{"id":33373,"date":"2014-12-15T00:27:01","date_gmt":"2014-12-14T23:27:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=33373"},"modified":"2014-12-15T01:07:15","modified_gmt":"2014-12-15T00:07:15","slug":"roma-in-girum-imus-nocte-et-consumimur-igni-28-29-30-gennaio-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=33373","title":{"rendered":"Roma \/\/ in girum imus nocte et consumimur igni (28-29-30 gennaio 2015)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33374\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum.jpg\" alt=\"in girum imus nocte et consumimur igni\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum-436x290.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><a href=\"http:\/\/www.nomadica.eu\/\" target=\"_blank\">NOMADICA \u2013 circuito per il cinema di ricerca<\/a><br \/>\nin collaborazione con <a href=\"http:\/\/www.fuoriorario.rai.it\/\" target=\"_blank\">FUORI ORARIO cose (mai) viste<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.fondazionecsc.it\/ct_home.jsp?ID_LINK=7&amp;area=6\" target=\"_blank\">CINETECA NAZIONALE<\/a><br \/>\npresenta<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>in girum imus nocte et consumimur igni<\/strong><br \/>\n<strong>(della catastrofe e dei suoi superstiti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">28-29-30 gennaio 2015<br \/>\nCinema Trevi \u2013 Cineteca Nazionale<br \/>\nVicolo del Puttarello, 25 \u2013 Roma<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ogni catastrofe \u2013 per essere tale \u2013 ha i suoi superstiti. E questi possono essere tali anche se la catastrofe continua, ogni giorno, a seppellirci e a viverci. E noi con essa. L\u2019unico (nostro) modo possibile \u00e8 essere fuori contesto, fuori-luogo, fuori-norma, fuori-tempo, inafferrabili, imprecisi. Ma come riuscire a vivere, a non-esserci, in tale maniera? E allora il tutto coincide forse con un al-di-l\u00e0 in cui a dominare \u00e8 un blob, una catastrofe gi\u00e0 avvenuta, gi\u00e0 realizzata, e noi non facciamo altro che ri-proporla, crearne, diffonderne e disorganizzarne gli sguardi, decentrandoli, nel disastro. In un ulteriore tentativo festeggiamo cos\u00ec i 25anni di Fuori Orario, con i 6 temi\/puntate di ZAUM(*), \u201crovescio speculare di BLOB\u201d, che racchiude le idee e il lavoro del gruppo forse rappresentandone il culmine, e con altri spazi\/film\/cineasti differenti che si alterneranno nelle tre giornate e che \u2013 com\u2019\u00e8 solito di Nomadica \u2013 detoneranno nel tempo in altri rivoli, occhi, sale italiane.<\/p>\n<p>I nomi: Nato Frasc\u00e0, Antonello Matarazzo, Carlo Michele Schirinzi, la redazione di \u201cFuoriOrario cose (mai) viste\u201d, Michelangelo Buffa, Steve Della Casa, John Giorno, Antonello Faretta, Giorgio De Vincenti, Gabriele Anaclerio, Giannalberto Bendazzi, Giacomo Ravesi, Manfredo Manfredi, Mario Addis, Leonardo Carrano, Michela Occhipinti, Fatima Bianchi, Fiorella Mariani, enrico ghezzi e \u2013 presenti\/assenti \u2013 Giulia Mazzone e Giuseppe Spina per Nomadica.<br \/>\n<em>L\u2019intero evento \u00e8 a ingresso gratuito.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(*) su \u201cZAUM \u2013 andare a parare\u201d (2011)<br \/>\nLa cosa (da un altro mondo?) realizzata da enrico ghezzi con Baglivi, Ranga, Esposito, Fina, Franchina, Francia di Celle e Fumarola.<br \/>\nTema di fondo \u00e8 la Catastrofe, immane e assoluta, o acquisita, gi\u00e0 data, sorseggiata, interiorizzata da un decennio che si apre con gli scontri del G8 di Genova intorno al nulla della zonarossa per andare a parare (nell\u2019ultima puntata) sull\u2019attacco in piena luce all\u2019oscurit\u00e0 della caverna Capitale\/Immagine, nel mattino dell\u201911 settembre con le Twin Towers trasformate in fiaccole sinistre prima di crollare.<br \/>\nTenendo conto che la catastrofe pi\u00f9 forte \u00e8 gi\u00e0 avvenuta (naturale e innaturale come tutte le catastrofi) nell\u2019epifania postuma che \u00e8 sempre l\u2019immagine, enrico ghezzi con la redazione di FUORI ORARIO si \u00e8 arrovellato sui materiali dell\u2019anarchivio di Cose (mai) Viste, e altri trovandone e procurandosi, in un montaggio disteso che infatti non \u00e8 un montaggio, ma piuttosto un \u2018tramontaggio\u2019. Pi\u00f9 della met\u00e0 di ogni puntata si impernia su un tema monografico, e il resto \u00e8 costituito per passaggi e striature di altre immagini dagli altri cinque temi principali. I temi quindi, ancor pi\u00f9 che intersecarsi, si accavallano e concorrono, fili paralleli e sovrapposti di memorie che si favoriscono o ostacolano l\u2019un l\u2019altra, in direzione della terra impossibile (e comunque sempre pi\u00f9 catastrofica e catastrofizzata) che \u00e8 il presente.<br \/>\nE il titolo? ZAUM. Ah si, \u00e8 il sogno dei febbrili futuristi russi estremi, Krucenich, e il geniale Velimir Chlebnikov, parola transmentale che non vuol dir nulla appunto perch\u00e9 oltre la mente.<br \/>\nIl tentativo artistico pi\u00f9 spinto e perdente del secolo (gli si affiancarono \u2013 schiacciandolo \u2013 le pi\u00f9 terribili \u2018opere d\u2019arte totali\u2019 del novecento, il regime stalinista e quello nazista), fingere un altro spazio e forma di vita, pensando e immaginando cos\u00ec intensamente da esserlo e diventarlo loro.<br \/>\n(da fuoriorario.rai.it \u2013 Zaum fu trasmesso l\u20198 e il 9 ottobre 2011)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PROGRAMMA<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>mercoled\u00ec 28 gennaio 2015<\/strong><\/p>\n<p><strong>ore 17<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>\u2022 KAPPA<\/strong><br \/>\ndi Nato Frasc\u00e0, Italia, 1965\/1966, col., 47&#8242;<br \/>\nGirato a Castelgandolfo tra agosto e settembre 1965, Kappa (iniziale di kamera) \u00e8 un viaggio nell\u2019inconscio umano che l\u2019autore compie, ispirandosi all\u2019Ulysses di James Joyce, per ricercare l\u2019impossibile rapporto tra uomo e Natura. Usando l\u2019intreccio di linguaggi popolari (fumetto, radio, pubblicit\u00e0, televisione) viene creata la visione del nostro mondo come se fosse vista dall\u2019occhio di un alieno, che non comprende la nostra realt\u00e0 e cerca di interpretarla: lo spettatore stesso, di fronte all\u2019opera, ne rimane alienato, stordito nel cercare di comprendere il significato che ne viene fuori dalla contrapposizione di immagini in apparenza senza continuit\u00e0 logica. \u00abKappa \u00e8 il viaggio senza categorie spaziali e temporali di ognuno di noi. Ho registrato e utilizzato gli \u201cingredienti visivi e sonori\u201d della nostra civilt\u00e0, affollando l\u2019opera per costituire delle associazioni mentali al limite della saturazione obbligando lo spettatore a dilatare il suo recipiente fruitivo a nuove capacit\u00e0 volumetriche\u00bb (N. Frasc\u00e0).<br \/>\na seguire proiezione alla presenza degli autori<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><em>a seguire proiezione alla presenza degli autori<\/em><br \/>\n<strong>\u2022 ASTROL\u00ccTE<\/strong><br \/>\ndi Antonello Matarazzo e Carlo Michele Schirinzi, nel cast: enrico ghezzi, Italia, 2002, b\/n, 40&#8242;<br \/>\nProtagonista \u2013 se un protagonista c\u2019\u00e8 \u2013 enrico ghezzi, il critico cinematografico, padre di Blob e Schegge, appena censurato per il suo lungo servizio su Berlusconi. Scenario una Avellino al nero di seppia, vista dal basso verso il basso, come non l\u2019avete mai guardata e vi sar\u00e0 difficile dimenticarla.<br \/>\nTrama: accennata e consapevolmente pretestuosa, che aspira ad appartenere ad un genere, il giallo, e inevitabilmente de-genera nel rimando alla propria impossibilit\u00e0 di reggere.<br \/>\nAndamento circolare: il film si apre con i preliminari dell\u2019esplosione e si chiude con la deflagrazione. Ma questo non \u00e8 un film esplosivo: qui tutto implode e tende verso un centro che non \u00e8 un nucleo narrativo ma un\u2019icona, un\u2019idea di cinema in carne ed ossa, quella incarnata autisticamente da enrico ghezzi, demiurgo di vite rarefatte e sospese tra esistenza e proiezione.<\/p>\n<p><strong>ore 19.00<\/strong><\/p>\n<p><em>proiezione alla presenza della redazione di Fuori Orario cose (mai) viste<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>\u2022 ZAUM \u2013 PARTE 1 \u2013 L\u2019O DI G8\/GENOVA 2001<\/strong><br \/>\ndi Daniel Franchina e Donatello Fumarola, 65&#8242;<br \/>\nDedicata allo \u2018scontro fisico\u2019 a partire dal G8, si apre col capolavoro del cineasta armeno Artavadz Pelesjan, NACHALO\/L\u2019INIZIO, del 1967. Nove minuti, a partire dal cinquantenario della rivoluzione d\u2019ottobre, che sconvolgono il cinema e le incertezze rassicuranti del montaggio, verso qualcosa che \u00e8 ancora da farsi e da sentirsi. Risulter\u00e0 ancor pi\u00f9 chiaro che lo scontro fisico a Genova si mostr\u00f2 proprio nell\u2019atto di svanire quasi, sempre troppo veloce frenetico accelerato o rallentato, raramente a una velocit\u00e0 \u2018giusta\u2019. I mille e mille occhi incontrollabili delle tele camerine individuali formano gi\u00e0 e troppo tardi una \u2018comunit\u00e0 improbabile\u2019, che filma e controlla se stessa sul limite del riguardarsi e riinquadrarsi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>\u2022 ZAUM \u2013 PARTE 2 \u2013 CATASTRIONFO<\/strong><br \/>\ndi Fulvio Baglivi, Simona Fina, Stefano Francia, 65&#8242;<br \/>\nI trionfi della catastrofe, sempre innaturali nella nostra innaturalit\u00e0 da Titanic a Fukushima.<\/p>\n<p><strong>ore 21.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>INCONTRO CON MICHELANGELO BUFFA E STEVE DELLA CASA<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>\u2022 MOVIE MOVIE<\/strong><br \/>\ndi Michelangelo Buffa, 2014, versione di 30&#8242;<br \/>\nFull immersion nel magma caotico ed affascinante della Storia del Cinema dove personaggi, future, attori e volti emergono dalla memoria collettiva per apparire e sparire nella fluidit\u00e0 del racconto.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>\u2022 ORA DEL VILLAGGIO ABBANDONATO<\/strong><br \/>\ndi Michelangelo Buffa, 2010\/2011, 40&#8242;<br \/>\n\u201cLa serie delle Ore, omaggio ai fratelli Lumi\u00e8re, si fonda sull\u2019idea che la registrazione del mondo da parte dei Lumi\u00e8re non era solo visiva, come si \u00e8 portati a credere in prima istanza, era anche e forse soprattutto, una registrazione di tempo. Ci\u00f2 che mi ha sempre affascinato e colpito nei loro iniziali e brevi film \u00e8 il Tempo. Ritornare ai Lumi\u00e8re \u00e8 quindi lavorare sul tempo, estenderlo, dilatarlo, entrarci dentro, cosa che Warhol aveva compreso cos\u00ec come anche Godard. Le mie Ore diventano spazi temporali di contemplazione. D\u2019altronde quale modalit\u00e0 abbiamo di guardare il mondo, di guardarci dall\u2019esterno se non quella utilizzata dal cinematografo! Ogni luogo ha il suo tempo ed il tempo del villaggio abbandonato \u00e8 tempo senza tempo, di qui le pausa d\u2019immobilit\u00e0 create dalla staticit\u00e0 della mdp\u201d. mb<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>\u2022 UNA STRADA PER BRINGUEZ<\/strong><br \/>\ndi Michelangelo Buffa, 2014, 3&#8242;<br \/>\nVideo\/denuncia del disastro compiuto per la costruzione di una strada nel bosco<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>\u2022 SRADICATI<\/strong><br \/>\ndi Michelangelo Buffa, 2013, 11&#8242;<br \/>\nCome i mezzi di trasporto veloci ci sottraggono un reale rapporto col territorio, un contatto.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>\u2022 SUB AQUA<\/strong><br \/>\ndi Michelangelo Buffa, 2014, 10&#8242;<br \/>\nVisita ad un acquario che diviene visita ad un luogo che mantiene prigionieri esseri viventi per il nostro \u201cpiacere\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>gioved\u00ec 29 gennaio 2015<\/strong><\/p>\n<p><strong>ore 17.00<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>\u2022 ZAUM \u2013 PARTE 3 \u2013 YOU (NO) TUBE<\/strong><br \/>\ndi Fulvio Baglivi e enrico ghezzi (65&#8242;)<br \/>\nLa geniale catastrofe del net o del web, rete di tutti e di nessuno, per nessuno e per tutti.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>\u2022 ZAUM \u2013 PARTE 4 \u2013 LO SPAZIO DELL\u2019ORBITA<\/strong><br \/>\ndi Stefano Francia di Celle (65&#8242;)<br \/>\nMontaggio langhiano\/kubrickiano attraverso la lentezza del lavoro di ingegneri e di astronauti. Il trascorrere delle orbite in sovrimpressione con la fine del tempo nello spazio che ci guarda dalla Luna.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><em>a seguire proiezione alla presenza dell\u2019autore<\/em><br \/>\n<strong>\u2022 LA POSA INFINITA<\/strong><br \/>\ndi Antonello Matarazzo, Italia, 2007, 2&#8242;<br \/>\n\u201cLa posa infinita\u201d mette in scena lo scarto tra mobile\/immobile che emerge dall\u2019interfaccia cinema\/fotografia, sotto le sembianze di un antico portrait di gruppo nel quale le figure immortalate riacquistano vita mediante movimenti minimi e suoni ambientali che restituiscono all\u2019immagine cristallizzata nel tempo, la sensazione di uno svolgimento \u201cin diretta\u201d. Un attimo dilatato all\u2019infinito rappresentato dall\u2019attesa prima dello scatto. [\u2026] (Bruno Di Marino, Doc Fest ed., Roma 2007)<\/p>\n<p><strong>ore 19.00<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>INCONTRO CON GIORGIO DE VINCENTI, GABRIELE ANACLERIO, ANTONELLO FARETTA<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><em>a seguire<\/em><br \/>\n<strong>\u2022 NINE POEMS IN BASILICATA<\/strong><br \/>\nun film di poesia con John Giorno diretto da Antonello Faretta, Italia, 2007, 55&#8242;<br \/>\nPi\u00f9 che un film \u00e8 un libro in forma di audiovisivo. E\u2019 possibile \u201csfogliarlo\u201d a capitoli com\u2019\u00e8 possibile \u201cleggerlo\u201d tutto d\u2019un fiato, andandone a scoprire la sua struttura semplice e quasi francescana. L\u2019opera nasce da nove poesie (molte delle quali inedite) di uno dei pi\u00f9 grandi esponenti della poesia americana contemporanea, il newyorkese John Giorno, e vede lo stesso scrittore nella veste di interprete. \u201cUn\u2019Italia arcaica e antica ma nello stesso tempo fresca, vera, carica di passione e di speranza: un autentico tesoro di tensione utopica alla ricerca di un\u2019umanit\u00e0 perduta\u201d (Antonio Romani)<\/p>\n<p><strong>ore 21.00<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>CINEMA D&#8217;ANIMAZIONE<\/strong><br \/>\n<strong> INCONTRO CON GIANNALBERTO BENDAZZI, GIACOMO RAVESI, MARIO ADDIS, LEONARDO CARRANO<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>I FILM DI MANFREDO MANFREDI<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><strong>\u2022 ROTOCALCO<\/strong> (Italia 1970, col., 11\u2032)<br \/>\n\u201c\u00c8 un atto d\u2019accusa contro la deformazione della realt\u00e0 prodotta dalle pagine patinate di un grande settimanale d\u2019attualit\u00e0. La realt\u00e0 \u00e8 diversa da quella stereotipata, fasulla, scintillante che mostrano certe riviste: ed il film interpreta graficamente, con umorismo ma pi\u00f9 spesso con dolore il divario fra realt\u00e0 vera e realt\u00e0 rotocalchistica\u201d (Bendazzi, New Cinema 1971).<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><strong>\u2022 DEDALO<\/strong> (1976, 11\u201927\u201d, 35mm)<br \/>\nGran Premio al festival d\u2019animazione d\u2019Ottawa e nomination all\u2019Oscar, Dedalo \u00e8 uno dei film pi\u00f9 rappresentativi del cinema di Manfredo Manfredi. Composto da disegni su carta dai forti contrasti chiaroscurali, il film esprime una tensione metafisica attraverso un raffinato equilibrio grafico e una trama onirica che evidenzia una chiara dimensione autoriale e d\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><strong>\u2022 NUVOLE<\/strong> (1975, 13\u2032, 35mm)<br \/>\nIn un profondo sotterraneo un piccolo essere bianco lotta per sopravvivere. Oscuri mostri lo assalgono e lo dilaniano, ma egli rinasce ingrandendosi, fino a divenire una grande e palpitante effluorescenza sotterranea. I nemici scompaiono mentre dal grande corpo bianco germina un sottile filamento che faticosamente sale verso l\u2019alto: un fiore vibra ora nel vento mentre sopra, alte nel cielo, scorrono lente le nuvole. Mentre un altro giorno lentamente affonda in un\u2019altra notte, alte e impassibili continuano a trasmigrare le nuvole in un fluire che \u00e8 il lento e inarrestabile fluire del tempo. Dal fiore ormai secco e appassito volano i semi per una nuova vita mentre sotto, nel nero profondo misterioso, qualcosa si muove: un piccolo essere bianco forse, comincia faticosamente a farsi largo verso la luce.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><strong>\u2022 IL MURO<\/strong> (1970, 11\u201930\u201d)<br \/>\nRealizzato per la Corona Cinematografica, Il muro riflette sulla condizione dell\u2019arte di fronte alla distruzione della societ\u00e0 post-atomica. Attraverso situazioni allegoriche dipinte con suggestive animazioni dai tratti marcati e aspri che prediligono i toni cromatici freddi, il film ritrae con dura rassegnazione lo sguardo e l\u2019impossibilit\u00e0 di un\u2019artista davanti al destino di morte e consunzione di un\u2019intera societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>I FILM DI MARIO ADDIS<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><strong>\u2022 GIANO<\/strong> (1994, 1\u201937\u201d)<br \/>\nDirected and animated by: Mario Addis<br \/>\n35 mm \u2013 traditional animation on paper.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><strong>\u2022 IL MOSTRO<\/strong> [opening title sequence] (1994, 2\u201920\u201d)<br \/>\n35 mm \u2013 tempera on transparent acetate.<br \/>\nDirected and animated by: Mario Addis<br \/>\nGraphic design: Franco Matticchio<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><strong>\u2022 IL SOGNO DI NINA<\/strong> (1998, 1\u201913\u201d)<br \/>\nScene from the feature film \u201cLa Gabbianella e il Gatto\u201d.<br \/>\nSequence created, directed, designed and animated by Mario Addis.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><strong>\u2022 HEARTBEAT (UN CAPITALISMO DAL VOLTO UMANO)<\/strong> (1998, 40\u201d)<br \/>\n35 mm \u2013 pencil and colored chalks on paper.<br \/>\nProduced by: MTV Europe<br \/>\nCreated, directed, designed and animated by: Mario Addis<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><strong>\u2022 LA MATERIA<\/strong> (1999, 2\u2019)<br \/>\nFilm 35 mm \u2013 charcoal and pencil on paper.<br \/>\nCreated, directed, designed and animated by: Mario Addis<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><strong>\u2022 FLORIDA<\/strong> (2002, 1\u201958\u201d)<br \/>\nScene from the feature film \u201cJohan Padan a la descoverta de le Americhe\u201d written by Dario Fo.<br \/>\nSequence created, directed, designed and animated by Mario Addis.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><strong>\u2022 UN PRINCIPE CHIAMATO TOT\u00d2 [opening title sequence]<\/strong> (2007, 38\u201d)<br \/>\nCreated, directed, designed and animated by: Mario Addis<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><strong>\u2022 FORNARINA URBAN BEAUTY SHOW IN PARIS<\/strong> (2008, 5\u201929\u201d)<br \/>\n10 video-installations in the magnificent scenario of the Carrousel du Louvre.<br \/>\nVideos were created and directed by: Mario Addis<br \/>\nGraphic design: Mario Addis and Glenn Barr, Mijn Schatje, Miss Van, Simone Legno for Tokidoki, Junko Mizuno, Angelique Houtkamp and the famous artist and comic strips\u2019 maestro Moebius<br \/>\nAnimation by: Mario Addis and Movimenti studio<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><strong>\u2022 CASSE RURALI TRENTINE<\/strong> (2011, 45\u201d)<br \/>\nRuntime 45 sec. \u2013 commercial in traditional animation.<br \/>\nCreated, directed and designed by: Mario Addis<\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><strong>\u2022 PENE E CRUDIT\u00c8<\/strong> (2014, 3\u201931\u201d)<br \/>\nAnimation on paper<br \/>\nA Film by Mario Addis<br \/>\nDesigned and animated by: Mario Addis<br \/>\nEditing and Compositing: Stefania Calatroni<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>UN FILM DI LEONARDO CARRANO<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 120px;\"><strong>\u2022 JAZZ FOR A MASSACRE<\/strong> (Ita-Pol, 2014, 15\u201916\u201d)<br \/>\nIncisione, pittura e acidatura su pellicola e doppia-pellicola, riprese: Leonardo Carrano<br \/>\nMontaggio e post-produzione: Giuseppe Spina<br \/>\n\u201cJazz per un massacro\u201d \u00e8 un omaggio all\u2019artista e cineasta sperimentale Nato Frasc\u00e0, inventore del \u201cmetodo dello scarabocchio\u201d, una forma di libera espressione attraverso la quale sondare l\u2019inconscio. Applicando idealmente questo metodo il film risulta una jam-session pittorico-musicale, in cui l\u2019improvvisazione jazz di Marco Colonna si sposa con le astrazioni create direttamente su pellicola da Leonardo Carrano e montate da Giuseppe Spina. 20.000 fotogrammi dipinti, incisi e acidati, coinvolgono in una fantasmagorica danza cromatica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>venerd\u00ec 30 gennaio 2015<\/strong><\/p>\n<p><strong>ore 17.00<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><em>proiezione alla presenza dell\u2019autrice<\/em><br \/>\n<strong>\u2022 LETTERE DAL DESERTO (ELOGIO DELLA LENTEZZA)<\/strong><br \/>\ndi Michela Occhipinti, 2010, 88&#8242;<br \/>\nIl mondo corre. Hari cammina. Le sue scarpe consumate percorrono lunghe distanze nel deserto per recapitare messaggi chiusi in lettere scritte a mano, dalla calligrafia preziosa, da consegnare a destinatari che abitano villaggi sperduti, chiusi in una dimensione temporale dimenticata, fuori dal mondo.<br \/>\nLe lettere parlano di amori, matrimoni, successi e decessi. Quelle che portano la morte si riconoscono subito, sono quelle con l\u2019angolo destro tagliato, che Hari legge sull\u2019uscio ad alta voce e poi strappa, perch\u00e9 le brutte notizie vanno distrutte, disperse, cancellate per sempre.<br \/>\nIn un mondo in cui il tempo \u00e8 un lusso, la velocit\u00e0 \u00e8 sinonimo di efficienza e civilt\u00e0, e dove si comunica premendo tasti che riproducono caratteri tutti uguali, la storia di Hari \u00e8 un\u2019isola cristallizzata nel tempo. Quando l\u2019unico modo per comunicare era un foglio, una penna, l\u2019inchiostro. Quando la gente era ancora in grado di aspettare. Un ritorno alla lentezza, e alla natura, quella inospitale del deserto del Thar. Finch\u00e9 arrivano delle strane torri metalliche, intruse nel paesaggio, a rivoluzionare la vita del piccolo villaggio\u2026<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><em>proiezione alla presenza dell\u2019autrice<\/em><br \/>\n<strong>\u2022 TYNDAL<\/strong><br \/>\ndi Fatima Bianchi, Italia, 2014, 30&#8242;<br \/>\nUn faro sui monti di Brunate, il suo fascio di luce ruota incessante nel buio come un continuo loop, fa luce su qualcosa che \u00e8 rimasto nell\u2019ombra, illuminando una casa. La casa racchiude i componenti di una famiglia che vengono ritratti nella loro quotidianit\u00e0. ll racconto si sviluppa in un momento preciso, quando Francesco, il primogenito, trascorre un anno in carcere. In questo periodo ciascun familiare tiene uno scambio di lettere con lui. Tyndall \u00e8 un fenomeno di diffusione della luce dovuta alla presenza di alcune particelle nell\u2019aria. Lo stesso effetto \u00e8 visibile dal faro sui monti di Brunate, guardando verso la casa della famiglia Bianchi.<\/p>\n<p><strong>ore 19.00<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><em>proiezione alla presenza dell\u2019autrice<\/em><br \/>\n<strong>\u2022 HOMO SAPIENS<\/strong><br \/>\ndi Fiorella Mariani, Italia, 1971-74, 56&#8242;<br \/>\nHomo sapiens \u00e8 un film di montaggio che anticipa lo stile di Blob procedendo, nell\u2019assemblaggio di materiale di repertorio, per associazioni (e distorsioni) sul tema dell\u2019uomo e della sua (perduta) umanit\u00e0, scandite dalla musica della celebre compositrice argentina (ma residente da anni in Francia) Beatriz Ferreyra. In apertura una frase di Rousseau ne sintetizza lo spirito: \u00abGli uomini che formano il gregge chiamato societ\u00e0 faranno tutti le stesse cose nelle stesse circostanze a meno di esserne distolti da motivi pi\u00f9 potenti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>ore 20.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>INCONTRO CON ENRICO GHEZZI, FIORELLA MARIANI, LA REDAZIONE DI FUORIORARIO<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>\u2022 ZAUM \u2013 PARTE 5 \u2013 APPARIRE\/SPARIRE, ESSERE\/RIESSERE: IL TRUCCO DELL\u2019ANIMA E I FUOCHI D\u2019ARTIFICIO DELL\u2019IMMORTALIT\u00c0<\/strong><br \/>\ndi Lorenzo Esposito, 62&#8242;<br \/>\nLa penultima puntata di ZAUM \u00e8 forse la pi\u00f9 intensamente e intimamente e sotterraneamente catastrofica, in quanto certamente si allontana dalla catastrofe, gi\u00e0 avvenuta da tempo \u2018immemorabile\u2019, e infatti molto difficile da reperire \u2018in memoria\u2019. Un\u2019ora di programma dedicata all\u2019apparire\/sparire, all\u2019essere\/riessere, al trucco dell\u2019anima e ai fuochi d\u2019artificio dell\u2019immortalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>\u2022 ZAUM \u2013 PARTE 6 \u2013 SUA IMMINENZA LA CASTROFE ovvero CATASTROFETTE DEL CAPITALE<\/strong><br \/>\ndi Lorenzo Esposito e Donatello Fumarola, 65&#8242;<br \/>\nIl titolo, pi\u00f9 che frivolo, \u00e8 doppio, infine doppio del doppio, visto che la catastrofe stessa \u00e8 in questo caso l\u2019oggetto dell\u2019operazione reperita e additata da Marx nel cinismo automatico della ripetizione farsesca degli eventi anche pi\u00f9 seri. La catastrofe \u00e8 attesa farsesca di ripetizione, prevenduta anch\u2019essa nel mondo quotato in borsa o nelle scommesse, e la \u2018castrofetta\u2019 cui si indirizzano paura e desiderio non \u00e8 un punto numinoso e terribile, ma appunto un\u2019arietta quasi metastasiana, seguendo la quale ci allontaniamo dall\u2019idea e dall\u2019evento della prima volta. Lo si disse del resto in partenza, che non si trattava di sapere dove andare a parare in parata. N\u00e9 di tremare a sentir tremare (stanotte, mentre cominciavo a stendere queste note che nascondono quasi tutto) le torri e gli antri di New York dieci anni dopo l\u2019undici settembre che prest\u00f2 l\u2019oscurit\u00e0 al nostro creder di vedere in pieno giorno. N\u00e9 vogliamo costruire un muro di o per le immagini, il muro che piuttosto gi\u00e0 \u2018siamo\u2019. \u201cLa \u2018coincidentia oppositorum\u2019, che Cusano nel De Visione Dei chiama \u2018il muro del paradiso oltre il quale abita Dio, non prende forma su questo lato dello schermo\u201d. (Kracauer)<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33374\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum.jpg\" alt=\"in girum imus nocte et consumimur igni\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum-436x290.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/ingirum-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><a href=\"http:\/\/www.nomadica.eu\/\" target=\"_blank\">NOMADICA \u2013 circuito per il cinema di ricerca<\/a><br \/>\nin collaborazione con <a href=\"http:\/\/www.fuoriorario.rai.it\/\" target=\"_blank\">FUORI ORARIO cose (mai) viste<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.fondazionecsc.it\/ct_home.jsp?ID_LINK=7&amp;area=6\" target=\"_blank\">CINETECA NAZIONALE<\/a><br \/>\npresenta<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><strong>in girum imus nocte et consumimur igni<\/strong><br \/>\n<strong>(della catastrofe e dei suoi superstiti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">28-29-30 gennaio 2015<br \/>\nCinema Trevi \u2013 Cineteca Nazionale<br \/>\nVicolo del Puttarello, 25 \u2013 Roma<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NOMADICA \u2013 circuito per il cinema di ricerca in collaborazione con FUORI ORARIO cose (mai) viste e CINETECA NAZIONALE presenta in girum imus nocte et consumimur igni (della catastrofe e dei suoi superstiti) 28-29-30 gennaio 2015 Cinema Trevi \u2013 Cineteca Nazionale Vicolo del Puttarello, 25 \u2013 Roma &nbsp; Ogni catastrofe \u2013 per essere tale \u2013 ha i suoi superstiti. 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