{"id":4769,"date":"2008-07-15T19:53:20","date_gmt":"2008-07-15T18:53:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4769"},"modified":"2009-12-28T13:53:42","modified_gmt":"2009-12-28T12:53:42","slug":"a-child-is-waiting-john-cassavetes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4769","title":{"rendered":"A Child is Waiting > John Cassavetes"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4770\" title=\"A Child Is Waiting01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/A-Child-Is-Waiting01.jpg\" alt=\"A Child Is Waiting01\" width=\"620\" height=\"368\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/A-Child-Is-Waiting01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/A-Child-Is-Waiting01-300x178.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">articolo pubblicato su\u00a0<a href=\"..\/?p=102\">Rapporto Confidenziale &#8211; numero6<\/a>, giugno 2008 (pag. 21)<br \/>\n<a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/Rapporto_Confidenziale-numero6-high.pdf\">10.6mb<\/a> |\u00a0<a href=\"..\/wp-content\/uploads\/2008\/06\/Rapporto_Confidenziale-numero6-low.pdf\">6.4mb<\/a> |\u00a0<a href=\"http:\/\/issuu.com\/rapportoconfidenziale\/docs\/rapportoconfidenziale_numerosei_low?mode=embed&amp;documentId=080617210801-940ba798e2534f019a5ab05849d44ddb&amp;layout=grey\">anteprima<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Trama<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">In un ospedale per bambini subnormali, arriva una nuova\u00a0infermiera che vorrebbe curarli con tutto l\u2019amore e la protezione possibile, ma che si scontra con il dottore che, invece, \u00e8 convinto di dover utilizzare il pugno duro e di dover trattare questi bambini alla stregua di tutti gli altri, in modo tale da non farli sentire diversi e da farli crescere e diventare delle persone forti e capaci di stare nel mondo.<br \/>\nUn bambino in particolare, Robin, cattura le attenzioni e l\u2019affetto dell\u2019infermiera, dato che i suoi genitori dopo averlo lasciato in ospedale e dopo essersi separati, non sono pi\u00f9 andati a fargli visita, nonostante il piccolo li aspetti speranzoso ogni settimana. Dietro questa scelta dei genitori, ci sono dei seri e precisi motivi, che l\u2019infermiera con tenacia e\u00a0risoluzione riuscir\u00e0 a scoprire, imparando anche a convivere con questi bambini e ad istruirli nel migliore dei modi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Commento<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Siamo lontani dalle prime pellicole fortemente indipendenti e molto particolari del regista, che con questo film ha tentato la strada hollywoodiana, non solo per quanto concerne la scelta del cast, fatto di attori stellari, ma anche per quanto riguarda il tema trattato e soprattutto il modo con cui \u00e8 stato trattato. Di certo non siamo di fronte ad un prodotto di scarsa qualit\u00e0, perch\u00e9 pur sempre di Cassavetes si tratta, ma Gli esclusi \u00e8 un film in cui si fatica a riconoscere la mano del regista che si era, con le sue prime pellicole, discostato dalla convenzionalit\u00e0 e dalla grandiosit\u00e0 hollywoodiane\u00a0o comunque tipiche del cinema non indipendente. Con un tema gi\u00e0 di per s\u00e9 molto commovente, un sacco di bambini subnormali con problemi fisici e psicologici che convivono in un istituto aspettando con ansia il giorno delle visite dei propri familiari, il film cerca di ingraziarsi lo spettatore anche attraverso una colonna sonora pi\u00f9 ruffiana che\u00a0mai e numerosissimi primi, anzi primissimi piani, di questi bambini relegati dal resto del mondo, perch\u00e9 pi\u00f9 deboli e ancora incapaci di affrontarlo. Due i personaggi principali che portano con s\u00e9 poi due diversi punti di vista con i quali \u00e8 difficile essere concordi o discorsi al 100%. Insomma, a volte si parteggia per l\u2019infermiera (una ispirata Judy\u00a0Garland) amorevole e affettuosa che pone i suoi bambini (soprattutto Robin) sotto una campana di vetro, cercando di proteggerli dalle ingiustizie e dai dolori della vita; e altre volte si parteggia per il dottore (un coriaceo Burt Lancaster) apparentemente duro di cuore, ma in realt\u00e0 molto interessato al bene dei bambini posti sotto le sue cure e al modo migliore (o perlomeno quello che lui ritiene essere il modo migliore) di aiutarli e di non farli diventare degli esclusi e degli alienati (come alcuni uomini adulti che ci vengono mostrati in un reparto di una specie di manicomio).<br \/>\nMolto interessante anche la contrapposizione di atteggiamenti e di modi di reagire delle famiglie di questi bambini disadattati, contrapposizione che porta con s\u00e9 anche una sorta di critica alla societ\u00e0 nella quale viviamo in cui si \u00e8 propensi a pensare che famiglie benestanti e colte siano pi\u00f9 amorevoli e accettino maggiormente la condizione dei figli subnormali, mentre famiglie pi\u00f9 numerose e soprattutto pi\u00f9 povere e ignoranti, diano per scontato di aver partorito dei mostri abbandonandoli al loro destino. Cassavetes, ribalta questo luogo comune (e qui possiamo riconoscere la sua estrema non convenzionalit\u00e0) mostrandoci la famiglia di un bambino di colore, costituita da una mamma e dai suoi numerosi figli che si reca regolarmente a trovare il suo bambino e che lo tratta esattamente come tutti gli altri suoi figli, se non meglio e con pi\u00f9 affetto e trasporto. A contrapporsi a questa gioviale famigliola di certo povera nei mezzi, ma ricchissima nei sentimenti, c\u2019\u00e8 quella del piccolo Robin, la cui mamma (la sempre bellissima e intensa Gena Rowlands) non \u00e8 pi\u00f9 andato a trovarlo nei due anni di permanenza nell\u2019istituto e il cui padre (il sofferto Steven Hill) pare essere completamente disinteressato della sua sorte, soprattutto dopo il divorzio da sua moglie, che ha anche ottenuto la custodia dell\u2019altra figlia pi\u00f9 piccola. L\u2019infermiera, chiacchierando col dottore, si meraviglia di come due persone di cotale levatura intellettuale (entrambi sono laureati, entrambi hanno un buon lavoro, entrambi sono affermati nella vita privata e in quella pubblica, entrambi godono quindi di un\u2019ottima posizione nella societ\u00e0), possano dimenticarsi di un figlio abbandonato al suo destino. Il dottore (che in questo dialogo rappresenta sicuramente le idee del regista) le risponde che si meraviglierebbe di scoprire un sacco di persone colte ma povere d\u2019animo e, viceversa, un sacco di persone molto povere ma con un cuore e una mentalit\u00e0 estremamente ricchissime (ed \u00e8 questo il caso della signora di colore con prole al seguito). Certo, andando avanti con la pellicola, ci si rende conto che i due  genitori di Robin, non sono poi cos\u00ec crudeli e privi di sentimenti, ma che ci sono dei motivi dietro la loro scelta, ma il paragone mantiene la sua valenza e il suo significato.<br \/>\nCome suddetto, a fine pellicola, oltre ad esserci commossi in alcuni momenti (come quello della recita finale dei bambini che mettono in scena la storia americana, impersonando a turno sia i coloni che gli indiani o come quando Robin chiede insistentemente all\u2019infermiera se questa gli vuole bene o meno o quando vede di sfuggita sua madre andare via dall\u2019istituto senza nemmeno andare a salutarlo), rimaniamo spaesati e incerti se parteggiare per un metodo educativo o l\u2019altro, oppure per una via di mezzo tra le due soluzioni (come forse il finale, che ci mostra l\u2019arrivo di un nuovo bambino, vuole dare ad intendere).<br \/>\nTutto sommato per\u00f2, nonostante la facilit\u00e0 e forse la superficialit\u00e0 con cui \u00e8 stato trattato un tema che meritava forse un migliore approfondimento, piuttosto che incentrarsi sulla figura di un bambino abbandonato dai genitori che si attacca fortemente all\u2019unica persona che sembra dargli l\u2019affetto di cui ha bisogno; il film riesce ad interessare\u00a0lo spettatore soprattutto per quanto concerne la figura dei due genitori del bambino e quella del dottore che rimane una figura ambigua almeno fino a quando non lo vediamo difendere con le unghie e con i denti il posto in cui lavora e i bambini per cui lavora, con alcuni supervisori che vorrebbero ridurre le spese e le infrastrutture adatte per la crescita e l\u2019inserimento nel mondo e nella societ\u00e0 di questi bambini, forse un po\u2019 troppo ingiustamente, ritenuti subnormali.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>A Child is Waiting<\/strong> (<em>Gli esclusi<\/em>, USA\/1963)<br \/>\nRegia: John Cassavetes<br \/>\nInterpreti principali: Burt Lancaster, Judy Garland, Gena Rowlands, Steven Hill;<br \/>\nDurata: 102\u2019<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>articolo pubblicato su\u00a0Rapporto Confidenziale &#8211; numero6, giugno 2008 (pag. 21) 10.6mb |\u00a06.4mb |\u00a0anteprima Trama In un ospedale per bambini subnormali, arriva una nuova\u00a0infermiera che vorrebbe curarli con tutto l\u2019amore e la protezione possibile, ma che si scontra con il dottore che, invece, \u00e8 convinto di dover utilizzare il pugno duro e di dover trattare questi bambini alla stregua di 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