{"id":3415,"date":"2009-10-03T09:58:25","date_gmt":"2009-10-03T08:58:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=3415"},"modified":"2009-10-03T16:58:47","modified_gmt":"2009-10-03T15:58:47","slug":"un-chien-andalou-luis-bunuel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=3415","title":{"rendered":"Un chien andalou > Luis Bu\u00f1uel"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3416\" title=\"Un chien andalou01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/bunuel_luis-un_chien_andalou_1.jpg\" alt=\"Un chien andalou01\" width=\"620\" height=\"460\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/bunuel_luis-un_chien_andalou_1.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/bunuel_luis-un_chien_andalou_1-300x222.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 8.0pt; font-family: Tahoma\">Articolo pubblicato su\u00a0<a style=\"color: #3399FF; text-underline: single; text-decoration: none\" href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=39\">RC numero2<\/a><\/span><span style=\"font-size:8.0pt;font-family:Tahoma\"> | febbraio\u201908 (pagg. 32-33)<br \/>\n<strong>free download <\/strong><a style=\"color: blue; text-underline: single; text-decoration: none\" href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/02\/Rapporto_Confidenziale-numero2-high.pdf\"><span style=\"color:#3399FF\">8.2<\/span><\/a> |\u00a0<a style=\"color: blue; text-underline: single; text-decoration: none\" href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/02\/Rapporto_Confidenziale-numero2-low.pdf\"><span style=\"color:#3399FF\">4.2<\/span><\/a> |\u00a0<a style=\"color: blue; text-underline: single; text-decoration: none\" href=\"ftp:\/\/ia341024.us.archive.org\/3\/items\/RapportoConfidenziale-Numeroduefebbraio2008\"><span style=\"color:#3399FF\">ftp<\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Arial;\"><strong>Autopsia di un cane andaluso<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">Un occhio tagliato e un uomo che cade dalla bicicletta. Una mano piena di formiche e poi ritrovata in mezzo a una strada.<br \/>\nMa soprattutto un cane andaluso che non compare mai se non  nel titolo. Tutto questo e molto di pi\u00f9 si puo\u2019 trovare solo in un unico film: \u201cUn cane andaluso\u201d di Luis Bu\u00f1uel e Salvador Dal\u00ec. Scusate, ci vorrebbe per\u00f2 una precisazione. Non \u00e8 un\u00a0lungometraggio, ma un semplice cortometraggio di sedici minuti girato nel lontano 1929 che ha cambiato al pari di grandi capolavori la storia del cinema. Avviamo l\u2019autopsia.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"><strong>LE ZAMPE DEL CANE<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">Il film nasce dall\u2019incontro di due sogni, uno di Bu\u00f1uel (l\u2019occhio tagliato) e uno di Dal\u00ec (la mano con le formiche). I due decidono cos\u00ec di partire dai due sogni per realizzare un film, fatto da<br \/>\nun insieme di immagini scoordinate e con nessun legame\u00a0razionale. Nell\u2019arco di una settimana la sceneggiatura \u00e8 finita.\u00a0I due lavorano assiduamente per creare continue immagini\u00a0irrazionali, attraverso quello che oggi noi chiameremo\u00a0brainstorming. Alla fine compresero per\u00f2 come il film non\u00a0sarebbe mai stato accettato da una casa di produzione proprio\u00a0a causa delle continue provocazioni contenute e della sua\u00a0totale inconsuetudine. Per questo Bu\u00f1uel chiede un prestito a\u00a0sua madre, in modo da produrre il film in proprio. \u201cUn chien\u00a0andalou\u201d (questo il titolo originale) viene girato in una quindicina\u00a0di giorni nei teatri di posa di Billancourt, utilizzando attori non\u00a0professionisti (amici, fidanzate, colleghi, gli stessi autori).<br \/>\nSuccessivamente viene montato e il film \u00e8 definitivamente\u00a0pronto. E adesso? Adesso arriva Man Ray che presenta Bu\u00f1uel\u00a0al gruppo dei surrealisti. Il regista si rende subito conto di come\u00a0\u201cUn cane andaluso\u201d sia un film profondamente surrealista,\u00a0nato quasi per caso ma, stranamente influenzato dalle idee\u00a0dei surrealisti (ulteriore sintomo di un movimento nato non\u00a0sotto un manifesto ma sotto una forma artistica quasi innata\u00a0nelle menti degli artisti che li portava a produzioni irrazionali\u00a0e istintive). Dopo una visione privata con Ray, venne deciso\u00a0di organizzare una prima. Nella sala vi erano oltre al gruppo\u00a0dei surrealisti, una serie di famosi artisti (tra cui Picasso,\u00a0Cocteau e Le Corbusier), per non dimenticare la serie infinita\u00a0di aristocratici e altre personalit\u00e0 influenti nella vita artistica\u00a0parigina. Il film, nonostante le aspettative catastrofiche di\u00a0un Bu\u00f1uel memore del fiasco di un altro film surrealista \u201cLa\u00a0coquille et le clergyman\u201d di Germaine Dulac, colpisce a tal\u00a0punto gli spettatori che li porter\u00e0 ad applaudire a lungo i due\u00a0registi di questa nuova opera surrealista.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"><strong>IL CORPO DEL CANE<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">Nel cane ci sono diverse parti, come in ogni essere vivente.<br \/>\nCome nelle piante e negli uomini, come in tutto. Il corpo di\u00a0questo cane \u00e8 fatto di immagini. Immagini che non sono la\u00a0raffigurazione di una realt\u00e0, ma pura e semplice invenzione\u00a0inconscia di visioni da sogno. Il corpo di questo cane \u00e8 un\u00a0corpo di immagini surreali, ben lontane da quello che noi\u00a0oggi definiamo tale. Il termine \u201csurreale\u201d infatti \u00e8 usato oggi\u00a0per descrivere lavori artistici percorsi da una sottile vena di\u00a0follia, ironia e malinconia, il tutto corredato da un apparato\u00a0scenico sfarzoso e un po\u2019 kitsch. Un corpo surreale \u201cdiverso\u201d\u00a0dunque, percorso sempre dalla tradizionale ironia e gusto per\u00a0la critica sociale ma completamente immerso in una vasca\u00a0piena di gusto per il macabro, per l\u2019orrore. Ma ogni corpo \u00e8\u00a0composto da diversi elementi congiunti tra loro. Cos\u00ec come il\u00a0femore di un uomo \u00e8 attaccato per ragioni a noi poco chiare\u00a0all\u2019articolazione coxo-femorale, le scene de \u201cUn cane andaluso\u201d\u00a0sono collegate fra loro tramite un processo irrazionale per\u00a0noi ma completamente logico in tutta l\u2019illogicit\u00e0 del nostro\u00a0inconscio.<br \/>\n<strong> _Il etait un fois_<\/strong> Un uomo affila un rasoio, davanti alla luna\u00a0passano delle nuvole. L\u2019uomo si avvicina ad una donna e, col\u00a0rasoio, le taglia l\u2019occhio.<br \/>\n<strong> _Huit ans apres_<\/strong> Un uomo pedala per le vie di una citt\u00e0.\u00a0Porta appesa al collo una scatola: nel mentre una donna che\u00a0legge si affaccia alla finestra di casa sua e vede un uomo\u00a0cadere. Scesa di fretta, lo abbraccia e lo bacia. Tornati su, lei\u00a0ricompone i vestiti dell\u2019uomo sul letto mentre egli \u00e8 fuori dalla\u00a0porta che osserva il palmo della sua mano pieno di formiche.\u00a0La scatola che l\u2019uomo portava al collo, ricompare nelle mani\u00a0di uno strano individuo met\u00e0 uomo e met\u00e0 donna, che guarda\u00a0circondato da una folla inferocita, una mano mozzata. Un\u00a0vigile consegna all\u2019ermafrodito la mano che lui prontamente\u00a0rinchiude nella scatola. Poi viene investito da un\u2019automobile\u00a0sotto lo sguardo allucinato dell\u2019uomo alla finestra. Dopo\u00a0l\u2019avvenimento, l\u2019uomo si avventa sulla ragazza cominciando<br \/>\na toccarle i seni. La donna si ribella e afferra un oggetto\u00a0per difendersi ma l\u2019uomo, preso da una straordinaria foga,\u00a0comincia a trascinare due pianoforti su cui \u00e8 appoggiato un\u00a0bue squartato. Alla corda usata per trascinare i pianoforti sono\u00a0appesi due giovani seminaristi. La donna fugge cos\u00ec in un\u2019altra\u00a0stanza e chiude nella porta la mano ancora piena di formiche\u00a0dell\u2019uomo che aveva ripreso ad inseguirla. Per\u00f2 nella stanza\u00a0dove \u00e8 appena entrata la donna, l\u2019uomo \u00e8 disteso sul letto\u00a0dove i suoi vestiti erano stati ricomposti.<br \/>\n<strong> _A trois heures du matin_<\/strong> Uno sconosciuto bussa alla porta,\u00a0che viene aperta dall\u2019uomo della bicicletta. I due cominciano\u00a0litigare furiosamente fino a quando lo sconosciuto getta dalla\u00a0finestra alcuni oggetti appartenenti all\u2019uomo della bicicletta.<br \/>\n<strong> _Seize ans avant_<\/strong> Lo sconosciuto prende un libro da un banco\u00a0di scuola e lo porge all\u2019altro uomo. Il libro nelle sue mani si\u00a0trasforma in una pistola. L\u2019uomo allora cambia repentinamente\u00a0i suoi atteggiamenti verso lo sconosciuto, diventando talmente\u00a0furioso da sparargli. Lo sconosciuto finisce inaspettatamente\u00a0di vivere in un parco, ignorato dai passanti. Intanto la donna\u00a0vede sul muro una falena sul cui corpo spicca la riproduzione\u00a0di un teschio. L\u2019uomo nel mentre si tappa la bocca con la mano\u00a0ma, quando la toglie, la sua bocca \u00e8 scomparsa. Al suo posto\u00a0vi sono i peli scomparsi dall\u2019ascella della donna. La donna esce\u00a0dalla stanza e si affaccia su una spiaggia. Li vi trova l\u2019uomo\u00a0della bicicletta e si abbracciano passeggiando serenamente.<br \/>\n<strong> _Au printemps_<\/strong> Questa \u00e8 la scritta che compare come\u00a0un\u2019insegna sopra la coppia sdraiata sulla sabbia.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"><strong>LA TESTA DEL CANE<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">Conoscere il corpo del cane non \u00e8 per\u00f2 sufficiente per\u00a0comprenderlo. Per fare ci\u00f2 dobbiamo conoscere la sua testa,\u00a0quello che vuole dire. Ed \u00e8 un\u2019impresa impossibile, dico\u00a0anticipandovi. Impossibile perch\u00e9 figlio diretto di un sogno,\u00a0quindi, sogno esso stesso. E, come ben sappiamo, nemmeno\u00a0noi possiamo sapere il vero significato dei nostri sogni.<br \/>\nPossiamo solo provare ad interrogarci sul significato mettendo\u00a0per\u00f2 in conto di utilizzare gli elementi del nostro inconscio (che\u00a0non \u00e8 quello degli autori, ricordiamolo). Quello che esce fuori\u00a0\u00e8 quindi solo una mia interpretazione, che non sar\u00e0 uguale\u00a0alla vostra e nemmeno alla loro. Col taglio dell\u2019occhio ci viene\u00a0suggerito di abbandonare la nostra visione standard delle\u00a0cose, di non usare l\u2019occhio, ma la mente, per comprendere\u00a0l\u2019opera. Le immagini che seguono sono un continuo affermarsi\u00a0del tema principale che \u00e8 quello della vita e\u00a0della morte, circondato da un altro tema, quello\u00a0dell\u2019impulso sessuale. Attraverso le immagini\u00a0riusciamo ad intravedere anche il tema del doppio\u00a0(tradizionale nei surrealisti). Nella scena in cui\u00a0l\u2019uomo trascina il pianoforte con bue squartato e\u00a0seminaristi, il pianoforte rappresenta la societ\u00e0\u00a0snob e aristocratica della Parigi dell\u2019epoca, il\u00a0bue \u00e8 la societ\u00e0 consumistica e capitalista, i\u00a0due seminaristi rappresentano palesemente\u00a0l\u2019istituzione clericale mentre l\u2019uomo non \u00e8 altro\u00a0che l\u2019artista, che per continuare a creare, a far\u00a0vivere la sua arte, deve trascinarsi dietro con\u00a0enorme fatica tutto questo. Simile \u00e8 anche la\u00a0scena dell\u2019uomo senza bocca, che mette in luce la\u00a0difficolt\u00e0 dell\u2019artista di esprimersi liberamente in\u00a0una societ\u00e0 opportunista e ipocrita.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"><strong>IL PELO DEL CANE<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">Ci\u00f2 di cui \u00e8 ricoperto il cane, mi sembra scontato.<br \/>\nEd \u00e8 un cane ricoperto da un pelo rozzo e anche,\u00a0perch\u00e9 no, sporco. Un pelo che \u00e8 anche un modo\u00a0di riprendere, una regia, una messa in scena, che\u00a0ricoprono insieme quello che il cane \u00e8 dentro.<br \/>\nDicevamo che la regia \u00e8 sporca, con evidenti\u00a0errori. Ma non dobbiamo scordarci che il cinema\u00a0all\u2019epoca era ancora cinema sperimentale e tutto\u00a0veniva fatto provando, a tentativi. Per quanto\u00a0per\u00f2 il pelo sia sporco, vi possiamo trovare delle\u00a0ottime intuizioni registiche. I cambiamenti di\u00a0punto di vista, le sovrimpressioni, le sfocature,\u00a0i rovesciamenti dell\u2019inquadratura non fanno\u00a0altro che arricchire la visionariet\u00e0 del racconto,\u00a0aumentando cos\u00ec la tensione della narrazione.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"><strong>LO STOMACO DEL CANE<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">Nello stomaco troviamo tutto quello che il cane\u00a0ha digerito per diventare quello che \u00e8. E come\u00a0possiamo non citare nella numerosa lista delle\u00a0fagocitazioni il padre della psicoanalisi, Sigmund\u00a0Freud? Molto \u00e8 stato scritto sui legami tra\u00a0psicanalisi e surrealismo, e molto altro ancora\u00a0verr\u00e0 scritto. Quello per\u00f2 che mi pare doveroso\u00a0evidenziare \u00e8 di come il surrealismo come\u00a0movimento artistico diventi lo stesso Freud.\u00a0Perch\u00e9, come egli ha fatto con i suoi studi, il\u00a0surrealismo cerca di smascherare l\u2019Io per svelare\u00a0la continua formazione dei desideri e degli impulsi\u00a0che comandano le nostre azioni ma di cui la nostra\u00a0ragione non \u00e8 a conoscenza.<br \/>\n<strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"><strong>LA CODA DEL CANE<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">Non c\u2019\u00e8 solo la fine nella coda del cane. Ma\u00a0soprattutto le citazioni di questo film che possiamo\u00a0trovare nelle pellicole degli ultimi anni, segno\u00a0dell\u2019importanza se non altro iconica del lavoro\u00a0di Bu\u00f1uel e Dal\u00ec. Possiamo cominciare dall\u2019uomo\u00a0senza bocca presente anche nella trilogia di\u00a0<em>Matrix<\/em>, per poi continuare con la farfalla col\u00a0teschio presente nella locandina del thriller <em>Il\u00a0silenzio degli innocenti<\/em>. Si pu\u00f2 trovare dell\u2019altro\u00a0anche nel filmato della videocassetta presente\u00a0nell\u2019horror <em>The Ring<\/em>. Bisogna per\u00f2 dire che,\u00a0sebbene non vi siano altre citazioni dirette, \u201cUn\u00a0cane andaluso\u201d ha influenzato e influenza ancora\u00a0gran parte della cinematografia (soprattutto\u00a0quelle europea).<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">Sembra che tutto\u00a0possa finire qui.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">E\u00a0notare che nel film\u00a0non c\u2019\u00e8 nemmeno\u00a0un cane.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"><strong> Matteo Contin<\/strong><\/p>\n<p><p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"><strong> Un chien andalou<\/strong> (Francia\/1929)<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">regia: Luis Bu\u00f1uel; sceneggiatura: Luis Bu\u00f1uel e Salvador Dal\u00ec; fotografia:\u00a0Albert Duverger e Jimmy Berliet; montaggio: Luis Bu\u00f1uel; interpreti: Simone\u00a0Mareuil, Pierre Batcheff, Luis Bu\u00f1uel, Salvador Dal\u00ed, Robert Hommet, Marval,\u00a0Fano Messan, Jaime Miravilles, Jaume Miravitlles; data della prima: 6 giugno\u00a01929; paese: Francia; anno: 1929; durata: 16\u2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo pubblicato su\u00a0RC numero2 | febbraio\u201908 (pagg. 32-33) free download 8.2 |\u00a04.2 |\u00a0ftp Autopsia di un cane andaluso Un occhio tagliato e un uomo che cade dalla bicicletta. 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