{"id":6968,"date":"2010-06-03T01:31:52","date_gmt":"2010-06-02T23:31:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6968"},"modified":"2012-05-30T15:43:44","modified_gmt":"2012-05-30T13:43:44","slug":"conversazione-con-eleonora-campanella-e-serena-gramizzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6968","title":{"rendered":"Conversazione con Eleonora Campanella e Serena Gramizzi"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/encourage_01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/encourage_01.jpg\" alt=\"\" title=\"encourage_01\" width=\"620\" height=\"425\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6966\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/encourage_01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/encourage_01-300x205.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font style=\"font-size: 8pt\" face=\"Tahoma\">Il presente articolo \u00e8 stato pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=6790\">Rapporto Confidenziale numero25<\/a> (maggio 2010), pagg. 12-15<\/font><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><\/p>\n<p><\/font><font style=\"font-size: 12pt; font-weight: 700; font-style: italic\" face=\"Georgia\">Conversazione con Eleonora Campanella e Serena Gramizzi, regista e produttrice del cortometraggio &quot;Encourage&quot;<\/font><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><br \/>\ndi Alessio Galbiati<\/p>\n<p><\/font><font style=\"font-size: 8pt\" face=\"Georgia\"><i>Quel che mi impressiona del cinema indipendente (parlo di quello italiano, non quello a stelle e strisce che, pure quando lo si nomina con quest&#8217;espressione, dispone di budget che da questa parte dell&#8217;oceano, in questa piccola Italia, ci si sogna la notte) \u00e8 la follia. La follia di fare film con quattro soldi, lavorare in squadra senza coperture, animati da un (in)sano fuoco interiore, dalla voglia di raccontare una storia per immagini in movimento.<\/p>\n<p>&quot;Encourage&quot; \u00e8 un film indipendente, per giunta italiano, dunque necessariamente folle, come tutti i suoi simili, come il paese entro il quale ha preso vita.<\/p>\n<p>&quot;Encourage&quot; \u00e8 un&#8217;opera al femminile, scritta e diretta da Eleonora Campanella e prodotta da Serena Gramizzi per la (piccola ma agguerrita) casa di produzione Videoinflussi, un cortometraggio piccolo ed assai prezioso. Piccolo perch\u00e9 in esso tutto \u00e8 misurato ed attento. I pochi mezzi a disposizione, a cominciare dal tempo per le riprese, sono sfruttati con abilit\u00e0 nella creazione, prima di tutto, di un&#8217;atmosfera, di un clima entro il quale far muovere gli attori. Un&#8217;ottima fotografia disegna le angosce della protagonista, l&#8217;ansiet\u00e0 della situazione d&#8217;attesa nella quale \u00e8 immersa e delinea, con squarci luminosi, la voglia di vita e futuro che in essa vivono quasi addormentati dalla contingenza.<\/p>\n<p>&quot;Encourage&quot; \u00e8 la storia di una donna africana sbarcata sulla costa siciliana insieme al suo piccolo bambino ed ospitata da un artista che in quella terra vive; una storia raccontata nel momento in cui la sua protagonista \u00e8 in attesa di potersi spostare per raggiungere il continente ed incominciare una nuova vita. \u00c8 il racconto di una sospensione, la messa in scena di un momento di passaggio nella vita di una donna fuggita dal proprio paese, di una migrante.<\/p>\n<p>Campanella non racconta un caso umano, ma una sensazione, quel percorso che tutti conosciamo e che ogni giorno ci fa andare avanti: il farsi coraggio, l&#8217;incoraggiarsi. I migranti come i filmmakers, gli uomini come le donne, i neri come i bianchi, tutti abbiamo la necessit\u00e0 di incoraggiare &#8211; prima di tutto noi stessi.<\/i><\/font><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><\/p>\n<p>\n<b>Alessio Galbiati: \u201cEncourage\u201d parla di immigrazione. Lo fa in maniera letteralmente lapidaria nella conclusione ed in maniera sorprendentemente efficace nella prima sequenza. Da dove nasce l\u2019esigenza di raccontare una storia come questa?<\/b><\/p>\n<p>Eleonora Campanella: L\u2019esigenza nasce dal fatto che \u00e8 un fatto di realt\u00e0 quotidiana. Sono nata al sud della Sicilia; il mare ha iniziato a riempirsi di carcasse di navi libiche, c\u2019erano vestiti, bottiglie d\u2019acqua, frammenti di viaggi disperati.<br \/>\nHo conosciuto una di queste donne arrivate vive dal mare.<\/p>\n<p><b>AG: Il tema dell\u2019immigrazione \u00e8 senz\u2019altro fra i pi\u00f9 praticati dal cinema italiano dell\u2019ultimo decennio, sembra quasi che il cinema sia la coscienza buona della societ\u00e0 italiana, un giardino entro il quale si coltivano i \u201cbuoni sentimenti\u201d, una riserva distante dal resto della societ\u00e0 che pare precipitare ad una velocit\u00e0 sempre pi\u00f9 inarrestabile verso una xenofobia istituzionalizzata, una paura del diverso eretta a dogma dello Stato. Nel corto la \u201csociet\u00e0 italiana\u201d si manifesta in una voce fuori campo proveniente dal televisore, un telegiornale da conto dell\u2019ultimo sbarco e sempre nel servizio trasmesso dalla tv sentiamo parlare delle violenze subite dagli immigrati. Tutto quello che \u00e8 traumatico nel corto appare distante, lontano ed esterno alla protagonista. Qual \u00e8 l\u2019idea che sta alla base di questa scelta narrativa di porre ai margini del film il dramma dell\u2019immigrazione?<\/b><\/p>\n<p>Eleonora Campanella: Il dramma viene sentito raccontato al telegiornale, non lo vediamo, finch\u00e9 non lo subiamo da spettatori passivi e anestetizzati. La sospensione della donna \u00e8 quella di una donna pensante nell\u2019attimo di calma e speranza di un arrivo faticoso.<br \/>\nVolevo raccontare senza sfiorare la cronaca documentaristica.<br \/>\n\u201dL\u2019accogliere\u201d, anche in silenzio, anche non parlando la stessa lingua.<br \/>\nNon volevo altro che un sorriso alla fine.<br \/>\nTutto quello che \u00e8 traumatico appare distante ed esterno alla protagonista, cosi come per noi europei borghesi quando sentiamo di questa gente al telegiornale.<br \/>\nVolevo vedere l\u2019incontro tra un uomo ed una donna con un bambino, con un futuro, quindi.<br \/>\nIl dramma dell\u2019immigrazione lo dimentichiamo per un momento.<br \/>\nPenso sia molto bella, anche se ironica, la definizione del cinema come di \u201cun giardino dove si coltivano buoni sentimenti\u201dperch\u00e9 credo sia importante coltivarli, i sentimenti, di qualunque natura essi siano, correndo il rischio del \u201cbuonismo\u201d o del troppo idealizzato, ma pur sempre raccontando qualcosa e qualcuno in un preciso momento.<\/p>\n<p><b>AG: \u201cEncourage\u201d mi ha ricordato molto \u201cL\u2019assedio\u201d, film di Bernardo Bertolucci del 1999. I corpi delle attrici protagoniste, in entrambi i casi deambulanti in spazi domestici evidentemente alieni alla propria natura \u2013 anche solo alle proprie aspirazioni, tracciano traiettorie imperscrutabili di attesa. La somiglianza \u00e8 data in primis dalle attrici, cos\u00ec affini esteticamente, poi pure per le scelte cromatiche della fotografia. La pellicola di Bertolucci \u00e8 stata fonte di ispirazione per il tuo cortometraggio? E se non c\u2019ho preso, quali sono state le fonti cinematografiche (filmiche) di riferimento?<\/b><\/p>\n<p>Eleonora Campanella: Ne \u201cL\u2019Assedio\u201d Bertolucci mette insieme dei personaggi distanti per storie e culture geografiche che si incontrano e si amano, li mette sullo stesso piano.<br \/>\nAldil\u00e0 di come finir\u00e0 e di come \u00e8 andata.<br \/>\nE non c\u2019\u00e8 omaggio pi\u00f9 elegante e politico di metterli sullo stesso piano.<br \/>\nIn questo forse una voglia di ispirazione.<br \/>\nFonte di riferimento, per quanto riguarda l\u2019attesa o il silenzio, \u00e8 certamente il cinema di Antonioni che \u00e8 un linguaggio talmente preciso nel raccontare il silenzio, dal quale non si pu\u00f2 prescindere una volta amato.<br \/>\nNella scelta di raccontare una storia \u201daltra da s\u00e9\u201d, uno dei film che mi ha scosso riguardo l\u2019 immigrazione \u00e8 \u201cCose di questo mondo \u201cdi Winterbottom.<br \/>\nUn riferimento importante. Un cinema che andrebbe fatto vedere a scuola.<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/encourage_02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/encourage_02.jpg\" alt=\"\" title=\"encourage_02\" width=\"620\" height=\"465\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6967\" border=\"0\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/encourage_02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/encourage_02-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/p>\n<p><b>AG: Oltre al cinema, ed ai film, c\u2019\u00e8 qualche opera di riferimento, letteraria, pittorica, o altro, che ti ha guidata o ispirata nella realizzazione del corto?<\/b><\/p>\n<p>Eleonora Campanella: Ho voluto che l\u2019ambiente dove vive il personaggio maschile fosse pieno di riferimenti culturali precisi.<br \/>\nC\u2019\u00e8 Norman Rockwell e tutte le razze riunite, quadro sul quale si sveglia Lei.<br \/>\nE poi delle gigantografie di illustrazioni di Mario Sironi: \u201cLa pensione fullendmaller\u201d, del 1925, con questo uomo borghese che si tiene la testa tra i capelli, disperato.<br \/>\nMi piaceva l\u2019idea di mettere in contatto Fatoumata, il personaggio femminile, con un ambiente lontanissimo per iconografia e cultura.<br \/>\nPoi sparsi qua e l\u00e0 ci sono Frank Zappa, Ges\u00f9, Pasolini, un immaginetta di Don bosco trovata dentro la location (anche Ges\u00f9 stava dentro e non me la sono sentita di buttarlo fuori), un uovo sodo che ha seguito lo scenografo da Bologna fino a Pachino.<\/p>\n<p><b>AG: Di \u201cEncourage\u201d oltre che la regia hai curato pure la fase di scrittura. Vorrei sapere se hai scritto una sceneggiatura vera e propria o se invece ti sei affidata ad un soggetto. Mi interessa sapere quanto il \u201cfilm scritto\u201d ti sia stato utile durante la realizzazione?<\/b><\/p>\n<p>Eleonora Campanella: Mi sono affidata alla sceneggiatura e quindi ho girato scena per scena, cos\u00ec come da scrittura. In corso d\u2019opera ci si rende conto dei limiti, delle mancanze e quindi ho riscritto molto al montaggio.<br \/>\nLa lunghezza del cortometraggio \u00e8 una sfida, se si vuole raccontare una storia lenta e senza dialoghi.<br \/>\nGirando con un bambino di tre anni pensavo si sarebbero dovute adattare sul momento delle scene intere, in realt\u00e0 il bimbo ha stupito tutti per pazienza e bravura, le scene che sono state cambiate scaturivano dalle riflessioni o dai consigli da parte degli amici della troupe.<\/p>\n<p><b>AG: La protagonista del cortometraggio \u00e8 Fatoumata Diawara, musicista ed attrice attiva in due continenti, che ha all\u2019attivo pellicole importanti quali \u201cTaafe Fangan\u201d (Le pouvoir des femmes) di Adama Draboe (Mali\/1996), \u201cLa G\u00e9n\u00e8se\u201d di Cheick Oumar Sissoko (Francia-Mali\/1999) e \u201cSia, le r\u00eave du python\u201d di Dani Kouyat\u00e9 (France-Burkina Faso\/2001). Un\u2019attrice e musicista che \u00e8 stata pure in concorso a Cannes. Ci puoi raccontare come siete entrati in contatto con lei, come l\u2019avete convinta a partecipare alla realizzazione del corto?<\/b><\/p>\n<p>Eleonora Campanella: Fatoumata mi \u00e8 stata consigliata da un amico musicista, incontrato dopo anni a Bologna, a cui rivolsi la domanda: \u201cma la conosci una bella come te, nera come te e brava pure?\u201d<br \/>\nLui mi disse che conosceva questa \u201cprincipessa\u201d e che aveva una pagina myspace.<br \/>\nQuando l\u2019ho vista e l\u2019ho sentita cantare ho capito che era Lei, sei giorni dopo io e Serena &#8211; producer, aiuto regia ed amica &#8211; l\u2019abbiamo intercettata ad un suo concerto ad Amsterdam.<br \/>\nLa cosa bella \u00e8 stata che noi abbiamo parlato con Fatoumata, mezz\u2019ora a fine concerto, in camerino col soggetto in mano, ho iniziato io in inglese e ha concluso Serena in francese, lei ha ascoltato seria e poi ha sorriso alla fine, cos\u00ec come da copione, e ha detto: \u00absi, lo voglio fare\u00bb.<br \/>\nC\u2019\u00e8 stata una grande empatia con Fatoumata ed \u00e8 stato una fortuna oltre che un piacere, lavorare con lei.<\/p>\n<p><b>AG: Un altro aspetto che ho trovato assai convincente, che in estrema sintesi mi \u00e8 molto piaciuto, \u00e8 la location scelta. Ci puoi raccontare dove avete girato e come avete scelto proprio quel luogo?<\/b><\/p>\n<p>Eleonora Campanella: Ho scelto quel luogo perch\u00e9 ho sempre sognato di farlo. Sono cresciuta con questa luce accecante che in alcuni luoghi, al tramonto, diventa di un rosa africano.<br \/>\nVendicari che \u00e8 l\u2019oasi faunistica in cui abbiamo girato, si trova nella parte meridionale della Sicilia dove si incontrano lo Ionio e il Mediterraneo.<br \/>\nIn quel tratto di costa c\u2019\u00e8 la targa che ho montato a fine corto, che ricorda la morte di 18 giovanissimi profughi palestinesi ed egiziani, avvenuta qualche anno fa.<\/p>\n<p><b>AG: Dal punto di vista produttivo il corto \u00e8 stato reso possibile da Videoinflussi con il sostegno della Sicilia Film Commission e della Regione Siciliana &#8211; Assessorato dei beni culturali dell\u2019identit\u00e0 siciliana. Quanto \u00e8 costata la sua realizzazione e quanto le istituzioni siciliane hanno contribuito alla produzione? Mi interessa sapere soprattutto quale sia stata la trafila burocratica che ha reso possibile questo contributo istituzionale\u2026<\/b><\/p>\n<p>Serena Gramizzi: Dal punto di vista produttivo, in realt\u00e0, almeno per ora, il corto \u00e8 stato reso possibile da Videoinflussi con il sostegno dei meravigliosi membri della nostra troupe\u2026<br \/>\nNel 2008 abbiamo partecipato al Bando Regionale per il Sostegno alla Produzione Audiovisiva della Regione Sicilia e della Filmcommission.<br \/>\nAvremmo anche vinto il contributo solo che, in questo momento, le pratiche del bando si trovano al Tar, per denuncia di chi, a quanto pare, non aveva i criteri per essere tra i finanziati, ma aveva gli avvocati per contestare la decisione degli enti istituzionali. In realt\u00e0, ad Aprile dell\u2019anno scorso, aspettando gli esiti dei finanziamenti dei suddetti enti, abbiamo deciso (Eleonora e Serena, ndr) di cercare di capire quali fossero state le possibilit\u00e0 effettive di fare una sorta di produzione a quote, nella quale le spese vive sarebbero state sostenute da Videoinflussi e i salari dei nostri collaboratori (e nostri, naturalmente) sarebbero stati ripagati dal finanziamento della Filmcommission o, in caso di non contributo, dai futuri guadagni del cortometraggio.<br \/>\nI nostri collaboratori hanno accettato la sfida e si sono prodigati per la buona riuscita del lavoro. Lo hanno fatto perch\u00e9 hanno creduto nel progetto e perch\u00e9 sapevano che la fretta non era un capriccio ma una necessit\u00e0 temporale, sia per il momento storico nel quale il corto andava girato, visti i fatti di cronaca contingenti che fanno da sfondo al narrato, sia per la disponibilit\u00e0 di un\u2019attrice come Fatoumata Diawara che, tra riprese cinematografiche, spettacoli a teatro e concerti in giro per il mondo, ci ha potuto concedere solo pochi giorni a Giugno. L\u2019et\u00e0 del piccolo Emanuel e la contingenza hanno reso il carpe diem una prassi.<\/p>\n<p><b>AG: Quali sono le strade possibili concesse ad un\u2019opera come quella da te prodotta per coprire i costi di produzione?<\/b><\/p>\n<p>Serena Gramizzi: Per coprire i costi di produzione, oltre a lavorare per ottenere aiuti da Enti Pubblici che dovrebbero sostenerci, come e pi\u00f9 delle Film Commission, offrendoci per esempio servizi come ha fatto la Forestale, tendiamo a far vedere le nostre produzioni innanzitutto ai festival, nella speranza di premi, di mercato e di visibilit\u00e0. Nel frattempo che il film fa il suo percorso in sale cinematografiche ufficiali ed ufficiose, cerchiamo di tessere contatti perch\u00e9 poi il film possa essere venduto. Di base, visto che le incognite e le variabili sono molte, il vero segreto, che \u00e8 poi la cosa pi\u00f9 ardua, \u00e8 spendere il meno possibile!<\/p>\n<p><b>AG: Dal punto di vista distributivo, delle occasioni di essere visto dal pubblico, \u201cEncourage\u201d sta girando per festival. Puoi dirmi quali saranno le prossime occasioni per vederlo? Cio\u00e8 a quali festival e rassegne parteciper\u00e0?<\/b><\/p>\n<p>Serena Gramizzi: Abbiamo finito definitivamente il lavoro a Febbraio, quindi iniziato a mandare in giro \u201cEncourage\u201d solo da un paio di mesi\u2026 abbiamo gi\u00e0 avuto degli esiti di selezioni, ma ancora stiamo aspettando risposte dai pi\u00f9. Per ora il film \u00e8 stato proiettato a Milano, al festival Sguardi altrove, ed a Mantova, al festival Pollywood, \u00e8 stato selezionato per Salento Finibus Terrae, che si terr\u00e0 a S.Vito dei Normanni, Brindisi, dal 16 luglio al 1 agosto 2010.<\/p>\n<p><b>AG: Pensate di renderlo disponibile online, visibile attraverso uno streaming?<\/b><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><br \/>\nSerena Gramizzi: Non penso di mettere il film in streaming, almeno per un annetto, almeno fino a quando non ho fatto il giro di boa completo di tutti i festival che pi\u00f9 mi interessano, ai quali vorrei che \u201cEncourage\u201d partecipasse.<\/p>\n<p><b>AG: \u201cEncourage\u201d \u00e8 il tuo terzo cortometraggio dopo \u201cPunti di vista\u201d ed \u201cUn lavoro serio\u201d, rispettivamente del 2007 e del 2006. Quali sono le tematiche a te pi\u00f9 care, quelle che hai portato avanti dal tuo primo lavoro o pi\u00f9 in generale quale ritieni possano essere le caratteristiche peculiari del tuo cinema?<\/b><\/p>\n<p>Eleonora Campanella: Non so ancora, spero di avere il tempo per scoprirlo io stessa, attraverso futuri e innumerevoli lavori, fattore comune ai tre corti \u00e8 la centralit\u00e0 della donna nel racconto, credo.<br \/>\n\u201cUn lavoro serio\u201d \u00e8 un corto leggero, che indaga in modo ironico l\u2019incertezza di voler vivere di un mestiere, quello dell\u2019attrice. \u201dEncourage\u201d il cui tema sarebbe parecchio serio, lo volevo affrontare con una leggerezza che viene preclusa solitamente a questo tipo di storie.<\/p>\n<p><b>AG: E per concludere una domanda autoreferenziale\u2026 Cosa dovrebbe fare al giorno d\u2019oggi una rivista cinematografica per aiutare concretamente il cinema indipendente? Quali sono a tuo avviso gli aspetti delle opere a cui dare maggiore attenzione?<\/b><\/p>\n<p>Eleonora Campanella: Come aiutare il cinema indipendente\u2026 me lo chiedo da tempo. Senz\u2019altro dedicando attenzione a quello che succede oltre il cinema, per cos\u00ec dire \u201dcommerciale\u201d, fuori dalle logiche di botteghino\u2026 \u00e8 necessario, ed \u00e8 gi\u00e0 qualcosa.<br \/>\nLa vostra rivista \u00e8 talmente ben fatta e interessante che sarebbe bello fosse tradotta in inglese, in modo da circolare ovunque e non solo in Italia.<\/p>\n<p>\n<object width=\"480\" height=\"385\"><param name=\"movie\" value=\"http:\/\/www.youtube.com\/v\/LTWQU914Grw&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;\"><\/param><param name=\"allowFullScreen\" value=\"true\"><\/param><param name=\"allowscriptaccess\" value=\"always\"><\/param><\/object><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><\/p>\n<p><\/font><font style=\"font-size: 10pt; font-weight: 700\" face=\"Georgia\">Encourage<\/font><font style=\"font-size: 8pt; \" face=\"Georgia\"> (Italia\/2009)<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font style=\"font-size: 8pt\" face=\"Georgia\"><i>L&#8217;incontro tra un uomo, uno scultore, e una donna clandestina appena arrivata da uno sbarco.<br \/>\nUna quotidianit\u00e0 fatta di silenzi, di non facile comunicazione verbale.<br \/>\nUna piccola storia d&#8217;integrazione raccontata in modo sospeso, ideale.<\/i><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font style=\"font-size: 8pt\" face=\"Georgia\">Scritto e diretto da: Eleonora Campanella<br \/>\nFotografia: Fabrizio La Palombara<br \/>\nMontaggio: Massimiliano Bartolini, Fabio Ricci<br \/>\nInterpreti: Fatoumata Diawara, Fabio Gorgolini, Emanuel Yusuwa<br \/>\nPresa diretta: Giacomo Avanza<br \/>\nMusiche: &quot;Coast to coast&quot; &#8211; Girl with the gun<br \/>\nMontaggio del suono: Riccardo Spagnol<br \/>\nAiuto regia: Serena Gramizzi<br \/>\nAssistente operatore: Lemonica Koumbi<br \/>\nScenografia: Antonio Marzulli<br \/>\nTrucco: Helena Di Fatta<br \/>\nElettricista: Peppe Cammarata<br \/>\nColor: Gianni Giannelli<br \/>\nProuduzione: Videoinflussi<br \/>\nDirettore di produzione: Serena Gramizz<br \/>\nSegretario di produzione: Peppe Cammarata<br \/>\nSegretaria di edizione: Rossella Quattrina<br \/>\nIn collaborazione con Sicilia Film Commission e<br \/>\nRegione Siciliana &#8211; Assessorato dei beni culturali dell&#8217;identit\u00e0 siciliana.<br \/>\nDurata: 18&#8217;55&quot;<br \/>\nFormato: HD<br \/>\nAnno: 2009<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font style=\"font-size: 8pt\" face=\"Georgia\"><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.videoinflussi.org\">www.videoinflussi.org<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Verdana\" style=\"font-size: 8pt\"><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/06\/encourage_03.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" 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