{"id":33428,"date":"2014-12-30T17:18:46","date_gmt":"2014-12-30T16:18:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=33428"},"modified":"2015-01-04T00:22:32","modified_gmt":"2015-01-03T23:22:32","slug":"coda-intervista-a-luis-fulvio-fulvio-baglivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=33428","title":{"rendered":"Coda. Intervista a Luis Fulvio (Baglivi)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33429\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-01.jpg\" alt=\"Coda - Luis Fulvio (Fulvio Baglivi)\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-01.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-01-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-01-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-01-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-01-436x290.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-01-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-01-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><br \/>\nForse <em>Coda<\/em> non andrebbe guardato su di uno schermo, forse non dovrebbe nemmeno essere proiettato, forse il modo pi\u00f9 corretto per goderne sarebbe quello di farselo scivolare tra le mani, farlo scorrere fisicamente davanti agli occhi. Perch\u00e9 <em>Coda<\/em> \u00e8 un film materico, fisico. Un film fatto con film, con pellicole, con quei segmenti posti in testa o in coda a un rullo utili al proiezionista e ai laboratori di montaggio e stampa: pezzi di pellicola contenenti informazioni varie. <em>Coda<\/em> \u00e8 un film fatto con scarti di lavorazione dell&#8217;industria cinematografica, con segmenti di pellicola inutili per lo spettatore ma fondamentali per realizzare la copia zero di un film o per far s\u00ec che questo sia proiettato correttamente. <em>Coda<\/em> \u00e8 un film fatto di code, \u00e8 un piccolo film manifesto che ci ricorda la materia di cui sono (erano?) fatti i sogni a occhi aperti del cinematografo.<\/p>\n<p>Presentato in anteprima al Torino Film Festival 2014 nella sezione italiana.corti, <em>Coda<\/em> \u00e8 <em>fatto<\/em> da Luis Fulvio (Baglivi).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Alessio Galbiati: Come hai realizzato <em>Coda<\/em>? Quanto tempo hai impiegato e quante \u201ccode\u201d hai utilizzato?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Luis Fulvio: <\/strong>\u00c8 tutto fatto a mano. Ho utilizzato un numero imprecisato di code 35mm, ma anche 16mm e 8mm incollate su pellicola trasparente 35mm, attaccate con lo scotch. Ho usato diversi tipi di pellicola (sia poliestere che triacetato), diversi formati (anche un pezzo di rullino per macchina fotografica), alcune parti sono strappate, altre accoltellate (e i resti di queste poi incollati in altre parti ancora), ci sono disegni, scritte, incisioni&#8230; ho iniziato a guardare le code intorno a ferragosto, poi da quel momento gli ho dedicato sei settimane nei ritagli di tempo.<\/p>\n<p><strong>AG: Da dove provengono i segmenti di pellicola utilizzati?<\/strong><\/p>\n<p><strong>LF: <\/strong>Ho un rapporto diretto con la pellicola dal 2003, quando ho iniziato ad occuparmi della movimentazione copie per il Roma Film Festival (quello diretto da Bruno Roberti\/Filmcritica), poi ho fatto la stessa cosa per Il Vento del cinema, a Procida, dal 2005 e dal 2007 collaboro alle attivit\u00e0 dell\u2019archivio film della Cineteca Nazionale, quindi di code me ne passano tra le mani parecchie\u2026 anche se alla fine sono soprattutto scarti, raccolti nel mese di luglio. Fondamentale \u00e8 stato l\u2019apporto di Christian Saccoccio, amico proiezionista, nelle vesti di producer\/coeditor\/factotum. Infatti il film ha il titolo \u201cSCS presenta\u201d.<\/p>\n<p><strong>AG: Hai seguito una qualche logica di montaggio oppure si tratta di una giustapposizione in qualche modo casuale?<\/strong><\/p>\n<p><strong>LF: <\/strong>Ho costruito il film a blocchi e poi ho provato sempre pi\u00f9 a smontarli. Ogni due o tre giorni guardavo il film in moviola e poi ricominciavo, montavo dei pezzi e ne smontavo altri. Con un ritmo incostante.<\/p>\n<p><strong>AG: Il suono del tuo cortometraggio \u00e8 estremamente suggestivo. Hai usato qualche accorgimento per questo aspetto oppure hai lasciato che tutto accadesse in maniera casuale?<\/strong><\/p>\n<p><strong>LF: <\/strong>Non ho toccato nulla, ogni coda ha mantenuto il suo suono e alcune scelte le ho fatte proprio partendo dal suono. L\u2019intenzione era di fare un film con le mani, rinunciando alla stampa e all\u2019incisione del sonoro, alla macchina. Questo ha aperto le porte ad altri processi che alla velocit\u00e0 di proiezione diventano altro ancora. Come le code, <em>Coda<\/em> pu\u00f2 essere visto al tavolo passafilm o proprio \u201ca mano\u201d, ovviamente sembra diverso ma resta quel film.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33431\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-02.jpg\" alt=\"Coda - Luis Fulvio (Fulvio Baglivi)\" width=\"782\" height=\"592\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-02.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-02-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-02-436x330.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>AG: <em>Coda<\/em> \u00e8 un atto d&#8217;amore e al contempo un&#8217;opera teorica, una riflessione sulla pellicola e dunque sul cinema. Qual \u00e8 la tua posizione circa la rapida transizione verso il digitale alla quale in questi anni stiamo assistendo?<\/strong><\/p>\n<p><strong>LF: <\/strong>Non ho nulla contro il digitale. Mi piace che oggi dia a tutti la possibilit\u00e0 di filmare e montare e mi piace anche la conseguente moltiplicazione dei film. Allo stesso tempo odio le \u00abmacchine da preda\u00bb (la splendida definizione \u00e8 di Jean-Marie Straub) e tutto l\u2019apparato video usato per azioni di cattura e\/o controllo (anche da parte dei cittadini, non solo da sbirri e magistrati). Tutto questo c\u2019entra ben poco con l\u2019eliminazione della pellicola decisa a tavolino da pochi, enormi gruppi industriali, mentre solo trent\u2019anni fa era un supporto molto diffuso anche a livello amatoriale. \u00c8 questa imposizione totalitaria, questa \u201coperation silencio\u201d, questo \u201cdelitto fascista\u201d come recitano alcune parti di <em>Coda<\/em>, che mi ha spinto a fare un film in 35mm.<\/p>\n<p><strong>AG: Vista la tua grande esperienza, la tua passione e il tuo amore per il cinema, vorrei chiederti: quali sono, a tuo avviso, le principali differenze estetiche tra i due formati?<\/strong><\/p>\n<p><strong>LF: <\/strong>Non so se la differenza \u00e8 estetica, i film fatti in video sono film al pari di quelli fatti in pellicola o in altro modo, sicuramente \u00e8 sostanziale, materica. <em>Coda<\/em> vuole mostrare proprio le possibilit\u00e0 di rapporto fisico con la pellicola, la sua resistenza e la sua fragilit\u00e0\u2026 \u00c8 un supporto giovane, tanto quanto il video se lo si guarda in una prospettiva diversa da quella dei mercanti e del loro tempio e tempo. Il digitale, che poi sarebbe meglio dire alla francese num\u00e9rique, \u00e8 una parola pi\u00f9 onesta verso la cosa che indica, si porta dietro il male del suo tempo, \u00e8 asettico, piatto, silenzioso, pulito, lavora sulla quantit\u00e0 prima ancora che sulla qualit\u00e0\u2026 e si presta bene alla direzione dominante, ovvero permette ai tanti aspiranti preti di trovare altari e pulpiti.<\/p>\n<p><strong>AG: Per quanto riguarda la conservazione delle opere cinematografiche ancora oggi la pellicola pare offrire maggiori garanzie. Che ne pensi di questo aspetto della questione?<\/strong><\/p>\n<p><strong>LF: <\/strong>Credo che un film conservi tanto di s\u00e9 anche quando cambia formato, se li ha, conserva i suoi demoni, i suoi calchi, le impronte cos\u00ec come i graffi, i segni del tempo, delle stampe, delle proiezioni. Eliminare \u00e8 togliere vita, infatti i restauratori attuali parlano di \u201cnuova vita\u201d, siamo gi\u00e0 nella metafisica. Sul fatto che la pellicola dopo pi\u00f9 di cento anni possa essere ancora vista, riprodotta, smontata etc. non ci sono dubbi. Detto questo a me \u00e8 capitato di optare tranquillamente per gli scanner quando mi sono occupato di ristampe (il restauro \u00e8 un\u2019altra cosa), sia con <em>Trasferimento di modulazione<\/em> di Piero Bargellini, film senza negativo, unico, sia con la versione pi\u00f9 lunga di <em>Nostra Signora dei Turchi<\/em>. In questo ultimo caso abbiamo deciso, con Sergio Toffetti e Mario Masini, che del film \u00e8 il direttore della fotografia, di scannerizzare il negativo originale Ektachrome 16mm e poi stamparlo su 35mm piuttosto che ingrandirlo. Essendo un lavoro che partiva dai materiali del film prima che dalle matrici ci \u00e8 sembrato che il 2k conservasse meglio temperatura e densit\u00e0 dei colori.<br \/>\nI miei amici della Kinoteka slovena, tra cui Jurij Medem che adesso lavora anche per la Gorge Eastman House a Rochester (dove a maggio si svolger\u00e0 il primo festival della pellicola nitrato), mi sembra si interroghino e lavorino molto bene. Ce ne sono anche altri ovviamente&#8230; cito loro perch\u00e9 \u00e8 un posto a noi vicino e con ancora meno risorse economiche.<\/p>\n<p><strong>AG: Ti andrebbe di indicare qualche titolo che a tuo avviso si potrebbe programmare accostandolo al tuo <em>Coda<\/em>? O, in altri termini, per una notte di Fuori Orario a quali altri film abbineresti alla visione di <em>Coda<\/em>?<\/strong><\/p>\n<p><strong>LF: <\/strong>Mah\u2026 <em>Coda<\/em> omaggia in modo evidente l\u2019Underground, se proprio si vuole incasellarlo. Si porta dentro frammenti di Straub, Rossellini, Bargellini, ha una sorta di filiazione con <em>La verifica incerta<\/em> anche se \u00e8 pi\u00f9 virato verso <em>Zaum<\/em>, la <em>cosa<\/em> che con egh e altri di Fuori Orario abbiamo fatto nell\u2019estate del 2011&#8230; comunque mi sembrano tutte cose troppo grandi per questo piccolo e fragile film che \u00e8 <em>Coda<\/em>. Comunque, per provare a rispondere alla tua domanda, forse lo programmerei con <em>Arca Russa<\/em> di Sokurov\u2026 di sicuro non si possono confondere.<\/p>\n<p><strong>AG: Da anni lavori a Fuori Orario. Mi puoi raccontare di questa tua esperienza? Di cosa ti occupi e quanto \u00e8 meraviglioso lavorare con quella squadra e scavare negli archivi alla ricerca di film dimenticati?<\/strong><\/p>\n<p><strong>LF: <\/strong>\u00c8 una domanda complicata, risentiamoci tra venti anni e magari avr\u00f2 metabolizzato meglio\u2026 diciamo subito che noi non mandiamo film rari ma film RAI e l\u2019unico archivio che abbiamo a disposizione \u00e8 quello televisivo (e neanche tutto). Archivio dentro al quale nessuno pi\u00f9 di Ciro Giorgini ha fatto ricerca. I film che riusciamo a comprare direttamente sono sempre meno e purtroppo il taglio del budget si inizia a sentire, anche se noi siamo bravi a fare nozze coi fichi secchi.<br \/>\nCi\u00f2 detto, credo che per chi legge questa intervista su questo sito non sia difficile immaginare cosa possa essere ritrovarsi a lavorare a 27 anni con Ghezzi, Turigliatto e Giorgini (tanto per citare i tre che ci sono da sempre). Se dovessi provare a definire Fuori Orario direi che \u00e8 tra le poche cose in Italia che prova a mantenere in vita lo spirito del &#8217;77, siamo pochissimi, tutti diversi, nel maldestro tentativo di funzionare come un gruppo di affinit\u00e0 all\u2019interno di una struttura mostruosa come la RAI&#8230; mi fermo qui, il discorso sarebbe lungo e complesso ma\u2026 \u201cprint the legend!\u201d.<\/p>\n<p><strong>AG: Quali sono le notti di Fuori Orario delle quali sei pi\u00f9 fiero?<\/strong><\/p>\n<p><strong>LF: <\/strong>Credo che Fuori Orario vada preso come un unico film che si fa ogni giorno da 25 anni. Se si prende una singola notte o anche un ciclo di notti si riporta questo mare mostro di immagini all\u2019interno dell\u2019ordinario, diventa la programmazione pi\u00f9 o meno bella e ricercata di un cineclub, solo che passa in tv. Riguardo alla fierezza, il momento in cui dovessi sentirmi fiero di una cosa che in qualsiasi modo \u00e8 accostabile a un rapporto di lavoro sar\u00f2 un uomo di merda. \u2022<\/p>\n<p><em>\u2013 dicembre 2014<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33430\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-03.jpg\" alt=\"Coda - Luis Fulvio (Fulvio Baglivi)\" width=\"782\" height=\"590\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-03.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-03-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/Coda-Baglivi-03-436x328.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CODA<\/strong><br \/>\nregia, montaggio: Luis Fulvio [Luis Fulvio Baglivi] \u2022 produzione: SCS \u2022 formato: 35mm, b\/n-colore \u2022 paese: Italia \u2022 anno: 2014 \u2022 durata: 11&#8242;<\/p>\n<p><em>Coda<\/em> \u00e8 dopo la fine, \u00e8 countdown, \u00e8 pelle e pellicola, \u00e8 35mm, \u00e8 digitale (e <em>num\u00e9rique<\/em>), \u00e8 un gioco, \u00e8 D.I.Y., \u00e8 pirata, \u00e8 cieco, \u00e8 primitivo, \u00e8 punk, \u00e8 crimine, \u00e8 un canto d\u2019amore, \u00e8 una ferita, \u00e8 contro il cinema. <em>Coda<\/em> \u00e8 unico irriproducibile senza matrice, \u00e8 scarti, \u00e8 osceno, \u00e8 per tutti quelli che hanno lasciato sangue e sudore sui set nei laboratori negli archivi nelle cabine di proiezione. <em>Coda<\/em> non \u00e8.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Il film leader<\/em> \u00e8 una parte di pellicola inserita all\u2019inizio o alla fine di un film, pensata per agevolare l\u2019inserimento di un rullo nel proiettore o nella cinemeccanica. [\u2026] Non comprende soltanto il conto alla rovescia ma anche informazioni tecniche a proposito del film, come il titolo, lo studio, il numero di produzione, la <em>ratio<\/em>, il livello e il mix della traccia sonora, il numero di bobina e il colore, ma non solo\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Forse Coda non andrebbe guardato su di uno schermo, forse non dovrebbe nemmeno essere proiettato, forse il modo pi\u00f9 corretto per goderne sarebbe quello di farselo scivolare tra le mani, farlo scorrere fisicamente davanti agli occhi. Perch\u00e9 Coda \u00e8 un film materico, fisico. 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