{"id":6875,"date":"2010-05-28T06:01:25","date_gmt":"2010-05-28T04:01:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6875"},"modified":"2010-05-27T22:04:37","modified_gmt":"2010-05-27T20:04:37","slug":"l%e2%80%99importanza-di-essere-selvaggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6875","title":{"rendered":"L\u2019importanza di essere selvaggi"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Fantastic-Mr.-Fox01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6879\" title=\"Fantastic Mr. Fox01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Fantastic-Mr.-Fox01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"334\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Fantastic-Mr.-Fox01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Fantastic-Mr.-Fox01-300x161.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Tahoma;\">Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6790\">Rapporto Confidenziale numero25<\/a> (maggio 2010), pagg. 32-34<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Un percorso parallelo tra <\/strong><em><strong>Fantastic Mr. Fox<\/strong><\/em><strong> e <\/strong><em><strong>Nel paese delle creature selvagge<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">di Matteo Contin<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">L\u2019importanza di essere selvaggi \u00e8 spesso dimenticata dagli adulti: nell\u2019essere selvaggi e selvatici \u00e8 racchiuso il senso pi\u00f9 profondo dell\u2019infanzia, quel periodo in cui le domande non prevedono per forza risposte realistiche e in cui ogni sguardo gettato su cose, emozioni e luoghi suscita meraviglia (e un\u2019altra dose di domande). E in un mondo cine-televisivo (ma anche educativo) che toglie ogni beneficio del dubbio, che instilla sicurezza nei bambini rendendoli piccoli adulti senza speranze, \u00e8 un bene che in sala arrivino titoli come \u201cNel paese delle creature selvagge\u201d di Spike Jonze e \u201cFantastic Mr. Fox\u201d di Wes Anderson. \u00c8 un bene perch\u00e9 i due film hanno la capacit\u00e0 di riconsegnare ai bambini tutti i punti di domanda di cui erano stati privati, punti di domanda fondamentali per tornare allo stato selvatico.<br \/>\nIl film di Jonze, tratto da un libro di Maurice Sendak, ci racconta la storia del piccolo Max, ragazzino inquieto che, scappato di casa dopo un litigio con la madre, si ritrova catapultato su un\u2019isola sconosciuta abitata da enormi mostri afflitti dalla noia e dalla solitudine. Con la promessa di eliminare la noia facendoli sempre divertire, Max diventer\u00e0 il re dei mostri. Affrontando i problemi quotidiani con i mostri selvaggi, Max imparer\u00e0 a conoscere se stesso.<br \/>\nSempre tratto da un libro per bambini (questa volta firmato da Roald Dahl), \u201cFantastic Mr. Fox\u201d di Wes Anderson ci narra le vicende di Mr. Fox, volpe di professione giornalista, con moglie e figlio a carico, ma che sogna di tornare quello di un tempo, ovvero il pi\u00f9 abile ladro di pollame della contea. Ma mettersi contro i tre pi\u00f9 grandi produttori di pollame non \u00e8 l\u2019idea migliore, soprattutto se di mezzo c\u2019\u00e8 la tua famiglia.<br \/>\n\u201cIo chi sono?\u201d, questa \u00e8 la domanda pi\u00f9 importante che entrambi i film ci e si pongono. E per entrambi la soluzione per scoprirlo \u00e8 la stessa: ritornare selvaggi. Tornare selvaggi \u00e8 quindi l\u2019unico modo per comprendersi a fondo, spogliati di ogni preconcetto sociale, morale, religioso. Denudati delle cose umane, non possiamo far altro che rivestirci delle cose selvagge e iniziare a riflettere su noi stessi: \u00e8 un ritorno ad uno stato primitivo e primordiale che, dopo la sensazione iniziale di libert\u00e0, ci trasporta nel difficile percorso che ci metter\u00e0 di fronte alle nostre paure, ai nostri timori, alle nostre emozioni pi\u00f9 profonde. Tornare selvaggio \u00e8 maturare con consapevolezza e coscienza dei limiti e delle possibilit\u00e0 del proprio corpo e della propria mente.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>LE COSE SELVAGGE<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Max \u00e8 un Piccolo Principe dallo sguardo folle e tormentato, e come il Piccolo Principe cerca di addomesticare gli animali selvatici in cui si \u00e8 imbattuto. Il governo di Re Max \u00e8 fondato sulla battaglia contro la solitudine, la malinconia, il tempo vuoto e la noia. Una battaglia persa in partenza, com\u2019\u00e8 persa in partenza il tentativo di governo sulle creature selvagge. Il cammino che Max compie sull\u2019isola \u00e8 una presa di coscienza pi\u00f9 che un\u2019iniziazione verso l\u2019et\u00e0 adulta. Ogni mostro rappresenta un frammento della psicologia di Max, dei suoi sentimenti, delle sue emozioni, del suo carattere. Quindi, il ritorno a casa non \u00e8 per Max la riappacificazione con se stesso, l\u2019aver capito come domare i propri istinti e il proprio corpo ma, in modo pi\u00f9 complesso, rappresenta l\u2019avvenuta presa di coscienza del proprio essere: Max ora sa come \u00e8 fatto (simpatico, arrabbiato, cattivo, felice, geloso, innamorato) e pu\u00f2 affrontare la vita con pi\u00f9 consapevolezza. L\u2019incontro con la madre che chiude il film, non ci fa vedere un Max totalmente cambiato, ma un Max che ora sa finalmente chi \u00e8.<br \/>\nIl percorso che invece affronta Mr.Fox \u00e8 simile a quello di Max, anche se Wes Anderson preferisce fare una lettura sociale (se non addirittura politica) della sua avventura piuttosto che un racconto intimo come quello propostoci da Spike Jonze. Durante il film lo stesso Mr. Fox si lamenta del fatto che lui non pu\u00f2 dirsi una volpe se non ha un pollo tra i denti. In questa piccola frase che passa quasi inosservata nel circo a passo uno messo in piedi da Anderson, \u00e8 racchiuso tutto il senso della pellicola. La riscoperta dell\u2019essere selvaggi porta indissolubilmente alla riscoperta delle nostre radici: non bisogna solo spogliarsi della propria anima per ritornare s\u00e9 stessi, ma eliminare anche le costrizioni che ci impone la societ\u00e0 (una volpe che fa il giornalista) e ritornare ad essere quello che il nostro DNA ci ha fatto diventare.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>UN PICCOLO MONDO ORDINATO<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Quello che fa scattare la scintilla in Mr. Fox \u00e8 il trasloco dalla vecchia e fangosa tana a favore di uno spazioso albero pronto ad accogliere la sua famiglia. Il cambiamento dell\u2019abitazione fa parte di quel cammino di ricerca della felicit\u00e0 che intraprende Mr. Fox a partire dal suo sentirsi infelice e fuori posto. Una scelta sbagliata quella dell\u2019abbandono della tana (tant\u2019\u00e8 che nel finale la felicit\u00e0 giunger\u00e0 proprio da sottoterra) ma fondamentale per costruire il ritorno al selvaggio di Mr. Fox. Nel piccolo mondo ordinato della casa\/albero si nasconde in realt\u00e0 il pericolo: ogni animale ha il suo posto nel mondo ed \u00e8 importante che sappia riconoscerlo ed accettarlo.<br \/>\nIn una spaziosa caverna invece, il gigantesco Carol ha costruito una sorta di citt\u00e0 ideale in miniatura, un luogo fasullo e senza vita dove regna la calma, l\u2019ordine, l\u2019amore reciproco, e sono completamente eliminate le ossessioni, le paure, la noia. Un posto dove l\u2019acqua scorre tranquilla tra mostri innamorati, tra mostri che giocano, tra mostri che esistono immobili senza vivere. Il piccolo mondo ordinato di Carol esiste solo in legno e fango, non in carne e peli: come il plastico della piazza di Notre-Dame messo in piedi dal gobbo Quasimodo, la costruzione della citt\u00e0 di Carol \u00e8 la proiezione mentale dei suoi sogni \u201cbuonisti\u201d ed ingenui di amore universale. Ma \u201cNel paese delle creature selvagge\u201d ce lo dice chiaro e tondo: l\u2019amore universale non esiste. Esiste solo l\u2019amore esclusivo, egoista, possessivo, perch\u00e9 in fondo siamo uomini\/mostri mossi dai nostri istinti e dai nostri istinti tenuti in piedi. \u00c8 quindi il momento di distruggere il piccolo mondo ordinato e di lasciarsi alle spalle un altro sogno impossibile. La distruzione dei sogni (ma sarebbe meglio definirle illusioni), sembra suggerirci il film, \u00e8 il momento in cui capiamo di essere reali, rimanendo nudi per ci\u00f2 che siamo, e insieme al nostro corpo mostriamo le nostre emozioni vere, pulsanti, correndo come Carol verso la spiaggia e urlando con i nostri due enormi occhi verso una barchetta che si allontana da noi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>IL DIFFICILE CAMMINO<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">\u00c8 importante, nel difficile cammino verso la maturit\u00e0, accettare anche le cose meno belle del nostro carattere. Per questo il viaggio di Max sull\u2019isola dei mostri altro non \u00e8 che il viaggio verso la scoperta e l\u2019accettazione del suo lato oscuro. Tristezza, noia, cattiveria, gelosia, queste le emozioni travestite da mostri che Max \u00e8 costretto ad affrontare. Una volta capito che queste emozioni\/mostri non si possono sconfiggere o eliminare, Max si ritrova sul bivio di una scelta importante: fare finta che quelle emozioni non esistano o convivere con esse, con difficolt\u00e0 ma consapevole della cosa.<br \/>\nAnche Mr. Fox \u00e8 per\u00f2 alle prese con una scelta difficile: nell\u2019eliminare quelle costrizioni sociali che lo rendono infelice egli dovr\u00e0 essere in grado di comprende quali, fra queste, siano realmente nocive e con quali, invece, sia necessario convivere. Il matrimonio e la famiglia vengono travolti dalla voglia di cambiamento di Fox, che arriva addirittura a mettere in pericolo la vita dei propri familiari. La storia lo porter\u00e0 a capire quali sono i valori su cui deve (ri)fondare la propria vita.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>CHI TROPPO, CHI NIENTE<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Tema fondante di tutto il cinema di Wes Anderson, la paternit\u00e0 entra anche in \u201cFantastic Mr. Fox\u201d, dove il piccolo figlio del protagonista \u00e8 alle prese con un padre egocentrico che lo mette in ombra e, per di pi\u00f9, preferisce il nipote rispetto al figlio. Bisogner\u00e0 pur dirlo: Mr. Fox non \u00e8 un gran padre, diciamo pure che sarebbe utile solo per creare complessi che ci porteremo appresso per tutta la vita. Eppure in pi\u00f9 di un\u2019occasione si dimostra essere un buon esempio per figlio. Non tanto per le buone azioni che compie ma, innanzitutto per il coraggio che dimostra nel cambiare se stesso per cercare la felicit\u00e0 sua e quindi della sua famiglia. Il cammino intrapreso render\u00e0 Fox un padre migliore, capace di accettare i suoi difetti e quelli del figlio, bravo nel trasmettere l\u2019idea di libert\u00e0 e dell\u2019importanza di scoprire e ritrovare la propria natura.<br \/>\nUna differenza lampante tra \u201cFantastic Mr. Fox\u201d e \u201cNel paese delle creature selvagge\u201d \u00e8 senza ombra di dubbio la natura corale del primo film e quella atomizzata-solitaria del secondo. Non \u00e8 un caso questo: se nel cinema di Anderson la famiglia, seppur sgangherata, \u00e8 sempre e comunque un corpo unico che si aiuta e si sostiene, nella storia del piccolo Max, la famiglia \u00e8 pi\u00f9 un puzzle non finito piuttosto che un mosaico colorato, come nel caso del film di Anderson. \u00c8 palpabile l\u2019assenza della figura paterna nella vita di Max e la sensazione della mancanza di una guida la si pu\u00f2 respirare sin dai primi istanti della pellicola. Sull\u2019isola Max si reinventa come Re dei Mostri e, in fondo, cerca di far loro da padre. Li educa e li fa giocare, li vuole rendere felici e allontanare dai problemi. Max si educa quindi, diventa il pap\u00e0 di se stesso, educatore e giudice dei suoi comportamenti. Colma una mancanza (anche affettiva). E finalmente cresce.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>LA MAMMA-MOSTRO<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">\u201cNel paese delle creature selvagge\u201d \u00e8 pieno di buchi, buchi che sono rifugi. Rifugi distrutti e rifugi mai compiuti. Nel film solo un rifugio \u00e8 reale, vero, utile: il ventre di Kay Kay. In fuga da un irato Carol, Max si nasconde nella pancia di Kay Kay e, da quel luogo inusuale, ascolta le parole di Carol. La metafora \u00e8 semplice: il ventre del mostro\/mamma \u00e8 il luogo della protezione e della sicurezza, ma si trasforma nel giro di qualche istante anche nel luogo del soffocamento e del buio fastidioso, tant\u2019\u00e8 che Max non riesce a resistervi all\u2019interno. \u00c8 qui che il ragazzino prende coscienza di essere cresciuto, di avere finalmente il potere, la forza, di chiedere a Kay Kay di uscire da lei, per poter rinascere l\u2019ennesima volta.<br \/>\nDifferente invece il rapporto madre\/figlio in \u201cFantastic Mr. Fox\u201d. Da sempre nella filmografia di Anderson la madre \u00e8 una creatura sfuggevole, fuggita, lontana dai bisogni e dai sogni dei suoi figli. \u201cFantastic Mr. Fox\u201d non si differenzia dal resto dei film di Anderson e propone un personaggio femminile molto distaccato, attento pi\u00f9 al marito che ai figli. La figura materna \u00e8, per Anderson e per il piccolo figlio di Fox, un mostro dolce e bellissimo da conquistare, il cui amore \u00e8 solo una chimera, un sogno impossibile.<br \/>\nDomande. Abbiamo bisogno di domande per crescere. C\u2019\u00e8 il bisogno di interrogarsi, di svestirsi della semplice sicurezza dettata dalla mediocrit\u00e0. Abbiamo sempre pi\u00f9 bisogno di film come \u201cNel paese delle creature selvagge\u201d e \u201cFantastic Mr. Fox\u201d per far tornare i bambini (e gli adulti) in una dimensione dove le storie non sono semplicemente modi per divertirsi, ma anche un\u2019occasione per conoscersi meglio. E, come ci suggeriscono le due pellicole, di tornare una volta per tutte selvaggi, scoprire la nostra vera natura e non allontanarla impauriti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Wild-Things-Are01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6880\" title=\"Wild Things Are01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Wild-Things-Are01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Wild-Things-Are01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Wild-Things-Are01-300x160.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Fantastic Mr. Fox<\/strong><br \/>\n(USA\/2009)<br \/>\nregia: Wes Anderson \u2022 sceneggiatura: Wes Anderson, Noah Baumbach dal romanzo di Roald Dahl \u2022 fotografia: Tristan Oliver (1.85:1) \u2022 montaggio: Ralph Foster, Stephen Perkins, Andrew Weisblum \u2022 musica: Alexandre Desplat \u2022 art direction: Francesca Berlingieri Maxwell \u2022 voci principali: George Clooney (Mr. Fox), Meryl Streep (Mrs. Fox), Jason Schwartzman (Ash), Bill Murray (Badger), Wallace Wolodarsky (Kylie), Eric Chase Anderson (Kristofferson Silverfox), Michael Gambon (Franklin Bean), Willem Dafoe (Rat), Owen Wilson (Coach Skip), Jarvis Cocker (Petey), Wes Anderson (Weasel) \u2022 produttori: Allison Abbater, Wes Anderson, Jeremy Dawson, Scott Rudin \u2022 direttore di produzione: Nelson Lowry \u2022 casa di produzione: Twentieth Century Fox Film Corporation \u2022 distribuzione italiana: 2010 \u2022 paese: USA, UK \u2022 durata: 87&#8242;<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Nel paese delle creature selvagge<\/strong><br \/>\n(<em>Where the Wild Things Are<\/em>, USA\/2009)<br \/>\nregia: Spike Jonze \u2022 sceneggiatura: Spike Jonze, Dave Eggers dal romanzo di Maurice Sendak \u2022 fotografia: Lance Acord (2.35:1) \u2022 montaggio: James Haygood, Eric Zumbrunnen \u2022 musiche: Carter Burwell, Karen Orzolek \u2022 art direction: Sonny Gerasimowicz, William Hawkins, Christopher Tandon, Lucinda Thomson, Jeffrey Thorp \u2022 costumi: Casey Storm \u2022 interpreti: Max Records (Max), Pepita Emmerichs (Claire), Max Pfeifer (amico), Madeleine Greaves (amico), Joshua Jay (amico), Ryan Corr (amico), Catherine Keener (mamma), Steve Mouzakis (insegnante), Mark Ruffalo (fidanzato), James Gandolfini (Carol), Paul Dano (Alexander) \u2022 produttori: John B. Carls, Gary Goetzman, Tom Hanks,<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su Rapporto Confidenziale numero25 (maggio 2010), pagg. 32-34 Un percorso parallelo tra Fantastic Mr. Fox e Nel paese delle creature selvagge di Matteo Contin L\u2019importanza di essere selvaggi \u00e8 spesso dimenticata dagli adulti: nell\u2019essere selvaggi e selvatici \u00e8 racchiuso il senso pi\u00f9 profondo dell\u2019infanzia, quel periodo in cui le domande non prevedono per 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