{"id":35860,"date":"2016-02-10T16:00:36","date_gmt":"2016-02-10T15:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=35860"},"modified":"2016-02-10T16:01:09","modified_gmt":"2016-02-10T15:01:09","slug":"35860","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=35860","title":{"rendered":"The Hateful Eight > Quentin Tarantino"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35861\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight03.jpg\" alt=\"The Hateful Eight03\" width=\"1300\" height=\"875\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight03.jpg 1300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight03-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight03-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight03-1024x689.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight03-436x293.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight03-1112x748.jpg 1112w\" sizes=\"auto, (max-width: 1300px) 100vw, 1300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il ciclone di Tarantino sorprende all\u2019inizio, rassicura alla fine<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019apice della cinematografia tarantiniana risiede nella scena in cui Hitler viene ammazzato all\u2019interno di una sala cinematografica, mentre un ebreo (uno dei <em>Bastardi senza gloria<\/em>) gli spappola e gli sfigura il viso con una scarica di mitragliatrice, rubandogli l\u2019identit\u00e0 oltre che la vita. Il fatto che questa scena avvenga all\u2019interno di un cinema la rende ancora pi\u00f9 suggestiva e pi\u00f9 carica di quei valori che sono sempre stati alla base delle opere di Tarantino. Mai moralista, ma sempre con una morale di fondo sulla natura umana, sulla violenza e sul potere liberatorio e benefico che pu\u00f2 avere un film o la sala cinematografica dove le alte sfere del nazismo vengono massacrate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Certo, sarebbe fuori luogo chiedere a Tarantino di venire meno alla sua natura, magari provando a rinunciare a smembramenti o a facce che esplodono per un solo colpo di pistola, in fondo lui stesso non ha mai fatto mistero della sua passione per lo splatter come cifra stilistica per smascherare le abitudini patinate di Hollywood. Per\u00f2 non \u00e8 nemmeno un caso che uno dei film migliori del regista,<em> Jackie Brown<\/em>, fili via liscio senza clamorose esplosioni di sangue e membra umane, ma \u00e8 anche l\u2019unico film che non \u00e8 interamente ideato e scritto da Tarantino (il soggetto deriva da un romanzo).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>The hateful eight<\/em> ci porta tra le colline innevate del Wyoming, stato ancora oggi poco abitato nel nord-ovest degli Stati Uniti. L\u2019ultima diligenza per Red Rock trasporta il cacciatore di taglie John Ruth che sta portando alla forca una donna bandito, Daisy Domergue, che gli frutter\u00e0 una taglia di dieci mila dollari. Sul percorso, con una bufera di neve alle calcagna, il diffidente John Ruth caricher\u00e0 sulla sua carrozza Marquis Warren, un altro cacciatore di taglie, che per\u00f2 ha la caratteristica di essere nero, di uccidere le sue \u201cprede\u201d e di essere un ex ufficiale dell\u2019esercito dei nordisti. Un altro passeggero si aggiunge poco prima dell\u2019arrivo: questi \u00e8 un sudista rinnegato che deve dirigersi a Red Rock per assumere la carica di Sceriffo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019inverno \u00e8 quello gelido del nord degli Stati Uniti, ma \u00e8 anche quello metaforico e idealizzato degli strascichi che la guerra civile tra Nord e Sud si sta portando dietro, mietendo ancora vittime a causa di uno scontro ideologico che \u00e8 in atto ancora oggi; questo rende in un certo senso a-temporale il western di Tarantino, dove i suoi protagonisti si muovono al minimo e parlano al massimo, con un linguaggio spesso volgare, comunque fumettistico, come fumettistiche sono le scene di violenza pi\u00f9 esplicita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La carovana giunge all\u2019emporio di Minnie, il vero teatro dell\u2019azione, palcoscenico su cui i protagonisti si muoveranno come maschere pirandelliane o come fantasmi brechtiani in un teatro dell\u2019assurdo. Il Panavision 70 (tecnica con cui \u00e8 stato girato il film su pellicola 70 millimetri) che fino a questo momento aveva esteso e abbracciato con ampio respiro i panorami innevati dello Wyoming, ora fa da espediente tecnico per poter racchiudere entro i margini dello schermo quanto pi\u00f9 spazio scenico possibile. Ed \u00e8 all\u2019emporio di Minnie che i \u201cnostri\u201d trovano altri quattro personaggi, il cui incontro porter\u00e0 all\u2019evolversi rocambolesco dell\u2019azione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un filo rosso che intercorre tra il titolo di quest\u2019ultimo film, il numero di personaggi e il numero di film che Tarantino stesso si attribuisce. Gi\u00e0 dai titoli di testa, che con il loro stile a met\u00e0 tra il cartoon e il B-Movie testimoniano l\u2019identit\u00e0 e la matrice del regista, Tarantino si attribuisce otto film, escludendo quindi dal novero gli episodi girati per <em>Four rooms<\/em>, <em>Grindhouse<\/em> e<em> Sin City<\/em>. Otto sono le canaglie (gli hateful) che animano questo lavoro. E non \u00e8 da escludere che l\u2019estroso regista voglia tracciare un parallelismo tra i protagonisti di <em>The hateful eight<\/em>\u00a0e gli otto film che ha girato. Dato che potrebbe essere avallato e sottolineato dal titolo di testa (\u00abL\u20198\u00b0 film di Quentin Tarantino\u00bb), ma non solo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35862\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight02.jpg\" alt=\"The Hateful Eight02\" width=\"800\" height=\"514\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight02.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight02-300x193.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight02-436x280.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>The hateful eight<\/em> si dipana su una sottotrama che riguarda soprattutto la ricerca di identit\u00e0. I protagonisti hanno spesso a che fare con documenti, mandati, lettere, comunque con testimonianze scritte che possano confermare la loro identit\u00e0, il loro posto (vero o presunto) nel mondo. Il film si regge in equilibrio sul sottile filo che divide la verit\u00e0 dalla menzogna, un filo che costringe i protagonisti alla diffidenza e alla meschinit\u00e0, allo stare sempre in guardia e ad essere pronti per ogni sorta di clamoroso colpo di scena. In questo effettivamente ci sono molte somiglianze con il favoloso esordio di Tarantino,<em> Le iene<\/em>, anche per l\u2019ambientazione interna entro cui si svolge quasi tutta l\u2019azione, considerando che le scene girate in esterno sono comunque alternate con l\u2019interno della carrozza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La divisione in capitoli fa da schema a un film dove le corse dei cavalli sono girate in ralenti, rese ancora pi\u00f9 epiche e wagneriane dalle maestose partiture composte da Morricone, un richiamo all\u2019epos che catapulta lo spettatore in una dimensione che rimanda esplicitamente a Sergio Leone e all\u2019altro Sergio, il pi\u00f9 crepuscolare Corbucci. I flashback che spiegano gli antefatti o le azioni accadute in precedenza non rischiano di essere didascalici, ma agiscono come intervalli sulla linea temporale della pellicola. I personaggi sono definiti molto bene e la prima parte del film (un\u2019ora e mezza sulle due ore e mezza totali) \u00e8 parecchio verbosa, quasi priva di azione, ben scritta e ben congegnata, dove la tensione sale in maniera evidente e, con essa, la curiosit\u00e0 dello spettatore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La prima parte \u00e8 dunque ben scritta, oltre che perfettamente girata. Che la regia sia ottima non \u00e8 una novit\u00e0 in casa Tarantino: ci\u00f2 che colpisce e disorienta \u00e8 la maturit\u00e0 con cui l\u2019antefatto prende forma, lasciando ampio spazio alle psicologie dei personaggi. La ricerca di un\u2019identit\u00e0 per ognuno di loro diventa anche la ricerca di una identit\u00e0 nazionale. Allo scontro tra nordisti e sudisti si unisce l\u2019odio razziale, l\u2019emarginazione dei messicani, i dubbi sull\u2019opportunit\u00e0 di mandare o meno una donna all\u2019impiccagione, vecchi rancori e nuove paure.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quello di Tarantino \u00e8 un film politico, che nella prima parte non si nasconde e non ha paura di indagare sulla natura umana messa a confronto con le forze della natura che costringono le otto canaglie a dover condividere uno spazio comune, piccolo, chiuso, entro il quale la lotta tra bene e male \u00e8 senza confini e senza appartenenze, dove il concetto di giustizia \u00e8 privato delle sue passioni \u00abperch\u00e9 se c\u2019\u00e8 passione, allora non \u00e8 giustizia\u00bb. L\u2019emporio di Minnie fa da palco a un kammerspiel che si evolve, lasciando progressivamente spazio alle pulsioni umane e alla violenza pi\u00f9 bieca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La storia si incrocia, si incontra, si interfaccia tra legge, legalit\u00e0, sangue e documenti scritti, l\u00e0 dove le fonti scritte sono spesso considerate le fonti principali e pi\u00f9 affidabili, in questo caso diventano veicolo di menzogna, mistificazione, facile falsificazione. La resa dei conti \u00e8 imminente e la seconda parte rassicura i seguaci e i fans del regista. Litri di sangue, facce sfracellate da proiettili, arti mozzati e uccisioni sommarie sono il leitmotiv di tutta l\u2019ultima ora della pellicola, dove fondamentalmente i buoni propositi imbastiti nella prima parte vengono smascherati, smantellati e ridicolizzati da un Tarantino che proprio non riesce a fare a meno di mettere in scena uno splatter cos\u00ec esagerato da risultare a tratti ridicolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma sarebbe ingiusto (s)valutare in maniera negativa questo film solo a causa di un\u2019ora di sangue e urla, perch\u00e9 fondamentalmente \u00e8 quanto ci si aspetta vedendo un film di Tarantino. Fuori luogo e inconsueta sarebbe stata la violenza sommaria se si fosse trattato di qualcun altro. Ma se la faccia di Hitler grottescamente disintegrata in <em>Bastardi senza gloria<\/em> aveva una sua funzione semiologica, simbolica e carica di significato, il sangue di <em>The hateful eight<\/em> sembra messo l\u00ec solo per tenere fede al giuramento che il regista ha fatto nei confronti del suo pubblico, senza una reale e concreta evoluzione all\u2019interno del meccanismo narrativo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In fondo \u201cl\u2019atto unico\u201d a sfondo psicologico aveva funzionato bene, tra dialoghi verbosissimi ma funzionanti e tra ribaltamenti di ruoli che vedono il \u201cnegro\u201d Marquis Warren tenere in mano il pallino del gioco in un inferno di bianchi pronti a scannarsi l\u2019un l\u2019altro. L\u2019intera opera \u00e8 ben sorretta dalle ottime interpretazioni di Samuel L. Jackson, Kurt Russel, Walton Goggins (novello Steve Buscemi), Tim Roth e Bruce Dern, coadiuvati da una bravissima Jennifer Jason nei panni della canaglia in gonnella destinata all\u2019impiccagione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A fare da sfondo v\u2019\u00e8 la colonna sonora di un immortale Ennio Morricone e l\u2019emporio\/saloon che riproduce in maniera perfetta quello che poteva essere l\u2019interno di un \u201calbergo\u201d per le diligenze nelle desolate e sconfinate campagne del vecchio e selvaggio ovest degli Stati Uniti, un ovest implacabile, immenso, immobile, che sembra quasi indifferente al corso della storia (e della Storia) e alle vicende di quelle migliaia di piccoli uomini che, come le otto canaglie di Tarantino, si sono uccisi, massacrati ed eliminati sull\u2019onda di una violenza selvaggia e primitiva, antica come le nevi crepuscolari e le bufere naturali e umane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Nicola \u2018nimi\u2019 Cargnoni<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-35863\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight01.jpg\" alt=\"The Hateful Eight01\" width=\"800\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight01.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight01-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight01-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight01-436x290.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/The-Hateful-Eight01-673x449.jpg 673w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<br \/>\n<strong>The Hateful Eight<\/strong><br \/>\n(USA\/2015)<br \/>\nRegia, sceneggiatura: Quentin Tarantino<br \/>\nMusiche: Ennio Morricone<br \/>\nFotografia: Robert Richardson<br \/>\nMontaggio: Fred Raskin\tCasting By<br \/>\nScenografie: Yohei Taneda<br \/>\nInterpreti principali: Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Demi\u00e1n Bichir, Tim Roth, Michael Madsen, Bruce Dern, James Parks\tJames Parks, Dana Gourrier, Zo\u00eb Bell, Lee Horsley, Gene Jones, Keith Jefferson<br \/>\n187&#8242;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Il ciclone di Tarantino sorprende all\u2019inizio, rassicura alla fine &nbsp; L\u2019apice della cinematografia tarantiniana risiede nella scena in cui Hitler viene ammazzato all\u2019interno di una sala cinematografica, mentre un ebreo (uno dei Bastardi senza gloria) gli spappola e gli sfigura il viso con una scarica di mitragliatrice, rubandogli l\u2019identit\u00e0 oltre che la vita. 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