{"id":38433,"date":"2017-01-17T20:02:08","date_gmt":"2017-01-17T19:02:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=38433"},"modified":"2017-01-17T20:02:50","modified_gmt":"2017-01-17T19:02:50","slug":"gioielli-della-corona-luca-patella-rosa-foschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=38433","title":{"rendered":"I \u00abGioielli della CORONA\u00bb di Luca Patella &#038; Rosa Foschi"},"content":{"rendered":"<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-38435\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gioielli-della-corona_verger-cover.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gioielli-della-corona_verger-cover.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gioielli-della-corona_verger-cover-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gioielli-della-corona_verger-cover-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gioielli-della-corona_verger-cover-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gioielli-della-corona_verger-cover-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gioielli-della-corona_verger-cover-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gioielli-della-corona_verger-cover-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/gioielli-della-corona_verger-cover-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><br \/>\nI \u00abGioielli della CORONA\u00bb di\u00a0Luca Patella &amp; Rosa Foschi<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38439\" style=\"width: 1122px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38439\" class=\"size-full wp-image-38439\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/001-Valigetta-per-un...Viaggio-Marino.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/001-Valigetta-per-un...Viaggio-Marino.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/001-Valigetta-per-un...Viaggio-Marino-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/001-Valigetta-per-un...Viaggio-Marino-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/001-Valigetta-per-un...Viaggio-Marino-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/001-Valigetta-per-un...Viaggio-Marino-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/001-Valigetta-per-un...Viaggio-Marino-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/001-Valigetta-per-un...Viaggio-Marino-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/001-Valigetta-per-un...Viaggio-Marino-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><p id=\"caption-attachment-38439\" class=\"wp-caption-text\"><em>Valigetta per un&#8230;Viaggio Marino<\/em> \u00a9 Luca M. Patella<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Presentiamo una miscellanea di scritti sull&#8217;arte cinematografica a passo 1 del grande artista dell&#8217;Arte Concettuale Luca Maria Patella, relativamente ai film d&#8217;animazione realizzati con la moglie Rosa Foschi dalla met\u00e0 degli Anni Sessanta del Novecento per il produttore cinematografico Ezio Gagliardo della Corona Cinematografica.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LMRP: \u00abAre you ready maid?\u00bb<\/strong><br \/>\na cura di <strong>Mario Verger<\/strong><\/p>\n<p>Erano quasi vent&#8217;anni che conservavo gelosamente alcuni fra i film pi\u00f9 rappresentativi di Luca Maria Patella e Rosa Foschi, realizzati per il produttore Ezio Gagliardo alla Corona Cinematografica, a cavallo fra i decenni Sessanta e Settanta del Novecento.<br \/>\nFurono i fratelli Elio e Fulvio Gagliardo a chiedermi di cercarli negli immensi Stabilimenti Corona, e vi impiegai diverse settimane, tanto che la prima retrospettiva proposta per il 1998, l&#8217;anno dopo di chiusura della societ\u00e0, fu rimandata all&#8217;anno successivo.<br \/>\nAll&#8217;epoca se ne occuparono l&#8217;allora direttore della Cineteca Nazionale Adriano Apr\u00e0, e soprattutto Bruno Di Marino, che gi\u00e0 nel 1994 aveva confezionato un libro sul cinema sperimentale di Luca Patella, quando il critico Maurizio Calvesi lo nomin\u00f2 responsabile del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea all&#8217;Universit\u00e0 \u00abLa Sapienza\u00bb di Roma, tanto che nel 2000 pubblic\u00f2 un primo importante volume sul cinema sperimentale [1].<br \/>\nOltre ai film di Luca Patella &amp; Rosa Foschi [2], che proposi come prima retrospettiva a loro dedicata riguardo la produzione Corona, con l&#8217;occasione Gagliardo mi chiese di rinvenire altri documentari, mai usciti dalla Corona dall&#8217;epoca della loro produzione ed in particolare i cortometraggi dello scultore Claudio Cintoli [3], del designer della famosa rivista <em>Marcatr\u00e9<\/em> Magdalo Mussio [4] e dell&#8217;illustratore Lorenzo Taiuti [5].<br \/>\nElio Gagliardo me li lasci\u00f2 con pochi altri di cui aveva delle copie stampate 35 mm a fronte del &#8220;disturbo&#8221;, chiedendomi di consegnarli eventualmente a Patella, qualora non ne avesse essendogli stati promessi all&#8217;epoca dall&#8217;amato fratello maggiore Ezio. Dopo tantissimi anni, Rosa Foschi mi chiam\u00f2 chiedendomi la cortesia se potevo finalmente portarglieli, in quanto, tra questi, ve ne era uno che non aveva potuto rivedere dall&#8217;anno della sua uscita: <em>Ma femme<\/em>, che lei considerava, dopo la &#8220;gavetta&#8221; fatta accanto al marito per i precedenti documentari firmando con lui la co-regia di <em>Vedo, vado!<\/em>, decisamente il pi\u00f9 riuscito.<br \/>\nEntrambi volevano sistemarli in Cineteca Nazionale, visto che gi\u00e0 avevano i di loro altri film. In questo \u00e8 stata molto gentile Annamaria Licciardello, funzionaria dell&#8217;ufficio progetti e programmazione del Centro Sperimentale di Cinematografia \u2013 Cineteca Nazionale, nel prendersi a cuore la sollecitazione di Rosa, nel frattempo arrivata alla &#8220;veneranda&#8221; et\u00e0 di 73 anni, la quale voleva esser tranquilla che i suoi film fossero definitivamente al sicuro, oltre che alla Cineteca di Bologna, alla Cineteca Nazionale a Roma: un regalo di compleanno, quindi, consegnato a Luca e a Rosa, dopo mille sollecitazioni di Annamaria, per il giorno in cui l&#8217;artista urbinate festeggiava il settantatreesimo anno di et\u00e0!<br \/>\nI Patella, nel frattempo, avevano lasciato l&#8217;abitazione di via Panisperna, a Via Nazionale, e si erano trasferiti da diversi anni in Via Reggio Emilia, quasi accanto al MACRO.<br \/>\nAndai con la mia amica Sandra, la quale mi aiut\u00f2 a sistemare le &#8220;pizze&#8221; in auto.<br \/>\nDi sera, parcheggiammo all&#8217;angolo con l&#8217;Hotel Lloyd di Via Reggio Emilia, per raggiungere poco dopo, di fronte, l&#8217;abitazione dei Patella. Mi incamminai facendo pochi metri e citofonai a Luca, il quale sarebbe sceso, dovendo scaricare le pizze in due tempi dal vano posteriore della macchina, lasciando nel frattempo ad aspettarmi in auto la ragazza, la quale si truccava con un trucco forte alle sopracciglia e alle labbra.<br \/>\nPatella mi apr\u00ec il portone e ne intravidi la sagoma: magro e ascetico, con una coppola la quale copriva in parte i capelli lunghi e argentati, sobrio ed eccentrico per via di una singolare mazza da passeggio: una &#8220;bacchettina&#8221; bianca.<br \/>\nAbbracciato dopo moltissimi anni Luca Maria Patella, egli non ci mise molto a metterci a nostro agio, quando le presentai la mia amica nipote del Sultano del Cameroun: Sandra Mefire Njoya.<br \/>\nLuca mi raccont\u00f2 \u2013 mentre lo roteava \u2013 di questo curioso bastoncino, di cui dovette preferire uno in stile Man Ray, mostrandomene la cima con un diadema a vetro smerigliato, all&#8217;interno del quale vi era un <em>fish-eye<\/em> raffigurante Luca Patella &amp; Rosa Foschi!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38440\" style=\"width: 377px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38440\" class=\"size-full wp-image-38440\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/002-Il-fish-eye-con-Luca-Patella-Rosa-Foschi-Gli-Arnolfini-Mazzola-a-Montefolle.jpg\" alt=\"\" width=\"367\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/002-Il-fish-eye-con-Luca-Patella-Rosa-Foschi-Gli-Arnolfini-Mazzola-a-Montefolle.jpg 367w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/002-Il-fish-eye-con-Luca-Patella-Rosa-Foschi-Gli-Arnolfini-Mazzola-a-Montefolle-220x300.jpg 220w\" sizes=\"auto, (max-width: 367px) 100vw, 367px\" \/><p id=\"caption-attachment-38440\" class=\"wp-caption-text\">Il <em>fish-eye<\/em> con Luca Patella &amp; Rosa Foschi: <em>Gli Arnolfini-Mazzola a Montefolle<\/em> \u00a9 Luca M. Patella<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Salimmo sull&#8217;angusto ascensore ma in due riprese: prima il &#8220;Maestro&#8221; con Sandra; e poi io caricato delle &#8220;pizze&#8221; che pesavano altrettanto, le quali nel frattempo ero andato a recuperare in macchina. Tornato, mi accolse Luca facendomi strada in un arzigogolato corridoio arredato di opere, quadri, libri e cataloghi, molti dei quali in bella mostra recavano per titolo: <em>Luca Patella.<\/em><br \/>\nSentii gi\u00e0 in lontananza, passando per le anticamere, la voce infervorata di Rosa, la quale nell&#8217;attesa di rivedere <em>Ma femme<\/em>[6], si intratteneva con la formosa e simpatica ragazzona camerunense.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38441\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38441\" class=\"size-full wp-image-38441\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/003-Ma-femme.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"599\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/003-Ma-femme.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/003-Ma-femme-300x230.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/003-Ma-femme-768x588.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/003-Ma-femme-436x334.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38441\" class=\"wp-caption-text\"><em>Ma femme<\/em> \u00a9 Regia di Rosa Foschi<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Scaricate in salone e nuovamente nella stanza-studio le pellicole, le quali all&#8217;interno di scatole che pi\u00f9 che vecchie pizze cinematografiche [7], sembravano coperti di pentole arrugginite, andai a salutare la compagna di vita e moglie di Patella, Rosa Foschi.<br \/>\nSempre uguale nel viso ma coi capelli bianchi e lievemente pi\u00f9 autoritaria per via del raggiungimento di un&#8217;et\u00e0 maggiormente esperienziale, ella mi accolse festosamente. Ma non mi sembrava desse attenzione, chiedendole quindi se non fosse contenta, per il tanto atteso regalo di&#8230; compleanno!<br \/>\nLa Foschi era talmente emozionata che rispose simpaticamente, \u00abPer me \u00e8&#8230; Babbo Natale!\u00bb.<br \/>\nMentre vidi seduta Sandra gi\u00e0 in confidenza con la moglie, Rosa chiese al marito di passarmi il &#8220;pensierino&#8221; autografo che Luca aveva preparato per me: una sua stampa fotografica o litoincisione, fra le migliori, raffigurante il &#8220;culo&#8221; di Valeria Marini, risalente al 1989, l&#8217;epoca di quando la famosa showgirl, poco prima degli esordi televisivi, era stata la giovanissima modella di uno Studio Fotografico frequentato anche da Luca Patella!<br \/>\nL&#8217;artista ricord\u00f2 che all&#8217;epoca, appena ventenne, al naturale era veramente splendida&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38442\" style=\"width: 391px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38442\" class=\"size-full wp-image-38442\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/004-Palma-di-mano.jpg\" alt=\"\" width=\"381\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/004-Palma-di-mano.jpg 381w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/004-Palma-di-mano-229x300.jpg 229w\" sizes=\"auto, (max-width: 381px) 100vw, 381px\" \/><p id=\"caption-attachment-38442\" class=\"wp-caption-text\"><em>P&#8217;alma di mano<\/em> \u00a9 Luca M. Patella<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rimirai la fotoincisione: essa aveva dei colori meravigliosi!<br \/>\nIl nudo di Valeria Marini era all&#8217;interno di una valigetta &#8216;rosa&#8217; della <em>Barbie<\/em> (un omaggio alla conchiglia, o Luca &#8220;Patella&#8221; &amp; &#8220;Rosa&#8221; Foschi), nella quale l&#8217;Artista aveva ritagliato un buco della chiave, in modo che l&#8217;osservatore vi sbirciasse all&#8217;interno immergendosi in un delizioso&#8230;Viaggio Marino.<br \/>\nLuca Patella us\u00f2 la di lei forma fotografica, pubblicandola in un libro d&#8217;artista di poesie, <em>P&#8217;alma di mano<\/em> [8], stampato su fogli rosa di carta pregiata e rilegato in un contenitore di raso rosso a forma di mezzo violino con sopra met\u00e0 didietro della Marini in copertina&#8230;<br \/>\nIl \u201cLibrosedere\u201d era a mo&#8217; di astuccio grande, un box rivestito in raso rosso che poi lo squadernavi \u2013 mi spieg\u00f2 metaforicamente Patella \u2013 fino ad ammirare l&#8217;intero &#8220;sedere marino&#8221;, in un\u2019edizione rara anche perch\u00e9 ne erano stati confezionati solo 6 esemplari invece dei 130 previsti.<br \/>\nLessi accanto alla firma autografa di Luca Patella: \u00ab<em>A Mario Verger, cor dial mente<\/em>\u00bb [9].<br \/>\n[cio\u00e9: &#8220;<em>A Mario Verger, cor dial(ettica) di cuore(pulsione) e mente<\/em>&#8220;].<br \/>\nE mentre me lo porse, oltre ad rimirare la splendida Opera ispirata a Valeria Marini, egli relativamente alla dedica fu cos\u00ec gentile e paziente da fornirmi, soprattutto riguardo una singolare &#8220;ditata&#8221; autografa di terra d&#8217;ombra bruciata ad essa impressa, una simpatica spiegazione \u00abconcettuale\u00bb la quale richiamava implicitamente a Sandra:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Caro Mario Verger:<br \/>\nsi tratta di un ready-made o di una ready-maid?!<br \/>\nIn ogni caso, i tuoi Luca &amp; Rosa ti fanno i pi\u00f9 cor-diali saluti e ringrazia menti!!<br \/>\nLMRP<\/em>\u00bb [10].<\/p>\n<p>L&#8217;artista stesso mi aggiunse, a comprensione della dedica, che come Duchamp ide\u00f2 il &#8216;ready made&#8217;, Patella aveva omaggiato la Marini col suo <em>&#8216;are you ready maid?&#8217;<\/em>: cio\u00e9 <em>&#8216;sei tu pronta&#8217;?<\/em><br \/>\nCaro Mario \u2013 mi spieg\u00f2 Luca indicando al centro un&#8217;impronta dall&#8217;artista la cui dedica ai lati recitava \u2013 come Van Eyck nel &#8216;400 us\u00f2 il &#8216;sic&#8217; e Patella il &#8216;lei &amp; lei sic&#8217;: una ditata di marrone: bravo!<br \/>\n&#8230;Si tratta di un &#8216;ready made&#8217; o di una &#8216;ready maid&#8217;? [11]&#8230; \u2013 mi domand\u00f2 Patella, indicando nella mia dolce compagna una simpatica e velata allusione qualora anch&#8217;ella per me traboccasse di senso come lo splendido nudo della Marini.<br \/>\nMi aggiunse anche, specificando l&#8217;appunto scritto a lapis sopra in alto, che nel disotto della schiena \u2013 il didietro della donna \u2013 erano simboli ove si nascondeva l&#8217;inconscio.<br \/>\nE consegnandomi la raffinata incisione autografa, egli mi sugger\u00ec di metterla in una cornice sottovetro in modo tale di poter in seguito ammirare il fronte e il retro dell&#8217;Opera, per l&#8217;occasione appositamente dedicata!<br \/>\nLa Foschi, anche lei armeggiando a sua volta il bastone per render pi\u00f9 eloquente il discorso, cominci\u00f2 a parlare da dietro la scrivania piena di carte, libri, bozzetti, dal pulpito del suo &#8220;trono&#8221;, con grande originalit\u00e0 e assoluta propriet\u00e0 di linguaggio: rievoc\u00f2 i suoi inizi, di quando, giovanissima, dopo gli studi classici nel 1965 frequent\u00f2 la sezione \u00abDisegno Animato\u00bb dell&#8217;Istituto d&#8217;Arte al Palazzo Ducale di Urbino, allieva di maestri insegnanti tecnici, quali, Enzo Budassi [12] (animazione), e Marco Quaresima (edizione e ripresa): in classe Rosa era con Franca Carloni, sorella minore di Giancarlo Carloni [13], la quale in seguito spos\u00f2 il futuro presidente di Confindustria, Vittorio Merloni; Giovanni Mulazzani era a Milano e lavorava gi\u00e0 con Bruno Bozzetto; conoscendo altri marchigiani come Nicola Falcioni e Giulio Cingoli quando and\u00f2 all&#8217;Orti Studio; e trasferendosi a Roma per frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia, diplomandosi costumista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38443\" style=\"width: 513px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38443\" class=\"size-full wp-image-38443\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/005-Il-prof.-Ezio-Gagliardo.jpg\" alt=\"\" width=\"503\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/005-Il-prof.-Ezio-Gagliardo.jpg 503w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/005-Il-prof.-Ezio-Gagliardo-300x298.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/005-Il-prof.-Ezio-Gagliardo-436x433.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 503px) 100vw, 503px\" \/><p id=\"caption-attachment-38443\" class=\"wp-caption-text\">Il prof. Ezio Gagliardo, produttore della Corona Cinematografica<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riguardo l&#8217;incontro con la Corona, Rosa ricord\u00f2 che all&#8217;epoca gi\u00e0 c&#8217;era chi faceva animazione tradizionale, come Manfredi e Gomas, e i Gagliardo per incrementare i premi governativi volevano una cosa diversa, in quanto ci\u00f2 che ella propose era pi\u00f9 una confezionatura cinematografica che animazione: d\u00e9coupage, collage e disegno animato in diretta sotto la Verticale, perch\u00e9 i Gagliardo della Corona gi\u00e0 vincevano con gli altri e vincevano anche con questi nostri i Premi di Qualit\u00e0 del Ministero del Turismo e dello Spettacolo.<br \/>\nRosa riferiva che in termini di quattrini, infatti, il prof. Ezio Gagliardo diceva sempre, &#8220;pochi, maledetti e subito&#8221;, traendo la frase dal titolo di un famoso film di Pino Zac.<br \/>\nLuca Patella raccont\u00f2 che \u00abFrancesco Brocani era stato il suo testimone di nozze, e mi port\u00f2 alla Corona Cinematografica, presentandomi il produttore Ezio Gagliardo\u00bb.<br \/>\n<strong>Screck!<\/strong> (1966), fu il primo cortometraggio che Luca Patella, poco prima di conoscere Rosa Foschi, realizz\u00f2 con Francesco Brocani assieme a Claudio Capotondi, un disegnatore-scultore amico che Patella port\u00f2 alla Corona.<br \/>\nBrocani realizz\u00f2 subito dopo un documentario, <em>\u00c8\u00a0ormai sicuro il mio ritorno a Knossos<\/em> [14], tratto da Borges, incentrato su Patella e Schifano; cortometraggio ritenuto dal regista stesso il pi\u00f9 bel documentario realizzato alla Corona, nel quale si vedevano, oltre a Mario Schifano con Anna Carini, Luca Patella e Rosa Foschi interagire alla Calcografia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38444\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38444\" class=\"size-full wp-image-38444\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/006-Rosa-dice-A.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"532\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/006-Rosa-dice-A.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/006-Rosa-dice-A-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/006-Rosa-dice-A-768x522.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/006-Rosa-dice-A-436x297.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38444\" class=\"wp-caption-text\"><em>Rosa dice A<\/em>, 1966 \u00a9 Luca M. Patella<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Chi mi pettina?<\/strong> (1967), il cui titolo venne suggerito da Ezio Gagliardo, era la domanda di una bambina che chiedeva continuamente alla madre in cerca di avventure con un fotografo, un attore, un marinaio, un astronauta ed un parrucchiere e alle trasformazioni della donna relative alle diverse situazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38477\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38477\" class=\"size-full wp-image-38477\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/007-Un-bosco-magico-_-2.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"160\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/007-Un-bosco-magico-_-2.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/007-Un-bosco-magico-_-2-300x96.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/007-Un-bosco-magico-_-2-436x140.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><p id=\"caption-attachment-38477\" class=\"wp-caption-text\"><em>Un bosco magico<\/em> \u00a9 Regia di Luca Patella e Rosa Foschi<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rosa Foschi mi raccont\u00f2 che il primo cortometraggio Corona girato da sola fu <strong>Un bosco magico<\/strong> (1967), anche se Gagliardo le chiese di firmarlo come regista in collaborazione col marito, un adattamento in animazione di pupazzi su scenografie fotografiche su una libera interpretazione del <em>Sogno di una notte di mezza estete<\/em> di Shakespeare, perch\u00e9 aveva dei libri di favole illustrate da Ji\u0159\u00ed Trnka ma, interessandosi di teatro, lo realizz\u00f2 con ritagli di stoffa, cartone, e i vestiti dei personaggi con le calze argentate di nylon, coi disegni animati, fotografie e oggetti spostati direttamente sotto la Franzon.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38446\" style=\"width: 539px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38446\" class=\"size-full wp-image-38446\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/008-Littera-antiqua.jpg\" alt=\"\" width=\"529\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/008-Littera-antiqua.jpg 529w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/008-Littera-antiqua-300x284.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/008-Littera-antiqua-436x412.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 529px) 100vw, 529px\" \/><p id=\"caption-attachment-38446\" class=\"wp-caption-text\"><em>Littera antiqua<\/em> \u00a9 Regia di Luca Patella e Rosa Foschi<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Littera antiqua<\/strong> (1968), realizzato da Luca e Rosa, erano dei collage di poesie animate tratte\u00a0da Calder\u00f3n de la Barca, Ariosto e Petrarca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38447\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38447\" class=\"size-full wp-image-38447\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/009-Vedo-vado.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"489\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/009-Vedo-vado.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/009-Vedo-vado-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/009-Vedo-vado-768x480.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/009-Vedo-vado-436x273.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38447\" class=\"wp-caption-text\">009 <em>Vedo, vado!<\/em> \u00a9 Regia di Luca Patella<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Vedo, vado!<\/strong> (1969), \u2013 mi spieg\u00f2 Luca \u2013 sarebbe &#8220;Vedo, anzi ci vado&#8221;, una pragmatica del citazionismo, nella quale v&#8217;erano: Luca Patella, Rosa Bell (Rosa Foschi), Fabius Sargent (Fabio Sargentini), e la moglie del gallerista de &#8220;L&#8217;Attico&#8221; Ana Paparatt (Anna Paparatti). Un giallo-celeste con un misterioso e animato pacchetto rosa (allusione a Rosa Foschi), quando Sargent telefon\u00f2 ai suoi adepti per trovare la ragazza che aveva rubato il &#8220;pacco rosa&#8221;, animato in Stop Animation. Come ancora si vedeva Patella mosso in pixillation, che entrando nel suo studio pattinava sul pavimento con una spugna in mano per sviluppare delle grandi tele; cortometraggio Corona girato con una Arriflex 35 mm assieme a Sargentini, in un&#8217;avventura basata tutta sulla citazione, la quale sorse, per\u00f2, negli anni &#8217;70-&#8217;80, ma il film \u00e8 del 1969, e venne premiato con la Osella d&#8217;argento alla Sezione sperimentale della Biennale di Venezia del 1969.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38448\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38448\" class=\"size-full wp-image-38448\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/010-Ileana-Ghione.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"648\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/010-Ileana-Ghione.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/010-Ileana-Ghione-300x249.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/010-Ileana-Ghione-768x636.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/010-Ileana-Ghione-436x361.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38448\" class=\"wp-caption-text\">Ileana Ghione in <em>Amour du cin\u00e9ma<\/em> \u00a9 Corona Cinematografica<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38449\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38449\" class=\"size-full wp-image-38449\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/011-Luca-Patella-e-Rosa-Foschi.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/011-Luca-Patella-e-Rosa-Foschi.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/011-Luca-Patella-e-Rosa-Foschi-300x246.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/011-Luca-Patella-e-Rosa-Foschi-768x629.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/011-Luca-Patella-e-Rosa-Foschi-436x357.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38449\" class=\"wp-caption-text\">Luca Patella e Rosa Foschi in <em>Amour du cin\u00e9ma<\/em> \u00a9 Corona Cinematografica<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rosa torn\u00f2 a spiegarmi, riguardo ai suoi film, che per <strong>Amour du cin\u00e9ma<\/strong> (1969), le foto alla Ileana Ghione, attrice di teatro e moglie del produttore Ezio Gagliardo, le scatt\u00f2 Luca, sopra le quali Rosa aveva mosso pezzi di stoffa aggiungendovi foto di cataloghi di mostre d&#8217;arte, animate sotto la Verticale. <strong>Ma femme<\/strong> (1970), con musica di Vieri Tosatti, era il suo preferito: ispirato a Nouvelle Vague, raccont\u00f2 che a lei piaceva molto il cinema francese, soprattutto i film di Godard, fra cui <em>La donna \u00e8 donna<\/em>, citando Jean-Paul Belmondo e Anna Karina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38450\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38450\" class=\"size-full wp-image-38450\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/012-Ma-femme.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"631\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/012-Ma-femme.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/012-Ma-femme-300x242.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/012-Ma-femme-768x620.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/012-Ma-femme-436x352.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38450\" class=\"wp-caption-text\"><em>Ma femme<\/em> \u00a9 Regia di Rosa Foschi<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L&#8217;amore di don Perlimplino con Belisa nel giardino<\/strong> (1971), era invece un adattamento fantastico-onirico dell&#8217;omonimo testo di Garcia Lorca. A teatro, dopo aver visto il testo, al Centro Sperimentale aveva disegnato i costumi di don Perlimplino e Belisa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38451\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38451\" class=\"size-full wp-image-38451\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/013-Lamore-di-don-Perlimplino.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"292\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/013-Lamore-di-don-Perlimplino.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/013-Lamore-di-don-Perlimplino-300x112.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/013-Lamore-di-don-Perlimplino-768x287.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/013-Lamore-di-don-Perlimplino-436x163.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38451\" class=\"wp-caption-text\"><em>L&#8217;amore di don Perlimplino con Belisa nel giardino<\/em> \u00a9 Corona Cinematografica<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38452\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38452\" class=\"size-full wp-image-38452\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/014-Lamore-di-don-Perlimplino.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/014-Lamore-di-don-Perlimplino.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/014-Lamore-di-don-Perlimplino-300x104.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/014-Lamore-di-don-Perlimplino-768x266.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/014-Lamore-di-don-Perlimplino-436x151.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38452\" class=\"wp-caption-text\"><em>L&#8217;amore di don Perlimplino con Belisa nel giardino<\/em> \u00a9 Corona Cinematografica<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Amore e Psiche<\/strong> (1978), erano delle estrapolazioni narrative e tratto da <em>L&#8217;asino d&#8217;oro<\/em> di Apuleio, testo classico latino.<br \/>\nNon era difficile all&#8217;epoca ma oggi \u00e8 diverso: bisogna frequentare, essere sempre presenti. Ad esempio, dissi alla moglie di Patella che Sandra, oltre a dirigere l&#8217;Hotel Belhorizon vicino la Basilica a S. Maria Maggiore, sapeva fare con le sue macchine fotografiche delle splendide fotografie; e Rosa, essendo esperta, le consigli\u00f2 di trovare dei committenti senza mai dare gli originali, i quali rimanevano di propriet\u00e0 intellettuale ed artistica, e di frequentare, girare, farsi conoscere&#8230;<br \/>\nQuando erano giovani entrambi facevano mostre su mostre, ad esempio in gallerie quali &#8220;L&#8217;Attico&#8221; di Fabio Sargentini, parlando anche di altri autori che lavorando con Luca Patella passarono alla Corona: Francesco Brocani e Gianfranco Baruchello, notando per\u00f2 sempre pi\u00f9 come il mondo di oggi sia decisamente cambiato.<br \/>\nLuca e Rosa negli anni &#8217;70, grazie a Giulio Carlo Argan che li aveva proposti, erano stati per molti anni docenti all&#8217;Istituto d&#8217;Arte di Pomezia, insegnando oltre a tecniche pittoriche anche cinema di animazione; Rosa Foschi mi raccont\u00f2 che and\u00f2 da Angelo Franzon, il &#8220;meccanico&#8221; che fabbricava le verticali, per farsi costruire appositamente una Verticale Cinematografica come quella della Corona da portare a Pomezia, presso cui i coniugi Patella rimasero ad insegnare per quindici anni; gli dissi, infatti, che conoscevo Franco Sorichetti, operatore di Manfredo Manfredi alla Cineteam, il quale li ricordava essendo stato loro allievo.<br \/>\nMa fu lei a ricordarmi un particolare da me scordato: in realt\u00e0 la conobbi per caso un giorno a met\u00e0 degli anni &#8217;80, quando aveva ottenuto la cattedra di insegnamento a Roma, in quanto, dopo le medie un mio compagno di scuola, Vincenzo Settembre (i fratelli Settembre erano tre: Massimo, Vincenzo e Luca, bravi ragazzi col pallino per la pittura), avendo io scelto il Liceo Artistico di Via Ripetta e lui l&#8217;Istituto d&#8217;Arte Silvio D&#8217;Amico, mi parlava spesso di questa originale e pittoresca professoressa &#8220;Rosa Foschi&#8221;, la quale, un giorno, la incontrammo per strada e me la present\u00f2&#8230;<br \/>\nRicordai ad entrambi quando, un ventennio addietro, ancora ventottenne li andai a trovare il giorno prima dell&#8217;inaugurazione della mostra al Goethe Institut. Sia Luca che Rosa a distanza di anni non ricordavano bene la circostanza, che pubblicai in ricordo nel capitolo sul cinema d&#8217;animazione sperimentale riguardante &#8220;Luca Patella&#8221;, inserito nella mia cinebiografia animata [15]:<\/p>\n<p>Avevamo il materiale per la retrospettiva intitolata <em>I Gioielli della Corona di Luca Patella &amp; Rosa Foschi<\/em>, la quale si sarebbe svolta entro breve al prestigioso Goethe Institut, da me presentata e curata da Bruno Di Marino all\u2019interno della sua Manifestazione sul Cinema d\u2019Animazione Sperimentale, <em>Metamorfosi<\/em> [16]. Contattato Patella, mi invit\u00f2 a casa sua per parlare dei suoi primi film che non vedeva da oltre un quarto di secolo; abitava in Via Panisperna, vicino Via Nazionale, in un antico e buio palazzo con delle scale ripide difficili da salire. Andai con la mia nuova ragazza camerunense Ake in visita a questa straordinaria persona, che viveva con la moglie, Rosa Foschi, in una casa sommersa dalle opere di entrambi. Durante la serata Patella ci mostr\u00f2 i suoi quadri e le sue originalissime opere che occupavano ogni angolo della sua abitazione. Poi prese un enorme libro d\u2019arte a lui dedicato e mi spieg\u00f2 a lungo la sua teoria sull\u2019arte concettuale: una specie di scienza legata alla matematica ed all\u2019indagine psicologica che ebbe su me una notevole impressione, tanto che lo ascoltai con grande rispetto ed interesse. Sua moglie, Rosa Foschi, anch\u2019ella collaboratrice degli anni \u201860 della Corona, nel frattempo parlava con Ake di costumi e di moda. Ricordo che ci offrirono da bere dello scotch whisky. Patella quella sera mi introdusse nel suo meraviglioso universo mostrandomi le tecniche fotografiche con cui realizzava le sue opere. Questo raffinato artista, giunto all\u2019et\u00e0 di 60 anni, amava profondamente il suo lavoro, parlando esclusivamente di s\u00e9 e mettendo in secondo piano il ruolo artistico della Foschi, per la quale aveva, invece, delle premure ed una dolcezza di marito. Anche Rosa Foschi, dopo aver parlato a lungo con Ake mi mostr\u00f2 diversi interessantissimi spezzoni in 35 mm dei loro film per la Corona, recuperati dai tagli delle copie-lavoro e raccolti in eleganti album fotografici. Patella ci mostr\u00f2 infine le proprie sculture. Sembravano avere un che di misterioso, profili, in forma di vaso, di personaggi celebri, basati su effetti ottici; esperienze suggestive dell\u2019arte concettuale. Prima di accomiatarci, Patella ci volle mostrare l\u2019albero parlante, una delle sue pi\u00f9 strambe invenzioni. Vicino al divano aveva infatti un arbusto il quale arrivava sino al soffitto, con all\u2019interno un registratore che, azionato, faceva ascoltare la voce di un uomo che parlava e di una donna che rispondeva! La serata si concluse a notte inoltrata. Uscii dalla sua casa avendo appreso qualcosa di nuovo! Al Goethe Institut, poco prima della retrospettiva di Patella era in programma il mio film d\u2019animazione su Milingo [17].<br \/>\nLa proiezione in cui vennero proposti i primi film di Luca Patella e Rosa Foschi, la quale si rivel\u00f2 molto importante e vennero diverse persone, oltre a me e Ake, tra le quali: Elio Gagliardo, Franco Brocani, il gallerista de &#8220;L\u2019Attico&#8221; Fabio Sargentini, il direttore della SBP Gianni Blumthaler, Marco Giusti, Noa Bonetti, Eduardo Palumbo, Maria Luisa Angiolillo, Romano Bellucci, Alberto D\u2019Amico, e tanti altri. All\u2019indomani della mostra al Goethe Institut, Luca Patella mi volle regalare un bellissimo quadro, una fotografia virata, raffigurante il \u201csedere\u201d di Valeria Marini, sul quale scrisse una dedica autografa:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Con \u00eatre et male? + ..oh\u00e8 Marinariello.<br \/>\nA Mario Verger<br \/>\nCor dial m\u00e9nte. Buon lavoro e 3 grazie!<br \/>\nLuca<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38453\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38453\" class=\"size-full wp-image-38453\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/015-Con-\u00eatre-et-male.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"549\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/015-Con-\u00eatre-et-male.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/015-Con-\u00eatre-et-male-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/015-Con-\u00eatre-et-male-768x539.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/015-Con-\u00eatre-et-male-436x306.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38453\" class=\"wp-caption-text\"><em>Con \u00eatre et male<\/em> \u00a9 Luca Patella<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38454\" style=\"width: 586px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38454\" class=\"size-full wp-image-38454\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/016-Mario-Verger-presenta-al-Goethe-Institut-I-Gioielli-della-Corona-di-Luca-Patella-Rosa-Foschi.jpg\" alt=\"\" width=\"576\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/016-Mario-Verger-presenta-al-Goethe-Institut-I-Gioielli-della-Corona-di-Luca-Patella-Rosa-Foschi.jpg 576w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/016-Mario-Verger-presenta-al-Goethe-Institut-I-Gioielli-della-Corona-di-Luca-Patella-Rosa-Foschi-300x260.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/016-Mario-Verger-presenta-al-Goethe-Institut-I-Gioielli-della-Corona-di-Luca-Patella-Rosa-Foschi-436x378.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px\" \/><p id=\"caption-attachment-38454\" class=\"wp-caption-text\">Mario Verger presenta al Goethe Institut <em>I Gioielli della Corona di Luca Patella &amp; Rosa Foschi<\/em><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38455\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38455\" class=\"size-full wp-image-38455\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/017-Bruno-Di-Marino-introduce-Luca-Patella-al-Goethe-Institut.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"552\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/017-Bruno-Di-Marino-introduce-Luca-Patella-al-Goethe-Institut.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/017-Bruno-Di-Marino-introduce-Luca-Patella-al-Goethe-Institut-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/017-Bruno-Di-Marino-introduce-Luca-Patella-al-Goethe-Institut-768x542.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/017-Bruno-Di-Marino-introduce-Luca-Patella-al-Goethe-Institut-436x308.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38455\" class=\"wp-caption-text\">Bruno Di Marino introduce Luca Patella al Goethe Institut <em>I Gioielli della Corona di Luca Patella &amp; Rosa Foschi<\/em><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci rincontrammo con Rosa Foschi un anno dopo, durante il Giubileo del 2000, una sera a Porta Pia, in un palazzetto in cui la costumista Gianna Gelmetti invit\u00f2 diversi conoscenti alla proiezione di un suo cortometraggio animato; fra gli invitati, Rosa Foschi e Rosanna Andreoni, costumista e collega di studi dall&#8217;epoca del Centro Sperimentale ed amica di entrambe.<br \/>\nGianna Gelmetti, costumista e scenografa, fu a lungo legata allo scrittore e poeta statunitense Jack Gilbert, che in Italia incontr\u00f2 in lei il grande amore. La Gelmetti, la quale realizz\u00f2 nel &#8217;72 per l&#8217;Istituto Luce dei cortometraggi animati grazie al trainer della Incom Alberto Chimenz, aveva anche un cugino, Vittorio Gelmetti, uno dei musicisti della Corona Cinematografica. Probabilmente non avevano invece parentele col pi\u00f9 famoso direttore d&#8217;orchestra Gian Luigi Gelmetti. Fu proprio Bruno Di Marino ad indirizzarmi la Gelmetti, quando venne timidamente l&#8217;anno prima a casa per mostrarmi i suoi film dell&#8217;epoca, sapendo che stavo redigendo un libro sull&#8217;animazione italiana e nel quale avrebbe tanto desiderato esservi; raccolta di scritti che pubblicai alla fine del decennio nel saggio di Matilde Tortora. Purtroppo Gianna Gelmetti, dopo aver realizzato altri brevi short in d\u00e9coupage, scomparve nel 2010.<br \/>\nQualche tempo dopo, la mia retrospettiva dei film Corona di Luca Patella &amp; Rosa Foschi fu nuovamente riproposta da Bruno Di Marino a Torino alla GAM (Galleria Civica d\u2019Arte Moderna e Contemporanea), agli Incontri Arte Animazione organizzati da Chiara Magri, responsabile del Dipartimento Animazione della Scuola Nazionale di Cinema a Chieri, in collaborazione con Emiliano Fasano, alla presenza di Luca Raffaelli, col quale nel dicembre 2001 eravamo stati ad intervistare il produttore Elio Gagliardo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38456\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38456\" class=\"size-full wp-image-38456\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/018-Luca-Raffaelli-intervista-il-produttore-CORONA-Elio-Gagliardo-nel-2001.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"497\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/018-Luca-Raffaelli-intervista-il-produttore-CORONA-Elio-Gagliardo-nel-2001.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/018-Luca-Raffaelli-intervista-il-produttore-CORONA-Elio-Gagliardo-nel-2001-300x191.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/018-Luca-Raffaelli-intervista-il-produttore-CORONA-Elio-Gagliardo-nel-2001-768x488.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/018-Luca-Raffaelli-intervista-il-produttore-CORONA-Elio-Gagliardo-nel-2001-436x277.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38456\" class=\"wp-caption-text\">Luca Raffaelli intervista il produttore CORONA Elio Gagliardo \u00a9 Mario Verger<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Bruno Di Marino, dopo <em>Animania<\/em>, torn\u00f2 recentemente al Festival del Cinema a Pesaro con una grande retrospettiva sull&#8217;animazione italiana pubblicando nel 2014 un saggio per Marsilio, intitolato <em>Il mouse e la matita<\/em> [18], nel quale, riguardo la loro produzione, scrisse:\u00a0\u00ab<em>Negli anni \u201960 ci sono diversi artisti che si dedicano all\u2019animazione, a cominciare da quelli dell\u2019area romana. Pensiamo per esempio a Luca Maria Patella, che in alcuni suoi cortometraggi come<\/em> SKMP2 <em>(1968) o<\/em> Vedo, vado! <em>(1969), utilizza spesso la pixillation o anima oggetti. In seguito con<\/em> Sram &amp; Cram <em>(1974), film girato con gli allievi dell\u2019Istituto d\u2019Arte di Pomezia dove insegnava insieme alla moglie Rosa Foschi, l\u2019artista realizza un divertissement, in cui alcuni concetti base della sua estetica vengono centrifugati e contaminati dalle invenzioni dei ragazzi, stimolati a cimentarsi con le tecniche pi\u00f9 disparate. Intanto sia Patella sia Foschi gravitano da alcuni anni intorno alla Corona cinematografica, societ\u00e0 dei fratelli Gagliardo specializzata in cortometraggi, per la quale realizzano film<\/em> [&#8230;] <em>realizzati in breve tempo, della durata media di 10-12 minuti in modo da poter concorrere ai cosiddetti \u201cpremi qualit\u00e0\u201d indetti dal Ministero dello Spettacolo. Con questo incentivo molti filmmaker e documentaristi hanno girato per molti anni tutto ci\u00f2 che volevano, senza limitazioni o controlli (eccetto quelli relativi al budget), usufruendo delle migliori attrezzature e dei pi\u00f9 moderni laboratori. In parte per guadagnare qualche soldo, ma anche per poter sperimentare liberamente, questi artisti hanno creato, spesso su esili pretesti narrativi, un immaginario assemblato, mescolando la fotografia al collage, le riprese dal vero al d\u00e9coupage, l\u2019animazione di oggetti al disegno animato.<\/em> [&#8230;] Amour du cin\u00e9ma <em>(1969) e<\/em> L\u2019amore di don Perlimplino con Belisa nel giardino <em>(1971), forse i lavori pi\u00f9 interessanti della Foschi, pur riducendo gli interventi di animazione al minimo indispensabile, sorprendono proprio perla quantit\u00e0 del materiale messo in scena, \u201cmacinato\u201d sotto la camera verticale o la truka, per comporre un coloratissimo continuum visivo, che trapassa con nonchalance da uno stile na\u00eff, da disegno infantile, a immagini di tipo pop e optical.<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38457\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38457\" class=\"size-full wp-image-38457\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/019-Bruno-Di-Marino.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"587\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/019-Bruno-Di-Marino.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/019-Bruno-Di-Marino-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/019-Bruno-Di-Marino-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/019-Bruno-Di-Marino-436x327.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38457\" class=\"wp-caption-text\">Bruno Di Marino<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma torniamo alla serata della seconda decade del III Millennio. Entrambi sembravano quasi due artisti parigini <em>fin de si\u00e8cle<\/em>, quando Sandra fece notare a Luca Patella quanto parlasse bene il francese.<br \/>\nEssi avevano un&#8217;ampia cultura, entusiasmo, <em>savoir-faire<\/em>, e una capacit\u00e0 accomodante di spaziare su ogni argomento, in maniera colta ma spesso allegramente condita da un pizzico di simpatico &#8220;populismo&#8221;&#8230;<br \/>\nRosa Foschi ci raccont\u00f2, inoltre, che dopo aver realizzato libri illustrati di grande formato in esemplare unico, d&#8217;aver pubblicato due libri di poesia [19]: <em>Wit: esterno, interno, fuori<\/em>, una monografia stampata nel 1997 da Jandi Sapi, e nel 2004 per l&#8217;Empiria edizioni il pi\u00f9 recente <em>Wood note<\/em>; oltre a essere pittrice, essendo fotografa, faceva mostre di fotografia; adesso le piacerebbe dedicarsi nel tempo libero a realizzare dei libri per bambini e dedicarsi all&#8217;illustrazione.<br \/>\nMa Italia era sempre spesso tutto fermo, portandomi quale eccezione, la buona volont\u00e0 di una giovane filmmaker figlia di un artista fotografo, Ileana Maria Zaza, la quale, emigrata da anni in America, aveva recentemente girato un documentario d&#8217;arte <em>I make Art &amp; Non Art<\/em> [20], con spezzoni di repertorio nei quali comparivano, oltre a Luca Patella, Fabio Sargentini, Renato Barilli, Stefano Chiodi, Angelandreina Rorro; relativamente a cui la regista contatt\u00f2 i due Patella per il documentario prodotto naturalmente in video con lavorazioni oggi semplificate rispetto alla complicatezza del passato del cinema tradizionale a passo 1, dandole entusiasticamente il loro supporto conformemente ai loro impegni e all&#8217;et\u00e0, tanto che sarebbe stato proiettato a giorni nel parco umbertino dell&#8217;Acquario Romano [21].<br \/>\nNotai che, perfettamente uguale nel viso a vent&#8217;anni fa con la differenziazione dell&#8217;incanutimento dei capelli, Rosa Foschi, fumando sigarette <em>Muratti<\/em> sottili, gesticolava anche lei col bastone, decisamente ottocentesco, il quale usava teatralmente per esser pi\u00f9 convincente nel modo di parlare sempre diretto e simpaticamente schietto, non avendo perso nulla di quella verve che l&#8217;animava assieme al marito nel portare avanti il &#8220;concetto&#8221; della loro arte.<br \/>\nLe chiesi una delle sue sigarette sottili e, fra le carte, salt\u00f2 fuori, anche un pacchetto rosso di sigarette cubane, le <em>Che<\/em>, col volto di Che Guevara, le quali avevano da lei lasciato da un anno ma erano troppo forti le quali me le fece fumare.<br \/>\nRicordammo quando la conobbi personalmente dalla gallerista Stefania Miscetti ventitre anni or sono, alla personale di Paolo Canevari che presentava anche dei corti in animazione assieme a Alberto D&#8217;Amico, qualche anno prima della sua relazione che lo impegn\u00f2 con Marina Abramovi\u0107, quando andai accompagnato dalla scultrice Fiorella Rizzo. Ricordai che all&#8217;epoca la Rizzo mi present\u00f2 come un giovane autore di film d&#8217;animazione alla Foschi, la quale mi raccont\u00f2 che vent&#8217;anni prima aveva realizzato dei cortometraggi animati in tradizionale per Gagliardo, e se esisteva ancora la Corona poteva chiamare volendo ancora fare qualcosa in 35 mm e farmi assistere alla ripresa a passo 1 sotto la Verticale. In ultimo le dissi, quasi ridendo, che conoscevo benissimo i Gagliardo, lavorando proprio in quel periodo alla Corona Cinematografica, e alla stessa Verticale che usava lei un ventennio prima! Ma non la prese male, si mise quasi a ridere rivelandosi di una simpatia unica, lei e in seguito quando lo conobbi anni dopo, il marito! Lavorando alla Corona, ricordavo che Elio Gagliardo, molto prima che conoscessi i due Patella, fra tutta la produzione dei documentari in animazione, quello che preferiva di pi\u00f9 era proprio <em>Amore e Psiche<\/em> di Rosa Foschi!<br \/>\nSempre riguardo all&#8217;incontro avvenuto alla mostra di Paolo Canevari accennai all&#8217;anno dopo, quando realizzai i miei due film d&#8217;animazione d&#8217;autore sulla Diva dell&#8217;Hard, <em>Moanaland<\/em> e <em>I Remember Moana<\/em>, uno dei quali promosso una sera al Palazzo delle Esposizioni di Roma, in una mostra organizzata proprio da Stefania Miscetti, Paolo Canevari e Marco Giusti, il quale lo ripropose la notte su Rai Tre in una memorabile puntata di <em>Fuori Orario<\/em>.<br \/>\nRicordai anche quando, nel 2002, Bruno Di Marino pubblic\u00f2 un fotogramma del mio <em>I Remember Moana<\/em> (assieme a quelli di altri artisti internazionali, quali: Steina, Jordan Belson, Chris Cunningham, James Whitney, Orlan, Len Lye, Jeff Sher, Peter Callas, Leif Marcussen e Norman McLaren), nel suo nuovo libro [22] sul cinema d&#8217;animazione sperimentale edito da Bulzoni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38458\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38458\" class=\"size-full wp-image-38458\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/020-Le-donne-nel-cinema-di-animazione.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"531\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/020-Le-donne-nel-cinema-di-animazione.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/020-Le-donne-nel-cinema-di-animazione-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/020-Le-donne-nel-cinema-di-animazione-768x521.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/020-Le-donne-nel-cinema-di-animazione-436x296.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38458\" class=\"wp-caption-text\"><em>Le donne nel cinema di animazione<\/em> \u2013 Tunu\u00e9 \u00a9 Signe Baumane &amp; Regina Pessoa<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ricordammo anche, del 2010, il libro della prof. Matilde Tortora, <em>Le donne nel cinema di animazione<\/em> [23], con cui partecipai assieme a studiosi di calibro internazionale fra cui esperti come Marcel Jean e Julie Roy, con artiste mondiali come Signe Baumane e Regina Pessoa, le quali firmarono la doppia copertina; volume nel quale ebbi l&#8217;onore di scrivere un intero saggio sulle donne italiane, dedicando fiumi d&#8217;inchiostro all&#8217;opera cinematografica di Rosa Foschi. Il libro \u00e8 presente ufficialmente sulla carta dell&#8217;UNESCO.<br \/>\nGli dissi anche che, uno dei miei ultimi film d&#8217;animazione, <em>Pasolini requiem<\/em>, era stato presentato in anteprima al Festival del Cinema a Roma diretto da Mario Sesti, nella sezione sperimentale <em>Fish-Eye<\/em>, curata proprio da Bruno Di Marino; e l&#8217;anno dopo, sponsorizzato dalla Rai International, al Festival Internazionale del Cinema di Miami, diretto da Salvo Bitonti e Emanuele Viscuso, il mio film aveva ricevuto la menzione speciale, ed era stato premiato ulteriormente con uno Special Award dal Direttore della prestigiosa Miami Beach Cinematheque.<br \/>\nE le parlai della mia ultima opera, <em>Kremos \u2013 The Lost Art of Niso Ramponi<\/em>, nel quale curavo l&#8217;intera parte scritta, citando la parte relativa a Pino Pascali, volume interamente tradotto in inglese e curato dell&#8217;editore californiano Joseph V. Procopio, che aveva da poco ricevuto la nomination, come miglior libro sui fumetti dell&#8217;anno, al prestigioso Eisner Award.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38459\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38459\" class=\"size-full wp-image-38459\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/021-Kremos-\u2013-The-Lost-Art-of-Niso-Ramponi.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/021-Kremos-\u2013-The-Lost-Art-of-Niso-Ramponi.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/021-Kremos-\u2013-The-Lost-Art-of-Niso-Ramponi-300x125.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/021-Kremos-\u2013-The-Lost-Art-of-Niso-Ramponi-768x319.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/021-Kremos-\u2013-The-Lost-Art-of-Niso-Ramponi-436x181.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38459\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kremos \u2013 The Lost Art of Niso Ramponi<\/em> \u2013 Eisner Award Nominations 2016 \u00a9 Introduction by Mario Verger &amp; edited by Joseph V. Procopio<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poi Luca ci serv\u00ec un vino francese che sembrava forte, ma assaggiato era un delicatissimo e soave nettare dolceamaro versato in calici stretti e oblunghi a forma di tulipano di vetro soffiato: lo gustammo assieme all&#8217;intenditrice Rosa e alla pi\u00f9 giovane Sandra, la quale ne bevette un sorso, il cui restante assunsi io giungendo tranquillamente al terzo calice di esso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38460\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38460\" class=\"size-full wp-image-38460\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/022-Marco-Giusti-e-Alessandra-Mamm\u00ec.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"520\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/022-Marco-Giusti-e-Alessandra-Mamm\u00ec.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/022-Marco-Giusti-e-Alessandra-Mamm\u00ec-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/022-Marco-Giusti-e-Alessandra-Mamm\u00ec-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/022-Marco-Giusti-e-Alessandra-Mamm\u00ec-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/022-Marco-Giusti-e-Alessandra-Mamm\u00ec-436x290.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/022-Marco-Giusti-e-Alessandra-Mamm\u00ec-673x449.jpg 673w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38460\" class=\"wp-caption-text\">Marco Giusti e Alessandra Mamm\u00ec<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38461\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38461\" class=\"size-full wp-image-38461\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/023-Marco-Giusti-Luca-Patella-e-Rosa-Foschi.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"564\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/023-Marco-Giusti-Luca-Patella-e-Rosa-Foschi.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/023-Marco-Giusti-Luca-Patella-e-Rosa-Foschi-300x216.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/023-Marco-Giusti-Luca-Patella-e-Rosa-Foschi-768x554.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/023-Marco-Giusti-Luca-Patella-e-Rosa-Foschi-436x314.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38461\" class=\"wp-caption-text\">Marco Giusti, Luca Patella e Rosa Foschi al Goethe Institut (1999) \u00a9 Mario Verger<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ricordammo, all&#8217;epoca in cui Marco Giusti venne alla &#8220;prima&#8221; dei film Corona al Goethe Institut, dopo un trentennio dalla loro produzione, accennando anche alla di lui moglie Alessandra Mamm\u00ec, la quale spesso organizzava eventi di arte-cinema alla Sala Trevi, in collaborazione col Centro Sperimentale di Cinematografia; ed Enrico Ghezzi, il quale, dopo un'&#8221;interruzione&#8221; di amicizia cinefila con l&#8217;altro creatore di <em>Blob<\/em>, a marzo aveva scritto su Luca un pezzo sulla mostra al MACRO che proiettava <em>skmp2<\/em> (Sargentini, Kounellis, Mattiacci, Patella, Pascali), in cui ognuno di questi artisti fa un&#8217;azione, film in 16 mm e restaurato in 35 mm dalla Cineteca che era stato presentato nel 2012 alla Biennale di Venezia; come ancora Bruno Di Marino, organizzatore della suddetta retrospettiva del 1999, che da pochi giorni aveva condotto al MACRO una rassegna sui film sperimentali di Patella, chiamando per l&#8217;occasione Luca, vista l&#8217;et\u00e0, al prestigioso Museo d&#8217;Arte Contemporanea di Roma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38462\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38462\" class=\"size-full wp-image-38462\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/024-skmp2-Fabio-Sargentini-Jannis-Kounellis-Eliseo-Mattiacci-Luca-Patella-Pino-Pascali.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"438\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/024-skmp2-Fabio-Sargentini-Jannis-Kounellis-Eliseo-Mattiacci-Luca-Patella-Pino-Pascali.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/024-skmp2-Fabio-Sargentini-Jannis-Kounellis-Eliseo-Mattiacci-Luca-Patella-Pino-Pascali-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/024-skmp2-Fabio-Sargentini-Jannis-Kounellis-Eliseo-Mattiacci-Luca-Patella-Pino-Pascali-768x430.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/024-skmp2-Fabio-Sargentini-Jannis-Kounellis-Eliseo-Mattiacci-Luca-Patella-Pino-Pascali-436x244.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38462\" class=\"wp-caption-text\"><em>skmp2<\/em> Fabio Sargentini, Jannis Kounellis, Eliseo Mattiacci, Luca Patella, Pino Pascali \u00a9 Luca Patella<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38463\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38463\" class=\"size-full wp-image-38463\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/025-Enrico-Ghezzi.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"617\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/025-Enrico-Ghezzi.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/025-Enrico-Ghezzi-300x237.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/025-Enrico-Ghezzi-768x606.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/025-Enrico-Ghezzi-436x344.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38463\" class=\"wp-caption-text\">Enrico Ghezzi<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma queste erano semplici <em>performance<\/em> nella capitale; Patella era reduce da una mostra alla Tate Gallery di Londra, nella quale erano stati proiettati i film di artisti italiani, fra cui di Luca Patella e Rosa Foschi, ed in quel mentre aspettava una telefonata dall&#8217;estero per un altra personale&#8230;<br \/>\nPatella continu\u00f2 a farci bere, commentando l&#8217;indubbia simpatia della ragazza la quale era molto incuriosita riguardo un artista che aveva raggiunto livelli di notoriet\u00e0 internazionale; raccontai loro che Sandra Njoya era la nipote della dinastia dei Re Bamoun, il cui nonno, il Sultano Ibrahim Njoya,\u00a0 aveva istituito nel primo terzo del XX Secolo il pi\u00f9 grande Palazzo della Cultura e delle Arti in Cameroun, diventato patrimonio universale dell&#8217;UNESCO. Le sculture Bamoun, soprattutto, per il loro gusto arcaico e moderno al tempo stesso, divennero famose in tutto il mondo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38464\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38464\" class=\"size-full wp-image-38464\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/026-PUCA-LATELLA.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"547\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/026-PUCA-LATELLA.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/026-PUCA-LATELLA-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/026-PUCA-LATELLA-768x537.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/026-PUCA-LATELLA-436x305.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38464\" class=\"wp-caption-text\"><em>PUCA LATELLA (un Luca d&#8217;antan?!) &#8220;proto selfie&#8221;, leggendo nella psiche<\/em> \u00a9 Luca Patella<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poi Luca, prese un libretto [24] sulla scrivania e me lo regal\u00f2 facendovi delle dediche mentre continuavamo a bere e a fumare, fra lui e Rosa che spiegavano che Patella con le sue fotografie, gi\u00e0 nel &#8217;68 era un selfie man antelitteram. Mi mostr\u00f2 diverse foto fra cui alcune, con Luca e Rosa il pomeriggio quando veniva Argan a prendere il the alla Calcografia Nazionale, avendo le chiavi di entrambi i posti, tanto che la notte lavoravano fino alle 4 di mattina alla Corona.<\/p>\n<p>Sul frontespizio, Luca Patella scrisse:<br \/>\n\u00ab<em>A Mario Verger,<br \/>\n3 &#8220;grazie&#8221;<br \/>\ne 9 &#8220;muse&#8221;<br \/>\nper le meravigliose<br \/>\n&#8230;&#8221;pizze&#8221;<br \/>\n(degli anni &#8217;60), che ci hai fatto rinascere!<br \/>\nLuca &amp; Rosa<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Sul retro, invece, Patella ripet\u00e9 la &#8216;ditata&#8217; con la biro, aggiungendoci un evidenziatore verde, scrivendo:<br \/>\n\u00ab<em>\u00c8 una ditata<br \/>\nmarron?,<br \/>\no merda?<br \/>\n\u00e8 per Sandra!<br \/>\nLuca Patella<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38465\" style=\"width: 625px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38465\" class=\"size-full wp-image-38465\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/027-Dedica-autografa-di-Luca-M.-Patella.jpg\" alt=\"\" width=\"615\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/027-Dedica-autografa-di-Luca-M.-Patella.jpg 615w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/027-Dedica-autografa-di-Luca-M.-Patella-300x244.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/027-Dedica-autografa-di-Luca-M.-Patella-436x354.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 615px) 100vw, 615px\" \/><p id=\"caption-attachment-38465\" class=\"wp-caption-text\">Dedica autografa di Luca M. Patella a Mario Verger &amp; Sandra Njoya<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;ultima sigaretta, Patella si alz\u00f2 e notai che era piuttosto alto: mi disse che il padre aveva origini mezze francesi e lo superava, nonostante Luca sembrasse per la sua generazione non certo basso! Luca Patella mi raccont\u00f2 che il padre Luigi era un cosmologo-umanista e artista, dal quale egli apprese i primi rudimenti, corroborati dallo studio scientifico della Chimica Elettronica Strutturale, studiando a Roma psicoanalisi con lo psicanalista e astrologo ebreo tedesco Ernst Bernhard.<br \/>\nRaccontava Rosa che Luca aveva origini senz&#8217;altro mescolate: Venete, Piemontesi e Siciliane: un perfetto Artista Italiano, quindi!&#8230;<br \/>\nIn ultimo, prima di congedarci, avendo scordato la macchina fotografica chiesi a entrambi di fare qualche foto ricordo col mio telefonino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38467\" style=\"width: 742px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38467\" class=\"size-full wp-image-38467\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/028b-Foto-ricordo-con-Luca-M.-Patella-Mario-Verger-e-Sandra-Njoya.jpg\" alt=\"\" width=\"732\" height=\"468\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/028b-Foto-ricordo-con-Luca-M.-Patella-Mario-Verger-e-Sandra-Njoya.jpg 732w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/028b-Foto-ricordo-con-Luca-M.-Patella-Mario-Verger-e-Sandra-Njoya-300x192.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/028b-Foto-ricordo-con-Luca-M.-Patella-Mario-Verger-e-Sandra-Njoya-436x279.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 732px) 100vw, 732px\" \/><p id=\"caption-attachment-38467\" class=\"wp-caption-text\">Foto-ricordo con Luca M. Patella, Mario Verger e Sandra Njoya<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luca ci tenne a farci stare a me e alla ragazza attorno ad una sua Opera, <em>Tempus-Templum cum Patella<\/em> (tempio-tempo): un grande tempio dorato, aprendo il quale v&#8217;era una &#8220;conchiglia&#8221; di color &#8220;rosa&#8221; (conchiglia: &#8216;Luca Maria Patella&#8217;, &#8220;rosa&#8221; come &#8216;Rosa Foschi&#8217;), che l&#8217;Artista ci tenne ad illuminare accendendo le luci e sistemando le tende attorno.<br \/>\n\u00ab&#8217;Pippo&#8217;! spostati i capelli che sembri un cane!\u00bb, disse affettuosamente la moglie al marito con un vezzeggiativo per via della postura con tutti i capelli davanti al viso, \u00abPerch\u00e9 io le foto le devo far bene!\u00bb, aggiunse simpaticamente Rosa&#8230;<br \/>\nScattammo le foto con al centro il tempio illuminato; poi Luca diede alla ragazza da tenere in braccio una forma oblunga dipinta raffigurante un gatto di stoffa, un copriteiera comprato da Rosa come soprammobile che la Sandrine in posa carezzava come fosse un manto vero, mentre Rosa, per ricordo, continuava a fare scatti col mio cellulare!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38468\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38468\" class=\"size-full wp-image-38468\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/029-Luca-Patella-e-Pino-Pascali.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/029-Luca-Patella-e-Pino-Pascali.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/029-Luca-Patella-e-Pino-Pascali-300x147.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/029-Luca-Patella-e-Pino-Pascali-768x377.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/029-Luca-Patella-e-Pino-Pascali-436x214.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38468\" class=\"wp-caption-text\">Luca Patella e Pino Pascali<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla parete, di lato, un grande armadio del &#8216;600, all&#8217;interno del quale, Patella mi mostr\u00f2 il negativo di due suoi famosi Film-Opera: <strong>Terra animata<\/strong> (1965-67), &#8220;gonfiato&#8221; in 35, con interventi in animazione; un breve film di 7 minuti girato in 16mm, di cui mi spieg\u00f2 che questo film era ben noto come antesignano, e recentemente proiettato al Moca (Museum of Contemporary Art) di Los Angeles, dove la critica americana ha evidenziato a Patella che il suo Film-Opera \u00e8, \u00ab<em>A key-work in the History of Land Art before Land Art<\/em>\u00bb; e <strong>skmp2<\/strong> [25] (1968), di 30 minuti in 16 mm B\/N e stampato col colore in 35 mm e presentato alla Biennale del Cinema a Venezia, con la performance di Pascali che \u00e8 rimasta l&#8217;ultima un anno prima della scomparsa, dove si vede l&#8217;artista che pianta dei picchetti per tracciare dei rettangoli sula sabbia, con sequenze in animazione in pixillation con Luca Patella e Rosa Foschi, i quali pattinavano su dei prati a scatto singolo e manovre sugli elementi naturali comandando i fenomeni con delle bandierine navali, tecniche in Stop Motion realizzate con un cavetto flessibile lungo 20 mt. Due &#8220;gioielli&#8221; della cinematografia sperimentale a passo 1, i cui negativi originali erano gelosamente custoditi dall&#8217;Artista.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38469\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38469\" class=\"size-full wp-image-38469\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/030-Rosa-Foschi-in-Terra-animata.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"623\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/030-Rosa-Foschi-in-Terra-animata.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/030-Rosa-Foschi-in-Terra-animata-300x239.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/030-Rosa-Foschi-in-Terra-animata-768x612.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/030-Rosa-Foschi-in-Terra-animata-436x347.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38469\" class=\"wp-caption-text\">Rosa Foschi in <em>Terra animata<\/em> \u00a9 Luca Patella<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38470\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38470\" class=\"size-full wp-image-38470\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/031-Luca-Patella-e-Rosa-Foschi-in-skmp2.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"587\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/031-Luca-Patella-e-Rosa-Foschi-in-skmp2.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/031-Luca-Patella-e-Rosa-Foschi-in-skmp2-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/031-Luca-Patella-e-Rosa-Foschi-in-skmp2-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/031-Luca-Patella-e-Rosa-Foschi-in-skmp2-436x327.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38470\" class=\"wp-caption-text\">Luca Patella e Rosa Foschi in <em>skmp2<\/em> \u00a9 Luca Patella<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Accanto all&#8217;armadio notai in cornice un enorme diagramma astrologico con, al centro, il profilo di Rosa Foschi! Un&#8217;Opera doppia con entrambi i profili astrologici di Luca Maria Patella, la quale faceva parte di un complesso di 20 opere dal titolo <em>Mysterium coniunctionis<\/em>.<br \/>\nPoi ancora, ci spostammo di fronte, davanti a un ovale con dentro una pipa, un&#8217;Opera paramagrittiana di Patella intitolata <em>Ceci n&#8217;est pas un pape<\/em>, socchiudendo le tende innanzi a un&#8217;imponente scrivania, sulla quale v&#8217;era un&#8217;altra Opera, <em>Luca e Rosa Arnolfini-Mazzola a Montefolle<\/em>, sulla quale Patella richiam\u00f2 la mia attenzione spiegandomi che tante immagini anamorfiche le otteneva col <em>fish-eye<\/em>, mentre per altrettante usando il foro stenopeico: essa \u00e8 insieme un omaggio al Van Eyck-Arnolfini e al Mazzola-Parmigianino; Patella mi fece notare, infatti, che in un&#8217;opera dipinta da Van Eyck, <em>Ritratto dei coniugi\u00a0Arnolfini<\/em>, c&#8217;era dietro in fondo come uno specchio convesso, un fish-eye che rifletteva di spalle i coniugi Arnolfini, con Van Eyck che li stava dipingendo; come anche nel tondo dell&#8217;<em>Autoritratto entro uno specchio convesso<\/em> del Parmigianino, si vedeva il pittore con la manona in primissimo piano come in un <em>fish-eye<\/em>. Opera di Luca Patella ricavata da un antico oggetto in legno da lui stesso costruito, con una trombetta per auscultazione dei medici dell&#8217;800 e l&#8217;aggiunta di una lente di inizio secolo, dal quale, rimandando anche al Van Eyck, si ammirava un occhio magico: un <em>fish-eye<\/em> che s&#8217;illuminava con all&#8217;interno un&#8217;immagine anamorfica di Luca e Rosa&#8230;<br \/>\nSandra rimase colpita anche da uno dei suoi famosi &#8220;alberi parlanti&#8221; che Patella, mentre mi spiegava, aveva accanto (ricordo la volta scorsa a Via Panisperna un ventennio addietro quando accadde la medesima cosa alla mia ex).<br \/>\nRosa, che era stanca per uscire, consigli\u00f2 ad entrambi, se volevamo fermarci a mangiare, di andare dalle parti del mercato, in Via Alessandria, illuminata la sera da trattorie e pizzerie, e ristoranti vegani.<br \/>\nUscendo tutti dalla stanza per accompagnarci alla porta, vidi, appesa alla parete, una vecchissima foto in bianco e nero di Rosa, con un bel viso che rivelava la freschezza dell&#8217;adolescenza e dei grandi occhi espressivi, tanto che assorto nell&#8217;immagine intervenne Luca, il quale tenne a precisare affettuosamente che all&#8217;epoca, \u00abera una ragazzina!\u00bb, la quale, in altre parole, gli aveva fatto sin dagli inizi da &#8220;musa ispiratrice&#8221; e da&#8230; &#8220;angelo custode&#8221;!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38471\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38471\" class=\"size-full wp-image-38471\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/032-Rosa-Foschi-da-giovane.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/032-Rosa-Foschi-da-giovane.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/032-Rosa-Foschi-da-giovane-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/032-Rosa-Foschi-da-giovane-436x436.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><p id=\"caption-attachment-38471\" class=\"wp-caption-text\">Rosa Foschi da giovane \u00a9 Luca Patella<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All&#8217;angolo nel corridoio, Luca Patella mi avvicin\u00f2 ad un&#8217;altra sua Opera, <em>Le vol entier de Venus<\/em>: un tempietto dorato, del quale, aprendone l&#8217;anta con le luci rosate all&#8217;interno, sulla cui piattaforma intravidi che emergeva una miniatura di una met\u00e0 della Venere del Botticelli (l&#8217;altra met\u00e0 della statua stava sull&#8217;altro tempio su una conchiglia, simbolo del cognome Patella) e, ai lati, una lattina di solvente, due vocabolari pocket ed un panno; incuriosito da ci\u00f2, Luca mi spieg\u00f2 simpaticamente che il resto non faceva parte dell&#8217;opera in essa contenuta ma che, talvolta, vista l&#8217;abitazione piena, spesso la usava come un minuscolo e semplice&#8230;ripostiglio!<br \/>\nLuca mi indic\u00f2 anche, lungo il corridoio, il libro sulla <em>Storia della fotografia italiana<\/em>, per il quale Laterza pubblic\u00f2 in copertina proprio una sua foto raffigurante la Fontana di Trevi con alla fine della vasca, a firma dell&#8217;artista, una conchiglia rosa.<br \/>\nIn ingresso, in alto, un&#8217;altra variante de <em>Le vol entier de Venus<\/em> (cio\u00e9: &#8216;il volo di Venere&#8217;, o &#8216;il furto di Venere&#8217;).<br \/>\nAlla porta, congedandoci, abbracciammo sia Luca Patella che Rosa Foschi, gentilissimi, per questa bellissima serata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38472\" style=\"width: 742px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38472\" class=\"size-full wp-image-38472\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/033-La-Principessa-Sandra-Mefire-Njoya-con-lArtista-Luca-Maria-Patella.jpg\" alt=\"\" width=\"732\" height=\"457\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/033-La-Principessa-Sandra-Mefire-Njoya-con-lArtista-Luca-Maria-Patella.jpg 732w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/033-La-Principessa-Sandra-Mefire-Njoya-con-lArtista-Luca-Maria-Patella-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/033-La-Principessa-Sandra-Mefire-Njoya-con-lArtista-Luca-Maria-Patella-436x272.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 732px) 100vw, 732px\" \/><p id=\"caption-attachment-38472\" class=\"wp-caption-text\">La Principessa Sandra Mefire Njoya con l&#8217;Artista Luca Maria Patella<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Usciti, andammo verso Via Alessandria alla pizzeria DA GIGGETTO, dove ricordavo che andai a mangiare la pizza coi compagni ottenuta la licenza elementare; anche se la mia cultura \u00e8 rimasta tale&#8230; erano passati 35 anni!&#8230;<br \/>\nIl giorno dopo, io e Sandra, per l&#8217;entusiasmo datoci da Luca Patella, andammo lungo Viale delle Belle Arti, a visitare la Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna.<br \/>\nE, di notte, prima di riaccompagnarla, Sandra mi chiese se potevamo andare in alto sopra il colle Aventino a vedere il Giardino degli Aranci, per farmi ammirare una sorpresa che le richiamava moltissimo le opere di Patella. Giungemmo a Piazza Cavalieri di Malta, una spettacolare piazzetta rococ\u00f2 nella quale trovammo diverse persone in fila davanti al cancello del Priorato. Sandra, nell&#8217;attesa, mi voleva assolutamente mostrare cosa si osservava poggiando l&#8217;occhio sulla grande serratura. Non c&#8217;ero mai stato. Arriv\u00f2 il turno suo e poi, senza dirmi nulla, il mio: un <em>fish-eye<\/em> tridimensionale da cui si vedeva una prospettiva, costeggiata da alberi, con in lontananza illuminata la Cupola di S. Pietro: uno spettacolo magnifico, tanto che sembrava una splendida opera stenopeica di Luca Maria Patella! [26]<br \/>\nQuesto meraviglioso confronto, avvenuto a distanza di due secoli esatti e ottenuto da Patella con l&#8217;arte della fotografia attraverso la tecnica stenopeica, era opera di Giovanni Battista Piranesi che realizz\u00f2 questo suggestivo effetto spettacolare attraverso la sua genialit\u00e0.<br \/>\nIl primo che scopr\u00ec codesto ingegnoso sistema fu il genio di Leonardo da Vinci, scienziato e artista del Rinascimento, che gett\u00f2 le basi per la futura tecnica fotografica, sviluppata in seguito da Giovan Battista Della Porta e dai successivi filosofi; non a caso Patella, come artista del XX Secolo non era un semplice &#8216;fotografo&#8217; ma un pittore cineasta, psicologo e chimico del colore, un alchimista dell&#8217;arte concettuale che realizzava le sue opere attraverso l'&#8221;Arte della Fotografia&#8221;; grazie all&#8217;intuizione di Sandra, capii la differenza che c&#8217;era fra un &#8216;fotografo&#8217; che ritrae oggetti e persone, e l&#8217;Artista che si avvale della fotografia come tecnica per la difficile grammatica del linguaggio dell&#8217;arte contemporanea: i <em>fish-eye<\/em>, gli obiettivi grandangolari, le lenti addizionali e i cross-screen che Patella aveva nell&#8217;armadio, oltre ai negativi dei suoi film di arte-cinema che gli hanno valso notoriet\u00e0 internazionale, ne fanno uno dei pi\u00f9 grandi artisti del Novecento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38473\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38473\" class=\"size-full wp-image-38473\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/034-Due-Opere-dArte-a-confronto-Il-Buco-della-Serratura-del-Priorato-dei-Cavalieri-di-Malta-di-Giovanni-Battista-Piranesi-e-Colores-di-Luca-Maria-Patella.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"401\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/034-Due-Opere-dArte-a-confronto-Il-Buco-della-Serratura-del-Priorato-dei-Cavalieri-di-Malta-di-Giovanni-Battista-Piranesi-e-Colores-di-Luca-Maria-Patella.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/034-Due-Opere-dArte-a-confronto-Il-Buco-della-Serratura-del-Priorato-dei-Cavalieri-di-Malta-di-Giovanni-Battista-Piranesi-e-Colores-di-Luca-Maria-Patella-300x154.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/034-Due-Opere-dArte-a-confronto-Il-Buco-della-Serratura-del-Priorato-dei-Cavalieri-di-Malta-di-Giovanni-Battista-Piranesi-e-Colores-di-Luca-Maria-Patella-768x394.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/034-Due-Opere-dArte-a-confronto-Il-Buco-della-Serratura-del-Priorato-dei-Cavalieri-di-Malta-di-Giovanni-Battista-Piranesi-e-Colores-di-Luca-Maria-Patella-436x224.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-38473\" class=\"wp-caption-text\">Due Opere d&#8217;Arte a confronto: <em>Il Buco della Serratura del Priorato dei Cavalieri di Malta<\/em> (1765) di Giovanni Battista Piranesi e <em>Colores at Madmountain<\/em> (1985) di Luca Maria Patella<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una settimana dopo, ricevetti una&#8217;affettuosa missiva di ringraziamento da Rosa Foschi, la quale diceva:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Caro Mario,<\/em><\/p>\n<p><em>Voglio dirti il piacere che mi ha fatto rivederti, sei entrato come un mago Aladino e mi hai riportato vecchi sogni, le pizze dei miei film di animazione degli anni 60, un meraviglioso regalo, grazie grazie magico mago, ti ho visto effervescente come uno champagne, e per di pi\u00f9 la sorpresa di conoscere la tua compagna Sandra, bella, equilibrata e pronta a sostenere il vulcanico compagno, una bella coppia.<\/em><br \/>\n<em> Vi vedo bene insieme, tu vulcanico e lei pacata, sorridente, spero che possiate fare dei programmi di lavoro insieme, un film di animazione, amo molto il disegno, e lo vedo bianco e nero e termina con un arcobaleno di colori brillanti che svetta sopra la tempesta&#8230;..<\/em><br \/>\n<em> E dedico a tutti e due questa mia poesia dedicata ad Urbino mia citt\u00e0 natale.<\/em><\/p>\n<p><em>Urbino \u00e8 un pensiero pietrificato<\/em><br \/>\n<em> che un Dio cleptomane ha rubato<\/em><br \/>\n<em> Urbino \u00e8 un passatempo conventuale<\/em><br \/>\n<em> appuntato in una palpebra di cielo<\/em><br \/>\n<em> dove angoli dorati e linee rette<\/em><br \/>\n<em> sigillano la forma<\/em><br \/>\n<em> tenendola a debita distanza<\/em><br \/>\n<em> Tutto scorre e i giorni adolescenti<\/em><br \/>\n<em> memori del colle in liquido vapore<\/em><br \/>\n<em> tagliano l&#8217;ombra<\/em><\/p>\n<p><em>(dal \u00a0mio libro Wood note &#8211; Empiria edizioni)<\/em><\/p>\n<p><em>Un caldo abbraccio<\/em><br \/>\n<em> Rosa.<\/em>\u00bb [27]\u00a0\u2022<\/p>\n<p><em>Mario Verger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I \u00abGioielli della CORONA\u00bb di Luca Patella &amp; Rosa Foschi<br \/>\nTesto \u00a9 Mario Verger, 2016. Tutti i diritti riservati<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_38474\" style=\"width: 390px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-38474\" class=\"size-full wp-image-38474\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/035-Tempus-Templum-cum-Patella.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/035-Tempus-Templum-cum-Patella.jpg 380w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/035-Tempus-Templum-cum-Patella-228x300.jpg 228w\" sizes=\"auto, (max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><p id=\"caption-attachment-38474\" class=\"wp-caption-text\">Tempus-Templum cum Patella<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>La \u201cCorona\u201d di Luca Patella &amp; Rosa Foschi<br \/>\n<\/strong><strong>L&#8217;animazione d&#8217;artista di Patella e Foschi<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Due artisti alla Corona<\/strong><br \/>\na cura di <strong>Mario Verger<\/strong><\/p>\n<p>Questi film da me da poco riscoperti negli sconfinati magazzini della Corona cinematografica, sono esempi di animazione sperimentale realizzati da due artisti di rilievo, come Luca Patella e Rosa Foschi. La Corona del resto, a cavallo degli anni &#8217;60 e &#8217;70, ha prodotto anche altri film &#8220;d&#8217;artista&#8221; come quelli di Magdalo Mussio (designer della rivista Marcatr\u00e8) e di Claudio Cintoli.<br \/>\n<em>Chi mi pettina?<\/em>, domanda posta dalla figlia alla madre, \u00e8 perfettamente in linea con lo stile dei primi film sperimentali di Patella in cui l&#8217;uso di fotografie ritoccate, caratteri calligrafici e vedute panoramiche con paesaggi alberati, costituisce l&#8217;elemento chiave di lettura della sua opera cinematografica.<br \/>\nIn <em>Vedo, vado!<\/em>, Patella ritrae invece gli atteggiamenti pi\u00f9 comuni della vita quotidiana, le cui linee psicologiche e comportamentali vengono registrate meravigliosamente, traendo da ogni apparente casualit\u00e0 un ben preciso rigore matematico, dove le azioni e i semplici gesti appaiono gi\u00e0 racchiusi per dovere di logica.<br \/>\nPatella sembra un marziano piombato sulla terra che si ritrova nascosto dietro l&#8217;obiettivo o per spiare una serratura in cui vede quell&#8217;universo surreale che contraddistingue il suo stile. Ricorrendo in mole scene all&#8217;ausilio del <em>fish-eye<\/em>, aberrando le dimensioni e falsando le distanze, l&#8217;artista romano usa la sfericit\u00e0 dell&#8217;immagine, giocando con l&#8217;anamorf\u00f2si e dimostrando di essere a conoscenza di quella curiosa e intima relazione di questa tecnica con l&#8217;opera a due dimensioni. Nei suoi film appare, come collaboratrice ed interprete, Rosa Foschi, soggetto-oggetto nella pellicola e moglie nella vita. <em>Littera antiqua<\/em> pur mantenendo inalterati i <em>clich\u00e9s<\/em> di quegli anni della Corona, offre comunque quegli spunti estetici riscontrabili nel cinema underground e d&#8217;artista di quel periodo. Interessanti sono i disegni del film realizzati dalla Foschi, immagini che \u2013 attraverso un tratto spontaneo e vagamente na\u00eff\u00a0\u2013 ricordano lo stile tardo-gotico.<br \/>\nLa Foschi ha da parte sua lavorato con Gagliardo, firmando diversi cortometraggi. Di sapore arcaico, le figure animate dell&#8217;artista ci riportano al gusto della favolistica, del costume e della scenografia teatrale. <em>Amour du cin\u00e9ma<\/em>, corto sperimentale realizzato in collaborazione col marito, \u00e8 una parodia semi-ironica della storia del cinema, &#8220;creata&#8221; soprattutto dall&#8217;interpretazione stessa dello spettatore. Utilizzando foto, spesso manipolate o ritoccate, con l&#8217;aggiunta di particolari (abito, trucco, ecc), la Foschi ci riporta nelle epoche descritte, quasi a voler ironizzare su come \u2013 a volte \u2013 siano le mode a determinarle.<br \/>\n<em>L&#8217;amore di don Perlimplino con Belisa nel giardino<\/em> \u00e8 un&#8217;opera curiosa in cui la Foschi inserisce alcuni elementi tecnici che ben s&#8217;accordano con le esperienze compiute qualche anno prima da Patella: per esempio, l&#8217;uso di fotografie di Fellini che, messe in qualche modo a registro, muovono i &#8220;fili&#8221; della narrazione.<br \/>\nQuesti sei titoli, riportati alla luce dopo anni di oblio, rappresentano in conclusione le prime prove realizzate in 35 millimetri dai due artisti e, oltre al fatto di poter finalmente essere visti e apprezzati nella giusta luce di un percorso artistico ormai passato alla storia, costituiscono un tassello ulteriore per una futura ricostruzione del cinema di animazione italiano.\u00a0\u2022<\/p>\n<p><em>Mario Verger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>The Artist&#8217;s Animation by Patella &amp; Foschi<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Two Artists at Corona<\/strong><br \/>\nby <strong>Mario Verger<\/strong><\/p>\n<p>These films, from me rediscovered a short time ago in the neighbouring of the Corona Cinematografica are examples of experimetal animation, realized by two prominent artists, Luca Patella and Rosa Foschi. In addition Corona, during the late sixties and early seventies has also produced otherartist&#8217;s films as those by Magdalo Mussio (designer for the Marcatr\u00e8 maagazine) and by Claudio Cintoli.<br \/>\n<em>Chi mi pettina?<\/em> (<em>Who combs my hair?<\/em>) a question made by a daughter to her mother, is perfectly aligned with Patella&#8217;s style in his early experimental film in which the use of touched up photos, calligraphy characters and panoramic vistas of landscapes with trees estabilishes a key element fr the understanding of his cinematic works. On the other hand in <em>Vedo, vado!<\/em> (<em>I see, I go!<\/em>) Patella designates the most common attitudes of everyday life, whose psychological line and behaviour are registered marvelously, drawing out of any appearing casualty a very precise mathematical rigour, where actions and simple gesture appear hidden due to a certain logic. Patella seems a Martian fell to earth, thats finds himself hidden behind the lens or in order to spy from a keyhole through which sees that surrealistic and falsyfing distances, the Roman artist uses the image&#8217;s spherical share, playing with anamorphosis ad demostrating to be aware of this techinque&#8217;s curious and intimate relationship with a work in tw dimensions. In his film as a collaborator and actress Rosa Foschi subject-object in film and wife in life. <em>Littera antiqua<\/em> for maintaining inaltered the clich\u00e9s of those years, the Corona offers anyway those aesthetical starting point commonly met in the underground or in the artist&#8217;s artist&#8217;s film of that period. The film drawings, realized by Foschi are interesting, images that \u2013 through a spontaneous and vacantly na\u00eff\u00a0trait \u2013 recall a late Gothic style. Foschi has worked with Gagliardo, firming various short films. The animated figures of the artist, of an archaic taste, brink us back at the taste of folk tales, of costume and that of theatrical stage design. <em>Amour du cin\u00e9ma<\/em> (<em>Love of the cinema<\/em>) a short film realized in collaboration with her husband, is a half-ironic parody of the history of cinema, created principally by the viewer&#8217;s interpretation. Using photos, often manipulated and and touched up with addedd particulares (clothed make up etc.), Foschi gets us back to the times described, almost wanting to ironise on how sometimes are determined by fashion. <em>L&#8217;amore di don Perlimplino con Belisa nel giardino<\/em> (<em>The love of don Perlimplino with Belisa in the garden<\/em>) is a curious work in wich Foschi inserts several tchnical elements that matche the experiences computed some year back by Patella: the use of Fellini&#8217;s photos, somehow registered, move the threads of narration.<br \/>\nThose six titles brought back to light after years of oblivion represent in conclusion the firts effords realized in 35mm by the two artists and beside the fact of having finally the possibility to be seen and apraised under the right light of an artistic course already hystorical, they constitute an ulteriore plug for a future reconstruction of Italian experimental cinema.\u00a0\u2022<\/p>\n<p><em>Mario Verger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Filmografia di Luca Patella &amp; Rosa Foschi per la Corona Cinematografica<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Francesco Brocani, Luca Patella e Claudio Capotondi<br \/>\n<strong>SCRECK!<\/strong><br \/>\nanim.\/sperim., Italia 1966, 13&#8242;, 35mm, col.<br \/>\nfotografia: Elio Gagliardo<br \/>\nmusica: Franco Potenza<br \/>\nproduzione: Corona Cinematografica<br \/>\ntecnica: dal vero e animazione<br \/>\nL&#8217;animazione e la ricerca figurativa applicate in un cortometraggio sperimentale. il trapasso della vita notturna del sonno e dell&#8217;inconscio, a quella diurna, in mezzo alle cose, alla ricerca dell&#8217;azione. Una condizione analogica al passaggio dalla vita nel grembo materno, a quella individualizzata nel mondo.<br \/>\n<em>Animation and figurative research applied in an experimental shortfilm.<br \/>\nPassage from nightly life of sleep and inconscious, to diurnal one, among things, in the research of action. An analogic condition to passage from life in mother&#8217;s lap, to that one individualised in the world.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luca Patella e Francesco Brocani<br \/>\n<strong>CHI MI PETTINA?<\/strong><br \/>\nanim.\/sperim., Italia 1967, 25&#8242;, 35mm, col.<br \/>\ncollaborazione: Rosa Foschi<br \/>\ncast. Cristina Gigante Miriam Meldolesi<br \/>\nfotografia: Elio Gagliardo<br \/>\nmusica: Giovanni Fassino<br \/>\nproduzione: Corona Cinematografica<br \/>\ntecnica: animazione di oggetti e fotografie<br \/>\nFavola sperimental-surreale \u2013 pretesto per sperimentazioni tecnico-linguistiche \u2013 a proposito di una bambina trascurata e con i capelli scaruffati che chiede con angoscia: &#8220;chi mi pettina?&#8221;.<br \/>\n<em>An experimental-surrealistic tale \u2013 pretext fir further techincal-linguistic research \u2013 about a neglected girl with a descordered hairdo thats asks anguished: &#8220;who will comb my hair?&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luca Patella &amp; Rosa Foschi<br \/>\n<strong>UN BOSCO MAGICO<\/strong><br \/>\nanim.\/sperim., Italia, 1968, 11&#8242;, 35mm, col.<br \/>\ndisegni: Rosa Foschi<br \/>\ntesti: <em>Sogno di una notte di mezza estete<\/em> di Shakespeare<br \/>\nfotografia: Elio Gagliardo\/Giancarlo Lari<br \/>\nmusica: Alberico Vitalini<br \/>\nproduzione: Corona Cinematografica<br \/>\ntecnica: animazione di pupazzi, fotografie e oggetti<br \/>\nUn adattamento all&#8217;animazione di pupazzi su scenografie fotografiche, del testo shakespeariano del &#8220;Sogno di una notte di mezza estete&#8221;. Le complicate vicende amorose, allacciate e confuse fra loro, i legami fra vita e sentimenti e rappresentazione del sogno di essi. Il tutto in un ambiente naturale, ricco e disteso, che sprigiona fantastiche forze magiche. Dopo tante complicazioni, la vicenda amorosa avr\u00e0 un lieto fine.<br \/>\n<em>A cartoon&#8217;s adaption on photographic scenographies of Shakespeare&#8217;s texte &#8220;Sogno di una notte di mezza estete&#8221;. The complex lover vicissitides, laced and confused between them chains between sentiment&#8217;s life and their dream&#8217;s performance. All that in a natural ambiency. After someny complications, lover vicissitudes will have a happy end.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luca Patella &amp; Rosa Foschi<br \/>\n<strong>LITTERA ANTIQUA<\/strong><br \/>\nanim.\/sperim., Italia, 1968, 12&#8242;, 35mm, col.<br \/>\ndisegni: Rosa Foschi<br \/>\ntesti: Calder\u00f3n de la Barca Petrarca, Poliziano<br \/>\nfotografia: Elio Gagliardo<br \/>\nmusica: Alberico Vitalini<br \/>\nproduzione: Corona Cinematografica<br \/>\ntecnica: d\u00e9coupage e altro<br \/>\nVi si narrano vari episodi di vita medievale: il torneo, le crociate, la caccia, la vita a corte. Pretesto per una storia o meglio per una ballata, un cavaliere che durante una caccia al falcone si smarrisce dietro la visione di una bianca donzella perdendosi in un sogno&#8230;<br \/>\n<em>A narration of various episodes of medieval life: tournament, crusades, hunting, couts life. Pretext for a story or exactly for a ballad, is a knight who during a falcon-hunting lose his way following the vision of a white maid&#8230;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luca Patella<br \/>\n<strong>VEDO, VADO!<\/strong><br \/>\nanim.\/sperim., Italia, 1969, 25&#8242;, 35mm, col.<br \/>\nfotografia: Franco Lecca<br \/>\ncast: Luca Patella, Rosa Foschi, Fabio Sargentini<br \/>\nproduzione: Corona Cinematografica<br \/>\ntecnica: riprese dal vero, pixillation, animazione di oggetti e fotografie<br \/>\nIl film esemplifica \u2013 attraverso 4 livelli di lettura \u2013 il passaggio dal vedere al fare (tempo\/gusto; struttura narrativa; ampliamento dello spazio\/sensazione; attivit\u00e0 psicologica). La trama apparente \u00e8 ironico-avventurosa. Il film ha ricevuto un&#8217;osella a Venezia.<br \/>\n<em>The film exemplifies \u2013 through 4 different levels of reading \u2013 the passage from seeing to acting (time\/taste, narrative strutture amplification of a space\/sensation, psychological activity). The plot is seemingly ironic and adventures.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rosa Foschi<br \/>\n<strong>AMOUR DU CINEMA<\/strong><br \/>\nanim.\/sperim., Italia, 1969, 12&#8242;, 35mm, col.<br \/>\ndisegni: Rosa Foschi<br \/>\ncollaborazione: Luca Patella<br \/>\nfotografia: Elio Gagliardo<br \/>\nmusica: Stefano Torossi<br \/>\nproduzione: Corona Cinematografica<br \/>\ntecnica: animazione di oggetti e di fotografie<br \/>\nParodia animata ispirata al vecchio cinema. Personaggi ironici e dive famose come Marlene Dietrich, Mary Pickford, Greta Garbo, Charlot&#8230; L&#8217;amore per il cinema, l&#8217;amore nel cinema e l&#8217;amore in generale&#8230;<br \/>\n<em>An animated parody, inspired by old moving pictures. Ironic characters and famous stars like Marlene Dietrich, Mary Pickford, Greta Garbo, Charlie Chaplin&#8230; Love for movies, love in movies and love generally&#8230;<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rosa Foschi<br \/>\n<strong>MA FEMME<\/strong><br \/>\nanim.\/sperim., Italia, 1970, 12&#8242;, 35mm, col.<br \/>\ndisegni: Rosa Foschi<br \/>\nfotografia: Elio Gagliardo<br \/>\nmusica: Vieri Tosatti<br \/>\nproduzione: Corona Cinematografica<br \/>\ntecnica: animazione e fotografie<br \/>\n\u00c8 l&#8217;omaggio sincero e appassionato di un uomo alla propria donna e che vede in lei la vita, come \u00e8 in realt\u00e0, una vita che vive solo perch\u00e9 sono in due.<br \/>\n<em>It is a sincere and passionate homage of a man to his woman; a man who sees life through her a man, like it is really, as he is living only because they are together.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rosa Foschi<br \/>\n<strong>L&#8217;AMORE DI DON PERLIMPLINO CON BELISA NEL GIARDINO<\/strong><br \/>\nanimazione, Italia, 1971, 12&#8242;, 35mm, col.<br \/>\ndisegni: Rosa Foschi<br \/>\nfotografia: Elio Gagliardo<br \/>\nmusica: Vieri Tosatti<br \/>\nproduzione: Corona Cinematografica<br \/>\ntecnica: disegno animato e d\u00e9coupage<br \/>\nPerlimplino nobile spagnolo di 50 anni, consigliato dalla domestica Marcolfa, sposa la giovane donzella Belisa. Ma la ragazza \u00e8 attratta da un misterioso cavaliere sempre avvolto in un rosso mantello.<br \/>\n<em>Perlimplino has 50 year old Spanish aristocrat, advised by his servan Marcolfa, marries the young maiden Belisa. But the girl is attracted by a mysterious knight always wrapped up a red overcoat.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rosa Foschi<br \/>\n<strong>AMORE E PSICHE<\/strong><br \/>\nanimazione, Italia, 1978, 11&#8242;, 35mm, col.<br \/>\ndisegni: Rosa Foschi<br \/>\nfotografia: Franco Zambelli<br \/>\nmusica: Gagliardo Edizioni<br \/>\nproduzione: Corona Cinematografica<br \/>\ntecnica: poesia in animazione<br \/>\nTrattasi di una libera interpretazione del noto testo di Apuleio &#8220;<em>L&#8217;asino d&#8217;oro<\/em>&#8220;. La storia di Amore e Psiche, in chiave femminista, con testo tratto dalle &#8220;Quartine&#8221; di Omar Khayyas.<br \/>\nPsiche\/donna incontra Amore-figlio di Venere: o principe azzurro dopo lunghe ricerche e sensazioni.<br \/>\nMa l&#8217;incontro dura solo un attimo perch\u00e9 come dice Khayyas &#8220;siamo venuti come l&#8217;acqua e siamo portati come il vento&#8221;.<br \/>\nIn sostanza tutto vive solo per un attimo.<br \/>\n<em>A free interpretation of the known text of Apuleio &#8220;The golden donkey&#8221;. The story of Love and Psyche, in feminist key, with text drawn by the &#8220;Quatrains&#8221; of Omar Khayyas.<br \/>\nPsyche\/woman meets Love-child of Venus: or blue prince after long searches and feelings.<br \/>\nBut the meeting lasts only an instant because as Khayyas says &#8220;we have come as the water and we are brought as the wind.&#8221;<br \/>\nIn substance all alive ones only for an instant.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Filmografia sintetica di Luca Maria Patella<\/strong><\/h3>\n<p>(idee, regia, riprese, animazioni e montaggio di Luca M. Patella)<\/p>\n<p><strong>Ritratto tecnico naturalista<\/strong> (1964), 8mm, b\/n, muto. Tre e basta (1965), 16 mm, colore e intonazioni colore, muto, 10&#8242;.<br \/>\n<strong>Fanimesto-manifesto, oggettivo-razionale soggettivo-irrazionale<\/strong>, (1966), 16mm, colore e intonazioni colore, muto, &#8217;10.<br \/>\n<strong>Paesaggio misto<\/strong> (1966), 16mm, colore e b\/n, muto, 3&#8242;.<br \/>\n<strong>Screck!<\/strong> (1966), 35mm, colore, sonoro, 25&#8242;, in animazione, in collaborazione con F.Brocani.<br \/>\n<strong>Chi mi pettina?<\/strong> (1967), 35mm, colore, sonoro, 25&#8242;, in animazione, in collaborazione con R.Foschi.<br \/>\n<strong>Terra animata<\/strong> (1967), 16mm, intonazioni colore e b\/n, muto, 7&#8242;, (performers: C. Meldolesi, R.Foschi).<br \/>\n<strong>Piove!<\/strong> (1967), 16mm, b\/n, muto, 10&#8242;, in animazione per l&#8217;\u201dAmbiente proiettivo animato\u201d, in cui C.Cecchi esegue il \u201cComportamento\u201d dello \u201cStare al bar\u201d.<br \/>\n<strong>Intorno fuori<\/strong> (1967), 16mm, b\/n e intonazioni colore, muto, 10&#8242;.<br \/>\n<strong>Materiale per camminare<\/strong> (1967), 16mm, b\/n e intonazioni colore, muto, 10&#8242;, con Carlo Cecchi.<br \/>\n<strong>SKMP2<\/strong> (1968), 16mm, b\/n, colore e intonazioni, sonoro, 30&#8242;, con interventi di pixillation.<br \/>\n<strong>Vedo, vado! <\/strong> (1969), 35mm, colore, sonoro, 25&#8242;, con: Luca e Rosa Patella e Fabio Sargentini.<br \/>\n<strong>Rondine Sben! Alta velocit\u00e0<\/strong> (1972), 16mm, b\/n, muto, 3&#8242;, girato a 500 ft.\/sec.<br \/>\n<strong>Luca Patella \/ Lu &#8216;capa tella<\/strong> (1969-&#8217;73, inedito), 16mm, b\/n, colore e intonazioni, sonoro, 120&#8242;, con: C.Cecchi, M.Mas\u00e8, D.Fonti, L.P.<\/p>\n<p>Tra i film di \u201cdidattica della creativit\u00e0\u201d: <strong>Sram &amp; Cram<\/strong> (1974), 16mm, colore, sonoro, 60&#8242;, prod. Scuola del Cinema di Pomezia.<\/p>\n<p>L.P. ha <strong>ideato originali sistemi tecnici<\/strong>, multimediali e sonorizzati, fra cui:<br \/>\n<strong>Proiezione non anamorfica sulla semisfera<\/strong> (1968).<br \/>\n<strong>Dissolvenze variabili<\/strong> (1969).<\/p>\n<p>Serie di diapositive, dissolventi, sonore:<br \/>\n<strong>Senza peso<\/strong> (1965-&#8217;67) &#8211; 120 diacolor.<br \/>\n<strong>Ambiente proiettivo animato<\/strong> (1966-68), 400 diapositive e un film per \u201cComportamenti\u201d.<br \/>\n<strong>Sfere naturali<\/strong> (1968-&#8217;69), 120 diacolor.<br \/>\n<strong>Reportage marziano<\/strong> (1970), 120 diacolordix.<br \/>\n<strong>Analisi di Psico-vita<\/strong> (1970-71), 100 diacolordix.<\/p>\n<p>N.B.: Non sono elencati i lavori: <strong>video, audio e digitali<\/strong> (&#8217;66-&#8217;99).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p><strong>[1]<\/strong> Bruno Di Marino, <em>LUCA M. PATELLA. CON &amp; SENZA PESO. Film e Video<\/em>, Universit\u00e0 degli Studi di Roma \u00abLa Sapienza\u00bb, Roma 1994; Bruno Di Marino, <em>SGUARDO INCONSCIO AZIONE. cinema sperimentale e underground a Roma (1965-1975)<\/em>, con presentazione di Maurizio Calvesi e Adriano Apr\u00e0, LITHOS EDITRICE, pp.144, Roma, 1999.<\/p>\n<p><strong>[2]<\/strong> <em>Screck!<\/em> (Regia di Francesco Brocani, Luca Patella e Claudio Capotondi); <em>Chi mi pettina?<\/em> (Regia di Francesco Brocani e Luca Patella); <em>Un bosco magico<\/em> (Regia di Luca Patella); <em>Littera antiqua<\/em> (Regia di Luca Patella e Rosa Foschi); <em>Vedo, vado!<\/em> (Regia di Luca Patella); <em>Amour du cin\u00e9ma; Ma femme; L&#8217;amore di don Perlimplino con Belisa nel giardino; Amore e psiche<\/em> (Regia di Rosa Foschi).<\/p>\n<p><strong>[3]<\/strong> <em>Pi\u00f9; <em>Mezzo sogno e mezzo<\/em>; <em>Primavera nascosta<\/em> (Regia di Claudio Cintoli).<\/em><\/p>\n<p><strong>[4]<\/strong> <em>Il potere del drago<\/em>; Reale dissoluto; <em>Umanomeno<\/em>; <em>Il fagiolo d\u2019oro<\/em> (Regia di Magdalo Mussio).<\/p>\n<p><strong>[5]<\/strong> <em>Lezioni di zoologia<\/em>; <em>La noce che canta<\/em>; <em>Problemi di traffico sul Pianeta M<\/em>; <em>La casa a 4 dimensioni<\/em>; <em>Nero-Giallo<\/em>; <em>Horrorscope<\/em> (Regia di Lorenzo Taiuti).<\/p>\n<p><strong>[6]<\/strong> <em>Ma femme<\/em>, l&#8217;unico film di Rosa Foschi che gir\u00f2 alla Corona da sola, oltre ad <em>Amour du cin\u00e8ma<\/em>, <em>L&#8217;amore di don Perlimplino con Belisa nel giardino<\/em> e <em>Amore e psiche<\/em>, che non rivedeva da quasi 50 anni in quanto nel 1999, al Goethe Institut, su nove documentari Corona di Patella &amp; Foschi ne furono proiettati sei.<\/p>\n<p><strong>[7]<\/strong> Erano le pizze cinematografiche che i coniugi Patella avevano per diritto d&#8217;autore dalla Corona, le quali non furono mai ritirate, tanto che il produttore Gagliardo m&#8217;incarico di consegnargliele qualora le volessero o le potevo tenere, dopo averle cercate assieme nella seconda met\u00e0 degli anni novanta del secolo scorso.<\/p>\n<p><strong>[8]<\/strong> Luca Maria Patella, <em>P\u2019alma di mano.\u00a0poema da quadrivio<\/em>, audiocassetta sonora e le opere, Edizione in tiratura limitata, Stamperia dell\u2019Arancio, Grottammare, 1989-\u201890. Il libro, a forma di sedere marino&#8230;, \u00e8 costituito da un box rivestito in raso rosso. Ogni esemplare contiene: l\u2019immagine del fondoschiena (nudo) di una nota soubrette televisiva, pagine color rosa con poesie porno-mistiche, 5 opere fotografiche numerate e firmate dall\u2019autore, un disegno originale, una cassetta-audio (firmata) con Luca Patella che legge i suoi testi e Luciano Marucci che lo intervista sul tema della poesia.<br \/>\nDell\u2019edizione, rimasta fuori commercio, vennero realizzati solo 6 esemplari riservati all\u2019autore e agli addetti ai lavori.<\/p>\n<p><strong>[9]<\/strong> <em>A Mario Verger, cor dial(ettica) di cuore(pulsione) e mente<\/em>.<\/p>\n<p><strong>[10]<\/strong> La sigla di fusione tra lui &amp; lei: Luca Maria Rosa Patella.<\/p>\n<p><strong>[11]<\/strong> L&#8217;Artista segn\u00f2 accanto un asterisco e in alto appunt\u00f2: (*<em>il retro e il basso = l&#8217;Inconscio<\/em>).<\/p>\n<p><strong>[12]<\/strong> Il prof. Enzo Budassi scrisse anche un libro di tecnica del cinema di animazione, cfr. <em>Enzo Budassi, ARTE E TECNICA DEL FILM D&#8217;ANIMAZIONE<\/em>, Edizioni Bizzarri, Roma, 1972, pagg. 177.<\/p>\n<p><strong>[13]<\/strong> Il figlio di Giancarlo Carloni, Alessandro Carloni, emigrato negli Stati Uniti d&#8217;America, \u00e8 stato il regista del lungometraggio in 3D DreamWorks, <em>Kung Fu Panda 3<\/em>.<\/p>\n<p><strong>[14]<\/strong> <em>\u00c8 ormai sicuro il mio ritorno a Knossos<\/em> (Regia di Francesco Brocani), <em>Il labirinto come metafora di una perfezione mentale nelle opere di Schifano e Patella<\/em>. Il documentario uscito nel 1967, fu in realt\u00e0 realizzato l&#8217;anno prima.<\/p>\n<p><strong>[15]<\/strong> Mario Verger, <em>La \u201cCorona\u201d di Luca Patella &amp; Rosa Foschi<\/em>, in <em>MARIO VERGER &#8211; An Italian Original<\/em>, Introduzione di Luca Raffaelli, Eidon Edizioni, 2014, pp. 325-327.<\/p>\n<p><strong>[16]<\/strong> Mario Verger, <em>L&#8217;animazione d&#8217;artista di Foschi e Patella. Due artisti alla Corona, in <em>Catalogo \u2018Metamorfosi \u201899\u2019 &#8211; 3\u00b0 settimana del Cinema Europeo d\u2019Animazione e Sperimentale<\/em>, a cura di Bruno Di Marino, Roma 24-28 maggio 1999, Goethe Institut, pp. 58-61.<\/em><\/p>\n<p><strong>[17]<\/strong> <em>I Love Milingo<\/em> (1998), Regia di Mario Verger, con supervisione di S.E. Mons. Emmanuel Milingo, musiche di Lucio Dalla e arrangiamenti di Ron.<\/p>\n<p><strong>[18]<\/strong> Bruno Di Marino e Giovanni Spagnoletti (a cura di), <em>Il mouse e la matita. L&#8217;animazione italiana contemporanea<\/em>, Marsilio, 2014, pp. 29-30.<\/p>\n<p><strong>[19]<\/strong> Rosa Foschi aveva gi\u00e0 pubblicato in campo poetico,\u00a0 <em>Arie e Polle<\/em>, Artechiara, 1983; oltre a <em>Wit: esterno, interno, fuori<\/em>. poesie (1994-1982), Jandi Sapi, 1997; <em>Wood note<\/em>, Empiria edizioni, 2004.<\/p>\n<p><strong>[20]<\/strong> <em>I make Art &amp; Non Art<\/em>, regia di Ileana Maria Zaza (produzione Ztlfilm), pochi giorni dopo \u00e8 stato premiato come miglior documentario per la categoria ARTE.<\/p>\n<p><strong>[21]<\/strong> L&#8217;edificio a pianta circolare nel quartiere umbertino sul modello degli <em>square<\/em> parigini, arricchita all&#8217;esterno anche da un pronao con edicole decorate con cariatidi marine e da medaglioni acquatici.<\/p>\n<p><strong>[22]<\/strong> Bruno Di Marino, <em>Interferenze dello sguardo. La sperimentazione audiovisiva tra analogico e digitale<\/em>, Bulzoni Editore, Roma 2002, pp. 240.<\/p>\n<p><strong>[23]<\/strong> Mario Verger, <em>Le donne nell&#8217;animazione italiana dal boom economico in poi<\/em>, in <em>Le donne nel cinema d\u2019animazione<\/em>, a cura di Matilde Tortora, Tunu\u00e9, 2010, pp. 101-102.<\/p>\n<p><strong>[24]<\/strong> <em>Puca Latella (un Luca d&#8217;antan?!) &#8220;proto selfie&#8221;, leggendo nella psiche<\/em>, Ezio Pagano Editore, 2016.<\/p>\n<p><strong>[25]<\/strong> <em>skmp2<\/em> \u00e8 presente nella raccolta del MOMA di New York e della Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Roma.<\/p>\n<p><strong>[26]<\/strong> <em>Il Buco della Serratura del Priorato dei Cavalieri di Malta<\/em>, come tutto il complesso residenziale costituito dalla villa stessa e la ristrutturazione della basilica palatina, Chiesa di Santa Maria del Priorato, \u00e8 opera di Giovanni Battista Piranesi, il quale, nel 1765, dietro richiesta del Cardinale Carlo Rezzonico, iuniore nipote di Papa Clemente XIII, realizz\u00f2 anche\u00a0la spettacolare piazza rococ\u00f2 utilizzando motivi di trofei militari misti agli stemmi dell&#8217;Ordine.<\/p>\n<p><strong>[27]<\/strong> Lettera di Rosa Foschi a Mario Verger datata 31 ottobre 2016.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riferimenti bibliografici:<\/strong><\/p>\n<p>\u25cf Mario Verger, <em>L&#8217;animazione d&#8217;artista di Foschi e Patella. Due artisti alla Corona, in Catalogo \u2018Metamorfosi \u201899\u2019 &#8211; 3\u00b0 settimana del Cinema Europeo d\u2019Animazione e Sperimentale<\/em>, a cura di Bruno Di Marino, Roma 24-28 maggio 1999, Goethe Institut, pp. 58-61.<\/p>\n<p>\u25cf Mario Verger, <em>A proposito del cinema sperimentale animato, in N.T.C. &#8211; Note di Tecnica Cinematografica<\/em>, Atic &#8211; ANICA, n. 4\/1999, p. 28.<\/p>\n<p>\u25cf Mario Verger, <em>Le donne nell&#8217;animazione italiana dal boom economico in poi<\/em>, in <em>Le donne nel cinema d\u2019animazione<\/em>, a cura di Matilde Tortora, Tunu\u00e9, 2010, pp. 101-102.<\/p>\n<p>\u25cf Mario Verger, <em>La \u201cCorona\u201d di Luca Patella &amp; Rosa Foschi<\/em>, in <em>MARIO VERGER &#8211; An Italian Original<\/em>, Introduzione di Luca Raffaelli, Eidon Edizioni, 2014, pp. 325-327.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>External Links:<\/strong><\/p>\n<p>Sito Ufficiale &amp; Ufficioso di Luca Maria Patella<br \/>\n<a href=\"http:\/\/lucapatella.altervista.org\/\" target=\"_blank\">lucapatella.altervista.org<\/a><\/p>\n<p>Luca Maria Patella su Wikipedia<br \/>\n<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Luca_Maria_Patella\" target=\"_blank\">wikipedia<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I \u00abGioielli della CORONA\u00bb di Luca Patella &amp; Rosa Foschi<br \/>\nTesto \u00a9 Mario Verger, 2016. Tutti i diritti riservati<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Si ringraziano:<br \/>\n<\/strong>Adriano Apr\u00e0,\u00a0Bruno Di Marino,\u00a0Elio Gagliardo, Rosa Foschi,\u00a0Alessio Galbiati,\u00a0Luca Patella,\u00a0Sandra Mefire Rainatou.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I \u00abGioielli della CORONA\u00bb di Luca Patella &amp; Rosa Foschi<br \/>\nTesto \u00a9 Mario Verger, 2016. 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