{"id":37846,"date":"2016-11-27T17:42:51","date_gmt":"2016-11-27T16:42:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=37846"},"modified":"2016-11-27T18:15:56","modified_gmt":"2016-11-27T17:15:56","slug":"the-young-pope-la-sigla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=37846","title":{"rendered":"The Young Pope. La sigla"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37851\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover_sorrentino.jpg\" alt=\"the-young-pope_cover_sorrentino\" width=\"1285\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover_sorrentino.jpg 1285w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover_sorrentino-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover_sorrentino-768x443.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover_sorrentino-1024x590.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover_sorrentino-436x251.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover_sorrentino-1112x641.jpg 1112w\" sizes=\"auto, (max-width: 1285px) 100vw, 1285px\" \/><\/p>\n<p>Difficile accontentare tutti, forse impossibile.<\/p>\n<p><em>The Young Pope<\/em>, come ogni altra opera diretta da Paolo Sorrentino, tende a dividere gusti e opinioni in fronti opposti dentro ai quali non sempre le sfumature sopravvivono alla disputa.<br \/>\nLa sigla, per\u00f2, credo possa essere considerata unanimemente come davvero riuscita. Un piccolo gioiello televisivo che, in ultima analisi, \u00e8 grande cinema. Questa compare in testa ad ogni singola puntata, salvo la prima se non ricordo male, subito dopo un breve prologo e si compie per poco pi\u00f9 di un minuto sulle note di <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=jAtYyZ2HNUk\" target=\"_blank\"><em>Watchtower<\/em><\/a> by Delvin, musicista\u00a0britannico autore di una brillante reinterpretazione strumentale del classico dylaniano del &#8217;68 <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BzanOzyqgas\" target=\"_blank\">All Along the Watchtower<\/a> gi\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=TLV4_xaYynY\" target=\"_blank\">rimasticato e reso leggendario<\/a> da Jimi Hendrix.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/player.sky.it\/player\/external.html?id=308776\" width=\"640\" height=\"365\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se da una parte si struttura come un viaggio dentro la storia del Chiesa cattolica, dalla comparsa della stella cometa fino al precipitare di un meteorite sul corpo di Giovanni Paolo II, il superbo minuto posto in apertura delle singole puntate andate in onda su Sky Atlantic \u00e8 pure un excursus nella storia dell&#8217;arte tra Caravaggio e Perugino, Hayez e Dubois, fino al nostro contemporaneo Cattelan.<\/p>\n<p>Il fatto che le opere esposte in questa ironica e bizzarra galleria attraversata dal papa giovane Jude Law siano dieci, come le puntate della serie, non pare certo casuale e mi appare come una connessione intrigante per cercare senso ulteriore dentro a un corpaccione di quasi dieci ore di durata che, tra mille intuizioni e trovate, \u00e8 stato in grado di costruire un personaggio affascinante e profondamente umano. Lenny Belardo \u00e8 una gran bella invenzione, negarlo sarebbe un peccato di superbia \u2013 e la superbia \u00e8 un <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vizi_capitali\" target=\"_blank\">vizio capitale<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37862\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_001.jpg\" alt=\"the_young_pope_sigla_001\" width=\"782\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_001.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_001-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_001-768x443.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_001-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p><strong>1.<\/strong><br \/>\nGerrit van Honthorst<br \/>\n<strong>Adorazione dei Pastori<\/strong><em><br \/>\n<\/em>1619-1620 \/\u00a0Olio su tela \/ 338.5 x 198.5 cm<br \/>\nGalleria degli Uffizi, Firenze<\/p>\n<p>Spesso confusa con l&#8217;omonima opera rimasta gravemente danneggiata nell&#8217;attentato di via dei Gerorgofili del maggio 1993, l&#8217;<em>Adorazione dei Pastori<\/em> in questione \u00e8 di tutta evidenza frutto della fascinazione per il Caravaggio e i maestri italiani che van Honthorst ebbe all&#8217;epoca del suo soggiorno romano.<\/p>\n<p>Svolse la sua formazione inizialmente presso il padre, un pittore decorativo, per poi diventare allievo di Abraham Bloemaert. Una volta concluso l&#8217;apprendistato si rec\u00f2 a Roma, come ormai era consueto per ogni pittore che aspirasse ad una formazione completa, dove studi\u00f2 i grandi maestri e l&#8217;arte antica. Non vi sono notizie certe relative all&#8217;anno del suo arrivo, anno da collocare probabilmente attorno al 1610. In ogni caso, il primo dato cronologico certo del suo soggiorno romano \u00e8 il 1616, ma \u00e8 da escludere che Honthorst giunga nella citt\u00e0 in quell&#8217;anno (come era stato ipotizzato in passato), anche perch\u00e9 alla fine del secondo decennio \u00e8 gi\u00e0 un pittore pienamente formato e maturo. Non era il solo pittore a provenire da Utrecht: assieme a lui, nello stesso periodo, visitarono Roma anche Dirk van Baburen, Hendrick ter Brugghen e Jan Van Bijlert.<br \/>\nA Roma alloggi\u00f2 presso il palazzo di Vincenzo Giustiniani, dove dipinse il <em>Cristo dinanzi al sommo sacerdote<\/em> (ora alla National Gallery di Londra). Il suo patrono romano aveva un&#8217;importante collezione di opere d&#8217;arte dipinte da vari artisti come Caravaggio, Bartolomeo Manfredi e i fratelli Carracci, e di cui Honthorst in questo modo pot\u00e9 fare conoscenza. Principalmente fu colpito proprio dalla pittura di Michelangelo Merisi da Caravaggio, alla quale ispir\u00f2 gran parte delle opere successive fino ad essere indicato come pittore caravaggista. Si specializz\u00f2 nella pittura a &#8220;lume di notte&#8221;, con straordinari effetti di luce artificiale, fatto che gli valse l&#8217;epiteto di Gherardo delle Notti.<br \/>\nMa in Italia Honthorst non ebbe come patrono il solo Giustiniani: il cardinale Scipione Borghese gli assicur\u00f2 delle commissioni a San Silvestro Della Mariro, a Monte Compatri e per Santa Maria della Vittoria in Roma. Lavor\u00f2 inoltre anche per Cosimo II de&#8217; Medici, granduca di Toscana.<br \/>\nFonte: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gerard_van_Honthorst\" target=\"_blank\">it.wikipedia.org<\/a>\u00a0| <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/deed.it\" target=\"_blank\">CC BY-SA 3.0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37863\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_002.jpg\" alt=\"the_young_pope_sigla_002\" width=\"782\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_002.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_002-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_002-768x443.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_002-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p><strong>2.<\/strong><br \/>\nPietro Perugino<br \/>\n<strong>Consegna delle chiavi<\/strong><em><br \/>\n<\/em>1481-1482 \/\u00a0Affresco \/ 335&#215;550 cm<br \/>\nCappella Sistina, Citt\u00e0 del Vaticano<\/p>\n<p>La <em>Consegna delle chiavi<\/em> \u00e8 un affresco (335&#215;550 cm) di Pietro Perugino e aiuti, realizzato nel 1481-1482 e facente parte della decorazione del registro mediano della Cappella Sistina in Vaticano.<br \/>\nLa scena della <em>Consegna delle chiavi<\/em>, la quinta sulla parete nord a partire dall&#8217;altare, \u00e8 di fondamentale importanza nel tema affrontato dal ciclo pittorico, perch\u00e9 sottolinea la trasmissione del potere spirituale da Cristo a san Pietro, giustificandone il primato su cui si basava tutta l&#8217;autorit\u00e0 papale. L&#8217;affresco, che \u00e8 anche uno dei pi\u00f9 famosi della serie da un punto di vista strettamente estetico, fa pendant sull&#8217;altro lato con la Punizione dei ribelli da parte di Mos\u00e8 di Botticelli, che chiarifica ulteriormente il messaggio voluto da Sisto IV: da un lato si mostra il fondamento del potere dei successori di Pietro, dall&#8217;altro si palesa la punizione che spetta a chiunque osi contraddirlo.<br \/>\nLa scena \u00e8 organizzata su due fasce orizzontali: una con le figure in primo piano e una con lo sfondo architettonico, popolato da alcune figurette molto pi\u00f9 piccole. In primo piano Cristo consegna le chiavi d&#8217;oro e d&#8217;argento del paradiso a san Pietro inginocchiato, circondato da altri apostoli, tra cui Giuda (quinta figura alla sinistra di Cristo), riconoscibili dalle aureole, e da ritratti di contemporanei, tra cui un presunto autoritratto di Perugino nell&#8217;uomo vestito di nero che guarda verso lo spettatore nel gruppo di destra. Sull&#8217;affresco di Perugino si trova la scritta CONTVRBATIO \u00b7 IESV \u00b7 CHRISTI \u00b7 LEGISLATORIS, che chiarisce questo significato di trasmissione della legge divina.<br \/>\nCelebre \u00e8 l&#8217;apparato scenografico che amplifica la scena principale, inquadrata dalle linee prospettiche di un pavimento a grossi quadrati marmorei di una piazza decorata da edifici monumentali. Al centro soprattutto si trova un magnifico edificio a pianta centrale con cupola, simbolo dell&#8217;universalit\u00e0 del potere papale stesso, oltre che trasposizione ideale del Tempio di Gerusalemme: esso venne riutilizzato nello <em>Sposalizio della Vergine a Caen<\/em> con la variante ancora pi\u00f9 scenografica della porta centrale che lascia vedere il paesaggio. Questa sorprendente visione architettonica, cos\u00ec espressiva degli ideali di classica perfezione del Rinascimento, venne ripresa dagli allievi di Perugino, come Pinturicchio nella Cappella Bufalini e soprattutto Raffaello nel celeberrimo <em>Sposalizio della Vergine<\/em> nella Pinacoteca di Brera, fino ad influenzare anche una vera riproduzione architettonica nel Tempietto di San Pietro in Montorio di Bramante.<br \/>\nAi lati della piazza si trovano poi due citazioni dell&#8217;arco di Costantino, omaggio alla passione per l&#8217;antico che proprio in quegli anni infervorava il mondo artistico ruotante attorno alla Citt\u00e0 eterna. Una scansione cos\u00ec razionale ed ordinata non fa notare come l&#8217;organizzazione spaziale contenga in realt\u00e0 degli errori, voluti o meno, di proporzioni tra figure in primo piano e sfondo. Ci\u00f2 \u00e8 evidente soprattutto nella medesima scala tra le figurette nella fascia mediana (che rappresentano i due episodi della vita di Cristo del Pagamento del Tributo e della Lapidazione di Cristo) e i personaggi presso gli edifici, che dovrebbero essere ancora pi\u00f9 piccoli a giudicare dai riquadri di pavimento che li separano. La vivace animazione delle scenette secondarie sparisce tuttavia se si guardano le pacate espressioni dei personaggi in dettaglio, rivelando l&#8217;incapacit\u00e0 del pittore di infondere drammaticit\u00e0, come se le figure non fossero altro che attori dediti a gesti che non vivono veramente.<br \/>\nGuardando al corteo di figure in primo piano si nota come i vari atteggiamenti siano ripetuti ritmicamente per creare un andamento vario ma ordinato, definibile come &#8220;musicale&#8221;. I pesanti panneggi di alcune figure dipendono dall&#8217;esempio di Verrocchio, tanto da mostrare spesso il tipico &#8220;effetto bagnato&#8221; del maestro fiorentino. L&#8217;elegante figura di Giovanni apostolo in particolare, la prima a destra di Pietro, sembra una citazione del Cristo bronzeo nell&#8217;Incredulit\u00e0 di San Tommaso di Verrocchio a Orsanmichele. Altri panneggi invece ricadono con pieghe ritmate, con una variet\u00e0 di soluzioni tipica dell&#8217;autore.<br \/>\nIl paesaggio che chiude lo sfondo \u00e8 tipico dell&#8217;artista, con le dolci colline, punteggiate da esili alberelli, che sfumano in lontananza verso l&#8217;orizzonte, dando quel senso di distanza infinita grazie alla puntuale resa atmosferica data dalla prospettiva aerea.<br \/>\nFonte: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Consegna_delle_chiavi_(Perugino)\" target=\"_blank\">it.wikipedia.org<\/a>\u00a0| <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/deed.it\" target=\"_blank\">CC BY-SA 3.0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37864\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_003.jpg\" alt=\"the_young_pope_sigla_003\" width=\"782\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_003.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_003-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_003-768x443.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_003-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p><strong>3.<\/strong><br \/>\nMichelangelo Merisi da Caravaggio<br \/>\n<strong>Conversione di San Paolo (o Conversione di Saulo)<\/strong><br \/>\n1600-1601 \/\u00a0Olio su tela \/ 230\u00d7175 cm<br \/>\nChiesa di Santa Maria del Popolo, Roma<\/p>\n<p>Il 24 settembre 1600 Caravaggio fu incaricato da monsignor Tiberio Cerasi di dipingere due quadri che raffigurassero il prodigio della conversione di san Paolo e la crocifissione di san Pietro. Caravaggio present\u00f2 una prima versione della <em>Conversione di san Paolo<\/em>, che non fu rifiutata dall&#8217;Ospedale della Consolazione, come si credeva originariamente. Infatti, come dimostrato da Spezzaferro, si tratt\u00f2 semplicemente di un cambiamento di idea da parte dei committenti che Caravaggio, assecond\u00f2. Oppure fu addirittura egli stesso a cambiare programma dopo che le dimensioni della Cappella (in costruzione sotto la nuova direzione dell&#8217;Ospedale della Consolazione) furono ristrette rispetto a quelle del progetto originario, il che avrebbe portato le tavole ad essere sovradimensionate.<br \/>\nLa scena ritrae il momento topico della conversione di Paolo (descritto in Atti 26,12-18): quello in cui a Saulo, sulla via di Damasco, appare Ges\u00f9 Cristo in una luce accecante che gli ordina di desistere dal perseguitarlo e di diventare suo ministro e testimone. Sono presenti nella scena un vecchio e un cavallo, il quale, grazie all&#8217;intervento divino, alza lo zoccolo per non calpestare Paolo.<br \/>\nCaravaggio adotta l&#8217;iconografia della luce accecante e l&#8217;assenza di Cristo. Secondo alcuni studiosi l&#8217;artista lombardo fece questa scelta perch\u00e9 il committente lo aveva esortato a rispettare l&#8217;ortodossia cio\u00e8 a dipingere ci\u00f2 che era stato scritto negli Atti degli Apostoli. Secondo altri, Caravaggio decise di non dipingere Ges\u00f9 perch\u00e9 non voleva che nei suoi quadri ci fossero figure divinizzate (Cristo era gi\u00e0 risorto quando San Paolo si converte) perch\u00e9 ci\u00f2 sarebbe andato contro il realismo a cui Caravaggio mirava.<br \/>\nUn altro importante dettaglio da notare \u00e8 che Caravaggio dipinge un Saulo accecato (Longhi rimanda alle pupille cieche dei busti romani). R\u00f6ttengen afferma che questa soluzione \u00e8 estremamente moderna perch\u00e9 allude ad un dramma che si svolge nell&#8217;intimo dell&#8217;uomo, che allarga le braccia come segno di estrema dedizione al Cristo.<br \/>\nAlcuni critici hanno ironicamente soprannominato il dipinto, la &#8220;Conversione del Cavallo&#8221;. Infatti il cavallo occupa una parte rilevante del dipinto delineando anche in questa scelta il carattere innovatore della pittura caravaggesca. Infatti le norme paleottiane prescrivevano di non porre al centro della rappresentazione un animale o elementi secondari. Calvesi ritiene che la scelta di porre al centro del dipinto il cavallo sia stata fatta per simboleggiare l&#8217;irrazionalit\u00e0 del peccato (basti pensare al Mito del carro e dell&#8217;auriga di Platone); il palafreniere quindi rappresenterebbe la Ragione. La luce invece \u00e8 il simbolo della Grazia divina che irrompe nelle tenebre del peccato (il fondo scuro). Inoltre, il fondo nero, oltre ad avere una funzione simbolica, si presta in modo eccelso a far risaltare i volumi plastici dei personaggi ed in particolare del cavallo.<br \/>\nFonte: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Conversione_di_san_Paolo_(Caravaggio)\" target=\"_blank\">it.wikipedia.org<\/a>\u00a0| <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/deed.it\" target=\"_blank\">CC BY-SA 3.0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37865\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_004.jpg\" alt=\"the_young_pope_sigla_004\" width=\"782\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_004.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_004-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_004-768x443.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_004-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p><strong>4.<\/strong><br \/>\nicona anonima<br \/>\n<strong>Primo Concilio Ecumenico di Nicea<\/strong><br \/>\n325 d.C.<br \/>\nMonastero di M\u00e9galo Met\u00e9oron, Grecia<\/p>\n<p>In basso al centro \u00e8 raffigurato Ario, la cui dottrina \u00e8 stata condannata nel Concilio di Nicea. Tuttavia la repressione nei confronti della sua dottrina non \u00e8 mai stata realmente applicata. Cinquantaquattro anni dopo il Concilio di Nicea, secondo Gregorio Nazianzeno, circa tre quarti della cristianit\u00e0 era devota alla dottrina di Ario.<\/p>\n<p>Il concilio di Nicea, tenutosi nel 325, \u00e8 stato il primo concilio ecumenico del mondo cristiano, secondo la prassi del Concilio di Gerusalemme di et\u00e0 apostolica.<br \/>\nIl concilio fu convocato e presieduto dall&#8217;imperatore Costantino I, il quale intendeva ristabilire la pace religiosa e raggiungere l&#8217;unit\u00e0 dogmatica, minata da varie dispute, in particolare sull&#8217;arianesimo; il suo intento era anche politico, dal momento che se tali dispute non fossero state risolte avrebbero dato un ulteriore impulso centrifugo all&#8217;impero, in una fase in cui esso si trovava sulla via della disgregazione. Con queste premesse, il concilio ebbe inizio il 20 maggio del 325. Data la situazione geografica di Nicea, la maggiore parte dei vescovi partecipanti provenivano dalla parte orientale dell&#8217;Impero.<br \/>\nFonte: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Concilio_di_Nicea_I\" target=\"_blank\">it.wikipedia.org<\/a>\u00a0| <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/deed.it\" target=\"_blank\">CC BY-SA 3.0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37866\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_005.jpg\" alt=\"the_young_pope_sigla_005\" width=\"782\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_005.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_005-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_005-768x443.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_005-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p><strong>5.<\/strong><br \/>\nFrancesco Hayez<br \/>\n<strong>Pietro l&#8217;Eremita che cavalcando una bianca mula col Crocifisso in mano e scorrendo le citt\u00e0 e le borgate predica la Crociata<\/strong><br \/>\n1827-1829 \/\u00a0210&#215;280 cm \/\u00a0Collezione privata, Milano<\/p>\n<p>\u00c8 la raffigurazione della &#8220;Crociata dei Poveri&#8221;, facente parte della prima crociata. A guidarla fu Pietro D&#8217;Amiens che pronunci\u00f2 il celebre motto &#8220;Deus lo volt&#8221;, &#8220;Dio lo vuole&#8221;.<\/p>\n<p>\u00abHayez, pittore veneziano a Milano, mi sembra niente di meno che il primo pittore vivente. I suoi colori rallegrano la vista come quelli del Bassano e ognuno dei suoi personaggi mostra una sfumatura della passione. Qualche piede, qualche mano sono attaccati male. Ma che me ne importa! Guardate la <em>Predicazione di Pietro l&#8217;Eremita<\/em>, che espressioni di fede su quei visi! Questo pittore m&#8217;insegna qualcosa di nuovo sulle passioni che dipinge.\u00bb<br \/>\n&#8211; Stendhal, 1828<\/p>\n<p>Esposto a Brera, il quadro fu considerato Il &#8220;manifesto&#8221; della pittura civile di Hayez. Fu lodato dalla critica liberale e dal Mazzini che videro nella scelta di un soggetto storico la volont\u00e0 di rappresentare allusioni al Risorgimento italiano. L&#8217;opera si ispira a testi letterari contemporanei come &#8220;Storia delle crociate&#8221; e &#8220;I lombardi alla prima crociata&#8221;. L&#8217;azione si svolge nel Medioevo: il frate Pietro l&#8217;Eremita incita gli italiani a liberare Gerusalemme e lo spazio \u00e8 dominato dai crociati e i popolani che si accalcano intorno a lui in gruppi distinti. Il gruppo pi\u00f9 numeroso \u00e8 alle spalle del frate mentre in primo piano si distinguono le due donne che si prostrano al suo cospetto e un personaggio inginocchiato nell&#8217;atto di badare una croce e infine il gruppo sullo sfondo presso il castello. L&#8217;intera composizione mira comunque ad evidenziare la figura del protagonista: verso di lui confluiscono tutte le linee di movimento e il frate, a cavallo, domina l&#8217;intero gruppo. La vivace gestualit\u00e0 del protagonista \u00e8 sottolineata anche dalle dissonanze cromatiche come il contrasto netto tra la tonaca scura e il bianco del cavallo e dello stendardo. L&#8217;opera ha contenuto simbolico e presenta una forte analogia tra pittura di storia e narrazione scenica. Gi\u00e0 il titolo per esteso <em>Pietro l&#8217;Eremita che cavalcando una bianca mula col Crocifisso in mano e scorrendo la citt\u00e0 e le borgate predica al crociata<\/em>, d\u00e0 un contesto alla scena e la mette in relazione con la convenzione letteraria a cui si riferisce. Umberto Eco in un saggio attribuisce la modernit\u00e0 di Hayez, e di conseguenza il suo successo, al rapporto con la cultura teatrale, sostenendo che questo, non piaceva per motivi pittorici ma per motivi letterari e scenografici in quanto la sua pittura permetteva di rivivere emozioni provate a teatro e tali esperienze erano essenziali per il pubblico di allora. Il legame tra la scelta del soggetto e l&#8217;implicito messaggio che questo deve trasmettere si nota nell&#8217;ambientazione italiana con il paesaggio alpestre sullo sfondo e nei gruppi familiari che esprimono affetti e valori cari all&#8217;etica risorgimentale. Infine la coralit\u00e0 dell&#8217;azione sottolinea come, in vista del riscatto politico e morale, il popolo non esiti a superare qualsiasi interesse per unirsi in vista di un comune ideale. Anche la variet\u00e0 delle espressioni che i personaggi presentano indica appunto l&#8217;unione delle passioni individuali in una partecipazione collettiva al di sopra della quale si libra un unico pensiero e legame di unit\u00e0 che la anima e cio\u00e8 lo spirito di crociata: &#8220;Dio lo vuole&#8221;. La critica del Mazzini mira a evidenziare il valore politico-risorgimentale dell&#8217;opera tra i pi\u00f9 alti mai raggiunti dalla pittura civile di Hayez. ln polemica con la tradizione classicista Mazzini scrive che da un tale soggetto un pittore classicista avrebbe ricavato solo una bella figura mentre nelle mani di Hayez \u00e8 diventato un prologo alla storia delle crociate. Inoltre, per sottolineare l&#8217;impegno assunto e la propria partecipazione al clima risorgimentale, l&#8217;autore ritrae se stesso nel crociato con l&#8217;elmo dietro l&#8217;Eremita. Secondo il Mazzini Hayez \u00e8 un artista completo che assimila in simboli il pensiero dell&#8217;epoca per poi riprodurlo.<\/p>\n<p>\u00abCome mai l&#8217;Ottocento aveva idealizzato Hayez? Forse non tanto perch\u00e9 era anche buon ritrattista, ma perch\u00e9 la sua pittura \u201cillustrava\u201d una cultura del melodramma. La pittura di Hayez piaceva perch\u00e9 era commento alla letteratura e al teatro. Alla fine degli anni Settanta Aurelio Minonne aveva pubblicato una tesi sul \u201cprontuario delle pose sceniche\u201d di Alemanno Morelli, il quale esaminava tutto il vocabolario di pose e gesti canonici prescritti dal teatro melodrammatico. E Minonne dimostrava che le istruzioni per la scena erano le stesse realizzate da Hayez e altri pittori ottocenteschi. Segno che committenti e visitatori volevano che Hayez illustrasse il teatro che ben conoscevano, senza chiedersi se nel farlo il pittore facesse davvero pittura o non si comportasse piuttosto come gli illustratori di un libro di avventure a cui si chiedeva di ricordare e accompagnare quello che si era letto o si stava leggendo.\u00bb<br \/>\nUmberto Eco | Fonte: <a href=\"http:\/\/espresso.repubblica.it\/opinioni\/la-bustina-di-minerva\/2016\/01\/20\/news\/la-cattiva-pittura-di-hayez-1.247246\" target=\"_blank\">espresso.repubblica.it<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37867\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_006.jpg\" alt=\"the_young_pope_sigla_006\" width=\"782\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_006.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_006-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_006-768x443.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_006-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p><strong>6.<\/strong><br \/>\nGentile da Fabriano<br \/>\n<strong>Stimmate di San Francesco<\/strong><br \/>\n1420 \/ tempera e oro su tavola \/ 87&#215;64 cm<br \/>\nFondazione Magnani-Rocca di Marmiano di Traversetolo, Parma<\/p>\n<p>Lo stendardo venne dipinto per una confraternita domiciliata presso il convento di San Francesco a Fabriano, citt\u00e0 natale del pittore in cui aveva fatto ritorno da Brescia, dopo i successi veneziani, nella primavera del 1420, ma solo per pochi mesi: ad agosto egli risultava gi\u00e0 a Firenze.<br \/>\nProbabilmente fece da intermediario tra i confratelli e il pittore Ambrogio de&#8217; Bizochis, cugino del cognato Egidio, che aveva infatti sposato la sorella di Gentile.<br \/>\nLa scena ha una composizione abbastanza tradizionale, derivata da moduli giotteschi. Francesco, in primo piano a sinistra, distende le braccia verso il crocifisso apparso in cielo tra serafini e dalle ferite della Passione partono raggi che vanno a creare le stimmate del santo. La scena \u00e8 ambientata sullo sfondo di una roccia ispida punteggiata da alberi e arbusti, mentre a destra si vede fra Leone, fedele compagno di Francesco, che, sdraiato, si copre gli occhi con una mano per pararsi dall&#8217;apparizione sfolgorante di Cristo, mentre pi\u00f9 indietro si vede una chiesetta che simboleggia il santuario della Verna.<br \/>\nIl fascino dell&#8217;opera risiede soprattutto nella luce intensa, che invade la scena ed ha un valore innaniztutto mistico, oltre che di scelta stilistica. La fonte luminosa \u00e8 dietro al crocifisso e sembra sprigionarsi dal fondo oro, screziando il paesaggio, facendo brillare il fogliame e i fili d&#8217;erba, nonch\u00e9 le ghiande delle querce, rappresentate con viva naturalezza.<br \/>\nQueste ricerche luministiche, ben visibili anche nelle pieghe del saio di san Francesco, dalla massa cos\u00ec scultorea, divennero da quegli anni una delle caratteristiche pi\u00f9 marcate dello stile maturo dell&#8217;artista, culminante nelle opere del periodo fiorentino.<br \/>\nNel nimbo di Francesco si trova l&#8217;iscrizione del nome &#8220;Franciscus&#8221;.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stimmate_di_san_Francesco_(Gentile_da_Fabriano)\" target=\"_blank\">it.wikipedia.org<\/a>\u00a0| <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/deed.it\" target=\"_blank\">CC BY-SA 3.0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37868\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_007.jpg\" alt=\"the_young_pope_sigla_007\" width=\"782\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_007.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_007-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_007-768x443.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_007-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p><strong>7.<\/strong><br \/>\nMateo Cerezo<br \/>\n<strong>San Tommaso da Villanova distribuisce l&#8217;elemosina ai poveri<\/strong><br \/>\nFine sec. XVII \/\u00a0Pittura su tavola \/ 208&#215;246 cm<br \/>\nMuseo del Louvre, Parigi<br \/>\nMateo Cerezo, il Giovane (Burgos, 1637 &#8211; Madrid, 1666) \u00e8 stato un pittore barocco spagnolo. Discepolo di Juan Carreno de Miranda e membro di spicco della scuola della citt\u00e0 barocca di Madrid, ha lavorato a Valladolid, Burgos e Madrid. Artista prolifico, nonostante la sua prematura scomparsa a soli ventinove anni, ha lasciato un numero considerevole di opere religiose e sontuose nature morte molto apprezzato da Antonio Palomino.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/es.wikipedia.org\/wiki\/Mateo_Cerezo\" target=\"_blank\">es.wikipedia.org<\/a>\u00a0| <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/deed.it\" target=\"_blank\">CC BY-SA 3.0<\/a><br \/>\nTommaso di Villanova, al secolo Tom\u00e1s Garc\u00eda Mart\u00ednez (Fuenllana, 1488 circa \u2013 Valencia, 8 settembre 1555), \u00e8 stato un religioso spagnolo appartenente all&#8217;Ordine degli eremitani di sant&#8217;Agostino, divenuto poi arcivescovo di Valencia. Fu anche asceta e predicatore ed \u00e8 stato proclamato santo da papa Alessandro VII nel 1658.<br \/>\nFiglio di un mugnaio, crebbe nella citt\u00e0 di Villanueva de los Infantes: studi\u00f2 presso l&#8217;Universit\u00e0 di Alcal\u00e1 de Henares dove, dopo la laurea, divenne professore di filosofia nel 1514.<br \/>\nNel 1516 prese la decisione di entrare tra gli Agostiniani di Salamanca: prese i voti perpetui nel 1518 e fu ordinato sacerdote; fu Superiore in vari conventi, poi Priore provinciale per l&#8217;Andalusia e la Castiglia: fu il primo ad inviare missionari agostiniani nelle Americhe.<br \/>\nFu scelto da Carlo V come proprio consigliere spirituale e confessore personale: l&#8217;Imperatore lo stim\u00f2 a tal punto da offrirgli l&#8217;Arcivescovado di Granada, ma Tommaso di Villanova rifiut\u00f2 per umilt\u00e0; nel 1544, sollecitato anche dal Papa, venne eletto Arcivescovo di Valencia pur continuando a occuparsi del suo Ordine.<br \/>\nMalato di angina pectoris, Tommaso di Villanova mor\u00ec nel 1555. I suoi resti sono esposti nella cattedrale di Valencia.<br \/>\n\u00c8 stato beatificato il 7 ottobre 1618 da papa Paolo V: papa Alessandro VII lo ha proclamato santo il 1\u00b0 novembre 1658.<br \/>\n\u00c8 patrono di Genzano di Roma, dove viene festeggiato il 18 settembre di ogni anno presso la Parrocchia &#8220;SS. Trinit\u00e0&#8221; di Genzano.<br \/>\nMemoria liturgica l&#8217;8 settembre (per il calendario tradizionale il 10 ottobre).<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tommaso_di_Villanova\" target=\"_blank\">it.wikipedia.org<\/a>\u00a0| <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/deed.it\" target=\"_blank\">CC BY-SA 3.0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37869\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_008.jpg\" alt=\"the_young_pope_sigla_008\" width=\"782\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_008.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_008-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_008-768x443.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_008-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p><strong>8.<\/strong><br \/>\nDomenico Cr\u00e9sti, detto il Passignano<br \/>\n<strong>Michelangelo mostra a Pio IV il modello della cupola di San Pietro<\/strong><br \/>\n1618-1619 \/\u00a0Olio su tela<br \/>\nCasa Buonarroti, Firenze<\/p>\n<p>Il Cr\u00e9sti\u00a0si era anche impegnato sin dal 1606 a fornire i dipinti per il duomo di Pisa, ma le troppe incombenze romane gli impedirono di soddisfare questa richiesta: tornato a Firenze, esegu\u00ec verso la fine del secondo decennio la Madonna in gloria con santi e Santi martiri per quella destinazione. Sin dal 1614, inoltre, l&#8217;artista aveva assicurato la sua partecipazione al vasto ciclo decorativo per glorificare Michelangelo che Michelangelo Buonarroti il Giovane aveva intrapreso nella sua casa di via Ghibellina e che vide impegnati tutti gli artisti pi\u00f9 affermati allora attivi nella citt\u00e0. Dipingendo <em>Michelangelo che presenta il modello di S. Pietro a Pio IV<\/em> (1618), che figura nel soffitto come &#8220;quadro riportato&#8221;, il Cr\u00e9sti conferma le sue doti di narrativa toscana, schiarendo con toni quasi arcaici la tavolozza veneteggiante. La sua presenza nel ciclo Buonarroti \u00e8 da inquadrare nella schiera dei decoratori pi\u00f9 tradizionalisti e attardati, accanto all&#8217;Empoli, al Ciampelli e al Gamberucci, mentre assai pi\u00f9 moderni si dimostrano i pittori uscenti dalla scuola del Cigoli, come Allori, Bilivert e Coccapani. Per nulla toccato da ci\u00f2, il Cr\u00e9sti continu\u00f2 la sua instancabile attivit\u00e0, anche se niente di nuovo sembra poter offrire in questi suoi ultimi anni fiorentini, dopo la smagliante attivit\u00e0 romana.<br \/>\nFonte: <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/cresti-domenico-detto-il-passignano_(Dizionario-Biografico)\/\" target=\"_blank\">treccani.it<\/a><\/p>\n<p>La cupola di San Pietro costituisce la copertura della crociera della basilica di San Pietro in Vaticano.<br \/>\n\u00c8 una delle pi\u00f9 vaste coperture in muratura mai costruite; presenta un diametro interno di circa 42 metri e porta l&#8217;altezza complessiva della basilica, dalla base fino alla sommit\u00e0 della lanterna, ad oltre 130 metri. Le sue forme, espressione del passaggio dall&#8217;architettura rinascimentale a quella barocca, rispecchiano in buona parte il disegno di Michelangelo Buonarroti, che vi lavor\u00f2 fino all&#8217;anno della sua morte, avvenuta nel 1564.<br \/>\nCostituisce inoltre uno dei simboli pi\u00f9 celebri della citt\u00e0 di Roma, dove viene popolarmente denominata Cupolone.<br \/>\nFonte: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cupola_di_San_Pietro\" target=\"_blank\">it.wikipedia.org<\/a>\u00a0| <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/deed.it\" target=\"_blank\">CC BY-SA 3.0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37870\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_009.jpg\" alt=\"the_young_pope_sigla_009\" width=\"782\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_009.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_009-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_009-768x443.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_009-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p><strong>9.<\/strong><br \/>\nFran\u00e7ois Dubois<br \/>\n<strong>Le Massacre de la Saint-Barth\u00e9lemy<\/strong><br \/>\n1576 \/\u00a0Olio su tela \/ 94&#215;154 cm<br \/>\nMuseo Cantonale di Losanna<\/p>\n<p>Fran\u00e7ois Dubois (1529\u20131584) \u00e8 stato un pittore ugonotto francese nato ad Amiens. Il suo unico lavoro sopravvissuto al tempo \u00e8 la rappresentazione della giornata del massacro di San Bartolomeo del 1572, quando a Parigi i cattolici francesi sterminariono i protestanti (Ugonotti). Non \u00e8 accertato che il pittore fosse presente agli scontri ma certamente alcuni suoi parenti stretti sono caduti per mano cattolica. Dubois fugg\u00ec a Lossana per sfuggire alla persecuzione degli Ugonotti e l\u00ec, un banchiere di Lione anch&#8217;esso profugo, commission\u00f2 il dipinto come ricordare la strage.<br \/>\nLa notte di San Bartolomeo \u00e8 il nome con il quale \u00e8 passata alla storia la strage compiuta nella notte tra il 23 ed il 24 agosto 1572 dalla fazione cattolica ai danni degli ugonotti a Parigi in un clima di rivincita indotto dalla battaglia di Lepanto e dal crescente prestigio della Spagna. La vicenda \u00e8 nota anche come strage di san Bartolomeo o massacro di san Bartolomeo.<br \/>\nIl massacro ebbe luogo a partire dall&#8217;ordine di Carlo IX, di uccidere l&#8217;ammiraglio Gaspard de Ch\u00e2tillon, ferito pochi giorni prima in un attentato, e altri esponenti protestanti.<br \/>\nIl contesto erano le nozze fra la sorella del re, Margherita di Valois (la nota &#8220;regina Margot&#8221;) e il protestante Enrico IV di Borbone, re di Navarra e futuro re di Francia, considerate un atto di riconciliazione tra cattolici e protestanti, in occasione delle quali erano confluiti a Parigi migliaia di ugonotti.<br \/>\nGli organizzatori persero per\u00f2 il controllo della situazione e l&#8217;eccidio divenne indiscriminato, estendendosi ad altri centri urbani e alle campagne e durando diverse settimane. Secondo le stime moderne morirono tra 5.000 e 30.000 persone, comprese donne e bambini. A nulla infatti valse l&#8217;ordine, giunto dal re il 24 agosto, di cessare immediatamente gli omicidi: la strage prosegu\u00ec, diventando &#8211; secondo una definizione diffusa &#8211; \u00abil peggiore dei massacri religiosi del secolo\u00bb e macchiando il matrimonio reale con il nome di \u00abnozze vermiglie\u00bb.<br \/>\nA lungo la tradizione storiografica ha ritenuto che la strage sia stata organizzata da Caterina de&#8217; Medici e dal fratello del re, ed avallata dallo stesso Carlo IX, per evitare che una controffensiva dei protestanti colpisse la famiglia reale dopo il tentato omicidio di Coligny. In ci\u00f2 hanno giocato un ruolo considerazioni nazionalistiche (Caterina era pur sempre considerata una straniera) e la vasta propaganda politica che si mise in moto gi\u00e0 subito dopo l&#8217;evento. Ad ogni modo, la strage, colpendo gli ugonotti con l&#8217;uccisione di molti nobili influenti e numerosi soldati, segn\u00f2 una svolta nelle guerre di religione francesi, contribuendo a \u00abimprimere, nelle menti dei protestanti, l&#8217;indelebile convinzione che il cattolicesimo fosse una religione sanguinaria e traditrice\u00bb.<br \/>\nFonte: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Notte_di_san_Bartolomeo\" target=\"_blank\">it.wikipedia.org<\/a>\u00a0| <a href=\"https:\/\/creativecommons.org\/licenses\/by-sa\/3.0\/deed.it\" target=\"_blank\">CC BY-SA 3.0<\/a><\/p>\n<p>Al cinema il massacro di san Bartolomeo \u00e8 rappresentato nel 1916 da David Wark Griffith in <em>Intolerance<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37871\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_010.jpg\" alt=\"the_young_pope_sigla_010\" width=\"782\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_010.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_010-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_010-768x443.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the_young_pope_sigla_010-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<p><strong>10.<\/strong><br \/>\nMaurizio Cattelan<br \/>\n<strong>La Nona Ora<\/strong><br \/>\n1999 \/\u00a0Scultura in poliestere, resina, roccia vulcanica, tappeto, vetro, polvere metallica, lattice, cera, tessuto con scarpe di cuoio e pastorale in argento<br \/>\nCollezione privata<\/p>\n<p>L&#8217;opera pi\u00f9 nota pi\u00f9 nota di Cattelan <em>La Nona Ora<\/em>, scultura realizzata nel 1999 che raffigura Giovanni Paolo II abbattuto a terra sotto il peso di un enorme meteorite e circondato da vetri infranti. Al centro di molte polemiche, l&#8217;opera \u00e8 stata esposta nel 2000 alla mostra collettiva Apocalypse presso la Royal Academy di Londra ed a Varsavia e battuta da Christi\u00e8s nel 2001 per la cifra record di 886 mila dollari, all&#8217;epoca equivalenti a due miliardi di lire.<\/p>\n<p>\u00abLa statua di papa Wojtyla \u00e8 un lavoro del 1999 che era nato in piedi, ma non mi convinceva. A una settimana dalla mostra cominciai a pensare a come distruggerlo. Alla fine mi venne l&#8217;idea del meteorite e fu come un&#8217;illuminazione: capii che avevo abbattuto la figura del padre. Questo \u00e8 quello che sanno fare i lavori importanti: se io ho avuto un&#8217;epifania, allora pu\u00f2 averla anche qualcun altro. [&#8230;]<br \/>\nNon ho mai perseguito polemiche o strategie del ribellismo. Sono felicissimo che il vicario episcopale per la Cultura della diocesi di Milano, interpellato dal Comune per non urtare la Curia, abbia visto quello che in realt\u00e0 \u00e8 la statua del Papa: un lavoro spirituale che parla di sofferenza. Il titolo <em>La Nona Ora<\/em> allude a quella in cui Cristo, sulla croce, chiede al Padre perch\u00e9 l\u2019ha abbandonato, ma il Papa cadente si aggrappa al crocifisso. Certe cose hanno bisogno di tempo per essere digerite. Forse dieci anni non sono ancora abbastanza.\u00bb<br \/>\nFonte: <a href=\"http:\/\/milano.corriere.it\/milano\/notizie\/arte_e_cultura\/10_settembre_13\/cattelan-tre-opere-milano-1703749589188.shtml\" target=\"_blank\">milano.corriere.it<\/a><\/p>\n<p>\u00abQuel meteorite \u00e8 metafora della parola divina che cade dal cielo e lass\u00f9 deve tornare. Cos\u00ec lo spirito del re, chiuso nella carne pietrificata, deve tornare alla sua patria celeste.\u00bb<br \/>\nAlejandro Jodorowsky, <em>Il figlio del gioved\u00ec nero<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-37847\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover.jpg\" alt=\"the-young-pope_cover\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/the-young-pope_cover-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/jAtYyZ2HNUk?rel=0\" width=\"782\" height=\"440\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Difficile accontentare tutti, forse impossibile. 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