{"id":39305,"date":"2017-07-13T13:58:50","date_gmt":"2017-07-13T11:58:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=39305"},"modified":"2017-07-13T13:58:50","modified_gmt":"2017-07-13T11:58:50","slug":"boa-sorte-meu-amor-intervista-daniel-aragao-gregorio-graziosi-vinicius-zinn-christiana-ubach","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=39305","title":{"rendered":"Boa sorte, meu amor. Intervista a Daniel Arag\u00e3o, Gregorio Graziosi, Vinicius Zinn e Christiana Ubach"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-39309\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/boasorte-intervista-cover.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/boasorte-intervista-cover.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/boasorte-intervista-cover-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/boasorte-intervista-cover-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/boasorte-intervista-cover-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/boasorte-intervista-cover-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/boasorte-intervista-cover-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/boasorte-intervista-cover-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/boasorte-intervista-cover-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<blockquote><p><strong>NUOVO CINEMA BRASILIANO<\/strong><br \/>\n<strong> Intervista ai realizzatori di <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24158\"><em>Boa sorte, meu amor<\/em><\/a>.<\/strong><br \/>\n<strong>Il regista Daniel Arag\u00e3o, lo sceneggiatore Gregorio Graziosi e agli attori Vinicius Zinn e Christiana Ubach.<\/strong><br \/>\na cura di Alessio Galbiati e Roberto Rippa<br \/>\nLocarno, 10 agosto 2012<br \/>\nda <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24136\">Rapporto Confidenziale 36<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Partono i titoli di coda, le luci si accendono e le persone incominciano a lasciare la sala. Al nostro fianco scivola l&#8217;attore protagonista: lo stesso volto che hai seguito sul grande schermo fino ad un attimo prima, di colpo si materializza nel mondo reale, sorridendoti. Un secondo dopo \u00e8 il turno dell&#8217;attrice. Quando capitano queste cose non \u00e8 semplicissimo ritrovare un certo distacco, perch\u00e9 quando la dimensione onirica di un film irrompe nella realt\u00e0 il suo effetto \u00e8 deflagrante, come un fulmine a ciel sereno. Pochi attimi dopo eravamo seduti su di un paio di comodi divani a chiacchierare con il regista (Daniel Arag\u00e3o), lo sceneggiatore (Gregorio Graziosi) e i due attori protagonisti (Vinicius Zinn e Christiana Ubach) di <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24158\"><em>Boa sorte, meu amor<\/em><\/a>. Un film che abbiamo amato moltissimo per la sua energia e l\u2019impetuosit\u00e0 delle passioni in esso contenute. Un film che ci ha fatto scoprire l&#8217;esistenza di un cinema brasiliano realizzato da una generazione nata negli anni &#8217;80 che senz\u2019altro sapr\u00e0 farsi notare negli anni a venire, lasciando intravedere che da quella nazione \u00e8 forse giunto il tempo di accogliere delle novit\u00e0, per non rimanere eternamente incantati a rimirare il cinema del passato. Tutto cambia, tutto si rinnova, e il cinema, prima di tutto, \u00e8 uno strumento che ci pu\u00f2 aiutare a cogliere le trasformazioni in atto nel mondo e nella societ\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39314\" style=\"width: 1882px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39314\" class=\"size-full wp-image-39314\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Danie_locarno_2012-39.jpg\" alt=\"\" width=\"1872\" height=\"1248\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Danie_locarno_2012-39.jpg 1872w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Danie_locarno_2012-39-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Danie_locarno_2012-39-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Danie_locarno_2012-39-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Danie_locarno_2012-39-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Danie_locarno_2012-39-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Danie_locarno_2012-39-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Danie_locarno_2012-39-950x633.jpg 950w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Danie_locarno_2012-39-1112x741.jpg 1112w\" sizes=\"auto, (max-width: 1872px) 100vw, 1872px\" \/><p id=\"caption-attachment-39314\" class=\"wp-caption-text\">Daniel Arag\u00e3o &#8211; \u00a9 Alessandro G. Capuzzi &amp; Emanuele Dainotti \/ Sette Secondi Circa<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Roberto Rippa: Da dove nasce l\u2019ispirazione per il film?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Daniel Arag\u00e3o:<\/strong> Le radici della mia famiglia affondano nell\u2019entroterra, provengono dalle zone rurali del Pernambuco. Io invece sono cresciuto e vivo a Recife, sono quindi una persona cittadina. Da questo doppia anima, da questo contrasto, arriva il soggetto di <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24158\"><em>Boa sorte, meu amor<\/em><\/a>.<br \/>\nAl funerale di mia nonna ho conosciuto molte persone di quella regione. Erano dieci anni che non ci andavo pi\u00f9 e l\u00ec ho ritrovato quella realt\u00e0, quelle persone, quel tipo specifico di umanit\u00e0. Questo evento mi ha fatto pensare molto intensamente ad un film. Ho pensato che avrei dovuto fare un film su questo contrasto: fra le origini della mia famiglia e la mia visione della vita di giovane di citt\u00e0. \u00c8 questa la ragione principale per cui ho girato questo film.<\/p>\n<p><strong>RR: Dunque questo film rappresenta un\u2019occasione per riscoprire le tue origini, la storia della tua famiglia. Un ritorno alle tue radici, proprio come dice la canzone presente nel film: <em>Going Back to My Roots<\/em>&#8230;<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> S\u00ec, \u00e8 esattamente cos\u00ec. \u00c8 stato tutto molto naturale, qualcosa di estremamente emotivo. Amo la musica e questa canzone ha fatto la sua comparsa nella mia vita molti anni fa, continuando a riproporsi nella mia testa. Poi, a un certo punto, ho pensato con chiarezza che la questione delle radici, legata a questa canzone, sarebbe stata il cuore del mio primo lungometraggio.<\/p>\n<p><strong>Alessio Galbiati: Il film \u00e8 suddiviso in tre capitoli&#8230; il titolo di uno di questi dovrebbe proprio essere tratto dalla canzone, giusto?!<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> Il primo capitolo non viene esattamente dalla canzone di cui stiamo parlando, ma dall\u2019altra, <em>I Don\u2019t Need You Around<\/em> di Jackie Wilson, quella su cui si apre il film. &lt;em di Lamont Dozier rappresenta alla perfezione lo spirito con il quale ho fatto questo film: \u00abSiamo ci\u00f2 che abbiamo perso\u00bb. Mi \u00e8 piaciuto ripetere pi\u00f9 volte le stesse canzoni, cercando il modo di metterle in connessione, in dialogo fra loro, in comunicazione con la storia e le atmosfere. Ho utilizzato due canzoni principali che si ripetono tre volte nei capitoli del film.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39315\" style=\"width: 1882px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39315\" class=\"size-full wp-image-39315\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Daniel_locarno_2012-37.jpg\" alt=\"\" width=\"1872\" height=\"1248\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Daniel_locarno_2012-37.jpg 1872w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Daniel_locarno_2012-37-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Daniel_locarno_2012-37-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Daniel_locarno_2012-37-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Daniel_locarno_2012-37-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Daniel_locarno_2012-37-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Daniel_locarno_2012-37-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Daniel_locarno_2012-37-950x633.jpg 950w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Daniel_locarno_2012-37-1112x741.jpg 1112w\" sizes=\"auto, (max-width: 1872px) 100vw, 1872px\" \/><p id=\"caption-attachment-39315\" class=\"wp-caption-text\">Daniel Arag\u00e3o &#8211; \u00a9 Alessandro G. Capuzzi &amp; Emanuele Dainotti \/ Sette Secondi Circa<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>RR: Come compositore della colonna sonora originale hai lavorato con <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24160\">Jimi Tenor<\/a>. Come mai questa scelta di un musicista finlandese per un film brasiliano?<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> Amo <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24160\">Jimi Tenor<\/a>, \u00e8 fantastico! Ho sentito un suo album orchestrale degli anni \u201890 in cui ha fatto un lavoro meraviglioso, e immediatamente ho pensato che, se mai avessi girato il mio primo lungometraggio, lo avrei senz\u2019altro contattato per fare qualcosa. Quando il film ormai andava compiendosi ho pensato di mandargli una mail, chiedendogli se avrebbe voluto partecipare. Ha accettato subito e si \u00e8 messo immediatamente al lavoro. Ha uno studio musicale a casa sua, ed \u00e8 dannatamente veloce, tanto che ha iniziato da subito a mandarmi tracce audio, idee. Non mi ha mai parlato di soldi, nemmeno una volta fino a quando abbiamo finito il lavoro. Ad un certo punto lui mi ha chiesto: \u00abMa ci sar\u00e0 qualche soldo?!\u00bb, e io gli ho risposto: \u00abS\u00ec, certo che verrai pagato!\u00bb. \u00c8 una persona incredibile.<br \/>\nIo avevo in testa parecchie idee circa la colonna sonora, ho cercato di spiegargliele dandogli il maggior numero di informazioni che credevo potessero servire al suo lavoro.<\/p>\n<p><strong>RR: <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24160\">Jimi Tenor<\/a> ha lavorato alla colonna sonora guardando le scene del film oppure unicamente ascoltando la descrizione che ne facevi?<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> \u00c8 stato molto divertente lavorare con <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24160\">Jimi<\/a> perch\u00e9 abbiamo due approcci diversi alla creazione artistica. Lui \u00e8 pragmatico e istintivo, lo senti da come suona il sax, mentre io sono estremamente riflessivo. Io gli spiegavo e lui faceva. Ha visto due scene, ha composto la musica sulle mie descrizioni e solo alla fine di tutta la lavorazione ha visto il film intero. Ha improvvisato moltissimo, ma \u00e8 stato collaborativo, accogliendo le mie indicazioni in maniera creativa. \u00c8 una persona molto carina e mi auguro che ottenga maggiori riconoscimenti, perch\u00e9 ha un grande talento e una forte competenza.<br \/>\nIn realt\u00e0 l\u2019idea originale era stata quella chiamare un artista degli anni \u201880, The The, ossia Matt Johnson. Ne ho parlato con lui e lui mi ha detto: \u00abFacciamolo!\u00bb. Ma poi ho pensato che avrebbe dovuto essere <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24160\">Jimi Tenor<\/a>.<br \/>\nPer il prossimo film le musiche saranno di Matt Johnson! Ma il sogno \u00e8 Bacharach!<\/p>\n<p><strong>AG: <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24158\"><em>Boa sorte, meu amor<\/em><\/a>\u00a0parla della divisione in classi sociali del Brasile contemporaneo. Puoi raccontarci la tua visione della societ\u00e0 brasiliana<\/strong>?<\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> Credo che nel mio Stato, il Pernambuco, una regione del nord del Brasile, abbiamo un modo del tutto particolare di rapportarci fra classi sociali. La situazione attuale \u00e8 molto contraddittoria, e il mio lavoro \u00e8 consistito nel compiere la ricerca di un mio punto di vista sull\u2019argomento, che poi \u00e8 quello che faccio con ognuno dei miei film. Io non vengo da una famiglia ricca, ma da una famiglia che ricca lo \u00e8 stata molto prima, qualche generazione fa. Quindi mia madre \u00e8 un po\u2019 razzista! (ride). Ho frequentato una scuola cattolica molto radicale, se ti avessero scoperto baciare una ragazza ti avrebbero cacciato. Era una scuola decisamente molto conservatrice. \u00c8 una societ\u00e0 molto ipocrita la nostra\u2026 si vive con le cameriere in casa, ma con un cuore grande (ride). Per me l\u2019ipocrisia \u00e8 una cosa molto fastidiosa. Ho cercato di inserire tutti questi aspetti, in maniera quasi comica, con l\u2019intenzione di voler sbattere in faccia a questo tipo di persone ci\u00f2 che sono realmente, vorrei portarle a pensare.<br \/>\nCi\u00f2 che credo debba fare un cineasta sia mostrare la societ\u00e0 nella quale vive. Ho una visione piuttosto radicale: o fai cos\u00ec, o non fai film. Voglio portare sullo schermo ci\u00f2 che ho visto e imparato nella vita.<\/p>\n<p><strong>AG: Il film si apre con una storiella raccontata dal padre a Dirceu, il giovane protagonista del film, interpretato da Vinicius Zinn. Una storia che parla di schiavismo. Da dove viene questa storia e come questa si lega alla tua famiglia, alla dimensione autobiografica che ci hai raccontato essere una delle caratteristiche con le quali hai realizzato il film?<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> \u00c8 una storia che appartiene al nord del Paese, ma anche a tutto il resto del Brasile, una storia che mi \u00e8 capitato di sentire per la prima volta proprio al funerale di mia nonna. \u00c8 un fatto legato alla mia bisnonna, una donna di origini Indie. Quando i miei prozii me l\u2019hanno raccontata non riuscivo a crederci. Sapete com\u2019\u00e8, il Brasile \u00e8 pieno di bugiardi (ride). Eppure mi assicuravano che era tutto vero: \u00abNo, non stiamo scherzando. La tua bisnonna viveva in una specie di gabbia, era una schiava sessuale\u00bb. Mi hanno fatto vedere un disegno, un suo ritratto molto antico, in cui erano evidenti i suoi lineamenti da India. A questo punto ho incominciato a fare moltissime ricerche sull\u2019argomento, trovando conferme a partire dai miei genitori, che fino a quel giorno non mi avevano mai raccontato nulla. \u00c8 una storia nascosta che non raccontavano a tutti, una storia che non riguardava solo la mia famiglia, piuttosto comune a molte altre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39316\" style=\"width: 1882px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39316\" class=\"size-full wp-image-39316\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/GG_locarno_2012-44.jpg\" alt=\"\" width=\"1872\" height=\"1248\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/GG_locarno_2012-44.jpg 1872w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/GG_locarno_2012-44-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/GG_locarno_2012-44-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/GG_locarno_2012-44-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/GG_locarno_2012-44-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/GG_locarno_2012-44-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/GG_locarno_2012-44-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/GG_locarno_2012-44-950x633.jpg 950w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/GG_locarno_2012-44-1112x741.jpg 1112w\" sizes=\"auto, (max-width: 1872px) 100vw, 1872px\" \/><p id=\"caption-attachment-39316\" class=\"wp-caption-text\">Gregorio Graziosi, Daniel Arag\u00e3o &#8211; \u00a9 Alessandro G. Capuzzi &amp; Emanuele Dainotti \/ Sette Secondi Circa<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>AG: La sceneggiatura, scritta da te insieme a Gregorio Graziosi, \u00e8 incredibile. Soprattutto pensando che si tratta di un\u2019opera prima. I personaggi hanno un\u2019evoluzione, partono da un punto ed arrivano a un altro. Questa evoluzione, questi cambiamenti, sono una cosa molto complicata da mostrare in un film. In che modo avete lavorato alla sceneggiatura?<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> La sceneggiatura alla quale siamo giunti nasce da una stesura precedente interamente scritta da me. Poi ho pensato fosse il caso di lavorare con Gregorio a una riscrittura completa, abbiamo guardato i miei precedenti cortometraggi ed abbiamo discusso proprio come stiamo facendo ora. Abbiamo cercato di capire cosa volevamo dire, dove fosse il film dentro a questa storia. <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24158\"><em>Boa sorte, meu amor<\/em><\/a>\u00a0\u00e8 molto ellittico, un\u2019idea che abbiamo avuto durante tutta la fase di scrittura e che abbiamo mantenuto intatta fino al montaggio. Senza queste modifiche, a mio avviso, il film sarebbe stato molto pi\u00f9 lungo e stancante. Al montaggio abbiamo discusso moltissimo, si pu\u00f2 dire che l\u2019abbiamo riscritto in questa fase della lavorazione, non tanto alterandone la storia, ma sfumando, togliendo la dove ve ne fosse bisogno.<\/p>\n<p><strong>Gregorio Graziosi:<\/strong> Quando Daniel ha ottenuto i soldi per fare il film non avevamo ancora una vera e propria sceneggiatura. La sua idea iniziale era di girare a San Paolo, ma in quel momento era molto difficile per lui spiegare quali fossero le reali intenzioni della storia che voleva raccontare. Addirittura pensava di voler realizzare un documentario sulla vecchia fattoria della sua famiglia. A questo punto abbiamo incominciato a parlare, a confrontarci sulle idee profonde di questa storia. Daniel \u00e8 uno tra i miei migliori amici, mi \u00e8 facile capire ci\u00f2 che gli passa per la testa. Sapevo che il realizzare un film di finzione era la strada che avremmo dovuto imboccare. Cos\u00ec gli ho fatto una proposta: \u00abScriver\u00f2 un soggetto e, nel caso in cui ti piacesse, scriver\u00f2 la sceneggiatura\u00bb. Lui ha accettato, ed io la notte stessa ho scritto la sceneggiatura. Dopo averla letta, il giorno dopo, mi ha detto: \u00abMi stai prendendo per il culo?\u00bb\u2026<\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> \u2026Perch\u00e9 c\u2019erano tutti gli elementi di cui avevamo parlato! Era come una seduta dallo psicologo\u2026 Mi mette sempre sotto pressione, mi chiede sempre se quello che stiamo decidendo di fare sia realmente quello che voglio. Gregorio \u00e8 molto duro con me.<br \/>\nLa sua collaborazione \u00e8 stata decisiva nel farmi imboccare la strada del lungo di finzione, ma soprattutto nel mettere ordine fra le reali motivazioni di questo film. Mi ha aiutato a metterci dentro tutto quello che sentivo. Quando cominci a lavorare come cineasta cerchi di pianificare la tua filmografia. Pensi che il primo film tratter\u00e0 di un argomento, il secondo di un altro ancora e il terzo di un nuovo aspetto della tua \u201cvisione\u201d. Gregorio mi ha fatto capire che era invece il caso di metterci tutto quello che sentivo, anche perch\u00e9 non si pu\u00f2 sapere se davvero far\u00f2 un secondo film\u2026 Magari morir\u00f2 presto! (ridono)<br \/>\nLui ha messo ordine nelle mie idee, ha portato tutte le sue conoscenze nella scrittura. Abbiamo lavorato molto per ottenere una sceneggiatura che funzionasse.<\/p>\n<p><strong>GG:<\/strong> La storia presenta molti elementi personali. Elementi che provengono dalla famiglia di origine di Daniel, ma anche suoi personali. Per me questa sceneggiatura \u00e8 uno specchio della sua personalit\u00e0 e ci\u00f2 \u00e8 stato possibile perch\u00e9 ci conosciamo molto bene.<\/p>\n<p><strong>RR: Vi conoscete da tanto tempo?<\/strong><\/p>\n<p><strong>GG:<\/strong> A dire il vero non da tanto tempo, ci conosciamo da sei anni. Abbiamo viaggiato insieme in Germania a presentare il suo primo corto e mi ricordo che la prima conversazione che abbiamo avuto era sulla possibilit\u00e0 di girare un lungometraggio. Questo \u00e8 strano perch\u00e9 siamo diventati buoni amici sin dal giorno in cui ci siamo incontrati. Strano perch\u00e9 viviamo in Brasile ma in luoghi differenti. L\u2019anno successivo ci siamo rivisti fuori dal Brasile ad alcuni festival cinematografici, e poi in campagna, dalle sue parti. \u00c8 stata un\u2019occasione per iniziare a lavorare insieme, un\u2019occasione per parlare delle nostre vite e anche di cinema.<\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> Ha funzionato perch\u00e9 anche lui \u00e8 un regista. Abbiamo scritto la sceneggiatura e poi lui se n\u2019\u00e8 andato. Ma sul set non l\u2019ho voluto. \u00c8 tornato nella fase di montaggio, cio\u00e8 dopo un mio primo montaggio che insieme abbiamo modificato, compiendo una riscrittura totale di alcune scene. Tutto sommato \u00e8 stato un processo veloce: dalla pre-produzione alla sua anteprima al Festival di Locarno sono passati dieci mesi. Dieci mesi decisamente intensi!<\/p>\n<p><strong>RR: Gregorio Graziosi ha dunque avuto un ruolo molto importante nella costruzione di un film cos\u00ec complicato\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> S\u00ec. Lui in effetti ha esercitato una forte pressione. Mi diceva cose come: \u00abFai questo! Fai quest\u2019altro!\u00bb. E io pensavo: \u00abMa prendiamoci una pausa&#8230; usciamo a divertirci, facciamo una serata\u00bb. Ma lui continuava a spingere sull\u2019acceleratore, creando contrasti, e la cosa ha funzionato. (ridono)<br \/>\nCredo che il significato della vita sia scoprire s\u00e9 stessi attraverso la pressione che qualcuno esercita su di te. Penso che scopri te stesso quando qualcuno ti spinge a farlo.<\/p>\n<p><strong>AG: Volevo chiedere qualcosa circa la sceneggiatura e la conduzione degli attori. Ho avuto l\u2019impressione che in parecchie scene gli attori recitassero le proprie battute con la consapevolezza di quel che sarebbe accaduto al proprio personaggio. Come se raccontassero i propri sogni, gi\u00e0 consapevoli del proprio reale destino. In particolar modo questo mi pare evidente nella scena in cui Maria, interpretata da una bravissima Christiana Ubach, racconta, seduta al tavolo di un ristorante, la propria storia. Come avete lavorato a questa dinamica?<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> Il personaggio di Maria ama la musica perch\u00e9 io amo la musica. Lei \u00e8 una pianista frustrata, io un musicista frustrato. Questo me l\u2019ha subito fatto notare Gregorio. A quel punto non c\u2019era ancora una sceneggiatura, ed io sono partito Los Angeles\u2026 Mi piace molto viaggiare. Sono stato a un concerto di Todd Rundgren, di cui sono un grande fan, e dopo il concerto lui mi ha raccontato quella storia con due frasi. Mi ha detto che non essendo capace di fare nulla allora era diventato musicista. Con quelle due frasi in testa ho scritto di getto il dialogo di quella scena. Quando l\u2019abbiamo letta insieme agli attori, Christiana ha portato molto al personaggio ed \u00e8 stato molto intenso notare quante idee avesse. Io non sono come il personaggio, io tengo i piedi ben piantati per terra, abbiamo discusso molto. Quando ti occupi di arte devi avere un\u2019immagine di te stesso proiettato nel futuro e vivere intensamente il presente. Insomma devi avere un piede in avanti. Raccontarsi \u201cfar\u00f2 questo\u201d o \u201cfar\u00f2 quest\u2019altro\u201d non \u00e8 sufficiente.<br \/>\nAbbiamo discusso molto per quella scena, si vede nello sguardo di Christiana che Maria far\u00e0 un salto in avanti.<\/p>\n<p><strong>GG:<\/strong> Stavo parlando con l\u2019attrice e lei mi ha detto che condivideva con Maria la visione dell\u2019essere artisti. Essere attrice in Brasile non \u00e8 una scelta facile, la sua famiglia per esempio era molto contraria a questa decisione.<\/p>\n<p><strong>RR: Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec difficile?<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> Perch\u00e9 a Recife siamo molto concreti circa le esigenze della societ\u00e0: se sto male ho bisogno di un dottore, di un avvocato\u2026 \u00e8 come se fossimo ancora fermi agli anni \u201840, all\u2019Italia del dopoguerra. Il Brasile di oggi \u00e8 come se fosse appena uscito da una guerra. Stanno nascendo nuove cose, in maniera molto veloce. Ma \u00e8 una crescita veloce e totalmente confusa, estremamente diversa da quanto sia mai successo. Un sacco di musicisti brasiliani negli anni \u201960 hanno lasciato il Brasile per una carriera all\u2019estero; un grande musicista come Ant\u00f4nio Carlos Jobim diceva che in Brasile non fregava niente a nessuno, ma \u00e8 pur vero che nel Paese ci sono moltissimi artisti. \u00c8 un grande mistero, dovr\u00f2 fare altri cinque film per capirci qualcosa.<\/p>\n<p><strong>RR: Pensi che questa difficolt\u00e0 possa rendere pi\u00f9 stimolante il tuo lavoro?<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> S\u00ec. Nella mia citt\u00e0, Recife, c\u2019\u00e8 un grande sforzo da parte del governo locale perch\u00e9 vengano girati film, ma noi siamo molto duri l\u2019uno con l\u2019altro, tra registi, siamo abituati a dirci solo la verit\u00e0. Ci diciamo cose del tipo \u00abOdio il tuo film, figlio di puttana\u00bb. Non siamo diplomatici come a Rio De Janeiro. Ci diciamo le cose come stanno.<\/p>\n<p><strong>RR: Ah, fantastico, sembra il posto ideale dove lavorare&#8230;<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> S\u00ec lo \u00e8!<\/p>\n<p><strong>AG: La fotografia di <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24158\"><em>Boa sorte<\/em><\/a>\u00a0\u00e8 estremamente interessante. A partire dal rapporto, 2:35:1, e dalle scelte cromatiche cos\u00ec desaturate e \u201csporche\u201d. Come hai lavorato con il direttore della fotografia Pedro Sotero?<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> \u00c8 stato molto divertente perch\u00e9 Pedro \u00e8 come un fratello per me, litighiamo anche molto, forse perch\u00e9 siamo simili. Io sono molto attaccato alla macchina da presa, se non sono dietro all\u2019obiettivo non mi sembra di dirigere. Nei miei cortometraggi mi sono sempre occupato anche della fotografia. In questo caso abbiamo unito le forze e abbiamo discusso molto, litigato molto. \u00c8 una domanda molto difficile a cui rispondere perch\u00e9 dovrei ricordarmi come \u00e8 stato per ogni singolo scena. Come abbiamo pensato alle immagini, ai movimenti di macchina. Se ci ripenso mi rendo conto che \u00e8 stato un lavoro molto naturale ed organico. Abbiamo un ottimo rapporto e abbiamo funzionato benissimo fra noi.<\/p>\n<p><strong>RR: Ci sono delle scene talmente ricche a livello visivo da avermi portato a chiedere se avete disegnato uno storyboard? Alcune inquadrature sembrano dipinte\u2026 come il volto sotto la sabbia&#8230;<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> Non mi piace pianificare troppo perch\u00e9 per me il piacere maggiore deriva dalla spontaneit\u00e0 sul set. Se non vedo la macchina da presa, se non penso a come quelle scene saranno in sala di montaggio, non mi sembra di girare un film. Gi\u00e0 in sceneggiatura abbiamo suggerito alcune scene con precisione. Non amo particolarmente il lavoro di montaggio. Quindi, se dovevamo girare un dialogo, dovevamo farlo in una sola presa. Abbiamo avuto il coraggio di girare in questo modo, e il direttore della fotografia ha saputo seguirmi, mi ha seguito nella scelta di girare in maniera estremamente precisa. Nel corso del film mi piace ripetere alcune scene, ma ogni volta con un significato diverso.<br \/>\nQuando il personaggio di Dirceu entra nell\u2019appartamento, hai la stessa immagine per tutto il tempo, la stessa inquadratura. Entra in quell\u2019inquadratura prima con la ragazza, poi con un amico, poi entra lei per andare al pianoforte\u2026 volevo che tutto fosse rigoroso. Nella scena del pianoforte, ad esempio, il direttore della fotografia mi ha suggerito di usare un dolly, ci siamo scontrati, ma alla fine mi ha convinto. E il risultato \u00e8 stato davvero soddisfacente. Quando ci occupavamo della fotografia \u00e8 stato come guardare il film. C\u2019\u00e8 stata un po\u2019 di gelosia, perch\u00e9 la macchina da presa diventa in qualche modo come i tuoi occhi, ma tutto sommato \u00e8 stato facile. Magari avr\u00f2 problemi con il prossimo film, quando le macchine da presa saranno molte. (ride)<br \/>\nDevo sentire l\u2019immagine, sono molto paranoico a questo riguardo.<\/p>\n<p><strong>AG: Noi siamo cinefili, per cui, anche quando andiamo a fare la spesa, vediamo citazioni cinematografiche. Il naso che affiora dalla sabbia, ad esempio, ricorda <em>Blue Velvet<\/em> di David Lynch&#8230; ma trovare citazioni \u00e8 poco altro che un gioco. Quali sono i tuoi riferimenti cinematografici? Quali quelli che ti hanno maggiormente influenzato nella realizzazione del tuo primo lungometraggio?<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> Quando rivedo il film devo fare uno sforzo per ricordare cosa mi abbia realmente ispirato. Ora che sono appena uscito dalla sala mi viene in mente Samuel Fuller. Penso sempre a lui, per esempio nella scena in cui il dottore parla con la protagonista, per me quella scena contiene una summa di come Fuller girava: cercando di sorprendere lo spettatore, di spiazzarlo senza alcun preavviso. Non svolte di trama in stile hollywoodiano, ma in una maniera pi\u00f9 organica, pi\u00f9 dentro al personaggio. Un modo di fare cinema semplice, ma profondo e pieno di dettagli. Fuller era molto sottile nel cambiare registro all\u2019interno della stessa scena, e lo faceva senza modificare l\u2019angolazione della macchina da presa, ma cambiando le emozioni all\u2019interno della stessa inquadratura. Questo \u00e8 stato un insegnamento molto importante per me. E poi amo il cinema di Fassbinder, il modo in cui usava la musica, il suo essere cos\u00ec diretto. Lo amo molto.<br \/>\nCredo che nel mio film il punto focale sia stata la musica. Abbiamo ascoltato molta musica, in ogni fase della lavorazione, dalla scrittura della sceneggiatura al montaggio. Abbiamo ragionato su come costruire il film con la stessa struttura di una canzone.<\/p>\n<p><strong>RR: In quest\u2019intervista, ci stai raccontando quanto questo film sia personale, e quanto abbia a che fare con i tuoi incontri. Lo sceneggiatore prima, il direttore della fotografia, <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24160\">Jimi Tenor<\/a>&#8230; Tanti incontri che hanno contribuito a chiarirti l\u2019idea del film. L\u2019ultimo incontro \u00e8 stato con gli attori, come avete lavorato?<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> L\u2019incontro con gli attori \u00e8 stato piuttosto istintivo. Per me il cinema \u00e8 come il desiderio.<br \/>\nPedro Severien, il mio produttore, \u00e8 andato a Rio per provinare alcuni attori, ma quando abbiamo visto lei, abbiamo capito che sarebbe stata la protagonista. \u00c8 come se ci fossimo innamorati di lei. \u00c8 come se fossi tornato adolescente. Mi dicevo, \u00abWow! Questa ragazza \u00e8 sorprendente!\u00bb. In questo senso non posso essere professionale, non l\u2019ho scelta perch\u00e9 era meglio di un\u2019altra, l\u2019ho scelta perch\u00e9 mi \u00e8 subito sembrata la scelta giusta. Istintivamente. Lei non \u00e8 di Rio, per me questo poteva costituire un potenziale problema, ma non ci ho badato, mi sono detto che in qualche modo avremmo fato. \u00c8 difficile da spiegare. \u00c8 il desiderio di vedere quella persona all\u2019interno del tuo film. \u00c8 come per le canzoni, tu ne ami una, e se ti chiedi come mai la ami cos\u00ec tanto, perdi il piacere nell\u2019ascoltarla. E poi credo di essere capace di leggere le persone attraverso le loro emozioni, li osservo come si comportano nella vita di tutti i giorni, come bevono un bicchiere d\u2019acqua, come chiedono di andare al gabinetto (ride). Sono una specie di voyeur, mi piace osservare la gente. Sono cos\u00ec radicale nell\u2019osservare la gente che posso diventare duro con le persone. Se non mi piace una cosa la odio. Sono molto radicale: amo o odio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39317\" style=\"width: 1882px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39317\" class=\"wp-image-39317 size-full\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/VZ_locarno_2012-45.jpg\" alt=\"\" width=\"1872\" height=\"1248\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/VZ_locarno_2012-45.jpg 1872w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/VZ_locarno_2012-45-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/VZ_locarno_2012-45-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/VZ_locarno_2012-45-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/VZ_locarno_2012-45-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/VZ_locarno_2012-45-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/VZ_locarno_2012-45-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/VZ_locarno_2012-45-950x633.jpg 950w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/VZ_locarno_2012-45-1112x741.jpg 1112w\" sizes=\"auto, (max-width: 1872px) 100vw, 1872px\" \/><p id=\"caption-attachment-39317\" class=\"wp-caption-text\">Vinicius Zinn &#8211; \u00a9 Alessandro G. Capuzzi &amp; Emanuele Dainotti \/ Sette Secondi Circa<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>RR: <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24158\"><em>Boa sorte, meu amor<\/em><\/a>\u00a0\u00e8 dunque un film estremamente personale, che ha a che fare con la vita di Daniel, com\u2019\u00e8 stato per voi attori entrare in connessione con i personaggi, con la storia, con il film?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vinicius Zinn:<\/strong> Per fare un film come questo devi, prima di tutto, guardare una persona negli occhi, devi essere sincero. Ed io mi sono connesso ai buchi neri di Daniel, quelli che tutti abbiamo, ho cercato di sentire con il cuore quel che avremmo fatto insieme. Anche a livello di fiducia, perch\u00e9 quando cominci un progetto come questo, cos\u00ec coinvolgente, devi lavorare con il cuore aperto, non hai alternative. Daniel \u00e8 molto istintivo, quando giravamo una scena e ci guardava, eravamo subito in grado di capire. Noi attori abbiamo dovuto trovare da soli i nostri punti di riferimento.<\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> A me non piace provare molto le scene. Parliamo pi\u00f9 di cose della vita, siamo stati a casa mia, abbiamo ascoltato un sacco di musica, ho parlato molto di come sono. Non avevo stabilito un processo preciso, un metodo, per lavorare con gli attori. Abbiamo parlato molto fra noi, in maniera aperta, abbiamo lavorato alla maniera di Recife. Poteva capitare che uno chiedesse: \u00abTi \u00e8 piaciuta la scena? \u00bb, e la risposta era, \u00abNo! Per niente!\u00bb. Sempre molto diretti. Sul set avevamo tutti lo stesso umore, eravamo sulla stessa lunghezza d\u2019onda, e quindi con gli attori ci siamo immediatamente capiti.<\/p>\n<p><strong>RR: Siete entrati nel suo mondo attraverso elementi esterni alla sceneggiatura?<\/strong><\/p>\n<p><strong>VZ:<\/strong> S\u00ec. Noi non siamo di Recife, non c\u2019ero mai stato prima, non ne conoscevo la cultura n\u00e9 le relazioni tra le persone. Credo abbia fatto un ottimo lavoro. Prima ci ha mostrato l\u2019ambiente, ci ha fatto conoscere la citt\u00e0, le persone, e solo dopo ci ha condotti nell\u2019universo del suo film. \u00c8 stato cos\u00ec naturale che ci siamo ritrovati dentro alla storia quasi senza accorgercene.<\/p>\n<p><strong>RR:<\/strong> Voi da dove venite?<\/p>\n<p><strong>VZ:<\/strong> Io da Brasilia, che \u00e8 il posto pi\u00f9 strano del Brasile. Per\u00f2 vivo a San Paolo.<\/p>\n<p><strong>Christiana Ubach:<\/strong> Io invece sono di Rio. Sono rimasta scoccata perch\u00e9 Recife \u00e8 rovente, una citt\u00e0 caldissima in un cui la gente \u00e8 molto cruda, diretta (picchia il pungo con il palmo della mano; NdR.).<\/p>\n<p><strong>RR: I vostri ruoli sono estremamente impegnativi, soprattutto per l\u2019intensit\u00e0 delle emozioni con le quali avete avuto a che fare, e pure dal punto di vista fisico\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>CU:<\/strong> \u00c8 stato molto difficile, il mio corpo \u00e8 cambiato molto durante la lavorazione. \u00c8 stato complicato imparare la lingua che si parla a Recife, perch\u00e9 l\u2019accento \u00e8 molto differente. \u00c8 stato come imparare un\u2019altra lingua. Quando sono tornata a Rio tutti mi chiedevano cosa mi fosse capitato. Sono diventata una donna forte a Recife.<\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> Quando l\u2019ho vista ho capito che sarebbe stato difficile, ma ero sicuro che ce l\u2019avrebbe fatta. \u00c8 una cosa che ho potuto cogliere in lei. Non li ho scelti perch\u00e9 fossero pronti a questa lotta, li ho scelti perch\u00e9 volevo che combattessero, anche se al momento della scelta non lo erano.<\/p>\n<p><strong>RR: Quindi li hai scelti perch\u00e9 sapevi che avresti potuto ottenere da loro ci\u00f2 che volevi&#8230;<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> Sentivo che avrei potuto ottenere da loro ci\u00f2 che volevo, ma non potevo esserne sicuro\u2026<\/p>\n<p><strong>VZ:<\/strong> \u00c8 stato un rischio&#8230;<\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> S\u00ec, per\u00f2 sentivo che sarebbe stato rischioso, ma nell\u2019accezione positiva del termine \u201crischio\u201d. Christiana era reduce da un anno di soap opera, e il mio produttore mi diceva: \u00abMa pensi di portare a Recife un\u2019attrice di soap opera? Morir\u00e0!\u00bb. Io gli ho risposto: \u00abS\u00ec, facciamolo!\u00bb. Vinicius \u00e8 un attore preparato, sapevo che ce l\u2019avrebbe fatta. Ma pensavo che Christiana avrebbe potuto lasciare il set.<\/p>\n<p><strong>CU:<\/strong> Non l\u2019avrei mai fatto. In qualche momento durante la lavorazione mi \u00e8 mancato che Daniel mi spiegasse il senso di alcune scene. Gli chiedevo di farlo, e lui si fermava a spiegarmi quel che non ero riuscita a cogliere. Come gi\u00e0 detto, prima di girare il film, essendo questa una storia personale, abbiamo condiviso le nostre storie personali per costruire al meglio i personaggi.<\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> Abbiamo parlato molto di noi. Lei mi ha raccontato un po\u2019 della sua vita, allora ho capito che avrebbe compreso il personaggio. In realt\u00e0 l\u2019avevo capito gi\u00e0 durante il provino.<\/p>\n<p><strong>RR: Adesso, dopo avere lavorato su un set cos\u00ec particolare, come sar\u00e0 tornare ad altri lavori, a lavori molto pi\u00f9 convenzionali?<\/strong><\/p>\n<p><strong>VZ:<\/strong> Dopo quello che abbiamo vissuto in questa occasione mi sento diverso, le cose sono cambiate molto, sia come attore che come persona. Tornare ha significato riadattarmi alla mia vita e alla mia citt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> Prima di lavorare con me, Vinicius aveva gi\u00e0 fatto delle cose importanti, ma questo \u00e8 stato il suo primo ruolo da protagonista. Per questo ci siamo sentiti tutti sulla stessa barca. Era il mio primo lungo e per loro il primo ruolo da protagonisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39313\" style=\"width: 1815px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39313\" class=\"size-full wp-image-39313\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/CU_locarno_2012-48.jpg\" alt=\"\" width=\"1805\" height=\"1203\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/CU_locarno_2012-48.jpg 1805w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/CU_locarno_2012-48-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/CU_locarno_2012-48-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/CU_locarno_2012-48-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/CU_locarno_2012-48-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/CU_locarno_2012-48-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/CU_locarno_2012-48-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/CU_locarno_2012-48-950x633.jpg 950w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/CU_locarno_2012-48-1112x741.jpg 1112w\" sizes=\"auto, (max-width: 1805px) 100vw, 1805px\" \/><p id=\"caption-attachment-39313\" class=\"wp-caption-text\">Christiana Ubach &#8211; \u00a9 Alessandro G. Capuzzi &amp; Emanuele Dainotti \/ Sette Secondi Circa<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>AG: Essendo questa una produzione di soli uomini, quanto hai dovuto lottare per conservare la femminilit\u00e0 del personaggio?<\/strong><\/p>\n<p><strong>CU:<\/strong> Ho lottato molto. Quando sono arrivata sul set mi sono accorta che erano tutti uomini&#8230; (ride)<br \/>\nIl mio personaggio \u00e8 intelligente come una donna, ma si comporta come un uomo. A Recife questa \u00e8 una cosa piuttosto comune. Per una ragazza di Rio un\u2019esperienza del genere, in una citt\u00e0 come Recife, \u00e8 davvero ottima, ho imparato molto. Non solo sulla mia professione e sulla mia passione, ma anche sulla vita. Daniel mi ha fatto sentire cos\u00ec libera. \u00c8 stato difficile trovarmi in un altro Stato e con un\u2019altra lingua, essere in Brasile ma trovarsi in un posto cos\u00ec diverso da quello che conoscevo \u2013 il Brasile \u00e8 enorme. Questa esperienza mi ha permesso di crescere molto.<\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> Quando ci siamo visti la prima volta le ho dato un profumo. Era lo stesso della mia ex ragazza.<\/p>\n<p><strong>CU:<\/strong> \u00c8 proprio una cultura differente. (ride)<\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> E continua a portarlo! (ridono tutti)<\/p>\n<p><strong>RR: Cosa sar\u00e0 del film dopo Locarno? Uscir\u00e0 in Brasile?<\/strong><\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> Qui al festival \u00e8 stata la prima; nei prossimi giorni il film sar\u00e0 al World Cinema di Amsterdam. La prima proiezione in Brasile sar\u00e0 a Brasilia, nel festival pi\u00f9 importante del Paese, il Festival de Bras\u00edlia do Cinema Brasileiro che quest\u2019anno \u00e8 alla sua 45esima edizione. Iil film uscir\u00e0 sicuramente all\u2019inizio dell\u2019anno prossimo.<\/p>\n<p><strong>AG: Quanto siete soddisfatti del film?<\/strong><\/p>\n<p><strong>VZ:<\/strong> Proprio qui a Locarno ho visto il film per la prima volta. Sono molto soddisfatto. Sono soddisfatto del contributo che sono stato in grado di dare al film. Credo di aver dato il meglio di ci\u00f2 che potevo in quel momento. A Daniel, al film, alla troupe. \u00c8 un\u2019opera che mi ha molto emozionato, mi ha toccato pi\u00f9 di quanto pensassi. Sono molto ma molto ma molto emozionato\u2026 Non dico altro che altrimenti potrei piangere.<\/p>\n<p><strong>CU:<\/strong> Sono felice anch\u2019io, perch\u00e9 ho dato una vita al personaggio di Maria.<\/p>\n<p><strong>DA:<\/strong> Quando abbiamo messo i titoli di coda, ho pensato di mettere ancora <em>Going Back to My Roots<\/em> di Lamont Dozier, un brano che avevo sentito almeno un milione di volte, e che davvero contiene tutto il senso del film. L\u2019ho messa perch\u00e9 fino a quando ci sar\u00e0 quella canzone non smetter\u00f2 mai di vederlo. Non per il film, ma proprio per la musica. Nel film ci sono cos\u00ec tanti dettagli che mi ero dimenticato. Non \u00e8 sempre cos\u00ec lineare, c\u2019\u00e8 un sacco di emozione.<br \/>\nVedendolo mi sono reso conto che era proprio il film che volevo fare. \u25a0<\/p>\n<p><em>Locarno, 10 agosto 2012<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_39312\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-39312\" class=\"size-full wp-image-39312\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/attori_locarno_2012-47.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"521\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/attori_locarno_2012-47.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/attori_locarno_2012-47-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/attori_locarno_2012-47-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/attori_locarno_2012-47-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/attori_locarno_2012-47-436x290.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/attori_locarno_2012-47-673x449.jpg 673w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-39312\" class=\"wp-caption-text\">Vinicius Zinn, Christiana Ubach &#8211; \u00a9 Alessandro G. Capuzzi &amp; Emanuele Dainotti \/ Sette Secondi Circa<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Boa sorte, meu amor (<\/strong><strong>Good Luck, Sweetheart)<em><br \/>\n<\/em>Regia:<\/strong> Daniel Arag\u00e3o\u00a0\u25a0\u00a0<strong>Sceneggiatura:<\/strong> Daniel Arag\u00e3o, Gregorio Graziosi, Luiz Otavio Pereira\u00a0\u25a0\u00a0<strong>Musiche:<\/strong> Jimi Tenor\u00a0\u25a0\u00a0<strong>Fotografia:<\/strong> Pedro Sotero\u00a0\u25a0\u00a0<strong>Montaggio:<\/strong> Daniel Arag\u00e3o, Gregorio Graziosi\u00a0\u25a0\u00a0<strong>Scenografie:<\/strong> Juliano Dornelles\u00a0\u25a0\u00a0<strong>Costumi:<\/strong> Andrea Monteiro\u00a0\u25a0\u00a0<strong>Trucco:<\/strong> Alex de Farias\u00a0\u25a0\u00a0<strong>Suono:<\/strong> Guga S. Rocha, Phelipe Cabe\u00e7a\u00a0\u25a0\u00a0<strong>Sound design:<\/strong> Guga S. 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Recensione<\/strong><\/a><br \/>\na cura di Alessio Galbiati<br \/>\nda <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24136\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rapporto Confidenziale 36<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24160\"><strong>TROPICALISMO FINLANDESE. Intervista a Jimi Tenor<\/strong><\/a><br \/>\na cura di Alessio Galbiati e Roberto Rippa<br \/>\nda <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24136\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rapporto Confidenziale 36<\/a><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NUOVO CINEMA BRASILIANO Intervista ai realizzatori di Boa sorte, meu amor. 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