{"id":4880,"date":"2009-12-30T13:03:55","date_gmt":"2009-12-30T12:03:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4880"},"modified":"2015-02-24T11:44:34","modified_gmt":"2015-02-24T10:44:34","slug":"conversazione-con-carmine-amoroso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4880","title":{"rendered":"Conversazione con Carmine Amoroso"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/Carmine_Amoroso_01.jpg\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p>articolo pubblicato in <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4449\"> Rapporto Confidenziale 20<\/a>\u00a0&#8211; dicembre 2009<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Conversazione con Carmine Amoroso<\/strong><br \/>\na cura di Alessio Galbiati<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abTi chiamo dalla Roma papalina\u00bb, cos\u00ec esordisce Carmine Amoroso quando ci sentiamo al telefono. Anche lui come il protagonista del suo ultimo film, <i>Cover Boy. L\u2019ultima rivoluzione<\/i> (2006), si \u00e8 spostato giovane dall\u2019Abruzzo alla capitale, iniziando una promettentissima carriera nel mondo del cinema, dapprima come sceneggiatore per (e con) Suso Cecchi D\u2019Amico, Ugo Pirro e Lina Wertmuller, fino alla sceneggiatura dell\u2019enorme successo di <i>Parenti Serpenti<\/i> (regia di Mario Monicelli, 1992) che gli spalancher\u00e0 le porte per l\u2019esordio dietro la macchina da presa che avverr\u00e0 nel 1996 con il bello ma sfortunato <i>Come mi vuoi<\/i>, film inspiegabilmente scomparso e dimenticato nonostante nel cast compaiano la coppia Bellucci-Cassel, Enrico Lo Verso ed il futuro Onorevole Vladimir Luxuria. Poi in apparenza dieci anni di stop fino all\u2019ottimo <i>Cover Boy. L\u2019ultima rivoluzione<\/i>, una pellicola la cui storia produttiva andrebbe studiata sui libri di storia del cinema dei prossimi decenni perch\u00e9 paradigmatica e sintomatica dei mali che affliggono il nostro cinema.<\/p>\n<p>Quella che segue \u00e8 una conversazione sulla sua storia, sul percorso umano e professionale di Carmine Amoroso ed allo stesso tempo un omaggio alla qualit\u00e0 che ha saputo esprimere quando gli \u00e8 stata concessa la possibilit\u00e0 di farlo; penso infatti che il suo sia fra i talenti pi\u00f9 interessanti della scena italiana e credo che sarebbe un delitto che questo non possa tramutarsi in cinema.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Alessio Galbiati: Solitamente, quando si intervistano registi che hanno avuto la possibilit\u00e0 di realizzare soltanto pochi film, ci si addentra nei meandri del passato, li si interroga su tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato\u2026 sul come mai cos\u00ec pochi e via discorrendo\u2026 ovviamente la cosa mi interessa, ma vorrei per una volta partire dal futuro, domandandoti quali sono i progetti nel cassetto, se a breve si avr\u00e0 modo di vedere un tuo nuovo film. Nello scambio di mail che abbiamo avuto prima di questa chiacchierata mi hai parlato di un tuo progetto dedicato ad Alan Turing\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carmine Amoroso:<\/strong> Questa idea oramai \u00e8 piuttosto vecchia per me. Ho letto quell\u2019articoletto della vostra collega sull\u2019ultimo numero della rivista (il riferimento \u00e8 all\u2019articolo di Costanza Baldini, Alan Turing: il film sar\u00e0 bellissimo!, pubblicato sul <a style=\"text-decoration: none;\" href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4158\"><span style=\"color: #3399ff;\">numero19<\/span><\/a> di RC, ndr) e mi aveva fatto sorridere\u2026 diceva che sicuramente qualcuno far\u00e0 un film su Alan Turing\u2026 \u00e8 un progetto, una mia idea di almeno dieci anni fa! \u00c8 stato un progetto che non sono riuscito a concretizzare perch\u00e9 la maggior parte dei produttori con i quali ho parlato neanche conoscono la, a mio avviso, grandissima figura di Alan Turing.<\/p>\n<p><strong>AG: Ma al di l\u00e0 di questo, hai qualche altro progetto al quale stai lavorando?<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Sto lavorando a due storie, parallelamente a due nuovi progetti. Uno si \u00e8 un po\u2019 bloccato, anche se pensavo potesse realizzarsi con relativa facilit\u00e0; pure su questo ci stavo lavorando da parecchio tempo ma nel frattempo sono usciti tutta una serie di film che trattano grossomodo la medesima tematica; \u00e8 l\u2019idea di un film sugli anni settanta, tematica come dicevo assai sviluppata in questo periodo e la cosa mi ha senz\u2019altro penalizzato. \u00c8 una commedia ambientata negli anni di piombo, negli ambienti universitari della fine degli anni settanta. Poi c\u2019\u00e8 un secondo progetto, <i>Tutte le strade portano a Roma<\/i>, un film corale composto da quattro o cinque storie fra loro incrociate sullo sfondo della Roma papalina, una specie di <i>Happiness<\/i> (Todd Solondz, 1998).<\/p>\n<p><strong>AG: Aver realizzato un ottimo film come <i>Cover Boy<\/i>, che \u00e8 piaciuto, al pubblico che ha avuto modo di vederlo come pure alla critica (rileggendo un po\u2019 di articoli apparsi sulla stampa quotidiana e le riviste specializzate ho incontrato un coro pressoch\u00e9 unanime di approvazione), non aiuta a realizzarne subito un altro? Ti faccio questa domanda perch\u00e9 \u00e8 piuttosto difficile comprendere le dinamiche del cinema italiano; uno si aspetta che esista una certa consequenzialit\u00e0 nel fare cinema: un regista realizza un film che piace al pubblico, che piace alla critica, che ottiene un sacco di premi\u2026 il passaggio successivo dovrebbe essere la realizzazione di un altro film, magari con un budget pi\u00f9 alto\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> No. Le dinamiche del cinema italiano sono piuttosto difficili da capire per chi non ci \u00e8 dentro. Credo che dall\u2019interno sia un po\u2019 pi\u00f9 facile comprenderle. Certo aver fatto dei film aiuta ad entrare maggiormente in contatto con i produttori, uno alle prime armi ha pure questo scoglio da dover superare, se hai gi\u00e0 fatto qualche film sei agevolato, magari ti conoscono un po\u2019 di pi\u00f9, sanno quello che hai fatto, ma a parte questo le difficolt\u00e0 restano perch\u00e9 produrre un film in Italia oggi, in questo ultimo anno particolarissimo per l\u2019economia, diventa sempre pi\u00f9 difficile. C\u2019\u00e8 una difficolt\u00e0 oggettiva, si producono pochissimi film, quelli che si producono sono gi\u00e0 uno sforzo enorme e lo spazio per altri proprio non c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p><strong>AG: Per\u00f2 prendendo il caso di <i>Cover Boy<\/i>, credo che per un produttore il tuo nome possa rappresentare un\u2019occasione piuttosto interessante. Sei riuscito a girare un film con pochissimi soldi, addirittura una parte del budget \u00e8 stata tolta in corso d\u2019opera, hai per primo utilizzato una tecnologia di ripresa assolutamente innovativa ed economica (formato digitale HDV, ndr), hai fatto il pieno di premi, il film \u00e8 stato esportato in sette paesi\u2026 pi\u00f9 di cos\u00ec cosa dovevi fare?<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Infatti pi\u00f9 di cos\u00ec\u2026 ma le difficolt\u00e0 ci sono, che ti devo dire? Per\u00f2 si parte da un presupposto che \u00e8 un po\u2019 sbagliato: il produttore. Oggi non \u00e8 che esistano i produttori in Italia, cio\u00e8 dei produttori indipendenti. Il produttore \u00e8 sempre dipendente dai tre organi supremi del cinema italiano, che sono Rai, Mediaset ed il Ministero. Non \u00e8 che un produttore ti dice \u201cVa bene ti produco un film\u201d\u2026 non funziona cos\u00ec. Il produttore produce un film se ha la possibilit\u00e0 di convogliare attorno ad esso i finanziamenti necessari da qualcuno degli organi di cui ti dicevo. Voglio dire che il film dipende dal rapporto che il produttore ha con uno di questi tre organismi, o con tutti e tre. I produttori che oggi hanno la capacit\u00e0 concreta di fare film sono pochi, a mio parere tre o quattro: Tozzi, piuttosto che la Fandango di Procacci\u2026 Questi hanno coltivato dei propri registi e quindi il mercato si stringe sempre pi\u00f9. Procacci al momento avr\u00e0 sei, sette, otto registi e progetti cinematografici da portare avanti, ha come interlocutore la Rai oppure Medusa-Mediaset \u2013 che sono la stessa cosa , il Ministero. Oggi non si fanno film se non passi dal Ministero, questo \u00e8 un dato di fatto. Quindi che succede? Che un produttore non pu\u00f2 presentare pi\u00f9 di un progetto alla volta e le commissioni si riuniscono tre volte l\u2019anno, il massimo che pu\u00f2 presentare un produttore sono un paio di progetti l\u2019anno. Capisci che il cerchio si stringe sempre di pi\u00f9!<\/p>\n<p><strong>AG: La vicenda produttiva di <i>Cover Boy<\/i> \u00e8 assolutamente emblematica al riguardo.<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Sintomatica ed emblematica di un sistema italiano che non funziona. <i>Cover Boy<\/i> era stato bocciato due volte al Ministero, poi la terza volta mi era stato dato un finanziamento, parliamo del 2000 o del 2002\u2026 guarda ora manco mi ricordo pi\u00f9 con precisione, qui passano i decenni\u2026 poi nel 2004 c\u2019\u00e8 stato il blocco dei finanziamenti ministeriali\u2026<\/p>\n<p><strong>AG: \u2026la famigerata Legge Urbani\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Nell\u2019attesa delle nuove elezioni, dato che quando parliamo di finanziamenti ministeriali parliamo di logica politica, si stava in attesa di cosa sarebbe accaduto, quindi &#8211; di fatto &#8211; quel finanziamento era gi\u00e0 bloccato da tempo. Poi nel 2004 il governo Berlusconi, con la Legge Urbani sul cinema, ha tagliato i fondi che erano stati precedentemente stanziati, lo hanno fatto con una legge illegittima e retroattiva, tant\u2019\u00e8 che quei pochi che hanno contestato la scelta legislativa in sede giudiziaria hanno potuto ottenere quel che gli spettava. Questa \u00e8 una cosa che in pochi sanno, ma l\u2019anno scorso qualche produzione ha recuperato quella parte di finanziamento che era stata cancellata dalla politica. Il Ministero \u00e8 stato costretto a restituire i soldi a produzioni che poi magari non erano nemmeno giunte a realizzare dei film. Quelle societ\u00e0 che hanno avuto la forza ed il coraggio di mettersi in uno scontro con il Ministero hanno recuperato quel che gli era stato sottratto.<br \/>\nParadossalmente ho subito un taglio del 75% che per me ha significato rivedere tutto il progetto, tutta la sceneggiatura. Ma comunque sono riuscito a portare a termine il film.<br \/>\nQuesto per dirti che il tutto \u00e8 durato anni.<br \/>\nLa mia fortuna \u00e8 stata che sentivo molto quel film, come tutti quelli che ho fatto, per cui avevo la possibilit\u00e0 di cambiare la sceneggiatura, quei personaggi erano per me reali, fatti di carne e sangue. Allo stesso modo in cui vivo, quei personaggi vivevano insieme a me, giorno per giorno, quindi ho avuto la possibilit\u00e0 di mutare la sceneggiatura, potevo cambiarla perch\u00e9 era qualcosa di vivo, reale. Potrei pure girarlo ora, perch\u00e9 quei personaggi esistono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/Carmine_Amoroso_02.jpg\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>AG: Cos\u2019\u00e8 cambiato in sceneggiatura a causa delle incredibili vicissitudini della produzione?<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> \u00c8 cambiato molto perch\u00e9 l\u2019origine, l\u2019idea fondamentale del film, era: il vero e il falso. Partivo dalla rivoluzione rumena che ha abbattuto Ceau\u015fescu, che in realt\u00e0 non \u00e8 stata una rivoluzione bens\u00ec un colpo di stato. Dai modi con cui quelli che presero il potere propagandarono all\u2019esterno la falsa lettura rivoluzionaria di un colpo di stato, una finta rivoluzione partita dal popolo. Per me il film era soprattutto questo, ma non ho potuto girare nulla. Avrei voluto girare molto di pi\u00f9 sui fatti rumeni dell\u201989, ma ho dovuto ridurre i tempi delle riprese in Romania e fare ampio ricorso a materiale di repertorio. Non si capisce bene che cosa volessi dire\u2026 questo per me \u00e8 stato molto penalizzante.<\/p>\n<p><strong>AG: Da spettatore per\u00f2\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Lo capisco per\u00f2 era anche un\u2019altra storia, che per me era molto pi\u00f9 forte. Si ricollegava molto di pi\u00f9 al finale che cos\u00ec, insomma\u2026 credo che abbia una sua dignit\u00e0, per\u00f2 probabilmente non l\u2019aveva come l\u2019avevo pensata sin dall\u2019inizio (ride).<\/p>\n<p><strong>AG: Si pu\u00f2 dire che il film ha avuto la stessa storia dei suoi protagonisti. I personaggi si sono trovati dentro a questa condizione produttiva e l\u00ec si sono formati, sia il film che i personaggi sono assolutamente dei precari contemporanei.<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> S\u00ec, oltretutto c\u2019\u00e8 poi proprio la realt\u00e0, moltissime scene sono girate in location reali senza set. La scena a San Pietro, in cui Luca Lionello sta l\u00ec a vendere le medagliette con i santi ai turisti, sono reali, Luca lo ha fatto davvero, la scena della polizia che lo caccia dalla stazione \u00e8 pure quella vera, \u00e8 accaduta realmente. L\u2019ho girato alla ricerca di questo vero-falso in continuazione, \u00e8 anche un gioco legato a questo. Un attore vero come Luca Lionello, anche se vero lo metterei fra parentesi, con un ragazzo che non aveva mai fatto l\u2019attore, che non era mai stato davanti alla macchina da presa.<\/p>\n<p><strong>AG: Volevo farti una domanda a proposito di Luca Lionello, volevo sapere come l\u2019hai scelto.<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Fra le suggestioni che hanno dato forma a <i>Cover Boy<\/i> c\u2019era il film <i>Un uomo da marciapiede<\/i> (<i>Midnight Cowboy<\/i>, John Schlesinger 1969, ndr), un film che ho amato molto, cercavo una specie di Dustin Hoffman. All\u2019inizio avevo pensato all\u2019attore de <i>I cento passi<\/i>, Luigi Lo Cascio, ma poi lui o il suo agente, non hanno voluto e quindi cercavo un carattere di quel tipo. Poi \u00e8 capitato che ho visto Luca in televisione. Aveva fatto <i>The Passion<\/i> di Mel Gibson (nel colossal integralista diretto da Gibson nel 2004, <i>The Passion of the Christ<\/i>, Luca Lionello interpretava Giuda Iscariota, ndr) e facendo zapping mi sono soffermato su <i>Porta a Porta<\/i> di Bruno Vespa dove c\u2019era una specie di presentazione del film; mi ricorder\u00f2 sempre che ho visto entrare questo tipo con gli occhiali da sole, stranissimo, e che poi spiegavano chi era, cosa aveva fatto. Insomma l\u2019idea mi era venuta da l\u00ec, da <i>Porta a Porta<\/i> (ride)\u2026 casuale quindi.<\/p>\n<p><strong>AG: Parliamo ora del tuo, come si suol dire, esordio dietro la macchina da presa. In questi giorni di Marrazzo-gate, Trans-gate, o quello che \u00e8\u2026 insomma in questo confusione mediatica\u2026 la tematica affrontata dal film pare attualissima.<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Guarda questa \u00e8 una cosa davvero curiosa, strana. Il film <i>Come mi vuoi<\/i> in realt\u00e0 non esiste pi\u00f9, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 una copia. Qualche giorno fa un mio amico mi fa sapere che ne ha trovato una copia sui siti di condivisione file, una registrazione da Rete 4, fra l\u2019altro io ho appunto solo una videoregistrazione dalla tv, e allora ci chiediamo se non sia il caso di spezzettarlo e metterlo su youtube. Alla fine l\u2019ha fatto, cos\u00ec almeno da qualche parte un poco lo si pu\u00f2 vedere ancora!<br \/>\nIl fatto che sia sparito mi fa anche un po\u2019 rabbia, poi ora che \u00e8 venuta fuori tutta questa questione di scandali sessuali che ha come protagonisti dei trans\u2026 In fondo ho fatto un film che, pi\u00f9 o meno, parlava di questo, ma ora non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Quindi abbiamo cercato di rimetterlo un poco in circolazione con questi nuovi mezzi di comunicazione, almeno dei frammenti\u2026<\/p>\n<p><strong>AG: Il film non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Questa \u00e8 un\u2019altra di quelle cose che si fa fatica a capire.<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Il film non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 perch\u00e9 penso che la societ\u00e0 che l\u2019ha prodotto sia fallita, o comunque non opera pi\u00f9, i diritti non si sa di chi sono e poi perch\u00e9 Medusa, che aveva i diritti di sfruttamento Home Video, ha perso il film.<\/p>\n<p><strong>AG: Ha perso il film?!<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Ad un certo punto non si trovava pi\u00f9. Il film all\u2019epoca non usciva pi\u00f9 in VHS ed io non mi rendevo conto dei motivi di questa cosa.<\/p>\n<p><strong>AG: Non \u00e8 mai uscito in VHS?!<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Non \u00e8 mai uscito. Molto ingenuamente pensavo fosse una strategia di marketing o qualcosa del genere. Dopo un anno e mezzo, due anni, telefonai al responsabile di Medusa e chiesi il perch\u00e9 continuasse a non uscire per il mercato Home Video, mi sembrava assurdo, con un cast cos\u00ec (Enrico Lo Verso, Monica Bellucci, Vincent Cassel\u2026 ma pure Vladimir Luxuria, ndr). Quando chiamai, mi ricorder\u00f2 sempre, mi disse che il film non era loro. \u201cMa come non \u00e8 vostro\u201d gli risposi, ero sicuro che i diritti fossero loro, addirittura era gi\u00e0 passato su Rete 4, perch\u00e9 evidentemente i diritti di antenna erano stati dati a Mediaset; lui conosceva il film e ribadiva che i diritti non fossero loro. Per farla breve dopo un po\u2019 si sono accorti che era vero che i diritti erano loro, ma mi hanno detto di aver perso il film, non ce l\u2019avevano pi\u00f9. Col mio produttore abbiamo recuperato un Beta e l\u2019abbiamo inviato a Medusa, con la promessa da parte loro di una distribuzione Home Video, all\u2019epoca VHS, ma praticamente lo misero unicamente a disposizione per l\u2019affitto, mai per la vendita. Insomma una storiaccia.<\/p>\n<p><strong>AG: Ma che idea ti sei fatto di questa storia assurda?<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Attorno al cinema italiano ci sono un sacco di misteri, di cose strane.<\/p>\n<p><strong>AG: Ma credi che sia stata semplicemente sciatteria della Medusa o chi per essa, oppure che altro?<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Io penso proprio sciatteria, penso\u2026 Poi comunque all\u2019epoca il film fu molto attaccato dalla critica. Ho avuto problemi enormi per quel film, nessuno l\u2019ha capito, lo vedevano come una specie di <i>Vizietto<\/i> fatto male. Quello che mi ha distrutto e danneggiato, in quel periodo ero una specie di appestato, \u00e8 stato Mereghetti, specialmente col suo Dizionario, all\u2019epoca seguitissimo. Mereghetti ha scritto un qualcosa che mi fa ancora male. Era stato pure un film doloroso da realizzare, non era un film semplice, era un film, pur con tutti i suoi limiti che riconosco e vedo anch\u2019io, che aveva molti contenuti forti. Ad esempio la scena della dichiarazione d\u2019amore che questo travestito, non trans, fa a San Pietro ad un poliziotto\u2026 per non parlare del cast che avevo faticato molto ad assemblare. Un cast che, che come hai notato (si riferisce alla recensione del film <i>Come mi vuoi<\/i> pubblicata su <a style=\"text-decoration: none;\" href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=4158\"><span style=\"color: #3399ff;\">RC19<\/span><\/a>, p.32. ndr), era chiamato a recitare il contrario di quello che il pubblico si aspettava da loro, un rovesciamento dell\u2019immaginario collettivo dell\u2019epoca.<\/p>\n<p><strong>AG: Il film l\u2019ho visto anch\u2019io grazie a quel passaggio su Rete 4, non so nemmeno quanti anni fa, ma il suo ricordo \u00e8 rimasto indelebilmente impresso nella mia memoria. Lo trovo un film, al di l\u00e0 di tante parole, divertentissimo. Un vero piacere.<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Ad esempio Enrico Lo Verso, che all\u2019epoca era nell\u2019immaginario collettivo il carabiniere integerrimo del film <i>Il ladro di bambini<\/i> di Gianni Amelio, trasformato in un travestito quasi credibile, gi\u00e0 quello\u2026 Non \u00e8 stato facile per niente, dirigerlo, renderlo credibile\u2026 in questo devo dire che mi \u00e8 stata d\u2019aiuto Vladimir Luxuria\u2026 perch\u00e9 oltretutto quello \u00e8 stato l\u2019esordio di Vladimir sul grande schermo, l\u2019ho scoperta in un locale e nessuno all\u2019epoca la conosceva. Mi colp\u00ec perch\u00e9 mi disse una frase molto intelligente, che mi colp\u00ec proprio perch\u00e9 detta in quel luogo\u2026 insomma era stato un film molto faticoso da realizzare e ricco di cose interessanti. Quello che mi fece male era che la critica non comprese minimamente nemmeno lo sforzo, o anche solo quello. Tant\u2019\u00e8 che ho avuto una crisi violentissima, non volevo pi\u00f9 fare questo lavoro, sono stato veramente molto male, malissimo. Perch\u00e9 poi paradossalmente quando il film pass\u00f2 su Rete 4 ebbe un grande successo in termini di ascolti, io non mi ero neanche reso conto di questo, ero concentrato sul trattamento osceno riservatomi dalla critica. Questi giudizi hanno condizionato pesantemente tutto il mio lavoro. All\u2019epoca sono stato visto come un appestato.<\/p>\n<p><strong>AG: In Francia il film come and\u00f2? Peraltro fu distribuito con un titolo, a mio avviso, grandioso: <i>Embrasse-moi Paqualino<\/i>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> In Italia usc\u00ec con Mikado in sette copie, mentre in Francia con ottanta-novanta copie. Non ha avuto un successo enorme, ma senz\u2019altro pi\u00f9 che in Italia. Il mio errore in quel momento fu di non aver accettato proposte che mi venivano dalla Francia, dovevo lasciare questo Paese, ma per tutta una serie di motivi familiari non mi \u00e8 stato possibile\u2026 ma vabb\u00e9. C\u2019erano state delle offerte, o comunque c\u2019erano delle belle possibilit\u00e0, anche perch\u00e9 il produttore francese era C\u00e9domir Kolar, che all\u2019epoca aveva fatto <i>Before the Rain<\/i> (film diretto da Milcho Manchevski del 1994, ndr) e poi vincer\u00e0 l\u2019Oscar come Miglior Film Straniero con <i>No Man\u2019s Land<\/i> (film diretto da Danis Tanovic nel 2001, ndr), un produttore con il quale ho sempre avuto buoni rapporti ma nonostante questo non siamo riusciti ha portare avanti niente, perch\u00e9 \u00e8 molto difficile portare avanti un discorso con la parte produttiva italiana. \u00c8 andata cos\u00ec.<\/p>\n<p><strong>AG: Com\u2019\u00e8 stato gestire la coppia Bellucci-Cassell?<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Erano molto carini, in realt\u00e0 si amavano, cosa che non avevo capito subito. Avevo scelto la Bellucci e cercavo l\u2019interprete maschile, fu lei stessa che mi consiglio di prendere in considerazione Vincent, ma le risposi che pur avendo una produzione francese sarebbe stato molto difficile che accettasse un film del genere dato che aveva appena fatto <i>La haine<\/i> (<i>L\u2019odio<\/i> di Mathieu Kassovitz, 1995), ed era una star in Francia\u2026 lei mi disse \u201cma dai, provaci\u201d\u2026 (ride). C\u2019ho provato e ce l\u2019ho fatta, evidentemente non per meriti miei\u2026 per loro \u00e8 stato un periodo molto bello.<br \/>\nTi racconto una cosa, tanto ormai \u00e8 passato del tempo. Uno dei problemi principali che ho dovuto affrontare \u00e8 stato il rapporto fra Enrico Lo Verso e Vincent Cassel, litigarono e praticamente quasi non si parlavano. Il mio problema non era dato dalla coppia Cassel-Bellucci, ma dalla gestione del rapporto fra Lo Verso e Cassel.<\/p>\n<p><strong>AG: Dato che la tematica affrontata da Come mi vuoi \u00e8 particolarmente attuale \u00e8 capitato che qualche giornalista si sia fatto vivo per domandarti qualcosa, per sentire il tuo punto di vista sui fatti o anche solo per fare presente ai propri lettori la sua esistenza?<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> No, assolutamente no. Ho l\u2019impressione che non ci sia pi\u00f9 memoria di questo film, l\u2019ultima volta che \u00e8 stato messo in onda saranno sette o otto anni e chiaramente non essendo nemmeno mai uscito su alcun supporto non pu\u00f2 far altro che essere dimenticato.<br \/>\nUna cosa di cui ancora non abbiamo parlato \u00e8 che a questo mio esordio ero giunto dall\u2019esperienza di scrittura (soggetto e sceneggiatura) in <i>Parenti serpenti<\/i> di Mario Monicelli (1992, ndr).<\/p>\n<p><strong>AG: \u00c8 una chiacchierata-intervista che procede a ritroso e proprio qui volevo giungere\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Credo che questo sia interessante, per capire come mai poi uno non lavora molto, ma pi\u00f9 in generale sulla situazione italiana. Avevo scritto un film di successo come <i>Parenti serpenti<\/i>, la cosa mi aveva facilitato l\u2019ingresso nel cinema, mi era costato molta fatica ma comunque ero riuscito a fare Come mi vuoi, ma avendo avuto questa critica cos\u00ec assurdamente contro mi sono infranto contro un muro e l\u00ec mi sono bloccato. Ho continuato a scrivere, a fare, a proporre\u2026 passato lo shock che \u00e8 durato circa tre anni ho ripreso fino ad arrivare a <i>Cover Boy<\/i>, altra esperienza traumatica. Voglio dire che il giudizio della critica \u00e8 nevralgico nella situazione italiana, o almeno lo era, il successo di <i>Parenti serpenti<\/i> mi ha aperto molte porte in breve tempo, ma la successiva stroncatura della mia prima opera ha bloccato tutto. Dato che non ero inscrivibile in alcuna categoria del cinema italiano, risultavo incomprensibile per la critica.<\/p>\n<p><strong>AG: Per\u00f2 ad esempio la tematica legata all\u2019omosessualit\u00e0 poteva rappresentare un modo per inquadrare il tuo cinema\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Il film \u00e8 stato molto attaccato pure dalla comunit\u00e0 gay. In quel momento fare un film su un uomo femminilizzato era grave, perch\u00e9 in quel momento vigeva l\u2019uomo-uomo, io invece scardinavo quel concetto e quindi il gay quella roba non l\u2019accettava. I gay a quell\u2019epoca amavano molto la normalit\u00e0, l\u2019essere considerati normali, non l\u2019essere considerati femminilizzati, quindi pure dal movimento gay sono stato attacco, perch\u00e9 non lo compresero, non l\u2019hanno capito. Vladimir Luxuria era un personaggio del film che solo poi, nel corso del tempo, \u00e8 stato compreso nel suo essere transgender. Ripeto: non avevo categorie.<\/p>\n<p><strong>AG: Anche <i>Cover Boy<\/i>\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Al di l\u00e0 del nucleo del film, <i>Cover Boy <\/i>tratta, o comunque la stampa ha evidenziato, alcune tematiche facilmente identificabili ed altrettanto titolabili: il precario, l\u2019extracomunitario, lo straniero\u2026 Ed \u00e8 pi\u00f9 facile, per i giornali, per i media, trattare un film del genere.<\/p>\n<p><strong>AG: Per\u00f2 la questione dell\u2019omosessualit\u00e0, rappresentata dall\u2019attrazione verso il proprio amico da parte del personaggio interpretato da Luca Lionello, viene sostanzialmente evitata dalla critica, accennata magari, ma per quel che ho letto mi sembra che si sia preferito tenersi alla larga da questo aspetto del personaggio\u2026<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Molti non l\u2019hanno nemmeno capito! Ma va bene anche cos\u00ec, non mi importa, non credo che tutto debba essere raccontato dalla critica. Il progetto di cui ti dicevo, <i>Tutte le strade portano a Roma<\/i>, proprio perch\u00e9 \u00e8 una specie di <i>Happiness<\/i> (Todd Solondz, 1998) \u00e8 gi\u00e0 stato bocciato dalla commissione ministeriale un paio d\u2019anni fa; certe tematiche fanno fatica a passare o comunque \u00e8 difficile che riescano a passare.<\/p>\n<p><strong>AG: L\u2019ultima domanda che ti vorrei fare \u00e8 sul Carmine Amoroso, spettatore. Quali sono i film che ti hanno pi\u00f9 influenzato soprattutto da ragazzo e come \u00e8 nata in te la voglia di intraprendere la strada del cinema?<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Da sempre ho capito che il cinema era l\u2019unico modo attraverso il quale esprimere la mia visione del mondo, piuttosto che fare il romanziere o altro. Mi ha sempre interessato il cinema come forma espressiva.<\/p>\n<p><strong>AG: C\u2019\u00e8 stato un film che in particolar modo ti ha folgorato?<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> S\u00ec, \u00e8 stato il film <i>Flash <\/i>(diretto nel 1968 da Paul Morrissey e prodotto da Andy Warhol, ndr) quando avevo diciotto anni. Altri punti di riferimento sono senz\u2019altro Bu\u00f1uel, Woody Allen&#8230; molti altri ancora. Ma <i>Flash<\/i> in particolar modo mi ha davvero colpito.<\/p>\n<p><strong>AG: A questo punto non mi rimane altro da fare che ringraziarti per la disponibilit\u00e0 e la gentilezza.<\/strong><\/p>\n<p><strong>CA:<\/strong> Grazie a te.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/12\/Carmine_Amoroso_03.jpg\" alt=\"\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>articolo pubblicato in Rapporto Confidenziale 20\u00a0&#8211; dicembre 2009 &nbsp; Conversazione con Carmine Amoroso a cura di Alessio Galbiati &nbsp; \u00abTi chiamo dalla Roma papalina\u00bb, cos\u00ec esordisce Carmine Amoroso quando ci sentiamo al telefono. Anche lui come il protagonista del suo ultimo film, Cover Boy. 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