{"id":39166,"date":"2017-06-30T15:53:26","date_gmt":"2017-06-30T13:53:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=39166"},"modified":"2017-06-30T15:53:26","modified_gmt":"2017-06-30T13:53:26","slug":"allegro-non-un-tesoro-dellarte-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=39166","title":{"rendered":"Allegro non troppo \u2013 Un Tesoro dell&#8217;Arte Italiana"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_39169\" style=\"width: 1122px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39169\" class=\"wp-image-39169 size-full\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/0000-Cover.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/0000-Cover.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/0000-Cover-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/0000-Cover-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/0000-Cover-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/0000-Cover-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/0000-Cover-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/0000-Cover-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/0000-Cover-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><p id=\"caption-attachment-39169\" class=\"wp-caption-text\"><em>Allegro non troppo \u2013 Un Tesoro dell&#8217;Arte Italiana<\/em> \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<blockquote><p><strong>Allegro non troppo<\/strong><br \/>\n<strong> Un Tesoro dell&#8217;Arte Italiana<\/strong><br \/>\na cura di <strong>Mario Verger<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39170\" style=\"width: 364px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39170\" class=\"size-full wp-image-39170\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/000-Allegro-non-troppo-\u2013-Un-Tesoro-dellArte-Italiana.jpg\" alt=\"\" width=\"354\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/000-Allegro-non-troppo-\u2013-Un-Tesoro-dellArte-Italiana.jpg 354w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/000-Allegro-non-troppo-\u2013-Un-Tesoro-dellArte-Italiana-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><p id=\"caption-attachment-39170\" class=\"wp-caption-text\"><em>Allegro non troppo \u2013 Un Tesoro dell&#8217;Arte Italiana<\/em> \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39171\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39171\" class=\"size-full wp-image-39171\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/001-Bruno-Bozzetto.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/001-Bruno-Bozzetto.jpg 500w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/001-Bruno-Bozzetto-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/001-Bruno-Bozzetto-436x436.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><p id=\"caption-attachment-39171\" class=\"wp-caption-text\">Bruno Bozzetto \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>A GIUSEPPE<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Dedico con grande piacere questo catalogo a Giuseppe Lagan\u00e0, prima di tutto un caro e grandissimo amico ma anche e soprattutto un collaboratore fondamentale di <em>Allegro non troppo<\/em>. Lavorare con lui \u00e8 stato un piacere e una gioia perch\u00e9 Giuseppe era una persona allegra, positiva, piena di energia e d\u2019interesse verso le novit\u00e0 e la ricerca in generale. Ho avuto la fortuna e il piacere di condividere con lui i momenti pi\u00f9 belli e felici della creazione di <em>Allegro<\/em>, sia nel <em>Bolero<\/em> che nel <em>Preludio al pomeriggio di un fauno<\/em>, filmati di cui ha curato la direzione artistica, e ancora oggi conservo un bellissimo ricordo di quei meravigliosi (ma laboriosissimi) giorni trascorsi insieme a lui, nel suo studio, a discutere con passione ogni pi\u00f9 piccolo dettaglio del film. \u00c8 terribilmente triste quando una persona cara ci lascia, ma quando questa persona ha il valore, la simpatia e la creativit\u00e0 di Giuseppe, diventa una vera tragedia. Grazie ancora Giuseppe, a nome mio e del pubblico, per lo spirito e l\u2019entusiasmo che hai saputo regalare ad <em>Allegro non troppo<\/em> e a tutti i tuoi numerosissimi film!<br \/>\n<strong>Bruno Bozzetto<\/strong><\/p>\n<div id=\"attachment_39172\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39172\" class=\"wp-image-39172 size-full\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/002-firma-di-Bruno-Bozzetto.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"425\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/002-firma-di-Bruno-Bozzetto.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/002-firma-di-Bruno-Bozzetto-300x163.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/002-firma-di-Bruno-Bozzetto-768x417.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/002-firma-di-Bruno-Bozzetto-436x237.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39172\" class=\"wp-caption-text\">Firma di Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>BUON COMPLEANNO ALLEGRO NON TROPPO!!!<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Per <em>La Fabbrica dell\u2019Animazione<\/em>, che prende il nome da un saggio dedicato all\u2019opera di Bruno Bozzetto, celebrare il quarantennale di <em>Allegro non troppo<\/em>, \u00e8 un grande onore che ci riempie di una gioia che non \u00e8 mai troppa. Vorrei per questo ringraziare Sergio Pomati che ci ha suggerito l\u2019idea della celebrazione e soprattutto la famiglia Bozzetto che \u00e8 stata generosa nell\u2019accettare di sostenere un progetto che avrebbe potuto non prendere vita. L\u2019umilt\u00e0 e l\u2019onest\u00e0, unite alla praticit\u00e0 dello spirito degli artigiani, hanno riempito il mio cuore dimostrandomi che il valore della cultura si riconosce guardando oltre la scena per condividere insieme quei piccoli gesti di gentilezza che determinano la qualit\u00e0 di un\u2019opera d\u2019arte quanto quella di una relazione umana. Vorrei inoltre ringraziare lo storico e critico del cinema d\u2019animazione Giannalberto Bendazzi, nonch\u00e9 grande Amico, senza il quale tutto ci\u00f2 non sarebbe stato possibile.<\/p>\n<p><strong>Shirin Chehayed<\/strong><br \/>\n<em>Presidente associazione culturale Bottega Partigiana<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39173\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39173\" class=\"wp-image-39173 \" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/003-Shirin-Chehayed.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/003-Shirin-Chehayed.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/003-Shirin-Chehayed-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/003-Shirin-Chehayed-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/003-Shirin-Chehayed-768x510.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/003-Shirin-Chehayed-436x289.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><p id=\"caption-attachment-39173\" class=\"wp-caption-text\">Shirin Chehayed \u2013 Presidente associazione culturale Bottega Partigiana<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>NOTA INTRODUTTIVA<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>In occasione dei 40 anni dell\u2019uscita in sala del capolavoro di Bruno Bozzetto, <em>Allegro non troppo<\/em>, la citt\u00e0 di Milano diventa protagonista di una serie di iniziative tra cui la mostra dedicata a quest\u2019opera significativa dell\u2019attivit\u00e0 del regista, autore di personaggi memorabili della storia dell\u2019animazione italiana, come tra gli altri il \u201cnoto\u201d <em>Signor Rossi<\/em>, protagonista di film, fumetti e pubblicit\u00e0. <em>Allegro non troppo<\/em>, lungometraggio a episodi, sintesi di musica, animazione e fiction cinematografica, resta uno dei suoi lavori pi\u00f9 apprezzati e di recente anche riconosciuto vincitore del premio Itala, come miglior lungometraggio italiano di animazione. Bozzetto, poliedrico autore, grazie a questo lavoro corale alla cui realizzazione hanno partecipato diversi collaboratori, esplora la dimensione del vero e del disegnato, con attenzione alla sperimentazione linguistica, e con un riuscito connubio nel rapporto musica \u2013 immagine.<br \/>\n<em>\u201cAllegro non troppo. Un tesoro dell\u2019arte italiana\u201d<\/em> \u00e8 il percorso espositivo che omaggia questa significativa ricorrenza mostrando immagini di fotogrammi, personaggi, fotografie del backstage di autori e cast, esplorando gli aspetti ideativi e inediti di un\u2019arte, quella del cinema di animazione, capace di stupire e affascinare il pubblico di ieri e di oggi.<\/p>\n<p><strong>Filippo Del Corno<\/strong><em><br \/>\n<em>Assessore alla Cultura\u00a0\u2013\u00a0<\/em><em>Comune di Milano<\/em><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39174\" style=\"width: 334px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39174\" class=\" wp-image-39174\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/004-Filippo-Del-Corno.jpg\" alt=\"\" width=\"324\" height=\"486\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/004-Filippo-Del-Corno.jpg 333w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/004-Filippo-Del-Corno-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 324px) 100vw, 324px\" \/><p id=\"caption-attachment-39174\" class=\"wp-caption-text\">Filippo Del Corno \u2013 Assessore alla Cultura\u00a0Comune di Milano<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39175\" style=\"width: 333px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39175\" class=\" wp-image-39175\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/005-Giuliana-Nuvoli.jpg\" alt=\"\" width=\"323\" height=\"323\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/005-Giuliana-Nuvoli.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/005-Giuliana-Nuvoli-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/005-Giuliana-Nuvoli-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/005-Giuliana-Nuvoli-436x436.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 323px) 100vw, 323px\" \/><p id=\"caption-attachment-39175\" class=\"wp-caption-text\">Giulia Nuvoli<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>ALLEGRO OGGI<\/strong><br \/>\ndi <strong>Giuliana Nuvoli<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il riso degli d\u00e8i inferi<\/strong><br \/>\nDall\u2019inizio dei tempi esistono due modalit\u00e0 di riso: quello degli d\u00e8i superni (composto, compiaciuto, che plaude all\u2019ordine) e quello degli d\u00e8i inferi (irridente, sarcastico, disgregante): <em>Allegro non troppo<\/em> \u00e8 figlio di quest\u2019ultimo. Fuor di dubbio, e per esplicita indicazione del suo autore, siamo in presenza di una parod\u00eca: ma non quella di un\u2019opera o di un autore: <em>Allegro non troppo<\/em> \u00e8 la sistematica, estemporanea, graffiante parodia di un intero popolo, di una cultura e, pi\u00f9 latamente, di un\u2019epoca. E\u2019 il costante e variegato \u201cscoronamento dell\u2019eroe\u201d: il divismo del cinema, della musica, della televisione vengono sbeffeggiati senza piet\u00e0 insieme ai miti dell\u2019eccellenza, della diversit\u00e0 ricercata, della cultura alla moda. Bozzetto parodizza, ma non tanto per muovere il riso, quanto per mostrare cosa resta dopo una risata. Un\u2019operazione che Umberto Eco [Diario minimo, 1963] avrebbe definito come il modo per pulire il carburatore e le candele della macchina culturale e, da ultimo, un responsabile dovere intellettuale. Il riso entra ed esce dal film con baldanza e naturalezza a tre livelli diversi: quello dei personaggi, quello dello spettatore e quello dell\u2019autore. Sardonico con scatti di innocenza quest\u2019ultimo; sorriso e risata incuriositi e meditabondi per lo spettatore; multiforme quello dei personaggi. C\u2019\u00e8 il riso sgangherato e lubrico delle vecchie suonatrici d\u2019orchestra; c\u2019\u00e8 il ghigno tronfio, pomposo e talora crudele del loro direttore. A loro si alternano le variet\u00e0 di risate forzate, imbarazzate, vacue del presentatore, che si congelano in sorrisi forzati da robot che male ha appreso la lezione e si incanta. Nessuno resiste alla corrosione del riso: la parod\u00eca si fa caricatura, e la caricatura divora tutto; restano estranei a quel mondo osceno il sorriso del disegnatore e della donna delle pulizie: sorriso della misura e della tenerezza, che prepara la loro necessaria dipartita. Ridono anche i personaggi animati. Spicca fra tutti il ghigno del protagonista del primo episodio: \u00e8 il riso della pregustazione, della superiorit\u00e0 immaginata, della beffa preparata: ma \u00e8 un riso che si spegne di fronte ai deretani irridenti delle sue potenziali vittime.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39176\" style=\"width: 358px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39176\" class=\"size-full wp-image-39176\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/006-Lallegro-tour-in-giro-per-il-mondo.jpg\" alt=\"\" width=\"348\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/006-Lallegro-tour-in-giro-per-il-mondo.jpg 348w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/006-Lallegro-tour-in-giro-per-il-mondo-209x300.jpg 209w\" sizes=\"auto, (max-width: 348px) 100vw, 348px\" \/><p id=\"caption-attachment-39176\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;allegro tour in giro per il mondo \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Allegro e la Storia<\/strong><br \/>\n<em>Allegro<\/em> \u00e8, per scelta consapevole, parod\u00eca riconoscibile del suo tempo. Uscito negli Stati Uniti il 27 ottobre 1976, arriva nelle sale italiane il 22 dicembre 1977. Sono i cruenti anni Settanta: l\u2019America lascia, sconfitta, il Vietnam; l\u2019irredentismo irlandese miete vittime; cade la dittatura di Caetano nel Portogallo, muore Peron in Argentina e muore il generale Franco in Spagna. Se il mondo \u00e8 inquieto, l\u2019Italia si copre di sangue. La strage di Peteano (1972), la bomba a Milano dell\u2019anarchico Bertoli (1973), Piazza della Loggia Brescia e la strage dell\u2019Italicus (1974) segnano la nostra storia e l\u2019immaginario degli artisti. Ma sono anche gli anni della liberazione sessuale, dell\u2019esaltazione della creativit\u00e0 e del diverso. Una voglia di rottura coi miti di stabilit\u00e0 e benessere del ventennio precedente, che si traduce senza scampo in un profondo malessere, anche per la perdita di punti di riferimento ritenuti sacri e inamovibili: la superiorit\u00e0 del maschio; la necessit\u00e0 di eccellere; la fiducia in una felicit\u00e0 acquistabile col denaro. E molto di questo e d\u2019altro ancora lascia tracce di s\u00e9 in <em>Allegro<\/em>: iniziando da quel personaggio deforme, Franceschini, un Quasimodo nostrano, che ha il nome di uno dei pi\u00f9 famosi brigatisti rossi, Alberto, l\u2019organizzatore del rapimento del giudice Mario Sossi, ma mai accusato di omicidio. Personaggio cupo ma utilizzabile, per questa colpevolezza incompleta, in una parodia. Quando l\u2019aria diventa pesante, negli anni di piombo, l\u2019unico rimedio \u00e8 fuggire via. Cos\u00ec il disegnatore e la giovane donna delle pulizie, si trasformano in personaggi da fiaba (Biancaneve e il Principe azzurro) e volano con la leggerezza di Peter Pan verso l\u2019Isola che non c\u2019\u00e8. Come era accaduto nel secolo della riforma cattolica e della nascita del barocco: all\u2019asfiss\u00eca del presente il miglior antidoto \u00e8 l\u2019aria respirabile della fantasia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39177\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39177\" class=\"wp-image-39177 size-full\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/007-L\u2019accoglienza-della-critica-internazionale.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"536\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/007-L\u2019accoglienza-della-critica-internazionale.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/007-L\u2019accoglienza-della-critica-internazionale-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/007-L\u2019accoglienza-della-critica-internazionale-768x526.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/007-L\u2019accoglienza-della-critica-internazionale-436x299.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39177\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019accoglienza della critica internazionale. Recensioni di <em>Allegro non troppo<\/em> \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39178\" style=\"width: 361px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39178\" class=\"size-full wp-image-39178\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/008-Cartolina-celebrativa-di-Allegro-non-troppo.jpg\" alt=\"\" width=\"351\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/008-Cartolina-celebrativa-di-Allegro-non-troppo.jpg 351w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/008-Cartolina-celebrativa-di-Allegro-non-troppo-211x300.jpg 211w\" sizes=\"auto, (max-width: 351px) 100vw, 351px\" \/><p id=\"caption-attachment-39178\" class=\"wp-caption-text\">Cartolina celebrativa di <em>Allegro non troppo<\/em> \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39179\" style=\"width: 353px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39179\" class=\"size-full wp-image-39179\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/009-Manifesto-del-film-Allegro-non-troppo.jpg\" alt=\"\" width=\"343\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/009-Manifesto-del-film-Allegro-non-troppo.jpg 343w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/009-Manifesto-del-film-Allegro-non-troppo-206x300.jpg 206w\" sizes=\"auto, (max-width: 343px) 100vw, 343px\" \/><p id=\"caption-attachment-39179\" class=\"wp-caption-text\">Manifesto del film <em>Allegro non troppo<\/em> \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le citazioni filmiche<\/strong><br \/>\nUn film pieno di memorie: ovviamente anche dello schermo. Tra quelle del cinema italiano spicca Federico Fellini, nella sgangherata parod\u00eca non tanto di un\u2019orchestra, quanto del femminino nostrano. C\u2019\u00e8 l\u2019indomita lasciva, la zitella pudibonda, la vogliosa trattenuta, in una smemorata percezione di s\u00e9, convinte di essere ancora giovani e desiderabili come la prostituta assoldata per il disegnatore, cos\u00ec fisicamente simile alla Gradisca di <em>Amarcord<\/em>, allora uscito da poco nelle sale (1973). Dagli USA, ancor prima di Disney arriva il personaggio del disegnatore, filiazione diretta e sottilmente integra di Groucho Marx, tanto che potremmo applicare a lui quanto Woody Allen scriveva per il pi\u00f9 geniale dei fratelli Marx: \u201cC\u2019era una grandezza innata in Groucho, che sfida l\u2019analisi pi\u00f9 accurata, come succede con tutti i veri artisti. Lui \u00e8 semplicemente unico, allo stesso modo di Picasso o Stravinskij, e credo che la sua impudente strafottenza verso l\u2019ordine costituito sar\u00e0 divertente tra mille anni come adesso. Oltre tutto, mi fa ridere.\u201d<br \/>\nIl disegnatore \u00e8 un personaggio in apparenza inetto, sfasato e inconcludente: ma tale solo perch\u00e9 sghembo rispetto agli standard della societ\u00e0 in cui si muove. Il suo mondo \u00e8 quello della creativit\u00e0 non finalizzata al denaro e al successo; della dissonanza con tutti i possibili \u201cdirettori d\u2019orchestra\u201d; del sogno che travolge e spazza via. La sua forza risiede nella lontananza: e lontano voler\u00e0 via grazie alla sua matita che cancella la pesantezza del corpo e riconduce la grevit\u00e0 del quotidiano alla leggerezza della fiaba: <em>Biancaneve<\/em>, appunto. E arriviamo a <em>Fantasia<\/em>, ineludibile, per indicazione dello stesso Bozzetto e citazione deformata (ma riconoscibile) del presentatore in apertura di film. Ma <em>Fantasia<\/em> non \u00e8 imitabile e Bozzetto ne fa il correlativo oggettivo di <em>Allegro<\/em>, proprio nell\u2019accezione indicata da Eliot, di \u201ccosa la cui presenza permette l\u2019esistenza di un\u2019emozione\u201d: Disney crea i presupposti per <em>Allegro<\/em> che, poi, prende altra strada, a partire dal rapporto fra musica e disegno. In <em>Fantasia<\/em> la musica funge da commento e motore dell\u2019immagine; in <em>Allegro<\/em> la musica accompagna una narrazione autonoma, che svela, graffia e porta alla conoscenza. La leggenda narra che, in una stanza in penombra, arrivassero a Bozzetto le note del <em>Bolero<\/em> di Ravel; e che egli vedesse, nei giochi casuali della luce, muoversi figurine danzanti su quelle note. In quel momento nacque <em>Allegro<\/em>\u2026 no: non esattamente. Dal <em>Bolero<\/em> di Ravel scatur\u00ec la visione della potenza creativa di una matita che intendesse raccontare una storia, frugando anche nelle pieghe pi\u00f9 riposte del quotidiano, con l\u2019aiuto di una musica opportuna che ne potenziasse il pathos e ne esaltasse l\u2019incisivit\u00e0. Descrizione (Disney) contro narrazione (Bozzetto). Prendiamo, ad esempio, in <em>Fantasia, Una notte sul monte Calvo.<\/em> Vi \u00e8 una potente sinergia e corrispondenza fra il suono e le immagini che si accavallano: le larve dei fantasmi, i mostri, le mani diaboliche, il fuoco da cui escono e di cui si sostanziano le tre grazie, gli animali, il volto luciferino: ma \u00e8 danza. E\u2019 puro movimento. E anche altrove, quando pare racconti una storia come nel brano dello <em>Schiaccianoci<\/em> o nella <em>Pastorale di Beethoven<\/em>, siamo di fronte a una sequenza fantastica di movimenti che si dipana scollegata dalla realt\u00e0.<br \/>\nA lato vi era poi la volont\u00e0 di dichiarare una poetica e una tecnica diversa:<br \/>\n<em>C\u2019era per Bozzetto un universo da rivendicare: tutta la recente tradizione internazionale dell\u2019animazione d\u2019autore di cui egli stesso era uno dei vessilliferi, e che proponeva per l\u2019appunto soluzioni stilistiche opposte a quelle del \u201cMago di Burbank\u201d: animazione limitata, disegno angolare, gusto per l\u2019aforisma, antisentimentalismo. <\/em> [Bendazzi, <em>La maturit\u00e0 del ragazzo d\u2019oro<\/em>, 2005]<br \/>\n<em>Fantasia<\/em> \u00e8 ludus senza finalit\u00e0 ulteriori; in <em>Allegro<\/em> invece, l\u2019elemento estetico non \u00e8 mai separato da quello etico: diverte, certo, ma delectat ut doceat.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>GLI EPISODI ANIMATI<\/strong><\/p>\n<p><strong>1. Preludio al pomeriggio di un fauno di Claude Debussy: il machismo delirante.<\/strong><br \/>\nIn un locus amoenus un fauno cerca compagnia femminile: ma \u00e8 vecchio, e le giovani ninfe lo rifiutano. Cos\u00ec si snoda la parodia dell\u2019esibizione del maschio per conquistare una donna: l\u2019inseguimento, la corsa, la fatica e il progressivo crescere della frustrazione. L\u2019immagine che egli ha di s\u00e9 non corrisponde a quello che la leggiadra fanciulla che coglie fiori vede: e a niente serve il mascheramento (la parrucca) cui segue l\u2019inevitabile svelamento (la dentiera), con la consapevolezza di essere un vecchietto che necessita di sciarpetta e bastone. Un fauno caricatura scoperta dei cummenda del boom economico, attaccati all\u2019immagine di maschio vigoroso e attraente, all\u2019inseguimento \u2013 nei decenni <em>\u2013<\/em> dello stesso corpo giovane e bellissimo; stolta voglia che faceva loro perdere quello che la natura (e la loro storia) offrivano: la femminilit\u00e0 misconosciuta delle loro compagne di vita. Il fauno cammina sui seni della donna, in un paesaggio onirico che non riconosce perch\u00e9 non trova il modo di fermare la sua corsa dissennata e guardare. Soltanto guardare.<\/p>\n<p><strong>2. Danza slava Op. 46 n\u00b0 7 di Anton\u00edn Dvo\u0159\u00e1k: la superbia irrisa.<\/strong><br \/>\nIn una comunit\u00e0 di uomini delle caverne, uno di loro decide di costruirsi una capanna: e viene imitato da tutti gli altri. Questo si ripete quando si costruisce una casa e anche quando compie gesti inconsulti come ingoiare una mazza di legno, staccarsi la testa, mettersi un pitale in testa, culminando nella trasformazione in un dittatore militare che persegue l\u2019estinzione dell\u2019intera specie umana. Marcia seguito da tutti gli altri e si butta oltre un dirupo, aggrappandosi a un ramo appena sotto il ciglio, convinto che gli altri lo seguiranno e cadranno nel vuoto. Ma, quando crede di avere il mondo tutto per s\u00e9, verr\u00e0 gratificato con un plateale sberleffo finale mostrandogli il fondoschiena, nel gesto di disprezzo adottato dai contestatori degli anni Sessanta (ma di lombi illustri, come Il <em>Candelaio<\/em> di Giordano Bruno). La necessit\u00e0 di distinguersi, il solipsismo, la volont\u00e0 di eccellere nel disprezzo dei propri simili (in sintesi la superbia) si rivela arma letale, ma per chi ne \u00e8 posseduto: il riso degli d\u00e8i inferi non perdona.<\/p>\n<p><strong>3. Bolero di Maurice Ravel: la cecit\u00e0 cruenta del progresso.<\/strong><br \/>\nIn una chiara citazione di <em>2001 Odissea nello spazio<\/em> (1968) di Stanley Kubrick, uno scimmiesco direttore d\u2019orchestra lancia una bottiglia di Coca Cola da cui esce un liquido che, nel disegno, si muta una sorta di brodo primordiale in cui ha inizio l\u2019evoluzione della vita. Ma il tributo alla fantascienza risale ancora pi\u00f9 indietro, al mitico <em>La guerra dei mondi<\/em> (1953), per quella figura serpentina con l\u2019occhio periscopico col quale gli alieni esaminavano il mondo degli umani. E quanti occhi ci sono a guardare una marcia sempre pi\u00f9 consistente di forme diverse che si moltiplicano! Esseri che vanno: verso le piramidi, verso il Golgota; comunque verso un mondo di sangue. A niente \u00e8 valso il Diluvio universale, emblema di una catastrofe che potrebbe tornare: a niente la fatica del cammino e la condivisione degli ostacoli. Tanti occhi! Cos\u2019hanno visto millenni di storia? Misteri e morte. Certo: ci sono viadotti, grattacieli, costruzioni avveniristiche: ma nessuna evoluzione. L\u2019uomo \u00e8 rimasto intrappolato in un progresso che non lo ha reso migliore. E\u2019 la scimmia da cui pensa di essersi evoluto, ma pi\u00f9 arrogante, artefatta, insensibile.<\/p>\n<p><strong>4. Valzer triste di Jean Sibelius: la favola tradita della casa felice.<\/strong><br \/>\nUn gatto si aggira per una casa in rovina, in cui una volta era stato felice. Nella sua mente si ammassano le scene del passato, vive tanto da sembrare reali: ma tutto \u00e8 svanito, il passato \u00e8 morto e resta la desolazione dell\u2019assenza. Una parodia dolente questa, di sapore leopardiano: il sogno di una vita felice, di un amore compiuto, della gioia della convivenza, della sicurezza degli affetti rivela la sua vacuit\u00e0. Era il sogno portato in Europa dai film americani d\u2019anteguerra: universo ordinato, casa sicura, famiglia felice, poi replicato anche nel dopoguerra. Modello fragile che non regge all\u2019urto impietoso dei mutamenti della Storia: le fiabe e la vita reale non sono proprio la stessa cosa\u2026<\/p>\n<p><strong>5. Concerto in do maggiore RV559 di Antonio Vivaldi: l\u2019ombra del sesso invadente.<\/strong><br \/>\nUn piccolo filmato per una piccola ape, il pi\u00f9 disneyano di tutti i personaggi di <em>Allegro<\/em>, anche se la vicinanza temporale del kodomo <em>L\u2019ape Maya<\/em> (1975) segnala una scoperta filiazione da quest\u2019ultima. Il piacere innocente del pic-nic dell\u2019ape \u00e8 disturbato prima dall\u2019ombra invadente dei corpi dei due innamorati, poi dal peso dei loro corpi che, rotolando, piombano sulla sua apparecchiatura. L\u2019ape si vendicher\u00e0 pungendo il maschio. La liberazione sessuale degli anni Sessanta aveva portato a eccessi talora faticosi, in una esibizione iterata che andava a discapito dei piccoli piaceri domestici che, in questa gag leggera, prendono \u2013 con l\u2019interruzione dolorosa della puntura <em>\u2013<\/em>\u00a0la loro rivincita<\/p>\n<p><strong>6. L\u2019uccello di fuoco di Igor Stravinskij: non il sesso, ma il denaro \u00e8 il male.<\/strong><br \/>\nGarbata ma affilata parodia della sessuofobia della Chiesa, quest\u2019ultima animazione si presenta come il rovescio salutare della precedente: se l\u2019esibizione eccessiva del sesso \u00e8 cosa da evitare, a maggior ragione lo \u00e8 la sua demonizzazione. Adamo ed Eva rifiutano il frutto del peccato (e della conoscenza) e restano ignari e felici nell\u2019Eden, mentre il serpente che lo ingoia precipita dapprima nell\u2019inferno e poi (ma forse \u00e8 la stessa cosa) nella societ\u00e0 dei consumi. Una vita infernale al servizio del denaro che finisce in quantit\u00e0 ingente nelle fauci avide della Chiesa. Civilizzato e rivestito, il serpente torna nel Paradiso Terrestre (dove Adamo ed Eva sono rimasti incontaminati) si spoglia e torna ci\u00f2 che era prima. Indi esce dallo spazio animato per piombare nella sala dove porta scompiglio nell\u2019orchestra, in un movimento perfettamente rovesciato rispetto a quello della bottiglia di Coca Cola del terzo filmato. In quest\u2019ultima storia la metafora \u00e8 abbandonata e la narrazione si serve di immagini esplicite il cui significato \u00e8 incontrovertibile. Di ambiguo, di interpretabile resta lui, il serpente che, da emblema codificato della tentazione e del male, si scopre piccolo uomo che, supponendo di possedere la conoscenza (ne ha ingoiato il frutto) precipita senza volerlo in un inferno di produzione\/distruzione. Ma c\u2019\u00e8 spazio per la salvezza, nell\u2019unico modo possibile: il ritorno alla naturalit\u00e0 delle cose.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il finale<\/strong><br \/>\nIl disegnatore chiude in un mondo magico lui e la fanciulla di cui \u00e8 innamorato: una <em>Biancaneve<\/em> e un Principe Azzurro lontani dalla matita di Disney. Il finale della loro storia non coincide per\u00f2 col finale del film, che va cercato. Il presentatore grida istericamente: \u201cFranceschini mi porti un finale!\u201d Adesso!\u201d. E Franceschini, come dicevamo una sorta di Quasimodo subnormale, il finale non ce l\u2019ha. Ha solo tante scatole a forma di teatro di cui ignora (e non comprender\u00e0 mai appieno) il contenuto. Il finale \u00e8 invece chiarissimo allo spettatore che vede rovesciata \u2013 nelle scatole-teatrino <em>\u2013<\/em> la storia di <em>Giulietta e Romeo.<\/em> Fin all\u2019inizio la parodia muove un riso divertito: Romeo scende dal balcone (invece di salire) e ogni volta in maniera pi\u00f9 disastrosa, acciaccandosi al punto che Giulietta non ne vuol pi\u00f9 sapere e lo fa precipitare con un perentorio calcio nel sedere. Non paga scende e lo ributta gi\u00f9 pi\u00f9 volte sino a quando non lo smembra e ne getta uno per uno i pezzi, col gesto noncurante di chi spenna un pollo ne butta via le piume. Dopo il metateatro arriva lo sberleffo: via le fiabe, via la retorica amorosa, via l\u2019illusione di un mondo (quasi) perfetto. Forse esister\u00e0 nell\u2019Isola che non c\u2019\u00e8; forse lo troveranno il disegnatore-Principe azzurro e l\u2019inserviente-Biancaneve. Non chi racconta; non lo spettatore. Quello che avrebbe dovuto essere un bacio si trasforma in una minacciosa esibizione dentale: l\u2019uno di fronte all\u2019altra, l\u2019uno contro l\u2019altra. Un finale grottesco e raggelante che chiude l\u2019esibizione di parodie di natura diversa. Allo spettatore meditare. A quarant\u2019anni di distanza, ci accorgiamo che niente di questo film \u00e8 invecchiato. Forse perch\u00e9 gli artisti guardano sempre lontano e vedono quello che \u00e8 ancora opaco per chi li circonda. Oggi \u00e8 tutto solo un pi\u00f9 chiaro: perch\u00e9 ancora crediamo alle favole del potere; ancora ci lasciamo irretire da una cultura che non \u00e8 n\u00e9 naturale n\u00e9 costruttiva; e, addomesticati al riso degli d\u00e8i superni, dobbiamo ancora apprendere il riso liberatorio degli d\u00e8i inferi. <em>Allegro<\/em> ci sia da guida.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39180\" style=\"width: 354px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39180\" class=\" wp-image-39180\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/010-Chiara-Cereda.jpg\" alt=\"\" width=\"344\" height=\"303\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/010-Chiara-Cereda.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/010-Chiara-Cereda-300x264.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/010-Chiara-Cereda-768x677.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/010-Chiara-Cereda-436x384.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 344px) 100vw, 344px\" \/><p id=\"caption-attachment-39180\" class=\"wp-caption-text\">Chiara Cereda<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>LA NASCITA DI UN CAPOLAVORO<\/strong><br \/>\ndi <strong>Chiara Cereda<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p><em>Allegro non troppo<\/em>, molto probabilmente il pi\u00f9 famoso lungometraggio animato del cinema italiano, \u00e8 considerato un capolavoro dell\u2019animazione a livello internazionale, un\u2019opera unica. L\u2019unicit\u00e0 non \u00e8 legata solamente alle scelte stilistiche ed espressive, ma si estende anche alla sua realizzazione. Un raro esempio in cui, grazie alla straordinaria autorialit\u00e0 di Bruno Bozzetto, una semplice idea si trasforma in un\u2019opera corale di ampio respiro nella quale diverse arti si combinano, diversi artisti si esprimono in un\u2019alternanza di stili e linguaggi differenti che si fondono in un unicum, animato tuttavia da un comune spirito. Si pu\u00f2 infatti affermare che <em>Allegro non troppo<\/em> sia il frutto della grande maestria di Bruno Bozzetto e della sua capacit\u00e0 di dirigere e conferire omogeneit\u00e0 e coerenza alla libert\u00e0 di espressione e sperimentazione.<\/p>\n<p><strong>L\u2019idea: dal Bolero a un lungometraggio in tecnica mista<\/strong><br \/>\nTutto nasce, quasi per caso, da un ascolto radiofonico del Bolero di Ravel, in cui Bruno Bozzetto, grande appassionato di musica classica, riconosce la colonna sonora per un film animato. L\u2019andamento ripetitivo della musica lo porta a immaginare una marcia, una marcia animata\u2026 perch\u00e9 non animare la marcia evolutiva? E perch\u00e9 limitarsi a un solo episodio? Confrontandosi con i collaboratori nasce quindi l\u2019idea di realizzare un lungometraggio. Maurizio Nichetti, come da lui stesso dichiarato nel documentario <em>Ricordando Allegro non troppo<\/em> [1] aveva da tempo il desiderio di realizzare con Bozzetto un film dal vero e questa era l\u2019occasione giusta per farlo, divertendosi e sperimentando. Divertimento e sperimentazione hanno guidato l\u2019intera realizzazione del film, diventando il modus operandi di tutti coloro che hanno partecipato al progetto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39181\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39181\" class=\"size-full wp-image-39181\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/011-Le-anziane-signore-dell\u2019orchestra.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"521\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/011-Le-anziane-signore-dell\u2019orchestra.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/011-Le-anziane-signore-dell\u2019orchestra-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/011-Le-anziane-signore-dell\u2019orchestra-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/011-Le-anziane-signore-dell\u2019orchestra-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/011-Le-anziane-signore-dell\u2019orchestra-436x290.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/011-Le-anziane-signore-dell\u2019orchestra-673x449.jpg 673w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39181\" class=\"wp-caption-text\">Le anziane signore dell\u2019orchestra \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Una sceneggiatura a sei mani<\/strong><br \/>\nIl rimando al disneyano <em>Fantasia<\/em> non poteva essere ignorato, anzi \u00e8 stato per Bozzetto e gli altri autori un costante riferimento e un motore per lo sviluppo del film. Dall\u2019esigenza di distinguersi da <em>Fantasia<\/em> nasce infatti l\u2019impianto di <em>Allegro non troppo<\/em>, fondato su ironia e parodia che sfociano spesso nel grottesco e nel surreale. In questo senso \u00e8 stato fondamentale il lavoro svolto sulla sceneggiatura, firmata a sei mani da Bruno Bozzetto, Maurizio Nichetti e Guido Manuli.<br \/>\nAscoltando gli autori che ricordano come sono nate alcune scelte chiave del film, si potrebbe quasi dire che <em>Allegro non troppo<\/em> sia un perfetto esempio di come funzioni il brainstorming tra menti creative. Pensiamo ad esempio alla decisione di far interpretare l\u2019orchestra a un folto gruppo di vecchiette in abiti Charleston. Inizialmente si era pensato di coinvolgere il maestro Claudio Abbado riprendendo il modello disneyano in cui un\u2019orchestra reale interpreta i brani musicali che prendono poi vita negli episodi animati. Quest\u2019idea non convinceva per\u00f2 nessuno, sia perch\u00e9 proprio nelle parti dal vero si individuava la maggiore debolezza di Fantasia, sia perch\u00e9 non coerente con la cifra ironica e parodica scelta. Si sentiva la necessit\u00e0 di andare oltre e non sembrava sufficiente puntare solo sulla comicit\u00e0: di gag in contesti orchestrali se ne erano gi\u00e0 viste fin troppe.<br \/>\nIn un viaggio in macchina da Milano a Bergamo, Manuli propone di creare un\u2019orchestra di anziane signore, vecchie attrici imbellettate. Nichetti coglie subito l\u2019idea. Ma perch\u00e9 non coinvolgere vere vecchiette? Anche Bozzetto sposa questa soluzione che risponde pienamente allo spirito del film. Cos\u00ec \u00ababbiamo raccolto tutte le portinaie, le vecchiette negli ospizi, ho preso mia suocera con tutte le sue amiche. E si sono divertite un mondo! [\u2026] Quest\u2019orchestra colorata era stupenda!\u00bb [2]. Quasi un peccato non vederle a colori, ma sull\u2019uso del bianco e nero Bozzetto \u00e8 stato intransigente. Sebbene lo sviluppo del film nasca principalmente dalle idee di Bozzetto, il risultato finale \u00e8 il frutto della collaborazione dei tre autori che hanno arricchito, ciascuno con le proprie personalit\u00e0 e inclinazioni, i diversi momenti del lungometraggio. Le storie ideate da Bozzetto sono il filo conduttore su cui si sviluppa l\u2019intero film, la comicit\u00e0 slapstick e mimica di Nichetti impregna la cornice dal vero, mentre l\u2019umorismo di Manuli trova piena espressione nel finale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39182\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39182\" class=\"size-full wp-image-39182\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/012-Il-lavoro-in-studio.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/012-Il-lavoro-in-studio.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/012-Il-lavoro-in-studio-300x111.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/012-Il-lavoro-in-studio-768x285.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/012-Il-lavoro-in-studio-436x162.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39182\" class=\"wp-caption-text\">Il lavoro in studio: \u201cTu che ne pensi?\u201d \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La produzione: un duro lavoro di entusiasmo, creativit\u00e0 e genialit\u00e0<\/strong><br \/>\nPer analizzare la produzione del film, bisogna necessariamente distinguere tra il girato dal vero e la realizzazione degli episodi animati, anche se in entrambi i casi la produzione ha fatto leva sull\u2019entusiasmo e la creativit\u00e0 degli artisti coinvolti.<br \/>\nLe riprese per la cornice dal vero, realizzate in un clima familiare e amichevole all\u2019interno del Teatro Donizetti di Bergamo hanno coinvolto per lo pi\u00f9 attori amici di Maurizio Nichetti, il quale per l\u2019occasione oltre al ruolo di protagonista, assiste Bozzetto alla regia. Se le riprese dal vero sono durate pochi giorni, la produzione degli episodi animati \u00e8 stata molto pi\u00f9 lunga e laboriosa coinvolgendo gran parte del mondo dell\u2019animazione di allora. Per sua natura il cinema d\u2019animazione si configura come arte collettiva, ma per <em>Allegro non troppo<\/em> questo aspetto non si \u00e8 limitato alla semplice collaborazione tecnica tra artisti, ma si \u00e8 esteso alla partecipazione di ciascuno con la propria espressivit\u00e0 e autorialit\u00e0, contribuendo a rendere il film unico per la sua variet\u00e0 e ricchezza grafica e stilistica. Anche le tecniche sono molteplici, dall\u2019animazione tradizionale alla stop-motion della plastilina, passando dal rotoscopio, ma ciascuna risponde a una precisa esigenza di stile e narrazione. Anche da qui \u00e8 evidente la grande capacit\u00e0 direttiva di Bruno Bozzetto, il quale ha saputo dare senso e coerenza alla variet\u00e0, ponendo al centro tre elementi sui quali poi sviluppare la creativit\u00e0: la storia, la musica e l\u2019animazione. Per quanto riguarda le storie, gran parte del lavoro \u00e8 stato svolto dallo stesso Bozzetto, l\u2019esperto di musica classica del gruppo. Partendo dal presupposto di non limitarsi a illustrare la musica \u2013 cosa che invece caratterizza <em>Fantasia<\/em> \u2013 ma di raccontare qualcosa, il lavoro consisteva nel trovare un\u2019idea che si sviluppasse in una storia che si sposasse con la musica per la sua intera durata. In un\u2019intervista Bozzetto racconta le difficolt\u00e0 di creare una reale sinestesia tra racconto e musica: \u00ab[\u2026] <em>la musica ha la sua strada, ma anche la storia ce l\u2019ha [\u2026] la storia \u2013 man mano che si sviluppa \u2013 pretende di andare avanti autonomamente, e invece la musica potrebbe prendere un\u2019altra direzione.<\/em> [\u2026]<br \/>\n[\u2026]\u00a0<em>Per questo motivo ho dovuto scartare tantissimi brani, perch\u00e9 fino a met\u00e0, anzi un quarto, la cosa funzionava, poi non pi\u00f9<\/em>\u00bb [3].<br \/>\nUn\u2019altra curiosit\u00e0 sulla scelta dei brani \u00e8 che alcuni sono stati scartati perch\u00e9 non sono stati concessi i diritti di utilizzo, pensando che il progetto fosse in realt\u00e0 una presa in giro.<br \/>\nIl matrimonio tra musica e narrazione \u00e8 la chiave della riuscita degli episodi animati e tecnicamente tutto ruota attorno alla capacit\u00e0 di trovare una perfetta rispondenza tra la sfera musicale e quella animata. Se Bozzetto, in quanto regista, dava indicazioni circa i ritmi principali trovando un\u2019attinenza tra musica, strumenti e disegni, gli animatori lavoravano sui dettagli per realizzare un sincrono perfetto. Un lavoro gi\u00e0 complesso, complicato ulteriormente dalle risorse tecniche a disposizione. Diversamente da quanto faceva Disney per i suoi film, Bozzetto e i suoi collaboratori non hanno avuto la possibilit\u00e0 di studiare sulle partiture musicali, ma hanno dovuto lavorare direttamente sulla pista magnetica della colonna registrata, ascoltando e riascoltando, segnando il nastro con una matita bianca in corrispondenza di accenti, cambi di ritmo, entrate di strumenti. Tutto questo, senza avere alcun riferimento in termini di secondi o fotogrammi, rendeva il lavoro svolto completamente inaffidabile in termini di sincronizzazione. Bozzetto racconta che la prima volta che venne montata la colonna sonora sul film risult\u00f2 fuori sincrono, ma fu sufficiente spostare tutto di solo un fotogramma e mezzo per ottenere un sincrono perfetto. Gli autori, considerando la tecnica \u201carcaica\u201d utilizzata, sostengono che sia un vero miracolo che tutto abbia funzionato perfettamente al primo colpo\u2026o quasi.<br \/>\nAgli animatori va anche il grande merito di aver saputo rispettare la volont\u00e0 di Bozzetto di avere un\u2019animazione fluida, morbida, disneyana. Questa scelta implica dal punto di vista tecnico un lavoro meticoloso di intercalazione, dove ogni dettaglio deve prendere vita attraverso l\u2019animazione. Per questo per realizzare il solo episodio del <em>Bolero<\/em> ci sono voluti due anni. Uno dei tratti distintivi dei personaggi realizzati da Giorgio Valentini \u00e8 infatti la loro plasticit\u00e0 resa dalle sfumature ottenute tramite un utilizzo marcato del tratto a matita. Come ogni altro elemento anche queste sfumature cos\u00ec come i singoli tratti che le determinavano dovevano essere animate, fotogramma per fotogramma. <em>Allegro non troppo<\/em> \u00e8 da ritenersi quindi un\u2019opera unica, anche per la straordinariet\u00e0 del lavoro svolto, soprattutto tenendo in considerazione che negli anni Settanta le tecnologie e gli strumenti a disposizione non erano quelli di oggi.<br \/>\nSi pensi ad esempio al momento in cui la bottiglietta di Coca Cola entra direttamente nella sequenza animata dando inizio all\u2019episodio del Bolero: oggi sarebbe stato semplicissimo realizzare la scena compositandola in digitale; all\u2019epoca gli autori hanno dovuto ricreare artigianalmente l\u2019effetto vetro lavorando su due livelli di animazione diversi per 800 fotogrammi\u2026 bastava un piccolissimo errore per dover ricominciare dall\u2019inizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39183\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39183\" class=\"size-full wp-image-39183\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/013-Fotogramma-del-film-dall\u2019episodio-Bolero.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"491\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/013-Fotogramma-del-film-dall\u2019episodio-Bolero.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/013-Fotogramma-del-film-dall\u2019episodio-Bolero-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/013-Fotogramma-del-film-dall\u2019episodio-Bolero-768x482.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/013-Fotogramma-del-film-dall\u2019episodio-Bolero-436x274.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39183\" class=\"wp-caption-text\">Fotogramma del film dall\u2019episodio <em>Bolero<\/em> \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019artigianalit\u00e0 propria dell\u2019arte animata, che ha piena espressione nell\u2019animazione della plastilina nell\u2019<em>Uccello di Fuoco<\/em>, la troviamo anche negli inserti di video dal vero degli episodi animati sulle musiche di Sibelius e Stravinsky. In <em>Valzer Triste<\/em> Bozzetto ha deciso, anche forse per la storia ispirata a un evento familiare, di inserire video di ricordi di famiglia in cui compare con figli, nipoti e amici; mentre nell\u2019<em>Uccello di fuoco<\/em> si tratta di esterni e cartelli pubblicitari ripresi con macchina a mano dallo stesso Bozzetto a Milano. In entrambi gli episodi l\u2019intromissione della ripresa dal vero risponde a un\u2019esigenza narrativa, ma si inserisce stilisticamente nella sperimentazione sulla commistione tra live action e animazione attuata dagli autori lungo tutto il film. Creativit\u00e0, sperimentazione, entusiasmo e collaborazione hanno contribuito a determinare l\u2019assoluto valore artistico dell\u2019opera. Ancora oggi <em>Allegro non troppo<\/em> rappresenta uno dei pi\u00f9 alti momenti dell\u2019animazione mondiale, forse l\u2019unico in cui l\u2019animazione italiana \u00e8 riuscita a esprimersi al meglio come arte corale. Se pensiamo inoltre che all\u2019inizio il lungometraggio di Bozzetto non trov\u00f2 una distribuzione in Italia perch\u00e9, pur comprendendone la qualit\u00e0, non fu considerato adatto al pubblico dell\u2019epoca, rimane spazio per una riflessione\u2026 non troppo allegra!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39184\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39184\" class=\"size-full wp-image-39184\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/014-Fotogramma-del-film-dall\u2019episodio-Valzer-Triste.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"626\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/014-Fotogramma-del-film-dall\u2019episodio-Valzer-Triste.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/014-Fotogramma-del-film-dall\u2019episodio-Valzer-Triste-300x240.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/014-Fotogramma-del-film-dall\u2019episodio-Valzer-Triste-768x615.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/014-Fotogramma-del-film-dall\u2019episodio-Valzer-Triste-436x349.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39184\" class=\"wp-caption-text\">Fotogramma del film dall\u2019episodio <em>Valzer Triste<\/em> \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39185\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39185\" class=\"size-full wp-image-39185\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/015-Bruno-Bozzetto-e-lallegra-brigata.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"623\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/015-Bruno-Bozzetto-e-lallegra-brigata.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/015-Bruno-Bozzetto-e-lallegra-brigata-300x239.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/015-Bruno-Bozzetto-e-lallegra-brigata-768x612.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/015-Bruno-Bozzetto-e-lallegra-brigata-436x347.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39185\" class=\"wp-caption-text\">Bruno Bozzetto e l&#8217;allegra brigata di <em>Allegro non troppo<\/em> \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39186\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39186\" class=\"size-full wp-image-39186\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/016-Lallegra-brigata-di.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"630\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/016-Lallegra-brigata-di.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/016-Lallegra-brigata-di-300x242.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/016-Lallegra-brigata-di-768x619.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/016-Lallegra-brigata-di-436x351.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39186\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;allegra brigata di <em>Allegro non troppo<\/em> \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39187\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39187\" class=\" wp-image-39187\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/017-Andrijana-Ruzic.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/017-Andrijana-Ruzic.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/017-Andrijana-Ruzic-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/017-Andrijana-Ruzic-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/017-Andrijana-Ruzic-436x436.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><p id=\"caption-attachment-39187\" class=\"wp-caption-text\">Andrijana Ruzic<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>UN ROMANZO CORALE<\/strong><br \/>\ndi <strong>Andrijana Ruzic<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p><em>Allegro non troppo<\/em> rappresenta una risposta animata di Bozzetto a <em>Fantasia<\/em> di Walt Disney, uscito nel 1940. Ispiratosi a questo lungometraggio disneyano, Bozzetto mette per immagini i sei brani di musica classica pi\u00f9 cari a lui, ma, al contrario di Disney, cerca di introdurre dei contenuti dentro le cornici musicali. Nelle storie che nascono, ispirate dai brani di Stravinsky, Sibelius, Ravel, Dvorzak e Debussy, riesce ad elaborare i temi che pi\u00f9 gli stanno a cuore: la critica della societ\u00e0 consumista, le questioni legate all\u2019ambiente, all\u2019ecologia, al conformismo. In questo senso, si potrebbe quasi accostare Bozzetto a George Dunning: nel suo lungometraggio <em>Yellow Submarine<\/em> (1967) si ritrova lo stesso tipo di ironia e di sensibilit\u00e0 all\u2019ambiente. E ancora, il film di Dunning e quello di Bozzetto potrebbero essere visti e vissuti come dei \u00abdocumentari sulle condizioni ecologiche, fisiche e psicologiche del loro tempo\u00bb [4].<br \/>\nBozzetto stesso ci tiene a sottolineare che il suo <em>Allegro non troppo<\/em> doveva essere un film che rispondesse all\u2019idea di Walt Disney, \u00abma fatto con la nostra mentalit\u00e0 e sensibilit\u00e0. Con un gusto di storie si cercava di dare un contenuto pi\u00f9 che fare una rappresentazione grafica della musica. Questa \u00e8 stata una sfida raccolta subito da tutti\u00bb [5]. Questi \u201ctutti\u201d sono i suoi collaboratori, che, come dichiarer\u00e0 lo stesso Bozzetto trent\u2019anni pi\u00f9 tardi: \u00absi sono buttati nel progetto anima e corpo, credendoci, e soprattutto divertendosi\u00bb. E il risultato \u00e8 un film che fa riflettere, un caso irripetibile di collaborazione umana, a tratti irriverente e divertente, sognante nella sua essenza.<br \/>\n<em>Allegro non troppo<\/em> \u00e8 un film a tecnica mista, con intermezzi dal vero ed episodi a disegni animati (con alcune sequenze di animazione in plastilina) e ancora oggi ci stupisce per la magia delle invenzioni grafiche e per la maestria dell\u2019esecuzione. L\u2019eterogeneit\u00e0 degli stili \u00e8 il risultato delle diverse penne che hanno contribuito alla sua realizzazione. Come precisa Maurizio Nichetti: \u00ablo stile grafico degli episodi animati rappresenta il campionario di come era l\u2019animazione in quei tempi a Milano\u00bb [6].<\/p>\n<p><strong>Un\u2019\u00e9quipe da romanzo corale<\/strong><br \/>\n<em>Allegro non troppo<\/em> \u00e8 un fantastico viaggio musicale, ideato da Bozzetto e realizzato da una \u00e9quipe numerosa di animatori eccellenti, entusiasti e sognatori tenaci, che hanno saputo esprimere bene ed animare con il cuore i concetti antropologici che Bruno aveva in mente, in un\u2019atmosfera che rimanda al romanzo corale. Tutto il lavoro artistico e tecnico si \u00e8 svolto in tre studi milanesi: quelli di Bozzetto, di Lagan\u00e0 e di RDA. Per due anni Bozzetto si \u00e8 spostato da uno studio all\u2019altro per supervisionare e coordinare i lavori. Bozzetto si \u00e8 sempre mostrato molto grato ai suoi collaboratori, menzionandoli in ogni intervista, cosciente del fatto che questa generosa collaborazione artistica sarebbe stata irripetibile in futuro. Guido Manuli, ad esempio, ha definito <em>Allegro non troppo<\/em> come \u00abl\u2019idea libera del disegno mai pi\u00f9 ripetuta in Italia\u00bb [7], sostenendo che una collaborazione fra gli animatori cos\u00ec entusiasta e disinteressata, senza gelosie e segreti professionali, oggi non sarebbe pi\u00f9 possibile. La sceneggiatura e il soggetto sono firmati da Bruno Bozzetto, Guido Manuli e Maurizio Nichetti. Come principali collaboratori all\u2019animazione e alle scenografie figurano molti artisti talentuosi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39188\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39188\" class=\"size-full wp-image-39188\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/018-Bruno-Bozzetto-con-Giuseppe-Lagan\u00e0.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"663\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/018-Bruno-Bozzetto-con-Giuseppe-Lagan\u00e0.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/018-Bruno-Bozzetto-con-Giuseppe-Lagan\u00e0-300x254.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/018-Bruno-Bozzetto-con-Giuseppe-Lagan\u00e0-768x651.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/018-Bruno-Bozzetto-con-Giuseppe-Lagan\u00e0-436x370.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39188\" class=\"wp-caption-text\">Bruno Bozzetto con Giuseppe Lagan\u00e0 \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giuseppe Lagan\u00e0 \u00e8 il direttore artistico nell\u2019episodio del Bolero, nonch\u00e9 ideatore di layout e storyboard. Anche per il brano <em>Preludio al pomeriggio di un fauno<\/em>, Lagan\u00e0 firma lo storyboard, il layout, alcune parti dell\u2019animazione (le ragazze) e le scenografie. Bruno Bozzetto si cimenta nell\u2019episodio della <em>Danza slava n. 7<\/em> di Antonin Dvorak, molto lineare e pulito, ironizzando sulla questione di imitazione degli umani per puro scopo competitivo.<br \/>\nWalter Cavazzuti e Giovanni Ferrari dello studio RDA 70 sono i responsabili delle intere sequenze del Bolero e della camminata dei personaggi. Il loro tratto artistico si riconosce nella morbidezza del corpo e nella malinconia negli occhi del gatto nel Valzer triste e dell\u2019ape nel concerto di Vivaldi. Paolo Albiccoco e Giorgio Forlani disegnano le opulenti e coloratissime scenografie: il primo quelle contenute nell\u2019episodio del <em>Valzer triste<\/em>, il secondo quelle del brano di Vivaldi.<br \/>\nGiancarlo Cereda, partendo dal consiglio di Bruno, che voleva uno stile morbido e delicato, usa l\u2019aerografo e crea tutte le scenografie per il Bolero, di cui l\u2019animatore Giorgio Valentini crea dei personaggi. Luciano Marzetti, grande sperimentatore, \u00e8 l\u2019autore degli 800 fotogrammi necessari per far illuminare la bottiglia di Coca Cola nelle prime sequenze del Bolero. Inoltre firma le riprese e gli effetti speciali (non solo in Allegro, ma in tutti i film di Bozzetto). Mentre il volitivo e vulcanico Guido Manuli realizza le diverse dissacranti visioni dei possibili finali del film.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39189\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39189\" class=\"size-full wp-image-39189\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/019-In-studio-Giorgio-Valentini.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"583\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/019-In-studio-Giorgio-Valentini.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/019-In-studio-Giorgio-Valentini-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/019-In-studio-Giorgio-Valentini-768x573.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/019-In-studio-Giorgio-Valentini-436x325.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39189\" class=\"wp-caption-text\">In studio: Giorgio Valentini \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39190\" style=\"width: 384px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39190\" class=\"size-full wp-image-39190\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/020-In-studio-Giancarlo-Cereda.jpg\" alt=\"\" width=\"374\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/020-In-studio-Giancarlo-Cereda.jpg 374w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/020-In-studio-Giancarlo-Cereda-224x300.jpg 224w\" sizes=\"auto, (max-width: 374px) 100vw, 374px\" \/><p id=\"caption-attachment-39190\" class=\"wp-caption-text\">In studio: Giancarlo Cereda \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39191\" style=\"width: 426px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39191\" class=\"size-full wp-image-39191\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/021-Bozzetto-di-Guido-Manuli.jpg\" alt=\"\" width=\"416\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/021-Bozzetto-di-Guido-Manuli.jpg 416w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/021-Bozzetto-di-Guido-Manuli-250x300.jpg 250w\" sizes=\"auto, (max-width: 416px) 100vw, 416px\" \/><p id=\"caption-attachment-39191\" class=\"wp-caption-text\">Bozzetto di Guido Manuli \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lo stile grafico come specchio dell\u2019animazione d\u2019epoca<\/strong><br \/>\nLo stile (o meglio i diversi stili grafici) degli episodi animati subiscono l\u2019influenza dai diversi film d\u2019animazione d\u2019epoca, verso i quali si riconoscono numerosi richiami. Al di l\u00e0 delle differenze specifiche dei vari episodi, si pu\u00f2 dire che, in linea generale, l\u2019animazione \u00e8 sempre morbida, fluida e mai ripetitiva, mentre i protagonisti dei vari episodi si comportano da veri attori, nell\u2019accezione disneyana di character animation. La soluzione grafica del Dio del consumismo nel brano <em>L\u2019uccello di fuoco<\/em> realizzata da Manuli, potrebbe ben essere un\u2019ironica interpretazione del Dio Chernabog, disegnato dal grande animatore disneyano Bill Tytla, nell\u2019episodio della <em>Notte sul Monte Calvo<\/em> in <em>Fantasia<\/em>, su musica di Musorgskij.<br \/>\nLe scenografie dei due episodi disegnati sulle note di Vivaldi e Debussy si rispecchiano nei paesaggi, sontuosi, floreali ed ubriachi di colore, che si trovano nei disegni di Heinz Edelmann per il film <em>Yellow Submarine<\/em> oppure nelle scenografie di Zlatko Bourek delle serie zagabresi dedicate alle avventure di professor Balthazar. La fantasmagorica fila di animali che si muove nel ritmo del <em>Bolero<\/em> rimanda alle tipologie di animali del tutto inventati dalla penna dell\u2019animatore zagabrese Zlatko Grgic nel suo film <em>Klizi-puzi<\/em> del 1968. Tutte queste similitudini stilistiche sono giustificate dalle mode e dagli stili di un tempo, che si trovano in tutte le altre arti, l\u2019animazione compresa.<\/p>\n<p><strong>Allegro non troppo, ovvero la visione malinconica di Bozzetto dell\u2019Uomo<\/strong><br \/>\nRecentemente Bruno mi ha confidato un episodio molto tenero e personale della sua infanzia:<br \/>\n\u00abBambi<em> mi ha formato. Ho cominciato a capire il discorso dell\u2019uomo con Bambi, in una scena particolare. C\u2019\u00e8 Bambi che sta tornando a casa, guarda la valle e vede il fumo che sale, e dice: \u201c\u00c8 arrivato l\u2019uomo.\u201d Quella scena per me \u00e8 stata rivelatrice; da l\u00ec ho capito che cosa era l\u2019uomo per la natura. Prova ad immaginarti un mondo come quello, lascia stare che nella natura si scannano peggio che fra noi; ma lo fanno per mangiarsi e non per cattiveria o per divertimento. In un mondo cos\u00ec, con questo ordine della natura, l\u2019arrivo dell\u2019uomo \u00e8 stato devastante<\/em>\u00bb [8].<br \/>\nDopo questo suo ricordo ho rivisto <em>Allegro<\/em> con altri occhi, ho pensato in un altro modo ai temi che vengono trattati. \u00c8 verissimo che la musica classica, con la sua intoccabile perfezione e bellezza, contribuisce a definire questo film di Bozzetto un classico d\u2019animazione, che ormai ha superato nello stile e nei contenuti il modello dal quale era ispirato. Ma \u00e8 pur vero che tutte le storie, insediatesi dentro i brani musicali scelti da Bozzetto, altro non trattano che i temi che da sempre affascinano Bruno, tutti quanti legati alla figura dell\u2019Uomo. Non perch\u00e9 Bruno lo stimi particolarmente, quell\u2019essere umano, anzi. Se potesse, lo spoglierebbe dalla sua mania di protagonismo e lo spodesterebbe del piedistallo sul quale si \u00e8 arrampicato da solo. Le storie di <em>Allegro<\/em> rispecchiano il lato pessimista e malinconico dell\u2019autore, il quale non crede nell\u2019Uomo, denunciando con l\u2019ironia le sue miserie e vanit\u00e0, fotogramma dopo fotogramma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39192\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39192\" class=\"size-full wp-image-39192\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/022-Tutto-parte-da-un-Bozzetto....jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"212\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/022-Tutto-parte-da-un-Bozzetto....jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/022-Tutto-parte-da-un-Bozzetto...-300x81.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/022-Tutto-parte-da-un-Bozzetto...-768x208.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/022-Tutto-parte-da-un-Bozzetto...-436x118.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39192\" class=\"wp-caption-text\">Tutto parte da un &#8220;Bozzetto&#8221;&#8230; \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39193\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39193\" class=\"size-full wp-image-39193\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/023-In-teatro-riprese-live-action.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/023-In-teatro-riprese-live-action.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/023-In-teatro-riprese-live-action-300x89.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/023-In-teatro-riprese-live-action-768x227.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/023-In-teatro-riprese-live-action-436x129.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39193\" class=\"wp-caption-text\">Tutto parte da un &#8220;Bozzetto&#8221;&#8230; \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39195\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39195\" class=\"size-full wp-image-39195\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/024-Tutto-parte-da-un-Bozzetto....jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/024-Tutto-parte-da-un-Bozzetto....jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/024-Tutto-parte-da-un-Bozzetto...-300x152.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/024-Tutto-parte-da-un-Bozzetto...-768x390.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/024-Tutto-parte-da-un-Bozzetto...-436x221.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39195\" class=\"wp-caption-text\">Tutto parte da un &#8220;Bozzetto&#8221;&#8230; \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39196\" style=\"width: 394px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39196\" class=\" wp-image-39196\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/025-Priscilla-Mancini.jpg\" alt=\"\" width=\"384\" height=\"386\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/025-Priscilla-Mancini.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/025-Priscilla-Mancini-768x771.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/025-Priscilla-Mancini-436x438.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><p id=\"caption-attachment-39196\" class=\"wp-caption-text\">Priscilla Mancini<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>GLI INTERMEZZI DAL VERO<\/strong><br \/>\ndi <strong>Priscilla Mancini<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Gli attori e la recitazione: la grande forza espressiva delle parti dal vero<\/strong><br \/>\n<em>Allegro non troppo<\/em> \u00e8 un lavoro a tecnica mista, in cui l\u2019animazione si alterna alle riprese dal vero. Per questa peculiarit\u00e0, il film pu\u00f2 essere considerato come vero e proprio spartiacque nella filmografia bozzettiana, posto tra i lungometraggi animati <em>West and Soda<\/em> (1965) e <em>Vip mio fratello superuomo<\/em> (1968), e il film live <em>Sotto il ristorante cinese<\/em> (1987), di cui Bozzetto \u00e8 sceneggiatore, produttore e regista. La struttura filmica di <em>Allegro non troppo<\/em> prevede sei episodi d\u2019animazione intermezzati da siparietti in live action, in cui gli attori in carne ossa sono veri e propri co-protagonisti del film insieme ai disegni. E proprio nelle parti dal vero, il film ha una grande forza espressiva, per almeno tre ragioni [9].<\/p>\n<ol>\n<li>Le gag degli attori, che si susseguono ritmate e a volte in maniera imprevista o imprevedibile, creano una storia a s\u00e9 stante, perfetto esempio meta-cinematografico di \u201cfilm nel film\u201d.<\/li>\n<li>In ogni sipario comico si ha un filo conduttore con gli episodi animati, una sorta di \u201ctestimone\u201d nella staffetta tra la dimensione reale e quella animata. Gli oggetti e i personaggi disegnati (il gorilla, il serpente, il <em>Signor Rossi<\/em>: geniale apparizione di una delle pi\u00f9 celebri creazioni bozzettiane) che entrano nella scena live accentuano il carattere di finzione e amplificano la comicit\u00e0.<\/li>\n<li>Le scenette recitate hanno un crescendo narrativo (ne \u00e8 un esempio la storia d\u2019amore tra il disegnatore e la sguattera), che coinvolge lo spettatore. Come pubblico, da un lato siamo interessati a vedere i virtuosismi artistici degli episodi disegnati, ma dall\u2019altro lato siamo incuriositi di scoprire cosa succeder\u00e0 nell\u2019intermezzo successivo.<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>Il teatro nel teatro<\/strong><br \/>\nA livello tecnico, gli intermezzi dal vero presentano una fotografia in bianco e nero molto contrastata, che accentua volutamente i tratti demod\u00e9 della scenografia, lo stile alla belle \u00e9poque del trucco e dei costumi, e rimanda in maniera velata ai Caf\u00e9 Concert, al cinema muto e al mondo del Charleston.<br \/>\nIn particolare, la scelta del direttore della fotografia, Mario Masini (fresco delle collaborazioni con Carmelo Bene) rispondeva al desiderio di Bozzetto di caratterizzare i momenti in live action con un bianco e nero fortemente accentuato e volutamente espressionista per dare maggior risalto alla musica e alla poesia dell\u2019animazione. A livello di narrazione, il tratto distintivo \u00e8 la comicit\u00e0, la volont\u00e0 di far ridere lo spettatore e il crescendo di ironia dato dal rapporto tra i personaggi, dalle gag in perfetto stile slapstick comedy, dai simpatici riferimenti e dagli inserimenti metacinematografici. Tale approccio ironico \u00e8 dichiarato in apertura del film, con la retorica introduzione di un pomposo presentatore (Maurizio Micheli):<br \/>\n\u00ab<em>Signore e signori, state per assistere a uno spettacolo indimenticabile, a un film destinato all\u2019immortalit\u00e0, immortale come le musiche che verranno ora eseguite e interpretate a disegni animati.<\/em> [&#8230;]<em>Con questo film siamo finalmente riusciti a realizzare questa unione, disegni animati e musica classica, una coppia destinata a rimanere, ne siamo certi, nella storia del cinema. Un film nuovo, originale<\/em> [&#8230;] <em>dove potrete vedere la musica e ascoltare i disegni, in una parole un film pieno di&#8230; fantasia<\/em>\u00bb.<br \/>\nIl riferimento al film disneyano \u00e8 chiarissimo ed evidente, tanto pi\u00f9 che, dopo questa introduzione, il presentatore riceve una telefonata da Hollywood che fa sorgere qualche dubbio. Pare che un film simile sia gi\u00e0 stato realizzato svariati anni prima da un americano\u2026un certo Frisney, Prisney o forse Grisney&#8230; (naturalmente Disney!). Un riferimento diretto a <em>Fantasia<\/em>, quindi, da cui per\u00f2 si vuole evidentemente prendere le distanze!<br \/>\nIl set \u00e8 quello di un teatro [10] (luogo per eccellenza della rappresentazione simbolica) vuoto, in cui l\u2019atmosfera demod\u00e9 e fuori dal tempo data dalla fotografia si amplifica. La scelta del teatro \u00e8 un espediente perfetto per sottolineare il senso di finzione nella finzione, che confonde su cosa \u00e8 vero e cosa non lo \u00e8. Lo spettatore si trova davanti a scene in cui tutto pu\u00f2 succedere o in cui nulla \u00e8 come appare, dove realt\u00e0 e animazione sono due facce della stessa medaglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39197\" style=\"width: 383px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39197\" class=\"size-full wp-image-39197\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/026-In-teatro-riprese-live-action.jpg\" alt=\"\" width=\"373\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/026-In-teatro-riprese-live-action.jpg 373w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/026-In-teatro-riprese-live-action-224x300.jpg 224w\" sizes=\"auto, (max-width: 373px) 100vw, 373px\" \/><p id=\"caption-attachment-39197\" class=\"wp-caption-text\">In teatro: riprese live action \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39198\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39198\" class=\"size-full wp-image-39198\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/027-In-teatro-riprese-live-action-con-Maurizio-Nichetti.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"581\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/027-In-teatro-riprese-live-action-con-Maurizio-Nichetti.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/027-In-teatro-riprese-live-action-con-Maurizio-Nichetti-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/027-In-teatro-riprese-live-action-con-Maurizio-Nichetti-768x571.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/027-In-teatro-riprese-live-action-con-Maurizio-Nichetti-436x324.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39198\" class=\"wp-caption-text\">In teatro: riprese live action con Maurizio Nichetti \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39199\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39199\" class=\"size-full wp-image-39199\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/028-In-teatro-riprese-live-action.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"584\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/028-In-teatro-riprese-live-action.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/028-In-teatro-riprese-live-action-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/028-In-teatro-riprese-live-action-768x574.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/028-In-teatro-riprese-live-action-436x326.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39199\" class=\"wp-caption-text\">In teatro: riprese live action con N\u00e9stor Garay \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>I personaggi da slapstick comedy<\/strong><br \/>\nPer quanto riguarda i personaggi che popolano in maniera apparentemente casuale e confusionaria il teatro, troviamo in primis l\u2019orchestra di improbabili vecchiette (prelevate direttamente da un ospizio), truccate e vestite allo stile della belle \u00e9poque, che suonano strumenti esageratamente finti, a volte addirittura cartonati.<br \/>\nL\u2019orchestra \u00e8 un elemento comico di grande novit\u00e0: non si tratta infatti di un\u2019orchestra vera in cui vengono create gag sui vari musicisti (come avevano fatto ad esempio Jerry Lewis o Marty Feldman), ma di un\u2019orchestra surreale, decadente e priva di credibilit\u00e0.<br \/>\nPoi ci sono i protagonisti, vere e proprie \u201cmacchiette\u201d, stereotipi della storia del cinema e della letteratura. Il presentatore un po\u2019 distratto (Maurizio Micheli), \u00abanti-eroe dell\u2019avanspettacolo di una normalit\u00e0 tragicomica\u00bb [11]; il burbero direttore d\u2019orchestra (l\u2019argentino N\u00e9stor Garay), \u00abdirettore obeso dall\u2019accento straniero, irritabile e vanesio, che per il fatto di prendersi troppo sul serio finisce col subire scherzi in gran quantit\u00e0\u00bb [12]; la sguattera (Maria Luisa Giovannini), moderna Cenerentola un po\u2019 fuori luogo, che nei gesti e nelle movenze rimanda volutamente a un immaginario disneyano rivisitato in chiave ironica; il disegnatore, ovvero l\u2019artista (Maurizio Nichetti), che, ancora \u201call\u2019antica\u201d, disegna in tempo reale le sequenze animate su fogli di carta bianca.<br \/>\nAntagonisti, in un clich\u00e9 tipico del film comico, sono il direttore d\u2019orchestra, serio e impostato, e il disegnatore, spirito libero sorretto dall\u2019estro artistico. Contrapposti uno all\u2019altro, i due si punzecchiano, battibeccano e alla fine creano una gran confusione, in perfetto stile slapstick comedy, ispirandosi a uno modello di comicit\u00e0 alla \u201cStanlio &amp; Ollio\u201d.<br \/>\nNon va scordata infine tutta quella serie di personaggi di volta in volta vengono prestati alle gag (come il gorilla che irrompe sulla scena dopo l\u2019esecuzione del <em>Bolero<\/em> di Ravel o il serpente che esce dall\u2019animazione de <em>L\u2019Uccello di fuoco<\/em> di Stravinsky).<br \/>\nAllegro e la sua natura \u201cconcertistica\u201d: il cast e gli autori Proprio per la struttura a episodi (unico caso in tutta la produzione bozzettiana), <em>Allegro non troppo<\/em> non ha un\u2019unica linea autoriale, ma sembra essere il frutto di una progettualit\u00e0 collettiva forte e unitaria, che coinvolge almeno tre autori differenti: Maurizio Nichetti, Guido Manuli e Bruno Bozzetto (che fin dai titoli di testa sono accreditati come soggettisti e sceneggiatori). Responsabile del casting \u00e8 Maurizio Nichetti, che, grazie alle sue conoscenze nel mondo del teatro milanese dell\u2019epoca, ha procurato gran parte degli attori. \u00c8 stato lui a proporre Maurizio Micheli, suo compagno di studi al Piccolo Teatro di Milano, per il ruolo del presentatore, e a coinvolgere molti colleghi della compagnia \u201cQuelli di Grock\u201d da lui co-fondata insieme ad Osvaldo Sappi (anch\u2019egli coinvolto nel film, nella parte dell\u2019uomo vestito da gorilla). Tra i molti nomi che compongono il cast, si possono citare un\u2019allora ventenne Angela Finocchiaro, oggi attrice di successo (che interpreta la stunt women della vecchietta che cade rompendosi in mille pezzi) e Jolanda Cappi, oggi regista teatrale (che interpreta la vecchietta che balla il charleston con il disegnatore). Anche gli episodi animati sono realizzati da molti animatori e disegnatori, ognuno con caratteristiche e peculiarit\u00e0 proprie. Tra loro ricordiamo ad esempio i compianti Walter Cavazzuti (1946-2004), collaboratore di Enzo d\u2019Al\u00f2 come character designer nei film <em>La Gabbianella e il Gatto<\/em> (1998), <em>Momo alla conquista del tempo<\/em> (2001) e <em>Opopomoz<\/em> (2003); e Giuseppe Lagan\u00e0 (1944-2016), autore della serie animata di <em>Lupo Alberto<\/em>, dei lungometraggi del <em>Coniglietto Felix<\/em> e del primo film italiano interamente realizzato in computer animation, <em>Pinxocchio<\/em> (1981).<br \/>\nEcco allora che <em>Allegro non troppo<\/em> appare come un vero e proprio film \u201cconcertistico\u201d (non a caso la musica \u00e8 l\u2019elemento fondante), pensato da pi\u00f9 menti e realizzato da pi\u00f9 mani, costituito da linguaggi differenti e da registri variegati. E proprio in questa molteplicit\u00e0 di punti di vista sta la sua grande forza e originalit\u00e0, che lo discosta da un film classico come <em>Fantasia<\/em>, nonostante si rifaccia ad esso in maniera esplicita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39200\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39200\" class=\"size-full wp-image-39200\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/030-I-personaggi-degli-intermezzi-live-action-la-sguattera-il-disegnatore-e-il-presentatore.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"304\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/030-I-personaggi-degli-intermezzi-live-action-la-sguattera-il-disegnatore-e-il-presentatore.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/030-I-personaggi-degli-intermezzi-live-action-la-sguattera-il-disegnatore-e-il-presentatore-300x117.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/030-I-personaggi-degli-intermezzi-live-action-la-sguattera-il-disegnatore-e-il-presentatore-768x299.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/030-I-personaggi-degli-intermezzi-live-action-la-sguattera-il-disegnatore-e-il-presentatore-436x169.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39200\" class=\"wp-caption-text\">I personaggi degli intermezzi live action: la sguattera, il disegnatore e il presentatore \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39201\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39201\" class=\"size-full wp-image-39201\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/031-In-teatro-riprese-live-action.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/031-In-teatro-riprese-live-action.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/031-In-teatro-riprese-live-action-300x89.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/031-In-teatro-riprese-live-action-768x227.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/031-In-teatro-riprese-live-action-436x129.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39201\" class=\"wp-caption-text\">In teatro: riprese live action con Maurizio Nichetti e Maurizio Micheli \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39202\" style=\"width: 364px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39202\" class=\" wp-image-39202\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/032-Marco-Bellano.jpg\" alt=\"\" width=\"354\" height=\"354\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/032-Marco-Bellano.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/032-Marco-Bellano-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/032-Marco-Bellano-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/032-Marco-Bellano-436x436.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 354px) 100vw, 354px\" \/><p id=\"caption-attachment-39202\" class=\"wp-caption-text\">Marco Bellano<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>GLI EPISODI ANIMATI E LA MUSICA<\/strong><br \/>\ndi <strong>Marco Bellano<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Allegro non troppo e Fantasia: due universi solo apparentemente simili<\/strong><br \/>\nQuando Maurizio Micheli, il \u201cpresentatore\u201d servile e incompetente che apostrofa il pubblico nelle sequenze dal vivo di <em>Allegro non troppo<\/em>, annuncia \u00abUn film dove potrete [\u2026] vedere la musica e ascoltare i disegni, in una parola un film pieno di Fantasia\u00bb, per poi essere redarguito da un\u2019improvvisa telefonata, che subito commenta trafelato: \u00abSostengono [\u2026] che questo film [\u2026] l\u2019avrebbe gi\u00e0 fatto, parecchi anni fa, un certo [\u2026] Frisney, Prinsey, Grisney\u2026 Un americano, insomma\u00bb, \u00e8 inevitabile reagire sorridendo. Tanta ignoranza, infatti, \u00e8 ritenuta paradossale dallo spettatore medio: chi non conosce Walt Disney e il suo \u201cconcerto filmato\u201d del 1940, <em>Fantasia<\/em>? L\u2019assurdit\u00e0 diventa subito umorismo; il sedicente presentatore fa ridere per il goffo tentativo \u201call\u2019italiana\u201d di vendere un plagio come novit\u00e0 assoluta, e fa ridere al tempo stesso l\u2019autoironia degli autori, che tramite la scenetta paiono dire: s\u00ec, stiamo per rifare <em>Fantasia<\/em>, ma sappiamo benissimo di non essere Disney; per questo abbiamo subito messo le carte in tavola, sperando nella vostra benevolenza. Peccato che ci\u00f2 di cui bisognerebbe ridere \u00e8 proprio il pubblico, che gli autori stanno di fatto prendendo in giro. La premessa che innesca la piccola gag, infatti, \u00e8 fallace: <em>Allegro non troppo<\/em> \u00e8 ben lungi dall\u2019essere un rifacimento di <em>Fantasia.<\/em> Questo, tuttavia, lo si capisce solo mano a mano che il film si dipana. L\u2019idea di illustrare con disegni animati celebri brani della musica colta europea \u00e8 l\u2019unico concetto che lega le due opere: tutto ci\u00f2 che ne consegue \u00e8 diverso, a cominciare dalla maniera in cui la musica stessa viene prestata alla messinscena animata.<br \/>\nBruno Bozzetto ha individuato cos\u00ec il cuore di tale questione:<br \/>\n\u00ab<em>In effetti<\/em> [\u2026] <em>sono molto debitore a Disney perch\u00e9 l\u2019idea parte da Disney. Prima di allora nessuno aveva avuto l\u2019idea di fare un lungometraggio visualizzando brani di musica classica. Sicuramente era una risposta a Disney, ma anche in senso affettivo. Ho per\u00f2 cercato di dare un\u2019interpretazione col mio stile. Mentre lui si era dedicato maggiormente ad una interpretazione estetica e grafica, io ho cercato di trovare dei contenuti<\/em>\u00bb.[13]<\/p>\n<p><strong>L\u2019importanza della narrazione<\/strong><br \/>\n<em>Allegro non troppo<\/em> racconta sei storie. Anzi, sette, o forse una sola: perch\u00e9 le scene dal vivo intercalate ai cortometraggi animati costituiscono un\u2019unica vicenda, quella dell\u2019amore fra un animatore e una giovane addetta alle pulizie, tra le angherie subite da un corpulento direttore d\u2019orchestra alla guida di un ensemble di vecchiette dotate di strumenti finti. Mano a mano che il film procede, diversi personaggi animati (tra cui il <em>Signor Rossi<\/em>, in un cameo) finiscono per interagire con le persone in carne ed ossa, finch\u00e9 gli stessi animatore e ragazza non si tramutano in caricature di Biancaneve e del Principe Azzurro in versione Disney. In <em>Fantasia<\/em>, invece, di storia con un impianto narrativo chiaro ve ne \u00e8 una sola: L\u2019apprendista stregone. Il resto del film si risolve in frammenti dove contano di pi\u00f9 le coreografie e gli incanti visivi, e in silhouette di veri musicisti, all\u2019opera sotto l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019altrettanto \u201creale\u201d Leopold Stokowski, tra didattici interventi del critico e compositore Deems Taylor, in abito da cerimonia e quasi sempre inquadrato, significativamente, un poco dal basso verso l\u2019alto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39203\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39203\" class=\"size-full wp-image-39203\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/033-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Claude-Debussy-\u201cPreludio-al-pomeriggio-di-un-fauno\u201d.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/033-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Claude-Debussy-\u201cPreludio-al-pomeriggio-di-un-fauno\u201d.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/033-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Claude-Debussy-\u201cPreludio-al-pomeriggio-di-un-fauno\u201d-300x125.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/033-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Claude-Debussy-\u201cPreludio-al-pomeriggio-di-un-fauno\u201d-768x320.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/033-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Claude-Debussy-\u201cPreludio-al-pomeriggio-di-un-fauno\u201d-436x182.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39203\" class=\"wp-caption-text\">Dall\u2019episodio animato sulla musica di Claude Debussy \u201cPreludio al pomeriggio di un fauno\u201d \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019autenticit\u00e0 della musica<\/strong><br \/>\nAccanto all\u2019immaginario animato, la musica classica viene porta allo spettatore di <em>Fantasia<\/em> in veste \u201cautorevole\u201d: i maestri in silhouette, pur tra scenografie quasi astratte, agiscono secondo i rituali tipici della sala da concerto (fatta eccezione per un voluto momento di contrasto, la jam session nell\u2019intervallo). Stokowski nota Mickey Mouse solo quando questi riesce, a fatica, a farsi notare; allora si piega, rimanendo per\u00f2 alto sul suo podio, per stringere accondiscendente la mano all\u2019alter ego di Walt Disney (e della cultura pop americana).<br \/>\nLa \u201cpreoccupazione\u201d per l\u2019autorevolezza della musica \u00e8 palese anche nei segmenti animati. In essi, il legame tra suono e immagine si nutre di sincronie perfette; sotto lo strato di virtuosismi grafici, per\u00f2, nulla sembra interferire con la sensazione di un\u2019esecuzione da capo a fondo. L\u2019animazione, insomma, pare essere al servizio della musica; eppure, ci\u00f2 che avviene \u00e8 esattamente il contrario. Non c\u2019\u00e8 infatti un solo brano, tra quelli selezionati per <em>Fantasia<\/em>, che venga presentato in forma autentica: tutti sono ritoccati, e in modo niente affatto marginale, per fornire spunti pi\u00f9 efficaci all\u2019animazione. Nell\u2019<em>Apprendista stregone<\/em>, dal poema sinfonico di Paul Dukas vengono tolte tutte le piccole ripetizioni che costellano il discorso, ovvero gli incisi che ribadiscono simmetricamente delle battute di proposta, con l\u2019evidente intento di dare al pezzo una direzione \u201ca senso unico\u201d, molto pi\u00f9 adatta a un\u2019animazione dinamica. Ma si potrebbe parlare anche dell\u2019arbitraria ripresa finale dell\u2019incipit nella <em>Sagra della primavera<\/em> di Igor Stravinsky, del contrabbasso che intona da capo la Danza delle ore del giorno nella <em>Danza delle ore<\/em> di Amilcare Ponchielli per dare comico \u201ccorpo\u201d alle movenze dell\u2019ippopotamo Giacinta, oppure, ancora nell\u2019<em>Apprendista stregone<\/em>, dei posticci colpi di piatti aggiunti alla scena in cui l\u2019ombra di Mickey fa giustizia di una scopa impazzita, in nome dell\u2019insaziabile fame di sincronie audiovisive che pervade l\u2019intero film.<br \/>\n<em>Allegro non troppo<\/em> non ha bisogno di alterare la musica su cui si basa. Dell\u2019autorevolezza simulata fa a meno, mantenendo intatta, bench\u00e9 sempre sullo sfondo, quella autentica: per il <em>Pr\u00e9lude \u00e0 l\u2019apr\u00e8-midi d\u2019un faune<\/em> di Claude Debussy, la <em>Danza slava n. 7<\/em> di Antonin Dvorak, il <em>Bolero<\/em> di Maurice Ravel e il <em>Valser Triste<\/em> di Jean Sibelius sono state selezionate esecuzioni di Herbert Von Karajan con i Berliner Philharmoniker; per il <em>Concerto PV 74<\/em> di Antonio Vivaldi ci si \u00e8 affidati invece a Hans Stadlmair e alla M\u00fcnchener Kammerorchester, mentre quanto proposto dalla Suite <em>L\u2019oiseau de feu<\/em> di Stravinsky (ossia la <em>Ronde des princesses<\/em> e la <em>Danse infernale du roi Katschei<\/em>) viene da un\u2019incisione di Lorin Maazel con la Radio-Symphonie-Orchester di Berlino [14].<br \/>\nDi tutti questi musicisti nel film non si fa cenno, poich\u00e9 Bozzetto e colleghi non cercavano certificazioni d\u2019eccellenza. La bont\u00e0 dell\u2019operazione era gi\u00e0 attestata dal precedente di Disney; su questo fu possibile costruire. E ci\u00f2 che si volle realizzare non fu un\u2019esibizione di maestria nell\u2019animazione (che pure in <em>Allegro non troppo<\/em> esiste, senza voler a tutti i costi cercare paralleli con Disney: quelli del Bolero sono forse i disegni animati italiani pi\u00f9 spettacolari di sempre), ma un pezzo di bravura nell\u2019arte dello storytelling.<br \/>\nPer ogni brano della selezione si scov\u00f2 una storia appropriata, con inizio, svolgimenti e conclusioni; e ognuna di queste articolazioni fu declinata sui ritmi e le atmosfere della musica, senza alterare nemmeno una nota. Il gioco di incastri che ne \u00e8 seguito non si \u00e8 svolto solo tra arti visive e sonore, ma anche tra competenze: ogni arco narrativo doveva essere controllato nella sua interezza e poi nelle sue singole parti, dove avrebbero dialogato tra loro gag a effetto, scelte registiche e grafiche, nonch\u00e9 pantomime brillanti, in un flusso di mutamenti continui capaci di mantenere vivo l\u2019interesse; curando poi che il tutto confluisse nel grande quadro complessivo dell\u2019unica storia raccontata, tenuta assieme dalla \u201ccornice\u201d delle scene dal vivo. A un compositore, tale intricata ingegnosit\u00e0 non potrebbe che ricordare certi procedimenti raffinati, ad esempio le variazioni su basso ostinato, in cui la musica si rinnova di continuo pur basandosi sempre su una successione fissa di suoni. \u00c8 un\u2019incarnazione del principio di variazione, uno dei cardini della composizione occidentale: sar\u00e0 forse questa la vera ragione per cui <em>Allegro non troppo<\/em> \u00e8 un film cos\u00ec profondamente musicale?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39204\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39204\" class=\"size-full wp-image-39204\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/034-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Claude-Debussy-\u201cPreludio-al-pomeriggio-di-un-fauno\u201d.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"602\" 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un fauno\u201d \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39205\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39205\" class=\"size-full wp-image-39205\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/035-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Claude-Debussy-\u201cPreludio-al-pomeriggio-di-un-fauno\u201d.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"286\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/035-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Claude-Debussy-\u201cPreludio-al-pomeriggio-di-un-fauno\u201d.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/035-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Claude-Debussy-\u201cPreludio-al-pomeriggio-di-un-fauno\u201d-300x110.jpg 300w, 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aria-describedby=\"caption-attachment-39207\" class=\"size-full wp-image-39207\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/037-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Claude-Debussy-\u201cPreludio-al-pomeriggio-di-un-fauno\u201d.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"275\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/037-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Claude-Debussy-\u201cPreludio-al-pomeriggio-di-un-fauno\u201d.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/037-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Claude-Debussy-\u201cPreludio-al-pomeriggio-di-un-fauno\u201d-300x105.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/037-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Claude-Debussy-\u201cPreludio-al-pomeriggio-di-un-fauno\u201d-768x270.jpg 768w, 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Anton\u00ecn Dvo\u0159\u00e1k \u201cDanza slava n. 7 in do minore op. 46\u201d \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39209\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39209\" class=\"size-full wp-image-39209\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/039-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Anton\u00ecn-Dvo\u0159\u00e1k-\u201cDanza-slava-n.-7-in-do-minore-op.-46.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"618\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/039-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Anton\u00ecn-Dvo\u0159\u00e1k-\u201cDanza-slava-n.-7-in-do-minore-op.-46.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/039-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Anton\u00ecn-Dvo\u0159\u00e1k-\u201cDanza-slava-n.-7-in-do-minore-op.-46-300x237.jpg 300w, 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src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/040-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Maurice-Ravel-\u201cBol\u00e9ro\u201d.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"549\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/040-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Maurice-Ravel-\u201cBol\u00e9ro\u201d.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/040-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Maurice-Ravel-\u201cBol\u00e9ro\u201d-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/040-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Maurice-Ravel-\u201cBol\u00e9ro\u201d-768x539.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/040-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Maurice-Ravel-\u201cBol\u00e9ro\u201d-436x306.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39210\" class=\"wp-caption-text\">Dall\u2019episodio animato sulla musica di Maurice Ravel \u201cBol\u00e9ro\u201d \u00a9 Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39211\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39211\" class=\"size-full wp-image-39211\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/041-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Maurice-Ravel-\u201cBol\u00e9ro\u201d.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"549\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/041-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Maurice-Ravel-\u201cBol\u00e9ro\u201d.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/041-Dall\u2019episodio-animato-sulla-musica-di-Maurice-Ravel-\u201cBol\u00e9ro\u201d-300x211.jpg 300w, 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Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>SCHEDA FILM<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p>Titolo: <strong>Allegro non troppo<\/strong><br \/>\nAnno: <strong>1976<\/strong><br \/>\nFormato: <strong>35mm<\/strong><br \/>\nDurata: <strong>85\u2019<\/strong><br \/>\nProduzione: <strong>Bruno Bozzetto<\/strong><br \/>\nRegia: <strong>Bruno Bozzetto<br \/>\n<\/strong>Aiuto regista:<strong> <strong>Maurizio Nichetti<\/strong><br \/>\n<\/strong>Soggetto e sceneggiatura:<strong> <strong>Bruno Bozzetto, Guido Manuli, Maurizio Nichetti<\/strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>LIVE ACTION<\/strong><br \/>\nInterpreti: <strong>Marialuisa Giovannini (ragazza delle pulizie), N\u00e9stor Garay (direttore d\u2019orchestra), Maurizio Micheli (presentatore), Maurizio Nichetti (disegnatore), Osvaldo Saivi (scimmione), Jolanda Cappi, Franca Mantelli, Mirella Falco. Con la consulenza mimica di Marise Flach<\/strong><br \/>\nDirettore della fotografia dal vero: <strong>Mario Masini<\/strong><br \/>\nOperatore riprese dal vero: <strong>Aldo Antonelli<\/strong><br \/>\nCostumista: <strong>Lia Morandini<\/strong><br \/>\nTrucco: <strong>Giuliana De Carli<\/strong><br \/>\nMontaggio ed effetti sonori: <strong>Giancarlo Rossi<\/strong><br \/>\nMusica originale (motivi dei balletti): <strong>Franco Godi<\/strong><\/p>\n<p><strong>ANIMAZIONE<\/strong><br \/>\nCollaboratori principali ai disegni animati: <strong>Walter Cavazzuti, Giuseppe Lagan\u00e0, Guido Manuli, Giorgio Valentini<\/strong><br \/>\nAiuto animazione: <strong>Stefano Nuzzolese, Pierangelo Veggetti, Carlo Beretta<\/strong><br \/>\nAnimazione in plastilina: <strong>Master Programmi Audiovisivi s.r.l.<\/strong><br \/>\nScenografia: <strong>Giancarlo Cereda, Giuseppe Lagan\u00e0, Paolo Albicocco, Giorgio Forlani<\/strong><br \/>\nFotografia a disegni animati ed effetti speciali: <strong>Luciano Marzetti<\/strong><br \/>\nAltri collaboratori: <strong>Edo Cavalli, Roberto Casale, Angelo Beretta, Mirna Masina, Carlo Caccialanza, Antonio Dall\u2019Osso, Angela Garavaldi, Ivano Gorla, Grazia Lamura, Annalisa Paulon, Daniela Pesc\u00f2, Anna Pezzotta, Gianfranco Pirovano, Modesto Rizzolo, Rosy Tes\u00e9<\/strong><br \/>\nOrganizzazione generale: <strong>Flora Sperotto<\/strong><br \/>\nMusica preesistente: Claude Debussy, <em>Preludio al pomeriggio di un fauno<\/em> \/\/ Anton\u00ecn Dvo\u0159\u00e1k, <em>Danza slava n. 7 in do minore op. 46 n. 7.<\/em> \/\/ Maurice Ravel, <em>Bol\u00e9ro<\/em> (parte) \/\/ Jean Sibelius, <em>Valzer triste<\/em> \/\/ Antonio Vivaldi, <em>Concerto in Do maggiore per 2 oboi, 2 clarinetti, archi e cembalo RV 559<\/em> (primo movimento: Larghetto \u2013 (Allegro)) \/\/ Igor Stravinskij, <em>L\u2019uccello di fuoco<\/em> (Suite del 1919): 3. Ronda delle principesse (parte); 4. <em>Danza infernale del re Kascej<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39213\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39213\" class=\"size-full wp-image-39213\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/043-Bruno-Bozzetto.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"587\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/043-Bruno-Bozzetto.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/043-Bruno-Bozzetto-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/043-Bruno-Bozzetto-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/043-Bruno-Bozzetto-436x327.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39213\" class=\"wp-caption-text\">Bruno Bozzetto<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>BRUNO BOZZETTO<\/strong><br \/>\nNato a Milano il 3 marzo 1938, Bruno Bozzetto \u00e8 a oggi uno dei massimi rappresentanti del cinema d\u2019animazione italiano nel mondo. Poliedrico, ironico e talentuoso, Bozzetto \u00e8 autore e regista di lungometraggi, cortometraggi, pubblicit\u00e0 e campagne educative: un prolifico artista che non smette di stupire e che ama definirsi \u201cartigiano\u201d. Ideatore del <em>Signor Rossi<\/em>, l\u2019italiano medio alle prese con il malcostume della societ\u00e0 e attivo nella grande fucina di <em>Carosello<\/em>, Bozzetto raggiunge l\u2019apice della sua carriera a partir dagli anni Sessanta-Settanta. In primis con i lungometraggi (<em>West and Soda<\/em>, 1965; <em>Vip mio fratello superuomo<\/em>, 1968 e <em>Allegro non troppo<\/em>, 1976), con i cortometraggi (tra i numerosi titoli, citiamo <em>Mister Tao<\/em>, vincitore dell\u2019Orso d\u2019Oro al Festival di Berlino nel 1990 e <em>Cavallette<\/em>, nominato al Premio Oscar nel 1991) e con le serie TV (basti pensare a <em>La famiglia Spaghetti<\/em>, degli anni Duemila).<br \/>\nBraccio destro di Piero Angela per le animazioni del programma <em>Super Quark<\/em>, Bozzetto ha ottenuto riconoscimenti anche oltre oceano. Nel 2013-2014, infatti, il Walt Disney Family Museum di San Francisco gli ha tributato un riconoscimento per i suoi lavori nel campo dell\u2019animazione dedicandogli una mostra retrospettiva dal titolo <em>Bruno Bozzetto Animation, Maestro!<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong> NOTE<\/strong><\/p><\/blockquote>\n<p><strong>[1]<\/strong> Contenuto speciale del DVD di <em>Allegro non troppo<\/em>, compreso nel cofanetto <em>Tutto Bozzetto, o quasi<\/em> (Edizioni San Paolo, 2005).<\/p>\n<p><strong>[2]<\/strong> Contenuto speciale del DVD di <em>Allegro non troppo<\/em>, compreso nel cofanetto <em>Tutto Bozzetto, o quasi<\/em> (Edizioni San Paolo, 2005).<\/p>\n<p><strong>[3]<\/strong> Dichiarazione di Bruno Bozzetto tratta dall\u2019appendice 1 di <em>Allegro non troppo. Vedere la musica e ascoltare i disegni<\/em>, Valerio Sbravatti (ilGlifo, 2015).<\/p>\n<p><strong>[4]<\/strong> Giannalberto Bendazzi, <em>Cartoons. One Hundred Years of Cinema Animation<\/em>, John Libbey Publishing, Eastleigh, 1994; p. 281.<\/p>\n<p><strong>[5]<\/strong> Dichiarazione di Bruno Bozzetto, tratta dal contenuto speciale <em>Ricordando Allegro non troppo<\/em>, del DVD <em>Allegro non troppo<\/em>, compreso nel cofanetto <em>Tutto Bozzetto, o quasi<\/em> (Edizioni San Paolo, 2005).<\/p>\n<p><strong>[6]<\/strong> Dichiarazione di Maurizio Nichetti, tratta dal contenuto speciale <em>Ricordando Allegro non troppo<\/em>, del DVD <em>Allegro non troppo, compreso nel cofanetto <em>Tutto Bozzetto, o quasi<\/em> (Edizioni San Paolo, 2005).<\/em><\/p>\n<p><strong>[7]<\/strong> Dichiarazione di Guido Manuli, tratta dal contenuto speciale <em>Ricordando Allegro non troppo<\/em>, del DVD <em>Allegro non troppo<\/em>, compreso nel cofanetto <em>Tutto Bozzetto, o quasi<\/em> (Edizioni San Paolo, 2005)<\/p>\n<p><strong>[8]<\/strong> Dichiarazione di Bruno Bozzetto all\u2019autrice.<\/p>\n<p><strong>[9]<\/strong> Come spiega Guido Michelone nel saggio <em>Allegro non troppo, in La Fabbrica dell\u2019Animazione. Bruno Bozzetto nell\u2019industria culturale italiana<\/em>, a.c. di Giannalberto Bendazzi e Raffaele De Berti, Il Castoro, Milano 2003; p. 132.<\/p>\n<p><strong>[10]<\/strong> Teatro Gaetano Donizetti di Bergamo.<\/p>\n<p><strong>[11]<\/strong> Guido Michelone, <em>Allegro non troppo<\/em> in <em>La Fabbrica dell\u2019Animazione. Bruno Bozzetto nell\u2019industria culturale italiana<\/em>, a.c. di Giannalberto Bendazzi e Raffaele De Berti, Il Castoro, Milano 2003; p.133.<\/p>\n<p><strong>[12]<\/strong> Guido Michelone, <em>Allegro non troppo<\/em> in <em>La Fabbrica dell\u2019Animazione. Bruno Bozzetto nell\u2019industria culturale italiana<\/em>, a.c. di Giannalberto Bendazzi e Raffaele De Berti, Il Castoro, Milano 2003; p.133.<\/p>\n<p><strong>[13]<\/strong> Bruno Bozzetto, Intervista, in Maria Francesca Botticini, tesi di laurea, <em>Allegro non troppo. Bruno Bozzetto, cartoonist italiano<\/em>, Universit\u00e0 degli Studi di Bologna, Facolt\u00e0 di Magistero, a.a. 1992\/93, pag. XIV, cit. in Antonio Vincenzo Boscarino, <em>L\u2019estetica di Bruno Bozzetto. Teoria e prassi tra movimento e spettacolo<\/em>, Bulzoni, Roma 2002; p. 101.<\/p>\n<p><strong>[14]<\/strong> Si veda, per questi e altri dati, il disco LP <em>Deutsche Grammophone 2535-400<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">+ + +<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ALLEGRO NON TROPPO. UN TESORO DELL\u2019ARTE ITALIANA<br \/>\n<\/strong>1\u00b0 Edizione curata da LA FABBRICA DELL\u2019ANIMAZIONE<br \/>\n\u00a9 2016 Stampato da AGEMA\u00ae<br \/>\nSettembre 2016<\/p>\n<p><strong>Con il patrocinio di:\u00a0<\/strong>Regione Lombardia Citt\u00e0 Metropolitana di Milano Comune di Milano Expo in Citt\u00e0 AGIS Regione Lombardia SIAE Fondazione Cariplo<br \/>\n<strong>Con il prezioso sostegno di:\u00a0<\/strong>Walt Disney Company<br \/>\n<strong>In collaborazione con:\u00a0<\/strong>Bruno Bozzetto Distrubution,\u00a0Studio Bozzetto &amp; Co.<br \/>\n<strong>Media partner:\u00a0<\/strong>Cinecitt\u00e0 News,\u00a0Cineforum<br \/>\n<strong>Partner tecnici:\u00a0<\/strong>Agema\u00ae,\u00a0Narvalo Fineart,\u00a0Sportello sponsorizzazioni culturali della Camera di Commercio di Milano<br \/>\n<strong>Mostra e catalogo a cura di:\u00a0<\/strong>Chiara Cereda,\u00a0Shirin Chehayed,\u00a0Priscilla Mancini,\u00a0Andrijana Ruzic<br \/>\n<strong>Con la collaborazione di:\u00a0<\/strong>Marco Bellano,\u00a0Lella Bigatti,\u00a0Valeria Bodanza,\u00a0Cinzia Bottini,\u00a0Bruno Bozzetto,\u00a0Anita Bozzetto,\u00a0Filippo Del Corno,\u00a0Paola Gattermayer,\u00a0Gianluca Pulsoni,\u00a0Giuliana Nuvoli,\u00a0Francesca Tassone<br \/>\n<strong>Si ringraziano:\u00a0<\/strong>Samira Abou Moussa,\u00a0Giuseppe Amagliani,\u00a0ANAC Autori,\u00a0Emma Balj,\u00a0Nikola Balj,\u00a0Marco Barraco,\u00a0Joel Samuele Beaumont,\u00a0Luisa Bonacina,\u00a0Licia Bodanza,\u00a0Alice Buscaldi,\u00a0Francesca Calabretta,\u00a0Giuseppe Calzolari,\u00a0Roberta Canepa,\u00a0Andrea Cangialosi,\u00a0Paolo Carena,\u00a0Marco Cattaneo,\u00a0Francesco Chini,\u00a0Silvia Deforza,\u00a0Sara Di Marino,\u00a0Ornella Di Profio,\u00a0Marco Di Salvatore,\u00a0Tommaso Dradi,\u00a0Michel Fuzellier,\u00a0Antonello Gianfreda,\u00a0Federico Greco,\u00a0Graziano Incardona,\u00a0Giovanna Lazzati,\u00a0Andrea Leone,\u00a0Elvio Manuzzi,\u00a0Margherita Marazzi,\u00a0Veronica Marcantonio,\u00a0Giovanni Marri,\u00a0Marina Messina,\u00a0Donatella Miceli,\u00a0Paola Migliorino,\u00a0Giusva &amp; Luca Napolitano,\u00a0Stefano Patrone,\u00a0Neumannov\u00e1 Radka,\u00a0Paolo Romano,\u00a0Enrico Sanna,\u00a0Raffaella Scrimitore,\u00a0Monica Maria Seksich,\u00a0Orsola Sinisi,\u00a0Giovanni Smaldone,\u00a0Fabrizio Vanzan<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>ALLEGRO NON TROPPO. UN TESORO DELL\u2019ARTE ITALIANA<br \/>\n<\/strong>1\u00b0 Edizione curata da LA FABBRICA DELL\u2019ANIMAZIONE<br \/>\n\u00a9 2016 Stampato da AGEMA \u00ae<br \/>\nSettembre 2016<\/p>\n<p>Edizione della Svizzera Italiana a cura di <strong>Mario Verger\u00a0<\/strong>\u00a9 2017<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39214\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39214\" class=\"size-full wp-image-39214\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/044-\u201cAllegro-non-troppo.-Un-tesoro-dell\u2019arte-italiana\u201d.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"610\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/044-\u201cAllegro-non-troppo.-Un-tesoro-dell\u2019arte-italiana\u201d.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/044-\u201cAllegro-non-troppo.-Un-tesoro-dell\u2019arte-italiana\u201d-300x234.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/044-\u201cAllegro-non-troppo.-Un-tesoro-dell\u2019arte-italiana\u201d-768x599.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/044-\u201cAllegro-non-troppo.-Un-tesoro-dell\u2019arte-italiana\u201d-436x340.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39214\" class=\"wp-caption-text\">\u201cAllegro non troppo. 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