{"id":8628,"date":"2010-09-09T07:40:46","date_gmt":"2010-09-09T05:40:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=8628"},"modified":"2012-05-30T15:42:47","modified_gmt":"2012-05-30T13:42:47","slug":"istituto-micropunta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=8628","title":{"rendered":"Istituto Micropunta \/ Intervista &#8211; Prima parte"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/Power_micropunta_011.jpg\" alt=\"\" title=\"Power to the Sisters\" width=\"620\" height=\"898\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15004\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/Power_micropunta_011.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/Power_micropunta_011-207x300.jpg 207w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\">La versione integrale della presente intervista \u00e8 stata pubblicata su <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=8050\">RC numero27<\/a> (ago 2010), pagg. 32-37<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" size=\"2\"><br \/>\n<br \/>\n<\/font><b><font face=\"Georgia\" size=\"4\">ISTITUTO MICROPUNTA \/ INTERVISTA<br \/>\nPrima parte. Dare voce alle prostitute. Power to the Sisters!<\/font><\/b><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><br \/>\n<\/font><font face=\"Georgia\" size=\"2\">di Alessio Galbiati<\/font><font face=\"Arial\" size=\"2\"><\/p>\n<p>Quella che avete di fronte agli occhi \u00e8 la prima parte di una lunga (lunghissima) intervista a Fabrizio Vegliona e Monica Carrozzoni, in arte <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.micropunta.it\">Istituto Micropunta<\/a> (la seconda \u00e8 stata pubblicata su <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10297\">RC29<\/a> \u2013 ottobre 2010, e sul sito la si pu\u00f2 leggere <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11573\">qui<\/a>). Coppia di fatto dell\u2019audiovideo vantano una formazione eterodossa, atipica, provenendo come amano dire loro stessi \u201cdalla strada e dall\u2019arte\u201d, e traendo da essa suggestioni e stile, ma soprattutto una straordinaria attitudine per un linguaggio diretto. Hanno vissuto e lavorato a Londra, Parigi e Berlino, sviluppando una visione assai ampia del contemporaneo, operando in parecchi ambiti dalla moda all\u2019arte, dal disegno ai media. Attualmente vivono a Milano, sempre con la valigia pronta per partire in qualche angolo di mondo che ha una storia da essere raccontata. Il loro ultimissimo progetto, <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\/powertothesisters\">\u201cPower to the Sisters\u201d<\/a>, visibile integralmente al seguente indirizzo: <\/font><span style=\"background-color: #FFFFFF\"><font face=\"Arial\" size=\"2\"><a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\/powertothesisters\">www.micropunta.it\/powertothesisters<\/a>, <\/font><\/span><font face=\"Arial\" size=\"2\">\u00e8 legato al mondo della prostituzione, \u00e8 l\u2019idea di raccontare questa realt\u00e0 attraverso la viva voce delle donne che militano nelle associazioni per la difesa dei Diritti Civili delle prostitute, attraverso il racconto di chi esercita questa professione. Un\u2019idea straordinaria la cui visione \u00e8 in grado di svecchiare nello spettatore preconcetti e tab\u00f9 che un\u2019etica di massa, ipocrita e criminogena, impone al senso comune. Il percorso che ha portato l\u2019Istituto Micropunta a narrare questa realt\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 di per s\u00e9 interessante ed unico affondando le sue origini nella vita passata di Fabrizio che, con lo pseudonimo di Stickyboy, l\u2019ha messa nero su bianco in uno straordinario romanzo (di formazione): <a href=\"http:\/\/www.tealibri.it\/scheda.asp?idlibro=4395\">\u201cPer Dio e l\u2019Impero\u201d<\/a> (ed. TEA, 2009). \u00c8 proprio da \u201cPower to the Sisters\u201d che ho scelto di partire per dare conto ai nostri lettori di una straordinaria realt\u00e0 del cinema italiano, indipendente ed autarchico.\n<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Partirei dalla fine, o meglio, da quello che state facendo ora. \u201cPower to the Sisters\u201d (<\/b><\/font><font face=\"Arial\" style=\"background-color: #FFFFFF; font-weight:700\" size=\"2\"><a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\/sisters\">www.micropunta.it\/sisters<\/a> &#8211; <\/font><span style=\"background-color: #FFFFFF\"><font face=\"Arial\" style=\"font-weight: 700\" size=\"2\"><a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\/powertothesisters\">www.micropunta.it\/powertothesisters<\/a><\/font><\/span><font face=\"Arial\" size=\"2\"><b>) \u00e8 il progetto al quale attualmente state lavorando e che in qualche modo \u00e8 legato al romanzo scritto da Stickyboy \u201cPer Dio e l\u2019Impero\u201d (ed. TEA, 2009). Chi si nasconde dietro a questo pseudonimo? Ed ovviamente pi\u00f9 in generale vi chiederei di raccontarmi un po\u2019 la storia di questo coraggioso ed interessante progetto\u2026<\/b><\/p>\n<p>Micropunta: Stickyboy sono io (parla Fabrizio; ndr) una storia vera del 1989, scritta fra il 2003 ed il 2006. La storia della mia vita a Londra. Non abbiamo voluto esplicitare con chiarezza l\u2019identit\u00e0 reale dell\u2019autore perch\u00e9 \u00e8 una cosa che non abbiamo ritenuto indispensabile. Se ce lo chiedono lo diciamo, altrimenti\u2026Libro e video \u201cPower to the Sisters\u201d, li intendiamo come uno strumento, un <a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.micropunta.it\/powertothesisters\">tool<\/a>\u2026 il video \u00e8 uno spin-off del libro. Su POWER ci lavoriamo dal 2007. Lo portiamo avanti a ondate, in giro per tutto il mondo. La parte realizzata a Los Angeles \u00e8 stata girata durante la riprese del film su Coney Island, cio\u00e8 \u201cThe Poor Man\u2019s Follies\u201d (2008). Dobbiamo fare i conti col denaro, \u00e8 totalmente autofinanziato. Produttori, televisioni e distributori si spaventano. Il soggetto \u00e8 molto attuale &#8211; come \u00e8 di tutta evidenza &#8211; ma allo stesso tempo controverso\u2026<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Prova ad esplicitarmi il soggetto di \u201cPower to the Sisters\u201d\u2026<\/b><\/p>\n<p>Micropunta: Quando i media parlano di prostituzione potrai sentire le opinioni di chiunque tranne che quelle delle dirette interessate, a meno che non siano con chiarezza; Vittime o fatte passare come tali. Che significa perfettamente sfruttabili da una parte politica o l\u2019altra, o comunque da una posizione ben precisa piuttosto che un\u2019altra. Sui media non sentirai mai parlare di prostituzione nei termini con i quali lo fanno le dirette interessate. Il secondo assunto fondamentale \u00e8 che in tutto il mondo le prostitute sono auto-organizzate in gruppi per la rivendicazione dei Diritti Civili, e sono collegati tra loro a livello internazionale; il fenomeno \u00e8 mondiale ed in ogni singola nazione e contesto si adatta e si struttura in maniera unica: la prostituzione \u00e8 come l\u2019acqua, si adatta al contenitore che la contiene ed in questo si struttura.<\/p>\n<p>Per noi questo \u00e8 un argomento importante perch\u00e9 evidenzia e lascia in braghe di tela il Potere ed \u00e8 il motivo per cui il Potere ha una relazione di amore paura odio (sfruttamento-repressione) con essa. Con \u201cPer Dio e l\u2019Impero\u201d abbiamo agevolmente anticipato il casino mediatico sul tema, che in questo ultimo anno \u00e8 divampato in Italia attorno ai vari scandali sessuali con sempre pi\u00f9 frequenza. La storia raccontata da Stickyboy ha pi\u00f9 di vent\u2019anni, si riferisce al 1989, eppure sembra scritta oggi, \u00e8 attualissima e lo sar\u00e0 ancora per molto. Perch\u00e9 si tratta di un fenomeno, quello della prostituzione, da sempre presente nelle societ\u00e0 umane, entro le quali si modifica in continuazione e che in un certo qual modo fa da specchio all\u2019intera societ\u00e0. Forse proprio per questo nessuno vuole guardarlo per quello che realmente \u00e8.<\/p>\n<p>Gli scandali sessuali che hanno riguardato il Primo Ministro italiano e vari politici e via sputtanando, sono la scoperta dell\u2019acqua calda, per il mondo a Luci Rosse. Sono cose che generalmente emergono unicamente quando servono nella lotta politica. Quando usc\u00ec il caso D\u2019Addario, andammo ad intervistare Carla Corso e Pia Covre, del Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute. Ci dissero che si aspettavano di essere contattate da qualche giornalista per esprimere la loro posizione sul fatto, ma che in realt\u00e0 nessuno dei media le aveva contattate. In buona sostanza siamo stati noi per primi a mettergli una telecamera ed un microfono di fronte. Raccolta la loro intervista abbiamo pensato di montarla velocemente e metterla online, quattro minuti su YouTube (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/tinyurl.com\/3xkhpnz\">http:\/\/tinyurl.com\/3xkhpnz<\/a>), ma prima ancora l\u2019abbiamo proposta a Repubblica.it, che pi\u00f9 di ogni altro giornale ha \u201cseguito\u201d la vicenda\u2026 Abbiamo detto che poteva essere interessante sentire cosa avevano da dire due rappresentanti delle Associazione dei Diritti delle prostitute. Repubblica rispose che nella loro valutazione \u201cnon si trattava di una questione di prostituzione, ma politica\u201d. Tutto questo prima ancora delle famose dieci domande. I realt\u00e0 il problema era che quello che dicono Carla e Pia nell\u2019intervista era scomodo, non lo poteva impugnare n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altra fazione. Ma poi tutto si pu\u00f2 utilizzare con qualche accorgimento, e curiosamente, quello che dicono Carla e Pia 2 settimane dopo diventa, parola per parola, la mitica domanda n.7 a firma La Repubblica: \u00abIl comportamento privato del capo del governo \u00e8 in fragorosa contraddizione con i valori (Dio, famiglia) che proclama in pubblico e con le leggi che propone al Parlamento (severe punizioni per chi favorisce la prostituzione e per chi fa sesso con le prostitute).\u00bb<br \/>\n&nbsp;<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" size=\"2\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/norma51.jpg\" alt=\"\" title=\"norma5\" width=\"620\" height=\"349\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15005\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/norma51.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/norma51-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p>Quello che \u00e8 successo a Norma Jean Almodovar, che documentiamo in \u201cNorma \u2013 Los Angeles\u201d anni \u201970-\u201980 (estratto di venti minuti di \u201cPower to the Sisters\u201d, ndr) ha caratteristiche simili, perch\u00e9 tutti gli \u201cscandali a luci rosse\u201d evidenziano sempre i conflitti d\u2019interesse fra Potere e mondo della prostituzione che non sono certo un\u2019esclusiva italiana. La nostra idea \u00e8 quella di fornire uno strumento per le persone, uno strumento per conoscere un mondo che nessuno racconta, a cui nessuno da mai la parola.<br \/>\nSalvo a volte con i trans, per motivi precisi e decisamente questi s\u00ec, deviati e perversi. Con i trans, secondo loro, riescono a raccontare un fenomeno in chiave di \u2018anormalit\u00e0\u2019 e la cosa \u00e8 fatta nemmeno troppo velatamente. I \u2018trans\u2019 vengono maneggiati come fenomeni \u201ca-normali\u201d perch\u00e9 \u00e8 funzionale al loro discorso ipocrita. In tutto il mondo, non solo in Italia, in televisione si invitano transessuali a parlare di prostituzione. Ma attenzione il motivo vero \u00e8: se invitano una donna, che liberamente ha scelto di prostituirsi, fanno molta fatica a spiegare la \u201cnormalit\u00e0\u201d della cosa.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Quello che \u00e8 capitato in Piazza Navona, lo scorso 1 luglio durante la manifestazione contro la \u201cLegge bavaglio\u201d, quando la D\u2019Addario \u00e8 stata accolta al grido di \u201cFuori le escort\u201d, rappresenta in maniera plastica il grado di violenza che \u00e8 imposto nei confronti di chi si prostituisce; per giunta \u00e8 capitato in una manifestazione politica di forze (teoricamente) progressiste\u2026 Le hanno detto qualcosa del tipo \u201ctu sei una puttana e quindi non hai il diritto di stare qui\u201d, cio\u00e8 non hai diritti civili.<\/b><\/p>\n<p>Micropunta: Puoi parlare ed esporti pubblicamente solo fino ad un certo punto, fino a che fa comodo a me, fino a quando ti posso sfruttare per il mio tornaconto, poi basta, sparisci puttana, non hai il diritto manifestare con la societ\u00e0 cosiddetta civile.<\/p>\n<p>Un tab\u00f9 determinato dal bigottismo della chiesa e da una cultura estremamente chiusa, entro cui l\u2019unica visione che hai delle donne che fanno questo mestiere \u00e8 quella delle vittime o di persone poco intelligenti. Vedere donne che fanno il lavoro sessuale in maniera consapevole, motivandolo non unicamente da un punto di vista economico, \u00e8 un qualcosa di inaccettabile. Abbiamo visto che mostrando \u201cPower to the Sisters\u201d, le persone rimangono sbigottite di fronte ad un linguaggio ed una consapevolezza che neanche immaginavano esistessero. Quando l\u2019abbiamo portato all\u2019ESC di Roma (ESC atelier autogestito \u2013 Via dei Volsci, 159 \u2013 San Lorenzo; la proiezione fu organizzata il 26 marzo 2010 da Infosex, che \u00e8 uno dei laboratori contro-culturali attivi nello spazio romano; ndr), alla fine della proiezione le persone presenti sono rimaste molto colpite. Alcune ragazze ci hanno raccontato di parecchie resistenze, da parte di vari gruppi gravitanti in quella area politica, nel proporre un tema di questo tipo.<\/p>\n<p>In pratica dopo che sui media sono arrivate le beghe di Berlusconi con la prostituzione, trattare l\u2019argomento era diventato impossibile. Loro, universitarie ventenni, si sono trovate accusate da alcune femministe di cinquanta-sessanta anni di avere intrapreso strade sbagliate, quando loro in realt\u00e0 volevano solamente sentire punti di vista differenti. Questo dimostra come esista uno scollamento fra generazioni. I ventenni di oggi hanno una mentalit\u00e0 profondamente differente, sono molto pi\u00f9 aperti a discorsi libertari. O per lo meno cercano nuovi strumenti per capire. Queste ragazze si sono sentite intimidite con i soliti discorsi sul patriarcato, l\u2019uomo delle caverne, eccetera eccetera\u2026<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Sul tema della prostituzione quali sono i lavori che vi sentite di consigliare, di segnalare in quanto particolarmente efficaci nel raccontare il fenomeno in maniera \u201claica\u201d?<\/b><\/p>\n<p>Micropunta: Il nostro (ridono). Nel nostro paese escono essenzialmente le memorie di qualche prostituta, l\u2019unico reale interesse degli editori \u00e8 legato al nome di qualche cliente mezzo vip. Ne sono usciti vari per le principali case editrici sull\u2019onda degli scandali.<br \/>\nUna visione essenzialmente voyeuristica del fenomeno. Oltre alla esperienza \u201clive\u201d \u2026 la cosa migliore \u00e8 informarsi sui siti che si occupano direttamente della cosa, che si battono per i Diritti Civili. In Italia l\u2019epicentro sono le Lucciole (<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.lucciole.org\">www.lucciole.org<\/a>) dove oltre a informazioni di prima mano vengono segnalati contenuti interessanti e dove ci sono proposte efficaci.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Ora introduco un tema, un titolo di un documentario, che avrei voluto inserire nella conversazione immediatamente ma che ho atteso a proporre nel discorso per vedere se eravate voi stessi a nominarlo, ovvero\u2026 \u201cIl corpo delle donne\u201d di Lorella Zanardo (diretto con Marco Malfi Chindemi e Cesare Cant\u00f9, Italia\/2009; ndr). Un documentario che si colloca decisamente nell\u2019emisfero opposto a quello occupato dal vostro lavoro; l\u00ec abbiamo una voce fuori campo narrante assolutamente paternalistica, contrapposta alla vostra parola detta in prima persona..<\/b><\/p>\n<p>Micropunta: \u00c8 un linguaggio pericoloso.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: \u00c8 un qualcosa difficile da maneggiare se non si conosce l\u2019altra faccia del discorso, si rischia di rimanere imprigionati, appiattiti, su di una visione delle cose monocorde\u2026<\/b><\/p>\n<p>Micropunta: Questo era proprio quello che dicevano le ragazze del collettivo romano. C\u2019\u00e8 solo quella visione li.<br \/>\n\u201cIl corpo delle donne\u201d \u00e8, a nostro avviso, pericoloso perch\u00e9 offre un punto di vista unico, omettendo troppi altri punti di vista fondamentali, si lamenta che la tv toglie voce alle donne-veline e lo fa a sua volta con un monologo peraltro a tratti davvero delirante. In fondo propone il solito femminismo di genere: Si \u00e8 passati da dire negli anni settanta, \u201cil corpo \u00e8 mio e me lo gestisco io\u201d, a, \u201cdecido io cosa le donne possono fare con il proprio corpo\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/norma41.jpg\" alt=\"\" title=\"norma4\" width=\"620\" height=\"349\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15006\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/norma41.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/norma41-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Purtroppo, e come al solito, la situazione italiana, soprattutto se vissuta dall\u2019interno, \u00e8 un bordello allucinante \u2013 ed il termine in questo contesto ci sta tutto\u2026 E dunque proprio per questo, uno degli estratti che ho avuto modo di vedere, quello intitolato \u201cNorma \u2013 Los Angeles\u201d, che da conto dell\u2019incredibile vicenda di Norma Jean Almodovar, risulta davvero una boccata di aria fresca\u2026 \u00c8 un documento in grado di allargare il discorso, di dargli un respiro assai pi\u00f9 ampio. Anche perch\u00e9 qui da noi, il tema della prostituzione, innestandosi sulla figura di Silvio Berlusconi, diviene completamente schizofrenico (come ogni altra cosa del resto). In \u201cNorma \u2013 Los Angeles\u201d la questione assume quei caratteri davvero politici, nel senso pi\u00f9 alto del termine, richiamati proprio nel titolo del libro di Stickyboy\u2026 si arriva a parlare con una straordinaria chiarezza dell\u2019Impero. In quell\u2019estratto si articola un discorso molto ampio, entro il quale c\u2019\u00e8 il sesso vissuto come professione, ed in cui si parla dell\u2019utilizzo del proprio corpo come strumento per emanciparsi, per ottenere una propria libert\u00e0 economica\u2026<\/b><\/p>\n<p>Micropunta: Una libert\u00e0 che non \u00e8 solo economica, ma soprattutto una libert\u00e0 di coscienza, la libert\u00e0 di non essere schiavi del senso comune. La libert\u00e0 di poter usare il proprio corpo, la propria mente, questo \u00e8 fondamentale. \u00c8 vero che nella maggior parte dei casi \u00e8 l\u2019economia che spinge le donne (\u00e8 un lavoro!) ad intraprendere questa scelta, del resto siamo in un sistema capitalista, ma non c\u2019\u00e8 solo quella dimensione. Bisogna togliere lo stigma.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Comunque voi andate ad intervistare delle donne \u201cilluminate\u201d, donne comunque estremamente consapevoli di s\u00e9, del proprio ruolo. Donne con un livello di consapevolezza, e di presa di coscienza, decisamente spiccato. \u00c8 vero per\u00f2 che per la stragrande maggioranza delle donne che si prostituiscono questo livello non c\u2019\u00e8\u2026<\/b><\/p>\n<p>Micropunta: Decisamente illuminate, sono o sono state prostitute anche loro. \u00c8 vero quel che dici, per\u00f2 ti assicuro che la maggior parte delle ragazze che fanno il mestiere hanno un livello di consapevolezza di ci\u00f2 che fanno assolutamente spiccato. Sanno quello che fanno, nella maggior parte dei casi ne hanno il controllo. Il problema \u00e8 dall\u2019altra parte, ovvero la percezione indotta che ha la societ\u00e0 delle \u201cputtane\u201d.<br \/>\nCon la storia di Norma &#8211; dalla quale ci piacerebbe trarre un film &#8211; diviene evidente la dimensione politica del fenomeno, lo sfruttamento della prostituzione da parte dei Poteri, dello Stato, della Polizia, della Chiesa. Lo sfruttamento diretto. Per esempio, quello che \u00e8 successo con Brenda, l\u2019uccisione del trans del caso dell\u2019ex governatore del Lazio Marrazzo, \u00e8 moneta corrente del mondo della prostituzione. La polizia \u00e8 pesantemente coinvolta nella prostituzione, sempre e in tutto il mondo. Allo Stato servono per sesso, per soldi e, soprattutto, per avere informazioni. Tutto questo accade perch\u00e9 sono ricattabili e proprio per questo non vogliono dare a queste persone Diritti Civili, darglieli significherebbe renderle meno ricattabili. Questo \u00e8 un punto centrale ed assolutamente politico. La lotta per la conquista dei diritti civili delle prostitute non \u00e8 diversa dalla lotta per i diritti civili che fu dei neri, dei gay o di tutte le altre minoranze nel mondo. Le prostitute non sono altro che un altro gruppo, l\u2019ennesimo, di persone discriminate.<br \/>\nIl mondo della prostituzione andrebbe studiato a scuola. Come si dice\u2026 la Storia si nasconde nella bocca delle puttane.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Sollecitato dalla visione degli estratti che mi avete girato, ho provato a guardare un po\u2019 sul web, per capire come funziona la prostituzione online ed ho scoperto, ma \u00e8 cosa di un attimo, una moltitudine di persone che offrono prestazioni sessuali di ogni tipo. Una cosa incredibile\u2026 ma ovviamente qui si allarga il discorso alla sfera della sessualit\u00e0\u2026<\/b><\/p>\n<p>Micropunta: Si potrebbe pure parlare del ruolo che ha la Chiesa.<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" size=\"2\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/stikyboy1.jpg\" alt=\"\" title=\"stikyboy\" width=\"620\" height=\"393\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15007\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/stikyboy1.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/stikyboy1-300x190.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Questo \u00e8 un mondo che conoscete molto bene avendolo raccontato nel romanzo \u201cPer Dio e l\u2019Impero\u201d (Ed. TEA, 2009), qual \u00e8 la storia?<\/b><\/p>\n<p>Micropunta: Arrivai a Londra nel 1989 (E&#8217; Fabrizio a parlare in questo caso, per la cronaca \u00e8 nato nel 1965; ndr) e finii a lavorare per le prostitute, attaccavo gli adesivi pubblicitari per loro nella cabine telefoniche, questo perch\u00e9 a Londra \u00e8 vietato prostituirsi per strada\u2026 si attaccavano questi adesivi con il numero di telefono nelle cabine, facendo attenzione a non essere sorpreso da qualche poliziotto, dato che all\u2019epoca fare una cosa del genere era passibile tra l\u2019altro, di \u201csfruttamento della prostituzione\u201d poi ho iniziato io stesso a disegnare per queste donne adesivi, cartoline pubblicitarie, accessori da lavoro, e mi ricordo come se fosse adesso, proprio questa \u00e8 l\u2019essenza del libro, che quando entravi in queste case accedevi ad un\u2019altra dimensione reale; Due mondi, quello quello \u201cufficiale\u201d fuori , e quello \u201cnon ufficiale\u201d all\u2019interno, che sta dietro ad una porta.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Penso che nella nostra epoca il tema della prostituzione abbia debordato in ogni angolo della societ\u00e0, in Italia viviamo le contraddizioni delle ipocrisie sull\u2019argomento a livelli oramai macroscopici. La prostituzione \u00e8 visibile in Parlamento, ci sono Ministri della Repubblica con pi\u00f9 di qualche \u201crumors\u201d indicibile sulla strada che li ha portati a quello scranno. Si parla di prostituzione in ogni modo deviato possibile, ma non si parla mai della legalizzazione del fenomeno.<\/b><\/p>\n<p>Micropunta: I media riescono ogni volta a confondere l\u2019angolo con il quale raccontare il fenomeno. Il problema non \u00e8 andare o meno a puttane, e in realt\u00e0 neanche il resto che raccontano.Come mai quando si parla di zoccole e puttane c\u2019\u00e8 tutta questa veemenza, mentre quando si parla di Carl\u00e0 c\u2019\u00e8 tutta questa deferenza. Come la chiamiamo quella cosa l\u00ec? Perch\u00e9 la raccontiamo come prima donna di Francia, elegante, bella, che fa i film con Woody Allen? E allora, come dice Pia (Covre; ndr) il discorso da fare \u00e8 forse un discorso di classe?<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Oppure se diventa Ministro \u00e8 una donna determinata\u2026 Vista la questione da un altro punto di vista si pu\u00f2 con certezza affermare che questo sia il momento ideale per far uscire un lavoro come \u201cPower to the Sisters\u201d, ed \u00e8 pure un momento perfetto per provare a cambiare i paradigmi sulla prostituzione della nuova generazione di giovani di questo primo decennio degli anni duemila.<\/b><\/p>\n<p>Micropunta: Sulla rete \u00e8 facilmente verificabile questo cambiamento di \u201cpelle\u201d nei pi\u00f9 giovani. La sfera sessuale \u00e8 senz\u2019altro divenuta luogo di conoscenza ed esplorazione delle personalit\u00e0 in maniera assai pi\u00f9 spiccata che in precedenza. Le nuove generazioni sono curiose, vogliono informazioni, sta alle precedenti offrirgliele e non restituirgli solo una piccola parte della questione, quella fra l\u2019altro pi\u00f9 organica agli assetti del potere. Il momento \u00e8 ottimo. Oltretutto con la crisi economica molti Stati si stanno trovando a rischio default, o comunque con grandi problemi ai bilanci pubblici ed alla spesa sociale, e gi\u00e0 qualche voce si \u00e8 levata per tassare la prostituzione, o comunque per recuperare finanze da questo enorme economia sommersa. Se motivato cos\u00ec sarebbe allucinante, ci ritroveremmo uno Stato che non legalizza la prostituzione per dare Diritti Civili, ma una specie di Stato \u201cpappone\u201d che gi\u00e0 esiste comunque\u2026 che chiede la propria percentuale\u2026 Sarebbe l\u2019apoteosi. Molte delle associazioni per i diritti civili delle prostitute stanno fiutando la possibilit\u00e0, si stanno muovendo per sondare le disponibilit\u00e0 della politica ad una legalizzazione del fenomeno. La realt\u00e0 italiana \u00e8 ovviamente fra le pi\u00f9 bloccate, vedi alla voce Vaticano, ma comunque strategicamente ci potrebbero essere delle carte da giocare in un contesto di dissesto delle finanze pubbliche. La prostituzione storicamente \u00e8 sempre stata, anche, uno strumento strategico di sopravvivenza, di contrattacco. Ecco perch\u00e9 diventa necessario fornire una visione negativa alla societ\u00e0.<\/p>\n<p><b>Alessio Galbiati: Un periodo ottimale, ma che contiene ulteriori possibili imbarbarimenti. Sempre in riferimento alle nuove generazioni, se \u00e8 vero quello su cui ci siamo trovati d\u2019accordo, sul fatto cio\u00e8 che molti giovani e giovanissimi sono interessati a sentire le storie di quelle donne che hanno deciso di prostituirsi, dando quel diritto alla parola ed alla dignit\u00e0 sistematicamente negati da altri gruppi sociali, \u00e8 altrettanto vero che esiste un\u2019altra \u201cgiovent\u00f9\u201d che sta sviluppando un approccio ancor pi\u00f9 brutale, che in precedenza, al mondo della prostituzione, ed alla donna in generale, anche stimolati da un consesso mediatico che tende a denigrare quelle donne.<\/b><\/p>\n<p>Micropunta: Hai ragione. Proprio per questo \u00e8 pi\u00f9 importante che mai togliere lo stigma da un gruppo di persone che lo subiscono.<\/p>\n<p>\n(Continua su <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=10297\">RC29<\/a> \u2013 ottobre 2010, e <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=11573\">qui<\/a>)<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" size=\"2\">per la versione integrale della presente intervista rimandiamo il lettore a <a href=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/?p=8050\">RC numero27<\/a> (ago 2010), p. 32-37<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/norma21.jpg\" alt=\"\" title=\"norma2\" width=\"620\" height=\"349\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15008\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/norma21.jpg 620w, https:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/norma21-300x168.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 620px) 100vw, 620px\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\" align=\"center\"><b><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 20pt\">POWER TO THE SISTERS<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\" align=\"center\"><b><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 20pt\">POWER TOOL<\/font><\/b><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\" align=\"center\"><font face=\"Georgia\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.micropunta.it\/powertothesisters\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/powertool.jpg\" alt=\"\" title=\"powertool\" width=\"369\" height=\"198\" class=\"aligncenter size-full wp-image-15002\" border=\"0\" \/><\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\" align=\"center\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 20pt; font-weight: 700\">GUARDA ONLINE<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\" align=\"center\"><font face=\"Georgia\" size=\"4\"><a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\/powertothesisters\">www.micropunta.it\/powertothesisters<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<table border=\"0\" width=\"620\" id=\"table1\">\n<tr>\n<td width=\"307\">\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" size=\"3\"><b>Istituto Micropunta<\/b><\/font><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt; \"><\/p>\n<p>  Monica Carrozzoni &#8211; Modena 1967<br \/>\n  Fabrizio Vegliona &#8211; Montreal 1965<\/p>\n<p>  <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\">www.micropunta.it<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt; \"><br \/>\n  <\/font><font face=\"Arial\" size=\"3\"><b>FILMOGRAFIA<\/b><\/font><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt; \"><\/p>\n<p>  <\/font><font style=\"font-size: 9pt; \" face=\"Georgia\"><b>Vinylistic \u201cRecord Player\u201d<\/b><br \/>\n  <i>videoclip<\/i><br \/>\n  footage da \u201cMilano calibro 9\u201d di F. Di Leo<br \/>\n  2006<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\">www.micropunta.it<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt; \"><br \/>\n  <b>rocky<\/b><br \/>\n  <i>cortometraggio (5\u2019)<\/i><br \/>\n  Concorso David di Donatello 2006-2007<br \/>\n  Tekfestival Roma<br \/>\n  Premio CortoRaro RCfilmfest<br \/>\n  2006<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\">www.micropunta.it<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt; \"><br \/>\n  <b>kung fu star<\/b><br \/>\n  <i>cortometraggio (5\u2019)<\/i><br \/>\n  2006<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\">www.micropunta.it<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt; \"><br \/>\n  <b>The World Famous Pontani Sisters<\/b><br \/>\n  <i>cortometraggio (5\u2019)<\/i><br \/>\n  Concorso David di Donatello 2006-2007<br \/>\n  2006<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\">www.micropunta.it<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt; \"><br \/>\n  <b>Tingis<\/b><br \/>\n  <i>mediometraggio (30\u2019)<\/i><br \/>\n  Qoob Factory<br \/>\n  2008<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\">www.micropunta.it<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt; \"><br \/>\n  <b>The Poor Man\u2019s Follies<\/b><br \/>\n  <i>documentario (60\u2019)<\/i><br \/>\n  Qoob Factory<br \/>\n  2008<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\">www.micropunta.it<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt; \"><br \/>\n  <b>Power to the Sisters<\/b><br \/>\n  <i>documentario crossmediale<\/i><br \/>\n  2007 &#8211; attualmente in lavorazione<br \/>\n  estratti:<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt; \"><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=qqJ5PJqxKZE\">www.youtube.com\/watch?v=qqJ5PJqxKZE<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt; \"><a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\/sisters\">www.micropunta.it\/sisters<\/a><\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt\">POWER TOOL<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt\"><a href=\"http:\/\/www.micropunta.it\/powertothesisters\">www.micropunta.it\/powertothesisters<\/a><\/font><\/td>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"center\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.tealibri.it\/scheda.asp?idlibro=4395\"><font color=\"#000000\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" border=\"0\" src=\"http:\/\/www.rapportoconfidenziale.org\/wp-content\/uploads\/2010\/09\/Stickyboy%20per%20dio%20e%20l'impero.png\" width=\"262\" height=\"348\" align=\"top\"><\/font><\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt; \">STICKYBOY<br \/>\n  <\/font><font face=\"Georgia\" size=\"3\"><b>Per Dio e l\u2019Impero<\/b><\/font><font face=\"Georgia\" style=\"font-size: 9pt; \"><br \/>\n  ed. TEA, 2009<br \/>\n  ISBN 978-88-502-1822-6<br \/>\n  <a href=\"http:\/\/www.tealibri.it\/scheda.asp?idlibro=4395\">www.tealibri.it\/scheda.asp?idlibro=4395<\/a><\/font><\/p>\n<p>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<\/table>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\"><font face=\"Arial\" style=\"font-size: 9pt\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/font><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-top: 0; margin-bottom: 0\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La versione integrale della presente intervista \u00e8 stata pubblicata su RC numero27 (ago 2010), pagg. 32-37 ISTITUTO MICROPUNTA \/ INTERVISTA Prima parte. Dare voce alle prostitute. 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