{"id":5494,"date":"2010-02-13T14:27:20","date_gmt":"2010-02-13T13:27:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=5494"},"modified":"2010-02-13T14:27:20","modified_gmt":"2010-02-13T13:27:20","slug":"l%e2%80%99assoluto-naturale-il-cinema-di-mauro-bolognini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=5494","title":{"rendered":"L\u2019assoluto naturale. Il cinema di Mauro Bolognini"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\">\n<div id=\"attachment_5502\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5502\" class=\"size-full wp-image-5502\" title=\"La notte brava01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/La-notte-brava01.jpg\" alt=\"La notte brava (1959)\" width=\"620\" height=\"350\" \/><p id=\"caption-attachment-5502\" class=\"wp-caption-text\">La notte brava (1959)<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Sala Trevi, Roma<br \/>\n17.02.2010 &#8211; 24.02.2010<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">\u00abMauro Bolognini nasce a Pistoia nel 1923. Frequenta il liceo Classico &#8220;Forteguerri&#8221;, quindi intraprende gli studi di architettura che non poco lo influenzeranno nella propria concezione del cinema. Perfeziona poi le sue spiccate attitudini figurative durante il Corso di scenografia al Centro Sperimentale di Cinema, diventando aiuto-regista di Luigi Zampa, figura di rilievo del neorealismo e anche di cineasti transalpini come Yves Allegret e Jean Delannoy. L&#8217;approdo al lungometraggio avviene con <em>Ci troviamo in galleria<\/em> che, se non altro, rivela in una piccola parte una giovanissima Sophia Loren. Seguono un paio di commedie [&#8230;] fino a <em>Gli innamorat<\/em>i, del &#8217;55, che \u00e8 un risultato interessante sia per la leggerezza con cui si raccontano gli amori di diverse coppie sia per l&#8217;abilit\u00e0 nella direzione di un manipolo di promettenti giovani attori: \u00e8 questo certamente uno dei pregi pi\u00f9 rimarchevoli del regista pistoiese. <em>Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo<\/em> &#8211; titolo chilometrico di almeno quindici anni in anticipo su quelli wertmulleriani &#8211; \u00e8 anch&#8217;essa una commedia divertente sorretta dalle robuste spalle dei migliori attori comici nostrani: Sordi, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Gino Cervi, Nino Manfredi [&#8230;]. Non banali ritratti dell&#8217;Italia della ripresa appaiono anche in\u00a0<em>Marisa la civetta<\/em>, con un&#8217;Allasio scintillante, <em>I giovani mariti<\/em> e <em>Arrangiatevi!<\/em>, film in cui Bolognini incontra &#8220;il principe della risata&#8221; Tot\u00f2, una riflessione pungente all&#8217;indomani della legge Merlin. Con <em>La notte brava<\/em>, per alcuni uno dei suoi esiti migliori, Bolognini descrive il degrado delle borgate della periferia romana che Pasolini, non a caso qui co-sceneggiatore, aveva tanto acutamente descritto nel dittico romanzesco Ragazzi di vita e Una vita violenta. Nel 1960, con <em>Il Bell&#8217;Antonio<\/em>, si apre una nuova maniera nel viatico dell&#8217;artista giacch\u00e9 egli si sofferma con maggiore accuratezza sulla resa formale e la confezione dei suoi lavori, da qui in avanti, conoscer\u00e0 una raffinatezza pi\u00f9 ricercata &#8211; che talvolta sar\u00e0 accusata, non sempre con ragione, di calligrafismo. Inoltre <em>Il Bell&#8217;Antonio<\/em> assume un&#8217;importanza primaria nella carriera bologniniana poich\u00e9 si tratta del suo primo grande lavoro tratto da un&#8217;opera letteraria, il bellissimo romanzo di Vitaliano Brancati, che il regista trasporta dall&#8217;epoca fascista a quella in cui il film \u00e8 girato ovvero a cavallo fra il decennio dei Cinquanta e dei Sessanta. L'&#8221;istanza di attualizzazione&#8221; (Simona Costa) attira pi\u00f9 volte Bolognini, ad esempio ne <em>La Viaccia<\/em>, in cui il regista rilegge con molte varianti il romanzo d&#8217;impronta verista dell&#8217;amiatino Mario Pratesi, L&#8217;eredit\u00e0, dimostrandosi comunque &#8220;uno dei pi\u00f9 fini metteur en-scene&#8221; del cinema italiano&#8221; (Maurizio Del Vecchio). Succede lo stesso nello sveviano <em>Senilit\u00e0<\/em>, in cui il tempo della storia viene fatto slittare da quello post-risorgimentale del romanzo a quello tra le due guerre del film. Con <em>La giornata balorda<\/em> il regista opera una sorta di approfondimento dei temi gi\u00e0 filmati ne <em>La notte brava<\/em>, con <em>Agostino<\/em> si confronta per la prima volta con un lavoro di Alberto Moravia, uno dei suoi referenti letterari pi\u00f9 frequenti (girer\u00e0 per la televisione, addirittura, un suo libro, Gli indifferenti). La corruzione \u00e8 l&#8217;ultimo lungometraggio prima della lunga parentesi dedicata ai film a episodi, tanto in voga allora. [&#8230;] Usufruisce poi di un cast internazionale, come sovente gli accade, per <em>Arabella<\/em> e di una diva del calibro della Lollo per <em>Un bellissimo novembre<\/em> dopodich\u00e9 firma forse il suo film pi\u00f9 bello e giustamente pi\u00f9 celebre, <em>Metello<\/em>, opera anch&#8217;essa di stretta matrice letteraria perch\u00e9 tratta dall&#8217;omonimo romanzo di Vasco Pratolini che, dopo qualche titubanza, apprezz\u00f2 molto la riduzione cinematografica. Ottavia Piccolo, per questo film, ottenne il premio di migliore attrice al Festival di Cannes, cos\u00ec come accadr\u00e0 sei anni pi\u00f9 tardi alla Dominique Sanda de <em>L&#8217;eredit\u00e0 Ferramonti<\/em>, esito non trascurabile di un modesto romanzo di fine Ottocento del massese trapiantato a Roma Gaetano Carlo Chelli. Bolognini s&#8217;infiltra in uno scandalo felsineo di inizio Novecento in <em>Fatti di gente perbene<\/em> e pone il suo sguardo, sempre garbato, sul ventennio fascista in Libera, amore mio, quarto ed ultimo sodalizio con Claudia Cardinale. Vira poi al grottesco e macabro (insieme ai coevi <em>Brutti, sporchi e cattivi<\/em> di Scola e <em>Casotto<\/em> di Sergio Citti) con <em>Gran bollito<\/em>, anche se la stagione pi\u00f9 felice sembra ormai conclusa. Nondimeno riesce sempre a impiegare attori di rango internazionale, come Isabelle Huppert in <em>La storia vera della signora delle camelie<\/em> e Liv Ullmann in <em>Mosca addio<\/em> &#8211; fatto sintomatico del prestigio di cui ancora Bolognini gode all&#8217;interno dell&#8217;industria cinematografica. [&#8230;] Non pu\u00f2 essere dimenticata, ch\u00e9 farebbe torto alla poliedricit\u00e0 dell&#8217;autore, l&#8217;attivit\u00e0 teatrale e lirica di Bolognini che, in tal senso, dev&#8217;essere ritenuto regista di prim&#8217;ordine, al fianco di Ingmar Bergman e Zeffirelli\u00bb (Francesco Sgarano &#8211; Centro Mauro Bolognini).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Le citazioni presenti nelle schede sono in buona parte estrapolate dal Castoro su Bolognini di Pier Maria Bocchi e Alberto Pezzotta (2008).<br \/>\nSi ringrazia per la collaborazione il Centro Mauro Bolognini.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>mercoled\u00ec 17<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 17.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Ci troviamo in galleria<\/strong> (1953)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: Fede Arnaud, Alberto Liberati; sceneggiatura: Steno, Alessandro Continenza, Lucio Fulci, Luigi Viganotti, M. Bolognini; fotografia: Marco Scarpelli; scenografia: Alberto Boccianti; costumi: Maria Cecchi Baroni; musica: Carlo Rustichelli; montaggio: Mario Serandrei; interpreti: Nilla Pizzi, Carlo Dapporto, Sophia Loren, Mario Carotenuto, Gianni Cavalieri, Fiorenzo Fiorentini, Carletto Sposito; origine: Italia; produzione: Athena Cinematografica; durata: 93&#8242;<br \/>\nPrimo film da regista di Bolognini, un film-variet\u00e0 costruito attorno a Nilla Pizzi e a Carlo Dapporto. Un comico di variet\u00e0 che lavora nei teatri di terz&#8217;ordine scopre e porta al successo la donna che diventa sua moglie. Lei per ricambiare organizza a sua insaputa uno spettacolo in un grande teatro che dar\u00e0 all&#8217;uomo finalmente il meritato successo. \u00abProbabilmente Ci troviamo in Galleria non c&#8217;entra molto con il cinema di Bolognini: ma dimostra un&#8217;intelligenza vigile e ironica anche dietro la confezione da prodotto commerciale\u00bb (Bocchi-Pezzotta).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 19.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo<\/strong> (1956)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: Paolo Frasc\u00e0; sceneggiatura: Ruggero Maccari, Ettore Scola, Nicola Manzari; fotografia: Aldo Giordani; scenografia: Flavio Mogherini; costumi: Elio Costanzi; musica: Carlo Rustichelli; montaggio: Roberto Cinquini; interpreti: Alberto Sordi, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Gino Cervi, Valeria Moriconi, Tiberio Mitri, Nino Manfredi; origine: Italia; produzione: Imperial Film, Enic; durata: 92&#8242;<br \/>\nFilm su commissione per Bolognini, alla sua uscita in sala ha avuto un buon successo di pubblico. Film comico sulle avventure di alcuni vigili urbani di Roma: il graduato Alberto che per la sua intransigenza verr\u00e0 spedito a Milano (con la famosa sequenza di Sordi che regola il traffico a piazza Duomo); il petulante Giuseppe che sogna di comporre l&#8217;inno della banda dei vigili urbani di cui fa parte; il bonario Pietro tutto preso dalla sua famiglia; e cos\u00ec via. \u00abArrangiamenti rossiniani per banda aprono e chiudono il film, e la colonna sonora di Rustichelli contrappunta tutte le scene, concepite come assoli e duetti di vari attori\u00bb (Bocchi-Pezzotta).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 20.45<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Incontro moderato da Enrico Magrelli con Pier Maria Bocchi, Manolo Bolognini, Roberto Cadonici, Gabriele Cecconi, Ennio Guarnieri, Alberto Pezzotta<br \/>\nNel corso dell&#8217;incontro verr\u00e0 presentato il volume di Pier Maria Bocchi e Alberto Pezzotta Mauro Bolognini, il castoro cinema, Milano, 2008<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">a seguire<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Senilit\u00e0 <\/strong>(1962)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: dal romanzo omonimo di Italo Svevo; sceneggiatura: Goffredo Parise, Tullio Pinelli, M. Bolognini; fotografia: Armando Nannuzzi; scenografia: Luigi Scaccianoce; costumi: Piero Tosi; musica: Piero Piccioni; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Claudia Cardinale, Anthony Franciosa, Betsy Blair, Philippe Leroy, Aldo Bufi Landi, Franca Mazzoni; origine: Italia\/Francia; produzione: Zebra Film, Aera Film; durata: 110&#8242;<br \/>\nUn uomo gi\u00e0 maturo, Emilio, s&#8217;innamora di una ragazza, Angiolina, ma le continue infedelt\u00e0 della donna lo costringono a lasciarla. Quando la sorella si suicida per una delusione d&#8217;amore, Emilio rester\u00e0 solo per sempre. \u00abIn un film dove tutti sono variamente perdenti, patetici e sgradevoli, e dove la macchina da presa molto spesso non \u00e8 all&#8217;altezza dei personaggi, ma \u00e8 in plong\u00e9e o li riprende dal basso, Bolognini probabilmente cercava nella narrazione in prima persona un mezzo per infondere un po&#8217; di pathos. Emilio, peraltro, \u00e8 afflitto da un io debordante: non fa che ripetere &#8220;provo compassione di me stesso&#8221;, &#8220;avevo punito me stesso&#8221;. \u00c8 l&#8217;uomo decadente, arrivato a un eccesso di consapevolezza e incapace di avere un rapporto diretto con la realt\u00e0\u00bb (Bocchi-Pezzotta).<br \/>\nCopia proveniente dal Centro Mauro Bolognini &#8211; Ingresso gratuito<br \/>\nVietato ai minori di anni 14<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>gioved\u00ec 18<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 17.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Gli innamorati<\/strong> (1955)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa; sceneggiatura: P. Festa Campanile, M. Franciosa, Giuseppe Mangione, M. Bolognini, [non accreditati Giuseppe Berto, Sandro Continenza, Pasquale Puntieri]; fotografia: Massimo Sallusti; scenografia: Giulio Bellardini; musica: Carlo Rustichelli; montaggio: Otello Colangeli; interpreti: Antonella Lualdi, Franco Interlenghi, Sergio Raimondi, Valeria Moriconi, Nino Manfredi, Gino Cervi; origine: Italia; produzione: Alessandro Jacovoni Produzione Cinematografica; durata: 95&#8242;<br \/>\nPiccole e intime vicende amorose di alcune giovani coppie nella Roma popolana teatralizzate dal regista in un&#8217;unica piazza (piazza Navona e dintorni, ma anche piazza Montevecchio). Il risultato \u00e8 un esempio originale di neorealismo rosa interpretato da grandi attori. \u00abIntrighi d&#8217;amore e di gelosie in un quartiere popolare di Roma: un piccolo mondo di bibitari, parrucchieri, ostesse, bulli e &#8220;bbone&#8221;. Insomma, di poveri ma belli. Commedia briosamente giovanile sui giovani, di taglio goldoniano nonostante l&#8217;ambientazione romanesca [\u2026]. Recitato con garbo, \u00e8 scaltro e piacevole\u00bb (Morandini).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 19.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Giovani mariti <\/strong>(1958)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa; sceneggiatura: Piero De Bernardi, Enzo Curreli, P. Festa Campanile, M. Franciosa, Luciano Martino, M. Bolognini; fotografia: Armando Nannuzzi; scenografia: Flavio Mogherini; costumi: Piero Tosi; musica: Mario Zafred; montaggio: Roberto Cinquini; interpreti: Isabelle Corey, Antonio Cifariello, Franco Interlenghi, Raf Mattioli, Gerard Blain, Enio Girolami, Rosy Mazzacurati; origine: Italia\/Francia; produzione: Nepi Film, Zodiac Film; durata: 99&#8242;<br \/>\nVincitore della Palma per la sceneggiatura al Festival di Cannes, il film \u00e8 il ritratto generazionale di un gruppo di amici ventenni nel passaggio tra la giovent\u00f9 e l&#8217;et\u00e0 adulta, scandito da due momenti di festa: l&#8217;addio al celibato di Franco all&#8217;inizio e la partenza per Milano un anno dopo di Marcello a chiudere il film. Il matrimonio, il lavoro e la sicurezza economica sono i segni della fine delle illusioni giovanili che Bolognini colloca nella provinciale Lucca e in un&#8217;ambientazione borghese nuova rispetto ai film precedenti. \u00abPur essendo popolato di belle ragazze, Giovani mariti \u00e8 forse il primo film italiano pensato e realizzato da un punto di vista esclusivamente e diremmo partigianamente maschile, e dove serpeggia un avvertibile, amaro, quasi rancoroso senso di misoginia, che costituisce una delle sue componenti pi\u00f9 interessanti\u00bb (Cattivelli).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 21.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Arrangiatevi<\/strong> (1959)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: dalla commedia Casa nova&#8230; vita nova di Matteo De Majo e Vinicio Gioli; sceneggiatura: Leo Benvenuti, Piero De Bernardi; fotografia: Carlo Carlini; scenografia: Mario Garbuglia; costumi: Piero Tosi; musica: Carlo Rustichelli; interpreti: Peppino De Filippo, Tot\u00f2, Laura Adani, Maria Cristina Gajoni, Cathia Caro, Marcello Paolini; origine: Italia; produzione: Cineriz; durata: 105&#8242;<br \/>\nPeppino Armentano, alla disperata ricerca di una casa per la sua famiglia, si vede offrire uno splendido appartamento a prezzo irrisorio, ma ben presto si svela il mistero. Divertente commedia degli equivoci che unisce l&#8217;emergenza case con gli effetti della legge Merlin. \u00abIl film di Bolognini [\u2026] si fa notare subito per l&#8217;accuratezza e la dignit\u00e0 della realizzazione che si avvale di una sceneggiatura fluida e scorrevole, di un dialogo vivace e brillante, di un&#8217;interpretazione calzante e priva di sciatteria di Laura Adani (la cui scelta per il ruolo della protagonista \u00e8 gi\u00e0 un fatto significativo e lodevole) e di un De Filippo e un Tot\u00f2 che si impegnano, con risultati talora felici, a non affidare interamente le loro parti al tranquillo e monotono calco di un logoro clich\u00e9. Ma queste qualit\u00e0 di esecuzione, di correttezza formale, sarebbero ben povera cosa, costituirebbero un risultato modesto e marginale, se il film non si segnalasse per l&#8217;immediatezza con cui sa cogliere taluni volgari luoghi comuni e pregiudizi ipocriti del costume italiano, dandone una versione ironica e divertita, di un divertimento ambiguo per\u00f2, a mezzo tra le velleitarie impennate satiriche e gli effetti comici di dubbio gusto\u00bb (Ferrero).<br \/>\nVietato ai minori di anni 16<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>venerd\u00ec 19<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 17.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Madamigella di Maupin<\/strong> (1966)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: dal romanzo omonimo di Th\u00e9ophile Gautier; sceneggiatura: Luigi Magni, Jos\u00e9 G. Maesso; fotografia: Roberto Gerardi; scenografia: Ezio Frigerio; costumi: Danilo Donati; musica: Franco Mannino; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Catherine Spaak, Robert Hossein, Tomas Milian, Mikaela, Angel Alvarez, Ottavia Piccolo, Franco Squarciapino; origine: Italia\/Francia\/Spagna\/Jugoslavia; produzione: Jolly Film, Consortium Path\u00e9, Tecisa Film, Filmservis ; durata: 94&#8242;<br \/>\nVincitore del premio per la miglior regia al Festival di San Sebastian, \u00e8 un film di cappa e spada in cui cavalieri, duelli e battaglie sono una cornice per una messa in discussione ludica e divertita dei ruoli e delle identit\u00e0 sessuali. Maddalena per sfuggire ai soldati ungheresi che hanno preso il castello di suo zio si traveste da seminarista. Camuffata da ragazzo, con il nome di Teodoro, invece di nascondersi in un monastero, decide di esplorare il mondo. Arruolato forzatamente, segue come portabandiera il capitano Alcibiade che non riuscir\u00e0 a resistere all&#8217;attrazione verso il suo giovane soldato. \u00abIl corpo e il volto &#8220;ossei e neutri&#8221; di Catherine Spaak servono a Bolognini e ai suoi &#8220;compagni di sventura&#8221; [\u2026] come simulacri indefessi di un&#8217;alterit\u00e0 che percorre la guerra senza venirne offesa n\u00e9 ferita, ma anzi offendendo e ferendo la guerra stessa nei suoi principi apparentemente pi\u00f9 intoccabili, ovvero il rigore militare, il cameratismo, la &#8220;maschit\u00e0&#8221;, l&#8217;azzeramento dei sentimenti\u00bb (Bocchi-Pezzotta).<br \/>\nVietato ai minori di anni 18<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 19.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La mia signora<\/strong> (1964)<br \/>\nRegia: Tinto Brass, Luigi Comencini, Mauro Bolognini; soggetto: Rodolfo Sonego, Alberto Bevilacqua, L. Comencini, Marcello Fondato; sceneggiatura: R. Sonego, A. Bevilacqua, M. Fondato, Goffredo Parise; fotografia: Otello Martelli, Bruno Barcarol; scenografia: Mario Garbuglia; costumi: Gabriella Mayer, Piero Gherardi; musica: Armando Trovajoli; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Silvana Mangano, Alberto Sordi; Elena Nicolai, Marisa Florio; origine: Italia; produzione: Dino De Laurentiis Cinematografica; durata: 100&#8242;<br \/>\nEp. I miei cari. Marco \u00e8 ricoverato da pi\u00f9 di un mese in ospedale, la moglie, la suocera e il figlioletto lo vanno a trovare, rinfacciandogli di essere inutile. \u00abNella stringatezza, l&#8217;episodio \u00e8 semplice e perfetto\u00bb (Bocchi-Pezzotta).<br \/>\nEp. Luciana. Luciana e Giovanni si incontrano all&#8217;aeroporto di Fiumicino, dove hanno accompagnato i rispettivi insopportabili coniugi che partono sullo stesso aereo. L&#8217;aereo ha un guasto e deve volare per sei ore sull&#8217;aeroporto prima di poter atterrare. Luciana e Giovanni passano queste ore insieme, sempre pi\u00f9 intimi e complici nella loro infelicit\u00e0 coniugale. \u00abBolognini adotta con disinvoltura i tratti tipici della commedia italiana che assicurano la risata amara: la complicit\u00e0 mista a denigrazione verso il personaggio, la tragedia volta in farsa. Ma non d\u00e0 di gomito allo spettatore, non lo consola, gli offre uno specchio impietoso\u00bb (Bocchi-Pezzotta).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 21.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Un bellissimo novembre<\/strong> (1969)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: dal romanzo omonimo di Ercole Patti; sceneggiatura: Lucia Drudi Demby, Antonio Altoviti, Henry Waughan ; fotografia: Armando Nannuzzi; scenografia: Vanni Castellani; costumi: Cesare Rovatti; musica: Ennio Morricone; montaggio: Roberto Perpignani; interpreti: Gina Lollobrigida, Andr\u00e9 Laurence, Gabriele Ferzetti, Paolo Turco, Danielle Godet, Margarita Lozano, Isabella Savona, Jean Maucorps; origine: Italia\/Francia; produzione: Adelphia Compagnia Cinematografica, Les Artistes Associ\u00e9s; durata: 91&#8242;<br \/>\nCatania, Nino \u00e8 un adolescente irrequieto di buona famiglia, che durante una riunione nella casa di campagna dello zio Alfio, rimane stregato dalla matura e provocante bellezza di sua zia Cettina. La donna ricambia le sue attenzioni, pur essendo gi\u00e0 divisa tra il marito e la relazione con il collega di questi Sas\u00e0. L&#8217;attrazione diventa ossessione, ma viene subito schiacciata dal ritorno a una realt\u00e0 pi\u00f9 accomodante: il matrimonio con la cugina coetanea Giulietta. \u00abPer Bolognini, la vicenda di Un bellissimo novembre \u00e8 ancora una volta lo strumento privilegiato per rilevare la prigionia derivata da un pensiero egemone e insieme per rappresentare lo scarto inevitabile ma non benvenuto tra attitudini ed et\u00e0 diverse, anch&#8217;esso dipendente dall&#8217;omologazione di vedute\u00bb (Bocchi-Pezzotta).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>sabato 20<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 17.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Il bell&#8217;Antonio<\/strong> (1960)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: dal romanzo omonimo di Vitaliano Brancati; sceneggiatura: Pier Paolo Pasolini, Gino Visentini; fotografia: Armando Nannuzzi; scenografia: Carlo Egidi; arredamento e costumi: Piero Tosi; musica: Piero Piccioni; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Pierre Brasseur, Rina Morelli, Tomas Milian, Fulvia Mammi; origine: Italia\/Francia; produzione: Arco Film, Lyre Film; durata: 103&#8242;<br \/>\nLa Catania provinciale di Brancati, in cui i comportamenti individuali sono regolati da principi inesorabili, rivive nell&#8217;affresco preciso e luminoso di Bolognini e nell&#8217;interpretazione controllata di Mastroianni. Antonio tornato a Catania dopo alcuni anni vissuti a Roma sposa la bella Barbara di cui \u00e8 innamorato. Non riesce a consumare il matrimonio e Barbara lo lascia. Per lavare l&#8217;onta dell&#8217;impotenza il padre di Antonio va con una prostituta, ma le muore tra le braccia. Solo con la presunta gravidanza di una serva, a lui imputata, Antonio potr\u00e0 forse riabilitare il suo onore. \u00abIl regista [\u2026] ci ha restituito una Sicilia ora lirica, ora pettegola e rissosa di struggente verit\u00e0. Certe sequenze de Il bell&#8217;Antonio sono destinate a diventar celebri, anche perch\u00e9 Bolognini ha trovato nell&#8217;operatore Nannuzzi un collaboratore magico, e senz&#8217;altro d&#8217;eccezione\u00bb (Bianchi).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 19.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La notte brava<\/strong> (1959)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto e sceneggiatura: dal romanzo Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini; sceneggiatura: P. P. Pasolini, Laurence Bost; fotografia. Armando Nannuzzi; scenografia: Carlo Egidi; costumi: Marcel Escoffier; musica: Piero Piccioni; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Jean-Claude Brialy, Anna Maria Ferrero, Franco Interlenghi, Laurent Terzieff, Antonella Lualdi, Elsa Martinelli; origine: Italia; durata: 95&#8242;<br \/>\nLa notte brava dei ragazzi di vita pasoliniani: \u00abEpidermicamente picaresco, elegantemente erotico, raffinatamente manierista\u00bb (Morandini). \u00ab\u00c8 stato un film di rottura per l&#8217;Italia, perch\u00e9 in precedenza la generazione dei giovani era stata rappresentata al cinema solo dai &#8220;poveri ma belli&#8221;. In La notte brava, invece, ci sono i ragazzi veri, si parlava di sottoproletariato, di prostituzione, di magnaccia. Il cast era composto da attori giovani e straordinari, c&#8217;erano la Ferrero e la Lualdi, con me, ma anche Terzieff e Brialy, che in Francia avevano fatto i film della Nouvelle vague. Pasolini veniva spesso sul set ma, malgrado fosse lo sceneggiatore del film, non si permetteva di aprire bocca con Bolognini. Si limitava ad osservare\u00bb (Martinelli).<br \/>\nVietato ai minori di anni 16<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 21.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La giornata balorda<\/strong> (1960)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini dai Racconti romani e Nuovi racconti romani di A. Moravia; sceneggiatura: P. P. Pasolini, A. Moravia, Marco Visconti; fotografia: Aldo Scavarda; scenografia: Carlo Egidi; costumi: Pier Luigi Pizzi; musica: Piero Piccioni; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Jean Sorel, Lea Massari, Paolo Stoppa, Jeanne Valerie, Valeria Ciangottini, Rick Battaglia; origine: Italia\/Francia; produzione: Produzioni Intercontinentali, Euro International Film, Trascontinental Film; durata: 81&#8242;<br \/>\nPrendendo spunto da alcuni racconti di Moravia, che incontrano, per\u00f2, l&#8217;universo pasoliniano delle periferie e del malaffare, il film si concentra su una singola giornata nella vita di Davide, un ragazzo che vive nei palazzoni della periferia romana, alla ricerca di un lavoro per poter sposare e mantenere la fidanzata e il figlioletto. \u00abLo stesso rifiuto di una trama ben ordinata [\u2026] consente a Bolognini di mettere alla prova le sue notevoli capacit\u00e0 di analisi [\u2026]. I conflitti umani, la stessa tensione sociale e morale [\u2026] scaturiscono con chiarezza e spontaneit\u00e0\u00bb (Gallo).<br \/>\nVietato ai minori di anni 14<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>domenica 21<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 17.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La viaccia<\/strong> (1961)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: dal romanzo L&#8217;eredit\u00e0 di Mario Pratesi; sceneggiatura: Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Vasco Pratolini; fotografia: Leonida Barboni; scenografia: Flavio Mogherini; costumi: Bice Brichetto; musica: Piero Piccioni; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Jean-Paul Belmondo, Claudia Cardinale, Pietro Germi, Romolo Valli, Paul Frankeur, Gabriella Pallotta; origine: Italia\/Francia; produzione: Arco Film, Galatea, Titanus, Societ\u00e9 Generale Cinematografique; durata: 106&#8242;<br \/>\nAmerigo, figlio di poveri contadini, \u00e8 mandato dalla famiglia a lavorare da uno zio vinaio. A Firenze Amerigo conosce Bianca, una ragazza che lavora in una casa chiusa, e se ne innamora. Ruba dei soldi allo zio e viene rispedito dai genitori, ma dopo un litigio con il padre torna a Firenze e va a lavorare come attendente nella casa chiusa. La tragedia \u00e8 dietro l&#8217;angolo. \u00abBolognini [\u2026] ha ritrovato &#8211; con pi\u00f9 maturata esperienza &#8211; il vigore, l&#8217;estro e la sapienza con cui aveva tanto felicemente esordito anni fa, riuscendo a trovare il giusto punto di incontro fra un&#8217;ispirazione decisamente letteraria, colta e figurativamente preziosa e una tematica di dura ed asciutta derivazione realista\u00bb (Rondi).<br \/>\nVietato ai minori di anni 16<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 19.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Agostino <\/strong>(1962)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: dall&#8217;omonimo romanzo di Alberto Moravia; sceneggiatura: Goffredo Parise; fotografia Aldo Tonti; scenografia e costumi: Maurizio Chiari; musica: Carlo Rustichelli; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Paolo Colombo, Ingrid Thulin, John Saxon, Mario Bartoletti, Aldo Bussaglia, Roberto Mancia; origine: Italia; produzione: Baltea Film; durata: 89&#8242;<br \/>\nIl decenne Agostino \u00e8 in vacanza con la madre in un hotel di lusso al Lido di Venezia. Il figlio ha un rapporto morboso e possessivo con la madre. Quando la donna \u00e8 corteggiata da Renzo, Agostino si sente escluso e abbandonato. Conosce altri ragazzi pi\u00f9 smaliziati di lui che gli spiegano il legame che c&#8217;\u00e8 tra sua madre e Renzo. Sconvolto dalla rivelazione e dai problemi per il passaggio a un&#8217;et\u00e0 critica, il ragazzo si aggrega a un compagno pi\u00f9 grande di lui per una visita ad una prostituta. \u00abHo situato il film in una citt\u00e0 diversa da quella del romanzo: ho preferito Venezia a Viareggio per il desiderio di avere pi\u00f9 acqua. Questo tema dell&#8217;acqua c&#8217;era anche a Viareggio, ma a Venezia era ancora pi\u00f9 forte. Il tema dell&#8217;acqua \u00e8 pi\u00f9 dolce a Venezia che in qualsiasi altra citt\u00e0 direttamente sul mare\u00bb (Bolognini).<br \/>\nVietato ai minori di anni 18<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 20.45<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La corruzione<\/strong> (1963)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: Ugo Liberatore; sceneggiatura: U. Liberatore, Fulvio Gicca; fotografia: Leonida Barboni; scenografia e costumi: Maurizio Serra Chiari; musica: Giovanni Fusco; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Alain Cuny, Rosanna Schiaffino, Jacques Perrin, Isa Miranda, Filippo Scelzo, Ennio Balbo; origine: Italia\/Francia; produzione: Arco Film, S.O.P.A.C., Burgundia Film; durata: 83&#8242;<br \/>\nIl giovane Stefano, figlio di un ricco industriale, terminati gli studi, vorrebbe farsi frate. Tornato a casa del padre lo informa del suo desiderio, ma questi si oppone e lo fa buttando il giovane tra le braccia della sua amante Adriana. Dopo una vacanza in yacht, Stefano assiste impotente al suicidio di un dipendente della fabbrica di famiglia, accusato ingiustamente dal padre. \u00abIl film affronta una questione in apparenza semplice: l&#8217;impossibilit\u00e0 per la giovent\u00f9 di seguire la propria vocazione, attorniata da obblighi famigliari, pressioni esterne e richiami prosaici irresistibili (su tutti, il denaro)\u00bb (Bocchi-Pezzotta).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>marted\u00ec 23<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 17.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Le streghe<\/strong> (1967)<br \/>\nRegia: Luchino Visconti, Mauro Bolognini, Pier Paolo Pasolini, Franco Rossi, Vittorio De Sica; soggetto e sceneggiatura: Giuseppe Patroni Griffi, Age &amp; Scarpelli, Bernardino Zapponi, P. P. Pasolini, F. Rossi, Luigi Magni, Cesare Zavattini; fotografia: Giuseppe Rotunno; musica: Ennio Morricone, Piero Piccioni; montaggio: Mario Serandrei, Nino Baragli, Giorgio Serrallonga, Adriana Novelli; interpreti: Silvana Mangano, Alberto Sordi, Tot\u00f2, Annie Girardot, Clint Eastwood; origine: Italia\/Francia; produzione: Dino De Laurentiis Cinematografica, Les Productions Artistes Associ\u00e9s; durata: 105&#8242;<br \/>\nL&#8217;episodio diretto da Bolognini s&#8217;intitola Senso civico. Una donna soccorre un altro automobilista ferito e sfreccia per le strade di Roma. Non \u00e8 l&#8217;ospedale in suo obiettivo, ma un luogo in mezzo alla pi\u00f9 estrema periferia dove incontrare l&#8217;amante e abbandonare il malcapitato. \u00abSenso civico \u00e8 il pi\u00f9 gustoso [\u2026]. Un Sordi mattatore che recita un monologo componendo un piccolo pezzo di bravura interpretativa, perfettamente compiuto pur nella sua brevit\u00e0\u00bb (Ivaldi).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 19.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>L&#8217;assoluto naturale<\/strong> (1969)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: dal romanzo omonimo di Goffredo Parise; sceneggiatura: Ottavio Jemma, Vittorio Schiraldi, Mauro Bolognini; fotografia: Ennio Guarnieri; scenografia: Giorgio Bini; costumi: Vanni Castellani; musica: Ennio Morricone; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Laurence Harvey, Sylva Koscina, Isa Miranda, Felicity Mason, Amalia Carrara, Guido Mannari; origine: Italia; produzione: Tirrenia Studios; durata: 90&#8242;<br \/>\n\u00abParabola sulla crisi dei rapporti di coppia, in odor di &#8217;68. Un Bolognini astratto, a contatto col kitsch del periodo e fortemente a tesi. Siamo dalle parti di Metti una sera a cena di Patroni Griffi o La donna invisibile di Paolo Spinola, entrambi coevi. Tutto si gioca nell&#8217;incontro un po&#8217; forzato tra il lui della situazione (un tormentato Laurence Harvey), poeta inglese in vacanza in Italia che sogna l&#8217;amore come sentimento assoluto, unione di corpo e di spirito, e la lei del caso (una bellissima Sylva Koscina), attratta drasticamente e soltanto dal rapporto fisico, dall&#8217;amore carnale che prende e d\u00e0 quando lei lo decide, spavalda donna-mantide in grado di anticipare tutto un clima femminista a venire, in modo forse ancor pi\u00f9 radicale rispetto alla Dagmar Lassander di Femina Ridens (1969)\u00bb (Pierpaolo De Sanctis).<br \/>\nVietato ai minori di anni 18<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>mercoled\u00ec 24<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 17.00<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La notte brava<\/strong> (replica)<br \/>\nVietato ai minori di anni 16<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 18.45<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La storia vera della signora delle camelie<\/strong> (1981)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: Jean Aurenche, Vladimir Pozner; sceneggiatura: Enrico Medioli, M. Bolognini; fotografia: Ennio Guarnieri; scenografia: Mario Garbuglia; costumi: Piero Tosi; musica: Ennio Morricone; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Isabelle Huppert, Gian Maria Volont\u00e9, Fabrizio Bentivoglio, Fernando Rey, Carla Fracci, Clio Goldsmith, Bruno Ganz; origine: Italia\/Francia; produzione: Opera Film Produzione, Les Films du Losange, Gaumont, FR3; durata: 112&#8242;<br \/>\nAll&#8217;interno di una cornice costituita dalla messa in scena teatrale del testo di Alexandre Dumas figlio, si narrano le vicende di Alphonsine Plessis. La giovane \u00e8 indotta alla prostituzione dal padre. Al suo arrivo a Parigi, inizia prima una serie di umili occupazioni per poi lavorare a teatro. Qui ricomincia a prostituirsi. Sposa un conte e diventa anche l&#8217;amante di Dumas figlio. In assenza del marito conduce una vita licenziosa, che viene bruscamente interrotta dalla malattia e dalla morte precoce. \u00abIl passato &#8220;di Bolognini&#8221; \u00e8 odierno tanto quanto &#8220;in passato&#8221;, se non di pi\u00f9. E l&#8217;Ottocento dei Plessis, dei Dumas e dei Perregaux \u00e8 una selva di scambi mercantili al pari degli Ottanta appena cominciati\u00bb (Bocchi-Pezzotta).<br \/>\nVietato ai minori di anni 14<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">ore 21.30<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Metello <\/strong>(1970)<br \/>\nRegia: Mauro Bolognini; soggetto: dal romanzo omonimo di Vasco Pratolini; sceneggiatura: Suso Cecchi D&#8217;Amico, Luigi Bazzoni, Ugo Pirro; M. Bolognini; fotografia: Ennio Guarnieri; scenografia: Guido Josia; costumi: Pier Luigi Samaritani; musica: Ennio Morricone; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Massimo Ranieri, Ottavia Piccolo, Frank Wolff, Renzo Montagnani, Tina Aumont, Lucia Bos\u00e8; origine: Italia; produzione: Documento Film; durata: 111&#8242;<br \/>\nFirenze, Metello \u00e8 un giovane muratore impegnato nelle lotte sindacali e politiche. Per il suo impegno finisce in galera prima per aver partecipato al funerale di un muratore anarchico, di cui sposa la figlia, Ersilia; poi per aver impedito agli operai crumiri di entrare in fabbrica durante un lungo ed estenuante sciopero. \u00abMetello \u00e8 un film da vedere. Rialzando di colpo il prestigio d&#8217;un regista che nell&#8217;incontro con Pratolini (e sceneggiatori quali Suso Cecchi d&#8217;Amico, Bazzoni e Pirro) ha sposato la sua consueta eleganza formale a un inconsueto fervore umano, Metello raggiunge lo spettatore d&#8217;ogni razza ideologica, e lo colpisce, senza i trucchi cui ci ha avvezzi il cinema dei furbi\u00bb (Grazzini).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Cinema Trevi<\/strong><br \/>\nVicolo del Puttarello, 25 &#8211; Roma<br \/>\nTelefono: 06.6781206 \/ 06.72294260<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.snc.it\/events_detail.jsp?IDAREA=9&amp;ID_EVENT=287&amp;GTEMPLATE=events.jsp\" target=\"_blank\">Sito ufficiale<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sala Trevi, Roma 17.02.2010 &#8211; 24.02.2010 \u00abMauro Bolognini nasce a Pistoia nel 1923. 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