{"id":36243,"date":"2016-04-12T14:25:56","date_gmt":"2016-04-12T12:25:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=36243"},"modified":"2016-04-12T19:49:45","modified_gmt":"2016-04-12T17:49:45","slug":"il-vangelo-secondo-matteo-pier-paolo-pasolini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=36243","title":{"rendered":"Il vangelo secondo Matteo > Pier Paolo Pasolini"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36246\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cinema-ergo-sum-04-vangelo-1.jpg\" alt=\"cinema ergo sum 04 - vangelo 1\" width=\"1300\" height=\"912\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cinema-ergo-sum-04-vangelo-1.jpg 1300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cinema-ergo-sum-04-vangelo-1-436x306.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cinema-ergo-sum-04-vangelo-1-1112x780.jpg 1112w\" sizes=\"auto, (max-width: 1300px) 100vw, 1300px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ges\u00f9, il primo dei rivoluzionari<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Continua il ciclo di proiezioni cinematografiche presso il Cineporto di Bari, che d\u00e0 il via alla collaborazione tra le universit\u00e0 pugliesi e il Centro studi dell\u2019Apulia film commission. Per ogni appuntamento realizziamo un reportage proponendo le analisi dei film anche alla luce delle lezioni introduttive e del forum successivo.<br \/>\nIl <a href=\"http:\/\/www.uniba.it\/eventi-alluniversita\/2016\/rassegna-cinema-ergo-sum\" target=\"_blank\">comunicato stampa<\/a> della manifestazione. <\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A cura di Nicola Nimi Cargnoni<br \/>\nIntroduzione e Forum a cura di Pasqua Giordano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Introduzione e commento delle prof.sse Immacolata Aulisa e Laura Carnevale<\/strong><\/p>\n<p>Pier Paolo Pasolini durante l\u2019intera sua vita, attraverso la scrittura e il cinema, si \u00e8 interrogato sul cosa significhi \u201cessere uomo\u201d, in particolare il film <em>Il vangelo secondo Matteo<\/em> \u00e8 motivo di riflessione sul tema dell\u2019umanit\u00e0. Per Pasolini l\u2019autenticit\u00e0 dell\u2019esistenza va ricercata alle origini delle cose: la verit\u00e0 risiede nell\u2019umile, nell\u2019uomo povero, ai margini della vita. \u00c8 attraverso i loro volti che gli uomini si rapportano gli uni agli altri alla ricerca del confronto e dell\u2019autenticit\u00e0 primigenia. Tutto ci\u00f2 comporta da parte dell\u2019autore e cineasta bolognese una attenzione particolare nello scegliere i personaggi dei suoi lavori, sui cui volti, colti in tutta la loro bruttezza, atipicit\u00e0 e asimmetria, la macchina da presa indugia a lungo.<\/p>\n<p>Pasolini ambienta <em>Il vangelo secondo Matteo<\/em> nell\u2019Italia meridionale degli anni Sessanta, tra Lazio, Campania, Puglia e Lucania, e guarda al mondo contadino per individuare attori i cui volti rappresentino con rudezza la sofferenza dei palestinesi, si serve di amici intellettuali per gli apostoli e si rivolge a esponenti della borghesia per rappresentare i farisei, per consegnare della religione un ritratto negativo, quale strumento di dominio politico e sociale. Attraverso il suo sguardo, quindi, Pasolini ripropone quello delle scritture evangeliche e di Ges\u00f9, nel quale si rivede, tant\u2019\u00e8 che sceglie proprio sua madre per rappresentare la Vergine Maria, non come figlio di Dio, ma appunto come uomo fra gli uomini, portavoce e leader rivoluzionario dei pi\u00f9 deboli, degli umili e degli oppressi palestinesi.<\/p>\n<p>Pasolini col suo lavoro intercetta involontariamente quella corrente di studi cristiani che rileva la grande importanza dello studiare Ges\u00f9 come figura storica, scindendo il piano dottrinale da quello scientifico, e rifacendosi a fonti accreditate (ossia autentiche e credibili) archeologiche e scritte, non soltanto canoniche (vangeli, atti ed epistole) ma anche apocrife. Per ricostruire la figura di Ges\u00f9 da un punto di vista storico \u00e8 necessario, allora, farlo rientrare nel giudaismo pi\u00f9 pieno, tenendo bene a mente che si \u00e8 trattato di un uomo vissuto e morto nel mondo ebraico e che ha ubbidito quindi alle leggi del suo universo: non a caso per il film Pasolini sceglie un attore dai tratti semiti. In un primo momento la scelta era ricaduta su un poeta, a voler individuare Ges\u00f9 quale intellettuale in un mondo di poveri (di spirito), ma successivamente Pasolini conosce uno studente spagnolo di soli 19 anni profondamente antifranchista e vede in lui il miglior rappresentante di quella forza rivoluzionaria, contraria alla brutalit\u00e0 moderna e progressista, che era stata anche del Cristo.<\/p>\n<p>L\u2019alternanza di musiche classiche e di canti gospel di tradizione africana fanno si che la colonna sonora nel complesso doni epicit\u00e0 a vicende il cui carattere sacro si scontra con la rudezza dei personaggi, \u00absporchi e puzzolenti\u00bb a detta dello stesso Pasolini, e in cui i silenzi e le voci del paesaggio, i rumori, esprimono significanti pi\u00f9 profondi. L\u2019autore e cineasta si era gi\u00e0 avvicinato al mondo del sacro da una prospettiva \u201catea\u201d e, anzi, solo l\u2019anno precedente, nel 1963, era stato accusato di vilipendio della religione di Stato per l\u2019episodio <em>La ricotta<\/em> in <em>Ro.Go.Pa.G.<\/em>, laddove uno dei ladroni moriva per indigestione della ricotta rubata, tant\u2019\u00e8 che Pasolini riscontra difficolt\u00e0 nel trovare un produttore e si rivolge infine ad Alfredo Bini.<\/p>\n<p>Sono anni in cui la Chiesa Cattolica, col Concilio Vaticano II e soprattutto grazie all\u2019opera di Papa Giovanni XXIII, si avvia ad una fase post-bellica di rinnovamento e di apertura alle donne e alla sinistra intellettuale; ed \u00e8 proprio alla persona del Papa che Pasolini dedica <em>Il vangelo secondo Matteo<\/em>, poich\u00e9 \u00e8 a lui che pensa quando, aprendo per caso la Bibbia e leggendo il Nuovo Testamento, partorisce l\u2019idea del film. Un ateo, anticlericale e marxista questa volta consegna una visione tutta personale del sacro, profondamente cristiana, anche se non cattolica, che gli vale l\u2019apprezzamento da parte del mondo della chiesa ma commenti negativi dalla critica di sinistra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-36247\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cinema-ergo-sum-04-vangelo2.jpg\" alt=\"cinema ergo sum 04 - vangelo2\" width=\"800\" height=\"532\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cinema-ergo-sum-04-vangelo2.jpg 800w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cinema-ergo-sum-04-vangelo2-436x290.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/cinema-ergo-sum-04-vangelo2-673x449.jpg 673w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il film<\/strong><\/p>\n<p>Non v\u2019\u00e8 dubbio che il cinema di Pasolini dia il meglio di s\u00e9 nell\u2019indagine sul contemporaneo, tant\u2019\u00e8 vero che gli apici della sua filmografia si possono trovare in \u00abMamma Roma\u00bb, \u00abAccattone\u00bb, \u00abTeorema\u00bb, e il maestoso \u00abSal\u00f2\u00bb.<br \/>\nQuando il poeta friul-emiliano decide di sconfinare nella ricerca del mito e del sacro, occorre che l\u2019occhio metta da parte ogni pretesa di estetismo e decida di lasciare che le immagini frantumino ogni convenzione di linguaggio e di metodo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che conta nel lavoro di Pasolini \u00e8 la fedelt\u00e0 al testo, dal momento dell\u2019Annunciazione a Maria, fino alla Resurrezione. Verrebbe da chiedersi per quale motivo un intellettuale sofisticato come Pasolini non abbia scelto il Vangelo di Giovanni, teologicamente pi\u00f9 difficile: la risposta \u00e8 nella casualit\u00e0, dato che l\u2019ispirazione al film arriva mentre il poeta sta leggendo casualmente i libri del Nuovo Testamento di una Bibbia trovata per caso in una camera d\u2019albergo di Assisi.<\/p>\n<p>Nell\u2019operazione di Pasolini il Vangelo viene spogliato di ogni velleit\u00e0 di adattamento. Il regista si mantiene fedelissimo alle scritture, non tradendo gli intenti originali delle sacre scritture. Ma Pasolini si mantiene soprattutto fedele a s\u00e9 stesso, lasciando nel Cristianesimo un punto di riferimento sociale, culturale e affettivo che appartiene alla sua e alla nostra cultura. Non \u00e8 un caso che per incarnare la Madonna in et\u00e0 adulta Pasolini scelga proprio la madre Susanna.<\/p>\n<p>Del resto occorre chiedersi quale ostacolo si possa frapporre tra il pensiero marxista e il messaggio del Cristo. Pasolini intuisce il potenziale rivoluzionario che risiede e si annida nelle parole del Vangelo, quindi dota il suo film di un\u2019alternanza tra i primissimi piani indagatori e le ampie panoramiche naturalistiche degli spazi, dando un valore plastico e concreto ai silenzi pi\u00f9 che ai dialoghi.<\/p>\n<p>\u00c8 infatti questo gioco di regia tra i silenzi e le parole che evidenzia la reale differenza tra ci\u00f2 che \u00e8 di Pasolini e ci\u00f2 che \u00e8 del Vangelo: la ricerca del regista \u00e8 soprattutto sul personaggio di Ges\u00f9. Il Ges\u00f9 che oggi vediamo come buono e saggio, Pasolini lo vede in un\u2019ottica di contestualizzazione storica: un uomo calato nella sua epoca, portatore di ideali forti, inflessibili e dall\u2019acceso carattere rivoluzionario, proprio come poteva apparire ai suoi contemporanei.<\/p>\n<p>La scelta del cast \u00e8 stata fatta per analogie: esponenti della borghesia interpretano i Farisei; contadini pugliesi e lucani incarnano il popolo; alcuni amici intellettuali del regista prestano il volto agli Apostoli, mentre Ges\u00f9 \u00e8 interpretato da un rivoluzionario catalano diciannovenne e antifranchista. La dedica a Giovanni XXIII \u00e8 la firma in calce con cui Pasolini (ateo e anticlericale) non rifugge la cultura cristiano-cattolica, ma ne rispetta gli intenti, le fondamenta e le scritture su cui basa la propria esistenza.<\/p>\n<p>Non v\u2019\u00e8 dunque molta differenza tra i \u201cragazzi di vita\u201d e i discepoli del Cristo, perch\u00e9 il Ges\u00f9 di Pasolini \u00e8 povero tra i poveri, e si trova calato in una realt\u00e0 dove deve sconfiggere le barriere culturali dell\u2019incomunicabilit\u00e0. Oggi vediamo pacificamente la figura del Cristo come armonizzata nel suo contesto, che siamo credenti o meno. Ma Pasolini ancora una volta non accetta l\u2019accezione moderna del passato, quindi si mette in gioco e mette a fuoco le difficolt\u00e0 che pu\u00f2 aver incontrato Ges\u00f9 Cristo nella realt\u00e0 in cui ha vissuto, egli, primo tra i rivoluzionari.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Forum e commento dopo la visione<\/strong><\/p>\n<p>La visione del film si \u00e8 rivelata motivo di discussione sulla paternit\u00e0 dei vangeli, sull\u2019incarnazione del divino e il suo rapporto col giudaismo e sul parallelo che si pu\u00f2 effettuare tra il Cristo di Pasolini, il marxismo e la filosofia socratica.<\/p>\n<p>Certamente i vangeli sono stati scritti in epoche cronologicamente differenti e non nell\u2019ordine in cui noi li ritroviamo nel Nuovo Testamento e sono sicuramente il risultato di un lavoro di redazione e ricucitura: non si pu\u00f2 parlare di singole figure autoriali. Il Vangelo di Matteo, per esempio, \u00e8 giunto a noi in greco, anche se autori del passato riportano traccia di testi evangelici scritti in aramaico, la lingua di Ges\u00f9 e dei suoi apostoli, e vi sono di questi frammenti autentici ritrovati e conservati. Possiamo dire che i quattro vangeli sono attribuiti per convenzione a quattro figure, ai cui nomi corrispondono anche determinati mestieri, e legate ad una particolare simbologia: l\u2019uomo alato per Matteo, il leone alato per Marco, il bue alato per Luca e l\u2019aquila per Giovanni.<\/p>\n<p>Quello che fa scandalo presso il mondo ebraico \u00e8 il fatto che l\u2019Infinito, immenso e non rappresentabile, possa incarnarsi, farsi materia, particella umana, e per di pi\u00f9 morire e resuscitare. \u00c8 vero che nell\u2019Antico Testamento si hanno delle manifestazioni del divino, delle concretizzazioni del non concretizzabile, ma trattasi solo di modalit\u00e0 simboliche di rappresentazioni di concetti che noi, oggi, siamo in grado di astrarre, ma se contestualizziamo tali scritti ci rendiamo conto che all\u2019epoca della loro stesura ci\u00f2 non era pensabile.<br \/>\nGes\u00f9 nasce, cresce e predica da ebreo, non \u00e8 sua intenzione fondare una nuova religione, tant\u2019\u00e8 che solo nel II secolo d.C. si inizia a parlare di cristiani, mentre i primi seguaci si sentono ebrei; il cristianesimo rappresenta un\u2019estensione dell\u2019alleanza esclusiva tra Dio e gli ebrei all\u2019umanit\u00e0 intera. Col suo insegnamento Ges\u00f9 si pone contro un tipo di ebrei, non contro l\u2019intero mondo giudaico; egli stesso afferma \u00abio non sono venuto ad abolire la legge, ma a portarla a compimento\u00bb in un momento in cui il mondo giudaico \u00e8 sempre pi\u00f9 lontano dalla giusta interpretazione della volont\u00e0 del Padre. E in un giusto paragone tra Socrate e Ges\u00f9, entrambi personaggi che hanno dato la vita per la difesa dei propri ideali, gi\u00e0 i primi autori cristiani si chiedevano perch\u00e9 Socrate fosse da considerare un grande saggio, mentre Ges\u00f9 un bestemmiatore.<\/p>\n<p>Nel corso del film la figura di Ges\u00f9 si evolve, cresce spiritualmente, acquisendo sempre maggiore sicurezza, come gi\u00e0 nel Vangelo di Matteo: in ci\u00f2 Pasolini si rivela assolutamente pedissequo al testo, e se suoi sono i toni, del Vangelo sono le parole, tanto da poter dichiarare di avere gi\u00e0 una sceneggiatura. L\u2019unica libert\u00e0 che il cineasta si concede \u00e8 relativa alla cronologia degli eventi, anche perch\u00e9 non \u00e8 possibile ricostruire l\u2019esatto ordine di accadimento. La vera ricerca \u00e8 da compiere su quello che Ges\u00f9 pu\u00f2 aver detto e fatto, giacch\u00e9 la sua si presenta quale storia epica, contestualizzabile perch\u00e9 eterna, ma non ciclica.<br \/>\nIl cristianesimo di Pasolini, come religione non confessionale, per esempio, non entra in contrapposizione col marxismo, ma anzi ne condivide il senso profondamente morale e la dolorosa oppressione dei poveri da parte dei ricchi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Recensione di Nicola Cargnoni<br \/>\nIntroduzione e Forum a cura di Pasqua Giordano<\/p>\n<p><strong><br \/>\nProssimamente:<\/strong><br \/>\n<strong><br \/>\nmercoled\u00ec 13 aprile <\/strong><br \/>\nLIBERT\u00c0 <em>Spartacus<\/em> (1960) di Stanley Kubrick<br \/>\nIntrodotto da Massimo PINTO (Storia della filologia e della tradizione classica)<\/p>\n<p><strong>mercoled\u00ec 20 aprile <\/strong><br \/>\nHUMUS <em>Nostalghia<\/em> (1983) di Andrei Tarkovskij<br \/>\nIntrodotto da Annalisa CAPUTO (Linguaggi della filosofia)<\/p>\n<p><strong>mercoled\u00ec 4 maggio <\/strong><br \/>\nLINGUAGGIO <em>Her<\/em> (2013) di Spike Jonze<br \/>\nIntrodotto da Iulia PONZIO (Filosofia del linguaggio)<\/p>\n<p><strong>Gi\u00e0 proiettati:<\/strong><br \/>\n<em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=36119\">21 grammi<\/a><\/em> (2003) di Alejandro Gonz\u00e1lez I\u00f1\u00e1rritu, introdotto da Francesca Romana Recchia Luciani<br \/>\n<em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=36127\">Silent souls<\/a><\/em> (2010) di Aleksej Fedor\u010denko, introdotto da Paola De Santis<br \/>\n<em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=36165\">Il dottor Stranamore<\/a><\/em> (1964) di Stanley Kubrick, introdotto da Carlo Spagnolo<br \/>\n<em>Il vangelo secondo Matteo <\/em>(1964) di Pier Paolo Pasolini, introdotto da Immacolata Aulisa e Laura Carnevale<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ges\u00f9, il primo dei rivoluzionari &nbsp; Continua il ciclo di proiezioni cinematografiche presso il Cineporto di Bari, che d\u00e0 il via alla collaborazione tra le universit\u00e0 pugliesi e il Centro studi dell\u2019Apulia film commission. 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