{"id":35736,"date":"2016-01-12T16:40:49","date_gmt":"2016-01-12T15:40:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=35736"},"modified":"2018-02-19T00:15:27","modified_gmt":"2018-02-18T23:15:27","slug":"carol-todd-haynes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=35736","title":{"rendered":"Carol > Todd Haynes"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35738\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Carol01.jpg\" alt=\"Carol01\" width=\"1300\" height=\"867\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Carol01.jpg 1300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Carol01-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Carol01-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Carol01-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Carol01-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Carol01-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Carol01-950x633.jpg 950w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Carol01-1112x742.jpg 1112w\" sizes=\"auto, (max-width: 1300px) 100vw, 1300px\" \/><\/p>\n<blockquote><p><em>L&#8217;amore come via per rendersi conto che non conosciamo nemmeno noi stessi finch\u00e9 non conosciamo chi \u00e8 capace di farci\u00a0innamorare.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>L&#8217;amore come forma d&#8217;attrazione e di passione improvvise, sconvolgenti, l&#8217;amore capace di seminare il dubbio nelle protagoniste circa la loro natura, l&#8217;amore come via per rendersi conto che non conosciamo nemmeno noi stessi finch\u00e9 non conosciamo chi \u00e8 capace di farci innamorare.<br \/>\nSolo in questo modo \u00e8 possibile dare un\u2019idea di base del nuovo lavoro di Todd Haynes, regista californiano, classe \u201961, omosessuale dichiarato che, per\u00f2, non usa il cinema in maniera propagandistica, ma tratta tematiche a lui care con la delicatezza che queste meritano.<\/p>\n<p>L\u2019ultima esperienza cinematografica per Haynes risale addirittura a nove anni fa, nel 2007, con <em>I\u2019m not there<\/em>, film biografico sui diversi aspetti della vita di Bob Dylan. Nel frattempo c\u2019\u00e8 stata soltanto una serie televisiva e null\u2019altro.<br \/>\nPrima ancora, nel 2002, era stata la volta di <em>Lontano dal paradiso<\/em>, bellissima pellicola sulle vicende di una rispettabile famiglia borghese americana degli anni Cinquanta, che dietro alla facciata del perbenismo e della perfezione cova segreti e risvolti sorprendenti. Con <em>Lontano dal paradiso<\/em>, Haynes ci racconta di un marito che si scopre bisessuale e che vive la sua doppia vita dividendosi tra varie avventure gay, mentre la moglie, amareggiata e scioccata, ripiega su una relazione extraconiugale con il giardiniere nero.<\/p>\n<p>Con <em>Carol<\/em>, Haynes torna quindi agli anni Cinquanta e alla difficolt\u00e0 di essere omosessuali in un\u2019America avviata sulla strada dell\u2019emancipazione ma ancora fortemente puritana e moralmente violenta. La difficolt\u00e0 raccontata da Haynes non \u00e8 soltanto quella dell\u2019accettazione sociale, ma \u00e8 in primis quella dell\u2019accettazione personale. Le protagoniste devono infatti fare i conti con la propria natura, che oggi diamo pacificamente per scontato come un fatto naturale, ma che per loro non era cos\u00ec.<\/p>\n<p>L\u2019incipit del film ci mostra le due protagoniste gi\u00e0 in clima di confidenza; la giovane e insicura Therese Belivet (interpretata da Rooney Mara) accetta l\u2019invito di un amico per andare a una festa e, da quel momento, parte il lungo flashback che ci spiega come si \u00e8 arrivati al tavolo del ristorante da cui inizia il film. \u00c8 curioso anche sottolineare come il flashback sia rimarcato dall\u2019esplicita citazione, in fase diegetica, di <em>Viale del tramonto<\/em> di Billy Wilder, la cui pellicola circolava proprio negli anni in cui si svolge la nostra storia.<\/p>\n<p>Ma se in <em>Viale del tramonto<\/em> c\u2019\u00e8 la geniale peculiarit\u00e0 di una voce narrante attribuibile al protagonista gi\u00e0 morto nel momento in cui racconta i fatti, da <em>Carol<\/em> traspare l\u2019affascinante sensazione che la protagonista ci stia raccontando i fatti senza usare il potere della parola in prima persona. In questo Haynes ha giocato con le immagini in maniera straordinaria, basando la trama (anche) su un importante meccanismo di contrapposizioni.<\/p>\n<p>Therese lavora come commessa in un grosso centro commerciale di New York City. Carol (una magnetica e perfetta Cate Blanchett) \u00e8 l\u2019elegante e distinta moglie di un uomo facoltoso. Entrambe le donne stanno vivendo momenti particolarmente difficili all\u2019interno delle rispettive coppie: la giovane Therese continua a procrastinare le decisioni che la porterebbero a un matrimonio col fidanzato, che dal canto suo la incalza e insiste per sposarla; Carol vorrebbe divorziare dal marito, ma deve muoversi con estrema attenzione per non perdere la piccola figlioletta Rindy e per un ultimo, esile riguardo nei confronti delle convenzioni sociali dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>L\u2019intrappolamento che le due donne vivono nelle rispettive posizioni \u00e8 ben rispecchiato anche dalla dimensione domestica: un piccolo appartamento per Therese, dove la ragazza ha anche un laboratorio per sviluppare le fotografie che realizza, un\u2019enorme villa in campagna per Carol, dove ogni altra presenza (dalla domestica alle regolari visite del marito) la tiene in un certo qual modo segregata al luogo stesso, da cui sembra non esserci scampo.<\/p>\n<p>Siamo alla fine del 1952, pochi giorni prima di Natale, e Carol si trova nel centro commerciale dove Therese lavora. Un incontro di sguardi, sottolineato da un campo-controcampo che indugia a lungo sul volto delle due donne e che sfoca tutto quanto non sia il loro viso, \u00e8 l\u2019inizio di una sconvolgente esperienza che travolger\u00e0 la vita delle due protagoniste.<br \/>\nLa prima e pi\u00f9 evidente contrapposizione riguarda la condizione sociale delle due donne, oltre a una notevole differenza di et\u00e0, che tuttavia sembra svanire nel breve dialogo che si instaura tra le due. Carol decide di comprare un trenino elettrico per la figlia e, dopo aver pagato, dimentica i guanti sul banco di Therese, lasciando pi\u00f9 di un dubbio sull\u2019involontariet\u00e0 di quel gesto.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 Therese stessa a farle recapitare i guanti a casa, insieme al trenino, tramite il servizio postale. Questo apparente e disinteressato gesto di gentilezza nasconde una forte volont\u00e0 di cercare un ulteriore contatto con la misteriosa e algida cliente bionda. Tra le due donne nasce presto una forte amicizia, mentre il marito di Carol (un bravo Kyle Chandler) contribuisce a precipitare la situazione, rivangando con gelosia un vecchio flirt saffico che la moglie ha avuto con una cara amica d\u2019infanzia.<\/p>\n<p>L\u2019evolversi della situazione porta le due donne ad avvicinarsi tra loro, allontanandosi esponenzialmente dai rispettivi compagni. C\u2019\u00e8 anche da dire che Haynes non tratteggia in maniera negativa i protagonisti maschili, ma li chiude in una dimensione d\u2019impotenza che prescinde totalmente dalla loro volont\u00e0. Il fidanzato di Therese, Richard, e il marito di Carol, Harge, non sono ritratti come due inetti, non hanno nessuna responsabilit\u00e0 sulle scelte delle due donne. Certo, i loro comportamenti sfiorano qualvolta l\u2019infantilismo, ma la loro reazione \u00e8 dettata solamente dalla disperazione e dalla consapevolezza di non potersi opporre alla natura delle due donne. Del resto la vicenda si dipana in un\u2019epoca e in un luogo, l\u2019America del neoeletto Eisenhower, dove l\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 considerata una patologia curabile con la psicoterapia.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio la precedente esperienza saffica di Carol che spinge il marito Harge a richiedere l\u2019affidamento esclusivo della figlia Rindy, appellandosi a una inesorabile \u201cclausola di moralit\u00e0\u201d che estrometterebbe Carol da qualsiasi rapporto con la figlia. La bambina dovr\u00e0 quindi passare il Natale con la famiglia del padre, mentre Carol decide di fare il bagaglio e partire per un non definito viaggio \u201cverso ovest\u201d, chiedendo a Therese di accompagnarla.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 durante questa esperienza di fuga che le due donne avranno modo di conoscersi anche carnalmente; Therese finalmente cede all\u2019elegante insistenza di Carol e libera la propria natura che l\u2019aveva conservata totalmente illibata fino a quel momento. La rigidit\u00e0 dell\u2019inverno che imbianca le ambientazioni esterne e il \u201ccalore\u201d della passione vissuta tra le protagoniste creano l\u2019altra importante contrapposizione, che tuttavia si materializza anche nelle sembianze fisiche delle due attrici. La diafana, algida ed espressiva Blanchett fa da contraltare alla bellezza tenue, compassata e quasi inespressiva di Rooney Mara. Da sottolineare che l\u2019inespressivit\u00e0 non \u00e8 data da un difetto dell\u2019attrice, ma dal personaggio di Therese. Del resto la Mara ha dovuto interpretare una giovanissima ragazza di periferia che all\u2019alba del 1953 \u00e8 coinvolta da un travolgente amore lesbico con una facoltosa, bellissima e navigata donna: l\u2019inespressivit\u00e0 di Therese \u00e8 il risultato tra la forzosa (iniziale) negazione della propria natura e il terrore di venire emarginata a seguito di un\u2019eventuale rottura delle convenzioni sociali.<\/p>\n<p>Il viaggio delle due donne \u00e8 \u201cverso ovest\u201d, senza meta, come era senza meta la corsa all\u2019oro del far west. \u00c8 un viaggio che le donne compiono alla ricerca di loro stesse, ma forse anche alla ricerca di un\u2019et\u00e0 aurea, una metaforica vena d\u2019oro da scoprire e alla quale attingere.<\/p>\n<p>Ma Carol \u00e8 una madre e in quanto tale il suo primo pensiero \u00e8 per la figlioletta Rindy. \u00c8 in base a questo principio che nel finale si assiste ad alcune importanti svolte narrative ed umane. Ma il regista Haynes si sofferma su ci\u00f2 che \u00e8 ineluttabile; e la natura umana conserva in s\u00e9 alcuni aspetti innegabili e facilmente modificabili. Ecco che il cerchio si chiude, insieme al flashback, catapultando lo spettatore a una sorta di resa dei conti coerente con tutto il resto del film e che lasceremo scoprire a chi deve approcciarsi a questo splendido gioiello cinematografico.<\/p>\n<p>Dal punto di vista tecnico risulta tutto ineccepibile. Le interpretazioni sono su livelli d\u2019altri tempi: Cate Blanchett \u00e8 perfetta nella sua rappresentazione di una bellezza algida, quasi schematica, ma riempita dal talento e dalla classe di una delle migliori attrici in circolazione. Rooney Mara non \u00e8 ai livelli della Blanchett, ma non ne ha nemmeno l\u2019esperienza: si comporta comunque egregiamente, crea un personaggio affascinante che durante il film cresce; da sprovveduta e spaesata commessa diventa un\u2019intraprendente giornalista del Times, esprimendo questa metamorfosi anche dal punto di vista estetico. La fotografia pastellata rende ancora pi\u00f9 credibile le atmosfere in cui si sviluppa la vicenda, con quei colori a cui si pensa naturalmente quando la mente immagina quei \u201ccos\u00ec lontani, cos\u00ec vicini\u201d anni Cinquanta. La colonna sonora, che sembra quasi sempre uscire da un fonografo, lascia spazio ad alcuni importanti successi di quegli anni.<\/p>\n<p>Nicola \u2018nimi\u2019 Cargnoni<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35739\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Carol02.jpg\" alt=\"Carol02\" width=\"800\" height=\"458\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Carol02.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Carol02-300x172.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/Carol02-436x250.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p><strong>Carol<\/strong><br \/>\n(USA-UK\/2015)<br \/>\nRegia: Todd Haynes<br \/>\nSceneggiatura: Phyllis Nagy<br \/>\nSoggetto: Patricia Highsmith (dal suo romanzo &#8220;The Price of Salt&#8221;, 1952, scritto con lo pseudonimo di Claire Morgan)<br \/>\nMusiche: Carter Burwell<br \/>\nFotografia: Edward Lachman<br \/>\nMontaggio: Affonso Gon\u00e7alves<br \/>\nInterpreti principali: Cate Blanchett (Carol Aird), Rooney Mara (Therese Belivet), Kyle Chandler (Harge Arid), Jake Lacy (Richard Semco), Sarah Paulson (Abby Gerhard), John Magaro (Dannie McElroy), Cory Michael Smith (Tommy Tucker)<br \/>\n118&#8242;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;amore come via per rendersi conto che non conosciamo nemmeno noi stessi finch\u00e9 non conosciamo chi \u00e8 capace di farci\u00a0innamorare. 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