{"id":7798,"date":"2010-07-07T18:58:36","date_gmt":"2010-07-07T16:58:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=7798"},"modified":"2010-07-07T18:58:36","modified_gmt":"2010-07-07T16:58:36","slug":"luigi-cozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=7798","title":{"rendered":"Luigi Cozzi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/LuigiCozzi01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7799\" title=\"Luigi Cozzi01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/LuigiCozzi01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"849\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/LuigiCozzi01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/LuigiCozzi01-219x300.jpg 219w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><em>Il tunnel sotto il mondo<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Verso il 1965, durante la mia attivit\u00e0 fantascientifica letteraria, sono diventato amico dello scrittore americano Frederik Pohl, uno dei quattro autori di fantascienza pi\u00f9 celebri del mondo. Cos\u00ec, intorno al 1968, ho pensato di chiedergli se mi regalava i diritti del suo racconto pi\u00f9 polemico e famoso, che si intitolava, appunto, <em>The Tunnel Under the World<\/em>, uscito per la prima volta nel 1955.<br \/>\nLui ha accettato e cos\u00ec mi sono messo al lavoro con Alfredo Castelli\u2013 oggi direttore della Sergio Bonelli e creatore del fumetto Martin Mystere \u2013, che all&#8217;epoca era un giovane autore di soggetti per le storie di Diabolik. Insieme abbiamo scritto la sceneggiatura de Il tunnel sotto il mondo e io ho cominciato a cercare qualcuno che producesse il film. Siccome non l&#8217;ho trovato, alla fine, con Castelli, m&#8217;\u00e8 venuta l&#8217;idea di autoprodurlo. L&#8217;abbiamo fatto, girandolo tutto a Milano in soli quattro giorni, poi il film \u00e8 stato preso e proiettato al Festival del Film di Fantascienza di Trieste, nel 1969, mi pare. A quel punto sui giornali sono uscite recensioni abbastanza positive e cos\u00ec il circuito delle sale d&#8217;essai alternative italiane (Filmstudio, etc.) ha preso il film, che \u00e8 stato quindi proiettato per qualche anno in quei cinema. Poi il film \u00e8 quasi scomparso, ma adesso in Francia ne hanno fatto una bella edizione in DVD. Il tunnel sotto il mondo era molto all&#8217;avanguardia anche alla fine degli anni &#8217;70, perch\u00e9 in pratica <em>The Truman Show<\/em>, il celebre film di Peter Weir, \u00e8 uguale al famoso racconto di Pohl. Allora, negli anni &#8217;70, in Italia si capivano poco le tematiche sulla pubblicit\u00e0 ossessiva descritta da Pohl e sull&#8217;invadenza della televisione, tutte cose che qui allora non esistevano e neanche ce le immaginavamo. E cos\u00ec paradossalmente oggi la gente capisce molto di pi\u00f9 di quello che dico in <em>Il tunnel sotto il mondo<\/em>.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Dario Argento secondo Cozzi<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Quando ho finito il servizio militare e mi sono trasferito a Roma, ho cominciato a lavorare fisso come redattore della rivista musicale Ciao 2001, allora la pi\u00f9 venduta del genere in Italia. Nel frattempo ho continuato a coltivare l&#8217;amicizia con Mario Bava, Riccardo Freda e Antonio Margheriti, amicizia che avevo stabilito intervistandoli. Tutti e tre a un certo punto del 1970 mi hanno chiesto di scrivere il soggetto di un film per loro, e Margheriti era persino disposto a farmene dirigere uno. Poi ho visto al cinema L&#8217;uccello dalle piume di cristallo e l&#8217;ho trovato un film straordinario. Mi sono cos\u00ec attivato grazie alle conoscenze di Ciao 2001 per conoscere il regista e per fargli un&#8217;intervista. Ho conosciuto Dario Argento, quando lui aveva 29 anni ed era un giovane trascinante, pieno di entusiasmi, di slanci, insomma era un personaggio straordinario. Sono entrato in amicizia con lui, andavamo insieme tutte le sere al cinema, ci vedevamo in continuazione, parlavamo di cinema, tutto era una scoperta allora.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Luigi Cozzi e il soggetto di <em>4 mosche di velluto grigio<\/em> <\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\">Un giorno Dario m&#8217;ha detto che mi voleva come sceneggiatore del suo nuovo film, cos\u00ec ci siamo messi a lavorare insieme al soggetto di <em>4 mosche di velluto grigio<\/em>, del quale lui aveva in mente il titolo e basta. Intanto stava anche girando il suo secondo film, Il gatto a nove code: al distributore quel suo film non piaceva e sembrava che la carriera di Dario fosse a rischio, ma invece, quando finalmente Il gatto a nove code usc\u00ec nelle sale, fu un successo clamoroso e lui di colpo divent\u00f2 un regista famoso e ricercatissimo. Ed io ero il co-autore del suo prossimo film. Infatti a quel punto il soggetto di <em>4 mosche di velluto grigio<\/em> era finalmente terminato. Il padre di Dario, che era il produttore, l&#8217;ha messo all&#8217;asta e le offerte sono fioccate da tutti i distributori italiani. Quando si \u00e8 trattato di iniziare la preparazione del film, Dario, che sapeva quanto io volessi fare a mia volta il regista, m&#8217;ha detto: \u00abLuigi, perch\u00e9 non fai l&#8217;aiuto? Nessuno meglio di te conosce questo film, visto che l&#8217;abbiamo scritto insieme\u00bb. Ripensandoci, posso dire che \u00e8 stata un&#8217;esperienza meravigliosa, ancora la ricordo con nostalgia e piacere infinito.<\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_3439\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/vicinocasa.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3439\" class=\"size-full wp-image-3439\" title=\"La porta sul buio01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/vicinocasa.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"465\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/vicinocasa.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/vicinocasa-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-3439\" class=\"wp-caption-text\">La porta sul buio<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><em>La porta sul buio<\/em><\/strong><em> <\/em><\/span><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\">Dopo l&#8217;inaspettato successo di<\/span> <em>4 mosche di velluto grigio<\/em>,<span style=\"font-style: normal;\"> la Rai ha proposto a Dario di fare la serie <\/span><em><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=3438\" target=\"_self\">La porta sul buio<\/a><\/em><span style=\"font-style: normal;\">. Lui m&#8217;ha subito proposto di girare da regista un episodio e cos\u00ec \u00e8 stato. Ho fatto prima l&#8217;aiuto sull&#8217;episodio diretto da lui, <\/span>Il tram<span style=\"font-style: normal;\">, poi ho girato il mio segmento,<\/span> <em>Il vicino di casa<\/em><span style=\"font-style: normal;\">, e Dario ha fatto da aiuto a me (!). Infine abbiamo scritto insieme il terzo episodio,<\/span> <em>Testimone oculare<\/em>,<span style=\"font-style: normal;\"> che \u00e8 stato diretto da lui, mentre invece il quarto la Rai ha voluto farlo dirigere da un loro dipendente, Mario Foglietti. Anche quella de<\/span> <em>La porta sul buio<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> \u00e8 stata un&#8217;esperienza bellissima. Ma erano tempi diversi da quelli di oggi. Eravamo giovani, pieni di entusiasmo e di voglia di fare, di sfondare, di andare oltre. Il cinema italiano era tutto un proliferare di attivit\u00e0, si facevano film in continuazione, di tutti i tipi: un&#8217;et\u00e0 meravigliosa, forse appunto perch\u00e9, come ho detto, allora\u00a0eravamo giovani.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><span style=\"font-style: normal;\">La sceneggiatura e la lavorazione de <\/span><em>Le cinque giornate<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Le cinque giornate<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">\u00e8 nato perch\u00e9, prima ancora che uscisse<\/span> Il gatto a nove code<span style=\"font-style: normal;\">, il distributore Goffredo Lombardo della Titanus aveva dato in appalto a Dario e a Salvatore Argento la realizzazione del film comico<\/span> <em>Er pi\u00f9<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">con Celentano. Gli Argento hanno fatto il film guadagnandoci sopra qualcosa, ma poi <\/span>Er pi\u00f9 <span style=\"font-style: normal;\">\u00e8 uscito e ha realizzato incassi strepitosi, una montagna di soldi che\u00a0per\u00f2 spettavano tutti a Lombardo. Tagliati fuori da quella montagna d&#8217;oro, Dario e suo padre hanno allora deciso di realizzare un altro film di quel tipo, questa volta producendolo tutto loro. Dario ha tirato fuori dal cassetto un altro copione comico di quel tipo ambientato nella Roma papalina dell&#8217;800. In quel periodo per\u00f2 c&#8217;era appena stato l&#8217;enorme successo televisivo dello sceneggiato storico sulle cinque giornate di Milano ed io, essendo milanese, ho fatto molte pressioni su Dario, finch\u00e9 l&#8217;ho convinto ad ambientare a Milano la sua storia dell&#8217;800. Cos\u00ec \u00e8 nato il progetto de Le cinque giornate, un film comico-storico di cui Dario e Salvatore intendevano essere soltanto i produttori. Il protagonista doveva essere Ugo Tognazzi e il regista scelto era stato Nanni Loy perch\u00e9 aveva gi\u00e0 fatto Le quattro giornate di Napoli. Con cast e regia assegnati, io e Dario siamo andati a Milano a fare ricerche in biblioteca e sui posti per scrivere il film. Ho insistito affinch\u00e9 venisse con noi Enzo Ungari che voleva diventare uno sceneggiatore. Convinto Dario a prendere anche Enzo, ci siamo trasferiti tutti per un paio di mesi a Milano per scrivere il film, che, tra l&#8217;altro, era ispirato soprattutto ai film comici di Buster Keaton. Scritto il film, bisognava attendere che Tognazzi fosse libero per interpretarlo. Ma allora Tognazzi era l&#8217;attore pi\u00f9 richiesto in Italia e non era mai libero. \u00c8\u00a0passato un anno e a quel punto Nanni Loy si \u00e8 stufato di aspettare e ha rotto il contratto. Allora Salvatore ha convinto Dario a farla lui la regia. Dapprima Dario non ha voluto, poi ha ceduto. Ma Tognazzi era sempre impegnato e allora si \u00e8 cominciato a pensare a qualche altro attore, ma serviva comunque un grande comico. \u00c8 cos\u00ec che alla fine \u00e8 saltato fuori il nome di Celentano, perch\u00e9 tra l&#8217;altro era stato lui il protagonista di<\/span> Er pi\u00f9 <span style=\"font-style: normal;\">e gli Argento speravano proprio di bissare quel successo.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\"> <\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_7806\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Assassino-costretto02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7806\" class=\"size-full wp-image-7806\" title=\"Assassino costretto02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Assassino-costretto02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"271\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Assassino-costretto02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Assassino-costretto02-300x131.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-7806\" class=\"wp-caption-text\">L&#39;assassino \u00e8 costretto a uccidere ancora<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><em>L&#8217;assassino \u00e8 costretto ad uccidere ancora<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>L&#8217;assassino \u00e8 costretto a uccidere ancora<\/em><span style=\"font-style: normal;\">, che originariamente si intitolava<\/span> Il ragno<span style=\"font-style: normal;\">, \u00e8 nato con dei\u00a0produttori che avevano acquistato il romanzo di Giorgio Scerbanenco &#8220;Al mare con la ragazza&#8221;, nel quale si narrano le disavventure di una coppia di giovani teppistelli che rubano un&#8217;auto senza sapere che nel bagagliaio della vettura c&#8217;\u00e8 il cadavere di una donna. Io sono partito sviluppando la storia da quello spunto e poi reinventandola tutta di sana pianta con l&#8217;aiuto di Daniele Del Giudice. I produttori volevano il solito film alla Argento ma non mi andava di fare ancora una storia con l&#8217;assassino misterioso con i guanti di pelle: ne ero stufo. Cos\u00ec in pratica ho dato ai produttori quello che volevano loro, ma solo apparentemente. Ho infatti smontato tutto il giocattolo e poi l&#8217;ho rimontato a modo mio. Per andare controcorrente, sono partito da questo concetto: voglio far vedere sin dalla prima inqua-dratura del film che faccia ha l&#8217;assassino, perch\u00e9 si pu\u00f2 creare la tensione anche se si sa gi\u00e0 chi \u00e8 il killer. E cos\u00ec io e Del Giudice abbiamo costruito l&#8217;intera storia partendo da questa premessa, prendendo spunto di sicuro da Hitchcock, tanto da Delitto per delitto che da Il delitto perfetto. Poi ci ho ricostruito dentro, con pi\u00f9 sesso, la vicenda del villino isolato e della coppia sola con l&#8217;assassino che gi\u00e0 avevo sviluppato nel mio episodio de La porta sul buio. Quindi il mio film \u00e8 un omaggio ad Argento, s\u00ec, ma facendo vedere per\u00f2 che si possono fare dei bei film gialli anche se si sa subito fin dall&#8217;inizio chi \u00e8 l&#8217;assassino. E poi c&#8217;\u00e8 sempre molto humor macabro: insomma, l&#8217;assassino della pellicola \u00e8 un killer spietato, ma \u00e8 anche un coglione che commette il\u00a0crimine perfetto ma poi si fa fregare come un babbeo la macchina con il cadavere da due spiantati qualsiasi. Queste sono mie caratteristiche ricorrenti: fare film di genere ma al tempo stesso in controtendenza con il genere, e in pi\u00f9 metterci dentro una buona dose di humor e di autoironia.<br \/>\n<em>L&#8217;assassino \u00e8 costretto ad uccidere ancor<\/em>a sintetizza bene queste due mie usuali componenti. <\/span> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><span style=\"font-style: normal;\">Sulla censura<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\">Oggi in pratica non esiste censura ma negli anni &#8217;70 e &#8217;80  invece s\u00ec. E spesso la censura \u00e8 stata un problema, talvolta imprevedibile. Ad esempio l&#8217;episodio diretto da Dario de<\/span> <em>La porta sul buio<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> ha avuto qualche problema: il direttore di Raiuno, Salvi, ha fatto togliere il coltello impugnato nel finale dall&#8217;assassino perch\u00e9 secondo lui era un simbolo fallico e cos\u00ec Dario l&#8217;ha sostituito con un uncino. Un uncino secondo noi era molto peggio, molto pi\u00f9 orripilante, ma per Salvi no, perch\u00e9 secondo lui l&#8217;uncino non simboleggiava niente. Altro esempio: il mio lungometraggio<em> Il ragno<\/em> \u00e8 stato presentato in censura e fu bocciato, per questo abbiamo dovuto cambiare il titolo in <\/span><em>L&#8217;assassino \u00e8 costretto ad uccidere ancora<\/em>, quasi che fosse stato un altro film, dato che era l&#8217;unica soluzione per poterlo presentare di nuovo. In questo secondo tentativo il film finalmente \u00e8 passato, ma \u00e8 stato massacrato: la censura ha imposto il massimo divi<span style=\"font-style: normal;\">eto possibile e ha ordinato il taglio di gran parte delle scene con l&#8217;uccisione della Benussi e della scopata incrociata tra l&#8217;assassino che violenta la ragazza e il suo ragazzo che fa l&#8217;amore con la turista bionda. Vale a dire, hanno tolto il clou, il meglio del film. Fare horror e violenza non \u00e8 stato facile in quegli anni, lo splatter non era<br \/>\nancora arrivato o, per lo meno, non era stato ancora accettato. Oggi invece i telegiornali alle otto di sera ti sbattono in faccia morti ammazzati, gente squartata, persone fatte a pezzi come se niente fosse.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><em>La portiera nuda<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\">Sul finire del 1973 ho girato<\/span> <em>Il ragno<\/em>,<span style=\"font-style: normal;\"> che verso il dicembre del 1974 non era ancora uscito perch\u00e9, come ho detto prima, la censura l&#8217;aveva bocciato in quanto eccessivamente violento e amorale. Ho cominciato a temere che la mia carriera di regista, appena iniziata, fosse gi\u00e0 in bilico. Allora ho conosciuto un produttore importante, al quale ho proposto un progetto di fantascienza. Lui ha rifiutato la mia idea perch\u00e9 troppo costosa per\u00f2 mi ha detto che aveva appena acquisito un&#8217;opzione sui diritti di un romanzo classico del genere, &#8220;Gli strani suicidi di Bartlesville&#8221; di Fredric Brown, e ha aggiunto che me ne avrebbe affidato sia la sceneggiatura sia la regia se io prima avessi dimostrato la mia bravura girandogli bene un piccolo film erotico che lui aveva in programma subito. Io ovviamente ho accettato. Anche qui ho smontato il  genere, trasformando quel progetto erotico in una specie di commedia un po&#8217; fantasy di tono abbastanza leggero e per niente volgare (malgrado il titolo imposto). Il produttore \u00e8 stato contento del risultato ma non mi ha affidato &#8220;Gli strani suicidi di Bartlesville&#8221; perch\u00e9 quel progetto intanto si era arenato. Cos\u00ec La portiera nuda \u00e8 rimasto come il secondo film della mia carriera e ora sapete perch\u00e9 l&#8217;ho girato.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em><strong>Dedicato a una stella<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\">Avevo deciso di reallizare<\/span> <em>Dedicato a una stella<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">perch\u00e9 volevo riuscire a lavorare con Ovidio Assonitis, che era l&#8217;unico in Italia in quel periodo a fare film per il mercato americano e quindi speravo di arrivare a fare fantascienza con lui. Ci siamo conosciuti e, a un certo punto, saputo che facevo anche il regista, mi ha offerto di scrivere un soggetto, quello che poi sarebbe diventato <\/span><em>Dedicato a una stella<\/em><span style=\"font-style: normal;\">. E cos\u00ec \u00e8 nata la nostra collaborazione, alla quale io tenevo molto perch\u00e9 speravo poi di realizzare con lui qualcosa di fantastico oppure che lui mi invitasse a collaborare (ci avrei tenuto tanto!) al suo <\/span>Tentacoli<span style=\"font-style: normal;\">. Ovidio Assonitis aveva appena prodotto con enorme successo<\/span> <em>L&#8217;ultima neve di primavera<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">prodotto dalla Toho, che gli offr\u00ec subito dopo una grossa somma per un nuovo film di quel genere e, siccome in quel periodo Ovidio era troppo preso con la preparazione di <\/span><em>Tentacoli<\/em><span style=\"font-style: normal;\">, ha chiesto a me di occuparmi di questo nuovo film e me ne ha dato il soggetto: un&#8217;aspirante cantante d&#8217;opera giapponese va Perugia per affinarsi nel canto. L\u00ec s&#8217;innamora di un<br \/>\nragazzo ma poi si ammala e vuole morire con indosso l&#8217;abito da sposa che lui le aveva regalato in previsione delle nozze. Questo era il film che Ovidio voleva che facessi, ma a me faceva quasi schifo e poi di una giapponese in Italia non poteva fregarmene di meno. Cos\u00ec gli ho controproposto un altro soggetto ambientato in Francia sulle selvagge coste della Bretagna e della Normandia: la storia di una fanciulla che \u00e8 malata e sa di dover morire e per questo va alla ricerca del padre che non ha mai conosciuto. Durante questa ricerca conosce un celebre pianista che ha mollato la carriera  per una fortissima delusione d&#8217;amore. La ragazza s&#8217;innamora del pianista e con la sua enorme gioia di vivere, lei che sa di dover presto morire, lo spinge a riprendere la carriera, a ricominciare tutto da capo. A Ovidio \u00e8 piaciuta la mia versione della sua storia, l&#8217;ha fatta leggere alla Toho e loro hanno\u00a0dato l&#8217;ok. E cos\u00ec \u00e8 nato<\/span> Dedicato a una stella <span style=\"font-style: normal;\">(anche il titolo \u00e8 mio). Di solito Ovidio interferisce tantissimo nella lavorazione dei film che produce, ma in questo caso mi ha lasciato la massima libert\u00e0 perch\u00e9 lui era tutto preso dal suo progetto di <\/span><em>Tentacoli<\/em><span style=\"font-style: normal;\">, che era il kolossal, mentre il mio doveva essere solo un piccolo film da poco. Invece alla fine<\/span> Dedicato a una stella<span style=\"font-style: normal;\"> \u00e8 diventato primo negli incassi in Italia e in Giappone, mentre<\/span> <em>Tentacoli<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">\u00e8 stato un fiasco. La lavorazione di Dedicato a una stella \u00e8 stata semplice, ci sono stati problemi solo con il protagonista, Richard Johnson, il quale non voleva il finale con la morte della ragazza perch\u00e9 cos\u00ec lei gli avrebbe rubato la scena. Se non \u00e8 finita a cazzotti con lui, poco c&#8217;\u00e8 mancato, ma alla fine il film \u00e8 venuto proprio come lo volevo io.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><span style=\"font-style: normal;\">Luigi Cozzi e la musica dei suoi film<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\">Da sempre appassionato della musica come sono, ho curato sempre tantissimo le colonne sonore dei miei film. Per esempio, quando montavo, inserivo gi\u00e0 i pezzi delle colonne sonore pi\u00f9 o meno come li volevo, prendendoli dai dischi LP delle colonne sonore di centinaia di film che avevo. Cos\u00ec i maestri con i quali lavoravo sapevano bene che tipo di melodia volevo per quella o per quell&#8217;altra scena e si adattavano. Proprio per questo ho litigato per due volte con Ennio Morricone, che \u00e8 un grande ma non accetta imposizioni di questo tipo. Morricone doveva fare la musica sia per <\/span><em>Hercules<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">che per<\/span> Starcrash<span style=\"font-style: normal;\">, ma tutte e due le volte, sentendo le musiche che ci avevo messo io (pezzi di Bernard Hermann tolti soprattutto dai film di Harryhausen), si \u00e8 irritato e ha detto che allora preferiva non comporre le musiche per me perch\u00e9 voleva essere libero di seguire solo la sua ispirazione e basta. Certo, io capisco il suo punto di vista ma da regista autore quale mi reputo, non lo condivido per niente: ogni mio film \u00e8 mio e solo mio, e se il maestro non si adegua a metterci dei pezzi come li voglio io, pu\u00f2 pure andarsene. Comunque, parlando pi\u00f9 specificamente di alcuni dei compositori con i quali ho lavorato realmente e bene, con Donaggio ho avuto un ottimo rapporto,<br \/>\ncos\u00ec come lo ho avuto con Vince Tempera o con Stelvio Cipriani. Di John Barry invece posso solo dire che \u00e8 stato molto bello collaborare con un compositore cos\u00ec famoso e, tra l&#8217;altro, le melodie che ha composto per <\/span><em>Starcrash<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">lui poi le ha arrangiate in maniera pi\u00f9 lenta e ci ha tirato fuori le musiche de<\/span> <em>La mia Africa<\/em><span style=\"font-style: normal;\">, con le quali ha vinto un Premio Oscar.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\"> <\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_7807\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Starcrash01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7807\" class=\"size-full wp-image-7807\" title=\"Starcrash01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Starcrash01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"781\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Starcrash01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Starcrash01-238x300.jpg 238w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-7807\" class=\"wp-caption-text\">Starcrash<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><em>Scontri stellari oltre la terza dimensione<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Starcrash<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">\u00e8 un film che ho fatto con enorme amore e grandissima fatica, ma che mi ha anche dato delle belle soddisfazioni: ci sono ancora oggi in giro per il mondo dei siti fatti dai fan di questa pellicola. L&#8217;ho iniziato a scrivere nel maggio del 1977 e l&#8217;ho missato nell&#8217;ottobre del 1978. Il film poi \u00e8 uscito sia in America sia in Italia nel gennaio del 1979. Volevo fare un film di fantascienza diverso da tutti quelli fatti in Italia fino a quel momento, volevo fare un film di fantascienza come a mio parere bisognava farli, e cio\u00e8 con trucchi ed effetti ottici in quantit\u00e0, in contrapposizione alle idee di Margheriti e dei produttori nostrani che invece preferivano fare tutto dal vero in teatro, con cavi e fili. Quindi ho fatto un film unico fino a quel momento, e devo dire anche che da allora in poi nessuno pi\u00f9 qui in Italia ha realizzato una pellicola simile, con altrettanti effetti ottici. Di recente mi hanno invitato per una proiezione di <\/span><em>Starcrash <\/em><span style=\"font-style: normal;\">alla Cineteca Melies di Parigi e l\u00ec mi hanno fatto notare che questo mio film finora (e ormai siamo nel 2008) \u00e8 l&#8217;unica grande space-opera realizzata nell&#8217;intera Europa. Sempre in Francia hanno invitato a una doppia proiezione speciale me ed Irvin Kershner, regista de L&#8217;impero colpisce ancora, affermando che la pellicola di Kershner \u00e8 il pi\u00f9 grande film spaziale a grosso budget di sempre, mentre<\/span> <em>Starcrash<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">\u00e8 il pi\u00f9 grande film spaziale a budget medio di sempre: davvero un bel complimento per me. Il quotidiano inglese The guardian ha poi dedicato mezza pagina a un servizio su di me qualche anno fa, in occasione dell&#8217;uscita del\u00a0primo episodio della nuova serie dei film dedicati a <\/span><em>Guerre stellari<\/em>,<span style=\"font-style: normal;\"> scrivendo che Lucas avrebbe dovuto lasciar girare quel suo film a me, perch\u00e9 Starcrash \u00e8 ancora oggi un&#8217;opera estremamente piacevole da vedere, mentre <\/span><em>Star wars: episodio I \u2013 La minaccia fantasma<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">non ha n\u00e9 capo n\u00e9 coda.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-style: normal;\"> Quando \u00e8 nato <\/span><em>Starcrash<\/em>,\u00a0<span style=\"font-style: normal;\">era appena iniziato il boom di<\/span> <em>Guerre stellari<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">e il mio produttore non faceva altro che ripetermi: \u00abDevi fare un film come<\/span> <em>Star Wars<\/em><span style=\"font-style: normal;\">, dev&#8217;essere tutto uguale a quel film l\u00ec\u00bb. Per\u00f2 io sapevo che mai e poi mai avrei potuto fare un film tipo quello di Lucas (che a me \u00e8 piaciuto moltissimo) perch\u00e9 non c&#8217;erano i soldi e soprattutto non c&#8217;era il tempo per realizzare un&#8217;opera simile. Allora ho volutamente inteso fare un film espressionistico, dove per \u201cespressionistico\u201d intendo soprattutto l&#8217;uso del colore. Ho infatti usato il colore come mezzo per stupire. In pi\u00f9, per accentuare questa componente fiabesca, ho caricato volutamente tutta la parte\u00a0fantastica e surreale, con un bel po&#8217; di autoironia qua e l\u00e0 (Stella Star che si congela e diventa rigida come uno stoccafisso surgelato, per esempio). In pratica non ho voluto certo realizzare una variazione sul genere di Star Wars, bens\u00ec un&#8217;opera fantastica che io definivo come il mio Sinbad va su Marte, cio\u00e8 un fantasy da \u201cmille e una notte\u201d pura; non nello stile di George Lucas, bens\u00ec in quello di Ray Harryhausen. In pi\u00f9 nella storia ho messo il ritmo dei pulp letterari di fantascienza degli anni &#8217;40 e ho preso tante situazioni dai vari romanzi di fantascienza d&#8217;azione letti in giovent\u00f9 ea nche moltissime tratte dai fumetti. Credo di essere riuscito a confezionare un film autonomo, che\u00a0ha ben poco in comune con <\/span>Star wars, <span style=\"font-style: normal;\">e che proprio per questo \u00e8 piaciuto a tanta gente e a molti continua a piacere ancora oggi.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\"> <\/span><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_7809\" style=\"width: 630px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Contamination01.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7809\" class=\"size-full wp-image-7809\" title=\"Contamination01\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Contamination01.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"328\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Contamination01.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Contamination01-300x158.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-7809\" class=\"wp-caption-text\">Contamination<\/p><\/div>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em><strong>Contamination \u2013 Alien arriva sulla terra<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Contamination<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">\u00e8 l&#8217;ennesima prova di come offrivo ai produttori quello che loro volevano vedersi offrire, ma poi quando si trattava di lavorare sulla storia e sul film facevo quello che pi\u00f9 andava a me. <\/span><em>Contamination<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">\u00e8 nato con un manifesto e un titolo eclatanti per pescare all&#8217;amo un produttore (il mio titolo era solamente Alien arriva sulla Terra), pi\u00f9 l&#8217;idea delle uova (e ovviamente tutti hanno pensato alle uova di <\/span>Alien<span style=\"font-style: normal;\">). Poi per\u00f2 la somiglianza con il film di Ridley Scott finisce qui: se c&#8217;\u00e8 un mio film dedicato al cinema degli anni &#8217;50, quello \u00e8 appunto <\/span>Contamination.<span style=\"font-style: normal;\"> Mi spiego: l&#8217;elicottero che avvista la nave alla deriva in mare \u00e8 l&#8217;elicottero che avvista la bambina vagante tutta stordita nel deserto di<\/span> Assalto alla Terra<span style=\"font-style: normal;\">. Gli uomini che esplorano la nave e trovano i corpi spappolati \u00e8 l&#8217;esplorazione della nave contaminata con i mostri antropofaghi del giapponese Uomini H. Le uova del mio film sono l&#8217;equivalente dei baccelloni de<\/span> L&#8217;invasione degli ultracorpi<span style=\"font-style: normal;\">. L&#8217;agente che ha visto le uova ma non viene creduto ed \u00e8 preso per pazzo \u00e8 come ne Il risveglio del dinosauro. La fabbrica delle uova \u00e8 come la fabbrica degli alieni nel film inglese I vampiri dello spazio. I miei personaggi poi indossano persino le stesse tute e le stesse maschere antigas che ci sono in quel film! Insomma, Contamination sembrer\u00e0 pure a qualcuno come un film figlio di <\/span><em>Alien<\/em> m<span style=\"font-style: normal;\">a questo \u00e8 solo un complimento alla mia abilit\u00e0 nel mescolare i generi e le carte in tavola, perch\u00e9 in realt\u00e0 questo film \u00e8 totalmente un clone della fantascienza del periodo che va dal 1953 al 1956. Di moderno ha solo il riferimento (molto vago) ad un Alien e alle uova, pi\u00f9 un po&#8217; di sangue esagerato. Ma con Contamination siamo davvero nella science-fiction cinematografica degli anni &#8217;50, con una scena che \u00e8 allo stesso tempo un omaggio a Hitchcock e uno scherzo sul tema: quella della ragazza minacciata nella doccia. Naturalmente chi non ha visto quei film di fantascienza che ti ho citato, non pu\u00f2 rendersi conto del lavoro di recupero che ho fatto.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><em>Ercole<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">e<\/span> <em>Le avventure di Ercole<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\">I due<\/span> <em>Hercules<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">sono nati nella mia mente come un rifiuto del peplum italico, che era ben poco pieno di fantasia, e non certo come un tentativo tardivo per farlo rinascere. Con i due <\/span><em>Hercules<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> ho voluto fare fantasy puro alla Harryhausen, sono andato direttamente alla fonte greca, quella delle leggende antiche che sono molto pi\u00f9 fantastiche e immaginifiche dei film italiani del periodo. Infatti ho usato come guida proprio il libro I miti greci di Robert Graves e poi ovviamente ho realizzato il tutto in stile Harryhausen, quindi fantasy, ma fantasy all&#8217;americana, non certo all&#8217;italiana. Il mio modello \u00e8 stato<\/span> <em>Clash of the Titans<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">di Harryhausen e pure <\/span>Gli argonauti<span style=\"font-style: normal;\">. Il peplum all&#8217;italiana non c&#8217;entra niente, solo chi non ha visto i miei due film pu\u00f2 fare un paragone del genere.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><span style=\"font-style: normal;\">Luigi Cozzi e il rapporto con la critica<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\">Essendo io stesso critico e storico dei generi che amo (ho scritto pi\u00f9 di venti libri sull&#8217;argomento e altri ne ho in preparazione), ho il massimo disprezzo per certa gente che scrive di queste cose, ma in realt\u00e0 ben poco le conosce: esempio lampante il modo in cui sono trattati sovente i miei film.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-style: normal;\"> Accetto che ad un critico <\/span><em>Hercules<\/em> possa non p<span style=\"font-style: normal;\">iacere, \u00e8 un suo diritto, ma quando quello stesso critico scrive che il mio film \u00e8 un tentativo di rifare il peplum, allora questo significa che quel critico non ha mai visto il mio film, altrimenti non avrebbe scritto una tale bestialit\u00e0. Marco Giusti \u00e8 un mio caro amico. Quando \u00e8 uscito il suo libro Stracult per\u00f2 ha scritto di alcuni dei miei film delle cose che solo se non li aveva mai visti poteva aver scritto. Gliel&#8217;ho detto in faccia e, scusandosi, mi ha risposto: \u00abLuigi, io quei tuoi film non li ho mai visti, e ho scritto sul loro conto solo basandomi su quanto riferito da alcuni collaboratori\u00bb. In pi\u00f9, a volte, ci sono anche casi come quello di<\/span> <em>Paganini Horror<\/em><span style=\"font-style: normal;\">, che non \u00e8 un film horror, ma un fantasy sulla circolarit\u00e0 del tempo e sulle teorie einsteiniane, con in pi\u00f9 alcuni paradossi su certi schemi cari all&#8217;horror. Ebbene, ho letto numerose recensioni atroci di questo film stese da persone che non ci hanno capito nulla e che evidentemente si aspettavano uno \u201csplatter alla Fulci\u201d e quindi, secondo costoro, siccome il mio film non era uno \u201csplatter alla Fulci\u201d, faceva schifo. Ma che modo di ragionare \u00e8? Un film andrebbe visto per quello che \u00e8, non per quello che si vorrebbe che fosse. Fortunatamente tutto questo succede solo in Italia.<br \/>\nAll&#8217;estero ci sono molta meno improvvisazione e mancanza di seriet\u00e0, e non \u00e8 un caso se l\u00ec godo infatti di una buona stampa.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong>Godzilla\u00a0<span style=\"font-style: normal;\">aka <\/span>Cozzilla<\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Godzilla<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">\u00e8 uno dei tanti film che ho recuperato per l&#8217;Italia con la mia societ\u00e0 di distribuzione specializzata. Era successo che il primo<\/span> <em>Godzilla<\/em> (nella v<span style=\"font-style: normal;\">ersione con Raymond Burr) qui da noi era uscito nel 1956 con la Paramount, ma dopo un paio di anni la Paramount Italia aveva chiuso e tutte le copie dei film erano state mandate al macero. Quindi dal 1958-59<\/span> Godzilla i<span style=\"font-style: normal;\">n Italia non c&#8217;era pi\u00f9, perch\u00e9 allora non esistevano VHS o DVD. \u00c8 stato cos\u00ec che allora, nel 1976 ho pensato di recuperare\u00a0quel film: pagai 7000 dollari alla Toho e ne ho preparato la distribuzione. Gli esercenti delle sale per\u00f2 quando hanno saputo che quel Godzilla era in bianco e nero, mi hanno detto di no, non volevano pi\u00f9 programmare in prima visione pellicole in bianco e nero e, siccome l&#8217;avevo pagato tanto, dovevo per forza fare uscire la pellicola in prima visione, anche d&#8217;estate, ma comunque sempre in prima visione. \u00c8 stato cos\u00ec che, forzato dai fatti, mi \u00e8 venuta l&#8217;idea di farne una versione colorizzata, anche perch\u00e9 nel frattempo a Torino avevo conosciuto Valcauda e avevo capito che con il sistema tecnico a passo uno di cui lui disponeva si potevano anche ricolorare i film: in effetti, il principio \u00e8 lo stesso della ricolorizzazione che si usa oggi, solo che noi allora l&#8217;abbiamo fatta a mano, un fotogramma per volta, mentre adesso la fanno tutta automaticamente con i computer.<br \/>\nQuindi il mio <\/span>Godzilla<span style=\"font-style: normal;\"> \u00e8 il primo film ricolorizzato al mondo. E poi, dato che il film durava appena 80 minuti mentre ormai le sale diprima visione volevano solo film lunghi almeno un&#8217;ora e mezza, ho chiamato il montatore milanese Alberto Moro e l&#8217;ho incaricato di aggiungere scene spettacolari del repertorio di guerra al film, che ho successivamente rieditato e rimissato, anche con nuove musiche di Vince Tempera.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><span style=\"font-style: normal;\">Gli effetti speciali di<\/span> <em>Phenomena<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\">Sono andato a cena con Dario appena dopo aver concluso l&#8217;edizione de<\/span> <em>Le avventure di Ercole<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> e lui mi ha parlato dei grossi problemi che aveva con gli effetti di <\/span><em>Phenomena<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">che stava preparando. Gli ho chiesto che cosa doveva fare di tanto complicato, lui me l&#8217;ha spiegato. Allora mi ha chiesto se ero disposto a lavorare per lui e cos\u00ec, prima che la cena fosse terminata, ero gi\u00e0 stato assunto per il film. I trucchi in effetti non erano nulla di complicato, il problema era che qui in Italia nessuno sapeva come li si poteva fare. Ma io non ho fatto altro che richiamare due o tre delle persone che avevano lavorato con me a<\/span> Le avventure di Ercole <span style=\"font-style: normal;\">e insieme abbiamo fatto il tutto. Diverse cose le ho fatte personalmente, altre le ho fatte fare a Parigi dai due fratelli Costa che si erano occupati dei trucchi de <\/span>Le avventure di Ercole<span style=\"font-style: normal;\">. Poi Dario, visto che era entusiasta dei risultati, mi ha fatto girare altre cose per quel suo film: mi ha affidato infatti la regia di tutte le scene con gli insetti e mi ha fatto fare anche alcune piccole scene con la seconda unit\u00e0. \u00c8 stato un lavoro facile, ma che nel\u00a0complesso mi ha dato molte soddisfazioni, anche perch\u00e9 poi <\/span>Phenomena ha<span style=\"font-style: normal;\"> avuto un enorme successo e tutti hanno apprezzato i miei trucchi ottici e la macrofotografia con gli insetti.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><span style=\"font-style: normal;\">Sul \u201cProfondo Rosso Store\u201d<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\">Dario voleva creare un punto di incontro per i suoi fan, io qualcosa di simile al Forbidden Planet di Londra (ma meno di massa) e cos\u00ec ne abbiamo parlato a lungo e alla fine abbiamo deciso di metterci insieme per fare questo negozio tutto dedicato all&#8217;horror, alla fantascienza e al fantasy. A quel punto Dario ha buttato l\u00ec l&#8217;idea che nei sotterranei ci voleva fare anche Il museo degli orrori e allora abbiamo trovato un locale che si prestasse al tutto e siamo partiti. Tutti ci dicevano che eravamo dei pazzi, all&#8217;inizio varie associazioni cattoliche fondamentaliste ci hanno perfino denunciato alla magistratura perch\u00e9 avevamo osato creare un punto di incontro per i fan dell&#8217;orrore, dicevano che \u201cistigavamo a delinquere\u201d, ma per fortuna i magistrati hanno respinto tutte quelle denunce e noi siamo andati avanti. Profondo rosso \u00e8 andato bene sin dal principio e poi in tanti hanno persino preso ad imitarci. Ma ancora oggi siamo gli unici in Italia ad avere un negozio e un museo di questo tipo.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em><strong>Turno di notte<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Turno di notte<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">\u00e8 nato da un&#8217;idea di Dario Argento ed Enzo Tortora, poi sviluppata da Dardano Sacchetti e dalla coppia Laura Grimaldi-Marco Tropea che allora erano i direttori del Giallo Mondadori. Sul tema dei tre tassisti che indagano, sono stati girati sei episodi da parte di Lamberto Bava e poi sono subentrato io, che ho diretto (e in parte riscritto) i successivi nove episodi, per i\u00a0quali ho ridotto il trio dei protagonisti a un duo. Dopo la trasmissione del mio primo telefilm il direttore di Raidue telefon\u00f2 a Dario per congratularsi e per dirgli che il telefilm l&#8217;aveva trovato ottimo. Da quel momento in poi ho goduto della massima libert\u00e0: mi hanno lasciato fare quello che volevo. In effetti credo di averne fatte di cose insolite, innanzitutto spostando il thriller su un piano pi\u00f9 fantastico e poi addirittura concludendo con l&#8217;ultimo episodio che era di pura fantascienza, con tanto di alieni. I miei nove telefilm di Turno di notte hanno avuto tutti altissimi indici di gradimento e duravano in media attorno ai quindici minuti, alcuni anche diciotto. La cosa interessante \u00e8 che noi li giravamo quasi in contemporanea con la messa in onda. Mi spiego: ogni venerd\u00ec sera andava in onda un episodio, ma io finivo di girarlo (se tutto andava bene) il mercoled\u00ec\u00a0all&#8217;alba e quindi, per tutto il mercoled\u00ec e il gioved\u00ec, c&#8217;era un&#8217;equipe supervisionata da Dario in persona che provvedeva freneticamente a montare e a mettere le musiche. Insomma, lavoravamo con un ritmo frenetico, come in una catena di montaggio, sempre con l&#8217;incubo che se io accumulavo un ritardo nelle riprese poi si rischiava di non avere niente da mandare in onda il venerd\u00ec.mInsomma, \u00e8 stata un&#8217;esperienza bellissima, della quale ho un ottimo ricordo e credo anche di avere confezionato, in quei telefilm, alcune delle mie opere migliori.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><span style=\"font-style: normal;\">Luigi Cozzi e le regie non accreditate<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\">Ho scritto il soggetto di<\/span> <em>Sindbad of the Seven Seas<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">per la Cannon, che lo voleva fare dopo <\/span><em>Ercole<\/em><span style=\"font-style: normal;\">. Ma ci sono stati dei ritardi, il progetto non partiva e allora sono andato con Argento a fare<\/span> <em>Phenomena<\/em><span style=\"font-style: normal;\">. Proprio allora la Cannon ha deciso di dare il via a <\/span>Sindbad of the seven seas<span style=\"font-style: normal;\">, ma io non<br \/>\nc&#8217;ero pi\u00f9 e allora decisero di farne un serial televisivo per la Rai in quattro puntate e lo affidarono a Enzo G. Castellari affinch\u00e9 allungasse il mio copione da due a cinque ore di film, ideali per la suddivisione in puntate. Il mio era ovviamente un copione tutto basato sugli effetti speciali, con Sinbad che andava perfino sulla luna, ma Castellari tenne solo la storia di base ed elimin\u00f2 quasi tutte le sequenze con gli effetti ottici mettendo al loro posto scene di botte e scazzottate in quantit\u00e0.<br \/>\nPoi gir\u00f2 il tutto. Un anno dopo, quando i capi della Cannon hanno visto le cinque ore di montato, le hanno trovate impresentabili sia alla Rai sia sul mercato americano, e decisero di archiviare del tutto il girato. Dopo un altro paio d&#8217;anni mi sono incontrato per caso con il capo della Cannon e quello, a un certo punto, m&#8217;ha detto: \u00abLuigi, noi abbiamo messo in cantina il tuo Sindbad fatto da Castellari, perch\u00e9 non ci piace. \u00c8 lungo cinque ore: a te non andrebbe di rimetterci le mani, girare qualcosa, metterci tanti effetti e ridurlo ad un&#8217;ora e mezza?\u00bb. Io ero libero e ho detto di s\u00ec e cos\u00ec loro m&#8217;hanno dato tutto il girato originale di Castellari pi\u00f9 le cinque ore di montato. Ci ho lavorato per un anno,\u00a0ricostruendo in parte il mio script originale, girando l&#8217;introduzione e la fine ed aggiungendo ovunque effetti ottici in quantit\u00e0. Alla fine ho presentato il mio prodotto alla Cannon, a loro \u00e8 piaciuto e finalmente l&#8217;hanno distribuito in tutto il mondo nella mia versione. Comunque, va detto che il film come lo si vede oggi mantiene lo schema della mia sceneggiatura originale, per\u00f2 mantiene anche tutto il girato di Castellari anche se ovviamente non contiene le grandi scene spettacolari previste dalla mia sceneggiatura originale. <\/span>Nosferatu a Venezia <span style=\"font-style: normal;\">invece, non l&#8217;ho n\u00e9 scritto n\u00e9 diretto. Semplicemente ero amico del produttore esecutivo e lui mi ha preso come suo consulente per tutta la durata delle riprese (e anche dopo). Mi sono occupato soprattutto degli effetti speciali, degli ammazzamenti vari, e in pi\u00f9 ho girato delle piccole scene come seconda unit\u00e0. Ma il film \u00e8 stato diretto tutto da AugustoCaminito. In ogni caso questo \u00e8 un esempio di un film-casino che alla fine non rispetta per nulla la sceneggiatura originale: in fase di montaggio in pratica si sono reinventati una nuova trama e tutto l&#8217;ordine delle scene \u00e8 stato cambiato, per cercare di dare un&#8217;apparenza di senso al tutto. Kinski poi impazzava a tutto spiano: ha voluto girare da solo almeno una ventina di ore di scene tutte inventate da lui, io lo accompagnavo in queste riprese assurde ed inutili e ho vissuto al suo fianco davvero delle esperienze folli.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em><strong>Paganini Horror<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>Paganini horror<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> \u00e8 nato cos\u00ec: io ho proposto quel titolo a uno dei produttori di Contamination e a lui quel titolo insolito \u00e8 piaciuto. \u00c8 stato lui a far fare la locandina con la casa e il violinista e poi, avuto il disegno, ha detto a me di scriverci attorno un soggetto per un film. Io, che avevo appena finito di lavorare a un copione fantastico su Paganini per il produttore di <\/span>Starcrash<span style=\"font-style: normal;\">, ho mischiato un po&#8217; di cose che avevo appreso su Paganini con il classico tema della casa infestata, poi ho pensato di<br \/>\nmetterci dentro anche gli spunti di uno dei film che amo di pi\u00f9, L&#8217;uomo che visse nel futuro e ho confezionato un prodotto molto insolito su una casa dove il tempo ti uccide facendoti invecchiare d&#8217;improvviso oppure facendoti ringiovanire di colpo, facendoti diventare un neonato e poi un ovulo.<br \/>\nAl produttore buona parte di quelle mie idee per\u00f2 non sono piaciute e, in gran parte, me le ha fatte togliere, obbligandomi a mettere pezzi di puro splatter al loro posto. Allora ho portato il progetto di<\/span> <em>Paganini Horror<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">cos\u00ec com&#8217;era stato trasformato ad altri produttori ed alla fine De Angelis, il produttore di Fulci, me lo prese. Poi per\u00f2 pochi giorni prima di iniziare per risparmiare sui costi mi ha ordinato di togliere tutte le sequenze splatter dal film e allora ho cercato di riequilibrare il tutto reinserendo alcune delle cose pi\u00f9 strane e fantastiche della mia precedente versione. Nel complesso credo di esserci riuscito abbastanza bene. Ne \u00e8 venuto fuori un film che di sicuro non \u00e8 un horror<br \/>\nma un fantasy o un fantastique con molta ironia e un mucchio di teorie sulla musica e sul tempo, argomenti ostici per gran parte degli spettatori. Per\u00f2 devo dire che mentre nel 1990 sentivo solo opinioni negative su questo mio<\/span> Paganini Horror<span style=\"font-style: normal;\">, a partire dal 2000 ho cominciato a sentire invece sul suo conto pareri sempre pi\u00f9 favorevoli: era un film sul tempo e forse proprio il tempo ha poi cambiato le cose e i giudizi.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em><strong>The Black Cat<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><em>The Black Cat<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">si intitolava De profundis, ovvero Out of the Dephts ed era un gioco di parole perch\u00e9 Suspiria de profundis \u00e8 il titolo completo della lirica di De Quincey dalla quale il mio amico e maestro Dario Argento ha tratto il suo Suspiria. L&#8217;altro gioco di parole \u00e8 con Out of the Dephts, che \u00e8 la traduzione di De profundis e che sta per Fuori dagli abissi con l&#8217;aggiunta sottintesa (che si spiega solo alla fine del film) di of your mind, cio\u00e8 Fuori dagli abissi (della mente). A film quasi finito, per\u00f2, il distributore Golan (lo stesso che aveva diretto la Cannon) mi ha chiamato perch\u00e9<br \/>\naveva venduto in vari paesi un film tratto da Poe chiamato <\/span>The black Cat <span style=\"font-style: normal;\">prodotto da Harry Alan Towers. Golan aveva per\u00f2 appena litigato con Towers e lui non gli dava pi\u00f9 quel film, ma il problema era che Golan l&#8217;aveva gi\u00e0 venduto, quindi aveva comunque bisogno di un altro film che avesse lo stesso titolo. Cos\u00ec chiam\u00f2 me e mi disse che dovevo cambiare il titolo al mio film e farlo diventare il <\/span><em>The Black Cat<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">che serviva. Ho protestato ma Golan mi ha detto che se non lo facevo io, ci avrebbe pensato lui a cambiare il titolo al mio film quando l&#8217;avrebbe distribuito e cos\u00ec non avevo scelta. Per sistemare un po&#8217; le cose \u2013 anche se il mio film non c&#8217;entrava niente con il racconto di Poe\u00a0\u2013 ho girato qualche inquadratura di un gatto nero che passeggiava qua e l\u00e0 e ho chiamato il mio film The Black Cat (e successivamente intitolai proprio The Black Cat la pellicola che sta girando la protagonista del mio film). The black cat poi \u00e8 un ennesimo mio film di fantascienza \u201ctruccata\u201d.<br \/>\nDico cos\u00ec perch\u00e9 in Italia i produttori non ne vogliono nemmeno sentir parlare di fantascienza, e quindi io sono costretto a proporre film che sembrano essere dell&#8217;orrore mentre in realt\u00e0 sotto sotto sono di fantascienza. E<\/span> <em>The Black Cat<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">\u00e8 appunto uno di questi. Voglio far notare una curiosit\u00e0, che mi stupisce ma che comunque pi\u00f9 d&#8217;una persona mi ha segnalato e quindi la riporto: Gomarasca di Nocturno e altri mi dicono infatti che secondo loro il recente <\/span>La terza madre<span style=\"font-style: normal;\"> di Argento ha un po&#8217; dell&#8217;atmosfera del mio film, che Dario in effetti ha visto. Non so, non mi pronuncio. Sar\u00e0 davvero cos\u00ec?<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><span style=\"font-style: normal;\">Le sceneggiature di<\/span> <em>Paradiso blu<\/em><span style=\"font-style: normal;\">,<\/span> <em>Shark \u2013 Rosso nell&#8217;oceano<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">e<\/span> <em>La mano nera \u2013 Prima della mafia&#8230;pi\u00f9 della mafia<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\">Pino Mangogna e Ugo Valenti mi hanno chiesto quindi di scrivergli <\/span><em>Paradiso blu<\/em><span style=\"font-style: normal;\">. Personalmente non avevo voglia di scrivere una storia del genere, non era nelle mie corde, ma loro (era luglio) hanno detto che, oltre a pagarmela, avrebbero pagato un mese di vacanza a me e a mia moglie all&#8217;Hotel Sheraton se li avessi seguiti a Santo Domingo per scrivere, una volta l\u00ec, un progetto di<br \/>\nfantascienza. A quel punto ovviamente ho accettato, ma ho dato da scrivere il copione di Paradiso blu a un mio amico, lo scrittore di fantascienza livornese Gianluigi Zuddas, mentre io ho fatto solo la ripulitura finale di quello che lui aveva scritto. Ho consegnato il copione, che \u00e8 piaciuto, e allora Joe d&#8217;Amato ha chiesto che io modificassi anche il copione del primo film che lui doveva girare, <\/span><em>Voodoo Bab<\/em><span style=\"font-style: normal;\">y. Cos\u00ec ho fatto la revisione di questo copione (che in italiano credo si chiami <\/span><em>Orgasmo\u00a0nero<\/em><span style=\"font-style: normal;\">), riscrivendo in pratica le scene un giorno prima che Aristide le girasse. Ma la struttura della storia esisteva gi\u00e0, non \u00e8 mia. Ho passato un agosto di sogno a Santo Domingo, scrivendo tutto sommato ben poco e divertendomi invece moltissimo. <\/span><em>Shark \u2013 Rosso nell&#8217;oceano<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">\u00e8 nato da Sergio e Luciano Martino, i quali mi hanno chiamato perch\u00e9 volevano che scrivessi e dirigessi un film tipo <\/span><em>Lo squalo<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> ambientato per\u00f2 a Venezia. Ho scritto un trattamento che in pratica era gi\u00e0 tutto il film e<br \/>\nloro lo hanno approvato. Poi per\u00f2 Sergio Martino, che doveva fare il produttore, ha abbandonato il progetto per mettersi a fare un film suo e il fratello Luciano ha deciso di sospendere il progetto.<br \/>\nQualche mese dopo lo ha ripreso in mano, ma lo ha voluto fare con pochi soldi: mi ha richiamato e io gli ho scritto una versione pi\u00f9 semplice della prima storia, ispirata in buona parte al libro &#8220;L&#8217;incubo sul fondo&#8221; di Murray Leinster. A Luciano Martino il mio trattamento \u00e8 piaciuto, per\u00f2 ha voluto fare il film davvero con quattro soldi e allora ne ha affidato la produzione a Mino Loy, il quale ha deciso di farlo fare come regista a Lamberto Bava, con il quale era in grande amicizia e del quale si fidava ciecamente. Quindi \u00e8 stato Lamberto a fare il film, scritto da me con l&#8217;ultima sezione aggiunta da Dardano Sacchetti. Per\u00f2 a me il film finito non piace molto: eppure ho una grandissima stima di Lamberto come regista, \u00e8 bravissimo, per\u00f2 questo non mi sembra essere uno dei suoi lavori migliori, forse perch\u00e9 magari gli hanno dato veramente troppi pochi soldi per poter riuscire a farlo<br \/>\nbene. La mano nera \u2013 Prima della mafia\u2026 pi\u00f9 della mafia \u00e8 un film ideato, supervisionato e prodotto da Carlo Infascelli. Ho conosciuto Carlo quando lui aveva gi\u00e0 iniziato a girare La mano nera. Il copione c&#8217;era gi\u00e0, visto che stavano gi\u00e0 girando anche il film, ma Carlo lo voleva modificare in continuazione a seconda di quello che gli chiedevano gli attori. Mi spiego: lui voleva mettere nel film Philippe Leroy, ma Leroy aveva detto no, non gli piaceva la sceneggiatura. Allora Carlo gli chiedeva che cosa doveva cambiare nel copione perch\u00e9 lui accettasse. Leroy magari gli diceva che voleva una scena in cui lui moriva (o scopava, o scappava\u2026). E qui entro in scena io, il supervisore aggiunto del copione: Carlo mi telefonava a casa e mi dava 24 ore di tempo per aggiungere la scena che Leroy aveva chiesto. Questo per fare un esempio. Ecco tutto il mio lavoro su<\/span> <em>La mano nera \u2013 Prima della mafia\u2026 pi\u00f9 della mafia<\/em><span style=\"font-style: normal;\">. \u00c8 stato cos\u00ec. Loro mi telefonavano dal set dicendo che c&#8217;era  questo problema o quest&#8217;altro, e io dovevo precipitarmi sul set dove stavano girando per portare una soluzione, una nuova scena, dei dialoghi diversi, il tutto mentre loro gi\u00e0 giravano. \u00c8 stata un&#8217;esperienza totalmente folle, mai vissuta un&#8217;altra cos\u00ec, ancora oggi, a ripensarci, scoppio a ridere.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><span style=\"font-style: normal;\">Il cinema italiano di genere tra passato e futuro<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\">Ruggero Deodato, Lamberto Bava, Michele Soavi e tanti altri registi (me incluso) hanno lasciato l&#8217;horror e il thriller non perch\u00e9 non vogliono pi\u00f9 fare i film di questo tipo, ma perch\u00e9 il pubblico di oggi ha smesso di andare a vederli, quindi se sei un regista e non vuoi restare disoccupato devi cercare per forza di fare qualcos&#8217;altro. E a quel punto qualsiasi cosa, anche una soap in TV, va bene: vedi il caso di Deodato, oppure vedi anche il mio caso che, per non abbandonare il fantastico, ho<\/span> preferito dedicarmi al Profondo rosso store. Purtroppo questa \u00e8 la situazione. Di recente sono usciti per esempio quattro film horror tutti molto interessanti quali <em>Il bosco fuori<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">di Albanese,<\/span> <em>Ghost Son<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">di Bava,<\/span> <em>La terza madre<\/em><span style=\"font-style: normal;\"> di Argento e<\/span> <em>Il nascondigli<\/em>o <span style=\"font-style: normal;\">di Avati, eppure sono stati tutti e quattro dei grossi flop economici al botteghino. Siccome il loro insuccesso commerciale \u00e8 stato decretato dal pubblico che non \u00e8 andato a vederli, \u00e8 evidente che gli spettatori di oggi preferiscono vedere film di genere diverso, questa \u00e8 la realt\u00e0, perch\u00e9 durante quest&#8217;annata diversi film italiani di altro genere hanno riscosso ottimi risultati. Quindi \u00e8 l&#8217;horror italiano che non attira pi\u00f9 la gente. Negli anni &#8217;60 e &#8217;70 c&#8217;erano abbastanza spettatori per i film di genere horror, mentre oggi no, o meglio, oggi ci sono numerosi giovani appassionati che una volta non c&#8217;erano, ma comunque gli appassionati che ci sono oggi sono in ogni caso troppo pochi per contribuire a decretare il successo dei nuovi film di questo tipo. Purtroppo. E cos\u00ec in Italia il cinema thriller\/horror sta per sparire: ma, lo ribadisco, \u00e8 il pubblico che ha voluto decretare questa scomparsa. Film come <\/span><em>Il bosco fuori<\/em><span style=\"font-style: normal;\">,<\/span><em> La terza madre<\/em><span style=\"font-style: normal;\">,<\/span> <em>Il nascondiglio<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">e<\/span> <em>Ghost Son<\/em> <span style=\"font-style: normal;\">evidentemente non attirano pi\u00f9 gli spettatori.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><strong><span style=\"font-style: normal;\">Luigi Cozzi e il montaggio<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\">Un montatore pu\u00f2 cambiare un film, perch\u00e9 \u00e8 lui che ne decide il ritmo, lo spostamento di alcune scene, l&#8217;eliminazione o il taglio parziale di altre (ovviamente sempre d&#8217;accordo con il regista). Un film discreto montato da un bravo montatore diventa un buon film, un film discreto montato da un cattivo montatore diventa un film mediocre. Prendete per esempio i film di Dario Argento: finch\u00e9 ha avuto al suo fianco quel montatore eccezionale che \u00e8 Franco Fraticelli, i film di Dario sono secchi, vibranti, tesi, quando Dario ha smesso di lavorare con Fraticelli, il suo cinema \u00e8 cambiato, diventando molto pi\u00f9 lento, a volte persino quasi noioso. Lo ripeto, i montatori sono fondamentali nel dare il giusto ritmo a un film, sono collaboratori preziosissimi di ogni regista e in qualche caso sono perfino meglio del regista. Chi \u00e8 appassionato di cinema lo deve sapere.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\"><strong>Luigi Cozzi e la direzione della fotografia<\/strong><\/span><br \/>\n<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\">I direttori della fotografia sono molto convenzionali. Hanno paura di usare colori accesi, tinte forti, perch\u00e9 in genere nel cinema di oggi si usano poco, mentre invece per il mio cinema di fantasia sono fondamentali, cos\u00ec ho dovuto insistere non poco per convincerli a fare come volevo. Ma ci sono sempre riuscito.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\">Sintesi di un&#8217;intervista di <\/span><strong><span style=\"font-style: normal;\">Matteo Contin<\/span><\/strong><span style=\"font-style: normal;\"> realizzata nel 2009<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 9pt; font-family: Arial; color: black;\"><span style=\"font-style: normal;\"><a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Luigi-Cozzi02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-7810\" title=\"Luigi Cozzi02\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Luigi-Cozzi02.jpg\" alt=\"\" width=\"620\" height=\"345\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Luigi-Cozzi02.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/07\/Luigi-Cozzi02-300x166.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tunnel sotto il mondo Verso il 1965, durante la mia attivit\u00e0 fantascientifica letteraria, sono diventato amico dello scrittore americano Frederik Pohl, uno dei quattro autori di fantascienza pi\u00f9 celebri del mondo. 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