{"id":36119,"date":"2016-03-21T19:52:22","date_gmt":"2016-03-21T18:52:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=36119"},"modified":"2016-03-21T19:52:22","modified_gmt":"2016-03-21T18:52:22","slug":"21-gramos-alejandro-gonzales-inarritu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=36119","title":{"rendered":"21 gramos > Alejandro Gonzales I\u00f1arritu"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36121\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_01.jpg\" alt=\"21grams_01\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_01.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_01-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_01-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_01-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_01-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_01-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_01-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p><strong>Il corpo concreto e il peso dell\u2019anima: \u00ab21 grammi\u00bb<\/strong><\/p>\n<p><em>Iniziato mercoled\u00ec 9 marzo 2016 un ciclo di proiezioni cinematografiche presso il Cineporto di Bari, che d\u00e0 il via a una (speriamo) lunga collaborazione tra le universit\u00e0 pugliesi e il Centro studi dell\u2019Apulia Film Commission. Citando il comunicato stampa di presentazione \u00abCinema Ergo Sum, che si terr\u00e0 interamente al Cineporto di Bari, \u00e8 una rassegna che ha come intento quello di mostrare l\u2019intreccio virtuoso tra la cultura umanistica e la \u201csettima arte\u201d, tra il \u201cclassico\u201d e il \u201ccontemporaneo\u201d che rende il nostro patrimonio culturale vivo e attivo dentro il nostro presente\u00bb.<\/em><br \/>\n<em> Abbiamo pensato di realizzare un reportage proponendo le analisi dei film anche alla luce delle lezioni introduttive. Ogni recensione sar\u00e0 preceduta da un breve riepilogo di quanto trattato dai docenti del dipartimento di Scienze umanistiche che hanno dato vita a questa iniziativa, grazie anche al coordinamento della prof.ssa Francesca Romana Recchia Luciani.<br \/>\n<\/em><a href=\"http:\/\/www.uniba.it\/eventi-alluniversita\/2016\/rassegna-cinema-ergo-sum\" target=\"_blank\">LINK<\/a><\/p>\n<p>articolo a cura di Nicola Cargnoni<br \/>\nintroduzione a cura di Pasqua Giordano<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36123\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_02.jpg\" alt=\"21grams_02\" width=\"782\" height=\"518\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_02.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_02-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_02-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_02-436x289.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p><strong>Introduzione e commento della prof.ssa Recchia Luciani<\/strong><\/p>\n<p>Mercoled\u00ec 9 marzo ha avuto inizio con il film \u00ab21 grammi\u00bb la rassegna \u201cCinema ergo sum\u201d, un esperimento che tenta di portare alla luce il nesso inscindibile tra il linguaggio cinematografico e quello filosofico, entrambi a fondamento del \u201cfare comunit\u00e0\u201d e contraddistinti da una certa sacralit\u00e0 auratica.<\/p>\n<p>\u00c8 il sottotitolo del film, <em>Il peso dell\u2019anima<\/em>, a offrire lo spunto per discutere sul tema della corporeit\u00e0, al centro del pensiero filosofico a partire dal solo \u2019900, quando Nietzsche ne offre una piena rivalutazione, anche edonistica, a dispetto dell\u2019oblio a cui la tradizione cristiana e la Scolastica lo avevano condannato, ravvedendo nel corpo ragione di sola finitudine umana.<\/p>\n<p>Ma l\u2019uomo, fatto di carne e sentimenti, \u00e8 reso fragile e vulnerabile dal suo corpo transeunte non solo a livello fisico, quindi in qualit\u00e0 di essere mortale, quanto nella sua dimensione relazione e sociale. A tal proposito Elias Canetti, in particolare in <em>Massa e potere<\/em> (1960), ha analizzato la dimensione dell\u2019io, racchiuso in una sorta di bolla che ne stabilisce i confini del corpo ma allo stesso tempo anche le sue estensioni, quando entra in relazione con l\u2019altro: a guidarlo vi \u00e8 il timore intrinseco, un terrore atavico, di essere toccati dall\u2019altro, ovvero dall\u2019ignoto.<\/p>\n<p>Ma chi \u00e8 l\u2019estraneo? \u00c8 solo uno straniero o anche un intruso? Quest\u2019ultimo pu\u00f2 naturalizzarsi, quindi integrarsi, o restare un corpo estraneo, altro dall\u2019io. E come il filosofo Jean-Luc Nancy, a seguito di un trapianto di cuore, ci invita a riflettere su chi sia l\u2019intruso, se l\u2019organo che salva, il farmaco antirigetto che mette nuovamente in pericolo la vita, o il tumore che minaccia, cos\u00ec in \u00ab21 grammi\u00bb viene meno ogni scissione cartesiana tra corpo-macchina e anima e non possiamo pi\u00f9 dire cosa ci guidi verso l\u2019altro: i sentimenti sono biologicamente trasmissibili?<\/p>\n<p>Se parlare del corpo costituisce un\u2019effrazione del linguaggio, poich\u00e9 non siamo in grado di \u201cdire\u201d un concetto cos\u00ec complesso e \u201csensibile\u201d, il cinema rappresenta, invece, un ottimo veicolo espressivo poich\u00e9 espone direttamente il corpo attraverso la potenza delle immagini e utilizza l\u2019emozionale per raggiungere il razionale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36124\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_03.jpg\" alt=\"21grams_03\" width=\"782\" height=\"518\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_03.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_03-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_03-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/21grams_03-436x289.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p><strong>Il film<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab21 grammi\u00bb \u00e8 un film sul tempo, contro il tempo. \u00c8 la precisa indicazione sul peso corporeo dell\u2019anima, utilizzando una definizione di per s\u00e9 ossimorica. Ma a essere generalmente ossimorica \u00e8 la regia di Alejandro Gonzales I\u00f1arritu, che scompone formalmente il piano temporale della vicenda che riguarda i tre protagonisti del film.<\/p>\n<p>Ognuno dei protagonisti compie qualcosa di ripetitivo, e quindi di circolare, \u00abper non diventare pazzo\u00bb. La frammentazione temporale sul piano diegetico corrisponde alla lotta che i personaggi portano avanti contro il tempo, immobile e sempre in movimento allo stesso tempo. Paul fuma, lo fa di nascosto, perch\u00e9 \u00e8 in attesa di un trapianto di cuore e sa bene che non pu\u00f2, ma fuma \u00abperch\u00e9 altrimenti impazzisce\u00bb. Cristina corre, nuota, scandisce la sua vita (e quindi lo scorrere del tempo) tenendosi in movimento, e anche lei lo fa \u00abaltrimenti rischia di diventare pazza\u00bb.<\/p>\n<p>I\u00f1arritu si diverte a creare questo parallelismo anche per contrapporre il concetto di vita a quello di tempo. Il tempo scorre in ogni caso, ma l\u2019immobilit\u00e0 corporea pu\u00f2 portare all\u2019immobilit\u00e0 della mente. Eppure Paul e Cristina vivono l\u2019uno in un corpo malato e l\u2019altra in un corpo sano, ma per allontanare da s\u00e9 l\u2019insanit\u00e0 della follia devono compiere un atto concreto, reale, specchio dell\u2019atto che il regista compie cercando di dare un connotato concreto e reale a una cosa tanto invisibile quale l\u2019anima. Ma la follia dalla quale i protagonisti si difendono compiendo atti concreti \u00e8 una malattia che andrebbe proprio a intaccare l\u2019anima, la mente, la sede dei sentimenti.<\/p>\n<p>La carne al fuoco \u00e8 tanta e \u00ab21 grammi\u00bb risulta essere un caleidoscopio di argomenti, probabilmente troppi per essere racchiusi nell\u2019arco temporale (scomposto) delle due ore di durata. Ma a decretare l\u2019abbondanza del contenuto non \u00e8 la quantit\u00e0 degli argomenti affrontati, bens\u00ec la loro qualit\u00e0: maternit\u00e0, paternit\u00e0, etica, donazione, aborto, religione, inseminazione, vendetta, medicina, fanatismo.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che il regista messicano, dopo lo sfolgorante esordio con \u00abAmores Perros\u00bb, un\u2019altra pellicola che si regge sul meccanismo degli incontri\/scontri e della sovrapposizione di piani temporali, senta la necessit\u00e0 di impegnarsi in un\u2019impresa a suo modo titanica. I\u00f1arritu mette disordine sul piano temporale per tentare di fare ordine almeno sul piano morale, catapultando lo spettatore nella stessa condizione angosciosa e confusa in cui si trovano a vivere i protagonisti interpretati dal brillante cast di \u00ab21 grammi\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019incipit del film \u00e8 quadripartito: si va da scene che durano pochi fotogrammi fino a momenti piuttosto estesi che comunque tratteggiano fin da subito la psicologia dei personaggi. I protagonisti sono subito presentati, anche se in momenti molto diversi tra loro e assolutamente accavallati sul piano temporale.<br \/>\nCi\u00f2 che importa di \u00ab21 grammi\u00bb, per\u00f2, non \u00e8 tanto la scomposizione dal punto di vista cronologico, ma ci\u00f2 che si sussegue sul piano diegetico. I\u00f1arritu prende spunto dal \u201cpeso dell\u2019anima\u201d per tracciare un continuo parallelo con il peso della vita e con quello di ogni singola azione. L\u2019astrazione spazio-temporale passa anche attraverso le contraddizioni e le incoerenze che caratterizzano il comportamento a tratti nevrotico, spesso confuso, quasi sempre istintuale dei protagonisti.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio l\u2019istintivit\u00e0 dei personaggi che li avvicina molto al concetto quasi animalesco di corporeit\u00e0, nell\u2019ottica di un contatto fisico agognato ma allo stesso tempo temuto e quasi rifiutato. Un bravissimo Sean Penn, nei panni di un \u201cmorto che cammina\u201d (in un gioco intratestuale col film \u00abDead man walking\u00bb di Tim Robbins del 1995, dove Penn \u00e8 protagonista) subisce un trapianto di cuore; successivamente sente il bisogno (istintuale, ma anche morale e sommessamente biologico) di andare alla ricerca della moglie il cui uomo ha donato l\u2019organo. Ne esce \u00abun incrocio di destini, una strana storia\u00bb (per dirla alla De Gregori) dove lo scontro di temi e sentimenti diretto ad arte da I\u00f1arritu fa il paio con situazioni che tra loro si richiamano in un interessante gioco di rimandi.<\/p>\n<p>Il lavoro di I\u00f1arritu va ben al di l\u00e0 della semplice intenzione di designare il cuore come sede concreta di un\u2019anima la cui astrattezza si pu\u00f2 addirittura pesare in grammi. Ci\u00f2 che I\u00f1arritu mette in atto con \u00ab21 grammi\u00bb \u00e8 un continuo porsi quesiti sul valore soggettivo che ognuno di noi d\u00e0, o \u00e8 disposto a dare, a tematiche oltremodo dibattute, a tratti \u201csuperate\u201d, ma che mantengono una loro solidissima universalit\u00e0 all\u2019interno della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p>I\u00f1arritu sceglie il cuore come sede di quell\u2019anima completamente assoggettata al potere del sentimento, e lo fa con un gioco di incastri che richiama tanta parte della letteratura e della cinematografia che hanno fatto di questo tema il fulcro di altre opere. Ma i protagonisti di I\u00f1arritu si incontrano\/scontrano solo grazie al pretesto del trapianto, sebbene la razionalit\u00e0 delle loro azioni sia guidata da intenti veri e reali, diametralmente opposti al concetto di follia che rischia di intaccare le anime di Cristina e Paul.<\/p>\n<p>E quello del regista non \u00e8 solo un film su corpi che si difendono dalla pazzia, ma mette in discussione anche il concetto di responsabilit\u00e0, spesso soggetto a decisioni prese in maniera violenta. La responsabilit\u00e0 \u00e8 qui un concetto che fa, s\u00ec, parte del libero arbitrio di ognuno, ma ai protagonisti occorre una scossa per prendere atto della gravit\u00e0 delle proprie azioni. E questo \u00e8 un incarico che I\u00f1arritu affida al personaggio di Benicio del Toro, Jack, che all\u2019inizio del film chiede a un ragazzo di \u00abprendersi le proprie responsabilit\u00e0\u00bb, ma glielo chiede in maniera violenta e aggressiva. E nella circolarit\u00e0 di \u00ab21 grammi\u00bb quest\u2019azione torna anche nel finale, quando Jack irrompe nella stanza di un Motel chiedendo a Paul di compiere il disegno che aveva in mente, di porre fine a tutto, di prendersi (anche lui) \u00abla propria responsabilit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>La frammentazione sul piano formale, quindi, non impedisce a I\u00f1arritu di raggiungere una certa circolarit\u00e0 nell\u2019impianto narrativo, forse osando un po\u2019 troppo dal punto di vista etico. Non si voglia mettere in dubbio la bont\u00e0 del film, ma gli spunti di riflessione alla fine di esso sono fin troppi.<\/p>\n<p>Eppure nonostante la volont\u00e0 dei protagonisti sia attuata in modo da dare concretezza all\u2019anima, in modo da darle un \u201cpeso\u201d, ci\u00f2 che risulta evidente \u00e8 che anche la pi\u00f9 piccola azione pu\u00f2 causare un \u201ceffetto farfalla\u201d degno di un vero e proprio atto di forza. In fondo il concetto di anima \u00e8 proprio questo: essere invisibile, forse inesistente, eppure guidare le azioni di ogni individuo e, quindi, decidere le sorti di tutti. \u00c8 un film dove le azioni di uno possono segnare indelebilmente (e in eterno) la vita dell\u2019altro.<\/p>\n<p>Ma I\u00f1arritu sembra voler smentire anche questo concetto perch\u00e9 con un meccanismo geniale aggiunge anche l\u2019ingrediente del Fato. Un elemento che va al di l\u00e0 di qualsiasi azione arbitraria o razionale, un elemento che \u00e8 anche pi\u00f9 potente dell\u2019anima. E come spiegare altrimenti la serie di coincidenze che portano tre vite completamente slegate a incontrarsi in maniera cos\u00ec perfetta? Ma non solo questo. Il \u201cdead man walking\u201d Paul \u00e8 destinato al finale incredibile e allo stesso tempo\/modo previsto e prevedibile (se pensiamo bene al meccanismo del film), al termine di una serie di incastri che dipendono dalla volont\u00e0 di ognuno dei protagonisti ma che incorrono inesorabilmente e tragicamente nel volere di un Fato che non lascia scampo alcuno.<\/p>\n<p>a cura di Nicola Cargnoni<br \/>\nintroduzione a cura di Pasqua Giordano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36122\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/LOCANDINACINEMAERGOSUM.jpg\" alt=\"LOCANDINACINEMAERGOSUM\" width=\"622\" height=\"822\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/LOCANDINACINEMAERGOSUM.jpg 622w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/LOCANDINACINEMAERGOSUM-227x300.jpg 227w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/LOCANDINACINEMAERGOSUM-436x576.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 622px) 100vw, 622px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>CINEMA ERGO SUM<br \/>\n<\/strong><em>&#8230;prossimamente&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>mercoled\u00ec 16 marzo<\/strong><br \/>\nRITUALIT\u00c0 <em>Silent Souls<\/em> (2010) di Aleksey Fedorchenko<br \/>\nIntrodotto da Paola DE SANTIS (Archeologia Cristiana)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>mercoled\u00ec 23 marzo<\/strong><br \/>\nGUERRA FREDDA <em>Il dottor Stranamore<\/em> (1963) di Stanley Kubrick<br \/>\nIntrodotto da Carlo SPAGNOLO (Storia contemporanea)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>mercoled\u00ec 30 marzo<\/strong><br \/>\nUMANIT\u00c0 <em>Il vangelo secondo Matteo<\/em> (1964) di Pier Paolo Pasolini<br \/>\nIntrodotto da Immacolata AULISA (Storia del cristianesimo antico), Laura CARNEVALE (Storia del cristianesimo antico) e Ada CAMPIONE (Storia della Chiesa antica)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>mercoled\u00ec 13 aprile<\/strong><br \/>\nLIBERT\u00c0 <em>Spartacus<\/em> (1960) di Stanley Kubrick<br \/>\nIntrodotto da Massimo PINTO (Storia della filologia e della tradizione classica)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>mercoled\u00ec 20 aprile<\/strong><br \/>\nHUMUS <em>Nostalghia<\/em> (1983) di Andrei Tarkovskij<br \/>\nIntrodotto da Annalisa CAPUTO (Linguaggi della filosofia)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>mercoled\u00ec 4 maggio<\/strong><br \/>\nLINGUAGGIO <em>Her<\/em> (2013) di Spike Jonze<br \/>\nIntrodotto da Iulia PONZIO (Filosofia del linguaggio)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.uniba.it\/eventi-alluniversita\/2016\/rassegna-cinema-ergo-sum\" target=\"_blank\">LINK<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il corpo concreto e il peso dell\u2019anima: \u00ab21 grammi\u00bb Iniziato mercoled\u00ec 9 marzo 2016 un ciclo di proiezioni cinematografiche presso il Cineporto di Bari, che d\u00e0 il via a una (speriamo) lunga collaborazione tra le universit\u00e0 pugliesi e il Centro studi dell\u2019Apulia Film Commission. 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