{"id":6356,"date":"2010-04-16T19:37:32","date_gmt":"2010-04-16T17:37:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6356"},"modified":"2010-04-16T19:41:05","modified_gmt":"2010-04-16T17:41:05","slug":"stanley-kubrick-fotografie-1945-1950","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6356","title":{"rendered":"Stanley Kubrick: fotografo 1945-1950"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/stanleykubrick.jpg\" alt=\"stanleykubrick\" title=\"stanleykubrick\" width=\"620\" height=\"401\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6357\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/stanleykubrick.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/stanleykubrick-300x194.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/>\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" size=\"2\"><b>STANLEY KUBRICK: FOTOGRAFO 1945-1950<\/b><\/font><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><\/p>\n<p>Milano, Palazzo della Ragione<br \/>\npiazza Mercanti, 1<br \/>\n16 aprile 2010 &#8211; 4 luglio 2010<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.mostrakubrick.it\">www.mostrakubrick.it<\/a><\/p>\n<p>Mostra ideata e curata da Rainer F. Crone<\/p>\n<p><\/font><font face=\"Verdana\" size=\"2\"><i>&quot;Ho sempre pensato che un\u2019ambiguit\u00e0 credibile, davvero realistica, costituisca la migliore forma di espressione&quot;. <br \/>\n<\/i><\/font><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><br \/>\nL&#8217; amore per il paradosso, per l\u2019ossimoro, per l&#8217;ambiguit\u00e0 \u00e8 una delle cifre dell&#8217;opera di uno dei maggiori registi del &#8216;900: Stanley Kubrick.<br \/>\nMentre molti sono gli appassionati dei suoi film, pochi sapevano, fino a oggi, che, negli anni dell&#8217;immediato dopoguerra Kubrick \u00e8 stato anche un grandissimo fotografo.<br \/>\nDal 1945 al 50 egli lavor\u00f2 infatti per la rivista Look, una pubblicazione ad ampia diffusione pubblicata a New York che si proponeva, negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale, di documentare la vita sociale nell\u2019America del dopoguerra.<br \/>\nA Rainer Crone, curatore di questa mostra e grande studioso di arte contemporanea, si deve la scoperta e lo studio di un complesso di ben 12.000 immagini tratte da questa rivista, che nessuno mai aveva avuto modo di analizzare dal punto di vista critico o storico.<\/p>\n<p>Oggi abbiamo la fortuna di poter presentare al Palazzo della Ragione a Milano non una semplice raccolta delle fotografie di un artista ,per quanto importante, ma una serie di \u2018storie\u2019 narrate per immagini, che costituiscono un corpus storicamente unico, attraverso cui ci \u00e8 possibile leggere, in una forma ben identificabile, lo stile e le capacit\u00e0 da \u2018story teller\u2018 del grande regista. <\/p>\n<p>In particolare, questa raccolta di negativi ci permette di decodificare in modo persuasivo alcuni dei riferimenti culturali che saranno caratteristici anche del Kubrick regista:<br \/>\nInnanzitutto il tema dell\u2019 \u2018estraneazione\u2019 dell\u2019artista rispetto alla propria opera d\u2019arte.<br \/>\nKubrick viveva in una New York in cui Brecht riscuoteva grandi successi con la sua \u2018Opera da tre soldi\u2019. E lo stesso regista, ebreo di origine, non poteva non riconoscersi in quell\u2019aspetto della cultura tedesca che, che va dall\u2019Espressionismo in poi.<br \/>\ne ancora, la certezza che una raffigurazione \u2018stilizzata\u2019 della realt\u00e0 possa essere molto pi\u00f9 efficace di una \u2018naturale\u2019 documentazione. Gi\u00e0 Proust aveva attirato l\u2019attenzione sulla peculiarit\u00e0 di un approccio fotografico alla realt\u00e0 che si risolve in una sorta di \u2018alienazione\u2019 da essa. Alla luce dell\u2019opera successiva di Brecht, tale \u2018alienazione\u2019 finisce per\u00f2 per trasformarsi, nell\u2019opera di Kubrick, nella sperimentazione delle proprie emozioni ed esperienze di fronte al frammento di realt\u00e0 inquadrato dalla macchina fotografica.<br \/>\ne infine, l\u2019interesse fortissimo gi\u00e0 nel giovane Kubrick, nel rappresentare tutto ci\u00f2 che non \u00e8 ancora certo e ben definito, il fascino che su di lui esercita tutto ci\u00f2 che non \u00e8 pi\u00f9 e non \u00e8 ancora. Caratteristica specifica, peraltro, di una cultura americana che si sta affermando nella propria originalit\u00e0 e nel proprio tentativo di distaccarsi da quella europea. <\/p>\n<p>Una serie di racconti per immagini dunque che vengono presentate al pubblico italiano, con la certezza che, al di l\u00e0 dell\u2019interesse storico-artistico della scoperta, esse consentano ai tanti appassionati dell\u2019opera di Stanley Kubrick di ritrovare in esse, in luce, tutta la capacit\u00e0 narrativa, il senso dell\u2019humor e la forza visionaria del grande regista.<br \/>\n<b>Per la prima volta al mondo, una mostra indaga un aspetto finora poco conosciuto della carriera di Stanley Kubrick. Dal 16 aprile al 4 luglio 2010, a Palazzo della Ragione di Milano saranno esposte oltre 200 fotografie, molte delle quali inedite e stampate dai negativi originali, realizzate da Stanley Kubrick dal 1945 al 1950 quando, a soli 17 anni, venne assunto dalla rivista americana Look. <\/b> <br \/>\nL\u2019esposizione, curata da da Rainer Crone \u00e8 stata realizzata dal Comune di Milano -Cultura e da Giunti Arte mostre musei.<br \/>\nLa mostra \u00e8 stata prodotta in collaborazione con il Museum of the City of New York e la Library of Congress di Washington, che custodiscono un patrimonio ancora sconosciuto di oltre 20.000 negativi di Stanley Kubrick che gi\u00e0 giovanissimo, a soli 17 anni, era gi\u00e0 un grande fotografo in grado di documentare la vita quotidiana dell\u2019America dell\u2019immediato dopoguerra, attraverso le storie di celebri personaggi come Rocky Graziano o Montgomery Clift, inquadrature fulminanti e ironiche nella New York che si apprestava a diventare la nuova capitale mondiale, o ancora la vita quotidiana dei musicisti dixieland. <br \/>\nL\u2019iniziativa riveler\u00e0 il modo di fare fotografia di Stanley Kubrick , passione che eredit\u00f2 ancora minorenne dal padre (l\u2019altra sono gli scacchi). La prima fotografia viene pubblicata il 26 giugno 1945 e ritrae un edicolante affranto per la morte di Roosevelt, un\u2019immagine che affasciner\u00e0 cosi tanto gli editors del magazine Look da offrire al giovane Kubrick, la possibilit\u00e0 di entrare nello staff della storica rivista come fotoreporter. <br \/>\nIl metodo Look, caratterizzato da una narrazione a episodi, non incontrava il gradimento dei pi\u00f9 importanti fotogiornalisti dell\u2019epoca. I responsabili della rivista volevano che il soggetto fosse seguito costantemente, che venisse fotografato in tutto ci\u00f2 che faceva. Questo stile invadente esercitava un grande fascino su Kubrick al quale piaceva creare delle storie partendo proprio dalle foto. Per ottenere dai personaggi delle pose che fossero pi\u00f9 naturali possibili, Kubrick metteva in atto una serie di stratagemmi per passare inosservato. Uno di questi consisteva nel nascondere il cavo della macchina fotografica sotto la manica della giacca e nell\u2019azionare l\u2019otturatore con un interruttore nascosto nel palmo della mano. Gran parte del senso estetico che ritroviamo nei suoi film veniva gi\u00e0 espresso dal suo lavoro di questi anni.<br \/>\nAnche ricorrendo a tecniche e punti di vista particolari e mantenendo sempre un certo distacco riesce a far trapelare l\u2019aspetto psicologico dei soggetti ritratti, permettendo cos\u00ec all\u2019osservatore delle foto di costruire una personale interpretazione del carattere delle persone riprese <br \/>\n\u201cNascono cos\u00ec le prime fotografie di Stanley Kubrick, realizzate nell\u2019America dell\u2019immediato dopoguerra, che sorprendono poich\u00e9 non si limitano alla rappresentazione di un\u2019epoca, come ci si potrebbe aspettare da un fotoreporter. Le sue istantanee infatti &#8211; sottolinea il curatore -, che stupiscono per la loro sorprendente maturit\u00e0, non possono essere considerate come archivi visivi della gioia di vivere, catturata dallo spirito attento e pieno di humor di un giovane uomo, ma costituiscono un consapevole invito a confrontarsi con le risorse del mezzo fotografico, con le sue possibilit\u00e0 di rappresentazione e con la propria percezione della realt\u00e0: una costante dell\u2019opera artistica di Kubrick che comincia con le fotografie e continua nei film\u201d. <br \/>\nUn passaggio fondamentale, dunque, se si pensa che l\u2019ambiguit\u00e0 dell\u2019immagine e del cinema stesso sono al centro della riflessione che anima il cinema d\u2019autore del secondo dopoguerra, per questo detto moderno e di cui Kubrick \u00e8 stato uno degli indiscutibili maestri. <\/p>\n<p>Il percorso espositivo \u00e8 organizzato in due parti. La prima, divisa a sua volta in 7 sezioni, avr\u00e0 un\u2019introduzione, Icone, nella quale vengono presentate le immagini simbolo delle storie che l\u2019occhio dell\u2019obiettivo di Kubrick ha immortalato. Come Portogallo che racconter\u00e0 il viaggio in terra lusitana di due americani nell\u2019immediato dopoguerra, o ancora Crimini, che testimonier\u00e0 l\u2019arresto di due malviventi seguendo i movimenti dei poliziotti, le loro strategie, le loro furbizie, fino all\u2019avvenuta cattura.<br \/>\nBetsy Furstenberg, protagonista della sezione a lei dedicata e che la rappresenta come il simbolo della vivace vita newyorkese di quegli anni, far\u00e0 da contraltare alle vicende dei piccoli shoe shine, i lustrascarpe che si trovavano agli angoli delle strade di New York.<br \/>\nChiudono questa prima parte le due sezioni dedicate alla vita che si svolgeva all\u2019interno della Columbia University, un luogo d\u2019\u00e9lite dove l\u2019America formava la classe dirigente del futuro, e all\u2019interno del Campus Mooseheart nell\u2019Illinois, una residenza universitaria, costruita da benefattori, per educare figli orfani di guerra che sarebbero andati a ingrossare le fila della middle class americana. <br \/>\nLa seconda parte del percorso toccher\u00e0 altri argomenti rappresentativi della breve carriera di Kubrick fotografo, come le immagini dedicate al giovane Montgomery Clift colto all\u2019interno del suo appartamento, o quelle del pugile Rocky Graziano, che raccontano i momenti pubblici e privati di un eroe moderno, o ancora l\u2019epopea dei musicisti dixieland di New Orleans.<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\">[Fonte: <a href=\"http:\/\/www.mostrakubrick.it\/mostra.html\">http:\/\/www.mostrakubrick.it\/mostra.html<\/a>]<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"620\" id=\"table1\">\n<tr>\n<td width=\"103\" background=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/04\/sfondo.jpg\">\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.mostrakubrick.it\/img\/precat.jpg\" width=\"269\" height=\"294\"><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\" align=\"right\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 7pt; background-color: #FFFFFF\">Formato 26&#215;28,5<br \/>\n  Pagine 200<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\" align=\"right\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\" align=\"right\"><span style=\"background-color: #FFFFFF\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 7pt\"><a href=\"http:\/\/www.giuntistore.it\/customer\/product.php?productid=3790&#038;cat=241\">COMPRA ONLINE<\/a><\/font><\/span><\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Tahoma\" style=\"font-size: 8pt\"><b>STANELY KUBRICK FOTOGRAFIE, 1945 &#8211; 1950<br \/>\n  <\/b>a cura di Rainer F. Crone <\/p>\n<p>  Il catalogo documenta un aspetto poco conosciuto nella carriera del grande regista statunitense quando, nel 1945, a soli 17 anni venne assunto come fotoreporter dalla rivista americana Look.<br \/>\n  Realizzato e pubblicato in occasione della mostra milanese, dove per la prima volta al mondo vengono presentate oltre 200 fotografie realizzate da Stanly Kubrick dal 1945 al 1950, molte della quali inedite e stampate dai negativi originali.<br \/>\n  Il volume permette di comprendere il suo modo di fare fotografia, una delle passioni che Kubrick, ancora minorenne, eredit\u00f2 dal padre. La prima fotografia viene pubblicata il 26 giugno 1945 e ritrae un edicolante affranto per la morte di Roosevelt, un\u2019immagine che affasciner\u00e0 cosi tanto gli editors di Look da offrire al fotografo dilettante la possibilit\u00e0 di entrare nello staff della rivista come fotoreporter.<br \/>\n  Il metodo Look, che era caratterizzato da una narrazione a episodi, non incontrava il gradimento dei pi\u00f9 importanti fotogiornalisti. I responsabili della rivista volevano che il soggetto fosse seguito costantemente, che venisse fotografato in tutto ci\u00f2 che faceva. Questo stile invadente esercitava un grande fascino su Kubrick al quale piaceva creare delle storie partendo proprio da quelle foto, gran parte del senso estetico che ritroviamo nei suoi film veniva gi\u00e0 espresso dal suo lavoro di questi anni.<br \/>\n  Nella produzione del catalogo, come in tutti i lavori Giunti Arte mostre musei, grande attenzione \u00e8 stata dedicata alla qualit\u00e0 delle immagini. Tutto questo per cercare di fare vivere le stesse emozioni della mostra ogni volta che si apre il catalogo.<\/font><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><a href=\"http:\/\/www.mostrakubrick.it\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.mostrakubrick.it\/img\/logo.jpg\" width=\"269\" height=\"126\"><\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\">Milano, Palazzo della Ragione<br \/>\npiazza Mercanti, 1<br \/>\n16 aprile 2010 &#8211; 04 luglio 2010<\/p>\n<p>Orari<br \/>\nLuned\u00ec h 14.30 &#8211; 19.30<br \/>\nGioved\u00ec h 9.30 &#8211; 22.30<br \/>\nMarted\u00ec, Mercoled\u00ec, Venerd\u00ec, Sabato, Domenica h 14.30 &#8211; 19.30<br \/>\n(la biglietteria chiude un&#8217;ora prima)<\/font><\/p>\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>STANLEY KUBRICK: FOTOGRAFO 1945-1950 Milano, Palazzo della Ragione piazza Mercanti, 1 16 aprile 2010 &#8211; 4 luglio 2010 www.mostrakubrick.it Mostra ideata e curata da Rainer F. 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