{"id":5575,"date":"2010-02-23T19:47:02","date_gmt":"2010-02-23T18:47:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=5575"},"modified":"2013-04-25T19:02:03","modified_gmt":"2013-04-25T17:02:03","slug":"bennet-pimpinella-eccentrico-e-graffiante-sperimentatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=5575","title":{"rendered":"Bennet Pimpinella. Eccentrico e graffiante sperimentatore"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/pimpinella_RC.jpg\" alt=\"pimpinella_RC\" title=\"pimpinella_RC\" width=\"620\" height=\"442\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5576\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/pimpinella_RC.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/pimpinella_RC-300x213.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\">articolo pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=5146\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">Rapporto Confidenziale numero21<\/font><\/a> (gennaio 2010), pp.36-42.<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><b><font face=\"Verdana\" size=\"5\">BENNET PIMPINELLA<\/font><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><br \/>\n<\/font><font face=\"Verdana\">Eccentrico e graffiante sperimentatore<\/font><\/b><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><br \/>\ndi Alessio Galbiati<\/p>\n<p>La rete \u00e8 la nuova frontiera del cinema contemporaneo, attraverso la telematica e la digitalizzazione delle informazioni corre, non tanto il futuro della settima arte, ma il suo presente. Dalla nascita nel 2005 di youtube tutto \u00e8 cambiato, speriamo per sempre, nelle modalit\u00e0 di fruizione e creazione delle immagini in movimento. Bennet Pimpinella \u00e8 un artista geniale, classe 1977, ha studiato cinema all\u2019Accademia dell\u2019immagine de L\u2019Aquila e lavora stabilmente nel cinema e nella televisione, \u00e8 fra le altre cose assistente di Vittorio Storaro. Bennet \u00e8 un eccentrico sperimentatore di immagini in movimento, il suo cinema, integralmente visibile dal suo sito, \u00e8 pura gioia per gli occhi e lo spirito. In equilibrio perfetto fra il paradigma analogico e quello digitale \u00e8 un perfetto esempio delle potenzialit\u00e0 messe a disposizione dalla rete per l\u2019espressione del proprio talento creativo.<br \/>\nPi\u00f9 che fare congetture, interpretazioni critiche fini a s\u00e9 stesse, ho voluto dialogare con lui per indagare e dare conto di un talento cristallino ed ancora poco conosciuto.<br \/>\nUna sola avvertenza. L\u2019oggetto di questa intervista sono i film di Bennet Pimpinella, \u00e8 necessario dunque che il lettore li veda, ed \u00e8 per questo motivo che, accanto ai titoli citati, sono presenti i link che rimandono a streaming audiovideo di ottima fattura. L\u2019obiettivo principale di questa intervista \u00e8 infatti proprio quello di offrire ai lettori di Rapporto Confidenziale le visioni eccentriche e graffianti di Bennet Pimpinella.<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\"><span style=\"font-size: 8pt\"><br \/>\n<b>BENNET PIMPINELLA link: <\/b><a href=\"http:\/\/www.bennetpimpinella.com\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">bennetpimpinella.com<\/font><\/a><font color=\"#3399FF\"> <\/font>\u2022 <a href=\"http:\/\/www.myspace.com\/bennetpimpinella\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">myspace.com\/bennetpimpinella<\/font><\/a><font color=\"#3399FF\"> <\/font>\u2022 <a href=\"http:\/\/www.vimeo.com\/bennetpimpinella\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">vimeo.com\/bennetpimpinella<\/font><\/a><font color=\"#3399FF\"> <\/font>\u2022 <a href=\"http:\/\/www.myspace.com\/bennetpimp\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">myspace.com\/bennetpimp<\/font><\/a><font color=\"#3399FF\"> <\/font>\u2022 <a href=\"http:\/\/imdb.com\/name\/nm2895305\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">imdb.com\/name\/nm2895305<\/font><\/a><font color=\"#3399FF\"> <\/font>\u2022 <a href=\"http:\/\/www.burningemina.com\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">burningemina.com<\/font><\/a><font color=\"#3399FF\"> <\/font>\u2022 <\/span><\/font><a href=\"http:\/\/www.mammam.org\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\" face=\"Verdana\"><span style=\"font-size: 8pt\">mammam.org<\/span><\/font><\/a><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><b>ALESSIO GALBIATI: Partiamo da <i>Romborama<\/i> [<a href=\"http:\/\/vimeo.com\/6419834\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">guarda il video<\/font><\/a>], il videoclip che hai realizzato per il duo elettronico The Bloody Beetroots\u2026 ovviamente quel che mi ha colpito \u00e8 la tecnica utilizzata, il metodo di lavoro artigianale praticato col tuo cinema\u2026 vorrei sapere che genere di strumenti ti sei auto costruito per giungere a quel risultato\u2026.<br \/>\nInsomma qual \u00e8 il tuo metodo di lavoro, partendo proprio da <i>Romborama<\/i>?<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: <i>Romborama<\/i> \u00e8 la sintesi di dieci anni di studio. Tutti i miei precedenti lavori si chiamavano appunto STUDIEN, erano esercizi di stile che nascevano dalla mia esperienza presso l\u2019Accademia dell\u2019immagine de L\u2019Aquila, una scuola di cinema prettamente votata alla pratica cinematografica che scelsi in alternativa al DAMS proprio perch\u00e9 gi\u00e0 dal primo anno ti mette in mano una telecamera. Gi\u00e0 al primo anno siamo stati chiamati a realizzare un cortometraggio e, confrontandomi con i 30 colleghi, mi sono accorto di possedere un\u2019attitudine ironica, eccentrica. Tutti avevano realizzato storie d\u2019amore, horror, dialoghi su dialoghi, cose a mio modo di vedere piuttosto prevedibili\u2026 io invece mi sono messo ad animare oggetti, ed ho trovato immediatamente una delle fissazioni che continuo ad avere a distanza di anni e che trova sempre in qualche modo la strada per infilarsi nei miei lavori: i cessi, il bagno. Ho sempre voluto far muovere oggetti, ad esempio in <i>Strange pots<\/i> [2001 &#8211; <a href=\"http:\/\/vimeo.com\/6230594\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">guarda il video<\/font><\/a>], che \u00e8 stato uno dei miei primi video con i cessi, ho iniziato a fare stop motion a passo uno\u2026 l\u2019ho fatto in una maniera follemente inconsapevole, spontanea. All\u2019epoca non conoscevo nulla, non aveva mai visto niente; gli Autori li ho studiati dopo, verso il terzo e quarto anno. Succedeva che i miei compagni di corso ed amici vedendo i miei lavori mi dicevano che quel tipo di cose era molto simile al cinema sperimentale degli anni dieci\u2026 a L\u2019Aquila non avevo un computer ed ovviamente non utilizzavo internet.<br \/>\nPoi ho iniziato a studiare, ed ho scoperto autori come Oskar Fischinger e Hans Richter.<br \/>\nLa cosa per me sconvolgente \u00e8 stata quando mi sono trasferito a Roma ed ho avuto per la prima volta internet: ho scoperto autori che cent\u2019anni fa facevano della roba \u201cdella Madonna\u201d con pochissimi mezzi. Per me \u00e8 stata come una rivelazione, uno stimolo per iniziare a sperimentare davvero.<br \/>\nLa mia prima fase \u00e8 stata tutta dedicata alla stop motion: facevo muovere qualsiasi cosa. La statuetta di Padre Pio, ed un sacco di cose cos\u00ec; tutto con una estetica piuttosto trash.<br \/>\nPoi ho scoperto i filmini amatoriali in Super8, mi sono innamorato dei mercatini ed ho incominciato a vagare in qualsiasi bazar a cielo aperto a comprare proiettori Super8, pellicole e telecamere.<br \/>\nQui a Roma ci sono gli zingari, tempo fa molti pi\u00f9 che oggi, che recuperano dai secchi dell\u2019immondizia qualsiasi cosa e molte volte mi \u00e8 capitato di ritrovare, tramite loro, buste intere di pellicole, con tutti i classici filmini amatoriali di una famiglia; cio\u00e8 la gente butta via interi archivi di immagini della propria famiglia senza nemmeno badarci. Insomma mi compravo questi filmini e me li portavo a casa per farci tutte le mie prove. Questi filmini non li guardavo nemmeno, iniziavo subito a lavorarli senza sapere cosa contenessero di preciso, sceglievo istintivamente una pizza di tre minuti e incominciavo a graffiare. Dopo due mesi di graffio passavo la pellicola al telecinema fatto in casa. Ovviamente all\u2019epoca il tutto era limitato, nel senso che ogni pellicola aveva una sola tecnica, a differenza di <i>Romborama<\/i> che sullo stesso fotogramma ne contiene parecchie. In un fotogramma di <i>Romborama<\/i> c\u2019\u00e8 il colore, il graffio e quattro o cinque elementi di elettraset, che sono praticamente i trasferelli utilizzati dai geometri negli anni settanta e ottanta per piantine e progetti architettonici.<br \/>\nUtilizzavo insomma su ogni pellicola una tecnica diversa, tecniche che sono confluite in <i>Romborama<\/i>, che a tutti gli effetti \u00e8 la somma di questo mio personalissimo percorso. \u00c8 stato talmente difficile lavorare sul Super8 che quando con <i>Romborama<\/i> mi sono trovato a maneggiare della pellicola 35mm mi \u00e8 sembrato tutto relativamente semplice, bello e stimolante. Lavorando il 35mm potevo immaginare con chiarezza il risultato in proiezione, cosa impossibile con il microscopico formato Super8, e questo fatto mi ha aperto possibilit\u00e0 narrative praticamente impossibili nella logica astratta del piccolo formato.<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><br \/>\n<object width=\"620\" height=\"349\"><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/vimeo.com\/moogaloop.swf?clip_id=6419834&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ffffff&amp;fullscreen=1\" \/><\/object><br \/>\n<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><b>ALESSIO GALBIATI: Con il Super8 eri costretto ad una logica astratta proprio per via delle dimensioni ridotte della pellicola.<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Oramai il mio occhio si \u00e8 abituato a capire le immagini della pellicola in Super8, ma un occhio non allenato fa una fatica dannata a provare ad indovinare cosa dar\u00e0 in proiezione quel briciolo di pellicola impressa. Con il Super8 seguivo il contorno delle figure, a volte seguivo un braccio che alla fine scoprivo essere un\u2019ombra.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Ad esempio per\u00f2 in<i> Sarajevo some other city<\/i> [<a href=\"http:\/\/vimeo.com\/5783555\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">guarda il video<\/font><\/a>], lavoro che mi \u00e8 piaciuto davvero molto [presente nella CINETECA di RC &#8211; <a href=\"http:\/\/vimeo.com\/channels\/cineteca\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">link<\/font><\/a>], hai creato un primo blocco di immagini composte da graffi su Super8 che seguono la composizione dell\u2019immagine in maniera assai pi\u00f9 \u201cnarrativa\u201d di altre tue realizzazioni. Mi racconti un po\u2019 la storia di questo lavoro, che di tutta evidenza \u00e8 fra i pi\u00f9 complessi fin qui da te realizzati?<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Sono stato invitato da un\u2019Universit\u00e0 di Sarajevo, che ora proprio non ricordo, ad un workshop dedicato alle arti (fotografia, pittura, video, architettura) in cui mi \u00e8 stato richiesto di raccontare Sarajevo con i miei occhi. A differenza di tutti gli altri lavori con Sarajevo ho fatto un qualcosa a 360 gradi. Sono partito dall\u2019Italia con il mio proiettore Super8, mi sono portato i miei attrezzi, il tavolo luminoso e mi sono chiuso nell\u2019albergo ed ho subito capito cosa dovevo fare. Giravo per la citt\u00e0 insieme ad un mio amico fotografo (Alessandro Chiodo) e fermavo la gente con la scusa di volergli fare delle foto, a quel punto posizionavo una telecamera con cavalletto in asse alla persona che si era fermata immobile di fronte alla macchina fotografica; rubavo insomma queste pose statiche ed attraverso questi ritratti in video ho raccontato la citt\u00e0; questo perch\u00e9 credo che un volto silenzioso possa raccontare una terra assai meglio di molte immagini ad effetto. Intanto per Sarajevo avevo recuperato un home movies di una vacanza jugoslava del 1972 di una famiglia italiana. In questo caso ho visionato la pellicola con attenzione, questo per via dei tempi strettissimi della mia permanenza l\u00ec, dovevo sapere cosa graffiare, non potevo permettermi passi falsi.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Volevo proprio dire che in <i>Sarajevo some other city<\/i> si nota proprio questo tuo seguire l\u2019immagine; come a dire che il lavoro in questione \u00e8 decisamente \u201cmaturo\u201d\u2026<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Come si dice a Roma \u201cme la sono sentita galla\u201d, sono andato l\u00ec con le idee chiarissime su quel che avrei fatto.<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><br \/>\n<object width=\"620\" height=\"465\"><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/vimeo.com\/moogaloop.swf?clip_id=5783555&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=3399ff&amp;fullscreen=1\" \/><\/object><\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: In questo lavoro ricorri pure ad una narrazione, fai uscire i personaggi dell\u2019home movies nella Sarajevo degli anni duemila. Sei tu stesso che con indosso una tutina rossa, che ricorda l\u2019abito d\u2019una donna dell\u2019home movies, passeggi nella citt\u00e0 contemporanea (ripreso sempre in Super8) che dialoga in montaggio alternato con la Sarajevo degli anni settanta del filmino amatoriale.<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Ho continuato il viaggio di quella signora degli anni settanta nel 2008, facendo una performance artistica &#8211; chiamiamola cos\u00ec &#8211; nelle stessa piazza del filmino\u2026 trent\u2019anni dopo. Quando l\u2019ho proiettato nella sala dell\u2019universit\u00e0 la gente stava a pi\u00e0gne.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: \u00c8 un lavoro completo.<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Non ho voluto usare solo la pellicola, ma tutto. Dal suono alla performance, il montaggio e la fotografia, i graffi ed il Super8, e tanto tantissimo ancora\u2026 con spirito artigianale e giocoso.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: La domanda pi\u00f9 banale ed alla fine inevitabile: come mai questa scelta di utilizzare la pellicola in piena epoca digitale? Ti faccio questa domanda rendendomi comunque chiaramente conto che nei tuoi lavori digitale ed analogico tendono a dialogare senza alcun imbarazzo, frutto d\u2019una qualche ortodossia analogica\u2026 quando il digitale ti serve lo utilizzi.<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: All\u2019Accademia tutti erano intrippatissimi con l\u2019elaborazione digitale dell\u2019immagine: modelli 3D e grafica vettoriale; io invece ho voluto fare un percorso inverso, ho voluto studiare il cinema delle origini, in particolare del primo decennio del \u2018900. Il digitale lo uso quando mi serve, ho bisogno del mio film in digitale per poterlo mettere su internet, quindi mi faccio il telecinema per poter far vedere i miei lavori. Le pellicole in Super8 che trasformo in digitale non le monto, cio\u00e8 non faccio un montaggio dopo averle digitalizzate, le organizzo con della musica ma senza fare montaggio. Stan Brakhage non ci metteva neanche il valore aggiunto della musica\u2026<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Il tuo lavoro esiste in formato digitale. Il tuo lavoro concluso non sta sulla pellicola\u2026<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Il lavoro finito \u00e8 in digitale, ma ho sempre il master in pellicola. Ho il mio archivio, con i lucchetti e tutto.<br \/>\nGuarda\u2026 lavorare con la pellicola ha sconvolto la mia vita. Per realizzare <i>Romborama<\/i> ci ho messo due mesi e mezzo. Due mesi e mezzo vuol dire che in una notte riesco a fare cento fotogrammi e per farlo non devo avere alcuna interferenza con il mondo esterno. Per seguire un filo logico, un segno, devo essere c-o-n-c-e-n-t-r-a-t-o. Lavoro di notte perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nessuno che mi pu\u00f2 interrompere, lavoro dalle tre del pomeriggio fino alle sei di mattina quando faccio questo tipo di lavori sulla pellicola. Voglio continuare a fare artigianato per essere diverso dagli altri.<br \/>\nQuello che fai con un computer in due giorni, io lo faccio in due mesi e mezzo e questa \u00e8 la cosa che mi fa battere il cuore, che mi fa sentire diverso da tutti gli altri. Con After Effect quello che faccio io lo ottieni semplicemente mettendo tutto in Chroma. Voglio distinguermi perch\u00e9 faccio una cosa che fanno pochissime altre persone.<br \/>\nQuando mi chiedono consigli di fotografia io consiglio sempre di partire con una Reflex in bianco e nero, fare delle prove sulla propria pelle, spendere soldi, aspettare l\u2019emozione di vedere le fotografie. Voglio conoscere quello che c\u2019\u00e8 prima per poter arrivare ad utilizzare il digitale con una mentalit\u00e0 pi\u00f9 aperta e soprattutto con consapevolezza.<br \/>\nQuando arriver\u00e0 il momento cambier\u00f2, perch\u00e9 non posso assolutamente andare avanti tutta la vita a graffiare pellicola.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Ti sei innamorato di questa tecnica e con essa cerchi la strada per affermare la tua individualit\u00e0.<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Per cercare un mio segno riconoscibile. Prima di arrivare al graffio ho provate tutte le tecniche di animazione. Ho provato lo schermo di spilli di Alexander Alexeieff (celebre la sequenza da lui realizzata per il film del 1962 diretto da Orson Welles <i>Le Proc\u00e8s<\/i>, ndr), ho provato i quadri animati, il vetro retro illuminato, la stop motion\u2026 ho fatto pure la tesi sulla stop motion! Ho provato un\u2019enormit\u00e0 di tecniche fino a quando non ho trovato il mio segno, e da l\u00ec ho incominciato a graffiare le pellicole.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: In questi tuoi graffi c\u2019\u00e8 tutto il trasporto con il quale vivi la tua arte, i tuoi segni sono davvero pezzi della tua stessa individualit\u00e0, per te l\u2019arte sembra davvero essere strumento identitario, tant\u2019\u00e8 che poni proprio il tuo corpo al centro film. Te stesso nei tuoi film.<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Io ci sono nei miei film perch\u00e9 da quando mi sono trovato a fare animazione non ho mai avuto un compare che potesse farmi da attore; tutti i miei cortometraggi li ho fatti da solo. Nessuno ti sta dietro dieci notti a fare il pazzo. Uso la mia figura perch\u00e9 nessuno mi sta dietro.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Mi aspettavo questa risposta, \u00e8 chiaro. Un cinema artigiano fa tutto in casa e da solo.<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Ora che un certo riscontro ce l\u2019ho sto trovando persone che mi aiutano, vedo la gente che si sta appassionando. Dato che sono un egocentrico comunque ho iniziato un progetto che si chiama <i>Double Mask<\/i> [<a href=\"http:\/\/www.myspace.com\/thedoublemask\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">link<\/font><\/a>] in cui mi metto della calze a righe in testa e vago come un pazzo in mezzo alle persone, una cosa fatta per prendere in giro tutto questo filone di dj che suonano mascherati.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Farai una serie di video con questi due super eroi?<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Senza nulla di prestabilito facciamo delle specie di performance in mezzo alle persone, per giocare un po\u2019 con le nuove telecamere che di continuo vengono messe sul mercato. Quindi \u00e8 una cosa che non c\u2019entra con i \u201cgraffi\u201d, \u00e8 un gioco.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Parlami di Burning Emina [<a href=\"http:\/\/tinyurl.com\/ydf6tf7\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">link<\/font><\/a>], cos\u2019\u00e8?<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: \u00c8 un progetto che non ho ancora finito perch\u00e9 sono milioni di fotogrammi. Mi avevano invitato al Festival Mediterraneo a Bari per presentare Sarajevo, e siccome non sapevo cosa fare mi sono inventato questa cosa per sconvolgere un po\u2019 il festival. Mi sono disegnato una croce sul petto con un pennarello e sono andato in giro, con una Super8 e delle pellicole, a chiedere alle persone di rimanere a petto nudo e di farsi disegnare una croce sul petto\u2026 la prima ragazza mi ha detto s\u00ec, la seconda pure, la terza anche e cos\u00ec via\u2026 alla fine ho raccolto un sacco di materiale. \u00c8 successo per\u00f2 che nel viaggio di ritorno mi si \u00e8 rotta la macchina da presa e da qui mi \u00e8 venuta voglia di completare il lavoro. A Roma allora sono ripartito con la mia coinquilina, poi siamo scesi di sotto, sempre a petto nudo e sempre con la croce sul petto, siamo andati ad un bar ed altre due ragazze si sono aggregate\u2026 insomma, te la faccio breve, ci siamo incamminati praticamente in corteo verso il centro e si sono aggregate un sacco di donne: bianche, nere, giovani, anziane\u2026 du\u2019 gemelle! Tutte con le tette fuori!<br \/>\nL\u2019idea \u00e8 che le facevo spogliare, gli mettevo il nastro adesivo sul corpo, e poi con un pennarello nero disegnavo i bordi di questa croce. Ora sulla pellicola, frame by frame, con il mio ago graffio il segno della croce. La pellicola finir\u00e0 con tutte queste croci su tette di donne. Le tette, le croci\u2026<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: \u2026e Roma!<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: (ride) Ora mi piacerebbe proporre questo lavoro ai Justice, che hanno nella croce il loro simbolo distintivo. Questo perch\u00e9 mi sono rotto di fare lavori solo per me e i miei amici in rete. Vorrei arrivare a loro per poter avere visibilit\u00e0 internazionale. Sono convinto che <i>Burning Emina<\/i> sar\u00e0 un lavoro fortissimo, magari in Italia non se lo cagher\u00e0 nessuno ma sono sicuro che fuori piacer\u00e0.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Il tuo cinema, o se preferisci i film che hai fatto, li hai condivisi tutti su vimeo e sul tuo sito. Trovo questa cosa molto interessante dato che fino a pochissimi anni fa (youtube ha iniziato le sue \u201ctrasmissioni\u201d nell\u2019aprile del 2005) per un filmmaker era difficilissimo riuscire a far vedere i propri lavori quando ancora il suo nome non si era affermato. Che tipo di feedback stai avendo? E soprattutto che tipo di feedback stai avendo ora che una tua creazione \u00e8 veicolata dalla notoriet\u00e0 dei The Bloody Beetrots?<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Ad inizio 2009 mi sono innamorato delle musica dei The Bloody Beetrots, li ho contattati e fortunatamente Bob Rifo (mente pensante dei Bloody Beetrots, ndr) ha ricambiato questo mio entusiasmo chiedendomi di fare qualcosa insieme a loro. Questa sinergia mi ha fatto capire che la mia tecnica pu\u00f2 diventare, all\u2019interno di un determinato circuito, commerciale\u2026 cio\u00e8 appetibile, interessante e funzionale ad un certo tipo di discorso.<br \/>\nSe facevo <i>Romborama<\/i> da solo avrei avuto duemila visite!<br \/>\nFeci anche due lavori per Bugo, <i>ROMA<\/i> [<a href=\"http:\/\/vimeo.com\/6234734\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">guarda il video<\/font><\/a>] e <i>Oggi \u00e8 morto Spock<\/i> [<a href=\"http:\/\/vimeo.com\/6237948\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">guarda il video<\/font><\/a>]\u2026 ma questi non ti pagano\u2026 io ho accettato lo stesso ma ho chiesto carta bianca. Scusami se parlo di pagare, ma oggi come oggi nessuno vuole pi\u00f9 pagare!<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><object width=\"620\" height=\"465\"><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/vimeo.com\/moogaloop.swf?clip_id=6234734&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=3399ff&amp;fullscreen=1\" \/><\/object><br \/>\n<br \/>\n&nbsp;<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><b>ALESSIO GALBIATI: Faccio questo tipo di interviste perch\u00e9 mi piace conoscere le traiettorie di chi sta cercando di farsi strada. Io ho la tua et\u00e0 e quindi vivo la tua stessa realt\u00e0. Quando parliamo di cinema, di immagini in movimento, spesso abbiamo la tendenza ad astrarre questo ambito dal resto del nostro tempo, quando invece il cinema \u00e8 nella societ\u00e0 e nel tempo allo stesso modo di qualsiasi altra cosa della vita. Le professioni del cinema hanno i medesimi problemi di altre professioni\u2026 C\u2019\u00e8 la crisi del cinema italiano?! Direi che c\u2019\u00e8 la crisi dell\u2019Italia, non tanto del cinema.<br \/>\nConsiderazioni a parte, volevo sapere, tenendo conto del fatto che tutto il tuo cinema \u00e8 visibile online, visibile anche proprio per farti conoscere, vedere, notare\u2026 volevo sapere come ti relazioni al giudizio dello spettatore?<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Di quello che penseranno le persone che vedono il mio lavoro non mi interessa. Non ho mai pensato al pubblico.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Te lo domando perch\u00e9 i tuoi video sono pieni di provocazioni, volevo comprendere se il gusto della provocazione \u00e8 in te spontaneo, o comunque ludico, oppure se \u00e8 una scelta deliberata per catturare l\u2019attenzione?<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Nasce assolutamente spontaneo in me, io sono proprio cos\u00ec! se esco di casa sono cos\u00ec: un ragazzo terribile (ride). Sono una persona egocentrica. In tutti i miei lavori c\u2019\u00e8 sempre qualcosa di terribile. Pure in <i>Romborama<\/i>\u2026 mi sono messo sul cesso. Ho fatto un videoclip che ad oggi \u00e8 stato visto da quarantamila persone e quello che si pulisce con la carta igienica sono io! Lo faccio perch\u00e9 quello sono io! Come Hitchcock che nei suoi film compare sempre, anch\u2019io &#8211; nel mio piccolo &#8211; voglio esserci nei miei lavori. Ci devo essere!<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Quando non fai il tuo cinema, qual \u00e8 la tua attivit\u00e0, ho visto che lavori nel cinema; me ne vuoi parlare?<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Nella vita reale per trovare i soldi per vivere faccio l\u2019operatore per la televisione e da quando sono uscito dall\u2019Accademia collaboro con Vittorio Storaro\u2026 lavoro per lui, faccio l\u2019operatore, carico e scarico i magazzini in 35mm\u2026 sto facendo il classico percorso da gavetta: ubbidire, non rispondere\u2026 ma quella \u00e8 tutt\u2019altra cosa.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Trovo davvero molto interessante che tu faccia sperimentazione, solitamente chi gravita attorno al mondo del cinema difficilmente percorre questa strada\u2026<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Io faccio il mio personalissimo percorso. Questa estate mi hanno proposto una fiction di sei mesi dove mi davano mille euro a settimana per fare questa fiction de m\u00e9rda, io l\u2019ho rifiutata nonostante il fatto che quei soldi mi avrebbero messo a posto per un sacco di tempo; ho rifiutato per fare <i>Romborama<\/i> che poi \u00e8 un lavoro che ho fatto gratis!!! Preferisco fare il mio cinema, la tela, il mio studio. Io me ne sono andato la Lanciano, il posto dove sono nato, perch\u00e9 non volevo un futuro in fabbrica e poi che faccio? vengo a Roma per fare l\u2019operaio nel cinema? Il cinema \u00e8 una macchina infame perch\u00e9 ti danno sette-ottocento euro a settimana, una cifra che fa gola a tutti, per\u00f2 le persone poi vogliono sempre pi\u00f9 soldi. A me \u00e8 capitato di andare a fare il reality <i>La Talpa<\/i>\u2026 se mi capita un reality che mi permette di viaggiare e fare cose interessanti lo faccio\u2026 ma se devo fare l\u2019operaio a Roma io continuer\u00f2 a graffiare la mia pellicola. Questa \u00e8 la cosa che mi fa stare bene.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Quali sono i tuoi artisti di riferimento, del passato come del presente?<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Sono innamorato pazzo del cinema surreale di Stan Brakhage e Zbigniew Rybczy&#324;ski, mentre sui contemporanei credo che vi sia un solo genio che \u00e8 Blu. Su internet vedo moltissima roba interessante, ma non mi ricordo i nomi di queste persone. Uno che mi viene in mente \u00e8 <i>VIDEOGIOCO (loop experiment)<\/i> di Donato Sansone [<a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=lcBSEbhWAfk\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">guarda il video<\/font><\/a>]. Un altro autore che mi fa impazzire \u00e8 Jan Svankmajer, quando l\u2019ho visto per la prima volta nel duemila ho avuto chiaro, chiarissimo, che quel tipo di passo uno era quel che avrei voluto fare.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Fra l\u2019altro lui ha fatto dei lavori per MTV. Per quanto riguarda il tuo stile, hai trovato altre persone che lavorano come te?<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Per fortuna davvero pochissime, nello stesso modo ancora nessuna. Per <i>Romborama<\/i> ho lavorato su quindicimila frame, come ti ho gi\u00e0 detto con una vasta gamma di tecniche: col colore, l\u2019elettraset, con il fuoco, i graffi. Ad oggi su internet non ho trovato nulla di simile al mio lavoro, anche per questo continuo, perch\u00e9 sono uno dei pochi che utilizza questa tecnica, che voglio divenga sempre pi\u00f9 riconoscibile.<br \/>\nPrima facevo i festival ma nessuno mi dava importanza, nessuno capiva il mio lavoro, mi si tacciava d\u2019essere intellettuale\u2026 che io tutto posso essere tranne che un intellettuale. Ad esempio con <i>STUDIE No\u00b08<\/i> [<a href=\"http:\/\/vimeo.com\/6231820\" style=\"text-decoration: none\"><font color=\"#3399FF\">guarda il video<\/font><\/a>] la gente ci vedeva una poesia\u2026 ma per me quello era, come tutta le serie STUDIE, solamente una sperimentazione di alcune tecniche. Comunque con i festival non \u00e8 mai successo niente; prima di aver incominciato ad utilizzare internet e prima di aver realizzato questo video per i Bloody Beetroots nessuno mi aveva (quasi) mai cagato. Ora mi arrivano commenti dall\u2019Australia e da mezzo mondo. Sono tutti feedback che arrivano dall\u2019estero, solo un italiano ha commentato e mi ha detto che \u00e8 un lavoro pessimo!<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Diciamo che con questa intervista risollevo la media degli italiani!<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Quando ho ricevuto la tua mail, dove mi hai dimostrato interesse e mi hai detto che i miei lavori ti piacevano, ne sono stato molto felice\u2026 Sono cose che ti risollevano e ti rendono felice. Perch\u00e9 la maggior parte delle persone vede <i>Romborama<\/i>, che ha anche una musica un po\u2019 difficile, per \u201cgiovani drogati\u201d, non capisce il tipo di lavoro che \u00e8 stato fatto. Anche per questo motivo ho realizzato un backstage (del quale sto finendo con un amico il montaggio), cos\u00ec da far capire come lavoro, quanto tempo ci vuole per ottenere quei risultati.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Su quali nuovi progetti stai lavorando?<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Dal 23 di gennaio girer\u00f2 il nuovo video dei Bloody Beetroots, sar\u00e0 la storia di un Generale anarchico e per la prima volta mi ritrover\u00f2 a lavorare con degli attori, con una troupe, elettricista, macchinista, trucco e parrucco. Sar\u00e0 la mia prima esperienza di regia. Sar\u00e0 una nuova sfida, sono curioso pur\u2019io di vedere cosa ne verr\u00e0 fuori.<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><br \/>\n<object width=\"620\" height=\"310\"><param name=\"allowfullscreen\" value=\"true\" \/><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\" \/><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/vimeo.com\/moogaloop.swf?clip_id=9559794&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=3399ff&amp;fullscreen=1\" \/><\/object><br \/>\n<br \/>\n&nbsp;<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><b>ALESSIO GALBIATI: Il mondo dei videoclip \u00e8 piuttosto complesso, \u00e8 difficile farsi pagare imponendo un proprio particolarissimo stile, ovviamente prima di essersi affermati ad un certo livello, da quel che hai raccontato, tendono a \u201ctenerti per le palle\u201d\u2026 cio\u00e8 ti fanno fare quello che vuoi ma non pagano. Penso per\u00f2 che la tua tecnica potrebbe essere davvero ideale per la realizzazione dei titoli di testa dei film, troppo spesso anonimi e piatti, che ne pensi?<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: In Italia chi ha ben lavorato in questa direzione \u00e8 stato Gianluigi Toccafondo, per capirci quello della pubblicit\u00e0 della Sambuca piuttosto che la sigla della Fandango\u2026 lui, con la tecnica del vetro retroilluminato e dell\u2019animazione su carta, in Italia ha fatto praticamente tutto. Mi \u00e8 stato proposto di fare cose di questo tipo, ma non si rendono conto del tempo che ci vuole. Tempo fa mi ha contattato un regista che doveva fare un documentario sui Negroamaro e mi ha chiesto di fargli dieci videoclip, praticamente tutto il live, in Super8 e graffiato\u2026 Senza rendersi minimamente conto di quanto tempo ci avrei potuto mettere. Io ci metto tre anni, divento cieco e matto per fare uno sforzo del genere!<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Vengono richiesti tempi di produzione su di uno standard digitale, senza comprende la natura della tua tecnica che \u00e8 assolutamente artigianale.<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Se non sono motivato io non lavoro.<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Hai mai fatto proiezioni direttamente dalla tua pellicola, senza passare per la postproduzione digitale?<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Non lo posso fare perch\u00e9 i Super8 che utilizzo, essendo vecchi, sono tutti rovinati. Quando faccio il telecinema queste pellicole si logorano, e nel momento in cui le faccio passare nel proiettore Super8 le perforazioni a lato dell\u2019immagine tendono a distruggersi. Non mi posso permettere di rovinarle oltremodo. I primi lavori che ho fatto si sono frantumati durante il telecinema, li conservo ma sono tutti spaccati. All\u2019inizio utilizzavo lo spray e mi sono accorto che cos\u00ec facendo la pellicola si irrigidiva, poi ho usato il fuoco e mi sono accorto che la pellicola si deformava ed oltretutto faceva perdere la messa a fuoco in proiezione\u2026<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Insomma il tuo \u00e8 proprio un gran lavoro, gi\u00e0 quel che sei riuscito a realizzare fino ad oggi \u00e8 assolutamente notevole. Pi\u00f9 avrai la possibilit\u00e0 di lavorare con la pellicola 35mm pi\u00f9 sar\u00e0 facile, perch\u00e9 ti sei fatto le ossa con un metodo di lavoro quasi impossibile.<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: Con il 35mm ho lavorato solo in <i>Romborama<\/i> e la storia di questa produzione \u00e8 incredibile\u2026 la pellicola praticamente l\u2019ho recuperata in una maniera non troppo convenzionale che non ti racconto perch\u00e9 credo sia un reato, l\u2019ho recuperata e sono pure riuscito a farmela stampare praticamente a costo zero, altrimenti non ce l\u2019avrei fatta. Grazie ad amici che lavorano come me nel cinema sono riuscito pure ad utilizzare una macchina da presa per 35 ed abbiamo girato tutto in pochissimo tempo, mettendoci delle maschere in testa e facendo tutto veloce&#8230; Se ci fai caso noterai che l\u2019abbiamo girato in un magazzino di uno studio cinematografico. Pellicola, stampa, sviluppo e riprese, tutto in 35 e tutto a costo zero! \u00c8 stato tutto perfetto, altrimenti avrei speso come minimo settemila euro. Ho girato e fatto sviluppare una pizza di pellicola: undici minuti con dodici stacchi!<br \/>\nQuindi le riprese non erano pre-ordinate, ho fatto tutto istintivamente, proprio per questo \u00e8 stato incredibile scoprire che l\u2019estetica del mio videoclip era davvero cos\u00ec vicina a quella dei Bloody Beetroots, talmente vicina che la copertina del loro disco \u00e8 un disegno, di Tanino Liberatore, in cui c\u2019\u00e8 un uomo mascherato seduto sul cesso. La stessa cosa del mio video!<br \/>\nSe poi pensi che il video l\u2019ho fatto senza concordare nulla con loro, direi proprio che la cosa ha del miracoloso. Dopo che Bob Rifo mi aveva detto che da parte loro c\u2019era la voglia di farmi fare un videoclip io sono partito ed ho fatto senza chiedergli nulla, senza che nemmeno sapessero che avevo iniziato. Due mesi dopo il primo contatto lui mi telefona e mi dice che era arrivato il tempo di ragionare su di un videoclip. Io gli ho detto: \u201cGuarda che il vostro video l\u2019ho gi\u00e0 fatto, lo finisco e ve lo mando!\u201d. Li ho folgorati!<\/p>\n<p><b>ALESSIO GALBIATI: Fantastico! Qual \u00e8 il tuo rapporto con il cinema? intendo come spettatore? E soprattutto qual\u2019era la tua cultura cinematografica prima di incominciare l\u2019Accademia dell\u2019immagine a L\u2019Aquila?<\/b><\/p>\n<p>BENNET PIMPINELLA: C\u2019ho messo sette anni a fare il geometra, non mi \u00e8 mai piaciuto studiare, non mi piaceva fare niente. Quando ho iniziato l\u2019Accademia al cinema avevo visto solamente <i>Rombo 3<\/i> e <i>Sliding Doors<\/i>; io non vado al cinema, non ci sono mai andato e tutt\u2019ora non ci vado. Poi all\u2019Accademia mi sono appassionato al cinema, a questo mezzo, a questo linguaggio. Quando il mio professore ha visto il mio primo cortometraggio, quello di cui dicevo ad inizio intervista, che era una storia d\u2019amore fra un cesso ed un bidet, quando tutti i miei compagni di corso avevano fatto storie assai pi\u00f9 classiche, mi ha detto \u201cma tu sei scemo!\u201d. Questo commento e le reazioni disorientate dei compagni mi hanno fatto capire che questa era la mia strada.<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/pimpinella_RC_2.jpg\" alt=\"pimpinella_RC_2\" title=\"pimpinella_RC_2\" width=\"620\" height=\"349\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5577\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/pimpinella_RC_2.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/02\/pimpinella_RC_2-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><br \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>articolo pubblicato su Rapporto Confidenziale numero21 (gennaio 2010), pp.36-42. &nbsp; BENNET PIMPINELLA Eccentrico e graffiante sperimentatore di Alessio Galbiati La rete \u00e8 la nuova frontiera del cinema contemporaneo, attraverso la telematica e la digitalizzazione delle informazioni corre, non tanto il futuro della settima arte, ma il suo presente. 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