{"id":33845,"date":"2015-02-21T20:42:51","date_gmt":"2015-02-21T19:42:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=33845"},"modified":"2015-02-22T16:57:49","modified_gmt":"2015-02-22T15:57:49","slug":"le-stereotipate-regine-di-herzog-e-coixet-alla-berlinale-2015","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=33845","title":{"rendered":"Le stereotipate regine di Herzog e Coixet alla Berlinale 2015"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33846\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/queen_berlinale.jpg\" alt=\"Queen of the Berlinale\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/queen_berlinale.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/queen_berlinale-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/queen_berlinale-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/queen_berlinale-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/queen_berlinale-436x290.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/queen_berlinale-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/queen_berlinale-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><br \/>\n<em>Berlinale 65 | Concorso<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il lungometraggio <em>Nadie quiere la noche<\/em> (Nobody Wants the Night) di Isabel Coixet ha aperto la sessantacinquesima Berlinale; a qualche ora di distanza l\u2019ha seguito <em>Queen of the Desert<\/em> di Werner Herzog. Entrambi i film sono ispirati a due biografie complesse di due avventuriere coraggiose che all\u2019inizio del secolo partono: una segue tra i ghiacci le orme del marito; l\u2019altra, paladina della libert\u00e0 e dell\u2019autonomia, viaggia di duna in duna. Peccato per\u00f2 che i registi siano stati in grado di ricreare solo figure stereotipate, inanellando un clich\u00e9 dietro l\u2019altro. Il festival del cinema di Berlino quest\u2019anno si apre dunque con due regine, una dei ghiacci e l\u2019altra del deserto, che sugli schermi hanno lo spessore di due figure di carte da gioco.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px;\"><em>L\u2019americana Josephine Cecilia Diebitsch Peary ha seguito il marito, l\u2019esploratore artico Robert Peary, in diverse spedizioni. Nel 1891 \u00e8 stata la prima donna bianca ad aver messo piede in Antartide e la prima persona ad aver documentato la vita e la cultura degli Inuit, una sorta di proto-etnografa, insomma. Ha dato alla luce la figlia nei ghiacci della Groenlandia, ma di l\u00ec a poco il marito ha preteso che tornasse negli States assieme alla piccola, mentre lui ha continuato le spedizioni senza di lei. Josephine Peary \u00e8 una donna che ha messo al centro della propria esistenza il marito, supportandolo e motivandolo, ma che suo malgrado si \u00e8 dovuta accontentare di rimanere sempre al secondo posto nella vita dell\u2019esploratore ossessionato dall\u2019Antartide e dall\u2019ambizione di voler raggiungere per primo il Polo Nord.<\/em><\/p>\n<p>La Josephine Peary (Juliette Binoche) del lungometraggio dalla drammaturgia banale e scontata di Isabel Coixet \u00e8 una donna capricciosa, piuttosto inesperta, un po\u2019 invasata e innamorata del marito di un amore idealizzato. Nella scena iniziale del film spara a un orso come se fosse al lunapark e poco dopo la vediamo passeggiare tra le nevi facendo cascare vezzosa un foulard (scambiando evidentemente l\u2019Antartide per Hide Park).<\/p>\n<p>La Peary\/Binoche sembra quasi una casalinga annoiata e scoppiata che alla costante assenza del marito reagisce decidendo di fargli visita, e che solo all\u2019ultimo momento si rende conto che il marito non \u00e8 in vacanza in Riviera, ma si \u00e8 spinto un po\u2019 pi\u00f9 a nord. Dopo aver fatto il diavolo a quattro per lasciare l\u2019ultimo avamposto abitato, in una stamberga in un deserto di ghiaccio, ad attenderla non sar\u00e0 il marito, ma la giovane e bella inuit Allaka (la giapponese Rinko Kikuki), l\u2019amante artica di Robert.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 troppo tardi, ormai Josephine non pu\u00f2 tornare indietro: la stagione pi\u00f9 fredda e buia dell\u2019anno \u00e8 alle porte e le due donne dovranno sopravvivere all\u2019inverno 1908\/9 insieme, aspettando che Robert torni a prenderle. Dal momento che non possono nemmeno sedersi a discutere della loro spinosa questione (Allaka parla solo qualche parola di inglese e la Peary non ci pensa nemmeno a imparare il suo idioma), per mettere in scena il conflitto tra la borghese americana \u2013 la civilt\u00e0, la ragione, la propriet\u00e0 \u2013 e l\u2019indigena \u2013 la natura, la passione, la libert\u00e0 \u2013 la Coixet ricorre a un escamotage non particolarmente originale, ma di grande resa estetica. Calca la mano sul look delle donne.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33848\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/nadaquiere.jpg\" alt=\"nada quiere\" width=\"1112\" height=\"597\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/nadaquiere.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/nadaquiere-300x161.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/nadaquiere-1024x549.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/nadaquiere-436x234.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche nelle situazioni pi\u00f9 al limite la Peary indossa, sempre in modo impeccabile, vestiti colorati di broccato; la vediamo correre in slitta con degli occhialetti neri, un soffice collo di pelliccia morbida e un colbacco che fa pendant con il lungo cappotto di pelliccia di agnello. Anche gli accessori sono ineccepibili: per proteggere lo sguardo dalla neve e dal sole, utilizza una deliziosa retina e per bussare all\u2019igl\u00f9 dell\u2019indigena, un elegante bastone da passeggio. Il guardaroba dell\u2019indigena \u00e8 ovviamente molto pi\u00f9 ristretto, ma non meno eccezionale: una pelliccia (di diversi tipi di pelle) di eccellente manifattura, pantaloni e cuissard di pelliccia. I suoi capelli corvini sono di un liscio perfetto e il mento \u00e8 ornato da uno splendido tatuaggio. Per farci capire che comunque lei \u00e8 l\u2019indigena, la primitiva, e quindi un difetto fisico ce lo deve pure avere, Allaka quando sorride scopre dei denti rovinati.<\/p>\n<p>Ma ovviamente i due mondi \u2013 e i due look \u2013 troveranno il modo per avvicinarsi e il processo verr\u00e0 catalizzato dall\u2019evento conciliatore per antonomasia, quello che pacifica tutte le donne del mondo: la nascita di una nuova vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Werner Herzog per il suo film invece si \u00e8 ispirato alla solitaria Gertrude Bell.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 90px;\"><em>Gertrude Margaret Lowthian Bell \u00e8 nata nel 1868 in una famiglia di ricchi industriali, gi\u00e0 da giovanissima \u00e8 riuscita a farsi strada in un ambiente prettamente maschile come quello accademico ed \u00e8 stata tra le poche donne dell\u2019epoca a diplomarsi a Oxford. Ha viaggiato molto nel Vicino oriente diventando un\u2019esperta di culture e popoli locali, scrivendo libri sui luoghi che vistava e raccogliendo informazioni per i servizi segreti britannici. \u00c8 stata archeologa, linguista (oltre all\u2019inglese parlava fluentemente sei lingue, tra cui l\u2019arabo il persiano e il turco) e abile diplomatica, tra le maggiori conoscitrici della complessa realt\u00e0 araba dell&#8217;epoca. Nel 1915 \u00e8 diventata la prima donna della storia a lavorare per l&#8217;intelligence britannica e ha ricoperto un ruolo di primo piano nella costituzione dei nuovi regni di Transgiordania e Iraq e nella definizione dei loro confini. Una volta abbandonato il mondo diplomatico, nei primi anni venti si \u00e8 dedicata all\u2019archeologia ed \u00e8 morta a Baghdad nel 1926 per un&#8217;overdose di sonniferi.<\/em><\/p>\n<p>Nel film Gertrude \u00e8 una giovane e bellissima ventenne che, essendo troppo intelligente per sentirsi a suo agio nell\u2019alta societ\u00e0 inglese e trovare marito, convince i genitori a partire per Teheran. (Tra parentesi: la Kidman ha venti anni e qualche operazione di chirurgia estetica di troppo per risultare minimamente credibile in quel ruolo).<br \/>\nGertrude \u00e8 una donna diversa dalle altre, non ama le leziosaggini, \u00e8 brillante, sicura di s\u00e9, forte; quando si innamora, sarebbe disposta a farsi baciare davanti a un avvoltoio e a carcasse di animali, non \u00e8 una di quelle che scoppiano in lacrime a tavola per una passione non corrisposta.<br \/>\nGertrude\/Kidman ha un debole per la letteratura persiana e questo sembra legittimare frasi svenevoli che si sentono nel film dell\u2019ordine \u00ab\u2026il suo cuore non appartiene a nessuno se non al deserto\u00bb, oppure \u00ab\u2026ma l\u2019amore \u00e8 un tiranno e non risparmia nessuno\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33847\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Queen-of-the-Desert-di-Werner-Herzog-1.jpg\" alt=\"Queen of the Desert\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Queen-of-the-Desert-di-Werner-Herzog-1.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Queen-of-the-Desert-di-Werner-Herzog-1-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Queen-of-the-Desert-di-Werner-Herzog-1-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Queen-of-the-Desert-di-Werner-Herzog-1-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Queen-of-the-Desert-di-Werner-Herzog-1-436x290.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Queen-of-the-Desert-di-Werner-Herzog-1-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Queen-of-the-Desert-di-Werner-Herzog-1-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa supereroina senza difetti, paure, cedimenti o dubbi, solca le dune in sella a un dromedario \u00abseguendo unicamente il suo cuore\u00bb e facendo delle parole \u00abfreedom, dignity, poetry of life\u00bb la sua unica religione. Snocciola argute opinioni di geopolitica raccolte nella solitudine del deserto facendo bagni al tramonto in una vasca in mezzo alle palme; \u00e8 archeologa, ma non la vediamo mai alle prese con uno scavo. E nella seconda parte del film passa di sceicco in sceicco parlando solo inglese e senza avere mai un problema di comunicazione perch\u00e9 c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che la capisce.<\/p>\n<p>La Bell\/Kidman non ha contraddizioni, lati oscuri o tenebrosi; solo armonia, linearit\u00e0, luce. In lei non c\u2019\u00e8 spazio per il disordine, i cedimenti. Eppure non \u00e8 la protagonista di un film sentimentale, ma di un film di Werner Herzog, il quale in conferenza stampa si dichiara assolutamente soddisfatto del film e afferma di averci preso gusto a lavorare a film incentrati su protagoniste femminili. Ma le sue parole sembrano pi\u00f9 una minaccia che una promessa:<\/p>\n<p>\u00abHo sempre pensato di essere un registra di uomini\u00bb, dice. \u00abAvrei dovuto cominciare molto prima a fare film con protagoniste femminili. Ma sono felice di averlo fatto ora e intendo continuare\u00bb. \u2022<\/p>\n<p><em>Cristina Beretta<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>NADIE QUIERE LA NOCHE (Nobody Wants the Night)<\/strong><br \/>\nRegia: Isabel Coixet \u2022 Sceneggiatura: Miguel Barros \u2022 Fotografia: Jean-Claude Larrieu \u2022 Montaggio: Elena Ruiz \u2022 Musiche: Lucas Vidal \u2022 Sound Design: Enrique G. Bermejo \u2022 Suono: Albert Gay \u2022 Production Design: Alain Bain\u00e9e \u2022 Art Director: Carlos Bodelon \u2022 Costumi: Clara Bilbao \u2022 Trucco: Sylvie Imbert \u2022 Casting: Monika Mikkelsen \u2022 Direttori di produzione: Andr\u00e9s Santana, Marta Mir\u00f3 \u2022 Produttori: Andr\u00e9s Santana, Jaume Roures \u2022 Produttori esecutivi: Andr\u00e9s Santana, Antonia Nava, Javier M\u00e9ndez \u2022 Coproduttori: Antonia Nava, Jerome Vidal, Ariel Ilieff \u2022 Interpreti: Juliette Binoche (Josephine), Rinko Kikuchi (Allaka), Gabriel Byrne (Bram), Orto Ignatiussen (Ninq), Alberto Jo Lee (Odaq), Clarence Smith (Henson), Ben Temple (Frand), Matthew Salinger (Spalding), Reed Brody (Lucius), Ciro Mir\u00f3 (Njal) \u2022 Produzione: Ariane&amp; Garo\u00e9, Canal+ Espa\u00f1a, Institut del Cinema Catal\u00e0 (ICC), Instituto de la Cinematograf\u00eda y de las Artes Audiovisuales (ICAA), Radio Televisi\u00f3n Espa\u00f1ola (RTVE), Televisi\u00f3 de Catalunya (TV3), Televisi\u00f3n Espa\u00f1ola (TVE) \u2022 Coproduzione: Neo Art Producciones, Noodles Production, One More Movie \u2022 Suono: Dolby Atmos \u2022 Formato di proiezione: DCP 2K \u2022 Lingua: inglese, inuit \u2022 Paese: Spagna, Francia, Bulgaria \u2022 Anno: 2015 \u2022 Durata: 118&#8242;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>QUEEN OF THE DESERT<\/strong><br \/>\nRegia, sceneggiatura: Werner Herzog \u2022 Fotografia: Peter Zeitlinger \u2022 Montaggio: Joe Bini \u2022 Musiche: Klaus Badelt \u2022 Sound Design: Laurent Kossayan \u2022 Production Design: Ulrich Bergfelder \u2022 Costumi: Michele Clapton \u2022 Trucco: Alessandro Bertolazzi \u2022 Casting: Beth Charkham, Shannon Makhaninan \u2022 Production Manager: Hamid Herraf \u2022 Produttori: Nick Raslan, Michael Benaroya, Cassian Elwes \u2022 Interpreti: Nicole Kidman (Gertrude Bell), James Franco (Henry Cadogan), Damian Lewis (Charles D.Wylie), Robert Pattinson (Oberst Lawrence) \u2022 Produzione: Benaroya Pictures, H Films, Raslan Company of America \u2022 Formato di proiezione: DCP 4K \u2022 Paese: USA \u2022 Anno: 2015 \u2022 Durata: 125&#8242;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Berlinale 65 | Concorso &nbsp; Il lungometraggio Nadie quiere la noche (Nobody Wants the Night) di Isabel Coixet ha aperto la sessantacinquesima Berlinale; a qualche ora di distanza l\u2019ha seguito Queen of the Desert di Werner Herzog. 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