{"id":40100,"date":"2017-11-07T17:29:04","date_gmt":"2017-11-07T16:29:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100"},"modified":"2017-11-07T17:51:53","modified_gmt":"2017-11-07T16:51:53","slug":"alcune-attrici-straniere-italia-anni-quaranta-cinquanta-oltre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100","title":{"rendered":"Alcune attrici straniere in Italia tra anni quaranta, cinquanta e oltre"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40102\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p>Nadia Gray, May Britt, Constance Dowling, Kerima, Tamara Lees, Yvonne Sanson, Mich\u00e8le Morgan, Magali Noel, Nadja Tiller, Anita Ekberg, Barbara Steele, Abbe Lane, Ingrid Bergman. Queste sono tra le attrici pi\u00f9 note che tra gli anni quaranta e cinquanta (nel caso della Steele negli anni sessanta) hanno lavorato per produzioni italiane. Spesso queste attrici venivano impiegate per ruoli che prevedevano personaggi un po&#8217; pi\u00f9 discinti del solito o con meno pudori rispetto alle castigate, morigerate attrici italiane, per le quali non era conveniente e non lecito esporre la propria epidermide eccetto le braccia, il collo e le caviglie, con le dovute eccezioni come nel caso di Silvana Mangano di <em>Riso amaro<\/em> (1948), di Giuseppe De Santis, dove l&#8217;attrice mostra le cosce ma in un contesto che meno erotico non potrebbe essere, ossia il duro lavoro delle mondine e quindi pi\u00f9 che lecito visto il contesto del lavoro, lontanissimo da una sia pur minima parvenza di seduzione.<\/p>\n<p>Ma vediamo brevemente tali attrici pi\u00f9 nello specifico se \u00e8 proprio vero che hanno lavorato in Italia solo per ruoli pi\u00f9 spregiudicati: in molti Paesi esteri (eccetto la morigerata Gran Bretagna e, forse, la cattolicissima Spagna), si sa, il sesso \u00e8 visto in modo pi\u00f9 disinvolto mentre in Italia, tanto per cominciare, c&#8217;\u00e8 l&#8217;ombra del Vaticano che, nel periodo su cui ci soffermiamo, faceva (e in qualche modo fa ancora) da argine a quello che poteva venire considerato il venir meno del buon gusto con relativa licenziosit\u00e0. Ma se a interpretare certi ruoli \u201cscabrosi\u201d venivano chiamate delle attrici dall&#8217;estero, allora il buon nome della donna (attrice) cattolica italiana era salvo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_40107\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40107\" class=\"size-full wp-image-40107\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/nadia-gray-rc.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/nadia-gray-rc.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/nadia-gray-rc-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/nadia-gray-rc-768x442.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/nadia-gray-rc-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-40107\" class=\"wp-caption-text\">Nadia Gray<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel caso di <strong>Nadia Gray<\/strong> (vero nome Nadia Kujnir-Herescu), nata a Bucarest, nei primi anni Cinquanta interpreta il suo primo ruolo nel nostro Paese in occasione di <em>Moglie per una notte<\/em> (1952) di Mario Camerini, un film emblematico per il nostro discorso, in quanto l&#8217;attrice sostiene il ruolo di Geraldine, ragazza di facili costumi, che accetta di farsi corteggiare dal conte protagonista (Gino Cervi) e passare per sua moglie, anche se il conte ne ha gi\u00e0 una (Gina Lollobrigida). In compenso, per\u00f2, Nadia Grey interpreta nello stesso anno anche <em>Inganno<\/em> (1952) di Guido Brignone dove sostiene un normale ruolo di moglie (il marito \u00e8 interpretato da Gabriele Ferzetti), ruolo che ricoprir\u00e0 ancora comunque. Per il nostro discorso, da notare che in <em>Le avventure di Giacomo Casanova<\/em> (1952) di Steno, tutte le amanti del protagonista (Gabriele Ferzetti) sono rigorosamente interpretate da attrici straniere (oltre a Nadia Gray, Corinne Calvet, Marina Vlady) anche se il ruolo pi\u00f9 famoso, forse, della Gray in Italia, \u00e8 quello di Nadia, appunto, la moglie del padrone della villa di Fregene (Riccardo Garrone) che si spoglia nel party finale di <em>La dolce vita<\/em> (1960) di Federico Fellini il quale sembra glissare via sulle precedenti prove dell&#8217;attrice nel cinema italiano (in ruoli anche di mogli premurose, ma anche amanti, duchesse, principesse, eccetera) per valorizzare ci\u00f2 che il regista sembra considerare la sua cosa migliore, ossia il corpo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_40108\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40108\" class=\"size-full wp-image-40108\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/May_Britt_rc.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/May_Britt_rc.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/May_Britt_rc-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/May_Britt_rc-768x442.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/May_Britt_rc-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-40108\" class=\"wp-caption-text\">May Britt<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel caso della svedese <strong>May Britt<\/strong> (pseudonimo di Maybritt Wilkens), \u00e8 il caso di dire che la sua carriera ha inizio proprio in Italia esordendo come protagonista in <em>Jolanda, la figlia del corsaro nero<\/em> (1952) di Mario Soldati. Ma poi diventa moglie in <em>Le infedeli<\/em> (1953) di Steno e Monicelli mentre in <em>La nave delle donne maledette<\/em> (1953), di Raffaello Matarazzo, sostiene il ruolo di una donna innocente condannata a stare tra prostitute e assassine in una nave prigione (una vera e propria galea) e quindi, tutto sommato, non ci sono ruoli \u201cincresciosi\u201d per lei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_40109\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40109\" class=\"size-full wp-image-40109\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/constance-dowling_rc.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/constance-dowling_rc.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/constance-dowling_rc-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/constance-dowling_rc-768x442.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/constance-dowling_rc-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-40109\" class=\"wp-caption-text\">Constance Dowling<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La newyorchese <strong>Constance Dowling<\/strong>, che avr\u00e0 una non molto proficua carriera di attrice in Italia, sar\u00e0 nota soprattutto per la sua relazione con Cesare Pavese: la Dowling interpreta, tra l&#8217;altro, una delle reginette di bellezza in <em>Miss Italia<\/em> (1950), di Duilio Coletti, ma \u00e8 attiva anche in melodrammoni dimenticati come <em>La strada finisce sul fiume<\/em> (1950) di Luigi Capuano, quindi nulla che la possa accostare a ruoli maliziosi (tutt&#8217;al pi\u00f9 candidamente discinti come, appunto, in <em>Miss Italia<\/em> dove campeggia anche, tra l&#8217;altro, Gina Lollobrigida).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_40110\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40110\" class=\"size-full wp-image-40110\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Kerima_rc.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Kerima_rc.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Kerima_rc-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Kerima_rc-768x442.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Kerima_rc-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-40110\" class=\"wp-caption-text\">Kerima<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sicuramente pi\u00f9 aggressiva e provocatoria l&#8217;algerina <strong>Kerima<\/strong> (vero nome Miriam Charri\u00e9re) che in Italia esordisce in <em>La lupa<\/em> (1953), di Alberto Lattuada, nel ruolo del titolo, donna di mezza et\u00e0, bella e focosa (la figlia adolescente \u00e8 interpretata proprio da May Britt). Ovviamente Kerima non pu\u00f2 mancare nel gi\u00e0 citato <em>La nave delle donne maledette<\/em> come una delle galeotte discinte (mentre la villain \u00e8 interpretata dalla finlandese Tania Weber). Ma Kerima torner\u00e0 con la Britt in un altro film sanguigno, <em>Cavalleria rusticana<\/em> (1953) di Carmine Gallone e avr\u00e0 un altro ruolo emblematico, questa volta di meticcia focosa, in <em>Tam Tam Mayumbe<\/em> (1955), ordinario drammone esotico di Gian Gaspare Napolitano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_40111\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40111\" class=\"size-full wp-image-40111\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/TamaraLees_rc.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/TamaraLees_rc.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/TamaraLees_rc-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/TamaraLees_rc-768x442.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/TamaraLees_rc-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-40111\" class=\"wp-caption-text\">Tamara Lees<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra le attrici simbolo dell&#8217;epoca per i ruoli torbidi, ma non discinti, c&#8217;\u00e8 sicuramente la viennese <strong>Tamara Lees<\/strong> (pseudonimo di Diana Helena Mapplebeck), scura di capelli, quindi ideale per ruoli di donna senza molti scrupoli, che dipana la sua proficua carriera italiana tra melodrammi e commedie. Gi\u00e0 in uno dei suoi primi film in Italia, <em>Romanticismo<\/em> (1950), di Clemente Fracassi, sostiene il ruolo di moglie traditrice (il marito \u00e8 Amedeo Nazzari), mentre in <em>Vita da cani<\/em> (1950), di Monicelli e Steno, incarna una ballerina ambiziosa che, aspirando ad una vita di agi, lascia il fidanzato di umile condizione (Marcello Mastroianni). Mentre in <em>Tot\u00f2 sceicco<\/em> (1950) di Steno, in uno dei suoi ruoli pi\u00f9 noti, non pu\u00f2 che interpretare la perfida Antinea, regina di Atlantide, che irretisce sia Tot\u00f2 che Aroldo Tieri, causando il risentimento di quest&#8217;ultimo. Ma pu\u00f2 essere anche donna infelice come in <em>La tratta delle bianche<\/em> (1952) di Luigi Comencini: comunque il suo aspetto altero \u00e8 ideale in ruoli come quello della contessa in <em>Il segreto delle tre punte<\/em> (1952), di Carlo Ludovico Bragaglia, ma molto spesso, ovviamente, ricopre ruoli da amante. Invece in <em>Addio, Napoli!<\/em> (1955), di Roberto Bianchi Montero, nel ruolo di coprotagonista (accanto ad Andrea Checchi) \u00e8, come non molto spesso le capita, una brava ragazza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_40112\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40112\" class=\"size-full wp-image-40112\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/YvonneSanson_RC.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/YvonneSanson_RC.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/YvonneSanson_RC-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/YvonneSanson_RC-768x442.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/YvonneSanson_RC-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-40112\" class=\"wp-caption-text\">Yvonne Sanson<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Emblema della donna lacrimosa e sfortunata, tutt&#8217;altro che discinta, \u00e8 l&#8217;attrice simbolo del melodramma italico anni cinquanta, ossia <strong>Yvonne Sanson<\/strong>, nata a Salonicco ma naturalizzata italiana che, curiosamente, comincia a farsi apprezzare, in un ruolo da fatalona, soprattutto in occasione di <em>Il delitto di Giovanni Episcopo<\/em> (1947) di Alberto Lattuada, dove incarna un&#8217;avvenente servetta dai facili costumi. Prima della sua grande stagione nei celebri melodrammi di Raffaello Matarazzo, la Sanson ha occasione di impersonare anche Caterina II di Russia in <em>Il cavaliere misterioso<\/em> (1948) di Riccardo Freda, oltre che recitare in <em>Campane a martello<\/em> (1949) di Luigi Zampa e in <em>L&#8217;imperatore di Capri<\/em> (1949) di Luigi Comencini, in ruoli di donna onesta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_40113\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40113\" class=\"wp-image-40113 size-full\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Mich\u00e8leMorgan_rc.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Mich\u00e8leMorgan_rc.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Mich\u00e8leMorgan_rc-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Mich\u00e8leMorgan_rc-768x442.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Mich\u00e8leMorgan_rc-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-40113\" class=\"wp-caption-text\">Mich\u00e8le Morgan<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per ci\u00f2 che riguarda la virginale, eterea <strong>Mich\u00e8le Morgan<\/strong>, la sua carriera in Italia \u00e8 di poco conto: appare per la prima volta in <em>Racconti d&#8217;estate<\/em> (1958) di Gianni Franciolini, dove impersona una detenuta francese alla frontiera, destinata al carcere e di cui si invaghisce un ispettore di polizia (Marcello Mastroianni). Dopo essere stata nel cast di <em>Vacanze d&#8217;inverno<\/em> (1958) di Camillo Mastrocinque, la Morgan torna, in un ruolo che le si attaglia bene, una contessa, in <em>Il fornaretto di Venezia<\/em> (1963) di Duccio Tessari: la si rivedr\u00e0 anziana al suo ultimo film per il cinema, in <em>Stanno tutti bene<\/em> (1990), di Giuseppe Tornatore, nel ruolo della donna anziana sul treno (doppiata da Vittoria Febbi) dove fa l&#8217;incontro ancora con il protagonista, Marcello Mastroianni, ma invecchiato, trentadue anni dopo <em>Vacanze d&#8217;inverno<\/em>, pur in un contesto totalmente diverso. Per la Morgan nulla di pi\u00f9 lontano dai ruoli da fatalona, stesso discorso che si pu\u00f2 fare con <strong>Ingrid Bergman<\/strong> vista la natura austera dei suoi ruoli nei film di Roberto Rossellini, le uniche occasioni che ha la celebre attrice svedese di lavorare in produzioni italiane.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_40114\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40114\" class=\"wp-image-40114 size-full\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Magal\u00ecNo\u00ebl_rc.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Magal\u00ecNo\u00ebl_rc.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Magal\u00ecNo\u00ebl_rc-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Magal\u00ecNo\u00ebl_rc-768x442.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Magal\u00ecNo\u00ebl_rc-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-40114\" class=\"wp-caption-text\">Magal\u00ec No\u00ebl<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le cose sono diverse per la turca <strong>Magal\u00ec No\u00ebl<\/strong> (vero nome Magali No\u00eblle Guiffray) la cui carriera si dipana in Italia soprattutto con commedie, sporadicamente negli anni cinquanta e poi, in modo pi\u00f9 assiduo, negli anni settanta, ma si ricordano soprattutto i suoi ruoli nei film di Federico Fellini. Appena approdata nel nostro Paese, la No\u00ebl viene ingaggiata in ruoli da femme fatale a partire da <em>\u00c8 arrivata la parigina<\/em> (1958), coproduzione italo\/francese diretta da Camillo Mastrocinque, in cui incarna una ragazza francese giunta in Italia per dare la scalata al mondo dello spettacolo mentre in realt\u00e0 lavora gi\u00e0 come piccola soubrette d&#8217;avanspettacolo. Sar\u00e0 di nuovo una seducente ballerina in <em>Noi siamo due evasi<\/em> (1958) di Giorgio C. Simonelli turbando Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi e, come ballerina francese, appare anche nel primo dei suoi ruoli per Fellini in <em>La dolce vita<\/em> (1960). Ma \u00e8 prostituta a tutti gli effetti in <em>La ragazza in vetrina<\/em> (1961) di Luciano Emmer per poi immergersi nella commedia interpretando ruoli meno os\u00e9, ad esempio Cleopatra in <em>Tot\u00f2 e Cleopatra<\/em> (1961), di Fernando Cerchio, o quello di Fortunata, moglie di Trimalcione, in <em>Fellini Satyricon<\/em> (1969) e, sempre per Fellini, il suo ruolo pi\u00f9 celebre, quello di Gradisca, in <em>Amarcord<\/em> (1973), ma poi del resto l&#8217;et\u00e0 non le permetter\u00e0 pi\u00f9 di ricoprire ruoli provocanti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_40115\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40115\" class=\"size-full wp-image-40115\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/NadjaTiller_rc.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/NadjaTiller_rc.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/NadjaTiller_rc-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/NadjaTiller_rc-768x442.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/NadjaTiller_rc-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-40115\" class=\"wp-caption-text\">Nadja Tiller<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il discorso si fa un po&#8217; pi\u00f9 eloquente, ma non troppo, nel caso della viennese <strong>Nadja Tiller<\/strong> che compare solo in un ristretto numero di produzioni italiane, esordendo nel nostro Paese con il ruolo di Mimosa, donna di dubbia moralit\u00e0, in <em>Anima nera<\/em> (1958) di Roberto Rossellini, un ruolo che per\u00f2 non ripeter\u00e0 pi\u00f9 in quanto gi\u00e0 in <em>L&#8217;estate<\/em> (1966), di Paolo Spinola, \u00e8 moglie e madre, sposata ad un uomo (Enrico Maria Salerno), in una relazione problematica tanto che tenta anche il suicidio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_40116\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40116\" class=\"size-full wp-image-40116\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Abbe_Lane_rc.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Abbe_Lane_rc.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Abbe_Lane_rc-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Abbe_Lane_rc-768x442.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/Abbe_Lane_rc-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-40116\" class=\"wp-caption-text\">Abbe Lane<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Altra donna abbonata a ruoli di donna fatale, ma con un che di innocenza, la newyorchese <strong>Abbe Lane<\/strong>, ballerina di Broadway, popolarissima in Italia anche grazie alle sue apparizioni televisive e al fatto di essere sposata col musicista e direttore d&#8217;orchestra Xavier Cugat: esplicita e prorompente nei suoi ruoli per il cinema, la Lane esordisce come attrice proprio nel nostro Paese nei primi anni Cinquanta e da noi si svolger\u00e0 tutta la sua carriera (salvo una breve parentesi americana) ricoprendo spesso il ruolo di se stessa come in <em>Donatella<\/em> (1956) di Mario Monicelli e spesso in ruoli, comunque, di ballerina o ex ballerina nei quali mette le sue magnifiche gambe ben in vista, mentre in <em>Tot\u00f2, Vittorio e la dottoresa<\/em> (1957) di Camillo Mastrocinque \u00e8 l&#8217;avvenente dottoressa del titolo (in questo caso il suo personaggio ha l&#8217;onore di comparire nel titolo di un film). Naturalmente non si limita a essere ballerina, ma pu\u00f2 essere anche seduttrice (e cantante) come in <em>Marinai, donne e guai<\/em> (1958) di Giorgio Simonelli (il sedotto \u00e8 Maurizio Arena). E non pu\u00f2 essere che Eva, una truffatrice, in <em>Tot\u00f2, Eva e il pennello proibito<\/em> (1959) di Steno (anche qui il suo personaggio compare nel titolo di un film, come si usava spesso nelle pellicole con Tot\u00f2), ma le sue grazie si possono contemplare anche in alcuni pepla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_40117\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40117\" class=\"size-full wp-image-40117\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/barbara-steele_rc.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/barbara-steele_rc.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/barbara-steele_rc-300x173.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/barbara-steele_rc-768x442.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/barbara-steele_rc-436x251.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-40117\" class=\"wp-caption-text\">Barbara Steele<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una vera icona horror (il genere che la contraddistingue meglio) \u00e8 invece la britannica <strong>Barbara Steele<\/strong> che si afferma proprio in Italia con <em>La maschera del demonio<\/em> (1960) di Mario Bava (nel doppio ruolo di principessa e strega), per poi essere, nei film successivi, via via diabolica, pazza, assassina, donna posseduta dagli spiriti, quasi sempre fascinatrice, capace di esercitare un influsso negativo sugli uomini portandoli alla rovina. Sar\u00e0 richiesta anche da Fellini per <em>8\u00bd<\/em> (1963) per il ruolo della conturbante Gloria, ma anche in <em>L&#8217;armata Brancaleone<\/em> (1968), di Mario Monicelli, lascia un segno come amante sadomasochista di un nano, che tenta di sedurre Brancaleone (Vittorio Gassman).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_40102\" style=\"width: 1122px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-40102\" class=\"wp-image-40102 size-full\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><p id=\"caption-attachment-40102\" class=\"wp-caption-text\">Anita Ekberg<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 che chiudere con la svedese <strong>Anita Ekberg<\/strong> (nome completo Kerstin Anita Marianne Ekberg), icona resa immortale da <em>La dolce vita<\/em> (1960) di Fellini, che seduce il personaggio di Marcello in una delle due scene pi\u00f9 famose del cinema italiano nel mondo (l&#8217;altra, del neorealismo, sapete tutti qual \u00e8): ma non \u00e8 il suo esordio in una produzione italiana visto che nel nostro Paese aveva interpretato alcuni film storici tra cui <em>Nel segno di Roma<\/em> (1958) di Guido Brignone dove impersona la regina. \u00c8 Fellini comunque a far risaltare in modo sgargiante il suo fisico \u201cmaggiorato\u201d dandole, appunto, l&#8217;immortalit\u00e0 come simbolo universale del femmino. In seguito la Ekberg rivestir\u00e0 i consueti ruoli di donna bellissima come in <em>A porte chiuse<\/em> (1961) di Dino Risi (nel ruolo di una donna accusata di avere ucciso il marito), ma non potr\u00e0 esimersi dal tornare nelle furbe mani di Fellini nell&#8217;episodio <em>Le tentazioni del dr. Antonio<\/em> in <em>Boccaccio &#8217;70<\/em> (1963) in cui il grande regista rincara la dose e la rende gigantessa proprio per turbare l&#8217;animo di un moralista puritano incarnato egregiamente da Peppino de Filippo. Sar\u00e0 proprio in Italia che la Ekberg proseguir\u00e0 la carriera, anche se negli anni il suo fisico appesantito la porter\u00e0 ad essere solo la pallida, triste ombra dell&#8217;icona felliniana. \u2022<\/p>\n<p><em>Pino Bruni<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nadia Gray, May Britt, Constance Dowling, Kerima, Tamara Lees, Yvonne Sanson, Mich\u00e8le Morgan, Magali Noel, Nadja Tiller, Anita Ekberg, Barbara Steele, Abbe Lane, Ingrid Bergman. Queste sono tra le attrici pi\u00f9 note che tra gli anni quaranta e cinquanta (nel caso della Steele negli anni sessanta) hanno lavorato per produzioni italiane. Spesso queste attrici venivano impiegate per ruoli che prevedevano<\/p>\n","protected":false},"author":138,"featured_media":40102,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[18567,12307,18570,6456,18561,18568,18562,18565,18560,18564,18559,18566,18569,18563,13133],"class_list":["post-40100","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-critica","tag-abbe-lane","tag-anita-ekberg","tag-attrici","tag-barbara-steele","tag-constance-dowling","tag-ingrid-bergman","tag-kerima","tag-magali-noel","tag-may-britt","tag-michele-morgan","tag-nadia-gray","tag-nadja-tiller","tag-pino-bruni","tag-tamara-lees","tag-yvonne-sanson"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Alcune attrici straniere in Italia tra anni quaranta, cinquanta e oltre | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Alcune attrici straniere in Italia tra anni quaranta, cinquanta e oltre | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Nadia Gray, May Britt, Constance Dowling, Kerima, Tamara Lees, Yvonne Sanson, Mich\u00e8le Morgan, Magali Noel, Nadja Tiller, Anita Ekberg, Barbara Steele, Abbe Lane, Ingrid Bergman. Queste sono tra le attrici pi\u00f9 note che tra gli anni quaranta e cinquanta (nel caso della Steele negli anni sessanta) hanno lavorato per produzioni italiane. Spesso queste attrici venivano impiegate per ruoli che prevedevano\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2017-11-07T16:29:04+00:00\" \/>\n<meta property=\"article:modified_time\" content=\"2017-11-07T16:51:53+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1112\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"741\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Pino Bruni\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Pino Bruni\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"11 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=40100#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=40100\"},\"author\":{\"name\":\"Pino Bruni\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/93ea17e7934461394d389b96066bd6e6\"},\"headline\":\"Alcune attrici straniere in Italia tra anni quaranta, cinquanta e oltre\",\"datePublished\":\"2017-11-07T16:29:04+00:00\",\"dateModified\":\"2017-11-07T16:51:53+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=40100\"},\"wordCount\":2244,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=40100#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/11\\\/anita-ekberg_cover.jpg\",\"keywords\":[\"Abbe Lane\",\"Anita Ekberg\",\"attrici\",\"Barbara Steele\",\"Constance Dowling\",\"Ingrid Bergman\",\"Kerima\",\"Magali Noel\",\"May Britt\",\"Mich\u00e8le Morgan\",\"Nadia Gray\",\"Nadja Tiller\",\"Pino Bruni\",\"Tamara Lees\",\"Yvonne Sanson\"],\"articleSection\":[\"CRITICA\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=40100#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=40100\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=40100\",\"name\":\"Alcune attrici straniere in Italia tra anni quaranta, cinquanta e oltre | Rapporto Confidenziale\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=40100#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=40100#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/11\\\/anita-ekberg_cover.jpg\",\"datePublished\":\"2017-11-07T16:29:04+00:00\",\"dateModified\":\"2017-11-07T16:51:53+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=40100#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=40100\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=40100#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/11\\\/anita-ekberg_cover.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/11\\\/anita-ekberg_cover.jpg\",\"width\":1112,\"height\":741},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=40100#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"Alcune attrici straniere in Italia tra anni quaranta, cinquanta e oltre\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"description\":\"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"width\":3508,\"height\":709,\"caption\":\"Rapporto Confidenziale\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rapportoconfidenziale\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/icdpavlov\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/user\\\/RConfidenziale\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/93ea17e7934461394d389b96066bd6e6\",\"name\":\"Pino Bruni\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/224492b6f39983c57e297672cc1001fee6f7e34051466df937fce8a5e519797f?s=96&d=identicon&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/224492b6f39983c57e297672cc1001fee6f7e34051466df937fce8a5e519797f?s=96&d=identicon&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/224492b6f39983c57e297672cc1001fee6f7e34051466df937fce8a5e519797f?s=96&d=identicon&r=g\",\"caption\":\"Pino Bruni\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?author=138\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"Alcune attrici straniere in Italia tra anni quaranta, cinquanta e oltre | Rapporto Confidenziale","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"Alcune attrici straniere in Italia tra anni quaranta, cinquanta e oltre | Rapporto Confidenziale","og_description":"Nadia Gray, May Britt, Constance Dowling, Kerima, Tamara Lees, Yvonne Sanson, Mich\u00e8le Morgan, Magali Noel, Nadja Tiller, Anita Ekberg, Barbara Steele, Abbe Lane, Ingrid Bergman. Queste sono tra le attrici pi\u00f9 note che tra gli anni quaranta e cinquanta (nel caso della Steele negli anni sessanta) hanno lavorato per produzioni italiane. Spesso queste attrici venivano impiegate per ruoli che prevedevano","og_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100","og_site_name":"Rapporto Confidenziale","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","article_published_time":"2017-11-07T16:29:04+00:00","article_modified_time":"2017-11-07T16:51:53+00:00","og_image":[{"width":1112,"height":741,"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Pino Bruni","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@RConfidenziale","twitter_site":"@RConfidenziale","twitter_misc":{"Scritto da":"Pino Bruni","Tempo di lettura stimato":"11 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100"},"author":{"name":"Pino Bruni","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/93ea17e7934461394d389b96066bd6e6"},"headline":"Alcune attrici straniere in Italia tra anni quaranta, cinquanta e oltre","datePublished":"2017-11-07T16:29:04+00:00","dateModified":"2017-11-07T16:51:53+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100"},"wordCount":2244,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover.jpg","keywords":["Abbe Lane","Anita Ekberg","attrici","Barbara Steele","Constance Dowling","Ingrid Bergman","Kerima","Magali Noel","May Britt","Mich\u00e8le Morgan","Nadia Gray","Nadja Tiller","Pino Bruni","Tamara Lees","Yvonne Sanson"],"articleSection":["CRITICA"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100","name":"Alcune attrici straniere in Italia tra anni quaranta, cinquanta e oltre | Rapporto Confidenziale","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover.jpg","datePublished":"2017-11-07T16:29:04+00:00","dateModified":"2017-11-07T16:51:53+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100#primaryimage","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover.jpg","width":1112,"height":741},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=40100#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"Alcune attrici straniere in Italia tra anni quaranta, cinquanta e oltre"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","name":"Rapporto Confidenziale","description":"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization","name":"Rapporto Confidenziale","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","width":3508,"height":709,"caption":"Rapporto Confidenziale"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","https:\/\/x.com\/RConfidenziale","https:\/\/www.instagram.com\/icdpavlov\/","https:\/\/www.youtube.com\/user\/RConfidenziale"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/93ea17e7934461394d389b96066bd6e6","name":"Pino Bruni","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/224492b6f39983c57e297672cc1001fee6f7e34051466df937fce8a5e519797f?s=96&d=identicon&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/224492b6f39983c57e297672cc1001fee6f7e34051466df937fce8a5e519797f?s=96&d=identicon&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/224492b6f39983c57e297672cc1001fee6f7e34051466df937fce8a5e519797f?s=96&d=identicon&r=g","caption":"Pino Bruni"},"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?author=138"}]}},"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/anita-ekberg_cover.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40100","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/138"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=40100"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/40100\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/40102"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=40100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=40100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=40100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}