{"id":5992,"date":"2010-03-30T11:25:03","date_gmt":"2010-03-30T10:25:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=5992"},"modified":"2018-01-29T12:30:41","modified_gmt":"2018-01-29T11:30:41","slug":"frankenstein-james-whale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=5992","title":{"rendered":"Frankenstein > James Whale"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-40648\" src=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Frankenstein-cover.jpg\" alt=\"\" width=\"1112\" height=\"741\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Frankenstein-cover.jpg 1112w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Frankenstein-cover-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Frankenstein-cover-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Frankenstein-cover-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Frankenstein-cover-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Frankenstein-cover-436x291.jpg 436w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Frankenstein-cover-673x449.jpg 673w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Frankenstein-cover-950x633.jpg 950w\" sizes=\"auto, (max-width: 1112px) 100vw, 1112px\" \/><\/p>\n<p>da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=5921\" target=\"_self\">Rapporto Confidenziale numero23 (marzo 2010)<\/a><\/p>\n<blockquote><p>Henry Frankenstein: <em>Look! It\u2019s moving. It\u2019s alive. It\u2019s alive&#8230; It\u2019s alive, it\u2019s moving, it\u2019s alive, it\u2019s alive, it\u2019s alive, it\u2019s alive, IT\u2019S ALIVE! <\/em><br \/>\nVictor Moritz: <em>Henry &#8211; In the name of God!<\/em><br \/>\nHenry Frankenstein: <em>Oh, in the name of God! Now I know what it feels like to be God!<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>Ci sono registi che operano come onesti artigiani, capaci di confezionare con cura un prodotto deciso altrove, e registi che, pur basandosi su sceneggiature altrui e accettando imposizioni produttive, riescono a mettere nei loro film un tocco di autorialit\u00e0 tanto da elevarli dal rango di semplici opere di consumo. \u00c8 stato il caso di Tod Browning (o di Karl Freund) con il suo <em>Dracula <\/em>e ancora pi\u00f9 marcatamente di James Whale con <em>Frankenstein <\/em>e l\u2019ancor pi\u00f9 riuscito seguito <em>The Bride of Frankenstein<\/em>.<br \/>\n<em>Frankenstein <\/em>non \u00e8 uno tra i tanti horror dell\u2019epoca, fatti per spaventare il pubblico e incassare grandi cifre. Anzi s\u00ec, lo \u00e8, ma non \u00e8 solo questo, tanto che \u00e8 capace di affascinare oggi esattamente come ottant\u2019anni fa. Tratto da un adattamento teatrale del romanzo scritto da Mary Shelley nel 1818, il film di James Whale ha pi\u00f9 di una ragione per essere considerato un\u2019icona del genere horror: l\u2019interpretazione sfaccettata di Boris Karloff della creatura e James Whale. Lungi dall\u2019essere un regista di maniera, James Whale vedeva il cinema come arte e il suo film lo dimostra attraverso la cura di ogni dettaglio, tanto da fare impallidire i film girati anche anni dopo sulla base della stessa storia (vedi il film di Branagh del 1994 che, pur tecnicamente ineccepibile, non ha l\u2019anima di questo).<br \/>\nLa storia \u00e8 nota a tutti: il Dottor Frankenstein \u00e8 ossessionato dal desiderio di creare la vita umana. Allontanato dalla scuola in cui studiava a causa dei suoi esperimenti, si trasferisce in un castello bavarese dove continua a sperimentare usando corpi strappati alla terra per crearne un nuovo essere.<br \/>\nL\u2019esperimento ha successo una notte, quando a prendere vita \u00e8 il risultato dalle sembianze umane di una serie di corpi cuciti insieme. La gioia per la riuscita dell\u2019esperimento dura poco: il tempo di notare il temperamento violento e animalesco della creatura, che uccider\u00e0 il suo assistente Fritz (non Ygor come in seguito), per decidere di sopprimerlo. La creatura per\u00f2 \u00e8 scappata e vaga per la campagna circostante.<br \/>\nNei primi tempi del cinema sonoro, Whale usa il suono per aumentare la tensione, per sottolineare gli eventi (e il responsabile del suono, Gilbert Kurland, ottiene una candidatura all\u2019Oscar). Molte le scene chiave del film, con un utilizzo delle luci e delle ombre assolutamente inventivo per il cinema statunitense dell\u2019epoca: quella in cui la creatura si anima sul tavolino operatorio del Dottor Frankenstein \u00e8 certamente una tra le pi\u00f9 famose nella storia del cinema e conserva a tutt\u2019oggi una sua efficacia. Anche la sua prima apparizione \u00e8 di grande effetto, anche perch\u00e9 il regista tiene nascosto fino a quel momento il suo aspetto alla cinepresa. Boris Karloff non viene citato nei titoli di testa (dove appare la dicitura :\u201dIl mostro \u00e8 interpretato da ?\u201d) anche se il suo nome viene svelato in quelli di coda. L\u2019attore, malgrado nel corso del film emetta solo grugniti e versi, riesce a dare una profondit\u00e0 al suo personaggio grazie anche alla mimica facciale, resa su sua richiesta libera da trucchi eccessivamente coercitivi (ad esclusione degli occhi, resi meno visibili da un appesantimento artificiale delle palpebre per volere del regista). La creatura di Karloff \u00e8 densa di contraddizioni: capace di incutere paura ma anche paurosa, forte ma spaurita, soprattutto quando il suo creatore lo disconosce e lui si trova solo ad affrontare un mondo che non conosce. Un\u2019interpretazione intensa, quella di Karloff, che \u00e8 possibile rimarcare soprattutto nella scena in cui affoga la piccola Maria, cui ha dedicato sorrisi fino a poco prima. Una morte, quella della bambina, non frutto di crudelt\u00e0 bens\u00ec di scarsa conoscenza delle caratteristiche umane. Questa scena, caduta sotto le forbici censorie dapprima solo in alcuni stati e quindi totalmente nella riedizione del film nel 1937, \u00e8 stata reintegrata \u2013 anche se mancano alcuni primi piani \u2013 negli anni \u201980.<br \/>\nSe l\u2019interpretazione di Karloff \u00e8 tutta sfumature, lo stesso non si pu\u00f2 dire di Colin Clive e del suo Dottor Frankenstein, che possiede in s\u00e9 l\u2019enfasi teatrale tipica della recitazione cinematografica nella prima era del sonoro.<br \/>\nSe una comparazione tra i due migliori film, con <em>Dracula<\/em>, della serie dedicata ai mostri dalla Universal pu\u00f2 apparire un esercizio ozioso, va comunque notato che <em>Frankenstein <\/em>\u00e8 e rimane l\u2019opera pi\u00f9 solida, anche grazie all\u2019opera da cui \u00e8 tratta. I due personaggi verranno riuniti dalla Universal in <em>House of Frankenstein <\/em>(dove appare anche l\u2019Uomo lupo) e quindi, l\u2019anno seguente, in <em>House of Dracula<\/em>, entrambi diretti da Erle C. Kenton e entrambi prodotti dalla Universal.<br \/>\nJames Whale si trover\u00e0 quattro anni dopo il grande successo del film a dirigerne il seguito <em>The Bride of Frankenstein <\/em>(vedi di seguito articolo di Matteo Contin), considerato addirittura superiore a questo (e, personalmente, concordo). Nel frattempo, per\u00f2, girer\u00e0 un altro classico del cinema \u201cmostruoso\u201d della Universal: <em>The Invisible Man <\/em>.<\/p>\n<p><em>Roberto Rippa<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Frankenstein<\/strong> (1931)<br \/>\nRegia: James Whale; Soggetto: Mary Shelley (tratto dal romanzo omonimo); Sceneggiatura: Garrett Fort, Francis Edward Faragoh (basata sull\u2019adattamento di John L. Balderston. E con il contributo \u2013 non citato nei crediti \u2013 di: Robert Florey e John Russell; Musiche: Bernhard Kaun (non accreditato); Fotografia: Arthur Edeson, Paul Ivano (non accreditato); Montaggio: Clarence Kolster; Interpreti principali: Colin Clive (Henry Frankenstein), Mae Clarke (Elizabeth), John Boles (Victor Moritz), Boris Karloff (il mostro), Edward Van Sloan (Dottor Waldman), Frederick Kerr (Barone Frankenstein), Dwight Frye (Fritz); Paese: USA; Durata: 70&#8242;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_5999\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-5999\" class=\"size-full wp-image-5999\" title=\"Boris Karloff01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Boris-Karloff01.jpg\" alt=\"Un ritratto di Boris Karloff\" width=\"620\" height=\"745\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Boris-Karloff01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/03\/Boris-Karloff01-249x300.jpg 249w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><p id=\"caption-attachment-5999\" class=\"wp-caption-text\">Un ritratto di Boris Karloff<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cronologia della creazione di due \u201cmostri\u201d e della nascita di due capolavori.<\/strong><\/p>\n<p>Il grande successo di <em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=5775\" target=\"_self\">Dracula<\/a> <\/em>di Tod Browning (vedi <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=5533\" target=\"_self\">Rapporto confidenziale numero22<\/a>, febbraio 2010) convince Carl Laemmle Jr. a proseguire sulla strada dell\u2019horror.<br \/>\nNel 1928, Hamilton Deane \u00e8 impegnato con la pi\u00e8ce su Dracula in Inghilterra e, contemporaneamente, porta sui palchi una versione del Frankenstein scritto da Mary Wollstonecraft Godwin (1797 \u2013 1851) &#8211; in seguito Mary Shelley, dal cognome del marito. Il romanzo della Shelley, scritto quando era appena diciottenne e pubblicato anonimamente nella sua prima edizione in Inghilterra, narra di Victor Frankenstein (che nei film verr\u00e0 ridenominato Henry e si trasformer\u00e0 in dottore) che riesce a creare un essere vivente dalle sembianze umane ma molto pi\u00f9 grande e forte di un uomo comune.<br \/>\nNel momento in cui la pi\u00e8ce ottiene enorme successo a Londra nel 1930, sia John L. Baderstone, produttore e attore teatrale inglese gi\u00e0 responsabile dell\u2019adattamento di Dracula per Broadway, e Lammle Jr. aspirano a portarla oltreoceano nella speranza di ripetere il successo ottenuto dall\u2019opera di Bram Stoker.<br \/>\nSar\u00e0 quest\u2019ultimo a comperare i diritti del romanzo per una versione cinematografica. Non sar\u00e0 questa la prima volta che il personaggio inventato da Mary Shelley giunge sullo schermo: la prima versione risale al 1910, un cortometraggio diretto da Thomas Edison, la seconda al 1915, un film muto dal titolo <em>Life Without a Soul<\/em>. Quello della Universal sar\u00e0 per\u00f2 il primo ad avere una voce.<br \/>\nIl francese trapiantato negli Stati Uniti Robert Florey \u00e8 il primo regista ad essere scelto per la realizzazione del progetto. Vi mette mano eliminando tutti i riferimenti filosofici del romanzo e sceglie come protagonista Bela Lugosi, che per\u00f2 rifiuta non volendo reindossare i panni di un mostro dopo <em>Dracula<\/em>.<br \/>\nNessuno dei due far\u00e0 il film. Il motivo per cui il regista venga estromesso non \u00e8 noto, si sa solo che Laemmle Jr. mette il progetto nelle mani di James Whale, reduce dal successo ottenuto dal film bellico <em>Waterloo Bridge <\/em>(<em>La donna che non si deve amare<\/em>, 1931). Florey si rifar\u00e0 di l\u00ec a poco dirigendo <em>Murders in the Rue Morgue <\/em>(<em>Il dottor Miracolo<\/em>, 1932, adattamento di un racconto di Edgar Allan Poe) girato in parte sui set in disuso del film diretto da Whale.<br \/>\nMentre la Universal vede nel ruolo del dottor Frankenstein Leslie Howard, Whale ha in mente Colin Clive, attore di talento che ha gi\u00e0 diretto l\u2019anno prima in <em>Journey\u2019s End<\/em>, ma che \u00e8 inviso alla produzione a causa dei suoi problemi con l\u2019alcol. La spunter\u00e0 lui.<br \/>\nLa sceneggiatura viene adattata da Garrett Fort e Francis Edward Faragoh, che si basano sulla storia adattata nel 1927 per il teatro da Peggy Webling e John L. Baderstone (ma ci ha gi\u00e0 messo mano anche Robert Florey quando ancora sembrava che sarebbe stato lui a dirigere il film).<br \/>\nPer il ruolo della creatura, Whale contatta un giovanissimo John Carradine, che per\u00f2 rifiuta. La sua attenzione si rivolge quindi a un attore inglese dal nome d\u2019arte di Boris Karloff (vero nome: William Henry Pratt, 1887-1969), che al tempo di Frankenstein aveva gi\u00e0 lavorato in un\u2019ottantina di film. Due cose di lui colpiscono Whale e lo convincono a sceglierlo: la struttura ossea del volto e lo sguardo, che il regista trovava \u201csofferente\u201d. Il trucco per la creatura viene studiato da Jack Pierce (ma James Whale se ne attribuir\u00e0 in pi\u00f9 di un\u2019occasione la paternit\u00e0), responsabile delle sembianze del Dracula di Bela Lugosi e di altri mostri della Universal a venire. Molto probabilmente, il risultato \u00e8 frutto di lunghe discussioni tra i due. Il trucco usato per la creatura, con le palpebre appesantite artificialmente per fare apparire lo sguardo meno penetrante, influenzer\u00e0 molti esperti di trucco fino ai giorni nostri, con Rick Baker che lo considera il trucco migliore nella storia del cinema arrivando a dichiarare che non sarebbe mai stato in grado di ottenere un risultato come quello che si vede sullo schermo, ancora di pi\u00f9 considerando gli scarsissimi mezzi dell\u2019epoca.<br \/>\nIl trucco di Karloff richiede dalle tre alle otto ore ogni giorno, altrettante per riportare l\u2019attore al suo stato naturale alla fine di ogni giornata di lavoro. Per evitare che Karloff venga fotografato nei suoi spostamenti nello studio gli viene coperta la testa.<br \/>\nIl risultato dei trattamenti della storia prende pi\u00f9 di una distanza dall\u2019opera originale. La ricca produzione permette anche soluzioni scenografiche (come il laboratorio di Frankenstein), studiate dal regista con il direttore artistico Hermann Rosse e con Charles Hall, che verranno copiate molte volte negli anni. James Whale, inoltre, si ispira al cinema espressionista tedesco, responsabile di un cambiamento fondamentale nel cinema per l\u2019uso di luci e ombre, quando il cinema americano intendeva la luce solo come un mezzo per rendere visibili oggetti e persone al pubblico.<br \/>\nL\u2019audacia della storia provoca fughe di pubblico dalle anteprime e la Universal, per coprirsi le spalle, gira un prologo che mette in guardia gli spettatori pi\u00f9 sensibili. Non solo: viene eliminata anche la battuta di Frankenstein \u201cOra so come ci si sente ad essere Dio\u201d per evitare accuse di blasfemia che hanno gi\u00e0 scatenato i cattolici integralisti di mezza America. Non \u00e8 l\u2019unica scena ad essere tagliata in molti stati: anche quella in cui la creatura butta una bambina in un lago scompare da molte delle copie (verr\u00e0 rimontata, salvo alcuni primi piani andati nel frattempo persi, nel 1987). Non \u00e8 sufficiente: essendo la censura applicata in maniera diversa nei vari stati, si giunse a situazioni paradossali come quella relativa al Kansas, dove il film sub\u00ec ben 32 tagli che ne dimezzarono la durata rendendo la storia incomprensibile.<br \/>\n\u00c8 facilmente immaginabile cosa accadr\u00e0, al momento della riedizione del film nel 1937, sotto il codice Hayes, a una storia il cui personaggio principale ha l\u2019ambizione di sostituirsi a Dio nella creazione della vita.<br \/>\nQuesti scandali per\u00f2 non fecero che del bene al film, che venne preso d\u2019assalto alla sua uscita. Arrivando a superare rapidamente il grande successo di <em>Dracula <\/em>e diventando uno dei film pi\u00f9 visti della stagione 1931-32, con tanto di pubblico in piedi nelle sale delle grandi citt\u00e0.<br \/>\nBoris Karloff &#8211; che diceva di amare il suo personaggio al punto di considerarlo alla stregua di un amico &#8211; riceve grandi plausi e viene paragonato al grande Lon Chaney, paragone che lui rifiuta per modestia.<br \/>\nCuriosamente, trattandosi di un personaggio creato per essere spaventoso, la creatura \u00e8 sempre stata molto apprezzata dai bambini, che in lui sembravano vedere prevalentemente lo spaesamento e l\u2019innocenza. Non \u00e8 cos\u00ec per il pubblico adulto che, non avendo mai visto una figura tanto inquietante sullo schermo, ne rimane terrorizzato.<br \/>\nLa figura di <em>Frankenstein <\/em>rimane ad oggi una tra le pi\u00f9 note ed amate unitamente a quella del <em>Dracula<\/em>, meno facile ad ottenere la simpatia del pubblico rispetto al suo successore, cinematografico. Se oggi il film ha perso molto del suo potere di spaventare, il suo fascino \u00e8 rimasto immutato.<br \/>\nIl genere varato dalla Universal \u00e8 stabilito e le altre grandi case di produzione cercano di entrare nella sua scia: la MGM realizza <em>Freaks <\/em>di Tod Browning, la Paramount <em>Dr. Jekyll and Mr. Hyde<\/em>. diretto da Rouben Mamoulian.<br \/>\nL\u2019espansione del genere aumenta per\u00f2 le feroci critiche nei suoi riguardi anche per l\u2019accusa di rappresentare un cattivo esempio per i giovani. Molte case di produzione faranno un passo indietro, la Universal no.<br \/>\nMentre <em>Frankenstein <\/em>\u00e8 gi\u00e0 consegnato alla storia del cinema, ma al tempo nessuno se ne rende conto, Carl Laemmle Jr. ha appena lasciato la direzione generale della Universal e, con l\u2019ambizione di poter lavorare in modo pi\u00f9 creativo, ha avviato una sua unit\u00e0 produttiva all\u2019interno dello Studio. Il grande successo di <em>Frankenstein <\/em>lo porta a decidere che il seguito del film sar\u00e0 la sua prima produzione autonoma.<br \/>\nMolte idee sul seguito vengono bocciate, molti registi si avvicendando al progetto (tra cui, di nuovo, Robert Florey) per venire regolarmente sostituiti. James Whale, nel frattempo, ha diretto alcuni grandi successi per la Universal: da <em>The Old Dark House <\/em>(<em>Il castello maledetto<\/em>, 1932) a <em>The Invisible Man <\/em>(<em>L\u2019uomo invisibile<\/em>, 1933), diventando uno tra i registi di punta dello Studio a dispetto del fatto che i suoi tentativi di uscire dal genere horror attraverso la commedia <em>By Candlelight <\/em>(<em>A lume di candela<\/em>, 1933) e il dramma <em>One More River <\/em>(1934) avessero ottenuto un\u2019accoglienza tiepida. In quel momento, Whale sta lavorando al progetto di <em>A Trip To Mars<\/em>, film fantastico tratto da un romanzo dell\u2019autore inglese R.C. Sherriff e a dare un seguito a <em>Frankenstein <\/em>non pensa proprio. Sar\u00e0 Laemmle Sr. a sfilargli il progetto tratto da Sherriff di mano per fare un favore al figlio, che lo voleva al lavoro sul seguito.<br \/>\nWhale mette al lavoro sulla sceneggiatura dapprima Sherriff e quindi Balderston. In questa fase, il progetto si intitola <em>The Return of Frankenstein<\/em>. Karloff e Clive vengono richiamati nei ruoli gi\u00e0 sostenuti. Per il ruolo del Dottor Pretorius Whale pensa a Claude Rains e quindi a Bela Lugosi. Il ruolo verr\u00e0 invece assegnato a Ernest Thesiger, gi\u00e0 autore di un libro sul ricamo e uso a vestirsi da donna. Torna anche Dwight Frye (gi\u00e0 Renfield nel <em>Dracula <\/em>di Browning), il cui personaggio di Fritz era morto nel primo film. Qui interpreta il ruolo di Karl.<br \/>\nPi\u00f9 difficile la scelta per il ruolo femminile. Dapprima si pensa all\u2019attrice tedesca Brigitte Helm, gi\u00e0 in <em>Metropolis <\/em>di Lang, ma la scelta cade infine sull\u2019attrice inglese Elsa Lanchester che, oltre ad apparire come moglie di Frankenstein, interpreta nel prologo Mary Shelley. Grazie al successo di <em>Frankenstein<\/em>, il seguito viene girato con maggiori mezzi.<br \/>\nAnche <em>The Bride of Frankenstein<\/em>, questo il titolo definitivo, fronteggia le accuse di blasfemia e, dopo un\u2019anteprima, viene tagliato di ben 15 minuti (le scene tagliate sono ormai considerate perse). Quando esce nel 1935, il film \u00e8 un enorme successo e il responsabile del suono Gilbert Kurland ottiene una candidatura all\u2019Oscar. Nel tempo il seguito \u00e8 stato considerato superiore a <em>Frankenstein<\/em>: la rivista Time lo ha incluso nell\u2019elenco dei 100 migliori film di tutti i tempi.<br \/>\nQuattro anni dopo, Frankenstein avr\u00e0 un figlio in <em>The Son of Frankenstein <\/em>(<em>Il figlio di Frankenstein<\/em>, Rowland V. Lee, 1942. Boris Karloff \u00e8 ancora la creatura, Bela Lugosi Ygor), cui seguir\u00e0 <em>The Ghost of Frankenstein <\/em>(<em>Il terrore di Frankenstein<\/em>, Erle C. Kenton, 1942. Bela Lugosi torna nel ruolo di Ygor, Lon Chaney Jr. \u00e8 la creatura), <em>Frankenstein Meets the Wolf Man <\/em>(<em>Frankenstein contro l\u2019uomo lupo<\/em>, Roy William Neill, 1943. La sceneggiatura \u00e8 di Curt Siodmak. Bela Lugosi \u00e8 il mostro), <em>House of Frankenstein <\/em>(<em>Al di l\u00e0 del mistero<\/em>, Erle C. Kenton, 1944. La storia \u00e8 ancora di Curt Siodmak. Boris Karloff \u00e8 il Dottor Gustav Niemann, Lon Chaney Jr. appare nel ruolo di Lawrence Talbot, John Carradine \u00e8 Dracula), <em>House of Dracula <\/em>(<em>La casa degli orrori<\/em>, Erle C. Kenton, 1945. Lon Chaney Jr. appare nel ruolo di Lawrence Stewart Talbot\/The Wolf Man, John Carradine in quello di Dracula, Glenn Strange \u00e8 il mostro) e quindi l\u2019affettuosa parodia <em>Bud Abbott Lou Costello Meet Frankenstein <\/em>(<em>Il cervello di Frankenstein<\/em>, Charles Barton, 1948. Lon Chaney Jr. torna nel ruolo di Larry Talbot\/The Wolf Man, Bela Lugosi in quello di Dracula, Glenn Strange in quello del mostro).<br \/>\nBoris Karloff indosser\u00e0 i panni del Barone Victor Frankenstein in <em>Frankenstein &#8211; 1970 <\/em>di Howard W. Koch.<br \/>\nCome era gi\u00e0 accaduto con <em>Dracula, <\/em>anche per Frankenstein la casa di produzione inglese Hammer inizier\u00e0 una propria serie composta da <em>The Curse of Frankenstein <\/em>(<em>La maschera di Frankenstein<\/em>, 1957, Terence Fisher. Con Peter Cushing e Christopher Lee nei ruoli, rispettivamente, di Frankenstein e della creatura), <em>The Revenge of Frankenstein <\/em>(<em>La vendetta di Frankenstein<\/em>, 1958, Terence Fisher, con Peter Cushing, sempre presente nella serie ad accezione di <em>The Horror of Frankenstein<\/em>, e Michael Gwynn nel ruolo della creatura), <em>The Evil of Frankenstein <\/em>(<em>La rivolta di Frankenstein<\/em>, 1964, Freddie Francis), <em>Frankenstein Created Woman <\/em>(<em>La maledizione di Frankenstein<\/em>, 1967, Terence Fisher), <em>Frankenstein Must Be Destroyed! <\/em>(<em>Distruggete Frankenstein! <\/em>1969, Terence Fisher), <em>The Horror of Frankenstein (Gli orrori di Frankenstein<\/em>, 1970, Jimmy Sangster. L\u2019unico film della serie a non avere Peter Cushing protagonista, ruolo qui interpretato da Ralph Bates)<em>, Frankenstein and the Monster from Hell <\/em>(<em>Frankenstein e il mostro dell\u2019inferno<\/em>, 1974, Terence Fisher, che vede il ritorno di Peter Cushing).<br \/>\nTra le versioni maggiormente degne di nota dell\u2019opera di Shelley, <em>Frankenstein <\/em>(1994) di Kenneth Branagh (con Robert De Niro nei panni della creatura e il regista in quelli di Victor Frankenstein) e la parodia <em>Young Frankenstein <\/em>(<em>Frankenstein Junior<\/em>, 1974, universalmente considerato il capolavoro di Mel Brooks) con Gene Wilder nel ruolo di Frankenstein, Peter Boyle in quello del mostro, Marty Feldman come Igor, e Cloris Leachman nel ruolo inventato di Frau Bl\u00fccher.<\/p>\n<p><em>RR<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fonti:<\/strong><br \/>\n\u2022 The Frankenstein Files, scritto e diretto da David J. Skal, Universal Home Video, 1999<br \/>\n\u2022 Universal Studios Monsters: A Legacy of Horror, Michael Mallory e Stephen Sommers. Universe, 8 settembre 2009<br \/>\n\u2022 Monsters: A Celebration of the Classics from Universal Studios, Roy Milano, Jennifer Osborne, Forrest J. Ackerman. Del Rey, 26 settembre 2006.<br \/>\n\u2022 Jack Pierce: The Man Behind The Monsters, Scott Essman. CreateSpace, giugno 2000.<br \/>\n\u2022 James Whale: A New World of Gods and Monsters, James Curtis. University of Minnesota Press, ottobre 2003).<br \/>\n\u2022 Recensioni di Roger Ebert (Chicago Sun-Times), James Berardinelli (www.reelviews.net) e Mark Zimmer (www.digitallyobsessed.com)<br \/>\n\u2022 Wikipedia.org \u2022 IMDb.com \u2022 IMDb.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da\u00a0Rapporto Confidenziale numero23 (marzo 2010) Henry Frankenstein: Look! It\u2019s moving. It\u2019s alive. 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