{"id":33861,"date":"2015-02-23T11:36:57","date_gmt":"2015-02-23T10:36:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=33861"},"modified":"2015-02-23T11:36:57","modified_gmt":"2015-02-23T10:36:57","slug":"larte-della-ripetizione-il-sovrabbondante-e-il-comico-in-die-austernprinzessin-di-ernst-lubitsch","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=33861","title":{"rendered":"L\u2019arte della ripetizione. Il sovrabbondante e il comico in &#8216;Die Austernprinzessin&#8217; di Ernst Lubitsch"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/DieAusternprinzessin.jpg\" alt=\"Die Austernprinzessin\" width=\"1112\" height=\"741\" class=\"aligncenter size-full wp-image-33862\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/DieAusternprinzessin.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/DieAusternprinzessin-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/DieAusternprinzessin-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/DieAusternprinzessin-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/DieAusternprinzessin-436x290.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/DieAusternprinzessin-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/DieAusternprinzessin-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><br \/>\nLa risata si produce con l\u2019accumulo, questa \u00e8 la verit\u00e0. L\u2019eccesso del grottesco umoristico spesso viene raggiunto nel momento in cui si ripete e si moltiplica qualcosa, quando si straborda insomma, quando si esagera. Il cinema dell\u2019Ernst Lubitsch \u201camericano\u201d non \u00e8 mai stato eccessivo quanto quello del suo periodo tedesco. Lo slapstick all\u2019americana \u2013 che in un certo modo insidiava da ogni lato la comicit\u00e0 cinematografica degli anni Dieci e Venti \u2013 non poteva in realt\u00e0 niente sulla contro-legge Lubitschiana dell\u2019accumulo. Lo dimostra perfettamente un film come <em>Die Austernprinzessin<\/em> (La principessa delle ostriche, Germania\/1919), tutto improntato alla ricerca della moltiplicazione e della ripetizione. Lo si nota prepotentemente gi\u00e0 nelle scenografie: quelle della sequenza relativa al sensale dell\u2019agenzia matrimoniale, con la sua stanza con le pareti completamente coperte da fotografie di possibili pretendenti; oppure quelle esageratamente decorate del palazzo del \u201cre delle ostriche\u201d, cos\u00ec ricco di motivi geometricamente voluminosi e ghirigori vari.<br \/>\nE poi, naturalmente, c\u2019\u00e8 quella che potremmo definire la proliferazione dei commensali: decine e decine sono quelli al servizio del re e di sua figlia; la scena in cui quest\u2019ultima viene preparata per l\u2019incontro con il principe Nucki \u00e8 particolarmente efficace. Ma forse ancora pi\u00f9 emblematica \u00e8 la sequenza del banchetto nuziale: un tripudio di figure che affollano le inquadrature solo per il gusto della sovrabbondanza.<\/p>\n<p>\u00abSe la ripetizione \u00e8 possibile, essa inerisce al miracolo piuttosto che alla legge. Essa \u00e8 contro la legge: contro la forma simile e il contenuto equivalente della legge. Se la ripetizione pu\u00f2 essere trovata, anche nella natura, ci\u00f2 accade in nome di una potenza che si afferma contro la legge, che lavora sotto le leggi, forse superiore alle leggi\u00bb [Gilles Deleuze, <em>Diff\u00e9rence et r\u00e9p\u00e9tition<\/em>, 1968; trad. it. <em>Differenza e ripetizione<\/em>, il Mulino, Bologna 1971, p. 12]. La ripetizione, la moltiplicazione, l\u2019eccesso diventano il modo per criticare, per dire che quel tipo di sistema non funziona, per fare s\u00ec che si spezzi appunto la struttura della \u201clegge\u201d attraverso una risata dissacrante. E in qualche modo tutto ci\u00f2 si configura come un vero e proprio miracolo, come qualcosa di inaspettato e divino. Sfuggire a quel sistema di eccessi si pu\u00f2 quindi solamente tramite l\u2019imprevisto; il vero principe Nucki \u00e8 quell\u2019imprevisto. Il vero principe Nucki si sostituisce alla sua stessa copia (e cio\u00e8 al suo servo, mandato in avanscoperta con il nome del padrone) e in maniera rocambolesca finisce tra le braccia della principessa.<\/p>\n<p>E allora: \u00abSe la ripetizione esiste, essa esprime nello stesso tempo una singolarit\u00e0 contro il generale, una universalit\u00e0 contro il particolare, uno straordinario contro l&#8217;ordinario, una istantaneit\u00e0 contro la variazione, una eternit\u00e0 contro la permanenza. Sotto ogni aspetto, la ripetizione \u00e8 la trasgressione. Essa pone in questione la legge, ne denuncia il carattere nominale o generale, a vantaggio di una realt\u00e0 pi\u00f9 profonda e pi\u00f9 artistica\u00bb [Gilles Deleuze, <em>Diff\u00e9rence et r\u00e9p\u00e9tition<\/em>, 1968; trad. it. <em>Differenza e ripetizione<\/em>, il Mulino, Bologna 1971, p. 12]. La ripetizione \u00e8 la trasgressione, ma \u00e8 anche ci\u00f2 che deve essere evitato per consentire a un sistema di ristabilire i suoi giusti equilibri. Una volta assaporato l\u2019eccesso, una volta che la ripetizione ha scosso la struttura da criticare, \u00e8 necessario capire quale direzione sia da intraprendere per una \u00abrealt\u00e0 pi\u00f9 profonda\u00bb. Dunque, questa realt\u00e0 \u00e8 quella dell\u2019unico volto espressivo che ci consente di rappresentarla; quello del re delle ostriche, che nell\u2019ultima inquadratura del film ci comunica direttamente (attraverso uno sguardo in macchina) che finalmente \u00e8 rimasto \u201cimpressionato\u201d. E, attenzione, non perch\u00e9 abbia alla fine scovato sua figlia felicemente coricata nel letto matrimoniale con il vero principe Nucki, ma bens\u00ec perch\u00e9 il sistema ha ritrovato definitivamente quei giusti equilibri ai quali poco fa ci riferivamo. Dal moltiplicarsi sullo schermo di infinite figure false, irriverenti, ingiustificate e (a tratti) incomprensibili siamo infatti passati a quelle dei soli due coniugi. Anzi, ancora pi\u00f9 violentemente, a quella di un volto che dovrebbe rappresentare il potere moltiplicante e che invece ci dice che, pi\u00f9 di ogni altra cosa, lo impressiona non pi\u00f9 la ripetizione, ma piuttosto la pi\u00f9 onesta delle duplicit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Gabriele Baldaccini<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p><strong>DIE AUSTERNPRINZESSIN | in versione integrale<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/bJnkWg6-Lf4?rel=0&amp;showinfo=0\" width=\"782\" height=\"587\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>DIE AUSTERNPRINZESSIN<\/strong><br \/>\ntitolo internazionale: <strong>The Oyster Princess<\/strong><br \/>\ntitolo italiano: <strong>La principessa delle ostriche<\/strong><br \/>\ntitolo USA: <strong>My Lady Margarine<\/strong><br \/>\ntitolo francese: <strong>La princesse des hu\u00eetres<\/strong><\/p>\n<p>Regia: Ernst Lubitsch<br \/>\nSceneggiatura: Hanns Kr\u00e4ly, Ernst Lubitsch<br \/>\nFotografia: Theodor Sparkuhl<br \/>\nScenografia: Rochus Gliese, Kurt Richter<br \/>\nDirettore tecnico: Kurt Waschneck<br \/>\nProduttore: Paul Davidson<br \/>\nInterpreti: Victor Janson (Mister Quaker), Ossi Oswalda (Ossi Quaker), Harry Liedtke (principe Nucki), Julius Falkenstein (Josef), Max Kronert (Seligsohn), Kurt Bois (maestro di cappella), Gerhard Ritterband (giovane di cucina), Hans Junkermann, Albert Paulig<br \/>\nProduzione: Projektions-AG Union (PAGU)<br \/>\nNegativo: 35mm<br \/>\nProcesso fotografico: sferico<br \/>\nFormato di proiezione: 35mm<br \/>\nColore: bianco e nero<br \/>\nAudio: muto<br \/>\nRapporto: 1.33:1<br \/>\nPaese: Germania<br \/>\nAnno: 1919<br \/>\nDurata: 47&#8242; \/ 58&#8242; \/ 60&#8242; DVD Spagna<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La risata si produce con l\u2019accumulo, questa \u00e8 la verit\u00e0. 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