{"id":6648,"date":"2010-05-13T17:30:42","date_gmt":"2010-05-13T15:30:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6648"},"modified":"2011-04-25T14:59:02","modified_gmt":"2011-04-25T12:59:02","slug":"hugo-a-vizilo-jozsef-gemes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6648","title":{"rendered":"Hug\u00f3, a v\u00edzil\u00f3 > J\u00f3zsef G\u00e9mes"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Arial, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: small;\"><span><em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/181.jpg\"><\/a><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Hugo-the-Hippo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-12852\" title=\"Hugo the Hippo10\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Hugo-the-Hippo.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"877\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Hugo-the-Hippo.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Hugo-the-Hippo-212x300.jpg 212w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><br \/>\n<\/em><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><em>\u2026Questa \u00e8 la storia di Hugo l\u2019ippopotamo, familiarmente chiamato Hugo Hippo. Vi sono molte leggende sugli ippopotami ma questa che cambi\u00f2 la vita di Hugo \u00e8 una storia che comincia con una leggenda sugli squali\u2026<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>I Love Hugo<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Negli Anni \u201870, nei pressi di Villa Borghese, frequentavo la scuola elementare &#8220;Regina Elena&#8221; (una scuola borghese e di Sinistra dove, ricordo, studiavano anche i figli del filosofo Massimo Cacciari, allora per la prima volta parlamentare a Roma); istituto che ebbe tra i suoi alunni anche due grandi attori quali Raimondo Vianello e Vittorio Gassman. L\u2019indimenticabile maestra si chiamava Maria Pedrelli alla quale fu affidato il metodo Montessori a tempo pieno. Spesso, uscendo da scuola nel pomeriggio, non vedevo l&#8217;ora di farmi accompagnare da mia madre in un negozio fornitissimo di film di ogni genere, la Frollini Cinematografica (poi divenuta Mabj Cinematografia) che si trovava lungo Via Salaria non lontano da la Rinascente di Piazza Fiume. Andavo molto spesso da questa simpatica signora, Maria Bianco Frollini (ex-moglie del produttore Aldo Frollini, il primo che ide\u00f2 il sistema del Telecinema, il trasferimento da pellicola a video), la quale fu la prima in Italia a vendere televisori e poi film in 8mm ed in seguito in Super8. Entrambi avevano due figli: Goffredo che si occupa di apparecchiature video, e Simonetta la quale lavor\u00f2 nel cinema come aiuto regista di Lina Wertmuller.<br \/>\nMaria Bianco \u2013 detta semplicemente Mabj \u2013 era una vera e propria esperta di cinema e vantava celebrit\u00e0 tra i suoi clienti, come Visconti, Rossellini, Pirro e molti altri, fra i quali anche l\u2019attuale Premier della Sinistra, Walter Veltroni, allora bambino.La Signora Mabj mi prese particolarmente in simpatia e nell&#8217;arco di diversi anni riuscii ad acquistare da lei tutti i film Disney in Super8, in edizioni rarissime, di qualit\u00e0 assai superiore di quelli prodotti di straforo che si vedevano comunemente in commercio. Ricordo infatti che alcune pellicole si trovavano solo alla &#8220;Mabj&#8221; ma, essendo un negozio della Roma-bene, aveva dei prezzi piuttosto esosi; in particolar modo rammento un film d&#8217;animazione in 6 bobine da 120 mt. dal titolo Hugo l\u2019ippopotamo, esposto in alto nella vetrina di entrata nel negozio, di cui v&#8217;era una copia soltanto. Quando lo vidi, nel marzo del 1979, me ne innamorai completamente e ricordo la fatica che facevo per scrutarlo in ogni suo dettaglio, visto che per la mia altezza era ubicato molto in alto. Costava all&#8217;epoca ben 120.000 lire. \u00abSe metto da parte 1.000 lire al giorno\u00bb, pensavo, \u00abin 5 mesi riesco a comprare il film\u00bb; proposito che non riuscii a mantenere. Nello stesso periodo una TV privata trasmise Hugo l\u2019ippopotamo ma notai nel film colori smorti ed un segno &#8220;spoglio&#8221; che ben poco avevano a che fare con quell&#8217;accattivante scatola in Super8 in vendita da Mabj.<br \/>\nDa oltre un quarto di secolo mi reco spesso dalla &#8220;Signora Mabj&#8221; che mi riporta ai miei sogni di infanzia. Alla fine degli Anni 90, le raccontai l&#8217;episodio di Hugo l\u2019ippopotamo e di quanto mi dispiacque non averlo potuto acquistare durante l\u2019infanzia. Sepolto nei sotterranei del negozio, assieme a migliaia di altri film, rinvenimmo quella stessa ed unica copia, mai venduta e l\u00ec giacente da quasi vent&#8217;anni. Mabj, che oltre ad essermi amica, aveva anche uno spiccato senso del commercio, mi propose, \u00abBeh, adesso 120.000 lire te le puoi permettere!\u00bb. E per lo stesso prezzo comprai, un quarto di secolo dopo, la medesima copia del film che non potei acquistare da bambino. I Love Hugo!<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/10-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6659\" title=\"Hugo the Hippo02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/10-2.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"501\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/10-2.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/10-2-300x242.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>L\u2019eroe in funzione della fiaba: il ribaltamento dei canoni<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">L\u2019inizio \u00e8 eloquente: la cittadina al porto di Zanzibar coi variegati edifici in prospetto, \u00e8 descritta attraverso semplicissimi ma interessanti effetti <em>multiplane<\/em> di navi mercantili e barche a vela che scorrono lungo il mare, per alzarsi verticalmente in panoramica, fino a scoprire l\u2019intero paesaggio africano, con i gabbiani che volano in un altura celeste.<br \/>\nI titoli di testa su scena mostrano diversi animali, chiaramente ricavati da foto illustrate e tracciati a segno uniforme e grafico; pochi ed eloquenti i movimenti degli occhi, delle espressioni, ecc, mentre introduce con tono compassato e puramente didattico la voce narrante: \u00ab<em>\u2026Tutti conosciamo la differenza tra gli uomini e gli animali. Gli uomini prendono le medicine, fanno le guerre, leggono libri, gli animali no. Gli animali non si servono mai degli uomini per risolvere i loro problemi, invece gli uomini si servono continuamente degli animali, spesso senza curarsi di cosa sia meglio per loro. E questo \u00e8 l\u2019argomento di questa nostra storia\u2026<\/em>\u00bb.<br \/>\nAd esempio il sole, che irradia i campi nel verde della Tanzania, \u00e8 ispirato agli effetti \u00aba trucco\u00bb dei primissimi film del muto, se pur in apparenza seguendo una <em>texture<\/em> anni \u201970 ma con riferimenti al retr\u00f2 e al liberty soprattutto quando il disco solare emette raggi costituiti da piccole decorazioni a forma di stelline animate.<br \/>\nIl tutto giocato, sin dalle primissime scene, fra il realistico e il simbolico: il piccolo Hugo si diletta con una simpatica libellula nel laghetto degli ippopotami ma, dove finisce la palude con la terra ferma, la panoramica prosegue risolvendosi in una singolarissima cartina geografica che indica, nella Tanzania, le due principali citt\u00e0 vicino l\u2019Oceano Indiano: Dar es Salaam e Zanzibar.<br \/>\nQuest\u2019ultima, nel racconto \u00e8 definita: \u00ab<em>pigra isola nell\u2019Oceano indiano. Qui, da tempo immemorabile, la popolazione coltiva i profumatissimi chiodi di garofano ed \u00e8 governata da un sonnolento sultano<\/em>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">L\u2019esposizione della storia \u00e8 lentissima: la lunga marcia cantata dal buon popolo di Zanzibar il quale imbarca, nel porto della Tanzania, pesanti casse di chiodi di garofano sulle grandi navi per le esportazioni in tutto il mondo. Alle onde destrutturate in armoniche forme rosate in movimento, si passa alle plumbee nuvole disegnate con vari toni di indaco, grigio e blu per dar spazio al branco di terribili teppisti-squali, in uno stile senza tempo fra l\u2019antico e il moderno: a met\u00e0 fra pirati e nazisti, adornati, in differenti gradi gerarchici, con elmetti da feldmarescialli con tanto di teschi, catene di metallo pesante e simboli da veri teppisti metropolitani: la sequenza, alternata al disegno lineare delle nuvole, \u00e8 corroborata da realistici effetti subacquei ottenuti con filtri deformanti: ed ecco che il fondale sottomarino appare come una frastornante pop music anni \u201970 che d\u00e0 vita all\u2019incalzante canzone, \u00ab<em>Zig-Zag<\/em>\u00bb.<br \/>\nLa pacifica cittadina \u00e8 saccheggiata e le esportazioni del Sultano Majid sono in pericolo, per questo gli sovviene l\u2019idea che la cattura di tutti gli ippopotami pu\u00f2 fronteggiare l\u2019emergenza squali.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/11-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6660\" title=\"Hugo the Hippo03\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/11-21.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"503\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/11-21.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/11-21-300x243.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Hugo e Jorma: l\u2019amicizia tra l\u2019uomo e l\u2019animale<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Si sa che da sempre i bambini, al contrario degli adulti, hanno particolare predisposizione ad allacciare amicizie con gli animali, fino a farne degli affettuosi e inseparabili compagni di gioco.<br \/>\nIl piccolo Hugo, rimasto solo, cadendo nelle acque della Baia di Kurasami, stringe amicizia con un piccolo amo: non \u00e8 infatti un pesce quello pescato dal piccolo Jorma, bens\u00ec un cucciolo d\u2019ippopotamo\u2026 Allietati, nella versione italiana, dal coro dei 4 + 4 di Nora Orlandi, li troviamo entrambi a giocare nella maniera pi\u00f9 povera ma divertente: con un semplice foulard colorato, Jorma fa il torero e il piccolo nuovo amico il toro; e corrono, corrono, tanto da contendersi, tirandolo l\u2019uno dalla parte opposta all\u2019altro, quell\u2019unico pezzo di stoffa dal quale hanno entrambi ricavato un gioco d\u2019infanzia, fino a culminare in un tenero abbraccio tra il bambino e il piccolo ippopotamo rosa. Verso sera, dispiaciuto, Jorma dice che deve congedarsi per fare i compiti, ma il piccolo Hugo, rimasto senza famiglia, continua a seguirlo. Al calar del tramonto, il bambino lo informa che a casa sua per gli ippopotami non vi \u00e8 certo posto, promettendogli che il giorno dopo giocheranno nuovamente assieme.<br \/>\nSimpatica, nella casa del bambino, l\u2019idea di lui e famiglia i quali al mattino fanno colazione coi i corn flakes (una famiglia all\u2019americana per intenderci), nonch\u00e9 curiosa l\u2019idea grafica dei cereali \u2018Jungle Pops\u2019\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Alla scuola, vi sono bambini bianchi, biondi e ricchi (che vengono in bici) ed altri neri e meno ricchi, a piedi, i quali, tutti insieme invece, vivono in allegria le lezioni scolastiche di Mr. Bow-wow; un signorile maestro in cappotto a collo di pelliccia e papillon protagonista anche di una simpatica sequenza cantata, attorniato in casa da gufi, struzzi e serpenti a sonagli, i quali danno vita e forma ai pi\u00f9 originali effetti visivi dai colori psichedelici\u2026 fino a recarsi al mattino a scuola a bordo della sua lussuosa auto, o meglio del suo struzzo personale. La scuola \u00e8 una delicata e graziosa capanna, con al centro una simpatica campanella scolastica, nella quale quotidianamente i bambini seguono attenti le lezioni di geografia, matematica e scienze: dai viaggi sulla luna alla storia del petrolio; una bambina \u00e8 chiamata dal Maestro Bow-wow ad illustrare la sua ricerca scientifica sulle eruzioni vulcaniche esibendo un enorme plastico del monte Kilimangiaro, e ci\u00f2 determina una nuova serie di trovate esilaranti fra i ragazzi e il piccolo Jorma la cui attenzione all\u2019esterno del simpatico e gradevole edifico \u00e8 richiamata dal suo piccolo amico Hugo, venuto appositamente a salutarlo. Mr. Bow-wow chiede a Jorma di mostrare la ricerca, la quale non ha portato per via del divertimento trascorso il giorno prima in compagnia del suo nuovo amico: cosicch\u00e9 viene al bimbo l\u2019idea immediata di convincere il maestro che la sua \u00e8 proprio una ricerca sugli ippopotami che vivono nella loro Baia, contrariamente a quanto invece si sa. Ma non ci vuole molto per convincere il maestro: Hugo \u00e8 gi\u00e0 in classe ed \u00e8 subito amico di tutti i bambini di scuola!<br \/>\nE Jorma e Hugo diventano amici per la pelle.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/12-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6661\" title=\"Hugo the Hippo04\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/12-2.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"502\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/12-2.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/12-2-300x242.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>La cattura degli ippopotami: il \u00abcolonialismo\u00bb animale<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Interessante \u00e8 che la caccia di ippopotami si svolge lungo le terre di Dar es Salaam, sempre attraverso la logica che gioca fra simbolo e realt\u00e0: cos\u00ec un bimbo con le ali d\u2019angioletto, da una nuvola soffia deviando la direzione della nave a vapore con la spedizione capitanata da Aban Khan; mentre il lungo tragitto che segna il chilometraggio compiuto, viene graficamente affiancato da un leone che osserva correndo su un gran giro di ruota; vi sono scene puramente didascaliche e lineari le quali \u201cspezzano\u201d ogni ritmo e incuriosiscono lo spettatore, come ad esempio il treno fermo, con a bordo Aban Khan, che attende la carovana di elefanti che passano.<br \/>\nInteressante \u00e8 la figura, fatta uscire come in un gioco di prestigio dal Mago reale che affianca Aban Khan, di un gigantesco robot Cow Boy, che cavalca un altrettanto cavallo meccanizzato, il quale, con un enorme lazo riesce a catturare la dozzina di ippopotami (come non trovare in un cow boy americano, chiari e lampanti riferimenti al colonialismo inglese?).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Da notare che Hugo era stato inizialmente catturato, ma il padre, Re George, che correva con lui, si \u00e8 mosso per liberare il figlioletto tanto da essere preso al suo posto\u2026 V.di i riferimenti con la logica del lungometraggio Disney, nella quale spesso \u00e8 evidenziato il sacrificio dei padri verso i figli\u2026 Come anche la caccia agli ippopotami intrappolati in enormi gabbie formate da grandi canne di bamb\u00f9, rievoca molto l\u2019idea della cattura degli animali del circo in <em>Dumbo<\/em>.<br \/>\nCome gi\u00e0 sottinteso, la cattura dei dodici ippopotami \u00e8 avvenuta grazie all\u2019enorme Cow-Boy meccanico ma il potente e mefistofelico Aban Kjhan non si \u00e8 accorto pi\u00f9 di tanto del pi\u00f9 piccolo, erede al trono del regno di Dar es Salaam. E con la vittoria degli ippopotami sugli squali si d\u00e0 il via all\u2019allegra banda musicale, con la quale, sulle note del motivo trainante del film, viene data vita alle pi\u00f9 brillanti e allegre trovate fra trombe, coriandoli e stelle filanti nel festante popolo di Zanzibar.<br \/>\nIl piccolo ippopotamo divenne per tutti l\u2019eroe degli eroi: la mascotte del popolo, tanto da essergli attribuito unanimemente il simpatico nome di \u00ab<em>Hugo, che nella lingua di Zanzibar significava \u201ceccolo l\u00e0\u201d<\/em>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Hugo\u2019s world<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Hugo, un po\u2019 pony e un po\u2019 elefantino, \u00e8 un piccolo e grazioso ippopotamo color rosa. Cos\u2019altro bisogna aggiungere su un personaggio la cui tenerezza conquista immediatamente la simpatia dello spettatore?<br \/>\nJorma \u00e8 un tipico e simpatico bimbo dell\u2019East Africa, con la camicia in cui sono ben definiti bottoni e colletto, nonch\u00e9 pantaloni a bretella, chiari e alla \u201czuava\u201d. Il disegno del bambino \u00e8 lineare e realistico, i tratti del viso ben definiti ed armonici; come anche quelli degli altri ragazzini che rivelano conoscenza del disegno dal vero ed introspezione psicologica.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Il maestro Bow-wow, calvo e con piccoli occhialetti a cerchio alla John Lennon, lo vediamo spesso in cappotto a collo di pelliccia e papillon, dal tono sobrio e intellettuale, sempre pronto a legger libri perfino in groppa al suo struzzo personale quando al mattino si reca a scuola.<br \/>\nIl Sultano Majid, personaggio realmente esistito (1), il quale ha impiantando la pi\u00f9 grossa industria di chiodi di garofano del mondo, sta studiando un modo per la cattura del terribile gruppo di squali radunando nella sua lussuosa reggia tutti i suoi ministri. Lo vediamo ridondante col suo ornamentale carillon (da notare che \u00e8 il suo fedele ghepardo a girare la manovella al padrone\u2026) all\u2019interno della sua reggia arabeggiante e vagamente indiana; occhi piccoli e labbra accentuate dal disegno lineare e spoglio, barba ai lati adornante il viso in parte coperto dal grosso turbante a diadema e pennacchi, nonch\u00e9 vestito con vistosi abiti dai colori pi\u00f9 variegati, sempre accompagnandosi al suo fedele ghepardo Nimara (da notare che ha il collare con un foulard a piuma uguale a quello del Sultano).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Il Gran Visir Aban Khan, ministro della giustizia e delle finanze di Sua Maest\u00e0 il Sultano di Zanzibar, viaggia in una lussuosa e dorata Rolls-Royce e vive in un suo personale palazzo, tetro e diroccato. Dagli occhi cerchiati e dalla carnagione verdastra dalla bile, Aban Khan \u00e8 un personaggio oblungo, sinistro e mefistofelico; molto ricordano, i <em>clich\u00e9s<\/em> del Sultano goffo e buono col Gran Visir alto e femmineo, i personaggi gi\u00e0 improntati un quarto di secolo addietro in Italia da Anton Gino Domeneghini ne <em>La Rosa di Bagdad<\/em>.<br \/>\nVi sono inoltre ministri o scienziati \u201cbianchi\u201d e \u201cneri\u201d: ad esempio, uno, con baffetti hitleriani, di formazione geopolitica, e l\u2019altro, con tanto di copricapo faz e costumi tradizionali. Come anche il curioso personaggio del Mago reale, con occhiali da sole e baffi arricciati alla francese; un indovino con abiti e cappello da mago, pi\u00f9 simile ad un prestigiatore con tanto di bacchetta magica, il quale d\u00e0 vita a stranissime <em>performance<\/em>, come trasformare la testa del Sultano Majid in quella di un grosso maiale, o far uscire dalle maniche un nutrito gruppo di conigli bianchi i quali infestano l\u2019intera sala, o trasformarla ancora in un ambiente ghiacciato simile all\u2019Antartide\u2026 Questi, del Sultano, i suoi non eccelsi ministri\u2026 Ma \u00e8 lo stesso Majid, osservando di notte gli astri brillare, che intravede in una costellazione stellata a forma d\u2019ippopotamo la soluzione alla minaccia economica di Zanzibar\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/13-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6662\" title=\"Hugo the Hippo05\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/13-21.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"502\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/13-21.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/13-21-300x242.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>J\u00f3zsef G\u00e9mes: un\u2019arte al servizio della comunit\u00e0<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Il Regista dell\u2019Animazione \u00e8 l\u2019ungherese J\u00f3zsef G\u00e9mes, famosissimo autore della prestigiosa Pann\u00f3nia Filmstudio (2).<br \/>\nDi lui, il sito ufficiale della Pann\u00f3nia Filmstudio, in una mini-biografia cos\u00ec lo presenta:<br \/>\n\u00ab<em>Born in 1939 in Budapest. He joined Pannonia Film, the largest animation film company in 1965. He took a degree at the Academy of Applied Arts in directing and designing in 1966. He started directing animated films in 1968. His first short film, Concertissimo gathered many awards at different film festivals and since then his films have consistenly attracted both critical and popular acclaim<\/em>\u00bb.<br \/>\nG\u00e9mes non ha certo bisogno di presentazioni: \u00e8 uno pi\u00f9 acclamati pilastri della \u201cscuola\u201d ungherese ed i suoi film (3) sono stati premiati nei pi\u00f9 importanti festival internazionali con grandi riconoscimenti anche da parte del vasto pubblico.<br \/>\nI disegni originali di <em>Hugo the Hippo<\/em> sono stati invece impostati da Graham Percy, un noto illustratore di libri per bambini della Nuova Zelanda. Anche se laureatosi nel 1967 al prestigioso Royal College of Art di Londra, le sue delicate illustrazioni non possono che scorgere ispirazione dal suo paese d\u2019origine di rara bellezza e variet\u00e0 paesaggistica: montagne glaciali, fiumi impetuosi, laghi limpidi e profondi, tanto che lo stile \u201cfreddo\u201d e \u201cincontaminato\u201d di Hugo non pu\u00f2 che trarre diretto spunto dalla patria natia del suo autore.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">La bravura di G\u00e9mes in <em>Hugo the Hippo<\/em> \u00e8 stata soprattutto nel saper coniugare in un unico film l\u2019arcaico gusto del primo cinematografo di Melies; il fascino dei vecchi cartoon dei Fleischer; la deliziosit\u00e0 sentimentale di Disney; la forza del grafismo realistico di Guszt\u00e1v; l\u2019originalit\u00e0 di vedute di Bakshi; la poesia d\u2019oriente di Domeneghini; e il sapore lineare e liberty di <em>Yellow Submarine<\/em> di Dunning.<br \/>\nCome ha scritto anni fa Mario Pintus sul grande maestro ungherese dell\u2019animazione J\u00f3zsef G\u00e9mes, \u00ab<em>\u2026Ma c\u2019\u00e8 un autore che esprime la pluralit\u00e0 di un\u2019arte realmente intesa al servizio della comunit\u00e0, e che rappresenta meglio di ogni altro la potenzialit\u00e0 del cinema di animazione ungherese: J\u00f3zsef G\u00e9mes. Quasi tutti i suoi lavori, frutto di una tecnica creativamente semplice ed umoristica, sono gustosi gioielli grafici cui si accompagna un\u2019ironia impietosa e graffiante, e le storie si risolvono in un segno grottesco che acuisce la realt\u00e0 dei contenuti. [\u2026] Fra le cose pi\u00f9 impegnative di G\u00e9mes ricordiamo ancora Hugo the hippo (Hugo l\u2019ippopotamo, 1973), un lungometraggio per l\u2019infanzia realizzato su commessa della Brut Production americana per la regia di Bill Feigenbaum, ma completamente coordinato e realizzato dall\u2019autore magiaro in un segno molto dolce che contraddistingue la semplice linearit\u00e0 dei personaggi e ben si adatta al sapore di favola della storia<\/em>\u00bb (4).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/14-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6663\" title=\"Hugo the Hippo06\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/14-21.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/14-21.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/14-21-300x241.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Hugo the hippo: uno straordinario film\u2026 a ritmo d\u2019ippopotamo<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Il contrasto pi\u00f9 evidente \u00e8 che il film \u00e8 lentissimo, eppure, al contempo, la trama cambia di continuo: un film unico nel suo genere. Vediamo: la sceneggiatura \u00e8 lenta e diluita in tempi cinematografici assai lunghi; qui \u00e8 la storia in termini di racconto a sviluppare la trama e a far emergere il protagonista, e non viceversa come di consueto accade. Spesso alle animazioni di Hugo sono alternate riprendendo qua e l\u00e0 singolari spunti di immagini ricavate da materiale fotografico (gli animali della foresta nei titoli iniziali, lo struzzo di Mr. Bow-wow, come la marcia dei babbuini nella seconda parte, sembrano \u2013 con certo contrasto col restante del film \u2013 direttamente lucidati da certi libri sulla natura con relative foto di giraffe, leoni e rinoceronti\u2026 Mentre altre volte semplici grafici prospettici e moduli geometrici con simpatiche decorazioni annesse rendono ugualmente in modo realistico ed eterogeneo, l\u2019idea del continente africano.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Come anche le scenografie, senza esser dipinte con relative sfumature, sono tracciate a linee rette segmentate a definizione degli alberi e colorate direttamente con uniformit\u00e0 cromatica sugli stessi fogli di celluloide che fanno da sfondo; alcune, pi\u00f9 semplificate, sono ricavate dalle masse destrutturate delle foglie non sfumate ma suddivise in zone dalle differenti tonalit\u00e0 di verde che fanno da contorno; altre, pi\u00f9 precise, sembrano anch\u2019esse prese da montaggi e foto di villaggi africani.<br \/>\nSegno grafico di contorno, lineare e \u2018spoglio\u2019: \u201cslavo\u201d potremo dire per certi aspetti; vagamente liberty e decorativo per altri ma compensato a volte da un alto grado di realismo nelle fisionomie e nella dinamica del movimento.<br \/>\nLa variet\u00e0 cromatica \u00e8 altrettanto singolare: colori tenui, quasi smorti, ma tonali e altrettanto armonici col restante dell\u2019opera; le sfumature nelle scenografie sono date dai diversi toni delle ombre gi\u00e0 in partenza circoscritte a segno. Ancor pi\u00f9 curiosi i personaggi: lineari al massimo ma stranamente, nonostante alcune volte perfino impersonali, quasi del tutto realistici; anche la struttura dell\u2019animazione \u00e8 assai singolare: \u201cfissi\u201d talvolta lunghi ma con rapidi sventolii di azione in primissimo piano, nonch\u00e9 grande abilit\u00e0 nelle animazioni e nella struttura dei personaggi (ad esempio l\u2019interno del palazzo del Gran Visir con Aban Khan che scende le scale; come anche i bimbi della scuola: poche e essenziali linee ma l\u2019effetto ritratto \u00e8 perfetto); altrettanto uniche le sequenze cantate (la pi\u00f9 incredibile \u00e8 quella del maestro di scuola che esce a bordo di uno struzzo \u2013 realistico nel design e nei movimenti, su base fotografica \u2013 che lascia, in lontananza, l\u2019abitazione: una dignitosa villetta africana simile alle vedute in prospetto dei progetti architettonici\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">La storia poi \u00e8 quanto mai stravagante in una girandola di invenzioni, la quale sembra venga ad inventarsi, sequenza per sequenza, senza che lo spettatore possa immaginarsi il prosieguo; senza tacere su particolari visivi quantomai accomodati: vedasi il palazzo dell\u2019emittente televisiva con le fattezze del sultano e le antenne che sbucano lateralmente; come anche il nido di uccelli poggiato in p.p.p. su di un antenna, il tutto fra grattacieli linearmente tracciati a riga e squadra con un po\u2019 di finestrelle rettangolari ad arricchimento della composizione estetica della scena; come ancora nelle svariate avventure di sogno di Hugo e i bambini, nelle quali si assiste a trasformazioni a dir poco scoppiettanti.<br \/>\nDi stranezze, seguendo per esteso l\u2019intero film, se ne trovano a migliaia e per di pi\u00f9, visionando i particolari che lo compongono, scena per scena!<br \/>\nEppure, proprio per l\u2019originalit\u00e0 cui ho poc\u2019anzi accennato, \u00e8 da considerarsi un film pregiato, elegante sotto molti aspetti, mentre per altri, a dir poco unico\u2026 Vale inoltre la pena ricordare nella versione italiana le musiche rimbastite da Sandro Tuminelli e Cino Tortorella; come importante l\u2019apporto del famoso coro dei 4+4 di Nora Orlandi; come anche validissimi i personaggi e doppiatori che vi hanno preso parte fra i quali Leo Gullotta e Sandro Noto; Riccardo Rossi, ancora bambino che d\u00e0 la voce a Jorma, Giorgio Gusso e Paolo Lombardi; Germano Longo, Laura Boccanera, Roberto Del Giudice e molti altri, oggi affermatissimi doppiatori, alcuni dei quali allora agli esordi\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/15-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6664\" title=\"Hugo the Hippo07\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/15-2.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"502\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/15-2.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/15-2-300x242.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Il piccolo Hugo: un principe dal cuore d\u2019oro<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Hugo \u00e8 un principe, \u00e8 l\u2019erede al trono del reame degli ippopotami. Eppure mai se ne fa vanto, ha la sincerit\u00e0 di un bambino; lo troviamo a scodinzolare vicino a mamma ippopotamo, in posa fotografica accanto al babbo, re degli ippopotami; non cerca lustri davanti agli animali della giungla selvaggia. Insomma, Hugo ha il candore e l\u2019innocenza di un bambino, tanto che diventa amico del piccolo Jorma, e con lui, di tutti gli altri bambini della cittadina della Tanzania. Per questo, ciascuno spettatore, adulto o bambino che sia, pu\u00f2 immedesimarsi, aiutato dal disegno semplice e lineare e dai colori delicati e innocenti: Hugo l\u2019ippopotamo \u00e8 l\u2019archetipo della parte pi\u00f9 sincera e innocente che c\u2019\u00e8 in ognuno di noi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Happy Hugo!: l\u2019Astratto nel Figurativo<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Grandi spunti grafici e coloristici sono dati dalle sequenze, con le canzoni, nella versione inglese, interpretate da due componenti della famosa dinastia americana degli \u00abOsmond Family\u00bb: Marie Osmond e Jimmy Osmond.<br \/>\nLa cantante esord\u00ec nel cinema proprio con la colonna sonora di questo film, la quale ha dato un contributo non da poco all\u2019innata simpatia del piccolo ippopotamo. Ma tratteggiamo l\u2019argomento in questione.<br \/>\nA questo punto, nell\u2019Arte di G\u00e9mes, di fronte a tanto sobrio realismo vengono alternate alcune sequenze di grande accattivanza spettacolare: come non ricordare, a tal proposito, il pirotecnico parco di divertimento subacqueo degli ippopotami, nel quale le creature grandi guidano i caroselli e le piccole conducono le automobili allietati da ricci marini, conchiglie, coralli colorati che fanno da cornice a pesci variopinti che formano le lettere della parola \u2018Hippopotamus\u2019; il tutto in un turbinio di caroselli colorati, luna park sottomarini con tanto di ottovolanti, giostre ed automobiline a scontro a forma di pesci; scivoli e altalene e montagne russe con a bordo tanti, tantissimi piccoli ippopotami, i quali, a motivo di continue trasformazioni entrano in garbate ma stravaganti stanze coi giochi degli \u201cspecchi deformanti\u201d (vedi il probabile riferimento ad uno dei pi\u00f9 riusciti cortometraggi Disney del 1940 con protagonista Pluto, intitolato <em>Bone Trouble<\/em>); trasformazioni animate che corrispondono a soluzioni grafiche e di sceneggiatura come quando dalla bocca di un coccodrillo emerge un\u2019alga marina portata da simpatici pesciolini sul capo del Re degli ippopotami, pap\u00e0 del principino Hugo, entrambi \u2013 per l\u2019occasione \u2013 fotografati da un simpatico pesciolino con macchina fotografica d\u2019epoca; ambientazione che prosegue fino a diventare, trasformandosi, un vero luna park notturno illuminato da girandole e luci psichedeliche d\u2019ogni genere. L\u2019affetto per la mamma, per\u00f2, \u00e8 altrettanto evidente ma senza subitanei distacchi: entrando in una grotta sottomarina a forma di cuore, il piccolo Hugo lanciandosi in \u201caria\u201d \u2013 si fa per dire \u2013 indossa un guscio acquatico tartarugato che fa di paracadute, mentre scodinzola cercando ancora le \u201ccoccole\u201d di mamma ippopotamo. Come si pu\u00f2 non ricordare nel piccolo ippopotamo Hugo chiari ed eloquenti riferimenti a <em>Dumbo<\/em> di Walt Disney?<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/181.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" title=\"Hugo the Hippo01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/181.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"496\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Interessante \u00e8 invece, dopo la liberazione degli squali da parte degli ippopotami con Zanzibar che torna ad essere un paese fiorente, quando si vede un altissimo grattacielo della principale emittente televisiva che ha la \u201ccupola\u201d raffigurante il busto del Sultano con tanto di antenne paraboliche che fuoriescono dal turbante; come curiosa \u00e8 l\u2019idea della conferenza stampa dello stesso Majhid assieme ai suoi ministri e scienziati tra flash e telecamere.<br \/>\nCome degna di interesse \u00e8 la sequenza che ha inizio col sinistro e diroccato palazzo di pietra di Aban Khan, adornato di anelli dorati e di maniglie a forma di teschio con rapaci racchiusi in anguste gabbie: guidato dagli interessi di tre contadini, il Gran Visir \u2013 geloso della popolarit\u00e0 di cui gode il Sultano Majid presso Zanzibar \u2013 decide in proprio di sterminare la dinastia di ippopotami. Come risolvere graficamente la \u201cbattaglia\u201d, cio\u00e8 il \u00abfuoco\u00bb interiore di Aban Khan il quale vive in \u00abterra\u00bb, e gli ippopotami, se questi ultimi vivono in \u00abacqua\u00bb? L\u2019autore ungherese la fa svolgere attraverso un\u2019altra dimensione ancora, nuova e differente per tutti: l\u2019\u00abaria\u00bb. La \u201cbattaglia\u201d fra Aban Khan e gli ippopotami \u00e8 simbolica nella descrizione visiva ma reale nel racconto. Come in un sogno, anzi un incubo che diventa realt\u00e0: Aban Khan fra le scale del palazzo come soluzione agli ippopotami estrae una pistola, il cui imbocco luminoso, in dissolvenza incrociata, diventa una luna; come le sagome del Gran Visir ed i suoi a bordo di una barca, si mutano in forme di sinistre nubi minacciose nel cielo notturno, mentre il fucile spara fulmini e saette che finiscono col massacro della famiglia d\u2019ippopotami, altrettanto in forma di conglomerati nubiformi.<br \/>\nUn incubo sembra, ma invece \u00e8 realt\u00e0: Re e Regina, genitori del piccolo ippopotamo rosa, sono sterminati, tutti gli altri massacrati, tranne uno: Hugo, che nella furibonda battaglia col mare in tempesta riesce a fuggire, mentre le onde si trasformano nel mefistofelico volto del Gran Visir Aban Khan.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Come anche, quando il povero Hugo si ritrova solo, all\u2019alba, in riva al mare e svenuto, viene svegliato dalla pinzata del piccolo granchio, di cui curiosa \u00e8 l\u2019ideazione grafica con l\u2019elmetto da cavaliere e i cannocchiali meccanici al posto degli occhi.<br \/>\nOppure quando Hugo si ritrova a rincorrere un cavolfiore che viene sbattuto da due scimpanz\u00e9 che giocano a pallacanestro (il canestro \u00e8 un alveare di api, immaginate per il piccolo Hugo\u2026).<br \/>\nInteressante \u00e8 la sequenza di Jorma e i compagni di scuola, i quali gettandosi nel fiume assieme al loro nuovo amico Hugo, sott\u2019acqua vivono le pi\u00f9 straordinarie avventure: pesci che diventano sfere e poi ancora stelle colorate; fiori e biglie di vetro a spicchi cromatici; motivi a girotondo di giochi e, tutti in groppa a Hugo, li troviamo intenti a prendere gustosi lecca-lecca e caramelle d\u2019ogni tipo e colore; bolle di sapone che si trasformano in ciambelle colorate e aerovolanti sottomarini su cui spiccare assieme il volo; fino alle bollicine trasparenti che si trasformano nelle ruote di un go-cart\u2026 oppure in un simpatico disco volante per volare tutti insieme in allegria\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Altra sequenza degna di nota \u00e8 quando, invece, Aban Khan col Mago di corte, alla fattoria della famiglia di Jorma si occupa della cattura di Hugo, situazione per la quale la creativit\u00e0 di Gem\u00e9s offre un ulteriore colpo di fantasia: un gigantesco annaffiatoio alato con tanto di occhi, che compare in alto nel cielo notturno, capace di far germogliare in un batter d\u2019occhio alberi da frutta e verdura a volont\u00e0 tanto da attirare l\u2019attenzione del piccolo Hugo al fine di catturarlo. Ma ecco che l\u2019autore ungherese trasforma nuovamente la realt\u00e0 in fantasia: gli odori e i profumi appaiono come sagome psichedeliche che si mutano, a propria volta, in nebulose colorate le quali formano uno chef che porta una succulenta torta fino a condurre l\u2019ingenuo Hugo fra giganteschi cavoli e agrumi per sedurlo; Aban Khan segue la scena assieme al padre del bambino, mentre Jorma corre a salvare il piccolo ippopotamo, quando enormi pannocchie di granturco si trasformano a loro volta in giganteschi cannoni cingolati: la battaglia \u00e8 pura fantasia di variegate forme e colori; fave che sparano fagioli e rape a forma di samurai mentre la mela rossa simile a un gigantesco moschettiere armato di spada combatte contro il bambino armato di falce che tenta di salvare il suo inseparabile Hugo; nelle sequenze in cui Jorma combatte contro la grande mela rossa, alcuni critici dell\u2019epoca vi intravidero nientemeno che la personificazione del Totalitarismo dei paesi dell\u2019est; ma se ci\u00f2 fosse stato vero, Jorma non lo avrebbe certo combattuto usando come arma una falce\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Situazione la quale, attraverso una pirotecnica fantasia, viene a propria volta a trasformarsi in un\u2019enorme farfalla sulla quale i due amici riescono a fuggire oltre ai limiti del cosmo, dove i pianeti, satelliti e comete, dai pi\u00f9 svariati e brillanti colori, sono nientemeno a forma di frutti tropicali; fino ad atterrare su di un\u2019enorme pianeta deserto, quando la farfalla, lasciati i due, vola via, sopraggiungendo ad essa un\u2019enorme astronave guidata dal Gran Visir, il quale, con la pistola alla mano punta diritto il piccolo ippopotamo: ovviamente Jorma si mette immediatamente davanti a Hugo per salvargli la vita, in un crescendo spettacolare secondo la miglior tradizione del cinema di animazione.<br \/>\nAltra parte di estremo interesse \u00e8 la sequenza che precede i titoli di coda: dopo essere entrati nel fiume, l\u2019ambiente si trasforma in un vero connubio fra arte africana e europea. La farfalla spaziale, diventa un modulo creativo per rivedere, all\u2019interno delle sue ali, (attraverso la tecnica di mascherini e doppie impressioni) alcune fra le sequenze pi\u00f9 significative del racconto; moduli ornamentali espressionisti con anitre e aironi stilizzati che si ripetono, animandosi, su variopinti tessuti africani che fanno da sfondo; fin quando, nelle ultimissime scene, Hugo lo ritroviamo, realistico, a giocare nel suo amato giardino, questa volta simbolico e stilizzato, fra alberi come girandole con, all\u2019interno, foglie e motivi ornamentali; come a navigare fra biglie colorate con all\u2019interno tribali totem e maschere africane, che diventano semplici palloni da gioco a Pon-Pon su cui giocano i bambini\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Il giardino di Hugo: il paradiso dei bimbi<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Il piccolo Hugo ha raccolto cos\u00ec unanimemente la simpatia dei bambini che, dopo la scuola, sono loro stessi a cercarlo per dedicargli il loro tempo libero. Non potendolo ospitare in casa per via dei genitori, decidono insieme di costruirgli appositamente una casa, o meglio, un vero e proprio angolo di paradiso, tutto per lui\u2026 anzi, per tutti loro: una vera e propria oasi dove sono ammessi solo i bambini.<br \/>\nI bambini provvedono anche a dargli da mangiare, sottraendo ciascuno un po\u2019 della loro merenda che, nella cartella, portano a scuola; l\u00ec, infatti, i ragazzi danno vita, complici le operazioni algebriche del maestro Bow-wow, alla raccolta di ci\u00f2 che a fine lezione si riveler\u00e0 un gustoso banchetto per il loro piccolo amico: sandwich con prosciutto e burro, mango, fette di cocomero ed angurie, torte di mele e frutta a volont\u00e0\u2026 Cosicch\u00e9 viene loro l\u2019idea che non basta provvedere a nutrirlo giornalmente al meglio, ma anche di costruire un giardino tutto per lui: accette che tagliano alberi; ruspe al lavoro per procedere alla striatura del terreno (e qui G\u00e9mes dovendo giustificare mezzi e lavori non idonei ai bambini ricorre nuovamente al simbolo: una ruspa a chiave girevole guidata da un piccolo omino meccanico); allietati da cavalli giocattolo con arti in legno che rallegrano l\u2019ambiente quando gli amici di Jorda sistemano il terreno e aggiustano i soppalchi, con zucche dipinte poste ad ogni angolo, creando tubature dalle quali far scorrere l\u2019acqua per irrogare i campi; ma ben presto l\u2019ambiente \u00e8 abitato: gi\u00e0 fanno il nido diversi passeri, fra fiori e tulipani, quando i bambini issano un grosso spaventapasseri e pongono nastri e fiocchi per rendere al meglio quell\u2019angolo di paradiso dedicato al piccolo Hugo, che ben presto diviene il rifugio spensierato e pomeridiano di tutti i suoi simpatici amici\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/161.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6665\" title=\"Hugo the Hippo07\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/161.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"501\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/161.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/161-300x242.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Il distacco della famiglia per la crescita nella societ\u00e0<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Il distacco dalla famiglia \u00e8 drastico e forzato; Re e Regina ippopotamo hanno tutte le premure sul loro piccolo Hugo; ma, per via dell\u2019invidia umana del ministro Aban Khan, entrambi perdono anticipatamente la vita, lasciando \u201corfano\u201d il loro cucciolo d\u2019ippopotamo: inizialmente \u00e8 solo Jorma (un bambino) a mostrargli tenerezza e affetto&#8230; ma ben presto Hugo si accorge che la societ\u00e0 non \u00e8 certo \u201crosa e fiori\u201d come il nido famigliare gli aveva assicurato: i selvaggi animali della foresta lo scansano, mentre non meno selvaggia \u00e8 la societ\u00e0 umana, civilizzata da ipocrisia e pregiudizio da cui derivano per lui tante incomprensioni e ingiustizie: la severit\u00e0 della corte di giustizia che gli attribuisce colpe che non ha; il rancore dei contadini che ignorano la bont\u00e0 e il candore del piccolo ippopotamo rosa; e tutta l\u2019ipocrisia adulta la quale, cesellata nel proprio orgoglio, mette a fregio lo stesso orgoglio per proseguire imperterrita, perseverando nell\u2019errore\u2026<br \/>\nSar\u00e0 la sincerit\u00e0 dei bambini a non accettare come un dogma la menzogna degli adulti supportata dalla bont\u00e0 del Sultano Majid, a ribaltare il giudizio errato di un mondo corrotto\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/17.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6666\" title=\"Hugo the Hippo08\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/17.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"501\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/17.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/17-300x242.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Hugo l\u2019ippopotamo rosa: il \u00abdiverso\u00bb dalla massa<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Innanzitutto la sua diversit\u00e0 ha in partenza una \u201ccolpa\u201d: Hugo \u00e8 un ippopotamo rosa mentre gli altri sono verdi. E poi non si trova bene coi suoi simili. La bont\u00e0 d\u2019animo del piccolo principino Hugo, \u00e8 evidente a tutti, per questo gli animali selvaggi della foresta non lo vogliono.<br \/>\nDopo aver perso i genitori e i suoi simili ippopotami a causa di Aban Khan, Hugo fa amicizia con Jorma e i suoi amici di scuola; \u00ab<em>Povero Hugo, poich\u00e9 lui giocava con i bambini, gli animali della foresta non lo amavano. Fortunatamente i bambini si prendevano cura di lui<\/em>\u00bb, spiega il narratore, mentre si vede la marcia dei babbuini che capitana pappagalli e civette, elefanti e rinoceronti, i quali \u2013 tutti \u2013 scherniscono, scansandolo, il piccolo e solitario ippopotamo rosa.<br \/>\nHugo \u00e8 rimasto solo, s\u00ec, ma questa volta sono i bambini a fargli il bagno, coccolarlo, dandogli da mangiare e \u201cadottandolo\u201d come loro mascotte.<br \/>\nFino al punto che i bambini, dopo la scuola, decidono tutti insieme di costruire un bel giardino per il piccolo Hugo, \u00ab<em>un bel giardino proprio davanti al mar\u2026<\/em>\u00bb come dice la canzone, mentre i bimbi, con a capo Jorma, costruiscono, abbelliscono con nastri, dipingono zucche con tanti forellini per irradiare i campi e montano un simpatico spaventapasseri dalle fattezze del maestro Bow-wow; e il piccolo Hugo si ritaglia un angolo tutto suo tuffandosi in una grande tinozza e mettendosi un tulipano in testa fra la gioia festante di tutti i bimbi\u2026<br \/>\nE\u2019 l\u2019adulto, il maestro Bow-wow, che spezza l\u2019&#8221;incanto infantile\u201d seguendo i bambini \u2013 sempre pi\u00f9 disattenti ai nozionismi scolastici a dispetto della sincera amicizia instaurata col piccolo ippopotamo che molto pi\u00f9 loro insegna alla vita \u2013 avvertendo i genitori (e divertente \u00e8 il telefono, uno di quei modelli antichi a \u2018cornetta\u2019, agganciato ad un fusto d\u2019albero) e dicendo loro che Hugo \u00e8 estremamente nocivo all\u2019educazione dei loro figli; genitori i quali, insieme, bianchi e neri, distruggono in un batter baleno con accette e sassi appiccando il fuoco su quell\u2019oasi di pace costruita dai bimbi per giocare col loro piccolo amico ippopotamo.<br \/>\nIl piccolo Hugo si ritrova solo, al punto che viene perfino etichettato come \u00ab<em>il ladro di Dar es Salaam<\/em>\u00bb mangiando, per innocente gioco, i frutti dei campi della nota cittadina della Tanzania, fino anche a rovinare le piantagioni di cavoli e granturco della fattoria del pap\u00e0 di Jorma. La voce dell\u2019ippopotamo \u00abladro di Dar es Salaam\u00bb giunge sino all\u2019orecchie del Gran Visir Aban Khan, il quale si presenta a casa del padre di Jorma per tendere una trappola al piccolo ippopotamo di cui \u00e8 alla disperata ricerca; ma ovviamente, gli \u201cadulti\u201d non credono mai ai \u201cbambini\u201d e sar\u00e0 sul finale che il piccolo Jorma riuscir\u00e0 ad aiutare il suo altrettanto piccolo amico Hugo\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Hugo the Hippo: un film per adulti-bambini e per bambini-adulti<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Come si \u00e8 intuito, l\u2019arte di G\u00e9mes \u00e8 sempre doppiamente direzionale: grandi verit\u00e0 espresse in disegni semplici, dove la graffiante caricatura \u00e8 sempre sinonimo della caratterizzazione accentuata degli scompartimenti umani che compongono la societ\u00e0.<br \/>\nAl grafismo di <em>Guszt\u00e1v<\/em> e de <em>La famiglia Mezil<\/em> (in originale, <em>M\u00e9zga csal\u00e1d<\/em>), personaggi e serie televisive di successo a cui lavor\u00f2 l\u2019artista magiaro, corrisponde un disegno nell\u2019insieme realistico ma accentuato nelle espressioni di tutte quelle caratteristiche emozionali le quali, con una punta di sadismo grafico, dall\u2019animo passano a scolpire, accentuandoli, gli stessi lineamenti del volto.<br \/>\nBasti pensare alla descrizione che G\u00e9mes fece quando Hugo, chiuso in una gabbia, sfila fra le strade di Dar es Salaam con tutta la turba di popolo che sopravviene da ogni direzione: i volti sono sgraziati ma realistici; le espressioni di astio vengono esasperate dagli occhi all\u2019infuori e smorfie contratte del volto tanto da deformarne la naturale espressione; neri e bianchi con relative stigmate di ciascuna appartenenza geografica si trovano inconsciamente ad interpretare i comportamenti umani a loro assegnati, ognuno nei limiti delle espressioni relative a ciascuna classe d\u2019appartenenza sociale; bellissima la scena in cui, remando contro la marea di follia adulta, Jorma si fa strada, correndo in prospettiva fino a raggiungere il carro di trasporto dov\u2019\u00e8 imprigionato il piccolo Hugo per assicurargli aiuto e protezione, quando viene all\u2019improvviso preso e ammonito dal suo stesso genitore.<br \/>\nIl mondo per G\u00e8mes \u00e8 strutturato a gerarchie: il Sultano buono dai valori cristiani, che crede nel perdono e nella fratellanza; il ministro a cui manca un solo grado per coronare le sue ambizioni di potere e ascesa; la giustizia del giudice, che pur riconoscendo la buona fede non giustifica i danni subiti; le espressioni dei contadini in cui c\u2019\u00e8 sempre corretta proporzione e giustezza sociale: loro non capiscono n\u00e9 gli interessa comprendere ma, nella loro veemenza, sono veri e propri agitatori popolari.<br \/>\nEspressioni di grandi verit\u00e0 cristiane, livellate da altrettanta intellettuale democrazia marxista: non a caso ad optare per i valori di fratellanza \u00e8 lo stesso Sovrano buono Majid, mentre ad incarnare la voce dello stato \u00e8 l\u2019autorit\u00e0 dell\u2019impassibile giudice Swahili, il quale, nonostante gli sia stato indirettamente suggerito il perdono dal cuore \u201cnobile\u201d del Sultano, preferisce non scostarsi dal suo ruolo \u201cborghese\u201d di amministratore della giustizia: il suo comportamento non fa una piega, n\u00e9 verso Majid n\u00e9 verso il suo antagonista Aban Khan; il giudice comprende mantenendo comunque toni distanti e compassati, mostrandosi imparziale (anche riguardo chi, come il Sultano, \u00e8 sopra lui ma che, in ottemperanza alla legge, si comporta come un comune cittadino); anche quando pronuncia la condanna d\u00e0 formalmente ragione ad Aban Khan ma sottostantemente riconosce la verit\u00e0 illustrata dal Sultano Majid e dal bambino Jorma, in una intelligente sentenza che mostra piena e autonoma libert\u00e0 decisionale; interessante notare che i bambini, poveri e ricchi come anche lo stesso principe Hugo, non recano nei comportamenti alcuna stigmate di classe, ma sono sinceramente mossi dal loro animo\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Hugo e i bambini: il trionfo del bene sul male<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Dopo la battaglia planetaria, tornati in Tanzania col piccolo ippopotamo catturato e imprigionato nella gabbia che fa da bella mostra al Ministro Aban Khan che precede la marcia trionfante fra le strade di Zanzibar, gli adulti esultano alla cattura, mentre i bambini accorrono promettendo aiuto al loro ingenuo, piccolo amico Hugo; interessante nel corteo di Dar es Salam, un primo piano di una terrazza in legno dalla quale si intravede un uomo che guarda le immagini \u00abvere\u00bb nella TV \u00abdisegnata\u00bb, con l\u2019inquadratura cinematografica che, allontanandosi, scopre l\u2019intera marcia del corteo che conduce l\u2019ippopotamo alla corte suprema. Hugo \u00e8 vittima della sua ingenuit\u00e0, come di continui complotti pregiudizievoli del mondo degli adulti: l\u2019invidia del maestro Bow-wow solo perch\u00e9 i suoi alunni preferiscono crescere nell\u2019amicizia con Hugo rispetto alle sue lezioni scolastiche; invidia e incomprensione a seguito delle quali gli \u201cadulti\u201d, senza le pur minime verifiche, distruggono l\u2019oasi costruita dai \u201cbambini\u201d tanto che l\u2019ingenuit\u00e0 di Hugo, rimasto isolato, lo porter\u00e0 a giocare nelle \u201cpropriet\u00e0 private\u201d, mangiando la verdura nei campi e conquistandosi l\u2019immeritato appellativo di \u00abladro di Dar es Salaam\u00bb; l\u2019invidia del Primo Ministro Aban Khan verso lo stesso Sultano Majid il quale, con la sua idea degli ippopotami, si era conquistato la simpatia e l\u2019affetto del popolo di Zanzibar; come anche il giudice Swahili che, per l\u2019occasione, ha per Pubblico Ministero lo stesso Aban Khan, contro il piccolo e innocente imputato Hugo, accusandolo di gravi e irreversibili crimini \u00absociali\u00bb: un piccolo ippopotamo solo contro l\u2019ipocrisia degli adulti che lo accusano, con in testa il Gran Visir, di \u00ab<em>distruzione e sovvertimento alle leggi dello Stato<\/em>\u00bb, chiedendo come massimo della pena la condanna a morte; chiesta anche unanimemente a furor di popolo (adulto), mentre l\u2019unica voce fuori dal coro \u00e8 quella di un bimbo: Jorma, il quale riesce a portare come testimone d\u2019eccezione nientemeno che il magnifico Sultano di Zanzibar Majid, in difesa del piccolo Hugo; Sovrano dal cuore nobile dentro e fuori, il quale, rimettendosi comunque con umilt\u00e0 e rispetto alle decisioni della corte, nella propria arringa difensiva spiega: \u00ab<em>\u2026Questo piccolo ippopotamo che avete davanti a voi \u00e8 il solo sopravvissuto di una brutale e insensata carneficina guidata da colui che adesso chiede la morte di Hugo.<br \/>\nHugo sarebbe gi\u00e0 morto se non fosse stato per Jorma e i suoi amici. Loro lo amavano, e hanno avuto cura di lui e impiantarono anche una fattoria per nutrirlo e furono solo questi bambini che riconobbero a Hugo il suo diritto alla vita.<br \/>\nSe voi avete bisogno di giustificare la carneficina degli ippopotami; se ritenete un vostro diritto come esseri umani uccidere chiunque vi dia fastidio, allora condannatelo pure a morte. Ma ricordate le mie parole: se non riusciremo a riconoscere in ogni essere umano un nostro fratello; se non riusciremo ad amare il nostro prossimo come hanno fatto Jorma e i suoi amici, noi saremo condannati. Il destino di Hugo l\u2019ippopotamo \u00e8 il nostro destino. Io chiedo che ci sia Giustizia per tutti gli esseri viventi<\/em>\u00bb.<br \/>\nEd il saggio Sultano va via accompagnato dal suo inseparabile ghepardo Nimara sperando nella clemenza e nell\u2019onest\u00e0 della Corte.<br \/>\nIl giudice Swahili dichiara comunque il piccolo Hugo colpevole delle accuse ascrittegli, con apparente soddisfazione di Aban Khan, riconoscendo i danni fatti ai campi, fattorie e appezzamenti terrieri devastati di innocenti contadini ma, con sentenza salomonica, comanda ai piccoli amici del piccolo ippopotamo l\u2019immediato ripristino dei raccolti, nonch\u00e9 ordina \u00ab<em>ai bambini di nutrire e giocare con Hugo ogni giorno dell\u2019anno<\/em>\u00bb.<br \/>\nGrandi Evviva e Urr\u00e0. Anche il pap\u00e0 di Jorma \u00e8 orgoglioso di lui.<br \/>\nLa verit\u00e0 cancella ogni menzogna.<br \/>\nCosicch\u00e9 tutti i bimbi preceduti da Hugo, corrono festosi fra le vivaci strade della Tanzania festeggiati dal popolo, quando, a conclusione, la voce narrante spiega: \u00ab<em>A Dar es Salaam ancora raccontano la storia degli ippopotami che salvarono Zanzibar dagli squali. Forse non vi diranno come morirono quei dodici poveri ippopotami, ma sicuramente vi diranno che uno di essi \u00e8 ancora vivo, coccolato e nutrito da tutti i bambini della regione: ebbene, quell\u2019ippopotamo \u00e8 Hugo Hippo, che \u00e8 l\u2019abbreviativo di ippopotamo. \u201cIppopotamo\u201d, per chi non lo sapesse, vuol dire \u201ccavallo del fiume\u201d\u2026<\/em>\u00bb.<br \/>\nE tuffandosi nel fiume i bambini assieme a Hugo, i cui volti dapprima visti dall\u2019alto, simili a fiori, girano tutt\u2019intorno in un musical a carosello di giochi: bambini di ogni credo e colore\u2026 in un collage a caleidoscopio fino ad incontrare maschere tribali e animali fantastici con le pi\u00f9 originali e strane figure animate\u2026 nel pi\u00f9 straordinario universo di amicizia e di pace.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Pro e contro Hugo the Hippo<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">In un sito americano di cinema, <a href=\"http:\/\/badmovieplanet.com\/\" target=\"_blank\">BadMoviePlanet<\/a>, \u00e8 pubblicata in inglese un\u2019accurata recensione su <em>Hugo the Hippo<\/em>, di cui riportiamo degli stralci:<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">\u00ab<em>Throughout cinematic history, there have been a large number of failures in movie-making as there have been a large number of successes, though it&#8217;s probably safe to say that the number of the former is higher. [\u2026] But there are a few examples of failures that occurred because of one root cause, happing so early in the game that there was no possible way the movie could ever find a way to lift itself up and succeed. For instance, take the fate of RKO studios. Any Hollywood historian will tell you that the reason the studio came to a painful end was because Howard Hughes bought it in 1948; four years later, the studio had only a quarter of the employees it had before Hughes started running things. But a one root cause isn&#8217;t just limited to studios, but can also be seen in the movies the studios put out. We&#8217;ve all seen movies that would have worked well had it not been for a miscast actor&#8230; a strident musical score&#8230; incompetent direction&#8230; or even a botched special effect, if said effect is really important to the plot. In the case of Hugo the Hippo, however, the blame for its failure did not necessarily come from a lack of talent or ability in any field. Who knows, the people who made it may very well have come up with a passable movie had it not been for one thing that got in their way early in the game&#8230;<\/em>\u00bb.<br \/>\nAbbiamo poc\u2019anzi letto che lo studioso americano, pur riconoscendone \u00ab<em>talent or ability<\/em>\u00bb, attribuisce a G\u00e9mes e i suoi, in partenza, \u00ab<em>the blame<\/em>\u00bb, vale a dire una \u00abcolpa\u00bb.<br \/>\nMa egli, pregiudiziosamente parte da un presupposto errato quando scrive, \u00ab<em>the blame for its failure<\/em>\u00bb: in realt\u00e0 non ci sono \u00abguasti\u00bb se non quello di essere analizzato attraverso errate competenze.<br \/>\nMa, ovviamente, anzich\u00e9 intuire che la verit\u00e0 sta in se stesso prova a fare altre ipotesi. Vediamole:<br \/>\n\u00ab<em>Drugs. That&#8217;s the first and most likely theory to explain the craziness that you see before your eyes in Hugo the Hippo. Sure, you can point out that the movie was made in Hungary, while the Iron Curtain was up and still holding firm. But you have to remember that the Hungarians were more vocal about the oppressive rule, such as with the revolution they instigated in 1956. Many of the protesters were students. Students in the U.S. a decade later protested their own government, and we all know they were on drugs. Therefore, a drug culture must have existed in Hungary at one time. Now, I will admit there are other possibilities that may explain the bizarreness. There is always the possibility that the movie was made through a Hungarian viewpoint, and that you&#8217;d have to use such a viewpoint to appreciate it<\/em>\u00bb.<br \/>\nIl critico americano fa due ipotesi per spiegare tali \u00ab<em>craziness<\/em>\u00bb che sembra proporre pi\u00f9 come certezze: la prima \u00e8 che si sia fatto uso di droghe allucinogene le quali sarebbero alla base di tante assurdit\u00e0: \u00ab<em>Drugs. That&#8217;s the first and most likely theory to explain the craziness that you see before your eyes in Hugo the Hippo<\/em>\u00bb. Ha scritto. Al contrario, <em>Hugo the Hippo<\/em> \u00e8 un film con un\u2019originalit\u00e0 senza eguali, nel quale, alla lentissima sceneggiatura si alterna, controbilanciandosi, una storia il cui prosieguo non \u00e8 immaginabile dallo spettatore: un film per bambini da un lato, per \u201caddetti ai lavori\u201d ed esperti del linguaggio dell\u2019animazione dall\u2019altro (v. i capitoli: <em>L\u2019eroe in funzione della fiaba: il ribaltamento dei canoni<\/em>; <em>Happy Hugo!: l\u2019Astratto nel Figurativo<\/em>; <em>Hugo the Hippo: un film per adulti-bambini e per bambini-adulti<\/em>).<br \/>\n\u00ab<em>Drugs\u00bb?\u2026<\/em>\u00bb ci\u00f2 vorrebbe dire che al Pannonia Filmstudio gli allucinogeni avrebbero dovuto usarli non solo gli animatori, ma anche l\u2019autore della storia, lo sceneggiatore, il compositore e il paroliere delle musiche, i cantanti, nonch\u00e9, primo fra tutti, il regista\u2026 Un po\u2019 troppi, ci sembra\u2026<br \/>\nHo gi\u00e0 spiegato nei miei articoli su <em>Hugo the Hippo<\/em> che alla base c\u2019\u00e8, al contrario, innato talento ed enorme competenza, mentre l\u2019ipotesi \u201cdroga\u201d viene ad essere unicamente a fregio dei limiti di comprensione altrui.<br \/>\nD\u2019altronde l\u2019ipotesi \u201cdroga\u201d a errato supporto di molti film d\u2019animazione non \u00e8 certo una novit\u00e0: sono note le analoghe \u201cteorie\u201d riguardo soprattutto <em>Dumbo<\/em> e <em>Alice nel paese delle meraviglie<\/em> di Disney, per i quali gli animatori li avrebbero realizzati sotto l\u2019effetto di droghe allucinogene, quali acidi e LSD. Ci\u00f2 anche per cercare di rivelare particolari segreti e scandalistici su Walt Disney riguardo la sua immagine \u00abperbenista\u00bb e i suoi cartoons per \u00abfamiglie\u00bb. Patetiche chiacchiere scandalistiche, ovviamente condite da falso moralismo, incompetenza al linguaggio del cinema disegnato e populistiche leggende metropolitane.<br \/>\nCome spiegato, alla base non vi sono n\u00e9 \u00ab<em>failure<\/em>\u00bb n\u00e9 \u00ab<em>drugs<\/em>\u00bb, in quanto <em>Hugo the Hippo<\/em> pu\u00f2 essere \u201camato\u201d immediatamente dal mondo dell\u2019infanzia e, con occhio adulto, analizzato correttamente soltanto da chi ha conoscenze specialistiche relative al linguaggio del cinema di animazione.<br \/>\nMa verso la fine, col semplice ragionamento, lo studioso americano viene a formulare altre possibilit\u00e0 che possono spiegare tali \u00ab<em>bizarreness<\/em>\u00bb: \u00ab\u2026<em>that the movie was made through a Hungarian viewpoint, and that you&#8217;d have to use such a viewpoint to appreciate it<\/em>\u00bb.<br \/>\nNe fa quindi, la possibilit\u00e0 di un fattore di diversit\u00e0 \u201cculturale\u201d e non di responsabilit\u00e0 relative a \u201cdroghe\u201d indotte.<br \/>\nIl punto, per\u00f2, non sta nella differenza culturale fra l\u2019America e l\u2019Ungheria, bens\u00ec nella differenza di linguaggio ed analisi fra il cinema dal vero e il cinema disegnato. Ecco perch\u00e9 se il critico americano avesse, come dovrebbe averle nel cinema, altrettante ortodosse competenze nell\u2019animazione\u2026 \u00ab<em>that you&#8217;d have to use such a viewpoint to appreciate it<\/em>\u00bb.<br \/>\nPoi prosegue rincarando la \u201cdose\u201d su Marie e Jimmy Osmond: \u00ab<em>But drugs or no drugs&#8230; my God! How can I describe this living oxymoron, that being a real hallucination? Where to start? How about with the Marie Osmond-sung opening song [\u2026] Drugs, no doubt about it. In Ms. Osmond&#8217;s case, given her background, it had to be peyote [\u2026] And Jimmy Osmond also takes peyote, judged by the following song he sings<\/em>\u00bb. Certo\u2026 non solo gli ungheresi ma anche gli americani\u2026 chiss\u00e0, forse portavano, anzich\u00e9 di chiodi di garofano, casse cariche di peyote e funghi allucinogeni direttamente negli studi di registrazione\u2026<br \/>\nPoi parla dell\u2019\u00ab<em>art style<\/em>\u00bb di <em>Hugo the Hippo<\/em>, trovando numerosi riferimenti stilistici, giusti pi\u00f9 che altro in apparenza, col film <em>Yellow Submarine<\/em>:<br \/>\n\u00ab<em>In the case of Hugo the Hippo, it resembles what Yellow Submarine inspired. What am I talking about? Well, go to any used book store, and dig up some books printed in the 1970s, specifically books that have cover art that was inspired by Yellow Submarine. I think now you know what I&#8217;m talking about: People and objects (often in front of a completely white background) drawn as being made up of dozens of murky-colored curvy &#8220;blobs&#8221;, each blob having a thin black line around it that was drawn seemingly with a shaky hand. It&#8217;s not unusual if some of these multi-shaped &#8220;blobs&#8221; aren&#8217;t even colored in. Seen today, such artwork has a curiously depressing feeling to it &#8211; like it was drawn by someone coming out of a bad &#8220;trip&#8221;<\/em>\u00bb.<br \/>\nSpecie per l\u2019ultima frase, visto oggi, tale stile grafico risulta senz\u2019altro datato come \u00e8 altrettanto oggi datata la cultura Hippy dei \u201cfigli dei fiori\u201d: non si tratta quindi di una \u201cmoda\u201d senza tempo, ma, come spiegato, si \u00e8 optato per scelte stilistiche che volutamente si rifacevano allo stile di quegli anni della Pop Art con richiami ornamentali tendenti al retr\u00f2 e al liberty.<br \/>\nE, \u00ab<em>While it could be argued that this particular style of psychedelic art could make for some good drawings or paintings, this extreme style is completely wrong for an animated movie<\/em>\u00bb. Questo stile, invece, non \u00e8 affatto contrario per un film animato, se si viene a conoscenza del dato di fatto che l\u2019animazione classica \u00e8 solo una minuscola branca delle possibilit\u00e0 espressive del cinema disegnato.<br \/>\nL\u2019articolo prosegue con una serie di \u201cspiegazioni\u201d \u2013 non solo fra le pi\u00f9 elementari e giuste soltanto in teoria \u2013 riguardo la tecnica di animazione tradizionale; gi\u00e0, \u201ctradizionale\u201d; ma ci sono \u2013 specialisticamente \u2013 tantissime variet\u00e0 di stili e variazioni facenti parte del complesso linguaggio dell\u2019animazione supportati da conoscenze che i pi\u00f9 ignorano. Come se, nelle arti visive, si prendesse in considerazione solamente la pittura figurativa, paragonando ad essa l\u2019espressionismo, il cubismo, e l\u2019astrattismo in genere. Generi meno conosciuti alla massa ma altrettanto se non pi\u00f9 validi agli esperti del settore.<br \/>\nPoi prosegue intravedendoci possibili \u201cdanni\u201d per i piccoli spettatori:<br \/>\n\u00ab<em>By now you should have an idea that Hugo the Hippo goes far beyond being a misguided (in more than one way) animated movie; it is seriously warped<\/em>\u00bb. Come spiegato, non c\u2019\u00e8 errore nella struttura del film n\u00e9 \u00e8 \u00ab<em>warped<\/em>\u00bb, il problema sta nella maniera in cui lo si interpreta: chi lo vede con occhio formale, chi con occhio spirituale.<br \/>\n\u00ab<em>I am pretty sure some children will be disturbed by the art and animation alone, not only failing to resemble any style they&#8217;ve seen before, but how its jumble of blobs and faded colors is enough to even make adults shift uncomfortably around in their seats<\/em>\u00bb.<br \/>\nAnche noi intenditori siamo altrettanto certi che i bambini non potranno realmente rimanere disturbati dall\u2019arte e dall\u2019immaginazione di G\u00e9mes, in quanto, approdando ad un alto tipo d\u2019espressione artistica rispetto all\u2019animazione commerciale, potranno invece crescere nell\u2019Arte del cinema disegnato anche perch\u00e9 il \u00ab<em>jumble of blobs and faded colors<\/em>\u00bb \u00e8 chiaramente innocente e del tutto inoffensivo.<br \/>\n\u00ab<em>Then of course there are touches in the story that will seriously traumatize the kids, not being just limited to man-eating sharks and genocide. The parents of the children who appear later in the movie are portrayed as cruel and thoughtless monsters who burn and pillage their children&#8217;s fancy vegetable garden they planted for Hugo&#8217;s food supply, and later gather in a mob with pitchforks and other farm tools crying out for the law to put Hugo to death. Such sights may not terribly disturb adult viewers, but on the other hand they will be utterly perplexed by a number of hallucination-like sights that their kids will more readily accept. We see a freeway at the bottom of the ocean, with starfish and other marine life being the speedy traffic. The magician sleeps in a rolled-up carpet floating in midair. The bottom of the river where the hippos live contains a hippo amusement park (complete with Ferris wheels and bumper cars) covered with frosting and candy. An absent-minded guy unknowingly sticks his fork in a toaster, and doesn&#8217;t feel his subsequent electrocution. The magician sets a trap for Hugo that involves giant corn on the cob tanks and living asparagus soldiers with swords. Hugo and the human boy he&#8217;s befriended escape this trap by jumping on a giant butterfly, who flies up into space and to a vegetable solar system<\/em>\u00bb.<br \/>\nPossono \u00ab<em>seriously traumatize the kids<\/em>\u00bb da un gruppetto di squali disegnati e non da ci\u00f2 che costantemente vedono nella vita quotidiana? Ma vogliamo scherzare?\u2026 E allora la Strega di Biancaneve di Disney dove la mettiamo?<br \/>\nE i genitori dei bambini che pi\u00f9 successivamente nel film sono ritratti dal critico come \u00ab<em>cruel and thoughtless monsters<\/em>\u00bb sono invece solo l\u2019espressione esasperata della fisionomica che ritrae rozzi ed egoisti agricoltori. Nessuno spettatore bambino li confonderebbe mai con l\u2019affetto dei propri cari; basta che ciascuno s\u2019immedesimi, ad esempio, nel solo protagonista Jorma: suo padre \u00e8 un padre normale come tanti altri\u2026<br \/>\nAnche quando gli adulti bruciano e saccheggiano l&#8217;orto, cos\u2019\u00e8 che dovrebbe tanto impaurire: il\u2026 fuoco?<br \/>\nO la cattiveria dei genitori? Il piccolo spettatore sa per certo che n\u00e9 il proprio padre n\u00e9 i genitori dei suoi amici si comporterebbero mai in tal modo, ed il problema nella realt\u00e0 non sussiste in partenza\u2026<br \/>\nSe ci\u00f2 non pu\u00f2 avvenire negli adulti, bisogna anche specificare che non pu\u00f2 altrettanto avvenire nei bambini quel \u00ab<em>terribly disturb<\/em>\u00bb \u2013 come il critico sostiene \u2013 quando la legge cerca di mettere a morte Hugo: lui in realt\u00e0 si trova soltanto nell\u2019aula della corte, e per quanto la gente inciti alla condanna, nessun\u2019immagine realmente fastidiosa viene a supportare la narrazione.<br \/>\nRiguardo le sequenze oniriche, per le quali lo studioso rimane \u00ab<em>utterly perplexed by a number of hallucination-like sights that their kids will more readily accept<\/em>\u00bb, pu\u00f2 star tranquillo: esse esprimono non altro che serenit\u00e0 e allegra e colorata fratellanza.<br \/>\n\u00ab<em>To be fair, not everything in Hugo The Hippo is deranged or absolutely incomprehensible. While the rest of the songs in the movie (including those two previously mentioned) are hopelessly bad\u2026<\/em>\u00bb. Per essere veramente \u00ab<em>fair<\/em>\u00bb, egli dovrebbe dirla tutta: applicando moduli analitici assolutamente non idonei al complesso linguaggio del cinema di animazione, meglio avrebbe fatto in anticipo a dichiarare apertamente quali sono le sue competenze specifiche.<br \/>\nRiguardo poi il fatto che, \u00ab<em>While the animation and music are bad enough, what may be the worst thing about the movie is that it has no heart. The tone is constantly harsh and cynical, with little trace of any of the positive attributes found in humanity. It&#8217;s even hard to warm up to Hugo himself<\/em>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Non c\u2019\u00e8 reale durezza e cinismo, in quanto lo stile spoglio e i colori tenui rendono quantomai impossibile la vera mimesi fra spettatori e spettacolo. Anzich\u00e9 optare per i consueti modelli \u201czuccherosi\u201d e antropomorfi dell\u2019animazione disneyana, l\u2019altrettanto modello \u00e8 sostituito, in medesima valenza, dal candore sia iconografico sia dell\u2019ingenuit\u00e0 di carattere del piccolo ippopotamo Hugo.<br \/>\n\u00ab<em>While the title suggests he takes center stage in everything, the movie seems determined not to develop him as a character. After a quick glimpse of him in the beginning, he&#8217;s not seen again for about half an hour. In just about all of his subsequent appearances from that point on, he comes across as a boulder with legs, showing no real personality. The movie seems more interested in people&#8217;s reactions to him, not his reactions to what happens around him. If there&#8217;s one thing good about this boring hippo, it is that it gives the viewer a dull but firm anchor for his sanity to latch onto while watching the movie<\/em>\u00bb.<br \/>\nCome ho gi\u00e0 spiegato \u2013 anche a correzione di errori e di elementari quanto erronee interpretazioni \u2013 nel secondo paragrafo, <em>L\u2019eroe in funzione della fiaba: il ribaltamento dei canoni<\/em>. E non aggiungo altro a rispetto del critico in questione.<br \/>\nPassiamo a un\u2019altra \u00abperla\u00bb: Lo scrittore, critico cinematografico e attore statunitense Phil Hall, sul magazine <em>Film Threat<\/em> ha pubblicato online un interessantissimo articolo dal titolo <em>The Bootleg Files: &#8220;Hugo the Hippo<\/em>&#8221; (5). Esaminiamone alcune parti:<br \/>\n\u00abHugo the Hippo <em>is among the strangest films ever created. The film (which was made in Hungary and imported to the US via 20th Century Fox) makes absolutely no sense and frequently lapses into such reckless incoherence that it becomes impossible not to stare at its madness with your jaw on your lap<\/em>\u00bb.<br \/>\nDa un lato ci\u00f2 \u00e8 veritiero; ma dall\u2019altro, c\u2019\u00e8 da chiedersi: come non lasciarsi, invece, trasportare da questa fantasmagorica follia?<br \/>\nIn realt\u00e0, il motivo per il quale <em>Hugo the Hippo<\/em>, \u00ab<em>makes absolutely no sense and frequently lapses into such reckless incoherence<\/em>\u00bb \u00e8 dovuto al fatto che il film \u00e8 strutturato non seguendo la consueta logica del linguaggio del lungometraggio di animazione: come ho spiegato, la sceneggiatura \u00e8 lenta e diluita in tempi cinematografici assai lunghi; qui \u00e8 la storia in termini di racconto a sviluppare la trama e a far emergere il piccolo protagonista, e non viceversa, come di consueto accade nei film a cartoni animati.<br \/>\n\u00ab<em>It is also a surprisingly offensive movie on many levels, [\u2026] and it is impossible in retrospect to conceive how the MPAA could&#8217;ve sent this into American theaters with a G rating [\u2026] Narrator Burl Ives thoughtfully informs us how Zanzibar is a &#8220;lazy&#8221; and &#8220;sleepy&#8221; place \u2013 and if you&#8217;re starting to feel a bit queasy with possibly racist content, you&#8217;re not being overly sensitive. [\u2026] The Zanzibar laborers are given voices which make them sound like the Fat Albert and the Cosby Kids, but before you can say &#8220;Jello Pudding&#8221; their work is disrupted by a school of sharks wearing biker regalia. The sharks are in a hungry mood and for several minutes the film consists of black men running on the water while being pursued by sharks wearing leather caps and heavy metal chain necklaces. One laborer winds up in a fruit bowl with an apple in his mouth<\/em>\u00bb.<br \/>\nBe\u2019 se questo popolo di Zanzibar viene descritto \u00ab<em>&#8220;lazy&#8221; and &#8220;sleepy&#8221;<\/em>\u00bb, non ci sembra vi sia nulla di cos\u00ec \u201crazzista\u201d rispetto a come il Sultano Majid tratti il suo ministro dell\u2019economia \u201cbianco\u201d soprattutto quando, con tono sprezzante e dittatoriale, gli dice: \u00ab<em>Se lo ridici un\u2019altra volta ti rispedisco al tuo paese dove facevi la fame!<\/em>\u00bb (evidentemente i \u201csoldi\u201d non sono, come spesso si crede, soltanto priorit\u00e0 del mondo bianco\u2026).<br \/>\nPer non parlare dell\u2019eloquenza delle immagini: il giardino di Hugo viene realizzato velocemente e bene, perfino da bambini: neri e bianchi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/19.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6667\" title=\"Hugo the Hippo09\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/19.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"502\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/19.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/19-300x242.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">\u00ab<em>In the midst of the madness comes Zanzibar&#8217;s minister of finance, the evil Aban Khan. He is given a voice by Paul Lynde, who plays the role as if he was being annoyed by a dumb contestant on &#8220;Hollywood Squares&#8221;. When viewing the shark attack, he demands to know: &#8220;In the name of Allah, what are you doing?&#8221; Hearing Paul Lynde wrap his sing-songy mincing voice around the word &#8220;Allah&#8221; is both hilarious and vaguely blasphemous<\/em>\u00bb. Interessanti i paralleli quali <em>Hollywood Squares<\/em> ma vederci sottintesi di offese religiose nella pronuncia del nome \u201cAllah\u201d evidenziandole come \u00ab<em>hilarious and vaguely blasphemous<\/em>\u00bb mi pare un po\u2019 esagerato\u2026 Se ci si pensa, il Ministro Aban Khan interpreta un cartone animato, non si trova certo a pregare in Moschea\u2026!<br \/>\n\u00ab<em>Little Hugo finds himself on the run, without shelter or friends. The local jungle animals are oddly hostile and prevent him from accessing food; at one point, two nasty apes pick up a cabbage and use it to play basketball (to the Harlem Globetrotters&#8217; theme song &#8220;Sweet Georgia Brown&#8221; &#8211; think about that for a minute)<\/em>\u00bb.<br \/>\nAppunto, interessanti sono i riferimenti con le serie americane dei primi anni \u201970: quelle di <em>The Harlem Globetrotters<\/em> (1970) di Hanna &amp; Barbera ma animata nei paesi dell\u2019Est; e soprattutto <em>The Jackson Five<\/em> (1971-73), la serie per l\u2019ABC-TV firmata dal grande John Halas assieme a Joy Batchelor. Halas, americanizzato per certi aspetti, era infatti di Budapest, capitale dell\u2019Ungheria, e non a caso molti possono essere i riferimenti stilistici con la Pann\u00f3nia Film.<br \/>\nNon meno severo \u00e8 con le parti cantate: \u00ab<em>If that&#8217;s not crazy enough, there&#8217;s the pop music soundtrack featuring Marie Osmond and her kid brother Jimmy Osmond. Marie barely pays attention to the songs, which sound flat and detached (she&#8217;s not a little bit country, just a little bit bored). But screechy little Jimmy somehow thinks he&#8217;s Ethel Merman and belts out such lyrics as this hippo description: &#8220;He walks like an elephant, \/ He swims like a whale. \/ His head&#8217;s like a pail, it&#8217;s pathetic, \/ Oh, plainly his tail&#8217;s unaesthetic.&#8221; Burl Ives gets to sing a happy tune about Hugo&#8217;s near-starvation, exclaiming how he&#8217;s so famished that could &#8220;eat the ox in oxygen&#8221;<\/em>\u00bb.<br \/>\nE conclude scrivendo: \u00ab<em>This is such a weird movie. It is too deranged to be horrible, but too peculiar to embrace. It is too nasty for little kids, not campy enough for adults, and so off-base with its racial attitudes that it makes it impossible to imagine a call for its return.<br \/>\nBut, somewhere in cyberspace there is www.hugothehippo.com, a web site for rallying the faithful to sign a e-mail petition to demand the film&#8217;s restoration and re-release. The movement seems a bit on the anemic side at this stage, for 20th Century Fox has not announced any plans to bring back &#8220;Hugo the Hippo.&#8221; The film is obviously not an easy one to market, given its problematic contents and obscurity, and it is not hard to imagine there is also the problem of clearing the music rights to the soundtrack ditties<\/em>\u00bb.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Hugo the Hippo, ambasciatore dei bambini di tutto il mondo<br \/>\n<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Ci teniamo quindi a ribadire che, per l\u2019esperto del linguaggio del cinema disegnato, il modo di \u2018leggere\u2019 con discernimento il suddetto film, \u00e8 esattamente all\u2019opposto: senza giungere a pesanti intenti moralistici ma lasciando trasparire, in conformit\u00e0 alla delicatezza stilistica espressa nei delinei sottili e nei colori pastello, discorsi da sempre validi \u2013 e oggi come non mai \u2013 di enorme attualit\u00e0, quali:<br \/>\nla globalizzazione; la tolleranza; gli interessi economici; l\u2019arricchimento dei ricchi e l\u2019impoverimento dei poveri; il consumismo; lo sfruttamento dei pi\u00f9 deboli; la diversit\u00e0 e l\u2019uguaglianza; l\u2019urbanizzazione; la pace tra i popoli; la lotta tra il bene e il male; la fratellanza; il rispetto della natura; il lavoro dell\u2019uomo e il progresso; la minaccia del capitalismo d\u2019occidente; il rispetto per gli altri; l\u2019amicizia tra i bambini e gli animali.<br \/>\nAnche Gibba, Pioniere del Cartone Animato Italiano ha supportato la mia tesi sul film di G\u00e9mes, scrivendomi: \u00ab<em>Caro Mario, ho visto finalmente HUGO THE HIPPO e il mio giudizio collima con il tuo. Un film assai interessante per l&#8217;originalit\u00e0 della storia soprattutto e poi per la conduzione del racconto coerente al gusto delle illustrazioni &#8220;primo novecento&#8221;&#8230; ci vedo un poco il RUBINO (6) degli anni &#8217;40&#8230; Qua e l\u00e0 scade in qualche ripetitivit\u00e0 con espressa tendenza al vaudeville ma in sostanza resta un lavoro interessantissimo. \/ Gibba<\/em>\u00bb.<br \/>\nCome spiegato, noi intenditori del linguaggio del cinema di animazione, siamo invece per <em>Hugo the Hippo<\/em>. Un film per adulti rimasti nel cuore per sempre bambini. Un classico dell\u2019infanzia nella cinematografia animata paragonabile in letteratura all\u2019innocenza de <em>Il piccolo principe<\/em> di Saint Exupery.<br \/>\nGrazie J\u00f3zsef G\u00e9mes!<br \/>\nViva <em>Hugo the Hippo<\/em>, il film che ha fatto sorridere e fare amicizia ai bambini di tutto il mondo!<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Mario Verger \u2013 Regista di Film d\u2019Animazione<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Mario Verger \u2013 Director of Animation Film<\/span><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Note:<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(1)<br \/>\nDar es Salaam chiamata in precedenza Mzizima, \u00e8 la pi\u00f9 grande citt\u00e0, principale centro<br \/>\neconomico ed ex capitale della Tanzania. Nel 1866 il Sultano Seyyid Majid di Zanzibar le diede il suo nome attuale, una frase in lingua araba che significa \u201cPorto di Pace\u201d. Si veda anche il sito:<a href=\"http:\/\/www.zanzibar-web.com\/\" target=\"_blank\">www.zanzibar-web.com<\/a>, \u00abThe Exotic Islands of Zanzibar\u00bb nel quale viene fatta la storia delle memorie di Zanzibar con tutti i suoi sovrani.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(2)<br \/>\nDella Pann\u00f3nia Film celebre \u00e8 la serie di \u201cGuszt\u00e1v\u201d iniziata nel 1964 (68 episodi in 1964, ed altri 52 episodi negli anni 70) per la regia di Istvan Kovacs, Marcell Jankovics, Jozsef Nepp and Bela Ternovszky. Questa serie fu il debutto per la maggioranza della seconda generazione di animatori ungheresi, compreso J\u00f3zsef G\u00e9mes, Tam\u00e1s Szab\u00f3 S\u00edpos, B\u00e9la Ternovszky ed altri.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(3)<br \/>\nFra i suoi film pi\u00f9 importanti ricordiamo: <em>The Greedy Weasel<\/em> (1964); <em>Concertissimo<\/em> (1968); <em>Parade<\/em>; <em>Event; Funeral<\/em> (1970); <em>Infantilism<\/em>; <em>Contest<\/em>; <em>With Joint Efforts<\/em>; <em>Hugo the Hippo<\/em> (1973);<em>Cantinflashow<\/em> (1974-75); <em>Friend Hedgehog<\/em> (1976); <em>Heroic<\/em> (1982); <em>Willy the Sparrow<\/em> (1988); <em>The Princess and the Gobelin<\/em> (1991); <em>New Iliad<\/em> (1993); <em>Tiny Herpes<\/em> (1997)<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(4)<br \/>\nMario Pintus &#8211; Francesco Guido, <em>Il cinema disegnato<\/em>, Stampacolor, Sassari, 1992, p. 189<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">(5)<br \/>\nPhil Hall, \u00abThe Bootleg Files: &#8220;Hugo the Hippo&#8221;\u00bb, in <a href=\"http:\/\/www.filmthreat.com\/\" target=\"_blank\">Filmthreat.com<\/a>, February 11, 2005. Retrieved November 9, 2006.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/21.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6668\" title=\"Hugo the Hippo09\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/21.jpg\" alt=\"\" width=\"310\" height=\"451\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/21.jpg 310w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/21-206x300.jpg 206w\" sizes=\"auto, (max-width: 310px) 100vw, 310px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Hugo the Hippo<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Credits<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>HUGO THE HIPPO \u00a9 1975 Brut Productions, Pann\u00f3nia Filmst\u00fadi\u00f3, and Twentieth Century-Fox Film Corporation<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Original title American version<\/strong>: Hugo the Hippo\/Hungarian version: Hug\u00f3, a v\u00edzil\u00f3<br \/>\n<strong>Directed by<\/strong> Bill Feigenbaum \u2013 J\u00f3zsef G\u00e9mes<br \/>\n<strong>Animation direction by<\/strong> J\u00f3zsef G\u00e9mes<br \/>\n<strong>Production Design by<\/strong> Graham Percy<br \/>\n<strong>Cinematography by<\/strong> Istv\u00e1n Hans\u00e1gi \u2013 Ir\u00e9n Henrik \u2013 M\u00e1ria Nem\u00e9nyi<br \/>\n<strong>Produced by<\/strong> Robert Halmi Jr.<br \/>\n<strong>Written by<\/strong> Thomas Baum \u2013 William Feigenbaum \u2013 J\u00f3zsef Szal\u00f3ky<br \/>\n<strong>Starring<\/strong> Burl Ives \u2013 Robert Morley \u2013 Paul Lynde \u2013 Jesse Emmett \u2013 Ronnie Cox<br \/>\n<strong>Music by<\/strong> Burt Keyes \u2013 Robert Larimer<br \/>\n<strong>Editing by<\/strong> Sid Cooper \u2013 Magda Hap \u2013 M\u00e1ria Kern<br \/>\n<strong>Distributed by<\/strong> Twentieth Century Fox<br \/>\n<strong>Release<\/strong> 1973<br \/>\n<strong>Running time<\/strong> 86 min.\/USA 75 min.<br \/>\n<strong>Country<\/strong> Hungary\/United States<br \/>\n<strong>Language<\/strong> English\/Hungarian\/French\/Spanish\/Italian<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Hugo l\u2019ippopotamo<\/strong> \u2013 Versione italiana<br \/>\n<strong>Titoli di testa:<\/strong><br \/>\nUna produzione<br \/>\n<strong>George Barrie \u2013 Bruts Productions<\/strong><br \/>\n<strong>Hugo l\u2019ippopotamo<\/strong><br \/>\nCon la partecipazione dei<br \/>\n<strong>4+4 di Nora Orlandi<\/strong><br \/>\nNarratore<br \/>\n<strong>Sandro Tuminelli<\/strong><br \/>\nLa voce del Sultano<br \/>\n<strong>Giorgio Gusso<\/strong><br \/>\nLa voce di Aban Khan<br \/>\n<strong>Paolo Lombardi<\/strong><br \/>\nDirettore del doppiaggio e per l\u2019edizione musicale<br \/>\n<strong>Sandro Tuminelli<\/strong><br \/>\nAssistente di doppiaggio<br \/>\n<strong>Rosy Rocchi<\/strong><br \/>\nEdizione italiana a cura di<br \/>\n<strong>Claudio Razzi<\/strong><br \/>\nMusica di<br \/>\n<strong>Robert Larimer<\/strong><br \/>\nParole di<br \/>\n<strong>Sandro Tuminelli e Cino Tortorella<\/strong><br \/>\nMusica diretta da<br \/>\n<strong>Bert Keyes<\/strong><br \/>\nAnimazioni<br \/>\n<strong>Jozsef Gemes<\/strong><br \/>\nDisegnatore<br \/>\n<strong>Graham Percy<\/strong><br \/>\nRegistrazioni sonore eseguite da<br \/>\n<strong>Doppiaggio Internazionale<br \/>\ncon la partecipazione della S.A.S.<\/strong><br \/>\nStoria di<br \/>\n<strong>Bill Feigenbaum<\/strong><br \/>\nSceneggiatura di<br \/>\n<strong>Thomas Baum<\/strong><br \/>\nProduttore esecutivo<br \/>\n<strong>George Barrie<\/strong><br \/>\nProdotto da<br \/>\n<strong>Robert Halm<\/strong><br \/>\nRegia di<br \/>\n<strong>Bill Feigenbaum<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Titoli di coda:<\/strong><br \/>\nAnimazioni e Riprese<br \/>\n<strong>HungaroFilm \u2013 Pannonia Filmstudio<\/strong><br \/>\nLe voci:<br \/>\nIl Sultano <strong>Giorgio Gusso<\/strong><br \/>\nAban Khan <strong>Paolo Lombardi<\/strong><br \/>\nPadre di Jorma <strong>Germano Longo<\/strong><br \/>\nJorma <strong>Riccardo Rossi<\/strong><br \/>\nNarratore <strong>Sandro Tuminelli<\/strong><br \/>\nIl Mago <strong>Sandro Pellegrini<\/strong><br \/>\nIl giudice <strong>Fausto Tommei<\/strong><br \/>\nAltre voci (in ordine alfabetico):<br \/>\n<strong>Paola Baggi<br \/>\nFabio Boccanera<br \/>\nLaura Boccanera<br \/>\nCarlo Buratti<br \/>\nAlfredo Censi<br \/>\nPierangelo Civera<br \/>\nRoberto Del Giudice<br \/>\nSergio Di Stefano<br \/>\nGiuseppe Fortis<br \/>\nMaresa Gallo<br \/>\nLeo Gavero<br \/>\nMarco Guadagno<br \/>\nLeo Gullotta<br \/>\nAnna Leopardi<br \/>\nMarcello Mando<br \/>\nSilvio Noto<br \/>\nFranco Odoardi<br \/>\nSergio Patugghi<br \/>\nGiulio Platone<br \/>\nCarlo Sabatini<br \/>\nCarlo Valli<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Le canzoni:<br \/>\n\u00ab<strong>Il segreto<\/strong>\u00bb, \u00ab<strong>Un giardino mio<\/strong>\u00bb, \u00ab<strong>Un bel focolare<\/strong>\u00bb, sono state cantate da <strong>Suan<\/strong><br \/>\n\u00ab<strong>Hugo l\u2019ippopotamo<\/strong>\u00bb, \u00ab<strong>Il signor Bow-wow<\/strong>\u00bb, \u00ab<strong>Ovunque tu vai\u00bb<\/strong>, sono state cantate dal complesso vocale <strong>I nostri figli<\/strong><br \/>\n\u00ab<strong>Mi \u00e8 scappata una gran fame<\/strong>\u00bb, \u00ab<strong>Io non so<\/strong>\u00bb, sono state cantate da <strong>Sandro Tuminelli<\/strong><br \/>\n\u00ab<strong>Canta ancora un po\u2019<\/strong>\u00bb, \u00ab<strong>Zig-zag<\/strong>\u00bb, \u00ab<strong>La cuccagna<\/strong>\u00bb, sono state cantate dai <strong>4+4 di Nora Orland<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Animatori<br \/>\n<strong>Kati Banki<br \/>\nZsuzsa Eser<br \/>\nFlreng Hernadi<br \/>\nIvan Jenkovszky<br \/>\nMiklos Kaim<br \/>\nSzabolgs Szabo<br \/>\nEdit Szalai<br \/>\nAndras Szememyei<br \/>\nGsara Szorady<br \/>\nSarolta Toth<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Montaggio effettuato dalla<br \/>\n<strong>Anilive Film Service<\/strong><br \/>\nMontaggio<br \/>\n<strong>Sid Cooper e Magda Hap<\/strong><br \/>\nAssistente al montaggio<br \/>\n<strong>Andrew Mathaias<\/strong><br \/>\nSupervisore al montaggio<br \/>\n<strong>Robert Lawrence<\/strong><br \/>\nEffetti sonori<br \/>\n<strong>Pat Somerset e Bob Biggart<\/strong><br \/>\nMusica elettronica<br \/>\n<strong>Lrig Knight<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Link e collegamenti esterni:<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.hugothehippo.com\/\" target=\"_blank\">Sito dedicato a Hugo the Hippo<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Hugo the Hippo su <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Hugo_the_Hippo\" target=\"_blank\">Wikipedia<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Sito della <a href=\"http:\/\/www.mediaguide.hu\/pannoniafilm\/index.html\" target=\"_blank\">Pann\u00f3nia Filmst\u00fadi\u00f3<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u2026Questa \u00e8 la storia di Hugo l\u2019ippopotamo, familiarmente chiamato Hugo Hippo. 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