{"id":34853,"date":"2015-07-16T09:34:43","date_gmt":"2015-07-16T07:34:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34853"},"modified":"2015-07-16T09:47:25","modified_gmt":"2015-07-16T07:47:25","slug":"matthias-brunner","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34853","title":{"rendered":"Matthias Brunner"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-34855\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Matthias_Brunner.jpg\" alt=\"Matthias_Brunner\" width=\"791\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Matthias_Brunner.jpg 791w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Matthias_Brunner-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/Matthias_Brunner-436x423.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 791px) 100vw, 791px\" \/><\/p>\n<p><strong>LA CULTURA COME STILE DI VITA: INTERVISTA A MATTHIAS BRUNNER<\/strong><\/p>\n<p>Il protagonista di quest&#8217;intervista \u00e8 un uomo che non ha certo bisogno di presentazioni. Matthias Brunner \u00e8 un artista poliedrico, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Ha lavorato per diversi festival cinematografici come Filmex e American Cinematheque a Los Angeles, il Locarno FilmFestival e lo Z\u00fcrich FilmFestival. Ancora oggi, dopo 40 anni di carriera, partecipa a tutti i principali festival internazionali. Ha ottenuto diversi riconoscimenti tra cui il primo premio all\u2019Europa Cinemas di Strasburgo, e l\u2019onorificenza Officier des Arts et des Lettres da parte dello Stato francese. Per le sue video installazioni ha ricevuto nel 2014 una menzione speciale da parte dello Swiss Institute di New York. Giurato alla decima edizione del Sole Luna Film Festival di Palermo, ci ha parlato del suo modo di vedere il cinema in relazione alla vita e del suo rapporto con i festival cinematografici rispondendo alle nostre domande.<\/p>\n<p><strong>Alvise Wollner: Quali sono, a suo modo di vedere, i principali punti di forza di un festival cinematografico?<\/strong><\/p>\n<p>Matthias Brunner: Ci sono migliaia di festival cinematografici in giro per il mondo e molti di questi hanno una dimensione locale, molto legata al territorio. Trovo che questo sia un aspetto davvero positivo. Secondo il mio punto di vista, \u00e8 importante celebrare il cinema con una costanza continua, non solo attraverso i grandi festival come Cannes, Berlino e Venezia ma anche attraverso quelli pi\u00f9 piccoli come Roma, Locarno e lo stesso Sole Luna Festival di Palermo. Quest&#8217;ultimo, in particolare, \u00e8 un esempio perfetto di come si possa organizzare, anche senza grandi fondi a disposizione, un festival intelligente che aiuti la popolazione a capire meglio la complessit\u00e0 del mondo contemporaneo e a costruire ponti tra paesi e culture molto diverse tra loro, celebrando al tempo stesso la settima arte. Al giorno d&#8217;oggi c&#8217;\u00e8 il rischio che il cinema in senso classico scompaia per sempre e muoia. Pensiamo solo alla situazione di Palermo: una citt\u00e0 che una volta aveva oltre sessanta sale cinematografiche, molte delle quali paragonabili per la loro bellezza alle antiche cattedrali della citt\u00e0. Cattedrali in cui venivano forgiati i sogni! E adesso invece? Praticamente tutti i cinema di Palermo sono stati distrutti e i pochi rimasti chiudono durante il periodo estivo oppure proiettano le solite stupide pellicole americane all&#8217;interno di qualche anonimo centro commerciale. Tutto ci\u00f2 non ha nulla a che fare con la cultura. E&#8217; davvero una vergogna! Questo tuttavia, ci fa capire quanto sia importante l&#8217;esistenza dei piccoli festival cinematografici. Proprio grazie a loro infatti \u00e8 possibile ancora oggi richiamare l&#8217;attenzione del pubblico su una forma d&#8217;arte in via d&#8217;estinzione come il cinema. Nel prossimo futuro i film verranno prodotti da case di produzione come Hbo, Netflix o Amazon e saranno distribuiti contemporaneamente nelle sale cinematografiche, su internet, in dvd e sulle nostre televisioni. A mio modo di vedere, tutto questo segna la fine di un&#8217;era importante nella storia della settima arte. Anzi, potrebbe segnare la fine del cinema stesso. So che \u00e8 un modo molto pessimistico di ragionare, ma se da un lato \u00e8 vero che alcuni di questi &#8220;nuovi&#8221; film potrebbero essere migliori di quelli realizzati negli studi hollywoodiani, dall&#8217;altro lato sono stati loro a distruggere il cinema d&#8217;arte e d&#8217;essai. Esiste per\u00f2 un grande &#8220;ma&#8221;. Dentro di me infatti c&#8217;\u00e8 una parte che in realt\u00e0 va totalmente contro i festival del cinema in generale. Sono assolutamente contrario a una societ\u00e0 culturale che funziona solo attraverso una serie di eventi e odio vivere in una societ\u00e0 dove ogni cosa deve per forza essere alla moda e le persone corrono senza sosta da un evento all&#8217;altro. E&#8217; un mondo orribile quello in cui ogni cosa dev&#8217;essere trasformata in una tendenza e la cultura viene degradata dal consumismo. La vera cultura dovrebbe essere uno stile di vita, e dovrebbe essere vissuta con calma giorno dopo giorno, ora dopo ora. Solo cos\u00ec si pu\u00f2 esserne benedetti. Quindi, tornando alla domanda, i festival per me dovrebbero essere un invito a rendere le persone pi\u00f9 consapevoli riguardo a questa contraddizione, in modo che possano vivere una vita pi\u00f9 ricca e interessante.<\/p>\n<p><strong>A.W: Quali sono gli elementi che attirano di pi\u00f9 la sua attenzione durante la visione di un film?<\/strong><\/p>\n<p>M.B: L&#8217;originalit\u00e0, senza dubbio. Ma anche la storia che il film racconta, la passione che si percepisce in esso e lo stile che un regista utilizza nelle sue opere. I film hanno un loro personalissimo marchio di fabbrica. Le pellicole che seguono determinati schemi e strutture solo per fare soldi al botteghino mi annoiano da morire. Non \u00e8 fare cinema questo, si tratta piuttosto di opere che assomigliano a tante slot machine o a una grande catena di distribuzione come McDonald&#8217;s. Io le odio! Non c&#8217;\u00e8 nulla di pi\u00f9 meraviglioso dello scoprire un nuovo regista che con il tempo riesce a creare un suo stile unico e personale, come fecero all&#8217;epoca Ozu, Antonioni, Rossellini, Pasolini, Kurosawa, Satyajit Ray, Bergman, Hitchcock, John Ford, Andy Warhol o anche John Waters. E se questi registi hanno storie importanti da raccontare, capaci di farci comprendere meglio il mondo in cui viviamo, ancora meglio. Il massimo sarebbe se questi film riuscissero a farci alzare dalla sedia, facendoci dimenticare la nostra indole passiva e stimolandoci a combattere per un mondo migliore.<\/p>\n<p><strong>A.W: C&#8217;\u00e8 un film in particolare, tra i tantissimi che lei ha avuto modo di vedere finora, che l&#8217;ha influenzata nella scelta di diventare un artista e un esperto di cinema?<\/strong><\/p>\n<p>M.B: Come appassionato di cinema devo dire di s\u00ec. Un titolo \u00e8 senza dubbio <em>Giovent\u00f9 bruciata<\/em> di Nicholas Ray, l&#8217;altro \u00e8 <em>Hiroshima mon amour<\/em> di Alan Resnais. Entrambi li ho visti nel corso della mia giovinezza e sono stati loro ad accendere in me la miccia della mia passione cinematografica. Come artista che produce film, opere e video installazioni invece, assolutamente no! Non c&#8217;\u00e8 stato un singolo film che sia riuscito a influenzare il mio lavoro. Piuttosto, sono stati tanti titoli e grandi registi a ispirare la mia vita. Amo moltissimo il genere dei grandi melodrammi girati negli Anni &#8217;50 da registi come Douglas Sirk, Vincente Minelli e George Cukor. Ma ho avuto grande ispirazione anche dai film della Nouvelle Vague e da registi come Godard, Truffaut e Resnais. E infine ci sono molti registi contemporanei che apprezzo particolarmente come i fratelli Coen, John Waters, Pedro Almodovar, Francois Ozon, Quentin Tarantino, Todd Haines e il genio folle di Todd Solondz.<\/p>\n<p><strong>A.W: Qual \u00e8 il suo rapporto con il genere documentario e, a suo modo di vedere, quale potrebbe essere nei prossimi anni il futuro del cinema documentario?<\/strong><\/p>\n<p>M.B: A dire la verit\u00e0 non ho mai fatto una grossa distinzione tra i due generi. A me interessa solo il cinema girato bene e questo si pu\u00f2 trovare sia nei film di finzione che nei documentari. Ad oggi, man mano che gli anni passano, devo per\u00f2 ammettere di preferire un buon documentario rispetto a un film di finzione. Il miglior film che ho visto in questi ultimi mesi \u00e8 stato senza dubbio <em>Il sale della terra<\/em> di Wim Wenders. E&#8217; stata un&#8217;opera che ha suscitato in me le stesse reazioni che avevo provato dopo la visione di Magnifica Ossessione di Douglas Sirk, un film che avr\u00f2 rivisto ormai pi\u00f9 di venti volte. Per questo motivo cercher\u00f2 di andare a vedere pi\u00f9 documentari possibile nel corso dei mesi a venire. A proposito: uno dei miei film preferiti di tutti i tempi \u00e8 anche un documentario e non \u00e8 nemmeno cos\u00ec &#8220;artistico&#8221; o politico. E&#8217; <em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6089\">Grey Gardens<\/a><\/em> dei <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=7009\">Maysles brothers<\/a>. Guardatelo!<br \/>\nIn futuro sono convinto che i documentari non saranno certamente meno popolari rispetto a quanto lo sono ora. I loro costi di produzione sono normalmente ben al di sotto di quelli del cinema di finzione e la maggior parte di loro funziona meglio in TV o in un home cinema, rispetto a tanti film di finzione pensati esclusivamente per il grande schermo.<\/p>\n<p><strong>A.W: Nei giorni scorsi lei \u00e8 stato un membro della giuria al Sole Luna Festival di Palermo. Quali sono le sue impressioni personali alla fine di quest&#8217;esperienza?<\/strong><\/p>\n<p>M.B: Mi ha fatto davvero piacere prendere parte alla giuria di questo festival. Il direttore del festival Lucia Gotti Venturato ha svolto un lavoro davvero incredibile. Difficilmente purtroppo riesce a disporre di un budget accettabile per organizzare la rassegna, ma ogni volta \u00e8 in grado di portare in concorso una serie di film che rispecchiano alla perfezione l&#8217;ambizioso sottotitolo di questo festival: &#8220;Un ponte tra le culture&#8221;. Quasi tutti i film scelti da lei erano di qualit\u00e0 eccellente e non avrebbero potuto spiegare meglio di cos\u00ec i problemi che caratterizzano la nostra contemporaneit\u00e0. Lucia Gotti Venturato \u00e8 una grande combattente per un&#8217;importante causa. L&#8217;unica cosa che le auguro \u00e8 che riesca a trovare un supporto molto pi\u00f9 ampio all&#8217;interno del mondo politico, degli sponsor e della stampa. E inoltre le auguro di poter raggiungere un target sempre pi\u00f9 vasto di spettatori. A Zurigo, che all&#8217;incirca ha la stessa popolazione di Palermo, siamo riusciti a richiamare in una settimana oltre 79\u00a0mila spettatori al nostro festival. A Palermo ne sono venuti solo 4 mila. Questo \u00e8 totalmente ingiusto nei confronti di un festival che ha saputo proiettare film di uguale livello\u00a0a quelli che abbiamo proiettato in concorso a Zurigo. Poi, per concludere, \u00e8 stato naturalmente, un piacere speciale poter vedere tutti questi grandi film con tali competenti e interessanti compagni di giuria, in una citt\u00e0 cos\u00ec unica e fantastica come Palermo. Spero di poter tornare anche l&#8217;anno prossimo portando pi\u00f9 amici possibile, che ci sia o meno il festival. Anche se sarebbe decisamente meglio se ci fosse!<\/p>\n<p>Alvise Wollner<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA CULTURA COME STILE DI VITA: INTERVISTA A MATTHIAS BRUNNER Il protagonista di quest&#8217;intervista \u00e8 un uomo che non ha certo bisogno di presentazioni. Matthias Brunner \u00e8 un artista poliedrico, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo. Ha lavorato per diversi festival cinematografici come Filmex e American Cinematheque a Los Angeles, il Locarno FilmFestival e lo Z\u00fcrich FilmFestival. 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