{"id":6906,"date":"2010-06-06T03:12:38","date_gmt":"2010-06-06T01:12:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6906"},"modified":"2010-06-05T22:47:54","modified_gmt":"2010-06-05T20:47:54","slug":"elling-petter-n%c3%a6ss","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6906","title":{"rendered":"Elling > Petter N\u00e6ss"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Elling01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6915\" title=\"Elling01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Elling01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"416\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Elling01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/05\/Elling01-300x201.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0;\"><span style=\"font-size: 8pt; font-family: Tahoma;\">Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6790\">Rapporto Confidenziale numero25<\/a> (maggio 2010), pag. 31<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Una piccola sorpresa dalla Norvegia<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Elling e Kjell Bjarne dopo due anni in un istituto psichiatrico dove sono diventati amici inseparabili, vengono mandati dal sistema sanitario norvegese a vivere da soli in un appartamento al centro di Oslo. Dovranno dimostrare di saper badare a loro stessi e di potersi reinserire all&#8217;interno della societ\u00e0.<br \/>\nUna piccola sorpresa questo film norvegese, tratto dal romanzo &#8220;Fratelli di sangue&#8221; di Ingvar Ambj\u00f8rnsen, che nel 2001 sorprese il mondo intero arrivando persino a meritarsi una nomination agli Oscar come miglior film straniero. La particolarit\u00e0 di &#8220;Elling&#8221;, dal nome del protagonista principale, sta nel fatto di trattare un tema molto importante e delicato come quello delle malattie mentali, in maniera fresca, ironica e addirittura spassosa e divertente. Non ci sono tentativi di patetismo, n\u00e9 alcuna traccia di retorica in questo leggero e al tempo stesso intenso ritratto di vita e amicizia, di passioni e dolori, di fobie e scelte coraggiose. Il tutto \u00e8 dipinto con mano soave e con la consapevolezza di avere a che fare con un argomento difficile, soprattutto se l&#8217;intento prefissatosi \u00e8 quello di evitare luoghi comuni della serie che i &#8220;pazzi sono gli altri e non quelli ritenuti tali&#8221; o che &#8220;la pazzia \u00e8 solo una diversit\u00e0 rispetto all&#8217;imperante convenzionalismo della societ\u00e0 moderna&#8221;. Invece, ci\u00f2 che sorprende e conquista lo spettatore \u00e8 proprio il fatto che all&#8217;interno del film non ci sia nessun intento accusatorio nei confronti della societ\u00e0, n\u00e9 tantomeno il desiderio di impartire lezioni o diffondere messaggi. Ed \u00e8 proprio questo che rende &#8220;Elling&#8221; un film totalmente fruibile con piacevolezza e soddisfazione, soprattutto perch\u00e9 ciascun spettatore \u00e8 portato a dare la propria personale visione e interpretazione dei fatti narrati e delle caratteristiche uniche ed emblematiche dei due protagonisti. Uno, Elling (interpretato da Per Christian Ellefsen), autodefinito \u201ccocco di mamma\u201d, ha vissuto perennemente in compagnia della madre, rimasta vedova nelle ultime due settimane di gravidanza, imbastendo con lei un rapporto (quasi) morboso, escludente qualsiasi altro contatto umano, motivo per il quale alla morte della donna, l&#8217;uomo si ritrover\u00e0 completamente perso e assolutamente incapace di prendersi cura di s\u00e9 stesso. Saranno i suoi pensieri ad accompagnarci durante la visione del film, durante il quale scopriremo che il non aver saputo assaporare la propria indipendenza e autosufficienza, oltre alla bellezza del mondo esterno, lo ha portato a soffrire di ansia e di capogiri, nemici che lo inseguono ovunque e che non gli permettono neanche di svolgere dei compiti apparentemente semplici e immediati come fare la spesa o rispondere al telefono. L&#8217;altro, Kjell Bjarne (Sven Nordin), omaccione fissato col cibo e col sesso che non ha mai avuto modo di sperimentare, continua a dare capocciate sul muro ogni volta che si trova in difficolt\u00e0 e cerca di dimenticare il suo terribile rapporto con la madre ubriaca e il patrigno violento. Entrambi, insieme, ma anche separatamente (ed \u00e8 proprio in questa sorta di ossimoro che risiede la parte pi\u00f9 interessante e al tempo stesso emozionante della pellicola), riusciranno a trovare una strada personale per il reinserimento nel mondo. Il &#8220;cocco di mamma&#8221; trover\u00e0 nella poesia e nella forza comunicativa delle parole la sua ragione di vita, mentre l&#8217;omaccione si accorger\u00e0 di poter essere utile a qualcun altro con il suo lavoro e con il suo buon cuore. Una scelta molto poetica e suggestiva, dunque, quella di far confluire il percorso di crescita formativa dei due protagonisti, in due elementi profondi e imprescindibili come l&#8217;arte e l&#8217;amore, che risultano cos\u00ec essere alla base di una vita piena e felice. Molto interessanti a tal riguardo i due personaggi di contorno: Reidun Nordsletten (Marit Pia Jacobsen), l&#8217;inquilina dei protagonisti, che la notte di Natale viene ritrovata riversa sulle scale ubriaca e incinta e che poi instaurer\u00e0 un rapporto sentimentale con Kjell Bjarne; e Alfons J\u00f8rgensen (Per Christensen), l&#8217;uomo che far\u00e0 amicizia con Elling in seguito ad un incontro casuale ad un seminario di poesia contemporanea, che riuscir\u00e0 a far emergere la voglia di esprimersi di Elling, e che poi si scoprir\u00e0 essere uno dei pi\u00f9 grandi poeti norvegesi. Nel mezzo si pone Frank \u00c5sli (J\u00f8rgen Langhelle), l&#8217;assistente sociale che deve prendersi cura dei due, riuscendo ad insegnarli le attivit\u00e0 basilari da svolgere quotidianamente per non essere pi\u00f9 ritenuti dei &#8220;pazzi&#8221; e per non tornare a soggiornare nella casa di cura. E sono questi, sicuramente, i momenti pi\u00f9 divertenti e spensierati di &#8220;Elling&#8221;, proprio perch\u00e9 ci mettono di fronte alle dolci e spassose stramberie dei due uomini (per Elling, ad esempio, \u00e8 quasi impossibile parlare ad un apparecchio inanimato come il telefono senza avere l&#8217;opportunit\u00e0 di guardare in faccia il suo interlocutore\u2026 e la cosa fa riflettere sul fatto che forse \u00e8 quella la vera pazzia), che non vengono buonisticamente esorcizzate e negate come tali, ma anzi sottolineate e mostrate nella loro interezza. Ed \u00e8 cos\u00ec che avremo modo di assistere all&#8217;ascesa di un poeta misterioso &#8220;dei crauti&#8221; (il protagonista per evitare di esporsi, cosa a cui non \u00e8 evidentemente pronto, ma soprattutto cosa che non \u00e8 necessariamente sintomo di felicit\u00e0 e realizzazione, infila le sue poesie all&#8217;interno delle confezioni di crauti nei supermercati), o al rocambolesco festeggiamento da parte di un uomo, la cui donna sta per avere il bambino di un altro.<br \/>\nCon la metafora dell\u2019auto, ormai quasi demolita e in disuso ma che poi riprende vita portando i protagonisti verso un momento di felicit\u00e0 e serenit\u00e0 assoluta, &#8220;Elling&#8221; ci accompagna spensieratamente e gradevolmente in questo viaggio verso la consapevolezza di se, ma soprattutto della bellezza del mondo e delle passioni che lo mandano avanti.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Elling<\/strong><br \/>\n(Norvegia, 2001)<br \/>\nregia: Petter N\u00e6ss \u2022 sceneggiatura: Axel Hellstenius dal romanzo \u201cBr\u00f8dre i blodet\u201d di Ingvar Ambj\u00f8rnsen \u2022 fotografia: Svein Kr\u00f8vel \u2022 montaggio: Inge-Lise Langfeldt \u2022 musiche: Lars Lillo-Stenberg \u2022 scenografia Jan Sundberg, Harald Egede-Nissen \u2022 costumi: Aslaug Konradsdottir \u2022 trucco: Cecilie Greve \u2022 produttore: Dag Alveberg \u2022 interpreti principali: Per (Elling), Sven Nordin (Kjell Bjarne), Marit Pia Jacobsen (Reidun Nordsletten), J\u00f8rgen Langhelle (Frank \u00c5sli), Per Christensen (Alfons J\u00f8rgensen), Hilde Olausson (Gunn), Ola Otnes (Hauger), Eli Anne Linnestad (Johanne), Cecilie A. Mosli (Cecilie Kornes), Joachim Rafaelsen (Haakon Willum) \u2022 casa di produzione: Maipo Film- og TV Produksjon, TNT Film Productions \u2022 distribuzione italiana: Italian International Film (2008) \u2022 paese: Norvegia \u2022 anno: 2001 \u2022 durata: 89\u2019<br \/>\nUna piccola sorpresa dalla Norvegia<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su Rapporto Confidenziale numero25 (maggio 2010), pag. 31 Una piccola sorpresa dalla Norvegia Elling e Kjell Bjarne dopo due anni in un istituto psichiatrico dove sono diventati amici inseparabili, vengono mandati dal sistema sanitario norvegese a vivere da soli in un appartamento al centro di Oslo. 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