{"id":37039,"date":"2016-08-13T14:00:14","date_gmt":"2016-08-13T12:00:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=37039"},"modified":"2016-09-03T18:02:32","modified_gmt":"2016-09-03T16:02:32","slug":"le-avventure-di-pinocchio-il-sogno-di-giuliano-cenci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=37039","title":{"rendered":"Le avventure di Pinocchio: il sogno di Giuliano Cenci"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37095\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/000.jpg\" alt=\"000\" width=\"1112\" height=\"764\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/000.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/000-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/000-1024x704.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/000-436x300.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p><strong>Le avventure di Pinocchio: il sogno di Giuliano Cenci<\/strong><\/p>\n<p><em>Il Capolavoro a lungometraggio dell&#8217;animazione italiana <\/em>Un burattino di nome Pinocchio <em>di Giuliano Cenci, apprezzato in tutto il mondo, ritrovato e restaurato, \u00e8 tornato magicamente a rivivere ed \u00e8 stato recentemente proposto per la prima volta al Cinema Trevi in una giornata interamente dedicata al celebre burattino di Collodi sponsorizzata del Centro Sperimentale di Cinematografia.<\/em><\/p>\n<p>di <strong>Mario Verger<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;incontro con Giuliano Cenci al Cinema Trevi a Roma. Una mattina, ai primi di gennaio 2016, mi chiam\u00f2 al cellulare Massimo Becattini per invitarmi come relatore alla presentazione del Pinocchio al Cinema Trevi, in una serata promossa dal Centro Sperimentale di Cinematografia dedicata al celebre burattino di Collodi nella quale, per l&#8217;occasione, sarebbe venuto a Roma Giuliano Cenci! Nonostante emozionato, gli risposi, per\u00f2, che in quella data sarei stato a Johannesburg per sposarmi e, ringraziandolo, gli proposi di invitare al mio posto Marco Giusti.<br \/>\nMa in ultimo, preferii rimandare il matrimonio e partire subito dopo la presentazione del Pinocchio; motivo per cui il mio nome non comparve pubblicato fra i relatori della serata, in quanto essi gi\u00e0 comunicati a Luca Pallanch, il responsabile delle programmazioni al Trevi&#8230; (per fortuna, pochi mesi prima fu presentato nella medesima sala <em>West &amp; Soda<\/em>, per i 50 anni del primo film di Bruno Bozzetto, a Roma con in testa nei depliant una mia recensione!).<br \/>\nAndai accompagnato da una giovane ragazza che conoscevo da un decennio, Sandra, la quale aveva un Bed &amp; Breakfast nel centro di Roma, senza accennarle di film su Pinocchio, Rai, Marco Giusti, n\u00e9 gli rivelai chi era per me il suo straordinario regista: Giuliano Cenci.<br \/>\nAlle 20,30 del 5 febbraio, in ritardo mi diressi con la mia Mercedes a S. Maria Maggiore a prendere Sandra, la quale gi\u00e0 era ad attendermi portandosi ben due macchine fotografiche professionali per scattarmi le foto durante la serata. E, alle prime luci della sera, ci dirigemmo a gran velocit\u00e0 verso Via Nazionale. Un breve giro convulso a tutto gas per Via del Tritone fino a Via Rasella per arrivare a Via delle Quattro Fontane e riscendere per ritornare da dove eravamo praticamente sbucati. Parcheggiammo dietro alla sede del <em>Messaggero<\/em>, poco prima dell&#8217;entrata del Traforo. Erano oltre le 21; io affrettavo il passo facendo strada a Sandra ingombrata dalle macchine fotografiche e dai tacchi alti, la quale mi seguiva lungo la via piena di gente, quando per me l&#8217;emozione di rivedere Cenci dopo 8 anni era ormai imminente. Giungemmo finalmente dopo poco a Fontana di Trevi, allegra, illuminata e sovraffollata di turisti&#8230;<br \/>\nE nella viuzza ortogonale alla piazza, risalendo le scalette interne che conducevano al Cinema Trevi, entrammo con un buon quarto d&#8217;ora di ritardo quando, oltrepassando le tende, da lontano vidi Giuliano Cenci con davanti il microfono seduto di fronte al pubblico.<br \/>\nScendendo lateralmente al pubblico i gradini seguito da Sandra, avvistai in lontananza anche Marco Giusti e ricordai quando, agli inizi del 2009, incontrai Enrico Ghezzi per discutere sul mio cartoon <em>Hello Ghezzy!<\/em> da trasmettere su Rai Tre per il 20\u00b0 anniversario di Blob.<br \/>\nSempre a proposito di <em>Hello Ghezzy!<\/em>, che aveva registrato dieci milioni di telespettatori, ricordai che fu proprio alla fine di una memorabile giornata passata a Fiumicino con Sandra che mi venne in mente il titolo, quando al ritorno incontrammo Paolo Luciani (amico di lunga data di Giusti &amp; Ghezzi e titolare con Cristina Torelli dell&#8217;Officina Film Club), il quale, dopo pochi minuti di conoscenza con la giovanissima camerunense, per le sue battute in romanesco la defin\u00ec semplicemente &#8220;un personaggio&#8221;.<br \/>\nPresentai a Marco Giusti la mia amica Sandra, facendole cenno di accomodarsi salutando al contempo i presenti, Massimo Becattini che coordinava la serata lateralmente ai primi posti e Luca Raffaelli, nel mentre arrivato con la moglie.<br \/>\nE discretamente mi accomodai accanto a Giuliano Cenci, che abbracciai dopo tanti anni&#8230;<br \/>\nEbbi per\u00f2 l&#8217;impressione che Cenci, cos\u00ec sobrio e cauto, mi aveva riconosciuto sin dall&#8217;inizio, in quanto ero molto cambiato&#8230; La presentazione ebbe inizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37043\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/1.jpg\" alt=\"1\" width=\"741\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/1.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/1-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/1-436x229.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Al centro Giuliano Cenci, a destra Mario Verger e a sinistra Marco Giusti e Luca Raffaelli)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io accanto a Cenci, nel mezzo, poi Giusti e Raffaelli, e Becattini. Intravidi ora di fronte a me, il M\u00b0 Vito Tommaso con la consorte, pi\u00f9 in l\u00e0 la Roberta Paladini, e nella file dietro altre persone fra le quali, Noa Bonetti con un&#8217;amica, e Claudia Lodolo col compagno Massimo Antonelli, cineasta e scultore che lavorava al DSE, il quale firm\u00f2 la regia della trasmissione di Rai Tre del Pinocchio di Cenci a puntate.<br \/>\nMassimo Becattini introdusse la serata, ripetendo pi\u00f9 o meno le parole diffuse nel comunicato, \u00ab<em>Dopo il lavoro di ricerca, restauro e pubblicazione del film\u00a0<\/em>La rosa di Bagdad<em> (1949), primo lungometraggio d&#8217;animazione e primo film Technicolor in Italia, nel 2011 mi sono dedicato a tempo pieno alla ricerca dei materiali originali di <\/em>Un burattino di nome Pinocchio<em>\u00a0(1972); naturalmente il campo d&#8217;indagine era Roma e i laboratori cinematografici di sviluppo e stampa che l\u00ec hanno sede. Nei miei frequenti viaggi nella capitale, ho interpellato l&#8217;amico Mario Musumeci della Cineteca Nazionale ed insieme ci siamo &#8220;spulciati&#8221; i cataloghi dei laboratori di sviluppo e stampa falliti o chiusi da tempo. Dai registri del CSC \u00e8 emerso che alla chiusura della Telecolor (la ditta che aveva eseguito a suo tempo le lavorazioni del\u00a0Pinocchio), tutti i materiali depositati nei magazzini erano passati allo stabilimento EuroLab, tuttora in attivit\u00e0. A quel punto Mario ed io siamo andati pi\u00f9 volte presso EuroLab ed io ho fornito all&#8217;amministratrice tutti i dati storici necessari per rintracciare eventualmente il film. Dopo qualche tempo (e qualche altro viaggio a Roma), ci hanno avvertiti che tutti i materiali (negativi, internegativi, interpositivi, edizioni in lingua straniera, etc.) erano stati rintracciati in un loro\u00a0magazzino a Pomezia. A quel punto &#8211; dopo una verifica tecnica dell&#8217;integrit\u00e0 dei materiali &#8211; \u00e8 cominciata l&#8217;operazione di restauro vera e propria, curata da EuroLab sotto la supervisione della Cineteca Nazionale e finanziata dalla stessa Cineteca, al 50% con l&#8217;autore Giuliano Cenci<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37044\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/2.jpg\" alt=\"2\" width=\"741\" height=\"804\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/2.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/2-276x300.jpg 276w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/2-436x473.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Massimo Becattini)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Becattini lasci\u00f2 poi la parola a Giusti quale moderatore della presentazione, iniziando a chiedere a Cenci di raccontare la sua storia partendo dall&#8217;infanzia. Giuliano raccont\u00f2 dei suoi inizi, della passione per il cartone animato che aveva da sempre, gli studi al famoso liceo artistico di Porta Romana a Firenze, e i primi esperimenti animati: dal Paperino animato su un blocchetto scorrevole di cartoncini, ancora quindicenne subito dopo la guerra a qualche anno avanti quando realizz\u00f2 nel 1949 la sua prima pubblicit\u00e0 cinematografica in 16 mm con <em>Nerone<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37097\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/foto-017-7.jpg\" alt=\"foto 017 (7)\" width=\"782\" height=\"1100\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/foto-017-7.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/foto-017-7-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/foto-017-7-728x1024.jpg 728w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/foto-017-7-436x613.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/>(Giuliano Cenci nel &#8217;72 alla presentazione del film con in braccio la figlia Elena)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37046\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/4.jpg\" alt=\"4\" width=\"741\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/4.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/4-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/4-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Il padre di Giuliano, Guido Cenci e il fratello Renzo Cenci)<\/p>\n<p>In quell&#8217;occasione Cenci ebbe a ricordare l&#8217;aiuto familiare che gli diede soprattutto il fratello Renzo appassionato di fotografia e il loro padre Guido, i quali costruirono una prima cinepresa 35 mm modificando un vecchio apparecchio fotografico. Dopo aver ricordato gli esperimenti per l&#8217;abbinamento del cartone animato col cinema dal vero, Giuliano Cenci accenn\u00f2 alla realizzazione dei primi <em>Carosello<\/em>, argomento molto caro a Giusti, al quale specific\u00f2 d&#8217;aver realizzato lui le primissime pubblicit\u00e0 della Philco nel lontano 1957.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37047\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/5.jpg\" alt=\"5\" width=\"741\" height=\"273\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/5.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/5-300x111.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/5-436x161.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Walter Chiari e Corrado Mantoni)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per poi passare al Pinocchio. Giuliano Cenci rievoc\u00f2 quando, all&#8217;indomani di un contatto con l&#8217;agente di Walter Chiari, venne presentato a Corrado Mantoni, che promosse alla sala Stensen di Firenze la proiezione di un 300 mt., con le scene pi\u00f9 spettacolari del Pinocchio per cercare i finanziatori per il lungometraggio. Il Film cost\u00f2 all&#8217;epoca 450 milioni di lire. Importanti industriali finanziarono il lungometraggio, la cui lavorazione effettiva dur\u00f2 sette anni, tre soltanto di preparazione. E, per il doppiaggio, Giuliano non si scord\u00f2 di ricordare quando scelse, fra i provini per la voce del burattino allo studio adiacente a quello di Riccardo Paladini proprio quello della figlia undicenne del giornalista Rai, Roberta Paladini, all&#8217;epoca agli esordi; l&#8217;importanza di Lauro Gazzolo quale direttore del doppiaggio e Renato Rascel che fece da voce narrante e cant\u00f2 la canzone del Film.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37048\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/6.jpg\" alt=\"6\" width=\"741\" height=\"885\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/6.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/6-251x300.jpg 251w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/6-436x521.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Renato Rascel)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37049\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/7.jpg\" alt=\"7\" width=\"741\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/7.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/7-300x152.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/7-436x221.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Riccardo Paladini e Lauro Gazzolo)<\/p>\n<p>Riguardo la scelta stilistica Cenci disse d&#8217;aver fatto riferimento ai modelli di Attilio Mussino, tanto che ad onor del vero sulle libere interpretazioni del burattino, rifer\u00ec che all&#8217;epoca le pagine della sua riduzione cinematografica, il nipote dello scrittore Mario Lorenzini (che insieme al fratello Antonio facevano da consulenti al Film), gliele approv\u00f2 firmandogliene una per una&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37050\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/8.jpg\" alt=\"8\" width=\"741\" height=\"556\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/8.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/8-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/8-436x327.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Carlo Collodi)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37051\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/9.jpg\" alt=\"9\" width=\"741\" height=\"844\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/9.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/9-263x300.jpg 263w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/9-436x497.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Giuliano Cenci)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37052\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/10.jpg\" alt=\"10\" width=\"741\" height=\"667\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/10.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/10-300x270.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/10-436x392.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Giuliano Cenci, seduto, con Renzo Cenci e le loro figlie, Patrizia e Lucia)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37053\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/11.jpg\" alt=\"11\" width=\"741\" height=\"559\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/11.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/11-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/11-436x329.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Giuliano Cenci con, a destra, Italo Marazzi alla Cartoons Cinematografica Italiana)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ricordo che Cenci raccont\u00f2 che lui come regista e capo animatore, assieme al suo vice Italo Marazzi lavorarono con tutta l&#8217;\u00e9quipe anche il giorno di Natale del &#8217;69 perch\u00e9 la lavorazione l&#8217;aveva suddivisa un tanto al mese; e quindi si dovevano produrre un tanto di minuti all&#8217;anno per quattro anni, ricordando con gratitudine la sorella maggiore Margherita, la quale fece un ottimo lavoro di Segretaria di Produzione al Film. Poi continu\u00f2 a raccontare riguardo la travagliata lavorazione, non ultime le difficolt\u00e0 messegli all&#8217;improvviso da un finanziatore milanese, molto influente nell&#8217;ambiente cinematografico dell&#8217;epoca. E l&#8217;incontro col famoso responsabile della Titanus Film Goffredo Lombardo, il quale, innamoratosi del Pinocchio di Cenci, gli stipul\u00f2 un contratto da firmare per il lancio del Film in tutto il mondo. Ma, per un senso di gratitudine verso i finanziatori pur essendo a capo della Cartoons Cinematografica Italiana, essi preferirono farlo distribuire subito tramite gli indipendenti regionali. E ci\u00f2 si rivel\u00f2 un disastro economico per i mancati incassi&#8230; Come se non bastasse, per aiutare l&#8217;\u00e9quipe in quanto valida, subito dopo il Pinocchio, Cenci ebbe un nuovo contraccolpo perch\u00e9 col nuovo soggetto animato da cui trarne una serie, <em>Pim e Spam<\/em>, ingannato da un sedicente produttore, dovette vendere persino la casa paterna per saldare i debiti.<br \/>\nPoi Giuliano Cenci accenn\u00f2 d&#8217;aver partecipato, lui e il fratello Renzo, nei primi anni &#8217;70 alla fondazione dell&#8217;ISCA (l&#8217;Istituto per la Diffusione del Cinema d&#8217;Animazione) assieme a Bruno Bozzetto, Nino e Toni Pagot, Roberto e Gino Gavioli, Osvaldo Cavandoli e altri, con lo studioso e critico cinematografico milanese Massimo Maisetti.<br \/>\nE infine, Giuliano ricord\u00f2 l&#8217;ultima volta che vide il suo Pinocchio prima di perderne le tracce, quando il Film fu venduto da una societ\u00e0, di cui Cenci non aveva nessuna quota, alla Rai per un programma a puntate per il DSE e, dopo 20 anni che era scomparso, era stato finalmente ritrovato nel 2011 grazie alle ricerche dell&#8217;Arch. Massimo Becattini, documentarista di film d&#8217;arte, con l&#8217;aiuto dei responsabili del Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma, in particolare dal dirigente dott. Mario Musumeci.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37054\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/12.jpg\" alt=\"12\" width=\"741\" height=\"580\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/12.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/12-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/12-436x341.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Luca Raffaelli, Marco Giusti e Giuliano Cenci &#8211; \u00a9 Massimo Becattini)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giusti continuava a far domande, mentre poi prese il microfono Raffaelli, il quale, spiegando di essere stanco essendo tornato la mattina con la moglie da Mumbai, dichiar\u00f2 che il Film di Cenci \u00e8 &#8220;Storia dell&#8217;Animazione Mondiale&#8221;, ed era inoltre famosissimo durante gli anni &#8217;70, perch\u00e9 andava in onda ripetutamente in tutte le TV private di tutta Italia, assieme a tanti altri famosi film dal vero.<br \/>\nRaffaelli disse che vide il Pinocchio di Cenci ancora ragazzino quando usc\u00ec nel &#8217;72 ricordando che and\u00f2 al Cinema Balduina di Roma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37055\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/13.jpg\" alt=\"13\" width=\"741\" height=\"1104\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/13.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/13-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/13-687x1024.jpg 687w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/13-436x650.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(La versione americana di The Adventures of Pinocchio &#8211; \u00a9 Giuliano Cenci)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poi Giuliano Cenci aggiunse che venne esportato anche in pi\u00f9 di 20 paesi del mondo. Purtroppo non \u00e8 stata fatta della conferenza una ripresa video ma meno male che la mia amica Sandra, alla quale avevo pregato soltanto di far le foto, di tanto in tanto schiacciava il tasto &#8216;Rec&#8217; &#8216;del video. Ecco, qualche breve stralcio:<br \/>\nIo affermai: \u00ab<em>Ha avuto in America, in California sul circuito televisivo di Nickelodeon, in tutti gli anni &#8217;80 e &#8217;90 un notevole successo: \u00e8 girato negli Stati Uniti ed \u00e8 molto conosciuto, e poi \u00e8 uscito pure in VHS<\/em>\u00bb.<br \/>\nLuca Raffaelli incalz\u00f2, \u00ab<em>Si, ma Cenci ha avuto i soldi?, questo voglio dire!<\/em>\u00bb.<br \/>\nE Marco Giusti accanto gli chiese esplicitamente, \u00ab<em>Ha avuto i soldi dalle vendite dall&#8217;estero?<\/em>\u00bb.<br \/>\nGiuliano Cenci rispose, \u00ab<em>Soldi sono arrivati ma non ricoprivano mai le spese che abbiamo sostenuto, \u00e8 l\u00ec c&#8217;era tutto in rimessa&#8230;<\/em>\u00bb.<br \/>\nGiusti contrattacc\u00f2, \u00ab<em>E cosa ha fatto poi per sopravvivere a questo disastro?\u00bb.<br \/>\nE Cenci rispose, \u00abIntanto io, ingenuamente ho cercato &#8211; primo errore mio &#8211; ho cercato di salvare il posto di lavoro dei tecnici che lavoravano da noi: eran bravissimi animatori, scompositori, lucidatori, coloritrici, specialmente quello che facevano le donne; era un \u00e9quipe di gente bravissima, gli avevamo insegnato a fare il cartone animato nell&#8217;arco di questi quattro anni. E quindi era cos\u00ec qualificata che mi dispiaceva chiudere baracca e mandarli via&#8230; Volli fare un estremo tentativo di mantenere in vita questa azienda con le nostre piccole forze e qualche socio l&#8217;abbiam trovato ma non erano sufficienti&#8230; Fatto sta che a quel punto dovetti intervenire con la vendita della mia casa, perch\u00e9 eravamo nei debiti e non si poteva pareggiarli<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37056\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/14.jpg\" alt=\"14\" width=\"741\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/14.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/14-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/14-436x436.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Il mio caro Pinocchio &#8211; \u00a9 Mario Verger Eidon Edizioni)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mario Verger, \u00ab<em>Io ho scritto un libro, <\/em>Il mio caro Pinocchio<em>, nel quale ho raccontato tutto questo diario che mi ha portato a conoscere questo autore straordinario&#8230; e poi vedo qui in sala il M\u00b0 Tommaso, che mi ricordo, simpaticissimo, dieci anni fa sono andato pure a trovarlo per l&#8217;intervista; e Roberta Paladini, che riconosco, di cui ho conosciuto, anzi ho avuto l&#8217;onore di conoscere se pur telefonicamente suo padre Riccardo, che \u00e8 stato una persona straordinaria che mi ha anche un pochino aiutato quand&#8217;ero ragazzino quindi lo ricordo con affetto; egli \u00e8 stato il primo speaker giornalista Rai, una persona molto fine come oggi non se ne trovano pi\u00f9<\/em>\u00bb.<br \/>\n[&#8230;]<br \/>\nMarco Giusti intervenne ancora, \u00ab<em>&#8230;E poi c&#8217;era un altro stupendo Pinocchio dell&#8217;epoca del muto, bellissimo, fatto da Giulio Cesare Antamoro&#8230; Pinocchio \u00e8 un bellissimo tema, per esempio Fellini, che avrebbe voluto sempre farlo, in realt\u00e0 non l&#8217;ha fatto mai, lo ha &#8216;sciolto&#8217; Pinocchio; \u00e8 difficile Pinocchio credo, no? Sbaglio Giuliano?<\/em>\u00bb.<br \/>\nGiuliano Cenci rispose, \u00ab<em>E&#8217; vero, \u00e8 vero, \u00e8 un personaggio difficilissimo, si<\/em>\u00bb.<br \/>\nLuca Raffaelli prese nuovamente il microfono per aggiungere, \u00ab<em>&#8230;E comunque \u00e8 difficile l&#8217;animazione italiana perch\u00e9, voglio dire, se la Rai si fosse accorta che c&#8217;era un certo &#8216;signor Cenci&#8217; che aveva fatto un lungometraggio di Pinocchio, magari poteva pure prevedere qualche cosa, qualche piccola produzione, insomma&#8230; Marco, tu lavori nella splendida azienda di stato televisiva&#8230; e io ho visto le lacrime di un collega di Cenci, Roberto Gavioli, quando mi raccont\u00f2 che la sua azienda, la Gamma Film, avrebbe potuto rimanere viva e invece ha dovuto buttare all&#8217;aria tutta quella che era stata una lunghissima tradizione della Gamma Film, mandando a casa centinaia di dipendenti, il posto a Cologno Monzese lo prese un signor Berlusconi per farci la sua televisione, perch\u00e9 Luciano Scaffa, capostruttura della Rai, non diede manco una risposta alla sua proposta di una coproduzione di una serie televisiva che Gavioli doveva fare con la Germania&#8230; Me lo disse proprio fra le lacrime perch\u00e9 la fine della Gamma Film \u00e8 la fine di un altro pezzo dell&#8217;animazione italiana che non ha mai potuto contare sulla continuit\u00e0, perch\u00e9 io mi chiedo veramente se, dopo il Pinocchio di Cenci, se Cenci avesse potuto fare un secondo film, un terzo film, o un quarto film, staremmo a parlare veramente di grandi capolavori dell&#8217;animazione italiana e invece ci troviamo a parlare solo di operazioni coraggiose, piene di cuore, tra mille difficolt\u00e0 e non possiamo mai parlare di continuit\u00e0 e questa \u00e8 veramente&#8230;<\/em>\u00bb<br \/>\nGiusti aggiunse, \u00ab<em>Erano quasi sempre imprese impossibili credo&#8230;<\/em>\u00bb<br \/>\nE Cenci, \u00ab<em>Non spaventavano, per\u00f2, per niente&#8230;<\/em>\u00bb<br \/>\n<em>Mi \u00e8 rimasto, fra i sogni nel cassetto,<\/em> La notte dei desideri<em>, di Michael Ende, che \u00e8 anche attuale, che doveva essere il film successivo a quello l\u00ec, e niente&#8230;\u00bb.<br \/>\nDalla platea, intervenne Vito Tommaso, \u00ab<em>Dobbiamo fare gli applausi a Giuliano Cenci per tanti motivi, non perch\u00e9 sia un grande uomo d&#8217;affari, per\u00f2 \u00e8 stato un signore veramente, quando abbiamo fatto la colonna sonora presso la RCA, noi abbiamo lavorato insieme per parecchio tempo e poi siamo finiti dal pap\u00e0 suo<\/em> [indicando Roberta, n.d.r.]<em>, perch\u00e9 di Paladini ne abbiamo tutti un bel ricordo&#8230; E abbiamo lavorato con entusiasmo e anche se non \u00e8 andata benissimo sotto il profilo economico, diciamo che almeno sotto il profilo umano \u00e8 andata benissimo. Viva Giuliano!<\/em><\/em>\u00bb.<br \/>\nIn ultimo, Massimo Becattini (i cui documentari d&#8217;arte sono periodicamente esposti al Louvre), raccont\u00f2 riguardo le rocambolesche &#8220;peripezie&#8221; per ritrovare il negativo originale e le delicate fasi del restauro con la supervisone dell&#8217;autore, fino a ottenere un definitivo digitale in Alta Definizione HD, distribuito assieme al suo documentario sulla storia del Film dalla Rai-ERI, di cui, per l&#8217;occasione odierna aveva preparato un Blue-ray. Un applauso dal pubblico in sala e si annunci\u00f2 la proiezione del Pinocchio&#8230; Ci alzammo spostandoci in primissima fila, fra i divanetti centrali di velluto bordeaux; io presi posto centralmente in mezzo, vicino a Giuliano Cenci e accanto alla mia compagna Sandra; pi\u00f9 lateralmente a noi Becattini, fautore della serata; subito alla fila dietro Tommaso con la moglie, e, poco distante, la Paladini col marito. Con affetto, non vedendolo da un decennio, carezzai Cenci sulla spalla dandogli un bacino tenero, quando dietro me, con la coda dell&#8217;occhio, scorsi la Paladini che aveva notato apprezzando il gesto di tenero affetto riguardo una conoscenza antica&#8230; Poi si spensero le luci e inizi\u00f2 il Film. Rividi i titoli, stavolta per la prima volta vicino a Giuliano, con la musica e la canzone di Renato Rascel, mentre intravedevo Giusti che pi\u00f9 indietro iniziava a risalire le scale&#8230; Mi alzai un attimo, scusandomi con Cenci e dicendo alla ragazza di restare l\u00e0 che sarei tornato presto&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37057\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/15.jpg\" alt=\"15\" width=\"741\" height=\"636\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/15.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/15-300x257.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/15-436x374.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Un burattino di nome Pinocchio &#8211; \u00a9 Giuliano Cenci)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Infatti, raggiunto nell&#8217;antisala, Marco Giusti mi spieg\u00f2 che doveva scappare, decidendo, anche per riprendermi dall&#8217;emozione, di accompagnarlo alla macchina&#8230; Conoscevo benissimo il Pinocchio e non credevo che Cenci potesse averla con me&#8230; Facemmo un breve tratto di strada insieme; Marco era ormai lanciatissimo&#8230; Una &#8220;star&#8221; dello spettacolo; molto diverso da vent&#8217;anni fa quando era cos\u00ec timido e impacciato, altro che il Capolavoro di Cenci che al contrario non gli aveva fatto incassare una lira!&#8230; Evidentemente i soldi e il successo televisivo a Giusti piacevano: abbigliamento radical chic e sciarpa rossa, da&#8230; regista! Fortunatissimo, affrettava il passo mentre gli raccontavo di una recente &#8220;peripezia collodiana&#8221;, in quanto dovendo andare a trovare la mia fidanzata in Africa, dei balordi in un&#8217;ambasciata romana mi avevano bloccato il visto nientemeno che per sospetto di &#8220;traffico umano&#8221;&#8230; \u00abChe strano&#8230;\u00bb, osservava Giusti cercando di capire&#8230; \u00abMa tu hai dei precedenti?!&#8230;\u00bb, mi chiese Marco navigato ormai su tutto.<br \/>\n\u00abNessuno. Ecco perch\u00e9 \u00e8 inspiegabile!&#8230;\u00bb, specificai io al critico cinematografico, figlio del famoso Questore che aveva da poco compiuto cent&#8217;anni.<br \/>\nAvevo trovato persino pure dei dispacci diffusi in internet dove si diceva che se andavo in questo Stato, l&#8217;Immigrazione mi avrebbe arrestato facilmente, rischiando ingiustamente l&#8217;ergastolo, non avendo io peraltro nessuna fiducia nella Farnesina&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37058\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/16.jpg\" alt=\"16\" width=\"741\" height=\"542\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/16.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/16-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/16-436x319.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Un burattino di nome Pinocchio &#8211; \u00a9 Giuliano Cenci)<\/p>\n<p>Poi, ringraziandolo del fatto di essere venuto appositamente per la serata, tornando a Cenci, Marco aggiunse che, \u00ab\u00e8 una persona deliziosa\u00bb.<br \/>\nArrivammo alla macchina, parcheggiata perfettamente nonostante le stradine del centro storico sovraffollate anche di notte per via dei turisti e&#8230; senza neanche la multa! Dovendo partire pochi giorni dopo per Sanremo, Giusti entr\u00f2 in auto e ci salutammo in fretta. Ma, parlando per pochi metri in quel piccolo labirinto di stradine interne, erano passati gi\u00e0 dieci minuti quando, affrettando il passo di ritorno al Trevi, mi chiam\u00f2 Luca Raffaelli, il quale mi chiese subito, esterrefatto, cosa stessi facendo per ottenere una tale &#8220;negrizzazione&#8221; (una sorta di Michael Jackson al contrario!), essendo irriconoscibile avendomi visto per tutta l&#8217;estate nerissimo per l&#8217;abbronzatura &#8220;dark&#8221; e adesso in inverno quasi altrettanto; aggiungendo che non vedendomi in sala voleva salutarmi ma, nonostante gli assicurassi pochi minuti al mio rientro, non mi poteva attendere in quanto in moto con la moglie, entrambi molto stanchi, di ritorno da Mumbai. Ringraziandolo tantissimo per la sua presenza, chiedendogli di salutare Francesca da parte mia lo congedai promettendogli che ci saremmo sentiti presto.<br \/>\nRientrai a luci spente in sala, riprendendo con discrezione il mio posto a sedere, e vidi alla mia sinistra Cenci imperturbabile che guardava lo schermo e alla mia destra Sandra altrettanto imperturbabile che seguiva lo svolgersi del Film&#8230; neanche si era distratta un attimo&#8230; anzi ero io ad aver avuto il bisogno di alzarmi, superata l&#8217;emozione della presentazione al pubblico&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37059\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/17.jpg\" alt=\"17\" width=\"741\" height=\"563\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/17.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/17-300x228.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/17-436x331.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Un burattino di nome Pinocchio &#8211; \u00a9 Giuliano Cenci)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Film era eccezionale, con una pulizia visiva e cromatica mai vista sinora e, per di pi\u00f9 adesso, per la prima volta con accanto la viva presenza dell&#8217;Autore!<br \/>\nVedendo il Pinocchio, volli al contempo un attimo osservare Cenci di profilo al mio fianco: fermo, fisso, con le stanghette degli occhiali le quali, per via del buio, non mi facevano intravedere il suo sguardo; sembrava che dormisse&#8230;; mi avvicinai, mi avvicinai a lui immobile e, osservandolo meglio&#8230;invece no!: sveglissimo, imperturbabile della mia vicinanza stava semplicemente osservando me e contemporaneamente scena per scena, anzi&#8230;fotogramma per fotogramma, il suo fantastico Film! Stessa cosa alla mia destra Sandra, osservando il di lei bel profilo, col nasetto ben delineato e le labbra paffute, ferma anch&#8217;ella, fissa, imperturbabile coi suoi occhi vispi, i quali si intravedevano dagli occhiali a scrutare ogni scena del vero Pinocchio!<br \/>\nVeramente, Cenci e Sandra possedevano una forza di concentrazione incredibile: gli occhi di entrambi, i quali, scrutati al dettaglio, erano due&#8230; minuscoli microscopi!<br \/>\nNon li freghi!&#8230;<br \/>\nNon avevo mai visto &#8220;il mio caro Pinocchio&#8221; cos\u00ec bene sino ad allora; merito ancora una volta del Becattini che era riuscito, per l&#8217;occasione, a far proiettare una copia in Blu-ray del Film; cosa che non era stata possibile nella prima diffusione del Dvd di U<em>n burattino di nome Pinocchio<\/em> per la Rai-ERI ma che al contrario vi era riuscito con la precedente uscita de <em>La rosa di Bagdad<\/em> per l&#8217;Istituto Luce e poi riedito col libro pubblicato da Gallucci.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37060\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/18.jpg\" alt=\"18\" width=\"741\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/18.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/18-300x175.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/18-436x254.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Un burattino di nome Pinocchio &#8211; \u00a9 Giuliano Cenci)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37061\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/19.jpg\" alt=\"19\" width=\"741\" height=\"740\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/19.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/19-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/19-436x435.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Un burattino di nome Pinocchio &#8211; \u00a9 Giuliano Cenci)<\/p>\n<p>Poi sul finale, si sent\u00ec nuovamente la canzone cantata da Rascel sulla musica del M\u00b0 Tommaso quando tutti estasiati facemmo a Cenci, commosso, un grande applauso!<br \/>\nAccese le luci in sala e alzandoci, vennero personalmente a salutare e a fare i complimenti al &#8220;Maestro&#8221; Giuliano Cenci, Vito Tommaso con la consorte, i quali si congedavano; e poi Roberta Paladini, con grande gioia di Giuliano che la ricordava poco pi\u00f9 che bambina alla Riversinc, poi CDC, lo studio di doppiaggio dove fu sonorizzato il Pinocchio sotto la direzione di Lauro Gazzolo, quando la figlia di Riccardo Paladini esord\u00ec undicenne.<br \/>\nE infine Noa Bonetti, la giornalista autrice di vari libri e best sellers di successo oltre che di rubriche Rai, la quale nel &#8217;72 intervist\u00f2 Cenci all&#8217;indomani dell&#8217;uscita del Film per un articolo su <em>Il Messaggero<\/em>, quando ne parlarono tutti i giornali.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37062\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/20.jpg\" alt=\"20\" width=\"741\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/20.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/20-300x132.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/20-436x192.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Giuliano Cenci e Roberta Paladini &#8211; \u00a9 foto: Massimo Becattini)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37063\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/21.jpg\" alt=\"21\" width=\"741\" height=\"445\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/21.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/21-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/21-436x262.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Giuliano Cenci con Roberta Paladini e Vito Tommaso &#8211; \u00a9 foto: Massimo Becattini)<\/p>\n<p>Mentre ci congedavamo, risalendo le scale interne al cinema, Cenci davanti e io dietro a lui, gli indicai la penna stilografica dorata che armavo per tutta la serata, dicendogli, \u00abanche io ho la mia Elena!\u00bb, essendo la figlia minore un po&#8217; la sua segretaria tuttofare la quale spesso prendeva le sue difese su chi approfittava della sua bont\u00e0, quando pens\u00f2 appunto che mi riferissi a chi mi accompagnava anche per le foto&#8230; Invece, richiamando meglio la sua attenzione sulla stilo d&#8217;oro gli feci vedere che non si trattava di una penna bens\u00ec&#8230; di un pugnale!<br \/>\nCi dirigemmo cos\u00ec verso l&#8217;uscita. Cominciava ad esser tardi, quasi le mezzanotte. E, fuori dal Cinema, nella piazzetta antistante l&#8217;entrata, gli ultimi saluti al &#8220;Maestro&#8221; Giuliano Cenci, in soprabito e cappello; eravamo io e Sandra, Becattini e la Bonetti (alla quale, essendo tardi, assicurai un passaggio), quando usc\u00ec anche la figlia di Sandro Lodolo, Claudia Lodolo, la quale voleva complimentarsi personalmente con Giuliano Cenci.<br \/>\nSpiegai a Cenci, cautamente per non mescolare le due &#8216;scuole&#8217;, che la signora era figlia di un importante cartoonist che aveva firmato per trent&#8217;anni centinaia di sigle televisive della Rai. Cenci fu molto contento di incontrarla, anche se conosceva il padre solo di nome non avendo mai avuto occasione di collaborare assieme, mentre Claudia fu estremamente gentile nel congratularsi per la bravura e la sensibilit\u00e0 di quest&#8217;uomo. Anche la Bonetti, fumandoci assieme una sigaretta, commentava che questo lungometraggio era commovente, non una semplice interpretazione di Pinocchio, peraltro fedelissima al Collodi, ma di pi\u00f9, un Film fatto benissimo che insegnava a vivere&#8230; E, in ultimo, prima di congedarci tutti perch\u00e9 quasi notte, scattammo qualche ultima foto assieme&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37064\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/22.jpg\" alt=\"22\" width=\"741\" height=\"477\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/22.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/22-300x193.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/22-436x281.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(The President of Florence Matteo Renzi, the Master of Animation Giuliano Cenci, the animator Alex Orrelle (Pixar) and the characters designer JP Vine)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37065\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/23.jpg\" alt=\"23\" width=\"741\" height=\"569\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/23.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/23-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/23-436x335.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Il Maestro Giuliano Cenci con Mario Verger e Sandra Mefire Njoya)<\/p>\n<p>Prima di incamminarci, notavamo con Cenci e Becattini la simpatia della piccola Sandra, la quale continuava a scattarci foto, assicurando entrambi che in realt\u00e0 possedeva un fisico da &#8220;Moana&#8221;, soprattutto indossando minigonne e tacchi alti dorati, dissi io allusivamente visto che Noa Bonetti ne era stata la biografa ufficiale, avendo fatto assieme nel 1994 il cortometraggio d&#8217;animazione <em>Moanaland<\/em>.<br \/>\nPotevamo ripassare per Fontana di Trevi ma Becattini dovendo fare un bel tragitto di cui sembrava conoscere il percorso ci indic\u00f2 di seguirlo invece internamente per i vicoletti, finiti i quali si tagliava per poi scendere per raggiungere l&#8217;albergo dove alloggiavano&#8230;<br \/>\nIo vicino a Cenci col Becattini davanti, gli uomini; seguiti a pochi metri dopo dalle donne, la Bonetti e Sandra&#8230; Giuliano mi disse che Sandra gli sembrava una ragazza a modo e bene educata, mentre, camminando accanto a Cenci ascoltavo dietro noi i di lei discorsi con la scrittrice riguardo i suoi trascorsi con un primo fidanzato belga legionario (a me anni prima aveva raccontato invece che aveva lasciato il suo paese giovanissima perch\u00e9 si era innamorata di un ricco sceicco), parlando a lungo con la Bonetti della Legione Straniera; delle abitudini delle famiglie in Belgio, essendoci vissute entrambe; oppure essendo Noa milanese doc, riguardo le differenze culturali fra il nord e il sud Italia.<br \/>\nSandra Rainatou Mefire Njoya aveva un fascino misterioso, <em>savoir-faire<\/em> ed una grande abilit\u00e0 diplomatica sapendo spaziare su tutto, nonch\u00e9 una spiccata attitudine artistica: la fidanzata perfetta per un artista&#8230;! Non a caso era la discendente diretta della Dinastia Reale del regno Bamoun, un gruppo etnico bantu del Centr&#8217;Africa; il bisnonno di Sandra, Re Ibrahim Njoya, meglio conosciuto come &#8220;King Njoya&#8221;, era il XVII\u00b0 Sultano di una lunga dinastia reale risalente al 14\u00b0 secolo che govern\u00f2 Bamoun nella parte occidentale del Camerun. Egli fu un grande innovatore, promuovendo fra l&#8217;altro lo sviluppo culturale delle Arti e costituendo ai primi del XX Secolo un Palazzo delle Arti in Foumban, attualmente patrimonio dell&#8217;Umanit\u00e0 dell&#8217;Unesco.<br \/>\nA lui successe il figlio, Re Seidou Njimoluh Njoya, suo nonno. Attualmente, essendo stato incoronato lo zio, la principessa Bamoun Sandra Mefire Njoya \u00e8 volata in Europa, e in Italia dirige un Bed &amp; Breakfast nel centro della Capitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37066\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/24.jpg\" alt=\"24\" width=\"741\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/24.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/24-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/24-436x436.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(La principessa Bamoun Sandra Rainatou Mefire Njoya &#8211; \u00a9 Mario Verger)<\/p>\n<p>A Sandra, inoltre, piaceva studiare le caratteristiche degli italiani, ed aveva individuato una nuova &#8220;etnia&#8221; dalla &#8220;c&#8221; talvolta aspirata del Becattini, il quale, meno mediterraneo credeva fosse un &#8220;albino&#8221;, anche cercando di ripronunciare il termine &#8220;Pinocchio&#8221;; si era inoltre accorta che queste due persone erano di tipologia pi\u00f9 elevata dei Romani, non avendo modo di conoscere sinora n\u00e9 i toscani n\u00e9 Firenze con le sue bellezze artistiche.<br \/>\nInoltre Sandra mi diceva che il Pinocchio di Giuliano Cenci era veramente il vero Pinocchio, la vera storia di Collodi, molto diverso da quelle versioni edulcorate, che a confronto le erano piaciute meno, di Luigi Comencini e di Roberto Benigni.<br \/>\nCommentando anche noi tre avanti contenti la serata, notando tutti la gentilezza di Giusti nel venire a far da moderatore nonostante gli impegni televisivi, come ancora Luca Raffaelli, tornato da una vacanza in India, la cui preparazione sul cinema d&#8217;animazione era veramente notevole&#8230; Becattini fece notare a Cenci che Giusti, pi\u00f9 critico cinematografico, parlava un po&#8217; a &#8220;scoop&#8221;, da personaggio famoso insomma, pi\u00f9 popolare che specialistico; mentre gli spieg\u00f2 che Luca Raffaelli \u00e8 un esperto assoluto di cinema d&#8217;animazione scrivendo su <em>Repubblica<\/em>. Ma di entrambi si era apprezzata la disponibilit\u00e0 a promuovere un Classico dell&#8217;Animazione Italiana come <em>Un burattino di nome Pinocchio<\/em>. Proseguendo a camminare tra vicoli deserti e lucette lontane, fra il freddo di tramontana in una nottata fresca ma invernale, per &#8220;riscaldare&#8221; la situazione feci un po&#8217; di imitazioni tirando fuori la cadenza francofona di alcune mie ex che avevo frequentato&#8230; Becattini si divertiva mentre Cenci imperturbabile sembrava non capisse ma&#8230; altroch\u00e9!, confermando d&#8217;aver visto anni fa anche i disegni di alcune di loro che gli inviai in visione&#8230;<br \/>\nMa non bastava: dietro di noi, ascoltavo in lontananza i discorsi della Bonetti con Sandra, la quale si divertiva a raccontarle della mia (presunta) infedelt\u00e0 con le donne sostenendo che ero un donnaiolo, tirando fuori in diretta un &#8220;elenco&#8221; di ragazze con le quali, lei presupponeva, avessi avuto una relazione&#8230; Assurdo: ascoltavo, uno ad uno, questi nomi ma mai avevo avuto con esse alcuna relazione sentimentale!&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37067\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/25.jpg\" alt=\"25\" width=\"741\" height=\"161\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/25.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/25-300x65.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/25-436x95.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Nemoland 2012 Awards: Il Maestro\u00a0Giuliano Cenci &#8211; \u00a9 Nemoland)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37068\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/26.jpg\" alt=\"26\" width=\"741\" height=\"343\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/26.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/26-300x139.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/26-436x202.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Nemoland 2012 Awards: Il Maestro\u00a0Giuliano Cenci con gli illustratori canadesi,\u00a0Bobby Chiu e Kei Acedera, autori di incredibili creature per film come \u201cMen in Black II\u201d e \u201cAlice nel paese delle meraviglie\u201d di Tim Burton &#8211; \u00a9 Nemoland)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37069\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/27.jpg\" alt=\"27\" width=\"741\" height=\"408\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/27.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/27-300x165.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/27-436x240.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Nemoland 2012 Awards: Il Maestro\u00a0Giuliano Cenci, premiato, consegna il premio al\u00a0Maestro\u00a0 Yoichi Kotabe &#8211; \u00a9 Nemoland)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E, poi Cenci spesso si doveva fermare per riposare. Becattini, pi\u00f9 giovane, faceva a noi cenno di sostare, per qualche istante&#8230; per poi riprendere la marcia&#8230;<br \/>\nGiungemmo ormai di notte a una piazza esterna e semideserta, che sorgeva su uno dei sette colli di Roma, con la nebbia soffusa che per la brezza notturna ci inondava, passando innanzi un palazzo immenso, con la bandiera tricolore e a sentinella i Corazzieri con lo stendardo presidenziale: il Palazzo del Quirinale. Veramente scortavamo Giuliano Cenci, come se fosse lui il vero e unico Presidente della Repubblica Italiana!<br \/>\nFinalmente superato il lungo tragitto arzigogolato, uscimmo ritrovandoci all&#8217;uscita opposta del Traforo, superato di poco il Palazzo delle Esposizioni. Forse Becattini, essendo di Firenze non era troppo pratico e gli avranno indicato codesto percorso, o forse per non far fare a Cenci pochi metri in confronto risalendo una strada lievemente in salita di certo con meno gelo perch\u00e9 &#8220;riscaldata&#8221; dai turisti. Meglio sarebbe stato se riprendevamo da Fontana di Trevi la stradina in salita arrivando senz&#8217;altro prima all&#8217;angolo col Traforo, proprio dove avevo parcheggiato la macchina e li potevo accompagnare tutti in automobile!&#8230; Ero felice di stare il pi\u00f9 tempo possibile con Giuliano ma in effetti mi rendevo conto che per la sua et\u00e0, di notte peraltro col freddo, non era per un ottantaquattrenne la situazione migliore!<br \/>\nE continuammo lungo Via Nazionale, dirigendoci in discesa verso Via IV Novembre&#8230;<br \/>\nOrmai eravamo quasi arrivati \u2013 pensai \u2013 e, dovendo attraversare la strada in curva, ricordai allegramente a loro che se mi scattassero una foto ora, di notte, vestito con il cappotto nero di pelliccia e quel &#8220;cappellino alla Johnny Depp&#8221; (come l&#8217;aveva definito simpaticamente la figlia di Cenci, Elena, essendo il suo attore preferito all&#8217;indomani della mia intervista per lo stesso documentario del Becattini), potevo sembrare veramente un &#8220;boss&#8221; quale erroneamente indicato da quell&#8217;ambasciata per bloccarmi il visto, dovendo quindi partire entro pochi giorni con l&#8217;aereo per sposarmi a Johannesburg&#8230;<br \/>\nCerto che anche le mie amiche, dietro noi \u2013 dissi loro ridacchiando \u2013 sembravano la nostra scorta&#8230; con in testa Cenci, che sembrava importante come&#8230;Berlusconi che, anzich\u00e9 alloggiare all&#8217;Hotel di Via Nazionale, abitava a pochi metri di distanza dopo Piazza Venezia, a Palazzo Grazioli&#8230;<br \/>\nAttraversammo tutti e cinque la strada: ormai pochi metri ed eravamo giunti all&#8217;Hotel Pace Helvetia. Cenci era molto stanco, perch\u00e9 erano venuti in treno il primo pomeriggio. Abbracciai Massimo, ringraziandolo per questa bellissima occasione e Noa salut\u00f2 Giuliano Cenci facendogli ancora i complimenti al Film, cosa che fece anche Sandra congedandosi con rispetto ed educazione, quando mi avvicinai per abbracciarlo e baciarlo sulla guancia, era cos\u00ec tenero, e capii quanto mi voleva bene&#8230;<\/p>\n<p><strong>Mario Verger<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37070\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/28.jpg\" alt=\"28\" width=\"741\" height=\"513\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/28.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/28-300x208.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/28-436x302.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(The Italian President Matteo Renzi, with the Master of Animation Giuliano Cenci, Alex Orrelle (Pixar) and the characters designer JP Vine &#8211; \u00a9 Nemoland)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le avventure di Pinocchio: il sogno di Giuliano Cenci<\/strong><br \/>\nTesto \u00a9 Mario Verger, 2016. Tutti i diritti riservati<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37071\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/29.jpg\" alt=\"29\" width=\"741\" height=\"1507\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/29.jpg 741w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/29-148x300.jpg 148w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/29-504x1024.jpg 504w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/29-436x887.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 741px) 100vw, 741px\" \/>(Un burattino di nome Pinocchio &#8211; \u00a9 Giuliano Cenci)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le avventure di Pinocchio: il sogno di Giuliano Cenci Il Capolavoro a lungometraggio dell&#8217;animazione italiana Un burattino di nome Pinocchio di Giuliano 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