{"id":33883,"date":"2015-02-28T19:52:01","date_gmt":"2015-02-28T18:52:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=33883"},"modified":"2015-03-18T01:26:10","modified_gmt":"2015-03-18T00:26:10","slug":"laura-amelia-guzman","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=33883","title":{"rendered":"Laura Amelia Guzm\u00e1n"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/LauraAmeliaGuzman01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-33895\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/LauraAmeliaGuzman01.jpg\" alt=\"LauraAmeliaGuzman01\" width=\"1100\" height=\"1126\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/LauraAmeliaGuzman01.jpg 1100w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/LauraAmeliaGuzman01-293x300.jpg 293w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/LauraAmeliaGuzman01-1000x1024.jpg 1000w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/LauraAmeliaGuzman01-436x446.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Laura Amelia Guzm\u00e1n Conde \u00e8 nata a Santo Domingo, Repubblica Dominicana il 7 maggio del 1980.<br \/>\nSi \u00e8 laureata presso Altos de Chavon &#8211; The School of Design, dove ha studiato belle arti e fotografia.<br \/>\nDopo aver esposto in mostre fotografiche, ha frequentato la Scuola di Cinema e Televisione internazionale a Cuba, specializzandosi in fotografia. Durante questo periodo ha fotografato e diretto numerosi cortometraggi e\u00a0 documentari; uno di loro, <\/em>Antesala<em> \u00e8 stato selezionato nel Festival di Cin\u00e9ma du Reel.<br \/>\nDa questo momento in poi la sua carriera cinematografica va di pari passo con quella del marito Israel Cardenas, con il quale firmer\u00e0 tutte le sue opere fino ad oggi.<br \/>\nNel 2007 hanno realizzato il loro primo lungometraggio <\/em>Cochochi<em> che ha avuto la sua anteprima mondiale al Festival di Venezia nella Sezione Orizzonti. Ha vinto il Diesel Discovery Award al Toronto International Film Festival, il Gran Premio della Giuria al Miami e Tolosa Film Festival e Fipresci Awards a Gij\u00f3n e Tolosa Film Festival. Il film \u00e8 stato proiettato anche a Rotterdam e Rio de Janeiro, tra gli altri Festival.<br \/>\nIl loro secondo lavoro, <\/em>Jean Gentil<em> datato 2010, ottiene una menzione speciale nella sezioni Orizzonti di Venezia 2010,<br \/>\noltre a premi in giro per vari festival nel mondo, tra i quali quelli di Gramado, Jeonju, Buenos Aires, Las Palmas, Lima e Miami.<br \/>\nNel 2013 al festival messicano FICUNAM la coppia ha presentato in anteprima <\/em>Carmita<em>, che sar\u00e0 proiettato poi anche al festival di Cali in Colombia e al Trinidad e Tobago Film Festival.<br \/>\n<em>D\u00f3lares de arena<\/em> (2014) \u00e8 la loro ultima pellicola, che ha avuto la sua prima al Festival Internazionle di Toronto nella sezione Contemporary World Cinema.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Manuele Angelano: <strong><em>Cochochi<\/em> (2007), presentato a Venezia, \u00e8 stato il vostro primo lavoro (il film \u00e8 firmato anche da Israel Cardenas) e rappresenta anche una delle prime produzioni di Gael Garc\u00eda Bernal. Un docu-dramma che, attraverso sensibilit\u00e0 e estremo naturalismo, presenta la vita quotidiana degli abitanti della Sierra Tarahumara, di origine indigena, in un viaggio antropologico dentro il cuore di uno dei &#8220;pueblos&#8221; pi\u00f9 antico dell&#8217;intera America Latina. Pochi sanno per\u00f2 che questo viaggio \u00e8 durato un anno praticamente&#8230;.<\/strong><\/p>\n<p>Laura Amelia Guzm\u00e1n: Si veramente \u00e8 stato un anno. Stavamo lavorando come assistenti operatori in una co-produzione messico-americana nel nord del Paese e io e Israel decidemmo di andare a fare una &#8220;passeggiata turistica&#8221; e ci capit\u00f2 di conoscere Evaristo e Tony, i due ragazzi protagonisti della pellicola. Avevamo con noi una 16 mm, iniziammo a riprendere qualcosa e successivamente, commentando con il mio sposo quest&#8217;ambiente rurale che mi ricordava <em>Dov&#8217;\u00e8 la casa del mio amico?<\/em> di Kiarostami, pensammo inzialmente all&#8217;idea di un corto.<br \/>\nUna volta girato, tornammo al villaggio per mostrarlo ai ragazzi e vedemmo che tutto il circondario si era animato, i parenti avevano chiamato altri parenti, i vicini altri vicini, e si era creato un entusiasmo particolare. Tutta la comunit\u00e0 vide questi dieci minuti di girato. E questa cosa ci sorprese e allora ogni volta che potevamo &#8211; stavamo lavorando nella capitale &#8211; con il denaro guadagnato venivamo al villaggio, nel tempo libero, per filmare. Eravamo certi solo sul fatto che non volevamo un documentario, ma non avevamo ben in mente il film in se. Dovemmo fare degli accordi con la comunit\u00e0 stessa: quasi 400 famiglie diedero il loro consenso e nel contempo aiutammo nella costruzione di una strada, perch\u00e9 anche le vie di comunicazione erano abbastanza deteriorate. Partimmo con 5000 dollari per mantenere noi e 5 persone in pi\u00f9 ed iniziare a filmare. Non sapevamo molto all&#8217;epoca, io ero appena uscita dalla scuola di cinema e Israel stava pi\u00f9 immerso in un&#8217;altra area. Cercammo fondi in rete e un giorno vedemmo una nota di una nuova casa di produzione di Gael Garcia. Mandammo il progetto, ci conoscemmo, si interessarono e ci dissero che potevamo usare il loro nome per richiedere fondi all&#8217;imprese e al governo dello stato di Chihuahua. Poi anche la Buena Onda Pictures ci aiut\u00f2 dopo un incontro a Guadalajara. Perfino un dentista iraniano che dal Canada si interess\u00f2 al progetto! E cos\u00ec via,\u00a0 iniziammo!<\/p>\n<p>MA: <strong>Dopo <em>Cochochi<\/em>, Venezia \u00e8 stata trampolino di lancio della vostra seconda opera, <em>Jean Gentil<\/em> (2010), un ritratto sulle<\/strong> <strong>preoccupazioni e le disquisizioni infinite di un haitiano in Repubblica Dominicana, alla ricerca di una compagna, di<\/strong> <strong>un lavoro stabile, della sua dignit\u00e0 persa in una societ\u00e0 in crescita che lo ignora. Chiara anche l&#8217;intenzione di mostrare<\/strong> <strong>l&#8217;aspetto sociale di una realt\u00e0 particolare e complessa nello stato dominicano attuale, dove la capacit\u00e0 di integrazione <\/strong><strong>con i vicini e recentemente sfortunati haitiani \u00e8 stata forzata dal terremoto del 2010&#8230;.<\/strong><\/p>\n<p>LAG: I Dominicani hanno molti pregiudizi nei confronti degli Haitiani, questo \u00e8 un dato di fatto. Io sono molto curiosa, mi piace indagare soprattutto dal punto di vista umano le persone. Avevo avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di lavorare, sempre come<br \/>\nassistente, al film di Cantet <em>Vers le sud<\/em> (<em>Verso il sud<\/em>, 2005), che era ambientato a Haiti ma fu girato nella Repubblica<br \/>\nDominicana. La gran parte del cast e delle comparse erano haitiane, alcuni di questi ragazzi vivono nella Repubblica Dominicana cercando fortuna e andando con paura per la strada. Visto che conosco il francese, ebbi modo di parlare con molti di loro ed erano molto simpatici e si form\u00f2 un bel rapporto di fiducia. Nei mesi successivi, nella stessa strada dove vivevano i miei iniziarono a costruire un edificio e nell&#8217;edilizia quasi tutti i lavoratori sono Haitiani che per l&#8217;intera durata della costruzione lavorano, vivono e dormono nella struttura stessa o nelle estreme vicinanze. Ne avevo dunque molti come vicini di casa! Incontrai dunque Jean Remy Genty (protagonista di <em>Jean Gentil<\/em>) che praticamente si convert\u00ec nel mio professore di lingua creola (la lingua parlata dagli haitiani oltre al francese) e inizi\u00f2 a venire quasi tutti i giorni a<br \/>\ncasa mia perch\u00e9 io nel frattempo ero convalescente dopo avere subito un&#8217;operazione.<br \/>\nLui realmente era un professore, non eccellente per la verit\u00e0, e tra una lezione ed un&#8217;altra iniziammo a parlare di<br \/>\nHaiti, della sua infanzia, dei sacrifici fatti dalla sua famiglia per farlo studiare, della sua vana ricerca di un lavoro\u00a0 professionale nel suo paese, fino all&#8217;arrivo nella Repubblica Dominicana, dove per\u00f2 non era riuscito a trovare un buon impiego. Le uniche offerte venivano sempre dall&#8217;edilizia, dove per\u00f2 mi diceva che la sua fragilit\u00e0 fisica non gli\u00a0\u00a0 permetteva di fare determinati sforzi e soffriva in continuo di acciacchi. Continuando a cercare al di fuori di quello che offriva la vita aveva raggiunto la cinquantina senza sposarsi perch\u00e9 non aveva i liquidi necessari, mantenendo sempre il suo credo religioso a cui era molto attaccato. Questo era lui, una persona non ancora cresciuta sotto certi aspetti, quasi\u00a0 fanciullesca, testarda e incapace di accettare la realt\u00e0. Mio padre aveva una casa grande in Samana (Nord-Est della Repubblica Dominicana) custodita da due ragazzi, uno haitiano, praticamente analfabeta e uno dominicano, che sapevamo desideroso di imparare l&#8217;inglese. E decidemmo di mandare l\u00e0 Jean Remy dandogli un piccolo compenso ed un tetto, per fare da maestro ad entrambi.<br \/>\nDa questo in definitiva nacque l&#8217;idea del film, trasportare la vita di Jean in pellicola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-33897\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Cochochi01.jpg\" alt=\"Cochochi01\" width=\"800\" height=\"532\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Cochochi01.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Cochochi01-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Cochochi01-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Cochochi01-436x289.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Cochochi01-673x449.jpg 673w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><em>Cochochi<\/em>, 2007<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>MA: <strong>Uno dei temi ricorrenti e costanti del vostro cinema \u00e8 il viaggio. Quello dei giovani di <em>Cochochi<\/em>, di Jean Gentil, di<\/strong> <strong>Geraldine in <em>Dolares de arena<\/em>. Se in questi si tratta per lo pi\u00f9 di una esperienza fisica ed emozionale, trascendentale e<\/strong> <strong>terapeutica, in <em>Carmita<\/em> (2013), che racconta di una amicizia particolare tra te, che alla fine interpreti te stessa e <\/strong><strong>quest&#8217;artista dimenticata e chiusa nel suo destino, il viaggio si fa nella memoria&#8230;.<\/strong><\/p>\n<p>LAG: Quest&#8217;aspetto \u00e8 riconducibile al fatto che io personalmente, ma anche Israel, sono-siamo due persone che hanno viaggiato molto, io ho studiato a Cuba, poi mi sono trasferita in Messico e per un periodo mi sono alternata con il mio Paese, mentre ora sto stabilmente qua, da qualche anno, a Santo Domingo.<br \/>\nQuindi questo animo migrante e questa vita movimentata si riflettono molto nella scelta dei nostri soggetti, dove appunto anche l&#8217;integrazione ad una societ\u00e0 \u00e8 importante. Noi lo abbiamo in un certo modo vissuto e sperimentato.<br \/>\nCon <em>Carmita&#8230;<\/em>beh, ecco: \u00e8 stato un lavoro molto particolare e di fatto fu lei che scelse noi. Stavamo ancora ultimando<br \/>\n<em>Cochochi<\/em> quando la conoscemmo durante la realizzazione di un videoclip dove\u00a0 ero ancora assistente. Siccome Carmita non lasciava lavorare il regista perch\u00e9 si intrometteva molto e fermava spesso le riprese, io passai da assistente operatore ad assistente di regia, mi chiusi con lei dentro la sua stanza, dentro la sua intimit\u00e0. Li all&#8217;interno c&#8217;erano due letti, uno dove dornmiva e l&#8217;altro dove teneva tutte le sue foto, molte delle quali rigate. L&#8217;ambiente \u00e8 un po&#8217; malandato, con lei che un po&#8217; per l&#8217;et\u00e0 un po&#8217; per problemi di natura fisica e di salute non riesce ad occuparsene pi\u00f9 di tanto. Anche la casa dove vive di fatto le sta cadendo in cima e necessiterebbe di manutenzione ma purtroppo ben poco le rimane della vita passata e dei precedenti matrimoni. Da questo contatto con lei e la crescente fiducia in me venne l&#8217;idea di fare un film. Anche se non fu facile, per una serie di ragioni sia legate alla produzione, sia legate al carattere di Carmita e ad altre vicissitudini il film fu ultimato dopo praticamente 6 anni grazie anche all&#8217;intervento della ReiCine che poi produrr\u00e0<br \/>\nanche <em>Dolares de arena<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-33898\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/JeanGentil01.jpg\" alt=\"JeanGentil01\" width=\"800\" height=\"442\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/JeanGentil01.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/JeanGentil01-300x165.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/JeanGentil01-436x240.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><em>Jean Gentil<\/em>, 2010<\/p>\n<p>MA: <strong>Ecco dunque <em>Dolares de arena<\/em>, pellicola che vede protagonista Geraldine Chaplin, e che racconta di una europea<\/strong> <strong>in viaggio nella Repubblica Dominicana che rimane affascinata da una giovane donna del posto dalla vita complicata. Questa nuova esperienza cinematografica sancisce un passaggio da un cinema pi\u00f9 minimalista e neorealista ad un approccio pi\u00f9 narrativo e quindi forse pi\u00f9 commerciale data anche la presenza di una grande interprete del panorama cinematorgafico mondiale&#8230;.<\/strong><\/p>\n<p>LAG: Inanzitutto avevamo chiaro in mente che ci era piaciuto molto filmare in Samana (Jean Gentil) e partecipammo ad un evento dedicato ad artisti che avevano fatto o ambientato opere in Samana; ci capit\u00f2 di conoscere Jean-No\u00ebl Pancrazi che aveva scritto &#8220;Les Dollars des sables&#8221;, che non avevo letto. Visto che era ambientato appunto in Samana dove io ho passato molti anni della mia infanzia, incominciai a leggere il libro e scoprii cose che addirittura mi erano sconosciute di quel posto che pensavo di conoscere abbastanza bene. E repentinamente mi apri un mondo completamente nuovo. Ci informammo per comprare i diritti ed adattarlo per farne un film. Nel frattempo, <em>Jean Gentil<\/em> vinse il premio della giuria in un festival peruviano e il presidente di suddetta giuria era Geraldine Chaplin e sentimmo che lei si era espressa molto bene in favore del nostro lavoro e che addirittura collocava il film tra le migliori pellicole viste negli ultimi 20 anni. Animati da questo, decidemmo contattarla per il ruolo della protagonista e devo dire che la disponibilit\u00e0 fu immediata e incondizionata, tanto che non volle nemmeno ricevere la sceneggiatura. Con questo decidemmo prendere pi\u00f9 tempo per solidificare il nostro progetto, lavorarlo con pi\u00f9 calma, renderlo anche pi\u00f9 accessibile al mercato, perch\u00e9 portando come esempio <em>Jean Gentil<\/em>, anche se vincitore in numerosi festival, non era stato possibile venderlo da nessuna parte. Da qui la decisione di realizzare qualcosa di pi\u00f9 &#8220;facile&#8221; ma nemmeno troppo accondiscendente con i gusti del pubblico.<\/p>\n<p>MA:<strong> Ho letto su Listin Diario, il maggior periodico della Repubblica Dominicana, che il cinema dominicano nell&#8217;ultimo anno \u00e8 cresciuto in quantit\u00e0 per\u00f2 non in qualit\u00e0&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>LAG: L&#8217;autore dell&#8217;articolo lo conosco, \u00e8 un critico un po&#8217; troppo pessimista a mio modo di vedere le cose, anche se le sue recensioni sono molto valide, esigenti e necessarie allo stesso tempo. Tecnicamente, visivamente e dal punto di vista recitativo credo che si son fatti dei progressi, forse c&#8217;\u00e8 da migliorare ancora nei contenuti. Per\u00f2 credo che siamo sulla strada giusta, ci sono pi\u00f9 proposte e quindi pi\u00f9 alternative e questo \u00e8 positivo.<\/p>\n<p>MA: <strong>Ho saputo e notato che sei anche una discreta cinefila, allora ti chiedo quali tra i registi italiani del passato apprezzi di pi\u00f9 e se conosci qualche nome nel panorama del nostro cinema pi\u00f9 recente?<\/strong><\/p>\n<p>LAG: Nel passato sicuramente due cineasti su tutti: Pier Paolo Pasolini e Nanni Moretti, anche se quest&#8217;ultimo \u00e8 pi\u00f9<br \/>\nrecente. Ultimamente ho conosciuto ed ho potuto ammirare i film di Alice Rohrwacher e Pietro Marcello, che mi sono piaciuti particolarmente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Manuele Angelano<\/p>\n<p>11-16 febbraio 2015<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-33899\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Carmita01.jpg\" alt=\"Carmita01\" width=\"800\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Carmita01.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Carmita01-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Carmita01-436x245.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><em>Carmita<\/em>, 2014<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Laura Amelia Guzm\u00e1n Conde \u00e8 nata a Santo Domingo, Repubblica Dominicana il 7 maggio del 1980. 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