppure ha al suo attivo solamente due titoli, <em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=29344\">Ape<\/a><\/em> e <em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24741\">Coyote<\/a><\/em>, entrambi diretti dal medesimo regista, <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32347\">Joel Potrykus<\/a>, che rendono evidente la forza della sua recitazione, il carisma della sua presenza scenica. Joshua Burge \u00e8 un attore nato che tanto ci ricorda i grandi nomi del muto dell&#8217;inizio del secolo scorso. Possiede una faccia di gomma dall&#8217;espressivit\u00e0 profondamente sorprendente e non ha remore nel mettersi in gioco attraverso le sue interpretazioni.<br \/>\nSu di lui abbiamo fatto una scommessa: volevamo essere i primi ad averlo intervistato. Oggi la sua filmografia \u00e8 ridotta all\u2019osso, ma pensiamo che la sua faccia diventer\u00e0 inevitabilmente popolare.<br \/>\nChiss\u00e0 se avremo avuto ragione, noi al momento di dubbi non ne abbiamo anche se i pronostici sono sempre difficili in questi casi. Sono i primi due lungometraggi di cui \u00e8 protagonista a rendere inevitabile la convinzione.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Rapporto Confidenziale: <strong>Innanzitutto, sei un musicista che si \u00e8 dedicato alla recitazione o un attore che si \u00e8 dedicato alla musica? Oppure sei sempre stato entrambe le cose?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Joshua Burge: Difficile dirlo. Quando avevo 7 anni, ero solito stare di fronte allo specchio fingendo di suonare la chitarra. Ero un musicista o un attore? Per me, la rappresentazione, l\u2019esecuzione, \u00e8 l\u2019unica certezza. Se scrivo il materiale delle mie esibizioni o se lo fa qualcun altro, non importa. Portare la mia arte alla gente mi rende felice.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus04.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29183\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus04.jpg\" alt=\"Ape_Locarno\" width=\"620\" height=\"398\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus04.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/08\/Joel-Potrykus04-300x192.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">Da sinistra: Joel Potrykus, Ashley Young, Mike Saunders e Joshua Burge al festival del film di Locarno<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">RC: <strong>Come hai iniziato a lavorare con Joel Portykus? Sappiamo che ha diretto alcuni videoclip dei Chance Jones, il tuo gruppo.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">JB: L\u2019ho conosciuto giocando con i videogiochi nel nord del Michigan. Abbiamo studiato entrambi cinema nella stessa universit\u00e0, anche se lui ha studiato pi\u00f9 a lungo di me. Abbiamo parlato di film e ci siamo trovati d\u2019accordo. Avevo sentito di questo film, Gordon, che Joel aveva diretto. L\u2019ho visto e mi \u00e8 piaciuto molto. Quindi Joel ha iniziato a portare la videocamera ad alcuni concerti di Chance Jones, la mia band, e a realizzare video. Era interessato alla mia capacit\u00e0 di coinvolgere il pubblico e io ero naturalmente interessato dal suo fare cinema. Ci rispettavamo come artisti e siamo diventati amici.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Ape03.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-29347\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Ape03.jpg\" alt=\"Ape03\" width=\"620\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Ape03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/Ape03-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">RC: <strong>E cos\u2019\u00e8 <em>Happy Birthday, Goldenboy<\/em><\/strong>?<\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">JB: Rido perch\u00e9 me ne ero dimenticato. Era il mio compleanno e Joel aveva realizzato questo breve video per me come augurio. Si tratta di scene non montate o \u201cperse\u201d di <em>Coyote<\/em>. Joe, io stesso e i nostri amici, abbiamo questo concetto di \u00abgolden hour\u00bb, quell\u2019istante esatto che precede il tramonto in cui il sole splende in un modo da fare sembrare tutto dorato. Quindi Goldenboy \u00e8 un termine affettuoso, un vezzeggiativo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">RC: <strong>Sia in <em>Coyote<\/em> \u2013 cortometraggio di Joel Potrykus in cui interpreti un tossicodipendente che si trasforma in rabbioso lupo mannaro \u2013 che in <em>Ape<\/em> hai ruoli estremamente impegnativi. Come ti sei preparato per entrambi?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">JB: Per <em>Coyote<\/em>, io e Joel abbiamo fatto alcune ricerche sull\u2019uso di droghe, attraverso letture, film e internet, perch\u00e9 eravamo scocciati dal modo in cui l\u2019uso di droghe viene mostrato al cinema. Volevamo riportare fedelmente l\u2019abiezione. Il pensiero \u00e8 stato: \u00abCosa farei se fossi un lupo mannaro e non volessi esserlo?\u00bb. Come potrebbe una persona scendere a patti con una situazione del genere? Nelle notti di luna piena si legherebbe? Si suiciderebbe? Farebbe uso di droga come via di fuga? Alla fine abbiamo pensato che le droghe costituissero un\u2019opzione che molte persone sceglierebbero.<br \/>\nPer <em>Ape<\/em>, la fortuna \u00e8 stata che sia io che Joel avessimo avuto delle esperienze a New York: lui come comico, io come artista in lotta per farsi strada. Quindi eravamo in grado di condividere le nostre storie e discutere su come si potesse provare ad avere successo con le nostre attivit\u00e0. Inoltre, io avevo lavorato come lavapiatti vicino ad un Comedy Club (locali dove comici noti e meno noti sottopongono il loro repertorio al pubblico; Ndr.). Ho incontrato molti comici, erano le persone pi\u00f9 tristi e depravate che abbia mai incontrato nella vita. Quindi mi ricordavo delle interazioni con questi comici, avevo avuto la fortuna di vedere quella parte di loro che non mostrano sul palco. Ho pensato di poter trovare un\u2019attinenza con tutto ci\u00f2, di pensarlo cio\u00e8 come un possibile unico legame tra attori e intrattenitori.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Joshua-Burge02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-32353\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Joshua-Burge02.jpg\" alt=\"Joshua Burge02\" width=\"620\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Joshua-Burge02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Joshua-Burge02-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">RC: <strong><em>Coyote<\/em> \u2013 apparentemente il tuo debutto sullo schermo \u2013 \u00e8 un corto di 24 minuti diretto da Joel Portykus due anni prima di <em>Ape<\/em>. Guardandolo con gli occhi di chi ha visto <em>Ape<\/em>, potrebbe apparire come uno studio, un lavoro di preparazione per ci\u00f2 che poi sar\u00e0 Ape. Ma \u00e8 anche un eccellente lavoro underground, denso di espliciti omaggi alla Nouvelle Vague e a certo cinema degli anni \u201870 e \u201880. Com\u2019\u00e8 nato il film?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">JB: Per sapere com\u2019\u00e8 nato <em>Coyote<\/em> occorrerebbe davvero chiedere a Joel. Al momento della lavorazione avevo comprato da poco una grande collezione di dischi \u201cYe Ye\u201d ed ero rimasto affascinato da Serge Gainsbourg, Fran\u00e7oise Hardy, Jacques Brel, Sylvie Vartan, Jane Birkin, ecc&#8230; e Joel voleva rendere omaggio a Godard. Il risultato di queste intenzioni lo si vede nella scena di ballo ispirata direttamente a <em>A Band Apart<\/em>. Abbiamo integrato la canzone francese come motivo ricorrente. La mia idea \u00e8 che sia <em>Coyote<\/em> che <em>Ape<\/em> raccontino storie fortemente centrate su un personaggio che esprime emozioni primarie. Paura e ansia in <em>Coyote<\/em>, rabbia e frustrazione in Ape. Il terzo film seguir\u00e0 questa traccia e completer\u00e0 la trilogia \u201canimale\u201d.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">RC: <strong>La storia per <em>Ape<\/em> viene da un\u2019esperienza personale del regista, risalente a quando si esibiva come comico. Essendo personale, avete lavorato insieme nella definizione del personaggio o ti ha lasciato totale libert\u00e0?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">JB: Joel e io ci conosciamo quanto basta per discutere del personaggio, avendo avuto le esperienze comuni a New York cui accennavo prima. Certo, avere la possibilit\u00e0 di interagire con il regista del film su una base intima permette di creare un\u2019atmosfera confortevole. Quando mi veniva un\u2019idea della quale mi sentivo sufficientemente sicuro, Joel mi diceva: \u00abVa bene\u00bb. E se Joel riteneva che una cosa fosse necessaria, allora si faceva risoluto. Quando capitava che si discutesse su qualcosa, entrambi pensavamo che l\u2019altro avesse l\u2019idea \u201cmigliore\u201d. Ma la materia non era sconosciuta a nessuno dei due, quindi eravamo in grado di risolvere molto facilmente qualsiasi problema nelle riscritture della sceneggiatura.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Joshua-Burge03.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-32354\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Joshua-Burge03.jpg\" alt=\"Joshua Burge03\" width=\"620\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Joshua-Burge03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/Joshua-Burge03-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">RC: <strong>La forza della tua interpretazione risiede, a nostro modo di vedere, nella tua incredibile abilit\u00e0 di entrare nel ruolo di Trevor Newandyke, di trasformarti in Trevor. In Ape riesci a dare profondit\u00e0 e verosimiglianza a un personaggio evanescente e senza tempo. Come hai lavorato alla costruzione del personaggio? Chi \u00e8 Trevor Newandyke?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">JB: Se devo essere sincero, direi che il personaggio di Trevor mi \u00e8 stato offerto in un momento poco felice della mia vita. Avevo trascorso una primavera molto difficile e girare <em>Ape<\/em>, entrare nel ruolo di Trevor, \u00e8 stato un buon modo per incanalare in lui quel senso di fallimento. Molte tra le frustrazioni che si vedono sullo schermo sono vere, in molti, molti modi. Per\u00f2, con il senso di fallimento arrivano anche molte altre emozioni. Mi sentivo triste e solo ma sentivo anche di voler tornare ad essere amato e di riuscire ancora. In quei casi si crea una sorta di conflitto. Talvolta ti senti sconfitto, talvolta vai su tutte le furie. Ho pensato che se avessi applicato questi attributi a Trevor, ne sarebbe risultato un personaggio interessante.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">RC: <strong>In effetti, abbiamo visto Ape come un film incentrato sulla rabbia. Un ottimo film che mescola efficacemente dramma e commedia (proprio come la tua musica mescola \u2013 sempre secondo noi \u2013 old school soul, punk e glam rock). \u00c8 difficile in quanto attore trovare un equilibrio tra questi opposti?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">JB: Non lo \u00e8 per me. Ho sempre visto questi elementi come legati. Ho sempre tentato di essere quanto pi\u00f9 possibile ampio e dinamico all\u2019interno di una canzone di tre minuti. Quindi la transizione del concetto alla recitazione \u00e8 stato complicato e disorientante all\u2019inizio ma poi, nel momento in cui ho realizzato come farlo, \u00e8 diventato piuttosto naturale, considerata anche la mia esperienza come autore. \u00c8 una questione di preferenze, in realt\u00e0, ma prediligo una canzone che possa coinvolgere il pubblico attraverso un\u2019ampia gamma di emozioni in cos\u00ec poco tempo. I personaggi delle mie canzoni lo fanno in maniera cos\u00ec naturale che tento di portare lo stesso approccio nei personaggi che interpreto.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">RC: <strong>Il film appare anche come un efficace ritratto della provincia statunitense. Lo \u00e8, secondo te?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">JB: Negli Stati Uniti la vita di una persona che lavora nello spettacolo \u00e8 difficile. Quando con il cast di Ape siamo giunti in Europa, eravamo cos\u00ec felici, eppure tanta gente ci parlava delle frustrazioni in merito ai governi che non danno i giusti finanziamenti ai progetti cinematografici. Questo ci ha confusi. Negli Stati Uniti l\u2019arte non \u00e8 una forma di capitale monetario. Gli artisti americani lottano e soffrono, non solo per loro stessi, ma per sentirsi parte di un tutto, per appartenere ad una comunit\u00e0. C\u2019\u00e8 cos\u00ec tanto di cui vogliono parlare. Gli artisti americani sanno che a loro e alle loro famiglie \u00e8 stato dato un grande dono ma l\u2019artista americano \u00e8 anche confuso, spaventato e preoccupato di quale sia il suo posto nel mondo proprio come lo sarebbe chiunque altro. Gli Stati Uniti sono un luogo enorme, non c\u2019\u00e8 solo New York, non solo Los Angeles. Ci sono molte persone che hanno perso le loro case, non a causa della guerra, bens\u00ec delle banche. Ci sono tante persone talentuose di cui non sentirai mai parlare, di cui non vedrai mai il lavoro, di cui non saprai mai il nome. Per\u00f2 talvolta sono proprio loro il meglio che l\u2019America possa offrire. Questo \u00e8 ci\u00f2 che penso sia rappresentato nel film. Non che Trevor sia il meglio che l\u2019America possa offrire, ma c\u2019\u00e8 un intero mondo in ogni citt\u00e0 del Paese che sta tentando di esprimere s\u00e9 stesso coinvolgendo il pubblico e generalmente finir\u00e0 per non essere mai sentito. Il film \u00e8 la rappresentazione di questo mondo. Noi, negli Stati Uniti, lo chiameremmo Rust Belt (\u201cRust Belt\u201d \u00e8 un termine che si \u00e8 diffuso negli anni \u201880 e che definisce l\u2019area che si estende dal Midwest alla zona del Nord-Est degli Stati Uniti, in cui l\u2019economia si basa essenzialmente sulla manifattura a larga scala nonch\u00e9 nella lavorazione di materie prime destinate all\u2019industria. Fonte: Wikipedia; NdR.). Si tratta di posti in cui l\u2019economia \u00e8 in lotta, in cui il mondo dello spettacolo, dell\u2019intrattenimento, non esiste davvero. Anche io e Joel veniamo da uno di questi posti e volevamo rappresentarlo attraverso il nostro punto di vista di artisti.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">RC: <strong>In effetti, tu e Joel abitate nel Michigan, molto lontano sia dall\u2019industria del cinema che dalla scena musicale principale. Questo rende difficile mostrare o fare ascoltare il vostro lavoro attraverso gli Stati Uniti?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">JB: S\u00ec, sia io che Joel preferiremmo trovarci in un\u2019area pi\u00f9 orientata all\u2019intrattenimento, allo spettacolo. Per\u00f2 ci \u00e8 stato dato il dono di appartenere a una generazione che possiede internet come veicolo. Non posso parlare per Joel, ma sono consapevole del fatto che non sar\u00f2 mai in grado di vedere una fruizione completa di qualsiasi cosa io faccia se non vivo in una citt\u00e0 legata allo show business. Le persone di spettacolo non fanno soldi in Michigan ma la mia esperienza personale mi dice che non ne farei nemmeno a New York. Non sono mai stato a Los Angeles.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">RC: <strong>Quanto del tuo ruolo era gi\u00e0 scritto in sceneggiatura e quanto \u00e8 nato per improvvisazione mentre giravate?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">JB: In gran parte, il film \u00e8 stato girato com\u2019era stato scritto, anche se Joel forniva riscritture il giorno della lavorazione. Joel ci dava la libert\u00e0 di recitare le battute come volevamo, per\u00f2 gli attori sentivano che avrebbero dovuto recitare le battute come erano scritte. Questo la dice lunga sulla straordinaria capacit\u00e0 di scrittura di Joel. Le uniche due parole che sono state totalmente improvvisate sono state \u201cCritters 2\u201d.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">RC: <strong>La tua recitazione in <em>Ape<\/em>, cos\u00ec eccentrica e originale, ci ha ricordato alcuni grandi nomi della commedia slapstick \u2013 Buster Keaton e Harold Lloyd su tutti \u2013 come ti abbiamo detto dopo avere visto il film a Locarno. Quali sono, se ci sono, i tuoi modelli, le tue fonti di ispirazione?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">JB: So di non avere la faccia da protagonista. C\u2019\u00e8 stata un\u2019epoca in cui i protagonisti avevano facce come la mia o quelle di Chaplin, Keaton, Laurel. Immagino che la ragione della loro presenza fosse che erano volti interessanti. Non necessariamente belli, ma diversi. Nessuno guarda nulla che non sia interessante. Alcuni tra i miei attori preferiti non sono uomini belli in senso convenzionale ma uomini che mi piace vedere sullo schermo. Ovviamente non ho alcun controllo sulle dimensioni del mio volto, ma se l\u2019avete trovato attraente allora lo considero un lavoro ben fatto.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">RC: <strong>Abbiamo letto che hai intenzione di dirigere un film. Ci stai lavorando? Di cosa tratta?<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">JB: \u00c8 da tempo che lavoro ad una sceneggiatura. Tratta di un tizio che non ha una direzione nella vita. Tutti i suoi amici conducono vite molto attive ma, a causa dei comportamenti che hanno tra loro, il loro cerchio sociale si danneggia. Quindi, improvvisamente quest\u2019uomo, che non aveva nulla da fare, si trova addosso tutte le responsabilit\u00e0 dei suoi amici. E tenta fondamentalmente di mettere ordine nel caos. \u25a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"line-height: 150%;\"><span style=\"font-family: Georgia; font-size: 10pt;\">29 Agosto 2012<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NON SONO MAI STATO A LOS ANGELES Intervista all\u2019attore e musicista Joshua Burge a cura di Alessio Galbiati e Roberto Rippa da Rapporto Confidenziale numero38 &nbsp; Joshua Burge \u00e8 un attore incredibile. 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