{"id":34485,"date":"2015-05-25T17:01:20","date_gmt":"2015-05-25T15:01:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34485"},"modified":"2021-01-27T02:53:43","modified_gmt":"2021-01-27T01:53:43","slug":"mad-max-fury-road-george-miller","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34485","title":{"rendered":"Mad Max: Fury Road > George Miller"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34488\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_01.jpg\" alt=\"Mad Max\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_01.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_01-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_01-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_01-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_01-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_01-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_01-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><br \/>\n<strong>Perch\u00e9 <em>Mad Max: Fury Road<\/em> \u00e8 un film pericoloso (e quindi bellissimo)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00abDove dobbiamo andare. Noi che siamo costretti<br \/>\na vagare per queste lande desolate alla ricerca della nostra parte migliore?\u00bb<br \/>\n<em>Il primo custode della Storia<\/em><\/p>\n<p>Un giorno \u00e8 successo qualcosa di irreparabile: la terra \u00e8 diventata acida e ha avvelenato i suoi figli, sotto un cielo coperto da nubi velenose. Un giorno, non sappiamo quando, l&#8217;esistenza di ogni vivente sulla terra si \u00e8 trasformata in un tavolo attorno a cui sedersi per mangiare polvere, per l&#8217;eternit\u00e0: \u00abqualcuno ha ucciso il mondo\u00bb, e sappiamo nomi e cognomi.<br \/>\nPolvere, sabbia e un&#8217;orizzonte sempre uguale, segnato solo dal catrame delle vie del commercio che unisce commercialmente e politicamente La Cittadella alla citt\u00e0 del Gas e a quella dei Proiettili, in un triangolo ideologicamente e fisicamente inespugnabile.<br \/>\n\u00abMa se tratti le persone come cose, un giorno qualcuno si ribeller\u00e0\u00bb. \u00c8 su quel giorno che inizia la storia della strada della furia: qualcosa non va secondo i piani, qualcuno non obbedisce agli ordini, non sta al suo posto. L&#8217;imperatrice Furiosa, a guida della cisterna blindata da riempire di carburante per la <em>Metropolis<\/em> della sabbia e della miseria, decide di seguire un piano lungamente accarezzato: deviando dalla strada tracciata, apre una via di fuga: \u00e8 solo il primo di una serie di gesti politici, volti a ridisegnare l&#8217;intreccio tra percezione, posizione e libert\u00e0 decisionale. Gli altri, i figli del Signore, i cuccioli della guerra, seguono e inseguono, vengono infine disarcionati quando le si parano davanti.<br \/>\nMax, il vagabondo pazzo del titolo, ossessionato dalle voci nella sua testa, finisce per una mera coincidenza sul suo cammino e solo dopo lunghi tentennamenti i due riusciranno a formare una proficua alleanza.<\/p>\n<p>Tutto il film \u00e8 una risposta alla domanda che compare prima dei titoli di coda: dove dobbiamo andare noi che siamo costretti&#8230;?<br \/>\nSono i pazzi che vagano per lande desertiche alla ricerca di s\u00e9 stessi, della propria parte migliore, quella che nel deserto del reale \u00e8 annegata dalle mille voci dei vinti, quelli che giacciono con il cranio sfasciato nell&#8217;anonimato di una fossa comune, quelli vicino a noi che non siamo stati in grado di aiutare: quelli per cui non siamo pi\u00f9 tornati. Solo i pazzi cercano ancora la propria parte migliore, o forse pazzi sono tutti gli altri. Per trovare la parte migliore, allora, dobbiamo tornare. Perch\u00e9 \u00e8 inutile farsi illusioni: la terra promessa non esiste. Ogni luogo \u00e8 avvelenato, la fuga non pu\u00f2 avere mai fine, attraverso il deserto e fino alle distese di sale. La terra promessa \u00e8 alle nostre spalle: tornare, conquistare, regalare a tutti.<\/p>\n<p>Nel mondo del disastro ecologico compiutamente realizzato, l&#8217;uomo \u00e8 politicamente e fattualmente il <em>fondo<\/em> da cui estrarre pezzi di ricambio per gli uomini-ingranaggio della macchina-sistema: una risorsa vivente, rara ma potenzialmente infinita, di <em>ecoricambi<\/em>. Il <em>Moloch-macchina<\/em> della distopia dei primi del Novecento \u00e8, ormai, spogliata degli orpelli tecnologici e privata di schermi, di digitalit\u00e0: si erge in tutta la sua concretezza come gigante ingranaggio arrugginito dell&#8217;ascensore sociale, impenetrabile ai pi\u00f9, mosso dalla forza motrice delle gambe di bambini malati, da piccoli schiavi. Non pi\u00f9 promessa di sviluppo, mera minaccia di un mondo gi\u00e0 defraudato. Gli uomini sani che vengono catturati e le donne che vengono rapite diventano quindi &#8220;sacche di sangue&#8221; (Max \u00e8, stando al tatuaggio da Colonia Penale che gli viene impresso sulla schiena, il donatore universale di sangue sano) o &#8220;roba riproduttrice&#8221;. Le guerre si giocano, con gran spreco di mezzi e risorse umane, solo per dei &#8220;bambini sani&#8221;, nota con spregio uno degli inseguitori alleati di Immortan Joe.<\/p>\n<p>L&#8217;inseguimento non d\u00e0 tregua allo spettatore: per tutta la durata del film si rimane col fiato sospeso, seguendo il ritmo velocissimo del montaggio in cui cozzano lamiere, esplodono bombe, stridono motori, si dilania la carne. Il movimento forsennato, <em>furioso<\/em>, di questa corsa, \u00e8 accompagnato da una musica ritmata, rituale, inframmezzata dai battiti cardiaci dei protagonisti che, attraverso le loro competenze, sono chiamati ogni secondo a prendere una decisione: \u00e8 sempre questione di vita o di morte. Il corpo, martoriato, lanciato a folle velocit\u00e0, \u00e8 il vettore di una volont\u00e0 di devianza, di scoperta di un mondo antico e pi\u00f9 vivibile che vive solo nei ricordi d&#8217;infanzia, per alcuni; per altri \u00e8 il luogo di una sofferenza gi\u00e0 da sempre giustificata, votata all&#8217;adorazione del capo, che solo nel sacrificio \u2013 per la gloria fatta di macchine cromate e onore patriarcale \u2013 pu\u00f2 trovare compimento e soddisfazione. La massa di soldati, decimati lungo la corsa, \u00e8 una grande famiglia votata alla preservazione del paradigma di distruzione e assoggettamento. Ma persino chi ha sempre preso ordini, intrecciando relazioni con chi resiste, \u00e8 in grado di riconoscere che ci\u00f2 che resta ai pi\u00f9, oltre ai miti dell&#8217;onore, \u00e8 la compagnia patologica delle escrescenze tumorali che crescono sul proprio corpo.<br \/>\nAttraverso l&#8217;arancione cruento del giorno e il blu inquietante della notte, assistiamo a bocca aperta a una vera e propria valanga umana resistenziale che, in un crescendo di azioni sempre pi\u00f9 audaci, travolger\u00e0 i padroni del mondo: \u00abnoi non siamo cose\u00bb \u00e8 un mantra che i protagonisti della ribellione si ripetono l&#8217;un l&#8217;altro per farsi coraggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34490\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_03.jpg\" alt=\"Mad Max\" width=\"782\" height=\"521\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_03.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_03-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_03-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_03-436x290.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_03-673x449.jpg 673w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Mad Max<\/em> rompe la superficie opaca delle narrazioni post-ideologiche solo di nome &#8211; ma di fatto portatrici di una <em>Weltanschauung<\/em> predatoria, che rimbalzano da una parte all&#8217;altra dell&#8217;infosfera attraverso tutti i media &#8211; lo fa perch\u00e9 prende una decisa posizione filosofica nei confronti di un <em>t\u00f2pos<\/em> letterario e cinematografico tradizionale. Il motivo apocalittico, che affonda le sue radici nella Bibbia, \u00e8 stato maneggiato e riproposto in forme sempre nuove ma contenutisticamente inalterato: il collasso dell&#8217;ordine, del sistema amministrativo che governa la vita nelle sue forme sociali ed economiche, \u00e8 la vera catastrofe; l&#8217;evento deviante \u00e8 il mero catalizzatore di una distruzione annunciata perch\u00e9 gi\u00e0 da sempre inscritta nel DNA umano, o meglio nella &#8220;natura&#8221; dell&#8217;animale uomo, nella sua &#8220;essenza&#8221;. La caduta della Legge, la rottura del Patto Sociale su cui si fondano tanto lo Stato quanto l&#8217;attuale paradigma economico, significa immediatamente l&#8217;avvento della barbarie: senza pi\u00f9 argini, consapevole dell&#8217;assenza di un&#8217;autorit\u00e0 punitiva, la natura umana, intrinsecamente egoistica e quindi malvagia, sarebbe quindi libera di scatenarsi in una destinale guerra di tutti contro tutti. <em>Homo homini lupus<\/em>, l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 malvagia: dobbiamo cedere la nostra libert\u00e0 a qualcuno pi\u00f9 saggio di noi \u2013 che poi la saggezza sia stabilita per via censitaria, storicamente parlando, \u00e8 facezia di poco conto \u2013 in grado di stabilire il posto di ognuno e dirigere la naturale propensione alla socialit\u00e0 e all&#8217;operosit\u00e0 verso un bene comune \u2013 che, storicamente parlando, \u00e8 il bene di pochi e il male di molti.<br \/>\nIl mondo in cui si muovono Furiosa e il suo squinternato gruppo di compagni, \u00e8, all&#8217;opposto, un luogo completamente esaurito e inaridito dal meccanismo stesso che era nato con l&#8217;intento propagandistico di rendere felici i pi\u00f9: la torre della Cittadella e la sua economia di austerit\u00e0-per-molti sono l&#8217;incarnazione parossistica di quella mentalit\u00e0 cinica e calcolatoria che \u00e8 alla base di ogni economia incentrata su profitto e propriet\u00e0 privata. Come gi\u00e0 intuiva Marx, il capitale si cura solo dell&#8217;accumulazione di capitale: la legge del profitto guarda sempre al pi\u00f9 alto guadagno immediato; l&#8217;accentramento del denaro \u2013 e quindi del potere \u2013 quasi mai \u00e8 lungimirante. \u00c8 solo attraverso l&#8217;equiparazione di ogni valore e la ridicolizzazione dell&#8217;ideale che \u00e8 possibile realizzare, cio\u00e8 far accettare passivamente alla maggioranza, l&#8217;equivalenza completa di ogni cosa: anche del corpo umano &#8211; materia inerte fra le altre da cui attingere per far tirare avanti una macchina dannosa e irrazionale. La guerra non nasce con la caduta della legge, la Guerra \u00e8 la meccanica interna della Legge stessa, il frutto del suo potere sui corpi.<br \/>\nNel concreto <em>deserto del reale<\/em>, che \u00e8 tanto economico quanto politico sociale e culturale, veniamo lanciati in un deserto immaginifico ma veloce e crudele, cromato e sanguinolento, quanto questo nostro presente che non riusciamo sbloccare n\u00e9 a cavalcare. Il mondo \u00e8 morto perch\u00e9 la logica opportunista che si auto innalza a unica <em>ratio<\/em> a cui attingere per amministrare l&#8217;esistenza, la vita stessa, nella sua estrema volont\u00e0 tanatologica, fa terra bruciata dell&#8217;esistente. Rimangono solo i miti, tanto potenti da rendere ciechi di fronte alla devastazione e ben disposti a sacrificarsi alla religione dello sfruttamento e dell&#8217;oppressione: purch\u00e9 nulla cambi, mai!<br \/>\nNel sapiente alternarsi di panoramiche e primissimi piani, negli occhi disperati di determinazione, \u00e8 inscritta la saggezza bastarda di chi sa che \u00e8 proprio nella catastrofe che si compie qui e ora che si trova il motore per far ripartire l&#8217;<em>esperienza<\/em>: \u00e8 una nostra decisione. \u00c8 impossibile, guardando i disperati della Cittadella che si dibattono nella polvere, non pensare a quanti si dibattono tra le onde e l\u00ec muoiono ai margini della Fortezza Europa. \u00c8 impossibile, guardando le donne che, sotto la guida di Furiosa, da scudi umani si fanno agenti di liberazione, le anziane matrone in motocicletta e gli altri aiutanti, non pensare alla verit\u00e0 scomoda che: la Rivoluzione sar\u00e0 femminista, o non sar\u00e0 (e \u00e8 anche giusto notare che, nonostante l&#8217;abbandono dei media e delle grandi potenze globali, questo sta succedendo in Rojava). \u00c8 impossibile non chiedersi: sono pazzi coloro che vogliono riparare al torto o coloro che si accontentano di una Storia che \u00e8, dall&#8217;inizio dei tempi, un accumularsi di macerie e distruzione?<br \/>\nLe voci dei vinti svaniscono nel turbinio dei declamati successi dell&#8217;umanit\u00e0, nel susseguirsi dei nomi degli imperi e dei potenti, ma non per questo smettono di parlare e piangere e chiedere un mondo migliore.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 veramente nulla di implicito o lasciato al caso nelle immagini del rientro trionfale dell&#8217;auto cromata rubata all&#8217;imperatore, col suo cadavere senza faccia sopra al cofano, nella citt\u00e0 che \u00e8 anche il centro del potere: i sopravvissuti alla lunga corsa si alzano fieri, con i loro corpi segnati dalla storia e dalla lotta, alle loro spalle sventolano stendardi neri e rossi. La piattaforma che divide la citt\u00e0 di sopra dalla massa anonima che si rotola nella polvere va gi\u00f9, e su di essa salgono tutti: la gerarchia \u00e8 scardinata, l&#8217;acqua scorre abbondante. Max, testimone pazzo di una parabola miracolosa di <em>redenzione<\/em> (tanto personale quanto collettiva), scompare nella folla, tra gli anonimi &#8211; a cui sar\u00e0 lasciata la possibilit\u00e0 di essere qualcuno, non importa chi, di decidere della propria vita. Scivolando tra mille storie sconosciute assistiamo all&#8217;ultimo gioco di sguardi tra lui e la vera protagonista dell&#8217;azione: \u00e8 uno sguardo di ghiaccio, insondabile e non esplicabile nei suoi plurimi significati. \u00c8 uno sguardo che ci ricorda che il cinema, come la vita stessa, \u00e8, appunto, sguardo: una macchina inorganica desiderante, che inquadra il mondo e lo ridisegna, che ci mostra meraviglie, e spesso queste meraviglie possono far nascere pensieri che fanno traballare lo <em>status quo<\/em>.<\/p>\n<p>Ma il cinema \u00e8, in fondo, solo immagine in movimento. Su questo schermo abbiamo visto correre un mondo gi\u00e0 morto, che sembrava finito, che invece si \u00e8 scoperto redimibile.<br \/>\nRiusciremo anche noi a trovare un punto di fuga, una redenzione possibile, salvando questo mondo che qui e ora guardiamo morire? \u2022<\/p>\n<p><em>Giulia Belloni<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34489\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_02.jpg\" alt=\"Mad Max\" width=\"782\" height=\"484\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_02.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_02-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/madmax_2015_02-436x270.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MAD MAX: FURY ROAD<\/strong><br \/>\n<strong>Regia:<\/strong> George Miller \u2022\u00a0<strong>Sceneggiatura:<\/strong> George Miller, Brendan McCarthy, Nick Lathouris \u2022\u00a0<strong>Fotografia:<\/strong> John Seale \u2022\u00a0<strong>Montaggio:<\/strong> Margaret Sixel \u2022\u00a0<strong>Musiche originali:<\/strong> Junkie XL (Tom Holkenborg) \u2022\u00a0<strong>Casting:<\/strong> Nikki Barrett, Ronna Kress \u2022\u00a0<strong>Production Design:<\/strong> Colin Gibson \u2022\u00a0<strong>Art Direction:<\/strong> Shira Hockman, Jacinta Leong \u2022\u00a0<strong>Set Decoration:<\/strong> Katie Sharrock, Lisa Thompson \u2022\u00a0<strong>Costumi:<\/strong> Jenny Beavan \u2022\u00a0<strong>Trucco:<\/strong> Natasha du Toit, Lian van Wyk \u2022\u00a0<strong>Produttori:<\/strong> George Miller, Doug Mitchell, P.J. Voeten \u2022\u00a0<strong>Produttori esecutivi:<\/strong> Bruce Berman, Graham Burke, Christopher DeFaria, Steven Mnuchin, Iain Smith \u2022\u00a0<strong>Supervisione alla produzione (Sudafrica):<\/strong> Genevieve Hofmeyr \u2022\u00a0<strong>Interpreti principali:<\/strong> Tom Hardy (Max Rockatansky), Charlize Theron (Imperatrice Furiosa), Nicholas Hoult (Nux), Hugh Keays-Byrne (Immortan Joe), Rosie Huntington-Whiteley (Angharad la splendida), Riley Keough (Capable), Zo\u00eb Kravitz (Toast la sapiente), Abbey Lee (Dag), Josh Helman (Slit), Jon Iles (Ace), Courtney Eaton (Cheedo la fragile), Nathan Jones (principe Rictus Erectus), Megan Gale (Valchiria) \u2022\u00a0<strong>Produzione:<\/strong> Kennedy Miller Productions, Village Roadshow Pictures \u2022\u00a0<strong>Souno:<\/strong> Dolby Digital, Datasat, SDDS, Dolby Atmos \u2022\u00a0<strong>Rapporto:<\/strong> 2.35:1 \u2022\u00a0<strong>Macchine da presa:<\/strong> Arri Alexa M (Panavision Primo Lenses), Arri Alexa Plus (Panavision Primo Lenses), Canon EOS 5D Mark II, Olympus P5 \u2022\u00a0<strong>Formato negativo:<\/strong> CF, Codex \u2022\u00a0<strong>Processo fotografico:<\/strong> ARRIRAW 2.8K (source), ProRes 4:2:2 1080p\/24 (source), Digital Intermediate 2K (master) \u2022\u00a0<strong>Formato di proiezione:<\/strong> 70 mm (IMAX DMR blow-up), D-Cinema (versione 3D) \u2022\u00a0<strong>Paese:<\/strong> Australia, USA \u2022\u00a0<strong>Anno:<\/strong> 2015 \u2022\u00a0<strong>Durata:<\/strong> 120&#8242;<\/p>\n<blockquote><p><strong>shop<\/strong><br \/>\n\u2022 <a href=\"https:\/\/amzn.to\/3qYLj0T\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mad Max Fury Road + Black &amp; Chrome &#8211; Titans of Cult<\/a><br \/>\n\u2022\u00a0<a href=\"https:\/\/amzn.to\/2MnMDvs\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mad Max: Fury Road<\/a><br \/>\n\u2022\u00a0<a href=\"https:\/\/amzn.to\/3c8Y6dc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mad Max &#8211; Anthology (4 Blu-Ray)<\/a><br \/>\n\u2022\u00a0<a href=\"https:\/\/amzn.to\/39lcM7l\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mad Max &#8211; Fury Road 4K UHD (Blu-Ray)<\/a><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 Mad Max: Fury Road \u00e8 un film pericoloso (e quindi bellissimo) \u00abDove dobbiamo andare. 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