{"id":33581,"date":"2015-01-21T14:47:26","date_gmt":"2015-01-21T13:47:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=33581"},"modified":"2015-01-22T15:27:11","modified_gmt":"2015-01-22T14:27:11","slug":"33581","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=33581","title":{"rendered":"Antonio Terenghi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33582\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/1.jpg\" alt=\"Terenghi01\" width=\"1124\" height=\"882\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/1.jpg 1124w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/1-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/1-1024x803.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/1-436x342.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/1-1112x872.jpg 1112w\" sizes=\"auto, (max-width: 1124px) 100vw, 1124px\" \/>(Antonio Terenghi, 1921 \u2013 2014. Foto inedita fornita da Chiara Terenghi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Il Grande Terenghi<br \/>\nIl Maestro Italiano del Fumetto Comico \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00ab<em>Io credo, sinceramente, che Antonio Terenghi abbia creato con Tarzanetto la pi\u00f9 importante Comic strip della Storia del Fumetto Italiano<\/em>\u00bb<br \/>\nMario Verger<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mario Verger visto da Antonio Terenghi <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Introduzione di Rosachiara Terenghi<\/strong><\/p>\n<p>Dopo un paio di brevi telefonate di presentazione di se stesso e del progetto che aveva in mente, quando aprii il file che Mario Verger mi invi\u00f2 con la sua \u201cprova\u201d digitale di un primo piano di Tarzanetto ricevetti una piacevolissima sensazione. Dallo schermo usc\u00ec un\u2019esplosione luminosa di colore e simpatia, la fedelt\u00e0 grafica c\u2019era, e fui subito certa che avrebbe sicuramente ottenuto l\u2019approvazione dell\u2019Autore, ovvero di mio padre. Volevo per\u00f2 che anche lui avesse la mia stessa impressione, quell\u2019immediata percezione di allegria e di luce in cui risaltava il suo Reuccio della Giungla sorridente; cos\u00ec, anzich\u00e9 portarglielo stampato, andai da lui con il portatile e glielo mostrai a video.<br \/>\nPrima per\u00f2 gli spiegai tutto dal principio, innanzitutto che era opera di un suo lettore, appassionato dei suoi personaggi e soprattutto di Tarzanetto fin da quando era un bimbo. Crescendo, era diventato un esperto di fumetti e di cinema, d\u2019animazione e non, che aveva in serbo aveva un bellissimo progetto per Tarzanetto e i suoi amici Panterina, Togo, i fratelli ingegneri Pik e Pak e gli animali della giungla. Era un\u2019idea molto promettente, l\u2019ambientazione originale del fumetto era ideale, e i suoi personaggi avrebbero potuto vivere nuove avventure divertendo ancora tanti bambini e ragazzini. Fu a quel punto che aprii il file con il radioso Tarzanetto di Mario, e devo dire che ebbe la mia stessa impressione positiva, sorrise apprezzando molto sia la sua realizzazione sia tutto il progetto, di cui quel riquadro rappresentava il primo \u201cmattone\u201d.<br \/>\nIn quei giorni, stiamo parlando di un paio di anni fa, mio pap\u00e0 era gi\u00e0 anziano, ma vi posso assicurare che non ha mai smesso, fino al suo ultimo istante (e, secondo me, nemmeno dopo), di essere un sognatore ed un entusiasta. Fu affascinato da quella nuova ed innovativa possibilit\u00e0 di tornare a far ridere e sorridere, ed apprezz\u00f2 molto \u201csia la testa che le mani\u201d di Verger. Quel Tarzanetto era il suo\u2026 anche se non lo era, e trov\u00f2 che non ci fosse nulla da perfezionare o modificare: era proprio bello, e aspettava contento di vedere anche Panterina!<\/p>\n<p>Purtroppo, per\u00f2, alcune sfortunate circostanze bloccarono quella bellissima idea che magari, come spero, si potr\u00e0 ancora realizzare in futuro. Terenghi sa che ne curerei ogni minimo dettaglio insieme al paziente Mario, che nel frattempo \u00e8 diventato un amico.<br \/>\nUn amico che in seguito, e forse mosso, dalla sua scomparsa, ha voluto dedicargli questo splendido ed esauriente omaggio.<\/p>\n<p><strong>Rosachiara Terenghi<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33584\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/2.jpg\" alt=\"2\" width=\"782\" height=\"494\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/2.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/2-300x189.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/2-436x275.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/>(Tarzanetto \u2013 Omaggio a Terenghi di Mario Verger)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Grande Terenghi<\/strong>\u00a0di<strong> Mario Verger<\/strong><\/p>\n<p>Nel luglio 1978, in vacanza a Pantelleria, a 8 anni non ancora compiuti, in una cartolibreria comprai un grande albo del fumetto americano <em>Tarzan<\/em> disegnato da Hal Foster. Uscito dal negozio, notai che c\u2019era una gran cesta con diverse ristampe incellophanate, fra le quali un pocket doppio al costo di 300 lire sulla cui testata c\u2019era scritto quasi un diminutivo dell\u2019originale: <em>Tarzanetto<\/em>.<br \/>\nNon l\u2019avevo mai sentito ma m\u2019interess\u00f2 immediatamente, richiamato dal disegno un po\u2019 adulto e antico al tempo stesso raffigurante questo \u201cReuccio della Giungla\u201d con tanto di bombetta e sigaro, e lo comprai\u2026<br \/>\nPur bambino, avevo una passione innata per il cinema d\u2019animazione e, parallelamente, gi\u00e0 una notevole conoscenza del fumetto italiano e internazionale (nella medesima cartoleria due anni prima scovai un albo di <em>Bertoldo<\/em> illustrato da Roberto Sgrilli e due ristampe cartonate dell\u2019Editrice Lucchi di Milano coi fumetti di Edgardo dell\u2019Acqua; avendo anche con me in vacanza il librone della Mondadori <em>I cento volti a fumetti di Pierino la peste<\/em>, ma, stranamente, ignoravo ancora chi fosse l\u2019autore di quel misterioso e strano fumetto, un po\u2019 per grandi e un po\u2019 per ragazzini&#8230;<br \/>\n<em>Tarzanetto<\/em>, che sfogliavo avidamente sulla corriera di ritorno, mi interess\u00f2 molto: ed ecco, all\u2019interno, una firma: \u2018Terenghi\u2019.<br \/>\nDevo dire che guardandolo e riguardandolo, mi lasciava molto incuriosito: il disegno era tutt\u2019altro che per bambini, aveva qualcosa di sarcastico e bonario al tempo stesso, con un tocco di espressioni adulte che lo rendevano molto originale\u2026<br \/>\nA casa lessi <em>Tarzan<\/em>, che trovai noioso anche se interessante, al quale in breve tempo predilessi di gran lunga il <em>Tarzanetto<\/em> italiano di Antonio Terenghi!<br \/>\nTarzanetto \u00e8 un Tarzan in formato bambino, un simpatico moccioso viziato (\u00e8 il \u201cReuccio della Giungla\u201d), dal cranio semi-rasato con tanto di bombetta (rossa o blu), sopracciglioni folti e neri, e sigaro passato arrogantemente fra i denti, prendendo di continuo a pugni e sberle coccodrilli, elefanti e rinoceronti\u2026 e chiunque glieli faccia girare!\u2026<br \/>\nRievocava in me il fascino dell\u2019universo modernizzato della strip statunitense\u00a0di <em>Pogo<\/em>,\u00a0creata da\u00a0Walt Kelly.<br \/>\nLo stile, personalissimo peraltro, \u00e8 quasi un po\u2019 \u201ccasareccio\u201d, con alternarsi di segni forti e sintetici ad altri sinuosi e rapidi, con grovigli sottili a pennino che segnano i capelli spesso increspati, con braccia allungate, mani tracciate talvolta in velocit\u00e0, spesso con gli occhi assonnati o direttamente divergenti, ma eseguito con grande maestria nella confezionatura definitiva.<br \/>\nUn tratto genuino, anche con una certa \u00abnonchalance\u00bb di fondo, col segno a pennello ampio e sottile, talvolta con sfumature a martora asciutta, spesso accennato in maniera forte e non curante ma sempre ben nutrito di inchiostro, persino modulando la punta similmente a quella di un pennino.<br \/>\nI personaggi di Tarzanetto, fra mille gag e trovate geniali, non fanno altro che dare e ricevere pugni, schiaffi, calci, e colpi\u2026di karat\u00e9. Pieno di esagerazioni, di forti contrasti di bianco e nero, di trovate semplici ma divertenti e ricche di humour, di un certo realismo di fondo anche iconografico (dei bambini che sembrano un po\u2019 degli adulti sia nella caratterizzazione sia nella psicologia): elementi i quali richiamavano persino le prime comiche americane del muto, con tutte le loro esasperazioni, le celebri \u2018slapstick\u2019 dirette da geni quali Mack Sennett\u00a0e\u00a0Hal Roach, con protagonisti Charlie Chaplin,\u00a0Laurel &amp; Hardy, Buster Keaton, the Marx Brothers, the\u00a0Keystone Cops, etc. In Tarzanetto, lievemente modernizzato, pi\u00f9 anni \u201830 ma corroborato da un gusto anni \u201850, ritrovavo perfino il protagonista Spanky delle pi\u00f9 moderne <em>Our Gangs<\/em> (<em>Simpatiche canaglie<\/em>), dirette sempre da Hal Roach. Un fumetto strano, quindi, moderno ma non troppo, che affondava le sue radici persino ai primi decenni del XX secolo, tanto che capivo di trovarmi di fronte a un autore \u201cmisterioso\u201d, pi\u00f9 semplice di altri (sembrava \u00abuno che si \u00e8 fatto da s\u00e9\u00bb) ma senz\u2019altro innovativo e pi\u00f9 originale, con continue trovate genuine e di grande effetto!<br \/>\nTarzanetto spesso parte a razzo a mezz\u2019aria con tanto di nuvolette di decollo, sferrando pugni agli alberi e ai vari animali della foresta, con tanto di \u2018stelline\u2019 e di punti interrogativi o esclamativi (anche corroborati con effetti \u2018sonori\u2019 non convenzionali: \u00abSboing!\u00bb; \u00abSkraak!\u00bb; \u00abCrang!\u00bb; \u00abSlamp!\u00bb; \u00abEhp!\u00bb; \u00abHop-La\u00bb), e imprecazioni fra un pugno e l\u2019altro quali, \u00abTi\u00e9\u00bb e \u00abRi-Ti\u00e9\u00bb, fino a \u00abPorc\u2026\u00bb. C\u2019erano due pagine dove una \u2018banda di panterotte\u2019 \u2013 come spiega la didascalia \u2013 si avventano all\u2019improvviso sul delizioso profumo di pesce fritto facendo scappare Panterina e Togo, quando, nella pagina a fianco, c\u2019\u00e8 al centro la testa del moccioso con la bombetta con, ai quattro lati, le scene in cui Tarzanetto prende a pugni e a calci le quattro pantere sistemandole per le feste: sembra che Terenghi non segua nessun accademismo; il suo \u00e8 un fumetto genuino, eloquente, molto semplice e per questo mai banale\u2026 Anche Panterina, la compagna di Tarzanetto deve avere anch\u2019ella, come il suo piccolo amico, un bel \u201ccaratterino\u201d: spesso sobbalza in aria (con la nuvoletta che parte da terra con le relative linee d\u2019aria); anch\u2019essa \u00e8 una caratteristica del fumetto antico (si pensi alle copertine degli anni \u201860 di <em>Topolino<\/em> realizzate da Giuseppe Perego, un disegnatore anni \u201830 il quale lavor\u00f2 durante la Seconda Guerra Mondiale a <em>La Rosa di Bagdad<\/em> di Anton Gino Domeneghini).<br \/>\nI personaggi sono umani, ma hanno altres\u00ec un che di \u201ctribale\u201d: Tarzanetto ha il costumino maculato con tanto di coda e Panterina, con pelliccia e bracciali, ha alcune ossa conficcate negli anelli circolari che tirano in alto la nuvoletta dei capelli crespi; mentre gli animali hanno un che di umanizzato: lo scimmione suddito Togo, con tanto di costume e anellone all\u2019orecchio, \u00e8 una parodia dell\u2019indigeno ma il tutto amalgamato in un universo grafico comico e al contempo lievemente semi-realistico molto divertente; come anche i due saggi corvi costruttori Pik e Pak (che riecheggiano le cornacchie dei cartoons di Paul Terry <em>Heckle &amp; Jackle<\/em>), col cappello da fattorini e le pipe in legno nel becco sono altres\u00ec eloquenti, rappresentando con Togo il \u201ccontorno\u201d antropomorfo entro al quale il protagonista Tarzanetto e la sua compagna Panterina si trovano a vivere nella reggia ricavata da un enorme fusto d\u2019albero all\u2019interno della foresta.<br \/>\nMa non solo: oltre a Tarzanetto, l\u2019indiscusso protagonista, all\u2019interno del pocket c\u2019era anche un\u2019altra storia, anch\u2019essa ambientata nel west, di una creazione senz\u2019altro secondaria ma dir poco eccezionale: <em>Rio Mendoza<\/em>.<br \/>\nHo ricordato per anni, prima di recuperare un trentennio dopo entrambi i numeri, questa semplice ma stranissima storia dotata persino di una <em>suspence<\/em> nel rapido evolversi della trama: una storia ambientata nel west, questa volta con un misterioso baro giocatore di poker, un certo \u2018Krisantemo Bara, Barone di Bari\u2019, il quale inspiegabilmente vinceva sempre; fin quando si viene a scoprire che la gran tuba del Barone aveva un piccolo foro che nascondeva il di lui minuscolo fratellino, praticamente identico, con tanto di pistola, che gli suggeriva le mosse degli avversari conosciuti al saloon!<br \/>\nUna semplicit\u00e0 incredibile, genuina, solare: il misterioso Barone di Bari, con gli occhi a cerchietto e baffetti alla Charlot, riecheggiava persino i vecchi cartoon cecoslovacchi degli anni \u201850 di Eduard Hofman.<br \/>\nNel marzo 1979, comprai per la prima volta l\u2019<em>Albo dell\u2019Intrepido<\/em>, mitico giornale ma per pi\u00f9 grandi, nel quale trovai un altro personaggio, di cui ignoravo fosse il pi\u00f9 noto, sempre ideato da Antonio Terenghi: Pedrito el Drito.<br \/>\nPedrito el Drito \u00e8 grandioso: meno da <em>clich\u00e9<\/em> da fumetto e pi\u00f9 da semplice caricatura, ha un grosso naso paonazzo e due enormi baffoni neri orizzontali: una rielaborazione comica dei primi western di Tom Mix, col sapore antico delle comiche in bianco e nero, corroborata dai classici \u201cbaffi\u201d, di cui Charlie Chaplin \u00e8 stato il capostipite, strizzando al contempo l\u2019occhio alla pi\u00f9 moderna \u201cspalla\u201d di Laurel &amp; Hardy James Finlayson.<br \/>\nPedrito el Drito, ambientato in una citt\u00e0 vicina al\u00a0Messico \u2013 Tapioka City \u2013 raffigura lo\u00a0sceriffo\u00a0difforme dal modello \u2018duro\u2019: \u00e8 una figura che destruttura il mito hollywoodiano\u00a0del\u00a0difensore della legge, che ama in realt\u00e0 la vita tranquilla fatta di partite a\u00a0scopone\u00a0e bevute (nei primi anni di whisky, e in seguito di italianissimo\u00a0Barbera), al\u00a0saloon. Interessante \u00e8 anche la consorte Paquita, diversa da lui nell\u2019iconografia e perfetta per questo, la quale spesso simpaticamente insegue il marito a colpi di matterello.<br \/>\nPedrito el Drito, pi\u00f9 per adolescenti, pu\u00f2 essere senz\u2019altro superiore a Tarzanetto ma, pur riconoscendo ci\u00f2, al primo io prediligo personalmente il secondo: ho qui una dichiarazione della figlia di Terenghi, la quale spiega in una forma pi\u00f9 appassionata la mia medesima sensazione.<br \/>\nRosachiara Terenghi ha infatti firmato l\u2019introduzione per il libro di Stefano Mercuri, <em>A tu per tu con Antonio Terenghi<\/em>, intitolata \u2018Fratelli di carta\u2019, che riportiamo integralmente:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Antonio Terenghi \u2013 mio padre \u2013 \u00e8 uno degli Autori di fumetti in assoluto pi\u00f9 prolifici, e tra i miei numerosissimi \u201cfratelli di carta\u201d ho sempre nutrito una particolare simpatia per Tarzanetto, forse anche perch\u00e9 siamo quasi coetanei.<br \/>\nPer ricordare qui unicamente i suoi personaggi con cui ho convissuto fin dalla nascita (dividendo con loro il tempo e l\u2019attenzione sia del pap\u00e0 che della mamma, come spesso accade&#8230; quando in famiglia si \u00e8 in tanti), ai miei occhi di bambina <\/em>Pedrito<em>, con quei baffoni neri, la sua autorit\u00e0 di sceriffo (si fa per dire&#8230;) e la costante tematica della vita di coppia con Paquita, mi appariva troppo adulto; <\/em>Teddy Sberla<em>, cos\u00ec indissolubilmente legato alle dinamiche del mondo del lavoro \u2013 il \u201ccapo\u201d irragionevole, il collega invidioso e quello insidioso \u2013 si trovava su un pianeta per me allora del tutto sconosciuto. <\/em>Poldino e Carib\u00f9<em>, insieme a <\/em>Tarzanetto<em>, possedevano invece tutte le caratteristiche per essere miei amici esattamente come quelli del cortile in cui, chiss\u00e0 come, chiss\u00e0 perch\u00e9, allora riuscivo a fare lunghe corse in bicicletta e adesso, per parcheggiare un\u2019auto piccola, dieci manovre e un certo occhio talvolta non bastano. Ma poich\u00e9 per fortuna anche i bambini piccoli nutrono speciali simpatie, la mia andava soprattutto al \u201cReuccio della Giungla\u201d, anche perch\u00e9 ero affascinata da due eventi \u201cmagici\u201d che ogni volta si concretizzavano sotto i miei occhi nello sviluppo a matita delle sue storie, che seguivo man mano con un certo impegno anche fisico (i tavoli dei disegnatori sono sempre troppo alti per i loro figli, se sono impazienti e, soprattutto, frequentano ancora le elementari): ovvero, la nascita in diretta di tutti gli animali della foresta e delle speciali, fantastiche costruzioni dei fratelli Pik &amp; Pak. Ancora oggi, se devo dare a Pedrito quel che \u00e8 di Pedrito, Tarzanetto, salendo sul podio, cerca spesso di fargli lo sgambetto.<br \/>\nMa\u2026 che dire oggi a \u201cdiscolpa\u201d di un personaggio che fin dall\u2019esordio, anche se nessuno lo sapeva ancora, sembrerebbe cos\u00ec tenacemente \u201cpolitically incorrect\u201d? Come giustificare questo piccolo megalomane prepotente che fuma il sigaro, prende a sberloni elefanti e gorilloni e tiranneggia da vero despota tutte le creature che gli capitano sotto tiro, umane, animali e vegetali? Testardo e irragionevole, Tarzanetto pensa che tutto il mondo sia al suo servizio, che i suoi voleri e i suoi bisogni siano i pi\u00f9 urgenti, i pi\u00f9 importanti e i soli ad esserlo, e non sopporta di essere ostacolato e contraddetto.<br \/>\nIn due parole, \u00e8 un bambino. Magari un bambino con un carattere \u2013 come dire? \u2013 molto impegnativo, ma tipicamente, assolutamente, bambino, a dispetto dei metallici capelli e della (pessima) abitudine al sigaro.<br \/>\nIn quest\u2019ottica, appare chiaro che Panterina e Togo, la compagna d\u2019avventure e il maggiordomo (rivisitazioni \u201calla Terenghi\u201d di Jane e Cita), rivestono invece un preciso ruolo genitoriale: pazienti all\u2019eccesso, talvolta soltanto per sfinimento, \u201cviziano\u201d il piccolo dittatore all\u2019unisono con tutta la giungla.<br \/>\nA met\u00e0 degli anni \u201950, Pedrito el Drito nacque in antitesi agli sceriffi tutti d\u2019un pezzo (e che, ricordate? Come tali camminavano e cavalcavano) che furoreggiavano sugli schermi cinematografici, e Tarzanetto non come parodia, bens\u00ec come \u201cl\u2019altra faccia della medaglia\u201d di Tarzan e di tutti i tarzanidi del tempo, troppo buoni (puntuale infatti in questi nostri giorni di buonismo, ecco il ritorno di Tarzan\u2026), e inoltre troppo belli: oggi li definiremmo forse \u201cpalestrati\u201d e non ci stupirebbe sorprenderli mentre escono da una seduta di raggi UVA, esibendo magari qualche tatuaggio.<br \/>\nLa rappresentazione di Tarzanetto e del suo mondo intendevano invece dimostrare \u2013 esasperando i concetti \u2013 che l\u2019assolutamente buono e l\u2019assolutamente cattivo sono parimenti al di fuori della realt\u00e0.<br \/>\nFin dalle epoche pi\u00f9 remote, in drammaturgia, nel teatro, nella letteratura, e in tempi pi\u00f9 recenti, nel cinema e nel fumetto, la caratterizzazione del \u201ccattivo\u201d \u00e8 utile a far muovere il\u201d buono\u201d, a creargli una motivazione e uno scenario, a dargli la possibilit\u00e0 di dimostrare, nel finale che \u201cil bene vince e il male perde\u201d.<br \/>\nTarzanetto, che certo non \u00e8 un buono, \u2013 anche se di rado si concede qualche cedimento \u2013 non \u00e8 per\u00f2 nemmeno cattivo, e soprattutto non \u00e8 l\u2019antagonista di nessuno: \u00e8 semplicemente un piccolo tiranno dal carattere prepotente (esistono forse tiranni non dispotici?) le cui gesta sono caratterizzate dalla potente valenza della provocazione. Ed \u00e8 in quest\u2019ottica provocatoria, infatti, che devono essere \u201cletti\u201d e giudicati i suoi eccessi: partendo da un messaggio di positivit\u00e0 tenuto\u2026 un tantino sotterraneo, le situazioni delle sue storie, sempre portate all\u2019estremo, potrebbero talvolta apparire a prima vista discutibili, ma in realt\u00e0 sottendono ad una soluzione sempre consolatoria: e, infatti, i leoni che piangono tenendo nella zampa i loro denti, i serpenti annodati, i gorilloni bastonati, le palme schiantate nella vignetta successiva sono tornati come nuovi; Panterina trionfa moralmente con l\u2019antica arma dei manicaretti in cui lascia che Tarzanetto affoghi la sua prepotenza e la giungla, nonostante il periodico tornado provocato dal suo Reuccio, vive felice avventura dopo avventura.<br \/>\nTarzanetto non si sente complessato per la sua \u201ccrapa\u201d irta di (pochi) capelli duri come il fil di ferro, o a causa del suo pannolone leopardato, ma, anzi, non ha paura di affermare la propria personalit\u00e0 per quello che \u00e8, non teme il ridicolo perch\u00e9 \u00e8 sempre graniticamente convinto di quello che fa, n\u00e9 paventa la sconfitta perch\u00e9 sa di possedere gli strumenti per risollevarsi ogni volta, \u00e8 assertivo e sanamente egoista: in pratica, possiede tutte quelle caratteristiche che la psicologia suggerisce di conquistare e coltivare per preservare l\u2019equilibrio interiore e vivere felici prima con se stessi e, di conseguenza, anche con gli altri.<br \/>\nE allora, tra uno sfacelo e uno schianto, godiamoci le sue avventure: sotto sotto, ma neanche poi tanto, ha ragione lui!<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>D\u2019altronde, la storia del fumetto \u00e8 costellata da \u201cmonelli terribili\u201d, i cui veri precursori rimangono senz\u2019altro i due fratelli <em>Max und Moritz<\/em>, creati nel\u00a01865\u00a0dall\u2019umorista tedesco \u00a0Wilhelm Busch, i quali furono gli antesignani dei pi\u00f9 famosi <em>Bib\u00ec e Bib\u00f2<\/em>\u00a0(<em>Katzenjammer Kids<\/em>), pubblicati dal 1912 sul Corriere dei Piccoli, una serie a\u00a0fumetti\u00a0creata nel\u00a01897\u00a0dall&#8217;autore\u00a0tedesco\u00a0immigrato in America\u00a0Rudolph Dirks, che debutt\u00f2 sull\u2019<em>American Humorist<\/em>, il supplemento domenicale del <em>New York Journal<\/em>.<br \/>\nMa la storia del fumetto composta dai \u201cmonelli terribili\u201d offre una lista troppo vasta, basterebbe ricordare, primo fra tutti, <em>Yellow Kid<\/em>, creato dal disegnatore statunitense\u00a0Richard Felton Outcault\u00a0 nel\u00a01894 e pubblicato sul supplemento domenicale del <em>New York World<\/em>.<br \/>\nUn altro personaggio che richiama il Tarzanetto di Antonio Terenghi \u00e8 il leggendario <em>Moon Mullins<\/em>, il popolare\u00a0fumetto americano\u00a0\u00a0creato dal\u00a0fumettista statunitense Frank Willard, pubblicato come striscia quotidiana sul\u00a0Chicago Tribune. Ma anche in amalgama entrambi i personaggi di <em>Nancy<\/em>, la comic strip domenicale creata dal \u00a0cartoonist americano Ernie Bushmiller. <em>Nancy<\/em>, nota in\u00a0Italia\u00a0come <em>Arturo e Zoe<\/em>, venne pubblicata negli\u00a0anni sessanta posteriormente alla nascita di <em>Pedrito el Drito<\/em> proprio su\u00a0 riviste quali,\u00a0 <em>L&#8217;Intrepido<\/em>\u00a0e\u00a0<em> il Monello<\/em>.<br \/>\nMa Tarzanetto rimane in assoluto un mix armonizzato del modello dei \u201cbambini terribili\u201d: uno Yellow Kid italiano che assorbe in uno monelli quali gli antesignani Max und Moritz e Bib\u00ec e Bib\u00f2.<br \/>\nCredo che fra tutti, Antonio Terenghi, facendosi timidamente avanti progressivamente nella sua prolifica attivit\u00e0 cinquantennale, abbia lasciato un segno indelebile nella Storia del Fumetto Italiano.<\/p>\n<p><strong>Mario Verger<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33585\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/3.jpg\" alt=\"Terenghi03\" width=\"782\" height=\"535\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/3.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/3-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/3-436x298.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/>(Tarzanetto \u00a9 Antonio Terenghi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Grande Terenghi<\/strong><br \/>\n<strong> Il Maestro Italiano del Fumetto Comico<\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Mario Verger<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33586\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/4.jpg\" alt=\"Terenghi04\" width=\"416\" height=\"568\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/4.jpg 416w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/4-219x300.jpg 219w\" sizes=\"auto, (max-width: 416px) 100vw, 416px\" \/>(Antonio Terenghi visto da Graziano Origa)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Antonio Terenghi, il grande Maestro del Fumetto Italiano. Nato nel 1921 in Provincia di Belluno ad\u00a0Alano di Piave nel Cadore, da madre veneta e padre milanese, a due anni si trasferisce con la famiglia a\u00a0Milano. Ci sono fratelli e sorelle cui badare: Antonio \u00e8 il pi\u00f9 grande. Ha iniziato a disegnare all&#8217;et\u00e0 di 6 anni con passione e la matita sarebbe diventata il suo pane quotidiano. Gi\u00e0 da bambino il suo lungimirante maestro gli dice che ha un&#8217;ottima predisposizione per il disegno.<br \/>\nTerenghi \u00e8 anche un appassionato di film, che ogni tanto vede in quanto trova anche lavoro nei primissimi cinematografi dove vende caramelle e noccioline. Ed \u00e8 cos\u00ec che inizia la sua passione per il cinema che durer\u00e0 tutta la vita, soprattutto per i western.<br \/>\nNel 1932, da ragazzino, per aiutare la famiglia, il giovane Antonio inizia a lavorare come garzone per un fruttivendolo e in seguito diviene apprendista di un maniscalco, un omone gigantesco che metteva i ferri agli zoccoli di cavalli.\u00a0Antonio gli nota i calli alle mani, rimanendo stupito che dipinga al contempo delicati acquerelli di fiori. Gli elementi base del mestiere li impara infatti da quell\u2019anziano fabbro con la passione per la pittura che insegna al giovane Terenghi l&#8217;uso del colore e lo incoraggia ad esercitarsi. Ma gi\u00e0 il fruttivendolo presso cui lavora annovera fra i clienti un ricco signore americano che, trasferitosi a Milano, si fa mandare da casa il <em>New York American Journal<\/em> e il <em>Chicago Tribune<\/em>. Una volta letti, lascia i giornali al fruttivendolo, il quale manda il giovane garzone a ritirarli, per usarne la carta facendola a cono per incartare la frutta: un giorno, Antonio nota sul supplemento domenicale del quotidiano americano <em>New York American Journal<\/em> le strisce a fumetti di <em>Pete the Tramp<\/em>: rimane folgorato dal personaggio di Clarence D. Russel, se ne innamora e comincia a studiarlo. Grazie a questa intuizione, ispirandosi a quello di Russell, qualche anno dopo Terenghi crea il suo primo personaggio, il vagabondo <strong>Scansafatiche<\/strong>. Si rivolge alla Casa Editrice Edital, che per\u00f2 non gli compra le tavole ma lo assume part time col ruolo di \u2018fattorino, calligrafo e factotum\u2019. Qui Antonio Terenghi conosce alcuni tra i pi\u00f9 importanti autori dell\u2019illustrazione e del fumetto, tra cui Gino Boccasile, Alberto Vargas, i fratelli Carlo e Vittorio Cossio e Gian Luigi Bonelli.<br \/>\nIn redazione Terenghi diventa sempre pi\u00f9 factotum, assumendo anche i ruoli di capo-redattore e disegnatore-impaginatore. Esordisce finalmente come disegnatore di fumetti con il suo Scansafatiche su <em>Il Giornalino dei Bambini<\/em>. Riesce a collaborare anche alla <em>Domenica del Corriere<\/em> e al <em>Corriere dei Piccoli<\/em>.<br \/>\nNel gennaio del 1939, a 18 anni, Terenghi viene per\u00f2 chiamato alle armi come bersagliere a Bolzano. Durante la Seconda Guerra Mondiale, viene spedito in Africa e in Libia dove viene fatto prigioniero dagli inglesi. Durante la prigionia, durata quasi sette anni dal 1941 al 1946, oltre che imparare l&#8217;inglese, Terenghi diventa un fanatico della letteratura umoristica leggendo i classici di Twain e Dickens, ricavando questo favoritismo perch\u00e9 faceva i ritratti di mogli e figli degli inglesi riprese dalle foto dei congiunti, mentre ai commilitoni italiani le caricature. \u00c8 prigioniero nell\u2019Oasi di Gialo ma lui sa disegnare e, raccogliendo la loro simpatia, si salva: i militari lo portano al Cairo e gli comprano dei blocchetti tascabili Kodak per i ritocchi fotografici, costituiti da striscioline impregnate di colore. Ogni giorno un ritratto, una caricatura. E cos\u00ec anche in patria, quando Terenghi rientra, a 25 anni. Dopo la guerra, non trovando subito lavoro come disegnatore, debutta nel settore realizzando il lettering (le parole scritte dentro i balloons dei fumetti) per la Edital di montagne di tavole di altri autori.<br \/>\nNel 1950 Antonio sposa la sua fidanzata Natalina, colei che diverr\u00e0 anche la sua letterista di fiducia: il lettering, sia di tavole del marito che di tantissimi altri autori, sarebbe poi stata la sua occupazione per decenni. \u00abNei primi tempi di matrimonio, mia mamma Natalina Luceri (detta la \u2018Terenghina\u2019), mancata due anni fa, la sera dopo il lavoro lo sostituiva nel lettering per permettergli di potersi dedicare appieno a scrivere e a disegnare le sue storie\u00bb racconta la figlia Rosachiara. Soltanto nel 1950-\u201951, Terenghi pubblica sulla Collana\u00a0Gaie Fantasie dell&#8217;Editrice Alpe esordendo coi suoi personaggi <strong>Poldo e Poldino<\/strong>. Poco dopo, avvia anche una lunga e fortunata collaborazione con la Casa Editrice Universo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33587\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/5.jpg\" alt=\"Terenghi05\" width=\"500\" height=\"455\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/5.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/5-300x273.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/5-436x396.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>(Poldo e Poldino \u00a9 Antonio Terenghi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel 1951 \u00e8 la svolta: Terenghi crea il personaggio <strong>Pedrito el Drito<\/strong>, che diventer\u00e0 uno dei personaggi pi\u00f9 longevi della storia del fumetto italiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33588\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/6.jpg\" alt=\"Terenghi06\" width=\"782\" height=\"562\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/6.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/6-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/6-436x313.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/>(Pedrito el Drito \u00a9 Antonio Terenghi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riguardo l\u2019ideazione di Pedrito el Drito, l\u2019autore ebbe a dichiarare, \u00ab<em>Era subito dopo la guerra, e andavo a mangiare alla mensa della dogana di Via Valtellina, a Milano. Accanto a me c&#8217;era un tipo mingherlino che cercava di provocare un collega che sembrava un armadio. A un certo punto, invece di prendersela, l&#8217;omone l&#8217;ha guardato con aria annoiata e si \u00e8 alzato per andarsene, apostrofandolo: \u201cma fa no el Pedrito el Drito\u201d. Un nome straordinario, che mi ha colpito e mi \u00e8 rimasto impresso<\/em>\u00bb.<br \/>\nNel 1952 Terenghi inizia una lunga collaborazione con la Casa Editrice Universo dando vita a diversi personaggi: <strong>Nuto l&#8217;astuto<\/strong>,\u00a0<strong>Ademaro il corsaro<\/strong>,\u00a0<strong>Nita la svampita<\/strong>,\u00a0<strong>\u00a0Stinco e Stecca<\/strong>, <strong>Trufolino testadura<\/strong>, <strong>Gastone il pigrone<\/strong>, <strong>Davy Crockett<\/strong>, ecc&#8230;<br \/>\nNello stesso anno, per le Edizioni Alpe, Antonio Terenghi idea <strong>Nico il beb\u00e9 lunare<\/strong>, un piccolo eroe dalla pelle gialla di dimensioni microscopiche, con un capello sulla testa che vive col suo\u00a0collerico Zio Stop.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33589\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/7.jpg\" alt=\"Terenghi07\" width=\"499\" height=\"485\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/7.jpg 499w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/7-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/7-436x423.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 499px) 100vw, 499px\" \/>(Nico il beb\u00e9 lunare \u00a9 Antonio Terenghi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sin dal primo numero della rivista francese\u00a0P\u00e9pito compare il personaggio ideato da Terenghi, tradotto nella versione francese in Nano le b\u00e9b\u00e9 lune.<br \/>\nTra i numerosi protagonisti creati in seguito da questo prolifico autore, meritano di essere ricordati almeno:\u00a0<strong>Tarzanetto<\/strong>\u00a0(realizzato nel 1954 per la casa editrice Dardo (pubblicato in Francia col nome di <em>Bamboo<\/em>), ripreso tra il 1974 e il 1975 anche sul\u00a0<em>Corriere dei Piccoli<\/em>, e in seguito nella serie \u2018<em>I Super Tascabili<\/em>\u2019 dell\u2019Edinational e infine dall\u2019Edizioni Bianconi), e <strong>Teddy Sberla<\/strong>, giornalista di cronaca in eterna lotta con il suo direttore. Senza dimenticare\u00a0<strong>Piccola Eva<\/strong>, nata negli Stati Uniti nella prima met\u00e0 degli anni \u201850: quando la serie statunitense (molto interessante ma durata poco tempo) non pu\u00f2 pi\u00f9 alimentare le esigenze de <em>Il\u00a0Monello<\/em>, l&#8217;editore cerca un autore italiano in grado di realizzare nuove storie e indice una specie di gara-concorso: Terenghi, uscitone vincitore, continuer\u00e0 con successo il personaggio per una quindicina d&#8217;anni.<br \/>\nCrea in seguito, soprattutto per le edizioni Alpe, decine di personaggi come\u00a0i gi\u00e0 citati <strong>Poldo e Poldino<\/strong>, <strong>Tarzanetto<\/strong>, <strong>Teddy Sberla<\/strong>, il piccolo indiano\u00a0 <strong>Carib\u00f9<\/strong>,\u00a0<strong>Mac Keron<\/strong> e <strong>Gionni e Geppina<\/strong>\u00a0(una curiosa jeep umanizzata precorritrice di <em>Cars<\/em>).<br \/>\nTerenghi fu un antesignano creando degli antieroi: dai primi film di Tom Mix, prendendo in giro lo sceriffo tutto d\u2019un pezzo con Pedrito el Drito eletto dai malviventi stessi per aver la vita facile; con Tarzan delle scimmie, che era un eroe, creando con Tarzanetto un moccioso che era una piccola carogna; fino al mescolamento interraziale, con una serie di personaggi-bambini di diverse nazionalit\u00e0: oltre a <strong>Carib\u00f9<\/strong>, il piccolo arabo <strong>Hu-L\u00e0-L\u00e0<\/strong>, il cinesino <strong>Din-Du-La<\/strong>, il piccolo messicano <strong>Geo Sombrero<\/strong>, senza dimenticare\u00a0<strong>Lilly<\/strong>,\u00a0<strong>Trufolino Testadura<\/strong>, <strong>Marietta<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33590\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/8.jpg\" alt=\"Terenghi08\" width=\"782\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/8.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/8-300x128.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/8-436x187.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/>(Characters \u00a9 Antonio Terenghi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Terenghi \u00e8 autore a tutto tondo, realizzando soggetti e sceneggiature, fino alle chine. Il foglio di carta, da bianco che era, potrebbe andare in stampa: \u00abLavorava con pennelli e china, e quando poteva colorare le sue tavole creava acquerelli anche con misture personali\u00bb, aggiunge la figlia Chiara.<br \/>\nInoltre, era molto generoso, se era in un bar o in pizzeria e gli chiedevano un disegno, apriva un tovagliolo di carta e disegnava per loro un ricordo autografo.<br \/>\nTerenghi lavora per oltre cinquant&#8217;anni con lo stesso entusiasmo, amatissimo dai suoi lettori e dai colleghi. Tuttavia a settant&#8217;anni si ritrova privato delle migliaia di tavole prodotte per la Universo e per le edizioni Alpe, e quindi \u00e8 in difficolt\u00e0 a far pubblicare da altri editori la sua produzione di tanti anni. Cerca di rientrare in possesso di diritti e di originali ma invano, come del resto molti altri autori, da\u00a0Lina Buffolente\u00a0a\u00a0Walter Molino.<br \/>\nNel 1973, per l\u2019editore Barbieri, Terenghi fa una prova che poi non va in porto per <em>Le fiabe proibite<\/em>, la quale trova coronamento nella serie a fumetti pubblicata dalla GEIS dei classici delle fiabe in versione os\u00e9 intitolata <em>Le sexy favole<\/em>: delle favolette irriverenti e innocue attraverso un erotismo popolare low cost.<br \/>\nNel 1980, Terenghi illustra la versione a fumetti della serie The Monkey (\u609f\u7a7a\u306e\u5927\u5192\u967a) del Dio del Manga Osamu Tezuka, sulla testata\u00a0<em>La Banda TV Ragazzi<\/em>, delle Edizioni EDIERRE di Roma, diventata dopo i primi 30 numeri <em>Cartoni in Tiv\u00f9<\/em>, edito stavolta dall\u2019Edizioni TV Milano. L&#8217;antologia contiene fumetti ispirati agli <em>anime<\/em> giapponesi trasmessi dalle TV private negli anni 70-80.<br \/>\nDopo decenni di carriera esclusivamente dedicata al fumetto, nello stesso anno Terenghi si sperimenta anche nella realizzazione della parte grafica di alcune trasmissioni culturali e didattiche per bambini per la Rai-TV, per le quali si reca nella sede di Corso Sempione, disegnando in diretta direttamente su un grande blocco. Nei primi anni \u201890 il suo Pedrito el Drito trasmigra tra le pagine del <em>Corriere dei Piccoli<\/em>, e poi sulla collana <em>Almanacchi di Lupo Alberto<\/em>.<br \/>\nNello stesso decennio, nel corso della breve esperienza del tentativo di riportare in edicola il personaggio <em>Tiramolla<\/em>\u00a0in una sua testata autonoma, in appendice all\u2019albo si rivedono alcuni classici dell\u2019autore come Teddy Sberla, Carib\u00f9 e Mac Keron. Avvia collaborazioni anche con il settimanale TV Sorrisi &amp; Canzoni, il mensile <em>Topo Gigio<\/em> e con <em>Cronaca di Topolinia<\/em>.<br \/>\nPedrito ha per\u00f2 la sua \u201cglorificazione\u201d in tre operazioni di gran pregio: la prima, nel 1993, nel volume cartonato <strong>Il grande Pedrito<\/strong> pubblicato dalla Gl\u00e9nat; nel 1995 per l\u2019Editoriale Taormina <strong>Pedrito el Drito<\/strong> incontra la mano rossa, con la partecipazione straordinaria di Tex Willer; a cui fa seguito, nel 2000, <strong>Pedrito el Drito<\/strong>, in occasione del cinquantennale del personaggio di Terenghi, quando Alfredo Castelli volendo chiudere il quarto e ultimo numero della preziosa collana\u00a0<em>I grandi comici del fumetto<\/em>, scrive, come avevano pi\u00f9 volte gi\u00e0 fatto in passato con <em>Pedritissimo<\/em>, la storia pi\u00f9 lunga con protagonista lo sceriffo pi\u00f9 ubriacone del West.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33591\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/9.jpg\" alt=\"Terenghi09\" width=\"450\" height=\"615\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/9.jpg 450w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/9-219x300.jpg 219w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/9-436x595.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 450px) 100vw, 450px\" \/>(Il grande Pedrito el Drito \u00a9 Gl\u00e9nat)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33592\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/10.jpg\" alt=\"Terenghi10\" width=\"346\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/10.jpg 346w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/10-207x300.jpg 207w\" sizes=\"auto, (max-width: 346px) 100vw, 346px\" \/>(Pedrito el Drito incontra la mano rossa \u00a9 Gl\u00e9nat)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alfredo Castelli, pap\u00e0 di Martin Myst\u00e8re, nell\u2019introduzione al volume\u00a0<em>Pedrito el Drito<\/em>, pubblicato da Bonelli, tracciando un ricordo di\u00a0Antonio Terenghi, scrive: \u00ab<em>C\u2019\u00e8 un ristorante che \u2013 per qualche mia perversione \u2013 continuo a frequentare in modo assiduo da anni bench\u00e9 l\u2019oste, tale Nuccio, abbia il vizio di esibirmi ai clienti a mo\u2019 di imbonitore: \u201cSiori e siore, questo \u00e8 Castelli, quello di Martin Myst\u00e8re\u201d. Il risultato \u00e8 quello di mettere in imbarazzo sia me sia gli avventori, i quali emettono borbottii di circostanza, chiedendosi chi mai sia quel Martin Myst\u00e8re che, a quanto pare, dovrebbero conoscere, ma non hanno mai sentito nominare.<br \/>\nBene, una sera ci sono andato con\u00a0Antonio Terenghi\u00a0[\u2026]. Dopo aver appurato chi fosse il mio ospite, l\u2019oste ha ritenuto opportuno esibirlo: \u201cSiore e siori, questo \u00e8 Terenghi, quello di\u00a0Pedrito el Drito\u201d. Anzich\u00e9 emettere i soliti borbottii, la platea ha immediatamente capito di chi si trattava, e lo ha subissato di richieste di disegni.<br \/>\nInvidia a parte, mi sono reso conto che Pedrito \u00e8 uno dei rari personaggi entrato nella nostra \u2018memoria collettiva\u2019, e che nel 1950 [\u2026] Terenghi non ha creato soltanto un eroe a fumetti, ma un\u2019icona popolare<\/em>\u00bb. Un icona Pop: Terenghi era contento in quanto voleva raggiungere la gente, pur timido com\u2019era, volendo far del bene ai bambini, avendo avuto un\u2019infanzia difficile.<br \/>\nUn aneddoto \u00e8 che Gianluigi Bonelli, pap\u00e0 di Sergio, col cappello di Tex, spesso a Milano si incrociava con Terenghi, con la coda di cavallo, i quali si salutavano alzando la mano come gli indiani dicendo: \u201cAugh\u201d.<br \/>\nE, poco dopo, una spassosa e corposa antologia, con alcune delle pi\u00f9 rappresentative storie realizzate da Antonio Terenghi, col volume <strong>Pedrito\u00a0el drito<\/strong>\u00a0in <strong>Provaci ancora,\u00a0Pedrito!<\/strong>, con un&#8217; introduzione di Alfredo Castelli, per edizioni if \u2013 collana comics &amp; cartoons.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33593\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/11.jpg\" alt=\"Terenghi11\" width=\"464\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/11.jpg 464w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/11-232x300.jpg 232w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/11-436x563.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 464px) 100vw, 464px\" \/>(Provaci ancora,\u00a0Pedrito! \u00a9 Terenghi)<\/p>\n<p>Nel 2001 Terenghi illustra\u00a0il libro <strong>L&#8217;orsetto Tuttovaben e la gallina Scopaviola<\/strong>, racconto per bambini di\u00a0Lucia Spezzano\u00a0(Edizioni Leprotto, Vedano Olona, Varese). Nel 2002 crea la serie a fumetti del\u00a0<strong>Pianeta Niep<\/strong>, e due episodi vengono pubblicati da\u00a0<em>E&#8217; \u2013 enigmistica giovani<\/em>, effimera pubblicazione della BRAMA; vi riappare tra l&#8217;altro\u00a0Teddy Sberla, il reporter del\u00a0Singhiozzo della Sera. E, nel 2003, illustra le tavole del libro Mondadori, <strong>Sangue di yogurt<\/strong>, dello scrittore Andrea G. Pinketts. Inoltre i suoi fumetti vengono pubblicati da Silver (come\u00a0<strong>Obeso \u00e8 bello<\/strong>\u00a0nell&#8217;<em>Almanacco della ciccia\u00a0di Lupo Alberto<\/em>).<br \/>\nNegli ultimi anni della sua vita, Antonio Terenghi resta prevalentemente in casa, con difficolt\u00e0 di deambulazione, accanto alla compagna di tutta la vita, la moglie\u00a0Natalina, entrambi confortati dall&#8217;affetto della figlia\u00a0Chiara.<br \/>\nMeno di due anni dopo Natalina, anche Antonio muore a Milano il 26 ottobre 2014, una settimana prima di compiere 93 anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33594\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/12.jpg\" alt=\"Terenghi12\" width=\"388\" height=\"510\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/12.jpg 388w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/12-228x300.jpg 228w\" sizes=\"auto, (max-width: 388px) 100vw, 388px\" \/>(Un ricordo di Silver)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un grande esperto di importanza internazionale quale \u00e8 Luca Raffaelli, mi ha definito Pedrito un personaggio \u00abfenomenale\u00bb. Mentre Silver, il giorno dopo la scomparsa di Terenghi, pubblica sulla pagina ufficiale una sua interpretazione del fumettista milanese che dice, \u00ab<em>Caro Antonio sei stato un maestro e una persona dolcissima<\/em>\u00bb, con sopra la seguente didascalia che annuncia, \u00ab<em>\u00c8 mancato Antonio Terenghi, patriarca di noi fumettari e leggendario creatore di Pedrito el Drito (Silver)<\/em>\u00bb.<br \/>\nAttivo nel settore per oltre un cinquantennio, nel 2003 Stefano Mercuri gli aveva reso omaggio con la monografia\u00a0<strong>A tu per tu con Antonio Terenghi<\/strong>, con la cover illustrata da Giuseppe Festino, del ciclo\u00a0<strong>Le grandi firme del fumetto popolare italiano<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33595\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/13.jpg\" alt=\"Terenghi13\" width=\"445\" height=\"605\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/13.jpg 445w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/13-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/13-436x592.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 445px) 100vw, 445px\" \/>(A tu per tu con Antonio Terenghi \u2013 Mercury Editoriale)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La figlia Rosachiara Terenghi, chiamata pi\u00f9 semplicemente Chiara, sul suo Facebook, fra i tanti ricordi, scrive di suo padre Antonio Terenghi, \u00ab<em>Per le bambine, il pap\u00e0 \u00e8 sempre un principe, un eroe, un mito che guida, protegge e difende con il solo potere di un abbraccio.<br \/>\nPer il mio, in tanti avete espresso parole e concetti stupendi, in una commovente congiunzione di affetto, nostalgia e ammirazione.<br \/>\nEra un buono, un sognatore dalla fantasia inesauribile che tra mille altre cose mi ha insegnato con l&#8217;esempio il valore dell&#8217;immedesimazione negli altri e l&#8217;importanza della pazienza; con la passione, la grande ricchezza che deriva dall&#8217;accostarsi con umilt\u00e0 a tutte le Arti e a tutti gli elementi della Natura; con l&#8217;educazione, il rispetto e la perseveranza.<br \/>\nNon tutte le bambine perdono, crescendo, il pap\u00e0 mitico della loro infanzia: magico con china e pennelli, per me lui \u00e8 sempre rimasto un po&#8217; \u201cfantastico\u201d.<br \/>\nE il mio irresistibile, simpatico, dolce, disponibile e generoso padre<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Antonio Terenghi \u00e8 stato un Maestro, un Maestro del Fumetto italiano, che non dimenticheremo mai.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33596\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/14.jpg\" alt=\"Terenghi14\" width=\"404\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/14.jpg 404w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/14-242x300.jpg 242w\" sizes=\"auto, (max-width: 404px) 100vw, 404px\" \/>(Pedrito el Drito \u00a9 Terenghi)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33597\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/15.jpg\" alt=\"Terenghi15\" width=\"320\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/15.jpg 320w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/15-240x300.jpg 240w\" sizes=\"auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px\" \/>(Antonio Terenghi, Walter Molino, Graziano Origa)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Antonio Terenghi \u2013 Hanno scritto di lui:<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33598\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/16.jpg\" alt=\"Terenghi16\" width=\"782\" height=\"783\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/16.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/16-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/16-436x436.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/>(Tarzanetto \u2013 Mario Verger \u00a9 Terenghi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Su <strong>COMICSANDO \u2013 Comic Art Blog<\/strong>, nel capitolo TUTTI I TARZANETTI COMICI DEL FUMETTO, si legge: \u00ab<em>E le comiche, in quegli anni, piacevano anche a Paolo Piffarerio, che realizza con Tristano Torelli 178 albi di Ridolini (1948\/1952).<br \/>\nIn uno dei suoi numeri a striscia \u2013 con l\u2019amico Geppone \u2013 il comico incontra un tarzanetto troglodita che difende a colpi di clava tutti gli animali della foresta, urlando ecologicamente: \u201cUaua perek prik prok!\u201d. In una confusa giungla zeppa di pettegolezzi regna incontrastato l\u2019irascibile Tarzanetto che, nonostante sia pargolo di pochi anni, \u00e8 colpito da calvizie precoce, celata sotto una buffa bombetta. Come il tarzanide di Jac, fuma un tremendo sigaro tozzo e veste un perizoma leopardato dotato di coda. Ormai un classico del fumetto comico italiano, questo bimbaccione vizioso e pestifero domina un incredibile numero di animali grotteschi che ogni tanto si ribellano alla tirannia del piccolo re-peste. Nel cast, la compagna Panterina (grande cuoca), l\u2019amico scimmione Togo e due corvi colti che dispensano sapienza e saggezza dall\u2019alto delle loro moltissime \u2013 supposte \u2013 e inverosimili lauree. Tarzanetto viene creato nel 1952 da Antonio Terenghi (il Pedritissimo Nazionale!) per il periodico Chicchirich\u00ec della Dardo, casa editrice che dal 1959 al 1961 lo pubblica per trenta numeri con una testata tutta sua, fino a quando, nel 1961, diventa Tarzanetto Presenta Bombolo. Nel 1974 appare sul Corriere dei Piccoli, l\u2019anno dopo compaiono storie inedite in 12 numeri pubblicati dalle Edizioni Cab e, dal 1979 al 1980, riappare in 15 numeri delle Edizioni Bianconi<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33599\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/17.jpg\" alt=\"Terenghi17\" width=\"400\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/17.jpg 400w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/17-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/>(Antonio Terenghi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Treccani, cos\u00ec definisce Antonio Terenghi: \u00ab<em>Tra i capiscuola del fumetto italiano, dopo il debutto come letterista per la casa editrice Edital, negli anni Cinquanta ha creato, rileggendo in chiave originale le suggestioni provenienti dalle strips statunitensi del periodo, una serie di indimenticabili personaggi, quali Poldo e Poldino (1951), lo sceriffo di Tapioka City Pedrito el Drito (1952), primo eroe spaghetti-western del fumetto italiano, Tarzanetto e Teddy Sberla (1954), le cui avventure vennero pubblicate su periodici quali\u00a0Gaie fantasie, l&#8217;Albo dell&#8217;Intrepido,\u00a0Il Monello\u00a0e il\u00a0Corriere dei Piccoli<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33600\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/18.jpg\" alt=\"Terenghi18\" width=\"300\" height=\"437\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/18.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/18-205x300.jpg 205w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>(Antonio Terenghi, foto Joe Zattere\u00a0nel libro\u00a0Protagonisti del fumetto italiano)<\/p>\n<p>Luca Boschi, uno dei pi\u00f9 grandi esperti di fumetto in Italia, cos\u00ec lo ricorda, in due articoli dedicati a Terenghi: \u00ab<em>Con il Grande Antonio ci siamo incontrati per la prima volta nel remotissimo 1979, alla Mostra Internazionale dei Cartoonist di Rapallo, l\u2019anno in cui furono premiati, tra gli altri, con Egidio Gherlizza, anche i francesi Dupa (quello dell\u2019esploratore) e Broussard, della Sag\u00e9ditions. Poi abbiamo realizzato almeno una storia a quattro mani, nella quale Pedrito e Paquita incontravano Remorenzo Rizzuto. In un altro momento storico, tanti anni fa, ho registrato con Antonio Terenghi una lunghissima intervista. Ne ricopio uno dei passaggi iniziali, dove racconta qualcosa dell\u2019inizio della sua attivit\u00e0 fumettistica: \u201cFacevo il lettering e qualche disegno per le storie di Criche e Croc, disegnate da Andrea Da Passano, alla Edital, fondata da Mario Conte. Da Passano, che aveva lavorato negli Stati Uniti agli Studios di Walt Disney, e poi era tornato in Italia, aveva anche degli addentellati con altre realt\u00e0 creative. Cos\u00ec, nel \u201946, appena tornato dalla guerra, mi aveva proposto di farmi avanti, come disegnatore, presso lo studio di Boccasile, sotto la Galleria. Boccasile stava realizzando un\u2019opera imponente, eccezionale: il Decamerone illustrato. Aveva visto i miei disegni, e gli erano piaciuti. Mi aveva proposto di restare con lui ad aiutarlo, promettendomi che mi avrebbe dato dieci volte tanto la remunerazione che mi dava Mario Conte. Ma Boccasile era stato un gerarca fascista, e la cosa non mi piaceva. Sarei anche stato disposto a passarci sopra, senonch\u00e9, in un suo discorso, un giorno disse che sarebbe stato disposto a ricominciare daccapo. E non me la sono sentita di restare con lui.\u201d<br \/>\nTerenghi, gi\u00e0 in forza alla casa editrice milanese Dardo, si cimenta con una sorta di parodia di Tarzan inventando un sovrano della Giungla insidioso e indistruttibile, il cui aspetto di ragazzino contrasta con la ruvidit\u00e0 del suo temperamento. Piccolo ma bulletto, con bombetta e sigaro perennemente tra le labbra, Tarzanetto esordisce nel 1954 nel tascabile delle Chicchirich\u00ec, come comprimario di una avventura di Din-Du-L\u00e0, suo coetaneo della terra di Aladino. Tarzanetto avr\u00e0 la peggio, ma lo smacco, per lui, non dovr\u00e0 assolutamente ripetersi. Anche sotto lo stimolo dei lettori, che hanno gradito la new entry, nella sua uscita seguente, Terenghi lo promuove a protagonista, eroe vincente di una delle sue svariate serie di ragazzini abitanti in terre diverse, come il messicano Geo Sombrero, il cinese Hu-L\u00e0-L\u00e0, il pellerossa Carib\u00f9, il greco (antico) Ulisse.<br \/>\nIn breve, il tarzanide formato tascabile diviene il magnete principale di Chicchirich\u00ec, surclassando l\u2019ampio ventaglio di personaggi realizzati da Sandro Angiolini con i testi di Gian Carlo Testoni (Bologna, 1912 \u2013 Milano, 1965), anche famoso paroliere, autore di testi come Vola Colomba, cantata da Nilla Pizzi.<br \/>\nL\u2019editore si accorge del successo dei personaggi terenghiani e posiziona il tarzanide sempre pi\u00f9 spesso in apertura del libretto, dedicandogli qualche copertina (con tanto di nome \u201cstrillato\u201d). Infine, gli destina l\u2019intero periodico, a partire dal gennaio 1959. Sotto, una bella carrellata di personaggi creati da Terenghi.<br \/>\nA suo tempo, il solerte fan-editore\u00a0Stefano Mercuri\u00a0ha dedicato un sontuoso volume cartonato del ciclo\u00a0Le Grandi Firme del Fumetto Popolare Italiano\u00a0a Terenghi, considerato uno dei Maestri indiscussi del disegno umoristico italiano che per oltre 60 anni ha accompagnato intere generazioni di lettori. Il libro contiene anche interventi di\u00a0Luciano Tamagnini\u00a0e\u00a0Rosachiara Terenghi<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Mario Verger<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33601\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/19.jpg\" alt=\"Terenghi19\" width=\"500\" height=\"478\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/19.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/19-300x286.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/19-436x416.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>(Portfolio Terenghi \u00a9 Terenghi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Principali personaggi di Antonio Terenghi<\/strong><\/p>\n<p><em>Nella sua lunghissima e prolifica carriera Terenghi ha creato i personaggi, scritto i soggetti e le sceneggiature e poi disegnato tutte le storie. I principali furono: <\/em><\/p>\n<p>Scansafatiche (il primo personaggio!)<br \/>\nPedrito el Drito<br \/>\nPaquita<br \/>\nTarzanetto<br \/>\nPanterina<br \/>\nTogo lo scimpanz\u00e9<br \/>\nPik e Pak i corvi saggi<br \/>\nTeddy Sberla il cronista<br \/>\nL&#8217;azzimato Direttore de il Singhiozzo della Sera<br \/>\nGeo Brummel l&#8217;elegantone<br \/>\nPoldo e Poldino<br \/>\nCarib\u00f9 l&#8217;indianino<br \/>\nGionni e Geppina, la jeep-&#8216;umanizzata&#8217;<br \/>\nNico il beb\u00e9 lunare<br \/>\nFortunato Salomone<br \/>\nAdemaro il corsaro<br \/>\nNita la svampita<br \/>\nMac Keron<br \/>\nNuto l&#8217;astuto<br \/>\nStinco e Stecca<br \/>\nGastone il pigrone<br \/>\nDin-Du-La il piccolo cinese<br \/>\nHu-L\u00e0-L\u00e0 il piccolo arabo<br \/>\nGeo Sombrero il piccolo messicano<br \/>\nTrufolino Testadura<br \/>\nLilly<br \/>\nUlisse il greco (antico)<br \/>\nRio Mendoza<br \/>\nMarietta<br \/>\nDavy Crockett<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33602\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/20.jpg\" alt=\"Terenghi20\" width=\"500\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/20.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/20-300x136.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/20-436x198.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>(Personaggi di Antonio Terenghi \u00a9 Terenghi)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI<\/strong><\/p>\n<p>Umberto Volpini (a cura di): Intervista ad Antonio Terenghi, in\u00a0WOW\u00a0n. 21\u00a0(ottobre 1978)<\/p>\n<p>\u201cPortfolio Terenghi\u201d in \u201cLa borsa del fumetto\u201d n. 3, Milano, settembre 1979, suppl. a I fumetti amatoriali, Luigi F. Bona Editore<\/p>\n<p>Cataloghi\u00a0\u201cGhignata\u201d, 1991,\u00a01993\u00a0e seguenti<\/p>\n<p>Antonio Terenghi: Pedrito el Drito, Testo di Alfredo Castelli, Sergio Bonelli Editore, 2000<\/p>\n<p>Gianni Bono: Guida al fumetto italiano, Epierre, 2003, pp. 1453, 1873-1874<\/p>\n<p>Stefano Mercuri: A tu per tu con Antonio Terenghi, Le grandi firme del fumetto popolare italiano, Editoriale Mercury, 2003<\/p>\n<p>\u201cAntonio Terenghi\u201d in portfolio \u201cLa borsa del fumetto\u201d, 16 pagg. a colori con la riproduzione di alcune delle opere esposte e una storica intervista all&#8217;autore, in occasione della personale\u00a0del cartoonist alla rassegna\u00a0 La Ghignata 2005, Muggi\u00f2 (Monza), Luigi F. Bona Editore<\/p>\n<p>I Tarzanidi 3 in COMICSANDO\u00a0\u2013\u00a0Comic Art Blog, a cura di Nico Musella<\/p>\n<p>Luca Boschi: BUON COMPLEANNO, ANTONIO TERENGHI!, Il Sole 24 Ore, 31 ottobre 2011<\/p>\n<p>Maurizio Bonassina: Terenghi, il pap\u00e0 di Pedrito el Drito, Corriere della Sera, 10 aprile 2014<\/p>\n<p>Luca Boschi: ANTONIO TERENGHI, UN MAESTRO!, Il Sole 24 Ore, 26 ottobre 2014<\/p>\n<p>Davide Barzi: Terenghissimo!, 28 ottobre 2014<\/p>\n<p>Luigi Bona: FFF \u2013 Fondazione Franco Fossati: Antonio Terenghi<\/p>\n<p>Luca Boschi: ANTONIO TERENGHI, alla prima mostra italiana di fumetti! !, Il Sole 24 Ore, 20 dicembre 2014<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il Grande Terenghi \u2013 Il Maestro Italiano del Fumetto Comico \u00a0<\/strong><br \/>\ndi <strong>Mario Verger<\/strong><br \/>\nsi ringrazia Chiara Terenghi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Antonio Terenghi, 1921 \u2013 2014. 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