{"id":355,"date":"2008-12-28T19:06:28","date_gmt":"2008-12-28T18:06:28","guid":{"rendered":"http:\/\/confidenziale.wordpress.com\/?p=355"},"modified":"2013-04-25T18:59:18","modified_gmt":"2013-04-25T16:59:18","slug":"intervista-a-malastradafilm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355","title":{"rendered":"Intervista a malastrada.film"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/12\/malastrada_memepere.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-356\" title=\"malastrada_memepere\" src=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/12\/malastrada_memepere.jpg\" alt=\"malastrada_memepere\" width=\"270\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/malastrada_memepere.jpg 405w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2008\/12\/malastrada_memepere-300x214.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">articolo pubblicato su  <a href=\"..\/..\/..\/..\/..\/2008\/10\/15\/rapporto-confidenziale-numero-otto-ottobre-2008\/\">Rapporto Confidenziale &#8211; numero8<\/a>,  ottobre 2008 (pag.20-25).<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>download.<\/strong> <a href=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/10\/numero8_high.pdf\">ALTA  qualit\u00e0 10.2mb<\/a> | <a href=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/10\/numero8_low.pdf\">BASSA  qualit\u00e0 6.30<\/a> | <a href=\"http:\/\/issuu.com\/rapportoconfidenziale\/docs\/numero8_high?mode=embed&amp;documentId=081015134003-71f3940d32e84945be47d131539ce300&amp;layout=grey\"> ANTEPRIMA<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">\n<p style=\"text-align:justify;\">\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Intervista a malastrada.film<\/strong> di Alessio Galbiati<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Una buona intervista deve  necessariamente aprirsi con un&#8217;introduzione didascalica al soggetto  interpellato, una piccola biografia oppure un aneddoto simpatico sono gli  artifici ai quali solitamente si fa con maggiore frequenza ricorso. E&#8217;  fondamentale delinearne le caratteristiche peculiari ma soprattutto attrarre  l&#8217;interesse del lettore.<br \/>\nNon troverete nulla di tutto questo in questa breve introduzione, perch\u00e9  l&#8217;intento principale di questo approfondimento \u00e8 quello di far raccontare  direttamente al soggetto in questione (la malastrada.film e nello specifico  Alessandro Gagliardo e Giuseppe Spina) chi \u00e8 e cosa fa, e &#8211; meglio ancora &#8211; cosa  vogliono.<br \/>\nL&#8217;incontro con il loro cinema \u00e8 stato reso possibile dal Volcano Film Festival,  attraverso la visione del loro secondo lavoro &#8220;M\u00eame P\u00e9re M\u00eame M\u00e9re &#8211; Un film de  voyage&#8221; (2008), un film sull&#8217;Africa assai particolare, un documentario artistico  che ricorda nei metodi produttivi il cinema underground di qualche decennio fa  e, negli esiti artistici, certi lavori &#8220;alla Godard&#8221;.<br \/>\nLa realt\u00e0 della malastra \u00e8 d&#8217;assoluto interesse per la scena cinematografica  italiana perch\u00e9 attua un sistema di produzione e reperimento fondi innovativo e  radicalmente differente da ci\u00f2 che comunemente siamo abituati a pensare rispetto  alla produzione. &#8220;Produzione dal basso&#8221;, ovvero il coinvolgimento d&#8217;una  moltitudine di persone che sottoscrivono quote di coproduzione per dare modo a  questa factory di poter lavorare in assoluta libert\u00e0.<br \/>\nIl giorni 18 di ottobre partir\u00e0 una nuova campagna di raccolta fondi della  malastrada (cinemautonome) che trovate illustrata con le loro stesse parole alle  pagine 26 e 27, l&#8217;obiettivo \u00e8 di quelli tosti: 26mila euro per la produzione di  tre film.<br \/>\nRapporto Confidenziale sostiene questa progettualit\u00e0 e lo fa nei modi che gli  competono, ovvero parlandone, dando spazio, cercando di sollecitare l&#8217;interesse  dei propri lettori.\n<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">\u00abI clan dei catanesi di Cane Capovolto e Malastrada, invece, sembrano tra le  pochissime unit\u00e0 produttive che pi\u00f9 hanno studiato e incorporato il &#8220;progetto  Grifi&#8221;. Ovvero quello di mettere in discussione la miseria immateriale della  vita contemporanea materiale e spirituale, di rivoluzionare i modi di produzione  del cinema industriale vigente e di essere consapevoli e all&#8217;altezza della  ricerca estetica e etica pi\u00f9 avanzata al mondo.\u00bb (Roberto Silversi, &#8220;Marginalit\u00e0  politiche nel cinema italiano&#8221; in Close-up, n.23, luglio 2008)<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">[L&#8217;intervista \u00e8 stata realizzata via VoIP il  giorno 3 settembre 2008]<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">\n<p style=\"text-align:justify;\">\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Che cos&#8217;\u00e8 la malastrada.film,  quando \u00e8 nata e quale percorso ha intrapreso?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Giuseppe Spina: La malastrada \u00e8 nata quatto-cinque anni fa, l&#8217;abbiamo fondata  con Alessandro Gagliardo dopo un cortometraggio fatto ma che in Italia non ha  avuto alcun riscontro, \u00e8 stato proiettato al Festival di Rotterdam e da qualche  altra parte, ma in Italia non se l&#8217;\u00e8 filato nessuno. Sono cinque anni che  lavoriamo a questo progetto, anni durante i quali malastrada.film \u00e8 diventato un  vero e proprio centro di ricerca cinematografica, non solo per quel che riguarda  il linguaggio, ma anche per ci\u00f2 che concerne la produzione ed i suoi metodi,  come pure la diffusione. Presto partir\u00e0 il terzo progetto di produzione dal  basso (cinemautonome, ndr), di cui credo avremo modo di parlare fra un po&#8217;.  Contemporaneamente stiamo recuperando film &#8220;improponibili&#8221; tra l&#8217;Italia e la  Francia che sono, a nostro modo di vedere, dei grandi film che non hanno avuto  nessun riscontro in giro e stiamo cercando di diffonderli in DVD ma soprattutto  attraverso delle proiezioni e presentazioni con i cineasti presenti cos\u00ec da  poter avere un confronto e delle idee oltre al film ed al linguaggio che il film  porta in s\u00e9. La malastrada.film \u00e8 un centro di creazione e diffusione di film di  ricerca; ci concentriamo su questo da qualche anno e le cose, come dire, per noi  vanno bene perch\u00e9 comunque partiamo dal presupposto che non abbiamo niente da  perdere. Non c&#8217;\u00e8 ovviamente un grande riscontro in giro per quel che riguarda le  riviste specializzate, i giornali, festival&#8230; diciamo che stiamo cercando di  creare attraverso amici, o comunque gente che magari ha stima del nostro lavoro,  una serie di collegamenti che possano allargare, non tanto la malastrada, ma un  discorso sul cinema di ricerca.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><!--more--><strong>Molti progetti legati all&#8217;auto-produzione, Rapporto Confidenziale \u00e8 fra  questi, nascono come reazioni ad uno stato di cose percepito come limitante e  degradato. Volevo sapere quali sono state le vostre arrabbiature, quelle che  hanno innescato la malastrada, quelle cio\u00e8 che hanno fatto nascere l&#8217;idea di  creare un attivit\u00e0 di questo tipo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Alessandro Gagliardo: Pi\u00f9 che altro \u00e8 stato un gesto di coscienza. La storia  colorita e decorativa dell&#8217;incontro mio e di Giuseppe \u00e8 che ci siamo rati in un  bar grazie alle nostre due ex ragazze (ridono entrambi, ndr) e da subito ci  siamo accorti di avere molte cose in comune; successivamente abbiamo  incominciato a lavorare al nostro primo cortometraggio, a scriverlo, ci abbiamo  messo un bel po&#8217; di mesi ed alla fine abbiamo fatto questo lavoro. Nel momento  in cui l&#8217;abbiamo ultimato ci \u00e8 stato immediatamente evidente lo stato, la  condizione, d&#8217;un certo tipo di cinema in Italia, per cui a differenza di molti  cineasti &#8211; o filmmaker o come li si voglia chiamare &#8211; abbiamo pensato di  costruire una struttura che si occupasse non solo di produzione ma anche di  distribuzione e di valorizzazione d&#8217;un cinema che altrimenti sarebbe  assolutamente impossibile da vedere. La nostra non \u00e8 stata solamente una  reazione ma, pi\u00f9 che altro, una valutazione generale del lavoro che vogliamo  fare, un percorso di crescita. Ci siamo detti &#8220;d&#8217;accordo, noi continuiamo a  produrre i nostri lavori, ma sappiamo benissimo che nessuno mai si occuper\u00e0  della loro diffusione&#8221; ed allo stesso tempo nemmeno i lavori che vorremmo  vedere, italiani ma non solo, ci sono resi disponibili. Quindi abbiamo scelto la  strada della produzione e diffusione autonome, produciamo e diffondiamo da noi.  Questa \u00e8 stata ci\u00f2 che si potrebbe dire una reazione, ma pi\u00f9 che altro io la  riporto come&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Un gesto di coscienza.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Alessandro Gagliardo: S\u00ec un gesto di coscienza. Molte delle persone che  contattiamo hanno i propri lavori chiusi &#8211; se cos\u00ec si pu\u00f2 dire &#8211; nei cassetti,  come in attesa d&#8217;un qualche d&#8217;uno, in Italia ma anche fuori, che in realt\u00e0 non  c&#8217;\u00e8. Perch\u00e9 esiste una falsa convinzione, soprattutto per ci\u00f2 che concerne la  diffusione, che basta che arrivi una major, o un broadcast, o un semplice  distributore, per far svoltare la tua produzione. Ma queste due entit\u00e0, la  distribuzione ed il broadcasting, sono per il cinema di ricerca due entit\u00e0  fantasma. E&#8217; un macroscopico errore di valutazione quello che si \u00e8 portati a  fare, quella tendenza ad aspettare qualcosa o qualcuno, rimanere &#8220;in attesa di&#8221;.  Da questo parte l&#8217;impostazione teorica e pratica che ci ha portato avanti in  questi cinque anni.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Volevo sapere qual \u00e8 stata la cronologia di questi cinque anni. Dopo il  vostro incontro qual \u00e8 stato il passo successivo, oltre al cortometraggio del  quale avete accennato, siete passati direttamente alla produzione di &#8220;13  variazioni su un tema barocco &#8211; Ballata ai petrolieri in Val di Noto&#8221;, oppure  avete iniziato a radunare quei film che reputavate interessanti e che oggi  costituiscono il vostro catalogo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Alessandro Gagliardo: Dopo &#8220;Teknacria&#8221;, questo \u00e8 il nome del nostro primo corto,  un lavoro che a dire il vero oggi ci fa sorridere&#8230; dopo questo lavoro abbiamo  avuto dei periodi, non dico di riflessione, ma dei periodi di ragionamento in  cui comunque ognuno di noi era inserito nelle proprie strutture: Peppe (Giuseppe  Spina, ndr) studiava a Bologna ed io continuavo a lavorare quaggi\u00f9 e quindi c&#8217;\u00e8  stato almeno un anno in cui si \u00e8 continuato a ragionare e scrivere, ragionare su  nuovi progetti e scrivere nuove sceneggiature. Nel frattempo una parte della  malastrada, che adesso non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, lavorava in una televisione locale, a  quell&#8217;epoca portavamo avanti fra noi un tipo di collaborazione assolutamente  concentrata alla sviluppo di questo progetto, abbiamo fatto un percorso che ci  ha portati a valutare ci\u00f2 che volevamo diventare. Ad un certo punto ci siamo  tutti licenziati da questa televisione, abbiamo fatto un ragionamento che ci ha  portati a riconsiderare totalmente il bisogno che provavamo, ovvero quello di  voler vivere concentrandoci sul cinema, abbiamo capito che quel che volevamo era  vivere di cinema; vale a dire che molto spesso non hai la possibilit\u00e0 di fare un  doppio lavoro e tutte le energie che puoi utilizzare le indirizzi nel progetto  che ti sta cos\u00ec tanto a cuore. Dal momento in cui ci siamo ritrovati in questo  progetto, senza soldi ma con una moltitudine di possibilit\u00e0 di fronte a noi,  abbiamo da una parte provato il sistema delle produzioni dal basso che ci ha  dato dei grandi risultati &#8211; ed \u00e8 da l\u00ec che si arriva a &#8217;13 variazioni su un tema  barocco&#8217; &#8211; e dall&#8217;altra abbiamo proseguito nella ricerca entro il linguaggio  cinematografico, ovvero la serie degli &#8216;Impulsi Video&#8217;.<br \/>\nL&#8217;esperienza di &#8217;13 variazioni su un tema barocco&#8217; ci ha permesso di capire  determinati meccanismi che riguardano la produzione, la figura dei coproduttori,  la possibilit\u00e0 che innesca questo tipo di processi rispetto alla diffusione di  un film e via dicendo e, come gi\u00e0 detto, nel frattempo si portava avanti questa  ricerca di linguaggio: Impulsi Video. Due operazioni che confluiranno poi  nell&#8217;esperienza &#8216;M\u00eame P\u00e9re M\u00eame M\u00e9re&#8217;. Per cui la ricerca \u00e8 sempre un qualcosa  di continuo nel nostro lavoro, un accumulo di esperienze.\n<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Cosa intendente teoricamente e praticamente con produzioni dal basso e come  questo sistema si sta affinando?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Alessandro Gagliardo: Faccio un piccolo excursus. Il momento storico durante il  quale fondammo la produzione di 13 variazioni su un tema barocco era quello  dell&#8217;emergere dei movimenti del &#8216;No Tav&#8217; del &#8216;No Mose&#8217; del &#8216;No Ponte&#8217;, la realt\u00e0  del patto di costituzione del mutuo soccorso&#8230; C&#8217;era una realt\u00e0 italiana che  stava vibrando attorno a dei temi di fondo, abbastanza collegati fra loro, tutte  questioni legate all&#8217;autodeterminazione e via dicendo. A leggere queste cose ci  sembrava che il trovarsi in Sicilia, all&#8217;interno di alcuni di questi movimenti,  fosse per noi un&#8217;occasione irrinunciabile da cogliere per provare a produrre un  lavoro in una maniera davvero innovativa.<br \/>\nIl ragionamento che fu fatto attraverso la produzione dal basso era che,  riconosciuta la possibilit\u00e0 e quindi l&#8217;esistenza all&#8217;interno del contesto  italiano, siciliano in particolare, d&#8217;una realt\u00e0 socio-politica tutto sommato  omogenea, forse non sarebbe stato troppo difficile arrivare alla raccolta di  quote per la produzione di un film.<br \/>\nLa questione che invece ci siamo posti col secondo progetto, ovvero &#8216;M\u00eame P\u00e9re  M\u00eame M\u00e9re &#8211; Un film de voyage&#8217;, era quella di provare ad allontanarci da una  sensibilit\u00e0 politica, ovvero da una produzione &#8220;ideologica&#8221;, per cui la prima  cosa che abbiamo scritto nel progetto di produzione dal basso per &#8216;M\u00eame P\u00e9re&#8217; fu  che il lavoro in questione non sarebbe stato un documentario di  sensibilizzazione o un documentario di inchiesta, ma un film di viaggio  all&#8217;interno del quale avremmo provato a fare una serie di esperimenti. Questo  passaggio ci \u00e8 servito perch\u00e9 volevamo testare quale tipo di efficacia potesse  avere questo sistema una volta tolto dal contesto dell&#8217;associazione delle  persone dal punto di vista politico. L&#8217;esperimento di &#8216;M\u00eame P\u00e9re&#8217; \u00e8 stato molto  utile da questo punto di vista, perch\u00e9 ha dimostrato che il sistema pu\u00f2  funzionare anche fuori da logiche ideologiche, aprendosi alla ricerca  cinematografica pura. Poteva funzionare rimettendo per\u00f2 in discussione tutta  l&#8217;impostazione lavorativa attorno ad un film, attorno al cinema, attorno ad un  certo tipo di cinema. Produrre come vivere dal basso. Vale a dire che non si  determinava pi\u00f9 per noi una scissione fra quello che \u00e8 l&#8217;impianto  produttivo-economico e quello che ci permette di mangiare e dormire &#8211; nel  documento scrivevamo anche &#8216;cagare&#8217;. Ci\u00f2 significa che con i 7200 euro raccolti  noi ci abbiamo tirato otto-nove mesi di vita. Vale a dire che all&#8217;interno di  quella produzione erano compresi sia i biglietti per arrivare e per tornare  dall&#8217;Africa, ma anche quelli per trasferirci in Francia cinque mesi e andare a  montare il film l\u00e0. Questo significa arrivare ad una riconsiderazione dei  bisogni della tua vita, dove il film, il progetto, la produzione, divengono il  tuo unico obiettivo, obiettivo per il quale sei pronto a sacrificare tutta una  serie di cose che in quel momento non reputi necessarie. Riconsiderazione del  bisogno: vale a dire che ci sono stati certi giorni in cui mangiavamo in quattro  persone con cinque euro al giorno, pu\u00f2 sembrare fantomatico e puoi anche non  scriverlo, per\u00f2 c&#8217;era una spesa della produzione, soprattutto negli ultimi  periodi, davvero prossima allo zero. Se poi tieni conto che con quei soldi  abbiamo stampato i DVD e li abbiamo spediti a qualcosa come quattrocento &#8211;  cinquecento persone, capisci perfettamente qual \u00e8 stata l&#8217;entit\u00e0 di tutta la  produzione e di come ci approcciamo alla produzione dal basso. Produzione dal  basso che a questo punto non \u00e8 soltanto la ricerca della cifra necessaria alla  realizzazione del film, ma il senso stesso della nostra ricerca. Ed \u00e8 in questa  direzione che ci muoveremo per la realizzazione del nostro terzo film, non  chiederemo i soldi cercando di far affezionare le persone all&#8217;idea che un film  venga realizzato, o comunque alla realizzazione di un soggetto, ma solleciteremo  la possibilit\u00e0 che pi\u00f9 persone decidano &#8211; alla luce delle nostre precedenti  esperienze &#8211; di portare avanti la nostra ricerca su sistemi di linguaggio e sui  sistemi di diffusione. Anche la prossima produzione avr\u00e0 dunque questo impianto,  i soldi che raccoglieremo serviranno per arrivare alla produzione di un film,  cos\u00ec come per vivere.<br \/>\nQuando siamo stati in Francia, a Marsiglia, eravamo in residenza presso un  collettivo di cineasti, il S.A.C.R.E. (Studio Autonome du Cin\u00e9ma de RecherchE)  che gestisce una struttura che si chiama Polygone, che ci fece stare cinque mesi  in quest&#8217;appartamento senza pagare affitto; c&#8217;era qualcuno in Francia che stava  riconoscendo il nostro lavoro e che in una forma di coproduzione elementare ci  metteva a disposizione una sua struttura. Stessa cosa accade adesso grazie  all&#8217;appoggio del progetto attraversa_mente (www.attraversamente.net ) che ci  tiene in residenza da loro e che noi riconosciamo come co-produttori a tutti gli  effetti di questo nostro film prossimo venturo (citt\u00e0 &#8211; Stato (un mito  antropologico televisivo), ndr)<br \/>\nSiamo partiti da una via pi\u00f9 o meno ideologica con 13 variazioni, per giungere  all&#8217;esperimento di M\u00eame P\u00e9re che ci ha portato ad intrecciare, quindi a fare una  commistione, quello che poteva essere un appoggio ideologico &#8211; Thomas Sankara e  la sua figura a vent&#8217;anni dalla sua uccisione &#8211; e ci\u00f2 che scrivevamo rispetto  alla nostra volont\u00e0 di ricerca sul linguaggio cinematografico. Siamo quindi  giunti ad ottenere un finanziamento per una ricerca, lontani dalla falsit\u00e0 del  soggetto predeterminato, una ricerca della quale non erano definiti gli esiti.\n<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Vorrei sapere la vostra posizione sul sistema attuale di finanziamento del  cinema in Italia, ovvero sulle commissioni pi\u00f9 o meno ministeriali che  definiscono i fondi stanziati per le produzioni cinematografiche. Volevo capire  alla luce della vostra esperienza come valutate il sistema della produzione  italiano e soprattutto se il sistema di soldi calato dall&#8217;alto, basato su  sceneggiature pi\u00f9 o meno veritiere rispetto a ci\u00f2 che poi verr\u00e0 realmente  prodotto, pu\u00f2 durare ancora o, in altro modo, se pure voi vi dichiarate contrari  a questo stato delle cose? Personalmente considero questo sistema come il vero  limite, il vero freno, alla possibilit\u00e0 di far emergere talenti&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Alessandro Gagliardo: Vorrei risponderti capovolgendo una delle cose che dici,  ovvero se questo sistema pu\u00f2 funzionare nel tempo. Di fatto questo sistema non  funziona da tempo! Nel momento in cui noi facciamo determinate scelte \u00e8 chiaro  che stiamo prendendo una determinata strada, tutto quello che \u00e8 il dibattito che  sta attorno a strutture tipo &#8220;i 100 autori&#8221;, o singoli registi che si schierano  contro la posizione di questo o quel ministro, in questo momento non ci  interessa. Non per spocchiosaggine, ma perch\u00e9 il lavoro che stiamo facendo  richiede una tale energia che ci porta ad investire le nostre risorse in una  strada e non in altre. Per cui non siamo contrari o favorevoli ad un sistema di  finanziamento statale, ma sappiamo unicamente a cosa ci pu\u00f2 portare la nostra  strada, il nostro percorso, ed il sistema di finanziamento che da tempo non  funziona \u00e8 un qualcosa che non abbiamo mai considerato come vagliable. Non  abbiamo mai presentato una sceneggiatura. Anche perch\u00e9 crediamo che  l&#8217;immediatezza e l&#8217;impulsivit\u00e0 siano un qualcosa di irrinunciabile, che la  trafila burocratica depotenzia per sua stessa natura.<br \/>\nTi racconto un aneddoto per rendere l&#8217;idea di cosa intendiamo con impulsivit\u00e0 ed  immediatezza. M\u00eame P\u00e9re M\u00eame M\u00e9re nasce da situazioni molto contingenti, in un  determinato momento Giuseppe rimase senza casa a Bologna per una serie di motivi  che \u00e8 superfluo stare a spiegare, io mi ritrovavo in un momento di sospensione,  in attesa che si aprissero alcune opportunit\u00e0, poi rivedo un mio amico che era  appena tornato da sei anni di Africa ed allora mi passa per la testa l&#8217;idea di  poter partire per girare. Lo dico a Giuseppe e nel giro di due giorni prendiamo  la decisione di fare questo film. Il sistema delle produzioni dal basso, ma in  generale della creazione di un film per come la intendiamo noi, ha questo tipo  di immediatezza, ci\u00f2 risponde ad una necessit\u00e0 creativa e ad una necessit\u00e0  economica immediata che \u00e8 poi quello che ci porta a fare un casino della madonna  per fare s\u00ec che un film possa esistere.\n<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Ci sono altre realt\u00e0 italiane o europee che operano in maniera simile alla  vostra? Pi\u00f9 in generale mi interessa un quadro delle esperienze che conoscete  che hanno provato strade simili alla vostra, realt\u00e0 che hanno sperimentato il  sistema delle produzioni dal basso.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Alessandro Gagliardo: Ci sono stati degli esperimenti per\u00f2 diciamo che le  produzioni dal basso andate a buon fine rispetto alla produzione di film sono  poche. La prima, che comunque ha avuto un&#8217;edizione piuttosto grande ma che da  sola si \u00e8 data la zappa sui piedi, \u00e8 Il Vangelo Secondo Precario (di Stefano  Obino, 2005; ndr.). In quel caso che cosa successe, Stefano Obino ebbe  l&#8217;intuizione di usare una piattaforma web, creata da due ragazzi di Milano  Angelo e Davide Rindone, due nomi che faccio molto volentieri perch\u00e9 sono stati  in grado di dare vita ad una delle cose pi\u00f9 interessanti nell&#8217;ambito italiano  degli ultimi anni. La realt\u00e0 \u00e8 che riuscirono a procurare qualcosa tipo  quattromila euro dal sistema della produzione dal basso e poi intervennero, per  colmare il budget di circa quarantamila euro, la CGIL, l&#8217;ARCI, le ACLI e tutte  queste strutture qua. Dopo siamo spuntati noi con 13 variazioni facendo un  esperimento piuttosto puro di produzioni dal basso, vale a dire che tutte quelle  quote erano realmente di coproduttori.<br \/>\nDa quel momento in poi c&#8217;\u00e8 stato un aumento dei tentativi di produrre film in  questo modo, soltanto che non sempre questi progetti hanno tenuto in giusta  considerazione il fatto che per andare avanti un altro anno di vita avrebbero  dovuto fare necessariamente quel film, non avevano tenuto conto del fatto che il  sito non \u00e8 uno store dove qualcuno passa e ti compra una copia e fine l\u00ec, non  hanno tenuto conto del fatto che devi crearti una rete di relazioni che permetta  al tuo progetto di prendere vita. Voglio dire che il periodo di produzione dal  basso \u00e8 in realt\u00e0 una vera e propria attivit\u00e0, una fase lavorativa a tutti gli  effetti. Non un tentativo, ma un impianto. Al posto di presentare sceneggiature  o cercare produttori ti accolli questo tipo di lavoro che diviene nient&#8217;alto che  una fase di produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Altre realt\u00e0 italiane hanno fatto esperimenti in questa direzione, mi riferisco  in particolar modo al Collettivo Don Quixote di Torino (www.donquixote.it), che  per\u00f2 comunque non \u00e8 riuscito a raccogliere tutti i soldi necessari. Provo a  spiegarmi meglio. C&#8217;\u00e8 stato un progetto &#8216;The Beirut Apt&#8217; (di Daniele Salaris,  UK-Italia-Libano\/2007; ndr) &#8211; che noi abbiamo in catalogo &#8211; che credo sia stato  il successo pi\u00f9 pieno, rispetto alle produzioni dal basso, realizzate o  ipotizzate dai ragazzi del Don Quixote, perch\u00e9 \u00e8 riuscito a recuperare met\u00e0 dei  costi di produzione con un sistema di questo tipo, raccolta passata attraverso  l&#8217;uso di un sito internet. E&#8217; interessante notare che ognuno attraverso il  proprio metodo sta continuamente riformulando i modi della pratica delle  produzioni dal basso. Daniele Salaris si organizz\u00f2 un tour italiano d&#8217;una  quindicina di tappe in cui presentava il suo precedente lavoro (&#8216;Out of Focus&#8217;,  Italia\/2006, ndr) durante il quale \u00e8 stato in grado di raccogliere met\u00e0 delle  quote necessarie alla nuova produzione, mentre l&#8217;altra met\u00e0 gli fu messa a  disposizione da ragazzo inglese, Gavin Hailler, che di tasca propria finanzi\u00f2 il  lavoro.<br \/>\nPoi il Don Quixote fece altri due progetti. Da Venaus a Roma, che comunque non  si realizz\u00f2 come produzione dal basso, e &#8216;L&#8217;homme propose&#8230; dieu dispose&#8217; (di  Dario Castelli e Fabio Colazzo; questo film \u00e8 uno dei tre che verranno prodotti  all&#8217;interno del progetto cinemautonome; ndr). Con i ragazzi di Torino \u00e8 nato poi  un rapporto speciale, fatto di confronti e discussioni su come sviluppare questo  sistema.<br \/>\nCon la nostra prossima produzione, che partir\u00e0 ad ottobre, per la prima volta  non produrremmo unicamente il nostro film ma anche altri due film che sono, uno  quello di Dario (Dario Castelli, giovane filmmaker torinese, ndr) del collettivo  Don Quixote, ed un altro di un gruppo parigino di cui dovresti aver letto  qualcosa (il riferimento \u00e8 alla descrizione del lavoro che la coppia in  questione si appresta a fare sui video delle celebri lezioni deleuziane di  Vincennes, ndr).\n<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>A questo punto credo che la domanda sia inevitabile: mi raccontate qualcosa  di questo vostro nuovo progetto? Da quel che mi avete detto \u00e8 composto da tre  opere distinte, vorrei capire il perch\u00e9 di questa scelta&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Giuseppe Spina: Il passo successivo nelle produzioni dal basso sar\u00e0 quello di  cambiare un po&#8217; di cose rispetto a quanto fatto nel passato. Il cambiamento pi\u00f9  importante, di cui ha gi\u00e0 detto Alessandro, \u00e8 che la malastrada diviene casa di  produzione anche per film &#8216;altri&#8217; dai nostri. Una cosa molto interessante che  realizza, attraverso il film Les Facs of Life di Silvia Maglioni e Graeme  Thompson, un collegamento internazionale &#8211; o che comunque ci prova &#8211; per aprire  le produzioni dal basso anche alla Francia di modo da ampliare la rete dei  contatti a tutta la realt\u00e0 dei collettivi di cineasti a Parigi e Marsiglia. Poi  c&#8217;\u00e8 il film di Dario. Proveremo quindi a produrre tre film, anche se, pure  questa volta, non siamo mai sicuri di farcela&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Volete produrre tre film con ventimila euro, giusto?! Possibile?!<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Giuseppe Spina: S\u00ec, con ventimila euro. Il basso budget \u00e8 fondamentale, per cui  all&#8217;interno della &#8216;riconsiderazione del bisogno&#8217; molte spese vengono  praticamente annullate e ti viene messo a disposizione lo stretto necessario per  dare alla luce il tuo lavoro. Il prossimo progetto di produzione dal basso  partir\u00e0 il primo di ottobre, non abbiamo ancora definito la durata della fase di  raccolta quote ma dovrebbe andare avanti per un mese, un mese e mezzo, a  differenza dei venti giorni dei precedenti (al momento dell&#8217;intervista non erano  ancora stati definiti alcuni obiettivi. Il budget necessario nel frattempo \u00e8  lievitato a 26.000 euro e la data di inizio del progetto di produzione dal basso  posticipata al 18 ottobre. Segnaliamo,sempre il giorno 18, l&#8217;uscita d&#8217;un  articolo di presentazione dell&#8217;iniziativa su Alias, supplemento settimanale de  Il Manifesto; ndr).<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>In questa fase il vostro obiettivo sar\u00e0 quello di raccogliere duemila quote  da dieci euro?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Giuseppe Spina: Esatto. Ci\u00f2 implica un enorme lavoro di comunicazione e  informazione attraverso internet, che poi \u00e8 il canale privilegiato attraverso  cui ci muoveremo.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Ora passiamo ai film. Vorrei sapere qualcosa di pi\u00f9 sull&#8217;aspetto tecnico dei  vostri lavori che hanno nella ricerca sull&#8217;immagine uno dei propri tratti  distintivi, se non il pi\u00f9 marcato per lo spettatore che li incontra per la prima  volta. Nello specifico mi interessa sapere se in M\u00eame P\u00e9re M\u00eame M\u00e9re &#8211; Un film  de voyage abbiate fatto ricorso ad effetti di post produzione o, pi\u00f9 in  generale, come avete lavorato sull&#8217;immagine. La sequenza girata ad Ouagadougou  mi ha particolarmente impressionato per qualit\u00e0 e bellezza, me la potete  raccontare?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Giuseppe Spina: La parte di Ouagadougou \u00e8 fatta in post-produzione, o meglio,  direttamente in fase di montaggio. Eravamo in tre ed avevamo tre computer che  producevano clip differenti e le abbiamo montate fra loro seguendo un  determinato concetto&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Alessandro Gagliardo: Quelle che si vedono sono tutte scomposizioni  dell&#8217;immagine, ovvero una serie di interventi eterogenei sull&#8217;immagine. Non  un&#8217;applicazione di effetti precostituiti dal software ma pi\u00f9 che altro un  tentativo, che una volta fatto diventa immodificabile, di elaborazione  dell&#8217;immagine. Quindi quella parte del film non \u00e8 &#8220;effettata&#8221; ma elaborata,  costruita, in un determinato modo.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Giuseppe Spina: Una cosa importante \u00e8 che sul materiale raccolto non c&#8217;\u00e8 stata  post-produzione. Anche ad esempio sui colori, forse per l&#8217;audio&#8230; ma quella \u00e8  tutta un&#8217;altra logica. Questo per quanto riguarda la parte di Ouagadougou,  mentre l&#8217;immagine del film \u00e8 realizzata con due Sony PDX, non ricordo il nome  completo delle videocamere, ed una 16 mm. Digitale e 16 mm fra loro incastrati  per dare forma alla storia che abbiamo voluto raccontare. Al di l\u00e0 di  Ouagadougou tutto quello che si vede \u00e8 fatto in camera durante la ripresa, una  concretizzazione dei valori di immediatezza e autenticit\u00e0 che perseguiamo, in  maniera tale da non alterare la forma autentica della visione che in un dato  momento ti ha fatto prendere la macchina da presa per immortalare qualcosa che  ti stava di fronte.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Anche la colonna audio \u00e8 assolutamente interessante per costruzione e  stratificazione sulla storia raccontata. Come avete operato?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Giuseppe Spina: Pi\u00f9 o meno abbiamo seguito lo stesso metodo utilizzato per le  immagini. Di notte un muezzin ti sveglia con il suo canto e allora che fai&#8230;  prendi il microfono e registri. Per quel che riguarda l&#8217;audio c&#8217;\u00e8 un lavoro di  montaggio che fa s\u00ec che non ci sia mai un momento reale di sincrono con  l&#8217;immagine. Questo sfasamento fra suono e immagine, fra audio e video, \u00e8 un  qualcosa di assolutamente cercato e studiato, che peraltro ci ha molto  soddisfatti negli esiti raggiunti. Molto spesso l&#8217;audio \u00e8 stato montato in  maniera completamente svincolata dalle immagini, una cosa che ti permette di  dare una forma che non coincide n\u00e9 con il reale n\u00e9 con una sua rappresentazione,  abbiamo voluto andare contro questo sincronismo e questo a-sincronismo. E&#8217; in un  certo qual modo un nuovo modo di fare che, in parte, abbiamo appreso al  S.A.C.R.E. di Marsiglia dove queste tecniche di lavoro sull&#8217;audio sono portate  avanti da una serie di cineasti che poi sono diventati nostri amici durante il  soggiorno francese. Questo periodo francese \u00e8 stato fondamentale per la  realizzazione di M\u00eame P\u00e9re M\u00eame M\u00e9re e pi\u00f9 in generale per la nostra crescita a  livello di linguaggio e di ricerca.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Ho riguardato degli appunti presi durante la visione del lavoro in questione  al Volcano Film Festival e mi sono ritrovato per le mani una frase che reputo  interessante. &#8220;&#8230; sembra di ritrovarsi di fronte ad una verifica incerta d&#8217;un  continente dimenticato&#8221;. Ritrovo nel vostro modo di articolare l&#8217;immagine un  qualcosa di simile al cinema sperimentale italiano, diciamo degli anni settanta,  con un riferimento credo piuttosto esplicito ad Alberto Grifi ed al suo cinema,  al suo modo di concepirlo. Pi\u00f9 in generale mi interessa sapere quali sono i  vostri modelli, quali i punti di riferimento cin\u00e8fili che condizionano il vostro  stile?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Giuseppe Spina: Sei la seconda persona che ci paragona&#8230; o meglio, che parlando  di noi tira in ballo Grifi.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Soprattutto nel riferimento alla verifica incerta, pur con tutte le  differenze del caso, il lavoro di Grifi &#8211; e Gianfranco Baruchello &#8211; verteva  infatti sull&#8217;immagine di repertorio o comunque sul film pre-esistente&#8230; mi pare  di trovare un tratto comune nell&#8217;approccio al dato reale&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Giuseppe Spina: In qualche maniera ci accomuna la spinta, nei confronti della  ricerca sull&#8217;immagine. I cineasti dell&#8217;underground italiano li conosciamo e li  apprezziamo, ma anche quelli del New American Cinema, oppure Stan Brakhage. In  M\u00eame P\u00e9re M\u00eame M\u00e9re c&#8217;\u00e8 una sorta di avvicinamento a Brakhage, ma allo stesso  tempo a Jean Rouge ed alle sue ricerche africane. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 soprattutto la voglia  di confrontarsi con autori a noi contemporanei che lavorano ad esempio al SACRE,  o Canecapovolto (il gruppo Cane CapoVolto \u00e8 stato fondato a Catania nel 1992 sul  modello della confraternita filosofica. La ricerca di CC passa attraverso varie  esperienze che privilegiano la matrice scientifica della comunicazione e  soprattutto la sua risposta nello spettatore; ndr.), penso soprattutto a Jean  Fran\u00e7ois Neplaz (cineasta francese laureato presso L&#8217;Idhec di Parigi. Oltre i  suoi lavori che integrano dal 1979 le nuove tecnologie e le nuove forme di  espressione cinematografica, ha anche collaborato a numerosi film scientifici,  industriali, istituzionali; ndr.) che a nostro avviso \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi  cineasti francesi degli ultimi vent&#8217;anni ancora praticamente sconosciuto in  quanto osteggiato dalle grandi istituzioni che finanziano il cinema. Chiaramente  conosciamo parecchio cinema e senz&#8217;altro, forse anche inconsciamente, ci  rifacciamo a molto di quel che abbiamo visto. C&#8217;\u00e8 in quel che facciamo,  soprattutto nella serie Impulsi Video, una differenziazione di linguaggio anche  all&#8217;interno del singolo film. Non utilizziamo linguaggi passati come colonne  portanti del nostro lavoro, ma i linguaggi del passato li utilizziamo appunto  come impulsi, per creare un qualcosa che sia vicino a quel che vogliamo  comunicare in quel determinato momento.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Alessandro Gagliardo: Dalla ricerca di ognuna delle persone che sono state  citate andiamo ad attingere dei dati, esattamente come potrebbe fare un  matematico per la formulazione di un nuovo algoritmo. Prendi i punti di  avanzamento e di raggiungimento di determinate ricerche e su quelle continui a  mescolare delle nuove formule, senza per\u00f2 rifare o citare.<br \/>\nIl fatto d&#8217;essere accomunati a Grifi \u00e8 una cosa che ci stupisce e che ci fa  piacere. Non sei il primo che ci accosta al suo lavoro, su Close-Up dello scorso  luglio, Roberto Silvestri &#8211; uno dei pochi giornalisti-critici italiani che ci  sta seguendo e che parla di noi &#8211; lo fa affermando che il nostro lavoro rientra  nel &#8220;progetto Grifi&#8221;, ovvero la possibilit\u00e0 di ri-analizzare all&#8217;interno della  miseria immateriale della vita contemporanea determinati atteggiamenti che  possono portare ad un livello creativo differente dal consueto. La nostra \u00e8 una  verifica incerta sui nostri tempi, sulla nostra epoca.\n<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Il vostro prossimo progetto \u00e8 al momento ancora un qualcosa di &#8220;segreto&#8221;.  Potete anticiparci qualcosa, dove andr\u00e0 a parare? Insomma dove punterete  l&#8217;obiettivo?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Alessandro Gagliardo: Dove punteremo l&#8217;obiettivo&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Ho letto nel documento che mi avete girato la seguente definizione del vostro  prossimo lavoro &#8220;un mito antropologico televisivo&#8221;&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Alessandro Gagliardo: Sinceramente al momento quella \u00e8 l&#8217;unica cosa che sappiamo  (ridono, ndr)&#8230; vale a dire che abbiamo molto materiale fra le mani e su quello  stiamo lavorando. Al momento non posso dirti molto perch\u00e9 davvero stiamo ancora  definendo il tutto, credo che quando pubblicherai quest&#8217;intervista avremo modo  di farti avere un qualcosa di pi\u00f9 certo su quel che sar\u00e0 il nostro terzo film.  (infatti nelle pagine a seguire il lettore pu\u00f2 trovare il profilo di questa  nuova produzione: citt\u00e0 &#8211; Stato (un mito antropologico televisivo), ndr).  Comunque l&#8217;idea \u00e8 quella di utilizzare materiale d&#8217;archivio d&#8217;una tv locale  siciliana della met\u00e0 degli anni novanta. Abbiamo in testa di fare un film&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Giuseppe Spina: Nero!<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>&#8230; Sulla catastrofe prossima ventura&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Alessandro Gagliardo: Assolutamente s\u00ec. Da pi\u00f9 di un mese stiamo guardando e  riguardando il materiale, ci stiamo lavorando sopra e fra poco lo definiremo.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Per concludere vi faccio una domanda che diverr\u00e0 consueta per le interviste  di Rapporto Confidenziale. Cosa dovrebbe fare al giorno d&#8217;oggi una rivista  cinematografica?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Giuseppe Spina: Credo che dovrebbe occuparsi di cinema contemporaneo, che non \u00e8  quello che si vede nelle sale. Quello \u00e8 cinema di cent&#8217;anni fa&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Direi che gi\u00e0 cos\u00ec \u00e8 un&#8217;ottima risposta: lapidaria e godardiana&#8230;<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">Alessandro Gagliardo: Volevo aggiungere una cosa a quello che dice Giuseppe,  anche se forse \u00e8 ormai arrivato il tempo di dare risposte lapidarie. Quello che  vedo io, cos\u00ec dicendo mi rendo conto di ribadire ancora una volta la mia  funzione decorativa all&#8217;interno dei discorsi della malastrada.film, nel momento  in cui, decorativa ma anche di connessione (ride, ndr)&#8230; nel momento in cui una  rivista come Rapporto Confidenziale compie un certo tipo di ricerca rispetto ad  un certo tipo di cinema e rispetto ad un certo tipo di film, si apre alla  possibilit\u00e0 di creare delle interconnessioni, ad esempio con una realt\u00e0 come la  nostra&#8230; Pu\u00f2 entrare in contatto diretto con i cineasti&#8230; Una rivista  cinematografica pu\u00f2 svincolarsi completamente dalle uscite in sala, pu\u00f2 non  tenere pi\u00f9 conto d&#8217;un certo tipo di critica che \u00e8 formata su delle cose  obbrobriose e che continua a scrivere considerando solo una piccola parte di  tutta la reale produzione, non considerando tutto il resto. Non si dovrebbe pi\u00f9  scrivere dei film che escono ma di quelli che non escono, ce ne sono tantissimi.  In un rapporto di interconnessione tra cineasti, realt\u00e0 di creazione e  diffusione, e riviste, si pu\u00f2 riuscire a portare questo tipo di cinema in  evidenza, accelerando un dibattito che in questo momento \u00e8 possibile.<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>Direi che adesso basta! Fine dell&#8217;intervista perch\u00e9 altrimenti la  trascrizione sar\u00e0 un incubo (lo \u00e8 stato! ndr).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong><br \/>\n<\/strong>\n<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\">\n<p style=\"text-align:justify;\">\n<p style=\"text-align:justify;\">articolo pubblicato su  <a href=\"..\/..\/..\/..\/..\/2008\/10\/15\/rapporto-confidenziale-numero-otto-ottobre-2008\/\">Rapporto Confidenziale &#8211; numero8<\/a>,  ottobre 2008 (pag.20-25).<\/p>\n<p style=\"text-align:justify;\"><strong>download.<\/strong> <a href=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/10\/numero8_high.pdf\">ALTA  qualit\u00e0 10.2mb<\/a> | <a href=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/10\/numero8_low.pdf\">BASSA  qualit\u00e0 6.30<\/a> | <a href=\"http:\/\/issuu.com\/rapportoconfidenziale\/docs\/numero8_high?mode=embed&amp;documentId=081015134003-71f3940d32e84945be47d131539ce300&amp;layout=grey\"> ANTEPRIMA<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale &#8211; numero8, ottobre 2008 (pag.20-25). download. ALTA qualit\u00e0 10.2mb | BASSA qualit\u00e0 6.30 | ANTEPRIMA Intervista a malastrada.film di Alessio Galbiati Una buona intervista deve necessariamente aprirsi con un&#8217;introduzione didascalica al soggetto interpellato, una piccola biografia oppure un aneddoto simpatico sono gli artifici ai quali solitamente si fa con maggiore frequenza ricorso. E&#8217; fondamentale delinearne<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[8],"tags":[21,22,59,124,150,187,198,215,253],"class_list":["post-355","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-interviste","tag-alessandro-gagliardo","tag-alessio-galbiati","tag-cinemautonome","tag-giuseppe-spina","tag-intervista","tag-malastradafilm","tag-meme-pere-meme-mere","tag-numero8","tag-rapporto-confidenziale"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.0 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Intervista a malastrada.film | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Intervista a malastrada.film | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale &#8211; numero8, ottobre 2008 (pag.20-25). download. ALTA qualit\u00e0 10.2mb | BASSA qualit\u00e0 6.30 | ANTEPRIMA Intervista a malastrada.film di Alessio Galbiati Una buona intervista deve necessariamente aprirsi con un&#8217;introduzione didascalica al soggetto interpellato, una piccola biografia oppure un aneddoto simpatico sono gli artifici ai quali solitamente si fa con maggiore frequenza ricorso. E&#8217; fondamentale delinearne\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2008-12-28T18:06:28+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2013-04-25T16:59:18+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/12\/malastrada_memepere.jpg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Alessio Galbiati\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Alessio Galbiati\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"27 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=355#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=355\"},\"author\":{\"name\":\"Alessio Galbiati\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/ff5d5dc89af101292a4c5874ff09548c\"},\"headline\":\"Intervista a malastrada.film\",\"datePublished\":\"2008-12-28T18:06:28+00:00\",\"dateModified\":\"2013-04-25T16:59:18+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=355\"},\"wordCount\":5532,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=355#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/confidenziale.files.wordpress.com\\\/2008\\\/12\\\/malastrada_memepere.jpg\",\"keywords\":[\"Alessandro Gagliardo\",\"Alessio Galbiati\",\"cinemautonome\",\"Giuseppe Spina\",\"intervista\",\"malastrada.film\",\"M\u00eame P\u00e9re M\u00eame M\u00e9re\",\"numero8\",\"Rapporto Confidenziale\"],\"articleSection\":[\"INTERVISTE\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=355#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=355\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=355\",\"name\":\"Intervista a malastrada.film | Rapporto Confidenziale\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=355#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=355#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"http:\\\/\\\/confidenziale.files.wordpress.com\\\/2008\\\/12\\\/malastrada_memepere.jpg\",\"datePublished\":\"2008-12-28T18:06:28+00:00\",\"dateModified\":\"2013-04-25T16:59:18+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=355#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=355\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=355#primaryimage\",\"url\":\"http:\\\/\\\/confidenziale.files.wordpress.com\\\/2008\\\/12\\\/malastrada_memepere.jpg\",\"contentUrl\":\"http:\\\/\\\/confidenziale.files.wordpress.com\\\/2008\\\/12\\\/malastrada_memepere.jpg\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=355#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Intervista a malastrada.film\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"description\":\"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"width\":3508,\"height\":709,\"caption\":\"Rapporto Confidenziale\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rapportoconfidenziale\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/icdpavlov\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/user\\\/RConfidenziale\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/ff5d5dc89af101292a4c5874ff09548c\",\"name\":\"Alessio Galbiati\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g\",\"caption\":\"Alessio Galbiati\"},\"sameAs\":[\"http:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\"],\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?author=5\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Intervista a malastrada.film | Rapporto Confidenziale","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Intervista a malastrada.film | Rapporto Confidenziale","og_description":"articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale &#8211; numero8, ottobre 2008 (pag.20-25). download. ALTA qualit\u00e0 10.2mb | BASSA qualit\u00e0 6.30 | ANTEPRIMA Intervista a malastrada.film di Alessio Galbiati Una buona intervista deve necessariamente aprirsi con un&#8217;introduzione didascalica al soggetto interpellato, una piccola biografia oppure un aneddoto simpatico sono gli artifici ai quali solitamente si fa con maggiore frequenza ricorso. E&#8217; fondamentale delinearne","og_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355","og_site_name":"Rapporto Confidenziale","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","article_published_time":"2008-12-28T18:06:28+00:00","article_modified_time":"2013-04-25T16:59:18+00:00","og_image":[{"url":"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/12\/malastrada_memepere.jpg","type":"","width":"","height":""}],"author":"Alessio Galbiati","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@RConfidenziale","twitter_site":"@RConfidenziale","twitter_misc":{"Scritto da":"Alessio Galbiati","Tempo di lettura stimato":"27 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355"},"author":{"name":"Alessio Galbiati","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/ff5d5dc89af101292a4c5874ff09548c"},"headline":"Intervista a malastrada.film","datePublished":"2008-12-28T18:06:28+00:00","dateModified":"2013-04-25T16:59:18+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355"},"wordCount":5532,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/12\/malastrada_memepere.jpg","keywords":["Alessandro Gagliardo","Alessio Galbiati","cinemautonome","Giuseppe Spina","intervista","malastrada.film","M\u00eame P\u00e9re M\u00eame M\u00e9re","numero8","Rapporto Confidenziale"],"articleSection":["INTERVISTE"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355","name":"Intervista a malastrada.film | Rapporto Confidenziale","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355#primaryimage"},"thumbnailUrl":"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/12\/malastrada_memepere.jpg","datePublished":"2008-12-28T18:06:28+00:00","dateModified":"2013-04-25T16:59:18+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355#primaryimage","url":"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/12\/malastrada_memepere.jpg","contentUrl":"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/12\/malastrada_memepere.jpg"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=355#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Intervista a malastrada.film"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","name":"Rapporto Confidenziale","description":"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization","name":"Rapporto Confidenziale","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","width":3508,"height":709,"caption":"Rapporto Confidenziale"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","https:\/\/x.com\/RConfidenziale","https:\/\/www.instagram.com\/icdpavlov\/","https:\/\/www.youtube.com\/user\/RConfidenziale"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/ff5d5dc89af101292a4c5874ff09548c","name":"Alessio Galbiati","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/e45f785b47739f5e3fda1734d001ea698f0e1760a1fa02f81026eb2d8e6fbccb?s=96&d=identicon&r=g","caption":"Alessio Galbiati"},"sameAs":["http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org","https:\/\/x.com\/RConfidenziale"],"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?author=5"}]}},"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/355","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=355"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/355\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=355"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=355"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=355"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}