{"id":34613,"date":"2015-06-26T14:05:32","date_gmt":"2015-06-26T12:05:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613"},"modified":"2015-06-26T14:09:55","modified_gmt":"2015-06-26T12:09:55","slug":"le-origini-del-cinema-di-animazione-del-sol-levante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613","title":{"rendered":"Le origini del cinema di animazione del Sol Levante"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34636\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1.jpg\" alt=\"MV_Giappone01\" width=\"1300\" height=\"975\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1.jpg 1300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1-436x327.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1-1112x834.jpg 1112w\" sizes=\"auto, (max-width: 1300px) 100vw, 1300px\" \/>(Toei Company, Ltd \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le origini del cinema di animazione del Sol Levante<\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Mario Verger<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I Lungometraggi<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00ab<em>Se Walt Disney fosse nato negli anni &#8217;70 avrebbe amato i cartoni giapponesi, proprio come i giapponesi amano i suoi<\/em>\u00bb<br \/>\n(Luca Raffaelli)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34637\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/2.jpg\" alt=\"2\" width=\"800\" height=\"739\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/2.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/2-436x403.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Hakujaden \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il primo lungometraggio a colori di &#8220;importazione&#8221; nipponica si intitolava <strong>La leggenda del serpente bianco<\/strong> (Tit. orig.: <strong><em>Hakujaden<\/em><\/strong>, 1958), ad opera di un maestro dell&#8217;animazione giapponese, Taiji Yabushita, fondatore della Toei Doga, che ottenne ampi riconoscimenti in occidente, vincendo nel 1959 il Diploma Speciale al Festival del Cinema per Ragazzi di Venezia, quando ancora il nostro paese ignorava che i film giapponesi avrebbero costituito una seria &#8220;minaccia&#8221; per la giovent\u00f9 italiana. Faccio riferimento a questo film, che \u00e8 stato il primo in assoluto a pervenire in Italia, ma che non venne mai trasmesso da nessuna TV privata negli anni &#8217;70 contrariamente ai successivi. Il lungometraggio prende spunto dall&#8217;iconografia dell&#8217;antica Cina rievocando la figura di un serpente di legno, composto a scompartimenti, alla cui mitologia orientale evidentemente faceva riferimento, attraverso un cromatismo ancora piuttosto tonale ma con accenti di colore spesso intensi e accesi, caratteristiche tipiche dei cartoon del Sol Levante. Il film, per\u00f2, \u00e8 ancora acerbo nel suo insieme, dal momento che i primissimi lungometraggi giapponesi, quali <strong>Le tredici fatiche di Ercolino<\/strong>, <strong>Robin e i 2 moschettieri e \u00bd<\/strong> e <strong>Simbad il marinaio<\/strong>, si nutrono ancora di un&#8217;iconografia poco occidentalizzata, e di un&#8217;animazione estremamente fluida e ricca di rallentamenti a passo uno rispetto ai successivi pi\u00f9 &#8216;secchi&#8217; e moderni. Anzi, <strong>Il Serpente bianco<\/strong> di Yabushita, stranamente, si ispira a soluzioni tecniche ed estetiche dell&#8217;animazione americana anni \u201850. Anche le scenografie, anzich\u00e9 vivere di colori vivi e accesi, sembrano assumere quel tono &#8216;fiabesco&#8217; e talvolta &#8220;zuccheroso&#8221; dei cartoon americani del dopoguerra, dallo stile corposo e pesante nella dosatura cromatica, senza minimamente giungere a quella brillantezza tecnica dei film giapponesi successivi. Gli &#8220;animali&#8221; de <strong>Il Serpente bianco<\/strong> appaiono come personaggi di contorno utili ad ammorbidire le storie d&#8217;amore dei protagonisti umani, fungendo da &#8216;archetipi&#8217; delle future creazioni dei cartoon nipponici, tra i quali: il Panda, figura spesso ricorrentesia come &#8216;orso&#8217; (v. <strong>Robin e i 2 moschettieri e \u00bd<\/strong>, <strong>Alice\u2026fanciulla infelice<\/strong>, <strong>Il Principe Valiant<\/strong>, ecc.), sia usato come protagonista (v. il pi\u00f9 moderno <em><strong>L\u2019Orsetto Panda e gli amici della foresta<\/strong><\/em>, del 1972, di Yugo Serikawa, il quale, non a caso, contese a lungo a Yabushita il primato di &#8220;maestro&#8221; del cartoon per l&#8217;infanzia). Il Panda di Yabushita come &#8216;prototipo&#8217; di orso nipponico \u00e8 ben riuscito; come gli altri suoi personaggi del film, ha una gran testa che pesa sul corpo e sembra essere esagonale nella sua stilizzazione; l&#8217;effetto in animazione \u00e8 spesso di una forma a due dimensioni che rotea come un pesante solido geometrico. Gli elementi di Panda sono i seguenti: occhi larghi e distanziati, posti su due macchie nere languide giacenti a goccia all&#8217;altezza del muso, il quale \u00e8 ottenuto da un &#8216;triangolo&#8217; dal cui apice diparte una breve linea retta che si congiunge ortogonalmente alla bocca, piuttosto diritta, lievemente concava e arrotondata alle estremit\u00e0; il tutto espresso attraverso un gioco di linee e di volumi in un raffinato effetto ottico, dove la sintesi e il simbolo, sia nell&#8217;iconografia sia nell&#8217;animazione, giocano un altissimo ruolo. Accanto a Panda agisce un piccola femmina di procione, Mimi, che si adatta anch&#8217;essa ai clich\u00e9s dei film di quegli anni, anche successivamente rielaborata in forma di gatto o cagnolino. La mascotte femminile, pi\u00f9 piccola e vezzosa rispetto a quella maschile (di solito un panda o un orso) in questo caso \u00e8 appunto Mimi, dove la figura del procione con relative macchie e chiazze del vello offre ovviamente spunti per un&#8217;interessante schematizzazione geometrica che ricorrer\u00e0 in altre creazioni; qui gli animali interpretano una banda di ragazzini scanzonati del secondo Dopoguerra. Ai due, si aggiungono altri tre compagni d&#8217;avventura, presi dai bassifondi del lontano oriente: un&#8217;oca (molto simile ai cartoon americani); un furetto, che per la sua linea longilinea, ben si adatta per eterogeneit\u00e0 al resto del gruppo; un grasso maiale dal manto plumbeo, con un grosso cimbalo a mo&#8217; di basco che ricorda quello di <em>Animal Farm<\/em> di John Halas; in questo caso, il personaggio di Yabushita offre un&#8217;ottima caricatura del boss cinese della malavita di strada. I protagonisti umani, invece, si pongono preludendo alla matrice nipponica futura: interessante \u00e8 la piccola Ching, dalla pettinatura a &#8220;crocche&#8221; (ad entrambi i lati, due sopra e due sotto tenute da un nastro); altro modello di bambina dei cartoon giapponesi (v. Pollon la streghetta di <strong><em>Sally la maga<\/em><\/strong>, e Tansuko della serie <strong><em>The Monkey<\/em> <\/strong>di Tezuka): al contrario dei successivi, la monella di Yabushita sembra meno moccioseggiante e pi\u00f9 adulta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34638\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/3.jpg\" alt=\"3\" width=\"800\" height=\"866\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/3.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/3-436x472.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Taiji Yabushita \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il protagonista maschile \u00e8 Hsu Hsien, che vive il suo amore travagliato per la giovane ragazza Pai Niang, precedentemente incarnatasi nel serpente bianco. Il ragazzo \u00e8 pi\u00f9 adulto mentre la ragazza \u00e8 pi\u00f9 giovane rispetto a lui, nei quali Yabushita esprime un amore pi\u00f9 che altro platonico che si sviluppa fra mille travagli (v. <strong>Simbad<\/strong>); spesso i lungometraggi giapponesi basano l&#8217;amore tra due giovani i modo romantico, dove l&#8217;uomo assume una veste ideale, paterna e &#8220;prottettiva&#8221;, come in <strong>Robin e i 2 moschettieri e \u00bd<\/strong>, dove, in questo caso due fratelli, maschio e femmina, separati per via di forza maggiore, solo alla fine riescono a riunirsi).<br \/>\nVi \u00e8 un gruppo di personaggi umani, come il padre del giovane e i suoi soldati ninja, delineati con un segno lineare, in apparenza &#8220;spoglio&#8221;, clich\u00e9s in apparenza diversi dallo stile giapponese, che stranamente compariranno spesso nei lungometraggi successivi. L&#8217;iconografia, nonch\u00e9 la psicologia di fondo, \u00e8 la medesima dei successivi tre lungometraggi giapponesi. Mi sono dilungato sul primo film in quanto si possono rintracciare in esso alcuni &#8220;archetipi&#8221; presenti ed adottati praticamente da tutti i registi dei lungometraggi successivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34639\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/4.jpg\" alt=\"MV_Giappone04\" width=\"700\" height=\"1018\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/4.jpg 700w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/4-436x634.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/>(Hakujaden \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34640\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/5.jpg\" alt=\"MV_Giappone05\" width=\"700\" height=\"1018\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/5.jpg 700w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/5-436x634.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/>(Hakujaden \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34641\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/6.jpg\" alt=\"MV_Giappone06\" width=\"300\" height=\"534\" \/>(Saiyuki \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il primo lungometraggio importante che traccia la strada ai successivi, fu distribuito in Italia negli Anni &#8217;60 con qualche programmazione nei cinema e non pi\u00f9 di una o due apparizioni in TV negli anni &#8217;70; stranamente, fu venduto anche in Super8 in brevi shorts di 15 mt. dalla AVO Film, con in copertina la scimmia Goku che andava a &#8220;passeggio&#8221; col Gulliver dei Fleischer e altri personaggi non meglio identificati, dal titolo anch&#8217;esso fuorviante: <strong>Le tredici fatiche di Ercolino<\/strong> (Tit. orig.: <em>Saiyuki<\/em>, 1960), diretto da Taiji Yabushita ed animato dal grande Osamu Tezuka, il quale traspose cinematograficamente il noto racconto cinese <em>Sun Wukong<\/em>, di Hiuan Tsane, e da cui in seguito ne ricav\u00f2 la fortunata serie <em>The Monkey<\/em>. Il film, giunto in Italia con testi e adattamenti dall&#8217;edizione americana (il cui titolo era\u00a0 <strong>Alakazam the Great<\/strong>, in cui, anzich\u00e9 gli autori ovviamente americanizzati, risultano, per la regia, i nomi di Lee Kresel e Taiji Tonomura), vinse il Premio Speciale al Festival del Cinema di Venezia nel 1961. Nel primo film di Tezuka, caratterizzato ancora da un&#8217;animazione morbida e fluida, appare ancora, come nel precedente di Yabushita, la figura del bonzo raffigurato come un grosso maiale, questa volta vestito in sayo; anche il reverendo, descritto come un vecchio matusalemme dalla barba bianca che ispira saggezza e ponderazione nelle giovani generazioni, \u00e8 un&#8217;altra figura ricorrente negli Anime: (v. Vitali di <strong>Senza famiglia<\/strong>, il babbuino di <strong>Leo, il re della giungla<\/strong>, il vecchio de <strong>Il principe Valiant<\/strong>, ecc.).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34642\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/7.jpg\" alt=\"MV_Giappone7\" width=\"800\" height=\"1020\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/7.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/7-436x556.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Saiyuki \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34643\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/8.jpg\" alt=\"MV_Giappone08\" width=\"800\" height=\"889\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/8.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/8-436x485.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Saiyuki \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34644\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/9.jpg\" alt=\"MV_Giappone09\" width=\"800\" height=\"990\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/9.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/9-436x540.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Saiyuki \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34645\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/10.jpg\" alt=\"MV_Giappone10\" width=\"500\" height=\"718\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/10.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/10-436x626.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>(Anju to Zushiomaru \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sempre negli Anni &#8217;70 apparve nelle TV private un altro lungometraggio, questa volta pi\u00f9 classico e legato alla tradizione giapponese, dal titolo italiano assai equivoco di <strong>Robin e i 2 moschettieri e \u00bd<\/strong> (Tit. orig.:\u00a0 <strong>Anju to Zushiomaru<\/strong>, 1961), diretto dal maestro Taiji Yabushita e dal suo allievo Yugo Serikawa, su soggetto di Osamu Tezuka, \u00e8 basato su un antico racconto ambientato nel Giappone medievale, con protagonisti due fratelli figli di un Governatore, i quali, separati forzatamente, dopo mille avventure riusciranno a ricongiungersi solo da adulti. In questo c&#8217;\u00e8 il dramma della separazione forzata, dell&#8217;allontanamento dei componenti pi\u00f9 giovani del nucleo familiare e della ricerca delle proprie origini, nonch\u00e9 il &#8220;recupero&#8221; della propria infanzia, quasi a riconquistare un patrimonio affettivo il cui danno familiare potr\u00e0 essere sanato solo dalle generazioni pi\u00f9 giovani; anche qui, come in altri film, l&#8217;amore tra fratello e sorella \u00e8 dolce e serafico, quanto quello platonico di due innamorati: l&#8217;uomo cerca l&#8217;incontro con la donna per proteggerla, diventando per lei un nuovo padre (v.il pi\u00f9 moderno <strong>Senza Famiglia<\/strong>, firmato da Serikawa, dove Remigio, alla ricerca della sua vera madre, fa conoscenza con la figlia minore della signora Milligan, in realt\u00e0 sua sorella). A fianco di Anju e di Zushiomaru, vi sono diversi animali come orsi e scoiattoli, che diventano validi guerrieri (caratterizzazioni prima descritte); da l\u00ec probabilmente il titolo italiano facilmente intuibile, inerente ai tre moschettieri, e del protagonista maschile del film, &#8216;Robin&#8217;, visto impropriamente, essendo ambientato in una foresta (giapponese), come una sorta di &#8216;Robin Hood orientalizzato&#8217;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34646\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/11.jpg\" alt=\"MV_Giappone11\" width=\"800\" height=\"854\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/11.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/11-436x465.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Anju to Zushiomaru \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34647\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/12.jpg\" alt=\"MV_Giappone12\" width=\"800\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/12.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/12-436x349.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Anju to Zushiomaru \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34648\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/13.jpg\" alt=\"MV_Giappone13\" width=\"500\" height=\"706\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/13.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/13-436x616.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>(Arabian night Sindbad no boken \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lievemente pi\u00f9 moderno nei clich\u00e9s \u00e8 il successivo <strong>Simbad il marinaio<\/strong> (Tit. orig.: <em>Arabian night Sindbad no boken<\/em>, 1962), sempre prodotto dalla Toei Doga per una trasposizione animata de &#8216;Le mille e una notte&#8217;, ricco di poesia, il quale si nutre di un disegno &#8216;ricamato&#8217; e piuttosto lezioso nella confezionatura per via del delineo del segno, leggermente pi\u00f9 scuro o pi\u00f9 chiaro del colore sottostante e di un &#8216;taglio&#8217; cinematografico ancora classico. Simbad e i personaggi sono realistici; il piccolo Al\u00ec appartiene alla stirpe dei mocciosi petulanti (v.anche il pi\u00f9 moderno Shibari, il bambino stregato di <strong>Alice&#8230;fanciulla infelice<\/strong>, dello stesso autore); il capitano della nave, \u00e8 un vecchio dall&#8217;aria barbuta e saggia, molto caro all&#8217;animazione nipponica; e i due marinai, uno grasso, l&#8217;alto magro, dal grafismo lineare e spoglio si ricollegano graficamente ai ninja del Serpente bianco e ritroveremo modelli similari modernizzati in altri film (v. Tortuga e Octopus di <strong>Ventimila leghe sotto i mari<\/strong>, ecc.).<br \/>\nQuesti quattro lungometraggi surriferiti, firmati da Taiji Yabushita, sono tutti caratterizzati: da un&#8217;animazione fluida (il pi\u00f9 delle volte realizzata a passo uno, contrariamente al passo due della maggior parte dei film Disney di quel periodo); da un disegno privo di un contorno pesante (il &#8216;delineo&#8217; \u00e8 spesso di un tono pi\u00f9 scuro del colore sottostante, il ch\u00e9 rende pi\u00f9 morbido l&#8217;effetto perch\u00e9 privato della durezza del tratto nella figura, ma non privo di leziosit\u00e0 nella confezione); da tematiche tradizionali che prendono spunto, sia nelle fattezze sia nei racconti, da &#8220;valori&#8221; diversi da quelli occidentali; da inquadrature cinematografiche &#8220;piene&#8221;, non giocando troppo sui dettagli o sui primi piani, o sui c.d. piani americani, i quali naturalmente, se pur di maggior effetto, avrebbero reso l&#8217;esecuzione pi\u00f9 moderna e meno laboriosa; dal taglio degli occhi ancora orientaleggiante (delineati a china nera per renderli pi\u00f9 vivi), le cui iridi presentano all&#8217;interno due o tre ellisse di diversa dimensione per conferire allo sguardo maggiore brillantezza; colori ricchi ed accesi dei personaggi e degli sfondi, corroborati da numerosi effetti speciali per aumentarne il realismo (i giapponesi sono maestri nell&#8217;uso dei filtri &#8216;cross-screen&#8217;), e raggiungendo un&#8217;eccezionale brillantezza cromatica; dal fatto che oltre ai protagonisti umani vi \u00e8, in perfetta sintonia, un universo animale semi-antropomorfo composto da scimmie, procioni, orsetti e scoiattoli i quali, al contrario di quelli disneyani forzatamente antropomorfi, appaiono piuttosto &#8220;squadrati&#8221; nei tratti, richiamando le antiche figure cinesi o giapponesi; in ultima analisi, i giapponesi pur applicando ai cartoon il linguaggio della regia cinematografica, hanno fatto s\u00ec che i loro personaggi si presentassero graficamente &#8220;schiacciati&#8221; e &#8220;tridimensionali&#8221; al tempo stesso, un po&#8217; come l&#8217;effetto prodotto dall&#8217;obiettivo anamorfico, giocando molto sul contrasto estetico tra simbolo e realt\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34649\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/14.jpg\" alt=\"MV_Giappone14\" width=\"800\" height=\"725\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/14.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/14-436x395.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Arabian night Sindbad no boken \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34650\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/15.jpg\" alt=\"MV_Giappone15\" width=\"800\" height=\"787\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/15.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/15-436x429.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Arabian night Sindbad no boken \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34651\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/16.jpg\" alt=\"MV_Giappone16\" width=\"800\" height=\"482\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/16.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/16-436x263.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Arabian night Sindbad no boken \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34653\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/17.jpg\" alt=\"MV_Giappone17\" width=\"350\" height=\"346\" \/>(Jungle Taitei \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Del 1966 \u00e8, invece <strong>Leo, il re della giungla<\/strong> (1) (Tit. orig.: <em>Jungle Taitei<\/em>), che valse a Osamu Tezuka il Leone di S. Marco alla XIX Mostra del Cinema per Ragazzi di Venezia. Molto pi\u00f9 semplice e &#8220;moderno&#8221; dei film poc&#8217;anzi descritti, (il lungometraggio \u00e8 in realt\u00e0 costituito da quattro episodi dell&#8217;omonima serie televisiva ad animazione ridotta), narra le vicende di un leone bianco, re della foresta, alle prese con una societ\u00e0 animale non dissimile nella psicologia da quella umana, con tutte le difficolt\u00e0 e i pericoli naturali di un mondo dove vige ancora la legge del pi\u00f9 forte. Tezuka, al pari di Disney (in Giappone \u00e8 considerato il corrispettivo del Mago di Burbank), \u00e8 riuscito ugualmente, pur risparmiando sul numero dei disegni, a far esprimere emozioni e caratteristiche umane &#8211; positive e negative &#8211; ai suoi personaggi in relazione al loro temperamento naturale. Leo, essendo bianco, \u00e8 un leone speciale, nobile dentro e fuori ma ricco interiormente di nobilt\u00e0 d&#8217;animo e di altruismo; la saggezza data dalla vecchiaia \u00e8 riscontrabile in Mandi, il vecchio babbuino della giungla che ne conosce generazioni e segreti; l&#8217;alce Tommy e il pappagallo Coco, inseparabili amici contribuiscono a creare momenti comici; infine la compagna di Leo, Lia, fedele ed elegante come la moglie di un Re.<br \/>\nTezuka applica, tradotti nel linguaggio animale, gli stessi elementi dei film ad attori disegnati: Leo e Lia, equivalgono ai giovani protagonisti, maschile e femminile; Mandi, alla figura del vecchio saggio; Tommy e Coco ai personaggi di contorno (v. i due marinai di Simbad e i due sudditi di Angela in <em>Ventimila leghe sotto i mar<\/em>i, ecc&#8230;). Leo, nonostante sia un eroe &#8220;buono&#8221;, deve mostrare, per\u00f2, la grinta e la forza di un vero leone: pur amando la pace egli \u00e8 costretto, per gli imprevisti che si creano nel misterioso mondo della giungla, a ricorrere in extremis alla violenza. La sfida della morte, Tezuka, la descrive, non solo come un fatto di lotta per la sopravvivenza, ma anche come una &#8220;questione d&#8217;onore&#8221;; il regista giapponese fa in modo che Leo ricorra alla violenza solo per legittima difesa o per aiutare gli altri, come i piccoli animali indifesi sopraffati da altri feroci (in fondo Leo \u00e8 un &#8220;leone&#8221; che vive in una &#8220;giungla&#8221;).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34652\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/18.jpg\" alt=\"MV_Giappone18\" width=\"800\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/18.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/18-436x327.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Jungle Taitei \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel primo episodio, &#8216;Leo contro Zamba&#8217;, emerge il contrasto tra due leoni &#8220;diversi&#8221;: Leo bianco e Zamba blu; quando quest&#8217;ultimo spaventa e uccide gli animali della giungla, Cid, un vecchio leone, racconta a Leo la difficile infanzia di Zamba, tanto che da fargli comprendere, confrontandola con la propria, il perch\u00e9 Zamba sia divenuto cos\u00ec spietato; conoscendone la storia, Leo decide di non combattere con Zamba, il quale lo attacca trattandolo da codardo fin quando il leone blu gli tradisce la parola data di non attaccare nessun animale: l&#8217;orgoglio del leone bianco gli fa affilare gli artigli, andando a sfidare Zamba in lottando su una roccia ripida, in un crescendo spettacolare, finch\u00e9 il leone blu ha la peggio, cadendo nel vuoto; Leo, e gli amici sopraggiunti, corrono a vederne le condizioni, e sul finire della vita Zamba, con l&#8217;orgoglio di un leone sconfitto, esprime a Leo un sincero pentimento, capendo gli errori fatti nella vita, prima di rimanere esanime; una sincera e priva di forzature analisi psicologica da parte di Tezuka su come siano spesso le condizioni di vita a determinare il carattere da adulto: Zamba, &#8216;scartato&#8217; dal branco perch\u00e9 &#8220;diverso&#8221; \u00e8 cresciuto solo ed emarginato, incattivendosi per riscattarsi da adulto dalle umiliazioni subite; Leo, anche lui &#8220;diverso&#8221; ma figlio del Re Cesare, \u00e8 cresciuto nella semplicit\u00e0 e tra l&#8217;amore dagli amici della foresta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34654\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/19.jpg\" alt=\"MV_Giappone19\" width=\"700\" height=\"935\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/19.jpg 700w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/19-436x582.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/>(Jungle Taitei \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel secondo episodio, &#8216;Leo contro Gal&#8217;, Tezuka mostra un gruppo di leoni vissuti in cattivit\u00e0, di cui, il giovane erede Gal non vuol saperne di ravvedersi, preferendo il linguaggio della sopraffazione a quello della pace reciproca, giocando sulla forza di un vero leone; mentre la giovane sorella Linka si accorge che il loro stile di vita \u00e8 sbagliato, perch\u00e9 affascinata dal carattere nobile ed altruista del leone bianco. Leo, per\u00f2, fedele e generoso, non capisce, se non in modo latente, che Linka prova un debole per lui; cosa invece &#8220;avvertita&#8221; dalla moglie Lia, quando Leo gliela le presenta, in un atteggiamento reciproco di diffidenza e rivalit\u00e0 femminile; come anche lo evidenzia la gelosia fraterna di Gal, il quale intuisce che i rimproveri di Linka, passata ad apprezzare il coraggio e la lealt\u00e0 del re della giungla, ne tradiscono un innamoramento; come interessante \u00e8 la figura del vecchio padre di Gal e Linka, il quale, se pur tradizionalista e orgoglioso di essere un leone, riconosce, non senza difficolt\u00e0, che bisognerebbe essere pi\u00f9 &#8220;moderni&#8221; e cambiare stile di vita (v. la figura del vecchio burbero dei film nipponici).<br \/>\nNel terzo episodio, &#8216;La conquista della Golden Valley&#8217;, la protagonista \u00e8 Lukyo, uno dei due cuccioli di Leo, la quale, perdutasi nella Savanah, fa amicizia con l&#8217;enorme gorilla rinomato per la sua forza bruta, Dombei, il quale, grazie alla piccola leoncina, riveler\u00e0 il suo lato umano. Nell&#8217;ultimo episodio, &#8216;Leo contro la diga&#8217; (presentato dallo speaker italiano che dice, &#8220;Per Leo un nuovo, temibile avversario: l&#8217;uomo&#8221;), Tezuka mette in rilievo come il progresso della civilt\u00e0 provochi i suoi danni all&#8217;interno di un mondo pericoloso ma naturale come quello della giungla, nel quale la corruzione dell&#8217;uomo \u00e8 sempre pi\u00f9 meschina del mondo naturale; Leo si imbatte con un anziano e misterioso costruttore di dighe, pensando invano di venirvi a patti, chiedendogli di lasciargli almeno il tempo di evacuare l&#8217;intera foresta coi tanti amici per portarli altrove.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34655\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/20.jpg\" alt=\"MV_Giappone20\" width=\"800\" height=\"763\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/20.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/20-436x416.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Jungle Taitei \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34656\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/21.jpg\" alt=\"21\" width=\"500\" height=\"710\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/21.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/21-436x619.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>(Shonen Jack to Mahotsukai \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un altro lungometraggio giapponese straordinario, sempre della Toei Doga, \u00e8 <strong>La storia di Alice\u2026 fanciulla infelice<\/strong> (2) (Tit. orig.: <em>Shonen Jack to Mahotsukai<\/em>, 1967), diretto dal grande Taiji Yabushita. Il Film (3), nonostante sia apparso ripetutamente nelle TV private negli anni 70 privo di titoli originali, non \u00e8 mai stato commentato su pubblicazioni italiane di cinema di animazione giapponese. La protagonista \u00e8 una bambina, Alice (in originale Kiki), strana e misteriosa, perch\u00e9 in realt\u00e0 vittima di un sortilegio. Avendo conosciuto Gianni (Jack) e i suoi amici animali con cui fa amicizia, li conduce con l&#8217;inganno sul suo strano elicottero in un castello stregato, dove una macchina trasforma i bambini in piccoli demoni, schiavi di una regina malvagia. Alla fine Alice, alla quale \u00e8 rimasto un lato di umanit\u00e0 forse perch\u00e9 innamorata di Gianni, il quale sfugge alla macchina stregata, riuscir\u00e0 con lui a distruggere la strega annullando cos\u00ec il sortilegio che tiene prigionieri i bambini riportandoli alle loro fattezze naturali, Alice compresa. Lo stile \u00e8 quello di Yabushita: Alice e i bambini stregati, sono caratterizzati da grandi occhi a mandorla con l&#8217;iride da gatto e il naso all&#8217;ins\u00f9 ricavato dall&#8217;ombra delle narici, mentre gli animali di contorno, pur apparendo antropomorfi, hanno un non so ch\u00e9 di severo e adulto. Di certo il film non manca di fascino ed originalit\u00e0 ed \u00e8 interessante notare come, nonostante i richiami evidenti alla tradizione del lungometraggio giapponese, gli interni del castello nonch\u00e9 i bambini stregati assomiglino notevolmente ai mostriciattoli della Strega de <em>La bella addormentata nel bosco<\/em> di Walt Disney, realizzato qualche anno prima. Vale la pena ricordare l\u2019apporto di due grandi collaboratori alla Toei sin dagli inizi: i veterani Yasuji Mori e Akira Daikuhara.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34657\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/22.jpg\" alt=\"MV_Giappone22\" width=\"800\" height=\"387\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/22.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/22-436x211.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Yasuji Mori &amp; Akira Daikuhara \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Graficamente <strong>La storia di Alice\u2026 fanciulla infelice<\/strong>, si rif\u00e0, nello stile e nei movimenti, alla matrice dei primi lungometraggi nipponici, vista l&#8217;impronta classica e all&#8217;antica di Yabushita, con tempi di sceneggiatura ben diluiti, col &#8216;delineo&#8217; pi\u00f9 scuro del colore sottostante e l&#8217;animazione &#8216;fluida&#8217; e morbida, spesso a passo uno. Taiji Yabushita, al contrartio del suo primo lungometraggio, pare voglia modernizzarsi, ispirandosi ad un design geometrizzato e angoloso, anche se ormai la direzione verso la quale sembrava orientarsi il lungometraggio del Sol Levante era gi\u00e0 pi\u00f9 sganciata dagli schemi classici. Notevole \u00e8 la partecipazione, con Gianni e Alice, di un piccolo gruppo di animali quali l&#8217;orso Gruntor, lo yorkshire Bubu innamorato della vezzosa siamese Jo Jo, dai tratti stilizzati (v. lo stile angoloso di Mimi de\u00a0 <strong>Il Serpente bianco<\/strong>), e il topino Cip, i quali si rifanno, se pur pi\u00f9 spigolosi e meno aggraziati, ai primi clich\u00e9s di Yabushita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34658\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/23.jpg\" alt=\"MV_Giappone23\" width=\"800\" height=\"680\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/23.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/23-436x371.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Shonen Jack to Mahotsukai \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34659\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/24.jpg\" alt=\"MV_Giappone24\" width=\"800\" height=\"689\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/24.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/24-436x376.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Shonen Jack to Mahotsukai \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34660\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/25.jpg\" alt=\"MV_Giappone25\" width=\"800\" height=\"738\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/25.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/25-436x402.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Shonen Jack to Mahotsukai \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34661\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/26.jpg\" alt=\"MV_Giappone26\" width=\"500\" height=\"682\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/26.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/26-436x595.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>(Taiyo no oji Hols no daiboken \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La grande avventura del piccolo principe Valiant<\/strong> (4) (Tit. orig.: <em>Taiyo no oji Hols no daiboken<\/em>, 1968), sempre della Toei, \u00e8 un assoluta innovazione, ad opera di due maestri dell&#8217;Anime: Hayao Miyazaki per l&#8217;animazione e Isao Takahata per la regia (autori in seguito, tra l&#8217;altro, di <em>Heidi<\/em> e <em>Lupin III<\/em> nonch\u00e9 di capolavori quali <em>Nausicaa<\/em>, <em>Il castello di Cagliostro<\/em>, <em>Porco Rosso<\/em>, fino al pi\u00f9 recente <em>La citt\u00e0 incantata<\/em>). Il primo lungometraggio dove \u00e8 evidente e distinta la mano di Hayao Miyazaki, autore di molti capolavori a lungometraggio di successo, \u00e8 il primo archetipo del genere e ha come protagonista il giovane Hols, unico superstite del suo villaggio che, a causa del malvagio Grunwald, \u00e8 costretto a fuggire rifugiandosi altrove, con tutte le diffidenze con cui viene accolto uno straniero.<br \/>\nIl <em>character design<\/em> \u00e8 molto inerente allo stile del giovane Miyazaki: viso ovale, naso piccolo, accennato e maggiormente marcato al di sotto, occhi lucenti con un leggero strabismo di Venere, bocca piccola, a fessura e arrotondata ai lati, piuttosto distante dall&#8217;ovale che definisce il mento; figure ben geometrizzate e massicce ma al contempo ugualmente realistiche e descrittive nel tratto; contorno sottile e ombre &#8220;frastagliate&#8221;, spesso direttamente tracciate col segno nonch\u00e9 particolari minuziosi in aggiunta alle vedute d&#8217;insieme. Miyazaki, inoltre, \u00e8 portato ad animare situazioni catastrofiche, come rocce che si sgretolano, mari in tempesta, battaglie aeree, nelle quali l&#8217;uomo \u00e8 in balia di situazioni naturali pi\u00f9 grandi di lui, e pi\u00f9 in generale situazioni dal sapore apocalittico di alta spettacolarit\u00e0. Interessante l&#8217;idea dei &#8216;lupi argentati&#8217;, dagli occhi vitrei dalla forma allungata privi di iride; linguaggio usato dai giapponesi quando rappresentano animali dall&#8217;aria ambigua, (v.il felino cattivo de <strong>Il gatto con gli stivali<\/strong>; la volpe pirata e il Capitano Flint de <strong>L&#8217;isola del tesoro<\/strong>; e, ad esempio, il gatto cieco con la benda dell&#8217;episodio &#8220;Caccia allo smeraldo&#8221; della prima serie di Lupin III, animazioni firmate non a caso da Miyazaki e Takahata).<br \/>\nIl giovane Hols \u00e8 un ragazzo vestito in abiti scamosciati, con a tracolla le sue armi. Per quanto ambientato nei freddi villaggi nordici, Hols ha armi da difesa che si ricollegano a quelle antiche dei samurai giapponesi: egli \u00e8 dotato di un&#8217;ascia agganciata ad una lunga corda ed una spada speciale, la Spada del Sole. Hols \u00e8 accompagnato, inoltre, dal fedele amico Goro, un orso ricollegabile ai clich\u00e9s gi\u00e0 descritti ma meno antropomorfo, (occhi languidi e distanti, design squadrato e piuttosto &#8216;orizzontale&#8217; nelle linee visto che cammina a quattro zampe); il ragazzo, dovendo rifugiarsi in un pacifico villaggio di pescatori, viene ospitato da un vecchio (che ha un figlio di et\u00e0 coetanea a Hols), il quale richiama per certi aspetti il futuro nonno di Heidi: silenzioso, vagamente burbero ma nell&#8217;insieme generoso, che anzich\u00e9 essere un montanaro, lavora il ferro mettendo il giovane in condizione di temperare la sua &#8220;Spada del Sole&#8221;, lasciatagli dal padre in punto di morte (un vecchio anzianissimo caratterizzato da una lunga barba bianca, che ricorda uno dei protagonisti di Ercolino e di altri saggi &#8220;anziani&#8221; degli Anime, fra l&#8217;altro col segno &#8216;spoglio&#8217; e lineare), per poter sconfiggere il potente Grunwald, che si appresta ora a distruggere questo nuovo villaggio, per sottomettere al proprio volere gli abitanti delle terre artiche. Qui Hols diventa un eroe uccidendo un gigantesco luccio mandato da Grunwald.<\/p>\n<p>Anche i personaggi del villaggio sono interessanti, richiamando quegli elementi di semplicit\u00e0 e di pulizia descrittiva dello stile Miyazaki-Takahata, presenti anche in Heidi. Hols, ha ovviamente modo di conoscere una strana ed ambigua ragazza, dai tratti angelicati e severi: Hilda (definita con lo stile ancora arcaico ma riconoscibilissimo di Miyazaki), unica superstite di un villaggio distrutto, una giovane che se ne sta sola suonando la lira con accanto il suo scoiattolino (anche lui secondo la tradizione dei animaletti giapponesi); la ragazza si presenta con una sobriet\u00e0 signorile e una semplicit\u00e0 disarmante, vestita con un abito lungo fino alle gambe, a campana, una tonaca &#8220;indiana&#8221; che la fa apparire quasi una &#8220;figlia dei fiori&#8221;; elementi spesso ricorrenti nelle prime creazioni femminili di Miyazaki. L&#8217;amore latente tra i due giovani \u00e8 evidente ma alla fine Hilda vuole uccidere Hols in quanto si rivela essere la sorella minore del malvagio Grunwald, signore dei ghiacci. Ovviamente Hols riuscir\u00e0 a sconfiggere il nemico riportando la pace nel villaggio artico. Inoltre Il principe Valiant \u00e8 il primo film in cui venne definitivamente adottata la tecnica della riproduzione Xerox su celluloide; non pi\u00f9 toni sovrastanti il colore o un delineo netto definito nero, ma la stampa a fotocopie dei disegni originali su acetato; tecnica messa a punto dai tecnici Disney con La carica dei 101, e adottata definitivamente dalla Toei con quest&#8217;ultimo film; ci\u00f2 sembra accadere al momento giusto, poich\u00e9 permette di far combaciare le esigenze tecniche della produzione con quelle espressive ed artistiche del giovanissimo Miyazaki, in quanto lo stile grafico di lucidatura di Hols, appare &#8220;leggero&#8221;, fresco e arioso; il segno \u00e8 sottile e delicato nel design, sfumato e leggermente grezzo nella lucidatura; elementi che conferiscono un tono di velata e poetica &#8220;sfumatura&#8221; alla confezionatura definitiva, in perfetta armonia con l&#8217;animo del grande autore dell&#8217;Anime. Il film, all&#8217;epoca, considerato il pi\u00f9 grande fiasco della storia della Toei Animation, verr\u00e0 rivalutato solo diversi anni pi\u00f9 tardi. Terminato nel 1968, richiese ben oltre tre anni di lavoro, ma fu proiettato solo per pochi giorni e tolto dalla circolazione. Peccato, dato che oggi \u00e8 considerato uno dei capolavori dell&#8217;animazione classica giapponese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34663\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/28.jpg\" alt=\"MV_Giappone28\" width=\"800\" height=\"744\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/28.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/28-436x405.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Taiyo no oji Hols no daiboken \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34664\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/29.jpg\" alt=\"MV_Giappone29\" width=\"800\" height=\"742\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/29.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/29-436x404.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Taiyo no oji Hols no daiboken \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34665\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/30.jpg\" alt=\"MV_Giappone30\" width=\"800\" height=\"776\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/30.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/30-436x423.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Taiyo no oji Hols no daiboken \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34666\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/31.jpg\" alt=\"MV_Giappone31\" width=\"800\" height=\"736\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/31.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/31-436x401.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Taiyo no oji Hols no daiboken \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34667\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/32.jpg\" alt=\"MV_Giappone32\" width=\"500\" height=\"704\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/32.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/32-436x614.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>(Andersen Monogatari Match Uri no Shojo \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le meravigliose favole di Andersen<\/strong> (5) (Tit. orig.: <em>Andersen Monogatari Match Uri no Shojo<\/em>, 1968), ha ben poco del fascino dei primi lungometraggi; il tratto pi\u00f9 moderno, l&#8217;animazione meno fluida, non ha n\u00e9 l&#8217;accuratezza dei precedenti n\u00e9 la compiutezza e la sintesi dei nuovi; pur preannunciando la modernit\u00e0 dei successivi, rimane un film privo di innovazione ed originalit\u00e0. Il piccolo Hans Christian Andersen, dai tratti piuttosto bamboleggianti, grazie al Signore dei Sogni, fa conoscenza con diversi personaggi delle sue storie, da Scarpette rosse intrecciata a La piccola fiammiferaia, tanto che da questi incontri ne trarr\u00e0 ispirazione da adulto per alcune delle sue pi\u00f9 belle e commoventi fiabe. C&#8217;\u00e8 comunque tracciata, in modo latente, la strada a film e serie successivi giapponesi, che vedono un bambino solo, spesso &#8220;orfano&#8221;, in balia delle durezze del mondo degli adulti; come anche iconograficamente il piccolo Hans, dai capelli castano chiaro, preannuncia i successivi clich\u00e9s iconografici di Pierre de <strong>Il gatto con gli stivali<\/strong> e Remigio di <em>Senza famiglia<\/em>, anche se il tutto non contribuisce a rendere particolarmente originale quest&#8217;opera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34668\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/33.jpg\" alt=\"MV_Giappone33\" width=\"500\" height=\"670\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/33.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/33-436x584.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>(Andersen Monogatari Match Uri no Shojo \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34669\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/34.jpg\" alt=\"34\" width=\"500\" height=\"343\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/34.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/34-436x299.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>(Nagagutsu o haita neko \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Il gatto con gli stivali<\/strong><\/em> (Tit. orig.: <em><strong>Nagagutsu o haita neko<\/strong><\/em>, 1969), prodotto da Hiroshi Okawa e diretto da Koro Yabuki, divenne in breve tempo uno dei classici dell&#8217;animazione giapponese, conferendo al Gatto Perrault il ruolo di &#8220;mascotte&#8221; del logo della Toei Doga, nonch\u00e9 il personaggio pi\u00f9 popolare in quegli anni in tutto il Giappone. Il film, divenuto famoso anche grazie alla preziosa collaborazione di Miyazaki e Takahata, si nutre di tutta la tradizione precedente dei lungometraggi del Sol Levante, corroborato, per\u00f2, da un gusto pi\u00f9 fresco e moderno che si avvicina ormai sempre di pi\u00f9 alla narrativa occidentale. Il lungometraggio ha inoltre, tutti quegli ingredienti necessari al film spettacolare, quali l&#8217;amore, l&#8217;umorismo, la suspance, ed il trionfo del bene sul male. Il lungometraggio del &#8217;69 ebbe un tale successo che il Gatto Perrault divenne protagonista di altri due, senz&#8217;altro dal ritmo pi\u00f9 moderno e da un&#8217;animazione pi\u00f9 vicina a quella seriale; <strong><em>Continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali<\/em><\/strong> (Tit. orig.: <em><strong>Nagagutsu Sanjushi<\/strong><\/em>, 1972), ambientato nel selvaggio West, dove compaiono, seppur cambiati e riadattati, gli stessi protagonisti del precedente film: in quest&#8217;ultimo il gatto Perrault, perennemente inseguito dai tre sicari che vogliono eliminarlo per vendicarsi dei torti subiti, lo conducono questa volta nel selvaggio West; Pierre \u00e8, infatti, il giovane sceriffo Jim, mentre la principessa Rosa \u00e8 la ragazza. <strong>Il gatto con gli stivali in giro per il mondo<\/strong> (Tit. orig.: <em>Nagagutsu o haita Neko 80 Nichikan sekai isshu<\/em>, 1976), \u00e8 una rivisitazione del romanzo di Verne, questa volta composto di soli animali, pi\u00f9 semplice del primo ma ben fatto nel ritmo, serrato e svelto, e nell&#8217;animazione, pi\u00f9 semplice ma fluida. Il gatto Perrault, si trova questa volta a combattere col ricco Lord Porcon e il suo braccio destro (i quali ricordano molto Capitan Uncino e i suo scagnozzo Baron de <strong>L&#8217;isola del tesoro<\/strong>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34670\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/35.jpg\" alt=\"35\" width=\"800\" height=\"791\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/35.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/35-436x431.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Nagagutsu o haita neko \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34671\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/36.jpg\" alt=\"36\" width=\"800\" height=\"742\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/36.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/36-436x404.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Nagagutsu o haita neko \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34672\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/37.jpg\" alt=\"MV_Giappone37\" width=\"800\" height=\"717\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/37.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/37-436x391.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Nagagutsu o haita neko \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34673\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/38.jpg\" alt=\"MV_Giappone38\" width=\"800\" height=\"820\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/38.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/38-436x447.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Nagagutsu o haita neko \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34674\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/39.jpg\" alt=\"MV_Giappone39\" width=\"800\" height=\"791\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/39.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/39-436x431.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Nagagutsu o haita neko \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34675\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/40.jpg\" alt=\"MV_Giappone40\" width=\"800\" height=\"758\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/40.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/40-436x413.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Nagagutsu Sanjushi \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34676\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/41.jpg\" alt=\"MV_Giappone41\" width=\"800\" height=\"1049\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/41.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/41-436x572.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Nagagutsu o haita Neko 80 Nichikan sekai isshu \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34677\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/42.jpg\" alt=\"MV_Giappone42\" width=\"800\" height=\"564\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/42.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/42-436x307.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Dobutsu takarajima \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p><strong>Gli allegri pirati dell&#8217;isola del tesoro<\/strong> (Tit. orig.: <em>Dobutsu takarajima<\/em>, 1969), \u00e8 una singolare versione composta quasi totalmente da animali antropomorfi. Anche qui l&#8217;impronta di Miyazaki, che ha curato l&#8217;Art Direction, \u00e8 evidente: come in Heidi, dove Petar \u00e8 leggermente pi\u00f9 piccolo d&#8217;et\u00e0, anche Jim, al quale fa riferimento, \u00e8 in netta inferiorit\u00e0 della scaltra Ketty, in quanto \u00e8 la nipote del Capitano Flint; \u00e8 interessante notare che mentre il vecchio pirata \u00e8 un grosso gatto con tanto di benda all&#8217;occhio, la nipote \u00e8 un personaggio umano, dolce ed aggraziata nei tratti del viso, leggermente zingara nella pettinatura, scaltra e scostante verso il pi\u00f9 piccolo Jim; anche qui l&#8217;amore nasce a poco a poco, pi\u00f9 basato sull&#8217;amicizia, che si viene a creare grazie alla competizione tra i due per ottenere la mappa dell&#8217;isola del tesoro, consegnata a Jim dal Capitano Flint e contestatagli dalla nipote per diritto ereditario; straordinari i personaggi della nave: Capitano Uncino, all&#8217;epoca uno degli uomini del capitano Flint, un grosso maiale vestito da pirata; la volpe Baron, dotata di monocolo (personaggi rielaborati ne Il gatto con gli stivali in giro per il mondo); il tricheco Otto, che stranamente si affeziona al fratellino piccolo di Jim; il cane cuoco della nave; il vecchio babbuino, altra caratterizzazione tipica degli Anime di quegli anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34679\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/43.jpg\" alt=\"MV_Giappone43\" width=\"800\" height=\"705\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/43.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/43-436x384.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Dobutsu takarajima \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34680\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/44.jpg\" alt=\"MV_Giappone44\" width=\"800\" height=\"835\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/44.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/44-436x455.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Dobutsu takarajima \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34681\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/45.jpg\" alt=\"MV_Giappone45\" width=\"800\" height=\"791\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/45.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/45-436x431.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Dobutsu takarajima \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34682\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/46.jpg\" alt=\"MV_Giappone46\" width=\"800\" height=\"737\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/46.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/46-436x402.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Dobutsu takarajima \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34683\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/47.jpg\" alt=\"MV_Giappone47\" width=\"500\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/47.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/47-436x610.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>(Chibikko Remi to meiken Capi \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Senza famiglia<\/strong><\/em> (Tit. orig.: <strong><em>Chibikko Remi to meiken Capi<\/em><\/strong>, 1970), diretto da Yugo Serikawa, rappresenta il primo adattamento cinematografico dell&#8217;orfanello Rem\u00ec di Hector Malot. Il film, per quanto meno impegnato dei primi lungometraggi, \u00e8 davvero notevole perch\u00e9 richiama fortemente gli elementi iconografici classici (v. i protagonisti umani: il bambino, il vecchio, e gli animali), portando una ventata di modernismo definitivo al lungometraggio di &#8216;scuola&#8217; nipponica ma rimanendo saldo alla tradizione. Oltre a Remigio (6), un bambino dal viso ovale e (che richiama l&#8217;ideazione di Hans de <strong>Le meravigliose favole di Andersen<\/strong>, e di Pierre de <strong>Il gatto con gli stivali<\/strong>) \u00e8 semplice nei tratti come nello sguardo vagamente bamboleggiante, caratterizzato da una pettinatura a paggetto con la riga di traverso ed un berretto, simile ai precedenti Hans e Pierre, nonch\u00e9 dotato di un bel vestito a frange coi bottoni dorati e l&#8217;arpa a tracolla (v. l&#8217;idea dell&#8217;ascia di Hols); Capi, invece, \u00e8 rappresentato come un goffo San Bernardo (altro stereotipo degli Anime), codardo ma buono, che non conosce le difficolt\u00e0 della vita, che ricorda il pi\u00f9 realistico cane di <em>Anju to Zushiomaru<\/em>, dello stesso autore. Anche i due cani della compagnia Vitali, Zerbino e Dolce, personaggi di contorno, ben si amalgamano per eterogeneit\u00e0. (v. la psicologia dei: due marinai di Simbad, Tommy e Coco di Leo, Tortuga e Octopus di <strong>Ventimila leghe sotto i mari<\/strong>); la scimmietta Belcuore, un po&#8217; la mascotte del film, anch&#8217;essa vestita in abiti da circo, far\u00e0 amicizia coi nuovi arrivati, soprattutto con Capi, al quale insegner\u00e0 attraverso duri sforzi il coraggio nella vita; \u00e8 alla fine dopo che la scimmiotta, nonostante la febbre alta, \u00e8 morta intirizzita per svolgere ugualmente il suo spettacolo per aiutare Vitali e gli altri in difficolt\u00e0 economiche, sar\u00e0 Capi, sul finale, a ricordarsi dei suoi insegnamenti, portando in groppa Remigio per raggiungere a nuoto il battello con a bordo sua madre gi\u00e0 partita; Belcuore, dal manto azzurro grigiastro e dalle &#8220;guance&#8221; formate dal vello in stile nipponico si va a collocare nella migliore tradizione dell&#8217;animazione giapponese, richiamando lo scimmiotto Goku, protagonista del primo film di Tezuka, nonch\u00e9 l&#8217;iconografia e il vestiario degli animaletti di <strong>Robin<\/strong>, dello stesso autore, realizzati quasi un decennio prima. Anche qui, accanto alle caratterizzazione degli animali, i personaggi adulti e di contorno, come Jerome, il vecchio Vitali e Giacomo Milligan (zio cattivo di Remigio dall&#8217;aria mefistofelica che si accompagna con un avvoltoio sulla spalla) sono tracciati attraverso il grafismo lineare e spoglio (v. i personaggi non protagonisti del Serpente bianco e di Sindbad), mentre straordinariamente riuscito \u00e8 Vitali (che a met\u00e0 film, visto che gli si affeziona, Remigio lo chiama direttamente nonno), inerente alla figura del vecchio barbuto, saggio e silenzioso, che si affeziona senza mostrare troppo i sentimenti al giovane protagonista di turno, figura riscontrabile nei lungometraggi animati giapponesi di cui ho parlato. Interessante la sceneggiatura attraverso cui Remigio conosce sul battello la signora Milligan, non sapendo si tratti della sua vera madre, la quale \u00e8 in compagnia della figlia minore Lisa, che sembra avere con Remigio, quell&#8217;amore romantico, ideale, paterno e &#8220;protettivo&#8221; tra fratello maggiore e sorella, di cui ho richiamato l&#8217;attenzione descrivendone la psicologia nei primi lungometraggi giapponesi, rilevato soprattutto in <strong>Robin e i 2 moschettieri e \u00bd<\/strong>, non a caso firmato anche dallo stesso autore. Capi, per\u00f2, sul battello dei Milligan prova un feeling per la piccola Violetta, la piccola Yorkshire di Lisa, che timidamente rimane affascinata dal carattere bonario del grosso San Bernardo; anche la yorkshire fa parte dell&#8217;universo pi\u00f9 classico giapponese (v. ad es. lo Yorkshire di <strong>Alice\u2026fanciulla infelice<\/strong>, del suo maestro Yabushita). Nel film non mancano momenti commoventi: l&#8217;anziano girovago Vitali, un tempo il famoso cantante lirico Carlo Balzani, si affeziona a Remigio spontaneamente (non lo aveva &#8220;comprato&#8221; ma preso soltanto in &#8220;prestito&#8221;, come egli stesso aveva detto); come anche Remigio, che durante lo svolgersi del film si prende cura dell&#8217;anziano &#8220;nonno Vitali&#8221; quando ormai la sua vita \u00e8 alla fine; come anche il rapporto con la signora Milligan, la quale, come Remigio, \u00e8 ignara che il ragazzino sia suo figlio; ma entrambi, per\u00f2, prima di lasciarsi avvertono un legame particolare che va ben oltre la conoscenza casuale tra la ricca e gentile vedova che offre ospitalit\u00e0 al piccolo suonatore girovago. Lo sapr\u00e0 poco dopo che Remigio l&#8217;avr\u00e0 lasciata perch\u00e9 trover\u00e0 nel battello un ciondolo, perduto da Remigio, che gli aveva donato da piccolo prima che il bambino le venisse rapito dal fratello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34684\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/48.jpg\" alt=\"MV_Giappone48\" width=\"800\" height=\"763\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/48.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/48-436x416.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Chibikko Remi to meiken Capi \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34685\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/49.jpg\" alt=\"roberto.rippa@scuole.lugano.ch49\" width=\"800\" height=\"912\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/49.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/49-436x497.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Chibikko Remi to meiken Capi \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34686\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/50.jpg\" alt=\"50\" width=\"800\" height=\"703\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/50.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/50-436x383.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Chibikko Remi to meiken Capi \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34687\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/51.jpg\" alt=\"roberto.rippa@scuole.lugano.ch51\" width=\"800\" height=\"740\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/51.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/51-436x403.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Chibikko Remi to meiken Capi \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34688\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/52.jpg\" alt=\"MV_Giappone52\" width=\"500\" height=\"718\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/52.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/52-436x626.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>(Kaitei sanman miles \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ventimila leghe sotto i mari<\/strong> (Tit. orig.: <em>Kaitei sanman miles<\/em>, 1970), ideata dal celebre mangaka allievo di Osamu Tezuka, Shotaro Ishimori, per la regia di Kimio Yabuki (7), \u00e8 un film notevolmente interessante, leggermente pi\u00f9 sintetico del precedente, il quale si collega molto allo stile del noto autore di manga. Il giovane Isamu, in compagnia del suo ghepardo Cheetah, si ritrova a giocare a palla sulla montagna, quando, dalle viscere della terra, escono dei draghi-robot sputafuoco, creando il panico tra la gente. Lo stesso Ishimori port\u00f2 al successo qualche anno dopo la serie <em><strong>Ryu, il ragazzo della caverne<\/strong><\/em>, con lo stesse musiche del compositore Takeo Watanabe, ed \u00e8 da notare la sua passione per i draghi e i dinosauri facenti parte dell&#8217;antica mitologia nipponica, rivisitati attraverso l&#8217;ottica di giganteschi robot (l&#8217;idea del drago di questo film \u00e8 presente anche nella serie del 1972, che vede Ryu combattere pi\u00f9 volte contro il dinosauro Tyrano, come anche le musiche di sottofondo, riscontrabile in entrambe le produzioni). Shotaro Ishimori rappresenta spesso ragazzi con l&#8217;aspetto pre-adolescenziale, i quali si trovano all&#8217;improvviso a fronteggiare situazioni parossisticamente catastrofiche (v. il precedente, <em>Sora tobu yureisen<\/em>, 1969, non importato in Italia). Isamu, viene raffigurato attraverso lo stile inconfondibile di Ishimori: dal tratto rotondo, vagamente rievocante Tezuka nella sintesi, coi capelli compatti su una testa tondeggiante (v. anche il protagonista di <em>Cyborg 009<\/em>), dagli occhi enormi e ancora ragazzino nell&#8217;aspetto, il quale ha occasione di conoscere la giovane erede di Atlante. La principessa Angela del reame degli abissi, (che ricorda la &#8216;maghetta&#8217; Tansuko della serie <em>The Monkey<\/em> del maestro Tezuka e, pi\u00f9 in generale, gli stereotipi della mocciosa degli Anime giapponesi), \u00e8 una ragazzina viziata con una pettinatura semi-spaziale con al centro una vistosa stella marina a mo&#8217; di stemma, erede al trono del regno sottomarino minacciato dal malvagio Magma VII (v. tipologia di Grunwald de <strong>Il principe Valiant<\/strong>). Cheetah il ghepardo, slanciato e dai grandi occhi in pieno stile nipponico, si avvicina per\u00f2 maggiormente ai personaggi di Tezuka di Leo rispetto alla consueta iconografia degli animali dei cartoon giapponesi (Ishimori era stato fin da ragazzo un grande estimatore di Tezuka, tanto che il suo stile ne fu molto influenzato al punto che le sue prime opere risentono notevolmente dello stile del suo Maestro).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34689\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/53.jpg\" alt=\"MV_Giappone53\" width=\"800\" height=\"693\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/53.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/53-436x378.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Kaitei sanman miles \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Anche l&#8217;animazione \u00e8 pi\u00f9 secca, compensata per\u00f2 da una cura nel segno, sottile e delicato, con numerosi particolari delineati a tratto colorato cos\u00ec da ammorbidire le figure, anch&#8217;esse dai colori accesi e luminosi all&#8217;interno di un&#8217;impostazione della scene ariosa e panoramica; inoltre molti sono i riferimenti alla tecnica di animazione di Tezuka: anche qui i personaggi hanno spesso il viso fermo, disegnato su una celluloide di base, mentre la diversa espressione delle bocche (di allegria, di stupore, di gioia o spavento), ne determina la psicologia emotiva. I due scagnozzi della principessa Angela a bordo del sommergibile spaziale &#8216;chiocciola magica&#8217;, Tortuga e Octopus, uno basso e grasso e l&#8217;altro magro e alto, dalla faccia schiacciata e tridimensionale al tempo stesso, fanno parte invece del grafismo lineare (v. i due marinai di Simbad, ecc.), pi\u00f9 modernizzati con caschi e tute spaziali e aderenti allo stile del film. Naturalmente mi riferisco a caratteristiche comuni, filtrate per\u00f2 attraverso personalit\u00e0 e stili propri. Per quanto il design di Ishimori sia sintetico, \u00e8 da rilevare l&#8217;ottima regia nonch\u00e9 inquadrature cinematografiche che preludono ai film dal vero e ai lungometraggi con i robot giapponesi, dall&#8217;effetto anamorfico e panoramico. E&#8217; interessante notare che negli Anime, oltre la situazione dei primi lungometraggi in cui l&#8217;uomo ha una funzione adulta e protettiva, nei successivi l&#8217;uomo \u00e8 in netta inferiorit\u00e0 o perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 piccolo d&#8217;et\u00e0 o perch\u00e9 la donna appare sempre misteriosa o ambigua, ambiguit\u00e0 che ovviamente stuzzica l&#8217;uomo, la quale si rileva, prima del finale, sempre pi\u00f9 scaltra del suo corrispettivo maschile: cattiva e stregata in <strong>Alice&#8230;fanciulla infelice<\/strong>; doppia e misteriosa ne <strong>Il Principe Valiant<\/strong>; furba e scaltra ne <strong>L&#8217;isola del Tesoro<\/strong>; semi-spaziale e proveniente da una civilt\u00e0 tecnologicamente pi\u00f9 evoluta in quest&#8217;ultimo film. Anche qui, la donna, oltre a un che di misterioso e ad una certa scaltrezza \u00e8 in una condizione di netta superiorit\u00e0: \u00e8 una principessa di un altro regno, ma semplice e alla mano col piccolo bambino giapponese: quando Isamu la salva dal mostro di fuoco, Angela lo ripaga facendolo viaggiare nella sua &#8216;chiocciola magica&#8217;; scampati al pericolo, Isamu le mostra dall&#8217;alto della montagna la sua casa: una villetta moderna a due piani, (il bambino proviene da una famiglia borghese in quanto \u00e8 figlio di un ingegnere navale), mentre Angela, quando Isamu gliela indica, gli risponde quasi stupita: &#8220;Quella sarebbe la tua casa? Per\u00f2 \u00e8 molto piccola&#8221;; gli dice la principessa abituata ad abitazioni di tutt&#8217;altra capienza, provocando la reazione offesa nonch\u00e9 di curiosit\u00e0 del giovane Isamu rispetto allo stato sociale della sua nuova amica. &#8220;Cosa ti aspettavi una reggia?&#8221;, incalza il bambino seccato. Questo botta e risposta tra i due bambini, conosciutisi casualmente, i quali ancora non assumono il ruolo di giovani innamorati che si instaurer\u00e0 in modo velato in seguito seguendo ancora un tipico approccio adolescenziale. E&#8217; qui che Angela, saldato il debito col ragazzino, cerca di salutarlo definitivamente, quando Isamu, trovando il modo di proseguire il discorso, le ricorda di averla salvata una seconda volta, tant&#8217;\u00e8 che lo porta a visitare la sua abitazione. La sorpresa \u00e8 d&#8217;obbligo: Isamu a bordo della &#8216;chiocciola magica&#8217; viene condotto nella &#8220;casa&#8221; di Angela, un regno sottomarino ignorando che ella ne sia l&#8217;erede, finch\u00e9 non la ritrova vestita in abiti principeschi, accanto all&#8217;anziano genitore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34690\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/54.jpg\" alt=\"MV_Giappone54\" width=\"800\" height=\"696\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/54.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/54-436x379.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Kaitei sanman miles \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>V&#8217;\u00e8 una disparit\u00e0, oltre che sociale, anche &#8220;professionale&#8221; tra Isamu e Angela (nobile e tecnologicamente pi\u00f9 avanzata); quando entrambi scendono le miglia sottomarine, Angela, mostrandogli il &#8220;suo&#8221; ambiente, gli chiede, &#8220;Ti piace?&#8221; e Isamu, come fosse un argomento che gi\u00e0 conosce, risponde con orgoglio, &#8220;Non \u00e8 la prima volta che scendo in fondo al mare. Ho accompagnato mio padre che studia il fondo marino&#8221;. La ragazza \u00e8 pronta a spiegarli, &#8220;Non credo che sia mai arrivato fino a questa profondit\u00e0. Guardati un po&#8217; attorno!&#8221;. Anche il Re di Atlante, padre della principessa Angela, ricalca la figura dell&#8217;anziano barbuto di cui ho richiamato l&#8217;attenzione precedentemente, riportato per\u00f2 alla logica semi-comica dello stile Ishimori-Tezuka (v. il prof. Gillmore di Cyborg 009, che ha un solido naso in fuori, vagamente grottesco, non dissimile da quello del padre di Isamu del film in questione). Inoltre <strong>Ventimila leghe sotto i mari<\/strong>, ispirato ai telefilm spaziali giapponesi anni 60, traccia la strada ai modelli di numerose serie televisive nonch\u00e9 di film a lungometraggio.<br \/>\nSempre di Ishimori nel 1971 in Italia pervenne nelle sale cinematografiche il film col titolo di <strong>009 Joe Tempesta<\/strong> (8) (Tit. orig.: <em>Cyborg 009<\/em>), a cui seguir\u00e0 un altro film e ben due serie televisive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34691\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/55.jpg\" alt=\"MV_Giappone55\" width=\"800\" height=\"694\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/55.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/55-436x378.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Kaitei sanman miles \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34692\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/56.jpg\" alt=\"MV_Giappone56\" width=\"800\" height=\"696\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/56.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/56-436x379.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Kaitei sanman miles \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34693\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/57.jpg\" alt=\"MV_Giappone57\" width=\"800\" height=\"692\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/57.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/57-436x377.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Kaitei sanman miles \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34694\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/58.jpg\" alt=\"58\" width=\"500\" height=\"740\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/58.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/58-436x645.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>(Ari Baba to Yonjuppiki no T\u014dzoku \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Al\u00ec Bab\u00e0 e i 40 ladroni<\/strong> (Tit. orig.: <em>Ari Baba to Yonjuppiki no T\u014dzoku<\/em>), del 1971, \u00e8 invece diretto da Hiroshi Shidara (il regista della futura serie <em>Candy Candy<\/em>), al quale diede un contributo notevole Hayao Miyazaki, che gioc\u00f2 un ruolo decisivo nello sviluppo della struttura, in special modo nella rivisitazione stilizzata dei personaggi e delle prospettive soprattutto delle sequenze finali. Qui, pur mantenendo l\u2019atmosfera orientalizzata, il protagonista delle Mille e una Notte \u00e8 rappresentato in una modernizzazione, come dire, generazionale, essendone il discendente diretto Al\u00ec Bab\u00e0 XXXIII (idea adottata dai giapponesi presente anche nell\u2019erede del ladro gentiluomo francese, Lupin III). Ma stavolta il vero protagonista \u00e8 il simpatico moccioso col turbante Huck, discendente del capo dei quaranta ladroni, che assieme a una combriccola di 38 gatti e un saggio topino, si vendicher\u00e0 del suo antenato e usurper\u00e0 il trono al re Al\u00ec Bab\u00e0, che si avvale del grottesco genio della lampada, un mostriciattolo rosa affetto dalla paura dei felini (idee rielaborate scherzosamente dal precedente e pi\u00f9 serio <em><strong>Il Gatto con gli Stivali<\/strong><\/em>).<br \/>\nOttima l\u2019idea del racconto del topino saggio che rievoca ad Huck le gesta di Ali Bab\u00e0 e del tesoro dei quaranta ladroni, in una grafica trasognata attraverso l\u2019uso delle sagome in penombra di silhouettes o ombre cinesi animate; tecnica usata raramente ma al meglio dai giapponesi (v. la serie, uscita in Italia nel 1979 sulla Rai 2 intitolata <em><strong>Racconti giapponesi<\/strong><\/em>, sempre di domenica mattina su <strong><em>Qui cartoni animati<\/em><\/strong> dopo il successo dell\u2019anno prima di <em><strong>Fiabe e leggende giapponesi<\/strong><\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34695\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/59.jpg\" alt=\"MV_Giappone59\" width=\"800\" height=\"850\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/59.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/59-436x463.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Ari Baba to Yonjuppiki no T\u014dzoku \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34696\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/60.jpg\" alt=\"MV_Giappone60\" width=\"800\" height=\"666\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/60.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/60-436x363.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Ari Baba to Yonjuppiki no T\u014dzoku \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34697\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/61.jpg\" alt=\"MV_Giappone61\" width=\"800\" height=\"693\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/61.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/61-436x378.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Ari Baba to Yonjuppiki no T\u014dzoku \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34698\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/62.jpg\" alt=\"MV_Giappone62\" width=\"500\" height=\"707\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/62.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/62-436x617.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/>(Panda no Daib\u014dken \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019orsetto panda e gli amici della foresta<\/strong> (Tit. orig.: <em>Panda no Daib\u014dken<\/em>), 1973, per la regia del veterano Yugo Serikawa, \u00e8 un film eccellente e perfetto nella confezionatura, una rielaborazione moderna di <strong>Robin<\/strong>, con protagonista il piccolo panda nipponico, il principino Din Don, sempre accanto ai due amichetti procioni Pinch e Tonch (non a caso la direzione dell\u2019animazione \u00e8 affidata allo stesso character designer della serie Toei del \u201972, <em>La maga Chappy<\/em>, nella quale c\u2019\u00e8 il procione parlante Duncan, praticamente identico a quelli del lungometraggio. La storia \u00e8 semplice e ben strutturata nella trama: Din Don \u00e8 un \u2018mulatto\u2019, essendo il figlio di una nobile Regina orso e di un Re Panda, dal quale il principino ha preso completamente i caratteri, e deve conseguire una difficile prova per raggiungere l\u2019incoronazione: risalire una cascata, pena il fatto che, non riuscendoci, dovr\u00e0 essere cacciato dal reame. Ovviamente nel film esistono, oltre ai buoni, i cattivi: il feroce orso Demon, dalla cicatrice in testa, che ambisce in assenza dell\u2019erede a usurparne il trono, e il suo scagnozzo Fifi (l\u2019idea ricorda il Capitan Uncino e il pirata Baron de <strong>L\u2019isola del tesoro<\/strong>); e, accanto alla Regina, l\u2019anziano saggio orso dai baffi cadenti che si perde la dentiera&#8230; oltre a diversi animali conosciuti all\u2019interno del film, tra i quali anche la protagonista femminile, la pandina Pippi, che Din Don incontrer\u00e0 nel circo, dove l\u2019orsetto panda si eserciter\u00e0 per tornare a sostenere la prova della cascate nel reame nel frattempo usurpato dal crudele Demon\u2026 Si noter\u00e0 che alcuni brani musicali vennero in seguito usati nel famoso episodio 19 di Jeeg Robot, <em>Il cavaliere senza macchia e senza paura<\/em>; come anche la canzone \u2018Ninna nanna dei panda\u2019 \u00e8 eseguita da Masako Kawada e il testo fu scritto da Hiroyasu Yamaura, uno dei sceneggiatori della serie TV <em>K\u014dtetsu J\u012bgu<\/em>; il tutto tradotto in una storia semplice ed efficace, un melodramma dove non mancano momenti di commozione, di avventura, di divertimento, di eroismo, e di lotta tra il bene e il male, per la regia del Maestro del lungometraggio per l\u2019infanzia della Toei Animation Yugo Serikawa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34699\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/63.jpg\" alt=\"MV_Giappone63\" width=\"800\" height=\"745\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/63.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/63-436x406.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Panda no Daib\u014dken \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34700\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/64.jpg\" alt=\"MV_Giappone64\" width=\"800\" height=\"813\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/64.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/64-436x443.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Panda no Daib\u014dken \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34701\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/65.jpg\" alt=\"MV_Giappone65\" width=\"800\" height=\"813\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/65.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/65-436x443.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Panda no Daib\u014dken \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34702\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/66.jpg\" alt=\"MV_Giappone66\" width=\"800\" height=\"743\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/66.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/66-436x405.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Panda no Daib\u014dken \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34703\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/67.jpg\" alt=\"MV_Giappone67\" width=\"800\" height=\"553\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/67.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/67-436x301.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/>(Panda no Daib\u014dken \u2013 \u00a9 Toei Animation)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Mario Verger<\/strong><\/p>\n<p>Si Ringrazia: <strong>Enrico Morganti<\/strong><br \/>\n<strong>Le origini del cinema di animazione del Sol Levante<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Note:<\/p>\n<p>(1) <em>Leo, il re della giungla<\/em>, arriv\u00f2 in Italia come altri spacciato come un prodotto americano. Per rendere &#8220;comprensibili&#8221; i nomi originali, i titoli con le seguenti diciture furono tradotti all\u2019americana in modo umiliante per gli autori giapponesi anche se divertenti nelle assonanze: Regia di All Bisney; Soggetto e Sceneggiatura di Ald Monthen; Adattamento di Henri Bajard; Dialoghi di Boris River<\/p>\n<p>(2) Anche questo film giunse in Italia privato dei titoli originali e risulta della Eighteen Films, distribuito dalla Alexia Cinematografica, per la regia di un certo Gil Gelsen<\/p>\n<p>(3) Il film in questione, per quanto giunto in Italia, doppiato e distribuito, non \u00e8 stato mai citato come un film pervenuto a noi, neanche sul cospicuo volume dei Kappa Boys che lo indicano identificandolo esclusivamente col titolo originale giapponese. Andrea Baricordi, Massimiliano De Giovanni, Andrea Pietroni, Barbara Rossi, Sabrina Tunesi, dal titolo, <em>Anime<\/em>. Guida al cinema di animazione giapponese, Granata Press, Bologna, 1991, pp. 320<\/p>\n<p>(4) Il film arriv\u00f2 in Italia distribuito nei cinema dalla Glam Oriental Films, in un&#8217;edizione curata dalla Dragon Films, accreditando la regia di un incerto americano di nome Terence Flasch\u2026 un lontano cugino dei fratelli Fleischer<\/p>\n<p>(5) La regia in Italia \u00e8 formata da un certo Fleish (facendolo passare come All Bisney parente di Walt Disney, per cugino dei fratelli Fleischer<\/p>\n<p>(6) <em>Senza famiglia<\/em> giunse agli inizi degli Anni \u201970 in Italia doppiato col nome del protagonista, Remigio. Dopo la serie <strong>Rem\u00ec<\/strong>, i distributori italiani pensando di sfruttare il successo immediato della nuova serie televisiva, riproposero nei cinema con scarsi successi il film di Serikawa, intervenendo sulla precedente versione italiana, \u201csforbiciando\u201d le ultime tre lettere finali del nome Remigio, tagliando cio\u00e8 i fotogrammi o inserendo brevi pause sulla colonna sonora in maniera del tutto arrangiata. Inoltre, al film originale, venne aggiunta in testa la canzone di Jimmy Fontana e nei credits il nome del regista viene italianizzato da Yugo Serikawa in Ugo Serigawa<\/p>\n<p>(7) Nei titoli del film in edizione italiana Kimio Yabuki \u00e8 diventato Kinio Yabuki<\/p>\n<p>(8) Il film in questione, come al solito venne adattato all\u2019occidente americanizzando il nome del regista in Denis Marin, mentre il regista autentico, Shotaro Ishimori, compare invece come sceneggiatore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Toei Company, Ltd \u2013 \u00a9 Toei Animation) &nbsp; &nbsp; Le origini del cinema di animazione del Sol Levante di Mario Verger &nbsp; I Lungometraggi &nbsp; \u00abSe Walt Disney fosse nato negli anni &#8217;70 avrebbe amato i cartoni giapponesi, proprio come i giapponesi amano i suoi\u00bb (Luca Raffaelli) &nbsp; (Hakujaden \u2013 \u00a9 Toei Animation) &nbsp; Il primo lungometraggio a colori di<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":34636,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[72],"tags":[26,1092,597],"class_list":["post-34613","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-critica","tag-animazione","tag-giappone","tag-mario-verger"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Le origini del cinema di animazione del Sol Levante | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"(Toei Company, Ltd \u2013 \u00a9 Toei Animation) &nbsp; &nbsp; Le origini del cinema di animazione del Sol Levante di Mario Verger &nbsp; I Lungometraggi &nbsp; \u00abSe\" \/>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Le origini del cinema di animazione del Sol Levante | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"(Toei Company, Ltd \u2013 \u00a9 Toei Animation) &nbsp; &nbsp; Le origini del cinema di animazione del Sol Levante di Mario Verger &nbsp; I Lungometraggi &nbsp; \u00abSe\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2015-06-26T12:05:32+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2015-06-26T12:09:55+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1300\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"975\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Mario Verger\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Mario Verger\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"40 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=34613#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=34613\"},\"author\":{\"name\":\"Mario Verger\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/6e99f142b1d1927fec5601441bcd2e55\"},\"headline\":\"Le origini del cinema di animazione del Sol Levante\",\"datePublished\":\"2015-06-26T12:05:32+00:00\",\"dateModified\":\"2015-06-26T12:09:55+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=34613\"},\"wordCount\":8133,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=34613#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/06\\\/1.jpg\",\"keywords\":[\"animazione\",\"Giappone\",\"Mario Verger\"],\"articleSection\":[\"CRITICA\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=34613#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=34613\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=34613\",\"name\":\"Le origini del cinema di animazione del Sol Levante | Rapporto Confidenziale\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=34613#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=34613#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/06\\\/1.jpg\",\"datePublished\":\"2015-06-26T12:05:32+00:00\",\"dateModified\":\"2015-06-26T12:09:55+00:00\",\"description\":\"(Toei Company, Ltd \u2013 \u00a9 Toei Animation) &nbsp; &nbsp; Le origini del cinema di animazione del Sol Levante di Mario Verger &nbsp; I Lungometraggi &nbsp; \u00abSe\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=34613#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=34613\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=34613#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/06\\\/1.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2015\\\/06\\\/1.jpg\",\"width\":1300,\"height\":975},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=34613#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Le origini del cinema di animazione del Sol Levante\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"description\":\"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture | ISSN: 2235-1329\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"alternateName\":\"RC\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"alternateName\":\"RC\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2019\\\/04\\\/RC_favicon-30-300x300x.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2019\\\/04\\\/RC_favicon-30-300x300x.png\",\"width\":300,\"height\":300,\"caption\":\"Rapporto Confidenziale\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rapportoconfidenziale\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/icdpavlov\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/user\\\/RConfidenziale\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/6e99f142b1d1927fec5601441bcd2e55\",\"name\":\"Mario Verger\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g\",\"caption\":\"Mario Verger\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?author=11\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Le origini del cinema di animazione del Sol Levante | Rapporto Confidenziale","description":"(Toei Company, Ltd \u2013 \u00a9 Toei Animation) &nbsp; &nbsp; Le origini del cinema di animazione del Sol Levante di Mario Verger &nbsp; I Lungometraggi &nbsp; \u00abSe","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Le origini del cinema di animazione del Sol Levante | Rapporto Confidenziale","og_description":"(Toei Company, Ltd \u2013 \u00a9 Toei Animation) &nbsp; &nbsp; Le origini del cinema di animazione del Sol Levante di Mario Verger &nbsp; I Lungometraggi &nbsp; \u00abSe","og_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613","og_site_name":"Rapporto Confidenziale","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","article_published_time":"2015-06-26T12:05:32+00:00","article_modified_time":"2015-06-26T12:09:55+00:00","og_image":[{"width":1300,"height":975,"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Mario Verger","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@RConfidenziale","twitter_site":"@RConfidenziale","twitter_misc":{"Scritto da":"Mario Verger","Tempo di lettura stimato":"40 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613"},"author":{"name":"Mario Verger","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/6e99f142b1d1927fec5601441bcd2e55"},"headline":"Le origini del cinema di animazione del Sol Levante","datePublished":"2015-06-26T12:05:32+00:00","dateModified":"2015-06-26T12:09:55+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613"},"wordCount":8133,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1.jpg","keywords":["animazione","Giappone","Mario Verger"],"articleSection":["CRITICA"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613","name":"Le origini del cinema di animazione del Sol Levante | Rapporto Confidenziale","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1.jpg","datePublished":"2015-06-26T12:05:32+00:00","dateModified":"2015-06-26T12:09:55+00:00","description":"(Toei Company, Ltd \u2013 \u00a9 Toei Animation) &nbsp; &nbsp; Le origini del cinema di animazione del Sol Levante di Mario Verger &nbsp; I Lungometraggi &nbsp; \u00abSe","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613#primaryimage","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1.jpg","width":1300,"height":975},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Le origini del cinema di animazione del Sol Levante"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","name":"Rapporto Confidenziale","description":"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture | ISSN: 2235-1329","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"alternateName":"RC","potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization","name":"Rapporto Confidenziale","alternateName":"RC","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/RC_favicon-30-300x300x.png","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/RC_favicon-30-300x300x.png","width":300,"height":300,"caption":"Rapporto Confidenziale"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","https:\/\/x.com\/RConfidenziale","https:\/\/www.instagram.com\/icdpavlov\/","https:\/\/www.youtube.com\/user\/RConfidenziale"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/6e99f142b1d1927fec5601441bcd2e55","name":"Mario Verger","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g","caption":"Mario Verger"},"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?author=11"}]}},"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34613","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34613"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34613\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/34636"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34613"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34613"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34613"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}