{"id":41037,"date":"2018-06-21T16:00:08","date_gmt":"2018-06-21T14:00:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037"},"modified":"2018-06-21T16:00:08","modified_gmt":"2018-06-21T14:00:08","slug":"continuavano-a-chiamarlo-atlas-ufo-robot-la-vera-storia-giapponese-della-nascita-di-goldrake","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037","title":{"rendered":"&#8230;continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot. La vera storia giapponese della \u00abnascita\u00bb di Goldrake"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-41054\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<blockquote><p><strong>&#8230;continuavano a chiamarlo<br \/>\nAtlas UFO Robot<br \/>\nLa vera storia giapponese della \u00abnascita\u00bb di Goldrake<\/strong><br \/>\na cura di Mario Verger<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00ab<em>L&#8217;\u00e9l\u00e9gance, la superbe de Goldorak sont les symboles du samoura\u00ef que le Nippon a toujours tent\u00e9 d&#8217;imposer au monde occidental.\u00bb<br \/>\n<\/em>&#8211; Jacques Canestrier, Antenne 2<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_41056\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41056\" class=\"size-full wp-image-41056\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0-300x138.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0-768x354.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0-436x201.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41056\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Kore ga UFO da! Soratobu Enban \u2013 Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>Lo scorso anno venni contattato dal celebre sociologo Marco Pellitteri \u2013 gi\u00e0 Honorary Research Fellow alla London Metropolitan University di Londra \u2013, grande esperto di <em>anime<\/em> giapponesi, che da diversi anni risiede proprio in Giappone dove svolge attivit\u00e0 di Postdoctoral Researcher presso la prestigiosa Kobe University.<br \/>\nPellitteri, conosciuto una ventina di anni fa ai tempi della prima edizione del suo <em>Mazinga Nostalgia<\/em> e di alcuni miei film d&#8217;animazione d&#8217;attualit\u00e0 per la Rai presentati ai Festival diretti da Luca Raffaelli, dopo aver scritto molti testi e saggi sugli <em>anime<\/em> e non, era rimasto affascinato da un <a href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=13517\">lunghissimo ed esauriente articolo<\/a> che redassi per Rapporto Confidenziale in merito all&#8217;arte e all&#8217;opera del grande animatore giapponese Kazuo Nakamura.<br \/>\nNonostante in questi anni mi sia occupato principalmente di Storia del cinema di animazione italiano, il dott. Pellitteri mi propose se volessi occuparmi di uno fra i capitoli pi\u00f9 difficili di una nuova edizione, che stava preparando in gran segreto, del suo Best-Seller <em>Mazinga Nostalgia<\/em> per il 40\u00b0 anniversario della prima uscita italiana di Goldrake.<\/p>\n<p>Il capitolo, uno dei pi\u00f9 rappresentativi di quegli anni, doveva essere incentrato nel discernere dai vari stili, non tanto dei &#8220;registi&#8221; coi quali erano ufficialmente assegnate le puntate ma, soprattutto, i &#8220;direttori dell&#8217;animazioni&#8221; che contraddistinguevano i vari episodi; non un lavoro sul genere quanto sullo stile personale e le caratterizzazioni psicologiche ad esso relative.<br \/>\nAd esso, nel corso di un anno, sono susseguite varie modifiche e revisioni, soprattutto anche con gli altri studiosi-colleghi, onde evitare il ripetersi di notizie e osservazioni scritte in tempi e da persone differenziate, per un volume a dir poco &#8220;unico&#8221;, uscito da poco in tutte le librerie italiane.<br \/>\nAvendo spesso contatti tramite webcam, segnalai inoltre a Marco Pellitteri l&#8217;esistenza di un cortometraggio sugli UFO, uscito di straforo in Italia e passato del tutto inosservato nel 1978, con i vari modellini venduti nei negozi di giocattoli assieme a Goldrake e Gloizer X per tutta la fine degli anni &#8217;70.<\/p>\n<div id=\"attachment_41059\" style=\"width: 389px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41059\" class=\"size-full wp-image-41059\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/1.jpg\" alt=\"\" width=\"379\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/1.jpg 379w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/1-227x300.jpg 227w\" sizes=\"auto, (max-width: 379px) 100vw, 379px\" \/><p id=\"caption-attachment-41059\" class=\"wp-caption-text\">Paris Match n. 1547, 19 gennaio 1979)<\/p><\/div>\n<p>Si trattava di <strong>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/strong>, un cortometraggio d&#8217;animazione della Toei Animation che sin da subito, dal mio occhio d&#8217;artista, non poteva che essere il precursore di <em>Ufo Robot Grendizer<\/em>, tant&#8217;\u00e8 che esso fu prodotto pochi mesi prima del pilota della serie e praticamente passato inosservato da tutti gli studiosi degli <em>anime<\/em>.<br \/>\nPellitteri ne rimase interessato e, dopo avergli passato le pochissime notizie in giapponese, mi disse d&#8217;averlo inserito nel suo libro di prossima pubblicazione.<br \/>\nMa, quando egli invi\u00f2 a me e altri, la prima stesura di <em>Mazinga Nostalgia<\/em>, mi accorsi che il cortometraggio UFO non era stato citato.<br \/>\nMarco Pellitteri mi spieg\u00f2 d&#8217;averlo inserito in un altro libro, meno divulgativo e pi\u00f9 specialistico, che stava scrivendo in collaborazione con Francesco Giacomantonio, intitolato, <em>SHOOTING STAR. Sociologia mediatica e sociologia politica di<\/em> Atlas Ufo Robot, una lettura filosofica-sociologica e politica applicata al linguaggio degli <em>anime<\/em> giapponesi, la quale si avvale della prestigiosa prefazione dell&#8217;antropologa Saya S. Shiraishi, professore emerito alla prestigiosa Universit\u00e0 di Tokyo. Un libro veramente eccezionale che ripercorre la storia del Giappone e del mondo, dall&#8217;antichit\u00e0 alla seconda guerra mondiale, dall&#8217;America al boom economico, alla situazione politica degli anni &#8217;70 in Italia.<br \/>\nLe annotazioni talvolta sono pi\u00f9 uniche che rare, e si nutre, tra l&#8217;altro, di due interviste esclusive: una al famoso regista della Toei Animation Tomoharu Katsumata e un&#8217;altra al celebre compositore Shunsuke Kikuchi; non ultima un&#8217;intervista a Go Nagai, ricordando il primo grande successo del 1971 del celebrae mangaka, <em>Mao Dante<\/em>, ispirato alle incisioni dell&#8217;<em>Inferno<\/em> di Gustavo Dor\u00e9 della Divina Commedia; un grottesco fumetto dell&#8217;horror che preluder\u00e0 al successivo <em>Devilman<\/em>.<br \/>\nPellitteri, alla p. 55, scrive, \u00ab<em>Gli eroi nagaiani non attaccano quasi mai per offesa ma solo per difesa e a malincuore, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 altro modo per sopravvivere. Una sorta di rivendicazione, nella finzione, nei confronti della smilitarizzazione e, prima, dell&#8217;attacco nucleare subiti nel 1945. \u00c8 ben possibile che questo rancore si manifesti nelle esplosioni con cui terminano le battaglie fra il robot e il suo avversario: un fungo simil-atomico avvolge la caduta del nemico di turno e suggella la vittoria giapponese. Moltiplicata per<\/em> n, <em>questa conflagrazione rituale ha assunto, forse, un valore catartico a uso e consumo degli autori di anime, figli di Hiroshima e Nagasaki<\/em>\u00bb.<br \/>\nPersonalmente mi ha incuriosito la domanda che Pellitteri pose al sig. Katsumata, il quale, perplesso, non ricordava chi realizz\u00f2 l&#8217;idea delle esplosioni fungiformi.<br \/>\nMi permetto di soddisfare io stesso il quesito del sociologo: Kazuo Nakamura. Esse sono presenti in pi\u00f9 serie e con variazioni di cicli, da <em>Mazinga Z<\/em> a <em>Jeeg Robot<\/em>: sono animazioni su <em>cells<\/em> ad aerografo, spesso riciclate con varianti, presenti in varie serie Toei e talvolta Sunrise, ed esse appartengono al suo creatore titolare della Nakamura Pro, appaltatrice della Dynamic Plannyng.<br \/>\nNell&#8217;articolo che segue, notevole importanza sar\u00e0 data, oltre ai nomi di Kazuo Komatsubara e Shingo Araki, anche a quello di Kazuo Nakamura, presente alla Toei Animation sin dal 1961 al fianco di Yugo Serikawa ed in seguito alla Mushi con Osamu Tezuka, avendo in seguito realizzato per la Toei Animation gran parte delle sigle animate, serie e mediometraggi ed animazioni tra le pi\u00f9 complicate senza esser stato mai accreditato nei titoli per il suo carattere difficile e ribelle.<br \/>\nQuesta \u00e8 l&#8217;unica foto che ritrae Kazuo Nakamura (a destra) una sera del 1996 a cena con Roberto Ferrari (a sinistra), il giovane animatore italiano dall&#8217;insuperato talento, assunto alla Tatsunoko e diventato un Maestro di calibro internazionale; egli \u00e8 attualmente capo character designer di <em>Final Fantasy<\/em>.<\/p>\n<div id=\"attachment_41060\" style=\"width: 758px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41060\" class=\"size-full wp-image-41060\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/2.jpg\" alt=\"\" width=\"748\" height=\"537\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/2.jpg 748w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/2-300x215.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/2-436x313.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 748px) 100vw, 748px\" \/><p id=\"caption-attachment-41060\" class=\"wp-caption-text\">Kazuo Nakamura con l&#8217;animatore italiano Roberto Ferrari, attualmente character designer della Square-Enix \u00a9 per gentile concessione di Roberto Ferrari<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41061\" style=\"width: 250px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41061\" class=\"size-full wp-image-41061\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/3.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"339\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/3.jpg 240w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/3-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 240px) 100vw, 240px\" \/><p id=\"caption-attachment-41061\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41062\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41062\" class=\"size-full wp-image-41062\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/4.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/4.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/4-300x133.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/4-768x341.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/4-436x193.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41062\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41063\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41063\" class=\"size-full wp-image-41063\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/5.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/5.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/5-300x133.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/5-768x341.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/5-436x193.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41063\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41064\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41064\" class=\"size-full wp-image-41064\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/6.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/6.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/6-300x133.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/6-768x341.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/6-436x193.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41064\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41065\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41065\" class=\"size-full wp-image-41065\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/7.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/7.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/7-300x133.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/7-768x341.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/7-436x193.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41065\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p>Tornando al cortometraggio del 1975, <em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em>, Pellitteri mi rifer\u00ec d&#8217;averlo citato ma d&#8217;averlo messo &#8220;solo&#8221; in nota:<br \/>\ninfatti, nel Capitolo 1, <em>Creazione e popolarit\u00e0 di Goldrake<\/em> in Giappone, nel <em>I.1 paragrafo La genesi e gli autori<\/em>, Pellitteri, all&#8217;interno dei due capoversi principali, a fine capitolo rimanda a una nota 6 pubblicata alla pag. 36, la quale specifica:<br \/>\n\u00ab<em>\u00c8 importante segnalare, almeno in nota, che la Toei prepar\u00f2 il lancio di<\/em> Uchu enban daisenso <em>in modo assai intelligente a livello di &#8220;marketing&#8221;, considerato che si trattava di un concetto alquanto nuovo nella fantascienza giapponese a disegni animati. Infatti, prima di quel film pilota e proprio per creare aspettativa su di esso, produsse e lanci\u00f2 in televisione, nello stesso anno (per la precisione, la trasmissione avvenne il 21 marzo 1975), un<\/em> mokumentary, <em>cio\u00e9 un documentario contenente un misto di notizie documentate e speculazioni fantasiose, incentrato sulla mania degli UFO. Il finto documentario (o &#8220;semi-documentario&#8221;) \u00e8 in forma animata, della durata di 16 minuti, e si intitola<\/em> Kore ga UFO da! Soratobu Enban <em>(&#8216;Questo \u00e8 un UFO! I dischi volanti&#8217;); diretto da Kazuhiyo Shigeno e con la sceneggiatura di Masaki Tsuji, \u00e8 un condensato delle trivialit\u00e0 sugli UFO di quegli anni ma \u00e8 anche ricco di notizie giornalistiche sugli avvistamenti degli oggetti volanti non identificati dai tempi della Seconda guerra mondiale fino al 1974<\/em>\u00bb (pag. 36).<br \/>\nNel medesimo articolo seguir\u00e0 una lunga ed esauriente ricostruzione del periodo dei decenni &#8217;60 e &#8217;70, con l&#8217;uscita dei primi lungometraggi Toei passati nei cinema in sordina coi credits alterati per questioni di distribuzione internazionale, soprattutto a merito del produttore Scino Glam che in seguito import\u00f2 i mediometraggi rimontati in film quali, <em>Mazinga contro gli Ufo Robot<\/em>. Mi \u00e8 stato molto d&#8217;aiuto l&#8217;amico esperto e fondatore di TV-Pedia Dario Muras, che ha fra l&#8217;altro pubblicato le ristampe in vinile dei vari 45 giri e cd musicali delle sigle originali giapponesi, e che \u00e8 stato recentemente chiamato dalla Dynamic come consulente per aver trovato alla Rai la versione italiana 35 mm del primo lungometraggio della Toei Animation, <em>Il Serpente Bianco<\/em>.<\/p>\n<div id=\"attachment_41066\" style=\"width: 378px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41066\" class=\"size-full wp-image-41066\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/8.jpg\" alt=\"\" width=\"368\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/8.jpg 368w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/8-221x300.jpg 221w\" sizes=\"auto, (max-width: 368px) 100vw, 368px\" \/><p id=\"caption-attachment-41066\" class=\"wp-caption-text\">\u00abGoldorak=Amin Dada=Hitler=Fascisme\u00bb<\/p><\/div>\n<p>Inoltre Luca Raffaelli mi ha segnalato l&#8217;uscita di un nuovo libro, intitolato, <em>C&#8217;era una volta Goldrake<\/em>, dello studioso varesino Massimo Nicora.<br \/>\nScrittore di altri testi sugli <em>anime<\/em>, quarantenne ex sindaco di Cazzago Brabbia ed omonimo del compianto Card. Attilio Nicora, porporato lombardo inventore dell&#8217;otto per mille, Massimo Nicora \u00e8 stato assieme a Marco Pellitteri &#8220;elogiato&#8221; sulle pagine del quotidiano comunista <em>Il Manifesto<\/em>.<br \/>\nMassimo Nicora, conosciuto solo recentemente, si \u00e8 dimostrato con me gentilissimo e prodigo di informazioni da lui conquistate in anni di passione e fatica per colmare alcune mie lacune sull&#8217;\u00ab<em>Affaire-Goldrake<\/em>\u00bb.<br \/>\nIl merito del nuovo libro su Goldrake di Nicora \u00e8 stato soprattutto di far luce sugli antecedenti d&#8217;oltrealpe, gi\u00e0 accennati negli ultimi libri di Pellitteri, che portarono all&#8217;acquisto della serie <em>Atlas Ufo Robot<\/em> da parte della Rai-TV.<br \/>\nFino a un decennio fa ci si era fermati al Mifed di Milano con le dichiarazioni dei funzionari Rai Nicoletta Artom e Sergio Trinchero; cosa che non spiegava il perch\u00e9 la traduzione italiana dei nomi era ripresa dalla versione francese, anche se trasmessa su Antenne 2 tre mesi dopo.<br \/>\nSempre nel libro di Nicora viene finalmente svelato il mistero del nome \u00abAtlas\u00bb, ricavato dai dialoghisti e funzionari italiani dalle brochures pubblicitarie francesi.<\/p>\n<p>La consulente Rai per la TV dei ragazzi Nicoletta Artom fu ufficialmente in Italia la scopritrice di Goldrake.<br \/>\nUn aneddoto su come avvenne la scoperta che rivoluzion\u00f2 i programmi per ragazzi della Rai TV \u00e8 riportato nel libro <em>Vita col fumetto<\/em>, oggi introvabile, di Sergio Trinchero:<br \/>\n\u00ab<em>Sergio, ho visto dei cartoni animati giapponesi\u2026 incredibili\u2026 una cosa nuovissima\u2026 mai vista\u2026 non si pu\u00f2 dire nemmeno che siano di fantascienza! \u00c8 un mondo di robot, pilotati da esseri umani. Che si trasformano. Volano. Uomini che diventano macchine\u2026 si dividono in due\u2026<\/em>\u00a0[\u2026]\u00a0<em>Mi mostra in moviola un episodio di questi Atlas Ufo-Robot e devo dire che resto impressionato dalla suspense che i giapponesi riescono a suscitare con mezzi tutto sommato modesti: truka, montaggio e animazione parziale<\/em>\u00a0[\u2026]\u00a0<em>Una pagina nuova del cartoon di consumo. Do senz\u2019altro la mia approvazione ad inserirli nel nuovo ciclo di \u201cBuonasera con\u201d. I funzionari\u00a0[RAI]\u00a0invece restano ancora scettici. Non sanno che fatturato li aspetta con Mazinga &amp; Co.<\/em>\u00bb.<br \/>\nCos\u00ec ci viene raccontata dalle memorie di Sergio Trinchero la scoperta di Goldrake da parte di Nicoletta Artom, recentemente scomparsa, entrambi all&#8217;epoca capi struttura Rai dei programmi per ragazzi, al mercato del Mifed di Milano.<br \/>\nPubblichiamo una vignetta tratta dal sito <em>C&#8217;era una volta Goldrake<\/em> scovata in un vecchio <em>TV Radiocorriere<\/em> (n. 16 aprile 1973, p. 102), nella quale non viene specificato che l&#8217;autore \u00e8 lo stesso disegnatore argentino Roberto Galve autoraffiguratosi assieme a Nicoletta Artom mentre conducevano la trasmissione Rai <em>Gli eroi di cartone<\/em>.<\/p>\n<div id=\"attachment_41067\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41067\" class=\"size-full wp-image-41067\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/9.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"558\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/9.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/9-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/9-768x548.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/9-436x311.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41067\" class=\"wp-caption-text\">Nicoletta Artom e Roberto Galve visti da Roberto Galve nel 1973 \u00a9 Radiocorriere TV<\/p><\/div>\n<p>Massimo Nicora, dopo moltissimi anni \u00e8 stato il primo in assoluto a scrivere un trattato su Goldrake, riuscendo a scoprire notizie sinora inedite in Italia come la precisa ricostruzione dell&#8217;acquisto di <em>Atlas Ufo Robot<\/em> da parte di Jacques Canestrier, consulente di Antenne 2, che ne rilever\u00e0 i diritti per l&#8217;Europa e fondatore della Pictural Films per la diffusione televisiva delle sue serie; e soprattutto di Bruno Ren\u00e9 Huchez, inizialmente assistente di Takao Matsumoto vice presidente della societ\u00e0 Marubeni, rappresentante per la Toei Doga in Francia, e in seguito direttore della Eole Financi\u00e9re con la licenza<br \/>\ndi vari <em>anime<\/em> ed i relativi intrecci che ne sono seguiti per l&#8217;\u00abesclusiva\u00bb di Goldrake.<\/p>\n<div id=\"attachment_41068\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41068\" class=\"size-full wp-image-41068\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/10.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"502\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/10.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/10-300x193.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/10-768x493.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/10-436x280.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41068\" class=\"wp-caption-text\">Bruno-Ren\u00e9 Huchez &amp; Jacques Canestrier<\/p><\/div>\n<p>Bruno Ren\u00e9 Huchez ha scritto anche un libro di memorie su quella che \u00e8 stata la sua fortuna, intitolato, <em>Il \u00e9tait une fois&#8230; GOLDORAK<\/em>.<br \/>\nIl titolo tradotto nella nostra lingua pi\u00f9 o meno \u00e8 <em>C&#8217;era una volta Goldrake<\/em>, ed \u00e8 a questo a cui Massimo Nicora fa inequivocabilmente riferimento come fonte d&#8217;ispirazione, senz&#8217;altro corroborata da una marea di osservazioni interessanti ed interviste inedite.<br \/>\nNell&#8217;articolo che segue si accenner\u00e0 <em>en passant<\/em> alle varie polemiche che seguirono la prima uscita in Italia di <em>Ufo Robot<\/em> e <em>Heidi<\/em> riguardo alla fenomenologia degli <em>anime<\/em>, anche citando gli interventi di intellettuali &#8220;pro&#8221; e &#8220;contro&#8221; Goldrake come Gianni Rodari e Silverio Corvisieri.<br \/>\nSegue, dopo una lunga analisi, una panoramica dei primi <em>anime<\/em> programmati sulle neonate TV private, con l&#8217;importazione di moltissimi modellini dalle scatole piene di incomprensibili ideogrammi venduti nei negozi di giocattoli di tutta Italia alla fine degli anni &#8217;70. Molte serie che gli appassionati credono oggi esser approdate agli inizi dell&#8221;80 erano gi\u00e0 state trasmesse, di straforo e non anche con episodi pilota, nel decennio precedente.<\/p>\n<div id=\"attachment_41069\" style=\"width: 404px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41069\" class=\"size-full wp-image-41069\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/11.jpg\" alt=\"\" width=\"394\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/11.jpg 394w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/11-236x300.jpg 236w\" sizes=\"auto, (max-width: 394px) 100vw, 394px\" \/><p id=\"caption-attachment-41069\" class=\"wp-caption-text\"><em>Ufo Robot Grendizer<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41070\" style=\"width: 673px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41070\" class=\"size-full wp-image-41070\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/12.jpg\" alt=\"\" width=\"663\" height=\"667\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/12.jpg 663w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/12-298x300.jpg 298w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/12-436x439.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 663px) 100vw, 663px\" \/><p id=\"caption-attachment-41070\" class=\"wp-caption-text\">Il Presidente della Toei Doga Chiaki Imada<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il cortometraggio della Toei Animation Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/strong><br \/>\n<strong>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/strong>, fu prodotto dall&#8217;allora \u00abGeneral Director?\u00bb della Toei Doga, Chiaki Imada (Tomonori Imada)[1], che lo vide anche come \u00abExecutive Producer\u00bb del progetto del film animato. Il \u00abDirector\u00bb era Kazukiyo Shigeno, gi\u00e0 regista di varie serie Toei inedite in Italia, fra le quali, <em>Apache yakyugun<\/em> (1971-72), improntata da Keisuke Morishita (il character designer di <em>Mazinga Z<\/em> e <em>Il Grande Mazinger<\/em>), e la pi\u00f9 recente, incentrata sulle avventure di una provocante cyborg <em>Kyute\u00ee Han\u00ee<\/em> (1973-74), su soggetto originale di Go Nagai; il \u00abVice Director\u00bb era Kazumi Fukushima[2], il quale nei due decenni successivi lavor\u00f2 a serie televisive francesi e special animati americani. Lo \u00abScenario?\u00bb venne affidato al veterano Toei Masaki Tsuji, gi\u00e0 sceneggiatore dal 1963 alla Mushi dai tempi di <em>Tetsuwan Atom<\/em> e del lungometraggio <em>Jungle Taitei<\/em> di Osamu Tezuka, e di varie serie Toei della seconda met\u00e0 degli anni &#8217;60, fra cui <em>Tiger Mask<\/em> (1969), tanto che il produttore Hiroshi Ikeda lo chiam\u00f2 a firmare assieme la sceneggiatura del film <em>Sora Tobu Yureisen<\/em> (1969), e, successivamente, le serie di <em>Devilman<\/em> (1972) e del suindicato <em>Cutie Honey<\/em>. Il \u00abPlanning\u00bb fu affidato a Ken Ariga e Yoshifumi Hatano [3], due esperti che si occuparono della progettazione animata del film, i quali gi\u00e0 avevano ricoperto gli stessi ruoli nel precedente mediometraggio animato sui robot di Nagai, <em>Mazinga Z contro il Generale Nero<\/em> (<em>Majing\u00e2 Zetto tai Ankoku Daish\u00f4gun<\/em>, 1974) [4], diretto da Nobutaka Nishizawa e animato, tra gli altri, da Keisuke Morishita, Kazuo Komatsubara e Kazuo Nakamura.<br \/>\nL&#8217;\u00abAnimation Supervision\u00bb venne affidata allo scrittore Hiroshi Nanshan [5], all&#8217;epoca esperto di fenomeni paranormali in Giappone, che forn\u00ec i dati per la ricostruzione degli oggetti volanti non identificati all&#8217;interno del cortometraggio.<br \/>\nL&#8217;\u00abAnimation Director?\u00bb era Sadayoshi Tominaga, un regista che aveva lasciato da tempo la A-Productions, il quale entrato nello staff prescelto da Nagai della Dynamic Planning, divenne uno dei principali direttori dell&#8217;animazione di varie serie Toei, da <em>Getter Robot<\/em> a <em>Jeeg Robot<\/em>, fino a dirigere per la Tokyo Movie Shinsha diversi movies sul gattone di Fujiko F. Fujio, <em>Doraemon<\/em>.<br \/>\nL&#8217;\u00abEditing?\u00bb lo fece Yasuo Iseki, che cur\u00f2 anche il montaggio del successivo <em>Uchu enban daisenso<\/em> (1975), il &#8220;pilota&#8221; di Goldrake, e nel 1977 l&#8217;<em>Anime<\/em> movie <em>Wakusei Robo Danguard A tai Konchu Robot Gundan<\/em>, diretto da Masayuki Akehi e animato da Kazuo Nakamura.<br \/>\nIl \u00abDirector of Photography?\u00bb era Toru Owada, un esperto della Verticale Cinematografica dai tempi della Tokyo Animation Film, che gi\u00e0 aveva partecipato come operatore cinematografico alla Camera della prima serie del 1971 de <em>Le avventure di Lupin III<\/em> (<em>Rupan Sansei<\/em>) diretta da Yasuo Otsuka assieme a Hayao Miyazaki e Isao Takahata.<br \/>\nIl \u00abMusic Department\u00bb era diretto da Shigeru Miyashita, che aveva gi\u00e0 selezionato i <em>Theme Songs<\/em> per i mediometraggi animati di Go Nagai; mentre il \u00abSound Department?\u00bb venne eseguito presso la TAVAC Co. Ltd [6] (acronimo di: Toei Audio Visual Art Center), diretto dall&#8217;Ingegnere Capo del Suono Hiromi Kanbara, una veterana che aveva gi\u00e0 curato l&#8217;edizione sonora di vari lungometraggi della Toei Animation [7], e del successivo Special animato <em>Majing\u00e2 Zetto tai Debiruman<\/em> (1973), uscito nelle sale italiane nel 1978 all&#8217;interno del film di montaggio <em>Mazinga contro gli Ufo Robot<\/em>.<br \/>\nIl \u00abNarrator\u00bb era di Keiichi Noda [8] (pseudonimo di Seiji Yamane), affermato doppiatore delle serie Toeigi\u00e0 dagli anni &#8217;60.<br \/>\nLe voci degli altri personaggi risultano affidate a due celebri attori giapponesi, Katsuji Mori e Osamu Kato (Agente di polizia del caso Mantell; Capitano Lawrence dell&#8217;incidente dell&#8217;elicottero); e, nel cast, altri famosi doppiatori degli <em>anime<\/em>, quali, Shunji Yamada (Kenneth Arnold, Barney Hill), Koro Mori (Capitano Mantell), Chiyoko Kawashima (Betty Hill).<\/p>\n<div id=\"attachment_41071\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41071\" class=\"size-full wp-image-41071\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/13.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"482\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/13.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/13-300x185.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/13-768x473.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/13-436x269.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41071\" class=\"wp-caption-text\"><em>Apache yakyugun<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41072\" style=\"width: 1052px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41072\" class=\"size-full wp-image-41072\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/14.jpg\" alt=\"\" width=\"1042\" height=\"670\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/14.jpg 1042w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/14-300x193.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/14-768x494.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/14-1024x658.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/14-436x280.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 1042px) 100vw, 1042px\" \/><p id=\"caption-attachment-41072\" class=\"wp-caption-text\"><em>Ky\u00fbte\u00ee Han\u00ee \u2013 Cutie Honey<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41073\" style=\"width: 290px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41073\" class=\"size-full wp-image-41073\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/15.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/15.jpg 280w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/15-168x300.jpg 168w\" sizes=\"auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px\" \/><p id=\"caption-attachment-41073\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kamen Raida Amazon<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>La presentazione del cortometraggio UFO al Toei Manga Festival il 21 marzo 1975<\/strong><br \/>\nIl film d&#8217;animazione di 16 minuti venne proiettato in prima visione il 21 marzo 1975 al Toei Manga Festival, assieme all&#8217;anteprima di altre produzioni, quali: il lungometraggio <em>Andersen Dowa Ningyo Hime<\/em> (<em>La Sirenetta, la pi\u00f9 bella favola di Andersen<\/em>, 1975) [9], per la regia di Tomoharu Katsumata e il character design improntato da Shingo Araki; <em>Great Mazinger vs. Getter Robo<\/em> (<em>Gureto Majinga tai Getta Robo<\/em>, 1975) [10], un mediometraggio animato diretto da Masayuki Akehi, con la direzione dell&#8217;animazione di Kazuo Komatsubara aiutato da Kazuo Nakamura; Special al quale parteciparono i medesimi animatori del successivo cortometraggio sugli UFO; la presentazione della quarta della serie <em>Kamen Rider Amazon<\/em>; <em>Ganbare!! Robocon<\/em>, una famosissima serie televisiva Tokusatsu\u00a0in live-action della Toei Animation, mai importata in Italia, entrambe ideate da Shotaro Ishinomori; e la nuova fortunata serie di Shingo Araki, <em>Majokko Megu-chan<\/em> (<em>Bia, la sfida della magia<\/em>, 1974), diretta dal veterano Yugo Serikawa.<\/p>\n<div id=\"attachment_41074\" style=\"width: 353px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41074\" class=\"size-full wp-image-41074\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/16.jpg\" alt=\"\" width=\"343\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/16.jpg 343w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/16-206x300.jpg 206w\" sizes=\"auto, (max-width: 343px) 100vw, 343px\" \/><p id=\"caption-attachment-41074\" class=\"wp-caption-text\"><em>Toei Manga Festival<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>Kore ga UFO da! Soratobu Enban: l&#8217;antenato di Goldrake<\/strong><br \/>\n<strong>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/strong> (<em>???UFO?! ?????<\/em>, 1975), \u00e8 conosciuto con le seguenti varianti: <em>That is an UFO! The Flying Saucer<\/em> e <em>Get That Flying Saucer<\/em>.<br \/>\nFacendo un ricognizione in internet, del cortometraggio non vi \u00e8 traccia se non in pochi siti che ripresero i credits e il sunto della trama, fuorch\u00e9 su Wikipedia Japan.<br \/>\nSu un sito italiano, invece, Imago Recensio [11], di un certo appassionato che si cela dietro lo pseudonimo di Stengo, ho trovato una accuratissima analisi sul cortometraggio <strong>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/strong>, che usc\u00ec in Italia soltanto nel 2002 col titolo <em>Questo \u00e8 un UFO! I dischi volanti<\/em>, incluso nella confezione DVD <em>Go Nagai Super Robot Movie Collection<\/em>; analisi nella quale l&#8217;esperto milanese (si dice sia un operaio plastico di Milano Sud con la passione per il Giappone) cita il film d&#8217;animazione giapponese <strong>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/strong> facendo i paralleli con un libro pubblicato negli Usa nel 1975, <em>Visitors from Outer Space<\/em>, scritto da Roy Stemman e tradotto in italiano l&#8217;anno dopo per Rizzoli col titolo <em>Contatti con gli extraterrestri<\/em>, scrivendo:<br \/>\n\u00ab<em>I punti di contatto tra il cortometraggio della Toei ed il libro americano sono tre, per\u00f2 nei 16 minuti del cartone in totale sono raccontati solo sette eventi<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Il cortometraggio animato <strong>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/strong> conteneva:<\/p>\n<p><strong>Il primo avvistamento UFO avvenuto nel 1948 nel Kentucky, con la tragedia del pilota militare dell&#8217;United States Air Force Thomas Mantell.<\/strong><br \/>\n\u00ab<em>Guarda caso il primo avvistamento raccontato dagli sceneggiatori nipponici \u00e8 il medesimo del primo del libro statunitense, avvenuto il 7 gennaio 1948 nel Kentucky, che vide come tragico protagonista il pilota militare, eroe di guerra, Thomas Mantell<\/em>\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_41075\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41075\" class=\"size-full wp-image-41075\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/17.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"371\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/17.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/17-300x142.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/17-768x364.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/17-436x207.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41075\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41076\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41076\" class=\"size-full wp-image-41076\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/18.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/18.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/18-300x140.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/18-768x359.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/18-436x204.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41076\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41077\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41077\" class=\"size-full wp-image-41077\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/19.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/19.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/19-300x144.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/19-768x368.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/19-436x209.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41077\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>Il secondo avvistamento del 1947 con il pilota civile Kenneth Arnold nello stato di Washington che not\u00f2 la formazione di un disco volante durante un incidente di volo.<\/strong><br \/>\n\u00ab<em>Anche il secondo avvistamento raccontato nel &#8220;documentario&#8221; Toei corrisponde al secondo avvistamento del libro americano. Il protagonista \u00e8 il pilota civile Kenneth Arnold, e si svolge un anno prima di quello di Mantell, il 24 giungo 1947 nello stato di Washington<\/em> [\u2026] <em>Da notare che, come nel libro made in Usa, anche il cartone nipponico evidenzia che fu con l&#8217;avvistamento di Kenneth Arnold che si inizi\u00f2 a chiamare i mezzi degli alieni con i nomi che usiamo ancora oggi<\/em>\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_41078\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41078\" class=\"size-full wp-image-41078\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/20.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/20.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/20-300x147.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/20-768x377.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/20-436x214.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41078\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41079\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41079\" class=\"size-full wp-image-41079\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/21.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"377\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/21.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/21-300x145.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/21-768x370.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/21-436x210.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41079\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41080\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41080\" class=\"size-full wp-image-41080\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/22.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/22.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/22-300x147.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/22-768x375.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/22-436x213.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41080\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>Etimologia di &#8220;Flying Saucer&#8221; (disco volante). La testimonianza del numero di avvistamenti di dischi volanti, con foto di presentazione ed esempi di tipi di UFO, missili e la nave madre.<\/strong><br \/>\n\u00ab<em>Gli avvistamenti giapponesi sono assai particolari, una foto direi che fu scattata da un turista con gli occhi a mandorla alle Hawaii: aloa!<\/em> [\u2026] <em>Il cortometraggio Toei si spinge pi\u00f9 in l\u00e0, come il libro Usa, ipotizzando la struttura interna degli UFO. In questo contesto la voce del narratore \u00e8 unica<\/em>\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_41081\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41081\" class=\"size-full wp-image-41081\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/23.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/23.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/23-300x145.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/23-768x372.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/23-436x211.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41081\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41082\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41082\" class=\"size-full wp-image-41082\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/24.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/24.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/24-300x140.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/24-768x358.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/24-436x204.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41082\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41083\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41083\" class=\"size-full wp-image-41083\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/25.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"374\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/25.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/25-300x143.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/25-768x367.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/25-436x209.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41083\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>Il terzo avvistamento, il pi\u00f9 famoso, vide nel 1961 il rapimento da parte degli alieni dei coniugi Barney e Betty Hill.<\/strong><br \/>\n\u00ab<em>Il terzo ed ultimo avvistamento, direi il pi\u00f9 pauroso, che il cartone ed il libro hanno in comune \u00e8 quello che vide protagonisti Betty e Barney Hill il 19 settembre 1961. Betty e Barney?! Wilma e Fred no? O_o<\/em>\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_41084\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41084\" class=\"size-full wp-image-41084\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/26.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/26.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/26-300x147.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/26-768x377.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/26-436x214.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41084\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41085\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41085\" class=\"size-full wp-image-41085\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/27.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/27.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/27-300x148.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/27-768x378.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/27-436x215.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41085\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41086\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41086\" class=\"size-full wp-image-41086\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/28.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/28.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/28-300x144.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/28-768x368.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/28-436x209.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41086\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-41087\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/29.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/29.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/29-300x148.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/29-768x378.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/29-436x215.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><\/p>\n<div id=\"attachment_41088\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41088\" class=\"size-full wp-image-41088\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/30.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/30.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/30-300x152.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/30-768x390.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/30-436x221.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41088\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41089\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41089\" class=\"size-full wp-image-41089\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/32.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"381\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/32.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/32-300x146.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/32-768x374.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/32-436x212.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41089\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41090\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41090\" class=\"size-full wp-image-41090\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/33.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"397\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/33.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/33-300x152.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/33-768x390.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/33-436x221.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41090\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41091\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41091\" class=\"size-full wp-image-41091\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/34.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"385\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/34.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/34-300x148.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/34-768x378.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/34-436x215.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41091\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41092\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41092\" class=\"size-full wp-image-41092\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/35.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"394\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/35.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/35-300x151.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/35-768x387.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/35-436x220.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41092\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>Esempi per introdurre il murale con gli &#8220;alieni che avevano visitato la Terra dai tempi antichi&#8221;.<br \/>\nSpiegazioni dell&#8217;antica teoria astronauta.<br \/>\nAntiche figure di creta Shader,\u00a0Utsurobune, Foo Fighters.<\/strong><br \/>\n\u00ab<em>Il documentario prosegue col raccontare come gli UFO potrebbero essere arrivati sulla Terra in epoche passate, stessa cosa che fa il libro, pur con altri esempi.<\/em> [\u2026] <em>Non c&#8217;\u00e8 dubbio che la statuina sia identica alla Bandok di Zambot 3, prova inconfutabile!<\/em>\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_41093\" style=\"width: 730px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41093\" class=\"size-full wp-image-41093\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/36.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/36.jpg 720w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/36-300x145.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/36-436x211.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><p id=\"caption-attachment-41093\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41094\" style=\"width: 730px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41094\" class=\"size-full wp-image-41094\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/37.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"343\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/37.jpg 720w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/37-300x143.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/37-436x208.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><p id=\"caption-attachment-41094\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41095\" style=\"width: 730px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41095\" class=\"size-full wp-image-41095\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/38.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"355\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/38.jpg 720w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/38-300x148.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/38-436x215.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><p id=\"caption-attachment-41095\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41096\" style=\"width: 722px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41096\" class=\"size-full wp-image-41096\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/39.jpg\" alt=\"\" width=\"712\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/39.jpg 712w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/39-300x146.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/39-436x212.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 712px) 100vw, 712px\" \/><p id=\"caption-attachment-41096\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>Il quarto ed ultimo riguardava l&#8217;incidente del 1974 dell&#8217;elicottero militare guidato dal Capitano Lawrence vicino al disco volante.<\/strong><br \/>\n\u00ab<em>L&#8217;ultimo episodio riguarda un avvistamento di UFO da parte di un equipaggio militare americano di elicotteri nel 1974. Tutti gli avvistamenti sono di matrice statunitense, e quasi tutti coinvolgono militari o ex militari americani, probabilmente per rendere pi\u00f9 veritieri i fatti narrati. Vorrai mica che gli americani mentano?<\/em>\u00bb.<br \/>\nInfine, per citare la possibilit\u00e0 di formare l'&#8221;Associazione Universale&#8221;, lo speaker diceva, &#8220;Stai osservando i terrestri?&#8221; e, dopo i titoli &#8220;The End&#8221;, sar\u00e0 realizzato\u00a0<strong>The Great Battle of the Flying Saucers<\/strong> (<em>Uchu enban daisenso<\/em>, 1975), proiettato pochi mesi dopo il 26 luglio 1975 alla successiva edizione del Toei Manga Festival.<\/p>\n<div id=\"attachment_41097\" style=\"width: 730px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41097\" class=\"size-full wp-image-41097\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/40.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"343\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/40.jpg 720w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/40-300x143.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/40-436x208.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><p id=\"caption-attachment-41097\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41098\" style=\"width: 730px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41098\" class=\"size-full wp-image-41098\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/41.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"348\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/41.jpg 720w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/41-300x145.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/41-436x211.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><p id=\"caption-attachment-41098\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41099\" style=\"width: 730px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41099\" class=\"size-full wp-image-41099\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/42.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/42.jpg 720w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/42-300x144.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/42-436x210.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><p id=\"caption-attachment-41099\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41100\" style=\"width: 677px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41100\" class=\"size-full wp-image-41100\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/43.jpg\" alt=\"\" width=\"667\" height=\"667\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/43.jpg 667w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/43-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/43-436x436.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 667px) 100vw, 667px\" \/><p id=\"caption-attachment-41100\" class=\"wp-caption-text\"><em>Uchu enban daisenso<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>Lo chiamavano Roboizer&#8230;<\/strong><br \/>\nInfatti, qualche mese dopo, sempre al Toei Manga Festival venne proiettato il mediometraggio <strong>Uchu enban daisenso<\/strong>, con la regia e la supervisione di Yugo Serikawa.<br \/>\nGo Nagai, nel frattempo, radunando i migliori professionisti, aveva aperto anche un suo studio, la Dynamic Planning, da cui nasceranno i migliori <em>anime<\/em> robotici della Toei Animation.<br \/>\nProdotto sempre da Chiaki Imada, egli affid\u00f2 l&#8217;idea di sviluppare l&#8217;opera originale di Nagai a Sacre Burn (uno pseudonimo <em>pen name<\/em> di un gruppo di produttori Toei); come l&#8217;animazione alla Dynamic Planning, la quale incaric\u00f2 la direzione dell&#8217;animazione ad Akira Sakano e al suo assistente Yoichi Kominato.<br \/>\nLa progettazione venne affidata sempre a Ken Ariga e a Kenji Yokoyama, assieme al direttore artistico Fumihiro Uchikawa e allo scenografo Tadanao Tsuji.<br \/>\nFra gli animatori principali troviamo: Akihiro Ogawa, Akira Hirota, Haruo Tamura, Hideki Mori, Kazuhiro Taga, Kenzo Koizumi, Michihiro Kanayama, Reiko Okuyama, Shigeo Matoba, Takashi Abe, Tatsuji Kino, Tetsuhiro Wakabayashi.<br \/>\nLa sceneggiatura \u00e8, come per Goldrake, di Shozo Uehara; come la musica di Shunsuke Kikuchi, cantata da Isao Sasaki, che doppier\u00e0 anche il protagonista nella versione originale, brano riadattato poco dopo per <em>Ufo Robot Grendizer<\/em>.<\/p>\n<div id=\"attachment_41101\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41101\" class=\"size-full wp-image-41101\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/44.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"553\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/44.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/44-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/44-768x543.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/44-436x308.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41101\" class=\"wp-caption-text\"><em>Uchu enban daisenso<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p>Il protagonista di <em>Uchu enban daisenso<\/em> \u00e8 il giovane Duke Freed, fuggito dalla Stella Freed distrutta dal malvagio Re Yaban.<br \/>\nDaisuke anticipa Actarus ma \u00e8 ancora vicino al precedente Ryo Nagare di Dragon; mentre il Dottor Genkai Umon, il futuro Procton, \u00e8 ancora molto simile al Professor Saotome dei Getter Robot; come ancora, a Michiru e Genki assomigliano Hikaru e il fratellino Goroh, poco prima di diventare Venusia e Mizar; Danbei Makino, padre dei due, \u00e8 il manager di Makino Ranch, con la grande mania degli UFO; personaggio il quale, nella versione definitiva di Goldrake sar\u00e0 Rigel, rielaborato dal vecchio Daemon di <em>Cutey Honey<\/em>, serie sempre tratta dai manga di Nagai.<br \/>\nRe Yaban \u00e8 molto diverso dal successivo Re Vega, come la figlia, la Principessa Teronna, lo \u00e8 altrettanto da Rubina.<br \/>\nDuke Freed \u00e8 a bordo dell&#8217;astronave Guttiger, rielaborata nella Goldrake astronave, mentre, la Queen-Ban ricorda l&#8217;astronave di Hydargos. in pectore gi\u00e0 in <em>Uchu enban daisenso<\/em>, anche se in esso \u00e8 colorata vivacemente e decurtata della met\u00e0 speculare inferiore.<br \/>\nAnche il drago a pi\u00f9 teste inviato da Yaban contro il quale combatte Roboizer, appare simile al mostro di Vega Giru Giru, famoso nella prima serie TV di Goldrake e presente nell&#8217;album delle figurine come nei libri di <em>Ufo Robot<\/em> editi dalla Giunti-Marzocco.<\/p>\n<div id=\"attachment_41102\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41102\" class=\"size-full wp-image-41102\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/45.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"568\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/45.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/45-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/45-768x558.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/45-436x317.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41102\" class=\"wp-caption-text\"><em>Uchu enban daisenso<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41103\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41103\" class=\"size-full wp-image-41103\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/46.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"569\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/46.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/46-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/46-768x559.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/46-436x317.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41103\" class=\"wp-caption-text\"><em>Uchu enban daisenso<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41104\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41104\" class=\"size-full wp-image-41104\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/47.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"564\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/47.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/47-300x216.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/47-768x554.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/47-436x314.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41104\" class=\"wp-caption-text\"><em>Uchu enban daisenso<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41105\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41105\" class=\"size-full wp-image-41105\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/48.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"527\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/48.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/48-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/48-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/48-768x518.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/48-436x294.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41105\" class=\"wp-caption-text\"><em>Uchu enban daisenso<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p>Gli artisti della Dynamic, per\u00f2, pare si fossero sbagliati proprio sul robot protagonista, in quanto, relativamente alla serie uscita pochi mesi dopo, esso, rispetto a Grendizer, comparando i due <em>anime<\/em> \u00e8 il meno somigliante fra tutti: <em>Roboizer<\/em>, \u00e8 un miglioramento tecnologico ma meno riuscito del precedente Getter Robot G, mentre il definitivo Goldrake \u00e8 una combinazione perfetta di quest&#8217;ultimo soprattutto in amalgama tra i due Mazinga, in una terza variante elegantemente pi\u00f9 poderosa e bombata del Grande Mazinger, addirittura con a fregio due grandi corna laterali da drago.<br \/>\nDa qui, forse, l&#8217;italianizzazione dal nome francese ideato da Jacques Canestrier \u00abGoldorak\u00bb in \u00abGoldrake\u00bb, una fusione tra i nomi \u00abGold\u00bb e \u00abDrake\u00bb: \u00abGold-Drake\u00bb = Drago d&#8217;Oro, come avevano gi\u00e0 sottolineato venti anni fa Marco Pellitteri [12], e ancora prima Luca Raffaelli [13] suggerendo un amalgama fra \u00abMandrake\u00bb e \u00abGoldfinger\u00bb.<br \/>\nInfatti, solo adesso con l&#8217;\u00e9ra di internet, le intuizioni di Raffaelli e Pellitteri si sono rivelate esatte: lo stesso Jacques Canestrier, produttore di Antenne 2, sulla rivista francese <em>Lui<\/em> nell&#8217;articolo a firma di Louis Valentin intitolato <em>Goldorackett<\/em>, ai primi del &#8217;79 ne spieg\u00f2 l&#8217;origine: \u00ab<em>Lorsque j&#8217;ai d\u00e9couvert Goldorak au Japon, il s&#8217;appelait Grendizer. Phon\u00e9tiquement, Grendizer sonnait mal. I! fallait trouver autre chose. J&#8217;ai align\u00e9 sur un bout de papier, les noms de tous les h\u00e9ros qui avaient fait carri\u00e8re: Drakkar, Zorro, Tarzan, Mandrake, Goliath, Golem, Goldfinger. Pourquoi ai-je pens\u00e9 \u00e0 Goldfinger? Je ne sais pas, mais ce nom me plaisait. Il correspondait en syllabes \u00e0 Grendizer et contenait le mot \u00abgold\u00bb, ce m\u00e9tal qui fascine grands et petits, producteurs et aventuriers en herbe \u00e0 la recherche du tr\u00e9sor. J&#8217;ai combin\u00e9 Goldfinger et Mandrake, le h\u00e9ros que j&#8217;ai le plus aim\u00e9 dans mon enfance. J&#8217;ai obtenu Goldanrak. C&#8217;est ma fille a\u00een\u00e9e, St\u00e9phanie, \u00e2g\u00e9e de huit ans, qui a trouv\u00e9 le nom d\u00e9finitif&#8230; Aujourd&#8217;hui, tous les enfants l&#8217;appellent Goldo, un diminutif qui prouve qu&#8217;il fait partie de la bande des copains<\/em>\u00bb[14].<br \/>\nRelativamente al mistero del nome &#8220;Atlas&#8221; che precede nel titolo della serie &#8220;Ufo Robot&#8221; e mai pronunciato nelle puntate, ce l&#8217;ha svelato solo recentemente Massimo Nicora intervistando l&#8217;allora responsabile dei programmi per bambini di Rete 2 Paola De Benedetti, la quale, durante un&#8217;intervista allo studioso varesino, gli ha rilasciato la seguente dichiarazione, \u00ab<em>Il termine \u201cAtlas\u201d fu un\u2019idea della casa di doppiaggio di Roccasecca che doveva realizzare l\u2019edizione italiana e che propose di chiamare la serie<\/em> Atlas Ufo Robot, <em>anche se poi il pubblico la chiam\u00f2 sempre<\/em>\u00a0Goldrake. <em>Roccasecca sugger\u00ec di utilizzare questo nome, che era presente sui materiali descrittivi inviati dalla Pictural Films, perch\u00e9 suonava \u201cesotico\u201d e ben si affiancava alle parole \u201cUfo\u201d e \u201cRobot\u201d.<br \/>\nQuesto<\/em>\u00a0atlas\u00a0<em>esisteva e sopra c\u2019era proprio scritto<\/em>\u00a0Atlas Ufo Robot. <em>Fu quindi una scelta deliberata e non un fraintendimento. Questo<\/em>\u00a0atlas\u00a0<em>sar\u00e0 sepolto da qualche parte nei magazzini della\u00a0Rai<\/em>\u00bb[15].<\/p>\n<div id=\"attachment_41106\" style=\"width: 324px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41106\" class=\"size-full wp-image-41106\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/49.jpg\" alt=\"\" width=\"314\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/49.jpg 314w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/49-188x300.jpg 188w\" sizes=\"auto, (max-width: 314px) 100vw, 314px\" \/><p id=\"caption-attachment-41106\" class=\"wp-caption-text\"><em>Ufo Robot Grendizer<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>&#8230;continuavano a chiamarlo UFO Robot Grendizer<\/strong><br \/>\nInfatti, tre mesi dopo, il 5 ottobre 1975, la Fuji TV trasmetteva la serie <strong>Ufo Robot Grendizer<\/strong> (<em>Yufo Robo Gurendaiza<\/em>, 1975-77), con i personaggi definitivi improntati dai character designer principali scelti da Go Nagai alla Dynamic Planning, Kazuo Komatsubara e Shingo Araki, la sceneggiatura del decano degli sceneggiatori Shozo Uehara e le scenografie suggestive di Tadanao Tsuji.<br \/>\nLa serie come il pilota, per\u00f2, compresa la versione a fumetti di entrambi di Nagai, usciti a brevissima scadenza da cortometraggio sugli UFO, non possono che aver preso una certa ispirazione da esso, come rilevato da Marco Pellitteri che scrive: \u00ab<em>Prima che si partisse con la produzione di una vera e propria serie a puntate, la Toei reput\u00f2 utile saggiare il terreno con un mediometraggio di prova. Poich\u00e9 nel 1975 era in produzione un episodio cinematografico che vedeva alleati il Grande Mazinger e il Getter Robot G, alla Toei si pens\u00f2 di collaudare con un episodio pilota il progetto di una nuova serie robotica richiesta a Nagai \u2013 in parte basata sulla mania degli avvistamenti di UFO di quegli anni \u2013 e dalla quale l&#8217;autore in breve tempo aveva gi\u00e0 fornito un abbozzo. Vide cos\u00ec la luce nel 1975 il film<\/em> Uchu enban daisenso, <em>proiettato nelle sale il 26 luglio in abbinamento al film con protagonisti gli altri due robot menzionati sopra.<br \/>\nSe il primo film ebbe un successo contenuto, grande fu invece la curiosit\u00e0 per il secondo, che con il suo design e la sua trama, un po&#8217; diversa da quella che poi sarebbe stata sviluppata per la serie, stup\u00ec favorevolmente i suoi spettatori. Nel film pilota, l&#8217;alieno Duke Fleed \u00e8 al comando di un disco denominato Gattiger, al cui interno alloggia il robot Roboizer. Duke Fleed \u00e8 esule dal suo pianeta, distrutto dal regno alieno del Re Yabarn e di sua figlia, la principessa Telonna. Dato il positivo riscontro di pubblico, si procedette a numerose correzioni di tiro \u2013 la Toei fece pressione su Nagai affinch\u00e9 la storia e il disegno del robot fossero in qualche modo collegati a<\/em> Mazinger Z <em>e<\/em> Great Mazinger <em>\u2013 e si cominci\u00f2 la produzione della serie, con un nuovo titolo:<\/em> Ufo Robo Grendizer\u00bb[16].<br \/>\nInfatti, il manga di Goldrake era stato pubblicato quasi in contemporanea all&#8217;inizio della serie. Kiyoshi Nagai in arte Go Nagai, come riportato nell&#8217;introduzione a pag. 7 del medesimo libro, ricordando la genesi di Goldrake ebbe a dichiarare, \u00ab<em>Non volevo fare la solita storia in cui arrivano gli extraterrestri a bordo dei loro UFO e attaccano la Terra: pensai piuttosto di calarmi nei panni degli extraterrestri, e finii per concepire una serie s\u00ec d&#8217;azione, ma con una base romantica&#8230;<\/em>\u00bb.<br \/>\nInoltre, sempre in <strong>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/strong>, l&#8217;alieno assomiglia notevolmente a Hydargos (in orig.: Blacky), e, da notare, Alcor pilota un disco spaziale simile al disco volante del medesimo episodio centrale del precedente cortometraggio riguardante il rapimento dei coniugi Barney e Betty Hill; nonch\u00e9 le atmosfere spaziali sono molto simili in entrambe le produzioni della Toei Animation.<\/p>\n<p>La prima serie di Goldrake [17], and\u00f2 in onda il 4 aprile 1978, trasmessa nel contenitore pre-serale del Secondo Canale Rai, <em>Buonasera con&#8230; Superman e Atlas Ufo Robot<\/em>, con Maria Giovanna Elmi.<br \/>\nNella stagione televisiva del 1978\/79 and\u00f2 in onda su Rai 2 la seconda serie di <em>Atlas Ufo Robot Goldrake<\/em> in <em>Buonasera con&#8230; Il Quartetto Cetra<\/em> e i Cetrini nei pupazzi creati da Bonizza Giordani [18].<br \/>\nMentre la terza e ultima serie venne programmata fra la fine del &#8217;79 e gli inizi dell&#8221;80 durante <em>Buonasera con&#8230; Peppino De Filippo<\/em>, dal titolo <em>Supergoldrake<\/em>[19].<br \/>\nL&#8217;animazione giapponese di <strong>Ufo Robot Goldrake<\/strong>, inoltre, si trov\u00f2 a spiazzare, fra l&#8217;altro, il notevole apprezzamento riscontrato in quegli anni da altre serie animate, italiane e americane, trasmesse sempre su Rai 2 in <em>Buonasera con&#8230;<\/em>, quali, <strong>SuperGulp!<\/strong> (1977-79) [20], programma di Fumetti in TV di Giancarlo Governi, e <strong>Noi Supereroi<\/strong> (1979) [21], contenitore dei cartoons della Marvel sempre curato da Nicoletta Artom.<\/p>\n<div id=\"attachment_41107\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41107\" class=\"size-full wp-image-41107\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/50.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"558\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/50.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/50-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/50-768x548.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/50-436x311.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41107\" class=\"wp-caption-text\">Il primo album delle figurine di Goldrake \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41108\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41108\" class=\"size-full wp-image-41108\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/51.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"612\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/51.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/51-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/51-768x601.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/51-436x341.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41108\" class=\"wp-caption-text\">Il secondo album delle figurine di Goldrake \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41109\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41109\" class=\"size-full wp-image-41109\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/52.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"588\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/52.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/52-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/52-768x577.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/52-436x328.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41109\" class=\"wp-caption-text\">Il terzo album delle figurine di Goldrake \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p>Goldrake \u00e8 senz&#8217;altro una fusione tra il primo e il secondo Mazinger, meno appuntito e pi\u00f9 sontuoso ed elegante, un robot moderno che richiama l&#8217;idea dell&#8217;eroe antico della mitologia orientale col muso e corna da drago.<br \/>\nIl protagonista principale \u00e8 Actarus, il principe della Stella Fleed, capelli lunghi castani dalle sopracciglia folte, occhi languidi dalle grandi e folte ciglia, dopo la parentesi del pi\u00f9 posato e differente Tetsutya Tsuruji, modernizzando, in una versione pi\u00f9 realista, i models pi\u00f9 scanzonati e acerbi di Akira di <em>Devilman<\/em> e Ryo Nagare di <em>Getter Robot.<\/em><br \/>\nAlcor, arrivato dall&#8217;America in Giappone a bordo del suo disco volante TFO (Test Flying Object), gi\u00e0 protagonista di <em>Mazinger Z<\/em> e delle ultime puntate de <em>Il Grande Mazinga<\/em>, \u00e8 lievemente modificato dalla prima serie: capelli neri anzich\u00e9 grigi e naso stavolta appuntito, reso pi\u00f9 moderno dal tratto grintoso e realistico di Kazuo Komatsubara.<br \/>\nTra i personaggi di contorno: il dott. Procton, direttore dell&#8217;Istituto di ricerche spaziali che ha adottato facendo da padre ad Actarus, \u00e8 una modernizzazione seria del dott. Saotome pi\u00f9 vicina al dott. Kabuto; come i personaggi del Makiba Ranch: Rigel, e i due figli, quali, la dolce Venusia e il piccolo Mizar assieme al robusto Banta, a cui si aggiunger\u00e0 la sorella del protagonista, Maria Grace Fleed.<br \/>\nFra i malvagi, l&#8217;imponente e maestoso Re Vega, con la barba a punta che riprende l&#8217;idea dell&#8217;Imperatore Brai di <em>Getta Robot<\/em>, e i suoi ministri: Gandal (nella prima serie anche Minos), un Frenkenstein col viso che improvvisamente si apre facendo uscire, spesso in contrasto caratteriale, la sua dolce met\u00e0, una strega che in seguito, diverr\u00e0 Lady Gandal, in una modernizzazione migliorata dell&#8217;ideazione bifrontale del Barone Ashura di <em>Mazinga Z<\/em>; nemici femminili che preluderanno entro breve alla futura e pi\u00f9 riuscita Regina Himika; il comandante Hydargos, pi\u00f9 vicino all&#8217;idea degli Alieni del cortometraggio UFO, in seguito sostituito dal pi\u00f9 sofisticato Ministro delle Scienze Zuril, dal volto coperto da un elmo con l&#8217;idea spesso usata dai giapponesi di una sorta di monocolo o benda meccanica all&#8217;occhio.<br \/>\nVerso la fine della storia, soprattutto dalle puntate improntate nel design e dirette nell&#8217;animazione da Shingo Araki, sboccer\u00e0 l&#8217;amore impossibile tra i due principi dei due pianeti in guerra: la dolce figlia di Re Vega principessa Rubina e il giovane principe Fleed Actarus, fino al trionfo finale di Goldrake.<\/p>\n<p>Se l&#8217;\u00abinvasione\u00bb dei cartoni animati giapponesi \u00abesplose\u00bb non tanto con l&#8217;enorme successo di <em>Heidi<\/em> ma due mesi avanti per la \u00abviolenza\u00bb dell&#8217;altrettanto enorme successo riscosso da <em>Goldrake<\/em>, \u00e8 interessante notare che gi\u00e0 da due anni la Rai-TV aveva trasmesso serie per bambini, le quali ottennero sensibili apprezzamenti, di cui nessuno si accorse che erano in realt\u00e0 prodotte nel Sol Lavante.<br \/>\nL&#8217;accusa principale era che essi inculcavano la violenza nei bambini, essendo diseducativi e soprattutto che erano freddi e disumani, perch\u00e9 realizzati al computer. Oggi si riderebbe al riguardo, anche perch\u00e9 attualmente tutta l&#8217;animazione mondiale, 2D e 3D, \u00e8 realizzata al computer. Ma all&#8217;epoca parlare di &#8220;computer&#8221; da parte del Giappone, una delle nazioni dalla tecnologia pi\u00e0 avanzata, era un modo per togliere al cartone animato l&#8217;artigianalit\u00e0 e la poesia dei cartoons tradizionali, per sostituirli alla freddezza di una vera e propria &#8220;invasione barbarica&#8221; avvenuta nei nostri teleschermi alla fine degli anni &#8217;70 da parte del Sol Levante. Ma come nacque questa &#8220;leggenda metrolpolitana&#8221; che essi erano, anzich\u00e9 realizzati a mano, fatti al computer? Probabilmente perch\u00e8, a questo realismo nelle fattezze e nelle animazioni che contraddistigue gli <em>anime<\/em> giapponesi \u2013 degli &#8220;attori&#8221; disegnati e animati \u2013 contrapposto all&#8217;animazione ridotta del &#8220;Passo 3&#8221; e dei fissi con lente zoomate giustificati dall&#8217;introspezione dei protagonisti che combattono assieme a queste nuove ed enormi macchine\u2013robot, contrariamente al genere americano a &#8220;Passo 2&#8221; dei classici &#8220;cartoons&#8221; con animali antropomorfi caratterizzati da animazioni &#8220;morbide&#8221; e deformazioni nei movimenti, i telespettatori &#8220;adulti&#8221; italiani, formatisi nella loro infanzia coi cartoons Disney e Warner Bros., rimasero letteralmente spiazzati da questo nuovo genere di animazione che, primo fra tutti, e molto pi\u00f9 che in America e in Europa, applic\u00f2 la regia cinematografica al linguaggio dell&#8217;animazione tradizionale. Lo stesso poteva dirsi per i cartoons di Hanna &amp; Barbera ma mai fu notato per via dell&#8217;animazione ridotta adattata a characters pi\u00f9 umoristici, moderni e lievemente geometrizzati.<br \/>\nInoltre, differenti piani prospettici, prospettive aberrate, diagonali, accidentali, primi e primissimi piani e campi panormaici venivano continuamente a corroborare la lunga narrazione di ciascuna puntata delle serie televisive; inquadrature dei volti coinvolgenti ed introspettivi; come ancora l&#8217;uso dell&#8217;aerografo nelle varie fasi animate specie delle battaglie in cielo fra i robot; colori forti e brillanti, ricchi di &#8220;ombre&#8221; di controtaglio e, spesso, nei robot velature animate ad aerografo; l&#8217;uso di un notevole numero di effetti speciali cinematografici, quali ad esempio in sovrimpressione la brillantezza del sole e le stelle a punta roteanti agli occhi, ottenute tramite l&#8217;uso dei cross-screen (una delicata tecnica in doppia esposizione); le splendide e realistiche scenografie panoramiche; le musiche di accompagnamento e le sigle di inizio e fine puntate; e un&#8217;accurata sceneggiaura con dialoghi perfetti applicati a storie realistiche, hanno permesso alle nuove generazioni dei piccoli spettatori italiani privi di qualsivoglia pregiudizio di apprenderne il linguaggio e saper apprezzare appieno il loro straordinario valore artistico.<br \/>\nAnche il &#8220;bene&#8221; e il &#8220;male&#8221; nei giapponesi non sono cos\u00ec manicheisti come negli americani. I cattivi sono, o malvagi come i demoni nelle produzioni Toei, oppure il male \u00e8 soggettivo, come nelle produzioni Sunrise, nelle quali i nemici sono tali perch\u00e9 provenienti dallo spazio in guerra col nostro pianeta, all&#8217;interno del quale, abitandovi anche i telespettatori terrestri, stanno i loro beniamini ovviamente immedesimati dalla parte della difesa e del giusto.<br \/>\nI personaggi delle serie giapponesi, inoltre, sono molto realistici, ricchi di personalit\u00e0, pathos e anima.<br \/>\nInsomma, Luca Raffaelli, nella prima e definitiva rivalutazione degli <em>anime<\/em> giapponesi, dopo un&#8217;insensata condanna durata oltre un decennio, nel suo <em>Le anime disegnate<\/em> scrisse:<br \/>\n\u00ab<em>Se Walt Disney fosse nato negli anni &#8217;70 avrebbe amato i cartoni giapponesi, proprio come i giapponesi amano i suoi<\/em>\u00bb.<br \/>\nInfatti, nei film di Walt Disney i personaggi sono dotati di sentimenti trasportati allo spettatore, i characters disneyani, modernizzando i clich\u00e9s dei primi cartoons Laugh-O-Grams e delle successive Silly Symphony, sono masse solide con protagonisti animali antropomorfi ad animazione in &#8220;full animation&#8221; con varie deformazioni e al contempo gran realismo e sontuosit\u00e0 nei movimenti; mentre, l&#8217;animazione giapponese, pi\u00f9 moderna, prende anch&#8217;essa spunto da Disney ma con disegni pi\u00f9 realisti, design pi\u00f9 statico al tempo stesso dall&#8217;effetto anamorfoide e movimenti pi\u00f9 ravvicinati nelle fasi, con grande effetto iconografico e spettacolare nel comunicare i sentimenti allo spettatore.<br \/>\nDa Disney a Miyazaki&#8230; Probabilmente i giapponesi, avendo di gran lunga surclassato la tecnica della &#8216;scuola&#8217; d&#8217;oltreoceano, coi loro eccezionali capolavori sono arrivati &#8220;quasi&#8221; a superare il loro straordionario \u00abMaestro\u00bb Walt Disney.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da febbraio 1978 andava in onda su Rai 1 <strong>Heidi<\/strong> (<em>Arupusu no Shojo Haiji<\/em>, 1974), di cui, nonostante i credits in italiano di autori giapponesi, fra l&#8217;altro gi\u00e0 celeberrimi, si ignorava chi fossero Yoichi Kotabe, Isao Takahata e Hayao Miyazaki, tanto che pass\u00f2 in second&#8217;ordine il fatto che fosse stata animata da animatori dagli occhi a mandorla, nonostante avesse avuto nei due mesi che precedettero la messa in onda di <em>Goldrake, un successo quantomeno alla pari.<br \/>\nLa prima parte della serie iniziava con Heidi e la zia Dete che lascia l&#8217;orfanella dal nonno, un anziano falegname di montagna, che pian piano si scioglier\u00e0 grazie alla piccola nipote; Heidi, assieme al grosso San Bernardo Nebbia, fa amicizia con Peter, un pastorello che ogni mattina porta al pascolo le capre del villaggio comprese le due del nonno, Bianchina e Diana: Heidi \u00e8 simile a Khaty come Peter a Jim de <em>L&#8217;Isola del Tesoro<\/em> (<em>Dobutsu takarajima<\/em>,\u00a01971); mentre il nonno rappresenta la figura del vecchio burbero dal cuore buono, molto cara ad Isao Takahata; di Petar, inoltre, la madre Brigida, tessitrice, e la nonna cieca, la quale si affezioner\u00e0 alla pastorella svizzera come una nipote, ricordano notevolemnte i personaggi del villaggio di Hols (<em>Taiyo no oji &#8211; Horusu no daiboken<\/em>,\u00a01968).<br \/>\nLa seconda parte vedeva la zia Dete che, una volta ambientata sui monti, porter\u00e0 Heidi a Francoforte a far compagnia alla poco pi\u00f9 grande e bionda Clara Sesemann, figlia del ricco Signor Sesemann, la quale, dolce e molto intelligente, vive dalla nascita sulla sedia a rotelle.<br \/>\nDella sua educazione si occupa la signorina Rottenmeier, istitutrice tedesca che rende le sue giornate noiose, rimproverando spesso Heidi per i suoi modi spontanei e poco consoni alla citt\u00e0. Fin quando arriver\u00e0 la nonna di Clara, la signora Sesemann, una sorta di altra nonna, pi\u00f9 &#8220;borghese&#8221; ma di grande tatto e sensibilit\u00e0 verso la piccola pastorella, la quale notando la nostalgia della piccola Heidi per la montagna, la far\u00e0 tornare tra i monti.<br \/>\nL&#8217;ultima parte vedeva appunto Heidi che invita in montagna Clara, la quale, rinvigorita dall&#8217;ambiente salutare, riuscir\u00e0 a ricamminare.<br \/>\n<em>Heidi<\/em> \u00e8 un classico dell&#8217;animazione del Sol Levante, tanto da inaugurare il filone del <em>World Masterpiece Theater<\/em> della Nippon Animation. Quando la serie giapponese usc\u00ec sulla Rete 1 da 7 febbraio al 6 giugno 1978, fu subito un enorme successo, con libri, album delle figurine Panini, giocattoli, e il disco [22] cantato da Elisabetta Viviani, che sal\u00ec in cima all&#8217;Hit Parade superando il milione di copie, rimandendo in classifica per ben due anni. <\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_41110\" style=\"width: 508px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41110\" class=\"size-full wp-image-41110\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/53.jpg\" alt=\"\" width=\"498\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/53.jpg 498w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/53-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/53-436x438.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 498px) 100vw, 498px\" \/><p id=\"caption-attachment-41110\" class=\"wp-caption-text\"><em>Heidi<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p>Ma la prima serie giapponese a giungere sui nostri teleschermi Rai fu nel 1976 con <strong>Barbapap\u00e0<\/strong> (<em>Baabapapa<\/em>, 1974), tratta dal successo dei libri per l&#8217;infanzia creati da Annette Tison e Talus Taylor.<br \/>\nLa serie animata venne interamente realizzata in Giappone, una coproduzione tra la TV olandese Polyscope, la K&amp;S e lo studio Top Craft, su soggetto di Masaki Tsuji [23].<\/p>\n<div id=\"attachment_41111\" style=\"width: 359px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41111\" class=\"size-full wp-image-41111\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/54.jpg\" alt=\"\" width=\"349\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/54.jpg 349w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/54-209x300.jpg 209w\" sizes=\"auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px\" \/><p id=\"caption-attachment-41111\" class=\"wp-caption-text\"><em>Barbapap\u00e0<\/em> \u00a9 Polyscope\/K&amp;S\/Top Craft<\/p><\/div>\n<p>La successiva, <strong>Vicky il vichingo<\/strong> (<em>Chiisana Viking Bikke<\/em>, 1974), uscito sempre nel 1976 qualche mese dopo, come la successiva <em>Heidi<\/em> era una coproduzione fra la giapponese Zuiyo Eizo e la tedesca Taurus Film [24].<\/p>\n<div id=\"attachment_41112\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41112\" class=\"size-full wp-image-41112\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/55.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"587\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/55.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/55-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/55-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/55-436x327.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41112\" class=\"wp-caption-text\"><em>Vicky il vichingo<\/em> \u00a9 Zuiyo Eizo\/Taurus Film<\/p><\/div>\n<p>Sempre sulle neonate TV private, in quel periodo trasmettevano <strong>Kimba il leone bianco<\/strong> (<em>Kimba the White Lion\/Janguru Taitei<\/em>, 1965), ma senza credits giapponesi, in quanto la serie era giunta in Italia dall&#8217;edizione americana, come anche i nomi dei personaggi erano ricavati dalla versione oltreoceano.<\/p>\n<div id=\"attachment_41113\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41113\" class=\"size-full wp-image-41113\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/56.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"496\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/56.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/56-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/56-768x487.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/56-436x277.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41113\" class=\"wp-caption-text\"><em>Kimba il leone bianco<\/em> \u00a9 Mushi Productions<\/p><\/div>\n<p><strong>Zum il delfino bianco<\/strong> (<em>Oum le dauphin blanc\/Iruka to Shonen<\/em>, 1971) [25], era una serie televisiva d&#8217;animazione francese del 1971 diretta da Ren\u00e9 Borg. Le societ\u00e0 di produzione coinvolte furono Telcia, Saga Films e la giapponese Eiken, che ha animato la serie, la quale fu trasmessa da Rai 2 nell&#8217;autunno del &#8217;78, poco prima della seconda serie di <em>Goldrake<\/em> [26].<\/p>\n<div id=\"attachment_41114\" style=\"width: 564px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41114\" class=\"size-full wp-image-41114\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/57.jpg\" alt=\"\" width=\"554\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/57.jpg 554w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/57-300x271.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/57-436x394.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 554px) 100vw, 554px\" \/><p id=\"caption-attachment-41114\" class=\"wp-caption-text\"><em>Zum il delfino bianco<\/em> \u00a9 Telcia\/Saga Films\/Eiken<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_41115\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41115\" class=\"size-full wp-image-41115\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/58.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"535\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/58.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/58-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/58-768x525.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/58-436x298.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41115\" class=\"wp-caption-text\"><em>Fiabe e leggende giapponesi<\/em> \u00a9 Group TAC<\/p><\/div>\n<p>Ma gi\u00e0 nell&#8217;autunno del &#8217;78, il Secondo Canale trasmetteva la domenica mattina il contenitore <em>Qui, cartoni animat<\/em>i, con la serie <strong>Fiabe e leggende giapponesi<\/strong> (<em>Manga Nippon Mukashi Banashi<\/em>, 1975), del Group TAC, con la sigla col bambino in groppa a un grande e lungo drago volante; serie animata diretta principalmente dall&#8217;ex veterano della Toei Animation Gisaburo Sugii; a cui segu\u00ec l&#8217;anno dopo, nel medesimo programma domenicale, la successiva serie <strong>Racconti giapponesi<\/strong> (<em>Kage-e Mukashi Banashi<\/em>, 1976), realizzata egregiamente con la tecnica delle silhouettes animate, la cui societ\u00e0 di produzione era una vera compagnia teatrale specializzata in racconti con le ombre cinesi, la\u00a0Kakashi-za.<\/p>\n<div id=\"attachment_41116\" style=\"width: 792px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41116\" class=\"size-full wp-image-41116\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/59.jpg\" alt=\"\" width=\"782\" height=\"183\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/59.jpg 782w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/59-300x70.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/59-768x180.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/59-436x102.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 782px) 100vw, 782px\" \/><p id=\"caption-attachment-41116\" class=\"wp-caption-text\"><em>Racconti giapponesi<\/em> \u00a9 Kakashi-za<\/p><\/div>\n<p>Al contempo, dalla fine degli anni &#8217;60, erano gi\u00e0 pervenuti in Italia i lungometraggi giapponesi della Toei Animation, apparsi dapprima nelle sale cinematografiche italiane e in seguito trasmessi sulla Rai e poi dalle neonate TV private, a partire dal 1970 sul Secondo Programma nella trasmissione Rai di Gianni Rondolino e Mario Accolti Gil <em>Le mille e una sera<\/em>, con un brano de <strong>La leggenda del serpente bianco<\/strong> (<em>Hakujaden<\/em>, 1958) per la regia di Taiji Yabushita, mai replicato in assoluto da allora, e, sempre sul Canale Nazionale, nei programmi per i pi\u00f9 piccini o durante le feste natalizie.<br \/>\nI film, i cui titoli e autori venivano quasi sempre modificati nei credits con nomi americani o storpiati per renderli comprensibili agli occidentali, erano i seguenti:<\/p>\n<div id=\"attachment_41117\" style=\"width: 551px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41117\" class=\"size-full wp-image-41117\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/60.jpg\" alt=\"\" width=\"541\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/60.jpg 541w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/60-300x277.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/60-436x403.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 541px) 100vw, 541px\" \/><p id=\"caption-attachment-41117\" class=\"wp-caption-text\"><em>La leggenda del serpente bianco<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>Le tredici fatiche di Ercolino<\/strong>\u00a0(<em>Saiyuki<\/em>,\u00a01960), per la regia di\u00a0Taiji Yabushita.<\/p>\n<div id=\"attachment_41118\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41118\" class=\"size-full wp-image-41118\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/61.jpg\" alt=\"\" width=\"290\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/61.jpg 290w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/61-174x300.jpg 174w\" sizes=\"auto, (max-width: 290px) 100vw, 290px\" \/><p id=\"caption-attachment-41118\" class=\"wp-caption-text\"><em>Le tredici fatiche di Ercolino<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>Robin e i 2 moschettieri e \u00bd<\/strong>\u00a0(<em>Anju to Zushiomaru<\/em>,\u00a01961), per la regia di\u00a0Taiji Yabushita e Yugo Serikawa.<\/p>\n<div id=\"attachment_41119\" style=\"width: 541px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41119\" class=\"size-full wp-image-41119\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/62.jpg\" alt=\"\" width=\"531\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/62.jpg 531w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/62-300x282.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/62-436x411.jpg 436w\" sizes=\"auto, (max-width: 531px) 100vw, 531px\" \/><p id=\"caption-attachment-41119\" class=\"wp-caption-text\"><em>Robin e i 2 moschettieri e \u00bd<\/em>\u00a0\u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>Simbad il marinaio<\/strong>\u00a0(<em>Arabian night Sindbad no boken<\/em>,\u00a01962), per per la regia di\u00a0Taiji Yabushita.<\/p>\n<div id=\"attachment_41120\" style=\"width: 343px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41120\" class=\"size-full wp-image-41120\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/63.jpg\" alt=\"\" width=\"333\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/63.jpg 333w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/63-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 333px) 100vw, 333px\" \/><p id=\"caption-attachment-41120\" class=\"wp-caption-text\"><em>Simbad il marinaio<\/em>\u00a0\u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>Leo, il re della giungla<\/strong> [27] (<em>Jungle Taitei<\/em>, 1966), per la regia di\u00a0Osamu Tezuka.<\/p>\n<div id=\"attachment_41121\" style=\"width: 369px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41121\" class=\"size-full wp-image-41121\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/64.jpg\" alt=\"\" width=\"359\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/64.jpg 359w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/64-215x300.jpg 215w\" sizes=\"auto, (max-width: 359px) 100vw, 359px\" \/><p id=\"caption-attachment-41121\" class=\"wp-caption-text\"><em>Leo, il re della giungla<\/em> \u00a9 Mushi Production<\/p><\/div>\n<p><strong>009 Joe Tempesta<\/strong> [28] (<em>Saibogu Zero-Zero-Nain<\/em>, 1966), ispirato alla serie TV tratta dal manga ideato da Shotaro Ishinomori per la regia di\u00a0 Yugo Serikawa.<\/p>\n<div id=\"attachment_41122\" style=\"width: 359px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41122\" class=\"size-full wp-image-41122\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/65.jpg\" alt=\"\" width=\"349\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/65.jpg 349w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/65-209x300.jpg 209w\" sizes=\"auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px\" \/><p id=\"caption-attachment-41122\" class=\"wp-caption-text\"><em>009 Joe Tempesta<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>La storia di Alice\u2026 fanciulla infelice<\/strong> [29] (<em>Shonen Jack to Mahotsukai<\/em>,\u00a01967), per la regia di\u00a0Taiji Yabushita.<\/p>\n<div id=\"attachment_41123\" style=\"width: 374px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41123\" class=\"size-full wp-image-41123\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/66.jpg\" alt=\"\" width=\"364\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/66.jpg 364w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/66-218x300.jpg 218w\" sizes=\"auto, (max-width: 364px) 100vw, 364px\" \/><p id=\"caption-attachment-41123\" class=\"wp-caption-text\"><em>La storia di Alice\u2026 fanciulla infelice<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>Le meravigliose favole di Andersen<\/strong> [30]\u00a0(<em>Andersen Monogatari Match Uri no Shojo<\/em>,\u00a01968), per la regia di\u00a0Kimio Yabuki.<\/p>\n<div id=\"attachment_41124\" style=\"width: 357px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41124\" class=\"size-full wp-image-41124\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/67.jpg\" alt=\"\" width=\"347\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/67.jpg 347w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/67-208x300.jpg 208w\" sizes=\"auto, (max-width: 347px) 100vw, 347px\" \/><p id=\"caption-attachment-41124\" class=\"wp-caption-text\"><em>Le meravigliose favole di Andersen<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>La grande avventura del piccolo principe Valiant<\/strong> [31] \u00a0(<em>Taiyo no oji &#8211; Horusu no daiboken<\/em>,\u00a01968), per la regia di\u00a0Isao Takahata.<\/p>\n<div id=\"attachment_41125\" style=\"width: 367px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-41125\" class=\"size-full wp-image-41125\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/68.jpg\" alt=\"\" width=\"357\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/68.jpg 357w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/68-214x300.jpg 214w\" sizes=\"auto, (max-width: 357px) 100vw, 357px\" \/><p id=\"caption-attachment-41125\" class=\"wp-caption-text\"><em>La grande avventura del piccolo principe Valiant<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p><\/div>\n<p><strong>Il gatto con gli stivali<\/strong> (<em>Nagagutsu o haita neko<\/em>,\u00a01969), per la regia di\u00a0Kimio Yabuki.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/69.jpg\" \/><em>Il gatto con gli stivali<\/em>\u00a0\u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p><strong>Il vascello fantasma<\/strong> (<em>Soratobu Yureisen<\/em>, 1969), per la regia di\u00a0 Hiroshi Ikeda.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/70.jpg\" \/><em>Il vascello fantasma<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p><strong>Senza famiglia<\/strong>\u00a0(<em>Chibikko Remi to meiken Capi<\/em>,\u00a01970), per la regia di\u00a0Yugo Serikawa [32].<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/71.jpg\" \/><em>Senza famiglia<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p><strong>20.000 leghe sotto i mari<\/strong>\u00a0(<em>Kaitei San-man Mile<\/em>,\u00a01970), ideata da Shotaro Ishinomori per la regia di\u00a0Kimio Yabuki e Takeshi Tamiya [33].<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/72.jpg\" \/><em>20.000 leghe sotto i mari<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p><strong>Gli allegri pirati dell&#8217;isola del tesoro<\/strong>\u00a0(<em>Dobutsu takarajima<\/em>,\u00a01971), per la regia di\u00a0Hiroshi Ikeda.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/73.jpg\" \/><em>Gli allegri pirati dell&#8217;isola del tesoro<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p><strong>Al\u00ec Bab\u00e0 e i 40 ladroni<\/strong> (<em>Ari Baba to Yonjuppiki no Tozoku<\/em>, 1971), per la regia di Hiroshi Shidara.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/74.jpg\" \/><em>Al\u00ec Bab\u00e0 e i 40 ladroni<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p><strong>Continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali<\/strong>\u00a0(<em>Nagagutsu Sanjushi<\/em>,\u00a01972), per la regia di\u00a0Tomoharu Katsumata.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/75.jpg\" \/><em>Continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali<\/em>\u00a0\u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p><strong>L\u2019orsetto panda e gli amici della foresta<\/strong> (<em>Panda no Daiboken<\/em>, 1973), per la regia di\u00a0 Yugo Serikawa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/76.jpg\" \/><em>L\u2019orsetto panda e gli amici della foresta<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p><strong>La Sirenetta, la pi\u00f9 bella favola di Andersen<\/strong> (<em>Andersen Dowa Ningyo Hime<\/em>, 1975) [34], per la regia di Tomoharu Katsumata.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/77.jpg\" \/><em>La Sirenetta, la pi\u00f9 bella favola di Andersen<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p><strong>Il gatto con gli stivali in giro per il mondo<\/strong>\u00a0(<em>Nagagutsu o Haita Neko 80 Nichikan Sekai Isshu<\/em>,\u00a01976), diretto da Hiroshi Shidara.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/78.jpg\" \/><em>Il gatto con gli stivali in giro per il mondo<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>All&#8217;epoca, frequentavo le elementari alla Montessori &#8220;Regina Elena&#8221;, a due passi dalla Via Veneto, la scuola dell&#8217;alta borghesia capitolina, la quale, in altre epoche, ebbe come alunni anche Vittorio Gassman e Raimondo Vianello, e in quella descritta i figli dell&#8217;On. Silverio Corvisieri e dell&#8217;On. Massimo Cacciari (in tempi pi\u00f9 recenti anche i nipoti dell&#8217;On. Paolo Gentiloni, futuro Capo del Governo Italiano). All&#8217;epoca, si vedeva spesso Walter Veltroni, ex studente allo storico annesso Liceo Tasso ed ex leader della (FGCI) Federazione Giovanile Comunista Italiana, allora dirigente della sezione del PC di Via Alessandria.<br \/>\nErano gli anni di piombo e del Terrorismo. Le Brigate Rosse continuavano coi sequestri. Pochi mesi prima, vi fu il Rapimento di Aldo Moro. Ricordo ancora come oggi, quando, essendo una scuola dichiaratamente di sinistra, la mattina fecero evacuare l&#8217;intero istituto per paura di bombe e rappresaglie politiche.<br \/>\nRicordo, in quel periodo, la visita alla &#8220;Regina Elena&#8221; dello scrittore Gianni Rodari, di cui leggevamo in classe i brani tratti dai volumi Einaudi, <em>Favole al telefono<\/em> e <em>Il libro degli errori<\/em> .<br \/>\nEravamo in classe e, dopo una lunga chiacchierata con noi facendosi dare del &#8220;tu&#8221;, arriv\u00f2 anche il mio turno e un po\u2019 timidamente gli chiesi, \u00abMe lo fai un autografo?\u00bb. Momento di silenzio e Rodari, compassato quanto sicuro, mi fredd\u00f2 dicendo, \u00abNo, perch\u00e9 io non sono nessuno e non mi sento assolutamente di far autografi a nessuno!\u00bb.<br \/>\nUna risposta \u201cfredda\u201d, da intellettuale calibrato, di quelli che scrivono libri per l\u2019infanzia con distacco adulto, ma che non gli avrei mai chiesto domandandogli invece di <em>Ufo Robot<\/em> , se avessi saputo che anche lui stava <em>&#8220;Dalla parte di Goldrake&#8221;<\/em>&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/79.jpg\" \/>Gianni Rodari<\/p>\n<p>Gianni Rodari, infatti, dopo la prematura scomparsa avvenuta l&#8217;anno dopo, nell\u2019articolo pubblicato nell\u2019ottobre \u201880 su <em>Rinascita<\/em> intitolato <em>Dalla parte di Goldrake<\/em>, scrisse: \u00ab<em>Bisognerebbe vedere oggettivamente, liberandoci dai nostri pregiudizi personali, che cos\u2019\u00e8 per un bambino l\u2019esperienza di Goldrake. Bisognerebbe chiedersi il perch\u00e9 del loro successo, studiare un sistema di domande da rivolgere ai bambini per sapere le loro opinioni vere, non per suggerire loro delle opinioni, dato che noi spesso facciamo delle inchieste per suggerire ai bambini le nostre risposte. Invece di polemizzare con Goldrake, cerchiamo di far parlare i bambini di Goldrake, questa specie di Ercole moderno. Il vecchio Ercole era met\u00e0 uomo e met\u00e0 Dio, questo in pratica \u00e8 met\u00e0 uomo e met\u00e0 macchina spaziale, ma \u00e8 lo stesso, ogni volta ha una grande impresa da affrontare, l\u2019affronta e la supera. Cosa c\u2019\u00e8 di moralmente degenere rispetto ai miti di Ercole?<\/em>\u00bb[35].<\/p>\n<p>Infatti, poco prima della visita di Gianni Rodari, l&#8217;On. Silverio Corvisieri, membro della Commissione di Vigilanza Rai, tuonava dalle pagine del <em>Corriere della Sera<\/em> il 7-8 gennaio 1979 pubblicando l&#8217;articolo <em>Un ministero per Goldrake<\/em>:<br \/>\n\u00ab<em>Milioni e milioni di bambini italiani in queste settimane sono letteralmente rapiti dall\u2019entusiasmo per Goldrake, il grande protagonista televisivo della fantascienza giapponese che \u00e8 insieme uomo, moderno samurai e ultrapotente macchina di guerra spaziale.<\/em> [&#8230;] <em>Goldrake deve sempre affrontare qualche nemico spaziale estremamente malvagio, che vuole invadere o distruggere la terra e l\u2019umana civilt\u00e0 orrendamente tecnologizzata. \u00c8 a lui che gli uomini si affidano come si faceva un tempo in Giappone coi valorosi samurai. Questo superuomo-supermacchina pu\u00f2 tutto e, per nostra fortuna, \u201cun cuore umano ha\u201d. In ogni caso si celebra dai teleschermi, con molta efficacia spettacolare, l\u2019orgia della violenza annientatrice, il culto della delega al grande combattente, la religione delle macchine elettroniche, il rifiuto viscerale del \u201cdiverso\u201d (chi viene da altri pianeti \u00e8 sempre un nemico odioso\u2026).<br \/>\nLa tecnica \u00e8 quella vecchia e collaudata dell\u2019arrivano i nostri o dell\u2019intervento in extremis del giustiziere.<\/em> [&#8230;] <em>In quale modo un genitore pu\u00f2 fronteggiare con i poveri mezzi delle sue parole la furia di Goldrake?<br \/>\nMi sono posto queste domande come padre, oltre che come parlamentare della Commissione di indirizzo e di vigilanza sulla Rai.<\/em><br \/>\n[&#8230;] <em>D\u2019altra parte, \u00e8 possibile delegare alla Rai, che poi provvede rivolgendosi alle multinazionali americane e giapponesi, l\u2019educazione dei nostri figli?<br \/>\nNon voglio esagerare l\u2019influenza della televisione sui nostri comportamenti quotidiani, ma mi sembra ancora pi\u00f9 eccessivo far finta di nulla, come oggi accade<\/em>\u00bb[36].<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/80.jpg\" \/>L&#8217;On. Silverio Corvisieri<\/p>\n<p>L&#8217;On. Silverio Corvisieri, inoltre, riguardo alla tanto famosa interpellanza parlamentare per Goldrake, a distanza di oltre trent&#8217;anni ebbe a scrivermi [37]:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><em>Caro Verger,<br \/>\nMi dispiace deluderla ma le mie risposte saranno brevi e in alcuni casi laconiche. E ci\u00f2 non per mia mancanza di tempo o di generosit\u00e0, ma a causa delle domande che pur essendo basate su vaste conoscenze nel settore dei cartoni animati, risentono di una molto minore conoscenza del mio itinerario politico-culturale e del contesto storico in cui pu\u00f2 essere collocato l\u2019episodio Corvisieri-Goldrake. Devo dirle innanzitutto che io non ho memoria di una mia interpellanza (o interrogazione) parlamentare su tale argomento. Ho controllato gli stenografici stampati dalla Camera dei deputati (a proposito non sono stato mai senatore) e da essi non risulta alcunch\u00e9. Vero \u00e8 che la Camera ha provveduto a stampare soltanto le interrogazioni e le interpellanze che ebbero risposta da parte dei ministri competenti. Se invece interpellanza ci fu, essa cadde nell\u2019indifferenza generale. Pubblicai invece su Repubblica (7-8 gennaio 1979) un articolo che fece molto discutere e che ancora oggi, di tanto in tanto, offre spunti di riflessione e dibattiti. In tale articolo sollevavo interrogativi, formulavo critiche, usavo toni volutamente provocatori ma non proponevo alcuna censura o proibizione. D\u2019altra parte l\u2019accostamento che lei fa tra il mio intervento e le attuali interferenze del potere politico (di quello governativo pi\u00f9 che di quello parlamentare) su certe trasmissioni televisive, \u00e8 veramente fuori luogo. Nel 1979 io non ero un uomo di potere ma uno dei rarissimi deputati che si opponevano al governo e al potere. Nel gennaio del 1979 il governo-Andreotti godeva di una larghissima maggioranza che andava dal partito liberale al partito comunista italiano. La pattuglia intrepida di cui facevo parte era composta da soli 6 deputati (ai quali si univano, in certi casi, i 4 radicali di Pannella). In altri termini ci voleva molto coraggio per battersi in condizione di cos\u00ec estrema emarginazione. Andare controcorrente non \u00e8 mai stato facile. Il potere ce l\u2019avevano quelli che comandavano la RAI e ci propinavano Goldrake.<\/em><br \/>\n[&#8230;] <em>Colloco quel mio articolo nel capitolo della lotta per le idee o, se preferisce, nella gramsciana battaglia per l\u2019egemonia culturale. Gramsci a suo tempo sollecit\u00f2 il movimento operaio e rivoluzionario a occuparsi con estrema seriet\u00e0 di tutte le attivit\u00e0 che contribuiscono alla formazione culturale, intesa nel senso pi\u00f9 largo, delle \u201cmasse popolari\u201d. Per Gramsci anche i \u201cromanzi d\u2019appendice\u201d, ai suoi tempi molto letti dalle \u201cmassaie di Voghera\u201d, dovevano diventare terreno di scontro tra il modo di pensare di chi operava per la conservazione e quello di chi si batteva per la rivoluzione. Ebbene nel 1979 io pensavo (e lo penso ancora oggi nel 2011) che Goldrake e prodotti simili sono ispirati a concezioni che detesto: superomismo; passivit\u00e0 delle masse e conseguente svalutazione del protagonismo collettivo; demonizzazione del \u201cdiverso\u201d e dello straniero; esaltazione della violenza armata e annientatrice. Lei mi fa notare che i nemici di Goldrake sono \u201crealmente odiosi\u201d. Ma proprio qui sta il punto. Come mai? Come mai gli extraterrestri devono necessariamente essere dei mostri desiderosi di distruggere l\u2019umanit\u00e0 e il pianeta Terra? La xenofobia e il razzismo, oggi molto diffusi, hanno come presupposto la raffigurazione del \u201cclandestino\u201d e dell\u2019 \u201cextracomunitario\u201d come di un personaggio che inevitabilmente minaccia la vita e la serenit\u00e0 dei veri umani, i meravigliosi \u201ccomunitari\u201d. Lo fanno in tutti i modi, anche semplicemente sottolineando, nei titoli dei giornali, che il tale rapinatore \u00e8 un \u201cextracomunitario\u201d e omettendo invece che il tal altro rapinatore \u00e8 un italiano. Mi sono spiegato? Pensi, ad esempio, a come venivano rappresentati i \u201cpellerossa\u201d nei film americani fino a met\u00e0 degli anni Settanta: erano sempre brutti, sporchi, cattivi, odiosissimi, con la parziale eccezione di qualche trib\u00f9 o di qualche individuo che si era sottomesso al dominio dell\u2019 \u201cuomo bianco\u201d.<\/em><br \/>\n[&#8230;] <em>La Commissione di Vigilanza non era affatto interessata alle idee e alla cultura. Si animava soltanto in occasione delle lottizzazioni e degli incarichi. Di me e dei miei compagni pensava che si trattasse di poveri ingenui da ignorare sia pure con le buone maniere e una parvenza di galateo istituzionale. Di Goldrake se ne fregava nel modo pi\u00f9 assoluto. Il mio articolo e la mia ipotetica interpellanza (di cui, ripeto, non ho memoria) dovettero apparire come atti stravaganti. Non ricordo i loro nomi; trattandosi di una commissione mista (deputati e senatori) probabilmente era composta da 40 membri. Non ebbi mai occasione di conoscere i responsabili dei programmi RAI per i bambini.<\/em> [&#8230;] <em>Silverio Corvisieri: I miei due figli maschi, Francesco e Valentino, non furono molto contenti della pubblicazione di quell\u2019articolo. Tornarono da scuola piuttosto mortificati perch\u00e9 parlandone con i loro compagni, si erano convinti di essere in presenza dell\u2019annuncio di una imminente cancellazione di Goldrake dagli schermi televisivi. E tutto per colpa di pap\u00e0. Avevano 8 anni e pensavano che il loro pap\u00e0 avesse pi\u00f9 poteri di Goldrake. Non fu difficile rassicurarli; del resto, pur ribadendo fino alla noia le mie valutazioni critiche, non mi sognai mai di vietar loro di continuare ad entusiasmarsi, davanti al televisore, per l\u2019eroe preferito.\u00a0<\/em>[&#8230;]<\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\"><em>P.S. Complimenti per la sua prodigiosa memoria. Francesco ricorda solo pinoli e ghiaia\u2026<\/em><\/p>\n<p style=\"padding-left: 60px;\">Silverio Corvisieri [38]<\/p>\n<p>La memorabile interpellanza parlamentare pare non sia mai esistita [39] ma molti appassionati e studiosi hanno ancora difficolt\u00e0 a crederlo probabilmente per mantenere vivo il sogno che Goldrake sia finito a essere discusso addirittura nel Parlamento italiano!<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/80a.jpg\" \/>L&#8217;On. Silverio Corvisieri coi figli<\/p>\n<p>Nel 1978, a seguito del successo di <em>Atlas Ufo Robot<\/em>, ricordo che i negozi di giocattoli della Capitale erano invasi di imitazioni in plastica di robot giapponesi e di qualche splendido modellino giocattolo in metallo pressofuso importato direttamente dal Sol Levante.<br \/>\nA Natale del \u201978, in un negozio di giocattoli sotto casa, cercando i modellini in ferro dei robot giapponesi dei quali facevo ormai la collezione, trovai un nuovo esemplare: un piccolo UFO, cos\u00ec si chiamava la serie sempre della Nakajima, che comprai, con all&#8217;interno un depliant pieghevole: una spiegazione in giapponese con illustrazioni di questi dischi volanti in metallo, nella quale, fra gli ideogrammi, c\u2019erano raffigurati in B&amp;N degli alieni ed extraterrestri, aerei e carrarmati, un pilota aeronautico, un uomo di colore e il volto di un ragazzo, sul genere dei piloti giapponesi, protagonista presumibilmente della serie ancora inedita in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/81.jpg\" \/><em>UFO<\/em> \u00a9 Nakajima\/Toei<\/p>\n<p>Terminate le vacanze natalizie, ai primi di gennaio &#8217;79, portai in classe la spiegazione giapponese sui dischi volanti della Nakajima. Ricordo che a scuola, pi\u00f9 grande di me di due anni, c&#8217;era anche il figlio dell&#8217;allora Direttore della Sacis, sempre pieno di gadget e robot regalatigli dal padre, al quale mostrai con entusiasmo il depliant. Egli mi raccont\u00f2 che non si trattava di un ragazzo bens\u00ec di una donna la quale era la moglie dell&#8217;uomo di colore ed entrambi erano stati rapiti dagli extraterrestri e portati a bordo di un disco volante con altri episodi riferiti a presunti avvistamenti UFO, con gli alieni ed extraterrestri ivi raffigurati, avendo da qualche mese visionato in 16 mm (o in 35 mm), assieme al padre questo cartone animato giapponese nella sala proiezioni della Sacis, arrivato insieme dalla Toei Animation dal Giappone, con diversi depliant dimostrativi, abbinato a un altro cartoon con un protagonista molto simile ad Actarus, ma entrambi non furono mandati in onda perch\u00e9 duravano poco e quindi non vi fu la liberatoria Sacis per cederli alla Rai-TV. Inoltre <em>Goldrake<\/em> aveva provocato diverse polemiche in quei mesi e stavano trattando per <em>Mazinga<\/em>, che avrebbero trasmesso in seguito, mandando prima in onda <em>Capitan Harlock<\/em>.<br \/>\nIn un memorabile servizio Rai di uno Speciale Tg1 dei primi del &#8217;79 intitolato <em>Heidi, Goldrake, Harlock and Co.<\/em>, di cui accenneremo a breve, il regista Toei Tomoharu Katsumata, rispondendo al giornalista Rai Giuseppe Breveglieri, tramite la voce del doppiatore Diego Reggente che faceva da speaker, spieg\u00f2: \u00ab<em>Dopo Goldrake<\/em> [i bambini giapponesi] <em>hanno avuto un altro personaggio che si chiama Jumbo e allora i giocattoli di Ufo Robot sono stati abbandonati<\/em>\u00bb.<br \/>\nAlla Toei Animation, per\u00f2, dopo Goldrake, mai venne prodotto un nuovo robot chiamato Jumbo, mentre, avendo prima citato Ultraman della Tsuburaya Productions, essendo in tema le aziende di giocattoli che facevano da sponsor e facendo probabile confusione nella traduzione dal giapponese all&#8217;italiano, \u00e8 pi\u00f9 verosimile che invece il famoso regista di Ufo Robot si riferisse a Jumbo Machinder, nome di una serie di robot plastici di grandi dimensioni venduti dalla filiale della famosa azienda giapponese produttrice di giocattoli, la Bandai-Popy.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/82.jpg\" \/><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Nakajima\/Toei<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/83.jpg\" \/><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Nakajima\/Toei<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/84.jpg\" \/><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Nakajima\/Toei<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/85.jpg\" \/><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Nakajima\/Toei<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/86.jpg\" \/><em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em> \u00a9 Nakajima\/Toei<\/p>\n<p>Facendo esaminare questi splendidi modellini del Sol Levante all&#8217;amico Dario Muras, egli mi ha suggerito che l&#8217;azienda giapponese avrebbe potuto produrre questi giocattoli proponendo alla Toei di farci un cartoon e non viceversa come spesso all&#8217;epoca accadeva; circostanza sulla quale non \u00e8 facile trovare riscontro, soprattutto perch\u00e9 la stessa serie dei giocattoli UFO, tratti dal cortometraggio Toei, furono anche prodotti nella stessa epoca da un&#8217;altra azienda giapponese ma su materiale in plastica e coi lampeggiatori a batterie, anche se la Nakajima all&#8217;epoca era in assoluto la migliore.<br \/>\nInfatti, dopo il successo di Popy, societ\u00e0 della Bandai, con la serie Jumbo Machinder [40], molte altre aziende giapponesi, tra le quali Takatoku, Nakajima e Clover, iniziarono a produrre giocattoli di robot.<br \/>\nLa Nakajima Manufacturing Company, che aveva da poco prodotto anche Mazinga e Goldrake, con le varie navicelle spaziali, mise sul mercato dal &#8217;74 le serie di modellini importati in Italia fra il &#8217;78 e il &#8217;79, e precisamente:<\/p>\n<p><strong>Flying Saucer UFO Series<\/strong> (<em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em>), serie che usc\u00ec in Italia per seconda, composta da: <em>UFO 1: Cigar-type Carrier; UFO 2: Dome-type Saucer; UFO 3: Adamski-type Saucer; UFO: Space Base<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/87.jpg\" \/><em>UFO<\/em> \u00a9 Nakajima\/Toei<\/p>\n<p><strong>King of the Sky Groizer X Series<\/strong> (<em>Gloizer X<\/em>) [41], spacciato nei negozi di giocattoli italiani per &#8220;Goldrake&#8221;, fu importato per primo: <em>Groizer Robo<\/em> e <em>Groizer Spaceship<\/em>; riprodotti entrambi in doppia versione, Great Size e Mini Size; il pilota <em>Joe Kaisaka<\/em>; i due veicoli, aereo e marino, <em>G-Jet<\/em> e <em>G-Shark<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/88.jpg\" \/><em>Gloizer X<\/em> \u00a9 Nakajima\/Knack<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/89.jpg\" \/><em>Gloizer X<\/em> \u00a9 Nakajima\/Knack<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/90.jpg\" \/><em>Gloizer X<\/em> \u00a9 Nakajima\/Knack<\/p>\n<p><strong>Space Knight Tekkaman Series<\/strong> (<em>Uchu no Kishi Tekkaman<\/em>): <em>Tekkaman, Pegas Robot<\/em> (<em>Pegasus<\/em>), <em>Blue Earth<\/em> (<em>Terra Azzurra<\/em>), <em>Bad Guy Robot Ganira<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/91.jpg\" \/><em>Tekkaman<\/em> \u00a9 Nakajima\/Tatsunoko<\/p>\n<p><strong>Yatterman<\/strong> (<em>Yattaman<\/em>): <em>Yatter Can, Yatter Perikan, Yatter Anko, Yatter Kingu, Yatter Panda, Yatter Buru, Yatter Yokozuna, Yatter Zo, Yatter Dojira<\/em>, etc.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/92.jpg\" \/><em>Tekkaman<\/em> \u00a9 Nakajima\/Tatsunoko<\/p>\n<p><strong>Dangard A<\/strong> (<em>Danguard Ace<\/em>): <em>Dangard Robo<\/em> e <em>Dangard Spaceship<\/em> [42]; in doppia versione, Great Size e Mini Size.<\/p>\n<p>I giocattoli della Nakajima [43] avevano, nello specifico, anche il marchio col Gatto Perrault, simbolo della Toei Animation.<br \/>\nEssi erano costituiti da una pregevole scatola di cartone, illustrata col disegno originale, con differenti ideogrammi giapponesi e la scritta del nome in occidentale seguendo la pronuncia inglese; l&#8217;interno in polistirolo per contenere il modellino in metallo e i suoi accessori incellophanati; con allegati spesso cataloghi pieghevoli della stessa serie Nakajima; illuminati all&#8217;interno a batteria; e diverse figurine, dei cartoncini illustrati coi protagonisti degli <em>anime<\/em> coi nomi in giapponese.<br \/>\nAllo stesso tempo, un solo modellino del cortometraggio venne stampato inizialmente anche dalla compagnia Sakura per la serie lampeggiante a pila, Kyogokin. &#8220;Kyo-go-kin&#8221; significa &#8220;lega forte&#8221; in giapponese. Siamo riusciti a trovare solo due pezzi distinti nella serie: l&#8217;Oni e un UFO.<br \/>\n&#8220;Oni&#8221; significa &#8220;demone&#8221; o &#8220;goblin&#8221; in giapponese, e sono un punto fermo nei miti e nelle leggende giapponesi. Il <em>Sakura Oni<\/em> \u00e8 in realt\u00e0 un giocattolo-personaggio, concesso in licenza dallo show animato di lunga durata, intitolato, <em>Manga Nihon Mukashi-banashi<\/em> o <em>Animated Japanese Fairy Tales<\/em> (<em>Fiabe e leggende giapponesi<\/em>, 1975)<br \/>\nEntrambi i pezzi rimangono oscuri e quasi sconosciuti anche in Giappone.<\/p>\n<p><strong>LIGHT-UP UFO 1<\/strong> (<em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/em>, 1975) \u2013 Anche se si chiama &#8220;UFO 1&#8221;, questo sembra essere l&#8217;unico altro giocattolo nella serie &#8220;kyo-go-kin&#8221;. \u00c8 molto simile ai <strong>Diecasts UFO<\/strong> venduti dalla Nakajima Manufacturing Corporation, ma si incontra molto meno frequentemente.<\/p>\n<p>Dario Muras, tra i fondatori di TV-Pedia, mi ha aiutato a ricordare i nomi dei vari Scino Glam, Gioele Centanni, Doro TV, etc, per corroborare le informazioni che gi\u00e0 sapevo da decenni avendo lavorato alla Corona Cinematografica a fianco del produttore Elio Gagliardo, riguardo la ricostruzione di ci\u00f2 che accadde alla fine degli anni &#8217;70 durante l&#8217;inizio della Goldrake-generation.<br \/>\nMa torniamo ad allora e precisamente al 1978: in quell&#8217;epoca i film arrivarono in stock direttamente dal Giappone: <em>Kore ga UFO da! Soratobu Enban, Uchu enban daisenso<\/em> assieme a <em>Gureto Majinga tai Getta Robo, Andersen Dowa Ningyo Hime<\/em> e altri, che raccolsero entro breve l&#8217;attenzione del produttore cinematografico Scino Glam.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/93.jpg\" \/>Scino Glam<\/p>\n<p>Scino Glam era lo pseudonimo di Sergio Bergonzelli, noto anche inizialmente come Siro Carme, Cino Glam e, in ultimo, Mushi Glam, il quale in passato era stato attore e regista, particolarmente attivo in b-movie italiani di diversi generi, soprattutto western ed erotico.<br \/>\nPiemontese, laureato in Filosofia, dopo il seminario si trasfer\u00ec a Roma, lavorando ad alcune pellicole del dopoguerra di vari registi, quali, Giacinto Solido, Giacomo Gentilomo, Giorgio Simonelli e Pietro Germi. Nel 1965 Sergio Bergonzelli diresse il film <em>Uno straniero a Sacramento<\/em>, con protagonista Enrico Bomba [44] col quale strinse un lunga amicizia artistica e professionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/94.jpg\" \/>Enrico Bomba e Jayne Mansfield<\/p>\n<p>Produttore e distributore conosciuto soprattutto col nome d&#8217;arte di Scino Glam, Bergonzelli gi\u00e0 alla fine degli anni &#8217;60 aveva importato in Italia con la sua societ\u00e0 cinematografica, la Glam Oriental Films, i lungometraggi dalla Toei Animation, quali: <em>Il gatto con gli stivali<\/em> e <em>Le meravigliose favole di Andersen<\/em>, entrambi di Kimio Yabuki, e <em>La grande avventura del piccolo Principe Valiant<\/em>, accreditando anche nell&#8217;altro la regia a un certo Terence Flasch, improbabile cugino dei fratelli Fleischer, privando in quest&#8217;ultimo dai credits originali sia la direzione di Isao Takahata sia il character design di Yasuo Otsuka che i layout del giovane Hayao Miyazaki.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/95.jpg\" \/><em>King Kong contro Godzilla<\/em> \u00a9 Daiei Studios\/Glam Oriental Films<\/p>\n<p>Sempre la Glam Oriental Films import\u00f2 in Italia il film giapponese di fantascienza <strong>King Kong contro Godzilla<\/strong> (<em>Gamera tai Daiakuju Giron<\/em>, 1969) [45], prodotto dalla Daiei Studios con la musica di Shunsuke Kikuchi e diretto da Noriaki Yuasa, nome del regista cambiato in Italia ancora con Terence Flasch.<br \/>\nNonostante il titolo della pellicola, in essa non compaiono n\u00e9 King Kong n\u00e9 Godzilla, in quanto riprendeva la traduzione letterale di un altro film, <em>Kingu Kongu tai Gojira<\/em>, gi\u00e0 uscito in Italia col titolo de <em>Il trionfo di King Kong<\/em>.<br \/>\nIn <em>King Kong contro Godzilla<\/em> sono protagonisti due bambini che, mettendo in moto un&#8217;astronave, finiscono nello spazio per assistere alla lotta cruenta tra due mostri, Guiron e Gaos, ma salver\u00e0 i due fanciulli una strana creatura di nome Gamera, chiamata nel film Grande King.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/96.jpg\" \/><em>Mazinga contro gli Ufo Robot<\/em> \u00a9 ToeiAnimation\/Oriental Films<\/p>\n<p>Infatti Glam, fiutando l&#8217;affare dopo aver visto <em>Il Grande Mazinga contro Getta Robot<\/em>, acquist\u00f2 dal Giappone altri Special animati della Toei Animation, quali, <em>Mazinga Z contro Devilman<\/em> (1973) e <em>Ufo Robot Goldrake contro il Grande Mazinga<\/em> (1976) e, aiutato nei dialoghi italiani dal veterano Enrico Bomba, li rimont\u00f2 in modo del tutto arbitrario nei diversi lungometraggi prodotti dalla Cinestampa Internazionale e distribuiti dall&#8217;Oriental Films nelle sale cinematografiche italiane gi\u00e0 dal dicembre 1978. Il primo di essi fu <strong>Mazinga contro gli Ufo Robot<\/strong> [46].<br \/>\nIl successo fu enorme forse anche perch\u00e9 comparvero nuovi piloti e robot, ancora non trasmessi in Italia, nonostante il nome di Actarus fu modificato al cinema in Icarus, come Goldrake in Goldjack, doppiato anzich\u00e9 da Romano Malaspina da Roberto Chevalier, etc. [47]; mentre Tetsuya aveva la voce di Piero Tiberi, medesima nella serie televisiva de <em>Il Grande Mazinger<\/em>, diretta nel doppiaggio sempre da Enrico Bomba, serie la quale sarebbe uscita nelle reti private nella primavera del 1979.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/97.jpg\" \/><em>Mazinga contro gli Ufo Robot<\/em> \u00a9 ToeiAnimation\/Oriental Films<\/p>\n<p>Nello stesso periodo della fine del &#8217;78, durante la cosiddetta seconda serie di Goldrake, venne trasmesso l&#8217;episodio <em>Un robot per Alcor<\/em> nel quale si poterono rivedere in TV i protagonisti del film da poco trascorso nelle sale cinematografiche italiane, Boss, Nuke e Mucha col loro Boss Robot, i quali, dall&#8217;America andavano in Giappone a trovare il loro amico Koji [48], pilota del vecchio Mazinga Z; episodio animato da Kazuo Nakamura, fra i pi\u00f9 riusciti della serie, mentre l&#8217;autore si alternava con l&#8217;altra coeva <em>Jeeg Robot, uomo d&#8217;acciaio<\/em>, nella quale venne nominato character designer principale e direttore dell&#8217;animazione. \u00c8 interessante come sia nei credits ufficiali riportati in Italia sia fra gli studiosi accreditati, il nome di Kazuo Nakamura non \u00e8 stato mai menzionato, se non i due characters principali Kazuo Komatsubara e Shingo Araki, i quali, ad onor del vero, non fecero l&#8217;uno esclusivamente la prima porzione della serie e l&#8217;altro la seconda, alternandosi con Toshio Mori, ma entrambi realizzarono anche diverse puntate l&#8217;uno nella seconda parte e l&#8217;altro anche nella prima; Kazuo Nakamura ebbe al contrario un ruolo molto importante in <em>Atlas Ufo Robot<\/em>: egli realizz\u00f2 13 episodi fra i migliori, fra cui il succitato, soprattutto all&#8217;interno della seconda serie mandata in onda in Italia fra la fine del &#8217;78 e gli inizi del &#8217;79; come anche, si pu\u00f2 notare, il secondo album delle figurine Panini di Goldrake, come ancora i poster e i successivi libri &#8220;rifatti&#8221; in Italia, le cui illustrazioni erano in realt\u00e0 ricavate dalle puntate animate dal grande Kazuo Nakamura, soprattutto vedansi nello specifico i mostri di Vega in questione molto similari ai successivi mostri Haniwa.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/98.jpg\" \/><em>Mazinga contro gli Ufo Robot<\/em> \u00a9 ToeiAnimation\/Oriental Films<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/99.jpg\" \/><em>Mazinga contro gli Ufo Robot<\/em> \u00a9 ToeiAnimation\/Oriental Films<\/p>\n<p>Ma, mentre il cortometraggio sugli UFO scomparve dalla galassia Rai per rimanere inutilizzato, alla Glam un&#8217;immagine dei photo-scene dimostrativi del robot Guttiger, che non si cap\u00ec al momento essere il &#8220;pilota&#8221; di Goldrake, fin\u00ec in copertina, assieme a Daimos, delle riduzioni in Super 8 dell&#8217;Ariete Cinematografica con all&#8217;interno spezzoni del suindicato lungometraggio, stampato integralmente anche in 5 bobine da 180 mt. dalla Cineriduzione Ariete [49].<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/100.jpg\" \/><em>UFOROBOT<\/em> \u00a9 Ariete Cinematografica<\/p>\n<p>Come ancora, sempre grazie a Scino Glam, arrivarono dal Sol Levante diversi episodi di <em>General Daimos<\/em> (<em>Tosho Daimos<\/em>) prodotto dalla Nippon Sunrise in coproduzione con la Toei Animation, che vennero rimontati nel 1979 nel film di montaggio <strong>Daimos, il figlio di Goldrake<\/strong> [50], distribuito dalla Alsen Cinematografica, nel quale, con l&#8217;inserimento di qualche spezzone da un <em>cross over<\/em> di Goldrake, volendo collegare le vicende di Daimos a quelle del celebre Atlas Ufo Robot, si affermava che Kazuya era figlio di Actarus, dal quale avrebbe ereditato il robot Daimos, con la modifica dei dialoghi di Enrico Bomba e il doppiaggio eseguito dalla C.D.<br \/>\nAncora per\u00f2, trattandosi di un coproduzione con la Toei e non essendo giunte in Italia le serie della Sunrise, quali, <em>Gundam, Daitarn III<\/em> e <em>Zambot 3<\/em>, il film fu poco capito anche se, di <em>Daimos<\/em>, assieme a <em>Raydeen <\/em> (<em>Yusha Raidin<\/em>), <em>Combatra<\/em> (<em>Combattler V<\/em>) e <em>Voltes V<\/em> (<em>Voltus V<\/em>), gi\u00e0 alla fine degli anni &#8217;70 circolavano in Italia i modelli <em>Shogun Warriors<\/em> dell&#8217;americana Mattel.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/101.jpg\" \/><em>Daimos, il figlio di Goldrake<\/em> \u00a9 Nippon Sunrise\/Toei Animation\/Oriental Films<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, nello stock v&#8217;era anche il lungometraggio <em>Andersen Dowa Ningyo Hime<\/em> [51], il quale fin\u00ec nelle sale cinematografiche ai primi del 1979 distribuito dalla Vanguard Martino col titolo de <strong>La Sirenetta, la pi\u00f9 bella favola di Andersen<\/strong> [52] ma, come al solito, anche se nei manifesti del film la regia sia correttamente attribuita a Tomoharu Katsumata, in essi scompare il nome fondamentale del character designer Shingo Araki per lasciare esclusivamente il posto al direttore dell&#8217;animazione, l&#8217;animatrice Reiko Okuyama [53], mentre il compositore classico della colonna sonora Takekuni Hirayoshi diventa Tsuyokumi Hirayashi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/102.jpg\" \/><em>La Sirenetta, la pi\u00f9 bella favola di Andersen<\/em> \u00a9 Toei Animation\/ Distribuzione Vanguard Martino<\/p>\n<p>Ma la Glam, divenuta ormai semplicemente Oriental Films, non si limit\u00f2 a mandare nei cinema italiani i film di montaggio facendo scoprire, prima della messa in onda Rai e delle TV private, Mazinga Z e il Grande Mazinger oltre che Devilman e Getta Robot, ma anche escogitando, sulla base di una vaga ma incisiva somiglianza con la pastorella di Johanna Spyri che all&#8217;epoca spopolava assieme a Goldrake, l&#8217;importazione del recente lungometraggio della Toei Doga, <strong>Heidi diventa principessa<\/strong> (<em>Sekai meisaku dowa: Hakucho no oji<\/em>, 1977), per la regia di Nobutaka Nishizawa e Yuji Endo, doppiato dalla stessa Francesca Guadagno. [54]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/103.jpg\" \/><em>Heidi diventa principessa<\/em> \u00a9 Toei Animation\/Oriental Films<\/p>\n<p>Nello stesso periodo, fra l&#8217;altro, erano usciti nelle sale italiane, come in Super 8 per la Techno Film dei 60 mt. del sopraindicato lungometraggio, i primi rimontaggi tratti dall&#8217;omonima serie televisiva, rispettivamente: <strong>Heidi a scuola<\/strong>; <strong>Heidi in citt\u00e0<\/strong>; e <strong>Heidi torna tra i monti<\/strong>, grazie alla distribuzione dell&#8217;HC Heritage Cinematografica del produttore Gioele Centanni. [55]<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/104.jpg\" \/><em>Heidi in citt\u00e0<\/em> \u00a9 Toei Animation\/HC Heritage Cinematografica<\/p>\n<p>Sempre per la Cinestampa Internazionale di Scino Glam, oltre <strong>Mazinga contro gli Ufo Robot<\/strong>, segu\u00ec <strong>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/strong> e <strong>Mazinga contro Goldrake<\/strong>, anch&#8217;essi con titoli fuorvianti nonch\u00e9 sugli autori originali, quando i manifesti pubblicitari italiani davano credits annunciando: &#8216;Ideazione di Hideki [56] e Toshio Mori \u2013 Dialoghi italiani di Enrico Bomba \u2013 Esclusivit\u00e0 Oriental Films&#8217;.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/105.jpg\" \/><em>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em> \u00a9 Toei Animation\/Oriental Films<\/p>\n<p><strong>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/strong> (1979) [57] era un film di montaggio montando nell&#8217;ordine, in modo del tutto arbitrario, i seguenti tre diversi mediometraggi della Toei Animation: <em>Il Grande Mazinga contro Getta Robot G<\/em> (1975), <em>Il Grande Mazinga, Getta Robot G, UFO Robot Goldrake contro il Dragosauro<\/em> (1976), e <em>Mazinga Z contro il Generale Nero<\/em> (1974).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/106.jpg\" \/><em>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em> \u00a9 Toei Animation\/Oriental Films<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/107.jpg\" \/><em>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em> \u00a9 Toei Animation\/Oriental Films<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/108.jpg\" \/><em>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em> \u00a9 Toei Animation\/Oriental Films<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/109.jpg\" \/><em>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em> \u00a9 Toei Animation\/Oriental Films<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/110.jpg\" \/><em>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em> \u00a9 Toei Animation\/Oriental Films<\/p>\n<p><strong>Mazinga contro Goldrake<\/strong> (1979), fu il terzo e ultimo film di montaggio prodotto da Scino Glam con l&#8217;aiuto del regista Enrico Bomba. Su un sito web dedicato ai rimontaggi cinematografici della fine degli anni &#8217;70, si trova scritto:<br \/>\n\u00ab<em>Il successo di questi lungometraggi spinse ancora una volta la Cinestampa Internazionale, a proporre un nuovo film, cos\u00ec nell&#8217;estate del 1979, usc\u00ec sul grande schermo &#8220;Mazinga contro Goldrake&#8221;. Avendo ormai esaurito il materiale inedito proposto nei film precedenti, la produzione in collaborazione con il direttore del doppiaggio Enrico Bomba, pens\u00f2 di riproporre in un unico film, le scene migliori dei 6 episodi speciali, adattandole grazie ad un nuovo doppiaggio. Inoltre per cercare di attirare maggiormente il pubblico, venne creato un finale inedito a sorpresa, facendo scontrare per l&#8217;ultima volta Mazinga e Goldrake, con quest&#8217;ultimo passato alle forze del male. Da questa idea nacque lo slogan del film: &#8220;anche gli amici diventano nemici&#8221;. Questa operazione (puramente commerciale), non ebbe il successo sperato, collezionando soltanto critiche, rivolte soprattutto al finale a sorpresa e cos\u00ec in tempi molti brevi, il film scomparve da tutti i circuiti cinematografici. A questo punto, per cercare di limitare i danni, il film venne modificato, tagliando completamente lo scontro finale e cambiando i titoli. Grazie a questa modifica, venne poi rivenduto alla The Universal Video, che per alcuni anni distribu\u00ec il film in VHS<\/em>\u00bb [58].<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/112.jpg\" \/><em>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em> \u00a9 Toei Animation\/Oriental Films<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/113.jpg\" \/><em>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em> \u00a9 Toei Animation\/Oriental Films<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/114.jpg\" \/><em>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em> \u00a9 Toei Animation\/Oriental Films<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/115.jpg\" \/><em>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em> \u00a9 Toei Animation\/Oriental Films<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/116.jpg\" \/><em>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em> \u00a9 Toei Animation\/Oriental Films<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/117.jpg\" \/><em>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em> \u00a9 Toei Animation\/Oriental Films<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/118.jpg\" \/><em>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em> \u00a9 Toei Animation\/Oriental Films<\/p>\n<p>La Cinestampa [59], all&#8217;epoca dei film di montaggio di Goldrake e Mazinga, era sita in Via Carso 63, nei pressi della Rai di Viale Mazzini; mentre, nello stesso periodo, oltre a Scino Glam, usc\u00ec anche la concorrente Italian Pictures la quale chiese l&#8217;esclusiva alla societ\u00e0 di Ginevra Eole Financi\u00e8re e alla Minerva Trading Ltd. per realizzare tre film di montaggio ricavati dalle puntate televisive di Goldrake, e precisamente: <strong>Goldrake all&#8217;attacco \u2013 La pi\u00f9 grande avventura di Ufo Robot<\/strong>; <strong>Goldrake l&#8217;invincibile<\/strong>; e <strong>Goldrake addio!<\/strong><br \/>\nCinestampa Internazionale e Italian Pictures erano societ\u00e0 cinematografiche di distribuzione, le quali si facevano anche concorrenza, al punto che, nelle locandine, c&#8217;era scritto, &#8220;Il vero Goldrake&#8221;, con riferimento ai montaggi TV, facendo presuppore che i film di Glam erano col &#8220;finto&#8221; Goldrake, motivo per cui dal successivo lungometraggio torn\u00f2 col nome originale italiano, doppiati alla C.D. capitanata da Enrico Bomba, mentre i rimontaggi per conto del committente\/distributore erano eseguiti nella societ\u00e0 EDC di Annibale Roccasecca sulle &#8216;pizze&#8217; in 16 mm, con la pista M\/E (musica\/effetti) su magnetico a parte \u2013 come mi raccont\u00f2 Fabrizio Mazzotta il quale partecip\u00f2 a tutti e tre i ridoppiaggi.<br \/>\nI dialoghi erano di Roccasecca e Willy Moser. Ovviamente concluso il mix, per approdare nelle sale cinematografiche, i film di montaggio tratti dalle puntate TV, essendo in 16 mm, dovevano essere prima &#8220;gonfiati&#8221; in 35 mm (come si diceva in gergo), per poi ricavare ulteriormente un internegativo finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/119.jpg\" \/><em>Goldrake all&#8217;attacco \u2013 La pi\u00f9 grande avventura di Ufo Robot<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Nonostante la sceneggiatura troppo diluita essendo tratti dagli episodi televisivi con l&#8217;animazione pi\u00f9 seriale rispetto ai lungometraggi in Cinemascope della Cinestampa; i dialoghi non molto fedeli a quelli originali anche se coi medesimi doppiatori della serie; la famosa sigla d&#8217;apertura italiana scritta da Luigi Albertelli su musica e orchestra di Vince Tempera, con l&#8217;aggiunta nel film della colonna sonora tratta dai brani dell&#8217;intero LP <em>Atlas Ufo Robot<\/em>, cantati, tra gli altri, da Fabio Concato e Dominique Regazzoni; i tre film su Goldrake \u2013 i quali sintetizzano a discrezione dei distributori le tre serie uscite fra il &#8217;78 e l&#8217;80 \u2013 godettero di un buon successo da parte del pubblico sia nelle sale cinematografiche, sia ristampati in Super 8, integrali in 5 bobine da 160 mt. per la Ersa, che in innumerevoli spezzoni da 60 mt. per la Silma.<br \/>\n\u00c8 interessante notare che a distanza di venticinque anni i lungometraggi e le serie televisive vennero pubblicati in DVD da diverse compagnie di distribuzione, venduti sui siti internazionali quali Ebay e Amazon, tanto che se ne accorse dal Giappone la Toei Animation, ignara da un quarto di secolo che la serie TV era stata rimontata a piacimento e senza la licenza originale da qualche misterioso distributore europeo:<\/p>\n<p>\u00c8 interessante fare oggi le seguenti osservazioni:<\/p>\n<p>1) Il film di montaggio italiano con l&#8217;esclusivit\u00e0 della societ\u00e0 di Ginevra Eole Financi\u00e8re, Italian Pictures e Minerva Trading, da poco uscito in Italia alla fine del &#8217;78 col titolo <em>Goldrake all\u2019attacco! <\/em>, fu ceduto qualche mese dopo alla Pictural Film di Jacques Canestrier, che usc\u00ec nella stessa epoca in Francia nelle sale cinematografiche d&#8217;oltrealpe col titolo <em>Goldorak au cin\u00e9ma<\/em>, tanto che nella versione doppiata in francese, nei titoli di testa, anzich\u00e9 Eole Financi\u00e8re come nella versione italiana, vi \u00e8 scritto: \u00abproduction TOEI ANIMATION DYNAMIC PRODUCTION PICTURAL-FILM\u00bb.<br \/>\nAppare ormai ovvio che la Eole Financi\u00e8re di Bruno-Ren\u00e9 Huchez, Italian Pictures, Minerva Trading e Pictural Film di Jacques Canestrier erano quantomeno collegate tra loro, poich\u00e9 si servivano vicendevolmente e non concorrenzialmente dei medesimi negativi 35 mm, ricavati dagli internegativi delle pellicole originali 16 mm da stampare per il cinema e in seguito per l&#8217;Home Video.<\/p>\n<p>2) Riguardo la titolarit\u00e0 dei diritti in possesso dalla Eole Financi\u00e8re, essi furono acquisiti dalla societ\u00e0 cinematografica di Ginevra alla Toei Animation, come risulta chiaramente dagli atti della Corte d&#8217;Appello di Parigi nella causa intentata dalla Toei Animation e Dynamic Planning alle societ\u00e0 francesi D\u00e9clic Images e Manga Distribution per aver messo la serie in dvd senza esserne titolari dei diritti, le quali riconosciute colpevoli sono state condannate a versare alle societ\u00e0 giapponesi un risarcimento di 7,2 milioni di euro:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Sur la titularit\u00e9 des droits d&#8217;auteur: Consid\u00e9rant que le tribunal a retenu ajuste titre qu&#8217;il r\u00e9sultait des contrats vers\u00e9s au d\u00e9bat que la s\u00e9rie d&#8217;animation GOLDORAK \u00e9tait commercialis\u00e9e en France par les soci\u00e9t\u00e9s Toei Animation et Dynamic Planning depuis 1979; <\/em><br \/>\nQu&#8217;il est en effet \u00e9tabli par les pi\u00e8ces communiqu\u00e9es que la soci\u00e9t\u00e9 Toei Animation a:<br \/>\n\u2013 par contrat du 8 janvier 1979, enregistr\u00e9 le 9 mars 1979 au registre public de la cin\u00e9matographie, c\u00e9d\u00e9 \u00e0 la s.A.R.L Eole Financi\u00e8re le film intitul\u00e9 \u00abUfo Robot Grendizer\u00bb, ce titre \u00e9tant \u00e0 l&#8217;origine au Japon celui de GOLDORAK en France,<br \/>\n\u2013 par contrat du 5 f\u00e9vrier 1982, c\u00e9d\u00e9 pour cinq ans \u00e0 la soci\u00e9t\u00e9 Productions Jacques Canestrier l&#8217;exclusivit\u00e9 de l&#8217;exploitation par vid\u00e9ogrammes des s\u00e9ries de dessins anim\u00e9s \u00abUfo Robot Grendizer Raids\u00bb, la photocopie de la jaquette d&#8217;une vid\u00e9ocassette produite par cette soci\u00e9t\u00e9 portant d&#8217;ailleurs la mention \u00abr\u00e9alisation Toei Animation\/Dynamic Planning\u00bb, \u2013 par contrat du 31 mai\u00bb.[60]<\/p>\n<p>3) Relativamente ai film di montaggio della fine degli anni &#8217;70, come i tre su <em>Goldrake, Capitan Harlock, Jeeg Robot<\/em> e <em>Candy Candy<\/em> nonostante di Balini, e perfino l&#8217;ancora inedita <em>Lul\u00f9 l&#8217;angelo tra i fiori<\/em>, la cui esclusiva veniva concessa dalla Eole Financi\u00e8re, \u00e8 da notare che, recentemente, alcuni dei suindicati lungometraggi uscirono in Italia in dvd in versione rimasterizzata fra il 2001 e il 2006 per il marchio Stormovie della Digital Studio Producton, quali, <em>Mazinga contro Goldrake, Daimos il figlio di Goldrake<\/em>, come anche <em>Goldrake all\u2019attacco, Goldrake l\u2019invincibile, Goldrake addio<\/em> e <em>Jeeg Robot contro i mostri di roccia<\/em>.<br \/>\nLa Digital Studio Production del produttore cinematografico Omar Paolo Bussi era stata accusata un decennio fa dalla Dynamic Planning inc. e dalla D\/Visual incorporated di aver diffuso sul territorio italiano versioni contraffatte e non autorizzate dei film \u201cUFO Robot Goldrake\u201d e \u201cJeeg Robot d\u2019Acciaio\u201d create da Go Nagai.<br \/>\nIn un comunicato stampa [61] la Digital Studio Production d\u00e0 la seguente dichiarazione:<\/p>\n<p>\u00ab<em>le opere audiovisive di animazione con titolo Italiano \u201cMazinga contro Goldrake&#8221;, \u201cGoldrake all\u2019attacco\u201d, \u201cGoldrake l\u2019invincibile\u201d, \u201cGoldrake addio\u201d e \u201cJeeg Robot contro i mostri di roccia\u201d, distribuite dalla Digital Studio Production S.r.l., sono state prodotte dalla Eole Financere Co. Ltd. per la versione cinematografica,\u00a0su licenza della Toei Animation Co. Ltd., proprietaria dei relativi diritti, come pu\u00f2 evincersi dalla semplice lettura dei titoli iniziali degli stessi filmati<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante notare che la medesima societ\u00e0 Digital Studio Production, la quale si dichiarava in pieno possesso dei diritti di distribuzione, oltre ai rimontaggi di Goldrake e Jeeg Robot attribuisca anche <em>Mazinga contro Goldrake<\/em> all&#8217;Eole Financi\u00e8re, quando, all&#8217;epoca dell&#8217;uscita nelle sale cinematografiche, <em>Mazinga contro Goldrake<\/em> come <em>Daimos il figlio di Goldrake<\/em> erano della concorrente Cinestampa Internazionale di Scino Glam.<\/p>\n<p>4) Sul sito internet francese \u00abGoldorak-Gate\u00bb, vi \u00e8 una pagina con un affiche dell&#8217;epoca del film, intitolata, <em>&#8216;Candy au cin\u00e9ma en Italie&#8217;<\/em>: in essa si trova scritto, \u00ab<em>Candy a \u00e9t\u00e9 projet\u00e9e sous forme de long m\u00e9trage hier en Italie Bien entendu \u00e9tant donn\u00e9 le contexte, cette projection est tout sauf orthodoxe\u2026 D\u2019apr\u00e8s mes informations, cette projection serait port\u00e9e au cr\u00e9dit d\u2019Eole Financi\u00e8re, soci\u00e9t\u00e9 suisse qui appartiendrait \u00e0\u2026 Bruno-Ren\u00e9 Huchez!<\/em>\u00bb [62].<\/p>\n<p>Evidentemente, un giro di &#8220;amicizie&#8221; in comune tra Italia e Francia quello fra Eole Financi\u00e8re di Huchez, Pictural Film di Canestrier, Cinestampa Internazionale di Glam, Italian Pictures e Minerva Trading, con l&#8217;assistenza della C.D. di Bomba e l&#8217;EDC di Roccasecca, e lo zampino di qualcuno che chiudeva un occhio sul fatto che le puntate televisive 16 mm sonorizzate in italiano dalla Rai finissero arbitrariamente rimontate e stampate in 35 mm nei cinema&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/120.jpg\" \/>Affiche de film <em>Goldorak au cin\u00e9ma<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Tornando ai primi mesi del &#8217;79, la Rai mand\u00f2 uno <strong>Speciale del TG1 \u2013 Tam Tam<\/strong>, con un reportage intitolato <em>Heidi, Goldrake, Harlock and Co<\/em>.[63]<br \/>\n(https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4493), nel quale il giornalista Giuseppe Breveglieri andava con la troupe a Tokyo in visita alla Toei Animation ad intervistare gli autori di Goldrake. In esso si vedono il regista Tamoharu Katsumata e lo scenografo Tadanao Tsuji (entrambi con errori nei nomi nelle sottotitolazioni, quali, Tomoaru [sic] e Tadamao [sic]), i quali cercano di spiegare il successo dei cartoni animati giapponesi al grande pubblico.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/121.jpg\" \/>Tamoharu Katsumata intervistato da Giuseppe Breveglieri \u00a9 Speciale TG1 \u2013 Tam Tam\/Rai-TV<\/p>\n<p>Nel filmato Rai si vedevano i reparti di animazione, coloritura, ripresa, aziende di giocattoli o sponsor, oltre che spezzoni, cells, addetti alla Verticale Cinematografica; mentre, dallo speaker Dario Reggente si ascoltano i nomi di <em>Goldrake, Heidi, Capitan Harlock<\/em> (uscito da pochi giorni prima alla messa in onda) o ancora non importati, <em>Ultraman, Majinger Z<\/em> definito il pap\u00e0 di Goldrake, <em>Candy Candy, Captain Future, Galaxy Express 999, Anne<\/em> e <em>Judo Boy<\/em>, con un saluto all&#8217;uscita della Toei della troupe Rai di ritorno in Italia con un gigantesco Goldrake che salutava gli spettatori italiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/122.jpg\" \/><em>Speciale TG1 \u2013 Tam Tam: Heidi, Goldrake, Harlock and Co.<\/em>\u00a9 Rai-TV<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/123.jpg\" \/><em>Danguard Ace<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>La Rai, infatti, aveva da poco iniziato a trasmettere la nuova serie giapponese <strong>Capitan Harlock<\/strong> (<em>Uchu Kaizoku Kyaputen Harokku<\/em>, 1978) [64], diretto da Rintaro, con annesso un enorme merchandising; mentre, nello stesso periodo, sulle diverse TV private regionali pi\u00f9 in sordina and\u00f2 in onda <strong>Danguard Ace<\/strong> (<em>Wakusei Robo Dangado Esu<\/em>, 1977) [65], per la regia di Tomoharu Katsumata. Presentato settimanalmente dall&#8217;ex Mago Zurl\u00ec Cino Tortorella, nel frattempo passato alle TV private, all&#8217;interno di una trasmissione sponsorizzata da <em>Il Giornalino<\/em> del gruppo editoriale San Paolo, nella quale pubblicizzavano anche i prodotti Plasmon, <em>Ergo Sprint<\/em> e <em>Ergo Cappuccio<\/em>, che regalavano i modellini di Asterix e Obelix; quando, alla fine del programma in studio, Cino Tortorella tra i bambini annunciava una nuova puntata (alla milanese) &#8220;del&#8221; Danguard [66].<br \/>\nLa TV principale che produceva la trasmissione era Telonova, sempre del gruppo San Paolo, il cui patr\u00f2n era Paolo Pivetti, padre di Irene e Veronica, la quale cantava anche la sigla di apertura e chiusura del Danguard.<br \/>\nDopo nove settimane nelle quali furono trasmessi soltanto i primi nove episodi diffusi sulle antenne private in tutta la penisola, <em>Danguard Ace<\/em>, mai pubblicizzato se non sporadicamente su <em>Il Giornalino<\/em>, cess\u00f2 improvvisamente di andare in onda&#8230;<br \/>\nBisogner\u00e0 aspettare l&#8217;inizio dell&#8217;anno successivo, 1980, per vedere, senza Cino Tortorella nel frattempo tornato in Rai a presentare <em>Lo Zecchino d&#8217;Oro<\/em>, la serie intera e quotidianamente acquisita dall&#8217;Olympus Merchandising di Vittorio Balini, trasmessa sulle future reti Fininvest, oggi Mediaset, chiamata pi\u00f9 semplicemente <em>Danguard<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/124.jpg\" \/><em>Danguard Ace<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Diverse le similitudini fra le due serie coeve: il giovane pilota Arin somigliava a Tadashi Daiwa, mentre il Capitano Dan aveva una cicatrice trasversale sulla guancia simile a quella del pirata spaziale; la ragazza della Base Yasdam Nova ricordava Yuki dell&#8217;Arcadia; come ancora il simpatico e omonimo personaggio di contorno dott. Zero, sempre attaccato alla bottiglia, era molto simile nella tipologia in entrambe le serie. Inoltre la caratterizzazione dei personaggi aveva qualcosa di gi\u00e0 conosciuto al pubblico italiano: sia <em>Capitan Harlock<\/em>, improntato da Kazuo Komatsubara, sia <em>Danguard<\/em> caratterizzato da Shingo Araki, erano entrambe tratte dai manga di Leiji Matsumoto, nonch\u00e9 relativamente alle serie <em>anime<\/em>ambedue dirette dai medesimi direttori dell&#8217;animazione del recente <em>Goldrake<\/em>. Uscirono ai primi del &#8217;79 in contemporanea due album delle figurine su <em>Capitan Harlock<\/em>: il primo delle edizioni Flash coi personaggi ridisegnati; il secondo, edito dalla Panini, con le immagini tratte dai fotogrammi originali. Inoltre, la serie Rai ebbe all&#8217;epoca un tale successo, quasi pari a <em>Atlas Ufo Robot<\/em>, che alcuni episodi vennero rimontati nel film <strong>Le nuove avventure di Capitan Harlock il pirata dello spazio<\/strong> (1979), con l&#8217;esclusiva Eole Financi\u00e8re e distribuito dall&#8217;Italian Pictures.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/125.jpg\" \/><em>Le nuove avventure di Capitan Harlock il pirata dello spazio<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Ai primi del &#8217;79 usc\u00ec sulle TV private regionali <strong>Le avventure di Lupin III<\/strong> (<em>Rupan Sansei<\/em>, 1971), senza titoli giapponesi, e con la canzone inglese <em>Planet 0<\/em> [67] del gruppo Daisy Daze and the Bumble Bees. La prima puntata, <em>Trappola su quattro ruote<\/em>, nella quale Lupin \u00e8 impegnato in una gara automobilistica, come per Hiroshi Shiba, \u00e8 animata da un giovane Kazuo Nakamura, quando dovr\u00e0 liberare la fidanzata Fujiko Mine, sequestrata da Lord Scorpion e torturata con delle braccia e manine coi guanti <em>\u00e0 la<\/em>&#8230; Mickey Mouse che le fanno il solletico.<br \/>\nUna divertente e straordinaria serie poliziesca, prodotta dalla A-Production dell&#8217;ex veterano Toei Gisaburo Sugii che aveva gi\u00e0 realizzato assieme Yasuo Otsuka il film pilota, caratterizzata anche da accenti allusivi e adulti, con tratti quasi da fumetto occidentale, ma iconograficamente col naso accennato e le ellissi nelle iridi luminose alla maniera di <em>Hols il principe del sole<\/em> e <em>Heidi<\/em> di Isao Takahata e Hayao Miyazaki.<br \/>\nLupin III, nipote del famoso ladro gentiluomo, con la ragazza Fujiko, il complice Jigen, il samurai Goemon e l&#8217;ispettore Zenigata, iniziata in sordina e ripetuta su varie TV locali per due anni, riscosse un immediato successo tanto che, l&#8217;anno dopo, 1980, usc\u00ec anche a Pasqua nei cinema italiani il film <strong>Le avventure di Lupin III<\/strong> (1978) [68].<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/126.jpg\" \/><em>Le avventure di Lupin III<\/em> \u00a9 Tokyo Movie Co.<\/p>\n<p>Sempre nella primavera del 1979, su diverse TV private nazionali, fra le quali, Quinta Rete, diventata in seguito di Rusconi e poi definitivamente Rete 4 di Silvio Berlusconi, and\u00f2 in onda <strong>Jeeg Robot, uomo d&#8217;acciaio<\/strong> (<em>Kotetsu Jigu<\/em>, 1975) [69].<br \/>\nKazuo Nakamura, la cui mano in Italia si era gi\u00e0 intravista in Goldrake, venne nominato dalla Toei Animation per la Dynamic Planning quale character designer principale e direttore generale dell&#8217;animazione, improntando la caratterizzazione di <em>Jeeg, il Robot d&#8217;Acciaio<\/em>; del protagonista Hiroshi Shiba, in una sontuosa e pi\u00f9 complessa rielaborazione iconografica, da Akira di <em>Devilman<\/em> a Actarus di <em>Goldrake<\/em>; dell&#8217;assistente Miwa, dei piccoli Mayumi e Shorty, del professor Shiba e del prof. Dairi; come anche dei personaggi di contorno alternativi a Boss, Nuke e Mucha e Boss Robot di <em>Mazinga<\/em>, stavolta raffigurati nel duo Don e Pancho con il loro grottesco e simpatico Mechadon; come ancora dei cattivi dell&#8217;Impero Yamatai, quali, la Regina Himika e i tre Ministri Amaso, Hikima e Mimashi; vedute trasversali e la cura nel design altamente elaborato ne hanno fatto l&#8217;opera pi\u00f9 rappresentativa di Kazuo Nakamura nella met\u00e0 degli anni &#8217;70, poco prima dell&#8217;innovazione con l&#8217;ideazione supportata dagli sponsor di giocattoli del successivo <em>Voltron<\/em> (1981), che apr\u00ec la strada al mercato americano de <em>I Transformers<\/em> (1984).<br \/>\nInizialmente, la sigla di Jeeg Robot era preceduta da uno stacchetto della AB International Export, societ\u00e0 di distribuzione che diffuse la serie televisiva in Italia. Vittorio Balini [70] era il titolare della Olympus Merchandising ed era altres\u00ec la PAT Produzioni Associate Televisive Srl in seguito PAT International.<br \/>\nAB International e Pubbliherz distribuivano i programmi della P.A.T. di Vittorio Balini cui faceva capo anche la Olympus Merchandising. Publiherz distribuiva in Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Friuli e Trentino; AB International nel resto d&#8217;Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/127.jpg\" \/><em>Jeeg Robot, uomo d&#8217;acciaio<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Stessa sorte, nello stesso periodo, accadde anche per <strong>Ryu il ragazzo delle caverne<\/strong> (<em>Genshi shonen Ryu<\/em>, 1971), per la regia di Takeshi Tamiya e Masayuki Akehi, tratto dal manga di Shotaro Ishinomori caratterizzato dall&#8217;impronta di un giovane Kazuo Komatsubara aiutato nell&#8217;animazione da Kazuo Nakamura, con l&#8217;intro AB International Export e la concessionaria Olympus Merchandising che distribuiva i prodotti in Italia.<br \/>\nUna storia ambientata nella preistoria, con protagonista in un mondo di meticci il ragazzo bianco di nome Ryu, assieme alla sua compagna Ran e al di lei fratellino Don, i quali debbono sfuggire il crudele Tyrano (nome dato probabilmente in onore al dinosauro teropode Tyrannosaurus (il cui nome significa &#8220;lucertola tiranna&#8221;).<br \/>\n\u00c8 interessante notare che sia la serie <em>Ryu il ragazzo delle caverne<\/em> sia il lungometraggio <em>20.000 leghe sotto i mari<\/em>\u00a0 vennero diretti da Takeshi Tamiya, su soggetto di Shotaro Ishinomori, nonche l&#8217;idea iconografica dell&#8217;antica mitologia nipponica rivisitata nel drago di fuoco, ricorda molto quella del dinosauro Tyrano; come anche le musiche di sottofondo di Takeo Watanabe riscontrabili in entrambe le produzioni della Toei Animation.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/128.jpg\" \/>Vittorio Balini, presidente dell&#8217;AB International Export e dell&#8217;Olympus Merchandising<\/p>\n<p>Nella mia lunga intervista esclusiva, intitolata <em>Detto Mariano: Musica Maestro! le sigle d\u2019oro dei cartoni animati giapponesi<\/em> (https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=36984), viene in essa spiegato dal famoso compositore musicale italiano i ruoli che ebbero Paolo Moroni e l&#8217;arrangiatore della CAM Paolo Lepore, i quali rielaborarono gli originali della musica giapponese, quando la canzone della sigla d&#8217;apertura fu cantata da Roberto Fog\u00f9 in arte Fogus, per entrambe le serie <em>anime<\/em>, a eccezione della sigla di chiusura <em>Un milione di anni fa<\/em> interpretata dalla figlia del musicista, Georgia Lepore.<br \/>\nEntrambi, sia <em>Jeeg Robot<\/em> che <em>Ryu<\/em>, vennero distribuiti anche in Super 8 sia in cofanetti contenenti un intero episodio da 2 x 120 mt. cadauno sia in versione lungometraggio da 5 X 180 mt., stampati sia dalla Ersa e dalla C.I.C. che dalla Fapex Distribuzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/129.jpg\" \/><em>Ryu il ragazzo delle caverne<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Sempre nella primavera del 1979, poco dopo <em>Jeeg Robot<\/em>, usc\u00ec anche <strong>Il Grande Mazinger<\/strong> (<em>Gureto Majinga<\/em>, 1974), il quale, nonostante trasmesso su alcune TV regionali, ottenne sin da subito un grande successo. Finalmente si pot\u00e9 rivedere in TV Tetsuya Tsuruji doppiato, come nel film <em>Mazinga contro gli Ufo Robot<\/em>, sempre da Piero Tiberi. La caratterizzazione principale dei personaggi venne improntata dal character designer Keisuke Morishita, con la sigla, come per <em>Mazinga Z<\/em>, animata da Kazuo Nakamura.<br \/>\nIl protagonista \u00e8 Tetsuya Tsuruji, un giovanotto dai capelli neri e basetta cadente piatta, naso anzich\u00e9 diritto con la nocca, il quale pilota il veivolo Brian Condor che si collega come cabina di pilotaggio all&#8217;interno della testa del Grande Mazinger. Fra gli altri protagonisti, il dott. Kenzo Kabuto della Fortezza delle Scienze, lo scenziato coi baffi, con la cicatrice sul volto (idea spesso utilizzata dai giapponesi) e le mani-robot perch\u00e9 reduce da un grave incidente, nonch\u00e9 figlio del vecchio prof. Kabuto ideatore del vecchio Mazinga Z e padre del pilota di esso Koji Kabuto che comparir\u00e0 nelle puntate finali della serie Toei; il piccolo Shiro fratello di Koji reduce dall&#8217;altra serie acconto a Jun (una modernizzazione di Ran e il piccolo Don di Ryu), la ragazza mulatta a bordo del robot femminile Venus Alfa, partner femminile del grande Mazinga; e, come nella precedente serie, il simpatico e maldestro Boss, coi suoi aiutanti Nuke e Mucha che pilotano il grottesco Boss Robot.<br \/>\nI nemici stavolta sono i demoni dell&#8217;Impero di Mikenes, un richiamo all&#8217;impero miceneo in una sorta di ade ispirata all&#8217;antica mitologia greca. Tra questi, l&#8217;Imperatore delle Tenebre e il suo primo ministro Generale Nero, che comanda il Ministro Argos, il Granduca Gorgon, il Generale Yuri Caesar e la Marchesa Yanus.<br \/>\n<strong>Il Grande Mazinger<\/strong> ebbe un notevole successo con un importante merchandising fra album delle figurine, modellini robot, libri, giochi da tavola, il disco [71] e perfino il manga originale di Go Nagai, edito in Italia dall&#8217;autunno del &#8217;79 dai Fratelli Fabbri.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/130.jpg\" \/><em>Il Grande Mazinger<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>All&#8217;epoca, erano giunti anche i primi telefilm giapponesi nei programmi per ragazzi curati da Fatma Ruffini sulla milanese Antenna Nord e la romana 5\u00b0 Rete, che divennero Italia 1, dove ebbe anche un discreto successo come conduttrice presentando <em>Il Discolone<\/em>, trasmissione musicale per bambini accompagnata dalla mascotte dell&#8217;enorme coniglio Gasparone.<br \/>\nIn quel periodo mandarono in onda due fiction giapponesi in live-action di fantascienza: <strong>Guerre fra galassie<\/strong> (<em>Uchu kara no Messeji: Ginga Taisen<\/em>, 1978) [72], serie della Toei Company scritta da Shotaro Ishinomori con le musiche composte da\u00a0Shunsuke Kikuchi; e <strong>Spectreman<\/strong> (<em>Supekutoruman<\/em>, 1971), telefilm in tokusatsu prodotti da P Productions.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/131.jpg\" \/><em>Guerre fra galassie<\/em> \u00a9 Toei Company<\/p>\n<p>Sempre in quel periodo, andavano di continuo replicati dalle TV private, due mediometraggi animati giapponesi: <strong>Il principe felice<\/strong> [73], della Dax Productions, la commovente favola di Oscar Wilde interpretata da Osamu Dezaki e Akio Sugino, futuri creatori di <em>Rem\u00ec<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/132.jpg\" \/><em>Il principe felice<\/em> \u00a9 Dax Productions<\/p>\n<p>E lo Special in animazione <strong>Polon la piccola strega<\/strong> [74], che anticip\u00f2 di tre anni l\u2019arrivo in Italia della vecchia serie della Toei Animation, <em>Sally la maga<\/em> (<em>Mahotsukai Sari<\/em>, 1966): la storia di una piccola maghetta, Polon, la quale facendo una magia diventavano minuscoli anche i suoi amici Kab\u00f9 e i tre gemellini Ton, Chin e Kan, i quali si avventurano assieme nei sotterranei a cercare la palla da gioco finita in un cunicolo a bordo di una automobile mettendosi nei guai&#8230; fin quando, alla fine, Sally, la pi\u00f9 grande, non trovando Polon e Kab\u00f9, con una magia riporter\u00e0 la situazione a lieto fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/133.jpg\" \/><em>Polon la piccola strega<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>E nella primavera-estate del 1979, solo una volta da allora, TMC Tele Monte Carlo mandava in onda <strong>Le favole della foresta<\/strong> (<em>Yama Nezumi Rocky Chuck<\/em>, 1973), con la sigla con l\u2019esotica canzone <em>Bahamas<\/em> dei Kangaroo [75], una serie del veterano Yasuji Mori mai replicata della Zuiyo Eizo poco prima che divenisse Nippon Animation, con protagonisti il ratto di montagna Johnny (Rocky Chuck), la marmotta Polly, il coniglio Peter, il dalmata Gedeone, il picchio Sammy, Volpe Rossa, il falco Zampa Bianca, l\u2019orso Buster, Verdone Serpentone, la lontra Joe. Adattamento dialoghi di Sergio Patau. Doppiaggio eseguito dalla S.A.S.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/134.jpg\" \/>Le fiabe della foresta \u00a9 Zuiyo Eido \u2013 Nippon Animation<\/p>\n<p>Sempre in Italia, ai primi del &#8217;79 si potevano trovare i robot giganti in plastica della linea <em>Shogun Warriors<\/em> dell&#8217;americana Mattel, fra i quali, <em>Grandizer, Great Mazinga<\/em> e in seguito <em>Gaiking<\/em>.<br \/>\nFra questi, nei negozi di giocattoli, era esposto anche <strong>Raydeen<\/strong> (<em>Yusha Raidin<\/em>, 1975), una serie della Sunrise, mai importata in Italia, creata da Masaki Tsuji e Soji Yoshikawa, con la regia di Yoshiyuki Tomino e Tadao Nagahama, ed il character design di Yoshikazu Yasuhiko.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/135.jpg\" \/><em>Raydeen<\/em> \u00a9 Sunrise<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel &#8217;79 erano arrivati dal Sol Levante diversi giocattoli originali giapponesi. Nei negozi di cartoleria-articoli da regalo, si potevano raramente trovare gli <strong>Uniquer Troops<\/strong> (1976), una serie di simpatici robot a magnete destinati alle scuole elementari prodotti della Takara [76], non a caso l&#8217;azienda di Toys che diffuse i modellini scomponibili a calamita di <em>Jeeg Robot d&#8217;Acciaio<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/136.jpg\" \/><em>Uniquer Troops<\/em> \u00a9 Takara<\/p>\n<p>Sempre a magnete, dalla Germania anche se fabbricati in Giappone giunsero sul mercato italiano i giocattoli coi modellini scomponibili a calamita di <strong>Pinocchio<\/strong> e <strong>Sinbad<\/strong>, tratti dalle serie ancora non esportate relative alla coproduzione fra Nippon Animation e Apollo Film-Wien [77].<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/137.jpg\" \/><em>Pinocchio<\/em> \u00a9 Apollo Film-Wien<\/p>\n<p>Come anche, oltre i robot della Nakajima usciti dall&#8217;anno prima, rarissimamente nel &#8217;79 si potevano trovare dei modelli in ferro di minor pregio ma pi\u00f9 squadrati e dal design pi\u00f9 sofisticato dei tre <strong>Ginguiser<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/138.jpg\" \/><em>Ginguiser<\/em> \u00a9 Nippon Animation<\/p>\n<p>Durante la primavera del 1979, coi primi negozi di articoli per la casa, giochi e cancelleria \u2013 il corrispettivo degli attuali bazaar cinesi \u2013, vendevano, oltre a matite e quaderni, anche delle gommine profumate con disegnati sopra i personaggi di <strong>Robocon<\/strong> (<em>Ganbare!! Robocon<\/em>, 1974) [78], la serie della Toei di Shotaro Ishinomori mai pervenuta in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/139.jpg\" \/><em>Ganbare!! Robocon<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Nei grandi magazzini \u2013 <em>Standa, Upim e la Rinascente<\/em> \u2013 oltre ad avere per sponsor Goldrake, al reparto infanzia e giochi, sempre in quel periodo, si potevano trovare i cinque modellini-robot dei <strong>Goranger<\/strong> (<em>Himitsu Sentai Gorenja<\/em>, 1977), la prima serie tokusatsu Super Sentai creata sempre da Shotaro Ishinomori e distribuita dalla Toei Animation in occidente col titolo <em>Power Rangers<\/em>.<br \/>\nIn questo post, ricavato in internet di gonagaiword, vi mostriamo un depliant pubblicitario di un parco divertimenti a Inuyama, risalente al 1975\/76. Protagonisti delle tre pagine disponibili Goldrake, Getter Robot, Yuusha Raideen, Robocon, Kamen Rider e gli altri eroi delle trasmissioni TV per ragazzi nel Paese del Sol Levante. I fortunati bambini dell\u2019epoca in visita al lunapark, erano \u201comaggiati\u201d con le maschere dei loro eroi preferiti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/140.jpg\" \/>Depliant pubblicitario vintage con Goldrake, Getter Robot e gli eroi Toei Animation e Sunrise<\/p>\n<p>Nell&#8217;autunno del 1979, dopo l&#8217;enorme successo Rai di <em>Heidi, Goldrake<\/em> e <em>Capitan Harlock<\/em>, venne annunciata a breve la serie giapponese <strong>La storia di Remi<\/strong> (senza ancora l&#8217;accento sulla &#8220;\u00ec&#8221; aggiunto in ultimo per facilitarne la pronuncia italiana), ispirato al romanzo <em>Senza famiglia<\/em> di Hector Malot e prodotto dalla Tokyo Movie Shinsha, per la regia di Osamu Dezaki e il character design di Akio Sugino.<br \/>\nRem\u00ec, il bambino alla ricerca della sua vera mamma la signora Milligan, venne venduto da Gerolamo Barberin al signor Vitali (all&#8217;inizio pi\u00f9 burbero come il nonno di Heidi), per farlo lavorare nella sua compagnia artistica ambulante assieme al cane Capi, alla scimmietta Jolie-Coeur, e ai due Zerbino e Dolce; serie realizzata magistramente dal tratto accurato e sontuoso di Akio Sugino, veterano della Mushi Productions e gi\u00e0 affermato character designer per Dezaki con <em>Rocky Joe<\/em>, corroborato dai continui e suggestivi effetti panoramici e tridimensionali ottenuti alla Multiplane Camera della Parigi <em>fin de si\u00e8cle<\/em>, si \u00e8 rivelata sin da subito uno strepitoso successo Rai per l&#8217;infanzia. All&#8217;inizio, infatti, la serie <em>Rem\u00ec \u2013 Le sue avventure<\/em> (<em>Ie Naki Ko<\/em>, 1977) [79] venne lanciata come tridimensionale e molti periodici di larga diffusione, fra i quali, <em>Radiocorriere TV, TV Sorrisi e Canzoni<\/em> e perfino <em>Topolino<\/em> allegavano in omaggio gli occhiali in 3D [80].<br \/>\nIl successo della serie fu tale che l&#8217;anno dopo, Scino Glam rimont\u00f2 gli episodi nel lungometraggio distribuito nelle sale distribuito dalla Alsen Cinematografica, <strong>Rem\u00ec \u2013 Il Film<\/strong> (1980).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/141.jpg\" \/><em>Rem\u00ec \u2013 Il Film<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>A settembre del 1979, le TV private iniziarono a programmare <strong>Don Chuck il Castoro<\/strong> (<em>Don Chakku Monogatari<\/em>, 1975) [81], prodotto dalla Knack col character design originale improntato da Eiji Tanaka, in una deliziosa serie con protagonisti i due piccoli castori Chuck e Lala che giocano assieme all&#8217;orsetto Daigo e alla coniglietta Mim\u00ec; fra i grandi, il padre castoro Aristotele, il medico capra dott. May e gli antagonisti, il vecchio saggio lupo Gantez\u00f9 coi suoi tre scagnozzi quali, il lupo Rappa, la volpe Konta ed il procione Kachinko, all&#8217;interno della foresta di Zawa-Zawa.<br \/>\nDon Chuck usc\u00ec anche nelle sale cinematografiche italiane nel film di montaggio, <strong>Le avventure di Don Chuck il Castoro<\/strong> (1980), stampato anche integralmente anche in 4 bobine da 180 mt. dalla BP Distribuzione Super 8.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/142.jpg\" \/><em>Le avventure di Don Chuck il Castoro<\/em> \u00a9 Knack Productions<\/p>\n<p>Sempre nel &#8217;79, le TV private mandarono in onda <em>Honeybee Hutch<\/em>, divenuta dopo qualche mese <strong>Le avventure dell&#8217;Ape Mag\u00e0<\/strong>, (<em>Konchu Monogatari: Minashigo Hatchi<\/em>, 1970) [82], che aveva le sigla originale giapponese sostituita l&#8217;anno dopo dalla nuova canzone italiana cantata dal coro I Nostri Figli di Nora Orlandi.<br \/>\nNonostante l&#8217;anno dopo la Rai trasmise <strong>L&#8217;ape Maia<\/strong> (<em>Mitsubachi Maya no boken<\/em>, 1975) [83], basata sul racconto originale tedesco di W. Bonsels e pubblicizzata ovunque rispetto alla meno fortunata concorrente (doppiate entrambe da una piccola Antonella Baldini), la serie della Tatsunoko Productions apparsa sulle TV private si rivel\u00f2 superiore per ideazione e contenuti a quella Rai coprodotta fra la nipponica Zuiyo Eizo e l&#8217;austro-tedesca Apollo Film: dopo Rem\u00ec, anche Mag\u00e0 era alla ricerca della mamma, l&#8217;Ape Regina. Gli episodi de <em>L&#8217;Ape Mag\u00e0<\/em>, inoltre, vennero riproposti in 60 mt. in Super 8 prodotti dall&#8217;AVO Film [84].<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/143.jpg\" \/><em>Le avventure dell&#8217;Ape Mag\u00e0<\/em> \u00a9 Tatsunoko Productions<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/144.jpg\" \/><em>Astro Robot<\/em> \u00a9 Nippon Animation<\/p>\n<p>Sempre nell&#8217;autunno del 1979, con l&#8217;inizio della scuola, la linea de <em>i quaderni Auguri di Mondadori<\/em> stamp\u00f2 diversi albi, a righe e a quadretti, con diverse copertine [85] con su scritto in occidentale <strong>Astro Robot<\/strong> [86]; quaderni relativi a un nuovo robot giapponese (in realt\u00e0 erano 4) mai visto in Italia, coi diversi protagonisti sia i piloti che i nemici; e sulla quarta di copertina, i piloti in corrispettivo alle relative navicelle spaziali con sotto la scritta <em>Nippon Animation-Rai 1978 per concessione Sacis\/Roma<\/em>.<br \/>\nSei mesi dopo, il settimanale Rai-ERI <em>TV Junior<\/em> pubblic\u00f2 una pubblicit\u00e0 nella quale si annunciava la prossima uscita in Rai di questa nuova serie coi nomi gi\u00e0 cambiati rispetto agli originali dei 4 piloti, poi ancora modificati nell\u2019edizione definitiva italiana: Ishita (Yoshida), Billi Denio (Ylli Kenyo), Bunta (Yinta) e Tempei (Yanosh). La Regina degli Atlantidi della civilt\u00e0 dei Moguru, dal capelli biondi a punta e la mascherina dai doppi occhi assieme ai due consiglieri Gorosky e Zanga, rievocava la Regina Himika e i ministri del Regno Yamatai di Jeeg Robot. Ma si trattava di una serie dissimile da quelle della Toei stilisticamente pi\u00f9 vicina a <em>Ginguiser<\/em>, entrambe create da Akira Hatta e prodotte per la Nippon dalla Ashi Productions, fondata nel 1975 dall&#8217;ex della Tatsunoko Toshihiko Sato.<br \/>\nGi\u00e0 in attesa in Rai dall&#8217;epoca della prima uscita di <em>Atlas Ufo Robot<\/em>, la serie <strong>Astrorobot contatto Ypsilon<\/strong> (<em>Burokka Gundan IV Mashiin Burasuta<\/em>, 1976), sarebbe stata trasmessa due anni dopo sulla Rai nell\u2019autunno del 1980, con un notevole successo di merchandising: dischi, figurine, giocattoli e persino puzzle.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/145.jpg\" \/><em>Astro Robot<\/em> \u00a9 Nippon Animation<\/p>\n<p>Dall&#8217;autunno del &#8217;79, le TV private regionali trasmisero una nuova serie annunciata, quale <em>Ufo Dino Mech Gaiking<\/em>.[87]<br \/>\nSe \u201cDino\u201d stava per \u201cDinosauro\u201d, il nome \u201cUfo\u201d richiamava \u201cUfo Robot\u201d ma senz&#8217;altro curioso e lievemente pi\u00f9 moderno: pi\u00f9 piloti e un straordinario robot con le corna <em>\u00e0 la<\/em> Goldrake e col corpo di drago\u2026 Ma dai titoli invece era <strong>Gaiking, il robot guerriero<\/strong>, col character design improntato principalmente da Akio Sugino nella confezionatura della sigla finale; come soprattutto da Takeshi Shirato, che realizz\u00f2 anche la prima puntata e la caratterizzazione della serie; mentre, la sigla [88] iniziale era invece animata da Yoshinori Kanada, che realizz\u00f2 diversi episodi fra cui l&#8217;ultimo.<br \/>\n<em>Gaiking<\/em>, con protagonista il campione di baseball Sanshiro Tsuwabaki \u2013 doppiato con la voce principale di Romano Malaspina \u2013 assunto dopo un incidente a bordo del Drago Spaziale, capitanato dal dott. Daimonji con l&#8217;assistente femminile Midori assieme al bambino Akiro, il comandante americano e biondo Pete Richarson, lo scienziato neozelandese Sakon e gli altri piloti delle navicelle spaziali, il cinese Fan Lee, due ciccioni uno pi\u00f9 grottesco e l&#8217;altro serio Yamatake e Bunta, insieme impegnati a combattere l&#8217;invasione dell&#8217;Impero di Zela di Black Darius e i suoi &#8220;Grandi Quattro&#8221;.<br \/>\n<em>Gaiking<\/em>, essendo stato realizzato alla Dynamic ma escludendo dai credits definitivi Go Nagai, ne \u00e8 derivata una serie pi\u00f9 moderna, strana e affascinante, la quale riprende i clich\u00e9s modificati dei vari <em>Getta Robot, Ufo Robot<\/em> e <em>Mazinga<\/em> in un nuovo robot dalle grandi corna <em>\u00e0 la<\/em> Goldrake ma con assemblato un grande corpo di drago dorato.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/146.jpg\" \/><em>Ufo Dino Mech Gaiking<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Alla fine del 1979 su Antenna Nord e 5\u00b0 Rete usc\u00ec <strong>Falco il superbolide<\/strong> (<em>Machine Hayabusa<\/em>, 1976) [89], anche ricordato come <em>Ken Falco<\/em>, con la regia generale di Yugo Serikawa e la sceneggiatura di Masaki Tsuji, un <em>anime<\/em> realizzato dallo studio della Dynamic Planning della Toei Animation, con protagonista Ken Hayabusa, giovane pilota di Formula 1, alla guida dell&#8217;Hayabusa Special, progettata dal padre, nei rally automobilistici tra la Scuderia Sayongi e la sinistra Black Shadows di Ayab Mobil Dick.<br \/>\nOltre a vari personaggi di contorno, il modello Hayabusa, dotata di varie trasformazioni, somiglia molto a una navicella spaziale, nella miglior tradizione della Toei Dynamic della serie sportiva, ben confezionata e solare, uscita per prima in Italia.<br \/>\nDi <em>Ken Falco<\/em> venne pubblicato anche il libro, edito da Salani.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/147.jpg\" \/><em>Falco il superbolide<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Sempre nel 1979, sui canali privati, importato dall&#8217;Olympus, apparve <strong>Tekkaman il cavaliere dello spazio<\/strong> (<em>Uchu no Kishi Tekkaman<\/em>, 1975) [90], su soggetto di Tatsuo Yoshida per la regia di Hiroshi Sasagawa, con una sigla [91] in italiano sostituita due anni dopo da quella originale; serie della Tatsunoko differenziata da quelle della concorrente Toei, con protagonista Joji Minami, un supereroe spaziale dai capelli ai lati a punta rialzata castano scuro, alla maniera di Actarus ma definito da un tratto realistico e grintoso, quasi da fumetto americano, assieme ai robot Pegas e Blue Earth, i quali combattono contro i Waldaster, gi\u00e0 importato dalla fine del &#8217;78 nei modelli in ferro della Nakajima.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/148.jpg\" \/><em>Tekkaman<\/em> \u00a9 Tatsunoko Productions<\/p>\n<p>Ma anche <em>Jeeg Robot<\/em> ebbe un tale successo da uscire al cinema durante le vacanze natalizie del &#8217;79 sempre con l&#8217;esclusiva dell&#8217;Eole Financi\u00e8re e con la distribuzione dell&#8217;Italian Pictures, stampato negli Stabilimenti della Technospes, nel lungometraggio <strong>La pi\u00f9 grande vittoria di Jeeg Robot \u2013 Jeeg il &#8220;Robot d&#8217;Acciaio&#8221; contro i mostri di roccia<\/strong> (1979).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/149.jpg\" \/><em>Jeeg Robot contro i mostri di roccia<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Le puntate della serie, soprattutto la prima, vennero rimontate abbastanza uguali, come anche il doppiaggio mantenuto quasi identico fuorch\u00e9 qualche battuta di raccordo \u2013 come ebbe a raccontarmi un decennio fa Romano Malaspina. I titoli vennero rifatti in Truka sulla sigla TV dallo Studio Mafera con la pista sonora della canzone originale. Oltre a ripetere quasi integralmente la prima puntata <em>Il risveglio dei mostri<\/em>, con protagonista Hiroshi Shiba al gran premio di Formula 1, animata dal character designer principale Kazuo Nakamura, essa venne abbinata ad altre pi\u00f9 tirate via e gi\u00e0 iniziate, sino al combattimento finale coi mostri Haniwa, tanto che il film <em>Jeeg Robot contro i mostri di roccia<\/em> rimase un cult di cui si persero le tracce, fin quando fu riproposto vent&#8217;anni dopo restaurato in due differenti edizioni in cofanetto Dvd.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/150.jpg\" \/>La pi\u00f9 grande vittoria di Jeeg Robot \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Dal gennaio 1980, dopo l&#8217;ultima serie di <em>Ufo Robot<\/em> chiamata <strong>Supergoldrake<\/strong>, ormai in piena \u00e8ra nipponica sulle TV private, la Rai si decise finalmente a trasmettere su Rai 1 ma di pomeriggio, la prima serie dei robot di Go Nagai <strong>Mazinga Z<\/strong> (<em>Majinga Zetto<\/em>, 1972) [92]. Il protagonista \u00e8 il giovane Koji Kabuto, figlio del prof. Kabuto, uno scienziato scopritoire del Japanium, un metallo trovato sotto al monte Fuji, col quale costruir\u00e0 il robot Mazinger Z.<br \/>\nNei concetti originali di Go Nagai, il robot era <em>Energer Z<\/em>, controllato da una motocicletta spinta in groppa alla sua testa. Tuttavia, con l&#8217;improvvisa popolarit\u00e0 di <em>Kamen Rider<\/em>, Nagai sostitu\u00ec la moto con un hovercraft. In seguito ridisegn\u00f2 Energer Z, ribattezzandolo <em>Mazinger Z<\/em> per evocare l&#8217;immagine di un dio demone (ma = demone e jin = dio).<br \/>\nFra gli altri protagonisti, il prof. Yumi, direttore del Centro di Ricerche Fotoatomiche, e i suoi pi\u00f9 scherzosi assitenti scienziati, Sewashi, Nossori e Morimori.<br \/>\nOltre a Koji e il fratellino Shiro, la figlia del prof. Yumi, Sayaka, a bordo del robot Afrodite A. E i personaggi di controno, quali, Boss e gli aiutanti Nuke e Mucha che guidano Boss Robot.<br \/>\nI nemici sono una rievocazione degli antichi Micenei, i Mikenes, guidati dal Dr. Inferno, membro degenerato di una squadra archeologica giapponese, e dai suoi ministri, quali, il Barone Ashura, un demone met\u00e0 femminile e met\u00e0 maschile, e il Conte Blocken, un demone nazista col monocolo e la testa scomponibile.<br \/>\n<strong>Mazinga Z<\/strong>, grazie alla Sacis ebbe nuovamente un grande successo di merchandising. Uscirono anche una serie di libri, ripresi dall&#8217;edizione spagnola, in doppia versione dalla copertina morbida e cartonata, edita in Italia da Salani.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/151.jpg\" \/><em>Mazinga Z<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Sulle TV private, ai primi dell&#8217;80 usc\u00ec anche, importato da Doro TV, <strong>Judo Boy<\/strong> (<em>Kurenai Sanshiro<\/em>, 1968) [93], tratto dal manga di Tatsuo Yoshida per la regia di Toyoharu Yoshida in arte Ippei Kuri, due dei tre fratelli Yoshida fondatori della Tatsunoko, con protagonista il judoka Sanshiro assieme al piccolo Ken e il cane Bobo, una vecchia serie della Tatsunoko della quale alcuni spezzoni, passati l&#8217;anno prima in Rai, erano stati ripresi da una TV su un grattacielo di Tokyo che compariva alla fine del servizio dello Speciale TG 1, annunciando, \u00ab<em>Tokio: in questa sterminata citt\u00e0 la televisione di stato e quelle private trasmettono ognuna almeno un\u2019ora di cartoni animati al giorno. Nei giorni di festa le ore di trasmissione aumentano. Oltre ad Anna ci sono nuovi personaggi. Le tecniche di realizzazione sono simili a quelle dei cartoni gi\u00e0 visti. C\u2019\u00e8 per\u00f2 in questa storia che vi mostriamo la tendenza ad abbandonare le imprese galattiche. Kurenai Sanshiro e il piccolo Kenbo sono gli eroi del momento. Sono fratelli e lottano contro i cattivi, non pi\u00f9 malvagi di altri pianeti ma comunissimi malfattori e robot quasi domestici<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/152.jpg\" \/><em>Judo Boy<\/em> \u00a9 Tatsunoko Productions<\/p>\n<p>All&#8217;epoca non esistevano i videoregistratori, se non i costosi modelli in sistema Betamax, n\u00e9 tantomeno era iniziata l&#8217;\u00e9ra di internet; motivo per cui, la maniera per rivedere i personaggi degli <em>anime<\/em>giapponesi era soltanto le riproduzioni italiane, mal fatte fra l&#8217;altro, con l&#8217;annesso merchandising, soprattutto Rai\/Sacis, relativo agli album delle figurine (a parte la Panini che le pubblic\u00f2 ricavate dai fotogrammi originali delle serie), dei libri e giochi, e delle cover dei dischi.<br \/>\nNel marzo 1980, dal giornalaio, usc\u00ec il primo periodico con le storie a fumetti delle varie serie TV uscite sino allora, intitolato: <strong>La Banda TV Ragazzi<\/strong>, con sopra al titolo il bambino Kenbo, coprotagonista di Sanshiro in <em>Judo Boy<\/em>.<br \/>\n<strong>La Banda TV Ragazzi<\/strong> era edito a Milano dalla Casa Editrice Edierre, composto di 30 numeri, la quale dopo pochi mesi dal debutto si evolv\u00e9 in <strong>Cartoni in Tiv\u00f9<\/strong> della TV Edizioni; testata alla quale parteciparono i maggiori cartoonist del fumetto italiano che riproducevano ingenuamente nelle storie a fumetti le serie televisive; periodico il quale, oltre ad allegare qualche adesivo tratto dai fotogrammi originali della TV, era caratterizzato dalle splendide e accattivanti copertine, dipinte e vicine agli <em>anime<\/em> giapponesi, realizzate dal bravissimo Celio Ponti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/153.jpg\" \/><em>La Banda TV Ragazzi<\/em><\/p>\n<p>Durante i primi mesi dell&#8217;80, in piena ondata del successo di <em>Goldrake, Jeeg<\/em> e dei due <em>Mazinga<\/em>, TMC mand\u00f2 in onda il pi\u00f9 semplificato <strong>Astroganga<\/strong> (<em>Asutorogangaa<\/em>, 1972) [94], una produzione Knack antecedente ai <em>Mazinsaga<\/em> Toei, con protagonista un robot semi-antropomorfo che combatteva gli alieni Blaster in simbiosi con un bambino al posto del pilota, il piccolo Charlie, dall&#8217;aspetto lezioso simile a Don Chuck, entrambi improntati dal character designer e direttore dell&#8217;animazione Eiji Tanaka, che si form\u00f2 con Tezuka alla Mushi per poi passare alla Tatsunoko a dirigere serie quali, <em>Time Bokan<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/154.jpg\" \/><em>Astroganga<\/em> \u00a9 Knack Productions<\/p>\n<p>Agli inizi del 1980, le reti locali della futura Mediaset, mandarono in onda una nuova serie, mai replicata in assoluto: <strong>Gundam<\/strong> (<em>Kido senshi Gandamu<\/em>, 1979) [95].<br \/>\nUn robot, bianco, gigante da combattimento, altrimenti denominato Mobile Suit, tecnologizzato e differente dai precedenti della Toei Animation, con protagonista il giovane Peter Rei, pi\u00f9 realistico e anonimo dai capelli castano-chiaro, molto diverso dagli scontrosi ma generosi piloti dalle sopracciglia e ciglia marcate coi capelli scuri e i riccioli a punta dei <em>Mazinsaga<\/em> di Nagai. Anche i nemici sono molto differenti dai demoniaci mostri ispirati all&#8217;antico Giappone, guidati dal Maggiore Scia in una realistica guerra del lontano futuro.<br \/>\nI piccoli spettatori italiani, ignorando la differenze delle serie Toei dirette da Tomoharu Katsumata e animate da Kazuo Komatsubara, finalmente videro la pi\u00f9 famosa delle serie Sunrise dirette da Yoshiyuki Tomino e improntate da Yoshikazu Yasuhiko, con alcune puntate animate di Kazuo Nakamura, potendo conoscere un altro genere di <em>anime<\/em>, che costitu\u00ec una notevole innovazione, tanto che Gundam, avendo eretto una statua gigante a Tokyo, \u00e8 diventato il simbolo pi\u00f9 importante in tutto il Giappone.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/155.jpg\" \/><em>Gundam<\/em> \u00a9 Sunrise<\/p>\n<p>Nella primavera dell&#8217;80 sulla futura Italia 1, and\u00f2 in onda <strong>Candy Candy<\/strong> (<em>Kyandi Kyandi<\/em>, 1976) [96], prodotta dalla Toei Animation per la regia di Hiroshi Shidara. Uscita due anni prima in Francia su Antenne 2 col titolo di <em>Candy<\/em> (pronunciata alla francese con l&#8217;accento finale) subito dopo <em>Goldorak<\/em>, e in Italia giunta tramite Balini per l&#8217;Olympus Merchandising, la serie si rivel\u00f2 immediatamente uno strepitoso successo.<br \/>\nSempre i Fratelli Fabbri, come per <em>Il Grande Mazinger<\/em>, pubblicarono per diversi anni un magazine su <em>Candy Candy<\/em>, con le storie originali tradotte dal manga giapponese di Kyoko Mizuki e Yumiko Igarashi.<br \/>\nIl successo televisivo di <em>Candy Candy<\/em> fu tale che vennero montati ben due film tratti dalla serie, usciti nelle sale cinematografiche con l&#8217;esclusiva Eole Financi\u00e8re: <strong>Candy Candy<\/strong> (1981), distribuito da Remo Angioli, e il seguito <strong>Candy Candy e Terence per sempre uniti<\/strong> (1980), da Silvia e Andrea Angioli per la Minerva Trading.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/156.jpg\" \/><em>Candy Candy<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/157.jpg\" \/><em>Candy Candy e Terence per sempre uniti<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Oltre la Sacis e l&#8217;Olympus, alla fine degli anni &#8217;70, come importatrice di serie animate dal Sol Levante comparve anche la Doro TV, con la mascotte di un cagnetto in peluche, presieduta all&#8217;epoca da Orlando Corradi e attualmente dal figlio Matteo Corradi; societ\u00e0 la quale aveva gi\u00e0 distribuito dal decennio prima come DEA diversi lungometraggi della Toei Animation, fra i quali, <em>20.000 leghe sotto i mari, Al\u00ec Bab\u00e0 e i 40 ladroni, Continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali<\/em>, etc&#8230;<br \/>\nSempre durante la seconda met\u00e0 degli anni &#8217;70, la romana Argon Film stamp\u00f2 in Super 8 diversi cofanetti, con la valigetta a maniglia, composti da 2 bobine da 120 mt., col film intero ma non integrale, di diversi lungometraggi della Toei Animation [97]:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/158.jpg\" \/><em>Temple e Tam Tam<\/em> \u00a9 Tatsunoko Productions<\/p>\n<p>La Doro TV import\u00f2, entrambi uscite sulle TV private i primi mesi dell&#8217;80, le serie <strong>Temple e Tam Tam<\/strong> (<em>Fusen Shojo Tenpuru-chan<\/em>, 1977) [98] e <strong>Il fantastico mondo di Paul<\/strong> (<em>Poru no Mirakuru Daisakusen<\/em>, 1976) [99], ambedue produzioni della Tatsunoko: la prima, di notevole fattura iconografica ma seriale, con protagonisti Temple, una bambina dai riccioli d&#8217;oro vestita da majorette e Tam-Tam, un bimbo che suona il tamburo, i quali assieme ai loro animaletti vanno in giro per il mondo su una simpatica mongolfiera; la seconda, con protagonisti i due giovani Paul e Nina, il cagnone Toppe e l&#8217;orsacchiotto di stoffa Pakkun, viaggiando nel tempo all&#8217;interno di uno stranissimo quanto psichedelico paese delle meraviglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/159.jpg\" \/><em>Il fantastico mondo di Paul<\/em> \u00a9 Tatsunoko Productions<\/p>\n<p>Le TV private trasmettevano la serie <strong>Le nuove avventure di Pinocchio<\/strong> (<em>Kashi no Ki Mokku<\/em>, 1972) [100], per la regia di Ippei Kuri, pseudonimo di Toyoharu Yoshida, uno dei tre fratelli Yoshida fondatori della Tatsunoko.<br \/>\nLa storia si discosta di molto dal racconto originale, soprattutto per l&#8217;atmosfera edulcorata e quasi surreale, in quanto, soprattutto Pinocchio, molto diverso dal burattino di Collodi, assomigliava molto di pi\u00f9 ai clich\u00e9 delle serie Tatsunoko, quali, <em>L&#8217;Ape Mag\u00e0<\/em> e <em>La banda dei ranocchi<\/em>.<br \/>\nDistribuito all&#8217;epoca dalla Doro TV, i models originali hanno recentemente ispirato la stessa Mondo TV per un seguito del romanzo nel lungometraggio <em>Bentornato Pinocchio<\/em> (2007), diretto da Orlando Corradi.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/160.jpg\" \/><em>Le nuove avventure di Pinocchio<\/em> \u00a9 Tatsunoko Productions<\/p>\n<p>Sempre sulle TV private comparve <strong>Kum Kum il cavernicolo<\/strong> (<em>Wanpaku Omukashi Kumu Kumu<\/em>, 1975), il monello della preistoria ideato dall&#8217;autore di <em>Gundam<\/em> Yoshikazu Yasuhiko, diretto da Rintaro. Molto diverso dallo stile di <em>Ryu<\/em>, non si evinse al momento che era di produzione nipponica: nella sigla italiana [101] il protagonista era pronunciato all&#8217;inglese, Kam Kam; come anche, nei credits, gli autori originali erano sostituiti da strani nomi americani, in quanto la serie passava per l&#8217;edizione d&#8217;oltreoceano distribuita dalla Paramount Pictures Corporation [102].<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/161.jpg\" \/><em>Kum Kum <\/em>\u00a9 Sunrise<\/p>\n<p><strong>La storia di Charlotte<\/strong> (<em>Wakakusa no Charlotte<\/em>, 1977) [103], sempre della Doro TV e prodotta dalla Nippon Animation, venne trasmessa dalle TV private, qualche mese dopo Candy, nella primavera del 1980. All&#8217;epoca, <em>Charlotte<\/em>, come venne chiamata la serie a partire dalle repliche, ebbe un notevole riscontro, soprattutto durante lo svolgersi della storia e per il character design semplice ed efficace differente dalla consuete produzioni Nippon e Toei, ma fu altrettanto surclassata definitivamente da <em>Candy Candy<\/em>, il cui successo sarebbe durato anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/162.jpg\" \/><em>La storia di Charlotte<\/em> \u00a9 Nippon Animation<\/p>\n<p>Fra la primavera e l&#8217;autunno del 1980 uscirono sulle TV private le serie: <strong>The Monkey<\/strong> (<em>Goku no Daiboken<\/em>, 1967), con lo scimmiotto Gok\u00f2, e <em>La Principessa Sapphire<\/em> (<em>Ribon no kishi<\/em>, 1967), la quale, esclusa la canzone [104], risult\u00f2 nei titoli e nel doppiaggio italiano come <strong>Principessa Zaffiro<\/strong>, entrambi della Mushi Production importati dalla Doro TV: il primo, una rivisitazione del lungometraggio <em>Sayuki<\/em>, a cui Osamu Tezuka collabor\u00f2 fornendo soggetto e sceneggiatura; il secondo, tratto da un suo manga molto famoso in Giappone; mentre, per vedere la pi\u00f9 famosa serie <em>Leo, il re della giungla<\/em> (<em>Janguru Taitei<\/em>, 1965), chiamata come la precedente <strong>Kimba il leone bianco<\/strong>, dalla quale era stato tratto il lungometraggio rimontando quattro episodi, bisogner\u00e0 aspettare due anni sulle attuali reti Mediaset.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/163.jpg\" \/><em>The Monkey<\/em> \u00a9 Mushi Productions<\/p>\n<p>Sulla Rai nella primavera del 1980 and\u00f2 in onda la serie <strong>Le avventure di Huckleberry Finn<\/strong> (<em>Huckleberry no Bouken<\/em>, 1976) [105], prodotta da Group TAC e ispirata al romanzo originale di Mark Twain, la quale allora ebbe un discreto successo, ritrasmessa solamente a distanza di quasi vent&#8217;anni da Italia 1 con un nuovo doppiaggio e intitolata <em>Un fiume di avventure con Huck<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/164.jpg\" \/><em>Le avventure di Huckleberry Finn<\/em> \u00a9 Group TAC<\/p>\n<p>Mentre, dall&#8217;autunno del 1980, arriv\u00f2 sulla Rai <em>La storia di Anne<\/em> col titolo di <strong>Anna dai capelli rossi<\/strong> (<em>Akage no An<\/em>, 1979) [106].<br \/>\nNonostante la regia di Isao Takahata e come spiegava il producer della Nippon Animation Tetsuo Yahagi nel servizio di Tg1 Tam Tam trasmesso sulla Rai un anno e mezzo prima, \u00ab<em>\u2026Abbiamo deciso di fare Anne per le bambine che hanno amato Heidi cinque anni fa. Ora sono pi\u00f9 grandi e la storia \u00e8 adatta a loro. Abbiamo lavorato un anno prima di decidere se fare o meno questo cartone. Ora siamo alla settima puntata e grazie a Dio il gradimento sta aumentando: Anne piace anche alle mamme giapponesi<em>\u00bb, <em>Anna dai capelli rossi<\/em><\/em><\/em> la trasposizione del romanzo <em><em><em>Anna dai tetti verdi<\/em><\/em><\/em>, della scrittrice canadese Lucy Maud Montgomery ottenne un buon successo di merchandising che non riusc\u00ec, per\u00f2, ad eguagliare quello trascorso di Heidi della scrittrice svizzera Johanna Spyri.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/165.jpg\" \/><em>Anna dai capelli rossi<\/em>, protagonista della prima copertina del nuovo &#8220;Cartoni in Tiv\u00f9&#8221; \u00a9 Nippon Animation)<\/p>\n<p>Durante l&#8217;autunno del 1980 comparve sulle reti private <strong>Gackeen il magnetico robot<\/strong> (<em>Magunerobo Ga Kiin<\/em>, 1976) [107], il quale, a prescindere dai titoli di testa italiani, per problemi di assonanza col precedente <em>Gaiking<\/em>, nel doppiaggio definitivo il nome del robot verr\u00e0 invece pronunciato Jeikeen.<br \/>\nIn questa nuova serie Toei Animation, realizzata subito dopo la cessata collaborazione di Nagai, la Dynamic impront\u00f2 la caratterizzazione del robot e dei personaggi senza trarli da nessun manga ma sulla falsariga dei precedenti, affidando a Kazuo Komatsubara il character design e la direzione dell&#8217;animazione, alternandosi con Kazuo Nakamura, del magnetico robotche che ha la sontuosit\u00e0 di Goldrake e la sinuosit\u00e0 e i colori sgargianti di Jeeg; come anche il protagonista judoka Takeru, un mix fra Alcor e Actarus con la scontrosit\u00e0 di carattere di Hiroshi; la ragazza Mai una rielaborazione della dolce Venusia; il prof. Kazuki lo scienziato della base spaziale, una rielaborazione seria del prof. Saotome e del prof. Shiba con la barba a punte spioventi <em>\u00e0 la<\/em> Re Vega; e i personaggi di contorno, quali, Hitoshi (un bel tenebroso <em>\u00e0 la<\/em> Hayato e Fan Lee), Futoshi (un ciccione <em>\u00e0 la<\/em> Banta e Musashi); e l&#8217;occhialuto Tensai; come ancora i nemici dell&#8217;Impero degli Azariti: il Comandante Brain, che rievoca l&#8217;imperiosit\u00e0 di Vega e Darius il grande, come ancora i suoi ministri: Staffy (una donna con la testa ricavata da una stella marina simile a Himika), Kokrow e Radar Robot. Una modernizzazione anche per i piloti, ormai divenuti cinque, delle linee del design decisamente pi\u00f9 sofisticate e squadrate come nei due mini robot Uomo Magnete Plus e Uomo Magnete Minus, che diventano trasformandosi i veicoli aerei del robot Gackeen ottenuto fra la fusione di Takeru e Mai, coi componenti a magnete inviati come per Jeeg Robot, anzich\u00e9 dal Big Shooter, dalla Divina Libert\u00e0.<br \/>\n<em>Gackeen<\/em> rappresenta da un lato l&#8217;apice dell&#8217;innovazione tecnologica della saga Nagai e del suo caracher principale Kazuo Komatsubara, dall&#8217;altro scadendo ormai nell&#8217;involuzione e nella ripetizione, in una delle serie Toei Doga\/Dynamic Planning tra le pi\u00f9 interessanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/166.jpg\" \/><em>Gackeen il robot magnetico<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Sempre le TV private, a distanza di due anni dall&#8217;uscita nei cinema dei film di montaggio quali, <em>Mazinga contro gli Ufo Robot<\/em>, e <em>Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em>, mandarono in onda anche le due serie dei Getta Robot, rispettivamente intitolate: <strong>Space Robot<\/strong> (<em>Getta Robo<\/em>, 1972) e <strong>Getta Robot<\/strong> (<em>Getta Robo J<\/em>, 1975), con una lieve modernizzazione nei tre robot, soprattutto il principale Dragun, i cui modellini assieme agli altri due Raider e Poseidon, erano gi\u00e0 da qualche anno in Italia per la <em>Shogun Warriors<\/em>. La canzone della successiva serie, scritte entrambe dal M\u00b0 Vito Tommaso, s&#8217;intitolava invece <em>Jet Robot<\/em>.<br \/>\nLe precedenti e pi\u00f9 semplici serie dei <em>Getter Robot<\/em>, animate da Kazuo Komatsubara e Kazuo Nakamura, trasmesse ormai posteriormente a quelle di <em>Goldrake<\/em> e i due <em>Mazinga<\/em>, non aggiunsero niente di nuovo, compreso il perfetto doppiaggio con i gi\u00e0 collaudati doppiatori, quali, Romano Malaspina il protagonista, Diego Reggente lo scienziato della base spaziale, Laura Boccanera la ragazza, etc., se non altro che a completare la messa in onda sulle TV private delle serie dei <em>Mazinsaga<\/em> della Toei Animation.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/167.jpg\" \/><em>Jet Robot<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p><strong>L&#8217;imbattibile Daitarn III<\/strong> (<em>Muteki Kojin Daitan 3<\/em>)[108], gi\u00e0 si trovava importato dal Sol Levante nei negozi di giocattoli italiani dal 1979 in un&#8217;elegante edizione del robot in ferro scomponibile in carrarmato ed astronave. Nella scatola con la maniglia simile a una valigetta, con la plastica trasparente che faceva intravedere l&#8217;interno, vi era una spiegazione con scritto in caratteri occidentali: <em>Daiturn 3<\/em>. Poi l&#8217;anno dopo apparve la medesima, ristampata come <em>Daitarn 3<\/em>; nome omonimo della serie televisiva importata sui canali privati dalla Italian TV Broadcasting (ITB) fondata dai soci della Doro TV, nell&#8217;autunno dell&#8217;80, il quale, per facilitarne la dizione, all&#8217;interno delle puntate, sigla compresa, verr\u00e0 pi\u00f9 semplicemente chiamato Daitan III (omettendo cio\u00e9 la &#8220;erre&#8221; e pronunciato con la cifra come in origine e non come scritto in Italia in numeri romani).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/168.jpg\" \/><em>Daitarn III<\/em> \u00a9 Sunrise<\/p>\n<p>La prima puntata come altre, col protagonista Haran Banjo, un gentleman col papillon dai capelli verdi in alto a punta, con le due avvenenti ragazze Beauty e Reika, caratterizzata da un design <em>a rough<\/em> pi\u00f9 serio e realistico, venne interamente animata, come per Jeeg Robot, da Kazuo Nakamura, per variare dalle altre pi\u00f9 comiche e deformate animate dal suo degno ma differente collega Yoshinori Kanada (che aveva anche realizzato anche la sigla di <em>Getta Robot, Danguard<\/em> e <em>Gaiking<\/em>), i quali dalla Toei spesso si alternavano alla concorrente Sunrise.<br \/>\nMedesima situazione dal 1980 anche per <strong>Zambot 3<\/strong> (<em>Muteki Chojin Zanbotto 3<\/em>), che nelle confezioni di robot pervenute dal Giappone vi era scritto <em>Zanbot 3<\/em>. Serie TV sempre della Sunrise uscita l&#8217;anno dopo, diretta anch&#8217;essa da Yoshiyuki Tomino col character design di Yoshikazu Yasuhiko.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/169.jpg\" \/><em>Spider-Man<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Oltre al robot di Daitarn III, i negozi di giocattoli italiani avevano importato anche <em>Leopaldon<\/em> (scritto anche <em>Leopardon<\/em>), un robot con la ragnatela sul dorso, con accanto l&#8217;immagine dell&#8217;Uomo Ragno della Marvel Comics!<br \/>\nSi trattava in realt\u00e0 di <strong>Spider-Man<\/strong> (<em>Supaidaman<\/em>, 1978), una serie televisiva giapponese tokusatsu in live-action prodotta dalla Toei Company, mai arrivata in Italia, liberamente ispirata al celebre supereroe americano della Marvel Comics. In questa serie giapponese l&#8217;identit\u00e0 di Peter Parker \u00e8 Takuya Yamashiro, un giovane corridore di motocross, il quale, ogni volta che diventa Spider-Man si associa alla nave spaziale Marveller, trasformandosi nel robot gigante Leopaldon.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/170.jpg\" \/><em>Leopaldon<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Nel novembre del 1980, sui canali privati dell&#8217;attuale Italia 1 and\u00f2 in onda <strong>Grand Prix e il campionissimo<\/strong> (<em>Arrow embleme grand prix no taka<\/em>, 1977) [109], serie diretta da Rin Taro, molto pi\u00f9 realistica dell&#8217;altra di <em>Ken il Falco<\/em>, nella quale si evidenzia progressivamente la crescita esperienziale del giovane pilota Takata Todoroki, il quale, al posto del rapporto conflittuale col padre che per farlo crescere deve non cedere al sentimento di rivelargli l&#8217;identit\u00e0 scomparsa indossando la maschera d&#8217;acciaio come il Capitano Dan, ha per eccezionale istruttore l&#8217;uomo mascherato Niki Lans, misterioso e formidabile pilota di Formula 1, che richiama inequivocabilmente al nordico Niky Lauda e il terribile incidente dell&#8217;epoca che ne sfigur\u00f2 il volto; storia corroborata dalle eccezionali gare automobilistiche, le quali, come per Hiroshi Shiba, vennero animate dal genio di Kazuo Nakamura.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/171.jpg\" \/><em>Gloizer X<\/em> \u00a9 Knack Productions<\/p>\n<p>E alla fine del 1980, Canale 10 di Silvio Berlusconi, poi divenuta Canale 5, TV commerciale di punta della futura Mediaset, mand\u00f2 in onda presentato da Mike Bongiorno il suo primo robot: <strong>Gloizer X<\/strong> (<em>Guroiza X<\/em>, 1976) [110].<br \/>\nIl protagonista \u00e8 Joe Kaisaka che assieme alla ragazza Rita pilota il Gloizer X.<br \/>\nGli altri sono, il professore Tobishima, scienziato della Base Akane, e la sua squadra: il veterano della seconda guerra mondiale Baku (un&#8217;amalgama tra Rigel e il prof. Dairi); l&#8217;ingegnere meccanico Gen (un &#8220;ciccione&#8221; <em>\u00e0 la<\/em> Musashi, Pancho e Banta); e il suo vice Ippei (v.di l&#8217;occhialuto Tensai di Gackeen); e il piccolo Sabu (il tipico bambino di contorno, alla Shiro e Mizar). I nemici sono i demoni del pianeta Gailar guidati dal perfido Geldon.<br \/>\nL&#8217;eccellente ideazione iconografica di Go Nagai con l&#8217;animazione pi\u00f9 semplificata della Knack, relativamente ai model sheet originali improntati per la nuova serie che doveva essere affidata alla Toei-Dynamic dopo <em>Gaiking<\/em>, non riscosse neanche in Italia il successo desiderato, nonostante alcune puntate furono animate da Kazuo Nakamura.<br \/>\nVale la pena ricordare che in Spagna la serie ebbe un notevole successo e gli episodi di <em>Groizer X<\/em>, passando per il suo pi\u00f9 famoso predecessore, vennero rimontati nel lungometraggio <strong>Maxinger X contra los mostruos<\/strong> (1976).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/172.jpg\" \/><em>Star Blazers<\/em> \u00a9 Office Academy\/Group Tac<\/p>\n<p>Su RSI, la TV Svizzera che trasmetteva in lingua italiana, sempre nell&#8217;80 come anche, dagli inizi dell&#8217;81 Antenna Nord a Milano e 5\u00b0 Rete a Roma, attualmente Italia 1, mandarono in onda <strong>Star Blazers<\/strong> (<em>Uchu Senkan Yamato<\/em>, 1974) [111], un mix di personaggi, se pur rielaborati con un altro stile, che anticipava <em>Danguard<\/em> e <em>Capitan Harlock<\/em>.[112]<br \/>\nLa serie, tratta infatti dal manga di Leiji Matsumoto, giunse in occidente dall&#8217;edizione inglese modificando i nomi dei personaggi, come il protagonista che diventa Derek Wildstar mentre la corazzata spaziale Yamato viene ribattezzata Argo.<br \/>\nProdotta dalla Office Academy di Yoshinobu Nishizaki e dal Group Tac, durante la realizzazione delle varie serie di <em>Uchu Senkan Yamato<\/em> vi parteciparono diversi animatori che si alternavano con la Toei Animation, come Takeshi Shirato e Yoshinori Kanada.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/173.jpg\" \/><em>Peline Story<\/em> \u00a9 Nippon Animation<\/p>\n<p>Sempre alla fine del 1980 le reti della futura Italia 1 mandarono in onda <strong>Peline Story<\/strong> (<em>Perinu Monogatari<\/em>, 1978) [113]<br \/>\n, stavolta ispirata al seguito, il romanzo <em>In famiglia<\/em>, sempre di Hector Malot.<br \/>\nProdotta dalla Nippon Animation sotto la direzione di Hiroshi Saito, un esperto scenografo della Mushi dai tempi di <em>Kimba<\/em>, che gi\u00e0 aveva lavorato accanto a Isao Takahata ad <em>Heidi<\/em> e <em>Anna dai capelli rossi<\/em> \u2013 oltre ad aver firmato la regia delle coproduzioni fra la Zuiyo e l&#8217;Apollo Film \u2013, la lunga serie <em>Peline Story<\/em> (in orig.: Perrine), dal tratto lineare e realista in &#8220;stile Nippon&#8221;, ottenne all&#8217;epoca sensibili apprezzamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/174.jpg\" \/><em>Marine Express \u2013 L\u2019espresso sottomarino<\/em> \u00a9 Mushi Production<\/p>\n<p>A Natale del 1980, Rai 1 trasmetteva il lungometraggio animato <strong>Le avventure di Bandar<\/strong> (<em>Hyaku ManNen Chikyu no tabi Bandaa Book<\/em>, 1978), mentre il giorno dopo, per S. Stefano, lo special in animazione, <strong>Marine Express \u2013 L\u2019espresso sottomarino<\/strong> (<em>Kaitei Chotokkyu Marin Ekusupuresu<\/em>, 1979), il quale ricordava un altro, trasmesso sempre sulla Rai agli inizi del 1981, <strong>L&#8217;uccello di fuoco\u00a0spaziale 2772<\/strong> (<em>Hi no tori 2772: Ai no kosumozon<\/em>, 1980), di cui quest&#8217;ultimo il migliore in assoluto: tre lungometraggi \u201cmoderni\u201d di Osamu Tezuka nei quali comparivano vari protagonisti dell\u2019universo animato del \u201cDio del Manga\u201d, fra i quali, <em>Astro Boy<\/em>, che sarebbe andato in onda entro breve, accanto a <em>Leo il re della giungla<\/em>, assieme ad altri personaggi rielaborati in modo pi\u00f9 sofisticato ma che non avevano niente a che vedere col disegno pi\u00f9 stilizzato ma orientale di <em>Jungle Tatei<\/em> e delle prime vecchie realizzazioni della Mushi Production.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/175.jpg\" \/><em>L&#8217;uccello di fuoco\u00a0spaziale 2772<\/em> \u00a9 Mushi Production<\/p>\n<p>Gi\u00e0 da mesi annunciavano la programmazione in Rai di <em>Capitan Future<\/em>, tratto dal racconto di fantascienza di Edmond Hamilton, accennato nel TG1 Tam Tam come <em>Le avventure fantastiche di Captain Future<\/em>; serie la quale usc\u00ec agli inizi del 1981 col titolo di <strong>Capitan Futuro<\/strong> (<em>Captain Fucha<\/em>, 1978) [114], per la regia di Tomoharu Katsumata, la sceneggiatura di Masaki Tsuji e il character design improntato da Takuo Noda e Toshio Mori, due veterani della Toei Animation dall&#8217;epoca dei <em>Mazinsaga<\/em>.<br \/>\n<em>Capitan Futuro<\/em>, uscito in Francia col titolo di <em>Capitan Flam<\/em>, \u00e8 simile all&#8217;impronta di Ryo dei Getter Robot ma con la pettinatura a riporto e basetta, passando stilisticamente per il pi\u00f9 evoluto e sofisticato Actarus; mentre, il robot umanoide Greg e l&#8217;androide Otto, modernizzano graficamente Hayato e Musashi, anche se la serie, un&#8217;occidentalizzazione del precedente <em>Capitan Harlock<\/em>, nonostante il notevole annesso merchandising non riusc\u00ec a superare il successo raggiunto con <em>Goldrake<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/176.jpg\" \/><em>Capitan Futuro<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Il 1981 si apr\u00ec il giorno di capodanno con un&#8217;anticipazione per la nuova serie giapponese per bambini, <strong>Astro Boy<\/strong>, del &#8220;Dio del Manga&#8221; Osamu Tezuka, trasmessa due anni avanti, rivedendo i personaggi del trascorso <em>Phoenix 2072<\/em> e <em>L&#8217;espresso sottomarino<\/em>, non sapendo nessuno che si trattasse di un remake moderno della prima serie giapponese in B&amp;W <em>Tetsuwan Atom<\/em> (1963), la quale nell&#8217;edizione americana, visto l&#8217;imbarazzante titolo che richiamava a Hiroshima e Nagasaki, come sottolineato nella prefazione dell&#8217;antropologa giapponese Shiraishi del libro di Pellitteri, il nome del protagonista fu cambiato nell&#8217;occidentale <em>Astro Boy<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/177.jpg\" \/><em>Astro Boy<\/em> \u00a9 Toei Animation<\/p>\n<p>Con l&#8217;arrivo dei nuovi <em>anime<\/em> che segnarono l&#8217;inizio del 1981, cominci\u00f2 il vero e proprio boom degli anni &#8217;80 con le TV commerciali, in primis le tre reti Mediaset.<br \/>\n<strong>Kore ga UFO da! Soratobu Enban<\/strong>, uno dei primi cortometraggi assieme a <strong>Uchu enban daisenso<\/strong>, antesignani di <em>Ufo Robot<\/em>, i quali gi\u00e0 circolavano in Italia all&#8217;epoca della prima messa in onda di Goldrake, mai approdarono sugli schermi cinematografici e sui teleschermi della Rai-TV. Questi furuno, a partire dalla fine degli anni &#8217;70 in Italia, gli inizi della Goldrake-generation.\u00a0\u2022<\/p>\n<p><em>Mario Verger<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p>[1] Tomonori Imada fu anche \u00abExecutive Producer\u00bb del lungomtraggio della Toei Animation dedicato al gatto Perrault, <em>Nagagutsu o Haita Neko 80 Nichikan Sekai Isshu<\/em> (<em>Il gatto con gli stivali in giro per il mondo<\/em>, 1976) e in seguito \u00abChief General Production Supervisor?\u00bb del movie <em>Capitan Harlock: L&#8217;arcadia della mia giovinezza<\/em><\/p>\n<p>[2] Regista della serie <em>Jayce il cavaliere dello spazio<\/em> (<em>Jayce and the Wheeled Warriors<\/em>) TV Series (1985), coproduzione franco\/statunitense\/nipponica in concomitanza con la linea di giocattoli della Mattel &#8220;Wheeled Warriors&#8221;; <em>I veri acchiappafantasmi<\/em> (<em>The Real Ghostbusters<\/em>), TV Series (1986\u20131991); <em>The Super Mario Bros. Super Show!,<\/em> TV Series (1989); coregia di Hiroshi Aoyama e Kazumi Fukushima in <em>Scooby-Doo: l&#8217;isola degli zombie<\/em> (<em>Scooby-Doo on Zombie Island<\/em>), Hanna &amp; Barbera Productions (1998)<br \/>\n[3] Nei <em>credits<\/em> del cortometraggio \u00e8 segnato come Yoshifumi Konno, produttore esecutivo sin dall&#8217;inizio delle serie Toei fino a <em>Saint Seiya<\/em> (1986)<\/p>\n<p>[4] In Italia usc\u00ec inizialmente nel 1979 nel film di montaggio <em>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em><\/p>\n<p>[5] Hiroshi Nanshan, pseudonimo di Hiroshi Minamiyama, pubblic\u00f2 nel 1970 diversi libri di fantasie erotiche per la <em>Tor Books<\/em>, alcuni con le illustrazioni di Shotaro Ishinomori, Reiji Matsumoto e Sho Sakaguchi. Nel 1974 si dedic\u00f2 alla ricerca di fenomeni paranormali, fra cui gli UFO, tanto che sar\u00e0 chiamato &#8220;l&#8217;esperto leader dei fenomeni paranormali in Giappone&#8221;<\/p>\n<p>[6] TAVAC &#8211; Toei Audio Visual Art Center: Quando la Toei Animation \u00e8 stata fondata nel 1956, TAVAC \u00e8 stato lanciato come la sezione che gestisce la registrazione di funzionalit\u00e0 di animazione a piena lunghezza e di CF produzioni. \u00c8 anche responsabile dei rifiniture di modifica e tecnologia. Nel 1973, TAVAC CO., LTD. \u00e8 stato impostato per tenere le sezioni di editing e di registrazione.<br \/>\nTAVAC (Toei Audio Visual Art Center) Address: Sato Bldg., 1-5-2 Kita-Shinjuku, Shinjuku-ku, Tokyo 169-0074<br \/>\nTEL +81-3-3371-1135 FAX +81-3-3369-6801<br \/>\nSito internet di TAVAC &#8211; Toei Audio Visual Art Center<br \/>\nhttp:\/\/www.toei-anim.co.jp\/tavac\/<\/p>\n<p>[7] Lungometraggi Toei Animation, fra i quali, <em>Andersen Monogatari<\/em> (<em>Le meravigliose favole di Andersen<\/em>), diretto da Kimio Yabuki, <em>Taiy\u00f4 no \u00f4ji Horusu no daib\u00f4ken<\/em> (<em>La grande avventura del piccolo principe Valiant<\/em>, 1968), diretto da Isao Takahata, <em>Nagagutsu wo Haita Neko<\/em> (<em>Il gatto con gli stivali<\/em>, 1969) sempre di Kimio Yabuki, <em>Chibikko Remi to Meiken Kapi<\/em> (<em>Senza Famiglia<\/em>, 1970) per la regia del Maestro Y\u00fbgo Serikawa<\/p>\n<p>[8] A Ishinomaki City, all&#8217;Ishinomori Manga Museum, Keiichi Noda\u00a0\u00e8 stato scelto quale responsabile in varie attrazioni con la sua voce che annunciava la mascotte <em>Ganbare!! Robocon<\/em><\/p>\n<p>[9] Il film della Toei Animation \u00e8 stato successivamente pubblicato negli Stati Uniti, col titolo di <em>The Little Mermaid<\/em> e doppiato in inglese da G.G. Communications, Inc. e Prima Film, Inc., nel 1979, cambiando il nome del regista giapponese con quello dell&#8217;attore americano Tim Reid<\/p>\n<p>[10] In Italia usc\u00ec nel 1978 come terzo episodio del film di montaggio <em>Mazinga contro gli Ufo Robot<\/em><\/p>\n<p>[11] <em>Imago Recensio. Libri su manga\/anime\/Giappone, editoria varia, cartoni animati giapponesi, Marvel, Guerre Stellari, Star Trek, videogiochi e giocattoli, riviste TV, articoli giornalistici. Quasi tutto rigorosamente sugli o degli anni 70 e 80<\/em>:<br \/>\nhttp:\/\/imagorecensio.blogspot.it\/<\/p>\n<p>[12] Cfr.<\/p>\n<p>[13] Cfr.<\/p>\n<p>[14] Jacques Canestrier, in <em>&#8220;Goldorackett&#8221;<\/em>, article de Louis Valentin, revue <em>Lui<\/em>, num\u00e9ro 182, Mars 1979<\/p>\n<p>[15] Massimo Nicora, \u201cIntervista a Paola De Benedetti\u201d, in:<br \/>\nhttp:\/\/ceraunavoltagoldrake.blogspot.it\/2018\/01\/goldrake-il-mistero-dellatlas-40-anni.html<\/p>\n<p>[16] pag. 25<\/p>\n<p>[17] Entrambe le sigle, scritte da Luigi Albertelli su musica e arrangiamento di Vince Tempera, Ares Tavolazzi e Massimo Luca, confluirono nell&#8217;album <em>Atlas Ufo Robot<\/em>. Particolare successo ebbero le due sigle italiane e il relativo LP contenente la colonna sonora della serie. <em>Ufo Robot<\/em>, la prima sigla, sfond\u00f2 il tetto del milione di copie vendute, raggiungendo la quarta posizione dei singoli pi\u00f9 venduti. <em>Goldrake<\/em> raggiunse la settima posizione, vendendo oltre settecentomila copie<\/p>\n<p>[18] Bonizza Giordani aveva gi\u00e0 realizzato per la TV dei Ragazzi Rai, fra l&#8217;altro anche, nel 1971 scene e pupazzi, quali, Il Coccodrillo mangiatutto, il Coniglio e il Pinguino per il programma <em>Il gioco delle cose<\/em> a cura di Teresa Buongiorno, presentato da Marco Dan\u00e8 e Simona Gusberti; come anche nel 1978 Zippo il coniglio motorista e Franz il cuoco di bordo che affiancavano nella trasmissione <em>Il dirigibile<\/em> il Capitano Mal, reduce dal successo di <em>Furia, cavallo del West<\/em> e &#8220;Azzurrina&#8221;, l&#8217;affascinante hostess di bordo Maria Giovanna Elmi<\/p>\n<p>[19] La programmazione Rai suddivise la serie in tre blocchi: dal 4 aprile al 6 maggio 1978 (24 episodi); dal 12 dicembre 1978 al 12 gennaio 1979 (25 episodi); dall&#8217;11 dicembre 1979 al 6 gennaio 1980 (22 episodi). Furono infatti doppiate e trasmesse in TV solo 71 puntate su 74, con esclusione degli episodi 15, 59 e 71, e ci\u00f2 malgrado la RAI avesse acquistato l&#8217;intera serie<\/p>\n<p>[20] La sigla di SuperGulp!, scritta da Franco Godi e Guido De Maria venne incisa da Giumbolo, pseudonimo di Jona con i piccoli cantori di Nini Comolli e l&#8217;Orchestra di Franco Godi<\/p>\n<p>[21] La sigla, Supereroi, testo e musica di Bruno Tibaldi, \u00e8 un singolo discografico del gruppo Superband, pseudonimo del gruppo Superobots e cantato da Douglas Meakin<\/p>\n<p>[22] La sigla di <em>Heidi<\/em> era cantata da Elisabetta Viviani, con testo di Franco Migliacci su musica originale di Christian Bruhn, RCA, 1978<\/p>\n<p>[23] La versione italiana della musica fu affidata al cantautore Roberto Vecchioni, che interpret\u00f2 la sigla assieme al gruppo de Le Mele Verdi, diretto da Mitzi Amoroso.<br \/>\nUsc\u00ec anche nei cinema un lungometraggio: <em>Le avventure di Barbapap\u00e0<\/em> (1973)<\/p>\n<p>[24] L\u2019amico doppiatore e Direttore di Doppiaggio Fabrizio Mazzotta ricordava anche una serie antecedente, uscita sulla Rai fra il \u201868 e il \u201870, che si chiamava <em>Vikke il vickingo<\/em>, con un altro doppiaggio, doppiata da Massimo Rossi ed era in bianco e nero rispetto alla successiva con la voce di Rosalinda Galli, da cui se ne trasse una versione a fumetti sul <em>Corriere dei Piccoli<\/em>. Potrebbe essere vero, in quanto la sigla iniziale \u00e8 realizzata con uno stile grafico pi\u00f9 semplice, presumibilmente tedesco, e il protagonista facendo il tiro al bersaglio, con l&#8217;arco lancia le frecce che compongono il titolo: &#8220;Vickie&#8221;; prima serie all&#8217;epoca segnata sui programmi TV col titolo originale<\/p>\n<p>[25] Serie ideata in Francia col titolo <em>Oum le dauphin blanc<\/em>, da cui \u00e8 venuto l\u2019italianizzazione in Zum, diretta da Ren\u00e9 Borg, che diriger\u00e0 molte serie in coproduzione col Giappone. Nella serie vi erano diversi personaggi rielaborati secondo i consueti clich\u00e9s nipponici: il ragazzino Gianni doppiato da Fabio Boccanera, e la sorella Marina, doppiata come Heidi sempre da Francesca Guadagno; lo Zio Pietro (o Zio Patrick) doppiato da Sergio Fiorentini, il corvo parlante Seneca doppiato dal compianto Roberto Del Giudice<\/p>\n<p>[26] Per due decenni, Zum \u00e8 stato la mascotte per il Galak, la tavoletta di cioccolato bianco prodotta dalla Nestl\u00e9, con i personaggi rifatti per la pubblicit\u00e0 animata<\/p>\n<p>[27] <em>Leo, il re della giungla<\/em>, arriv\u00f2 in Italia come altri spacciato come un prodotto americano. Per rendere &#8220;comprensibili&#8221; i nomi originali, i titoli con le seguenti diciture furono tradotti all\u2019americana in modo umiliante per gli autori giapponesi anche se divertenti nelle assonanze: Regia di All Bisney; Soggetto e Sceneggiatura di Ald Monthen; Adattamento di Henri Bajard; Dialoghi di Boris River<\/p>\n<p>[28] <em>009 Joe Tempesta<\/em>, come al solito venne adattato all\u2019occidente americanizzando il nome del regista in Denis Marin, mentre il regista autentico, Shotaro Ishinomori, compare invece come sceneggiatore<\/p>\n<p>[29] Anche <em>La storia di Alice\u2026 fanciulla infelice<\/em> giunse in Italia privato dei titoli originali e risulta della Eighteen Films, distribuito dalla Alexia Cinematografica, per la regia di un certo Gil Gelsen<\/p>\n<p>[30] La regia de <em>Le meravigliose favole di Andersen<\/em> in Italia \u00e8 firmata da un certo Flash (facendolo passare come All Bisney parente di Walt Disney, per cugino dei fratelli Fleischer)<\/p>\n<p>[31] Il film <em>La grande avventura del piccolo principe Valiant<\/em> arriv\u00f2 in Italia distribuito nei cinema dalla\u00a0Glam Oriental Films, in un&#8217;edizione curata dalla\u00a0Dragon Films, accreditando la regia di un incerto americano di nome Terence Flasch\u2026 un lontano cugino dei fratelli Fleischer<\/p>\n<p>[32] <em>Senza famiglia<\/em> giunse agli inizi degli anni \u201970 in Italia doppiato col nome del protagonista, Remigio. Dopo il successo del &#8217;79 della serie <em>Rem\u00ec<\/em>, i distributori italiani pensando di sfruttare il successo immediato della nuova serie televisiva, riproposero nei cinema con scarsi successi il film di Serikawa, intervenendo sulla precedente versione italiana \u201csforbiciando\u201d le ultime tre lettere finali del nome Remigio, tagliando cio\u00e8 i fotogrammi o inserendo brevi pause sulla colonna sonora in maniera del tutto arrangiata. Inoltre, al film originale, fu aggiunta in testa la canzone di Jimmy Fontana e nei credits il nome del regista venne italianizzato da Yugo Serikawa in Ugo Serigawa<\/p>\n<p>[33] Nei titoli di <em>20.000 leghe sotto i mari<\/em> dell&#8217;edizione italiana, Kimio Yabuki \u00e8 diventato Kinio Yabuki<\/p>\n<p>[34] Il film <em>La Sirenetta, la pi\u00f9 bella favola di Andersen<\/em> \u00e8 stato successivamente pubblicato negli Stati Uniti, col titolo di <em>The Little Mermaid<\/em> e doppiato in inglese da G.G. Communications, Inc. e Prima Film, Inc., nel 1979, cambiando il nome del regista giapponese con quello dell&#8217;attore americano Tim Reid<\/p>\n<p>[35] Gianni Rodari,\u00a0<em>Dalla parte di Goldrake\u00a0\u2013\u00a0Rinascita, n. 41, 17 ottobre 1980<\/em><\/p>\n<p>[36] Silverio Corvisieri, <em>La Repubblica<\/em>, 7-8\/1\/1979. Articolo pubblicato nella sezione \u201cCommenti\u201d, pag. 6<\/p>\n<p>[37] Nel ginepraio degli interventi su tale questione, consultabile in rete cliccando la voce \u201cSilverio Corvisieri\u201d, i diversi punti di vista emergono con particolare chiarezza in Mario Verger \u201cSilverio Corvisieri e l\u2019affaire Goldrake\u201d, Rapporto Confidenziale, n. 36 ottobre-novembre 2012, pp. 2-27<\/p>\n<p>[38] Silverio Corvisieri a Mario Verger, <em>Intervista esclusiva di Mario Verger all\u2019On. Silverio Corvisieri su \u00abGoldrake\u00bb 30 anni dopo<\/em>, in Rapporto Confidenziale<\/p>\n<p>[39] Massimo Nicora, all&#8217;Emeroteca di Milano e Varese ha passato settimane davanti ai microfilm visionando tutti i quotidiani dell&#8217;epoca per cercare un riscontro, visto che alla Camera non era riuscito a trovare nulla. Massimo Nicora ha comunque fatto un&#8217;osservazione intelligente dicendomi che di Corvisieri aveva trovato un articoletto su <em>Epoca<\/em> sul quale veniva confermata l&#8217;esistenza di una interrogazione parlamentare (non interpellanza), la quale, per\u00f2, and\u00f2 senza risposta per la fine della legislatura. Qualora essa fosse stata presentata, non se ne pu\u00f2 trovare traccia nei resoconti stenografici della camera, in quanto, solo le interrogazioni con risposta venivano riportate<\/p>\n<p>[40] I Machinders vennero ripresi in vendita negli USA negli anni &#8217;70 come <em>Shogun Warriors<\/em><\/p>\n<p>[41] Gloizer X, scritto anche Groizer X. L&#8217;originale Groizer X toyline \u00e8 uno dei pochissimi giocattoli Super Robot prodotti dalla Nakajima Manufacturing Company, al posto dell&#8217;industria dominante Popy Pleasure<\/p>\n<p>[42] Sulle ali dell&#8217;astronave della Nakajima, oltre il nome all&#8217;inglese Dangard A, c&#8217;era scritto anche Satheliter, da cui deriv\u00f2 da parte di Cesare Ferrario, che cur\u00f2 alla fine del &#8217;78 l&#8217;adattamento dialoghi, l&#8217;italianizzazione del &#8220;Satellizzatore ovvero il Danguard&#8221;<\/p>\n<p>[43] Sempre la Nakajima mise sul mercato negli anni &#8217;70, non importati, una serie di giocattoli basati su veicoli reali \u2013 treni (<em>Light-up Special Express Series<\/em>), aerei da combattimento (<em>1\/95 scale Super Fighter Series<\/em>) e automobili di lusso (<em>Dream Road Series<\/em>) \u2013 oltre a un serie di insetti metallici (<em>Insect Series<\/em>).<\/p>\n<p>[44] Enrico Bomba, sceneggiatore, attore e direttore del doppiaggio, us\u00f2 gli pseudonimi di Henry Bay e Steve Saint-Claire. Ebbe una relazione con l&#8217;attrice Jayne Mansfield. Dialoghista e direttore del doppiaggio, cur\u00f2 l&#8217;edizione sonora di un altro cult in animazione, stavolta italiano, il lungometraggio <em>Il Nano e la Strega<\/em> (1973) del pioniere dell&#8217;animazione italiana Gibba.<br \/>\nSposato con Germana Dominici, ha avuto una figlia, anch&#8217;ella doppiatrice, Federica Bomba<\/p>\n<p>[45] Nei manifesti italiani del film <em>King Kong contro Godzilla<\/em>, per farlo passare come una coproduzione Giappone\/Usa, scrissero:<br \/>\nCast: Juko Hamada \u2013 Cristopher Murphy \u2013 Mijuki Hakiyama \u2013 Directed by: Terence Flasch<\/p>\n<p>[46] <em>Mazinga contro gli Ufo Robot<\/em> (1978) \u2013 Produzione: Cinestampa Internazionale \u2013 Distribuzione: Oriental Films \u2013 Doppiaggio C.D.C. Dialoghi Italiani e Direzione del Doppiaggio: Enrico Bomba \u2013 Doppiatori originali: Arturo Dominici: Dott. Hell \u2013 Glauco Onorato: Gen. Astaroth \u2013 Manlio De Angelis: Ryo Kabuto \u2013 Gianni Marzocchi: Uomo Diavolo\/Akira Fudo \u2013 Flaminia Jandolo: Barone Ashura (femmina) \u2013 Cesare Barbetti: Prof. Yumi \u2013 Laura Boccanera: Sayaka Yumi \u2013 Alessandro Sperl\u00ec: Bugo \u2013 Vinicio Sofia: Bosu \u2013 Piero Tiberi: Tetsuya \u2013 Germana Dominici: Jun \u2013 Cinzia De Carolis: Venusia \u2013 Roberto Chevalier: Icarus \u2013 Massimiliano Manfredi: Mizar \u2013 Marcello Prando: Hydargos \u2013 Bruno Scipioni: Gandal \u2013 Pino Colizzi: Gen. Marengos \u2013 Mario Mastria: Hayashi \u2013 Daniele Tedeschi: Yamada \u2013 Sergio Fiorentini: Dott. Sautome \u2013 Sergio Rossi: Dott. Kabuto \u2013 Michele Gammino: Spaziale \u2013 Massimo Giuliani: Benkey \u2013 Luciano De Ambrosis: Hayato \u2013 Manlio De Angelis: Ryo Nagare \u2013 Pino Locchi: Narratore<\/p>\n<p>[47] In realt\u00e0 si pu\u00f2 presuppore che i nomi siano stati ulteriormente cambiati per non incorrere in problemi di copyright con la Rai-TV, la quale aveva deciso i nomi dei protagonisti nonch\u00e9 del robot modificando quelli d&#8217;oltrealpe; anche se, dal successivo lungometraggio uscito a distanza di qualche mese, i nomi sono tornati ad essere gli stessi a quelli della serie televisiva<\/p>\n<p>[48] \u00c8 interessante notare che se in <em>Atlas Ufo Robot<\/em>, Koji Kabuto, passando per i francesi, era diventato Alcor, mentre in <em>Mazinga contro gli Ufo Robot<\/em>, Koji \u00e8 nominato Ryo Kabuto facendo peraltro confusione col vero Ryo, chiamato correttamente, di Getta Robot presente nel medesimo film<\/p>\n<p>[49] Dopo la sua uscita nei cinema, i film della Cinestampa Internazionale furono pubblicati pi\u00f9 volte in Super 8 dalla Cineriduzione Ariete, dalla C.I.C., dalla Euromach e dalla ERSA, sia in versione integrale sia in cofanetti ad episodi da 2 o 3 bobine da 120 e 180 mt.<\/p>\n<p>[50] <em>Daimos il figlio di Goldrake<\/em> (1979) \u2013 Doppiaggio C.D. \u2013 Dialoghi Italiani e Direzione del Doppiaggio: Enrico Bomba \u2013 Personaggi e doppiatori:<br \/>\nKazuya: Roberto Chevalier \u2013 Erika: Germana Dominici \u2013 Prof. Izumi: Sandro Iovino \u2013 Kyoshiro: Angelo Nicotra \u2013 Nan\u00e0: Emanuela Rossi \u2013 Rikiter: Luciano Roffi \u2013 Olban: Sergio Fiorentini \u2013 Miwa: Luciano De Ambrosis \u2013 Guerroyer: Paolo Poiret \u2013 Guildo: Arturo Dominici \u2013 Laiza: Maria Grazia Dominici \u2013 Voce narrante: Manlio De Angelis \u2013 Voci aggiunte: Gianfranco Bellini, Sandro Acerbo, Vittorio Stagni, Tonino Accolla<\/p>\n<p>[51] <em>Andersen Dowa Ningyo Hime<\/em>:<br \/>\nExecutive producer: Chiaki Imada<br \/>\nDirector: Tomoharu Katsumata<br \/>\nAssistant Director: Kozo Morishita<br \/>\nKey Animator: Hideki Mori, Kazuo Komatsubara e Shingo Araki<\/p>\n<p>[52] Esistono due doppiaggi italiani del film, uno eseguito nel 1979 per il cinema e uno negli anni &#8217;90 per l&#8217;uscita in VHS edita dalla <em>Stardust<\/em> nella collana <em>Fantastimondo<\/em>.<br \/>\nNella versione cinematografica, inoltre, il film intero comprendeva una prima parte dal vero girata a Copenaghen, in cui si vedono dei bambini ammirare la statua del grande scrittore danese Hans Christian Andersen.<br \/>\nIl primo doppiaggio cinematografico del 1979 aveva le voci di: Rosalinda Galli: Marina \u2013 Gianna Spagnuolo: Marina singing voice \u2013 Giorgio Locuratolo: Principe \u2013 Fabrizio Mazzotta: Fritz \u2013 Anna Teresa Eugeni: Strega del Mare \u2013 Laura Boccanera: Principessa di Svezia<\/p>\n<p>[53] Reiko Okuyama \u00e8 stata un&#8217;importante animatrice giapponese. Nel 1957, Okuyama chiese di entrare alla Toei Doga, credendo erroneamente che fossero editori di libri per bambini. Le sue capacit\u00e0 di disegno furono sufficienti per essere assunta come intercalatrice. Il suo primo lavoro fu il lungometraggio <em>Hakujaden<\/em> (<em>Il serpente bianco<\/em>, 1958). Ella era stata promossa per il successivo Key-animator, <em>Shonen Sarutobi Sasuke<\/em> (<em>Magic Boy<\/em>, 1959). Okuyama continu\u00f2 a lavorare come secondo Key-animator per <em>Saiyuki<\/em> (<em>Alakazam the Great<\/em>, 1960). Il suo ruolo primario era quello di uniformare le differenze stilistiche tra il lavoro dei due Capi Animatori della Toei, Yasuji Mori e Akira Daikuhara. Okuyama continu\u00f2 a lavorare per la Toei Animation, partecipando anche al pilota di Goldrake <em>Uchu enban daisenso<\/em> (1975), fino al 1976, finalmente salendo alla posizione di Capo Animatore.<br \/>\nNel 1963, Reiko Okuyama si spos\u00f2 con Yoichi Kotabe, un Maestro dell&#8217;Anime giapponese, lavorando assieme a tutti i successivi lungometraggi della Toei Animation<\/p>\n<p>[54] <em>Heidi diventa principessa<\/em> \u2013 Doppiaggio C.D. \u2013 Dialoghi Italiani e Direzione del Doppiaggio: Enrico Bomba \u2013 Doppiatori: Francesca Guadagno: Heidi \u2013 Germana Dominici: Greta \u2013 Luciano De Ambrosis: Re Hildebrand \u2013 Rosetta Calavetta: Strega \u2013 Sandro Acerbo: Re Friedrich \u2013 Riccardo Rossi: Principe \u2013 Vinicio Sofia: Primo Ministro<br \/>\nColonna sonora: Testi di Enrico Bomba, musiche di Akihiro Komori; edizioni musicali Carosello. Francesca Guadagno \u2013 Heidi principessa (feat. Ada Modi) \u2013 Francesca Guadagno \u2013 I fratelli cigni (feat. Georgia Lepore e il coro I Nostri Figli di Nora Orlandi)<\/p>\n<p>[55] Gioele Centanni, era stato segretario di Enrico Mattei prima di diventare produttore cinematografico di diversi spaghetti-western. Ultimamente voleva produrre un film dal libro di Patrizia D&#8217;Addario, <em>Gradisca Presidente<\/em>, interpretato da Alain Delon, ideale per rappresentare sullo schermo il carisma di Silvio Berlusconi<\/p>\n<p>[56] Hideki Mori, pur avendo partecipato a <em>Uchu enban daisenso<\/em>, non fu uno dei principali direttori dell&#8217;animazione di Goldrake, nonostante che in <em>The Anime Encyclopedia: A Century of Japanese Animation<\/em>, Hideki Mori risultava fra gli animatori principali prima di Hayao Miyazaki del lungometraggio T\u00f4ei, <em>Alibaba to Yonjubiki no Tozoku<\/em> (<em>Ali Bab\u00e0 e i 40 ladroni<\/em>), per la regia di Hiroshi Shidara<\/p>\n<p>[57] <em>Gli Ufo Robot contro gli invasori spaziali<\/em> (1979) \u2013 Produzione: Cinestampa Internazionale \u2013 Distribuzione: Oriental Films \u2013 Doppiaggio C.D. \u2013 Dialoghi Italiani e Direzione del Doppiaggio: Enrico Bomba \u2013 Doppiatori italiani: Manlio De Angelis: Ryoma Nagare \u2013 Sergio Fiorentini: Prof. Saotome \u2013 Michele Gammino: Astronave aliena \u2013 Massimo Giuliani: Musashi Tomoe \u2013 Luciano De Ambrosis: Hayato Jin \u2013 Piero Tiberi: Tetsuya Tsurugi \u2013 Germana Dominici: Jun Hono \u2013 Francesca Guadagno: Shiro Kabuto \u2013 Bruno Persa: Dott. Kenzo Kabuto \u2013 Alessandro Sperl\u00ec: Dott. Procton \u2013 Arturo Dominici: Generale \u2013 Vittorio Stagni: Bosu \u2013 Gianni Marzocchi: Actarus \u2013 Roberto Chevalier: Koji Kabuto \u2013 Cesare Barbetti: Prof. Yumi \u2013 Laura Boccanera: Sayaka Yumi \u2013 Romano Ghini: Speaker radiofonico \u2013 Pino Colizzi: Duca Gorgon \u2013 Renato Mori: Generale Nero \u2013 Aldo Barberito: Generale Belva Infernale \u2013 Mario Mastria: Mostro Guerriero Dante \u2013 Dario De Grassi: Imperatore Braillant \u2013 Maria Grazia Dominici: Shun<\/p>\n<p>[58] Mazinga contro Goldrake \u2013 Il sito del Film:<br \/>\nhttp:\/\/www.mazingacontrogoldrake.sitiwebs.com\/<\/p>\n<p>[59] Da un vecchia busta intestata col materiale fotografico di <em>Mazinga contro gli Ufo Robot<\/em> risultava la Cinestampa, agente dell&#8217;Agora Cinematografica, in Via Carso 63, 00195 Roma<\/p>\n<p>[60] COUR D&#8217;APPEL DE PARIS P\u00f4le 5 \u2013 Chambre 1 ARRET DU 24 JUIN 2009 (n\u00b0 AXOf &#8216; UP a g e s) Num\u00e9ro d&#8217;inscription au r\u00e9pertoire g\u00e9n\u00e9ral : 07\/22307 D\u00e9cision d\u00e9f\u00e9r\u00e9e \u00e0 la Cour: Arr\u00eat Arr\u00eat Jugement du 30 Octobre 2007 \u2013 Cour de Cassation de PARIS &#8211; RG n\u00b0 G 0620455<\/p>\n<p>[61] Comunicato stampa della Digital Studio Production pubblicato sul sito Anime.Click.it, 29 marzo 2007<\/p>\n<p>[62]<em>Candy au cin\u00e9ma en Italie<\/em>, in <em>Goldorak-Gate Pas de droits, pas de chocolat<\/em>, http:\/\/www.nonoche.com\/goldogate\/?p=308<\/p>\n<p>[63] <em>Tam Tam \u2013 Speciale Tg1, Heidi, Goldrake, Harlock and Co.<\/em>, 05\/04\/1979<br \/>\nA cura di Arrigo Petacco e Nino Criscenti, Giorgio Cazzella e Flora Favilla<br \/>\nServizio \u201cHeidi, Goldrake, Harlock and Co.\u201d a cura di Giuseppe Breveglieri \u2013 Riprese filmate Antonio Bucci \u2013 Montaggio Giambattista Mussetto<\/p>\n<p>[64] La sigla <em>Capitan Harlock<\/em> fu anch&#8217;essa un notevole successo discografico, scritta da Luigi Albertelli con la musica di Vince Tempera venne eseguita da La banda dei bucanieri, Fonit Cetra, 1979<\/p>\n<p>[65] Le sigle, <em>Danguard<\/em> e <em>Danguard al decimo pianeta<\/em>, musica e arrangiamenti di Gianfranco Tadini con testi di Mario Bondi, erano interpretate da Veronica Pivetti, Ariston Records, 1979<\/p>\n<p>[66] Il doppiaggio di <em>Danguard Ace<\/em> venne eseguito a Milano, presso le Edizioni Cinetelevisive Milano di Enzo Monachesi. L&#8217;adattatore dialoghi che modific\u00f2 i nomi in quelli che conosciamo era il regista e attore Cerare Ferrario, il quale, oltre ad annunciare ciascun titolo delle puntate, doppiava il Capitano Dan, e modificando la voce anche il Vice Cancelliere Sigma, il Comandante Fritz Arken, il Capitano Kudon, l&#8217;Ingegnere Pragg e altri personaggi della serie. Il protagonista Arin era doppiato, invece, da Paolo Torrisi (Pierre ne <em>Il gatto con gli stivali<\/em> della Toei e <em>Il Draghetto Grus\u00f9<\/em> di Nino e Toni Pagot); il Cancelliere Doppler con la voce riverberata dall&#8217;attore Fulvio Ricciardi; il Dottor Galax da Alarico Salaroli; il Professor Nelson e il Dottor Sander da Sante Calogero; e Nova da una giovane Veronica Pivetti, la quale cantava anche le sigle di <em>Danguard<\/em><\/p>\n<p>[67] La prima sigla era <em>Planet 0<\/em>, scritta da Norbert Cohen e composta da Farouk Safi e Sharon Woods, cantata da Daisy Daze and the Bumble Bees<\/p>\n<p>[68] Marco Casanova presenta: <em>Le avventure di Lupin III<\/em> (<em>Rupan Sansei, 1978<\/em>), diretto da Soji Yoshikawa. Una produzione Tokyo Movie Co.<br \/>\nColore Stacofilm \u2013 Una esclusivit\u00e0 Harmony Film \u2013 Distribuzione Orange<br \/>\nEdizione cinematografica: Roberto Del Giudice: Arsenio Lupin III \u2013 Sandro Pellegrini: Daisuke Jigen \u2013 Piera Vidale: Fujiko Mine \u2013 Vittorio Guerrieri: Goemon Ishikawa \u2013 Enzo Consoli: Koichi Zenigata \u2013 Germano Longo: Mamoo \u2013 Vittorio Di Prima: Gordon \u2013 Gino Pagnani: Gissinger<\/p>\n<p>[69] La sigla italiana fu cantata sulla base originale giapponese con arrangiamenti di Paolo Moroni e cantate Roberto Fogu in arte Fogus, come per <em>Ryu il ragazzo delle caverne<\/em>, CLS, 1979<\/p>\n<p>[70] Vittorio Balini, ex bagnino di Ostia, alla fine degli anni &#8217;60 si trovava in America dove era stata appena lanciata la televisione via cavo (antesignana delle odierne TV commerciali). Cos\u00ec, invest\u00ec i soldi nell\u2019acquisto di film e telefilm rimasti nei magazzini delle major. Compr\u00f2 soprattutto serie televisive come <em>Il dottor Kildare, Dallas<\/em> e <em>Dinasty<\/em>, facendo la sua fortuna riuscendo a venderle all&#8217;industriale milanese Silvio Berlusconi<\/p>\n<p>[71] La sigla originale giapponese de <em>Il Grande Mazinger<\/em> era interpretata da Ichiro Mizuki, mentre quella italiana, con testi di Franco Migliacci, musica di Argante, era cantata dai Superobots, RCA, 1979<\/p>\n<p>[72] La sigla italiana della serie televisiva <em>Guerre fra galassie<\/em> era composta da Douglas Meakin, Dave Summer e Giancarlo Giomarelli, e cantata dai Superobots, RCA, 1979<\/p>\n<p>[73] In realt\u00e0 si trattava di un singolo episodio, pervenuto in anticipo in Italia, della serie giapponese (<em>Manga Sekai Mukashi Banashi<\/em>, 1976) uscita dai primi anni \u201880 col titolo de <em>Le pi\u00f9 belle favole del mondo<\/em><\/p>\n<p>[74] All&#8217;epoca non si sapeva, come tuttora, che si trattava del film-pilota della Toei Doga di <em>Sally la maga<\/em> (<em>Mahotsukai Sari<\/em>, 1966) inserito come episodio n.65 della serie TV, trasmessa per la prima volta nel 1982 su italia 1. <em>Polon la piccola streg<\/em>a \u00e8 stato acquistato anche dalla AVO Film e inserito nel catalogo delle prime VHS degli anni &#8217;80<\/p>\n<p>[75] Sigla iniziale e finale dell\u2019edizione italiana: <em>Bahamas<\/em>, con testi di Lucy Neale e Harry Thumann, musica di Harry Thumann e Hermann Weindorf, arrangiamento di Hermann Weindorf, interpretata dal gruppo Kangaroo, Edizione Televis, Produzione Baby Record, 1979<\/p>\n<p>[76] In Italia erano uscite anche delle imitazioni di modellini in ferro meno pregiati con variazioni bianco e nero, prodotte in Italia dal marchio GIG, della serie <em>I Micronauti<\/em>, una variazione dei <em>Microman<\/em> della Takara, con <em>Force Commander, Red Falcon, King Atlas, Baron Karza<\/em>, quasi uguali a Jeeg Robot anche trasformato in Antares col Modulo H-305<\/p>\n<p>[77] Le serie, prodotte dalla Nippon Animation e Apollo Film, usciranno rispettivamente, nel 1982 su Canale 5 col titolo <em>Bambino Pinocchio<\/em> (<em>Pinocchio Yori Piccolino no Boken<\/em>, 1976), e nel 1981 sulla Rai quale <em>Shirab, il ragazzo di Bagdad<\/em> (<em>Arabian Nights Sinbad no Boken<\/em>)<\/p>\n<p>[78] La sigla originale giapponese di Ganbare!! Robocon era cantata da Ichiro Mizuki<\/p>\n<p>[79] La sigla intitolata <em>Rem\u00ec \u2013 Le sue avventure<\/em>, testo di Luigi Albertelli, musica e arrangiamento di Vince Tempera era interpretata da Giampi Daldello e I ragazzi di Rem\u00ec, Fonit Cetra, 1979<\/p>\n<p>[80] Gli occhiali in 3D permettevano di visualizzare il cartone animato con l&#8217;effetto Pulfrich; escamotage trovato dai distributori italiani per la similitudine che offrivano i suggestivi scorrimenti orizzontali delle immagini ottenuti tramite la macchina da presa a piani multipli, la <em>Multiplane Camera<\/em><\/p>\n<p>[81] La canzone <em>Don Chuck il Castoro era cantata da Nico Fidenco, Meeting Music, 1979<\/em><\/p>\n<p>[82] <em>Le avventure dell&#8217;Ape Mag\u00e0, scritta da Lucio Macchiarella, su musica e arrangiamento di Vito Cappa, era cantata dal coro I Nostri Figli diretto da Nora Orlandi, RCA, 1979<\/em><\/p>\n<p>[83] Le due sigle italiane, <em>L&#8217;Apemaia va<\/em>, testo di Luigi Albertelli, musica e arrangiamento di Salvatore Fabrizio e <em>L&#8217;Apemaia in concerto<\/em>, testo di Enrico Vanzina, musica di Marcello Marrocchi e Vittorio Tariciotti, e arrangiamento di Gianni Mazza, erano interpretata da Katia Svizzero, Fonit Cetra, 1980<\/p>\n<p>[84] Sempre l&#8217;AVO Film, dopo una vasta attivit\u00e0 dal 1971 di classici Warner Bros, Charlot e Laurel &amp; Hardy stampati in formato ridotto da pellicola 35 mm, compresi <em>I viaggi di Gulliver<\/em> (<em>Gulliver&#8217;s Travels<\/em>) dei fratelli Max e Dave Fleischer e dei brani tratti da <em>Le 13 fatiche di Ercolino<\/em> di Taiji Yabushita, alla fine del decennio produsse, suddivisi in episodi da 60 mt. in confezioni differenziate, <em>Senza Famiglia<\/em> e <em>Il bambino Rem\u00ec e il cane Capi<\/em> di Yugo Serikawa, <em>20.000 leghe sotto i mari di Kimio Yabuki, <em>Orsetto panda e gli amici della foresta<\/em> di Yugo Serikawa, <em>Ali Bab\u00e0 e i 40 ladroni<\/em> di Hiroshi Shidara e <em>&#8230;continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali<\/em> di Tomoharu Katsumata; oltre che diverse serie in Super 8 di <em>Atlas Ufo Robot<\/em>, fino all&#8217;ultima <em>Super Goldrake \u2013 Serie TV Sacis<\/em>; <em>Space Pirate Capitan Harlock<\/em>; e <em>Mazinga Z<\/em><\/em><\/p>\n<p>[85] L&#8217;anno dopo, sempre per <em>&#8220;Auguri di Mondadori&#8221;<\/em> uscirono anche i quaderni di <em>Danguard<\/em> e <em>Jeeg Robot<\/em><\/p>\n<p>[86] La sigla <em>Astro Robot contatto ypsylon<\/em>, scritta da Luigi Albertelli su musica e arrangiamento di Vince Tempera, venne incisa da Gli Ypsilon, Fonit Cetra, 1980<\/p>\n<p>[87] Di <em>Gaiking<\/em>, gi\u00e0 circolavano in Italia alla fine degli anni &#8217;70, assieme ai modelli di <em>Goldrake, Great Mazinga, Dragun, Raydeen<\/em> e <em>Combatra<\/em> (<em>Combattler V<\/em>), i robot toys <em>Shogun Warriors<\/em> della Mattel<\/p>\n<p>[88] La sigla italiana era tratta dal brano <em>It Takes me Higher<\/em> del gruppo dance viennese Ganymed<\/p>\n<p>[89] La sigla italiana <em>Falco il superbolide<\/em> era stata scritta da Vito Tommaso e cantata dai Superobots<\/p>\n<p>[90] Prodotto nel 1975 in un periodo in cui la Tatsunoko prendeva spunto dai supereroi americani, realizzando serie quali, <em>Hurricane Polimar, Kyashan<\/em> e <em>Gatchman<\/em><\/p>\n<p>[91] La sigla originale giapponese era cantata da Ichiro Mizuki, mentre quella italiana scritta da Luigi Albertelli con la musica di Vince Tempera era interpretata da I Micronauti, Fonit Cetra, 1979<\/p>\n<p>[92] La sigla <em>Mazinga Z<\/em> scritta da Dino Verde e composta da Detto Mariano venne cantata dai Pandemonium con lo pseudonimo &#8220;Galaxy Group&#8221;, Meeting Music, 1979<\/p>\n<p>[93] La sigla <em>Judo Boy<\/em> venne incisa da Judo Boy, pseudonimo di Mario Balducci, scritta da Andrea Lo Vecchio su musica e arrangiamento del M\u00b0 Detto Mariano col coro de I Piccoli Cantori di Nini Comolli, Meeting Music, 1980<\/p>\n<p>[94] <em>Astroganga<\/em>, con la canzone scritta dal M\u00b0 Detto Mariano, era cantata dai Galaxy Group, Meeting Music, 1980<\/p>\n<p>[95] La canzone di <em>Gundam<\/em>, di Andrea Lo Vecchio e Mariano Detto, era interpretata da Mario Balducci, Meeting Music, 1980<\/p>\n<p>[96] La canzone <em>Candy Candy<\/em>, musica di Brandon Michael Fraser e Bruno Fulvio Tibaldi (Kobra) con testi di Lucio Macchiarella, era cantata dai Rocking Horse, RCA, 1980<\/p>\n<p>[97] Film della Toei Animation stampati dalla Argon Film: <em>Senza famiglia, Robin e i 2 moschettieri e \u00bd, Simbad il marinaio, Gli allegri pirati dell&#8217;isola del tesoro, 20.000 leghe sotto i mari, Al\u00ec Bab\u00e0 e i 40 ladroni, Continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali<\/em>, 2 bobine, 120 mt. <em>L\u2019orsetto panda e gli amici della foresta<\/em>, in versione integrale, 4 bobine 120 mt.<br \/>\nInoltre, sempre la Argon Film, stamp\u00f2 in 8 mm e poi in Super 8 in 9 episodi da 60 mt. <em>Le avventure di Pinocchio<\/em> (<em>Priklyucheniya Buratino<\/em>, 1959), prodotto dalla Soyuzmultfilm diretto da Ivan Ivanov-Vano, Dmitriy Babichenko e Mikhail Botov; e <em>Il gatto con gli stivali<\/em> (<em>Lo scugnizzo di Napoli, ??????? ?? ???????<\/em>, 1958), prodotto dalla Soyuzmultfilm e tratto da un racconto di Gianni Rodari, per la regia di Ivan Aksencjuk, stampato in singolo 60 mt.<\/p>\n<p>[98] L&#8217;omonima sigla italiana venne incisa dai Tam Tam, pseudonimo de I Piccoli Cantori di Milano di Nini Comolli, mentre il testo era di Andrea Lo Vecchio e la musica di Detto Mariano, Meeting Music, 1980<\/p>\n<p>[99] La sigla italiana, intitolata <em>La canzone di Paul<\/em> era cantata da Patrizia Pradella. Autori: I. Polizzi, C. Natili, F. Carraresi, S. Subelli, Meeting Music, 1980<\/p>\n<p>[100] La sigla italiana, <em>Pinocchio perch\u00e9 no?<\/em>, scritta da Carla Vistarini su musica di Massimo Cantini, \u00e8 stata incisa da Luigi Lopez<\/p>\n<p>[101] La canzone italiana <em>Kum Kum<\/em>, scritta dal M\u00b0 Vito Tommaso era cantata da I piccoli antenati (I Piccoli Cantori di Milano diretti da Nini Comolli), EMI, 1980<\/p>\n<p>[102] <em>Kum-Kum<\/em> \u2013 Paramount Pictures Corporation presents: Executive Producer: Banjiro Uemura; Script Supervisor Noel Judd; Recordist\/Mixer: Phil Heywood; Post-Production Co-ordinator: Santo L. Bernardo; Assistant Film Editor: Al Perez; Post Production Advisor: Mike Policare; Paramount Production Executive: Bruce Gordon; Director\/Producer: Phil Judd<\/p>\n<p>[103] La sigla italiana <em>La canzone di Charlotte<\/em> venne scritta da Stefano Jurgens, Bruno Zambrini e Gianni Meccia ed incisa dal figlio Alessandro Zambrini con il coro I papaveri blu, pseudonimo dei Piccoli Cantori di Milano d Nini Comolli, Fonit Cetra, 1980<\/p>\n<p>[104] La sigla <em>The Monkey<\/em>, scritta da Luigi Albertelli e Roberto Soffici, era cantata da I Coccodrilli, Fonit Cetra, 1980; mentre <em>La Principessa Sapphire<\/em>, di Luigi Albertelli e Corrado Castellari era cantata da I Cavalieri Di Silverland, Fonit Cetra, 1980<\/p>\n<p>[105] La sigla di apertura e chiusura dal titolo <em>Huck e Jim<\/em>, testo di Luigi Albertelli, musica di Massimo Luca, arrangiamento di Vince Tempera, era interpretata dal Louisiana Group, Fonit Cetra, 1980<\/p>\n<p>[106] La sigla <em>Anna dai capelli rossi<\/em>, testo di Luigi Albertelli, musica ed arrangiamento di Vince Tempera, era cantata da I Ragazzi dai Capelli Rossi, Fonit Cetra, 1980<\/p>\n<p>[107] La sigla originale giapponese di <em>Gackeen il magnetico robot<\/em>, con musica di Chumei Watanabe, venne eseguita da Ichiro Mizuki, mentre la sigla italiana era di Vito Tommaso, e cantata dai Mini Robots, EMI, 1980<\/p>\n<p>[108] La sigla <em>Daitan III<\/em>, testo di Luigi Albertelli, musica e arrangiamento di Vince Tempera, era interpretata da I Micronauti, Fonit Cetra, 1980<\/p>\n<p>[109] La sigla originale giapponese era cantata da Ichiro Mizuki, mentre la canzone <em>Grand Prix e il campionissimo<\/em> era stata scritta da Franco Migliacci su musica e arrangiamento di Vito Tommaso e cantata dai Superobots, 1980, RCA<\/p>\n<p>[110] La sigla di <em>Gloizer X<\/em>bad opera del M\u00b0 Augusto Martelli, Five Records, 1980, ha la stessa base musicale della successiva serie uscita su Canale 5 l&#8217;anno dopo, <em>Gatchaman \u2013 La battaglia dei pianeti<\/em>, nella versione prodotta dalla Tatsunoko in coproduzione con Hanna-Barbera<\/p>\n<p>[111] La serie usc\u00ec nell&#8217;80 su RSI con la sigla originale in inglese e, dopo poco, ritrasmessa sulle televisioni locali italiane con una nuova sigla d&#8217;apertura, <em>Star Blazers<\/em>, scritta da Grytzko Mascioni su musica e arrangiamento di Giancarlo Trombetti e cantata in italiano dagli Argonauti, Ariston Records, 1980<\/p>\n<p>[112] Derek Wildstar assomiglia ad Arin nonch\u00e9 a Tadashi; il Capitano Avatar al Dottor Galax; la ragazza Nova all&#8217;omonima Nova e a Yuki; il Dott. Sane \u00e8 uguale al Dott. Sander e somiglia al Dott. Zero; il robot IQ9 ha qualcosa del robottino Altair; inoltre, l&#8217;eterea Regina Starsha rievoca la Regina Raflesia; e, fra i nemici, pi\u00f9 umani e meno diabolici, il Supremo Desslock, sinistro e ascetico riecheggia col lungo mantello il Cancelliere Doppler<\/p>\n<p>[113] La sigla dal titolo <em>Peline Story<\/em> era di Vito Tommaso e cantata da Georgia Lepore, RCA, 1980. \u00c8 interessante notare che la stessa musica era gi\u00e0 stata incisa l&#8217;anno prima dalla stessa Georgia Lepore col titolo di <em>Valentina<\/em>, e si trovava riprodotta sull&#8217;altro lato del disco, anch&#8217;esso da lei cantato, del remake televisivo <em>Ciao, Lassie<\/em>, RCA, 1979<\/p>\n<p>[114] La sigla italiana <em>Capitan Futuro<\/em>, scritta da Luigi Albertelli con la musica di Vince Tempera, venne incisa dal gruppo I Micronauti, Fonit Cetra, 1980<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Mario Verger ringrazia:<\/strong><br \/>\nAlessio Galbiati, Dario Muras, Massimo Nicora, Marco Pallitteri, Luca Raffaelli<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>&#8230;continuavano a chiamarlo<\/strong><br \/>\n<strong>Atlas UFO Robot<\/strong><br \/>\n<strong>La vera storia giapponese della? \u00abnascita?\u00bb di Goldrake<\/strong><br \/>\nRapporto Confidenziale,\u00a0 a cura di <strong>Mario Verger<\/strong>\u00a9 2018<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>References:<\/strong><\/p>\n<p>Mario Verger ha scritto diversi studi sul cinema d&#8217;animazione giapponese pubblicati su Rapporto Confidenziale:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=34613\"><strong>Le origini del cinema di animazione del Sol Levante<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4493\"><strong>Tg1 Tam Tam: \u00abHeidi, Goldrake, Harlock and Co.\u00bb \u2013 5\/Aprile\/1979<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=13039\"><strong>Romano Malaspina, l\u2019Imperatore del Doppiaggio Italiano<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=13517\"><strong>Kazuo Nakamura, il \u201cMichelangelo\u201d dell\u2019animazione giapponese<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=24833\"><strong>Silviero Corvisieri\u2026 contro gli \u00abUfo Robot\u00bb<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=36984\"><strong>Detto Mariano: Musica Maestro!<\/strong><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Bibliografia essenziale:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Andrea Baricordi, Massimiliano De Giovanni, Andrea Pietroni, Barbara Rossi, Sabrina Tunesi, <em>Anime. Guida al cinema di animazione giapponese<\/em>, Granata Press, 1991<\/li>\n<li>Massimo Nicora, <em>C&#8217;era una volta Goldrake. La vera storia del robot giapponese che ha rivoluzionato la TV italiana<\/em>, Societ\u00e0 Editrice La Torre, 2017<\/li>\n<li>Marco Pellitteri, <em>Mazinga nostalgia. Storia, valori e linguaggi della Goldrake-generation 1978-1999<\/em>, Prefazione di Alberto Abruzzese, Castelvecchi, 1999 (Rist. 2002 e 2008)<\/li>\n<li>Marco Pellitteri, <em>Il Drago e la Saetta. Modelli, strategie e identit\u00e0 dell&#8217;immaginario giapponese<\/em>, Tunu\u00e9 2008 (Ed. Inglese, 2010)<\/li>\n<li>Marco Pellitteri,\u00a0<em>The Dragon and the Dazzle. Models, strategies, and Identities of Japanese Imagination. A European perspective<\/em>, Preface by Kiyomitzu Yui. With an essay by Jean-Marie Bouissou, Tunu\u00e9, 2010<\/li>\n<li>Marco Pellitteri, Francesco Giacomantonio, <em>SHOOTING STAR. Sociologia mediatica e sociologia politica di<\/em> Atlas Ufo Robot, Fondazione Mario Luzi Editore, 2017<\/li>\n<li>Marco Pellitteri,\u00a0<em>Mazinga Nostalgia. Storia, valori e linguaggi della Goldrake-generation dal 1978 al nuovo secolo<\/em>, Prefazione di Alberto Abruzzese, Tunu\u00e9 2018<\/li>\n<li>Luca Raffaelli,\u00a0<em>Le anime disegnate. Il pensiero nei cartoon da Disney ai giapponesi e oltre<\/em>, Castelvecchi, 1995; Minimum Fax, 2005<\/li>\n<li>Sergio Trinchero,\u00a0<em>Vita col Fumetto<\/em>, L\u2019Oasi Editoriale, 1983<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>External links:<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ja.wikipedia.org\/wiki\/%E3%81%93%E3%82%8C%E3%81%8CUFO%E3%81%A0!%E7%A9%BA%E9%A3%9B%E3%81%B6%E5%86%86%E7%9B%A4\"><strong>\u3053\u308c\u304c\uff35\uff26\uff2f\u3060\uff01 \u7a7a\u98db\u3076\u5186\u76e4 (Wikipedia Japanese)<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/imagorecensio.blogspot.it\/2015\/06\/questo-e-un-ufo-i-dischi-volanti-toei.html\"><strong>Imago Recensio: &#8220;Questo \u00e8 un UFO! I dischi volanti&#8221; (Toei 1975) e &#8220;Contatti con gli extraterrestri&#8221; (Rizzoli 1976)<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.animenewsnetwork.com\/encyclopedia\/anime.php?id=3606\"><strong>Kore ga UFO da! Soratobu Enban (movie) su Anime News Network<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/myanimelist.net\/anime\/4250\/Kore_ga_UFO_da_Soratobu_Enban\"><strong>Kore ga UFO da! Soratobu Enban su MyAnimeList.net<\/strong><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.animemorial.net\/en\/m063-Kore-ga-UFO-da-Sora-Tobu-Enban\"><strong>Kore ga UFO da! Soratobu Enban su Animemorial<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8230;continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot La vera storia giapponese della \u00abnascita\u00bb di Goldrake a cura di Mario Verger &nbsp; \u00abL&#8217;\u00e9l\u00e9gance, la superbe de Goldorak sont les symboles du samoura\u00ef que le Nippon a toujours tent\u00e9 d&#8217;imposer au monde occidental.\u00bb &#8211; Jacques Canestrier, Antenne 2 &nbsp; &nbsp; Kore ga UFO da! Soratobu Enban \u2013 Introduzione Lo scorso anno venni contattato<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":41054,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[72],"tags":[19323,19324,19325,26,10237,13982,19326,19327,6497,19328,19329,19330,19331,19332,19333,19334,19335,19336,19337,19338,19339,19340,19341,1092,19342,19343,10280,2564,2563,19344,19345,19346,19347,19348,10262,19349,19350,19351,19352,19353,19354,19355,19356,19357,10239,19358,19359,4739,19360,10257,19361,10254,19362,2636,19363,19364,19365,598,19366,19367,19368,19369,19370,19371,13981,19372,19373,19374,2639,2640,19375,7342,19376,18636,10261,19377,19378,19379,19380,19381],"class_list":["post-41037","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-critica","tag-009-joe-tempesta","tag-20-000-leghe-sotto-i-mari","tag-ali-baba-e-i-40-ladroni","tag-animazione","tag-anime","tag-atlas-ufo-robot","tag-barbapapa","tag-bruno-rene-huchez","tag-capitan-harlock","tag-chiaki-imada","tag-chibikko-remi-to-meiken-capi","tag-continuavano-a-chiamarlo-il-gatto-con-gli-stivali","tag-daiei-studios","tag-daimos-il-figlio-di-goldrake","tag-dangard-a","tag-diecasts-ufo","tag-doga-chiaki-imada","tag-enrico-bomba","tag-fiabe-e-leggende-giapponesi","tag-final-fantasy","tag-francesco-giacomantonio","tag-get-that-flying-saucer","tag-gianni-rodari","tag-giappone","tag-glam-oriental-films","tag-gli-allegri-pirati-dellisola-del-tesoro","tag-gloizer-x","tag-goldrake","tag-heidi","tag-il-etait-une-fois-goldorak","tag-il-gatto-con-gli-stivali","tag-il-gatto-con-gli-stivali-in-giro-per-il-mondo","tag-il-vascello-fantasma","tag-jayne-mansfield","tag-jeeg-robot","tag-kimba-il-leone-bianco","tag-king-kong-contro-godzilla","tag-kore-ga-ufo-da-soratobu-enban","tag-lorsetto-panda-e-gli-amici-della-foresta","tag-la-grande-avventura-del-piccolo-principe-valiant","tag-la-leggenda-del-serpente-bianco","tag-la-sirenetta","tag-la-storia-di-alice-fanciulla-infelice","tag-le-meravigliose-favole-di-andersen","tag-le-tredici-fatiche-di-ercolino","tag-leo-il-re-della-giungla","tag-light-up-ufo-1","tag-luca-raffaelli","tag-marco-pellitteri","tag-mazinga-contro-gli-ufo-robot","tag-mazinga-nostalgia","tag-mazinga-z","tag-nakajima","tag-nicoletta-artom","tag-nippon-sunrise","tag-oriental-films","tag-racconti-giapponesi","tag-rai","tag-roberto-galve","tag-robin-e-i-2-moschettieri-e-","tag-roboizer","tag-scino-glam","tag-senza-famiglia","tag-sergio-trinchero","tag-silverio-corvisieri","tag-simbad-il-marinaio","tag-tekkaman","tag-that-is-an-ufo-the-flying-saucer","tag-toei-animation","tag-tomoharu-katsumata","tag-tomonori-imada","tag-tv-dei-ragazzi","tag-uchu-enban-daisenso","tag-ufo","tag-ufo-robot-grendizer","tag-vicky-il-vichingo","tag-yatterman","tag-yugo-serikawa","tag-zum-il-delfino-bianco","tag-19381"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.2 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>...continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot. La vera storia giapponese della \u00abnascita\u00bb di Goldrake | Rapporto Confidenziale<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"...continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot. La vera storia giapponese della \u00abnascita\u00bb di Goldrake | Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"&#8230;continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot La vera storia giapponese della \u00abnascita\u00bb di Goldrake a cura di Mario Verger &nbsp; \u00abL&#8217;\u00e9l\u00e9gance, la superbe de Goldorak sont les symboles du samoura\u00ef que le Nippon a toujours tent\u00e9 d&#8217;imposer au monde occidental.\u00bb &#8211; Jacques Canestrier, Antenne 2 &nbsp; &nbsp; Kore ga UFO da! Soratobu Enban \u2013 Introduzione Lo scorso anno venni contattato\" \/>\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037\" \/>\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Rapporto Confidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:publisher\" content=\"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale\" \/>\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2018-06-21T14:00:08+00:00\" \/>\n<meta property=\"og:image\" content=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover.jpg\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:width\" content=\"1112\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:height\" content=\"741\" \/>\n\t<meta property=\"og:image:type\" content=\"image\/jpeg\" \/>\n<meta name=\"author\" content=\"Mario Verger\" \/>\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\n<meta name=\"twitter:creator\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:site\" content=\"@RConfidenziale\" \/>\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"Mario Verger\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"135 minuti\" \/>\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=41037#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=41037\"},\"author\":{\"name\":\"Mario Verger\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/1198e5c0a758c8658e062b3bd3f805b6\"},\"headline\":\"&#8230;continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot. La vera storia giapponese della \u00abnascita\u00bb di Goldrake\",\"datePublished\":\"2018-06-21T14:00:08+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=41037\"},\"wordCount\":27397,\"commentCount\":5,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=41037#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/06\\\/0000-Cover.jpg\",\"keywords\":[\"009 Joe Tempesta\",\"20.000 leghe sotto i mari\",\"Al\u00ec Bab\u00e0 e i 40 ladroni\",\"animazione\",\"Anime\",\"Atlas Ufo Robot\",\"Barbapap\u00e0\",\"Bruno Ren\u00e9 Huchez\",\"Capitan Harlock\",\"Chiaki Imada\",\"Chibikko Remi to meiken Capi\",\"Continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali\",\"Daiei Studios\",\"Daimos il figlio di Goldrake\",\"Dangard A\",\"Diecasts UFO\",\"D\u014dga Chiaki Imada\",\"Enrico Bomba\",\"Fiabe e leggende giapponesi\",\"Final Fantasy\",\"Francesco Giacomantonio\",\"Get That Flying Saucer\",\"Gianni Rodari\",\"Giappone\",\"Glam Oriental Films\",\"Gli allegri pirati dell'isola del tesoro\",\"Gloizer X\",\"Goldrake\",\"Heidi\",\"Il \u00e9tait une fois... GOLDORAK\",\"Il gatto con gli stivali\",\"Il gatto con gli stivali in giro per il mondo\",\"Il vascello fantasma\",\"Jayne Mansfield\",\"Jeeg Robot\",\"Kimba il leone bianco\",\"King Kong contro Godzilla\",\"Kore ga UFO da! Soratobu Enban\",\"L\u2019orsetto panda e gli amici della foresta\",\"La grande avventura del piccolo principe Valiant\",\"La leggenda del serpente bianco\",\"La Sirenetta\",\"La storia di Alice\u2026 fanciulla infelice\",\"Le meravigliose favole di Andersen\",\"Le tredici fatiche di Ercolino\",\"Leo il re della giungla\",\"LIGHT-UP UFO 1\",\"Luca Raffaelli\",\"Marco Pellitteri\",\"Mazinga contro gli Ufo Robot\",\"Mazinga Nostalgia\",\"Mazinga Z\",\"Nakajima\",\"Nicoletta Artom\",\"Nippon Sunrise\",\"Oriental Films\",\"Racconti giapponesi\",\"Rai\",\"Roberto Galve\",\"Robin e i 2 moschettieri e \u00bd\",\"Roboizer\",\"Scino Glam\",\"Senza famiglia\",\"Sergio Trinchero\",\"Silverio Corvisieri\",\"Simbad il marinaio\",\"Tekkaman\",\"That is an UFO! The Flying Saucer\",\"Toei Animation\",\"Tomoharu Katsumata\",\"Tomonori Imada\",\"TV dei ragazzi\",\"Uch\u016b enban daisens\u014d\",\"UFO\",\"UFO Robot Grendizer\",\"Vicky il vichingo\",\"Yatterman\",\"Y\u016bgo Serikawa\",\"Zum il delfino bianco\",\"\u3053\u308c\u304c\uff35\uff26\uff2f\u3060\uff01 \u7a7a\u98db\u3076\u5186\u76e4\"],\"articleSection\":[\"CRITICA\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=41037#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=41037\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=41037\",\"name\":\"...continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot. La vera storia giapponese della \u00abnascita\u00bb di Goldrake | Rapporto Confidenziale\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\"},\"primaryImageOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=41037#primaryimage\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=41037#primaryimage\"},\"thumbnailUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/06\\\/0000-Cover.jpg\",\"datePublished\":\"2018-06-21T14:00:08+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=41037#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=41037\"]}]},{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=41037#primaryimage\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/06\\\/0000-Cover.jpg\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/06\\\/0000-Cover.jpg\",\"width\":1112,\"height\":741,\"caption\":\"Kore ga UFO da! Soratobu Enban \u00a9 T\u014dei Animation\"},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?p=41037#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"&#8230;continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot. La vera storia giapponese della \u00abnascita\u00bb di Goldrake\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"description\":\"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#organization\",\"name\":\"Rapporto Confidenziale\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2017\\\/09\\\/RC_logo_1_nero.png\",\"width\":3508,\"height\":709,\"caption\":\"Rapporto Confidenziale\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"},\"sameAs\":[\"https:\\\/\\\/www.facebook.com\\\/rapportoconfidenziale\",\"https:\\\/\\\/x.com\\\/RConfidenziale\",\"https:\\\/\\\/www.instagram.com\\\/icdpavlov\\\/\",\"https:\\\/\\\/www.youtube.com\\\/user\\\/RConfidenziale\"]},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/1198e5c0a758c8658e062b3bd3f805b6\",\"name\":\"Mario Verger\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g\",\"caption\":\"Mario Verger\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/www.rapportoconfidenziale.org\\\/?author=11\"}]}<\/script>\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"...continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot. La vera storia giapponese della \u00abnascita\u00bb di Goldrake | Rapporto Confidenziale","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"...continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot. La vera storia giapponese della \u00abnascita\u00bb di Goldrake | Rapporto Confidenziale","og_description":"&#8230;continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot La vera storia giapponese della \u00abnascita\u00bb di Goldrake a cura di Mario Verger &nbsp; \u00abL&#8217;\u00e9l\u00e9gance, la superbe de Goldorak sont les symboles du samoura\u00ef que le Nippon a toujours tent\u00e9 d&#8217;imposer au monde occidental.\u00bb &#8211; Jacques Canestrier, Antenne 2 &nbsp; &nbsp; Kore ga UFO da! Soratobu Enban \u2013 Introduzione Lo scorso anno venni contattato","og_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037","og_site_name":"Rapporto Confidenziale","article_publisher":"https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","article_published_time":"2018-06-21T14:00:08+00:00","og_image":[{"width":1112,"height":741,"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover.jpg","type":"image\/jpeg"}],"author":"Mario Verger","twitter_card":"summary_large_image","twitter_creator":"@RConfidenziale","twitter_site":"@RConfidenziale","twitter_misc":{"Scritto da":"Mario Verger","Tempo di lettura stimato":"135 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037"},"author":{"name":"Mario Verger","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/1198e5c0a758c8658e062b3bd3f805b6"},"headline":"&#8230;continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot. La vera storia giapponese della \u00abnascita\u00bb di Goldrake","datePublished":"2018-06-21T14:00:08+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037"},"wordCount":27397,"commentCount":5,"publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover.jpg","keywords":["009 Joe Tempesta","20.000 leghe sotto i mari","Al\u00ec Bab\u00e0 e i 40 ladroni","animazione","Anime","Atlas Ufo Robot","Barbapap\u00e0","Bruno Ren\u00e9 Huchez","Capitan Harlock","Chiaki Imada","Chibikko Remi to meiken Capi","Continuavano a chiamarlo il gatto con gli stivali","Daiei Studios","Daimos il figlio di Goldrake","Dangard A","Diecasts UFO","D\u014dga Chiaki Imada","Enrico Bomba","Fiabe e leggende giapponesi","Final Fantasy","Francesco Giacomantonio","Get That Flying Saucer","Gianni Rodari","Giappone","Glam Oriental Films","Gli allegri pirati dell'isola del tesoro","Gloizer X","Goldrake","Heidi","Il \u00e9tait une fois... GOLDORAK","Il gatto con gli stivali","Il gatto con gli stivali in giro per il mondo","Il vascello fantasma","Jayne Mansfield","Jeeg Robot","Kimba il leone bianco","King Kong contro Godzilla","Kore ga UFO da! Soratobu Enban","L\u2019orsetto panda e gli amici della foresta","La grande avventura del piccolo principe Valiant","La leggenda del serpente bianco","La Sirenetta","La storia di Alice\u2026 fanciulla infelice","Le meravigliose favole di Andersen","Le tredici fatiche di Ercolino","Leo il re della giungla","LIGHT-UP UFO 1","Luca Raffaelli","Marco Pellitteri","Mazinga contro gli Ufo Robot","Mazinga Nostalgia","Mazinga Z","Nakajima","Nicoletta Artom","Nippon Sunrise","Oriental Films","Racconti giapponesi","Rai","Roberto Galve","Robin e i 2 moschettieri e \u00bd","Roboizer","Scino Glam","Senza famiglia","Sergio Trinchero","Silverio Corvisieri","Simbad il marinaio","Tekkaman","That is an UFO! The Flying Saucer","Toei Animation","Tomoharu Katsumata","Tomonori Imada","TV dei ragazzi","Uch\u016b enban daisens\u014d","UFO","UFO Robot Grendizer","Vicky il vichingo","Yatterman","Y\u016bgo Serikawa","Zum il delfino bianco","\u3053\u308c\u304c\uff35\uff26\uff2f\u3060\uff01 \u7a7a\u98db\u3076\u5186\u76e4"],"articleSection":["CRITICA"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037","name":"...continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot. La vera storia giapponese della \u00abnascita\u00bb di Goldrake | Rapporto Confidenziale","isPartOf":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website"},"primaryImageOfPage":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037#primaryimage"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037#primaryimage"},"thumbnailUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover.jpg","datePublished":"2018-06-21T14:00:08+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037"]}]},{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037#primaryimage","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover.jpg","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover.jpg","width":1112,"height":741,"caption":"Kore ga UFO da! Soratobu Enban \u00a9 T\u014dei Animation"},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=41037#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"&#8230;continuavano a chiamarlo Atlas UFO Robot. La vera storia giapponese della \u00abnascita\u00bb di Goldrake"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#website","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","name":"Rapporto Confidenziale","description":"rivista digitale di cultura cinematografica | digital magazine about cinematic culture","publisher":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#organization","name":"Rapporto Confidenziale","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","contentUrl":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/RC_logo_1_nero.png","width":3508,"height":709,"caption":"Rapporto Confidenziale"},"image":{"@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/logo\/image\/"},"sameAs":["https:\/\/www.facebook.com\/rapportoconfidenziale","https:\/\/x.com\/RConfidenziale","https:\/\/www.instagram.com\/icdpavlov\/","https:\/\/www.youtube.com\/user\/RConfidenziale"]},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/#\/schema\/person\/1198e5c0a758c8658e062b3bd3f805b6","name":"Mario Verger","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/d1e03f27aba3e626837ee1e1d254ac277051cae4f639e504c631f8773e283eb3?s=96&d=identicon&r=g","caption":"Mario Verger"},"url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?author=11"}]}},"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/0000-Cover.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41037","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=41037"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/41037\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/41054"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=41037"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=41037"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=41037"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}