{"id":32480,"date":"2014-10-13T20:49:23","date_gmt":"2014-10-13T18:49:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32480"},"modified":"2014-11-01T17:49:13","modified_gmt":"2014-11-01T16:49:13","slug":"registe-intervista-a-diana-dellerba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32480","title":{"rendered":"Registe. Intervista a Diana Dell&#8217;Erba"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-32611\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe.jpg\" alt=\"registe\" width=\"750\" height=\"421\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe.jpg 750w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe-436x244.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><br \/>\nNel luglio di quest&#8217;anno ho pubblicato su \u00abRapporto Confidenziale\u00bb un articolo intitolato <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=31707\"><i>Il maschilismo del cinema italiano (2000-2013)<\/i><\/a>. Ho preso in esame quattordici anni produzione cinematografica (tenendo conto solo di lungometraggi) e calcolato quanti di questi sono stati diretti da uomini e quanti da donne. I risultati sono stati impressionanti: \u00abNei quattordici anni presi in considerazione dei 1648 lungometraggi prodotti solo il 9,54% (154) sono stati diretti o co-diretti da donne, contro il 90,66% (1494) dei titoli diretti da uomini. Le donne regista del cinema italiano hanno mediamente diretto 11 film all\u2019anno, contro i 106,71 degli uomini, con un massimo di 20 titoli nel 2002 e i minimi di 6 negli anni 2010 e 2012. Di questi 154 titoli in quattordici anni 91 sono diretti da registe che nel periodo hanno firmato un\u2019unica regia, ci\u00f2 significa, di converso, che il 40,91% delle donne che hanno diretto un film nel periodo di tempo in questione ne hanno realizzato almeno un altro\u00bb.<br \/>\nPochi giorni dopo la messa online dell&#8217;articolo mi ha contattato Diana Dell&#8217;Erba autrice di un brillante film che, proprio sulla palese discriminazione di genere, ragiona, dialogando, con registe e critici cinematografici.<\/p>\n<p><i>Registe \u2013 Dialogando su una lametta<\/i> \u00e8 un&#8217;opera decisamente interessante capace d&#8217;esplorare la questione da una molteplicit\u00e0 di punti visti e angolazioni, chiamando in causa registe italiane di almeno 3 generazioni (Lina Wertm\u00fcller, Cecilia Mangini, Francesca Archibugi, Francesca Comencini, Wilma Labate, Cinzia TH Torrini, Roberta Torre, Antonietta De Lillo, Giada Colagrande, Donatella Maiorca, Anne Riitta Ciccone, Maria Sole Tognazzi, Ilaria Borrelli, Anna Negri, Nina di Majo, Susanna Nicchiarelli, Elisa Mereghetti, Alina Marazzi, Paola Randi, Donatella Baglivo, Stefania Bonatelli) e critici cinematografici (Silvana Silvestri, Anselma Dell\u2019Olio, Eliana Lo Castro Napoli, Gian Luigi Rondi). Ma <i>Registe<\/i> \u00e8 pure un gran bel film, scritto e diretto con mano sicura e attraversato da trovate visive degne di considerazione, cos\u00ec atipiche in un&#8217;opera contenete interviste frontali. Baster\u00e0 dire che nel film \u00e8 presente Maria De Medeiros (esord\u00ec giovanissima nello splendido <i>Silvestre<\/i> di <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=28232\">Jo\u00e3o C\u00e9sar Monteiro<\/a>; ai pi\u00f9 nota come la compagna un po&#8217; apatica di Bruce Willis in <i>Pulp Fiction<\/i>) nei panni di Elvira Notari (pioniera del cinema mondiale, regista e produttrice, autrice, tra il 1906 e il 1929, di oltre 60 lungometraggi e un numero ancora non definito di film brevi) che del film di Diana Dell&#8217;Erba \u00e8 spirito guida e progenitrice di tutte le colleghe che arriveranno poi.<\/p>\n<p>In occasione della pubblicazione del film in DVD (\u00e8 possibile <a href=\"http:\/\/www.altrofilm.it\/portal\/shop\/\">acquistarlo<\/a> sul sito della casa di produzione \u00abL\u2019Altrofilm\u00bb) &#8211; trattasi di un&#8217;opera prima che lascia davvero ben sperare \u2013, ho posto alcune domande a Diana Dell&#8217;Erba.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/E3WHoKtvnnw?rel=0&amp;showinfo=0\" width=\"620\" height=\"349\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Da dove nasce l&#8217;idea di voler raccontare questa storia segreta del cinema?<\/b><\/p>\n<p><b>Diana Dell&#8217;Erba:<\/b> L\u2019idea nasce da diverse domande e dall\u2019apparente segretezza delle relative risposte: \u00abCome mai sono cos\u00ec poche le donne registe? Perch\u00e9 un argomento come quello degli Women\u2019s Studies, tanto dibattuto in America, qui in Italia \u00e8 ancora cos\u00ec poco esplorato? Come pu\u00f2 un essere umano sentirsi realizzato, compiuto, soddisfatto?\u00bb.<\/p>\n<p><b>AG: Il film si apre su queste parole: \u00abDa statistiche non ufficiali risulta che oggi in Italia su 100 registi 7 sono donne. Nel resto del mondo il dato oscilla di poche unit\u00e0. Nei ruoli di potere la situazione \u00e8 simile: dati ISTAT sui dirigenti italiani parlano di 12 donne su 100\u00bb.<\/b><\/p>\n<p><b>DD&#8217;E:<\/b> S\u00ec, questo \u00e8 stato uno dei punti di partenza della ricerca che ho voluto fosse anche il punto di partenza del film perch\u00e9 l\u2019enorme disequilibrio che constatiamo nel cinema \u00e8 in realt\u00e0 presente in tanti ambiti\u2026 e la sua importanza denota secondo me un malfunzionamento di base. Oggi, epoca in cui la percentuale di donne lavoratrici si sta alzando esponenzialmente, perch\u00e9 il divario tra uomini e donne aumenta con l\u2019aumentare del prestigio del lavoro?<br \/>\nReputo questa una materia tanto complicata quanto interessante che abbraccia ruoli, stereotipi, apparenti e profonde differenze.<\/p>\n<p><b>AG: <i>Registe<\/i> ha una genesi piuttosto strana perch\u00e9 in un certo qual modo \u00e8 la trasposizione cinematografica della tua tesi di laurea. Ci puoi raccontare qualcosa della tua tesi anche per dare conto ai lettori di quale sia l&#8217;universo culturale e accademico dentro al quale hanno preso forma il tuo discorso e il tuo film?<\/b><\/p>\n<p><b>DD&#8217;E:<\/b> Il desiderio di parlare della \u201cforza del sesso debole\u201d mi ha portato a volgere lo sguardo ad una categoria di donne poco presenti e poco conosciute che hanno rivestito un ruolo di prestigio considerato maschile. Scoprendo i dati sopra citati ho pensato che queste donne fossero arrivate ad un livello di libert\u00e0 raro ed esemplare. Se la figura della donna nel mondo dello spettacolo \u00e8 stata molto studiata come attrice e spettatrice, \u00e8 invece poco esaminata in qualit\u00e0 di autrice; questo mi \u00e8 parso fin dall\u2019inizio molto strano. Per comprendere un mondo lo si deve analizzare a 360 gradi e mi chiedo come mai, soprattutto in Italia, la critica abbia cos\u00ec tralasciato questo ambito\u2026 o comunque perch\u00e9 queste ricerche non abbiano mai riscontrato un grande successo, a differenza ad esempio delle critiche sull\u2019errato utilizzo della figura femminile nel mondo dello spettacolo. Perch\u00e9 soffermarsi sul riflesso piuttosto che sulla fonte del riflesso?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-32487\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe_02.jpg\" alt=\"registe_02\" width=\"620\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe_02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe_02-300x198.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>AG: In che modo hai sviluppato il progetto? Quanto \u00e8 stato difficile realizzarlo?<\/b><\/p>\n<p><b>DD&#8217;E:<\/b> Lo sviluppo del progetto \u00e8 stato molto \u201cnaturale\u201d. La nascita dell\u2019idea cos\u00ec spontanea e urgente \u00e8 stata forse uno dei momenti pi\u00f9 interessanti. Sentita la lacuna \u00e8 sorto subito il desiderio di colmarla. Trasformare l\u2019idea in azione ha poi trovato moltissime difficolt\u00e0\u2026 ma come nella costruzione di un puzzle, se l\u2019immagine totale era chiara, i singoli pezzi non sempre lo erano, ma la loro chiarezza aumentava con la manifestazione degli stessi.<\/p>\n<p><b>AG: Le interviste alle molte registe e critiche presenti nel tuo film sono montate seguendo una logica piuttosto complessa. Inizialmente ripercorri la storia del cinema e poi ti addentri nella realt\u00e0 italiana risalendo fino ai giorni nostri, fino a domandare a ognuna della propria esperienza, fondendo ricordi personali e considerazioni sulla propria esperienza. Hai lavorato in maniera seriale alle interviste, cio\u00e8 seguendo uno schema ricorsivo di domande, oppure tutte sono state realizzate liberamente e poi ordinate in fase di montaggio?<\/b><\/p>\n<p><b>DD&#8217;E:<\/b> Lo scheletro del film \u00e8 nato sin dalla scrittura. La sceneggiatura era un intervallarsi di scene di fiction a domande. Ma individuare le domande significa scommettere sulle risposte, e cos\u00ec le risposte non sono sempre state quelle sperate e la rilevanza degli argomenti \u00e8 cambiata in corso d\u2019opera\u2026 per fortuna, come dice Cecilia Mangini, il \u00abDio del documentario\u00bb ad un certo punto si manifesta, e cos\u00ec ho potuto mantenere l\u2019idea iniziale che era, da un lato, quella di osservare con un grandangolo il cinema firmato al femminile per poi addentrarmici sempre di pi\u00f9 e, dall\u2019altro, rendere il percorso delle singole registe un percorso simbolico: quello che un unico individuo, composto da pi\u00f9 voci, fa per giungere all\u2019Arte.<br \/>\nSe pensiamo alla nostra vita come ad un film, si deve far di tutto per diventare il regista della propria vita. Attraverso gavetta, esperienze, lavoro, momenti di estasi, intoppi e delusioni\u2026 si arriva man mano alla comprensione e poi alla consapevolezza che ci\u00f2 che davvero conta \u00e8 ci\u00f2 che ti rimane, ci\u00f2 che hai compreso, tutto quello cio\u00e8 che ti ha fatto migliorare e crescere. La valigia ad un certo punto la si pu\u00f2 bruciare e dal fuoco risulta una goccia piccola e intensa che \u00e8 tutto ci\u00f2 ci serve.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-32483\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe_03.jpg\" alt=\"registe_03\" width=\"620\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe_03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe_03-300x198.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>AG: Elvira Notari \u00e8 lo spirito guida di <i>Registe<\/i>. Cosa rappresenta per te questa pioniera del cinema mondiale?<\/b><\/p>\n<p><b>DD&#8217;E:<\/b> Elvira Notari rappresenta colei che \u00e8 arrivata sulla \u201ccima della montagna\u201d, \u00e8 arrivata ad essere ci\u00f2 che desiderava nonostante le tante difficolt\u00e0. \u00c8 la prima e sar\u00e0 l\u2019ultima; e sopra di lei, simbolo di essere compiuto, c\u2019\u00e8 ancora qualcos\u2019altro che muove tutto, che diffonde la luce, e che \u00e8 rappresentata nel film da Lilith, la bambina; che solo un occhio attento pu\u00f2 vedere nella sua vera essenza.<\/p>\n<p><b>AG: Elvira Notari \u00e8 interpretata da Maria De Medeiros, come sei riuscita ad averla nel tuo film e com&#8217;\u00e8 stato lavorare con lei?<\/b><\/p>\n<p><b>DD&#8217;E:<\/b> Fin dall\u2019inizio, studiando il personaggio di Elvira Notari ho immaginato una donna forte, determinata e coraggiosa, ma al contempo una donna saggia e dolce che riusciva con facilit\u00e0 a trovare il giusto equilibrio in una macchina come quella cinematografica, cos\u00ec complessa di sua natura e ancora di pi\u00f9 essendo un\u2019impresa a conduzione familiare. Queste caratteristiche hanno fatto s\u00ec che si manifestasse con impeto il volto di Maria De Medeiros. Nel mio immaginario queste due donne erano molto simili, e Maria, attrice, regista e pi\u00f9 in generale artista straordinaria, ha confermato quest\u2019idea. Lavorare con grandi personaggi non sempre equivale a lavorare con grandi persone, ma in questo caso lo \u00e8 stato. Ha abbracciato fin da subito il progetto, reputandolo innovativo e sentendolo vicino alla sua sensibilit\u00e0 e ha dimostrato un\u2019umilt\u00e0 ed una semplicit\u00e0, secondo me, proprie solo dei grandi.<\/p>\n<p><b>AG: Dal punto di vista cinematografico <i>Registe<\/i> \u00e8 un interessante tentativo di fondere in un unico corpo filmico interviste frontali e cinema tout court. Le sequenze dedicate a Elvira Notari (<i>Elvira Notari fuori dal tempo<\/i>, questo il nome di lavorazione di tali segmenti) sono infatti strani oggetti cinematografici sospesi in una dimensione onirica e suggestiva. Una dimensione filmica contigua al cinema prodotto da Louis Nero e dalla casa di produzione \u00abL&#8217;Altrofilm\u00bb, prossima a film come <i>Rasputin<\/i> e <i>Il Mistero di Dante<\/i>. Mi interessa molto sapere quali sono le regole dello stile \u00abL&#8217;Altrofilm\u00bb, il perch\u00e9 dell&#8217;uso dell&#8217;audio mai in presa diretta, dell&#8217;audio moltiplicato, il particolare uso delle luci ecc&#8230; e come la tua sensibilit\u00e0 registica si sia coniugata tanto naturalmente con questo linguaggio cos\u00ec particolare del cinema italiano contemporaneo?<\/b><\/p>\n<p><b>DD&#8217;E:<\/b> Lavoro da tanti anni con \u00abL\u2019Altrofilm\u00bb e probabilmente i nostri inconsci si stanno in qualche modo influenzando. La mia idea di Elvira Notari era quella di un personaggio posto al di fuori del tempo e dello spazio, di un super partes che scende e, prendendoci per mano, ci porta in un mondo sconosciuto\u2026 un personaggio che ci parla della sua vita usando delle metafore che noi dobbiamo cercare di svelare e tradurre. Desideravo che questo essere fosse \u201cfermo\u201d. Se concepiamo le varie registe come i molteplici aspetti che compongono il nostro essere, Elvira ha gi\u00e0 superato questi aspetti, \u00e8 riuscita a racchiuderli in un essere unico. E la penombra che la circonda \u00e8 lo sconosciuto ma tranquillo ambiente in cui si trova colui che ha compreso.<br \/>\nLa parola chiave de \u00abL\u2019Altrofilm\u00bb \u00e8 \u201cricerca\u201d. La sua mission \u00e8 quella di supportare ogni opera di ricerca che tenda verso il concetto di Arte e, con mio grande piacere, \u00e8 stato visto questo bagliore anche in <i>Registe<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-32484\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe_04.jpg\" alt=\"registe_04\" width=\"620\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe_04.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe_04-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>AG: Verso la conclusione del film Cecilia Mangini dice che gi\u00e0 oggi, e nel futuro ancora di pi\u00f9, sempre pi\u00f9 donne si affacceranno alla professione di registe cinematografiche. Qual \u00e8 la tua opinione? Del resto anche tu sei una regista, anche tu, come le colleghe intervistate, condividi una professione cos\u00ec meravigliosa e difficile&#8230;<\/b><\/p>\n<p><b>DD&#8217;E:<\/b> Ho voluto terminare il viaggio con questa frase di Cecilia Mangini perch\u00e9 \u00e8 necessario che il numero di registe aumenti per poi, un giorno, arrivare alla conclusione del suo pensiero: \u00abIl cinema non \u00e8 maschile n\u00e9 femminile, il cinema \u00e8 cinema e basta\u00bb.<br \/>\nCredo che oggi i tempi siano maturi per dare a uomini e donne gli stessi strumenti necessari per trasformare il mondo del cinema e portarlo ad un livello dove maschile e femminile si fondano in un\u2019unica cosa.<\/p>\n<p><b>AG: C&#8217;\u00e8 una cosa che mi interessa in particolar modo domandarti. Quale attenzione ha avuto questo tuo lavoro sulla stampa, sui giornali, online? Ma soprattutto: c&#8217;\u00e8 stata una maggiore attenzione da parte di giornaliste o critiche cinematografiche di sesso femminile oppure non hai riscontrato alcuna divaricazione di genere nell&#8217;attenzione al tuo film?<\/b><\/p>\n<p><b>DD&#8217;E:<\/b> L\u2019ottima risposta della critica \u00e8 stata una grande inaspettata sorpresa, amplificata dal fatto che coloro che si sono pi\u00f9 avvicinati a ci\u00f2 che desideravo trasmettere sono stati tanti uomini quante donne. Mi ha fatto molto piacere questa trasversalit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-32486\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe_06.jpg\" alt=\"registe_06\" width=\"620\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe_06.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe_06-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>AG: Stai gi\u00e0 lavorando a un nuovo progetto da regista?<\/b><\/p>\n<p><b>DD&#8217;E:<\/b> Un\u2019idea continua a saltellare nella mia mente, ma non so quale forma prender\u00e0\u2026 per ora si avvicina pi\u00f9 alla fotografia o alla video\/arte che ad un\u2019opera di narrazione.<\/p>\n<p><b>AG: Da pochi giorni <i>Registe<\/i> \u00e8 disponibile in DVD. Che parole useresti per convincere il lettore di questa intervista ad acquistarne una copia?<\/b><\/p>\n<p><b>DD&#8217;E:<\/b> Consiglierei al lettore, di qualsiasi sesso, di guardarsi allo specchio e farsi spingere dalla curiosit\u00e0 di attraversare questa barriera e conoscere un\u2019altra parte di se stesso che il mondo si diverte a far emergere e oscurare, far emergere e oscurare, in continuazione. \u2022<\/p>\n<p><i>\u2013 Ottobre 2014<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-32485\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe_05.jpg\" alt=\"registe_05\" width=\"620\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe_05.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/registe_05-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>REGISTE &#8211;\u00a0Dialogando su una lametta<\/b><br \/>\n<span style=\"font-family: Georgia; font-size: small;\"><b>Regia, soggetto, sceneggiatura, montaggio:<\/b> Diana Dell\u2019Erba<br \/>\n<b>Fotografia:<\/b> Alvise Pasquali<br \/>\n<b>Musiche originali:<\/b> Giulio Castagnoli eseguite dall\u2019Orchestra Femminile Italiana<br \/>\n<b>Scenografia:<\/b> Vincenzo Fiorito<br \/>\n<b>Costumi:<\/b> Elena Valenti<br \/>\n<b>Trucco:<\/b> Vanessa Ferrauto<br \/>\n<b>Acconciature:<\/b> Marco Todaro<br \/>\n<b>Interpreti (Elviara Notari fuori dal tempo):<\/b> Maria de Medeiros (Elvira Notari), Eugenio Allegri (Poeta Vincenzo Caccavone), Toni Pandolfo (Uomo sparo), Marco Sabatino (Nicola Notari), Gian Maria Villani (Eduardo Notari), Rebecca Volpe (Lilith), Gloria Ramondetti (Attrice)<br \/>\n<b>Interviste:<\/b> Lina Wertm\u00fcller, Cecilia Mangini, Francesca Archibugi, Francesca Comencini, Wilma Labate, Cinzia TH Torrini, Roberta Torre, Antonietta De Lillo, Giada Colagrande, Donatella Maiorca, Anne Riitta Ciccone, Maria Sole Tognazzi, Ilaria Borrelli, Anna Negri, Nina di Majo, Susanna Nicchiarelli, Elisa Mereghetti, Alina Marazzi, Paola Randi, Donatella Baglivo, Stefania Bonatelli, Anselma Dell\u2019Olio, Eliana Lo Castro Napoli, Gian Luigi Rondi, Silvana Silvestri<br \/>\n<b>Produzione:<\/b> Louis Nero Film \u2013 L&#8217;Altrofilm<br \/>\n<b>Formato:<\/b> DCP e 35mm<br \/>\n<b>Paese:<\/b> Italia<br \/>\n<b>Anno:<\/b> 2013<br \/>\n<b>Durata:<\/b> 76&#8242;<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.altrofilm.it\/registe\"><b>SITO<\/b><\/a> \u2022 <b><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/registefilm\">FACEBOOK<\/a>\u00a0\u2022\u00a0<\/b><b><a href=\"http:\/\/www.altrofilm.it\/portal\/shop\/\">COMPRA IL DVD<\/a><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Diana Dell&#8217;Erba<\/b> (Torino, 1982) inizia ad interessarsi al mondo della recitazione fin dalla giovane et\u00e0 ed intenzionata ad approfondire sempre pi\u00f9 l&#8217;argomento studia con insegnanti come Mamadou Dioume, allievo di Peter Brook. Affianca il percorso formativo a quello attoriale partecipando a diversi film e cortometraggi (<i>Vincere<\/i> di Marco Bellocchio, <i>Rasputin<\/i> e <i>Il Mistero di Dante<\/i> di Louis Nero, <i>La donna della toilette<\/i> di Alberto Viavattene).<\/p>\n<p>Comprende che il lavoro dell&#8217;attore pu\u00f2 rappresentare una strada di ricerca e miglioramento della propria persona, ma si sente limitata nell&#8217;ambito della creazione; cos\u00ec presto inizia a interessarsi all&#8217;intero funzionamento della macchina cinematografica, affiancando la sua carriera da attrice e quella di fotografa e assistente alla regia.<\/p>\n<p>Nel 2013 firma la sua opera prima <i>Registe &#8211; Dialogando su una lametta<\/i>. Film\/documentario sul cinema firmato al femminile e sulla pioniera Elvira Notari, interpretata dall&#8217;attrice Maria De Medeiros, essa \u00e8 la messa in opera della tesi <i>Donne alla macchina da presa. Uno sguardo di genere sulla regia<\/i> con la quale si \u00e8 laureata in Sociologia nel 2010.<\/p>\n<p>[Tratto dal pressbook del film]<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel luglio di quest&#8217;anno ho pubblicato su \u00abRapporto Confidenziale\u00bb un articolo intitolato Il maschilismo del cinema italiano (2000-2013). Ho preso in esame quattordici anni produzione cinematografica (tenendo conto solo di lungometraggi) e calcolato quanti di questi sono stati diretti da uomini e quanti da donne. 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