{"id":35580,"date":"2015-11-19T01:19:12","date_gmt":"2015-11-19T00:19:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=35580"},"modified":"2015-11-19T01:31:04","modified_gmt":"2015-11-19T00:31:04","slug":"bella-e-perduta-il-cinema-e-sempre-arbitrario-conversazione-con-pietro-marcello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=35580","title":{"rendered":"Bella e perduta: il cinema \u00e8 sempre arbitrario. Conversazione con Pietro Marcello"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35582\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-Perduta_06.jpg\" alt=\"Bella e Perduta_06\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-Perduta_06.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-Perduta_06-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-Perduta_06-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-Perduta_06-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-Perduta_06-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-Perduta_06-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-Perduta_06-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p style=\"padding-left: 210px;\">\u00abPurtroppo lottiamo in Italia non solamente contro alcune necessit\u00e0, vere e presunte; ma contro il modernismo rozzo, il gusto della distruzione, la volgarit\u00e0 presuntuosa e volontaria. Vi \u00e8 chi distrugge il bello per sentirsi meglio e per mettere il mondo in armonia con se medesimo; ognuno ritrova la pace della coscienza come pu\u00f2?\u00bb<br \/>\n\u2013 Guido Piovene, <em>Viaggio in Italia<\/em> (1957)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho incontrato Pietro Marcello a Lisbona, durante le giornate di <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=35538\">Doclisboa<\/a> dove <em>Bella e perduta<\/em> era stato selezionato come film d&#8217;apertura del festival; era la sua seconda proiezione dopo l&#8217;anteprima al Festival di Locarno. Questa conversazione nasce da una chiacchierata davanti a una birra dopo la visione del film e da una telefonata successiva.<br \/>\n<em>Bella e perduta<\/em> \u00e8 un film su un pezzo di storia d&#8217;Italia, non \u00e8 un film sulla Reggia di Carditello, sontuosa residenza borbonica nei pressi di Caserta, e non \u00e8 neanche un racconto del suo custode, Tommaso Cestrone, \u00abl&#8217;angelo\u00bb di Carditello.<br \/>\n<em>Bella e perduta<\/em> \u00e8 molto di pi\u00f9, \u00e8 un film politico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/145607150?color=ffffff&amp;byline=0&amp;portrait=0\" width=\"782\" height=\"439\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Claudio Casazza: Mi piacerebbe iniziare questa conversazione partendo dalla struttura del tuo ultimo film. <em>Bella e perduta<\/em> \u00e8, di fatto, un&#8217;opera che ha cambiato la propria natura durante le riprese, a seguito della drammatica scomparsa di Tommaso. Un film che, a un certo punto, si \u00e8 trovato di fronte all&#8217;impossibilit\u00e0 di proseguire nella direzione ipotizzata. Mi interessa capire quali sono stati i cambiamenti che hai dovuto affrontare e, soprattutto, vorrei comprendere qualcosa in pi\u00f9 circa il tuo atteggiamento verso tali cambiamenti&#8230; Qualcosa circa il metodo attraverso il quale hai affrontato i dilemmi che la realt\u00e0 ti ha posto di fronte per giungere al termine del film.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pietro Marcello:<\/strong> In un primo tempo <em>Bella e perduta<\/em> avrebbe dovuto strutturarsi come un film a episodi sull&#8217;Italia. L&#8217;idea era quella di lavorare su di un racconto di Guido Piovene. Dopo aver concluso le riprese dell&#8217;episodio di Carditello avevamo iniziato a girare un&#8217;altra parte del film dedicata a un pastore del Lazio ma, quando Tommaso \u00e8 morto, abbiamo scelto di restare l\u00ec. Lo dovevamo alla sua memoria. \u00c8 un film non lineare che \u00e8 cambiato nel tempo. Con la morte di Tommaso mi sono ovviamente posto delle questioni. Non \u00e8 stato facile, \u00e8 stato doloroso e drammatico. Il bufalo accudito da Tommaso era rimasto solo, la verit\u00e0 \u00e8 stata questa, e dovevamo raccontarlo. Ci siamo posti una questione morale se continuare il film o meno e abbiamo deciso di proseguire dalla parte di Sarchiapone, introducendo una fiaba contemporanea.<\/p>\n<p><strong>CC: E con la fiaba \u00e8 poi entrato in gioco Pulcinella&#8230;<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> S\u00ec, nella tradizione antica Pulcinella \u00e8 legato agli Etruschi, ai Racconti Atellani, nella tradizione napoletana \u00e8 colui che accompagna i morti, per questo abbiamo scelto la sua figura. Avevamo bisogno di una sorta di Mercurio per accompagnare Sarchiapone rimasto solo. Pulcinella si toglie la maschera quando sceglie il libero arbitrio, quando esprime un giudizio diventando il pastore giusto, consapevole.<\/p>\n<p><strong>CC: Il tuo film parte da Guido Piovene e dal suo <em>Viaggio in Italia<\/em>, un libro dentro al quale ho trovato questa frase: \u00abIn nessun altro paese sarebbe permesso assalire come da noi, deturpare citt\u00e0 e campagne\u00bb. Lui per\u00f2 fa il viaggio in pieno boom, a met\u00e0 degli anni &#8217;50, con ancora le macerie della guerra&#8230; Cos&#8217;hai trovato di attuale nel suo discorso? Siamo rimasti allo stesso punto?<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> Negli ultimi anni la Reggia \u00e8 stata depredata, sono stati portati via oggetti di valore, \u00e8 stata abbandonata. Gli affreschi sono stati deturpati. Questo fa capire che cos&#8217;\u00e8 il nostro Paese. Ora, e per fortuna, la Reggia \u00e8 stata acquistata dalla Stato ma per un certo lasso di tempo pare che imprenditori vicini alla Camorra fossero interessati al suo acquisto. L&#8217;area di Carditello \u00e8 in una zona di Camorra e Tommaso gi\u00e0 da tempo aveva ricevuto minacce. \u00c8 un territorio che si trova in una morsa, tra quattro discariche, una delle quali tra le pi\u00f9 grandi d&#8217;Europa. I materiali che avevamo girato sulla terra dei fuochi, in origine, erano molti di pi\u00f9, ma poi abbiamo scelto di utilizzare la realt\u00e0 come punto di partenza e traslarla in qualcosa d&#8217;altro. \u00c8 una terra in cui sono stati sotterrati materiali tossici ma prima era un luogo dove si coltivava, un&#8217;ottima terra che per\u00f2, con l&#8217;illusione della falsa industrializzazione del dopoguerra, \u00e8 stata abbandonata a favore delle fabbriche.<\/p>\n<p><strong>CC: A che punto della lavorazione \u00e8 entrato in gioco Piovene?<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> Piovene l&#8217;abbiamo letto prima di iniziare il film, c&#8217;\u00e8 sempre un lavoro propedeutico dietro a un film: letture, interviste, \u00e8 un attivit\u00e0 di documentazione che normalmente compio prima di ogni film. Piovene \u00e8 stato questo. Per <em>Il passaggio della linea<\/em> avevo raccolto circa 40 ore di interviste a passeggeri del treno.<\/p>\n<p><strong>CC: Che poi ovviamente non ne \u00e8 rimasta una, se non quella di Arturo&#8230; che poi non \u00e8 neanche un&#8217;intervista&#8230;<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> Certo, \u00e8 un&#8217;elaborazione. \u00c8 la stessa cosa che ho fatto nella parte finale de <em>La bocca del lupo<\/em>. Non un&#8217;intervista, ma una sorta di confessione che Enzo e Mary decidono di raccontare davanti alla camera. Un film \u00e8 sempre un processo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/L_LY9ybnXcI?rel=0\" width=\"782\" height=\"440\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CC: Tommaso vive ai margini, come Enzo de <em>La bocca del lupo<\/em>, Arturo de <em>Il passaggio della linea<\/em> e lo stesso Pelesjan. Sono tutte persone che non paiono vivere il proprio tempo, che paiono immerse in altre epoche. Tommaso Cestrone \u00e8 il segno di un&#8217;Italia invisibile, un uomo che rifiuta la logica del profitto e della violenza continua. Anche lui \u00e8 un uomo senza appartenenza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> Per me Tommaso rappresenta <em>L&#8217;uomo in rivolta<\/em> di Camus: un eroe epico che si ribella. \u00c8 uno splendido paradosso il fatto che nella terra dei fuochi, a Casal di Principe, un luogo come la Reggia di Carditello fosse accudito da un pastore. Ma forse solo un pastore ignorante, come diceva Tommaso, poteva prendersi cura di un posto cos\u00ec.<br \/>\nEnzo e Mary erano eroi del sottoproletariato, lo stesso Arturo era un ribelle libertario. Di sicuro non sono riuscito mai a raccontare i cattivi. Il cinema \u00e8 sempre arbitrario: devi scegliere da che parte stare. \u00c8 sempre cos\u00ec, anche attraverso il montaggio fai delle scelte, ed \u00e8 per questo che ritengo che non esista alcun <em>cinema del reale<\/em>. Esiste un cinema della trasposizione del reale.<\/p>\n<p><strong>CC: Sono completamente d&#8217;accordo. <em>Bella e perduta<\/em> racconta di una terra che non esiste pi\u00f9, un po&#8217; come i treni espressi del tuo primo film. La tua filmografia rappresenta quasi una geografia antropologica di Paese che sta scomparendo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> Sicuramente facciamo sempre lo stesso film. <em>Il passaggio della linea<\/em> era un film sull&#8217;Italia e anche questo voleva essere un film che attraversasse il Paese. Ma poi \u00e8 diventato un&#8217;altra cosa, perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 sempre la trasposizione filmica.<\/p>\n<p><strong>CC: E meno male.<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> La scrittura \u00e8 il montaggio e infatti Maurzio Braucci (sceneggiatore del film), una persona fondamentale per questo film, era sempre al montaggio. Con lui il confronto \u00e8 stato continuo e immediato, ma soprattutto al montaggio il suo contributo \u00e8 stato importante, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si sviluppa la storia, il film. L\u00ec si mettono insieme i pezzi. Ovviamente si pu\u00f2 fare il parallelo con certi film commerciali che sono scritti malissimo, l\u00ec la cosa \u00e8 diversa, puoi girarlo tu o lo giro io ed \u00e8 sempre uguale. Il cinema \u00e8 di per s\u00e9 forma, siamo noi che mettiamo il contenuto attraverso le nostre storie personali, individuali. Il contenuto \u00e8 anche nella ricerche propedeutiche, c&#8217;\u00e8 un sacco di materiale che \u00e8 rimasto fuori scena. Ma \u00e8 utile al film. Sono stati in tanti che mi hanno aiutato a mettere insieme i pezzi, \u00e8 stata fondamentale anche Sara Fgaier come montatrice e produttrice del film.<\/p>\n<p><strong>CC: <em>Bella e perduta<\/em> \u00e8 girato in pellicola, addirittura con pellicola scaduta. Il risultato \u00e8 visivamente sorprendente, lo sviluppo di gran parte del film \u00e8 perfetto e i danni alla pellicola sono quasi azzerati, fatta eccezione per le soggettive del bufalo. Perch\u00e9 questa scelta?<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> Mi piaceva l&#8217;idea di girare in pellicola, del resto gi\u00e0 il mio primo film fu realizzato con pellicola scaduta. La scelta di girare in 16mm \u00e8 stata dettata dall&#8217;esiguit\u00e0 del budget a disposizione, soprattutto all&#8217;inizio di questo progetto. La scelta non \u00e8 solo motivata da valutazioni estetiche ma c&#8217;\u00e8 sempre stato per me una forte legame tra i paesaggi e il supporto scelto, scade la pellicola e scade anche il paesaggio. Sono scettico sulla concreta possibilit\u00e0 di bonifica di quei territori, ma credo che la terra si possa rigenerare, come l&#8217;erba che cresce anche dopo un&#8217;eruzione vulcanica, tutto nella natura tende a rigenerarsi. Sono gli uomini che si ammalano.<\/p>\n<p><strong>CC: Vorresti sempre girare in pellicola?<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> Appartengo alla generazione che ha iniziato a girare in digitale ma poi ha scoperto la pellicola, vorrei sempre girare in pellicola anche se non sono contrario al digitale, non sono un settario, anche un telefonino pu\u00f2 essere utile a fare un film, basta saperlo usare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35583\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/BELLA-E-PERDUTA-_-reggia-Carditello.jpg\" alt=\"BELLA E PERDUTA _ reggia Carditello\" width=\"782\" height=\"521\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/BELLA-E-PERDUTA-_-reggia-Carditello.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/BELLA-E-PERDUTA-_-reggia-Carditello-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/BELLA-E-PERDUTA-_-reggia-Carditello-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/BELLA-E-PERDUTA-_-reggia-Carditello-436x290.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/BELLA-E-PERDUTA-_-reggia-Carditello-673x449.jpg 673w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CC: Sono d&#8217;accordo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> La pellicola era importante anche perch\u00e9 il tempo della pellicola \u00e8 diverso dal tempo del digitale. Sul set bisogna aspettare lo scenografo, la costumista, il parrucchiere e allora aspettiamo anche il tempo della pellicola! Bisogna girare meno, la pellicola finisce prima, poi bisogna fermarsi, cambiare&#8230; La pellicola ha tempi diversi. \u00c8 il tempo del cinema. Nel documentario questo \u00e8 ancora pi\u00f9 complesso. Ma pi\u00f9 affascinante. Proprio per questi motivi uno dei registi per me pi\u00f9 importanti \u00e8 Ermanno Olmi, che con il documentario si \u00e8 fatto le ossa. Penso che chi arriva dal documentario sia abituato agli imprevisti ed abbia una maggiore capacit\u00e0 di adattamento a tutto quel che pu\u00f2 accadere durante le riprese.<\/p>\n<p><strong>CC: Oggi secondo te chi segue questo percorso?<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> Per i motivi detti tra i registi contemporanei quello che apprezzo di pi\u00f9 \u00e8 Matteo Garrone, anche lui cresciuto col documentario. Un regista di finzione fa le scene cos\u00ec come sono scritte&#8230; C&#8217;\u00e8 la scena col sole, la scena col buio&#8230; Ma se arriva la pioggia che fa? Si ripara. Il documentarista gira lo stesso, \u00e8 attento all&#8217;imprevisto.<\/p>\n<p><strong>CC: Per quanto riguarda lo sviluppo della pellicola, come ti sei comportato?<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> Per lo sviluppo ho avuto la fortuna di coinvolgere la Cineteca di Bologna che mi ha aiutato nella scansione e ha fatto un ottimo lavoro. Ci sono parti di film che sembrano diverse perch\u00e9 \u00e8 la pellicola che si usura col tempo, non \u00e8 mai uguale, questa era pellicola scaduta perci\u00f2 certamente non c&#8217;\u00e8 sempre uniformit\u00e0. Ma \u00e8 sempre cos\u00ec, ad esempio anni fa ho visto una proiezione de <em>Il passaggio della linea<\/em> in pellicola e il film era cambiato, la pellicola si era usurata col tempo, con pi\u00f9 sale, pi\u00f9 proiettori, pi\u00f9 proiezionisti che l&#8217;hanno maltrattata. Il film era cambiato. Questo \u00e8 il bello della pellicola.<\/p>\n<p><strong>CC: Mi sono segnato una battuta del film che mi ha molto colpito: \u00abEssere bufalo \u00e8 un&#8217;arte\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> Essere bufalo \u00e8 un&#8217;arte? S\u00ec, tutto sommato \u00e8 un bufalo epicureo, un po&#8217; come lo sono i napoletani. Scarpe rotte e pur bisogna andare&#8230; Credo che nel cinema bisogna raccontare il vero e infatti il bufalo alla fine va al macello. Resta solo, la sua sofferenza \u00e8 la sofferenza degli uomini. Questo accade perch\u00e9 il bufalo non \u00e8 pi\u00f9 nella filiera produttiva, non pu\u00f2 pi\u00f9 neanche riprodursi perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 l&#8217;inseminazione artificiale, \u00e8 completamente inutile. In passato era un amico dell&#8217;uomo, era importante per i trasporti, per lavorare nei campi. Ora non pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>CC: \u00c8 un po&#8217; la metafora del lavoro oggi, non si fanno pi\u00f9 i lavori fisici nelle campagne ma si fanno lavori apparentemente pi\u00f9 concettuali ma che poi in fondo non valgono niente.<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> \u00c8 il mondo delle comodit\u00e0 quello di oggi, basta leggere <em>Un volto che ci somiglia<\/em> di Carlo Levi per capire cosa era l&#8217;Italia e cosa erano gli italiani. L&#8217;Italia \u00e8 oggettivamente bella, in passato eravamo contadini o aristocratici. Il nostro paesaggio, il bello, \u00e8 stato disegnato dall&#8217;uomo, dal contadino attraverso il lavoro, infatti per questo motivo definisco questo <em>Bella e perduta<\/em> un film agricolo. Amo il cinema quando prende posizione, non mi piace il cinema mediano. Per questo parlavo di Olmi prima, ha iniziato coi film sul lavoro, veniva da un mondo contadino, \u00e8 stato un mio Maestro attraverso il suo cinema, e poi ha prodotto sempre film lontano da Roma, non era facile.<\/p>\n<p><strong>CC: Soprattutto a quell&#8217;epoca, si facevano meno film, senza lo sviluppo della tecnologia di oggi che permette a tutti di fare cinema.<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> Era uno che si guardava intorno per fare film, ha iniziato con i documentari industriali, poi si \u00e8 spostato alla terra con film incredibili. Forse bisogna tornare a guardarci intorno, interrogarci di pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35586\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-Perduta_05.jpg\" alt=\"Bella e Perduta_05\" width=\"782\" height=\"521\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-Perduta_05.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-Perduta_05-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-Perduta_05-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-Perduta_05-436x290.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-Perduta_05-673x449.jpg 673w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CC: Con questo film infatti guardi intorno alla tua terra, sei a casa tua in Campania, ma paradossalmente fai un viaggio in Italia. Ti avvicini per allargare il discorso. Penso a Franco Piavoli ad esempio (Claudio Casazza, l&#8217;autore della presente intervista, \u00e8 co-autore con Luca Ferri di <em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=30580\" target=\"_blank\">Habitat [Piavoli]<\/a><\/em>, documentario del 2014 dedicato al regista lombardo Franco Piavoli; <em>N.d.R.<\/em>), che girava sempre nel suo fazzoletto di terra ma sapeva essere universale, a volte anche nel giardino di casa, come nel suo frammento di <em>Terra Madre<\/em> di Olmi. Anche tu in questo film sei vicino a casa ma fai un discorso appunto universale.<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> \u00c8 stato anche un modo per riavvicinarmi a quella terra, una terra che ha un&#8217;energia, un&#8217;atmosfera, era qualcosa che era gi\u00e0 l\u00ec, in quel territorio. \u00c8 un interrogarsi su quello che noi facciamo realmente. L&#8217;arte per l&#8217;arte non \u00e8 quel che faccio. \u00c8 interrogarsi sulla necessit\u00e0 del fare, specialmente in questo momento storico, \u00e8 chiedersi perch\u00e9 faccio questo, a cosa serve? \u00c8 la necessit\u00e0 che deve spingerci a fare cinema, altrimenti non ha senso. Specialmente oggi, nell&#8217;Europa <em>grassa<\/em>. In Italia abbiamo avuto il Neorealismo, che ha insegnato cinema in tutto il mondo, perch\u00e9 abbiamo avuto una guerra, senza la guerra non avremmo avuto il Neorealismo. Dobbiamo cercare una necessit\u00e0 in quel che facciamo, abbiamo una responsabilit\u00e0 morale di raccontare il nostro presente e dove andiamo.<\/p>\n<p><strong>CC: Non \u00e8 certo facile.<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> Probabilmente siamo anche confusi in questo momento storico e dal punto di vista finanziario non siamo certo pi\u00f9 fortunati di chi ci ha preceduti. <em>Bella e perduta<\/em> \u00e8 un film totalmente indipendente, anche se per la prima volta ho ottenuto un finanziamento pubblico ma rimane un film totalmente indipendente. E si pu\u00f2 fare cinema anche cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>CC: Spesso i film pi\u00f9 personali e artigianali sono quelli che dicono di pi\u00f9 sul contemporaneo. Con questo film ci poni di fronte a un problema <em>politico<\/em> ma continui a fare un cinema nudo, civico, che deve essere per\u00f2 visto. Credo che questo tipo di cinema debba avere un pubblico con il quale si possa dialogare. Gianfranco Rosi, tuo socio ne l&#8217;<a href=\"http:\/\/www.avventurosa.net\" target=\"_blank\">Avventurosa<\/a> (societ\u00e0 di produzione fondata nel 2009 da Sara Fgaier, Pietro Marcello e Gianfranco Rosi; <em>N.d.R.<\/em>), con <em>Sacro Gra<\/em> ha prodotto uno scarto, aprendo una strada per certo cinema documentario, una strada che per\u00f2 difficilmente \u00e8 priva di ostacoli.<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> \u00c8 una domanda che mi fanno sempre. E io penso al cinema delle origini, a certo cinema muto, penso all&#8217;espressionismo tedesco che era cinema popolare, veniva proiettato nelle fiere, \u00e8 l\u00ec che il cinema ha raggiunto le vette pi\u00f9 alte. Poi \u00e8 stato inventato il suono e il cinema \u00e8 stato consegnato alle dittature, poi \u00e8 scomparso il 4\/3 ed \u00e8 arrivato il CinemaScope e la TV si \u00e8 appropriata del 4\/3. Ora che devo dire, il pubblico, soprattutto il nostro pubblico, \u00e8 stato educato da trent&#8217;anni di televisione di merda. Perch\u00e9 se pensiamo ai primi anni di vita, la televisione italiana ha insegnato la lingua, la storia, \u00e8 stata didattica, sociologia, morale. \u00c8 stata una grande televisione che nel tempo hanno distrutto. Chi guarda Canale 5 e Rete 4 non guarder\u00e0 mai il mio film. Per\u00f2 faccio il film come voglio, mi prendo le mie libert\u00e0.<\/p>\n<p><strong>CC: Ti prendi anche i tuoi rischi, l\u2019allegoria \u00e8 una figura retorica sempre rischiosa al cinema, tu fai parlare il bufalotto ed \u00e8 pi\u00f9 di un rischio. Forse questo \u00e8 il tuo film pi\u00f9 rischioso?<\/strong><\/p>\n<p><strong>PM:<\/strong> Certamente. Io rischio perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 scritto da nessuna parte che bisogna fare questo per tutta la vita. Se abbiamo qualcosa da dire lo facciamo. Si pu\u00f2 fare anche altro nella vita. Bisogna sentire una necessit\u00e0, giusta o sbagliata che sia, deve esserci una necessit\u00e0. \u00c8 un film che spero potr\u00e0 essere mostrato nelle scuole, \u00e8 anche un film che parla di ecologia. Ma se penso a cosa \u00e8 il popolare oggi non so rispondermi. Ai tempi era Aldo Fabrizi, era Tot\u00f2, che cos&#8217;\u00e8 il popolare oggi? \u00c8 importante pensarci. Credo che il cinema debba aiutare a riflettere, non bisogna per forza dare risposte. Questo film sar\u00e0 consegnato alle persone che si fanno domande.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35581\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-perduta_manifesto.jpg\" alt=\"Bella e perduta_manifesto\" width=\"420\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-perduta_manifesto.jpg 420w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Bella-e-perduta_manifesto-210x300.jpg 210w\" sizes=\"auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>BELLA E PERDUTA<\/strong><\/p>\n<p><strong>Regia:<\/strong> Pietro Marcello<br \/>\n<strong>Sceneggiatura:<\/strong> Maurizio Braucci, Pietro Marcello<br \/>\n<strong>Fotografia:<\/strong> Pietro Marcello, Salvatore Landi<br \/>\n<strong>Montaggio:<\/strong> Sara Fgaier<br \/>\n<strong>Musiche originali:<\/strong> Marco Messina, Sasha Ricci per Era<br \/>\n<strong>Produttori:<\/strong> Sara Fgaier, Pietro Marcello<br \/>\n<strong>Produttore delegato:<\/strong> Dario Zonta<br \/>\n<strong>Con:<\/strong> Tommaso Cestrone, Sergio Vitolo, Gesuino Pittalis, Elio Germano (voce)<br \/>\n<strong>Produzione:<\/strong> Avventurosa con Rai Cinema<br \/>\n<strong>In collaborazione con:<\/strong> Mario Gallotti, Istituto Luce Cinecitt\u00e0 e Fondazione Cineteca di Bologna<br \/>\nFilm riconosciuto di Interesse Culturale con il sostegno del Mibact \u2013 Direzione generale per il cinema<br \/>\n<strong>Con il supporto di:<\/strong> Rolex Mentor and Prot\u00e9g\u00e9 Arts Initiative, Regione Lazio \u2013 Fondo Regionale per il Cinema e l\u2019Audiovisivo, Scam \u2013 Bourse Brouillon d\u2019un r\u00eave<br \/>\n<strong>In associazione con:<\/strong> BCC di San Marzano di San Giuseppe<br \/>\n<strong>Distribuzione:<\/strong> Istituto Luce Cinecitt\u00e0<br \/>\n<strong>Formato di ripresa:<\/strong> 16mm<br \/>\n<strong>Anno:<\/strong> 2015<br \/>\n<strong>Durata:<\/strong> 87&#8242;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.avventurosa.net\/bellaeperduta\">avventurosa.net\/bellaeperduta<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Pietro Marcello su Rapporto Confidenziale<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-32309 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover.jpg\" alt=\"pietromarcello_cover\" width=\"460\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/pietromarcello_cover-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308\"><strong>Quello che mi permette di non ammalarmi \u00e8 fare film.<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32308\"><strong>Intervista a Pietro Marcello<\/strong><\/a><br \/>\na cura di Leonardo Persia<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32300\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-32660\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/la-bocca-del-lupo.jpg\" alt=\"la bocca del lupo\" width=\"460\" height=\"362\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/la-bocca-del-lupo.jpg 1203w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/la-bocca-del-lupo-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/la-bocca-del-lupo-1024x804.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/la-bocca-del-lupo-436x342.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/la-bocca-del-lupo-1112x873.jpg 1112w\" sizes=\"auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=32300\">Passare la linea per ricostituirla. Pietro Marcello<\/a><\/strong><br \/>\na cura di Leonardo Persia<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=20240\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-20243\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/Pietro-Marcello.jpg\" alt=\"Pietro Marcello01\" width=\"460\" height=\"340\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=20240\"><strong>Pietro Marcello<\/strong><\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=20240\"><strong>Una questione di sentimento<\/strong><\/a><br \/>\na cura di Cristina Terzoni<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abPurtroppo lottiamo in Italia non solamente contro alcune necessit\u00e0, vere e presunte; ma contro il modernismo rozzo, il gusto della distruzione, la volgarit\u00e0 presuntuosa e volontaria. 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