{"id":32507,"date":"2014-10-14T15:16:54","date_gmt":"2014-10-14T13:16:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32507"},"modified":"2017-01-09T02:23:31","modified_gmt":"2017-01-09T01:23:31","slug":"people-gerard-damiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32507","title":{"rendered":"People > Gerard Damiano"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-32650\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_pavlov.jpg\" alt=\"bocca_pavlov\" width=\"1120\" height=\"840\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_pavlov.jpg 1120w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_pavlov-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_pavlov-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_pavlov-436x327.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_pavlov-1112x834.jpg 1112w\" sizes=\"auto, (max-width: 1120px) 100vw, 1120px\" \/><br \/>\n<strong>GERARD DAMIANO&#8217;S PEOPLE<\/strong><br \/>\n<em>People<\/em> \u2022 Gerard Damiano \u2022 USA\/1978<br \/>\na cura di Fabrizio Fogliato<br \/>\nin <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=26974\">Rapporto Confidenziale 38<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"padding-left: 150px;\"><i>\u00abL\u2019erotismo non \u00e8 una moda, \u00e8 una componente essenziale della nostra vita, ecco perch\u00e9 \u00e8 sempre attuale e interessa chiunque, in qualunque parte del mondo.\u00bb<br \/>\n&#8211; Gerard Damiano<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una settimana di lavorazione e un budget di 23.000 dollari, tanto ha richiesto il tournage di <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=5065\"><i>Deep Throat<\/i><\/a> (\u00abNon \u00e8 un film\u2026 \u00e8 uno scherzo!\u00bb, disse il suo autore). Quando nel giugno del 1972 al Mature World Theatre di New York venne presentato Deep Throat (Gola profonda) di Gerard Damiano, il mondo del cinema e la societ\u00e0 intera ebbero un sussulto. Il film incasser\u00e0 dal 1972 a oggi, oltre 600 milioni di dollari, cifra che lo colloca a pieno titolo nella classifica dei dieci migliori incassi di tutti i tempi, assieme a <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=20750\"><i>Titanic<\/i><\/a>, <i>E.T. l\u2019extra-terrestre<\/i> e <i>Biancaneve e i sette nani<\/i>. Quello che poteva diventare un elemento complementare del cinema mainstream, cio\u00e8 il rendere esplicito all\u2019interno della narrazione l\u2019atto sessuale, venne ben presto fagocitato dalla logica commerciale e ostracizzato dal diffuso ma ipocrita perbenismo, spingendo la pornografia a chiudersi in un ghetto dorato. La pornografia rinuncia cos\u00ec ad essere narrativa e si auto-destruttura fino diventare oggi giorno: o semplice addizione di performance sessuali (i cosiddetti <i>Wall to Wall<\/i>) o a categorizzarsi in miriadi di sotto-generi per soddisfare ogni singola perversione. Nato nel Bronx il 4 Agosto 1928 (e morto il 25 Ottobre 2008, a Fort Mayers in Florida), Gerard Damiano fino alla fine degli anni \u201970 fa il parrucchiere nel Queens dove possiede, con la moglie, due saloni di bellezza. Nel 1968 grazie ad un suo dipendente che frequenta il mondo del cinema, Damiano accetta di fare da truccatore-estetista per alcuni film indipendenti. Poco alla volta si appassiona e impara il mestiere. Nel 1970 gira Sex USA, un filmino in 8-mm. sul nascente mondo del porno americano, firmandolo con lo pseudonimo di Jerry Gerard. Quindi fonda una sua etichetta indipendente: la Gerard Damiano Film Production Inc. Ne possiede la maggioranza, ma due terzi sono in mano alla famiglia mafiosa dei Peraino. Proprio da qui arriveranno i soldi per finanziare <i>Deep Throat<\/i>, e grazie all\u2019incredibile successo del film avr\u00e0 inizio la sua carriera come \u201cautore\u201d di film pornografici.<\/p>\n<p>Quelli che gira fino al 1985 (anno di <i>Cravings<\/i>) sono veri e propri film narrativi, in alcuni dei quali vengono affrontate tematiche sociali, psicologiche e religiose, senza mai rinunciare alla recitazione e trasportando l\u2019erotismo al di fuori delle scene di sesso: \u00abDamiano sa costruire con abilit\u00e0 una struttura pornografica superando di gran lunga il semplice film-pretesto di esibizioni hardcore. Tutto nei suoi film rimanda continuamente all\u2019erotismo e nulla \u00e8 pura parentesi, momento di stacco e di attesa tra un amplesso e l\u2019altro: nulla cio\u00e8 viene lasciato al caso, nulla viene subito come un momento inevitabile, una necessaria soluzione di continuit\u00e0 tra situazioni di pura esibizione genitale\u00bb (Franco La Polla, <i>Sogno e realt\u00e0 americana nel cinema di Hollywood<\/i>, Laterza, Roma, 1987, p.328). Damiano dunque \u00e8 autore a tutto tondo in un genere dove la critica, di solito, non ne riconosce, e <i>Gerard Damiano\u2019s People<\/i>, film a episodi del 1978, oltre a rappresentare il momento-sintesi di elaborazione della sua ossessione registica (la fellatio), vuole essere un ritratto della societ\u00e0 americana del tempo e un\u2019allegoria sul tema del desiderio. Un lavoro fortemente autoriale e personale (come ben dimostra il titolo originale), che pone il regista newyorkese di fronte al mettere in scena se stesso e al trasformare il film in un vero e proprio flusso di coscienza. Il suo modo di intendere il cinema hard \u00e8 espresso al meglio dalla sua viva voce: \u00abAlcuni istanti, forse frazioni di secondo, prima dell\u2019orgasmo, l\u2019uomo assume un\u2019espressione bellissima. I muscoli si contraggono, il respiro si fa flebile e ansimante, e sul volto la pelle disegna i tratti di una maschera inquietante, quasi espressionista. Per fissare questo momento unico e irripetibile giro sempre con due macchine da presa: una orientata sui genitali e l\u2019altra fissa sul primo piano dell\u2019attore, pronta a cogliere ci\u00f2 che succede sul suo viso.(&#8230;) L\u2019orgasmo \u00e8 l\u2019unica attivit\u00e0 dove l\u2019uomo non pu\u00f2 mentire, perch\u00e9 in quell\u2019istante, anche per una frazione di secondo, il suo viso \u00e8 privo di segreti\u00bb (in AA.VV., <i>Diva Blue<\/i>, Giugno 1986; traduzione mia).<\/p>\n<p>Girato prevalentemente in interni, in ambienti \u201cfamiliari\u201d e riconoscibili da tutti, con un\u2019attenzione particolare alla quotidianit\u00e0 degli eventi, <i>Gerard Damiano\u2019s People<\/i> rappresenta uno dei momenti pi\u00f9 alti del porno esistenziale del regista newyorchese: senza enfasi, con una vena persistente di malinconia, con una recitazione misurata (anche nelle scene di sesso) e interpretato da attori non pi\u00f9 giovani, rispecchia il realismo ordinario della vita delle persone comuni (questo il senso del titolo) e contiene una vera e propria perla cinematografica (l\u2019episodio <i>First Things First<\/i>), nella quale il regista racconta se stesso e definisce il suo \u201cmetodo\u201d. <i>Gerard Damiano\u2019s People<\/i> \u00e8 prodotto, scritto, montato e diretto da Gerard Damiano, con maniacale cura dei dettagli, e con una attenzione particolare ai codici cinematografici secondari: la fotografia di Joao Fernandez, in ogni episodio costituisce un valore aggiunto, capace di rendere ambigue anche le situazioni pi\u00f9 normali (come nell\u2019episodio intitolato <i>The Game<\/i>) o di tradurre in espressionismo, attraverso ombre, tagli di luce e monocromie, l\u2019allegoria del voyeurismo (in <i>The Exhibition<\/i>). La musica, diretta da Alan Silvestri, rappresenta un corollario imprescindibile nell\u2019opera dell\u2019autore del Bronx. Dall\u2019utilizzo di brani classici, passando per la rivisitazione di melodie struggenti e coinvolgenti, ogni momento del film \u00e8 sottolineato da partiture che non compongono semplice sfondo musicale, bens\u00ec un tappeto sonoro che coniuga erotismo ed emozioni. Il parterre di attori, inoltre \u00e8 rappresentativo della capacit\u00e0 del regista di valorizzare la recitazione nel porno e di conferire attraverso essa solidit\u00e0 coerenza e credibilit\u00e0 a tutto l\u2019impianto narrativo; a maggior ragione questo \u00e8 evidente in un film a episodi come <i>Gerard Damiano\u2019s People<\/i> in cui nello spazio di una decina di minuti (e in alcuni episodi senza l\u2019utilizzo delle parole) il regista riesce a tratteggiare persino psicologie e caratteri convincenti. \u00abIl sesso non dovrebbe mai essere del tutto prevedibile o affidarsi alla quantit\u00e0: affinch\u00e9 una scena erotica sia efficace, occorre mettere il pubblico in condizione di identificarsi con le emozioni interiori dei personaggi.\u00bb (Gerard Damiano in \u00abCiak\u00bb, marzo 1986)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-32509 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_02.jpg\" alt=\"bocca_02\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_02-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>PART I: The Game<\/b><\/p>\n<p><i>Un uomo<\/i> (Jamie Gillis) <i>e una donna<\/i> (Sirena) <i>si ritrovano a casa dopo una giornata di lavoro. L\u2019uomo \u00e8 un imbianchino intento a finire di dipingere una parete della casa della donna. La donna lo rimprovera per il disordine, lo invita a finire in fretta il lavoro e sale al piano di sopra per farsi un bagno. Dopo un po\u2019 Carl, questo il nome dell\u2019uomo, sale anche lui, bussa alla porta, comunica alla donna di avere finito il lavoro; vede la donna discinta e dopo essersi assicurato che il marito non torner\u00e0 fino a sera, la aggredisce brutalmente e la forza a una fellatio selvaggia. La donna, dopo un attimo di sorpresa si abbandona alle richieste dell\u2019uomo. Dopo una dissolvenza, l\u2019uomo e la donna sono sdraiati su una poltrona, in atteggiamento complice e dolce; attraverso una telefonata ricevuta si rivelano essere marito e moglie.<\/i><\/p>\n<p>Gerard Damiano, prende una classica situazione da film porno, la moglie annoiata e l\u2019imbianchino prestante, e la trasforma in una riflessione sull\u2019intimit\u00e0 della coppia. La vicenda \u00e8 narrata con realismo e naturalezza. L\u2019utilizzo della musica \u201cautunnale\u201d, dolce e struggente, contrasta (volutamente) con la brutalit\u00e0 del rapporto orale. Cos\u00ec come la masturbazione solitaria della donna con il getto della doccia, che anticipa la fellatio, viene ripresa da Damiano mescolando abilmente eccitazione e tensione, restituendo allo spettatore una sensazione inquietante e disagevole. L\u2019attenzione del regista per la messa in scena \u00e8 totale, come ben dimostra il quadro, con la donna nuda, nel bagno alle spalle di Serena, vero e proprio \u201cduplicato meccanico\u201d della donna e del suo desiderio. L\u2019equilibrio iniziale \u00e8 interrotto dall\u2019intrusione del perturbante freudiano, che altera improvvisamente la formalit\u00e0 del rapporto e in un crescendo emotivo di turbamento, interroga lo spettatore. Il montaggio alternato tra i genitali dell\u2019uomo e il suo volto (durante la fellatio), unito alle indicazioni che egli d\u00e0 alla donna, tendono a rappresentare un desiderio maschile, selvaggio e complesso, sostenuto dalla donna che esprime tutta la sua animalit\u00e0 \u201crepressa\u201d; non perversione ma trasgressione quindi, che per\u00f2 se inserita all\u2019interno della vita coniugale diventa norma. La dimensione domestica e intima (il bagno di casa) in cui si svolge la sequenza, contribuisce ad acuire quel senso di spaesamento, mostrato dai protagonisti, e al contempo restituisce la visione di una relazione complice in cui il sesso si trasforma in gioco, e sfugge alle regole del mondo esterno. Poi tutto si ricompone, marito e moglie a letto in atteggiamento tenero e rilassato, il telefono squilla e giunge l\u2019invito a pranzo della madre di lei: l\u2019uomo accetta senza batter ciglio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>PART II: Goodbye<\/b><\/p>\n<p><i>James<\/i> (Richard Bolla [Robert Kerman] &#8211; non accreditato)<i> e Louise<\/i> (Christie Ford &#8211; non accreditata)<i>, sono seduti attorno ad un tavolo di vetro imbandito, sul quale risalta un mazzo di fiori blu. Il rapporto tra i due \u00e8 teso. La donna invita l\u2019uomo a dirgli cosa le deve dire, ma lui tende a rimandare il momento. All\u2019improvviso, seccata per l\u2019attesa Louise gli confessa di avere saputo, che egli non torner\u00e0, dalla sua segretaria Francine. James, sorpreso le racconta che per lui il viaggio \u00e8 importante e che il lavoro a cui \u00e8 chiamato potrebbe cambiare la loro vita. Louise esprime tutto il suo disappunto, ma quando James \u00e8 sul punto di andarsene, lo ferma e lo invita a rimanere. Poi i due si abbandonano ad un tenero amplesso.<\/i><\/p>\n<p>Verit\u00e0 e menzogna all\u2019interno del rapporto di coppia. In <i>Goodbye<\/i>, Gerard Damiano affronta il tema delle responsabilit\u00e0 individuali e le conseguenze che le scelte, legate ad esse, comportano. Lo scambio di battute al vetriolo tra i due, prima dell\u2019amplesso \u00e8 molto significativo. La scena \u00e8 costruita con l\u2019uomo, sulla destra del quadro, in primo piano a mezza figura con le spalle rivolte alla donna, mentre questa \u00e8 sullo sfondo in profondit\u00e0 di campo, ad evidenziare tutta la distanza che intercorre tra i due. James: \u00abNon intendevo fartelo sapere cos\u00ec&#8230; \u00bb, interrotto da Louise: \u00abBeh! In che modo allora&#8230; Quando? Prima o dopo aver fatto l\u2019amore, o magari durante&#8230; Succhialo bene tesoro, partir\u00f2 domani e non torner\u00f2 pi\u00f9&#8230; ingoialo bene amore&#8230; \u00bb. Gerard Damiano indugia sui comportamenti maschili, ipocriti e falsi, con i quali, l\u2019uomo, prima prova a sedurre (la tavola imbandita, il vino, i fiori&#8230;) e poi, una volta scoperto, si trasforma in vittime. Se la donna non fosse venuta a conoscenza della verit\u00e0 da Francine (non a caso un\u2019altra donna), l\u2019uomo avrebbe consumato l\u2019amplesso e, senza batter ciglio, avrebbe abbandonato la donna senza farle avere pi\u00f9 sue notizie.<\/p>\n<p>Il maschio, per Damiano, \u00e8 un opportunista cinico e spietato, concentrato solo sulla sua performance, sia sessuale che lavorativa. Nella scena che segue la confessione, l\u2019uomo in ginocchio ai piedi della donna afferma: \u00ab\u00c8 la mia grande occasione Louise&#8230;\u00bb, ma la risposta \u00e8 raggelante: \u00abE io cosa dovrei fare?&#8230; aspettare e fare la muffa con le mani tra le gambe?\u00bb. La crudezza dei dialoghi del cinema di Gerard Damiano, \u00e8 lo strumento attraverso cui il regista del Bronx racconta la \u201cguerra\u201d tra i sessi, riuscendo a dire con i suoi film cose sconvenienti e per nulla concilianti con il pubblico, mantenendo sempre un interessante distacco oggettivo. In questo breve episodio l\u2019apparente levit\u00e0 del tono, \u00e8 appunto solo tale, come dimostrano sia i dialoghi taglienti, sia la caratterizzazione dei personaggi. Se il maschio \u00e8 crudele, la donna non \u00e8 esente da colpe. Louise, infatti, ingenuamente pensa di poter trattenere James concedendogli il suo corpo, ed \u00e8 incapace di rinunciare all\u2019innamoramento al punto di accettare la sofferenza dell\u2019abbandono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-32510 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_03.jpg\" alt=\"bocca_03\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_03.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_03-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>PART III: Once Upon A Time<\/b><\/p>\n<p><i>Senza parole, solo gesti, mentre la musica del Bolero di Ravel fa da sfondo alla fellatio praticata da una donna truccata da colomba<\/i> (Kasey Rodgers)<i> ad un uomo<\/i> (Eric Edwards)<i> che indossa un lungo mantello nero. Parallelamente, accanto<\/i> (nella stanza o in un altro tempo)<i>, due donne<\/i> (Paula Pratense e Sue Swan [Susan McBain])<i> praticano una fellatio ad un inserviente che precedentemente ha acceso le candele. Dopo l\u2019orgasmo, la donna-colomba addenta il collo dell\u2019uomo dal lungo mantello, e quando si alza dal letto nella sua bocca fanno la loro comparsa due sottili canini.<\/i><\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 differenza tra passato e presente e il sesso attraversa la dimensione reale per confluire in quella del sogno e del desiderio. L\u2019episodio, pu\u00f2 essere letto anche come \u201cflashback\u201d dell\u2019inserviente, desideroso di diventare \u201cpadrone\u201d e di essere assecondato nelle sue richieste da ancelle mute e servizievoli. Il Bolero di Maurice Ravel, il suo continuo e progressivo crescendo accompagna l\u2019azione orale delle tre donne; la macchina da presa asseconda i movimenti, inquadra esasperati dettagli del glande e della lingua; il membro dell\u2019uomo si inturgidisce al ritmo degli stacchi raveliani; tutto \u00e8 finalizzato, attraverso un montaggio ipnotico e ossessivo, alla rappresentazione di una sinfonia sessuale. La fellatio, ossessione del regista, qui si trasforma in rito. Dal trucco, alla vestizione delle ancelle, tutto \u00e8 mostrato attraverso l\u2019alternarsi di dettagli raffinati ed eleganti, in cui labbra, lobi delle orecchie e sopracciglia diventano elementi erotici imprescindibili, mentre le trasparenze dei tessuti conferiscono un\u2019aura di mistero e desiderio, pregnanti, a tutta la messa in scena. Il finale \u201cvampiresco\u201d \u00e8 metafora (persino banale) del desiderio: di quel \u201cvampiro nascosto\u201d presente in ogni essere umano e che trova sfogo e cittadinanza visiva attraverso l\u2019azione sessuale; un \u201cvampiro\u201d che si manifesta al culmine dell\u2019orgasmo per approfittare dell\u2019abbandono e dello sfinimento estatico della \u201cvittima\u201d. Gerard Damiano si dimostra qui, un <i>metteur en sc\u00e8ne<\/i> di alta classe, raffinato e colto, capace di tradurre per immagini tutto l\u2019erotismo e la sensualit\u00e0 del capolavoro di Maurice Ravel.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>PART IV: The Exhibition<\/b><\/p>\n<p><i>Una coppia di borghesi di mezza et\u00e0 \u00e8 seduta dentro una stanza grigia e anonima. L\u2019uomo<\/i> (Vince Benton)<i> \u00e8 seduto su una sedia, mentre la donna<\/i> (Burgandy Grant [Ellyn Grant])<i> \u00e8 adagiata su una poltrona. Di fronte a loro, due donne vestite con lingerie fetish<\/i> (Michelle e Kelly Green)<i> si intrattengono in una performance lesbo-sadomasochista. L\u2019uomo rimane immobile, fuma una sigaretta e osserva tutto con distacco, mentre la donna comincia a toccarsi, stacca una piuma dal suo cappello e si masturba lentamente con essa. Ad un certo punto, dall\u2019alto, scende una gabbia, da cui viene fatto uscire un uomo che indossa borchie e fasce di pelle nera. Viene fatto sdraiare su un tavolo dalle due lesbiche che gli praticano un fellatio, e dopo l\u2019orgasmo si scambiano il suo sperma di bocca in bocca.<\/i><\/p>\n<p>La rappresentazione fetish come spettacolo, il sesso come teatro, l\u2019esibizione dell\u2019estremo come performance artistica e il voyeurismo come stile di vita. <i>The Exhibition<\/i> \u00e8 tutto questo (forse troppo o forse troppo poco), perch\u00e9 in questi pochi minuti lineari solo all\u2019apparenza \u00e8 racchiusa tutta la complessit\u00e0 latente dell\u2019hard di Gerard Damiano. Qui la fellatio, non \u00e8 centrale come negli altri cinque episodi, ma solo elemento di corredo della rappresentazione pornografica. \u201cPadrone e servo\u201d, mimati dalle due performer, per traslato sono rappresentati dalla coppia borghese uomo e donna che osserva, e per metonimia da tutte le coppie che guardano dall\u2019altra parte dello schermo.<br \/>\nI comportamenti sono opposti rispetto alle convenzioni: l\u2019uomo (destinatario e fruitore della pornografia), qui \u00e8 un essere immobile che, in atteggiamento contemplativo osserva quando accade davanti a i suoi occhi, privo di qualunque forma di eccitamento; egli non appare interessato, n\u00e9 tanto meno stimolato dalla scena fetish. Viceversa la donna (vittima della pornografia), qui appare disinvolta e sicura di s\u00e9: lentamente si abbandona ai sensi, senza n\u00e9 inibizioni, n\u00e9 pudore, ma anzi mostra un interesse morboso per il rapporto saffico, parallelamente alla ricerca di un godimento sempre pi\u00f9 intenso (l\u2019uso della piuma). Pi\u00f9 la situazione che vede diventa perversa, pi\u00f9 il suo eccitamento si acuisce e mostra qualcosa di intimo e inconoscibile (gli insistenti primi piani sul volto \u201csconvolto\u201d dal piacere).<\/p>\n<p>Con <i>The Exhibition<\/i>, Gerard Damiano, sfugge ogni convenzione, si concentra sul desiderio femminile e sulla sua deriva, prende coscienza della sua indefinibilit\u00e0 e mostra il mistero del piacere. L\u2019esclusione ontologica del maschio, con il compagno che \u00e8 presenza statica e taciturna e con l\u2019altro uomo ridotto a puro \u201coggetto\u201d di piacere, solo membro (poich\u00e9 anche il volto \u00e8 coperto), necessario al soddisfacimento del piacere femminile, richiama ad un erotismo inquietante e allarmante, capace di annullare la visione fallocentrica della pornografia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>PART V: First Things First<\/b><\/p>\n<p><i>Un padre<\/i> (Gerard Damiano) <i>raggiunge la figlia nella sua camera, mentre la ragazza \u00e8 intenta a prepararsi davanti allo specchio. Sally<\/i> (Samantha Fox)<i>, rifiuta l\u2019invito che il padre le fa per uscire e gli confessa di avere una relazione con un uomo. Il padre le pone domande sull\u2019innamoramento, e alle sue risposte titubanti, contrappone il suo fallimento matrimoniale. La donna si spoglia della biancheria intima bianca e indossa una provocante lingerie nera, si trucca e si disegna anche un finto neo sulla guancia, mentre la musica di un carillon infantile fa da sfondo. Sally \u00e8 a letto con il suo compagno<\/i> (Paul Thomas)<i> e dopo avergli praticato una fellatio, la ritroviamo nella sua cameretta, mentre indossa un vestito da donna e chiede al padre di chiuderle la lampo sulla schiena. Il padre rinnova la sua richiesta per uscire e la giovane prima accetta, poi, quando l\u2019uomo si allontana, dice che lo far\u00e0 solo se sar\u00e0 libera&#8230;<\/i><\/p>\n<p>L\u2019espressione idiomatica che d\u00e0 il titolo all\u2019episodio significa \u201cle cose pi\u00f9 importanti si fanno per prime\u201d, mentre il coinvolgimento in prima persona del regista, tradisce un chiaro intento autobiografico. <i>First Things First<\/i> \u00e8 una piccola perla cinematografica, costruita attorno all\u2019ambiguit\u00e0 dei rapporti familiari e non. Per gran parte chiuso tra le quattro parerti della stanza di Sally, con il quadro nel quadro costituito dallo specchio a tre parti, riflette profondamente sulla \u201cperdita\u201d dei figli da parte dei padri. Quando l\u2019uomo, prima di aver discusso con la figlia, avergli ricordato che si tratta solo del primo amore, ed essersi sentito replicare il suo fallimento, prende il pacchetto di sigarette, ne tira fuori l\u2019ultima e con disappunto lo accartoccia e lo getta via, un gesto, di per s\u00e9 insignificante, diventa rappresentazione del suo disagio di fronte alla figlia cresciuta (lo zoom che apre la scena mostra, in primo piano, un coniglio di peluche appoggiato al letto della ragazza), e forse, nei confronti di una relazione incestuosa (come viene suggerito). Lo scambio di battute \u00e8 particolarmente significativo se messo in relazione alle immagini; l\u2019uomo \u00e8 seduto sulla poltrona, mentre la ragazza seduta davanti allo specchio gli d\u00e0 le spalle. Padre: \u00abIl primo amore, sei troppo giovane per fare sul serio. Cosa vuol dire \u201cpenso di amarlo\u201d? Tua madre e io non abbiamo dovuto pensarlo, lo sapevamo\u00bb; Sally: \u00abLo sapevate? E allora che \u00e8 successo?\u00bb; padre: \u00abHo provato credimi, sai, ho provato, ma alla fine&#8230; non avevamo pi\u00f9 la stessa opinione, questo \u00e8 tutto.\u00bb<\/p>\n<p>La relazione padre\/figlia \u00e8 giocata su un doppio registro, da un lato quello dell\u2019ambiguit\u00e0 incestuosa mostrata attraverso ammiccamenti suggeriti o momenti \u201cnegati\u201d (come quando la ragazza si sveste e riveste e non si capisce se l\u2019uomo continui a essere seduto nella stanza), o dallo scambio, crudele, di battute posto dopo la fellatio, in cui la figlia intima al padre di non nominare la madre; e dall\u2019altro quello della genitorialit\u00e0 come strumento di insegnamento, come si evince sia dal desiderio espresso dall\u2019uomo affinch\u00e9 la ragazza si sposi abbia una casa e dei figli (ma lei si oppone a questo conformismo), sia dal fatto che dopo che il padre ha detto a Sally <i>First Things First<\/i> \u00e8 lei stessa, poco dopo, a ripeterlo al suo ragazzo prima di iniziare il rapporto orale e in risposta alle domande del giovane se lei abbia o meno parlato al padre della loro relazione. Ma l\u2019episodio riflette anche sul fatto che la sessualit\u00e0 in ambito familiare resta un argomento tab\u00f9 e su come spesso i genitori vivano nella convinzione\/desiderio di avere con loro degli eterni bambini (Padre: \u00abLo so, sei cresciuta, ma sei ancora la mia bambina\u00bb). Mentre invece, a letto con il suo ragazzo, prima del rapporto orale, \u00e8 Sally ad affermare: \u00abMa una cosa \u00e8 vitale per me&#8230; il tuo sesso\u00bb, mostrando tutta la distanza che intercorre tra le relazioni sentimentali (di ogni natura), visto che \u00e8 lei stessa nel finale a ricordare al padre: \u00ab\u00c8 un tipo diverso di amore. Nessuno potrebbe mai rimpiazzare te.\u00bb<\/p>\n<p>Il porno esistenzialista di Damiano, in questi 11 minuti trova uno dei suoi momenti pi\u00f9 intensi e sinceri, corredati da una regia studiata meticolosamente che abilmente gioca con campo e fuori-campo per destabilizzare e interrogare lo spettatore. Il ricorso agli oggetti come elementi simbolici, lo specchio dal cui riflesso il padre \u00e8 escluso, il carillon, che gira in primo piano, con la bambina nuda, davanti allo specchio nel cui riquadro si riflette il pube villoso della ragazza ormai cresciuta, il pacchetto di sigarette vuoto, l\u2019utilizzo di biancheria intima bianca prima e nera poi, tutto \u00e8 finalizzato a raccontare attraverso parole e immagini il passaggio da bambina a donna, mentre sullo sfondo si avverte tutto il malessere e il disagio paterni per quella perdita che egli (forse esagerando) reputa irreversibile. L\u2019aspetto hard, in <i>First Things First<\/i> \u00e8 secondario, ridotto a dettaglio della fellatio, breve e quasi sfuggente, mentre \u00e8 tutto l\u2019aspetto narrativo a trasudare erotismo e a costituire un esempio (forse) irripetibile di cinema pornografico, oltre ad essere testimonianza, folgorante e inattaccabile, del fatto che con Gerard Damiano il cinema hard diventa d\u2019Autore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-32511 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_04.jpg\" alt=\"bocca_04\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_04.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_04-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PART VI: The Hooker<\/strong><\/p>\n<p><i>Uno sfaccendato<\/i> (Bobby Astor [Bobby Astyr]) <i>steso sul letto di una stanza d\u2019albergo, attende l\u2019arrivo di Mary Lou<\/i> (June Meadows [Heather Young])<i>, contattata tramite un\u2019agenzia. Il cliente si prodiga in uno sproloquio incentrato sul disprezzo generico per le donne, prima di consumare un comico e ridicolo rapporto sessuale.<\/i><\/p>\n<p>Il pi\u00f9 debole e il pi\u00f9 inutile degli episodi di <i>Gerard Damiano\u2019s People<\/i>: gretto, anonimo (anche registicamente), privo di spunti, altro non \u00e8 che la trasposizione elegante di un <i>loop<\/i>. Damiano, tratteggia due personaggi monodimensionali e macchiettistici e torna i toni da commedia degli esordi \u2013 ormai fuori dalle proprie corde come dimostrer\u00e0 il mediocre <i>Never So Deep<\/i> (Mai cos\u00ec profondo, 1982), e gira <i>The Hooker<\/i> solo per raggiungere il metraggio necessario alla distribuzione.<\/p>\n<p>Siamo nel 1978, fuori dal periodo d\u2019oro della pornografia narrativa, ma <i>Gerard Damiano\u2019s People<\/i> \u00e8 la dimostrazione che questo genere non ha esaurito temi, spunti e cose da dire nel giro di pochi anni. Sono in pochi \u00e8 vero, Damiano su tutti, i registi che si \u201costinano\u201d a raccontare, indagare e scavare nella carne e nell\u2019animo umano, ma i risultati sono sbalorditivi per il tipo di film in questione. <i>Gerard Damiano\u2019s People<\/i>, a una vista superficiale, \u00e8 un film facilmente liquidabile come una serie di \u201cbarzellette\u201d slegate tra loro e incentrate sulla rappresentazione della fellatio, ma se ci si addentra nell\u2019aspetto intrinseco di sottotesti della pornografia, ecco che diventa l\u2019opera (forse la pi\u00f9 personale del regista) che pi\u00f9 di ogni altra riesce a leggere la trasformazione in atto nella societ\u00e0 americana nel momento di passaggio dalla \u201crivoluzione sessuale\u201d (mancata) all\u2019edonismo del corpo (imminente). <i>Gerard Damiano\u2019s People<\/i> \u00e8 dunque un film di confine che prova (con esiti alterni) a indagare le dinamiche di coppia tra pubblico e privato, come gi\u00e0 il logo del titolo, con un uomo e una donna nudi abbracciati al posto della \u201cL\u201d, sembra suggerire. La costante di rappresentazioni di vite coniugali insoddisfatte, \u00e8 il segno evidente del fallimento della tradizione quanto l\u2019immagine che il logoramento della vita di coppia \u00e8 inevitabile e che, forse, pu\u00f2 essere riscattato solo attraverso pulsioni erotiche disinibite e giocose. Quelle presenti in Gerard Damiano\u2019s People sono vite dolenti, ingrigite e intristite dalla quotidianit\u00e0, che il regista racconta con un erotismo smisurato e normale, in cui il sesso non \u00e8 l\u2019elemento principale ma il corollario di una messa in scena dettagliata e curata in modo maniacale volta a rappresentare la bellezza dell\u2019erotismo e a mostrane tutto il potere implicito e universale, come dimostra il momento della vestizione di Sally in <i>First Things First<\/i>.<\/p>\n<p>Sally \u00e8 seduta davanti allo specchio, si spazzola i capelli e si disegna un finto neo sul volto. Si toglie il reggiseno bianco, si alza e si guarda allo specchio (dettaglio del seno). Di spalle si toglie le mutandine bianche, poi esce di campo e ritorna con la biancheria intima nera che appoggia sul tavolino. Si allaccia il nuovo reggiseno e lo sistema con cura (ripresa in dettaglio). Dettaglio in profondit\u00e0 di campo del pube riflesso nello specchio mentre Sally si allaccia alla vita il reggicalze, in primo piano gira la bambolina del carillon. Sally infila prima la calza sinistra e poi la destra (movimento di macchina a seguire dal piede alla coscia), poi le fissa al reggicalze. Si muove verso sinistra, indossa una vestaglia trasparente e si guarda nello specchio, mentre la stoffa della vestaglia sfuma in dissolvenza in nero. \u2022<\/p>\n<p><em>Fabrizio Fogliato<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-32512 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_05.jpg\" alt=\"bocca_05\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_05.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/bocca_05-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>PEOPLE (GERARD DAMIANO&#8217;S PEOPLE)<\/b><br \/>\n<b>Regia, sceneggiatura:<\/b> Gerard Damiano \u2022 <b>Fotografia:<\/b> Jo\u00e3o Fernandes, James McCalmont \u2022 <b>Montaggio:<\/b> Gerard Damiano, James Wentzy \u2022 <b>Musiche:<\/b> Alan Silvestri \u2022 <b>Suono:<\/b> Jeff Goodman, Steve Rogers, Clark Will \u2022 <b>Trucco:<\/b> Laurie Aiello, Scott Hyman \u2022 <b>Assistenti alla regia:<\/b> Tony DeCarlo, Michael Heit, John Miles \u2022 <b>Scenografie, costumi:<\/b> Vince Benedetti \u2022 <b>Produttore:<\/b> Gerard Damiano \u2022 <b>Interpreti principali:<\/b> Serena, Jamie Gillis, Herschel Savage, Kasey Rodgers, Marlene Willoughby, Eric Edwards, Susan McBain, Michelle, Kelly Green, Vince Benedetti, Ellyn Grant, John Thomas, Samantha Fox, Gerard Damiano, Bobby Astyr, Colleen Anderson, Christie Ford, Robert Kerman \u2022 <b>Produzione:<\/b> Nursery Rhyme Films \u2022 <b>Paese:<\/b> USA \u2022 <b>Anno:<\/b> 1978 \u2022 <b>Durata:<\/b> 74&#8242;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GERARD DAMIANO&#8217;S PEOPLE People \u2022 Gerard Damiano \u2022 USA\/1978 a cura di Fabrizio Fogliato in Rapporto Confidenziale 38 &nbsp; \u00abL\u2019erotismo non \u00e8 una moda, \u00e8 una componente essenziale della 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