{"id":404,"date":"2009-01-05T16:13:52","date_gmt":"2009-01-05T15:13:52","guid":{"rendered":"http:\/\/confidenziale.wordpress.com\/?p=404"},"modified":"2011-05-25T16:41:56","modified_gmt":"2011-05-25T14:41:56","slug":"luomo-lupo-contro-gomorra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=404","title":{"rendered":"L&#8217;uomo lupo contro Gomorra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2009\/01\/opo.jpg\"> <\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2045\" title=\"la-croce-dalle-sette-pietre\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/la-croce-dalle-sette-pietre.jpg\" alt=\"la-croce-dalle-sette-pietre\" width=\"620\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/la-croce-dalle-sette-pietre.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/01\/la-croce-dalle-sette-pietre-300x176.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">articolo pubblicato su <a href=\"http:\/\/..\/2008\/11\/18\/rapporto-confidenziale-numeronove-novembre-2008\/\">Rapporto Confidenziale \u2013 numero10<\/a>, dicembre 2008 (pag.18-19).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">download.<\/span><\/strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"> <a href=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/12\/rapportoconfidenziale_numerodieci_high.pdf\">ALTA qualit\u00e0 7.9mb<\/a> | <a href=\"http:\/\/confidenziale.files.wordpress.com\/2008\/12\/rapportoconfidenziale_numerodieci_low.pdf\">BASSA qualit\u00e0 3.0<\/a> | <a href=\"http:\/\/issuu.com\/rapportoconfidenziale\/docs\/rapportoconfidenziale_numerodieci_high?mode=embed&amp;documentId=081219073210-78aea9b058dc4386b076cd48e10b978c&amp;layout=grey\">ANTEPRIMA<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 16pt; font-family: Arial;\"><br \/>\n<strong>L\u2019UOMO LUPO CONTRO GOMORRA.<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Arial;\">La croce dalle sette pietre di Marco Antonio Andolfi tra mito e realt\u00e0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 11pt; font-family: Arial;\">di Roberto Rippa<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Esistono film che tutti conoscono per la loro fama senza per\u00f2 averli mai visti. Cito, alla rinfusa, <em><span style=\"font-family: Arial;\">Bronenosets Potyomkin<\/span><\/em> (<em><span style=\"font-family: Arial;\">La corrazzata Potemkin<\/span><\/em>) di Eisenstein, che molti ritengono erroneamente sia un film noiosissimo a causa di una battuta pronunciata dal ragionier Ugo Fantozzi pi\u00f9 di trent\u2019anni fa; <em><span style=\"font-family: Arial;\">Singin\u2019 in the Rain<\/span><\/em> di cui tutti conoscono la famosa scena del ballo di Gene Kelly tra i lampioni ma che pochi riconoscono come un capolavoro di satira sul cinema nel momento del suo passaggio dal muto al sonoro; <em><span style=\"font-family: Arial;\">W la foca<\/span><\/em> di Nando Cicero, scomparso causa sequestro nel 1982 e riapparso 22 anni dopo alla Mostra d\u2019arte cinematografica di Venezia nella retrospettiva Italian Kings of the B\u2019s; <em><span style=\"font-family: Arial;\">Umberto D<\/span><\/em> di De Sica, dalla famosa scena in cui Umberto Domenico Ferrari tende la mano per chiedere l\u2019elemosina ritraendola subito per l\u2019imbarazzo; <em><span style=\"font-family: Arial;\">L\u2019uomo lupo contro la camorra<\/span><\/em> di Marco Antonio Andolfi che la maggior parte delle persone conosce per il suo sottotitolo e non per il titolo, <em><span style=\"font-family: Arial;\">La croce dalle sette pietre<\/span><\/em>, che cita, ormai fuori tempo massimo con una decina di anni di ritardo sul fenomeno, i titoli dell\u2019era aurea del cinema giallo all\u2019italiana come<em><span style=\"font-family: Arial;\"> L\u2019uccello dalle piume di cristallo<\/span><\/em> e relative derivazioni alte e basse. A dimostrazione di questo, basta inserire il titolo &#8211; quello vero &#8211; in Google per ottenere 139000 risultati contro i 92000 del sottotitolo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Non proprio un testa a testa ma nemmeno una disfatta per il secondo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">L\u2019irreperibilit\u00e0 del film e la conseguente difficolt\u00e0 (difficolt\u00e0, non impossibilit\u00e0) nel vederlo rischiano poi di offuscare con il mito il giudizio. Per squarciare il velo e penetrare nel mito basta una prima &#8211; anche distratta &#8211; visione. Sin dai primi fotogrammi \u00e8 impossibile non accorgersi di assistere a un indiscutibile capolavoro del cinema bis italiano. E questo per pi\u00f9 di un motivo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">La storia innanzitutto, per quanto &#8211; come poi vedremo &#8211; sia secondaria rispetto alla messa in scena: Marco \u00e8 stato concepito con il demone Aborym da una madre sua seguace.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">La pesante eredit\u00e0 di tanta paternit\u00e0 \u00e8 la trasformazione in un sanguinoso uomo lupo (1) allo scoccare di ogni mezzanotte. L\u2019unico espediente in grado di preservarlo dalla malaugurata mutazione \u00e8 un medaglione con sette pietre preziose da indossare &#8211; \u00e7a va sans dire &#8211; sul petto villoso, in bella mostra grazie alla camicia lasciata aperta. Quando Marco si reca a Napoli su invito di una misteriosa cugina, il medaglione gli\u00a0 viene rubato da una banda di delinquenti legati alla camorra.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">A Marco non rester\u00e0 che sfidare i criminali per poter recuperare l\u2019unico strumento che gli permette di condurre un\u2019esistenza, almeno notturna, normale. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Chiaro, puntuale, preciso. Non fa una grinza. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Marco Antonio Andolfi, napoletano trapiantato a Roma, attore, fondatore della compagnia teatrale Artisti riuniti e con trascorsi da sceneggiatore di fotoromanzi, decide di portare l\u2019ardita storia sullo schermo previo ottenimento di un finanziamento pubblico pari a 150 milioni di Lire (2), una cifra non eccessiva nemmeno nel 1987, anno di produzione del film, che lo porta a risparmiare sull\u2019attore protagonista assumendosi lui stesso la parte (nonch\u00e9 il ruolo del montatore e del responsabile degli effetti speciali) nascondendosi dietro lo pseudonimo Eddy Endolf.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Difficile risalire a dati precisi sul metraggio e la durata del film, essendo quella dedicata al film di Andolfi l\u2019unica scheda contenuta nel sito ufficiale dell\u2019Anica a essere inaccessibile, una maledizione che sembra voler trascendere il film stesso.<br \/>\nLa copia da me visionata ha una durata di 82\u2032 25\u201d, compreso il cartello iniziale della casa di produzione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Il film parte con l\u2019incontro con una presunta cugina che, anticipando Lynch di molti anni, Andolfi fa sparire immediatamente facendola sostituire da un\u2019altra attrice, senza che la sostituzione venga spiegata in maniera particolarmente congrua (3).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Il furto del monile &#8211; Andolfi dice di essersi ispirato a un fatto accadutogli realmente &#8211; \u00e8 immediatamente susseguente all\u2019incontro.<br \/>\nIl regista non perde alcun tempo nell\u2019inserire nella storia i delinquenti legati alla camorra che, come dice Gianluca Nicoletti nell\u2019introduzione all\u2019intervista a Andolfi andata in onda su Radio24 il 29 maggio 2008 (4), trasforma il film in una sorta di prefazione a <em><span style=\"font-family: Arial;\">Gomorra<\/span><\/em> di Garrone, arrivando a definirlo \u201cun film intrecciato con un senso profondo della protesta civile, esempio di fantastico che si intreccia con il quotidiano\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Sempre a Nicoletti, il regista spiega la trasformazione del protagonista in uomo lupo attraverso la sola aggiunta di pelo sulla met\u00e0 superiore del viso, sulle mani e sui piedi, dicendo di essersi ispirato alle maschere della mitologia greca e all\u2019iconografia dei Testi sacri.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">E l\u2019effetto \u00e8 molto efficace per sottolineare, attraverso la trasformazione solo parziale, il fatto che in ogni uomo si nasconde un lupo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Sollecitato da Nicoletti proprio sugli effetti speciali, Andolfi si schermisce condividendone la paternit\u00e0 con non meglio specificati \u201caltri\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">La rozza messa in scena altro non sembra che un richiamo visivo allo squallore della situazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Il genio di Andolfi si manifesta innanzitutto nel non sostenere convenzionalmente il film con una sceneggiatura coerente bens\u00ec infarcendolo con frasi sconnesse e dialoghi privi di senso costruendo un capolavoro di destrutturazione che fa s\u00ec che ogni dialogo possa essere spostato in un qualsiasi altro punto del film senza che l\u2019effetto cambi.<br \/>\nIl secondo esempio del suo genio consiste nell\u2019utilizzare s\u00ec i t\u00f2poi del cinema di genere, ma spogliandoli di ogni efficacia, come a volerne mettere a nudo l\u2019insincerit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Un esempio tra i tanti, le scene di azione, in cui &#8211; si potrebbe superficialmente ritenere per errori di montaggio &#8211; gli attori appaiono spesso fermi in attesa del via da parte del regista in una sorta di &#8211; basterebbe l\u2019apparizione di un microfono nell\u2019inquadratura &#8211; tentazione metacinematografica.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Il tutto altro non fa che ampliare il senso di straniamento della vicenda che appare per questo sospesa nello spazio e nel tempo.<br \/>\nI personaggi sono totalmente intercambiabili, del resto alcuni appaiono e scompaiono senza senso apparente, cosa che contribuisce a mantenere l\u2019attenzione sulla vicenda nella sua essenza senza ammenicoli o malizie cinematografiche di sorta che in una storia come questa apparirebbero come meri, inutili, orpelli.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">La sceneggiatura metter\u00e0 a dura prova la resistenza di Marco il quale, dopo numerose vicissitudini e l\u2019incapacit\u00e0 di mantenere un equilibrio tra i suoi due aspetti estremi, trover\u00e0 la tanto agognata serenit\u00e0 accanto alla sua Maria, che pazientemente lo ha aspettato e addirittura aiutato.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Li vedremo camminare in piazza San Pietro in una scena in cui il volto di Ges\u00f9 si sovrapporr\u00e0 per alcuni secondi all\u2019immagine della cupola, come una sorta di benedizione per un viaggio all\u2019inferno e ritorno condotto con mirabile coerenza umana.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">E questa \u00e8 una chiave di lettura.<br \/>\nCe n\u2019\u00e8 un\u2019altra.<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial; font-size: 10pt;\">Nel 1987 c\u2019\u00e8 una decisa aria di smobilitazione nel cinema di genere italiano: il grande Lucio Fulci gira in Serbia <em><span style=\"font-family: Arial;\">Aenigma<\/span><\/em>, una delle sue opere meno riuscite; Sergio Martino si dedica alla regia dei film per la televisione <em><span style=\"font-family: Arial;\">Provare per credere<\/span><\/em> (con il Guido Angeli allora testimone pubblicitario di Aiazzone) e <em><span style=\"font-family: Arial;\">Un\u2019australiana a Roma<\/span><\/em> (con Nicole Kidman e Massimo Ciavarro!); Joe D\u2019Amato-Aristide Massaccesi abbandona i toni forti del suo cinema per approdare alla commedia giovanilistica, con un pizzico di voyeurismo fuori tempo massimo con <em><span style=\"font-family: Arial;\">Delizia<\/span><\/em>, protagonista la televisiva Tin\u00ec Cansino; Edwige Fenech conduce Domenica In e i registi attivi in pi\u00f9 generi come Mario Bianchi hanno fatto gi\u00e0 da tempo il salto nel porno per motivi alimentari.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">La televisione, che della morte dell\u2019industria del cinema di genere italiano \u00e8 la principale imputata, ha come programma di punta per il pubblico pi\u00f9 giovane <em><span style=\"font-family: Arial;\">I ragazzi della terza C<\/span><\/em>.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">\u00c8 in questo clima che Andolfi gira un film la cui atmosfera generale \u00e8 da porno primi anni \u201880, con una sceneggiatura che non sta in piedi nemmeno per un minuto e interpreti che sembrano non sapere cosa fare, primo tra tutti Gordon Mitchell, l\u2019eroe di tanti peplum e presenza di molti western all\u2019italiana, che in quegli anni si divide tra i set del regista re del porno francese Jean-Marie Pallardy (<em><span style=\"font-family: Arial;\">Overdose<\/span><\/em>, 1987), quello di <em><span style=\"font-family: Arial;\">Le miniere del Kilimangiaro<\/span><\/em> di Mino Guerrini (1986) e di <em><span style=\"font-family: Arial;\">Delirio di sangue<\/span><\/em> (1988) di Enzo Milioni a dimostrazione dell&#8217;entit\u00e0 del costo degli affitti a Marina Del Rey, in California.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Anche le presenze femminili appaiono spaesate, come fossero state trascinate sul set mentre passavano per strada. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Annie Belle (nella vita Brilland), bellissima protagonista, tra i molti altri, di <em><span style=\"font-family: Arial;\">Laure<\/span><\/em> di Assonitis (1976), de <em><span style=\"font-family: Arial;\">La fine dell\u2019innocenza<\/span><\/em> di Dallamano e di <em>Velluto nero<\/em> di Rondi, passando per pi\u00f9 generi tra cui la sceneggiata napoletana, si appresta in quegli anni a lasciare sconsolata l\u2019Italia per fare ritorno in Francia in seguito ad alcuni problemi personali. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Intervistata per il volume 99 donne curato da Nocturno cinema (5), afferma di non ricordare nemmeno questo film, a ulteriore dimostrazione di quanto la sua lavorazione sia durata.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Zaira Zoccheddu, che appare fugacemente nei pochissimi panni della veggente Madame Amnesia (sic), nel maggio del 1981 \u00e8 immortalata sulle pagine di Playboy italiano nella rubrica Italia nuda, dove veniva presentata come una parrucchiera in servizio presso il salone Castore e Polluce di Roma che dichiarava di \u201cvolere l\u2019amore ma, prima, di voler diventare un\u2019attrice famosa\u201d. L\u2019aspirante famosa nel 1987 ha gi\u00e0 partecipato a, tra gli altri, <em><span style=\"font-family: Arial;\">L\u2019italia in pigiama <\/span><\/em>(1977, di Guido Guerrasio), dove \u00e8 la figlia incestuosa di Tano Cimarosa, <em><span style=\"font-family: Arial;\">I porno amori di Eva<\/span><\/em> (1979, di Giorgio Mille), <em><span style=\"font-family: Arial;\">Femmine infernali<\/span><\/em> (1980) e <em><span style=\"font-family: Arial;\">Orinoco, prigioniere del sesso<\/span><\/em> (1981, entrambi di Edoardo Mulargia) e addirittura al porno <em><span style=\"font-family: Arial;\">Gocce d\u2019amore<\/span><\/em> (1981) di Giovanni Leacche, dove pare si spinga oltre il limite del soft.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Insomma, il film si porta dietro quell\u2019aura funebre legata all\u2019ormai evidente morte di un cinema che non \u00e8 pi\u00f9 riuscito a tornare. Ma qui, a dispetto delle opere di genere italiane, una vera a propria industria capace di produrre a ritmo vertiginoso e di esportare le sue opere in mezzo mondo, non c\u2019\u00e8 n\u00e9 il mestiere (Andolfi non sa girare), n\u00e9 una sceneggiatura (la storia non sta in piedi nemmeno un secondo), n\u00e9 un gusto per l\u2019eccesso (la messa in scena \u00e8 piuttosto convenzionale e appare scatenata solo nei flashback). <em><span style=\"font-family: Arial;\">La croce dalle sette pietre<\/span><\/em> \u00e8 un totale disastro che pu\u00f2 essere giudicato in due modi almeno: con gli occhi della nostalgia per un cinema ruspante, fatto di pochi soldi e qualche idea, perdonandogli quasi tutto, o con quelli dell\u2019ammirazione per il coraggio di raccontare, nel 1987, di un lupo mannaro, con le terga costantemente e generosamente esposte, che sfida la camorra.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Questa s\u00ec, un\u2019idea sublime.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Questo senza ricordare che <em><span style=\"font-family: Arial;\">An American Werewolf in London<\/span><\/em> (<em><span style=\"font-family: Arial;\">Un lupo mannaro americano a Londra<\/span><\/em>), piccolo gioiello di John Landis, dista soli sei anni da questo (6). Che a Andolfi sia venuto in mente di fare un\u2019operazione simile? E le musiche di Rustichelli sono originali o sono riciclate da altra fonte, come \u00e8 lecito supporre?<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Qui il cinema di genere italiano lo si ama. Si amano Umberto Lenzi, Fernando Di Leo, Lucio Fulci, Stelvio Massi, Marino Girolami, Sergio Martino, Enzo G. Castellari, Nando Cicero e il suo cinema estremo, ma Andolfi \u00e8 un\u2019altra cosa. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Distantissimo dai nomi citati ma anche dai vari Andrea Bianchi, Mario Gariazzo, Bruno Mattei. Pi\u00f9 vicino al gusto estetico di Raniero Di Giovanbattista (alias Jonas Reiner), Salvatore Bugnatelli, Alberto Bevilacqua e Gianni Manera che a uno qualsiasi tra i nomi citati prima.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">E poco importa per le inesattezze, siamo generosi, tecniche, per la sceneggiatura colabrodo, per gli interpreti che non sanno cosa fare, per gli effetti sonori che sembrano registrati da \u201cL\u2019allegro chirurgo\u201d, per gli ambienti improbabili, per Gordon Mitchell che invoca Aborym con una gestualit\u00e0 da piazzista televisivo e un vistoso fuori sincrono a dimostrare che anche il doppiaggio segue il tono generale del film.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Pazienza per Aborym stesso, che sembra la sintesi tra un Gremlin e l\u2019Orsacchiotto nasone, per i costumi (con Madame Amnesia che appare in guepi\u00e8re rossa e nera trasparente e reggicalze bianco perch\u00e9 forse alla Upim il coordinato non era in saldo), per i dialoghi che farebbero venire i sudori freddi agli sceneggiatori di <em><span style=\"font-family: Arial;\">Le due bocche di Marina<\/span><\/em> e per il montaggio eseguito con la roncola.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">E pazienza anche per le lunghe scene dove non accade nulla e messe l\u00ec per raggiungere il metraggio o, \u00e8 lecito sospettarlo, per sostituire scene pi\u00f9 ardite forse presenti in altre versioni (7).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Noi lo si ama proprio per questo e, a giudicare dai commenti provenienti da tutto il mondo, non siamo i soli.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Roberto Rippa<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\n<p><strong><span style=\"font-size: 10pt; font-family: Arial;\">Note<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">(1) Che si tratti di un lupo mannaro \u00e8 intuibile dallo scarso pelo sparso sul corpo, dalle immagini di lupi che appaiono in sovraimpressione e dagli ululati che accompagnano le sue trasformazioni. Curioso che la metamorfosi avvenga non nelle notti di luna piena, come vuole la leggenda, bens\u00ec ogni notte allo scoccare della mezzanotte, come per una Cenerentola qualsiasi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">(2) Lo afferma lui stesso nel corso di un\u2019intervista realizzata da Gianluca Nicoletti nella trasmissione di Radio24 Melog, andata in onda il 29 maggio 2008.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">(3) La cugina avrebbe, secondo la sceneggiatura, parlato sempre di Marco alle amiche come di \u201cun bel ragazzo\u201d. Da qui la decisione della misteriosa amica Elena di spacciarsi per la cugina andandolo a ricevere in stazione. Come ne possa parlare in questi termini rimane un mistero, visto che i due personaggi chiariscono di non vedersi sin da quando erano bambini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">(4) Trasmissione citata nella nota 2.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">(5) 99 donne, a cura di Manlio Gomarasca e Davide Pulici, Media Word editore, 1999, pag. 74.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">(6) An American Werewolf in London (1981) conta sugli effetti speciali di Rick Baker, per i quali il film \u00e8 stato premiato con un Oscar.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">(7) Il film sub\u00ec un rimontaggio, da parte dello stesso Andolfi, con l\u2019aggiunta di scene di guerra, malattia e fame in Africa, e il suo titolo venne modificato in <em><span style=\"font-family: Tahoma;\">Talisman<\/span><\/em>. In questa versione, e con questo titolo, venne venduto, per 40\u2032000 Dollari, per la distribuzione in Giappone. Al momento non \u00e8 nota l\u2019esistenza di altre versioni.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\"> <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 14pt; font-family: Arial;\">Leggi lo <strong><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=3574\" target=\"_self\">SPECIALE<\/a> dedicato a &#8220;LA CROCE DALLE SETTE PIETRE&#8221;<\/strong><br \/>\ncomposto dai seguenti articoli:<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">&#8211; Lingua di Celluloide. Satana e Camorra cineparole di Ugo Perri<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">&#8211; L\u2019uomo lupo contro Gomorra di Roberto Rippa<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">&#8211; Le 6 sequenze chiave de <em>La croce dalle sette pietre<\/em> di Roberto Rippa<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">&#8211; Riassumendo MarcoAntonio Andolfi. Intervista a Marco Antonio Andolfi di Luca Ruocco<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial;\">&#8211; <em>Riecco Aborym<\/em>. Eddy Endolf\u00a0 \u00e8 tornato: Il tormento senza fine di un innocente dagli occhi verdi di Luca Ruocco<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale \u2013 numero10, dicembre 2008 (pag.18-19). download. ALTA qualit\u00e0 7.9mb | BASSA qualit\u00e0 3.0 | ANTEPRIMA L\u2019UOMO LUPO CONTRO GOMORRA. La croce dalle sette pietre di Marco Antonio Andolfi tra mito e realt\u00e0 di Roberto Rippa Esistono film che tutti conoscono per la loro fama senza per\u00f2 averli mai visti. 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